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Ogni anno in Italia vengono diagnosticati tra 29.500 e 32.500 nuovi casi di epilessia: una persona ogni 17 minuti scopre di soffrire di questa malattia neurologica caratterizzata da crisi con episodi di perdita di coscienza, alterazioni motorie e sensoriali, caduta o stato di assenza che possono manifestarsi a qualunque età ma, in oltre il 60% dei casi, l’esordio avviene in età pediatrica.

L’epilessia interessa migliaia di bambini, infatti, soprattutto nel primo anno di vita: la morte improvvisa senza causa apparente colpisce i piccoli malati prevalentemente durante il sonno.

Un fenomeno finora sottovalutato al quale, con lo slogan “per combattere l’epilessia bisogna parlare di epilessia”, quest’anno è dedicata la popolare campagna sensibilizzazione “Trenta Ore per la Vita” che intende sostenere la ricerca di una diagnosi e di una cura più efficace per i bambini con epilessia.

Dopo essere stata ospitata nello scorso ottobre sulle reti RAI e su LA7, la campagna proseguirà fino al prossimo aprile, con varie iniziative sul territorio nazionale promosse dalle associazioni beneficiarie. Testimonial della campagna e socio fondatore della “Associazione Trenta Ore per la Vita onlus” è Lorella Cuccarini.

 

A Manduria, città in provincia di Taranto, l’Associazione di volontariato E.P.P.I. (Epilessia Puglia Progetto per l’Integrazione), l’unica del territorio ad affrontare da oltre tre anni questa problematica, ha aderito alla campagna organizzando una cena di beneficenza per raccogliere fondi per “Trenta Ore per la Vita”.

“Sapori d’autunno” sarà una cena particolarissima con un menu salutistico “a sorpresa”, che si terrà alle ore 20.00 di sabato 18 novembre, presso il refettorio del Convento di Sant’Antonio a Manduria (info 3478287256 – 3924827244), location resa disponibile dai Frati francescani di San Francesco di Manduria.

“Sapori d’autunno” è realizzata da E.P.P.I. in collaborazione con altre associazioni locali, tra le quali NUTRACIA del Dottor Domenico Colapinto, e il Gruppo Scout M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) della Chiesa Matrice di S.S. Trinità di Manduria, ed è un progetto ammesso all’Invito 2017 Proposte in collaborazione con il CSV Taranto.

                                

Annunciando l’iniziativa Monica Martina, presidente di E.P.P.I., ha spiegato che «quest’anno “Trenta Ore per la Vita” intende finanziare lo start-up di due progetti molto importanti di ricerca clinica applicata, proposto dalla Federazione Italiana Epilessie (FIE), e di videodiagnostica, proposto dalla Fondazione Bambino Gesù di Roma, per migliorare la qualità di vita dei bambini malati di epilessia e per garantire loro le migliori cure possibili».

 

Il progetto “La cura dell’epilessia inizia con la diagnosi”, presentato dalla FIE, intende mappare il DNA di 350 bambini con epilessia sarà quindi possibile acquisire una diagnosi molecolare certa e iniziare a trattare i pazienti con le terapie più appropriate, ovvero “su misura”, a seconda delle caratteristiche specifiche di ciascuno.

Il progetto presentato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha come obiettivo garantire, attraverso l’acquisto di due nuovi macchinari, il monitoraggio video-EEG di tutti i piccoli malati di epilessia in cura per permettere una diagnosi precoce e la migliore cura possibile.

 

 

 

 

Lo spettacolo del “CARILLON VIVENTE”, nato dalla fantasia e dall’ingegno dell’Artista ravennate Mauro Grassi, passando dalla Puglia il 15 Dicembre a Bari, chiuderà il “Tour Natale 2017” a Madrid partecipando da protagonista all’evento internazionale più popolare della Spagna: “LA CABALGATA DE REYES MAGOS”.

