Ventiquattro tra ufficiali e sottufficiali della nuova Scuola allievi Carabinieri di Taranto effettueranno “intervento a supporto dei nuclei familiari in difficoltà nonché eventuali altri compiti di assistenza alle persone vulnerabili ed attività di protezione civile”. Lo annuncia la Prefettura dopo un vertice sulla emergenza Coronavirus con forze di polizia e istituzioni locali. I Carabinieri, tutti effettivi della nuova Scuola di Taranto, “avvalendosi anche della dotazione di tre furgoni Fiat Ducato, potranno occuparsi della distribuzione sul territorio provinciale di viveri, medicinali, attrezzature per ospedali e di altri beni alle comunità locali”.

Inoltre “potranno essere di ausilio alle esigenze di persone anziane e fragili” specifica la Prefettura, precisando che i Carabinieri in forza alla Scuola allievi di Taranto opereranno con il coordinamento del centro di coordinamento istituito presso la stessa Prefettura. Circa gli aiuti alimentari alle famiglie in stato di bisogno e difficoltà, il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, ha chiesto alle istituzioni “una azione immediata ed uniforme sul territorio provinciale” in termini di sostegno ed ha ribadito che “i Comuni, destinatari delle risorse rese disponibili dal ministero dell’Interno, tramite i rispettivi servizi sociali dovranno individuare la platea dei beneficiari tra i soggetti maggiormente esposti ai negativi effetti economici dell’emergenza, provvedendo alle necessità primarie ed essenziali”. Questo, ha puntualizzato il prefetto di Taranto, “mediante la distribuzione di buoni spesi o l’acquisto di beni alimentari o generi di prima necessità acquistati con le risorse rese disponibili con l’ordinanza”. 

di Ingrid Iaci 

"I dati migliorano ma sarebbe un errore cadere in facili ottimismi. L'allarme non è cessato e per questo è importante mantenere fino al 13 aprile tutte le misure di limitazioni economiche e sociali e degli spostamenti individuali": questa, in sintesi, l’informativa al Senato del ministro della Salute Roberto Speranza sulla situazione dell'emergenza coronavirus, con la quale, di fatto, viene prolungata di altre due settimane la durata delle misure restrittive adottate dal governo per contenere la diffusione dell'epidemia. 

Nel contempo, con una circolare del 31 marzo 2020 il capo di gabinetto del Ministro dell’Interno ha chiarito che è consentito fare una passeggiata con i propri figli minorenni, un genitore alla volta, l’importante è restare nei pressi dell’abitazione. 

Lo stesso discorso è valido per chi accompagna anziani e disabili. Un po’ più difficoltoso, invece, per chi fa jogging, capire che senso ha farsi il giro dell’isolato, ma questo è, ognuno deciderà se ne valga la pena o meno.

E così, dopo una due giorni di accese polemiche nei confronti di Renzi che auspicava al più presto ad un ritorno graduale alla normalità, da oggi le attenzioni sono tutte sui bambini: passeggiata si, passeggiata no?

L’ira delle Regioni non è tardata ad arrivare, dal governatore della Campania De Luca all’assessore Gallera della regione Lombardia, tutti concordi nel definire questa circolare come “atto irresponsabile”.

Idem, per quanto riguarda la reazione dei sindaci.

Diciamo la verità, siamo tutti terrorizzati che questo incubo si prolunghi all’infinito, gli amministratori alle prese con cifre assurde di decessi e ricoveri   temono il peggio, quello di non essere in grado di garantire cure adeguate ai cittadini contagiati. 

Già da ieri il mondo scientifico sta parlando prudenzialmente di una situazione meno emergenziale, siamo ad un punto della curva chiamato plateau, cioè quella parte “piatta” dopo la quale ci si auspica una discesa. 

In sostanza: siamo sulla buona strada, ma questo obiettivo è stato raggiunto grazie al distanziamento sociale e per nessuna ragione si vogliono vanificare queste lunghe settimane di sacrificio.

Quindi il messaggio è uno: non bisogna abbassare la guardia proprio ora, sarebbe un vero disastro.

La circolare, in realtà, è chiara: resta vietato andare in parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici, perché non sono consentite attività sportive, ricreative o ludiche.

