Giornalista1

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Un operaio della impresa Ecologica, appaltatrice di ArcelorMittal, ha inalato ammoniaca mentre era al lavoro nell’area sottoprodotti. È stato trasferito in ospedale per accertamenti ulteriori ma le sue condizioni non sono in pericolo. Lo si apprende da fonti sindacali.

“Con la fermata dell’acciaieria 1 che scatterà da giovedì prossimo, nello stabilimento ArcelorMittal,ex Ilva, di Taranto, rimarrà in funzione sino a fine marzo la sola acciaieria 2 che produrrà dalle 45 alle 47 colate al giorno”. Lo spiega all’AGI Francesco Brigati della segreteria Fiom Cgil di Taranto. “Attualmente - dice Brigati - il siderurgico viaggia più o meno sullo stesso numero di colate giornaliere solo che vengono ripartite tra le due acciaierie: la 1 e la 2. Mediamente - aggiunge -, l’acciaieria 1 ne effettua circa 25 al giorno. Adesso, invece, con lo stop dell’acciaieria 1, tutto sarà spostato sulla 2 che funzionerà con tre convertitori".

 

"In realtà, già ora l’acciaieria 2 ha tre convertitori in attività, solo che, concentrandosi solo qui la produzione di acciaio, si avrà un loro utilizzo decisamente più intenso. Questo può determinare vari problemi: dalla sicurezza sul lavoro all’impatto sull’ambiente. Temiamo - rileva Brigati - anche un possibile incremento del fenomeno dello slopping, ovvero quelle nuvole rossastre, cariche di polvere di ferro, che si determinano proprio quando ci sono anomalie e problemi nelle acciaierie e che sono ben visibili anche dalla città”. Crisi di mercato dell’acciaio, problemi di approvvigionamento e motivi commerciali, sono, per Brigati, alla base della scelta comunicata oggi da ArcelorMittal alle sigle sindacali. “Il numero giornaliero delle colate - spiega ancora Brigati - non è rigido, nè predeterminato. Può oscillare se ci sono problemi a monte, ovvero nella produzione della ghisa da parte degli altiforni oppure a valle per quanto riguarda la produzione delle bramme di acciaio. Si sta su 45-47 colate giornaliere - osserva Brigati - con una produzione di 13.500 tonnellate di ghisa al giorno, ma si è andati anche sotto le 40 colate al giorno in momenti in cui c’erano delle criticità. Attualmente nel siderurgico si stanno producendo dalle 12.500 alle 13.000 tonnellate di ghisa al giorno”.

Dagli organi di informazione apprendiamo di una nuova visita a Taranto del premier Giuseppe Conte, la terza da novembre 2019, prevista per fine gennaio. Cosi esordisce l’Associazione dei Genitori tarantini in una nota inviata agli organi di stampa.

Durante la sua prima visita, come associazione Genitori tarantini lo intercettammo nel piazzale antistante la portineria D dell’ex Ilva per ricordargli due articoli della Costituzione italiana (il 32, sulla salute, e il 41, sull’iniziativa economica privata) che, a parere nostro, confortato anche dall’Avvocatura di Stato, venivano costantemente disattesi, a Taranto.

Non siamo stati tra le associazioni che hanno chiesto di incontrarlo- prosegue la nota - nelle due visite precedenti, forti della convinzione che il dottor Conte, ancora solo qualche mese prima, guidava un governo formato da Lega (i cui interessi economici nella multinazionale ArcelorMittal erano stati portati agli onori della cronaca) e Movimento 5 Stelle, colpevole di piroette da equilibrismo di elevata fattura proprio per quanto riguarda la ex Ilva di Taranto. Ora, il dottor Conte guida un governo formato da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, quest’ultimo colpevole di troppi decreti legge e DPCM, in buona parte incostituzionali, per favorire la produzione . Un governo di Giuda e Erode.