Con la regia del management di Giuseppe Fornaro, Amministratore di “Solo Artisti Esclusivi”, la Compagnia Italento si appresta ad affrontare un tour natalizio ricco di appuntamenti davvero importanti che copriranno l’intero territorio nazionale e non solo: Orange (Francia), Firenze, La Spezia, Chiavari, Torino, Napoli, Pescara, Brescia, Bari, Cosenza, Catanzaro, San Casciano dei Bagni (SI), Cesena, Cecina (LI), Lugo (RA), Isola d’Elba, Montegrotto Terme (PD) Abano Terme (PD, Bard (AO), Pomezia (RM), Anguillara Sabazia (RM), Borgomanero (NO), Aversa (CE) e tante altre località per oltre 40 spettacoli in calendario.

“Non poteva esserci occasione migliore per concludere il tour del Carillon Vivente se non quella della Cabalgata de Los Reyes Magos a Madrid”, afferma Mauro Grassi, “un evento di caratura internazionale, tra i più celebri del periodo natalizio spagnolo, capace di attrarre gente da ogni dove. Uno spettacolo unico, che ogni anno richiama milioni di persone e trasmette una felicità contagiosa”

Il 5 gennaio 2018 – giorno in cui si festeggia l’Epifania a Madrid – la Compagnia Italento volerà nella capitale spagnola con lo spettacolo che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Il Carillon Vivente si esibirà insieme a carri colorati e pieni di luci, oltre che al fianco di artisti straordinari di caratura internazionale.

L’occasione è di quelle speciali perché la “Cabalgata de Los Reyes Magos” è tra le manifestazioni più attese in Spagna, ancor più del Natale. I sorrisi, i colori, le luminarie e le musiche rendono l’atmosfera magica, specie per i bambini.

Quest’anno i Re Magi, che arriveranno percorrendo le strade a dorso di cammello carichi di doni e accompagnati dai paggi reali, saranno affiancati dal pianista settecentesco ravennate, che accompagnerà al piano, munito di ruote e motore, l’eterea ballerina Enrica Linlaud sulle punte e in tutù. 

Il Carillon Vivente è già stato protagonista in Puglia nelle Città di Taranto, Ostuni, Galatina, Brindisi, Andria, Martina Franca, Gravina, Mesagne e numerosi eventi tra cui la “Notte della Cultura”.

 

Un'intera giornata in cui Taranto ricorderà il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a 35 anni dalla sua morte, il suo grande senso dello Stato, l'esempio che ha lasciato alle nuove generazioni.

 

Al Teatro Orfeo, oggi 13 novembre, si svolgeranno due iniziative, curate entrambe dal regista ed attore Alfredo Traversa. L'appuntamento è al mattino, alle ore 10.30, con una prima parte dedicata alle scuole. Sarà portato in scena "Memo e il generale", tratto dal testo di Cristiano Gatti, con Alfredo Traversa e Federico Passariello jr, Amando Cavallo, aiuto regia Antonella Fanigliulo, a cura di Alfredo Traversa. Dopo lo spettacolo, alle ore 11.40, si svolgerà il dibattito con gli studenti. Interverranno il colonnello Andrea Intermite, comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, l'assessore comunale alla cultura, già procuratore capo della Repubblica di Taranto Franco Sebastio, il docente Vincenzo Basile, fratello del capitano Emanuele Basile. Saranno presenti alcuni soci dell'associazione Libera, che si occupa di contrasto alle mafie. Nell'evento, sarà presente anche un'esposizione di divise storiche, a cura dell'Associazione nazionale carabinieri.

In serata, alle ore 21, sarà riproposta l'interpretazione, in forma recitata, del testo di Cristiano Gatti che, presente a Taranto, dialogherà, poi, con il pubblico e racconterà il suo lavoro su Dalla Chiesa.

 

Con questo nuovo impegno, Alfredo Traversa ci porterà non solo nel cuore della incredibile vicenda accaduta nell’estate del 1982 (dopo i Mondiali di calcio vinti dall’Italia) ma soprattutto ci porterà all’interno di una ‘classe di studenti’ nella quale il rapporto professore-allievo trova, nella vicenda del generale, la chiave di volta per scelte fondamentali per la vita di ciascuno di noi.

