Giornalista1

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Ragno: “ Abbiamo fatto passi avanti nel palleggio. Nella ripresa siamo stati bravi a chiuderla.” Fogliamanzillo: “ Ottimo primo tempo dei miei, poi siamo calati. Arbitraggio da rivedere. “Guaita:“ Felice per il mio primo gol ma l'importante è continuare a vincere.”
 
 
 
di Andrea Loiacono
 
 
 
Dopo la bella prova di Casarano, arriva un'altra importante vittoria per il Taranto di mister Ragno. Questa volta a farne le spese con un passivo di 4-0 è stata la formazione salentina del Nardò, fanalino di coda del campionato. Davanti a circa 4.000 spettatori Ragno conferma il 3-5-2 modulo con il quale il Taranto ha espugnato il “Capozza” di Casarano con Manzo, Allegrini e Decaro davanti a Giappone; Guaita, Cuccurullo, Galdean, Matute e Ferrara a centrocampo con la coppia d'attacco composta da Favetta e D'Agostino, alla sua prima da titolare. Genchi sconta un turno di squalifica per il rosso rimediato a Casarano. Nel Nardò ci sono due ex, Danucci e Mirarco. L'esperto tecnico Fogliamanzillo schiera bene in campo i suoi infatti il Taranto non riesce a trovare le giuste misure nei passaggi.. Al 22' sugli sviluppi di calcio d'angolo il Nardò si rende ericoloso con una conclusione da fuori ma Giappone si oppone bene. Il Taranto reagisce con l'unica azione degna di nota del primo tempo. Galdean entra in area e serve Favetta che si gira e tira ma colpisce in pieno il palo.La prima frazione si conclude con un brivido per i tifosi del Taranto. Giappone nel tentativo di servire un compagno lateralmente per poco non manda a rete Camara. La difesa rossoblu è costretta agli straordinari.
 
 
 
Il secondo tempo comincia con un cambio in difesa per il Taranto. Benvenga sostituisce Allegrini vittima di una distorsione al ginocchio. I ritmi cambiano sin da subito; il Taranto conquista una punizione dal limite dell'area con D'Agostino che calcia magistralmente la palla sotto la traversa. Il Taranto è in vantaggio e la manovra adesso è fluida. Ragno sposta Guaita largo sulla fascia e l'argentino sale in cattedra. All'11' la partita prende una brutta piega per il Nardò che rimane in dieci per l'espulsioni di Ciro Danucci. Al 17' D'Agostino gira verso la porta e Cuccurullo per poco non trova la deviazione vincente. Nel Taranto entra Manzo per Galdea. Al 67' in seguito agli sviluppi di un calcio d'angolo Favetta serve la sfera a Guaita che con un gran tiro di esterno trafigge per la seconda volta Mirarco. Al 74' entra Croce per Favetta e inizia una partita nella partita. All'80' infatti il Taranto con un'azione da manuale quasi rugbistica arriva sul fondo, Ferrara crossa Guaita fa la sponda per il tap-in vincente di Croce. Ma non è finita perché nei minuti di recuperi il Taranto arrotonda sempre con croce su penalty fissando il punteggio sul 4-0 finale. Una ulteriore iniezione di fiducia rappresentata dalla prima vittoria interna e domenica prossimasi va a Val D'Agri per affrontare il Grumentum.
 
 
 
Nel post gara queste le dichiarazioni dell'aregentino Leo Guaita: “ Nel primo tempo abbiamo provato a fare il nostro gioco ma loro s chiudevano molto bene, occorre pazienza in queste partite anche da parte del pubblico. Sono soddisfatto per il gol e per la mia prestazione ma la cosa fondamentale era vincere. É stata una partita di grande sacrificio, la gente non può pensare che le vinceremo tutte, è un campionato molto equilibrato, qualcuna la perderemo anche ma ce la metteremo sempre tutta. La curva è la nostra arma in più ma bisogna avere pazienza.”
 
 
 
Soddisfazione anche nelle parole del Direttore Generale del Taranto Montella: “ Si tratta di una vittoria frutto delle scelte dell'allenatore, nell'intervallo ero sicuro che avremmo vinto la gara. Penso che per la mole di gioco espressa il risultato sia meritato. Potevamo sbloccarla prima ma a volte non si riesce, sono convinto che fra qualche partita insieme al rodaggio arriverà anche il bel gioco da subito.”
 
 
 
Mastica amaro il mister del Nardò Antonio Fogliamanzillo: “ Alla fine del primo tempo mai avrei pensato di perdere con un passivo così pesante. Abbiamo disputato un buon primo tempo in cui potevamo sbloccare la gara in un paio di circostanze. Poi come spesso accade in questo periodo nel secondo tempo siamo calati concedendo campo all'avversario. Conosco bene Stefano D'Agostino per averlo allenato e mi ero raccomandato con i miei calciatori di non concedere calci di punizione dal limite. Purtroppo i miei timori erano fondati. I ragazzi comunque non devono perdere la fiducia, a parte un paio di elementi si tratta di una squadra giovane e sapevamo che sarebbe stata dura all'inizio. Il nostro campionato comincia domenica prossima in casa.
 
 
 
Ha sbloccato il match con una esecuzione delle sue. Stefano D'Agostino è tornato in campo da titolare e si è subito ripreso il Taranto: “ Abbiamo avuto il merito di sbloccare la gara, è capitato a me ma l'importante era farlo. La mia posizione preferita in campo la conoscete, sono una seconda punta ma gioco dove c'è bisogno, l'importante è il risultato di squadra. In casa col Brindisi non meritavamo di perdere, per questo sono contento per la vittoria e per i tifosi. La forza del Taranto quest'anno credo sia la personalità, vincere a Casarano che oggi ha battuto 4-0 il Brindisi, per di più in 10 non era facile. Quella vittoria ci ha dato autostima. Oggi siamo stati bravi a far correre l'avversario finchè non abbiamo sfruttato i varchi giusti.
 