Incontrammo il signor Luigi Di Maio al Ministero dello Sviluppo Economico in data 19 giugno 2018, per ricordare anche a lui il valore della Costituzione italiana e l’unico diritto fondamentale da questa garantito: la Salute (benessere psico-fisico dell’individuo e salubrità dell’ambiente); incontrammo anche, al Ministero della Salute, la dottoressa Giulia Grillo, in data 4 settembre 2018 (solo due giorni prima della firma del contratto tra Stato e ArcelorMittal) per parlarle dei dati sanitari e della mortalità nella provincia di Taranto, a lei totalmente sconosciuti, e per chiedere la chiusura delle fonti inquinanti. Lei ci rispose che purtroppo c’erano le aziende e i poteri forti che non potevano permetterlo. Questa è storia.

Se è nelle intenzioni del primo ministro concedere al territorio tarantino solo qualche briciola di quanto dovuto pur di continuare a favorire la produzione inquinante, è meglio che resti nelle calde stanze di Palazzo Chigi. Il debito che lo Stato italiano ha accumulato nei confronti della comunità tarantina è tale che nessuna elemosina debba essere proposta; nessun piano o tavolo istituzionale può prescindere dalla chiusura della fuorilegge area a caldo.

E’ tempo che la Giustizia torni ad essere uguale per tutti, a Genova come a Trieste e come a Taranto.

Riteniamo offensivo anche l’intervento economico previsto dalla Comunità europea per la trasformazione della produzione del sito tarantino, ricordando che proprio dall’Europa arrivò, qualche anno fa, una legge sovranazionale che intimava agli inquinatori il pagamento dei danni provocati.

Le scelte di questo governo, supportato economicamente e ignobilmente dall’Europa, segneranno, nel prossimo futuro, il destino di Taranto. Viste le premesse- conclude la nota- toccherà a questa nostra terra contare ancora un insopportabile numero di morti e malattie. Un conto troppo salato che sapremo per certo a chi addebitare.

Da oggi è disponibile sul sito dedicato la banca dati relativa ai test preliminari di ammissione ai concorsi banditi dal comune di Taranto. È infatti al link https://www.csselezioni.it/comune-taranto/index.php accessibile con le stesse credenziali ricevute per la compilazione della domanda, la banca dati di domande e risposte che saranno utilizzate per l'elaborazione dei test preliminari ai concorsi banditi del Comune di Taranto. “È una scelta di trasparenza che l'amministrazione Melucci ha inteso perseguire - dichiara l'assessore Castronovi - da oggi i candidati si possono applicare nello studio dei test così da affrontare al meglio la prova preselettiva che é il primo ostacolo da superare per partecipare alle prove del concorso. In base al regolamento concorsuale non è stato necessario svolgere la prova preselettiva per il concorso da funzionario informatico in quanto le domande sono state inferiori al numero di 200 previsto come limite per la prova preselettiva”. 

 ArcelorMittal fermerà l’acciaieria 1 a giorni. Pare già da giovedì. Lo ha annunciato l’azienda oggi ai sindacati metalmeccanici nel corso d un incontro. Dei 457 addetti dell’acciaieria 1, 250 andranno in cassa integrazione mentre il resto, spiegano fonti sindacali, sarà impiegato in attività di presidio. Probabilmente potrebbero essere ricollocati anche altrove nel siderurgico. La fermata, che durerà sino a fine marzo, sarebbe stata motivata con esigenze di manutenzione ma, secondo fonti sindacali, ArcelorMittal (ex Ilva) ha dichiarato che con l’attuale assetto di produzione l’acciaieria 2 è sufficiente a coprire le esigenze. Per la cris di mercato, ArcelorMittal lo scorso anno ha prodotto circa 4,5 milioni di tonnellate di acciaio e non i 6 milioni per cui ha l’autorizzazione a produrre. A causa della crisi, infine, dallo scorso luglio poco più di 1200 lavoratori, su 8200 in forza allo stabilimento di Taranto, sono in cassa integrazione ordinaria, cassa integrazione che a fine dicembre è stata rinnovata per altre 13 settimane anche in assenza di accordo sindacale. Nei giorni scorsi, infine, ArcelorMittal aveva annunciato la ripartenza del reparto Produzione lamiere dal 10 febbraio per quattro settimane, riportando al lavoro 360dipendenti in cassa integrazione, per eseguire un ordine di 30mila tonnellate. 

