Giornalista1

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Il Governatore della Puglia parte all’attacco di Di Maio.

“La situazione di Taranto è esplosiva. É una città che ha votato per la chiusura dell'Ilva raccomandandosi soprattutto a Luigi Di Maio e al Movimento 5 Stelle. Io ho sempre saputo che questa operazione di chiusura dell'ILVA era molto complicata e difficile, ci volevano 20 miliardi di euro per reindustrializzare in maniera diversificata in questo caso. E quindi non ho mai immaginato di potere fare una campagna elettorale sostenendo la chiusura dell'ILVA. Purtroppo Di Maio questo errore lo ha fatto. É un errore ovviamente che domani in qualche maniera dovremo provare, dal punto di vista istituzionale non politico, a superare tutti insieme”. Lo ha detto Michele Emiliano in diretta oggi su Vivavoce, Radio1, annunciando la sua presenza domani a Taranto e ribadendo m di essersi “opposto alle politiche del mio partito, quelle di Calenda e Renzi, avendo proposto probabilmente la soluzione più sensata, la decarbonizzazione degli impianti”. “Taranto - ha aggiunto - è una città ormai completamente sfiduciata nei confronti di qualunque tipo di istituzione a causa degli atteggiamenti prima dell'uno poi dell'altro governo, e chi rimane lì col cerino in mano sono i pugliesi, sono i tarantini, che devono trovare la maniera di sopravvivere ad una fabbrica che uccide. Ma credo che domani Di Maio farà un annuncio, vado ovviamente a fiuto: domani annuncerà?

di Antonio Notarnicola

  Le difficoltà di una comunità nel riprendersi dalle ferite causate dalla guerra, sono state in parte trattate, come si ricorderà, in occasione della rimpatriata dei non più giovanissimi della classe '48.In questa circostanza si vuol argomentare, invece, dei primi vagiti di una comunità di uscire dall'anonimato mediante un cammino improntato alla normalità per la ripresa della vita socio-culturale. In tal senso, uno dei primissimi tentativi avvenne in ambito sportivo, precisamente dal calcio. Chi ricorda, per esempio, la mitica squadra di calcio MoviMacchine? Si può riassumere e datare in questa formazione il primo tentativo di società organizzata in grado di portare in giro il buon nome della comunità, quindi dimostrare al grande pubblico che "ci siamo anche noi". In realtà anche prima del '62 vi erano dei movimenti calcistici importanti ma più che altro affidati a singoli giovani, vogliosi di mettersi in mostra e dotati anche di buona personalità calcistica. Tutto però finiva li. Nel caso della squadra o meglio, società Movimacchine, il discorso cominciava a prendere, a tutti gli effetti, la strada di organizzazione sportiva vera e propria. 

   Chi come me, allora piccolo (11enne), ricorda la mitica formazione di calcio MoviMacchine messa su nel '62 da un manipolo di appassionati giocatori animati dalla passionaccia per il calcio, con a capo l'allora imprenditore avv. Carlo Alfeo e un gruppo di accompagnatori che sosteneva, ognuno per quel che poteva, il nascente progetto sportivo sociale. Non c'erano premi, non vi erano soldi che circolavano, c'era solo tanta voglia di giocare e di confrontarsi con squadre di altre realtà. Con questi presupposti, la squadra venne ufficialmente  iscritta al campionato di calcio provinciale '63/'64 insieme a formazioni tarantine, Massafra, Ginosa, San Marzano, Lizzano, Lizzanello e altre squadre del versante orientale della nostra Provincia. Erano tempi in cui le partite raramente finivano in santa pace, tra vincitori e vinti. Il più delle volte gli incontri erano caratterizzati da risse.