 
 
Chiude la conferenza stampa mister Nicola Ragno che esalta la prestazione dei suoi: “Oggi ho visto una squadra con consapevolezza dei propri mezzi. Era una partita difficile, soprattutto per la mancanza di spazi in mezzo al campo, dovevamo avere la pazienza di trovare il passaggio filtrante perché loro ci chiudevano bene. Abbiamo sbloccato la gara solo su palla inattiva ma le palle inattive ormai sono il 70% delle palle gol nel calcio. L'espulsione ci ha agevolato nel palleggio, siamo stati bravi a chiudere la partita. Nel primo tempo ci è mancato il gol e commettevamo errori di postura indietreggiando nello spazio quando dovevamo attaccare. Nel secondo tempo ho chiesto a Guaita di stare largo e ho spostato Matute e le cose sono andate meglio. In questo momento in caldo la fa da padrone e la rosa ampia che abbiamo a disposizione va sfruttata. A D'agostino ho chiesto di stare fra le linee e per essere la sua prima partita ufficiale ha fatto bene. Nel primo tempo dovevamo verticalizzare di più su D'agostino, Cuccurullo e Matute. Questa partita rappresenta un altro tassello nel processo di crescita. Stiamo crescendo come possesso palla che per me è molto importante. Se facciamo circolare bene la sfera gli altri si stancano e poi non hanno la forza di ripartire. Allegrini è uscito in via precauzionale per una piccola distorsione al ginocchio, Favetta è stato sfortunato ma è un giocatore molto importante per me, è generoso e crea tanti spazi mentre Croce ha fatto bene facendosi trovare pronto. Adesso non dobbiamo pensare né al Fasano né alle altre, fra 7-8 giornate faremo i primi conti. Fondamentale adesso è la crescita, dobbiamo pensare una gara alla volta, stando attenti alla fase difensiva.

 

 

Appuntamento  venerdi 13 e sabato 14 settembre, presso l'Hotel Delfino

 

 

 

 

 

TARANTO. Fornire agli addetti ai lavori nuove conoscenze diagnostiche e terapeutiche con l’utilizzo dei nuovi farmaci al fine di arrivare a una diagnosi precoce delle patologie polmonari e a un’indicazione tempestiva della terapia. Il tutto, superando la logica del campanile, ma mettendo insieme le esperienze di due Asl, quella di Taranto e quella di Brindisi, attraverso il coinvolgimento dei migliori specialisti della materia e i medici di medicina generale. E’ questo l’obiettivo del convegno ionico – adriatico sulle patologie polmonari, in programma per venerdì 13 (ore 9 – 13,30; 14,30 - 18) e sabato 14 settembre (ore 9 – 13,30) presso l’Hotel Delfino.

Presidenti del convegno sono: Alfredo Scodittiresponsabile del Reparto di Pneumologia presso la Casa di Cura “San Camillo” di Taranto che, con la “Santa Rita”, di recente, ha dato vita a un nuovo soggetto giuridico, il “Carlo Fiorino Hospital con l’Irccs Neuromed quale partnerPietro Pierluigi Braccialedirettore Uoc Pneumologia e Riabilitazione Respiratoria presso il presidio ospedaliero di Ostuni - Brindisi. Gli stessi ne sono anche i referenti scientifici con Antonio Castagnaro, tutti componenti del Direttivo della Società Italiana di Pneumologia Puglia.

Ben sei sessioni di lavoro per discutere: dell’approccio terapeutico da adottare per le infezioni ricorrenti delle alte e basse vie respiratorie; degli aspetti nutrizionali del paziente respiratorio cronico; della ventilazione nel paziente con Bpco(broncopneumopatia cronica ostruttiva) riacutizzata con insufficienza respiratoria. E, ancora, si parlerà: dell’asma bronchiale, dei biomarcatori e della loro importanza per la diagnosi e per il follow up; dell’inquadramento nosologico e fisiopatologico delle interstiziopatie polmonari più diffuse; dell’importanza del radiologo nella diagnostica delle pneumopatie interstiziali; del ruolo e dei limiti dell’endoscopia bronchiale nella diagnostica delle neoplasie polmonari e delle tecniche fisioterapiche per assistenza alla tosse.

Le patologie respiratorie costituiscono un problema sempre più rilevante in materia di salute pubblica in quanto, rappresentando un’ampia fetta del mondo delle cronicità, si associano a un carico considerevole e in continuo aumento di morbilità, mortalità e spesa sanitaria.

Scoditti ribadisce l’importanza della stretta collaborazione che deve esistere fra tutte le figure, con diversi compiti e responsabilità, che ruotano nel mondo sanitario quali infermieri,fisioterapisti, biologi. Il pubblico e privato possono e devono interagire e possono farlo sinergicamente perseguendo lo stesso obiettivo: migliorare la salute del paziente. “Certamente - sottolinea Scoditti - il ruolo del medico di medicina generale è importantissimo perché è il primo che viene a conoscere le problematiche dei suoi assistiti e, di conseguenza, è lui che deve poi indirizzare il paziente dallo specialista”. Di qui, l’importanza di questo convegno, che vuole essere occasione di incontro e confronto tra diverse figure del campo sanitario.

“Aggiornarsi e confrontarsi è indispensabile. Le malattie respiratorie, infatti – come spiega Bracciale - sono una delle maggiori cause di morte (nel 2020 si prevedono 6 milioni di decessi nel mondo per Bpco) e morbilità nel mondo e le prospettive non sono affatto incoraggianti: per il futuro si prevede un aumento in frequenza delle morti causate da Bpco e dal cancro del polmone. Ma anche altre malattie, una volta ritenute rare, come le interstiziopatie polmonari e, in particolar modo, la fibrosi polmonare sono in continuo aumento.?

Molto soddisfatto il presidente avv. Prof. Salvatore Sibilla. Avvio il 14 ottobre.

