Un’intera giornata dedicata alle tematiche di maggiore attualità, che interessano l’operato e l’attività quotidiana di chi lavora nel mondo del “condominio”.

Dalla gestione del tempo ai doveri di riscossione dell’amministratore; dalla gestione delle morosità alla presenza degli animali in condominio; dalla revoca dell’amministratore al nuovo regolamento europeo sulla privacy (GDPR). Ed, ancora, si discuterà della reputazione dell’amministratore ai bonus fiscali 2018, dai profili processuali alle Adr; dalle obbligazioni parziarie alla comunione ereditaria sino alla disciplina del condhotel e i criteri di tenuta della contabilità condominiale.

Una sorta di “Condominio Day”, durante il quale relazioneranno ben 14 esperti del settore e della materia, provenienti da tutta Italia. Ad organizzarlo, l’Arco, Amministratori e Revisori Contabili Condominiali, presieduto da Francesco Schena. Si terrà a Bari, sabato 19 maggio, dalle ore 8.45 alle 18, presso l’Hotel Excelsior di via Giulio Petroni 15.

I lavori cominceranno con una tavola rotonda che vedrà seduti allo stesso tavolo i rappresentanti di numerose associazioni: Alac, Anapi, Help! Condominio, Aic, Confabitare, Ap, Figiac, Naca, Valore Aggiunto e la stessa Arco.

L’evento vede il patrocinio della Regione Puglia e del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari. Patrocinio concesso anche da Confinternational, Aciform ed Asmef. Ai partecipanti saranno riconosciuti quattro crediti formativi ordinari, concessi dall’Ordine degli Avvocati di Bari. La giornata servirà anche per assegnare il Premio Condominio Italia 2018.

“La professione di amministratore di condominio, sebbene relativamente giovane, è destinata ad adeguarsi alle nuove sfide, che il mercato presenta – spiega il presidente nazionale Arco Francesco Schena -. La categoria inevitabilmente corre alcuni. Uno di questi è quello di soccombere all’egemonia economica di grandi gruppi, anche stranieri, con elevate capacità gestionali e manageriali, che guardano con interesse al mercato italiano, dove, al momento, il condominio rappresenta la più diffusa formula abitativa. Di qui, l’esigenza di elevarsi a rango di “professione”, in maniera seria e definitiva”.

Come? “Anche attraverso la formazione e l’aggiornamento continuo, il confronto e il dialogo, che proprio la giornata del Condominio Day ci offrirà”.

Il 1 maggio del 1988 fu inaugurato l’”Ulivo”, struttura realizzata con il contributi dei tanti che credettero nel grande progetto del fondatore mons. Guglielmo Motolese. A trenta anni dall’inizio della sua attività, la Fondazione Cittadella della Carità ha voluto  ricordare e festeggiare questa data con due iniziative.

Ieri, lunedì 14 maggio 2018, l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro ha presieduto una S.Messa  che è stata celebrata all’aperto, nell’area antistante l’ingresso dell’Ulivo. Un appuntamento imperdibile, che ha messo al centro lo spirito fondante della Cittadella tutta, quello sguardo rivolto al fratello sofferente e quel supporto alla cura del malato, di colui che ha bisogno che qualcuno  si prenda cura di lui.

Erano presenti il presidente della Fondazione dott. Giuseppe Mele, accompagnato dal CdA avv. Angelo Esposito, avv. Salvatore Sibilla e dott.ssa Maria Silvestrini,  il presidente del Collegio dei Revisori dott. Cosimo Damiano Latorre, il direttore generale dott. Bruno Causo, le direzioni amministrativa e sanitaria, la responsabile R.S.A dott. Manuela D’Abramo, i dipendenti, i parenti di mons. Motolese e gli amici più cari.  

