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Giornale di Taranto - Giornalista1

“La Corte di Giustizia Europea ha deciso questa mattina con sentenza che la valutazione del danno sanitario deve essere svolta nell’ambito del rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale”. Lo dice all\'AGI, a proposito dell’ex Ilva di Taranto, l’avvocato Maurizio Rizzo Striano, che ha rappresentato in giudizio alla Corte Ue l’associazione \'Genitori tarantini\' in merito a un ricorso relativo alle questioni ambientali di Acciaierie d’Italia.   Ricorso presentato al Tribunale di Milano nell’ambito di un’azione inibitoria verso l’ex Ilva e poi girato da Milano alla Corte Ue per avere un’interpretazione delle norme italiane alla luce del diritto comunitario.

    “La Corte - aggiunge Rizzo Striano - ha poi deciso che tutte le sostanze tossiche e inquinanti vanno tenute in considerazione nella procedura di rilascio, e quindi non solo una parte di esse, con un set limitato, e, ultima considerazione, andando anche oltre il quesito posto dal Tribunale di Milano, i giudici della Corte Ue hanno anche detto che non sono lecite le proroghe oltre un certo limite temporale e nel caso in cui questo limite venga superato e ci sia un inquinamento significativo - ha aggiunto il legale a proposito delle proroghe che l’ex Ilva ha ottenuto sull’Aia - l’attività dell’impianto deve essere sospesa”. 

Dopo i commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Fiori, Quaranta e Tabarelli, anche la giudice delegata alla procedura dell’azienda, Laura De Simone, presidente della seconda sezione civile e crisi di impresa del Tribunale di Milano, ha respinto le richieste creditorie avanzate dagli ex manager della società nel dichiarare esecutivo lo stato passivo di Acciaierie. Si tratta di Lucia Morselli, ex amministratore delegato, e di Domenico Ponzio, ex capo degli acquisti, che si erano insinuati nello stato passivo della società chiedendo crediti per complessivi 9 milioni di euro. In particolare, Morselli aveva chiesto 833mila euro di crediti privilegiati e un milione e 319mila euro di prededuzioni. 

 Il giudice De Simone per Morselli “esclude il credito come proposto dai commissari condividendone le argomentazioni dagli stessi svolte”. Il rigetto per Morselli, ad dell’azienda dall’autunno 2019 sino a febbraio scorso, è totale. Per Ponzio, invece, che aveva rivendicato 80mila euro di privilegiati e 6 milioni e 743mila di prededuzioni, il giudice conferma il taglio netto proposto dai commissari e ridimensiona tutto a poco più di 147mila euro. Lo stato passivo esecutivo di AdI riguarda 981 creditori tra fornitori, imprese, indotto di Taranto, banche, grandi gruppi e realtà pubbliche. Ammessi crediti per un miliardo e mezzo di euro.

Meno malattie e mortalità. Netta riduzione dei rischi e delle conseguenze per la salute pubblica. È il dato che emerge dalla Valutazione di impatto sanitario che Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha predisposto e consegnato al ministero della Salute. È una Vis post operam, cioè calcolata in riferimento a una produzione annua di acciaio di 6 milioni di tonnellate, quella autorizzata dall’Aia per l’ex Ilva, ma sulla base degli interventi ambientali fatti. Diversa, quindi, dalla Vis precedente, che é ante operam, cioè riferita a prima degli interventi. 