Forse a tanti sfugge che ci sono alcune patologie che colpiscono i bambini, iperattività, autismo per le quali la segregazione in casa per così tanto tempo è un danno serio e un piccolo giro all’aria aperta costituirebbe una utile valvola di sfogo.

E anche in questo caso restano valide tutte le prescrizioni alle quali ci siamo abituati: distanza minima di un metro, divieto di assembramento, lavaggio frequente delle mani, indossare guanti e mascherine.

Quindi, che sia chiaro, quel provvedimento del Viminale non intende dare il via libera alle uscite e agli scorazzamenti fuori porta. I bambini che stanno bene, che non soffrono di particolari patologie, devono continuare a stare in casa.

Ancora una volta un accorato appello ad usare il buon senso.

Nel giro di un giorno aumentano di 11 i pazienti positivi al coronavirus ricoverati nell’ospedale Moscati di Taranto, che è l’hub provinciale per il Covid 19. Lo comunica Asl Taranto affermando che oggi i pazienti ricoverati sono 68 mentre ieri erano 57. Gli incrementi di degenza non si sono però verificati nel reparto di Rianimazione dove si trovano i pazienti in condizioni più critiche. I. Rianimazione, infatti, secondo dati Asl Taranto, restano 7 in tutto. Gli altri ricoverati si trovano invece nel reparto di Pneumologia (26), 30 in quello Infettivi a cui si aggiungono 5 del reparto Medicina. Quasi tutti i degenti sono pazienti Covid, puntualizza Asl Taranto. Che specifica: alcuni di loro sono in attesa di primo tampone, altri, invece, in attesa del secondo tampone per la conferma.I pazienti - conclude Asl Taranto - sono seguiti secondo i protocolli operativi definiti dalle autorità nazionali e regionali “e i parenti sono costantemente informati circa la situazione dei propri congiunti”.

 La situazione verificatasi in ordine al contagio da coronavirus in due strutture sanitarie private del Tarantino è stata evidenziata oggi dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, i cui rappresentanti si sono collegati in video conferenza col prefetto di Taranto, Demetrio Martino, e col direttore generale Asl Taranto, Stefano Rossi. Le strutture in questione sono Vialla Verde a Taranto e Villa Genusia a Ginosa. Per Villa Verde, i sindacati dicono che “il reparto riabilitazione è diventato un autentico focolaio. Sono stati riscontrati positivi: 1 operatore socio sanitario, 1 dipendente, 7 degenti di cui 1 asintomatico. Si attende l’esito di altri 7 tamponi”. I ricoverati, specificano i sindacati dopo la videoconferenza,  “sono tuttora all’interno del reparto” ma “i positivi asintomatici saranno trasferiti presso l’ospedale di Mottola” e “i sintomatici all’ospedale Moscati” a Taranto. Quando il reparto sarà svuotato, si potrà procedere alla sanificazione degli ambienti della Villa Verde. E’ stato precisato oggi “che le responsabilità restano in carico alla struttura privata”.

 

Anche a Villa Genusia di Ginosa “si è verificato un focolaio, per cui sono stati inviati dispositivi Protezione individuale per 100 ospiti. Sussiste un’emergenza anche nella gestione del personale di cui la Asl è a conoscenza”, rilevano i sindacati.Al dg Asl Taranto, le confederazioni hanno prospettato la “necessità di conoscere il numero di operatori sanitari risultati positivi, suddiviso per profilo di appartenenza”. Il dg Rossi, si annuncia, “ha assicurato la disponibilità a fornire quanto richiesto”. Per i sindacati, poi, “si conferma un deficit marcato che riguarda il personale medico, mentre per quanto attiene a quello sanitario, sono in svolgimento le procedure concorsuali per assumere 3 assistenti sanitari ed ulteriori unità da parte della Sanità Service”. Questo, si afferma, “per migliorare i servizi di sanificazione di ambienti e mezzi. Sono in corso di verifica - annunciano Cgil, Cisl e Uil Taranto - altri percorsi amministrativi per attingere ad ulteriori unità di personale specialistico”. Al prefetto di Taranto e al direttore generale Asl Taranto, i sindacati “hanno posto l’accento sulla fornitura dei dispositivi di protezione individuale ai dipendenti e al personale delle associazioni di volontariato che supportano il servizio 118, così come per tutti i lavoratori indiretti”.

