Nell’iniziativa coinvolta anche Radio Cittadella.

 

Sarà attivato nei prossimi giorni il nuovo e definitivo impianto di filodiffusione che dal Teatro Comunale Fusco distribuirà musica di diversi generi in alcune vie e in determinate ore della giornata con un volume adatto ad allietare ma non a disturbare commercianti e cittadini che popolano le vie interessate. 

La musica, come detto, partirà dal teatro e si diffonderà per Via Giovinazzi - nel tratto compreso fra Via D’Aquino e via Anfiteatro - per poi diramarsi su Via D’Aquino da Piazza Carmine a Piazza Maria Immacolata.

Gli orari di attivazione saranno variabili e definiti in corso d’opera, ma l’idea dell’amministrazione Melucci è quella di accompagnare con musica classica, sinfonica, swing, jazz alcune ore della giornata, soprattutto il sabato e in occasione della feste.

Un appuntamento fisso, invece, sarà quello delle 12 di ogni giorno, quando, subito dopo il suono delle campane della Chiesa del Carmine, dal Teatro Comunale partirà in filodiffusione un’aria del grande compositore tarantino Giovanni Paisiello.

Inoltre, come già avvenuto in occasione del concerto di Capodanno, alcuni eventi che si terranno al Teatro Fusco saranno amplificati in diretta attraverso la filodiffusione, anche grazie alla preziosa collaborazione di Radio Cittadella.

Il primo evento sarà il concerto per la Giornata della Memoria in programma lunedì 27 gennaio alle 21 al Teatro Fusco.

“L’idea è quella di far uscire il teatro dal teatro per renderlo fruibile a tutti.” - ha dichiarato l’assessore alla cultura Fabiano Marti - “Sono sicuro che, come successo già in occasione del concerto di Capodanno e per tutto il periodo natalizio, ascoltare la musica che uscirà dal teatro sarà emozionante. 
E sono altresì sicuro che anche l’aria di Paisiello programmata ogni giorno alla stessa ora costituirà un’emozione unica. Stiamo lavorando per dare un’identità culturale alla nostra città, e questa identità non può prescindere dalla sua storia e dai suoi grandi artisti”.

 
Dopo mucca pazza, aviaria e xylella per  fermare la nuova strage senza precedenti provocata  dall'arrivo dalla Cina della cimice killer dei campi, migliaia di agricoltori italiani della Coldiretti, provenienti anche dalla Puglia. si mobilitano 
mercoledì 29 gennaio dalle ore 9,30 a Verona in occasione dell'apertura della Fieragricola, la piu’ grande manifestazione dedicata al settore in Italia, dove sono attesi esponenti delle Istituzioni europee, nazionali e regionali

                         

Si tratta della prima manifestazione degli agricoltori italiani contro l’invasione di insetti alieni portati in Italia dai cambiamenti climatici e dai ritardi nella prevenzione e nei controlli dell’Unione Europea. Insieme alle storie drammatiche delle aziende colpite ci saranno esempi concreti dei danni provocati alle produzioni e gli esemplari di cimice asiatica (Halyomorpha halys), l’insetto polifago che colpisce oltre 300 diversi vegetali arrivato dall’Oriente che mettendo in ginocchio interi settori produttivi senza che siano state attivate misure di sostegno comunitarie adeguate a fronteggiare una vera calamità naturale.

 

Per l’occasione sarà diffuso il primo studio Coldiretti su “La strage aliena nelle campagne italiane” illustrato dal Presidente nazionale Ettore Prandini alla presenza tra gli altri del Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, del Presidente della regione Veneto Luca Zaia, degli Assessori all’agricoltura delle regioni interessate e dei Sindaci dei comuni colpiti ma anche dei ricercatori impegnati nella lotta al pericoloso parassita.

 

Il tema dei patogeni alieni è al centro quest’anno della partecipazione della Coldiretti a Fieragricola dove nello stand da A16 a B16 nel padiglione 9 vengono ricordati i 75 anni dalla fondazione con le battaglie del passato alle sfide del futuro come gli effetti dei cambiamenti climatici, le guerre commerciali e le nuove tecnologie con la possibilità data per la prima volta ai visitatori di conoscere on line come stanno crescendo le proprie coltivazioni, con dati sulla fertilità dei terreni, sulla riserva idrica, sulle previsioni meteo e la temperatura e tanto altro, per ottimizzare le rese e la produttività.