   Un aneddoto di malcostume sportivo abbastanza esplicativo : il 13 ottobre 1963, a Mosca si gioca URSS-ITALIA, incontro valido per la qualificazione al campionato europeo, al 23° l'attaccante della Nazionale Italiana, Ezio Pascutti (dal palmares di tutto rispetto, 17 presenze in Nazionale e 8 reti all'attivo), reagisce malamente nei confronti del terzino russo Dubinsky per il trattamento riservatogli, con un pugno. Espulsione scontata e sconfitta dell'Italia con conseguente eliminazione dagli Europei. Questo per dire che a quei tempi le risse in campo avvenivano a ogni latitudine.    

   In un clima del genere, una domenica la MoviMacchinePalagianello andò a giocare a San Marzano dove, proprio quel giorno, venne inaugurato il campo sportivo. Per l'occasione lo stadio era strapieno, inoltre c'era il prete per la benedizione, ovviamente il sindaco in pompa magna, arbitro Potì, di Taranto. Proprio quest'ultimo per tutta la partita non fece altro che rendere la vita difficile alla nostra squadra. Annullò un primo gol regolare, davacontro punizioni inesistenti e cosi via. Le proteste dei nostri giocatori erano sempre più insistenti ma non servivano a niente. Finché a metà del secondo tempo il capitano della squadra, Michele Ferulliallorquando Potì annulla il secondo gol, si avvicina all'arbitro e gli molla un destro al volto da stenderlo a terra. Alla conseguente espulsione la squadra si ritira, perdendo l'incontro a tavolino. Il capitano venne punito con quattro anni di squalifica, giocò la sua ultima partita con la MoviMacchine, sul campo del Palagiano, contro la formazione del Massafra, con il cartellino di un altro giocatore, l'incontro terminò 3 a 0 per il Palagianello. Davvero altri tempi quelli. Di questo triste episodio però, proprio il protagonista l'ex capitano Michele Ferulli, non ne parla volentieri, anzi tende egli stesso quasi a rimproverarsi di quel che successe in quella sfortunata trasferta. La squadra a sua volta scese in campo qualche altro anno con alterne fortune, dopodiché man mano che arrivavano le cartoline precetto per la chiamata al servizio militare, la società si sciolse. In ogni caso le gesta della prima squadra non vennero dimenticate . Al contrario ebbero un effetto moltiplicatore sui giovani in erba, anche se questo, in verità, creava qualche dissidio in famiglia, per le note difficoltà di sostentamento. Da tenere presente che le partite, anche quelle casalinghe, si giocavano sul campo sportivo del Palagiano, quindi sempre in trasferta senza il supporto del pubblico amico. Quando invece tutti i paesi limitrofi, già da allora, disponevano di campo di calcio a norma omologato FIGC. Un inciso: si vede che è proprio destino della comunità, o chissà probabilmente fa parte del nostro Dna, il cattivo rapporto tra impiantistica sportiva e sensibilità di chi ha amministrato e di chi tutt'ora amministra, visto che la tendenza vigente  è quella di disfarsi degli impianti esistenti anzichè aumentarne la disponibilità.  

    Altro episodio da ricordare, legato al rilancio della vita socio-culturale della comunità, giunse a quel tempo dalle comunicazioni. Nel senso che nel 1960 Palagianello fu allacciata alla rete telefonica pubblica. Vennero istallati 10 telefoni, localizzati in diversi punti del paese, tra cui, stazione, municipio, farmacia, medici, casa parrocchiale di don Cesare e casa Ferulli. I telefoni istallati funzionavano tutti con un solo numero, da 1 a 10. Questa cosa detta adesso, con la presenza a iosa di cellulari, fa solamente sorridere, ma allora possedere un telefono in casa oltre ad essere un segno di prestigio, significava molto perchè si era al centro dell'attenzionesociale, al tempo stesso però era anche strumento di tante seccature.  