 In particolare, dice lo studio Vis, per l’area di Taranto “dal confronto tra i due assetti emerge una notevole riduzione dei DA per 10.000 abitanti”. La sigla DA sta per decessi attribuibili. A Taranto - secondo la Vis di AdI - si registra un regresso del 38-40% circa per la mortalità da cause naturali, fino al 7% per la mortalità da tumore al polmone, 20-43% per la mortalità da malattie cardiovascolari, fino al 13% per la mortalità da malattie respiratorie. Per il quartiere Tamburi, poi, che é il rione a ridosso della fabbrica, “dal confronto tra i due assetti emerge una notevole riduzione dei DA per 10.000 abitanti. In particolare: -39-51% circa per la mortalità da cause naturali, -5-40% per la mortalità da tumore al polmone, -18-41% per la mortalità da malattie cardiovascolari, -12-50% per la mortalità da malattie respiratorie”. Per l’approccio tossicologico cancerogeno, la Vis di AdI dice che “i valori massimi di rischio fuori il perimetro dello stabilimento siderurgico risultano inferiori alla soglia di rischio cancerogeno inalatorio sia nell’assetto ante che post operam per l’area di Taranto e il quartiere Tamburi“. E quindi “si assiste nel passaggio dall’ante operam a quello post operam a una significativa diminuzione del rischio pari a circa il 37% nel caso dell’area di Taranto e al 42% nel caso del quartiere Tamburi”.  La Vis per Acciaierie l’hanno redatta Alfonso Cristaudo, già ordinario di Medicina del Lavoro all’Università di Padova e direttore dell’Unità operativa complessa di Medicina Preventiva del Lavoro, e Annalisa Romiti, ingegnere, della società Icaro. 

Ora il ministero della Salute farà le sue valutazioni. La scelta di fare la Vis su 6 milioni di tonnellate, e di pensare a predisporne una anche su una produzione a 8 milioni, l’hanno presa i commissari di AdI, Fiori, Quaranta e Tabarelli. Che l’hanno definita un segnale di confronto e di collaborazione verso le istituzioni centrali e locali unito al ritiro dei contenziosi legali aperti dalla precedente gestione di AdI (quella dell’ex ad Lucia Morselli) proprio sul tema ambientale e sulla Vis in particolare.“Lo scenario alla base del presente studio si riferisce a uno scenario post operam per una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio all’anno” scrivono Cristaudo e Romiti, ma “è stato ritenuto opportuno far riferimento anche allo scenario emissivo dello stabilimento connesso a una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio anno, antecedente alla completa attuazione degli interventi di adeguamento ambientale”. 

La Puglia si conferma prima in Italia, per il quarto anno consecutivo, per qualità delle acque di balneazione (eccellenti per il 99,7%), seguita da Friuli Venezia Giulia (99%), Sardegna (98,4%), Toscana (98,2%). È il risultato delle analisi microbiologiche condotte nel corso di quattro anni (2020-2023) dal Snpa, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (la rete che coordina le varie Agenzie regionali per l’ambiente presenti sul territorio nazionale, tra cui l’Arpa Puglia). \"Per il quarto anno consecutivo la Puglia ha il mare più pulito d\'Italia, un risultato per il quale dobbiamo ringraziare i pugliesi, i comuni, i sindaci, l\'Acquedotto pugliese per i depuratori, la disciplina delle imprese, per un risultato di squadra davvero straordinario\", ha commentato il presidente della Regione, Michele Emiliano. \"L\'Arpa è il guardiano proattivo di questi risultati di bonifica ambientale della Regione Puglia, abbiamo risolto un\'infinità di infrazioni legate a siti inquinati perché Arpa segue i grandi siti industriali pericolosi. Per questo il mio ringraziamento va ad Arpa assieme all\'impegno di stabilizzare tutti i giovani professionisti che lavorano qui ancora con contratti a tempo determinato, perché senza la loro qualità professionale sarebbe stato impossibile ottenere questi risultati. La Puglia ha il mare più pulito d\'Italia, un risultato del genere non si raggiunge schioccando le dita ma con un durissimo lavoro di squadra”. “È un\'eccellenza per il nostro Paese, una garanzia che non riguarda solo la qualità ambientale delle acque ma la loro salubrità, quindi la salute dei mari nei quali si bagnano tanti cittadini e tanti turisti che affollano la Puglia perciò siamo felici di aver conquistato il quarto scudetto consecutivo” ha detto il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno. Lungo i 1000 km circa di costa pugliese la Regione Puglia ha individuato, ai sensi dell’attuale normativa di riferimento, ben 676 “acque” (tratti) destinate alla balneazione, che corrispondono ad un totale lineare pari a circa 800 km: in particolare sono state individuate 254 acque di balneazione in provincia di Foggia, 46 in provincia di Bat, 78 in provincia di Bari, 88 in provincia di Brindisi, 139 in provincia di Lecce e 71 in provincia di Taranto. Per quanto riguarda la Puglia, lo 0,3% di acque di balneazione in classe di qualità “non eccellente” riguarda i seguenti siti: “Foce Fiume Lauro (30 m a destra)” e “Foce Fiume Lauro (30 m a sinistra) nella laguna di Lesina, entrambi classificati in qualità “sufficiente”, “Fogna Cit.na Molfetta (500 m a sud)” lungo il litorale dell’omonima cittadina e “Spiaggia libera Ginosa Marina-Fiume” in provincia di Taranto, entrambi classificati in qualità “buona”, Si fa comunque notare che dei quattro siti sopra descritti due riguardano le acque marino-costiere (lungo il litorale di Molfetta e di Ginosa Marina), gli altri due fanno invece riferimento ad acque di transizione (nella fattispecie la laguna di Lesina). 