Visione strategica, programmazione, capacità realizzativa ed efficacia della governance, sono questi gli obbiettivi dell’amministrazione Melucci e di Kyma Mobilità-Amat.

 

Per raggiungere questo importante traguardo, la partecipata del Comune ha aderito al “Piano triennale per l’informatica della pubblica amministrazione”, al fine di realizzare la trasformazione digitale delle amministrazioni, designando come responsabile il dottor Pietro Carallo, Direttore Amministrativo della azienda.

In aggiunta ai due attuali applicativi “MyCicero” e “Easypark” che consentono il pagamento della sosta tariffata, acquisto dei biglietti e degli abbonamenti bus, prenotazione e acquisto dei biglietti per le motonavi e posto spiaggia sull’isola di San Pietro, si aggiungerà il terzo operatore “Telepass”, al fine di fornire ai nostri utenti la possibilità di scegliere l’applicazione più vicina alle proprie esigenze. 

MyCicero, Easypark e Telepass saranno dotati di pagamento elettronico “EMV” grazie al quale i passeggeri, accostando la propria carta di pagamento (credito, debito, prepagate, etc) ai validatori che saranno installati sui bus, riceveranno automaticamente l’addebito della tariffa prevista, senza dover acquistare un biglietto o caricare una smartcard.

Inoltre, i verificatori a bordo dei nostri mezzi, nei prossimi mesi, utilizzeranno l’applicativo per smartphone “MyCheck”, per la verifica dei titoli di viaggio in tempo reale attraverso il collegamento al data-base degli abbonamenti.

E ancora il nuovo sito aziendale, rivisto nella grafica e nei contenuti, consentirà l’acquisto di tutti i titoli di viaggio, il pagamento delle sanzioni, la prenotazione del posto nave, della spiaggia, delle escursioni in motonave, oltre al pagamento della sosta e la richiesta dei permessi per residenti e di abbonamenti.

Lo stesso  conterrà un applicativo di “travel planner” grazie al quale, inserendo  i punti di origine e destinazione, si avranno indicazioni sul proprio percorso di viaggio, fermata più vicina, linea da utilizzare, orari di passaggio ed eventuali coincidenze.

Ulteriore innovazione entro il secondo semestre 2020 sarà l’“App” ufficiale di Kyma Mobilità-Amat, che consentirà di accedere a tutti i servizi aziendali fruibili dal sito internet tra cui trasporto pubblico, idrovie, sosta tariffata, informazioni e notizie.

“Cittadella-La radio” celebra, con una diretta dal teatro Fusco, la Giornata mondiale della Memoria, nata per ricordare i 15milioni di vittime dell’Olocausto.

Il 27 gennaio, l’emittente radiofonica, media partner del teatro comunale, sarà in diretta dalle 20.30 con ospiti e curiosità dal backstage, in attesa del concerto “Let’s swing away”, promosso dall’amministrazione comunale e dalla direzione del Fusco. A partire dalle 21.00 poi “Cittadella- La Radio” proseguirà la sua programmazione, con la diretta dell’intero concerto.

La speciale “trasferta” al teatro di via Giovinazzi, si potrà ascoltare sui 96.5 fm o su www.radiocittadella.it . La diretta intera, dalle 20.30 in poi, sarà  inoltre trasmessa in filodiffusione per le vie del borgo umbertino.

 

 

L’amministrazione Melucci esprime apprezzamento per l’istituzione ufficiale dell’Osservatorio Galene, organismo che si occuperà della valorizzazione e sostenibilità del sistema Mar Piccolo, fortemente voluto dal Commissario Straordinario alle bonifiche Vera Corbelli.