Riprendendo e rilanciando uno dei simboli che caratterizzano la Cittadella, l’ulivo, mons. Santoro ha raccolto  tutti in preghiera. L’ulivo è albero simbolo di forza, resistenza, pace, trionfo, fede, vittoria e salvezza; rappresenta la dedizione e l’impegno  nel recupero e nella riabilitazione dei pazienti  e può rappresentare la professione sanitaria dell’oggi, moderna ma con radici profonde. La S.Messa è stata celebrata sotto l’ombra degli alberi della Cittadella, in un tutt’uno con quella natura che circonda gli edifici e che rende preziosa la degenza nella R.S.A., luogo rigenerante. Lì, tutti si sono uniti in preghiera con mons. Santoro, che nel 2014 raccolse la sfida del mantenimento dei posti di lavoro dei dipendenti. L’arcivescovo ha ringraziato tutti per il costante impegno rivolto alla valorizzazione della struttura, ed ha invitato  al rispetto del lavoro. “Tutti devono fare il proprio dovere con la massima sollecitudine, perché il cammino comune porta frutto”. La Cittadella è nata come progetto d’amore, lo stesso amore che mons. Santoro ha manifestato con la presa in carico della Cittadella e con l’avvio di altri progetti caritatevoli, come l’ultimo nato, il centro di accoglienza per i senza fissa dimora allocato in palazzo Santacroce.

Martedì 15 maggio, alle ore 18. 30 la Compagnia Quanta Brava Gente ed il cantautore e scrittore Leo Tenneriello hanno intrattenuto gli ospiti dell’Ulivo.

Domenica 20 maggio 2018, Festa di Pentecoste, la Parrocchia dello Spirito Santo vivrà la sua festa patronale. Una delle tre solennità più importanti della fede cattolica, che richiama alla natura stessa della Chiesa; per gli Ebrei era la festa del raccolto del grano, per i cattolici  è la festa in cui il Signore, attraverso l’annuncio della Parola ad ogni creatura, chiama a raccolta tutti i suoi figli sparsi sulla terra.

Il programma dei festeggiamenti religiosi e civili è molto ricco e coinvolge gli abitanti del quartiere, diventando un’occasione di socializzazione. Il parroco don Martino Mastrovito sottolinea l’importanza dell’aggregazione. “Forse mai  come in questi tempi abbiamo bisogno ancora una volta di chiamarci a raccolta, di sentirci uniti, soprattutto nel nostro quartiere periferico. Il territorio a cui fa riferimento la nostra parrocchia è molto vasto, ma spesso trascurato”.

Per quanto riguarda il programma religioso tanti gli appuntamenti di lode al Signore: fra i più significativi, il pellegrinaggio delle reliquie di San Cataldo per le vie del quartiere,  per il cui evento è in corso il settenario di preparazione, che si terrà mercoledì 16 maggio. “In questo anno in cui la  comunità parrocchiale festeggia i cinquant’anni di istituzione, avremo l’occasione di rinsaldare il senso della nostra appartenenza alla Chiesa Diocesana attraverso il pellegrinaggio delle reliquie del nostro patrono, che saranno tra noi dal 16 al 20 maggio”.

Ed ancora la Veglia di Pentecoste sabato 19 alle 23.00 e le celebrazioni Eucaristiche di domenica 20, giorno in cui mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, impartirà alle ore 11.00, a nome del Pontefice,   la solenne benedizione Papale concessa da Sua Santità Papa Francesco alla comunità, in occasione del 50° dalla fondazione della parrocchia”.

Domenica 20 alle ore 18.00 si terrà la processione per le vie del quartiere : V.Lago d’Averno, V.Cripta del Redentore, V.Scoglio del Tonno, V.Ospedalicchio, V.Lago di Pergusa, V.Cripta del Redentore, V. Lago d’Averno. La festa si concluderà sul sagrato della  Chiesa. Durante il percorso, presteranno servizio di animazione: l’A.S.D. Sbandieratori e Musici della città di Oria e l’ “Orchestra di Fiati Città di Crispiano”, diretta dal prof. Francesco Bolognino.

Per quanto riguarda il programma civile molte le iniziative. Anche quella di un concorso canoro. “Abbiamo istituito  una borsa di studio per la musica, che verrà assegnata attraverso un progetto per il quale sono  coinvolti diversi professionisti del settore; tra questi Renzo Rubino che incontrerà a giugno, nella seconda fase del progetto, i primi dieci selezionati e assegnerà le due borse di studio,  del valore di trecento euro ognuna, per il settore voce e settore band”. E ancora l’ edizione 2018 delle “Olimpiadi di Pentecoste”, che  vedrà coinvolti tanti giovani che si cimenteranno in un torneo a squadre. Sono previsti spettacoli per i più piccoli, con i trampolieri e le bolle di sapone giganti; gli sbandieratori di Oria, ormai tradizione della festa, accompagneranno la processione di domenica 20  per le strade del quartiere. A seguire grande festa con il concerto dei “Notte Tempo” e, infine, i fuochi d’artificio concluderanno la serata.