 

E’ fatta. Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia arriva ufficialmente a Taranto nella Cittadella

della Carità. La riunione di insediamento della Conferenza dei Servizi Decisoria, guidata dal

presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, ha deciso che la sede del Corso sarà la Cittadella

e che l’attività didattica partirà il 14 ottobre 2019. L’Istituzione del Corso di laurea nel Polo

universitario ionico è stato decretato dal MIUR al termine di un lungo iter procedurale che ha

visto quali attori protagonisti la scuola di Medicina, l’ Università degli Studi di Bari, la ASL Taranto,

il Comune di Taranto, la Regione Puglia e l’ANVUR( l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema

universitario e delle ricerca). Sessanta i posti a disposizione che saranno selezionati dal Concorso

nazionale realizzato pochi giorni fa. Alla Conferenza hanno partecipato il presidente della Regione

Puglia Michele Emiliano, il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”

Stefano Bronzini, il direttore generale dell’ASL Taranto Stefano Rossi, il sindaco di Taranto Rinaldo

Melucci, il presidente della Provincia Giovanni Gugliotti e l’arcivescovo di Taranto Mons. Filippo

Santoro. Era presente altresì il preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Loreto Gesualdo, che

ha dato grande impulso all’attuazione del percorso che ha condotto all’istituzione del Corso di

Laurea presso la Cittadella della Carità.

Per la città di Taranto si tratta di una grande opportunità di sviluppo. Molto soddisfatto il

presidente della Cittadella della carità avv. Prof. Salvatore Sibilla. “Avevamo espresso la nostra

disponibilità ad accogliere il Corso di Laurea – spiega Sibilla – per una serie di motivi: grandi

rapporti con prestigiose università che ci hanno portato, negli anni, a sottoscrivere convenzioni

per specializzazioni post-laurea, ampi spazi disponibili, la presenza del Corso di Laurea delle

Professioni Sanitarie, un percorso sanitario delineato che permetterebbe anche il contatto con

pazienti ed in ultimo la mission caritativa della struttura fondata da Mons. Guglielmo Motolese e

oggi rappresentata da Mons. Filippo Santoro. La Facoltà di Medicina è una risposta alle note

emergenze epidemiologiche ed ambientali del territorio, ma è anche una grande opportunità di

crescita. Gli studenti potranno studiare qui e specializzarsi”.

Una struttura molto ampia, nella quale si pratica la Medicina, che potrebbe diventare, nel tempo,

un Campus Bio- medico. Il presidente Sibilla ringrazia tutti i protagonisti di questo momento

storico per la struttura fondata da mons. Guglielmo Motolese ed oggi guidata da mons. Filippo

Santoro. “Ora non si torna indietro, grazie all’impegno comune di tutte le forze che hanno lavorato

insieme: Regione, Asl, Università, Comune, Provincia. Un percorso che rende la città di Taranto, la

seconda in Puglia, protagonista di un grande processo di cambiamento.

Mons. Santoro ha sottolineato un aspetto molto importante del percorso. “ La Cittadella – ha

detto - oltre ad accogliere gli studenti ha un contesto di attenzione alla malattia e alla fragilità che

aiuta e quindi è un coinvolgimento pieno, è un mettere la struttura storica a servizio di

quest’opera culturale di grande rilievo. C’è bisogno di una formazione professionale attenta

perché è necessario unire la competenza al cuore allo sguardo perché venga fuori una formazione

degna di alto livello per i nostri giovani”.

La Fondazione Cittadella della Carità, attuazione del grande sogno di mons. Guglielmo Motolese,

Arcivescovo di Taranto, è una struttura da sempre posta al servizio della comunità locale,

composta da una R.S.A. di 80 posti , un Reparto di cardiologia, un reparto di riabilitazione

cardiologica, un reparto di medicina fisica e riabilitativa, un Poliambulatorio specialistico e

diagnostico con risonanza magnetica, un servizio di radiologia comprensivo di mammografia, 30

posti letto destinati ad Hospice da attivare nell’anno in corso nella struttura “13 maggio”, una sala

operatoria - elettrofisiologia, e in ultimo, è in corso di accreditamento un reparto di Medicina

Generale . Ospita i Corsi di Laurea delle professioni Sanitarie. I vasti spazi alberati e non che

circondano la struttura sono luogo ideale per la costruzione di edifici a carattere

universitario/ospedaliero e per la creazione di un vero e proprio campus biomedico di alto valore

scientifico.

 

Il Taranto centra il riscatto nel derby col Casarano. Genchi prima segna e poi si fa espellere ma i rossoblù portano a casa tre punti meritati. Mister Ragno: “ Vittoria del gruppo, avevo chiesto ai ragazzi una reazione. Genchi: “Sono stato ingenuo ma faccio i complimenti ai miei compagni.” Mister De Candia: “ Partita equilibrata, bene la prestazione ma non il risultato.”
 
 
 
di Andrea Loiacono
 
 
 
Il Taranto grazie a una rete di Genchi giunta al 25' del primo tempo espugna per la prima volta nella sua storia il “ Capozza” di Casarano, formazione contro la quale non aveva mai vinto in trasferta e lo fa con una prestazione tutta corsa e grinta condita da buone trame di gioco, soprattutto nel primo tempo, finchè la squadra è rimasta in dieci. Mister Ragno cambia lo schieramento di partenza abbandonando momentaneamente il 4-4-2 visto all'opera contro il Brindisi optando per il 3-5-2 a lui caro. Davanti al portiere Giappone agiscono De Caro Luigi Manzo e Allegrini; Guaita, Matute, Galdean, Cuccurullo e Ferrara a centrocampo con la coppia Genchi e Favetta in attacco. Ancora panchina per D'Agostino che sta recuperando la migliore condizione. Al seguito della squadra rossoblù ci sono oltre trecento sostenitori ionici che non faranno mai mancare il loro apporto. Il Casarano è squadra neo promossa che vanta però in rosa calciatori del calibro di Mattera, D'aiello, Olcese, il tarantino Nicola Russo e il sempre temibile Tiscione.
 