 

“Abbiamo condiviso con convinzione, con i 31 soggetti sottoscrittori - fa sapere l’assessore allo sviluppo economico Gianni Cataldino - la nomina a presidente dell'Osservatorio del presidente di Confcommercio Taranto Leonardo Giangrande e dei vicepresidenti Fabio Millarte e Cosimo Bisignano. A loro i nostri auguri di buon lavoro. 

 

L'Osservatorio Galene potrà ora iniziare questo percorso di valorizzazione e riqualificazione del Mar Piccolo di Taranto, avviato dal Commissario Straordinario, con la partecipazione di istituzioni locali, forze dell’ordine e militari, enti pubblici, mondo produttivo e scientifico ed esponenti della società civile. 

 

All’attenzione dell’assemblea, come primo tema, la proposta di istituzione di un Parco del Mar Piccolo da parte della Regione Puglia. Come è noto, il Comune di Taranto ha chiesto all’assessore regionale Alfonso Pisicchio di approfondire l’argomento, esistendo forti perplessità sulla questione da parte di più portatori di interessi, corpi largamente rappresentativi e finanche istituzioni. Il Comune di Taranto non ha preconcetti rispetto al Parco e desidera studiare e soprattutto far sì che sia ormai Taranto a decidere di Taranto perché da certi provvedimenti non si può poi retrocedere e le implicazioni per lo sviluppo della città sono rilevantissime. 

 

Memori di quanto questa città abbia subito le scelte negli anni passati, l’amministrazione Melucci, attraverso Ecosistema Taranto si è dotata di un nuovo modello di governance partecipata, che mette al centro una visione chiara e condivisa con parametri di valutazione, per ogni azione decisoria, definiti e mirati. 

 

Già al tavolo del Cis e ancora nel 2018 in un’audizione parlamentare, il sindaco Melucci e il commissario straordinario Corbelli sostennero che Taranto possiede tutte le caratteristiche fisico ambientali per realizzare una area marina protetta di valenza internazionale, in linea con le misure poste in essere a livello di distretto per la tutela e sostenibilità delle risorse idriche e del patrimonio connesso, ed in grado di contribuire allo sviluppo socio-economico dell’intera area. 

 

All’Osservatorio Galene veniva demandato proprio il compito di strumento di condivisione e monitoraggio delle azioni relative al sistema Mar Piccolo. Dopo tutto, lo stesso strumento dell’Ecomuseo, già attivo, si potrebbe implementare e si presterebbe con maggiore flessibilità a questo orizzonte, senza l’appesantimento di ulteriori vincoli e iniziative poco accorte.

 

Abbiamo apprezzato quanto esposto dai partecipanti all’Assemblea sull’argomento e della volontà di farne tema della prossima riunione. Conosciamo la capacità di ascolto dell’assessore Pisicchio e sappiamo che vorrà tenere conto di quanto si è detto nel tavolo in prefettura dello scorso 23 gennaio allo scopo di rilanciare la riconversione economica di Taranto”.

 Il consigliere regionale della Puglia Gianni Liviano difende la sua proposta per l’istituzione di un parco nel Mar Piccolo di Taranto, sulla quale però Comune, Confindustria e Confagricoltura hanno manifestato critiche perché la ritengono vincolistica sia perché potrebbe danneggiare una serie di attività, sia perché è tra nuovi interventi e risanamento ambientale, è già in corso una programmazione. A favore del parco, invece, alcuni comuni del Tarantino che ricadono nel bacino Mar Piccolo. “Prendo atto - rileva Liviano - che il sindaco della città capoluogo ha cambiato posizione ed ora é contrario. Tutto è legittimo. Io, dopo due anni di confronti e di condivisione con il dipartimento di Geologia dell'Università di Bari, il Cnr, ordini professionali, associazioni economiche e con lo stesso Comune, ho presentato la proposta di legge per l'istituzione regionale del Mar Piccolo che è stata approvata all'unanimità”.

