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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura

 

Dal 26 aprile al 5 maggio in Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (l’ex Ilva di Taranto) scatterà una chiusura collettiva. I dipendenti potranno andare in ferie, utilizzando le loro disponibilità (ma sarà una scelta personale e volontaria) ed effettuare così un lungo ponte che, sfruttando il calendario, parte dalla festa della Liberazione e va oltre la festa del Lavoro. È una novità assoluta in oltre 60 anni di storia del siderurgico. Lo stop feriale riguarderà sia gli addetti alle funzioni di staff che quelli della produzione, escluse le figure e le mansioni strettamente necessarie. In quei giorni il siderurgico avrà quindi un organico ai minimi termini come mai è accaduto sinora, se si esclude il periodo Covid quando gli ingressi erano contingentati. Stavolta la novità risiede nel fatto che mai sono stati dati così tanti giorni e nell’aver coinvolto anche coloro che sono in produzione, mentre sinora tale misura è stata applicata solo a impiegati e staff. Il tutto ha una motivazione nel fatto che Acciaierie sta attualmente viaggiando ad un ritmo produttivo bassissimo e che l’attività - per mancanza di materie prime e di liquidità - è molto scarsa. È in funzione un solo altoforno su 3 e peraltro ad un passo ridotto rispetto alle sue potenzialità. Inoltre è in corso la cassa integrazione per un numero massimo di 2.500 dipendenti su 8.200 di organico a Taranto. L’iniziativa dell’azienda ha messo oggi in allarme sindacati e lavoratori, preoccupati dei contraccolpi, del fatto che una fermata del genere costituiva un’ennesima conferma dello stato fortemente critico in cui versa l’azienda e della possibilità che, accanto alle ferie, si usasse anche la cassa integrazione. È così partita una lettera della Uilm diretta al commissario Quaranta, al direttore generale del personale, Picucci, e ai responsabili del personale e delle relazioni industriali per il sito di Taranto, Varruzza e Lonoce. La Uilm, con i suoi delegati e il coordinatore di fabbrica, ha chiesto chiarezza “in merito alle voci circolanti nelle ultime ore all’interno della fabbrica riguardo eventuali chiusure collettive di impianti dal 25 aprile al 5 maggio”, tenuto conto che non era stato programmato alcun “incontro con le organizzazioni sindacali volto a coniugare le eventuali esigenze aziendali con quelle dei lavoratori. Nel caso in cui tali azioni fossero confermate - ha detto la Uilm -, rappresenterebbero la totale continuità rispetto alla gestione disastrosa precedente. Siamo ancora convinti che l’avvio della gestione commissariale debba rappresentare un cambio di passo nella direzione della tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori. Dignità calpestata per anni”. E comunque, è stato sottolineato, “resta inteso di questo tipo verranno sempre condannate e contestate”.  Dopo la protesta sindacale, Acciaierie in amministrazione straordinaria è intervenuta e pur confermando le ferie in tutta la fabbrica per un periodo così ampio e mai dato in passato, ha evidenziato che il tutto presuppone l’adesione volontaria dei lavoratori. Al riguardo la Uilm ha quindi comunicato che la chiusura collettiva avverrà “esclusivamente su base volontaria. Ciò significa che i dipendenti avranno la possibilità di partecipare in base alla propria volontà. Durante questo periodo sarà consentito consumare le ferie. I reparti interessati saranno informati direttamente dai preposti per fornire ulteriori dettagli e chiarimenti in merito alla procedura da seguire per aderire alla chiusura collettiva volontaria e per l’utilizzo delle ferie”. Intervenuta anche la Fim Cisl, per la quale “i lavoratori che prestano la propria attività sugli impianti, possono usufruire delle ferie residue in maniera volontaria tenendo conto delle esigenze tecniche-organizzative. Per l’area staff, verranno effettuati negli stessi giorni alcuni presidi. Nelle prossime ore l’azienda invierà comunicazione a tutti i dipendenti sul portale”. 

Il Diverse Ability Day è un evento

dimostrativo itinerante di prove

subacquee per persone con disabilità, ideato ed organizzato dai referenti territoriali di Diverse Ability,

organizzazione Italiana affiliata ad OPES APS

L’evento appartiene alle iniziative del progetto “Subacquea e Disabilità 2.0”, finanziato

dalla Fondazione Decathlon, naturale prosecuzione dell’omonimo progetto partito nel 2017

che portò alla formazione di oltre 200 Istruttori Subacquei per persone con disabilità in 17

provincie Italiane. Il progetto del 2017 prevedeva la trasferta dello Staff Didattico Nazionale

e di Subacquei con disabilità già brevettati verso le 17 provincie per la formazione di base;

i corsi si concludevano sempre con un evento dimostrativo. Il nuovo progetto 2.0 prevedrà

la formazione di persone con disabilità nelle provincie toccate dal progetto del 2017.

