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Il governo vuole che lo stabilimento di Taranto doventi un modello di sviluppo per la siderurgia, che abbia al centro, oltre alla garanzia occupazionale, l’utilizzo di tutte le tecnologie sostenibili. E’ quanto avrebbe detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, al tavolo sull’ex Ilva, secondo quanto riferiscono fonti sindacali. 

“Il territorio di Taranto ha ferite ancora sanguinanti che un governo responsabile deve suturare”.

Per Taranto, ha detto Patuanelli, il governo è pronto a investire circa 1 miliardo. 

Se non si trova una soluzione con ArcelorMittal il piano industriale del governo sarà valido comunque. Il ministro ha anche riferito che il governo sta predisponendo una serie di misure per dare prospettive di sviluppo a Taranto.

 Masseria Fruttirossi organizza un convegno scientifico sulle straordinarie proprietà salutistiche e nutraceutiche della melagrana

Sono ormai note le straordinarie proprietà organolettiche e nutraceutiche della spremuta di melagrana, ricca di vitamine e sali minerali preziosi per l’organismo; eccezionale energizzante naturale, grazie all’elevata concentrazione dei flavonidi protegge le cellule dai danni ossidativi e ha una importante azione antinfiammatoria, contribuendo così a prevenire il declino cognitivo e le patologie degenerative.

Recenti ricerche, inoltre, si sono soffermate sull’azione antitumorale derivante dall’elevata concentrazione nella melagrana dell’acido ellagico, una sostanza che indurrebbe la morte delle cellule cancerose, in particolare inibirebbe il moto delle cellule tumorali, oltre ad azzerarne la diffusione.

Per approfondire questi aspetti Masseria Fruttirossi, l’innovativa azienda agritech di Castellaneta Marina, principale produttore italiano di melograno, organizza il convegno scientifico “Coltiviamo centenari. Dalle buone pratiche in agricoltura, alla sana alimentazione, agli stili di vita corretti e alla prevenzione: potenzialità di sviluppo economico e sociale”.

L’evento, patrocinato dall’ASL Taranto, si terrà, a partire dalle ore 9, nella mattinata di sabato 14 dicembre, presso il Castello Aragonese di Taranto, prestigiosa location messa a disposizione dal Comando Marittimo Sud della Marina Militare.

L’evento ha come sponsor BCC San Marzano di San Giuseppe del Credito Cooperativo Italiano. L’istituto di Credito da sempre vicino alle novità imprenditoriali del nostro territorio guarda con grande attenzione all’investimento complessivo di Masseria Fruttirossi che, con l’innovazione di metodiche e processi produttivi, riesce a mettere assieme vitalità sui mercati ed esigenze dei consumatori, sempre più attenti alla qualità e soprattutto alla sana alimentazione e a corretti stili di vita.

 

I lavori del convegno, moderati da Nicla Pastore, responsabile pubbliche relazioni di Masseria Fruttirossi, saranno aperti dai saluti dell’Ingegnere Michele De Lisi, Amministratore Masseria Fruttirossi, Dottor Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, Avvocato Giovanni Gugliotti, Presidente Provincia di Taranto, Dottor Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, Dottor Cosimo Borraccino, Assessore regionale alle Attività produttive, Ammiraglio di Divisione Salvatore Vitiello, Comandante Marittimo Sud della Marina Militare, Dottor Savino Muraglia, Presidente Coldiretti Puglia, e Avvocato Stefano Rossi, Direttore Generale ASL Taranto.

Il convegno entrerà poi nel vivo con gli interventi di Dario De Lisi, Sales Manager Masseria Fruttirossi, che illustrerà “Il Progetto Fruttirossi: genesi e operatività”, e del Professor Michele Conversano, Direttore Dipartimento di Prevenzione ASL

Taranto, che relazionerà su “La sana alimentazione e l’azione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

degli antiossidanti per la prevenzione”.