>>>>>>>>in foto da sx in piedi, Carmelo Murgiano p.a., Paolo Capito, Michele Tito, Giulio Amatulli, Antonio Galatone, Michele Ferulli (cap.), Gianni Galante, da sx accosciati Nino D'onghia, Gaetano Pavone, Michelino Galante, Giuseppe Gasparre, Giovanni Antonicelli. Nella foto manca Pierino Gatti, ala sinistra titolare della formazione, fantasista dalle spiccate capacità tecnico-tattiche. Purtroppo c'è pure da dire che dei protagonisti della formazione in foto è rimasto ben poco, diversi sono emigrati, altri sono prematuramente deceduti.>>>>>>>

 

Giovanissimo, 24 anni il prossimo 20 settembre, con la passione della chitarra e della musica. Vito Rotolo, che non è figlio d’arte, ma sicuramente un figlio modello come pochi, questa sera, alle 19, nella sala convegni, presenta il suo singolo, con tanto di video clip musicale “Straniero”, con regia di Fabio Caricato. Un appuntamento atteso e sognato, da condividere con gli amici di sempre e le persone più care. 

Decide di studiare chitarra da privatista a 14 anni con l’associazione musico – culturale “Il Gruppetto” di Mottola, partecipa a vari concorsi sul territorio regionale conseguendo lodevoli risultati. Fa parte di diversi gruppi musicali tra cui i “Paradises King” e il “Quintet Unplugged”.

“Straniero”, il suo primo singolo nasce quando Vito aveva 16 anni, quasi per caso. Gli viene chiesto di partecipare a un concorso interparrocchiale, all’interno della Diocesi di Castellaneta. E su un foglio bianco comincia ad appuntare qualche pensiero, qualche parola. Poi l’incontro con Michele Balestra, che gli racconta la sua esperienza di soldato in Afghanistan, di uomo “straniero in un’altra terra.

Di lì l’ispirazione per scrivere una canzone, in cui lo straniero non è solo il soldato italiano che va in missione di pace o di guerra in Afghanistan, ma chiunque arrivi in una terra che non è sua e deve affrontare l’inferno dell’accoglienza, dell’integrazione. “… un avventuriero senza confini e frontiere  straniero abitante di mille strade e città”. 

Un testo scritto e rimasto inedito, chiuso, custodito “nel cassetto dei sogni” fino a quando Vito incontra quasi per caso, in palestra, un suo compaesano, un cantautore affermatissimo, anche lui animato dalla passione per la musica e la chitarra, Aldo Losito. Lo ascolta e Aldo diventa il suo produttore artistico assieme ad Angelo Guagnano. Ed è in quel momento che quelle parole diventano musica. E il testo “Straniero” diventa canzone.

 

Un lavoro iniziato a ottobre e concluso a dicembre del 2018, con parte tecnica curata da Pasquale Aloia, alle batteria Daniele Teodorani. Il videoclip è stato girato a Mottola, nella centralissima piazza XX Settembre, ma anche presso “Vicolo Corto” di Angelo Tievoli. Il protagonista, lo “straniero” è il pakistano Alì Hassan, coprotagonista è Francesco Di Turi, con la partecipazione di Antonio Cisternino, Sebastiano Tievoli, Raffaella Antonicelli, Maria Grazia Ettore e, ovviamente, lui, l’autore cantautore alla chitarra, Vito Rotolo.

 

 

Il conto alla rovescia è iniziato. Mercoledì 24 aprile giungeranno ad Erchie (Brindisi) le spoglie di Santa Lucia e di Santa Irene che verranno traslate rispettivamente da Venezia e da Catignano (Pescara).  Un evento eccezionale che richiamerà nella cittadina brindisina diverse decine di migliaia di persone

La cerimonia di accoglienza delle spoglie delle due Sante - introdotta e commentata da Giovanni Colonna -prenderà il via alle 18.30 all’interno dell’area mercatale. 

Il corpo di Santa Lucia e di Sant’Irene, custodito nelle rispettive teche di cristallo,  sarà salutato dai canti diocesani della Commissione animazione pastorale giovanile diocesana e dalle note musicali del tenore M. D’Amato. 