 

“Riteniamo inaccettabile tale scelta da parte di ArcelorMittal in quanto ad oggi non vi è un piano industriale condiviso con il Governo e le organizzazioni sindacali e pertanto chiediamo l’immediata sospensione della iniziativa unilaterale della multinazionale”. Lo dicono Fim, Fiom e Uilm dopo la decisione, comunicata oggi, di ArcelorMittal di fermare da giovedì e sino a fine marzo l’acciaieria 1, mettendo 250 in cassa integrazione ordinaria r altri 220 ricollocandoli tra acciaieria 2 e attività di presidio nella stessa acciaieria 1.

 

“In data odierna - dicono i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil - la direzione aziendale ha convocato le organizzazioni sindacali per comunicare i nuovi assetti di marcia dell’Acciaieria. Secondo quanto comunicato da ArcelorMittal  - annunciano i sindacati -,i nuovi assetti produttivi dell’area acciaieria sono determinati da una scarso approviggionamento di materie prime e dall’attuale capacità produttiva legata alle commesse. Pertanto - si afferma - l’azienda ha conseguentemente determinato la fermata di Acc/1, spostando parte della stessa produzione in Acc/2 che passerebbe dall’attuale regime di due convertitori a 3 in marcia. Tale situazione genera di fatto - dicono le sigle metalmeccaniche - una riduzione di personale da 477 a 227 unità determinando la collocazione di 250 lavoratori in cassa integrazione ordinaria”.

 

“L’azienda - spiegano i sindacati - ha ribadito la necessità di mantenere i presidi per la quasi totalità della manutenzione e del personale necessario di esercizio per garantire, in entrambi i casi, la salvaguardia impiantistica propedeutica alla ripartenza dell’impianto.  Inoltre, una parte del personale di esercizio di Acc/1, formato e informato, verrà impiegato in Acc/2 a saturazione organico”. I sindacati specificano che “ i lavoratori coinvolti al momentaneo trasferimento in Acc/2 saranno i seguenti: Gruisti, Addetti Muraria, Addetto Siviere, Piattaformisti, Addetto Affinazione. I nuovi assetti produttivi, comunicati da ArcelorMittal, partiranno dal prossimo giovedì 23 gennaio con l’Acc/2 a pieno regime e con una previsione di fermata di circa 2 mesi fino al 31 marzo 2020”.  Fim, Fiom e Uilm - si conclude - hanno ribadito “la propria contrarietà a tale decisione aziendale” in quanto ritengono che il momentaneo trasferimento della produzione su Acc/2, rispetto all’attuale assetto di marcia, “possa creare possibili ripercussioni dal punto di vista della sicurezza e dell’ambiente”.

 

Elisir Borsci S. Marzano e Liquorice Caffo protagonisti della Coppa del Mondo di Gelateria

 

 


ELISIR BORSCI S. MARZANO è al 41° Sigep
 – Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè, l’evento professionale più importante dedicato al gelato artigianale e all’arte della pasticceria.

Elisir Borsci S. Marzano è il più antico liquore del Sud ancora in commercio è tornato sul mercato grazie al Gruppo Caffo: forte del successo ottenuto con il Vecchio Amaro del Capo, Caffo ha acquisito interamente Borsci e ne ha potenziato sia la produzione, sia la commercializzazione. Il liquore è quindi a disposizione di una vasta platea di professionisti (pasticcieri, gelatai, barmen, chef, industrie dolciarie) e di consumatori finali, ivi incluse le abili cuoche di casa, che lo usano per rendere irresistibili i loro dessert. E’ infatti l’ingrediente che fa la differenza in pasticceria, sul gelato ed è perfetto con il caffè grazie al suo gusto inconfondibile che soddisfa tutti i palati.

