Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1060)

Che succede fra il Comune di Taranto e Arcelor Mittal? Da quanto è dato leggere sul Quotidiano di oggi il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci sferra un sinistro fendente al volto della più grande azienda europea della siderurgia, quella Arcelor Mittal che già da qualche mese, precisamente da settembre/ novambre 2018, sta operando a pieno regime nella produzione di acciaio. Per il primo cittadino si sta ripetendo “Riva due La vendetta“, cioè si sta seguendo una partita già vista con gli imprenditori lombardi. In effetti il sindaco non ha tutti i torti tenuto conto e considerato che gli impegni assunti erano molto diversi e che peraltro in quattro stabilimenti del colosso siderurgico operanti in Lussemburgo l’acciaio Si produce utilizzando impianti elettrici e non a carbone come quelli di Taranto. Una bella querelle che capiremo nei prossimi mesi dove ci porterà. Sicuramente non si prevedono tempi buoni: “mala tempora currunt”. Noi auspichiamo che si lavori e si operi sempre nell’esclusivo interesse dei cittadini di Taranto e dei lavoratori dell’impianto siderurgico Tarantino. È sicuramente questo l‘unico obiettivo che si deve perseguire. 

Lunedì 15 aprile p.v. alle ore 17.00 - Sala Resta Cittadella delle imprese, Viale Virgilio 152 (Taranto).  “Obiettivo Taranto – Finanziamenti ed imprese. Il sistema dei finanziamenti regionali alle imprese, misure attive e opportunità per l’area Tarantina” - incontro di formazione/informazione organizzato congiuntamente dall’Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Taranto, Valentina Tilgher e dall’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Cosimo Borraccino, con il supporto della Camera di Commercio di Taranto, che ospiterà l’evento. Durante l’incontro i Dirigenti e Funzionari di Regione Puglia illustreranno le azioni attivate nel sistema dei finanziamenti regionali rivolti alle imprese private, con l’obiettivo di incrementare le opportunità, per le realtà locali, di intercettare ed utilizzare le risorse disponibili.

Mino Borracino, Assessore allo Sviluppo Economico, molto soddisfatto.

Con la delibera approvata, su proposta di Mino Borraccino, la Giunta Regionale ha completato un lungo, complesso e articolato iter politico e amministrativo che si è sviluppato per diversi mesi e che ha visto un intenso e approfondito confronto tra le due Amministrazioni regionali coinvolte (Puglia e Basilicata) e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, con una intensa attività di concertazione con tutte le parti interessate – a partire dalle Organizzazioni datoriali e sindacali, e dalle Amministrazioni locali – che ha consentito di individuare con precisione, in modo coerente e condiviso, le potenzialità e l’attrattività delle singole aree ricomprese nella ZES e le relative priorità di sviluppo.

Positivo e proficuo il costante confronto con il Governo nazionale e, in particolare, con il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, che ha fornito indicazioni e osservazioni puntuali e pertinenti che sono state completamente recepite nella versione finale del Piano Strategico, in modo da renderlo coerente con le direttive di carattere nazionale su questa materia.

“Con la trasmissione a Roma della Delibera (già approvata anche dalla Regione Basilicata), - ricorda Borraccino - manca solo il provvedimento finale del Governo centrale per il raggiungimento di un obiettivo tanto atteso quale quello di rendere il territorio ionico, grazie alla ZES, più competitivo e più attrattivo, in modo da assicurare, attraverso un adeguato pacchetto di iniziative finalizzate a stimolare crescita industriale e innovazione del tessuto imprenditoriale, un adeguato sviluppo economico, sostenibile e duraturo, con positive ricadute anche e soprattutto in termini occupazionali”.

L’estensione complessiva della ZES Ionica è pari a 2.579 ettari, di cui 1.518 ricadenti in Puglia, e i Comuni pugliesi interessati sono quelli di Taranto, Martina Franca, Massafra, Mottola, Statte, Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana e Grottaglie, con il coinvolgimento, quali snodi logistici e strategici, del Porto di Taranto, dell’Aeroporto di Grottaglie e del Centro Intermodale di Francavilla Fontana.