 
 
Il Taranto però parte bene e al 10' Favetta dal limite dell'area fa partite un violento fendente che si stampa sul palo. Al 17' ancora il Taranto si porta in avanti con una discesa di Ferrara che crossa e costringe il portiere di casa a smanacciare in corner. Al 20' il Taranto trova il meritato vantaggio sull'asse Cuccurullo, Favetta Genchi che di mancino fulmina il portiere avversario per la gioia della panchina tarantina. Al 23' sempre Genchi scambia con Cuccurullo e conclude da buona posizione ma la sfera termina fuori. Al 35' il Casarano prova a destarsi con Tiscione che dai 35 metri tira verso Giappone che para. Al 36' l'episodio che potrebbe cambiare il match. Ferrara cade in area e chiede un fallo di Mattera, nel parapiglia che ne segue intervengono D'Aiello e Genchi. Quest'ultimo collezione due gialli in un minuto e lascia il campo anzitempo e i compagni in 10.
 
 
 
Nell'intervallo Ragno chiede ai suoi una prestazione di sacrificio ma il Taranto almeno all'inizio non lesina sforzi e si propone in avanti. Galdean batte un calcio piazzato per la testa di Favetta che stacca di testa ma Guarnieri devia in corner. Al 50' c'è il primo cambio per il Taranto con Marino che sostituisce un ottimo Cuccurullo. Al 52' l'arbitro non accorgendosi della bandierina alzata del guardalinee per fuorigoco assegna un rigore al Casarano poi revocato. Al 56' entra Manzo per Galdean. Al 61' ancora Taranto vicino al raddoppio con una punizione di Favetta dal limite dell'area che Guarnieri respinge bene. Al 72' esce uno stremato Favetta al suo posto entra Croce. All' 80' entra Benvenga per Matute. I cambi si completano con l'ingresso di Riccio che fa così il suo esordio col Taranto. Il Casarano da fondo a tutte le sue energie per cercare il pari, il Taranto soffre nei 6' di recupero ma può gioire e porta a casa 3 punti fondamentali per il proseguio del campionato.
 
 
 
Negli spogliatoi c'è soddisfazione che traspare dalle parole di mister Ragno: “ Avevo chiesto ai miei ragazzi una partita di sacrificio e così è stato. Si è trattato di una vittoria meritata su un campo molto difficile. Genchi ha fatto un gran gol ma devo riconoscere che è stato ingenuo, per fortuna la squadra ha triplicato le forze ed è riuscita a portare a casa un risultato prezioso. Il modulo con un palleggiatore in più come Galdean è dettato anche dal fatto che avevamo preventivato che D'Agostino dovesse stare fermo per un'altra gara. Galdean ha fatto un'ottima gara. Per quanto riguarda le sostituzioni, Cuccurullo me l'aveva chiesto per alcuni giramenti di testa, Galdean era molto stanco e mi serviva uno come Manzo che stesse fra le linee. Ora andiamo avanti e godiamoci questa vittoria.”
 
 
 
Protagonsita del match in tutti i sensi è stato Peppe Genchi: “ Sono contento per la vittoria della squadra e per la prestazione che hanno sfoderato dopo la mia espulsione. Abbiamo dimostrato di essere un gruppo. Mi prendo l'espulsione e spero di prendere solo una giornata di squalifica visto che si è trattato di un doppio giallo. Nell'occasione, Mattera ha dato uno schiaffo a Ferrara, io sono andato per soccorrere il mio compagno. É arrivato D'Aiello che ha fatto una sceneggiata buttandosi a terra e l'arbitro mi ha espulso. Devo fare i complimenti a Ciro non solo per l'assist che mi ha fornito ma anche per essersi sobbarcato tutto il peso dell'attacco da solo. “
 
 
 
Proprio Favetta commenta a caldo la bella vittoria del Taranto: “ Si è trattato di una grande prestazione di squadra. Anche oggi mi è stata negata la gioia del gol da un palo e alcune parate ma la rete arriverà, sono sereno. Fino a che c'è stata la parità numerica abbiamo espresso un bel gioco, Non è questione di moduli ma di mentalità. Questo successo per me vale doppio, venire qui e giocare con questa personalità non è da tutti.”
 
 
 
Qualche battuta anche per il mister del Casarano De Candia: “ Ho visto una partita equilibrata, l'espulsione inizialmente ci ha favoriti . Ce la siamo giocati bene a livello di prestazione ma non di risultato. Mi aspettavo un Taranto così, Abbiamo commesso errori su palle in uscita e una di queste ci è costata cara. Mister Ragno è stato solo un avversario, siamo amici, abbiamo lavorato per tanto tempo insieme ma oggi ognuno pensava alla propria squadra.”
 
 

https://youtu.be/Hvo4AOtzebo

Taranto come simbolo di rinascita. In occasione della Giornata Mondiale della Fisioterapia, è stato piantumato un albero a cura dei professionisti di questo settore della sanità, riuniti dall’A.I.FI. Puglia (Associazione Italiana Fisioterapisti). Un evento per lanciare un messaggio a favore della vita, una giornata che celebra chi riesce a superare le difficoltà e che lega la tutela e il rispetto dell’ambiente. Una quercia, simbolo di forza, è stata regalata alla città nel giardino della Casa di Cura Villa Verde ed è stata benedetta dall’arcivescovo di Taranto, mons.Filippo Santoro. Alla manifestazione hanno preso parte i vertici di A.I.FI. Puglia, dirigenti della Asl di Taranto, amministrazione comunale, Regione Puglia, e gli operatori del settore della riabilitazione. L’ appuntamento è stato realizzato grazie al contributo del management della Villa Verde che ha provveduto all’acquisto dell’albero. È stata consegnata anche una targa ricordo, donata da un cittadino. L’evento ha voluto sottolineare l’importanza del ruolo del fisioterapista come guida per la riabilitazione del paziente, per sollevarlo dalla sofferenza e riportarlo ad una qualità di vita migliore. L’unione tra la professione e la natura, la nascita di un albero, legame di dedizione nel recupero e nella riabilitazione dei pazienti. La giornata mondiale della fisioterapia è nata nel 2016 con l’ashtag #LeManiGiuste e la manifestazione anche allora si tenne a Taranto, segno di grande attenzione dell’Associazione nei confronti del capoluogo jonico. L’evento è organizzato da A.I.FI. Puglia, in collaborazione con Villa Verde Taranto e il patrocinio di Comune di Taranto, Ordine Interprovinciale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione di Bari-Taranto-Bat, con il sostegno di Tombolini Officine Ortopediche e Medical Calò.

