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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura

A distanza di pochi giorni dall’ultima fermata non programmata, questa mattina Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva, ha dovuto fermare di nuovo l’altoforno 4, attualmente l’unico in funzione nello stabilimento essendo fermi da mesi gli altiforni 1 e 2. Secondo fonti sindacali, oggi è scoppiata una tubiera porta vento, ma non ci sono altre conseguenze, né feriti, all’infuori della fermata all’impianto.

   La parte interessata sono le tubiere e le ventole porta vento che movimentano l’aria necessaria all’altoforno per la produzione della ghisa. Le fonti aggiungono che l’altoforno resterà fermo almeno 24 ore. Nei giorni scorsi l’altoforno 4 era rimasto fermo per qualche giorno per uno strappo al nastro trasportatore che lo alimenta. La critica condizione degli altiforni e di molti altri impianti della fabbrica ha spinto i commissari dell’amministrazione straordinaria a mettere in cantiere per il 2024 - sarà avviato a giugno - un piano per la ripartenza che prevede 330 milioni di lavori tra ripristini e rifacimenti di cui 280 a Taranto. Tra i lavori quelli sull’altoforno 2 per rimetterlo in marcia da settembre prossimo. 

Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria dichiara che in serata sarà riattivata la marcia dell’altoforno dichiarando che “alle ore 3.00 circa di stanotte abbiamo dovuto effettuare una fermata rapida di Afo 4 per il danneggiamento di una tubiera (n. 10). La manovra - dice AdI - è stata effettuata in piena sicurezza secondo i nostri standard. Le operazioni di ripristino prenderanno circa 12-16 ore. Si sta gestendo secondo le procedure consolidate e la ripartenza e’ prevista nel prossimo terzo turno (23.00 - 7.00)”. L’azienda inoltre puntualizza che non c’è stato scoppio della tubiera come dichiarato in un primo momento da fonti sindacali. 

Capuano: \\\"Disputata una stagione strepitosa, parlerò del mio futuro con la presidenza.\\\" Mirko Miceli: \\\"Orgogliosi di quanto fatto, grazie alla gente di Taranto.\\\"

 

Di Andea Loiacono 

 

Nulla di fatto, il Taranto pareggia 0-0 al \\\"Menti\\\" di Vicenza, non riesce a ribaltare la sconfitta dell\\\' andata ed esce dai play-off. Nel post gara un master Capuano visibilmente emozionato ha parlato così ai microfoni di Antennasud: \\\"Devo ringraziare il pubblico tarantino che è venuto in massa anche a Vicenza. Ci abbiamo creduto  nonostante molti giocatori non fossero nelle condazioni    di scendere in campo. C\\\' è il rammarico che questo sogno si finito, resta il rammarico della partita di andata, abbiamo combattuto dall\\\' inizio alla fine. Sono stati due anni in cui la squadra ha giocato secondo la mia filosofia. Oggi i ragazzi sono in lacrime ma fa parte della vita. Ora ci prenderemo qualche giorno per riposare, vorrò stare con la mia famiglia.  In questo momento non è opportuno parlare del mio futuro. Ho ancora tre anni di contratto ma devo parlare prima con la società. \\\"

 

Alle parole di rammarico di mister Capuano fanno eco quelle di Mirko Miceli difensore centrale rossoblu :\\\" Penso che abbiamo disputato una grande partita e che avremmo dovuto iniziare a giocare dal prossimo turno, sul campo siamo arrivati secondi. Non mi do nessun voto per la mia stagione ma ringrazio il mister per la fiducia che ha riposto in me. Purtroppo in questi play off non siamo riusciti a segnare nonostante ci abbiamo provato in ogni modo. Spero il prossimo anno di poter rimanere a Taranto per coronare questo sogno. Sono in prestito con diritto di riscatto ma spero di rimanere, a Taranto sono stato benissimo. \\\"

