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Quello che indispettisce maggiormente in questa scomposta corsa alla poltrona di presidente della Provincia di Taranto è il livello della competizione. Fatto di sgambetti, accordi sottobanco, rivalse personali come nella peggiore tradizione politica che qualcuno vorrebbe lasciarsi alle spalle ma che ahinoi si ripropone sistematicamente, ogni volta, con la puntualità di un orologio svizzero. Che poi, grazie al lampo di genio dell’ex ministro Delrio padre di questa legge scriteriata, siano i consiglieri comunali a  scegliere tra i sindaci in carica fa sì che tutto si consumi nell’alveo più o meno segreto delle stanze frequentate quasi esclusivamente dagli “addetti ai lavori”. Sulla strada che porta a Palazzo del Governo si stanno consumando strappi e tradimenti che all’esito del voto e in base al responso delle urne potrebbero ripercuotersi pesantemente su un altro Palazzo, quello di Città dove il clima è tutt’altro che tranquillo.
Eh sì perché il voto del 31 ottobre che vede i consiglieri comunali chiamati a decidere chi prenderà il posto dell’uscente Martino Tamburrano rischia di trasformarsi in un test, un banco di prova per la tenuta l’Amministrazione targata Rinaldo Melucci e della maggioranza che la sostiene. Indicato come uno dei favoriti, il sindaco Piddino potrebbe però perdere il sostegno di pezzi consistenti del suo partito a beneficio del primo cittadino di Laterza, Gianfranco Lopane, lo stesso che quattro anni fa concorse alla presidenza della Provincia ma fu sconfitto da Martino Tamburrano. Al successo dell’ex sindaco di Massafra contribuì un’alleanza trasversale che gli permise di fare il “pieno” di voti proprio tra i banchi del consiglio comunale tarantino che, si sa, in base al voto ponderato, valgono di più. Il ritorno in gioco di Lo Pane potrebbe avere la benedizione (invocata dallo stesso segretario del Pd Mancarelli con un evidente spostamento dell’asse su cui si reggeva Melucci) del governatore della Puglia Michele Emiliano e dei suoi sodali in seno al consiglio comunale, tra l’altro indicati come vicini all’ex vice sindaco di Taranto, Rocco De Franchi, uomo di Emiliano che per suo conto si sta muovendo sul fronte provinciali, appena nominato dal governatore consigliere per la tutela ambientale, lo sviluppo sostenibile e la decarbonizzazione che lo vedrà direttamente coinvolto nell’”affaire” Ilva. Parliamo per esempio del “Gruppo Indipendenti per Taranto” Floriana de Gennaro, Cosimo Festinante, Cataldo Fuggetti, Mario Pulpo e Federica Simili,  Massimiliano Stellato dichiaratosi Indipendente, di Vincenzo Di Gregorio.
Ma non solo, su Lopane potrebbe convergere anche il voto dei consiglieri comunali di quei Comuni che con lo stesso sindaco di Laterza hanno fatto squadra per portare l’avv. Egidio Albanese a ricoprire il ruolo di amministratore unico del Cpt in aperto contrasto con Melucci. C’è solo da capire se Emiliano spingerà su Lo Pane oppure se confermerà il proprio gradimento sul primo cittadino di Castellaneta, Giovanni Gugliotti, espressione di liste civiche ma sostenuto anche dal centro destra. Ipotesi quella di Gugliotti che resta tutt’ora in piedi proprio perché ammantata del civismo della maggior parte dei suoi sostenitori.
Tutto quindi può ancora succedere fino all’ufficializzazione delle candidature che dovrà avvenire entro l’11 ottobre e prevede che ciascun pretendente sia supportato dalla firma di almeno 69 consiglieri.