Dopo Torino e Bologna, il 20 aprile è toccato a Taranto farsi portavoce del progetto in cui persone con varie disabilità (motorie, sensoriali e cognitive) hanno provato  la fantastica sensazione di respirare e muoversi liberamente sott’acqua. Dopo l’evento dimostrativo

sono stati  predisposti i percorsi didattici che hanno portato al conseguimento del brevetto

subacqueo di immersione.

Vincente è stata la sinergica collaborazione di tre ASD Tarantine, Taras Sub Diving Center,

Blue Dive e Dive Reporters, tutte e tre centri di eccellenza della didattica Diverse Ability e

presenti sul territorio da molti anni.

La ricerca in ambito didattico motorio è una delle priorità di Diverse Ability: in questa

giornata, infatti, sono stati  filmati i contributi di propulsione acquatica dei candidati con patologie neurologiche ed analizzati biomeccanicamente in post analisi. Referente dello

studio è il Dott. Laganaro, Chinesiologo e componente del comitato scientifico di ricerca.

L’evento si è svolto presso la Piscina Mediterraneo Village, impianto gestito dall’omonima

SSD che ha fornito tutto il supporto necessario. Ricordiamo che la SSD Mediterraneo non è nuova allo Sport Inclusivo, vanta infatti numerosi anni di formazione, didattica, numerosi

atleti paraolimpici e tanti titoli acquisiti nei i campionati di tutta Italia. È già in cantiere l’organizzazione della Mediterraneo Open Water 2024, tra le poche competizioni nazionali

totalmente inclusive.

Voto per fuori sede alle elezioni europee dell’8 e 9 luglio.

Importante novità per favorire la possibilità di esercitare il diritto di voto anche per gli studenti che vivono fuori sede e non riescono a raggiungere i loro Comuni di residenza, sia per questioni economiche sia per questioni di studio. 

Gli studenti potranno esprimere la loro preferenza per i candidati in lista nel territorio della loro residenza, restando nella città in cui vivono e frequentano l’Università. Ecco come fare: ci si deve registrare entro il 5 maggio, compilando un modulo che va inviato via mail al proprio Comune di residenza 

Come si legge sul sito del ministero dell\'Interno La nuova modalità di voto, introdotta in forma sperimentale dall’articolo 1-ter del decreto-legge n. 7/2024, convertito dalla legge n. 38/2024, consentirà agli studenti domiciliati per un periodo di almeno tre mesi in un comune fuori dalla propria regione di residenza di votare:

  • nel comune dove vivono temporaneamente se questo appartiene alla stessa circoscrizione elettorale del comune di residenza; 
  • in seggi speciali istituiti nel capoluogo di Regione del comune dove vivono temporaneamente, se quest’ultimo appartiene ad una circoscrizione elettorale diversa da quella di residenza.

Per l’ammissione al voto “fuori sede” gli studenti interessati devono presentare un’apposita istanza al Comune di residenza entro il 5 maggio 2024utilizzando, preferibilmente, l’allegato modello di domanda.

La domanda di ammissione al voto fuori sede può essere revocata con le medesime modalità entro mercoledì 15 maggio 2024.

Entro martedì 4 giugno 2024, il comune di temporaneo domicilio, ovvero comune capoluogo della regione in cui è situato il comune di temporaneo domicilio, rilascerà allo studente fuori sede un’attestazione di ammissione al voto con l’indicazione del numero e dell’indirizzo della sezione presso cui votare. L’attestazione potrà essere rilasciata anche mediante l’utilizzo di strumenti telematici e dovrà esibita al seggio per poter essere ammesso a votare, unitamente al documento di riconoscimento e alla tessera elettorale.

Gli studenti fuori sede hanno diritto alle vigenti agevolazioni di viaggio dal comune di temporaneo domicilio al capoluogo di regione e ritorno per l’esercizio del diritto di voto presso la sezione speciale di assegnazione.

Gli studenti ammessi al voto fuori sede nelle speciali sezioni istituite presso i capoluoghi di regione potranno poi valutare di svolgere la funzione di componenti dei seggi speciali laddove i Sindaci ritenessero, se necessario, di individuarli per tale compito.

Ecco il modello:

https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2024-04/circ-dait-027-servelet-05-04-2024-all1.pdf

 

Lu.Lo. 