A dar loro il benvenuto saranno il vescovo della Diocesi di Oria, monsignor Vincenzo Pisanello, il sindaco di Erchie Giuseppe Margheriti, il prefetto di Brindisi, Umberto Guidato, una trentina di sindaci provenienti da tutta la Puglia e le massime autorità civili e religiose del territorio regionale, e non solo. Le spoglie delle due Sante saranno accolte dagli alunni della scuola dell’infanzia “L’Albero Azzurro” e dai fuochi pirotecnici. Seguirà una fiaccolata accompagnata dalle associazioni bandistiche ”Nicolì” e “Puccini”.  Durante il tragitto gli alunni della scuola dell’Infanzia Giovanni Paolo II saluteranno le sante in via Calvario. La processione si concluderà in piazza Umberto I dove sono previsti gli interventi istituzionali alla presenza dell’architetto don Giammatteo Caputo - in rappresentanza del Patriarcato di Venezia - direttore dell’Ufficio Beni Culturali e Turismo della Curia Patriarcale e del Courier don Giuseppe Costantini, del sindaco di Siracusa, Francesco Italia, del sindaco di Carlentini (Siracusa), Giuseppe Stefio, di una delegazione di rappresentanti istituzionali in arrivo da Catignano (Pescara) e di una deputazione della Cappella di Santa Lucia di Siracusa presieduta dall’avvocatoPucci Piccione.

La cerimonia si chiuderà con la Santa Messa dell’Accoglienza presieduta da monsignor Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria. La celebrazione eucaristica verrà celebrata in piazza per dar modo ai numerosi fedeli di potervi partecipare. E’ la stessa piazza dove si affacciano il Santuario di Santa Lucia e la Chiesa Madre, due monumenti posti uno di fonte all’altro nella piazza centrale di Erchie. Un aspetto singolare che rafforza simbolicamente il senso di devozione di questa comunità verso la Santa Patrona Irene e la Santa Protettrice Lucia.

Subito dopo i fedeli potranno venerare i Santi Corpinelle rispettive Chiese. 

La comunità di Erchie, dunque, è pronta a stringersi attorno alla sua Santa Patrona (Irene) e alla sua Protettrice (Lucia) per ricordare e accompagnare questo storico momento. 

Per questa occasione l’Amministrazione Comunale e l’Unità Pastorale di Erchie - Diocesi di Oria - hanno organizzato una serie di eventi religiosi e civili per coinvolgere l’intera cittadinanza e i tanti fedeli che dal 24 aprile al 4 maggio giungeranno in città. 

Il Comune di Erchie ha deciso di chiamare a raccolta l’intera cittadinanza per  collaborare, in maniera del tutto gratuita, ad una serie di iniziative. Sono pronti a scendere in campo i  cosiddetti “Volontari della Santa accoglienza”  che saranno dislocati in diversi punti strategici della città per accompagnare i fedeli offrendo loro tutte le informazioni del caso: l’obiettivo è quello di far crescere il senso di comunità e, al contempo, di promuovere efficacemente tutte le iniziative collaterali che sono state programmate per questo evento.  

Un Infopoint verrà allestito al Palazzo Ducale (email:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; info e booking: 377 3837060)  e sarà disponibile pure un’app turistica (Info Erchie), a cura della Pro Loco di Erchie.

https://youtu.be/jWgv1EqFeIc Tutto come da tradizione. Le luci dell’alba, l’abbraccio dei fedeli, la preghiera di centinaia di confratelli e consorelle. E poi le bande, i simboli e i simulacri. Grandi suggestioni nella processione del sabato santo che, a Mottola, ha chiuso il lungo triduo della Settimana Santa. Il pio corteo è partito alle ore 6:00 dalla Chiesa del Carmine per concludersi nel primo pomeriggio. Le statue sono state portate a spalla dai confratelli e alternate alle paranze. In segno di penitenza, piedi scalzi. In processione anche i bambini- la più piccola aveva 2 anni- i cosiddetti ‘paranzodd’. Composti, attenti, desiderosi di vivere questi momenti che, in questo angolo di Puglia, si tramandano di padre in figlio. Fede, cultura e devozione per questa processione organizzata dalla locale Confraternita del Carmine che, di anno in anno, continua a registrare un numero crescente di visitatori. Folla e grande partecipazione per le strade cittadine. Il silenzio è stato interrotto solo dal suono delle marce funebri e della Presente anche il vescovo della diocesi di Castellaneta che ha sottolineato l’importanza dei Riti, in cui ci si ritrova comunità. «Questi- ha detto mons. Claudio Maniago- sono i giorni della preghiera e della pietà popolare. Vivere questi momenti significa anche fare cultura, in quanto espressione di una cultura che nasce proprio dalla fede». Tanta emozione nel volto dei confratelli e del priore Vito Greco. «Questa- ha spiegato- è la processione del popolo mottolese e dei tanti visitatori che stanno iniziando a conoscerla. Quest’anno tagliamo l’importante traguardo dei 159 anni con grande gioia e spirito di carità»