Il nuovo commissario di Governo per la bonifica dell’area di Taranto, Vito Felice Uricchio, ha stimato un fabbisogno di circa 500 milioni di euro per rilanciare e riprendere le attività. Lo ha detto lo stesso commissario, a margine dell’incontro avuto in Prefettura con mondo universitario e della ricerca (tra Università e Politecnico di Bari, Cnr, Conisma, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, e Italian Scientist Association) che gli ha presentato un documento del Mar Piccolo, una delle aree della città che necessita di un’azione di risanamento. Uricchio, dal precedente commissario, l’allora prefetto di Taranto, Demetrio Martino (oggi a Verona), ha ereditato 52 milioni. “Attualmente dispongo solo di 52 milioni che serviranno in buona parte per pagare anche un pò di debiti, e quindi sicuramente chiederemo nuove risorse - dice Uricchio confermando quanto scritto da Quotidiano domenica scorsa -. È il momento giusto per poterlo fare perché sta partendo anche la nuova programmazione. C’è una disponibilità della politica. Esattamente venerdì scorso il vice ministro all’Ambiente, Vannia Gava, ha chiesto una ricognizione degli interventi prioritari e lunedì prossimo risponderò a questa domanda”.

Uricchio dice che sulle nuove necessità finanziarie per la bonifica “c’è una stima orientativa, ma probabilmente andremo anche un pò oltre. La stima orientativa era di 500 milioni”.  Per il commissario di Governo, “l’intento è quello di avviare un nuovo percorso che fondi le proprie basi sul supporto scientifico, che é assolutamente fondamentale. Il settore delle caratterizzazioni, messa in sicurezza, bonifica, non può assolutamente fare a meno di un contributo scientifico, straordinariamente centrale in questi percorsi. Ci sono evoluzioni scientifiche importantissime. Noi vogliamo metterle a terra, passare dalla teoria alla pratica, realizzarle effettivamente, ma attraverso un percorso partecipativo. Tutti - sostiene il commissario - devono essere coinvolti. Ho particolarmente apprezzato l’iniziativa dell’intero mondo scientifico tarantino per dare impulso a queste attività. Le tecnologie esistono, sono tante, noi dobbiamo scegliere le migliori che consentano di poter effettivamente e finalmente bonificare anche il Mar Piccolo”. 

Alle parole del commissario fanno da contraltare quelle del sindaco di Taranto Rinaldo Melucci.

  I nuovi investimenti delle imprese sono bloccati o rallentati perchè Taranto, con un inquinamento industriale consolidato negli anni, è stata dichiarata area Sin, Sito di interesse nazionale, che determina lunghe procedure e costi importanti, e “senza una significativa deperimetrazione - dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci - occorrono non meno di 5 miliardi di euro per evitare una mega Bagnoli. Taranto é un unicum in termini di bonifiche necessarie: s\'intervenga subito. Il presidente Emiliano convochi tutte le istituzioni sul tema”. “Sul Sin di Taranto - prosegue il sindaco - bisogna fare sul serio, non abbiamo tempo da perdere e non va illusa ancora la comunità. Qui non si tratta di rimodulare di corsa e, banalmente, le briciole e i progetti secondari rivenienti dalla precedente programmazione. Si devono assicurare le risorse per una vera caratterizzazione di parte di aree e scegliere l\'approccio strategico. Altrimenti è pure teoria parlare di riconversione dell\'ex Ilva e di avvio della Zes, oppure di rilancio del porto”. “Delle due l\'una - rileva il sindaco di Taranto - o le aree produttive sono talmente compromesse da indurci a richiedere una dotazione, da nostre stime attendibili, non inferiore ai 5 miliardi di euro per le bonifiche straordinarie di circa 12mila ettari tra terra e mare dell\'area ionica, sempre che si stiano strettamente applicando da parte del ministero dell\'Ambiente e della Sicurezza Energetica limiti e parametri di legge, uguali dappertutto nel Paese, e non approcci solo conservativi e discrezionali. Oppure, di contro, se simili risorse non esistono da nessuna parte e i dati scientifici non sono così definiti, si deve lavorare una volta per tutte all\'esclusione dai vincoli di quasi metà di quel Sin, all\'epoca disegnato con grandissima approssimazione e senza fondamento”. “Rivisitazioni solo estetiche non ci interessano, non servono a nessuno. Occorrerebbe una cabina di regia istituzionale. Evidentemente non è chiaro a tutti l\'impatto del Sin sul futuro di Taranto e del suo sistema di imprese”. 

er la Notte Europea dei Musei il MArTA, Museo archeologico nazionale di Taranto, riporta alla luce i tesori riemersi dai depositi.