In seguito, moderata da Nicla Pastore, si svilupperà una tavola rotonda su “Stili di vita e sana alimentazione” nella quale sono previsti gli interventi del Professor Loreto Gesualdo, Preside Facoltà Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, e del Dottor Vito Gregorio Colacicco, Direttore Sanitario ASL Taranto.

Il convegno sarà concluso dal Professor Salvatore Pisconti, Direttore Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Ospedale “S. G. Moscati” Statte-Taranto, che relazionerà su “La sana alimentazione e l’azione degli antiossidanti della cura delle malattie oncologiche”.

 

Nel modernissimo stabilimento di Castellaneta Marina, Masseria Fruttirossi produce la spremuta di melagrana “Lome Super Fruit”, 100% solo purissimo succo di melagrane coltivate nei 350 ettari di proprietà dell’azienda.

La spremitura delle melagrane avviene rigorosamente a freddo e poi le bottigliette vengono sottoposte al trattamento HPP (High Pressure Processing) nella macchina Hyperbaric 420 al cui interno si sviluppa, sempre a temperatura ambiente, l’enorme pressione idrostatica di 6.000 bar.

Il processo HPP permette di distruggere la carica batterica delle spremute senza doverle portare alle elevate temperature della pastorizzazione, preservandone così tutte le straordinarie proprietà nutraceutiche e organolettiche in termini di odore, colore, sapore e contenuti salutistici.

 

 

Il giudice Francesco Maccagnano ha firmato oggi l’ordine di esecuzione per l’altoforno 2 dopo aver espresso due giorni fa il no alla proroga chiesta da Ilva in amministrazione straordinaria per fare gli ulteriori lavori di messa in sicurezza dell’impianto. Il magistrato rileva che dal 14 dicembre, essendo scaduta la tempistica di adeguamento accordata all’azienda, non si può più usare e quindi va fermato. Maccagnano ha incaricato il custode giudiziario dell’area a caldo, Barbara Valenzano, di predisporre il relativo cronoprogramma. Che parte da subito per concludersi il 20 gennaio.

   Maccagnano è giudice dell’esecuzione perché la vicenda da cui tutto è partito, la morte dell’operaio Alessandro Morricella a giugno 2015 - vicenda che ha determinato il primo sequestro dell’impianto - è nel frattempo passata dalla fase di indagine a quella dibattimentale e Maccagnano è anche giudice del dibattimento.

“Il governo regionale della Puglia farà tutto quanto è nelle sue possibilità per impedire che a Taranto accada quello che è accaduto a Liegi, la cui economia è stata sostanzialmente travolta dalla chiusura del polo siderurgico, con conseguenze drammatiche in termini occupazionali e sulla tenuta economica e sociale di una intera comunità”. Lo dice l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Cosimo Borraccino, dopo l’annuncio di cassa integrazione straordinaria per 3500 addetti di Taranto da parte di ArcelorMittal e la trasmissione televisiva de “Le Iene”, andata in onda ieri sera, nella quale raccontando l’esperienza della città belga di Liegi è emerso che la multinazionale dell’acciaio acquisisce aziende per poi chiuderle ed eliminare dalla scena i competitori. 

 

- Per Borraccino, ArcelorMittal ha il dovere di rispettare gli impegni che ha assunto con il governo italiano, con la Regione Puglia e con la città di Taranto, soprattutto con riferimento all’attuazione del piano ambientale. Il futuro dell’acciaieria, poi - osserva l’assessore della Regione Puglia -, non potrà che essere legato al percorso di decarbonizzazione che il presidente Emiliano e tutto il governo regionale indicano da anni "come unica soluzione possibile e praticabile, con le più avanzate tecnologie disponibili, per conciliare la prosecuzione della produzione, il mantenimento dei livelli occupazionali e l’indispensabile tutela dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini”. Per Borraccino, “se qualcuno pensa di poter giocare con la vita di una intera comunità, sappia che troverà sulla sua strada la Regione Puglia che impedirà con tutte le sue forze che Taranto venga 'spremuta come un limone e poi gettata via', per utilizzare le parole commosse di un operaio belga che raccontava le conseguenze drammatiche determinate dalla chiusura dell’acciaieria di Liegi. Qui - conclude l’assessore regionale pugliese - non permetteremo che le cose vadano nello stesso modo”. 