E’ un’opera che affascina e forse va contro corrente. Si cercano e si dibatte sui valori da perseguire nella vita, quelli non legati al contingente. Può un ragazzo comprendere e sentire sue le vicissitudini accadute ad un adulto di nome Carlo Alberto Dalla Chiesa? E’ possibile capire come la mafia sia soprattutto un modo di vivere ben preciso che può annidarsi anche nelle Istituzioni e tra persone lontane, a prima vista, da un mondo fatto di lupare ed assassinii? Quanto amore e passione verso gli altri può esserci in un lavoro come quello del carabiniere? Quanto amore e passione verso gli altri bisogna avere nella vita per essere sempre testimoni diumanità?", dichiara Traversa.

 

Nando Dalla Chiesa, figlio di Carlo Alberto, è in contatto con i promotori dell'iniziativa e - a proposito dell'opera dedicata al padre - ha espresso parole di ringraziamento.

 

"Memo e il generale" racconta un'Italia fatta di contrasti. E’, infatti, l’estate della vittoria dei Mondiali in Spagna. Mentre l’Italia vive la sua stagione di travolgente euforia, due storie lontane s’intrecciano casualmente nella vita e nei pensieri di un giovane professore di montagna. Proprio in quel periodo, il protagonista sta seguendo con passione civile e coinvolgimento morale la disperata missione del generale Dalla Chiesa in Sicilia. Nel frattempo, sta cercando di convincere Memo, l’alunno dall’intelligenza viva e aperta, a non abbandonare gli studi, come gli viene richiesto dal padre e dai costumi secolari della sua terra. L’insegnante, ormai prossimo alla pensione, rivive il singolare incrocio che anni prima si creò tra i fatti della grande cronaca e le scelte nel suo mondo piccolo, tra il leggendario Generale e l’adolescente Memo, tra una vita spesa bene e una vita ancora tutta da costruire. Nella certezza che un filo invisibile e sottile, ma più forte della barbarie e del cinismo, le ha legate indissolubilmente per sempre.

 

 

Cristiano Gatti, laureato in economia, vive a Bergamo, dove ha iniziato la sua carriera al Giornale di Bergamo. Successivamente passa al Giorno, dove diventa inviato speciale. Dal 1994 al 2015, è inviato e opinionista de 'Il Giornale': si occupa, in particolare, di attualità, cronaca e costume. Attualmente scrive sul "Corriere della sera". Nel corso della sua carriera, ha collaborato con diverse testate nazionali (Europeo e Gente) e locali (L'Eco di Bergamo). Ha scritto tre romanzi: La grande idea (2003), L'amore sublime (2005), Memo e il generale (2009), tutti pubblicati da Prima Pagina Edizioni. Ha vinto diversi premi giornalistici. È inoltre opinionista del mensile 'Tuttobici'. Premi: - Premio Gruppo lombardo giornalisti sportivi "Gino Palumbo", Milano 2012; - Premio Piedicastello Letterario e Giornalistico Internazionale (sezione servizi giornalistici) per l'articolo "Morte in classe", quotidiano "il Giornale", Guardalfiera, 29 novembre 2003; - Premio di Giornalismo Sportivo "Gualtiero Zanetti", Vescovato.

 

 

In un’atmosfera festosa, il giorno 6 novembre, sono stati consegnati all’Istituto Comprensivo “Renato Moro” di Taranto i certificati Cambridge Young Learners: Starters e Flyers, a circa 40 studenti di scuola primaria (5^ classe) e secondaria di 1° grado (2^ e 3^ classe) per l’anno scolastico 2016-2017.

A fare gli onori di casa la Dirigente Scolastica, dott.ssa Loredana Bucci, e le docenti tutor dei corsi “Starters”  e “ Movers” , Michela Leandro e Nicla Miceli per la scuola primaria, Annarita De Santis e Gabriella Morgese, docenti tutor dei corsi “Flyers” e Ket” per la scuola secondaria di I grado insieme alla docente referente del dipartimento di lingue Francesca Basile e ai collaboratori della Dirigente: Lucia Chiefa, Urso Lorenzo e Lucia Renò. Presenti il dott. Cosimo Abatematteo, direttore del Language Institute Consultant “Accènto” di Martina Franca e la dott.ssa Daniela Cervellera, responsabile esami Cambridge.