Ancora un oro per Benedetta Pilato! La campionessa tarantina ha conquistato la  più alta posizione del podio agli internazionali di nuoto al

Foro italico.

con la sua migliore prestazione di sempre nei 100 metri rana. Ha chiuso infatti la gara con 1:05.44 stabilendo il nuovo Record Italiano nella distanza.

Ecco cosa ha dichiarato a Rai Sport:

\'Sono molto contenta. Ho lavorato tanti in questi mesi e me lo aspettavo. Arrivavo alle Olimpiadi con tante certezze sulle scelte fatte e mi serviva il riscontro cronometrico. Quindi sono contenta.

Quando cancelli dalla tua vita le cose negative e le persone negative è tutto in discesa.\'

Lu.Lo.

È nel vivo a Taranto l’edizione 2024 di Medimex, l’International Festival & Music Conference promosso da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato con il Teatro Pubblico Pugliese-Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura. Domani sera e domenica sera il clou con i concerti sulla Rotonda del Lungomare, che fanno di Medimex 2024, secondo il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, “un’edizione straordinaria. Abbiamo venduto i biglietti in tutte le parti del mondo, quindi tutti si renderanno conto che non c’è solo il G7 in Puglia e che forse il G7 è venuto facilmente e naturalmente in Puglia grazie alla qualità generale di questa regione e dei pugliesi”. Il primo concerto di domani sera è quello di The Smile (prima data in Italia), seguito domenica 23 giugno da i Pulp (unica data italiana) e The Jesus and Mary Chain (unica data Sud Italia). The Smile é una  band composta da Tom Skinner, Jonny Greenwood e Thom Yorke, per la prima data italiana del tour “Live in Europe 2024” nel quale presentano dal vivo il disco “Wall Of Eyes”, uscito a gennaio 2024 per XL Recordings. Registrato tra Oxford e gli Abbey Road Studios, è il seguito del debutto del 2022 “A Light For Attracting Attention”, che ha ricevuto il plauso da parte di riviste come The Guardian, Pitchfork, The Observer, The Needle Drop, Rolling Stone, New York Magazine, Uncut, MOJO e altre ancora. L’album è prodotto e mixato dal già collaboratore Sam Petts-Davies e gli arrangiamenti per archi sono della London Contemporary Orchestra. L’album contiene 7 tracce: “ Teleharmonic”, “Read The Room”, “Under Our Pillows”, “Friend Of A Friend”, “I Quit”, “Bending Hectic”, “You Know Me!”.  L’edizione 2024 vede il ricordo di Ernesto Assante, il giornalista e critico musicale recentemente scomparso, che per anni è stato consulente artistico del Medimex. E il premio “premio Ernesto Assante 2024” sarà consegnato proprio a The Smile, gruppo musicale britannico, per “la capacità di innovare e l\'originalità nell\'ambito della musica pop-rock”.