Abbiamo in custodia oltre 30mila reperti che raccontano la magnificenza di civiltà passate – dice la direttrice del MArTA, Stella Falzone – tutto questo patrimonio è valore che va restituito alla collettività, va svelato, incastonato come pietra angolare nella storia, anche moderna, di questo territorio. Ecco perché la Notte Europea dei Musei è un’occasione formidabile per continuare ad essere un luogo in costante scambio con le comunità di visitatori, turisti e società scientifica di tutta l’Europa e oltre”.

Così dalle 20.30 in poi del prossimo 18 maggio si potrà partecipare ad una visita di approfondimento che guiderà lungo il percorso del nuovo allestimento. A cominciare dalla vetrina di ingresso della Temporary Art, fino ai reperti riemersi dal piano interrato dell’ex Convento degli Alcantarini ed inseriti nel percorso espositivo delle collezioni permanenti.

E’ un viaggio nella storia ma anche nell’arte, che riconsegniamo alla fruizione pubblica, attraverso l’esposizione di oggetti finora non visibili, che costituiscono l’occasione per valorizzare ulteriormente la ricchezza e il valore di questo territorio ” – rimarca la direttrice Stella Falzone.

Piccoli e grandi reperti che provocano meraviglia per la cura nel dettaglio e la capacità artigianale antica.

C’è la statuetta a tutto tondo di figura femminile, completamente nuda, risalente al II sec. a.C., del tipo Afrodite Callipigia, rappresentata forse nell’atto di togliersi una spina dal piede sinistro. Oppure la Kylix (la tipica coppa da vino in ceramica, databile tra la metà del VI e gli inizi V sec. a.C.), ritrovata nel 1899 in via Pisanelli a Taranto, con all’interno i ritratti di Arianna e Dioniso barbato e con cornucopia, e all’esterno la celebre scena di Eracle con la clava che assalta il centauro Nesso.

Teseo e il Minotauro e Eracle, il centauro Nesso e Deianira ammantata spiccano, invece, nella grande anfora attica a figure nere databile tra la metà del VI e gli inizi del V sec. a.C.

Nella sala della collezione degli “Ori di Taranto”, una nuova vetrina con oggetti provenienti dai depositi racconta la maestria degli artigiani orafi tarantini; tra gli altri reperti spicca il diadema aureo, del II sec. a.C., composto da 22 gruppi di tre foglie ciascuno: foglie di quercia di lamina sottile lavorata a sbalzo con al centro una piccola rosetta a sei petali ricurvi alle estremità.

Le visite di approfondimento si svolgeranno nella notte dedicata a tutti i musei europei, alle ore 20.30, alle 21.15 e alle 22.00 e sono inserite nel costo del ticket di ingresso che occasionalmente sarà solo di 1 euro.

Il Museo archeologico nazionale di Taranto sarà aperto fino alle 23.00, ultimo ingresso previsto alle ore 22.30.

Per prenotare la propria visita si può chiamare visita di approfondimento si può chiamare al numero 099.4532112.

Nella stessa giornata sarà possibile prenotare anche attività di visite guidate a pagamento a cura della società Aditus, concessionaria per i servizi aggiunti del MArTA. Per l’acquisto dei ticket d’ingresso o l’acquisto di ulteriori visite guidate si può consultare il sito www.museotaranto.cultura.gov.it e accedere all’area “Biglietteria”.

 

 

Si è spento all\'età di 68 anni 

 Franco Di Mare è morto, all\'età di 68 anni. Grande professionista, volto amico del giornalismo, aveva svolto il suo lavoro in ambiti diversi, sempre con successo. Ad annunciarlo è stata la famiglia: \"Abbracciato dall\'amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall\'affetto degli amici più cari si è spento a Roma il giornalista Franco Di Mare\". Il giornalista, a lungo inviato in teatri di guerra nella ex Jugoslavia, aveva annunciato di avere \"un mesotelioma, un tumore molto cattivo\". Era stato lui a parlarne, senza filtri, con sincerità.

“Non bisogna buttarsi giù, lo dico per gli altri ammalati: sono qui a festeggiare l’idea che ci sia una soluzione che per questo tumore ancora non si è scoperta, ma che probabilmente un giorno ci sarà”.

Aveva detto di recente ospite di Che tempo che fa.