“Sono molto soddisfatto per questo straordinario risultato - sottolinea l’Assessore Borraccino - che ha rappresentato, sin dal mio insediamento quale Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, un obiettivo da raggiungere nel miglior modo possibile dal momento che sono convinto che la ZES possa realmente rappresentare una straordinaria opportunità di sviluppo per il territorio. Quel che vorrei evidenziare - prosegue - è che, come opportunamente rilevato all’interno del Piano approvato in via definitiva oggi, al di là delle agevolazioni fiscali rilevanti, delle semplificazioni amministrative e regolamentari, che renderanno più agevole per il tessuto imprenditoriale investire, e degli altri vantaggi molto concreti che l’istituzione della ZES potrà determinare nei territori interessati, la valenza strategica di questa operazione sta soprattutto nell’aver voluto costituire una preziosa opportunità per affrontare in maniera finalmente integrata le politiche regionali di sviluppo industriale, in un’ottica di sostenibilità economica, sociale e ambientale, e di crescita intelligente, all’interno di un quadro di opzioni strategiche condivise e di un migliore raccordo tra gli attori pubblici e privati del territorio. 

Ora la palla passa agli operatori economici presenti sul territorio che dovranno lavorare per cogliere fino in fondo questa opportunità che rappresenta un importante volano per lo sviluppo di tutta l’area ionica.

Un ringraziamento particolare l’Assessore Borraccino lo rivolge al collega consigliere, ex assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, per l’importante lavoro preliminare svolto per la Zes jonica. Un ringraziamento anche alla tecnostruttura regionale, a partire dal prof. Domenico Laforgia, capo dipartimento dello Sviluppo economico,alla dott.ssa Lisi, capo sezione, dal mese scorso in pensione e alla dott.ssa Zampano; ai tecnici dell’ARTI ed in particolare all’ing. Creanza, oltre ai tecnici esterni: prof. Aldo Berlinguer e il giovane prof. FrancescoScialpi. Ed infine a  Sergio Prete e Fulvio Lino Di Blasio, presidente e direttore generale dell’Autorità portuale di Taranto per il prezioso contributo collaborativo.

Per il Segretario Paolo Peluso alla base un episodio accaduto ad un lavoratore gravemente infortunato prima iscritta alla Cassa Edile e poi diventato fantasma.