 È cominciato alle 10.15, con l’ingresso in aula della Corte d’Appello, il processo di secondo grado “Ambiente Svenduto”. L’accusa è rappresentata in aula dal procuratore generale Antonio Maruccia, dal pg Mario Baruffa e dai pubblici ministeri Remo Epifani, Raffaele Graziano e Giovanna Cannalire. Non è presente in aula l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, mentre c’è l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido, che sono tra gli imputati. Oltre alle 39 persone fisiche, il processo riguarda anche 3 società. Si tratta del processo relativo al disastro ambientale contestato al gruppo industriale Riva con la precedente gestione dell’Ilva di Taranto. È il processo originato dai primi arresti e dal sequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto avvenuto a luglio del 2012. Oltre ai rappresentanti diretti di quella che anni fa era la proprietà dell’azienda, i fratelli Nicola e Fabio Riva, coinvolti anche diversi ex dirigenti e manager dell’azienda, come l’ex direttore del sito di Taranto, Luigi Capogrosso, e l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’azienda, Girolamo Archinà. Il processo di secondo grado arriva a quasi tre anni dalla conclusione del primo, che a maggio 2021 - dopo ben 330 udienze - si chiuse con 26 condanne nei confronti dirigenti della fabbrica, manager e politici, per complessivi 270 anni di carcere. 

La prima udienza tenutasi oggi in Corte d’Appello a Taranto è durata poco più di un’ora ed è stata dedicata alla costituzione delle parti e alla calendarizzazione delle udienze.La Corte, presieduta dal giudice Antonio Del Coco, affiancato dal giudice Ugo Bassi e dalla giuria popolare, deciderà in una delle prossime udienze in merito all’istanza degli avvocati di alcuni imputati che hanno chiesto il trasferimento del processo a Potenza poiché risiedendo a Taranto i giudici del collegio sono anch’essi da considerarsi parti lese. Analoga istanza fu già avanzata in Corte d’Assise, nel processo di primo grado concluso a maggio 2021, ma respinta dalla Corte che decise il mantenimento del processo a Taranto.

 

 

A partire da venerdì 19 aprile, il Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) si sposta presso i nuovi locali in Via Ancona, nella sede del Distretto Socio Sanitario.

 

Il servizio, finora ubicato all\'ingresso dell\'Ospedale SS. Annunziata in Via Bruno, nel rispetto delle indicazioni regionali trova una nuova e accogliente sede con accesso da Via Ancona. Un videocitofono esterno sarà collegato con i medici in servizio per l\'accesso dal cancello pedonale oppure, se necessario, con l\'auto.

 

Restano invariati gli orari e i riferimenti telefonici: il servizio, attivo tutti i giorni dalle ore 20:00 alle ore 8:00, i festivi e i prefestivi, è raggiungibile telefonicamente ai numeri 099 4521997 e 099 4585063. L\'attività ambulatoriale è garantita dal lunedì al venerdì dalle ore 20:00 alle ore 22:30, il sabato e i prefestivi dalle ore 8:00 alle ore 13:00 e dalle ore 15:30 alle ore 22:30 e la domenica e i festivi dalle ore 8:00 alle ore 13:30 e dalle ore 15:30 alle ore 22:30.

Undici medici sono indagati dalla Procura di Taranto per la morte di una 30enne di Ginosa deceduta il 28 marzo all\'ospedale Santissima Annunziata di Taranto dopo alcuni giorni di ricovero nel reparto Rianimazione. Il medico legale Alberto Tortorella eseguirá l’autopsia su incarico del pubblico ministero Marzia Castiglia, che ha disposto l’esame per individuare la reale causa del decesso e comprendere se vi siano o meno responsabilità penali dei medici che hanno avuto in cura la donna. Nei giorni precedenti alla morta, la 30enne si era sottoposta ad una spirometria, ma da lí il suo quadro clinico sarebbe peggiorato fino al decesso. 