 

 Liviano aggiunge che “gli uffici della Regione, a partire dall'approvazione della legge, hanno avviato la conferenza di servizi finalizzata al confronto con la comunità locale. Questo confronto - sottolinea il consigliere regionale della Puglia - ha l'obiettivo di condividere la perimetrazione e le modalità di svolgimento della vita del Parco (compresi eventuali vincoli) e di individuare l'ente gestore, che non può che essere il Comune di Taranto tramite le persone che riterrà più adeguate”. Per Liviano allo stato non esistono “perimetrazione non condivisa e vincoli penalizzanti per il semplice motivo che l'una e gli altri sono soggetti al confronto nella conferenza di servizi. Oltre 13.500 persone, in poco più di una settimana - sottolinea - hanno sottoscritto una petizione finalizzata alla creazione del Parco Agli uffici della Regione, nel rispetto della legge - aggiunge -, spetterà decidere i tempi e le modalità di realizzazione del parco, al Consiglio regionale tutto la definitiva istituzione”.

     Liviano conclude affermando: “Noi andiamo avanti perchè crediamo che il Parco Regionale sia utile a dare il segnale di un'altra città diversa da quella dove tutti ci si ammala e si muore” e che le bellezze naturali del Mar Piccolo vadano tutelate e trasmesse alle prossime generazioni”. Infine per Liviano “lo stesso Parco, con gli eventuali brand e marchi, può  rappresentare un'opportunità economica per i prodotti agricoli e del mare”. 

 Altolà di Confindustria Taranto e di Confagricoltura Taranto alla proposta del consigliere regionale della Puglia, Gianni Liviano, per l’istituzione del Parco regionale del Mar Piccolo, proposta per la quale con una petizione sono state raccolte 13mila firme già consegnate all’assessore all’Urbanistica della Regione Puglia, Alfonso Pisicchio. Confindustria e Confagricoltura esprimono il loro dissenso dopo quello già manifestato dal Comune di Taranto. A favore del parco del Mar Piccolo sono invece alcuni Comuni della provincia che ricadono nel bacino del Mar Piccolo: Grottaglie, San Giorgio Ionico, Carosino, Fragagnano e Statte. Confindustria Taranto rileva l’assenza “fra i soggetti promotori proprio del principale attore, ovvero il Comune di Taranto” e dichiara che non si conoscono “quali siano le prospettive reali di fattibilità dello stesso progetto”. “La valutazione - afferma Confindustria Taranto - nasce non già per inasprire una discussione di fatto ancora in corso fra le parti, bensì al fine di poter fare chiarezza su una questione che come imprenditori, ma ancor prima come cittadini, avvertiamo come importantissima per un futuro del nostro territorio che si possa realmente definire ecosostenibile”. Secondo Confindustria Taranto, “Mar Piccolo, diventato nei mesi scorsi anche Ecomuseo di interesse regionale, è da anni attenzionato da vari soggetti tuttora sul campo per le opere di bonifica, all’interno del redigendo Piano delle Coste, per la creazione di un osservatorio e per tutta una serie di iniziative che,se realizzate, ne farebbero probabilmente un gioiello sia sul piano della valorizzazione sia dal punto di vista politico-amministrativo”.

 

“Una risorsa - osserva Confindustria Taranto - che non solo viene recuperata, ma esaltata e ottimizzata a 360°. Di fatto, tutto questo è ancora parzialmente in corso, e siamo sicuri - dichiara Confindustria Taranto - che, sia per la complessa operazione di bonifica, sia nell’ambito di tutti gli strumenti di pianificazione messi a sistema dal sindaco di Taranto, saranno compiuti passi in avanti importanti”. Per Confindustria Taranto, però, “fino a quel momento sarà altrettanto necessario finalizzare tutte le azioni messe in campo evitando dispersioni e inutili fughe in avanti” per favorire, invece, “l’adozione di scelte condivise nel quadro di una regia unica in capo all’amministrazione comunale di Taranto”. Per Confagricoltura Taranto “i vincoli imposti dal progetto del Parco del Mar Piccolo sono incompatibili con lo sviluppo dell'agroalimentare e del turismo per il territorio ionico. La nostra organizzazione di categoria - si afferma - è stata la prima a proporre un'alternativa alle industrie pesanti che hanno forti ricadute sull’ambiente e sulla salute. Adesso dobbiamo costruire, passo dopo passo, questa nuova economia alternativa. Ma non possiamo certo supportare questa idea di sviluppo, basata sull’agroalimentare e sul turismo, se si applicano - afferma Confagricoltura Taranto - i vincoli opprimenti del Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo alle attività produttive sane ed ecocompatibili”. “Noi - rileva ancora Confagricoltura Taranto - siamo per lo sviluppo dell'impresa agroalimentare e del lavoro ad essa connesso e, ovviamente, siamo sostenitori e primi fautori della tutela dell’ambiente, ma senza concertazione con chi nell'area del Mar Piccolo vi abita e vi lavora, il progetto del Parco non potrà rappresentare uno strumento di valorizzazione del territorio tarantino”. Bisogna evitare, conclude Confagricoltura Taranto, che “le attività agricole e zootecniche presenti nella zona non ne siano definitivamente compromesse”.