Un operaio di 47 anni mentre manovrava una pompa per il getto di cemento in un impianto di compostaggio a Manduria è rimasto folgorato. Se non fosse accaduto questo drammatico fatto di cronaca che lo ha di fatto portato alla soglia della morte noi di lui non avremmo saputo più nulla. Iscritto alla FILLEA CGIL fino al 2017 è poi finito nel girone degli invisibili, non censito da Cassa Edile, né lui, né l’impresa per cui lavorava.E’ il segnale – secondo Paolo Peluso, segretario generale della CGIL – di un imbarbarimento totale del mondo del lavoro che marginalizza, isola e in molti casi pone il lavoratore nella condizione di inabissarsi e perdere diritti e tutele, pur di continuare a mantenere un lavoro.Un episodio che serve, alla segreteria della CGIL di Taranto, per raccontare un fatto ben più grave.Consideriamo l’unità sindacale una tutela per tutti i lavoratori – dice Paolo Peluso – a patto che l’asticella dei diritti sia mantenuta alta in tutti i casi. Pensiamo che il rapporto con le imprese vada costruito in una logica espansiva delle attività di impresa come dei diritti dei lavoratori. E’ la premessa che la segreteria di Taranto pone nella conferenza stampa che annuncia il ritiro della firma della CGIL ionica dal Protocollo d’intesa siglato proprio con CISL, UIL e Confindustria Taranto nel giugno del 2018.In quell’impegno ci responsabilizzavamo tutti di fronte alla perdurante condizione di crisi della nostra provincia – continua Peluso, e per questa ragione ci obbligavamo vicendevolmente a creare i presupposti per uscirne insieme, senza pesare troppo sull’impresa o sui lavoratori.Così non è accaduto e la CGIL di Taranto denuncia il proliferare di accordi di prossimità che derogano al Contratto Nazionale e alla Legge (Decreto Dignità) in tutti i settori. L’elenco è lungo – spiega Giovanni D’Arcangelo, segretario organizzativo della CGIL di Taranto – si va dagli accordi a ribasso firmati per i lavoratori metalmeccanici, passando per i multiservizi, fino ad arrivare ai lavoratori del comparto sanitario o delle telecomunicazioni.Il caso più eclatante è quello dell’accordo separato firmato a livello provinciale da Confindustria insieme ai metalmeccanici di CISL e UIL nel dicembre 2018. Un accordo che su tutto il territorio provinciale ora viene prese a modello anche da aziende di altri settori (edili, multiservizi, telecomunicazioni).Non siamo contrari a prescindere agli accordi di prossimità – spiega ancora Peluso – ma devono essere scialuppe su cui salire con un impegno pre-ordinato e una rotta ben chiara, e non degli alibi per la destrutturazione completa dei diritti a cui è indispensabile tendere se non si vuole far pagare la crisi solo ai lavoratori.Insomma, sindacato e impresa, possono decidere a livello aziendale, e in particolarissime condizioni, di prorogare sulla durata dei contratti a termine o sull’obbligatorietà della causale, ma questa disponibilità non può trasformarsi in un n processo di precariato conclamato. Il risultato è una polverizzazione di un mondo, quello del lavoro, che così non riesce a far fronte comune. E’ già noto alla cronache il no della FILCAMS ad un accordo separato all’interno dell’appalto siderurgico – sottolinea Eva Santoro componente della segreteria confederale – e lì a fronte della stabilizzazione di pochi, si è consentito con un accordo di prossimità, che si allungasse a tempi biblici la precarietà di tanti. E il settore del contratto multiservizi e degli appalti continua ad essere uno tra più colpiti. Ecco dunque che secondo la CGIL viene meno il senso di questo impegno unitario. Ritiriamo la firma – spiega Peluso – ma non rinunciamo a continuare a crederci.BLa CGIL infatti dopo aver scritto a CISL e UIL e alla stessa Confindustria chiedendo di frenare sul fronte della deregulation, oggi in conferenza stampa lancia segnali ben precisi.Invito CISL e UIL a ricostruire l’unità sindacale – dice Paolo Peluso –  perché l’unità è un valore fondamentale ma a condizione che sia a nome dei lavoratori e non delle strutture di apparato.  L’asticella dei diritti torni ad essere alta e non svilita in azioni di difesa o privilegio. Torniamo a dire i No che servono oggi per ricostruire l’unità dei lavoratori e lavorare insieme alle rappresentanze datoriali su innovazione e nuova organizzazione del lavoro. E’ così che si costruisce la competitività.Il messaggio prosegue con un invito a Confindustria. Siamo pronti a riprendere il dialogo – dice il segretario generale – ma occorre dare senso ad un confronto che deve guardare in una prospettiva di crescita, di ampliamento, di sviluppo che riguardi imprese e lavoratori alla pari.  Non si può vincere la crisi o le difficoltà operando solo a vantaggio di alcuni (le imprese), facendo pagare il prezzo ai lavoratori. L’ultimo messaggio la CGIL lo lancia ai lavoratori. Continueremo ad essere lì dove ci avete sempre trovato in questi oltre cento anni – sottolinea il segretario della CGIL di Taranto – ed è per questo che ritiriamo la firma da un protocollo che ha perso di significato di fronte alle deroghe che vi mettono uno contro l’altro. Infine la CGIL lancia un appello, a tutti i parlamentari della nostra provincia che il caso vuole siano prevalentemente dei 5Stelle. Come CGIL abbiamo condiviso i principi del Decreto Dignità – dice Peluso – anche se ne abbiamo contestato alcuni aspetti applicativi. Quella legge voleva stringere le maglie della precarietà e restituire dignità appunto ai lavoratori. A loro chiedo cosa hanno da obiettare, cosa pensano rispetto allo stato di cose che qui denunciamo – dice Peluso – Perché qui la dignità professata dal loro capo politico non ha ancora trovato casa.

 

L’ASSESSORE BORRACINO “STORICA VITTORIA DEI LAVORATORI EX ILVA NEL GIUDIZIO PROMOSSO CONTRO ARCELOR MITTAL”

Grande vittoria dei lavoratori dell’ex ILVA di Taranto nel giudizio promosso da alcuni di essi, supportati dal sindacato USB di Taranto, contro Arcelor Mittal per condotta antisindacale e per aver proceduto all’assunzione del personale secondo criteri discrezionali e in violazione degli accordi sindacali raggiunti tra le parti.