Tutti questi eventi  - conclude don Martino Mastrovito -   sono inseriti in un contesto di ringraziamento e preghiera che continuamente sale a Dio dalla nostra comunità.  

Venerdì e sabato scorsi si sono svolti a Taranto i campionati nazionali universitari di canoa e canottaggio.

Un’ occasione importante per Taranto che ha avuto questo privilegio grazie alla complicità e alla collaborazione di Marina militare, università di bari e aeronautica militare.

“La vista suggestiva e la particolarità della gara hanno reso ancora più suggestivo quest’evento che riveste un ruolo molto importante per il nostro territorio e per lo sviluppo del tanto agognato turismo sportivo, ma soprattutto del turismo del mare a Taranto – commenta Irene Lamanna, presidente dell’Associazione Taranto Turismo -. Questo primo evento è sintomatico per spostare il baricentro di quello che è uno sport d’élite come il canottaggio, al sud e in particolare a Taranto.  È stato molto emozionante vedere il movimento di tantissimi studenti universitari italiani all’interno della base navale. Si è avuta la sensazione di vivere in una realtà universitaria. Abbiamo preso coscienza del valore aggiunto che può dare alla nostra città il mondo universitario, sempre unito alla Marina Militare, grazie alla quale abbiamo già diverse università in alcuni quartieri del nostro territorio. Indubbiamente va puntata l’attenzione sulla mole del movimento turistico che un’iniziativa del genere ha portato e può continuare a portare. Circa 1100 i turisti che per tre giorni hanno alloggiato e vissuto a Taranto. “Siamo praticamente all’anno zero – va avanti Lamanna -,  però è stato un importantissimo evento che ci ha dato ancora una volta prova di quanto lo sport possa dare un apporto forte allo sviluppo di Taranto. L’unica nota stonata è stato aver regalato a questi tre giorni una città completamente abbandonata a se stessa, sporca e incolta sotto ogni punto di vista. Per fortuna Taranto ha regalato, ai tanti sportivi e turisti, il suo mar Piccolo, grazie anche allo sforzo della Marina Militare che ha dato lustro a quel tratto di territorio. Chi però ha voluto girare la nostra città anche nelle ore serali e notturne, ha visto uno scenario pessimo”. E un’altra piccola nota Lamanna la rivolge anche al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. “E’ stato davvero un dispiacere notare che il nostro primo cittadino non abbia voluto presenziare a quest’evento e fare gli onori di casa a tutta questa gente venuta da ogni dove d’Italia”.

di Andrea Loiacono

 

