In una splendida domenica di sole questa mattina  è stata effettuata l’apertura straordinaria del Ponte Girevole per consentire l’ingresso in Mar Piccolo di Nave Garibaldi.

Ecco le immagini di questi meravigliosi momenti.


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Il sindaco Melucci “il piano faccia da cabina di regia”


Il piano strategico Taranto è partito un anno fa, dalla legge regionale per Taranto, ed ora comincia la fase di attuazione. Noi come Asset, l’Agenzia della Regione Puglia per lo sviluppo sostenibile, abbiamo fatto una attività di coordinamento. Il piano é fatto da tutti. Abbiamo elaborato un documento programmatico, approvato un mese fa dalla giunta regionale, è stato poi condiviso con il Comune ed una serie di istituzioni, ed ora parte la fase attuativa”. Lo ha detto Elio Sannicandro, direttore generale Asset Puglia, intervenendo oggi a Taranto alla presentazione del piano.

 

“Il piano - ha spiegato - è multidisciplinare. Riguarda infrastrutture, welfare, ambiente, economia. Il piano vuole definire una visione condivisa del futuro di questa area così delicata. Parliamo di Taranto e dell’arco ionico”. Per Sannicandro, “l’elemento fondamentale è la visione. Sembra semplice, invece è importante. La visione è ambiente, mare, cultura. Ambiente significa bonifiche, salute e i temi su cui Taranto, la Regione, il Comune e un po’ tutti quanti sono impegnati. Il mare significa porto e blue economy, quindi tutto ciò che può nascere attorno alla economia del mare. Il terzo elemento riguarda i beni culturali, la loro valorizzazione e tutela, e partono una serie di altri assi strategici d economici su cui la città di Taranto ha potenzialità enormi”.

   Circa la dotazione complessiva di 1,328 miliardi, Sannicandro ha spiegato che “noi non abbiamo messo risorse. Abbiamo mappato in maniera georeferenziata tutti gli interventi che sono attualmente in atto a Taranto. E che sono programmati, o progettati o in fase di attuazione, questi ultimi ancora pochi. Però esistono. Sono finanziamenti statali, regionali o di altre amministrazioni. Sono risorse che ci sono già”. 

 "Col piano strategico Taranto, che è uno strumento dinamico, eravamo già partiti. Stiamo  trasmettendo sempre nuove osservazioni e stiamo facendo in modo che sia uno strumento che faccia un pò da cabina di regia delle tante misure che oggi sono su diversi tavoli". ha dichiarato il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

 

   "Siamo fiduciosi - ha dichiarato il sindaco di Taranto -, vediamo come evolve la situazione". Interpellato sul fatto se il piano strategico Taranto si integri col Contratto istituzionale di sviluppo, che è l’altro strumento messo in campo da qualche anno per Taranto dal Governo, il sindaco Melucci ha dichiarato che “dobbiamo un po’ capire come si trasforma questo Contratto istituzionale di sviluppo”. In attesa, ha specificato il sindaco, “il piano strategico che ha avuto momenti di partecipazione molto importanti, è il piano che dovrebbe un po’ fare da coordinamento di tante risorse". 

 “I posti di lavoro vanno salvaguardati ma noi, come primo obiettivo, abbiamo quello della sostenibilità economica e ambientale del territorio". Lo ha dichiarato su ArcelorMittal, ex Ilva, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco, intervenendo, oggi, a Taranto alla presentazione del piano strategico della città che verte su investimenti e progetti per 1,382 miliardi.

   "Per le unità lavorative, laddove ci dovessero essere degli esuberi - ha detto Turco -, abbiamo la necessità, il dovere e l’obbligo di riqualificarle e reinserirle. L’accanimento terapeutico ad ogni costo penso che non dobbiamo continuare a perserverlo”. “Ci sono dei continui contatti con la controparte  industriale - ha proseguito Turco riferendosi al confronto in atto tra ArcelorMittal, Ilva in amministrazione straordinaria e il negoziatore incaricato dal Governo, il presidente Saipem Francesco Caio -. Soprattutto il ministero dello Sviluppo economico sta lavorando sul piano industriale. Io attendo soprattutto di esprimermi con riferimento agli aspetti economici, ovvero alla sistenibilità economica di qualsiasi piano industriale. Perché noi di piani industriali ne possiamo redigere tanti, il problema poi è capire gli investimenti, le coperture degli investimenti che si intendono fare, e soprattutto se gli investimenti hanno la  recuperabilità economica. Perché senza quest’ultima, parliamo solo - ha affermato il sottosegretario Turco - di piano a breve durata”. Circa il “Cantiere Taranto”, ovvero l’insieme delle misure annunciate dal premier Giuseppe Conte per aiutare la città ad uscire dall’attuale crisi, Turco ha affermato: “Noi siamo impegnati sul “Cantiere Taranto". 