“Credo che sia arrivato il momento di fare chiarezza nella politica tarantina provinciale e più approfonditamente con alcuni partiti, retti, ahimè!, da uomini mediocri, nonchè con qualche testata giornalistica, sempre presente al banchetto delle feste patronali.” Non risparmia nessuno Martino Tamburrano giunto alla conclusione del proprio mandato di Presidente dell’Amministrazione provinciale in un clima rovente. Alla vigilia del voto, impazza la polemica, ed è tutto un susseguirsi di toto-candidati, toto-alleanze con centrodestra e centrosinistra spaccati e molti aspiranti presidenti (la scelta viene fatta tra i sindaci dai consiglieri comunali) senza un’identità politica precisa. Polemiche e attacchi che non hanno risparmiato il presidente Tamburrano il quale dopo aver ascoltato e letto in silenzio ha deciso di replicare, duramente, in un lungo intervento. Risponde Tamburrano a chi lo accusa di "inciuci" e accordi costruiti intorno all'appoggio al sindaco di Taranto  Melucci e nel contempo fa un bilancio dell’attività svolta e -facendo leva sulla propria esperienza - lancia moniti ad avversari e compagni di partito
“Sono stato eletto nel settembre 2014 - scrive Tamburrano- con un’intesa politica che inglobava alcuni esponenti autorevoli del centrosinistra, per loro espressa volontà e orientati, a loro dire, su un amministratore capace.
Io penso di aver lavorato con capacità, competenza e obiettivi raggiunti.
Scuole, strade e accordi (Governo, Regione e Comuni).
E’ stato un lavoro difficile, fatto di tanti contrasti, ostacoli ed attacchi personali, tutti superati e rispediti al mittente.
Ho scoperchiato il vaso di Pandora! Ho annullato tutte le postazioni di potere in tutti i settori dell’Ente Provincia, primo su tutti il CTP.
A proposito di quel post su Facebook di Giampiero Mancarelli, segretario provinciale del PD, con molta serenità gli ricorderei che, proprio a proposito di trasparenza, l’amministrazione della Provincia poco trasparente che ho ereditato si concluse con note vicende giudiziarie e gli ricordo anche che durante quella consiliatura gravi omissioni nel settore Ambiente furono denunciati, le cui conseguenze gravano ancora ora sui cittadini.
A tal riguardo, mi auguro che tutta la verità venga a galla!
Ad alcuni giornalisti che continuano ad infangare la mia dignità e coerenza politica, a coloro che annunciano mie ipotetiche cariche future o appoggi al centrosinistra dico di non affannarsi più di tanto, sono conosciuti da tutti e consiglio loro di abbandonare il banchetto nunziale, montato ad hoc ad ogni tornata elettorale.
Da ultimo, ma non per importanza, mi corre l’obbligo di rispondere al dottor Vianello e alle sue insinuazioni e gli dico che se ha elementi, si rivolgesse alle istituzioni preposte. Il venditore di tappeti, in politica, non è un requisito richiesto.
La politica tarantina specialmente, non ha bisogno di promesse elettorali non mantenute! ha, invece, la necessità di persone con più competenza, più capacità e più impegno al fine di concretizzare e raggiungere gli obiettivi che il nostro territorio si attende.
Invito, infine, il mio partito, - conclude Tamburrano - a rivedere le proprie posizioni nell’interesse generale, avvalendosi di uomini capaci, coerenti e meno avvezzi al baratto.”

E' una questione di ore la nomina di Cosimo Borracino ad assessore regionale nella Giunta di Michele Emiliano. Quasi certamente gli sarà affidato quello allo Sviluppo Economico lasciato libero da Mazzarano a seguito delle sue dimissioni ma a sorpresa potrebbe anche occupare quello alla Sanità la cui delega è attualmente tenuta dallo stesso governatore di Puglia.

Il via libera è arrivato oggi a Bari in occasione della riunione del coordinamento regionale di Art.1-Mdp/Leu, presieduta dal coordinatore regionale Ernesto Abaterusso. Gravi problemi familiari hanno impedito al coordinatore nazione, Roberto Speranza, di prendere parte ai lavori.

 

Durante la riunione si è ampiamente discusso dell’attuale situazione politica nazionale e regionale e dell’ipotesi di ingresso in Giunta.