Con una doppietta realizzata da Max Marsili il Taranto espugna lo stadio “ D'Angelo di Altamura” nell'incontro valido per la semifinale play-off di serie D ed accede alla finale che si giocherà in Campania contro la Cavese che ha sconfitto il Cerignola.” Mister Cazzarò conferma il 4-2-3-1 ma cambia qualcosa negli interpreti. Restano in panchina Cacciola e Corbier al posto di Bilotta e Ligotti. In difesa spazio a D'Angelo che prende il posto di Rosania. Sono oltre 400 i tifosi rossoblù al seguito della squadra. Il Taranto scende in campo con la terza maglia completamente nera con i numeri fluorescenti. Partono bene i ragazzi di Cazzarò grazie ad un paio di conclusioni di Ancora e Cazzarò che risultano imprecise. A cavallo del ventesimo minuto l'Altamura conquista due calci d'angolo. Sugli sviluppi del secondo l'arbitro il Sig. Bertini di Lucca vede un tocco di mano da parte di Marsili e decreta il penalty. Sul dischetto si porta Aliperta che calcia però sul palo. Al 29' l'Altamura sfiora nuovamente la rete con una traversa colpita da D'Anna. Da ora in poi sale in cattedra il Taranto. Diakitè scende sulla corsia destra e serve Ancora che resiste ad un fallo passa la sfera a Marsili il quale scarica un tiro potente che passa sotto le gambe del portiere Morelli. Taranto in vantaggio per la gioia del numeroso pubblico di fede rossoblù. Il vantaggio galvanizza il Taranto che al 45' potrebbe raddoppiare con D'Agostino che dal limite dell'area calcia rasoterra ma la sua conclusione finisce a lato. Il primo tempo termina dopo un minuto di recupero. La ripresa riparte senza cambi da ambo le parti con l'Altamura che conquista una serie di calci d'angolo. Al 7' Clemente sfiora il pareggio grazie ad un errore difensivo di Miale che con un retropassaggio serve involontariamente l'attaccante murgiano la cui conclusione è deviata provvidenzialmente da Li Gotti. Al 20' è Diakitè che fa salire il Taranto con un bello spunto ma l'attaccante viene steso da Clemente che si prende il cartellino giallo. Sugli sviluppi della punizione Marsili Calcia un bolide che finisce sotto l'incrocio e il Taranto raddoppia. Al 26' Di Senso conclude verso la porta di Pellegrino sfiorando l'1-2. Al 30' Favetta sostituisce un generoso Diakitè. Proprio Favetta poco dopo serve una palla d'oro a Ancora ma l'attaccante tarantino arriva stanco all'appuntamento con la sfera e calcia debolmente da ottima posizione. Da questo momento in poi l'ultimo quarto d'ora trascorre senza particolari rischi per il Taranto che gestisce bene la gara e anzi potrebbe triplicare le marcature con una conclusione da fuori area del subentrato Gori ma la palla finisce fuori. Dopo 6' di recupero il Taranto può festeggiare una vittoria importantissima che vale l'accesso alla finale dove incontrerà fuori casa la Cavese di Mister Bitetto.

 

Al termine della gara a parlare per i rossoblù è l'allenatore in seconda mister Murianni: “Avevamo preparato al meglio questa gara. Credo che il Taranto abbia rischiato poco se escludiamo un rigore inventato e una traversa frutto di una nostra distrazione, per il resto non c'è stata partita. Giocando in casa era ovvio che l'Altamura tentasse di fare qualcosa in più ma noi siamo stati bravi a controllare la gara; potevamo anche siglare il terzo gol quindi la nostra vittoria è meritata. Non siamo preoccupati per la finale da disputare a Cava, anche qui il Taranto non aveva mai vinto. Andremo in Campania per fare la nostra partita e cercare di vincere.”

 

Il protagonista di giornata è sicuramente Max Marsili, il centrocampista del Taranto è stato il migliore in campo oltre ad aver realizzato una bellissima doppietta: “ Sono molto felice per la vittoria prima di tutto perché era fondamentale vincere. Ovviamente mi fa piacere aver realizzato due gol, la mia prima doppietta con la maglia del Taranto. Credo che questa sia una vittoria meritata per noi. Sulla punizione ci siamo consultati con D'Agostino e Galdean e abbiamo subito deciso che l'avrei calciata io visto che la distanza era ragguardevole. Dedico queste reti a mia moglie e i miei figli, le persone più importanti della mia vita. Adesso ci godiamo la vittoria e da martedì penseremo alla Cavese, un'altra grande squadra. Ma se giocheremo così abbiamo tutte le chance di poter dire la nostra e vincere questi play-off.”

Da sabato, Palagiano ha una scuola intitolata al suo concittadino Nicola Ruffo, assassinato a Bari il 6 febbraio del 1974, a soli 44 anni, durante una rapina in una tabaccheria del centro, nel tentativo di tutelarne la proprietaria indifesa. Un solo colpo dritto al cuore, un altro colpo inferto dalla mafia barese.

Il plesso in Corso Lenne dell’istituto comprensivo “G. Rodari” è stato intitolato alla sua memoria, alla presenza del governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, che, nel 2006, da sindaco, nella città di Bari, gli ha voluto intitolare anche una strada.

“Oggi – ha detto Emiliano – vogliamo ricordare quanto faccia orrore il modo di fare delle mafie: sono una specie di grande tumore. Palagiano è schierata nell’antimafia sociale da tantissimi anni. Questa giornata deve servire – ha continuato Emiliano - anche a far capire ai nostri ragazzi che devono, quando è necessario, far valere i loro diritti, sì, ma mai intavolando atti di violenza e prepotenza, che vanno combattuti ed evitati. E, in questo, Nicola Ruffo è un gran maestro di vita. Per colpire le organizzazioni criminali bisogna ricordare gli atti ignobili di cui si sono resi artefici, ma, soprattutto, necessita ricordare gli uomini che li hanno o hanno tentato di contrastarli”.