 Realizzare un nuovo stabilimento destinato allo smaltimento e riciclo di rifiuti in plastica, creare 15 nuovi posti di lavoro e rafforzare la propria posizione sul mercato estero. Sono questi gli obiettivi del programma di investimento da 10,4 milioni di euro presentato a Invitalia dalla società Irigom, la seconda iniziativa (dopo quella di Tecnoal Srl) ammessa alle agevolazioni previste dalla legge 181/89, nell’ambito dell’Avviso pubblico per l’area di crisi complessa di Taranto. Irigom è una media impresa con sede a Massafra (Ta), attiva nel settore del recupero e del riciclaggio degli pneumatici fuori uso. L’investimento presentato prevede la realizzazione, nel Comune di Taranto, di una nuova unità produttiva da destinare al riciclo dei rifiuti in plastica, per ricavarne granulo, materia prima seconda per la realizzazione di manufatti vari e combustibile solido secondario da destinare alle cementerie. L’impianto infatti sarà dotato di una linea di rigenerazione della plastica e di una linea di produzione di CSS.   Il programma, che ha l’obiettivo di recuperare i rifiuti plastici non pericolosi, attraverso tecnologie innovative e nel rispetto dell’ambiente, si inquadra in un’ottica produttiva ecosostenibile e prevede l’impiego di 15 nuovi addetti.   Invitalia ha approvato l’iniziativa che verrà finanziata con oltre 7,6 milioni di euro di agevolazioni (5 di finanziamento agevolato e 2,6 di contributo a fondo perduto).  “Questo investimento - dice Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia - rappresenta una risposta concreta alle esigenze del territorio di Taranto, sia in termini di incremento occupazionale e sia in termini di lotta all’inquinamento. L’attività prevista rappresenta un modello di economia circolare e fornisce un contributo alla risoluzione del problema dello smaltimento della plastica a livello locale, su un territorio che necessita più di altri di investimenti in economia sostenibile”.

Sulla questione interviene l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino che definisce un flop il progetto per la riconversione dell’area industriale di Taranto messo in pista da Invitalia, società del Mef, con 30 milioni di euro. L’obiettivo era favorire nuovi investimenti in settori diversi dall’acciaio. Ma alla fine dell’istruttoria tecnica, e di un percorso burocratico lungo con i termini del bando più volte prorogati, “risulta che delle 11 istanze, 8 sono state ammesse alla fase istruttoria ma purtroppo solo 2 sono state finanziate”.

“La  notizia è importante - scrive Borraccino-  ma suscita anche amarezza per le tante domande non ammesse a finanziamento”. La Regione ora chiede che le risorse rimaste inutilizzate siano messe a disposizione delle imprese con un nuovo bando. Il mancato finanziamento sarebbe dovuto all’assenza nei progetti delle imprese che si erano candidate, dei requisiti richiesti. 