 

 Proposto inoltre, spiegano le confederazioni, “di attivare le procedure di “stabilizzazione” dei lavoratori in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente (sanitari, medici e non), impegnati al pari degli altri colleghi nella lotta al Covid 19”.  Altre due richieste espresse poi nella videoconferenza di oggi: quella “di reperire strutture alberghiere convenzionate in grado di ospitare i familiari dei pazienti” e quella, inoltre, di “trattare, in maniera specifica, l’assistenza domiciliare da rendere alle persone anziane per  le prestazioni sanitarie specialistiche (mediche e farmacologiche)”. “Su queste tematiche - affermano i sindacati - si è registrato l’impegno ad effettuare una conferenza specifica con gli “ambiti” sanitari”.Circa la rete Covid, Cgil, Cisl e Uil Taranto confermano che l’ospedale Moscati a Taranto è hub “per la gestione dei pazienti affetti da Covid 19. Lo stesso - si evidenzia - dispone dei tre reparti strategici (Infettivi, Pneumologia e Rianimazione) che ne consentono una gestione flessibile dei casi. La struttura dispone di complessivi 109 posti letto, di cui 20 in allestimento presso un prefabbricato da posizionare a ridosso del reparto di Malattie Infettive”. Inoltre oggi é emerso che sempre presso il Moscati “sono stati allestiti 22 posti di terapia intensiva”, che “il pre-triage prevede 3 tende esterne al presidio ospedaliero e 8 posti letto ricavabili all’interno dell’auditorium - i lavori sono in corso di esecuzione - da destinare ai pazienti in attesa dell’esito del tampone”. Infine per le analisi, i sindacati annunciano che “si sta testando una nuova piastra in grado di analizzare 36 tamponi in 80 minuti” in aggiunta alle altre in funzione”.

Secondo l’ultimo bollettino sono 19 i decessi da coronavirus registrati oggi in Puglia: 11 in provincia di Bari, 1  Brindisi, 2 Foggia, 5 Lecce. Il totale dei decessi dall'inizio dell'emergenza è di 129. Salgono a 57 i pazienti guariti. Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 15.209 test, che hanno accertato l'esistenza di 1.946 così divisi: 655 nella provincia di Bari; 116 nella Bat; 191 Brindisi; 490 Foggia; 321 Lecce; 148 Taranto; 20 attribuiti a residenti fuori regione; 5 per i quali è in corso l'attribuzione della relativa provincia.

 

Sono 143 i nuovi casi di contagio da coronavirus in Puglia, su 1.136 test per l'infezione effettuati. I casi sono così distribuiti:  39 nella provincia di Bari; 5 nella Bat; 27 Brindisi; 33 Foggia; 18  Lecce; 22 Taranto; 1 fuori regione. La somma dei dati per provincia è superiore di 2 casi perché include le schede non ancora attribuite per provincia e che sono state nel frattempo assegnate. In totale sono 1.946 i casi di covid19 accertati.

 

Approvata oggi dalla Giunta Comunale la Delibera n. 79/2020, che vara formalmente a Taranto il servizio di erogazione dei buoni spesa per le famiglie in difficoltà a causa dei riflessi dell'emergenza sanitaria da Covid-19, sostegno che come noto opera a valere sulle risorse straordinarie stanziate dalla Ordinanza n. 658/2020 della Protezione Civile nazionale.

Il modulo di richiesta adottato sarà disponibile da stasera sul sito "www.comune.taranto.it" e ricade sotto la gestione della Direzione Servizi Sociali del Civico Ente, che si occuperà della rendicontazione, dei controlli e degli altri aspetti tipicamente amministrativi.

A partire dal 6 aprile 2020, il modulo debitamente compilato potrà essere inviato tramite email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , oppure consegnato a mano, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12, negli uffici del Comando della Polizia Locale di via Acton, 77, dove sarà possibile anche ritirare i buoni spesa nei diversi tagli.