Che succede fra il Comune di Taranto e Arcelor Mittal? Da quanto è dato leggere sul Quotidiano di oggi il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci sferra un sinistro fendente al volto della più grande azienda europea della siderurgia, quella Arcelor Mittal che già da qualche mese, precisamente da settembre/ novambre 2018, sta operando a pieno regime nella produzione di acciaio. Per il primo cittadino si sta ripetendo “Riva due La vendetta“, cioè si sta seguendo una partita già vista con gli imprenditori lombardi. In effetti il sindaco non ha tutti i torti tenuto conto e considerato che gli impegni assunti erano molto diversi e che peraltro in quattro stabilimenti del colosso siderurgico operanti in Lussemburgo l’acciaio Si produce utilizzando impianti elettrici e non a carbone come quelli di Taranto. Una bella querelle che capiremo nei prossimi mesi dove ci porterà. Sicuramente non si prevedono tempi buoni: “mala tempora currunt”. Noi auspichiamo che si lavori e si operi sempre nell’esclusivo interesse dei cittadini di Taranto e dei lavoratori dell’impianto siderurgico Tarantino. È sicuramente questo l‘unico obiettivo che si deve perseguire. 

 

Tradizione, fede e amore per la propria città. La Settimana Santa con il giovedì, il venerdì e il sabato Santo che vedono Studio 100 Tv, come da tradizione, dare ampio risalto con tre giorni di dirette che fin dal pomeriggio del giovedì uniranno le migliaia di fedeli e appassionati che, attraverso i nostri canali, potranno vivere da vicino uno dei momenti più importanti della tradizione tarantina e non soltanto. Tanti gli ospiti i quali racconteranno particolarità e significato di tutte le processioni. Inoltre, ampio spazio alle emozioni, amplificate dalle immagini delle statue e dei confratelli ed esaltate dalle rituali marce funebri.

I Riti della Settimana Santa saranno trasmessi in diretta su Studio 100 Tv, canale 15 del digitale terrestre in Puglia, in streaming sul sito www.studio100.it, utilizzando Studio 100 App scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play, oppure attraverso il Video Live Facebook sulla pagina ufficiale della nostra emittente.

Studio100 guarda con grande attenzione oltre che ai riti della Settimana Santa tarantina, una delle più importanti d’Italia, anche alle manifestazioni che si svolgono in provincia e nel resto della regione con una lunga serie di servizi all’interno dei nostri notiziari. E così il giovedì Santo a partire dalle 19.30, in diretta da Francavilla Fontana, Filippo Melillo e Luca Adamo apriranno la lunga diretta di Studio 100 Tv con “I giorni del mistero” e in particolar modo il pellegrinaggio dei Pappamusci. Sempre giovedì a partire dalle 23.00 Angelo Caputo, assieme a qualificati cultori della tradizione, accenderà i riflettori sul pendio di San Domenico, in città vecchia, per l’inizio della processione della Vergine Addolorata, organizzata dalla confraternita della Maria Santissima Addolorata e che percorrerà i vicoli del borgo antico per tutta la notte. 