“La prima azienda ammessa al finanziamento - annuncia Borraccino - riguarda la società Industria Riciclaggio Gomma S.r.l.- Irigom una media impresa con sede a Massafra, attiva nel settore del recupero e del riciclaggio degli pneumatici fuori uso. Essa prevede la realizzazione di una nuova unità produttiva destinata allo smaltimento e riciclo di rifiuti in plastica, per ricavarne granulo, materia prima per la realizzazione di manufatti vari. Invitalia - dichiara l’assessore - ha approvato l’iniziativa che verrà finanziata con oltre 7,6 milioni di euro di agevolazioni e che creerà 15 nuovi posti di lavoro. L’attività prevista - precisa - si inquadra nel modello di economia circolare e fornisce un contributo alla risoluzione del problema dello smaltimento della plastica a livello locale, su un territorio, come il nostro, che necessita più di altri di sviluppo sostenibile”. “La seconda società ammessa - spiega ancora l’assessore della Regione Puglia - riguarda la Società Tecnoal, con sede principale in Castel Maggiore (Bologna)  e sede secondaria a Massafra. Essa consiste nella produzione di dissipatori di calore. I settori di impiego sono vari, come i trasporti, le telecomunicazioni, l'energetico, l'automotive, il ferroviario, i drivers, l'illuminazione. L’agevolazione concessa è di  2.500.000 euro con la creazione di 5 posti di lavoro”. 

    “Residuano adesso - dice Borraccino - risorse pari a 20 milioni di euro, ovvero i due/terzi di quelle inizialmente previste. In definitiva, nell’auspicare che Invitalia decida di indire una nuova selezione di iniziative imprenditoriali per il rilancio dell’area di crisi complessa di Taranto per non dissipare il grosso delle risorse disponibili, non possiamo che prendere atto - afferma l’assessore - che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto nelle fasi di diffusione del bando, di accompagnamento alla presentazione dei progetti e nei criteri di valutazione degli stessi. Occorre quindi non solo emanare un nuovo bando - dice Borraccino - ma accompagnarlo con diverse ed efficaci iniziative di sensibilizzazione e di formazione dei dirigenti e dei quadri aziendali sul territorio.  Come per il passato, questo assessorato, pur non avendo responsabilità dirette in queste procedure, non farà mancare la sua presenza attiva e il suo sostanziale contributo per creare buona e stabile occupazione”.

La risposta di Invitalia non si fa attendere.

 "Invitalia, come sempre, applica e a rispetta le norme dello Stato con trasparenza e nel rispetto dei tempi. Così è avvenuto anche nel caso del bando per la Riconversione industriale di Taranto": si legge in una nota.

    "I criteri per l’assegnazione delle risorse - si aggiunge - sono stati, infatti, definiti dal Mise insieme con la Regione Puglia: l’Agenzia si è semplicemente limitata ad applicarli, con quell’attenzione che è doverosa quando si utilizzano i denari dei contribuenti. Per quanto riguarda, inoltre, la diffusione delle informazioni relative al bando, sono stati realizzati incontri e seminari tecnici fin dall’avvio del piano. Non solo: l’Agenzia, ha garantito la presenza costante di propri funzionari sul territorio per sostenere gli imprenditori nella presentazione delle domande, per superare le criticità e migliorare la qualità delle proposte".

 

 Il bando, dice ancora Invitalia, "è stato prorogato su sollecitazione delle amministrazioni locali e degli attori produttivi e sociali del territorio. Invitalia non ha questi poteri. Così come non ha la facoltà di poter emanare un nuovo bando per utilizzare le risorse non spese. Anche in questo caso la decisione spetterà a Mise e Regione Puglia. Invitalia, assicurerà – come sempre – il massimo impegno per l’attuazione del progetto. E se possibile anche di più, considerando la particolare criticità della situazione di Taranto, l’attenzione particolare che il Governo sta dando all’area, e la necessità di accelerare negli impegni concreti e nella traduzione degli stessi in investimenti e sviluppo, come spesso Invitalia è stata dimostrabilmente in condizioni di fare. Purchè tutti gli attori facciano concretamente la propria parte".