L’appuntamento è al Sigep 2020 fino al 22 gennaio, Hall Sud Stand 013, dove il Gruppo Caffo 1915 accoglierà i visitatori e presenterà la sua gamma di prodotti. In particolare, il gruppo di Limbadi avrà il piacere di promuovere il suo poker di successi: Vecchio Amaro del Capo, il più iconico degli amari venduti, Elisir Borsci S. Marzano l’antico liquore tornato di grande tendenza dopo l’acquisizione da parte dell’azienda, per continuare con il prosecco Mangilli, delle Cantine e Distillerie Mangilli da poco entrata a far parte della prestigiosa scuderia del gruppo e famosa per l’assortimento di pregiate grappe, importanti vini e prosecco; per finire con Liquorice Caffo, l’originale liquore calabrese di pura liquirizia DOP apprezzato per il suo gusto unico.

 

Sono cinque giorni di grande partecipazione e il Gruppo Caffo 1915 farà sentire la sua presenza in momenti diversi della manifestazione, in cui saranno protagonisti i suoi prodotti.

 

Elisir Borsci S.Marzano partecipa in veste di ‘ingrediente’ alla Coppa del Mondo di Gelateria, insieme con un altro grande prodotto del gruppo, Liquorice Caffo: il liquore di pura liquirizia calabrese DOP dal sapore unico e intenso.

La Coppa del Mondo di Gelateria è una competizione di alto prestigio, arrivata quest’anno alla sua nona edizione. Dodici squadre composte da sessanta protagonisti provenienti da Paesi di tutto il mondo, tra cui l’Italia, si sfideranno in otto prove ed Elisir Borsci S. Marzano e Liquorice Caffo saranno ingredienti originali da utilizzare in alcune delle sfide.

 

Mentre, tutte le sere, Vecchio Amaro del Capo e Prosecco Mangilli saranno pronti ad accogliere gli invitati per un aperitivo e per festeggiare insieme alla VIP Bar Lounge nella Gelato Arena Hall Sud, un’area esclusiva con accesso riservato, in cui gli ospiti potranno brindare con Vecchio Amaro del Capo in versione iceshot alla sua temperatura ideale di -20°, assaporando l’Elisir Borsci S.Marzano oppure gustando Santa Maria del Monte l’amaro da bere liscio o con ghiaccio, tutti offerti dal Gruppo Caffo 1915.

 

Per i visitatori e per gli addetti ai lavori a partire dalle ore 17, il Gruppo Caffo 1915 sarà lieto di proporre, nell’area aperitivo Piazzale Sud, degustazioni di Vecchio Amaro del Capo in purezza e in versione mixology col famoso Capotonic. E a rendere ancora più brillante il momento dell’aperitivo ci sarà il Prosecco DOC Mangilli, il grande protagonista per i migliori brindisi. I momenti speciali vanno festeggiati con il giusto accompagnamento e i prodotti del Gruppo Caffo 1915 sono perfetti in ogni occasione.

 

La partecipazione al Sigep del Gruppo Caffo 1915 rientra nel piano strategico di comunicazione e marketing dell’azienda e a confermarlo, sono le parole di Nuccio Caffo CEO dell’azienda che dichiara: “Non potevamo non essere presenti a una manifestazione così importante, strategica soprattutto per il mondo della gelateria e pasticceria. In particolare, con il  nostro Elisir Borsci S. Marzano ingrediente speciale sempre più apprezzato nelle preparazioni e gradito in ogni sperimentazione di gusto, dal 1840”

 

 

 