 Ad Assante é stato dedicato quest’anno il premio intitolato a figure importanti della musica che nelle precedenti edizioni del Medimex é stato consegnato ad artisti come Iggy Pop, Patti Smith, Bryan Ferry, Kraftwerk e Liam Gallagher, tutti ospiti dell’evento di Taranto. Riferendosi ai concerti di domenica sera con i Pulp e The Jesus and  Mary Chain, Cesare Veronico, coordinatore artistico Medimex-Puglia Sounds, ha detto che la serata del 23 giugno a Taranto “ha tutti i requisiti per essere la sorpresa positiva dell’estate italiana. Ogni anno registriamo una buona vendita di biglietti all\'estero, ma quest\'anno, grazie all\'unica data italiana dei Pulp, il dato dei biglietti venduti all\'estero supera il record dei Paesi coinvolti come provenienza del pubblico. Sono stati acquistati abbonamenti e biglietti in 29 Paesi dagli Stati Uniti alla Russia, con la quasi totalità dei Paesi europei”. I Pulp sono anch’essi un gruppo rock britannico.

Tutelare la salute dei lavoratori esposti a condizioni climatiche estreme durante la stagione estiva è una delle priorità dell’Amministrazione guidata dal sindaco Rinaldo Melucci. E come già disposto lo scorso anno, il primo cittadino ha inteso subito fronteggiare il problema emanando un’ordinanza con cui si impongono una serie di prescrizioni finalizzata a scongiurare situazioni di pericolo per l’incolumità di coloro che svolgono attività lavorative all’aperto.

Il provvedimento si registra a seguito delle interlocuzioni avviate dallo stesso sindaco e dal Capo di Gabinetto, avv. Greta Marraffa, con le parti sociali e con l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE), tutti concordi sull’adozione di misure tese a garantire una migliore protezione, qualità e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un’esigenza più che mai pressante in questo periodo dell’anno caratterizzato da temperature molto elevate e da alti tassi di umidità, condizioni che aumentano significativamente il rischio di stress termico e colpi di calore soprattutto per coloro che svolgono le proprie attività nei settori agricolo ed edilizio.

Fra le prime ad essere stata adottata in Puglia da un’Amministrazione comunale ed immediatamente esecutiva con effetto fino al 31 agosto 2024, l’ordinanza firmata dal sindaco Melucci prescrive l’assoluto divieto di lavoro a fronte di esposizione ai raggi solari in ore della giornata in cui si registrano livelli di temperatura particolarmente intensi. Un contributo alla concreta applicabilità del provvedimento arriverà dall’Inail che ha reso disponibili mappe nazionali di previsione del rischio di esposizione al caldo sul sito “Workilmate 2.0- lavorare al sole”.  In questo senso, il primo cittadino ha stabilito di proibire le attività lavorative all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12.00 alle 16.00 nei giorni in cui il rischio per l’incolumità dei lavoratori è segnalato sul sito “Workilmate” come “ALTO”. Ovviamente, tenendo conto di fattori che vanno dalla tipologia delle mansioni svolte all’ubicazione del luogo di lavoro, è stato vietato lo svolgimento di prestazioni lavorative a fronte di una prolungata esposizione ai raggi solari anche nelle altre fasce orarie della stessa giornata, questo dopo conveniente ed opportuna valutazione dei rischi potenziali del lavoro da parte degli organismi datoriali di lavoro e degli enti di controllo e prevenzione.

La salute dei lavoratori – ha dichiarato il sindaco Melucci- è una priorità che richiede ogni iniziativa utile a tutelarla, per questo abbiamo predisposto, dopo le intese raggiunte in un clima di grande collaborazione con ANCE e parti sociali, questa ordinanza che va a rafforzare in maniera decisa le norme già vigenti.”