"Il Piano strategico di Taranto è il futuro di questa città a prescindere dall'Ilva. Lo so che non è attualmente possibile prescindere dall'Ilva, però vi garantisco per l'esperienza di vita e di città che ho, che Taranto ha delle possibilità straordinarie". Lo ha detto questa mattina il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo a Taranto al confronto istituzionale con i sindaci del territorio sul documento generale del Piano strategico 'Taranto futuro prossimo', promosso da Regione Puglia e Asset, l'Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile.

   "Qualunque cosa accada a quella fabbrica - ha dichiarato Emiliano - questa città ha la rabbia giusta che serve a scendere in campo per vincere; ha le competenze giuste, perché tutta questa pressione anche tecnica, tecnologica, imprenditoriale, si rispecchia in strutture e infrastrutture di livello europeo. Mi auguro che questa energia, che alle volte Taranto impiega nel conflitto covato e che avvelena lo spirito di ciascuno di noi, possa esplodere in una collaborazione generale di tutti i pezzi della città e convergere verso delle milestones, delle pietre miliari. Una di queste ovviamente è data dai Giochi del Mediterraneo che consentirà come ci auguriamo, ad esempio, di spingere delle compagnie aeree verso l'aeroporto di Grottaglie per farlo funzionare. Non si possono costringere le compagnie, bisogna dare loro eventi, situazioni, movimento economico e turistico che consentano di dire "ma voi per caso avete un aeroporto? Perché se avete un aeroporto a noi servirebbe..". Così funziona". 

 

"Questo schema - ha aggiunto Emiliano - lo stiamo utilizzando anche a partire dalla presenza del Medimex a Taranto, che quest'anno avrà belle sorprese perché stiamo cercando di renderlo sempre più internazionale e largo. Cultura, Sport e Grandi Eventi, l'economia che si sgancia dalla monocultura dell'Ilva sono la visione di una città pulita, bella, onesta, trasparente, dove si smette di dare la colpa a qualcuno, perché diciamo la verità, la responsabilità è di tutti, escluderei solo i nostri bambini che sono vittime degli errori degli adulti. Ma dopodiché questa città deve prendere il cammino e, per quella che è la mia esperienza, ci riuscirà. Io di questo sono convinto, sono forse un inguaribile ottimista, ma Taranto vincerà la sua partita”.

   L'incontro di oggi a Palazzo di Città ha segnato ufficialmente l'avvio della fase attuativa del Piano, il cui primo obiettivo da raggiungere sarà l'organizzazione dei Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto nel 2016. In questa prospettiva, è stato anche presentato il logo ufficiale della XX edizione dei Giochi. La fase attuativa del Piano inizierà a gennaio 2020 con la costituzione del Laboratorio Urbano che, in sintonia con l’Urban Center del Comune di Taranto, dovrà sovraintendere fondamentalmente a tre azioni: informazione e comunicazione, monitoraggio e progettazione degli interventi ritenuti ammissibili. Nel corso dell'incontro sono intervenuti il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Cosimo Borraccino e il sottosegretario alla Programmazione e investimenti Mario Turco. Ha coordinato i lavori della giornata il direttore generale Asset, Elio Sannicandro".

 

- Il Piano strategico 'Taranto futuro prossimo' è stato attivato con la legge regionale n.2 del 25 gennaio 2018. È un processo partecipato, finalizzato alla pianificazione e alla programmazione dello sviluppo sostenibile del territorio tarantino. Promosso dalla Regione Puglia con il Comune di Taranto, elaborato con il supporto di Asset, il Piano è uno strumento di concertazione, utile a promuovere il necessario cambiamento delle direttrici di sviluppo, mediante azioni integrate, orientate al risanamento ambientale, alla diversificazione economica e produttiva, alla sostenibilità. La Regione Puglia ha recentemente approvato il Documento generale del Piano Strategico che tiene conto dei contributi emersi dagli incontri  istituzionali, dai focus tematici di ascolto, dalla prima consultazione pubblica on line. In allegato, il logo ufficiale di Taranto 2026, ventesima edizione dei giochi del Mediterraneo. Nel marchio creato sulla base del concorso e dello splendido lavoro degli studenti di Taranto c'è la storia millenaria della città, letta con la creatività di chi ha lo sguardo rivolto al futuro, pronto a cogliere una sfida per tutto il territorio. Le due X che compongono il 20 scritto in numeri romani, antropomorfizzate,  richiamano le linee del monumento al marinaio che accoglie i popoli a Taranto, cuore del Mediterraneo. Le tinte rosse e blu sono ispirate dai colori identitari della città. Il font e i segni, invece, ne rievocano le origini greche.