Caffo Antica Distilleria produce e distribuisce bevande alcoliche dal 1915. La costruzione di un'intera filiera produttiva inizia dalla coltivazione delle erbe officinali, ingredienti base dei propri liquori. Vecchio Amaro del Capo fa parte di questa famiglia insieme a un catalogo di numerose ricette fra liquori, distillati, premiscelati e sciroppi tra cui gli apprezzatissimi Borsci S. Marzano, il Liquorice e l’amaro S. Maria al Monte. Grazie alla propria vocazione internazionale approda in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Australia. Il marchio Vecchio Amaro del Capo resta il più amato fra gli italiani e si aggiudica oltre il 30% di quota di mercato presso la Grande Distribuzione, come dimostra anche il rapido sviluppo nel canale Ho.Re.Ca. (bar, ristoranti e locali di entertainment). Vecchio Amaro del Capo è un'eccellenza firmata Caffo: la special edition Riserva del Centenario è stata premiata con la Grand Gold Medal al Concorso Mondiale Spirits Selection di Bruxelles, venendo di fatto riconosciuto come il miglior liquore d’erbe al mondo.

 Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma di Comitato pro aeroporto dello Stretto, sezione del MITI UdS

Comitato Cittadino Aeroporto Crotone, Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie, Comitato aeroporto Trapani-Birgi

 

 

Il 16 gennaio, presso il Dicastero delle Infrastrutture e Trasporti, si è svolto il tavolo partecipato pubblico-privato, al fine di analizzare e valutare l’approvazione di un documento unico contenente proposte normative ed amministrative idonee a superare le criticità comuni e quelle specifiche sulla gestione degli aeroporti di interesse nazionale, posizionati in aree decentrate del Sud Italia.

Al tavolo erano presenti per il Comitato pro aeroporto dello Stretto - sezione del MITI UdS, il presidente Fabio Putortì ed Elisa Praticò, per il Comitato Cittadino Aeroporto Crotone il presidente Giuseppe Martino e Franco Turano, per il Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie il presidente Walter Fischetti e Franco Conte, per il Comitato aeroporto Trapani-Birgi la portavoce Caterina Loria. In rappresentanza del Dicastero erano presenti il Capo del Dipartimento per i trasporti e affari generali Speranzina De Matteo ed il Vice Capo di Gabinetto Maria Teresa Di Matteo, mentre il Ministro Paola De Micheli non ha potuto presenziare poiché trattenuta in Commissione parlamentare.

Dopo l’esposizione del quadro generale sulle criticità che oggi avvinghiano i territori rappresentati dai Comitati presenti al tavolo, si è passati a trattare le proposte in comune per consentire una gestione efficiente delle infrastrutture aeroportuali, migliorare il relativo servizio di trasporto e consentire una crescita economica delle aree geografiche interessate. In particolare si è chiesto: - La previsione dell’obbligo per i gestori delle infrastrutture aeroportuali di provvedere alla pubblicazione degli atti programmatici (es. Piano industriale) con indicatori e obiettivi di risultato ben definiti, pena la previsione di sanzioni progressive e commisurate alla gravità degli inadempimenti. - Obbligo di svolgimento della Conferenza dei servizi necessaria all’attuazione della Continuità Territoriale riconosciuta dalle norme europee e nazionali, pena la previsione di sanzioni in capo agli Organi istituzionali preposti ed ai gestori inadempienti.

 

Al contempo si chiederà di intervenire per il divieto sull’utilizzo distorto del co-marketing.

 

- Obbligo in capo ai gestori di assoluta trasparenza e tracciabilità dei finanziamenti e delle voci di spesa, attraverso la pubblicità semplificata e intelligibile sul sito istituzionale.

 

- La costituzione di un Osservatorio partecipato con la funzione consultiva, di proposta, monitoraggio  e valutazione del servizio svolto dai gestori delle infrastrutture aeroportuali.

 

Oltre le istanze di interesse comune, ogni portavoce ha poi provveduto ad illustrare le richieste correlate alle esigenze della propria comunità territoriale, sulla basse degli elementi geografici, strutturali, storici, economici e legislativi.