Prima dello scoprimento della targa, che ricorda il sacrificio di “Nicola Ruffoconcittadino, vittima di mafia e medaglia al valor civile”, nell’auditorium del “Rodari” si è tenuto un convegno. Hanno preso la parola il dirigente scolastico che si è prodigato perchè questa intitolazione avvenisse e che, avvenisse alla presenza di Emiliano. Sono intervenuti anche Preneste Anzolin (già dirigente del “Rodari”); il responsabile coordinamento Libera Taranto e Libera Memoria PugliaAlessandro Tedesco; la vicepresidente nazionale Libera e Libera Memoria nazionale Daniela Marcone; Mario Dabbicco, referente Libera Puglia; il vice Prefetto dott.ssa Buccoliero; Pasqualina Ruffo, figlia di Nicola Ruffo; il sindaco del Comune di Palagiano Domiziano Pio Lasigna.

“Questa giornata – ha detto Lasigna - non vuole essere solo un tributo al ricordo, ma all’insegnamento di quelli che devono essere i valori da perseguire e i comportamenti da combattere. Le tracce di memoria aiutano a saper scegliere da che parte stare, a discernere il bene dal male. La lotta alla mafia è anche questo” . Maria Liso Ruffo, moglie di Nicola, ha voluto ringraziare chi non ha mai dimenticato quel gesto eroico. “Mio padre, vittima innocente consapevole – ha detto Pasqualina – dopo 44 anni torna a vivere nella sua Palagiano, attraverso una scuola, che consegna ai posteri il ricordo del suo sacrificio”.

Di seguito il discorso che L'arcivescovo di Taranto ,mons. Filippo Santoro,  ha pronunciato nel corso della cerimonia de U Pregge con la consegna della statua di San Cataldo al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

Signor Sindaco,

 

è con viva gioia che oggi condivido con Lei, per la prima volta, questa cerimonia di consegna del simulacro e delle reliquie di San Cataldo quale primo cittadino della bella Taranto. Le affido il Patrono come segno visibile di profonda fiducia, di quel bisogno di comunione civile che oggi ci manifestiamo non solo per tradizione né tantomeno per formalità, ma perché siamo fedeli ai gesti che da sempre fondano la nostra amata città. Affidarle il Santo è un atto di amore che dona continuità all’incontro di San Cataldo con la nostra terra.

Le auguro Signor Sindaco di custodire sempre l’entusiasmo dell’inizio del suo mandato con il desiderio di fare, realizzare e di costruire ponti tra persone e categorie per migliorare la città che oggi rappresenta. 

 

All’inizio dell’anno pastorale ho consegnato alla diocesi tre parole programmatiche del cammino di questa chiesa locale, una delle quali questa sera risuona con peculiare significato questa sera,  ed è la parola appartenenza.

La festa patronale è un’occasione privilegiata per ricostruire il sentimento di appartenenza dei tarantini per la loro città e da lì ripartire per un nuovo percorso possibile, ne abbiamo avuto le prove in occasione delle inaugurazioni degli edifici storici che, non senza sacrifici e difficoltà, la curia arcivescovile ha ristrutturato e restituito alla fruizione, come anche quelli della pubblica amministrazione inaugurati nei mesi scorsi.

 

In questi ultimi mesi ha visto la luce  il centro di accoglienza per i migranti “Madre Teresa di Calcutta” che ha trovato posto nell’ex convento delle Carmelitane Scalze al quartiere Paolo VI.

Subito dopo, abbiamo inaugurato il centro notturno San Cataldo Vescovo, per i senza fissa dimora nel già Palazzo Santacroce, in Città vecchia, ancora un’opera “testimonianza” del nostro essere cristiani.

Ed è di questi giorni il grande affetto popolare che ha accompagnato l’apertura straordinaria, in attesa della conclusione dei lavori ormai vicina, del Santuario della Madonna della Salute: tanti i fedeli che mi hanno avvicinato per raccontarmi aneddoti della loro devozione legati a quella chiesa.

