Il mare pugliese è stato qualificato "in uno stato di qualità eccellente" per il 99,7% delle sue acque: il dato è stato reso noto all'Arpa Puglia, che ieri ha presentato  i risultati delle attività svolte dal proprio Centro Regionale Mare (CRM) a nove mesi dalla sua istituzione.

    Stando ai risultati del monitoraggio, la Puglia, insieme alla Sardegna, ha il miglior dato di tutto il territorio nazionale relativamente allo stato di salute delle sue acque.  

Da ieri il castello aragonese di Taranto, della Marina Militare, è di nuovo aperto alle visite guidate dopo l’interruzione per il Covid ed è soprattutto visitabile per intero, visto che ieri è stata inaugurata un’ala, il cosiddetto “Maschio” del Castello, sinora chiusa per lavori di restauro.

     Come ha spiegato l’ammiraglio Francesco Ricci, curatore del castello, “oggi si corona un lavoro che per quanto riguarda il restauro del “Maschio” ha richiesto quasi due anni ed è stata opera estremamente meritoria del team di restauro del castello. Team - ha rilevato Ricci - che ha fatto qualcosa di straordinario perché in due anni ha riportato alla luce il “Maschio” così come era 500 anni fa e i risultati sono stati estremamente interessanti per diversi motivi. Abbiamo infatti riportato il “Maschio” nella configurazione che aveva prima che lo coprissero di intonaco nell’800 e nel ‘900. Poi - ha aggiunto Ricci - è diventato molto più bello, perché non c’è paragone tra come era prima e come è adesso, e anche dal punto di vista della sicurezza è migliorato perché tendevano a staccarsi alcune parti”. Infine, ha detto Ricci, “ed è la cosa più importante, riportando alla luce le strutture murarie sottostanti l’intonaco, è emersa la struttura originaria del “Maschio” con due aperture originarie, al piano terra e al primo piano, che sono tipiche delle strutture castellari del dodicesimo-tredicesimo secolo. Questo - ha affermato Ricci - ci permette di retrodatare il “Maschio” al periodo svevo-angioino o addirittura normanno. Trovata poi la cornice di una finestra realizzata con delle rosette a punta di diamante, appartenenti al periodo angioino. Quindi il “Maschio” risale con ogni probabilità - ha spiegato Ricci - al periodo normanno, svelo, angioino ed è stato poi incorporato dagli aragonesi nel loro castello”. 

 

Restauro, ricerca archeologica e  apertura al pubblico, sono i tre aspetti della valorizzazione del castello di Taranto, ha aggiunto Ricci, che ha poi sottolineato che la ricerca ha permesso di scoprire tracce che risalgono a quasi tremila anni di storia mentre l’anno scorso i visitatori hanno tagliato il traguardo di un milione a partire dal 2005, anno dell’apertura al pubblico del maniero. Col restauro del “Maschio”, ha detto ancora Ricci, “abbiamo superato il 75 per cento dell’intero castello” che ha poi dato atto all’ammiraglio Salvatore Vitiello, attuale numero 1 della Marina Militare a Taranto, che “pensa al successo dell’impresa, ad avere sempre più visitatori e a far avanzare il restauro archeologico”.

   Lo scorso anno il castello di Taranto, tra i beni culturali pugliesi più visitati, ha registrato l’afflusso di 138.587 visitatori, superando del 14% risultato ottenuto nel 2018 di  121.575 visitatori. Di questi, sono 68.284 dall’Italia, Taranto esclusa, e 20.991 stranieri.

Da ieri il castello aragonese di Taranto, della Marina Militare, è di nuovo aperto alle visite guidate dopo l’interruzione per il Covid ed è soprattutto visitabile per intero, visto che ieri è stata inaugurata un’ala, il cosiddetto “Maschio” del Castello, sinora chiusa per lavori di restauro.