E ancora \"Io ho avuto una vita bellissima, le memorie che ho sono piene di vita, non mi voglio fossilizzare attorno all’idea della morte ma all’idea che c’è una vita, anche tutti i giorni\".

Ex inviato di guerra, conduttore e poi direttore di RaiTre, Franco Di Mare ha vissuto gran parte della sua carriera giornalistica in Rai dopo gli inizi a \"L\'Unità\" e \"Radiocor\". E proprio al suo lavoro di inviato sul campo, quello della guerra in Kosovo a fine anni 90, Di Mare associava le cause della sua malattia, con l\'esposizione a materiali cancerogeni come l\'amianto. Una storia che aveva scritto nel libro \"Le parole per dirlo\", uscito quest\'anno. 

Lu.Lo. 

Il presidente della Corte d’Assise d’Appello di Taranto, Antonio Del Coco, oggi, con un’ordinanza, ha sospeso l’esecutività delle provvisionali nei confronti di tutte le parti civili costituite nel maxi processo sul disastro ambientale di Taranto riferito alla gestione dell’ex Ilva da parte del gruppo industriale Riva, che sino ai primi del 2013 è stato proprietario e gestore degli impianti siderurgici. Le provvisionali sono un anticipo del risarcimento.

    Oggi a Taranto è in corso la seconda udienza del processo di appello “Ambiente Svenduto” che riguarda ex proprietari e gestori della fabbrica, tra cui i fratelli Claudio e Nicola Riva, ex dirigenti ed ex amministratori pubblici tra i quali l’ex presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e l’ex presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido. Le provvisionali furono decise in conclusione del processo di primo grado in Assise avvenuto a fine maggio 2021 (26 condanne nella sentenza). Adesso la sospensione riguarda gli imputati che ne hanno fatto richiesta alla Corte. 

Il presidente Coco, nell’ordinanza odierna, parla di “numerose criticità” contenute nella sentenza di primo grado nella parte relativa alla quantificazione delle provvisionali e sostenendo che essendoci ben 1500 parti civili costituite nel processo “Ambiente Svenduto”, per gli imputati diviene economicamente gravoso pagare un così elevato numero di soggetti, tanto più che se gli imputati venissero assolti, sarebbe poi quasi impossibile riuscire a ottenere la restituzione di quei soldi. Proprio ieri gli avvocati del Codacons a Taranto avevano consegnato, nel rione Tamburi - il quartiere più esposto all’inquinamento dell’ex Ilva -, a 30 parti civili dell’ex Ilva la somma di 155mila euro ottenuta dall’associazione a titolo di risarcimento dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto nell’ambito del processo “Ambiente Svenduto”.

    I cittadini, rappresentati nel processo dal Codacons, hanno così un assegno, ciascuno di 5mila euro, a titolo di indennizzo per i danni sanitari subiti a causa delle emissioni inquinanti dell’acciaieria, “risarcimento - ha spiegato il Codacons - liquidato dalla Corte che ha condannato la famiglia Riva e altri soggetti imputati di reati ambientali”. I danni evidenziati dalle parti civili riguardano gravi malattie conseguenti all’inquinamento e alle emissioni della fabbrica dell’acciaio.

Nelle giornate del 17 e 18 maggio si terrà il Convegno organizzato dalla Camera dei Giuslavoristi di Taranto \"avv. Vincenzo Pollicoro\" insieme al Dipartimento Jonicodell\'Università degli studi di Bari con il Patrocinio dell\'Ordine degli Avvocati di Taranto, della Fondazione Scuola Forense e dei Comuni di Taranto e Massafra, con la collaborazione di A.N.F. ed altre associazioni forensi.

Il Convegno, dal titolo \"La discriminazione di genere, un lungo cammino verso la parità dei diritti\" si svolgerà nella giornata del 17 maggio presso la Sala degli specchi di Palazzo di Città Taranto e, nella seconda giornata, presso l\'Aula Magna del dipartimento Jonico dell\'Università di Taranto ed accoglierà autorevoli interventi da parte di magistrati, docenti universitari ed avvocati del libero foro avvalendosi anche del prezioso contributo di esponenti di associazioni attive nella lotta alla discriminazione di genere. Nella prima giornata saranno affrontati i profili giuridici e sociali relativi alla prevenzione e contrasto alla violenza di genere con un focus sugli stereotipi e sul linguaggio di genere nella prassi giudiziaria; nella seconda giornata illustri docenti universitari relazioneranno allapresenza degli studenti e delle studentesse dei licei Battaglini, Archita, Quinto Ennio Ferraris, Aristosseno; un\'iniziativa, quest\'ultima, ispirata dall\'idea di realizzare un ponteintergenerazionale che, attraverso una riflessione sulle radici della violenza di genere, miri a sensibilizzare le giovani generazioni al fine del raggiungimento di una reale parità. Per la partecipazione al Convegno è stato previsto il riconoscimento di n. 9 crediti ai fini della formazione continua.