Anche questa antica Cattedrale è oggetto di continue migliorie per la preghiera e l’accoglienza del popolo cataldiano.

 

Per troppo tempo i tarantini hanno rinunciato alla bellezza, hanno assistito scoraggiati allo sbriciolamento di quelle che furono le loro case sull’Isola, all’abbandono delle radici a favore di quartieri all’inizio anonimi e senz’anima senza, nati perché in quel momento non abbiamo saputo, o voluto, immaginare un futuro diverso.

 

Tanta edilizia del Borgo umbertino, i palazzi ad interrompere la vista del mare, le villette sugli scogli, parlano di un progresso, di un benessere, portatori di guasti più che di benefici.

 

Ora la Provvidenza sembra farci ravvedere a forza dalle strade sbagliate. Perché piaccia o no la crisi economica e il disagio sociale ci costringono a un passo indietro, a ritornare ai valori della nostra storia.

 

E lì vogliamo tornare, alla città bella che ci raccontano i nostri avi, che ritroviamo nelle immagini dei libri che Taranto hanno decantato, nelle cartoline d’epoca; dobbiamo ritornare ad avere tutti e singolarmente cura della città, ognuno per le proprie competenze, a ricercar bellezza e a promuoverla.

 

San Cataldo e il mare è il tema scelto per questa edizione dei festeggiamenti. Io conosco signor Sindaco il suo attaccamento al mare. Il mare consola il nostro sguardo, è stato e deve tornare ad essere l’elemento naturale per i tarantini. La bonifica del Mar Piccolo, la ripresa dell’economia piscatoria, le attività turistiche: a questo devono essere indirizzati tutti gli sforzi.

 

Tutti insieme, solidali con chi ha e avrà bisogno di aiuto, diversamente non ce la faremo.

E tutti insieme vuol dire che la ricerca della bellezza dovrà mettere in moto percorsi virtuosi che producano occupazione per i nostri ragazzi e le nostre ragazze: senza di loro non andremmo lontano. E questo garantendo una vera educazione alla dignità personale e sociale, al lavoro, al senso civico senza lasciarli a derive di tipo consumistico e istintivo che incentivano la prevaricazione e l’illegalità. Educazione alla bellezza e responsabilità vanno insieme.

 

E vuol dire anche essere solidali con la categoria che più di ogni altra in questo momento soffre per gli attacchi incrociati di chi ne mette a repentaglio i posti di lavoro. Sono molto preoccupato per le notizie che mi giungono in merito agli eventuali esuberi all’Ilva e alla riduzione delle tutele dei posti di lavoro. Alla città dico: non lasciamo soli gli operai, le loro famiglie, che più di ogni altro hanno subìto i danni della ricerca del profitto che non considera la persona umana e l’ambiente.

Io sarò al loro fianco fino a che all’ultimo di essi non sarà garantita la continuità del lavoro degno che è il lavoro che garantisce la piena realizzazione e il rispetto dell’essere umano che però esige anche la responsabilità di un lavoro ben fatto, senza scappatoie e con serietà.

 

Signor Sindaco, anche se la città spesso sembra essere lamentosa ed inerte, conosciamo le innumerevoli difficoltà di chi l’amministra, ma siamo anche testimoni a livello locale di una grande sinergia fra le autorità locali civili e militari che specie in questo periodo sono unite in una speciale concertazione positiva di intenti e di legami verso la Città dei Due Mari.

 

Signor Sindaco le stringo la mano per donare insieme la festa ai tarantini, non una festa di evasione e di parentesi fra le difficoltà, ma la festa per infondere coraggio ed ottimismo e responsabilità comune; la festa di chi non si dimentica di nessuno, la festa di chi vuole cambiare le cose, la festa dell’appartenenza, la festa di chi conosce il mare, anche il mare grosso, di chi lo sa solcare, di chi porta la nave in porto.

San Cataldo ci benedica tutti. Buona Festa Taranto    

L’Atleta di Taranto corre con lo stendardo del Coni nazionale e punta a diventare ambasciatore dello sport. Inoltre dalla Fidal l’invito a presenziare agli Europei di atletica di Berlino 2018.