     Come ha spiegato l’ammiraglio Francesco Ricci, curatore del castello, “oggi si corona un lavoro che per quanto riguarda il restauro del “Maschio” ha richiesto quasi due anni ed è stata opera estremamente meritoria del team di restauro del castello. Team - ha rilevato Ricci - che ha fatto qualcosa di straordinario perché in due anni ha riportato alla luce il “Maschio” così come era 500 anni fa e i risultati sono stati estremamente interessanti per diversi motivi. Abbiamo infatti riportato il “Maschio” nella configurazione che aveva prima che lo coprissero di intonaco nell’800 e nel ‘900. Poi - ha aggiunto Ricci - è diventato molto più bello, perché non c’è paragone tra come era prima e come è adesso, e anche dal punto di vista della sicurezza è migliorato perché tendevano a staccarsi alcune parti”. Infine, ha detto Ricci, “ed è la cosa più importante, riportando alla luce le strutture murarie sottostanti l’intonaco, è emersa la struttura originaria del “Maschio” con due aperture originarie, al piano terra e al primo piano, che sono tipiche delle strutture castellari del dodicesimo-tredicesimo secolo. Questo - ha affermato Ricci - ci permette di retrodatare il “Maschio” al periodo svevo-angioino o addirittura normanno. Trovata poi la cornice di una finestra realizzata con delle rosette a punta di diamante, appartenenti al periodo angioino. Quindi il “Maschio” risale con ogni probabilità - ha spiegato Ricci - al periodo normanno, svelo, angioino ed è stato poi incorporato dagli aragonesi nel loro castello”. 

 

Restauro, ricerca archeologica e  apertura al pubblico, sono i tre aspetti della valorizzazione del castello di Taranto, ha aggiunto Ricci, che ha poi sottolineato che la ricerca ha permesso di scoprire tracce che risalgono a quasi tremila anni di storia mentre l’anno scorso i visitatori hanno tagliato il traguardo di un milione a partire dal 2005, anno dell’apertura al pubblico del maniero. Col restauro del “Maschio”, ha detto ancora Ricci, “abbiamo superato il 75 per cento dell’intero castello” che ha poi dato atto all’ammiraglio Salvatore Vitiello, attuale numero 1 della Marina Militare a Taranto, che “pensa al successo dell’impresa, ad avere sempre più visitatori e a far avanzare il restauro archeologico”.

   Lo scorso anno il castello di Taranto, tra i beni culturali pugliesi più visitati, ha registrato l’afflusso di 138.587 visitatori, superando del 14% risultato ottenuto nel 2018 di  121.575 visitatori. Di questi, sono 68.284 dall’Italia, Taranto esclusa, e 20.991 stranieri.

 Nessun contagio e nessun decesso da coronavirus in Puglia, a fronte di 2.4113 tamponi effettuati nelle ultime ore.  Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 180664 test, a fronte dei quali sono stati scoperti 4.530 casi positivi. Attualmente le persone contagiate sono 112 (88 seguite a domicilio e 24 ricoverate) e 3873 i pazienti guariti mentre 545 sono state le persone decedute. 

 Istituzioni ed enti locali di  Taranto criticano il Governo per la gestione del dossier acciaio e alleati contro ArcelorMittal. In particolare, si evidenzia il mancato ascolto della città. In una riunione congiunta è stata espressa “completa sintonia una ferma disapprovazione per la condotta del Governo sulla gestione della vertenza in parola e sulla mancanza assoluta del dovuto coinvolgimento del livello territoriale”. Inoltre, si afferma, “hanno ribadito la convinta e ormai ampiamente motivata contrarietà alla permanenza di ArcelorMittal a Taranto a qualunque titolo”.

   La presa di posizione congiunta registra l’adesione di sindaco di Taranto, sindaci dell’area di crisi ambientale, oltre Taranto, anche Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola, e presidenti di Provincia, Camera di Commercio di Taranto e Autorità portuale. I diversi soggetti istituzionali chiedono di nuovo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte,  “la convocazione del tavolo che deve occuparsi della definizione di un accordo di programma sul futuro dello stabilimento siderurgico di Taranto”. 

 

“Sono previste - si annuncia - ulteriori azioni di forte resistenza ad ogni nuovo tentativo di affrontare la vertenza ex Ilva senza corrette modalità”. Proprio due giorni fa il premier Conte ha annunciato che il negoziato tra Invitalia, società del Mef, e ArcelorMittal per il coinvestimento dello Stato nella società siderurgica, così come previsto dall’accordo di marzo scorso, è entrato nel vivo, e questo ha già provocato la critica reazione del sindaco.