Nonostante tutte le difficoltà, ArcelorMittal, commissari di Ilva in amministrazione straordinaria e il negoziatore incaricato dal Governo, il presidente Saipem , Francesco Caio, continuano a trattare per vedere se è possibile arrivare ad un nuovo accordo per una “nuova” Ilva. Ieri si sono incontrati e lunedì si incontreranno di nuovo. Si è convenuto affermano fonti vicine al dossier contattate da AGI - nel far chiedere agli avvocati delle parti un aggiornamento dell’udienza del 20 dicembre al Tribunale di Milano. Tra pochi giorni, infatti, c’è il secondo appuntamento davanti al giudice per discutere del ricorso cautelare urgente che Ilva in as ha presentato a novembre (si tratta di un articolo 700 del Codice di procedura civile) per ribattere all’atto di citazione presentato da ArcelorMittal nei confronti dei commissari e per contrastare l’abbandono della multinazionale attraverso il recesso dal contratto di fitto.

 

 La prima udienza sul ricorso cautelare si è tenuta il 27 novembre a Milano e in quella sede i legali chiesero al giudice un aggiornamento perché era volontà delle parti - pochi giorni prima i Mittal avevano incontrato il premier Conte - trovare un accordo. Fu così fissato l’aggiornamento al 20 dicembre. Adesso l’accordo ancora non c’è ma ArcelorMittal e Ilva in amministrazione straordinaria stanno provando a raggiungerlo. C’é ovviamente bisogno di tempo, di lavoro, di mediazione perché i nodi da sciogliere non sono pochi e sono anche complicati. Ieri le parti hanno espresso la volontà di andare avanti. A quanto pare, al magistrato verrebbero indicati due-tre punti su cui è in corso il confronto. Molto verte sulla ristrutturazione della fabbrica. Si lavora, spiegano le fonti ad AGI, per produrre a Taranto un acciaio “verde” intendendo con questo parziale abbandono dell’attuale ciclo integrale basato sulla trasformazione dei minerali e uso sia del preridotto di ferro negli altiforni, sia dei forni elettrici. Questo dovrebbe portare ad un contenimento delle emissioni inquinanti. Non si sarebbe ancora parlato - o quantomeno non se ne sarebbe discusso in termini approfonditi - della forza lavoro che è un tema spinoso, anche perché ArcelorMittal, a distanza di pochi giorni, prima ha dichiarato 4700 esuberi entro il 2023, di cui 2900 in una fase immediata, e poi la cassa integrazione straordinaria per 3500 addetti a Taranto.Circa la riunione di oggi, il clima viene definito “disteso. Magari si parte in modo contrastato - spiegano ancora le fonti, ma poi l’atmosfera migliore e si discute”. L’aggiornamento dell’udienza del 20 dicembre dovrebbe essere chiesta il giorno stesso.

 

 La Xylella fastidiosa ha ormai portato in Puglia alla distruzione di quel grande patrimonio secolare rappresentato dagli ulivi: in 6 anni il danno del patrimonio olivetato ha superato 1,6 miliardi di euro.

Oggi si pensa a come recuperare la redditività ormai persa di quei terreni, diversificandone la produttività o reinvestendo in olivicoltura attraverso reimpianti e innesti. Se n’è parlato l’altra sera in un convegno Coldiretti Brindisi, presso la sede del Gal “Terra dei Messapi” di Mesagne tra i saluti del direttore Coldiretti Brindisi Aldo Raffaele De Sario e del presidente Coldiretti Brindisi Filippo De Miccolis Angelini.

“Il vero errore nell’affrontare tale emergenza – come spiegato dal direttore Coldiretti Puglia Angelo Corsetti - è stata la grande disinformazione che è stata fatta e, soprattutto, escludere la scienza dal tavolo di chi tentava di studiare soluzioni per arginare il fenomeno. Senza, poi, dimenticare l’assenza di una classe dirigente politica che capisse la realtà del problema e fosse in grado di fare sistema con tutti gli attori del territorio. Di qui, continua l’impegno di Coldiretti a: fare in modo che le risorse stanziate dal Governo arrivino quanto prima nella disponibilità degli olivicoltori salvando il sistema dei frantoi che sono la rete di tenuta di un intero sistema produttivo; insistere in sede politica perché passi l’emendamento che consenta il reimpianto senza sottostare ad alcun tipo di vincolo paesaggistico; insistere perche dei 300 milioni di euro stanziati la maggior parte venga destinata alle imprese”.