La presentazione a Roma del progetto “Ikkos”, che parte dal romanzo dello scrittore tarantino Lorenzo Laporta, ha raccolto consensi ed idee progettuali concrete. Nell’ambito del convegno “Il Sogno di Olimpia tra sviluppo economico e pedagogia”, esponenti di spicco di vari settori hanno contribuito a lanciare su scala nazionale l’idea che parte dal capoluogo jonico.

 

All’incontro, nella sala giunta del Coni, l’entusiasmo del presidente Giovanni Malagò: <<Siamo vicini a questa storia e a questo personaggio e sono felice di poter contribuire alla  promozione. Complimenti a Lorenzo perché per pensare un progetto così ambizioso bisogna essere anche un po’ folli. Ma i grandi dello sport, così come nella vita, non devono essere scontati. Evviva Ikkos!>>.

Un evento organizzato da Laporta in collaborazione con la Federazione Italiana di Ateltica Leggerarappresentata dal segretario nazionale Fabio Pagliara: <<Ci ha molto colpito questa idea che coniuga tradizione e innovazione e la sosteniamo perché è così che vanno avanti cultura e sport. Per questo abbiamo invitato Ikkos e il suo vino a “Casa atletica italiana”, che promuove le eccellenze italiane nel mondo, nell'ambito dei campionati europei di atletica leggera di agosto a Berlino.>>.

<<L’idea – ha commentato Lorenzo Laporta - è di creare un vero e proprio brand che possa unire le eccellenze del territorio, partendo dallo sport e allargandosi all’industria pulita a km zero. Dopo il vino e la linea di t-shirt Ikkos, si pensa ad un grande evento sportivo in suo nome, oltre ad un film kolossal di cui è già pronta una pre-sceneggiatura>>.

Assente giustificata Roberta Vinci, stella del tennis, che ha voluto partecipare attraverso un videomessaggio: <<Da buona tarantina sono contenta per il bellissimo libro dell’Atleta leggendario per la nostra meravigliosa città. I miei auguri sono per Lorenzo e per l’intero progetto>>.

 

Dalla Regione Puglia l’idea lanciata dal dirigente dell’agenzia del territorio Elio Sannicandro: <<Nel nuovo piano regionale dello sport, in sinergia con il presidente Michele Emiliano, c’è l'idea dei giochi del Mediterraneo a Taranto, che potrebbero tornare in Italia dopo 30 anni. Ikkos potrebbe esserne l’ambasciatore>>. Carlo Capria per la Presidenza del Consiglio dei Ministri: <<Per valorizzare la Magna Grecia dobbiamo cavalcare un'opportunità. E cioè la bellezza di questo territorio>>. Alla presentazione capitolina il vicesindaco di Taranto Rocco De Franchi:<<Oggi è l’occasione per dimostrare la grande bellezza di Taranto, anche attraverso anime belle come Lorenzo e l'editore Mandese. La nostra città vuole essere contaminata dalla cultura>>. Ikkos come leva turistica nelle parole del presidente dell’Autorità Portuale jonica Sergio Prete: <<Occorre diversificare e puntare anche sulla narrazione del territorio per il turista. Tra le nostre eccellenze che l’Authority sta portando avanti come marketing internazionale c'è anche Ikkos>>.

 

Il progetto strizza l’occhio anche a Rai Cinema, presente con Silvana Palumbieri e alla danza con la ballerina professionista Roberta Di Laura: <<Felice di questa collaborazione artistica e di portare, con il mio lavoro, Taranto all'estero>>. Al tavolo romano poi il contributo di Anna Maria Salinari di Tenuta Zicari, della conduttrice tv Janet de Nardis e della Cisl con Vito Vitale. Tra i main sponsor del progetto: Ionian Shipping Consortium, Banca di Taranto, Confcommercio Taranto

Ai primi di aprile un vertice in Prefettura aveva determinato la necessità di un approfondimento maggiore circa il piano industriale di Infrataras: la multi servizi del Comune di Taranto che dovrebbe coadiuvare l’AMIU (la municipalizzata ai servizi di igiene urbana) nel servizio di raccolta differenziata.

Approfondimento richiesto da Funzione Pubblica CGIL a fronte di un piano industriale che traguarda esclusivamente l’obiettivo di un anno e non fornisce – dice Lorenzo Caldaralo, segretario generale della Funzione Pubblica Taranto – informazioni precise sul futuro di questa azienda e dei lavoratori attuali (20) e quelli in arrivo da AMIU (32).