 

Si sono, inoltre, rimarcati i temi che secondo Art.1-Mdp/Leu devono essere riportati al centro dell’agenda politica da qui a fine legislatura: la rivisitazione del piano di riordino ospedaliero con l’assunzione, una volta usciti dal piano di rientro, di 3mila unità, tra personale medico e paramedico, per far funzionare meglio la sanità pugliese. Un intervento forte in materia di sviluppo economico con interventi per la riqualificazione e l’infrastrutturazione delle aree industriali; l’avvio dei progetti previsti nel Patto per la Puglia, condizione indispensabile per il rilancio delle imprese e garantire lavoro a tanti giovani; l’apertura di un tavolo nazionale per l’aumento dei benefici in favore delle aziende che ricadono nei territori Zes; valorizzazione della legge sui programmi d’area integrati, finanziamento urgente dei territori compresi nelle Aree Interne e l’indirizzo dei bandi finanziati dai fondi europei verso obiettivi strategici con il pieno coinvolgimento dei sindaci dei Comuni pugliesi. Un piano straordinario contro la Xylella che preveda forti interventi economici a sostegno della ricerca e per garantire il ristoro per i danni subito dal batterio della Xylella non solo alle aziende agricole, ma anche ai piccoli proprietari e contributi per favorire l’impianto di nuove aziende agricole. La modifica della legge elettorale pugliese con l’introduzione della doppia preferenza di genere. La stabilizzazione dei precari.

 

Il coordinamento regionale ha, inoltre, posto l’accento sulla necessità di lavorare per una maggiore condivisione nell’esecuzione del programma e per la ricostruzione dell’ambito del centrosinistra, anche allargato ove ve ne siano le condizioni, che rilanci la coalizione in vista delle elezioni del 2020.

 

Al verificarsi di queste condizioni, sulle quali il Presidente Emiliano ha dato massima disponibilità, Art.1-Mdp/Leu sarà disponibile ad assumere una responsabilità di Governo con l’indicazione del nome di Cosimo Borraccino con il quale si sta già lavorando per la costituzione del gruppo Liberi e Uguali in seno al Consiglio regionale.

Soffia forte il vento del cambiamento...da queste parti più di qualcuno avrebbe da obiettare.  Qui dove quando il vento, quello vero, soffia da nord, i cittadini del quartiere tamburi devono tapparsi in casa con le finestre chiuse, ai bambini non è permesso di giocare e a volte neanche di esercitare il diritto di andare a scuola. Perché il vento fa volare le polveri dell’Ilva che sono pericolose e dannose per la salute.

Siamo a Taranto, la città dove tutto cambia perché non cambi mai niente, la città dei ritornelli, sempre gli stessi... ambiente, lavoro, ambiente, lavoro, lavoro. Non è piacevole ripetersi, che poi è anche vero che a Taranto il mare è il più trasparente del mondo e i tramonti belli da togliere il fiato, ma così è...  

Ecco di seguito la comunicazione con cui l’Arpa Puglia comunica i Wind Day previsti anche per domani e giovedì. Ah questa tramontana ...

Previsto wind day il giorno 27 settembre 2018

Ai sensi del Piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell'aria nel quartiere Tamburi (TA) per gli inquinanti PM10 e benzo(a)pirene, approvato con DGR n. 1944 del 2/10/2012, e dei connessi adempimenti previsti a carico delle Aziende interessate, si comunica che in data 27/09/2018 è previsto un "wind-day".

NB: Questa comunicazione potrà essere soggetta a revoca, come da procedura interna, sulla base delle previsioni più affidabili a +48 ore.

25/09/18

Previsto wind day il giorno 26 settembre 2018

Ai sensi del Piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell'aria nel quartiere Tamburi (TA) per gli inquinanti PM10 e benzo(a)pirene, approvato con DGR n. 1944 del 2/10/2012, e dei connessi adempimenti previsti a carico delle Aziende interessate, si comunica che in data 26/09/2018 è previsto un "wind-day".