 

In particolare, per quanto riguarda l’aeroporto di Taranto, le esigenze e richieste  evidenziate dal Comitato sono:

 

- la mancata attivazione della continuità territoriale da parte della Regione Puglia per l’aeroporto di Taranto;

 

- l’abuso del co marketin

 

- la procedura di revoca della concessione  ad Aeroporti di Puglia.

I rappresentanti del Dicastero, su richiesta dei presenti, hanno svolto una preliminare valutazione sulle proposte, inoltre si è ottenuta la disponibilità a considerare i Comitati presenti e le rispettive istanze come parte integrante delle fasi di consultazione per la rimodulazione del Piano Nazionale Aeroporti.

 

 

Dopo aver preso in consegna i dossier dei singoli Comitati con la relativa istruttoria, gli incaricati ministeriali hanno espresso l’indirizzo in corso teso a velocizzare le attività  procedimentali per l’attuazione delle misure sulla continuità territoriale e sui finanziamenti previsti per lo sviluppo delle infrastrutture.

 

Infine, con l’obiettivo di ottenere delle risposte puntuali sulla realizzazione delle proposte avanzate, si è ottenuto l’impegno di un tavolo di aggiornamento entro un termine di 30 giorni, con la presenza del Ministro, consentendo pertanto le necessarie valutazioni tecniche ed economiche agli uffici preposti.

Si è tenuto a Palazzo di Città, un incontro fra il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il Presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Roberto Casaluci, nonché il presidente della fondazione “La Notte della Taranta” Massimo Manera. 

 

Oggetto dell’incontro, richiesto dalla Grecìa, la candidatura capitale italiana della cultura 2021.

 

Sia Taranto che la Grecìa Salentina hanno presentato la loro candidatura, per cui si è parlato della concreta possibilità che la Grecìa affianchi la candidatura del capoluogo ionico attraverso un percorso che coinvolga anche il territorio griko salentino.

 

Sono forti i punti in comune fra la storia di Taranto e quella della Grecìa, ed è proprio da questo che partirà la stesura di un dossier che inserisca al suo interno il contributo storico e il forte legame con la civiltà ellenistica ma anche i processi culturali, avviati dall’unione dei comuni della Grecìa salentina, intorno a La Notte della Taranta.  

 

Nei prossimi giorni i rappresentanti dei due territori torneranno ad incontrarsi per definire i dettegli dell’accordo e precisare i contenuti del dossier che dovrà essere presentato entro il 2 marzo 2020.

 

 

 

Panarelli: “ Non è il risultato che volevamo ma dobbiamo onorare la maglia fino alla fine.” Mister Foglia Manzillo: “ Abbiamo giocato una partita attenta; questo punto ci da morale nella marcia verso la salvezza.”

 

di Andrea Loiacono

 

 

 

Nel match valevole per la terza giornata di ritorno del girone H di serie D, il Taranto non va oltre l'1-1 in quel di Nardò bissando dunque il deludente pari interno di domenica scorsa contro il Casarano. Match molto atteso quello odierno da parte della tifoseria locale che gremisce in buon numero le tribune del “Giovanni Paolo II”. Esigua invece la rappresentanza di supporters rossoblù, una sessantina circa, intervenuti per l'occasione dal capoluogo ionico. Gli stessi tifosi rossoblù espongono a inizio gara uno striscione per ricordare la figura di “Gioppino”, storico ultras della Curva Nord Taranto scomparso in settimana.

 

 

 

Mister Panarelli recupera dalla squalifica Stefano Manzo e lo ripropone in cabina di regia a centrocampo con accanto l'under Cuccurullo. Il modulo subisce una lieve variazione con la difesa a tre, il centrocampo a quattro e D'Agostino a fungere da trequartista alle spalle di Goretta e Genchi. Defezione dell'ultimo minuto per Olcese per un indurimento al polpaccio.