Oggi la protesta si è trasferita sotto Palazzo di Città a Taranto, dove la delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali è stata ricevuta dall’Assessore alle partecipate del Comune, Massimiliano Motolese.

Abbiamo chiarito le nostre posizioni e reiterato la richiesta di una sospensione di quel piano che a nostro avviso rimane lacunoso e troppo limitato nel tempo e nella mission aziendale – prosegue Caldaralo – Una condizione che purtroppo non ci mette al riparo da possibili processi di liquidazione e sospensione delle attività come già accaduto per altre aziende a partecipazione pubblica come l’Isola Verde emanazione della Provincia.

Serve programmazione per la CGIL e serve che il socio unico chiarisca una volta per tutte le sue intenzioni.

L’Assessore Motolose ha interagito in mattinata con l’amministratore delegato dell’Infrataras Umberto Salinas, e ha annunciato alla delegazione l’intenzione di voler riconvocare al più presto il tavolo di confronto sulla procedura in corso.

Dopo mesi di silenzi si apre finalmente una vertenza che non è solo occupazionale – spiega Caldaralo – ma di risposta programmatica alle necessità della comunità su servizi indispensabili come la raccolta dei rifiuti e la differenziata. Attenderemo con fiducia la convocazione del tavolo che speriamo possa riunirsi in tempi stretti.

Disponibili ingenti risorse per rimettere a nuovo e in totale sicurezza le strade provinciali ioniche. Il Decreto del 16 febbraio 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 5 maggio 2018, riguardante il finanziamento da parte del Mit, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane è stato approvato in tempi brevissimi. Alla provincia di Taranto sono stati destinati oltre 13 milioni di euro, 990 per l’anno 2018 e oltre due milioni e quattrocento mila euro per gli anni successivi fino al 2023.

A darne notizia è il mottolese Vanni Caragnano, presidente del Comitato Strade Sicure, noto per le sue battaglie riguardanti la strada statale 100.

“Ora – afferma - non ci sono più attenuanti. Il piano di riparto è stato pubblicato. Pertanto, la sicurezza stradale e il miglioramento della viabilità delle nostre provinciali non possono più attendere”.

La Provincia di Taranto assume la funzione di soggetto attuatore. “Per questo – continua Caragnano - abbiamo già preso contatti con il presidente Martino Tamburrano affinchè si apra, in tempi brevi, un tavolo per la pianificazione degli interventi più urgenti”. Tra le priorità d’intervento, Vanni Caragnano segnala: la messa in sicurezza e l’ammodernamento dei sette chilometri della provinciale 23, che collega la statale 100 alla statale 7 nel tratto di Castellaneta; la pianificazione dell’intervento di realizzazione di un ponte, che superi il restringimento della provinciale 237 verso Noci; la riqualificazione e messa in sicurezza della provinciale 53 verso Martina Franca; il miglioramento del manto stradale della provinciale 27 verso Palagianello; il miglioramento funzionale delle provinciali 109, 110 e 102, senza dimenticare tutte le altre provinciale a sud ovest di Taranto verso il mare”.

“Tutti interventi – sostiene il presidente del Comitato - che, se pianificati per tempo e nel rispetto di quanto previsto dal Decreto, in assenza di osservazione da parte della Direzione Generale del Mit, saranno realizzabili in tempi brevi, contribuendo a migliorare definitivamente la viabilità di tutta la nostra provincia”.

Il Comitato Strade Sicure ha già contatto la Direzione Generale per le strade e le autostrade e per la vigilanza e la sicurezza nelle infrastrutture stradali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, cui verrà sottoposto, annualmente, il programma degli interventi prioritari da realizzare. “Il nostro intento – ribadisce Caragnano - è quello di poter dare un importante contributo, collaborando con la Provincia, ma anche con Polizia Stradale, cui segnaleremo situazioni di pericolo e, ora, facilmente risolvibili grazie a queste nuove risorse disponibili. Purtroppo, i dati in nostro possesso denunciano un alto indice di mortalità sulle nostre provinciali, che raggiunge un picco con il coincidere dell’aumento dei sinistri stradali durante i periodi estivi”.

Pagina 1 di 326