 

I dipendenti ed i volontari del 118 di Taranto manifesteranno davanti alla sede  Asl Taranto lunedì prossimo “per rivendicare l’avvio del processo di internalizzazione con l’affidamento del servizio alla SanitàService in coerenza con le linee guida della Regione Puglia”. Col passaggio a SanitaService, il personale verrebbe infatti stabilizzato lavorativamente. Ad annunciare la protesta è la Cisl Funzione pubblica. Per il sindacato, “si ritroveranno per richiedere di superare il precariato in cui sono confinati, per riconquistare dignità, diritti, salario e migliorare il servizio ai cittadini”. “Tra qualche anno - sostiene la Cisl - ci chiederemo come è stato mai possibile tollerare un servizio di emergenza, per definizione di importanza vitale per le comunità, fondato sulle incertezze e irregolarità di rapporti di lavoro o su lavoratori che devono fingere di non esserlo? Come è stato possibile che tutti sapevano ma si sono girati dall’altra parte facendo finta di nulla? Noi - sottolinea la Cisl Fp - abbiamo deciso di non guardare dall’altra parte e di sostenere le ragioni degli ultimi”. La Cisl annuncia poi che i dipendenti delle postazioni di Taranto Centro e di Ginosa “continuano ad essere senza stipendio e che non sono più rinviabili le iniziative della direzione generale”, il sindacato si riferisce all’Asl, “verso chi mette in discussione un servizio per il quale è, invece, largamente finanziato violando i più elementari adempimenti contrattuali”.

 

«Un’operazione magistrale da parte dei Carabinieri di Castellaneta: ai militari dell’Arma vanno il nostro plauso e i più sentiti ringraziamenti per gli esiti dell’Operazione San Diego: sapere assicurati alla giustizia gli autori di una serie incredibile di furti e razzie a danni degli imprenditori agricoli di una vasta area del Tarantino è un motivo di grande sollievo».

È Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a esprimere la soddisfazione della declinazione territoriale CIA Agricoltori Italiani della Puglia per l’operazione dei Carabinieri conclusa con successo nelle ultime ore.

Sulla stessa lunghezza d’onda, le dichiarazioni di Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari.

«Abbiamo segnalato più volte, negli ultimi mesi e ancora prima, l’inquietante escalation di fatti criminosi avvenuti in tutto il Tarantino a danno di decine di imprese agricole. L’operazione di intelligence e controllo sul territorio compiuta dalle forze dell’ordine, unita alla collaborazione di tanti imprenditori agricoli, ha portato a un risultato davvero importante».

La sicurezza nelle campagne è una questione che sta particolarmente a cuore alla CIA Due Mari, come dimostrano gli appelli, le lettere ufficiali, gli incontri e l’interlocuzione continua dell’organizzazione sia la Prefettura che con le forze dell’ordine. Un lavoro che va avanti da anni, sostenuto anche dalle segnalazioni sempre più numerose delle aziende del comparto primario.

Le persone arrestate e quelle oggetto dei provvedimenti emessi in seguito all’Operazione San Diego, secondo quanto accertato da Carabinieri e Magistratura, per mesi hanno messo a segno ripetuti furti di macchine e attrezzature agricole, carburante per autotrazione, furti all’interno delle abitazioni rurali e dei fabbricati a servizio delle attività produttive.

Cia Due Mari aveva segnalato un aumento preoccupante dei furti e, di conseguenza, la crescita di un profondo malessere tra gli imprenditori e le famiglie che vivono esclusivamente e onestamente del loro duro lavoro nelle campagne.

«Quest’ultima operazione dà un segnale incoraggiante sulla presenza dello Stato nelle aree rurali e sull’efficienza dell’operato delle forze dell’ordine – ha aggiunto De Padova – Al plauso a Carabinieri e magistrati, vogliamo accompagnare il nostro rinnovato appello a tutti gli agricoltori: collaboriamo con le forze dell’ordine, continuiamo a denunciare ogni tentativo di intimidazione, estorsione o ritorsione da parte della criminalità organizzata, facciamo in modo che l’azione di chi è chiamato a indagare e a reprimere il malaffare sia supportata da un’intera comunità».

«L’auspicio è che nel 2020, come abbiamo sempre chiesto, il governo sostenga con ancora più forza la necessità di implementare mezzi, risorse economiche e umane per garantire la sicurezza nelle zone rurali, dove migliaia di imprese agricole producono eccellenze, sviluppo e posti di lavoro», ha concluso Vito Rubino.

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