 

 

 

I lavoratori del Gruppo Ilva, approvano a larghissima maggioranza, con il 93%, l'ipotesi di accordo sottoscritta lo scorso 6 settembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico, tra le organizzazioni sindacali e l'acquirente Arcelor-Mittal" Lo affermano Fim, Fiom e Uilm in una nota congiunta. Nel gruppo i Sì sono stati 8.255 (92,82%) i contrari 596 (6,70%), 43 (0,48%) gli astenuti.
Ma vediamo il dettaglio com’è andata secondo quanto riferisce l’agenzia ANSA.
Come dicevamo Taranto si è espresso a favore dell’accordo il 94% dei votanti.
I lavoratori dello stabilimento di Cornigliano (Genova) del gruppo Ilva hanno approvato l'accordo con Arcelor Mittal con più del 90% . Dei 1.474 aventi diritto, hanno votato in 1123. I voti favorevoli sono stati 1012 (90,1%), i contrari 99 (8,8%), le schede nulle 12. 
I lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure del gruppo Ilva hanno approvato l'accordo con Arcelor Mittal con quasi il 90% dei si. Lo comunicano fonti sindacali. Nello stabilimento più innovativo del gruppo, dei 730 aventi diritto, hanno votato in 510. I voti favorevoli sono stati 456 (89,4%), i contrari 52 (10,2%), le schede nulle 2.
I lavoratori dello stabilimento di Marghera (Venezia) del gruppo Ilva hanno approvato l'accordo con Arcelor Mittal con il 63% di si. Lo comunicano fonti sindacali. Dei 68 aventi diritto, hanno votato 52. I voti favorevoli sono stati 33 (63%), i contrari 18 (35%), le schede nulle 1.
Fiom Genova, intanto fa sapere che senza tavolo il 24 settembre in piazza - "Ora bisogna dare seguito a ciò che si è scritto nell'accordo nazionale su Genova, vale a dire che tutti i firmatari dell'Accordo di Programma devono essere convocati intorno ad un tavolo entro il 30 settembre". Il segretario genovese Bruno Manganaro plaude al risultato del referendum che ha visto il 90% dei lavoratori genovesi dire sì all'accordo tra sindacati ed Arcelor Mittal ma nel contempo avverte il Governo. "Il 30 settembre scade la Cassa integrazione e i lavori di pubblica utilità a essa collegati - ha sottolineato Manganaro - e il rischio che il 1 ottobre i lavoratori dell'Ilva di Genova non abbiano l'ammortizzatore sociale e l'integrazione al reddito è una pericolosa realtà -. Per questo attendiamo fino al 23 settembre per una convocazione ma se non arriverà dal 24 settembre partirà la mobilitazione con la determinazione che ci contraddistingue. Il Governo deve sapere che sta scherzando con il fuoco".
"Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto, anche i lavoratori approvano l'intesa" affermano i sindacati in una nota. Dopo 6 anni dal sequestro dell'area a caldo, 12 decreti salva Ilva e decine di scioperi, con l'approvazione dell'accordo da parte dei lavoratori, si chiude una delle vertenze più complesse del nostro Paese. L'intesa raggiunta complessivamente porta in dote 4,2 miliardi di investimenti per il rilancio del siderurgico, 1,25 miliardi industriali, 1,15 miliardi ambientali a cui si sommano 1,2 miliardi sequestrati ai Riva per le bonifiche e l'ambiente. "Risorse - affermano Marco Bentivogli, segretario generale Fim-Cisl, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Rocco Palombella, segretario generale Uilm-UIl in una nota congiunta - che serviranno a rendere sicuro, sostenibile ambientalmente competitivo il sito tarantino, con un AIA l'autorizzazione integrata ambientale per il sito ionico, tra le più restrittive d'Europa". "Ora compito delle organizzazioni sindacali - aggiungono i tre segretari generali - sarà monitorare l'andamento dei lavori ambientali e di messa in sicurezza dei siti, a partire da Taranto, e il rispetto dei tempi di attuazione del piano per arrivare nel più breve tempo possibile alla piena occupazione. E' necessario, inoltre, dare seguito all'impegno per la convocazione del tavolo sull'accordo di programma di Genova"