Altro momento toccante quello del Venerdì Santo quando, dalle ore 16.30, si attenderà l’apertura del portone della chiesa del Carmine di Taranto che avverrà alle 17.00 col “troccolante” che guiderà la processione dei Sacri Misteri. Il racconto sarà affidato al direttore Walter Baldacconi, ad Angelo Caputo e Gianni Sebastio.

Per quanto riguarda la Settimana Santa di Francavilla Fontana sarà possibile seguire la processione dei Sacri Misteri in diretta sulla pagina facebook di Studio 100 Brindisi a partire dalle 20.00 e in differita sabato 20 aprile alle ore 16 subito dopo le edizioni dei notiziari.

Infine sabato Santo, diretta a partire dalle ore 6.30, sempre con il direttore Walter Baldacconi che racconterà a tutti i telespettatori il rientro della Processione dei Misteri di Taranto, con l’attesa dei tre colpi al portone della Chiesa del Carmine con i quali il “troccolante” chiuderà la Settimana Santa Tarantina 2019. 

MI FORMO E LAVORO.

Dal 20 maggio 2019 partono i corsi targati FORMARE PUGLIA, tutti della durata di 210 ore, del programma MI FORMO E LAVORO.

Recatevi direttamente in Via Calabria n. 27/A a TARANTO (tel.: 099.330081).

È prevista una indennità per chi partecipa alle azioni formative.

È attivo il servizio per l'iscrizione ai corsi per i cittadini che abbiano già ricevuto la notifica del voucher.

Il servizio di registrazione è accessibile collegandosi al portale Sistema Puglia - pagina di "Mi Formo e Lavoro" e accedendo con le credenziali utilizzate per l'inserimento della pratica (link "Calendari Corsi").

L'iscrizione ai corsi dovrà essere effettuata esclusivamente online.

Nella stessa pagina, è inoltre disponibile il documento "Iter procedurale" che descrive come procedere per l'"Iscrizione ai Corsi".

Successo per 3-0 della squadra tarantina contro la Normanna Aversa.

 

La squadra campana sosta nella zona retrocessione della classifica, dunque facile prospettiva per il Taranto. Al termine dei tre set, la Erredi Volley, raddoppia la gioia, grazie ad una schiacciante vittoria, giunta in poco più di 60 minuti.

Il match ha visto da subito grande protagonista la squadra di casa che prende le distanze sul 16-13 e allunga il passo sul 21-15. Le azioni si susseguono con netto vantaggio per la Erredi Volley che chiude il primo set in facilità sul 25-16. 

I ventuno minuti di gioco, che chiudono il primo set, decretano il seguito della partita. La competenza degli atleti tarantini è nettamente superiore, ragion per cui sarà facile per i nostri, anche nella seconda frazione di gioco, prendere il largo sul 16-10. La Erredi Volley sfodera azioni efficaci e attacchi precisi, che permettono di conquistare il secondo set, negli stessi minuti del primo, vincendolo sul 25-17.

La squadra ospite cerca, nel terzo set, di tener testa al Taranto, ma questa, trascinata dalla voglia di chiudere il match, è inarrestabile. In campo un gioco veloce e pulito, attacchi positivi sull'onda dell'entusiasmo per una vittoria ormai prossima. I giocatori, grandissima risorsa di questa squadra, affezionati alla società e al pubblico, regalano ai presenti un vero e proprio spettacolo del volley. Mesi di allenamenti e una palpabile sinergia permettono di vincere anche questa gara. La Erredi Volley Taranto chiude set e partita sul 25-20.

Nel corso del match Narracci dà spazio anche alla panchina che scende in campo e fa bene, tra questi Mingolla, Gasbarro e Schifone. Sessantasei minuti di gioco che permettono alla Erredi Assicurazioni Taranto di difendere il secondo posto in classifica.

Vicinissimo il termine del campionato, solo due partite per la rosa tarantina che, pur restando con i piedi per terra, prosegue il suo gioco, in modo impeccabile, sognando la serie A. 