Questa mattina è stato pubblicato il provvedimento reso dal Giudice del Lavoro di Taranto che, riconoscendo la fondatezza delle pretese avanzate dai ricorrenti, ha accolto le domande proposte dai lavoratori, condannando Arcelor Mittal a riesaminare le posizioni dei circa 1.700 lavoratori posti in esubero al fine di verificare se, per ciascuno di loro, sono stati effettivamente applicati i criteri per le assunzioni previsti dall’accordo sindacale del 6 settembre 2018. Il Giudice, inoltre, ha chiarito che questa verifica non metterà assolutamente in discussione la posizione degli 8.200 lavoratori già assunti da Arcelor Mittal, ma ove dall’applicazione rigorosa delle clausole contenute nel predetto accordo, dovesse emergere che alcuni lavoratori (come lamentato dai ricorrenti) sono stati ingiustamente esclusi e posti in esubero, il colosso indiano dell’acciaio, nuovo proprietario del sito siderurgico di Taranto, dovrà provvedere alla loro assunzione, aumentando il numero complessivo dei lavoratori assorbiti.

“Si tratta di un provvedimento giudiziario - commenta l’assessore allo Sviluppo Economico Mino Borracino-che non esito a definire storico e per il quale esprimo tutta la mia più grande soddisfazione, come Assessore allo Sviluppo Economico della Puglia e rappresentante istituzionale di questo territorio. Merito va dato ai lavoratori che hanno avuto il coraggio di intraprendere questa battaglia per un loro diritto, e all'avvocato Mario Soggia che li ha difeso in maniera esemplare.

Come noto- prosegue Borracino- la Regione Puglia è sempre stata accanto ai lavoratori ex Ilva in questo giudizio e ha dimostrato concretamente, in ogni circostanza, la sua vicinanza e il suo sostegno anche con la partecipazione del Presidente Michele Emiliano e del sottoscritto alle udienze che si sono svolte presso il Tribunale del capoluogo jonico.

La vittoria di questa battaglia giudiziaria dimostra che nessuno, neanche Arcelor Mittal, può pensare di perseguire i suoi profitti calpestando i diritti dei lavoratori e quelli di tutta la città di Taranto.

La Regione Puglia conferma il suo impegno e la sua attenzione nella verifica costante del rispetto rigoroso, da parte dei nuovi proprietari del sito siderurgico, degli accordi sindacali raggiunti che non possono certo essere disattesi impunemente.

 

 

Ringrazio i lavoratori per il loro coraggio e per la loro determinazione- conclude Borracino- ed esulto con loro per questo straordinario risultato.”

Palagiano (Ta)Questa sera, dalle ore 17, presso l’auditorium della scuola “Rodari” in via Bachelet si torna a parlare della crisi del comparto agrumicolo, mettendo insieme gli attori del territorio, gli agrumicoltori ma anche gli agronomi, le associazioni di categoria e tutte le istituzioni. 

Invitati dal primo cittadino Domiziano Lasigna, tutti i sindaci dei comuni del versante occidentale e le associazioni di categoria. A chiudere l’assemblea saranno Giovanni Gugliotti presidente della Provincia di Taranto e il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.

L’occasione sarà utile per presentare, con l’ausilio di alcuni agronomi locali, la proposta del nuovo disciplinare marchio Dop.

Palagiano – spiega il sindaco Lasigna - è in prima linea, insieme alle altre comunità, a costruire con gli agricoltori nuovi percorsi basati su ascolto, approfondimento e azione. I processi avviati hanno come unico obiettivo la tutela del nostro prodotto e la difesa dei nostri produttori lungo tutta la filiera agrumicola. Chi oggi lavora a dividere e a isolare non sta facendo il bene degli agricoltori, non lavora a soluzioni possibili.

Un appuntamento, quello odierno, già annunciato nell’incontro tenutosi nei giorni scorsi, nell’aula consiliare, che ha visto allo stesso tavolo, Lasigna, Quarto e Maria Rosaria Borracci, sindaco di Palagianello, gli imprenditori agrumicolFloriano Convertino eVincenzo Stellaccio, ma anche Alfonso Cavallo e Aldo Raffaele De Sario, presidente e direttore di Coldiretti Taranto, promotori dell’iniziativa. 