L'avvio, a Taranto, in collaborazione con il Politecnico e l'Università di Bari, dell'Alta scuola superiore di formazione ai Beni culturali, Artistici e Paesaggistici sarà il tema centrale del secondo incontro che si terrà oggi  giovedì 12 dicembre alle ore 18.00 alla Provincia di Taranto (via Anfiteatro), organizzato dal consigliere regionale Gianni Liviano sul tema "La politica che costruisce comunità". Oltre al consigliere Liviano, sull'argomento interverranno il prof. Giorgio Rocco, direttore del dipartimento di Scienze dell'Ingegneria civile e dell'Architettura del Politecnico di Bari,  e il prof. Paolo Ponzio direttore del dipartimento di Studi umanistici dell'Università di Bari.

Nel corso della serata saranno altresì presentate la Filiera formativa della nautica e il Laboratorio del mare (relatori il prof. Foglia del Politecnico di Bari e la prof.ssa Capobianco dirigente scolastico dell'istituto Archimede di Taranto) nonché la proposta di legge regionale "Misure regionali in favore degli adolescenti" (interverranno il dott. Centinaia del Centro di giustizia minorile Puglia e Basilicata, il dott. Giusti del Coni Taranto, il dott. Fucci del Credito sportivo) "nel cui ambito - spiega Liviano - saranno illustrate le occasioni di finanziamento a tasso zero previste dal Credito sportivo per parrocchie, scuole e associazioni sportive e mirate per strutture sportive che possano diventare strumenti per un patto educativo".

In conclusione di serata, saranno consegnate le borse di studio "Arrendersi? Mai!" intitolate al nostro concittadino Francesco Vaccaro stroncato in giovane età da un male incurabile.

"Giovedì - spiega Liviano - assegniamo delle borse di studio a 6 gruppi di ragazzi per un importo complessivo di 2000 euro (1500 sono frutto di una mia donazione e 500 di un contributo  di tanti amici) messo a disposizione dei ragazzi della nostra città attraverso un concorso di idee dal titolo  "Arrendersi mai".  Come molti sanno "Arrendersi mai" è lo slogan che usava Francesco Vaccaro, il ragazzo del quartiere Tamburi morto lo scorso anno stroncato da un male incurabile".

“Condanniamo con forza le azioni che ArcelorMittal ha annunciato quest’oggi, senza alcun confronto con le istituzioni e senza il necessario coinvolgimento delle parti sociali”. Lo dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, dopo l’annuncio della cassa integrazione straordinaria per 3500 lavoratori a Taranto.

 

    “Assistiamo ogni giorno a comportamenti ambivalenti - afferma il primo cittadino - è inaccettabile che in un quadro di per se già così complesso si chieda il dialogo e la collaborazione alle parti la mattina, mentre alla sera scarni comunicati stampa gettino tutta la comunità locale ed un intero Paese nell’incertezza e nell’angoscia. L’appello è che intorno alla vicenda di Afo2 si lascino operare in serenità magistratura e commissari di governo, secondo quanto previsto dal nostro ordinamento, che nessuno faccia precipitare strumentalmente le questioni”

“La nostra società è di fronte ad una scelta; è chiamata a scegliere, tra la civiltà della speculazione e dei profitti ad ogni costo, o quella dei modelli alternativi che privilegiano le persone, mettendole al centro anche dell’agire economico, oltre che di quello politico.” È  quanto si legge nella nota di presentazione dell’appuntamento con Equosolidaria 2019  a cura della Cooperativa Sociale Equociqui.