Acciaierie d’Italia, ex Ilva, ha comunicato oggi ai sindacati l’avvio della procedura di nuova cassa integrazione straordinaria. Nel gruppo sono 5200 unità di cui 4400 a Taranto. C’è un sensibile incremento rispetto ai numeri attuali di cassa: 3000 nel gruppo di cui 2500 a Taranto. “Il provvedimento di sospensione interesserà, a far data dala data dela declaratoria di insolvenza AS o dalla diversa data determinata dal decreto ministeriale recante l\'autorizzazione, un numero medio massimo di contestuali sospensioni pari a 5200 dipendenti e avrà durata commisurata alla gestione dei Commissari Straordinari. Il numero di sospensioni, quale dato massimo medio su base giornaliera nell\'arco temporale dell\'intervento, potrà così articolarsi nele specifiche unità produttive”. Segue quindi il dettaglio: 4400 a Taranto e il resto negli altri siti di cui 400 a Genova e 245 a Novi Ligure. I dipendenti di AdI sono ora 9869 di cui 8025 a Taranto. 

 \"L’utilizzo della Cigs, che farà perno su trasparenti criteri di forte rotazione del personale, sarà strettamente connesso ai livelli di produzione degli stabilimenti e consentirà di ultimare il Piano di ripartenza con l’attivazione dopo l’estate del secondo altoforno\", assicura AdI. \"La Società, consapevole di richiedere alle proprie persone un forte sacrificio, vuole continuare a investire su un modello di relazioni industriali responsabile e in grado di accompagnare questa importante fase di cambiamento”, conclude la nota. 

Il Tribunale di Taranto ha condannato l’Inail al riconoscimento della malattia professionale di Pasquale Laperchia deceduto per un mesotelioma pleurico, causato dall’esposizione all’amianto durante il suo impiego presso le Ferrovie dello Stato (oggi RFI spa). Chiesti danni per 1,3 milioni. Lo dichiara l’Osservatorio nazionale amianto. Laperchia, nato e residente a Taranto, ha lavorato nelle Ferrovie per 35 anni come operaio manutentore. Durante questo lungo periodo, è stato esposto quotidianamente all\'asbesto senza adeguati dispositivi di protezione. Prima dell\'introduzione della legge 257/92, rileva l’Osservatorio, il minerale era ampiamente utilizzato per diverse applicazioni, in particolare veniva impiegato per rivestire tubazioni, isolare sistemi termici e acustici, nelle guarnizioni e componenti dei freni. Nel luglio 2019 l’uomo ha ricevuto la diagnosi di mesotelioma pleurico, una grave forma di cancro causata dall\'inalazione di fibre di amianto, e nel 2020 ha presentato domanda all\'Inail per il riconoscimento della malattia professionale, ma venne respinta. Nel 2021 il suo legale, Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto, ha presentato ricorso e prodotto le prove dell\'esposizione alla fibra killer, nonché le perizie del consulente tecnico d\'ufficio (CTU). Nel corso del giudizio, il lavoratore è deceduto all’età di 73 anni.  Adesso la condanna dell\'Inail, dice l’Osservatorio, “sancisce il riconoscimento professionale della malattia che darà diritto alla richiesta del risarcimento del danno. Bonanni ha già emesso l’atto della messa in mora per gli importi di 500mila euro per il danno subito dall’uomo e di circa ulteriori 400mila per ognuno dei due figli orfani, Dario e Igor, ai quali si aggiunge anche il nipote, orfano di una delle figlie, adottato dallo zio, per il quale è stato richiesto un ulteriore importo di 400mila euro”. 

Ammontavano a 1.763.778.184,57 euro i crediti presentati oggi per la prima udienza dello stato passivo davanti al Tribunale di Milano. Il miliardo e 700 milioni era diviso in 11.085.992,04 euro di prededuzioni privilegiate, 1.119.350.568,76 euro di prededuzioni chirografe, 45.311.957,33 euro privilegiati e 588.029.666,44 euro di chirografari. La decisione del giudice Laura De Simone ammette allo stato passivo 1.545.846.369,96 euro totali, ne esclude 217.919.579,05 euro, e la parte ammessa é così ripartita: 4.473.061,78 euro di prededuzioni privilegiate, 352.148.079,93 di prededuzioni chirografe, 26.967.638,30 euro di privilegiati e 1.162.257.589,95 di chirografi. Zero somme per le voci relative agli ipotecari e ai pignoratizi. 

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