Dagli interventi di questi ultimi è emersa la necessità di iniziare a costruire sul territorio un percorso condiviso, in cui ognuno debba fare la sua parte. Serve un gioco di squadra. Divisi non si va da nessuna parte”. Da dove partire? “Iniziando a identificarsi e diversificarsi sul territorio – ha detto il presidente Cavallo -. In un mercato globalizzato dove prevale la concorrenza sleale, non regolamentata da leggi, bisogna puntare sulla qualità del prodotto e sulla sua promozione, investendo anche negli accordi di filiera che possono rappresentare il primo passo per diversificarsi sul mercato”, così come evidenziato anche da Francesco D’Onghia, presidente sezione Coldiretti Mottola.

Poi, la necessità, rimarcata anche dal direttore De Sario di battersi perché in Europa, relativamente alla commercializzazione del prodotto, ci sia il rispetto delle leggi: “Diversamente, non c’è qualità del prodotto o competitività che tenga. Pensiamo alle importazioni selvagge contro cui Coldiretti si è sempre battuta. Negli ultimi due mesi, il prodotto del Marocco, triangolando per la Spagna, è arrivato in Europa e, solo per esserci entrato, è diventato europeo. 170mila quintali di agrumi marocchini venduti per prodotto europeo”.

E, ancora, il bisogno di risorse, che aiutino i produttori a rinnovare le strutture, a provvedere ai cambi varietali del prodotto, a investire nella promozione dello stesso. Ma necessita fare rete e condividere lo stesso percorso e le stesse strategie.

Concordi anche i sindaci Quarto e Borracci nel sottolineare come sia “fondamentale continuare ad incontrarsi ai tavoli istituzionali che aprono il fronte e allargano il confronto”.

“Per la ripresa del comparto – ha rimarcato Lasigna - non esiste un’unica soluzione. Occorre rivedere i disciplinari dei marchi di qualità. Necessita puntare alla cooperazione, alla promozione e portare la voce degli agricoltori non solo all’attenzione della politica regionale e nazionale, ma anche all’attenzione della politica europea. Bisogna investire sull’identità territoriale, credendo nella qualità imbattibile del prodotto”.

L’ Incontro fra Confindustria ed una delegazione di ArcelorMittal Italia rappresentata da Emmanuel Rodriguez (Direttore Acquisti), Annalisa Pasquini (Direttore Risorse Umane), Philippe Aubron (Direttore Finishing Taranto) e Giorgio Battisti (Direttore Sicurezza), si è tenuto nella sede della Camera di Commercio. Presenti circa duecento imprenditori confindustriali.

L’incontro - ha commentato sulla sua pagina FB il Presidente di Confindustria Enzo Cesareo - è stata l’occasione per illustrare le regole di ingaggio dei fornitori locali con ArcelorMittal. "L’indotto pugliese che collabora con il Gruppo - è stato detto nel corso dell'incontro - è quantificabile in circa 200 M€/anno ed è quindi naturale e necessario per ArcelorMittal sviluppare un rapporto di partnership virtuoso e duraturo con le realtà pugliesi e tarantine. ArcelorMittal condivide i risultati positivi con i clienti, i fornitori e la comunità in generale. La trasparenza, secondo le parole del Direttore Acquisti di ArcelorMittal Italia Emmanuel Rodriguez, “rappresenta il migliore strumento per instaurare fiducia e comprensione”. Un rapporto di fiducia che, ha affermato Rodriguez, “permetterà ai fornitori locali di diventare partners di un gruppo globale leader nel settore”. 

Come Confindustria Taranto - ha proseguito Cesareo - si è trattato di un incontro dalla forte valenza, in considerazione dei pochi mesi trascorsi dall'insediamento della nuova cordata. Abbiamo accolto con estremo favore, in questa occasione, l’approccio chiaro e diretto dei rappresentanti di ArcelorMittal Italia. Siamo certi che lo scambio, inteso come necessità di confronto fra l’azienda e Confindustria, possa proseguire anche nei mesi a venire, al fine di ottimizzare ogni forma di collaborazione e poterne così monitorare i ritorni e i benefici – a tutti i livelli, economico, sociale ed ambientale- sul territorio. Contestualmente, accogliamo con altrettanta fiducia la dichiarata disponibilità di AM Italia a dare continuità al rapporto con le aziende dell’indotto locale, nel rispetto degli standard richiesti e nel solco già tracciato in anni di consolidato rapporto fra il centro siderurgico e le nostre imprese.