Contro la domanda di concessione del molo polisettoriale del porto di Taranto da parte dei turchi di Yilport sono arrivate le osservazioni di altre societa'. Come riferisce l’agenzia AGI Sono state inoltrate alla scadenza dei termini per il loro deposito, a conclusione dei 40 giorni - scattati ad inizio luglio e previsti dalla procedura - nei quali la domanda di concessione di Yilport e' stata pubblicata. Si tratta, nello specifico, delle osservazioni di Italcave e delle osservazioni-opposizione da parte di Set. Il primo e' un gruppo di Taranto che gia' altre volte ha cercato di insediarsi sulla banchina e sulle aree del molo polisettoriale e che in passato ha anche prodotto ricorsi al Tar contro l'Autorita' portuale di Taranto. La seconda, invece, e' una societa' alla quale e' interessato Giuseppe Guacci, gia' presidente dell'Autorita' portuale di Taranto negli anni passati, e che ultimamente aveva fatto istanza in cordata per ottenere una parte della banchina del molo. Il porto e' una delle principali attivita' attraverso le quali si vuole rilanciare l'economia di Taranto alle prese con la congiuntura Ilva.
Adesso si apprende da fonti dell’Autorita’ portuale di Taranto "se non ci sono domande concorrenti, si avvia l'istruttoria finale sulla domanda di Yilport con valutazione anche delle osservazioni ed opposizioni. Alla fine, la proposta della commissione dell'Authority va al comitato di gestione, del quale fanno parte anche Capitaneria di porto, Regione Puglia e Comune di Taranto, per la decisione finale. Dovremmo chiudere in 20-30 giorni". Tocca infatti al comitato di gestione dell'Authority deliberare in merito al rilascio della concessione. Yilport, di nazionalita' turca, tredicesimo operatore mondiale, ha infatti chiesto tutta la banchina del molo polisettoriale - sottoposto negli ultimi anni a lavori di ammodernamento - e le aree retrostanti con l'obiettivo di rilanciare e riposizionare sul mercato quella che e' la piu' importante infrastruttura del porto di Taranto. Che, costruita negli anni '70-80, dagli inizi del 2000 e sino a fine 2014 e' stata utilizzata dalla societa' Taranto container terminal partecipata dalla compagnia Evergreen che l'ha soprattutto utilizzata per sbarco e imbarco di container. Yilport ha annunciato di voler ripristinare il traffico container - che dopo l'abbandono di Evergreen si e' difatto azzerato nel porto di Taranto - ed effettuare, inoltre, una serie di altre attivita'. Yilport ricollochera' gradualmente al lavoro i circa 400 addetti ex Tct ora in carico all'Agenzia del lavoro portuale. Il piano dei turchi e' stato giudicato interessante dall'Autorita portuale che per questo motivo, essendosi fatto avanti un operatore dal profilo internazionale che ha chiesto in concessione tutta la banchina e non una parte di essa, ha stoppato le altre domande di concessione che, sempre per il molo polisettoriale, erano giunte nei mesi scorsi. Le osservazioni-opposizioni inoltrate all'Authority sono ammesse dalla procedura in materia. Non e' pero' escluso - il porto di Taranto non e' nuovo a casi del genere - che possano esserci anche successivi ricorsi al Tar contro i successivi provvedimenti dell'Autorita' portuale. Per molti anni a servizio delle principali industrie del territorio a partire da Ilva, il porto di Taranto negli ultimi anni ha accusato un doppio calo: quello derivante dalla minore attivita' della stessa Ilva, a seguito delle vicende giudiziarie e ambientali, e quello generato dalla scomparsa del traffico container essendo stata messa in liquidazione nel 2015 la societa' partecipata da Evergreen. Contestualmente, pero', grazie a finanziamenti pubblici sono stati avviati diversi cantieri relativi ad opere di ammodernamento del porto e questo ne fa ora un insediamento competitivo nel Mediterraneo. L'arrivo dei turchi di Yilport dovrebbe segnare l'avvio dell'atteso rilancio.