Dottor Rinaldo Melucci,

le sue ultime dichiarazioni, in qualità di sindaco di Taranto, sembrano remare in altra direzione rispetto al recente passato. Ne prendiamo atto con favore, qualora non si tratti, ancora una volta, di esternazioni estemporanee che non poggiano su solide considerazioni reali.

Riteniamo, dunque, che lei sia in possesso di dati incontrovertibili di insopportabile gravità, talmente allarmanti da indurla a dichiarazioni di solito da lei stesso attribuite in passato a sciamani di turno. 

Bene, crediamo sia giunto per lei il momento di riprendere in mano quella petizione firmata da migliaia di cittadini, che le consegnammo come promotori insieme all’associazione LiberiAmo Taranto ben 11 mesi fa (protocollata il 19 ottobre 2018) e che probabilmente giace in qualche cassetto della sua scrivania. A tal proposito, intendiamo stigmatizzare il comportamento del presidente della Commissione Ambiente, Mimmo Cotugno, che, dopo avere invitato i rappresentanti delle due associazioni promotrici ad assistere ad una riunione della commissione stessa, su richiesta di alcuni rappresentanti di minoranza, ci garantì un nostro intervento durante il successivo question time in Consiglio comunale, salvo rimangiarsi la promessa, rimettendo la decisione nelle mani della Conferenza dei capigruppo. La votazione, in quella occasione, andò contro ciò che ci era stato garantito.

Vogliamo giusto ricordare quali erano le richieste della nostra petizionealla quale doveva rispondere entro 60 giorni:

1 – E’ il Sindaco in grado di garantirci che la salute dei cittadini di Taranto è tutelata? 

2 – In caso di risposta negativa, si chiede al Sindaco che vengano adottati tutti i mezzi che la legge mette a sua disposizione per la tutela della salute pubblica, fino ad arrivare ad un’ordinanza di fermo degli impianti responsabili di tale minaccia.

Lei si scaglia giustamente contro quello che viene definito 13° decreto salva-ILVA, lamentando che, nel corso di questi ultimi 7 anni, neppure un passo sia stato fatto dai governi precedenti verso la formulazione di un decreto salva-Taranto. Fossero arrivate prima, queste parole avrebbero avuto un peso maggiore, secondo il nostro parere. Ma tant’è. La sua presa di posizione in difesa dei diritti fondamentali dei cittadini da lei amministrati, il suo ragionevole ripensamento riguardo i disattesi impegni da parte dell’attuale gestore dell’impianto, forse anche il suo cuore dovrebbero spingerla a firmare lei stesso una specie di decreto, in forma di ordinanza di fermo degli impianti. Una scelta doverosa e giusta; una strada che, se verrà da lei perseguita ad ogni costo, vedrà la nostra associazione al suo fianco, anche per eventuali richieste da porre al nuovo Governo nazionale in carica che, a suo e nostro dire, non una parola ha ancora detto sulla salute dei tarantini in relazione alla produzione inquinante garantita dalla firma del Presidente della Repubblica; in caso contrario, si troverà a dover smentire le sue stesse parole causando un ulteriore danno alla comunità tarantina. Un danno, sindaco Melucci, che ricadrà sulla sua coscienza, sul suo operato, sul suo stesso nome.

 

Associazione Genitori tarantini - Ets

 

 
 
 
 
di Andrea Loiacono
 
 
 
È stato presentato presso la sede dei Taranto Supporters un libro che parla di Taranto e non solo, scritto dal giovane autore tarantino Michele Dentico e pubblicato dalla Società Editrice bolognese Esculapio. Il libro è una vera e propria ricerca etnografica condotta nell'anno 2017 a cavallo delle due stagioni calcistiche della squadra rossoblu. L'intento dell'autore è quello di capire quali sono gli elementi che incidono sulla fruizione e sull'affluenza del pubblico nell'impianto del rione Salinella: dai risultati sportivi deludenti alle misure repressive sempre più stringenti alla disaffezione che circonda il sistema calcio a livello nazionale; quanto incide quest'ultima nel calo degli spettatori anche nella realtà tarantina? A queste e ad altre domande cerca di rispondere con minuzia di particolari Michele Dentico. Lo scrittore si è laureato all'Università degli Studi di Bologna con una tesi in Etnosemiotica che è la metodologia su cui si basa questo testo. I suoi interessi spaziano dalle culture da stadio alla musica elettronica, dalle pratiche di piazza delle manifestazioni politiche ad uno studio sull'utilizzo dei social network.
 
 
 
Noi del Giornale di Taranto gli abbiamo rivolto qualche domanda per saperne di più sul suo nuovo lavoro e sulle finalità della ricerca.
 
 
 
Di cosa si occupa l'etnosemiotica, disciplina in cui ti sei specializzato?
 
È una materia fondata, tra gli altri, dal prof. Marsciani dell'Università di Bologna che mi ha seguito nello sviluppo della tesi. Si tratta di integrare allo sguardo semiotico, che si occupa di studiare le strutture del senso, un approccio etnografico di osservazione partecipante di fenomeni sociali. È una disciplina sperimentale e ho provato a fare questa sperimentazione parlando del tifo a Taranto.
 