Una serata ricca di gioia e soddisfazioni nell’istituto comprensivo ­- si diceva - per tanti ragazzi e ragazze impegnati nel perfezionamento, ciascuno al proprio livello, della lingua inglese in piena sintonia con il profilo culturale della “Moro” (Cambridge Preparation Centre)  sancito nella ricca offerta formativa che mira a dotare gli studenti di competenze valide per l’intera vita, come richiesto peraltro dall’agenda europea, nella quale le language skills occupano un posto rilevante.

Ha presentato brillantemente la serata Giammarco Sion, studente della Leonida e diplomato Ket. Le studentesse Mariavittoria Lovallo (Scuola primaria) e Claudia Sansonetti (Scuola secondaria) hanno illustrato in un inglese pressoché perfetto la loro esperienza di studentesse Cambridge ed il cammino percorso per raggiungere le competenze attuali, dal writing al listening, nell’ambito del Quadro Comune Europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue.

Nel suo intervento, dopo un primo intervallo musicale curato dalla prof.ssa Dora Marangi (anche gli inni italiano ed inglese nel corso della serata), la dirigente Loredana Bucci ha ricordato l’impegno della scuola, e suo personale, nei cinque anni di vita dell’istituto comprensivo per la diffusione e il perfezionamento della lingua inglese che vedono il loro compimento annuale (anche se per molti studenti si tratta solo del primo step) nell’esame conclusivo Ket e Young Learners (Starter, Movers e Flyers). I ragazzi della “Moro” hanno tagliato il traguardo raggiungendo punteggi così alti da certificare competenze superiori al livello dell’esame stesso. Il merito deve essere attribuito, oltre che all’impegno degli studenti, alla bravura dei docenti madre lingua, Rosaleen Duffy, Nadia Alavi e Kevin Byrne e delle docenti tutor della “Moro” già ricordate a cui va aggiunta la prof.ssa Levato oggi in pensione. Il legittimo orgoglio manifestato dalla dirigente per i risultati brillanti conseguiti dai suoi ragazzi ha quindi solide fondamenta e trova ampia motivazione nella partecipazione di tutti, studenti, docenti tutor,  esperti madre lingua, senza trascurare le famiglie preziose alleate della scuola. Peraltro, è questo un momento cruciale per la lingua inglese nelle scuole italiane, come attesta (la dirigente lo ha ricordato sottolineandola) la novità della prova Invalsi di Inglese prevista sia per le classi quinte della Scuola Primaria sia per tutte le scuole del 1° ciclo, nel contesto delle tre prove d’ora innanzi non più oggetto di esame specifico nel corso dell’esame conclusivo del 1° ciclo a giugno, ma prologo indispensabile per la partecipazione all’esame stesso. La dirigente ha ricordato quanto la sua scuola miri allo sviluppo ininterrotto della lingua inglese, facendone un perno dell’impianto curricolare della “Moro”..

Ha poi preso la parola il dott. Abatematteo, direttore del Language Institute “Accènto”, che ha sottolineato l‘importanza e la proficuità della collaborazione – da tempo avviata - del suo istituto con la “Moro”: una collaborazione a tutto campo destinata a rafforzarsi nel tempo e a produrre novità in ambito didattico, anche curricolare. La storia stessa dell’istituto di Martina Franca e delle molteplici iniziative linguistiche pluriennali è garanzia di un percorso importante e passibile di nuovi sviluppi.

Infine, il lungo momento delle premiazioni: attestati per tutti, sorrisi, tanti applausi, foto singole e di gruppo e grande soddisfazione di genitori e parenti presenti in una serata bella nella sua semplicità che ha visto protagonisti tanti studenti della “Moro”.

 

 

 

 

La questione Ilva tiene banco in Italia  e all’estero. Alla vigilia del nuovo confronto presso il Ministero dello Sviluppo economico sui contenuti del Pianto Industriale dell’acquirente Am InvestCo, dal mondo politico e sindacale arrivano messaggi, ammonimenti, richieste e proposte che dovranno necessariamente entrare a far parte della trattativa.