“Ma oggi esiste un modo diverso di fare economia orientato alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione dei territori e al rispetto delle persone. C’è un metodo di cui vogliamo parlare e un nuovo modello di impresa che, in Puglia, è stato valorizzato dalle istituzioni locali, prima Regione nel sud Italia ad avere istituito una legge ad hoc sul commercio equo e solidale, il 22 luglio 2014, che riconosce e sostiene le filiere solidali. Sarà questo lo schema di discussione della tavola rotonda che caratterizzerà EQUOSOLIDARIA 2019 che si svolgerà sabato 14 dicembre al Teatro TaTÀ a partire dalle 16. Come  Cooperativa sociale Equociqui ed in collaborazione con Associazione Giustizia per Taranto, Campagna Welcome e Fridays for future Taranto - prosegue la nota - presentiamo Equosolidaria 2019, la giornata regionale del commercio equosolidale (qui link evento https://www.facebook.com/events/1330310283796685/).

Partiremo con laboratori di cioccolato per bambini ed adulti durante i quali racconteremo il mondo del cioccolato,dalla fava alla barretta, mostrando fotografie e il frutto del cacao - poi prepareremo insieme la barretta di cioccolato a freddo (alla modicana) e concluderemo degustando del cioccolato fondente con un drink al cioccolato.

Passeremo quindi al dibattito sulle economie alternative ed etiche, ma non prima dei saluti istituzionali da parte della Regione Puglia con la presenza dell'Assessore Cosimo Borracino. Ne parleremo con Yvan Sagnèt (Presidente Associazione No Cap), la giornalista Roberta Ferruti (rappresentante della Rete Comuni solidali), Gaga Pignatelli (Coordinamento nazionale Equogarantito) e Piero Schepisi (Presidente Coop. Unsolomondo di Bari). Previsto, inoltre, un collegamento telefonico con Mimmo Lucano (ex Sindaco di Riace).

Dopo il dibattito, buffet multietnico equosolidale.

A concludere la serata uno spettacolo teatrale sul cibo: “La storia di Taborre e Maddalena” di e con Enrico Messina. Con lui sul palco Mirko Lodedo, pianista e fisarmonicista prestato al teatro.

L'iniziativa è finanziata dalla legge regionale sul commercio equosolidale: laboratori, cocktail, buffet, spettacolo completamente gratuiti.”

Ieri si è parlato dell’uso del peridotto per caricare gli altiforni

 

 

“Il confronto tra ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria si è svolto in un clima tutto sommato sereno, seppure influenzato dalla vicenda dell’altoforno 2 e dalla decisione del giudice di negare la proroga per gli ulteriori lavori, ma quello che è accaduto nel pomeriggio, con l’annuncio di 3500 lavoratori in cassa integrazione straordinaria a Taranto da parte di ArcelorMittal, ha sconvolto tutto. Ha generato un impatto pesante”. Lo dicono ad AGI fonti vicine al dossier Ilva commentando lo stato della trattativa tra i commissari di governo, il negoziatore scelto dall'esecutivo (il presidente di Saipem, Francesco Caio) e ArcelorMittal per giungere ad un accordo sul nuovo piano industriale e quindi sulla continuità della fabbrica.

   Ieri mattina si sarebbe discusso di preridotto di ferro, un materiale che viene caricato negli altiforni riducendo così la carica di minerali prodotta dalle linee di agglomerazione che sono ambientalmente impattanti. Il preridotto insieme ai forni elettrici, una novità per Taranto quest’ultima, dovrebbe consentire di abbattere le emissioni ed avere così una acciaieria più sostenibile. Il preridotto di ferro dovrebbe essere importato a Taranto in attesa di produrlo poi in loco. Il preridotto è già stato sperimentato negli altiforni durante la gestione commissariale di Enrico Bondi ed Edo Ronchi, la prima, da giugno 2013 a giugno 2014, e diede buoni risultati. Ora si tratterebbe di riprendere quella linea. In quanto agli incontri per il futuro dell’Ilva, domani alle 17 i commissari saranno al Mise per incontrare i sindacati insieme al ministro Patuanelli. In seguito ci si dovrebbe rivedere con i rappresentanti di Mittal. 