    Ma c’è avversione anche sull’intero fronte sindacale. Ieri l’incontro sulla nuova cassa integrazione nel siderurgico di Taranto si é chiuso senza alcun accordo con le sigle metalmeccaniche e l’azienda ha confermato il ricorso alla cassa Covid per ulteriori 4 settimane, dal 6 luglio, per un numero massimo di 8150 addetti e annunciato che intende proseguire la cassa Covid sino a fine anno utilizzando gli strumenti che il Governo metterà in campo. Se alla scadenza delle nuove quattro settimane non fosse possibile usare ancora la cassa integrazione Covid, ArcelorMittal ha già annunciato che userà la cassa integrazione ordinaria che a Taranto, per crisi di mercato, ora aggravata dall’impatto Covid, è già cominciata a luglio 2019. 

In un momento in cui tutti i marchi hanno spazi sempre più  ampi sui social network, alcuni grandi  player dell’e-commerce, si stanno spingendo verso reti di negozi fisici. Amazon nel 2019 aveva  infatti annunciato l’intenzione di aprire 3.000 negozi entro il 2021. Ed anche Zalando con i suoi 10  punti vendita fisici conferma  questa tendenza.  Insomma, le nuove strategie  dell’e-commerce mostrano che il commercio fisico, lungi dall’essere superato, rimane fondamentale per aumentare le vendite. Il punto è  l’autenticità dell’offerta, la possibilità di  offrire una esperienza reale al consumatore perché comunque il contatto umano ha un ruolo importante.  La conferma viene  dai numeri, infatti  secondo una indagine di Ayming Lab:  Il 90% dei consumatori accede al negozio per il prodotto stesso (sensazione e tatto) ed il  50%, per provarlo, il  52% per  portarlo a casa subito,  pesa anche  il lato relazionale  39% ed in particolare i consigli dei venditori per il 25%.

Detto ciò, è un dato di fatto che durante il lockdown le vendite on line abbiano registrato un impennata (+ 80%), ha giocato il fattore necessità e probabilmente anche il fermo forzato, il timore di non avere scorte a sufficienza, considerato che c’è persino chi ha pensato bene di fare  scorte di acqua minerale.

E anche vero però che proprio in quei  70 giorni di blocco forzato delle attività del commercio abbiamo preso atto di tutti i limiti dell’e-commerce:  ci è mancato il  contatto umano, la possibilità di toccare e valutare da vicino la merce.  Soprattutto abbiamo capito quanto i negozi contribuiscano a rendere viva la  città, e quanto le attività di vicinato siano importanti per la sicurezza delle nostre città e  paesi perché creano relazioni umane e personali,  forniscono servizi importanti, specialmente per le persone che hanno una mobilità ridotta. Avere  dei  negozi nei luoghi dove si vive e si lavora  significa: comperare  la quantità necessaria; evitare gli sprechi; relazionarsi con un negoziante in grado di fornire consigli utili e personalizzati;   rispettare  l’ambiente poiché si limitano gli spostamenti; risparmiare tempo.

“La  crisi economica dell’ultimo decennio – commenta Leonardo Giangrande, presidente prov. di Confcommercio- ha di molto indebolito il  commercio di vicinato, e non da meno vi hanno contribuito  le scelte di sviluppo urbanistico spesso lontane da una corretta pianificazione. In particolare le scelte insediative dei grandi centri  commerciali che spesso hanno  generato   un uso degli spazi extra urbani   a scapito dei centri storici e delle aree a vocazione urbana. I distretti urbani del commercio si pongono proprio questo obiettivo: riaffermare il valore sociale e culturale del commercio tradizionale, attraverso  la costruzione di programmi e strategie che mettano in relazione istituzioni e imprese. I negozi diventano così uno strumento di rigenerazione urbana per combattere la desertificazione commerciale dei centri storici e dei quartieri e fornire servizi di prossimità alla popolazione residente.”

L’esperienza del Covid ha riportato al centro la questione del rilancio  del commercio di vicinato e della necessità  di organizzare e sostenere le imprese del  commercio, le piccole attività artigiane  ed i pubblici esercizi attraverso interventi di sistema  che incentivino  le polarità urbane, promuovano le risorse del territorio,  alimentino un clima di fiducia, stimolino i consumi.