A scendere in campo con una richiesta specifica che riguarda lo stabilimento tarantino è la Fiom Cgil. Il sindacato mette in evidenza una delle tante situazioni esplosive sotto il profilo ambientale, quella dell’amianto. Al momento la quantità da smaltire è pari a ben 3750 tonnellate, a fronte delle 1750 già eliminate. La Fiom ritiene improcrastinabile che si proceda subito. Durante l’incontro romano di domani chiederà la modifica dell’art 13 del Dpcm che prevede che lo smaltimento avvenga entro il 23 agosto del 2023 e la contestuale apertura di un tavolo tecnico specifico che prenda in esame la problematica.

Sul fronte della trattativa che si sta sviluppando su vari piani, va segnalato che Cgil,Cisl e Uil hanno giudicato positivo il confronto avviato con il viceministro dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova.

Intanto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano è tornato a parlare di decarbonizzazione e quindi di Ilva in occasione del forum internazionale sul cambiamento climatico a Bonn, in Germania.

 

“Senza decarbonizzazione dell’Ilva non ha alcun senso la strategia energetica nazionale che è stata presentata dal governo giorni fa- ha detto Emiliano- è bene che tutti sappiano che l’Ilva di Taranto e la centrale Enel di Cerano, entrambe localizzate in Puglia, rappresentano il 90 per cento della produione  carbone italiana. Ed è per questo che la Regione Puglia incalzerà senza sosta il Governo nazionale per essere coerente tra ciò che dice e ciò che fa. Il processo di de carbonizzazione di Ilva è centrale di cerano- ha sottolineato il presidente della Regione Puglia è concreto e realizzabile grazie all’arrivo in Puglia di enormi quantitativi di gas. Di fronte a queste evidenze adesso bisogna agire.”  

Il black-out all'Eni, con conseguente accensione delle torce, e lo stato di apprensione che tale episodio ha scatenato nella cittadinanza ha indotto i Genitori Tarantini ha puntare l'attenzione sulla sicurezza della città. Una sicurezza costantemente minacciata dal rischio di incidenti di fronte ai quali i cittadini non saprebbero come comportarsi. Da questa constatazione è nata la decisione di chiedere un incontro al prefetto, Nella lettera che di seguito pubblichiamo il Genitori Tarantini esprimono tutta la loro preoccupazione

Signor Prefetto,
anche  i tarantini hanno vissuto nella paura. L'angoscia del vivere che caratterizza l'essere umano in quanto essere mortale, a Taranto raggiunge sempre più spesso contorni inquietanti. La vita nostra e dei nostri figli non è minacciata solo dall'Ilva, vista la presenza nel nostro territorio di numerose discariche e almeno 5 inceneritori. La nostra salute è continuamente messa a repentaglio da qualcosa; tuttavia, oggi la nostra consapevolezza ha raggiunto una dimensione nuova. Da tempo ci siamo resi conto che le aziende presenti sul nostro territorio, già pericolose se prese singolarmente, sarebbero letali in caso di incidente rilevante, qualcosa che si avvicinerebbe molto ad una catastrofe. Giusto oggi, per le strade della città insegne luminose ci avvisavano che a poca distanza dal centro cittadino si viveva un'emergenza. Crediamo che tutti in queste ultime ore ci siamo sentiti impreparati, totalmente ignari di cosa fare per proteggere le nostre famiglie e noi stessi. Ancora una volta il destino ci ha graziati, ma con senso di responsabilità' e di angoscia ci chiediamo: cosa succederebbe se vi fosse un incendio non prontamente domato? Cosa accadrebbe se con un pauroso quanto possibile effetto domino fossero coinvolti i numerosi depositi di greggio dell'Eni posti all'ingresso della città? Cosa accadrebbe se l'incendio coinvolgesse o anche derivasse dalle aziende vicine? Vorremmo essere informati sulle misure da tenere in caso di incidente rilevante. Chiediamo pertanto di poterla incontrare per essere istruiti sul piano di evacuazione in caso di incidente rilevante. Genitori tarantini