 

È quasi un richiamo all’ordine, un perentorio invito a non unirsi al coro di chi, anche per il ruolo che ricopre, in questa lacerante vertenza tarantina continua a dare priorità a lavoro e produzione omettendo di parlare di salute e ambiente, quello che i Genitori Tarantini rivolgono al ministro della Salute Roberto Speranza. La sua difesa dello stabilimento proprio non è piaciuta a chi da lui si aspettava tutt’altro. Ecco il testo della lettera sottoscritta da Assicuazioni e cittadini.

 

Dottor Roberto Speranza,

lei ha ultimamente dichiarato: “Siamo al fianco dei lavoratori e non possiamo permettere in alcun modo la chiusura dell’Ilva e non possiamo neanche permettere lo spegnimento dell’altoforno”, aggiungendo che “l’acciaieria di Taranto è troppo importante per il Paese. Lì non si gioca soltanto una partita di quel territorio, ma è una grande questione nazionale. L’Italia deve continuare a investire sulla vocazione industriale. Il diritto alla salute e il diritto al lavoro si possono tenere insieme e noi faremo tutto il possibile per scongiurare la chiusura di quell’acciaieria.”

Noi, invece, ci permettiamo di ricordarle che lei è il ministro della Salute, non quello dello Sviluppo economico e del Lavoro.

Ci permettiamo di ricordarle che in tutta la Costituzione italiana l’aggettivo “fondamentale” è stato usato una sola volta, e lo si ritrova nell’articolo 32, che leicerto conosce a memoria: ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività’. E’, questo, l’articolo che pone la Carta costituzionale all’avanguardia sia rispetto a numerose Costituzioni straniere, sia rispetto a quanto previsto da numerose fonti internazionali. Per questa ragione ci permettiamo di considerare quello della Salute il più importante tra i ministeri italiani.

‘Tutelare’ significa ‘proteggere, difendere, garantire’; ciò trasforma il diritto alla salute in un ‘dovere fondamentale’ della Repubblica verso ogni individuo e verso l’interesse dell’intera collettività. Da questa caratteristica discendono precise conseguenze giuridiche. Il diritto alla salute va inteso come formula sintetica e in questo senso si devono considerare, all’interno di questo articolo, il diritto all’integrità psico-fisica e il diritto ad un ambiente salubre.

E’ individuo anche il lavoratore e, per questa ragione, a lui si devono garantire dignità, sicurezza, salute e ambiente salubre. Secondo le nostre conoscenze, derivanti dai vari studi epidemiologici ed ambientali commissionati dallo stesso Ministero della Salute, non vi è traccia di alcuno di questi diritti, all’interno dell’acciaieria tarantina, le cui emissioni colpiscono gravemente e spesso irrimediabilmente anche il resto della cittadinanza.

Essere al fianco dei lavoratori, quindi, non significa trattarli come schiavi, costringendoli ad operare per una produzione venefica in ambienti insicuri che ad ogni costo devono restare attivi.

Da queste considerazioni nasce la nostra prima richiesta: pretendiamo che lei si adoperi con ogni mezzo e a qualsiasi costo per garantire la salute di cittadini e lavoratori minata dalla produzione a caldo di acciaio.

La grande questione nazionale che lei nomina ci consente di proporle un ulteriore quesito: tenendo presente l’art. 3 della Costituzione italiana, le chiediamo perché a Genova la produzione a caldo, dichiarata incompatibile con la salute e la vita di cittadini e lavoratori, è stata definitivamente fermata per essere trasferita a Taranto e qui dichiarata ‘produzione strategica’ per lo Stato?