Greco di AssoMarmo: “Occorre intervenire subito per non provocare la chiusura di tante attività artigianali”. La risposta al Segretario della Filca Cisl.

 

Il perdurare della crisi del comparto edilizio sicuramente penalizza anche quello lapideo. Nei due distretti lapidei di Trani ed Apricena si assiste infatti ad una diminuzione del60%  della produzione. In qualità di associazione di categoria, AssoMarmo ha intrapreso la strada del confronto e del dialogo con Audizioni in commissione Sanità delSenato e varie richieste, sia presso il Ministero dello Sviluppo Economico che nelle varie Regioni ed Enti locali dove sono presenti i nostri associati. 

Per noi, che rappresentiamo gli artigiani del Lapideorimane una strategia fondamentale  riappropriarci del settore della funeraria affinchè si possa ritornare a lavorare per tenere aperte le nostre attività. Proprio in vista di quell’ obiettivo,AssoMarmo chiese nel 2015 l’ audizione in Commissione Sanità al Senato della Repubblica al fine di discutere del DdL 1611 che voleva riformare il settore cimiteriale e funerario. Altresì resta fondamentale immettere i materialilapidei  nella lista dei materiali per il bonus ristrutturazione. Infatti, anche se i materiali lapidei sono di per sé dei materiali da costruzione, in base alla Legge Tupini del 1949 sono considerati dei ‘beni di lusso e quindi esclusi dal bonus ristrutturazione; di conseguenza l’Agenzia delle Entrate rigetta le domande dove vi siano richieste comprendenti materiali lapidei. 

Tutto questo, se fossero state prese in considerazione le nostre proposte, avrebbe consentito al comparto lapideo di iniziare ad incrementare il proprio fatturato. Alla luce di quanto esposto, per la peculiarità del settore stesso, è spiegabile come sia stato possibile  arrivare alla crisi odierna e infine gridare allo scandalo.

Vorremmo, peraltro, ricordare al Segretario Generale della Filca Cisl, Antonio Delle Noci, il quale ha scritto di recente una nota stampa, che noi subiamo, come artigiani, non solo la concorrenza della Cina che acquista in Italia materiale grezzo e che addirittura ha acquistato intere cave, ma subiamo anche quella degli Arabi; infatti, i bacini di Carrara e di Verona sono per il 50% cinesi o arabi, per non parlare della concorrenza sul settore funebre dei monumentini cinesi, venduti con prezzi irrisori tramite alcuni rivenditori diaccessori bronzei. Guadagni che vanno a rimpinguare le casse delle ditte di onoranze funebri. Per quanto esposto AssoMarmo non parteciperà come associazione di categoria allo sciopero del 15 Marzo perché le nostre aziende ed i nostri ARTIGIANI meritano rispetto e non strumentalizzazioni da parte di un sindacato che dimostra di non conoscere le nostre esigenze e neanche le peculiarità del settore lapideo in genere, infatti i distretti di Apricena e di Trani sono in crisi perché i marmisti artigiani non comprano semi lavorati (lastre) come facevano un tempo e il numero delle aziende artigiane che lavorano il marmo diminuisce ogni anno sempre di più.   

Sebastiano Leo, Assessore Formazione, Lavoro e Istruzione della Regione Pugli:”Formatori e personale aggiuntivo per rafforzare i CPI”.

aLa Giunta Regionale Pugliese ha approvato, su proposta dell’Assessore Sebastiano Leo, due atti davvero importanti per il rafforzamento dei servizi per l’impiego.  Il primo atto è la ratifica delle convenzioni con gli Enti di Formazione i cui dipendenti sono attualmente in uso presso i Centri per l’Impiego pugliesi. “Con la ratifica - ha sottolineato Leo - diamo ai Formatori, operatori della formazione, il giusto riconoscimento del loro impegno e professionalità presso i CPI”. Il secondo atto, altrettanto significativo, è l’approvazione dello schema di Convenzione tra la RegionePuglia e l’ANPAL - Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro - per la realizzazione dell’intervento di rafforzamento dei servizi per l’impiego.