Decine di cittadini spaventati hanno letteralmente  tempestato di telefonate i centralini dei vigili del fuoco, delle forze dell'ordine e delle redazioni degli organi di informazione allarmati, questa mattina, dall'accensione contemporanea di tre torce dello stabilimento Eni con fiamme alte e denso fumo nero visibili anche a distanza di chilometri.
    L'accensione si verifica solitamente quando scattano i sistemi di emergenza e sicurezza per eventuali blocchi o mancanza di energia elettrica. E' stata allertata anche l'Arpa, agenzia regionale di protezione ambientale. A spiegare l'accaduto è stata l'Eni che ha diffuso una nota informando che  "a causa di un evento meteorico intenso questa mattina alle ore 9.15 circa si è verificata la totale interruzione dell'alimentazione elettrica della Raffineria di Taranto". Nella zona, infatti, si è abbattuto un forte temporale.

    "Il black out - spiega l'azienda - ha generato il blocco generale degli impianti e la conseguente attivazione dei sistemi di sicurezza, con conseguente accensione del sistema torce. Non si registrano danni né pericoli per l'ambiente, sono attualmente in corso le operazioni di verifica e ripristino del collegamento elettrico". 

Un lavoro di squadra che ha già prodotto un primo importante risutato, quello cioè di condividere un documento, di tracciare un solco, individuare un percorso che permetta finalmente di passare dalle parole ai fatti nell'impresa di rivitalizzare, riqualificare, far tornare a splendere la Città vecchia. Che è poi un atto doveroso, non più procrastinabile.

Sono 17 le sigle che aderiscono al tavolo che prende il nome di "Opera Prima" da cui nasce il documento che mette al centro  messa in sicurezza e infrastrutturazione essenziale, e  governance sul processo che da qui ai prossimi anni riguarderà il futuro della Città Vecchia e la strumentazione finanziaria.

 

Documento che oggi gli  aderenti al tavolo Taranto Opera Prima hanno inviato all’attenzione del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, all’assessore ai lavori pubblici Aurelio Di Paola ed all’assessore all’urbanistica SegioScarcia, dopo che nei giorni era stato dato l’annuncio della chiusura dell’iter di valutazione delle proposte sulla riqualificazione urbana dell’isola a valle del concorso di idee tenuto da Invitalia.

 

Si tratta della base essenziale di valutazione e progettazione per qualsiasi proposta – spiegano i referenti di ANCE Taranto, Assonautica, Casartigiani, C.L.A.A.I., CNA, Collegio dei Geometri e Geometri Laureati, Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, Confagricoltura, Confartigianato Imprese, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria, Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Ordine degli Ingegneri, UNSIC e UPALAP – e l’unica traccia su cui intendiamo impegnarci in assenza di un vero lavoro di confronto attorno a questi temi che meritavano una maggiore condivisione e partecipazione del tessuto economico e professionale tarantino.

 

Taranto Opera Prima parte dunque dall’analisi dell’attuale situazione e prova a dettare criteri generali per la valutazione della proposta che approderà al CIPE.

 

L’intento è quello di rispondere all’appello lanciato dal Comune ma anche quello, come nella mission di TOP, di offrire su questa opportunità e i suoi  elementi strategici e operativi, un punto di vista autonomo e radicalizzato sul territorio.

 

Siamo quelli che vivono la città e le sue problematiche da vicino per questo sin da ora ci candidiamo ad avere ruolo nella governance di questo processo, riportando finalmente a Taranto la regia dello sviluppo che ci appartiene – scrivono associazioni e ordini professionali.

 

I punti salienti del documento puntano sulla redazione di un progetto complessivo strategico di rilancio della città, partendo da una strategia di lungo periodo che fissi con decisione, le cose da fare, attribuisca ruoli e responsabilità, identifichi i soggetti e gli strumenti.

 

TOP chiede inoltre di conoscere con precisione la fattibilità e i modelli finanziari (pubblici, privati, misti) e le possibilità offerte dal Piano, in considerazione di risorse non inesauribili, per innescare altri processi di finanziamento.