 
 
Qual è il tema principale del libro? Si parla dei motivi per i quali la tifoseria nazionale, e in particolare quella tarantina, ha abbandonato gradualmente i gradoni degli impianti sportivi...
 
Per quanto a Taranto si riescano tutt'ora a fare numeri di spettatori molto importanti in rapporto alla categoria, quello su cui vado a indagare è questo fenomeno di disaffezione che, dati alla mano, sembra colpire tutto il movimento, legato a una serie di motivazioni. Parto da un rapporto che si chiama “Il calcio in fuorigioco”, compiuto da alcuni studiosi, per andare a indagare poi sulla realtà tarantina. Possiamo dire che da Taranto-Catania in poi il numero dei sostenitori negli anni è calato. Quello che mi chiedo è: ci sono dei fattori specifici che incidono a Taranto sull'affluenza di supporters?
 
 
 
La ricerca che ha condotto a quale anno si riferisce?
 
L'indagine parte dalla fine della stagione che ha visto poi retrocedere il Taranto dalla Lega Pro sotto la gestione Bongiovanni-Zelatore e continua con la successiva stagione calcistica di Serie D che fece segnare una forte diserzione. In questo caso mi ritrovo a parlare della pratica sociale di frequentazione dei gradoni dello Iacovone.
 
Tenti anche di rispondere alla domanda che riguarda l'incidenza delle misure repressive su questo calo di pubblico?
 
Quello che mi chiedo io è proprio questo. Quanto hanno inciso queste misure sul piacere di andare allo stadio? Per quanto riguarda poi il discorso della violenza, dati alla mano, allo Iacovone non si verificano problemi di ordine pubblico da Taranto-Massese. La pratica di tifo è stata condizionata? La risposta che mi do è che in qualche modo hanno inciso.
 
 
 
Altro aspetto potrebbe essere la capacità ricettiva dello Iacovone che pure è stato oggetto di lavori consistenti...
 
Questo sicuramente incide ma, d'altra parte, gli esperimenti di rinnovo dello stadio non danno dei risultati immediati da questo punto di vista. Solo allo Juventus Stadium si registra spesso il tutto esaurito ma se pensiamo alla Dacia Arena di Udine non si può dire lo stesso. Stessa cosa dicasi per lo stadio del Frosinone.
 
 
 
Le condizioni socio-economiche della città di Taranto influiscono sul ricambio generazionale?
 
Purtroppo con la possibilità di fruire facilmente delle partite con piattaforme televisive che propongono pacchetti completi, diviene più scomodo recarsi allo stadio e dunque le presenze calano. Poi il calcio di Serie D certamente non aiuta. Il calcio rispetto a vent'anni fa non è più appetibile. Bisognerebbe puntare il più possibile al potenziamento del legame tra pubblico e la frequentazione dello stadio, per abituare di più le persone a partecipare a questa pratica sociale dal vivo, col coinvolgimento dei loro corpi.

di Antonio Notarnicola
Brutta sorpresa per una famiglia di ritorno dalle vacanze che hanno trovato la loro casa, ubicata all’estrema periferia del paese, coabitata da calabroni. In un cassettone dove solitamente sono sistemate le comunissime tapparelle, che all’occorrenza si abbassano o si alzano, secondo necessità per proteggere la casa dalle ondate di calore e, in parte, anche da malintenzionati. Nemmeno il tempo di aprire l’uscio,come detto, che la loro attenzione è stata subito attratta da continui ronzii provenienti anche da stanze attigue. Una volta liberato l’ambiente dagli indesiderati insetti, i proprietari hanno stranamente continuato a sentire il classico ronzio, tipico delle api, ma molto più vorticoso. Fatto questo che ha indotto i presenti a supporre la presenza in casa di api o di vespe, di questo non c’era certezza. A quel punto vista la situazione, delicata e soprattutto pericolosa per le conseguenze che potevano sorgere per i presenti, sono stati allertati i Vigili del Fuoco. Intervenuti con prontezza i VV.FF. hanno immediatamente individuato l’origine del problema. Con precauzione e con l’ausilio di un nebulizzatore sono riusciti a rimuovere in poco tempo il nido di calabroni che si era insediato nel cassettonedell’abitazione. Senza essere esperti entomologi il nido-alveare di calabrone (in foto) si nota dall’ingegnosa tecnica costruttiva dal ricamo architettonico rispetto a quello di api e vespe. Solitamente le dimensioni delle dimore dell'imenottero più grande in Italia, stabilisce la sua tana nei cassettoni delle tapparelle, nei sottotetti, sottogrondaie.
I calabroni a differenza di api e vespe, sono predatori e come tali sono anche fastidiosi alle coltivazioni, poiché si nutrono di frutti succosi come albicocche, pesche, uva matura e costruisce grossi nidi, che possono arrivare anche al metro di larghezza costruito masticando legno ecco perche si possonoriscontrare anche persiane erose dai calabroni.
La fine del periodo estivo, dopo una estate vissuta con temperature particolarmente torride, può essere l'incubo di chi torna a casa in quanto ci si può ritrovare in un angolo della casa un bel nido di calabroni lasciata vuota per le vacanze. Giusto per sfatare alcune dicerie su questo insetto c’è da dire che il calabrone è una tra le specie più temute e perseguitate nel nostro Paese. In realtà la sua fama è largamente immeritata e, nonostante le dimensioni e il ronzio inquietante, si tratta di un insetto del tutto pacifico che interferisce molto raramente con l’uomo. Di solito non viene attratto dai cibi, e non infastidisce quando si mangia all’aperto, può capitare di imbattersi ma si tratta per lo più delle regine che sono in cerca di un luogo adatto alla costruzione del nido. Quali instancabili predatori, possono contrariamente a quanto si pensa, essere considerati utili per la gran quantità di insetti molesti che eliminano, in particolare, mosche, bruchi, cavallette, vespe ed api. A dirla tutta può accadere che la contemporanea puntura di più insetti può causare un pericoloso choc-anafilattico nel malcapitato, eventualità questa molto rara. 
Si coglie l’occasione per far presente che non bisogna mai schiacciare i calabroni perché ciò determina il rilascio di un ormone che funziona da segnale chimico che stimola l’aggressività degli altri membri della colonia. Tra le curiosità invece che accompagnano il calabrone, c’è da segnalare che in Germania è seriamente tutelato questo insetto, addirittura inserito tra le specie protette. 
Come si riconoscono i vari insetti: foto (1) vespa dal caratteristico corpo affusolato: (2) ape, dai colori noti; (3) calabrone, dalla struttura rossiccia.