Il suddetto Piano di rafforzamento nazionale, che ha carattere straordinario, prevede per la Puglia una dotazione finanziaria di circa 13,4 milioni di euro utili all’immissione di 128 risorse aggiuntive nei centri per l’impiego pugliesi. Questo personale dovrà occuparsi di orientamento, di ausilio alla ricerca di occupazione, di attività formative e della gestione della promozione delle esperienze lavorative.Queste risorse rappresentano personale aggiuntivo rispetto a quello previsto dalla dotazione organica dei centri per l’impiego pugliesi dell’ARPAL e avranno carattere temporaneo anche se, insieme agli altri assessori al lavoro delle regioni italiane - ha ricordato l’Assessorw Leo - stiamo chiedendo al Governo di rendere permanenti queste collaborazioni”.

 

Mercoledì, 20 Febbraio 2019 21:55

Taranto/ Un altro importante passo avanti per la Zes.

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Incontro tecnico a Roma con il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, e tutti i responsabili delle regioni meridionali e insulari coinvolte in questo percorso, finalizzato a definire gli aspetti operativi di concreto funzionamento delle ZES. 

Nel corso della riunione, alla quale ha partecipato anche Mino Borracino Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia accompagnato dalla Dirigente Teresa Lisi, e lßdi presidenti delle due Autorità di Sistema Portuale pugliesi, Avv. Ugo Patroni Griffi e Avv. Sergio Prete, si è decisa una strategia comune che consisterà in alcuni focus di approfondimento che saranno portati avanti, nelle prossime settimane, tra i tecnici dei Ministeri coinvolti e i rappresentanti delle Regioni. In particolare saranno affrontati, con il Ministero per i Beni Culturali, tutti gli aspetti relativi ai pareri che dovranno esprimere le Sovrintendenze, mentre con l’Istituto del Commercio Estero saranno approfondite le strategie di internazionalizzazione e di promozione per gli investitori stranieri dell’opportunità rappresentata dalle ZES, mentre con l’Agenzia delle Dogane sarà affrontata la delicata questione relativa ai corridoi doganali.

Altro importante tema discusso è stato quello relativo alla necessità di un coordinamento forte con il mondo delle imprese e a questo proposito avvieremo nelle prossime settimane degli incontri di approfondimento, su base regionale, con i referenti di Confindustria in modo da coordinare con il sistema produttivo gli interventi da adottare per cogliere a pieno i vantaggi che la ZES può rappresentare per lo sviluppo del territorio.

“Sono molto soddisfatto per l’esito di questo incontro - ha detto Borraccino - ha zche si è svolto in un clima cordiale, con la Ministra per il Sud Barbara  Lezzi,  operativo e collaborativo. Per quanto riguarda la ZES Jonica, abbiamo consegnato la versione definitiva del Piano Strategico, alla luce di alcune limitatissime modifiche operate al fine di limare nel dettaglio il testo. 

Ora il Piano è all’esame del Ministero dell’Economia e delle Finanze che dovrebbe esprimere il suo parere entro pochi giorni, per poi poter passare all’approvazione definitiva in Giunta da parte della Regione Puglia e della Regione Basilicata. A seguito di questi passaggi formali, interverrà poi il decreto di istituzione della ZES da parte del Ministero per il Sud. 

Proseguono contestualmente, in modo molto spedito, anche i lavori per la definizione della seconda ZES pugliese, quella Adriatica, per la quale nei prossimi giorni (già nella prossima settimana) sarà formalizzato il Piano Strategico comune tra Regione Puglia e Regione Molise sotto la sapiente regia del presidente dell’ autorità portuale del basso Adriatico,  avv. Ugo Patroni Griffi.  zE’ stata certamente una giornata molto proficua dal momento che siamo davvero ad un passo per il riconoscimento delle  ZES  pugliesi che rappresenteranno  una straordinaria occasione di crescita e di sviluppo per il sistema produttivo del territorio, aumentandone la competitività e migliorando le condizioni per la crescita dell’occupazione. Siamo orgogliosi del lavoro che stiamo compiendo e impazienti di vedere concretizzato, grazie all’impegno di tanti, Regione, Governo e Autorità portuali, questo innovativo  progetto.

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