“Abbiamo sino ad ora – afferma Giangrande- puntato su una strategia difensiva , di sopravvivenza per uscire dal Covid, ma è giusto ora  coltivare i fattori di rilancio che possono giocare a favore delle attività di prossimità. Dopo questa crisi vediamo un commercio più attento al servizio al cliente, più consapevole della necessità di lavorare per migliorare la esperienza emotiva e sensoriale del cliente  e della necessità di  usare tutte le leve del marketing moderno, per trovare soluzioni  e formule nuove di vendita. ConfcommercioTaranto lavorerà per sostenere le imprese del commercio  verso la fase tre della ripresa. Metteremo in atto i nostri strumenti e l’operatività della nostra struttura tecnica  per facilitare l’accesso al credito, ai servizi, alla formazione, alla digitalizzazione.  Avvieremo inoltre un percorso di comunicazione che  promuoverà il commercio di prossimità, parleremo ai consumatori per spiegare loro  il valore del negozio vicino casa e quanto sia, per noi commercianti, importante e stimolante  la considerazione del cliente. Già nei prossimi giorni lanceremo un hashtag che accompagnerà tutte le nostre iniziative sino a fine annoVogliamo stringere sempre di più il nostro patto di fiducia con i cittadini, che sono in assoluto i nostri più importanti interlocutori. ”

 

 

ArcelorMittal, rappresentata nell’incontro di ieri con i sindacati dal direttore delle Risorse Umane, Arturo Ferrucci, ha dichiarato che "nel caso in cui il governo non dovesse garantire l’estensione della cassa integrazione per Covid oltre il periodo già definito e fino alla fine dell’anno, provvederà ad attivare gli ammortizzatori sociali tradizionali, ripartendo dalla sospensione degli stessi fatta nel periodo precedente all’emergenza sanitaria”. Lo annuncia il sindacato Usb dopo l’incontro - chiuso senza accordo - con ArcelorMittal sulla nuova tranche di cassa integrazione Covid dal 6 luglio, per 4 settimane, per un numero massimo di 8.150 addetti.

    Per l’indotto-appalto, Usb ricorda che attualmente c’é nel siderurgico di Taranto “l’impiego di 2100 dipendenti di ditte dell’appalto su un totale di 4000 unità. Quasi 2000 quindi in cassa integrazione”. “I sindacati - rileva ancora Usb - sono stati inoltre informati circa ripartenza e fermata di alcuni impianti: il 27 luglio si fermerà per termine commessa Produzione Lamiere per un periodo di 5 settimane e ripartirà solo in caso di nuove commesse; Laf, Laminatoio a freddo, al momento in attività, si fermerà subito dopo se non dovesse esserci altro lavoro; restano fermi acciaieria 1 e altoforno 2”. 

 

L’Amministrazione Di Cillo, ancora una volta, accanto alle esigenze dei propri concittadini: per
questo, nell’ambito delle politiche educative, prende forma l'offerta dei Centri Estivi, promossi
dal Comune di Carosino e realizzati in collaborazione con l’Associazione “La Matassa”.
Un importante servizio formativo e sociale in favore della prima infanzia, con impatto immediato
sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne e delle famiglie del territorio, che permetterà a
quest’ultime di garantire un sostanziale contributo alla crescita educativa dei minori, nonostante la
chiusura dell’attività scolastica.
Pertanto, da mercoledì 1 Luglio a venerdì 31 Luglio, salvo possibilità di proroga, il Comune
di Carosino organizza il “Campo estivo 2020”, con una disponibilità complessiva di un massimo di
40 posti, inevitabilmente ridotta in termini di numero nel rispetto delle regole Governative imposte
dal Covid-19, che si svolgerà nel plesso scolastico della Scuola dell’infanzia “Agazzi”.
L’Assessore alla P.I.e alla Cultura, Dott.ssa Maria Teresa Laneve, si è espressa nel merito:”Il
Comune di Carosino, di concerto con i Dirigenti Comunali, ha cercato la collaborazione dei
volontari che da diversi anni collaborano con le Amministrazioni Comunali, e che ormai hanno il
polso del territorio in questo particolare campo: abbiamo tenuto conto dell’importanza di ritrovare
una forma di socialità alternativa all’isolamento forzato, vissuto dai più piccoli nei precedenti mesi
di lockdown, oltre che delle richieste delle famiglie in questo particolare momento”.
Il progetto interessa minori di età compresa tra i 4 e i 12 anni e l’accesso al servizio sarà
prioritariamente garantito per le famiglie con maggiori difficoltà nella conciliazione tra cura e
lavoro, salvo garantire uno spazio per bambini appartenenti alle famiglie con disagio socio-
economico.
Secondo il Consigliere alle Politiche Giovanili, Avv. Roberta Frascella “ Rispetto alle scorse
edizioni, il Campo Estivo 2020 è stato ricalibrato - nella propria struttura organizzativa - in
relazione alle misure straordinarie connesse alla situazione epidemica in atto. Nonostante tutto,
abbiamo voluto garantire un servizio che da anni si è rivelato essere essenziale per i nostri bambini
e le rispettive famiglie: è nostra premura, oggi più che mai, tutelare le esigenze ludiche delle nuove
generazioni, tenendo conto delle necessità lavorative ed organizzative dei genitori, sostenendo
quest’ultimi nel superamento di questa delicata fase di ripresa socio-economica.”.
Ad ogni modo, altre forme di sostegno, volte alla socializzazione dei più piccoli, sono al vaglio del
Settore P.I.- Cultura e Politiche Giovanili, per agevolare ulteriormente le famiglie in cui i genitori
lavorano entrambi, al fine di rendere questo momento di difficoltà il meno gravoso possibile
 