 

Dunque non solo opere pubbliche ma anche una rete di attori ed una comunità attiva capace di amplificare gli effetti di questo processo.

 

In ultimo il documento di Taranto Opera Prima torna sulla fotografia attuale dei luoghi e specifica che nessuna strategia di rigenerazione può prescindere dalla preliminare rimozione delle situazioni di emergenza e degrado.

 

Fin qui la proposta, ma per le 17 sigle associative e professionali, anche in vista della costituzione di un governo territoriale sui processi di riqualificazione della città vecchia e dell’intero territorio comunale, auspicano che il metodo del confronto e della collaborazione - quello dalle stesse fatto proprio con la volontà di aggregare il proprio impegno e di parlare con un sola voce superando nell’interesse comune la diversità dei rispettivi sistemi di rappresentanza – possa divenire patrimonio comune di tutti ed elemento imprescindibile dell’azione pubblica dell’Amministrazione.

 

Il passaggio amministrativo in Comune, chiamato a fare sintesi delle proposte vincitrici ed esprimere il suo assenso al piano di interventi da candidare al CIPE per il finanziamento – si legge nella nota trasmessa da TOP all’amministrazione Melucci –poteva meglio essere svolto, andando al di là di un mero adempimento politico amministrativo ed aprendosi con maggiore chiarezza e ricchezza di contenuti alla città.

 

La compressione degli spazi di partecipazione si è poi accompagnata all’impossibilità di analisi ed approfondimento, essendo venuta a mancare una più compiuta e dettagliata informativa sulle proposte vincitrici – scrivono ancora le sigle di TOP - La documentazione osservabile, on line sulle pagine dedicate di Open Taranto e dal vivo per alcuni giorni al Castello Aragonese (solo alcune tavole ed un abstract per ciascuna proposta), non poteva di certo bastare per una piena comprensione di visioni, strategie, modelli di gestione ed interventi delle diverse proposte.

 

Con il piano, ad ogni modo, si aprono scenari decisivi nel quali sarà fondamentale costruire, tutti insieme, una rete locale di attori ed una comunità attiva in grado di dare le giuste gambe per affrontare, nel segno della partecipazione e della concertazione delle azioni, un cammino lungo e complesso, ma decisivo per il futuro di Taranto.

 

 Ecco di seguito i 17 componenti di "Opera Prima"

ANCE Taranto

Assonautica Taranto

Casartigiani Taranto

C.L.A.A.I. Puglia delegazione Taranto e Brindisi

CNA Taranto

Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Taranto

Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della Provincia di Taranto

Confagricoltura Taranto

Confartigianato Imprese Taranto

Confcommercio Taranto

Confcooperative Taranto

Confesercenti Taranto

Confindustria Taranto

Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Taranto

Ordine degli Ingegneri della Provincia di Taranto

UNSIC Taranto

 

UPALAP Taranto

Avrebbero vessato un assicuratore di Massafra le due persone (C.G. di 50 anni e G.A. di 60 anni) che i finanzieri del Gruppo di Taranto hanno tratto in arresto con l’accusa di usura ed estorsione. Gli indagati avrebbero praticato un interesse annuo variabile dal 1800% al 3600%  facendo intendere al malcapitato che in caso di mancato pagamento la vittima sarebbe stata oggetto di ritorsioni anche violente. Le minacce sarebbe state compiute con l’aiuto di una terza persona a carico della quale è scattata una denuncia a piede libero per favoreggiamento.

Gli arresti sono stati operati in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Gilli su richiesta del pm Cannarile per i reati di usura ed estorsione.

 

Agli arrestati sono stati sequestrati beni mobili e immobili del valore di 250mila euro.

E' uno sciopero che investe temi di stringente attualità quello proclamato da USB per domani 10 novembre. 

"Uno sciopero generale-  silegge in una nota- contro la precarietà, i tagli al sociale, le privatizzazioni di aziende pubbliche e partecipate, per il rinnovo dei contratti, l’incremento dei salari, il contrasto al razzismo e alla xenofobia.

Mentre sabato 11 a Roma si terrà la manifestazione nazionale promossa da Eurostop a cui USB sarà presente.