Non esiste una cura ala Xylella e tutti i tentativi che sino ad oggi sono stati messi in campo per salvare le piante di ulivo sono serviti solo ad aumentare il dispendio di risorse economiche da parte dei proprietari e ad allungare semplicemente l’agonia delle piante stesse. “Le uniche azioni, che al momento, possiamo mettere in campo – ha detto il professor Franco Nigro del Dipartimento di Scienze del suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari - sono il monitoraggio, che serve a conoscere lo status della diffusione del batterio e la prevenzione che è prioritaria per contenere la diffusione del batterio attraverso il controllo del vettore e l’eradicazione delle piante infette”.

Ma nell’emergenza continua la sperimentazione per verificare la resistenza di alcune cultivar al batterio. Come spiegato da Giovanni Melcarne (presidente del Consorzio di Tutela Dop Terra D’Otranto), già la sperimentazione, oltre a confermare i fenomeni di resistenza della cultivar Leccino, aveva dimostrato un’ulteriore resistenza della Favolosa al batterio. Ma ora si sta tentando la strada degli innesti e quello a corona è quello che sta dando maggiori risposte in termini di attecchimento rispetto a quello a pezza. Quello a corona garantisce una velocità di ricostruzione dell’apparato fogliare migliore. Ma si è sempre in una fase sperimentale, sono tentativi che si stano compiendo per salvare un bene inestimabile e che vanno effettuati oggi. Diversamente non ci sarà neanche il tempo per tentare di salvare ciò che resta degli ulivi. Peraltro, se le piante sono asintomatiche c’è maggiore possibilità per la riuscita degli innesti. E la Leccino o la FS17 sono le piante più resistenti, ma non immuni dal batterio, sulle quali gli innesti ed, in particolare, quello a corona oggi sembrano attecchire maggiormente.

 

Ai destinatari è chiesto di dichiararsi favorevoli allo spegnimento degli impianti pericolosi e sotto sequestro 

 

 

Una lettera in cui viene chiesto di assumersi un impegno e di dichiarare pubblicamente da che parte si sta nella battaglia per l’affermazione del diritto alla salute dei cittadini di Taranto. È questo il senso della lettera che le Associazioni protagoniste del fronte ambientalista hanno presentato ieri  nel corso di una conferenza stampa.

Una lettera di cui è stato letto il testo che verrà inviata ai parlamentari ed è visibile collegandosi a

https://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/47125.html  

Con alcune modifiche è stato sottolineato durante l’incontro con la stampa un testo simile sarà inviato anche ai consiglieri comunali, provinciali, regionali e ai decisori politici.

In sostanza la lettera chiede di

dichiararsi pubblicamente come “parlamentare favorevole al fermo degli impianti pericolosi e sotto sequestro penale”.

E inoltre si aggiunge:

Se lei farà questa scelta il suo nome entrerà in una lista di “parlamentari amici dei bambini di Taranto”.

E' previsto l'invio di disegni e di foto dei bambini di spalle.

Nella lettera si precisa che Il recente studio VIIAS, ossia la Valutazione Integrata di Impatto Ambientale e Sanitario pubblicata sull’ultimo numero di Epidemiologia&Prevezione, certifica come “inaccettabile” il rischio sanitario connesso con gli attuali livelli produttivi di 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio.Quindi anche a questi livelli produttivi più contenuti il rischio è inaccettabile per la scienza.   

La lettera è stata presentata  nella conferenza stampa da Alessandro Marescotti (PeaceLink), Valentina Occhinegro (Giustizia per Taranto) e Massimo Castellana (Genitori Tarantini) presso la libreria Mandese di Taranto in viale Liguria. Nella conferenza stampa è stata richiamata la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani che ha condannato l'Italia per non aver protetto i propri cittadini. 