Genchi: “ Mi assumo le mie responsabilità, in certe partite bisogna sfruttare le occasioni”. Mister Ragno: “ Il calcio è anche questo, ma non sono preoccupato. Paghiamo a caro prezzo una disattenzione finale.”
 
 
 
di Andrea Loiacono
 
 
 
Peggiore inizio non ci poteva essere in campionato per la formazione rossoblu del presidente Giove e di mister Nicola Ragno che al termine di una partita paradossale esce sconfitta nel derby contro il Brindisi lasciando una grande delusione nell'animo di oltre quattromila supporters rossoblu, compresi milleottocento abbonati. Le due formazioni si presentano con obiettivi diversi ai nastri di partenza di questo campionato. Il Taranto dopo una campagna acquisti importante e dopo aver ingaggiato uno dei migliori tecnici della categoria insegue il sogno promozione. Il Brindisi neo promosso cerca di raggiungere il prima possibile la salvezza confermando in buona parte l'ossatura dello scorso anno. Ex in campo tra le fila del Brindisi sono Ancora e Corbier. Mister Ragno inizialmente punta sul 4-4-2 con Giappone in porta, difesa e centrocampo a 4 con Matute e il giovane Marino in cabina di regia. Sugli esterni Guaita e Oggiano. In attacco la coppia Genchi- Favetta. Il Brindisi di Mister Olivieri risponde con un 4-3-3 con Ancora e Montaldi coppia d'attacco. Non ci sono i tifosi del Brindisi per il divieto da parte dell'Osservatorio.
 
 
 
Il primo tempo è principalmente di studio con il Brindisi che parte bene e per i primi 15 minuti riesce a imbrigliare il Taranto. A questo punto Ragno striglia i suoi che vanno vicini al gol con Genchi attorno al 25' minuto. Il bomber rossoblù, servito da Guaita si presenta davanti a Lacirignola in posizione leggermente defilata, conclude ma il suo tiro è centrale e l'estremo difensore degli adriatici si supera parando con i piedi. Del primo tempo non c'è molto altro da raccontare se non una conclusione del capitano brindisino Marino che termina alto.
 
 
 
Nella ripresa si vede in campo un Taranto più determinato sin da subito. A scaldare i guantoni di Lacirignola ci pensa Matute con un gran tiro da fuori che viene deviato in corner. Il Taranto insiste e dalla panchina entra D'Agostino che poco dopo dalla fascia sinistra scodella al centro una sfera che Genchi deve solo spingere importa ma l'impatto con la sfera non è dei migliori e quest'ultima termina incredibilmente fuori. Il Brindisi soffre e non riesce più a ripartire come nel primo tempo. Il Taranto pressa e crea un'altra ghiotta occasione da gol sempre con Genchi e ancora una volta di testa ma la sfera non vuole entrare. Ci prova ancora una volta Matute, tra i migliori con una conclusione dai 20 metri che si stampa sul palo. Negli ultimi 5 minuti il Taranto continua ad attaccare ma senza ordine e sull'unica ripartenza del secondo tempo il Brindisi conquista una punizione che Marino scodella al centro per la testa del neo entrato Dorado che con un colpo di testa potente trafigge l'incolpevole Giappone. In questa circostanza appaiono evidenti le responsabilità della retroguardia ionica. Il Brindisi porta a casa tre punti di platino soprattutto se si tiene conto delle occasioni create dal Taranto nella ripresa. I rossoblu escono tra i fischi sonori dello Iacovone.
 
 
 
Nel post gara c'è tanta amarezza in casa Taranto per un risultato che a detta dei protagonisti appare ingeneroso. Il primo a parlare è Stefano D'Agostino: “ Il calcio è questo, abbiamo creato tanto ma allo stesso tempo sbagliato tanto. Dovevamo concretizzare di più. Credo che al Taranto sia mancato solo questo, dobbiamo accettare il risultato e ripartire.”
 
 
 
Non si da pace invece Genchi che riconosce di avere avuto delle ghiotte opportunità: “ Mi assumo le responsabilità per questa sconfitta. La squadra se andiamo ad analizzare il match ha fatto il massimo, purtroppo quando si sbagliano tre palle gol come è capitato a me si rischia di pagarne le conseguenze. Nel primo tempo eravamo contratti ma credo ci possa stare all'esordio in campionato. Dispiace per la gente ma li ringraziamo comunque. Nel secondo tempo ci siamo sbloccati prendendo in mano le redini del gioco. In questo momento ho tanto da recriminare ma dobbiamo guardare oltre. Penso che la prossima partita col Casarano sia la giusta occasione per sbloccarci, si tratterà di un'altra finale.”
 