 

Capuano: Peccato per il gol subito, risultato immeritato ma non è finita. Mister Vecchi: Contenti per la vittoria contro un buon Taranto 

 

Di Andrea Loiacono 

 

Il Taranto davanti a dodicimila spettatori e a uno Iacovone gremito in ogni posto disponibile perde contro il Vicenza per 1a0 nell\' andata del primo turno nazionale dei play off. A decidere il match una rete di Ferrari all\' 8 minuto. A nulla è valso il tentativo del Taranto di raddrizzare la gara con un paio di tentativi di Zonta nel primo tempo e di Demarchi allo scadere su cui si è disimpegno alla grande Confente. A fine match la squadra è comunque uscita tra gli applausi del pubblico.  Queste le dichiarazioni di un amareggiato mister Capuano: \"Ci dispiace perché il gol subito è nato da  una disattenzione si calcio piazzato. Eppure sapevamo che fosse il loro punto forte. Poi ci siamo ricompattare e abbiamo giocato una grande gara pressando a tutto campo e creando occasioni da gol, è stato super il loro portiere. Stasera forse ci è mancata la qualità nell\' ultimo passaggio. Siamo dispiaciuti ma ho detto ai ragazzi che non è ancora finita, ci aspetta ancora una partita in cui faremo il massimo per vincere e qualificarci. Sappia che è difficile ma ce la metteremo tutta. \" Mister Vecchi dal canto suo è soddisfatto: \" Penso che il gol fatto all\' inizio abbia indirizzato il match, poi era chiaro che Il Taranto dovesse fare la partita, è stato comunque un match equilibrato. Non penso che il discorso qualificazione sia chiuso, c\' è ancora un match da giocare e dobbiamo rimanere concentrati.\"

La Puglia sale a 24 Bandiere blu con 3 nuovi Comuni (Lecce-San Cataldo, Patù e Manduria) e un\'uscita (Margherita di Savoia). 

Di queste quattro sono  state assegnate a località in provincia di Taranto che sono: Manduria (San Pietro in Bevagna), Maruggio (Campomarino, Commenda, Acqua dolce), Leporano (Lido Gandoli, Porto Pirrone, Porto Saruro, Baia d\'Argento), Castellaneta (Riva dei Tessali, Pineta Giovinazzi, Castellaneta Marina, Bosco della Marina), Ginosa (Marina di Ginosa). 

Oggi la cerimonia di premiazione nella sede del Cnr a Roma, alla presenza dei sindaci, del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, e del presidente della Fondazione Fee Italia, Claudio Mazza. Le bandiere blu vengono assegnate sulla base di alcuni parametri. I 32 criteri del programma vengono aggiornati periodicamente \"in modo da spingere le amministrazioni locali partecipanti - ha spiegato Mazza - ad impegnarsi per risolvere, e migliorare nel tempo, le problematiche relative alla gestione del territorio per una attenta salvaguardia dell\'ambiente\".
    Il sindaco di Lecce Carlo Salvemini afferma in un post che oggi \"è una giornata storica\" per la città \"e il suo mare. Per la prima volta a San Cataldo sventolerà la bandiera blu. È una grande soddisfazione, che ripaga del lavoro svolto in questi anni dall\'amministrazione\".
    Per il Foggiano riconoscimenti a Isole Tremiti, Rodi Garganico, Peschici, Vieste e Zapponeta, per la Bat bandiera blu a Bisceglie, per la provincia di Bari premiate Polignano a Mare e Monopoli, per Brindisi vessilli a Fasano, Ostuni e Carovigno, per la provincia di Lecce bandiera blu a Lecce-San Cataldo, Melendugno, Castro, Patù, Salve, Ugento, Gallipoli e Nardò, per la provincia di Taranto, come dicevamo, riconoscimenti a Manduria, Maruggio, Leporano, Castellaneta Marina e Ginosa Marina tutte caratterizzate da mare cristallino e dall\'inconfondibile celeste che caratterizza lo Ionio. 