Vogliamo ricordarle che in data 24 gennaio 2019 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ritenuto lo Stato italiano colpevole di non aver tutelato la salute dei tarantini, condannandolo a porre rimedio nel più breve tempo possibile alla situazione tuttora esistente. Quella che lei considera ‘grande questione nazionale’ è, in realtà, una ‘grande questione europea’ cui ancora il colpevole Stato italiano non ha posto rimedio, anzi. Il prossimo 23 gennaio, davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, è prevista la prima tappa di un nuovo procedimento contro lo Stato italiano per violazioni al diritto alla vita, al diritto a vivere in un ambiente salubre e al diritto di avere giustizia in Italia. La Corte vaglierà la possibilità di addivenire ad un accordo tra le parti. Le anticipiamo che per i tarantini, nessun accordo sarà possibile, se non si parte dalla chiusura dell’area a caldo.

Pur di restare una nazione ‘a vocazione industriale’, si sta calpestando il diritto alla vita di migliaia di persone tra cui, cosa più crudele ed insopportabile, troppi bambini.

Questa ostinazione nel voler dichiarare l’Italia paese a vocazione industriale sta facendo retrocedere, a livello economico, il ‘bel Paese’ in posizioni drammatiche.

Tuttavia, anche se questa sua affermazione fosse vera (e non lo è), ci sentiamo di ricordarle che non può esistere Pil creato sulla salute e sulla vita dei propri connazionali, non esiste ricatto occupazionale, se quella occupazione fa ammalare e morire i lavoratori. E non esiste che si debba per forza restare il secondo paese in Europa per produzione di acciaio, se la Costituzione, per mezzo dei suoi articoli, ci propone un Paese primo per giustizia, dignità, libertà, umanità.

Come ricordato precedentemente, il diritto al lavoro dipende dal diritto alla salute, senza il quale nessun diritto, seppure inalienabile, può esistere.

Quindi, prendendosi le responsabilità che il suo incarico istituzionale le impone, ci rassicuri sulla salute dei tarantini e dei lavoratori in presenza della produzione a caldo e soprattutto, magari dopo essersi consultato con i suoi colleghi di Governo, ci dica perché a Genova sì (e adesso anche a Trieste) e a Taranto no.

Infine, lei afferma che il Governo farà di tutto per scongiurare la chiusura dell’acciaieria tarantina. Come genitori, siamo tenuti a salvaguardare la salute dei nostri figli e a guidarli verso il futuro. Non consentiremo ad altri di toglierci questo privilegio garantito dalle leggi di questo Stato.

E non faccia finta di non aver mai ricevuto questa lettera, ministro, perché verrà inviata agli organi di informazione nazionali ed internazionali.

 

 

Associazione Genitori tarantini – Ets

Comitato Quartiere Tamburi

PeaceLink

Donne e Futuro per Taranto libera

Lovely Taranto – Ets

LiberiAmo Taranto – Aps

Coordinamento Roma per Taranto

Coordinamento Milano per Taranto

Associazione Pulsano D’A mare

Associazione Progentes – Ets

WWF Taranto

ISDE-Medici per l’Ambiente - Massafra

Comitato per le aree WWF della Piana fiorentina

Mamme No Inceneritore - Firenze

Presidio No Inceneritori No Aeroporto - Firenze

Movimento Tutela Alberi - Firenze

Dott. Valerio Cecinati (Taranto) - D.ssa Grazia Parisi (Taranto) - Dott. Patrizio Mazza (Taranto) -Dott. Michele Contino (Taranto) - Dott. Marco Contini (Taranto) - Prof. Erasmo Venosi (Padova) -Mariangela Sirca (Sesto F.no-FI) – Silvano Recati (Sesto F.no-FI) – Massimo Parrini (Firenze) – Maria Rosaria Fraioli (Firenze) - Martina Speziale (Crispiano-TA) – Fulvia Gravame (Taranto) – Pierina Marturano (Taranto) – Gianluca Casamassima (Taranto) – Maria Lafratta (Taranto) – Monica Altamura (Sangiorgio-TA) – Massimo Castellana (Taranto) – Maria Aloisio (Taranto) – Aurelio Rebuzzi (Taranto) – Loredana Chiapparino (Taranto) – Raffaella Cianci (Taranto) – Serena Battista (Taranto) – Ciro Lotta (Taranto) – Aldo Schiedi – Antonella Massaro (Martina Franca-TA) – Anna Oriolo (Taranto) - Salvatore Magnotta (Taranto) -Saverio Santoro (Martina Franca-TA) - Sarah Santoro (Martina Franca-TA) - Mina Massaro (Martina Franca-TA) - Anna Massaro Martina Franca-TA) - Rosa Massaro (Martina Franca- TA) - Iolanda Martino (Martina Franca-TA)