 
 
Per lui si tratta della prima sconfitta all'esordio su una panchina da quando allena ma mister Nicola Ragno fa spalluccie accettando a denti stretti il risultato del campo: “ Si è trattato di una partita beffarda. Negli ultimi muniti stavo pensando che il pareggio ci stava anche stretto e credevo nella possibilità di vincerla. Oggi siamo stati davvero sfortunati nelle 4-5 palle gol che abbiamo avuto; va detto che il Brindisi ha segnato sull'unica azione creata nell'arco della partita, eccezion fatta per un paio di tiri che sono finiti alti. Inizialmente siamo scesi in campo con un 4-4-2 contro il loro 4-3-3, penso che con gli uomini a disposizione fosse quello più adatto. Nella prima parte dovevamo giocare più la palla ma non abbiamo concesso nulla. Loro erano bene organizzati nella fase difensiva con Moltaldi che tornava a dare manforte. Di queste partite con squadre che si chiudono ne vedremo tante ma noi dobbiamo mettere la palla in porta quando ci capita l'occasione. Non sono preoccupato per la sconfitta, domenica prossima andremo a Casarano per vincere. Se ragioniamo in ottica del campionato forse il punticino di oggi ci avrebbe fatto comodo ma ormai è andata. Abbiamo avuto delle palle gol quasi clamorose ma non facciamo processi a nessuno, tanto meno a Genchi che ci farà vincere altre partite con i suoi gol. In questo campionato corazzate non ce ne sono e lo testimoniano i risultati di oggi. Le corazzate non esistono, ci sono solo squadre che fanno le cose per bene e quelle che non lo fanno. Oggi è stato un primo assaggio di che campionato sarà, dove si farà fatica anche a salvarsi. Tuttavia sono contento e fiducioso della squadra che alleno. Le critiche e i tentativi scorretti di destabilizzarmi non mi spaventano, ci vuole ben altro.”

 

 
 

La terza edizione si è svolta nella splendida cornice delle Cave Di Fantiano dal 17 al 20 agosto.
 

 
 

L’Associazione Culturale AFO6 - Convertitori di idee in collaborazione con RADAR Concerti e con il Patrocinio di APULIA film Commission, ha chiuso in bellezza la terza edizione del CINZELLA FESTIVALil festival dedicato a musica e cinema che si è tenuto dal 17 al 20 agosto a Grottaglie (TA), nell’incantevole e unico scenario delle Cave di Fantiano, per la direzione artistica dell'attore Michele RiondinoOltre dodicimila presenze per accogliere Franz Ferdinand, Afterhours, Battles, White LiesMarlene Kuntz, I Hate My Village, Digitalism, Giungla e tutti gli artisti che hanno preso parte a questa riuscitissima nuova edizione che, come ogni anno, è stata dedicata a cinema e musica.
Sono giunti da ogni parte d’Italia e d’Europa in migliaia (quattromila solo nell'ultima serata “sold-out”) gli spettatori che hanno riempito le Cave di Fantiano di Grottaglie (Taranto) in occasione delle quattro magiche serate del Cinzella Festival,  organizzato dall’Associazione “Afo6 – Convertitori d’Idee” dal 17 al 20 Agosto scorsi.
Le oltre 12mila presenze sono state fondamentali per la riuscita del festival, definite dall’organizzazione “polo catalizzatore dell’energia positiva del luogo ed l’elemento capace di trasferirla ai musicisti sul palco che non a caso, letteralmente investiti dalle “good vibrations”, hanno prodotto degli show memorabili. 
I hate My Village, Battles, DigitalismMarlene KuntzWhite Lies, The Winstons, Afterhours, Giungla e Franz Ferdinand gli headliners che hanno acceso il meraviglioso palco naturale delle Cave e hanno vissuto sulla propria pelle la magica atmosfera della location passeggiando tranquillamente nell'area espositiva e pasteggiando sulle panche dell’area food, insieme ai propri fans.
Grande successo anche per il “Cinzella Stage”, l’altro palco naturale più piccolo dove dalle 19 di ogni sera si sono alternate le più acclamate realtà musicali del panorama del Sud Italia: (Leitmotiv, Elius Inferno & The Magic Octagram, Mother Nature, Walter Celi, N.A.I.P., Sound’s Borderline, Studio 82 e Minimanimalist) e che dopo i concerti degli headliner, si trasformava in una dancefloor totalmente immersa nella natura dove si è ballato con i dj set di Luca De Gennaro, Party Smith, Miss Pia e Fabio Nirta.
E l’obiettivo di AFO6 era proprio questo, costruire un festival attorno al pubblico che ha dispensato tanti sorrisi, abbracci, occhi lucidi ed emozioni collettive.
Un’edizione complessa, quella che a conti fatti ha consacrato definitivamente il Cinzella come festival di spessore internazionale e uno dei migliori happening musicali nazionali.
Lo dicono i numeri, lo dicono i social, lo dice la stampa, lo dicono gli artisti ma soprattutto lo ha decretato il pubblico con una valanga di commenti e messaggi entusiasti, lasciati sulle pagine social così come lo dimostrano anche le strutture ricettive occupate, insieme ai ristoranti, ai musei e ai centri storici.
Alex Kapranos dei Franz Ferdinand che posta foto nel quartiere delle ceramiche di Grottaglie e Manuel Agnelli e gli Afterhours a passeggio per la città vecchia di Taranto e in visita al Museo Archeologico “Mar.Ta” sono l’esempio lampante di come un “festival” possa essere volano di sviluppo economico e il fiore all’occhiello di un piano marketing territoriale.
Il festival aveva avuto la sua appendice dedicata al cinema nei giorni 11,12 e 13 agosto all’interno meraviglioso cortile del Castello Aragonese di Taranto, essendo il “Cinzella” un festival dedicato ai suoni e alle immagini e per questo entrato ormai da due anni a far parte del circuito dei Festival dell’Apulia Film Commission.
Anche in questa occasione, grande presenza di pubblico che ha seguito sia le proiezioni dei film in programma, che i live che gli interessanti talk con i protagonisti delle singole serate.
I ringraziamenti vanno inoltre all’Amministrazione Comunale di Grottaglie che si è spesa totalmente per la migliore riuscita della manifestazione affianco ai ragazzi di AFO6 e a tutti gli Enti e i privati che hanno creduto in un progetto che ha grandi prospettiva di crescita. 
(Gianni Raimondi)
SPONSOR
RAFFO NON FILTRATA, main sponsor del Cinzella Festival 2019, è il nuovo prodotto nato per celebrare i primi 100 anni di Birra Raffo.
Una nuova birra speciale, unica nel suo genere, profondamente legata al proprio territorio e alle proprie origini.

 

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