Sempre da lunedì 6 aprile 2020, sarà anche visionabile sul sito internet del Comune di Taranto la lista degli esercizi commerciali che intendono aderire allo specifico avviso pubblico previsto dalla deliberazione odierna.

Il commento del sindaco Rinaldo Melucci: «Rispetto alla ricognizione dell'ordinanza della Protezione Civile, che aveva lasciato ampia discrezionalità agli enti locali sulla definizione dei criteri, abbiamo evitato di appesantire i cittadini di ulteriori passaggi amministrativi, come la presentazione di Isee, semplificando al massimo le procedure. Anche questo è un modo per andare incontro alle esigenze delle fasce di popolazione che beneficeranno di questa misura».

 

“Purtroppo questa mattina abbiamo dovuto richiedere ai nostri operatori, che ringrazio, di andare a delimitare le aree giochi partendo da piazza Medaglie d’Oro dove, già questa mattina, qualche genitore aveva ben pensato di portare a giocare i propri figli. Mettendo a rischio la salute di tutti.

 

Ora non è ancora il momento di andare a giocare nei parchi, nelle villette ed andare in giro per strada. È dura per tutti. Tutti vorremmo che i bambini possano finalmente uscire a giocare e godersi una bella giornata di sole. Ma non è ancora il momento. 

 

Ci sono alcune categorie più fragili che con apposito certificato medico possono lasciare l’abitazione per prendere un po’ d’aria, tutti gli altri no. Tutti gli altri devono fare questo sacrificio perché in gioco c’è la vita. 

 

Qualunque siano le indicazioni del governo, da assessore che dialoga quotidianamente con la Asl e anche da mamma molto affaticata dall’avere da settimane una bambina di 4 anni in casa, non mi stancherò di dire che bisogna rimanere a casa.

 

Mi è costato vietare i giochi dei bambini. Con fatica in questi anni ci siamo spesi per portare giochi nelle piazzette, nei parchi, ce ne siamo presi cura quando li abbiamo visti vandalizzati, eravamo lì a ripulirli, rimetterli a posto. Immaginate dunque con che spirito ho dato disposizione di chiuderli. Ma abbiamo dovuto farlo per qualche irresponsabile.

 

Torneremo a giocare e lo faremo prima se tutti rispetteranno le regole. Ora”.

“Non sono idonee all’utilizzo sanitario le mascherine inviate ieri agli Ordini dei Medici dalla Protezione civile”. A confermarlo il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Fnomceo, Filippo Anelli, che, ieri pomeriggio, ha diffuso una nota – a tutti presidenti d’Ordine dei Capoluoghi di Regione per invitarli a sospenderne immediatamente la distribuzione e l’utilizzo. I 620 mila dispositivi individuali di protezione, prima tranche di un milione di pezzi di mascherine FFP2 per uso sanitario – che, su richiesta della Fnomceo accolta con favore dal Ministro della Salute, sarebbero dovute andare a costituire una sorta di ‘riserva straordinaria’, in capo agli Ordini provinciali, per colmare eventuali carenze - erano arrivati in tarda mattinata, tramite corrieri, agli Ordini capoluogo di Regione. A seguito però di una prima verifica effettuata da alcuni presidenti d’Ordine, tra i quali lo stesso Anelli, erano sembrate non idonee all’uso sanitario.

 

 - “Abbiamo subito contattato la Protezione Civile, che, dopo ulteriori e approfondite indagini, ci ha confermato che il materiale non era conforme a quello ordinato – spiega Anelli -. Ho ritenuto pertanto di avvisare i Presidenti degli Ordini capoluogo di Regione, che avrebbero dovuto farsi collettori delle consegne per poi distribuire i dispositivi agli Ordini provinciali, affinché fermassero le procedure”. Questa mattina Anelli ha indirizzato una lettera formale al Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, per segnalare l’accaduto, accettare le scuse espresse ieri a voce e, invitarlo, anche in un’ottica di gestione e prevenzione del rischio, a una seria indagine volta ad accertare i fatti. “Ci attendiamo che a breve si possa rimediare e che tutti i nostri medici possano contare finalmente su dispositivi idonei ed adeguati all’esposizione professionale – conclude Anelli -. Cogliamo l’occasione per ringraziare ancora una volta il Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ci ha confermato la volontà del Governo di garantire le mascherine ai medici, sollecitando la Protezione Civile a una nuova fornitura in tempi brevi”