 Il custode giudiziario dell’area a caldo dell’Ilva di Taranto si mette subito al lavoro per il blocco dell’altoforno 2. Barbara Valenzano, in carica dal sequestro di luglio 2012, questa mattina si recherà nel siderurgico di Taranto per l’avvio delle prime procedure tecniche che, come richiesto dal giudice Francesco Maccagnano, devono portare alla fermata dell’impianto che da oggi è di nuovo sequestrato senza facoltà d’uso. Per l’altoforno 2 quella di ieri è stata l’ultima giornata di normale operatività. Non avendo il giudice Maccagnano concesso a Ilva più tempo per effettuare gli ulteriori lavori di messa in sicurezza dell’impianto, terminando ieri la tempistica accordata precedentemente dall’autorità giudiziaria, l’altoforno 2 non può più essere tenuto in attività. In altri termini, non può più produrre la ghisa. Per la fermata dell’impianto c’è un cronoprogramma di operazioni susseguenti che si conclude il 20 gennaio. Parte delle operazioni saranno svolte dall’impresa Paul Wurth e parte da ArcelorMittal (gestore in fitto dello stabilimento mentre Ilva in amministrazione straordinaria è la proprietà). 

Adeguato nella scansione temporale, il cronoprogramma dell’altoforno 2 è lo stesso dello scorso settembre, quando l’impianto fu già avviato a stop causa sequestro, poi bloccato dalla pronuncia del 20 settembre del Tribunale del Riesame che fu favorevole a Ilva. Infatti per fermare l’altoforno adesso non si parte da zero ma dal punto in cui il lavoro tre mesi fa é stato interrotto. ArcelorMittal, su disposizione di Valenzano, ha già preso contatti con Paul Wurth. “Non può svolgersi a partire dal 14 dicembre alcuna attività in contrasto con le esigenze cautelari sussistenti nel caso in specie” scrive il giudice Maccagnano nelle quasi due pagine dell’ordine di esecuzione. Il giudice afferma anche che “appare opportuno comprendere quali possano essere le modalità di custodia del bene in sequestro anteriori allo spegnimento dello stesso, le tempistiche residue del cronoprogramma di spegnimento dell’altoforno 2 (già avviato prima del 17 settembre 2019) e gli effetti che detta operazione può avere su tale impianto”. Il giudice chiede, poi, al custode giudiziario Valenzano di specificare entro il 17 dicembre tre elementi: le modalità di custodia dell’impianto nel periodo che precede lo spegnimento, i tempi entro cui, ad altoforno spento, Ilva può adempiere alle prescrizioni della Procura del 7 settembre 2015 “allo stato non ancora adempiute", nonché di implementare “ogni più utile modalità di custodia tale da assicurare che - a partire dal 14 dicembre 2019 - l’altoforno 2 non sia più utilizzato“. Infine prende corpo la possibilità che gli avvocati di Ilva in amministrazione straordinaria presentino con qualche giorno di anticipo sul previsto l’impugnazione al Riesame contro il diniego di Maccagnano alla proroga per l’altoforno espresso il 10 dicembre. Si lavora per depositare l’atto il 17 dicembre in modo da discuterlo in udienza il 30 dicembre. L’obiettivo di quest’anticipo è fermare il cronoprogramma già delle prime battute per non compromettere ulteriormente la situazione della fabbrica.

Domenica  prossima 15 dicembre dalle ore 8  ore 10 sarà effettuata l’apertura straordinaria del Ponte Girevole per consentire l’ingresso in Mar Piccolo di Nave Garibaldi.

Per eventuali emergenze, le ambulanze, i mezzi dei Vigili del Fuoco i mezzi di soccorso potranno   usare il percorso alternativo passando dal Ponte Punta Penna.

Viene inoltre rammentato che “alla luce di una situazione che già più di un mese fa si era prospettata (con la decisione formalizzata da ArcelorMittal Italia il 4 novembre scorso di recedere dal contratto)” era stato chiesto ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, nonché alla Regione Puglia, di predisporre “ammortizzatori sociali in favore delle aziende dell’indotto, con particolare riferimento alla cassa integrazione per crisi aziendale a favore delle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa. Strumento già esistente per il territorio di Taranto fin dal 2012”. Di recente, fa notare Confindustria Taranto, la Regione Puglia ha previsto, con un protocollo d’intesa, “la proroga della cigs per l’area di crisi complessa di Taranto attraverso un apposito rifinanziamento”. Ora “l’auspicio di Confindustria è che gli sviluppi della trattativa in corso con il governo possano volgere la situazione in senso positivo”. In attesa di “tali condizioni, l’ulteriore auspicio è quello di avere contezza della disponibilità di una congrua dotazione per gli ammortizzatori sociali, unico percorso – si spera temporaneo ma comunque obbligato – possibile e percorribile”.

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