Lu.Lo. 

\"Sto inaugurando cantieri e sto progettando e finanziando cantieri, ho bisogno di acciaio, e vorrei che fosse acciaio italiano. Mi dispiacerebbe fare ponti con acciaio che arriva da altre parti”. Lo detto oggi a Taranto, sull’ex Ilva ora Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, a margine dell’inaugurazione del primo cantiere delle linee bus elettriche veloci. 

Siamo di fronte al primo tassello di un’opera infrastrutturale di portata enorme, un’opera che come Amministrazione abbiamo fortemente voluto ed ottenuto a suggello di un duro lavoro. La BRT cambierà radicalmente il concetto di mobilità andando ad incidere in maniera massiva sia sullo sviluppo socio-economico del nostro territorio sia sulla trasformazione eco-sostenibile del comparto trasportistico.”

Sono le parole con cui il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha salutato l’inaugurazione del cantiere del Deposito mezzi rotabili elettrici destinati alla rete Bus Rapid Transit che, sviluppandosi su due direttrici per complessivi 40 chilometri, collegherà con alta frequenza le zone periferiche da un capo all’altro della città a “zero emissioni”.

La presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, alla cerimonia di inaugurazione della fase di cantierizzazione del sito che in via Acton ospiterà le postazioni di ricarica e di ricovero degli autobus della BRT è la riprova dell’importanza epocale di un progetto che rivoluzionerà il trasporto pubblico locale del capoluogo ionico. 

Quella odierna è una giornata storica per Taranto. Desidero ringraziare il ministro Salvini e le tante autorità presenti ad un evento che è stato possibile anche grazie al grande impegno dei nostri uffici tecnici e dei progettisti -ha dichiarato il primo cittadino- Con il sistema BRT proporremo un nuovo modo di concepire lo spostamento in una città che sta cambiando il suo volto, così come prospettato dal nostro piano di rigenerazione urbana, economica ed ambientale “Ecosistema Taranto”. La rilevanza dell’intervento, inquadrato nella Misura PNRR M2C2 I. 4.2. “Sviluppo del trasporto rapido di massa”, è dimostrato dai circa 290 milioni di euro che, a valere sui Fondi Next Generation EU, dovranno finanziare lavori e forniture. La realizzazione delle linee “Blu” e “Rossa” consentirà spostamenti veloci, rispettivamente, fra il quartiere “Tamburi” e la “Circonvallazione dei fiori” e fra il quartiere “Paolo VI” e il “Terminal Cimino”. Si tratta della BRT ad alta capacità più grande in Italia e nel Sud Europa.”

A viaggiare su queste direttrici, alcuni tratti avranno corsie riservate, saranno autobus elettrici di lunghezza pari a 18 metri che potranno essere ricaricati proprio nel deposito/officina il cui cantiere è stato inaugurato questa mattina.

Realizzato a ridosso della sede del Comando di Polizia Locale -ha aggiunto il sindaco-, il sito di via Acton, la cui area è stata ceduta dalla Marina Militare, a cui vanno i nostri ringraziamenti, ospiterà le postazioni di ricarica di bus che percorreranno l’intero tracciato con il solo ausilio dell’energia elettrica. All’interno della struttura ci saranno anche servizi per la manutenzione dei mezzi BRT, oltre che uffici di gestione e un centro di controllo della flotta autobus che monitorerà i dati raccolti dai sistemi di comunicazione presenti ad ogni fermata in termini di consumo, di conteggio dei passeggeri, di rilevamento delle performance e degli orari. Tutto questo affiancato dai riferimenti relativi allo stato della ricarica e delle reali esigenze di ogni singolo mezzo.

Il sindaco ne è certo: “Il sistema BRT, con integrazione di interventi di mobilità sostenibile (sharing di auto e biciclette e monopattini) e parcheggi di interscambio, non contribuirà solo a modificare in maniera innovativa lo spostamento in città, ma sarà l’ennesima conferma di quel progetto di rinascita e trasformazione di Taranto su cui la nostra Amministrazione sta lavorando con impegno e tenacia.” 

 

 

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