L’avvocato Egidio Albanese è il nuovo amministratore unico del Consorzio provinciale trasporti di Taranto. È giunta così a conclusione una vicenda assai tormentata caratterizzata da rinvii e contrapposizioni.
A esprimersi in favore dell’avvocato Albanese sono stati i sindaci dei comuni di Carosino, Faggiano, Grottaglie, Laterza, Lizzano, Massafra, Montemesola, Palagianello, Palagiano, San Giorgio Jonico, San Marzano, Torricella. Il Comune di Taranto si è astenuto.
Professionista di alto profilo, Egidio Albanese è entrato in Avvocatura giovanissimo è stato avvocato dell’Ilva e la sua brillante attività di penalista è stata rivolta prevalentemente alla difesa dei cosiddetti “colletti bianchi”. Ha ricoperto diversi incarichi tra cui quello di presidente dell’Ordine degli avvocati confermato più volte, attualmente è presidente della Camera penale di Taranto.

Torna a parlare di ambiente e lo fa usando toni fortemente preoccupati l’arcivescovo di Taranto che si pone al centro della questione con spirito critico, com'è nel suo stile.
“Non lascia sereni il permanere dell'immunita' penale, estesa ora a chi gestira' lo stabilimento".  dice infatti mons.Santoro attraverso un documento della Commissione per la custodia del Creato, messo a punto in occasione della relativa giornata. Commentando l'intesa sull'Ilva raggiunta lo scorso 6 settembre al Mise tra Arcelor Mittal e sindacati metalmeccanici, la commissione dell'Arcidiocesi di Taranto, pur apprezzando che si "libera dalle incertezze" lo scenario, con riferimento alla tutela dei posti di lavoro, sostiene infatti che e' "immutato il timore che nulla possa cambiare sul piano della salvaguardia della salute e dell'ambiente. In particolare, si sottolinea, l'intesa in questione "non offre motivo di tranquillita' l'assenza di sanzioni pecuniarie nel caso di mancata osservazione delle prescrizioni nei termini previsti, come l'assenza di rassicurazioni in merito alle polveri diffuse, pericolose quanto le convogliate. Vorremmo poterci fidare di chi produce - dice la commissione dell'Arcidiocesi - e per questo chiediamo una sorveglianza vigile da parte degli enti preposti. Troppe giovani vite spezzate, troppo dolore inconsolabile ci circonda. Non vorremmo certo continuare a registrare i tristi primati per i quali il nostro territorio e' conosciuto nel mondo".
“Dal punto di vista strettamente sanitario - prosegue la commissione - raccogliamo con preoccupazione le osservazioni di Ordine medici Taranto, Isde Massafra, Fimp Taranto e TarantoRicercaFuturo in merito ai miglioramenti al piano ambientale proposti da Arcelor Mittal" (Isde e' la sigla dell'associazione medici per l'ambiente e Fimp e' la federazione medica di categoria che raggruppa i pediatri).Secondo la commissione dell'Arcidiocesi di Taranto, "la valutazione del danno sanitario secondo i criteri del 24 aprile 2013 non e' motivo di rassicurazione per il fatto che vengono valutati i danni alla vita e alla salute gia' verificatisi a seguito dell'attivita' produttiva. Sarebbe auspicabile, invece, produrre in via preliminare una valutazione di impatto sanitario. Sbarazzare il campo da queste incertezze - si sostiene - significherebbe rasserenare gli animi e riaprire quel dialogo tra istituzioni e cittadini che ha subito negli ultimi giorni una brusca battuta d'arresto". Per la commissione dell'Arcidiocesi di Taranto, "questo e' il tempo prezioso della concretezza e del coraggio". In vista della conferenza internazionale di dicembre in Polonia COP24 si esprime l'auspicio che Taranto, da "simbolo di un obsoleto modello produttivo che sta "ammalando" il pianeta", diventi "il luogo nel quale si gioca la credibilita' di chi ha sottoscritto a Parigi nel 2015 impegni cogenti di salvaguardia ambientale".
“A Katovice - si afferma - potrebbero essere proposte misure ancora piu' restrittive, con l'adozione di pratiche produttive meno impattanti sulla salute delle persone. Quello che auspichiamo per il nostro territorio e' che finalmente il "progresso" giunga anche dalle nostre parti perche' ci pare improbabile poter continuare a "chiudere le finestre" d'estate un po' perche' c'e' vento, un po' perche' un temporale mette in crisi i processi produttivi e non solo del comparto dell'acciaio", si evidenzia in riferimento al fenomeno del Wind Day che colpisce il quartiere Tamburi di Taranto, vicinissimo all'Ilva. Si tratta del fenomeno che vede le polveri minerali stoccate all'aperto nel parco materie prime dell'acciaieria, sollevarsi e inondare strade e case del rione Tamburi ogni qualvolta il vento soffia con intensita'. "Uniti al nostro arcivescovo" Filippo Santoro, conclude la commissione custodia del creato dell'Arcidiocesi di Taranto, vogliamo continuare a lavorare intensamente, insieme a tutte le forze positive del nostro territorio, "poiche' sappiamo che le cose possono cambiare". Dipende solo da noi e dalle nostre scelte".