 

 

 

Nelle fila neretine ci sono diversi ex, tra cui il portiere Alessandro Mirarco e il capitano Ciro Danucci, tarantino di nascita. La partita nelle battute iniziali fa registrare una lunga fase di studio con un terreno gibboso al limite della praticabilità. Al 9' il Nardò guadagna il primo calcio d'angolo e il Taranto risponde con una discesa di Oggiano sull'out mancino che crossa per l'accorrente Cuccurullo che spedisce alto. Al 14' arriva il primo calcio d'angolo anche per i rossoblu che non subisce effetti. Per altre azioni degne di nota dobbiamo giungere al 28' quando Genchi servito bene da Goretta si gira ma calcia debolmente tre le braccia di Mirarco. É il momento migliore per il Taranto che imprime un'accelerata al match con D'Agostino che raccoglie una sponda di testa e calcia forte ma il tiro, deviato da un difensore, viene bloccato dal portiere. È 

il preludio all'occasione più ghiotta nel primo tempo che giunge al 40' con Genchi che lavora un gran pallone e serve in profondità Goretta il quale sceglie la soluzione al volo ma il suo tiro da ottima posizione è inguardabile. Il Nardò si scuote e al 42' centra in pieno una traversa con un colpo di testa di Manfrellotti. Con questi brividi si va all'intervallo.

 

 

 

Nella ripresa le formazioni scendono in campo con lo stesso undici iniziale. Il Taranto però comincia subito pressando alto e ci prova al 46' con un tiro alto di Oggiano dalla distanza. Al 49' Genchi effettua un pallonetto a Mirarco di testa servendo Goretta che ci prova a sua volta di testa ma il tiro è respinto quasi sulla linea. Al 50' su calcio d'angolo c'è una bella coordinazione in rovesciata di Benvenga ma la sfera esce di molto. Il Taranto trova meritatamente il vantaggio al 56' con un'azione tutta di prima tra Goretta , Genchi e Cuccurullo che riceve un passaggio all'indietro e scarica un tiro preciso e forte alle spalle di Mirarco, Taranto in vantaggio. Al 58' arriva un giallo pesante Cuccurullo che diffidato salterà il match del Taranto di domenica prossima. Il Nardò prova a rispondere con un cambio dalla panchina, entra Camarà esce Trofo. Nel Taranto un generoso Goretta esce per far spazio a Van Rasbeck che fa il suo esordio in rossoblu. Al 63' viene ammonito Genchi per aver allontanato il pallone. Al 65' lo stesso Genchi serve Van Rasbeck che da posizione centrale calcia potente ma fuori. Al 74' c'è l'azione più clamorosa di tutto il match. D'Agostino vince un rimpallo ed entra in area del Nardò, lascia partire un cross con Centonze che nel tentativo di rinviare colpisce la traversa in pieno rischiando un clamoroso autogol.

 

La regola del calcio però si materializza due minuti più tardi quando Mengoli raccoglie la sfera sulla trequarti del Taranto avanza non senza colpe da parte della retroguardia rossoblu e dai trenta metri lascia partire un tiro violento e preciso che si insacca sotto la traversa alle spalle di un impietrito Sposito che per l'occasione si trovava qualche metro più avanti. Nardò che perviene al pareggio nella fase finale del match. Mister Panarelli allora prova a cambiare qualcosa e sostituisce uno spento D'Agostino con Guaita. Pochi minuti dopo entrerà anche Paolo Serafino, prodotto della juniores ionica per un affaticato Cuccurullo. Il Taranto prova il forcing ma a nulla servono i 5' di recupero concessi dall'arbitro. Il triplice fischio conferma la mancanza di cinismo sotto porta di una squadra che adesso si trova a quota 32 punti a dodici lunghezze dal Bitonto capolista al quinto posto e domenica allo Iacovone arriva il Grumentum.