Seguiranno le sottoscrizioni raccolte online.

"Fim, Fiom e Uilm hanno rigettato la comunicazione avanzata da ArcelorMittal e già a partire da domani, in occasione dell’incontro ministeriale, chiederanno con forza di fare chiarezza su una procedura di cassa integrazione che di fatto sostituirebbe l’attuale cassa integrazione per crisi congiunturale con la cassa integrazione straordinaria facendolo diventare un problema di carattere strutturale". Lo dicono le sigle metalmeccaniche di Taranto in una nota congiunta dopo aver appreso oggi pomeriggio dall’azienda che sarà avviata nel siderurgico la cassa straordinaria per 3500 addetti, comprensiva dei 1273 che l’azienda lo scorso 5 dicembre aveva dichiarato di voler mettere in cassa ordinaria per crisi di mercato per 13 settimane. La cassa straordinaria è motivata con la prossima fermata dell'altoforno 2, uno dei tre attualmente operativi nello stabilimento, dopo che il giudice Francesco Maccagnano ha rigettato ieri la richiesta con cui Ilva, proprietaria degli impianti, chiedeva più tempo rispetto alla scadenza del 13 dicembre per effettuare gli ulteriori lavori di sicurezza all'altoforno. Per i sindacati, che contestano duramente l'annuncio di Mittal, "è giunto il momento da parte del Governo e di Ilva in as, al momento unici proprietari dello stabilimento siderurgico, di fare chiarezza sul futuro ambientale, occupazionale e industriale di un sito di interesse strategico per il paese. E già domani pomeriggio al Mise, nel vertice convocato alle 17 dal ministro Stefano Patuanelli, presente Ilva in as ma non Mittal, i sindacati chiederanno risposte su questo punto. Il vertice è stato indetto per offrire ai sindacati un punto di situazione circa la trattativa che il Governo e Ilva stanno portando avanti con Mittal (oggi c'è stato un nuovo incontro). La cassa integrazione straordinaria, per i sindacati, rischia di configurare degli esuberi e va detto che già una settimana fa al Mise ArcelorMittal ha presentato un piano che prevede 4700 esuberi entro il 2023 di cui 2900 in una prima fase. Proprio questo piano di Mittal, respinto sia dai sindacati che dal Governo, ha spinto quest’ultimo a scendere in campo attraverso un proprio piano industriale che tra l’altro prevede una partecipazione pubblica. Se la richiesta fatta oggi da Mittal dovesse andare in porto, Taranto avrebbe un numero complessivo di 5100 lavoratori in cassa integrazione straordinaria. Ai 3500 di Mittal vanno infatti sommati i 1600 in cassa straordinaria a zero ore e che sono rimasti dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria in quanto il nuovo gestore dell’acciaieria non ha voluto assumerli dal novembre 2018. In base all’accordo al Mise di settembre 2018, coloro che sino al 2023, data di completamento dei piani industriale e ambientale, fossero ancora in cassa straordinaria con Ilva in as, dovrebbero ricevere una proposta di ricollocazione al lavoro da parte di ArcelorMittal. Ma è evidente che, con tutto quello che sta succedendo, tra annuncio di esuberi e ricorso alla cassa straordinaria, questa parte dell'accordo al Mise rischia di restare solo sulla carta. 

 

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