 "Ci aspettiamo che nei prossimi 2-3 giorni la situazione dei contagi da coronavirus in Puglia resti invariata e che la settimana prossima ci sia un calo della curva epidemica, dipenderà molto anche dal comportamento dei cittadini, che devono restare a casa per non vanificare gli sforzi fatti": lo ha detto il prof. Pierluigi Lopalco, epidemiologo della task force della Regione Puglia.

 

Attualmente sono 1.803 le persone risultate positive al test, "frutto di un forte lavoro di identificazione sul territorio, sul quale sono stati effettuati 14mila tamponi - ha aggiunto Lopalco - Il numero dei tamponi corrisponde più o meno al numero dei soggetti, perché solo una quota residua di tamponi è stata effettuata agli stessi pazienti, per verificare per esempio le guarigioni". "Siamo confidenti che i numeri riscontrati siano molto vicini alla realtà" ha chiarito ancora l'epidemiologo, aggiungendo che il 18% delle persone risultate positive è asintomatico ma è stata indagata perché sospetto, perché si tratat di persone che sono state a contatto con casi confermati. Il 25% è invece composto da paucisintomatici, cioé pazienti che hanno febbre e tosse, sintomi lievi, ma non hanno bisogno di ospedalizzazione. Infine, ha spiegato Lopalco, il 24% dei pazienti ricoverati è indicato come "critici o severi".

In questo momento alcuni focolai sono in residenze per anziani 

 

 In questo momento in Puglia alcuni focolai di contagio da coronavirus sono attivi nelle residenze per anziani: lo ha spiegato l'epidemiologo della task force regionale, Pierluigi Lopalco, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle modalità con cui si sta diffondendo il contagio attualmente in Puglia. "sicuramente nei giorni scorsi ci sono stati casi legati al ritorno dal nord. In questo momento, i cluster più attenzionati sono quelli di alcune residenze per anziani, nelle quali si sta verificando un fenomeno già osservato in altre regioni (come la Toscana), specie in quelle case di riposo che avevano contatti con le famiglie e nelle quali nei fine settimana il virus è entrato in un circuito che di per sè è già molto delicato".

 

Sulla situazione delle residenze sanitarie assistite è intervenuto anche il capo dipartimento Salute, Vito Montanaro, che ieri ha presieduto una riunione in videoconferenza con i gestori. "Sono stati attivati i dipartimenti di prevenzione territoriali delle Asl, che stanno effettuando i tamponi ai sintomatici nelle residenze sanitarie, per poi procedere all’ospedalizzazione delle persone contagiate - ha chiarito Montanaro -. Se ci sono incapacità da pare dei gestori di effettuare l'attività ordinaria, le Asl stanno fornendo personale medico e non per supportare le strutture al fine di non lasciarle, con rischio ulteriore diffusione epidemia".

 Carenza di pulizia e di rispetto delle norme, nonché mancanza di mascherine di protezione, è stata segnalata oggi ad ArcelorMittal, siderurgico di Taranto, dai rappresentanti lavoratori della sicurezza di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb. I delegati hanno compiuto una ispezione in acciaieria e riscontrato tra l’altro che “c’è personale proveniente da altre postazioni in addestramento”, che vi è “disordine ambientale in quasi tutta l’area”, che all’interno dei pulpiti (sono postazioni operative dell’impianto) e dei refettori esiste “scarsa igiene in quanto le pulizie non vengono fatte su tutti e tre i turni in palese contrasto all’emergenza Covid 19”. I sindacati evidenziano poi che in una postazione dell’acciaieria 2 “vi era personale privo di mascherine all’interno del posto di attesa”. I sindacati parlano di “gravi anomalie che mettono a serio rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori oltre che rischiare di essere potenziale conduttore del virus Covid 19”. I sindacati chiedono quindi ad ArcelorMittal “un immediato intervento mirato ad azzerare i rischi che all’interno dell’acciaieria abbiamo rilevato”. 

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