La vittoria di domenica 14 aprile riconferma il pari punti con lo Snav Massa, le due compagini si contendono un ambizioso traguardo e la Erredi Volley Taranto, probabilmente, conoscerà le sue sorti solo con l’ultima gara che vedrà ospite, nella Terra dei due Mari, la capolista EMRAFOODS GIS OTTAVIANO NA, ma prima, sarà indispensabile vincere l’ultima trasferta a Galatina.

Hanno arbitrato:

1. Tolomeo Davide

2.  Resta Giuseppe 

ERREDI Parisi 5-  Piscitelli  2-  Carofiglio 4 -  Roberti 15 - Mingolla 0– Garofalo  8-  Schifone 1  -Giosa 6 -Gasbarro 0 -   Di Sabato 8 - Nero  0

Normanna: Ardenio 2  - Vetrano 5 - Conte 0 - Mugnolo 11 -  Diouf 3 - Mastrangelo  1 -Di Vincenzo 6 – Mignone 0  - Tasholli  5

Domenica, 14 Aprile 2019 09:22

Taranto/ Trasporti: Crisi AMAT.

 

Zotti (FILT CGIL): “Nessuna procedura di raffreddamento senza la partecipazione dei lavoratori”

 

Apprendiamo dalla stampa di mirabolanti trovate della direzione AMAT per seguire i riti della Settimana Santa tarantina dal mare. Una idea, quella di recuperare le vie dell’acqua, che certamente fa anche grande onore alla tradizione di fede e religiosità della città, ma ancora una volta suona propagandistica a fronte di una condizione generale che invece di fa acqua da tutte le parti, con mezzi e condizioni di lavoro sempre più precarie e il taglio di circa 2 chilometri per i bus AMAT e la paventata ipotesi di esuberi per circa 70 unità. 

Così Francesco Zotti segretario Filt Taranto con delega al Trasporto pubblico locale, che dopo le preoccupanti notizie provenienti dal taglio sul livello dei servizi minimi di trasporto, interroga il Comune circa le sue responsabilità.

I 70 autisti in meno che si andrebbero a determinare in base al calcolo operato dall’AMAT Spa sono la raffigurazione plastica dell’incompetenza usata per determinare il futuro di questa importante municipalizzata – spiega Zotti – perché proprio come FILT nei diversi tavoli di confronto rimarcammo le nostre perplessità, sulla procedura amministrativa adottata per l’affidamento diretto del servizio di trasporto per dieci anni all’AMAT, in mancanza di entrate cere e che portava incertezze nell’assegnazione del servizio.

Ma il sindacato non intende arretrare neanche di un passo.

Quelle incertezze si sono concretizzate ma partendo dal presupposto che la legge nazionale garantisce la clausola sociale in caso di sostituzione del gestore e quindi la continuità occupazionale per gli autisti oggi considerati in esubero – commenta il rappresentante della FILT – c’è un dato che invece resta solido nella sua drammaticità: il prezzo che l’utenza cittadina dovrà pagare di fronte alle falle del servizio.

Cosa farà il Comune e la direzione AMAT, per il momento non è dato saperlo, ma si sa cosa farà la FILT, che al momento rigetta l’ipotesi di una procedura di “raffreddamento” e rinvia ogni decisione al prossimo incontro di contrattazione con l’azienda municipalizzata dei trasporti urbani.

La Regione, nel frattempo, nel corso dell’incontro del 3 aprile ha ricordato alle OOSS lo stanziamento di ulteriori 23milioni in Bilancio Regionale per servizi aggiuntivi proprio allo scopo di mantenere la piena occupazione nel settore.

L’azienda deve tornare a colloquiare con i suoi lavoratori – spiega Francesco Zotti – scoprirebbe che oltre ad aver investito poco sulle loro professionalità, c’è un enorme lavoro da fare sul rinnovamento del parco mezzi e sulla sicurezza. Temi – dice – che non sono avulsi dalle condizioni di minor introito già evidenziati nell’ultimo Bilancio aziendale.

 

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