 

 

 

Nel post gara c'è poca voglia di parlare e tanta amarezza per un risultato sfuggito sul più bello. L'unico a parlare per il Taranto è il tecnico Panarelli che con trasparenza analizza la gara: “ Sin dall'inizio abbiamo cercato di sbloccare la gara, forse nei primi minuti eravamo imballati nel gioco anche a causa del terreno di gioco pessimo, ma negli ultimi 15' del primo tempo abbiamo creato tre occasioni per segnare che andavano sfruttate. Nel secondo tempo siamo partiti alla stessa maniera pressando il Nardò e riuscendo a sbloccare la gara con un jolly di Cuccurullo giunto dopo una bella azione manovrata. Sono contento per lui che anche nel primo tempo ci aveva provato da fuori. Purtroppo questo gol non ci è servito per i tre punti. Il pareggio non è certo il risultato che cercavamo; ci serviva e ci serve ancora ritrovare la vittoria. Oggi anche Goretta ha offerto una prestazione positiva. L'ho scelto all'ultimo per scender in campo a causa di un problema al polpaccio per Olcese ma devo dire che ha disputato una buona gara sfiorando anche la rete. L'ho tolto a 20' dalla fine perché era stremato. Per quanto riguarda il futuro abbiamo l'obbligo di continuare a onorare la maglia che indossiamo a prescindere dalla posizione in classifica e dalle distanze in classifica, il nostro è un lavoro e dobbiamo essere professionisti fino in fondo.”

 

 

 

Soddisfatto e rilassato appare invece il tecnico dei neretini Antonio Foglia Manzillo : “Credo si sia assistito ad un primo tempo equilibrato. Noi nella partita d'andata contro il Taranto allo Iacovone abbiamo subito una bella batosta per cui abbiamo preparato la gara cercando di non concedere spazi ai loro giocatori offensivi che sono calciatori molto forti che in qualsiasi momento possono mettere in difficoltà chiunque. Sapevamo che il Taranto costruisce molto le azioni ripartendo da dietro con Ferrara e Benvenga dotati anche di un buon calcio per cui ho chiesto ai mie ragazzi di non farli ragionare molto, pressando con gli attaccanti. Quando si gioca contro squadre come il Taranto la linea difensiva deve stare sempre alta, infatti nel momento in cui non lo è stata abbiamo preso gol. Poi siamo stati bravi a raggiungere il pari con la reazione dei ragazzi e con qualche innesto dalla panchina come quello di Camarà che in questo momento mi consente di adattarmi meglio alle situazioni. Prima non avevo la possibilità di aver una panchina più lunga. Questo pareggio ci consente di continuare nel nostro percorso da squadra che gioca da provinciale e che vuole raggiungere l'obiettivo salvezza.”

 I rappresentanti delle associazioni Genitori Tarantini, Liberiamo Taranto, Donne e futuro e Wwf hanno incontrato il nuovo prefetto di Taranto, Demetrio Martino, sulla questione ex Ilva, ora ArcelorMittal. Al prefetto le associazioni hanno consegnato "un documento congiunto, corredato della sentenza di condanna dello Stato italiano emanata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il position paper dell’Ordine dei medici di Taranto sullo stabilimento ex Ilva, altra documentazione e fotografie delle recenti emissioni dell’impianto siderurgico tarantino". Il prefetto Martino, annunciano le associazioni, "ha dichiarato di voler prendere visione dell’intero incartamento, prima di trasmettere lo stesso al Governo italiano, per farsi un’idea più dettagliata delle criticità del territorio del quale solo da pochi giorni ricopre la carica di prefetto".

    "I rappresentanti delle associazioni - si annuncia - hanno colto l’occasione per parlare anche del “Piano di Emergenza” interno ed esterno,  in caso di incidenti rilevanti, sollevando alcune perplessità sull’effettiva capacità dello stesso di garantire la sicurezza dell’intera popolazione interessata".

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