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Un'altro importante divieto è venuto meno. A decorrere da oggi 1 luglio 2020, è infatti consentita la ripresa del trasporto pubblico regionale/locale di linea ferroviario, automobilistico extraurbano, nonché del trasporto pubblico non di linea e dei servizi autorizzati (taxi, noleggio con conducente, autobus a fini turistici, inclusi i servizi atipici e il noleggio con/senza conducente), a pieno carico, limitatamente ai soli posti a sedere per i quali i mezzi di trasporto sono omologati, evitando comunque che vengano occupati posti vicino al conducente e fermo l’obbligo di usare a bordo protezioni delle vie respiratorie. Lo dispone una ordinanza del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano la n. 273/2020: https://tinyurl.com/y822cfeb

 

 
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E' stato approvato nel consiglio provinciale che si è tenuto questo mattina a Palazzo di Governo, il “Regolamento della commissione delle Pari Opportunità” della Provincia di Taranto.

“Oggi è un giorno molto importante per me” - ha dichiarato Sabrina Pontrelli consigliera eletta alla Provincia nel febbraio 2019 - “Quale unica consigliera donna di questa assise provinciale sentivo il dovere di portare a compimento questo iter che di fatto colma una lacuna esistente da diverso tempo in Provincia. E per questo sento di dover ringraziare in primis il presidente Gugliotti che ha mostrato subito interesse verso la mia proposta, la Consigliera provinciale di Parità, Gina Lupo con la quale ho condiviso questo percorso e l'ufficio Pari Opportunità, diretto da Stefano Semeraro e coadiuvato dal funzionario Ingrid Iaci, con il quale è stato possibile un vero e proprio lavoro di squadra. Ho in programma alcuni progetti che intendo portare a compimento entro la fine di questo mio mandato. ”

Come previsto dal regolamento, toccherà ora al presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti, convocare al più presto la prima seduta della commissione in seno alla quale verranno eletti il Presidente e il suo vice.

Oltre alla consigliera crispianese eletta nel consiglio provinciale ed alla Consigliera di Parità territorialmente competente, cosiddetti membri “di diritto”. faranno parte della commissione anche tre rappresentanti nominati dalle organizzazioni sindacali, nonché rappresentanti, tra gli altri, del mondo del volontariato e degli ordini professionali. “Un organo molto importante” - ha infine aggiunto la Pontrelli - “previsto dal regolamento e del quale intendo ampiamente avvalermi, è la “Consulta” delle consigliere elette nei comuni della provincia ionica. Al di là degli schieramenti di appartenenza, quello che ci unirà sarà l'obiettivo di portare avanti tutte quelle azioni che garantiscano l'uguaglianza fra donne e uomini, che consentano l'abbattimento degli stereotipi di genere, che rendano realizzabile un maggior impegno delle donne in politica, che consentano la realizzazione di progetti ed interventi nel mondo della scuola nonché tutte quelle azioni che permettano di prevenire comportamenti molesti o lesivi nei confronti delle donne e dei minori”.

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