Imputate 39 persone e 3 società, comincia domani mattina a Taranto il processo in Corte d’Appello “Ambiente Svenduto”. È il processo relativo al disastro ambientale contestato al gruppo industriale Riva con la precedente gestione dell’Ilva di Taranto. Il processo originato dai primi arresti e dal sequestro degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto avvenuto a luglio del 2012. Oltre ai rappresentanti diretti di quella che anni fa era la proprietà dell’azienda, i fratelli Nicola e Fabio Riva, coinvolti anche diversi ex dirigenti e manager dell’azienda ed ex amministratori pubblici, come l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido.  Il processo di secondo grado arriva a quasi tre anni dalla conclusione del primo, che a maggio 2021 si chiuse con 26 condanne nei confronti dirigenti della fabbrica, manager e politici, per complessivi 270 anni di carcere. La Corte d\'Assise stabilì sia la confisca degli impianti dell\'area a caldo, che la confisca per equivalente dell\'illecito profitto nei confronti delle tre società Ilva spa, Riva fire e Riva forni elettrici, per una somma di 2,1 miliardi. In particolare, furono condannati a 22 anni e 20 anni di reclusione Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell\'Ilva, che rispondevano di concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all\'avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro. A 21 anni e 6 mesi fu invece condannato l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva, Girolamo Archinà, a 21 l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, a pene comprese tra i 18 anni e mezzo e i 17 anni e 6 mesi i cinque ex fiduciari aziendali, diretta espressione dei Riva. A tre anni e mezzo di reclusione fu infine condannato l\'ex presidente Vendola, con l’accusa di concussione aggravata in concorso. Le motivazioni della sentenza dell’Assise sono arrivate 18 mesi fa. Domani la Corte d\'Assise d\'appello sarà presieduta dal giudice Antonio Del Coco, affiancato dal giudice Ugo Bassi e dalla giuria popolare. 

Su richiesta della Procura generale, rappresenteranno l\'accusa gli stessi pubblici ministeri del primo grado: Remo Epifani, Raffaele Graziano, Mariano Buccoliero e Giovanna Cannarile, ora in servizio a Lecce. A distanza dalle prime vicende giudiziarie e dal primo processo in Assise, la vicenda dell’Ilva ha registrato più cambi societari. Nel 2013 l’azienda fu infatti tolta ai Riva dallo Stato e commissariata, nel 2015 la società andò in amministrazione straordinaria e nel 2016 - su azione della Procura di Milano e del Governo allora in carica - i Riva fecero rientrare in Italia dall’estero un miliardo di euro, che poi è stato finalizzato alla bonifica. E ancora, nel 2017, dopo una gara internazionale, l’azienda fu ceduta in fitto alla multinazionale dell’acciaio ArcelorMittal, nel 2019 Mittal minacciò la rescissione del contratto perché era stato tolto dal Parlamento lo scudo penale introdotto con una legge, nel 2021 al privato Mittal si unì la società pubblica Invitalia, nel ruolo di partner di minoranza, e la società cambió nome in Acciaierie d’Italia, infine nel 2024, a febbraio, l’azienda è stata di nuovo commissariata dallo Stato ed è finita per la seconda volta in amministrazione straordinaria. In questo arco di tempo, partendo da fine 2012, 13 sono stati anche i decreti legge varati dal Governo per la fabbrica, di cui due a gennaio scorso - uno per l’amministrazione straordinaria ed un altro per l’indotto - poi confluiti in un testo unico con la legge approvata a marzo. In vista del processo che riparte domani, Peacelink, associazione ambientalista tra le più attive sul fronte Ilva, dichiara che è “cruciale questa nuova fase del processo. È importante sottolineare che Peacelink è stata l\'associazione che ha inizialmente segnalato l\'inquinamento da diossina, avviando così le indagini che hanno portato a questo processo. Ha dimostrato - rileva l’associazione - che l\'impegno della società civile può dare forza alla giustizia e fare la differenza nel cambiamento della storia di una città martoriata. Saremo presenti e attivi come parte civile, sia come associazione nazionale sia come nodo locale, al processo di appello per ribadire la nostra richiesta di giustizia ambientale”. 

       Un anziano di 84 anni è morto carbonizzato a causa di un incendio che si è sviluppato nel suo appartamento di San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto. In un primo momento, l’uomo era dato per disperso, poi è stato ritrovato senza vita disteso sul letto della sua camera. Per domare l’incendio, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Taranto. L’origine del rogo è in fase di accertamento. 

La formazione Under21 della Gioco Calcio Tra amici Taranto domenica 21 aprile alle 16.00 sarà impegnata in quel di Turi per il titolo di Campione di Puglia. 

 

La squadra del presidente Luigi Sperandeo dopo aver vinto il Girone B, ed aver eliminato nei quarti di finale il CUS Foggia e in semifinale il Futsal Veglie, incontrerà il forte Futsal Andria. Il bilancio degli scontri diretti tra le due formazioni è di perfetta parità, una vittoria per parte. 

 

Un percorso straordinario quello di capitan Tardiota e compagni frutto di un progetto lungimirante nato nel 2017, con la partecipazione al campionato under 17. 

L’obiettivo principale era ed è tutt’ora l’inclusione sociale che solo uno sport come il futsal può dare.