Il vice premier nonché ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha proprio deciso di indisporre i tarantini. Indossando i panni molto poco credibili del “ salvatore” e nella speranza di riconquistare la fiducia di quella consistente parte di cittadini che alle politiche ha votato Cinque Stelle e ora considera l’accordo per la vendita dell’Ilva ad Arcelor Mittal un atto di alto tradimento nei confronti degli elettori, il vice premier pentastellato si esibisce in dichiarazioni che sono tutto un “Taranto ha bisogno di questo, per Taranto farò quest’altro, Taranto merita di qua, Taranto merita di la’” ....
Dichiarazioni quelle rilasciate ad ogni pie’ sospinto da Di Maio che non solo appaiono tardivi e scomposti tentativi di riparazione nonché malcelata espressione di una certa coda di paglia, ma sono costellate da gaffe di fronte alle quali viene proprio da chiedersi se il leader grillino “ci è o ci fa”.
L’ultimo scivolone mediatico è avvenuto in diretta televisiva, martedì sera, durante la trasmissione condotta da Bianca Berlinguer “Carta bianca” su Raitre.
Partendo dalla sua bellezza e dai reperti archeologici e bla, bla,bla Di Maio ha dichiarato testualmente che “Taranto non ha musei degni della Magna Grecia”.
Immediata è arrivata la replica della direttrice del MarTa Eva Degl’Innocenti che in un tweet scrive “Egregio Ministro, sarei onorata di poterLa accogliere nel museo archeologico più importante della Magna Grecia con sede a
Taranto, uno dei musei archeologici più importanti mondo”.

Il primo contraccolpo arriva in Consiglio comunale, L’ avamposto operativo di chi governa, il luogo d’incontro più vicino tra eletti ed elettori, quello in cui il cittadino può mettere il naso con più facilità e dire a chi lo rappresenta quello che pensa del suo operato guardandolo dritto negli occhi. Ecco perché Massimo Battista, operaio Ilva, già portavoce del Movimento Liberi e Pensanti ha deciso di lasciare i Cinque Stelle e di proclamarsi Indipendente. Restando nel Movimento, quello sguardo, lo sguardo dei suoi elettori, non sarebbe riuscito a sostenerlo. Quella che racconta è la storia di un Movimento in cui le decisioni vengono prese dall’alto senza coinvolgere la base che, come in questo caso, è stata messa al corrente della chiusura dell’accordo con Arcelor Mittal per la vendita dell’Ilva solo a fatto compiuto.
Di tenore opposto è la posizione assunta dall’altro consigliere grillino, Francesco Nevoli che dopo aver letto e riflettuto sul parere dell’Avvocatura dello Stato circa la legittimità della gara si è convinto del fatto che Di Maio non avesse altra strada se non quella di firmare, e ha quindi deciso di rimanere al suo posto "Andiamo avanti!".
Sono come si vede posizioni diametralmente diverse quelle assunte dai due consiglieri che rappresentano un po’ la sintesi di come il Movimento si presenta oggi, non più quel blocco granitico determinato e allergico a qualsiasi tipo di compromesso che era in origine ma frammentario e confuso. E come è accaduto ai tanti che su questo caso ci hanno lasciato le penne anche per i Cinque Stelle quello dell’Ilva rischia di trasformarsi in un insuperabile banco di prova.


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