“Dopo le piccolissime aperture di AM INVESTCO, grazie alle grandi mobilitazioni del 9 e del 31 ottobre, giorno in cui USB ha occupato la direzione ILVA Taranto, oggi giovedì 9 novembre le parti si rincontrano per conoscere nel dettaglio il piano industriale. 

Ricordiamo a tutti che il 31 ottobre al tavolo ministeriale AM INVESTCO ha dichiarato disponibilità, a differenza di quanto formalizzato con la procedura ex art.47, a riconoscere integralmente il mantenimento dell’ attuale struttura retributiva ed a discutere sulla eventuale non applicazione del jobs act, quindi a mantenere gli attuali diritti di legge in materia di licenziamento. Di contro ha nuovamente confermato il numero massimo di 10.000 assunzioni e quindi di conseguenza i 4200 licenziamenti”, così Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto.

Rizzo sottolinea come la procedura, dichiarata irricevibile dal ministro, è stata in sostanza congelata, non ritirata, e tutto viene demandato alla trattativa  tra le parti.

“Come USB, preso atto che ARCELOR-MITTAL nell'aprire al mantenimento dei salari attuali non fa altro che rispettare i dettami del codice civile, abbiamo considerato positiva la disponibilità a trattare sulla non applicazione del jobs act ai lavoratori e la disponibilità del governo ad anticipare la copertura parchi, ma comunque non basta – continua Rizzo -. Inoltre abbiamo ricordato al Governo e a MITTAL che nel nostro paese non è possibile assumere solo una parte di lavoratori, neanche con accordo sindacale, derogare alla legislazione ed alla normativa comunitaria che prevede che “l'insieme dei lavoratori vada assunto con le attività ed è nostra intenzione fare valere queste ragioni”, così come cita la sentenza n.892/2017 pubblicata il 16 febbraio del 2016 (rg 4562/2016 )”. Rizzo ricorda ancora che ci sono migliaia di  lavoratori dell'indotto “che hanno diritto ad una soluzione occupazionale, su cui finora AM INVESTCO non ha detto una parola. La nostra posizione era e rimane la stessa: no ai licenziamenti o esuberi, no al jobs act, no all’azzeramento dei diritti acquisiti, no allo scorporo dei lavoratori, garanzie per i lavoratori appalto Ilva, si all’introduzione della valutazione del danno sanitario vincolante, si alle migliori tecnologie esistenti sul mercato”. USB Taranto conferma la solidarieta’ ai  lavoratori Ilva di Genova che hanno occupato lo stabilimento. “E’ di queste ore la notizia che l’azienda avrebbe presentato un esposto-denuncia contro i lavoratori. Se così fosse, sarebbe un atto inaccettabile – va avanti il coordinatore -. Proponiamo quindi a tutti i sindacati per il proseguo del confronto al MISE di porre come pregiudiziale il ritiro delle denunce. Non vogliamo un ilva a prescindere: la comunità tarantina ha diritto di stare al tavolo”. Rizzo sottolinea come sia necessario essere consapevoli che le decisioni che verranno prese su ILVA Taranto si possono ripercuotere in positivo o negativo per i prossimi decenni su tutta la popolazione.

“Da questo nasce la nostra incessante richiesta di vedere al tavolo regione e comune – ribadisce Rizzo -. Non si può discutere di questioni che riguardano Taranto e i suoi cittadini, lasciando fuori le istituzioni locali. Questo modo di fare sarebbe l’ennesimo schiaffo alla città: la salute è e rimarrà l’aspetto prioritario e come tale va trattato. Non si può pensare di chiudere la partita Ilva, partendo dall’ esclusione della valutazione vincolante del danno sanitario. Non si può parlare di produzioni green se non abbiamo l’applicazione delle migliori tecnologie esistenti sul mercato. Non è accettabile che in un paese come l’Italia, che si definisce civile, si consideri un fatto “normale” anteporre gli interessi delle multinazionali e delle lobby, alla salute delle persone”.

 

Lo sciopero per i lavoratori Ilva e appalto inizierà alle 07.00 del 10 novembre e si concluderà alle 07.00 del 11 novembre.

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