 

“La finale per me rappresenta il raggiungimento di un obiettivo, mi ero ripromesso di portare questi ragazzi ai vertici della Puglia e questa finale comunque ci proietta nell elitè del futsal giovanile regionale.” Queste le parole del Mister Valentino Sperandeo. 

 

“Per la città - prosegue il mister- credo sia motivo di orgoglio vedere come anche una piccola realtà come la nostra riesca a portare in alto il nome di Taranto” 

 

“Voglio ringraziare i ragazzi che hanno creduto nelle idee mie e della società e gli sponsor che ogni anno ci sostengono e senza i quali non sarebbe possibile competere con storiche realtà di questo sport.”

 

Invito tutti i tifosi a seguirci al palazzetto di Turi o in alternativa in diretta sulle pagine di Puglia5.

Lo sport declinato in svariate discipline insieme ad uno stile di vita sano e attivo sono al centro del progetto della Provincia di Taranto denominato ‘Giovani in campo: sport, benessere e inclusione\', il progetto finanziato nell’ambito del programma  “GAME UPI”, ossia l’iniziativa dell’Unione Province d’Italia che ha inteso premiare, su base nazionale, i migliori venti progetti incentrati sulla tematica sportiva.

Oltre alla Provincia di Taranto, destinataria del finanziamento quale ente capofila, partners dell’iniziativa sono l\'UPI Puglia, l’Istituto Mediterraneo di Maruggio, l’istituto Lentini/Einstein di Mottola, l’istituto Flacco (indirizzo sportivo) di Castellaneta, l’Associazione Operatori Turistici Terra delle Gravine, l’ASD Boys Taranto Basket, l’associazione Il Girasole, la società sportiva dilettantistica Volley di Castellaneta e la Lega Navale, sezione di Taranto.

Questa mattina è toccato ad un gruppo di quattordici studenti dell’Istituto Lentini-Einstein di Mottola prendere parte alle attività sportive in mare previste dal progetto che ha come finalità quella di valorizzare lo sport come strumento di inclusione sociale ma anche quello di promuovere stili di vita sani.

Nello specchio d’acqua della Lega Navale di Taranto, proprio nella giornata in cui la città è vestita a festa per il giuramento interforze e l’arrivo del ministro Crosetto, i ragazzi delle sezioni dello scientifico tradizionale, delle scienze applicate e del linguistico della scuola superiore mottolese hanno arricchito il suggestivo panorama del lungomare tarantino con le loro performances sportive. Dopo un’accurata lezione teorica di canottaggio a sedile fisso e di canoa, gli studenti hanno messo in pratica le nozioni ricevute con l’uscita a mare grazie alle imbarcazioni e agli istruttori messi a disposizione dalla Lega Navale di Taranto. Le attività si sono svolte sotto la supervisione del professor Piero Cantore, insegnante di scienze motorie.

Inoltre, erano presenti anche il dirigente degli Affari Generali della Provincia, Stefano Semeraro, insieme ai funzionari Ingrid Iaci e Nicola Cavallo che seguono in prima persona l’esecuzione dell’intero progetto in collaborazione con Lucia Lillo dell’associazione Operatori Turistici Terra delle Gravine, partner del progetto.

Con  “GAME UPI, tutti in campo, nessuno escluso” le venti Province che hanno ottenuto il finanziamento di 100.000€, insieme alle associazioni sportive, agli enti sociali e alle scuole, per tutto il 2024 schiereranno squadre di dieci ragazze e ragazzi che si troveranno a competere nei Giochi Interprovinciali Senza Frontiere, in attività competitive e meno competitive aperte a tutti. 

L’obiettivo dei Giochi non sarà infatti la competizione atletica, ma l’avvicinamento inclusivo alla pratica sportiva, puntando a valorizzare le capacità dei ragazzi e delle ragazze coinvolte.

Il progetto, inoltre, prevede la costituzione di un Comitato Giovani, composto da un caposquadra per ogni Provincia, cui spetterà il compito di dare corpo alle iniziative e rilanciando così una modalità educativa, che tramite lo sport, mira a sostenere i processi di autogestione e protagonismo dei più giovani nelle province italiane.

A rappresentare i giovani della Provincia di Taranto sarà Francesco Quero che, in qualità di “portavoce” della squadra di terra ionica,  viene coinvolto nella fase di implementazione degli interventi, per raccogliere il punto di vista e le proposte dei ragazzi stessi. I 20 giovani portavoce rappresentanti delle squadre delle venti Province coinvolte faranno poi parte del Comitato nazionale che sarà coordinato da un esperto messo a disposizione da UPI e che, tramite la tecnica dei focus group, raccoglierà proposte e idee dai giovani selezionati.

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