Il sindaco di Sava (Taranto), Dario Iaia, è risultato positivo al Covid ed é attualmente ricoverato in ospedale a Taranto. Lo ha comunicato lui stesso. “Cari amici e concittadini - ha scritto Iaia in un post su Fb - vi comunico che questa mattina sono stato ricoverato presso l’ospedale Nord di Taranto perché risultato positivo al Covid 19. Sto abbastanza bene - prosegue - ed affronterò, come sempre, anche questa prova. Tutti i miei contatti saranno sottoposti alla quarantena ed al tampone. Il Dipartimento di Prevenzione è al lavoro per garantire la sicurezza di tutti. Vi terrò aggiornati. A presto!”. Iaia, avvocato, è esponente di Fratelli d’Italia. 

Intanto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi giovedì 24 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 4.123 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 73 casi positivi: 37 in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi, 5 nella provincia BAT, 19 in provincia di Foggia, 5 in provincia di Lecce, 6 in provincia di Taranto.

Sono stati registrati 3 decessi: 2 in provincia di Bari e 1 in provincia di Taranto.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 389613 test.

4.455 sono i pazienti guariti.

2.263 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 7.304, così suddivisi:

2.846 nella Provincia di Bari;

602 nella Provincia di Bat;

764 nella Provincia di Brindisi;

1.746 nella Provincia di Foggia;

772 nella Provincia di Lecce;

515 nella Provincia di Taranto;

58 attribuiti a residenti fuori regione;

1 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 24.9.2020 è disponibile al link: http://rpu.gl/5i5OF

“Il governo, i commissari ed Emiliano vogliono cacciarci ma noi non vorremmo andare via”. Lo ha detto l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, nella riunione in corso a Roma con i sindacati metalmeccanici secondo quanto si apprende da fonti sindacali. Per Morselli, “le ispezioni dei commissari all’interno dello stabilimento, non hanno evidenziato alcuna criticità”. Secondo la top manager, “gli impianti sono sicuri, non cadono a pezzi come dichiarano i sindacati Abbiamo un tavolo aperto con Invitalia. La prossima settimana si entrerà nel merito della discussione”. “Vorrei - ha detto ancora Morselli - che negli incontri e ipotetici accordi vengano coinvolte anche le istituzioni locali”. Circa la ripartenza dell’altoforno due - uno dei tre operativi del siderurgico di Taranto che attualmente marcia solo con gli altiforni 1 e 4 - Morselli ha infine detto che “non è possibile al momento”.

   “L’incontro con l’azienda sta andando male”, spiega ad AGI una fonte tra i partecipanti al tavolo. E un’altra aggiunge: “Stiamo rappresentando le criticità della fabbrica ma ognuno resta sulla propria posizione e al momento abbiamo solo posizioni diverse”. 

Non condividendo la piega assunta dal confronto l’USB ha abbandonato il tavolo 

“Abbiamo deciso di lasciare per la mancanza di rispetto manifestata nei confronti delle famiglie e del loro dramma”. 

“La Morselli legge il giornale mentre le oo.ss. parlano.” È l’amaro commento del coordinatore USB di Taranto Franco Rizzo.

Ecco la sua nota

“Non ci sono piú assolutamente le condizioni per portare avanti questa storia. Inaccettabile mancanza di rispetto da parte dell'amministratore delegato di Arcelor Mittal Lucia Morselli  che legge il giornale mentre i rappresentanti dei lavoratori cercano di illustrare l'attuale gravissimo stato della fabbrica diventata ormai pericolosissima. Pochi minuti sono bastati per arrivare alla solita conclusione: non vi è da parte della multinazionale la minima considerazione. Lo Stato inoltre continua ad assecondare questo inammissibile atteggiamento di totale strafottenza.

Ribadiamo le numerose mancanze: disattesi tutti gli impegni sotto ogni punto di vista, scelta del personale da assumere fatta in maniera unilaterale (si ricordi la condotta antisindacale riconosciuta  dal giudice del lavoro), numero unità lavorative assunte inferiore a quello stabilito, assenza di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria con le ovvie conseguenze per quel che riguarda la sicurezza in fabbrica, pesante clima di paura e precarietà che serpeggia tra i lavoratori, abuso della cassa integrazione. In particolare va detto che, per quel che riguarda la pericolosità degli impianti, gli stessi commissari hanno verificato quello che diciamo. Anche per l'appalto AM utilizza il ricatto nei confronti delle aziende con vere e proprie black lists, pesanti ritardi nei pagamenti, minacce nei confronti delle aziende che si lamentano alle quali viene chiaramente detto che con facilità le stesse possono essere sostituite.A questo si aggiunge la totale mancanza di relazioni sindacali. 

Crediamo che sia stato superato di gran lunga il limite. Arcelor Mittal deve andare via. Non ci sono piú canali di comunicazione. Il Governo cacci questo gruppo e riparta mettendo in sicurezza gli impianti.”

 

Intanto l’azienda al termine di un confronto a tratti molto acceso dopo aver preso atto delle richieste dei sindacati ha programmato degli incontri specifici con le RSU a partire da domani. Qualora le richieste di sindacati e lavoratori dovessero essere disattese si riprenderà con la mobilitazione 

Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli all'incontro tenuto con i sindacati al Mise "si è impegnato a intervenire su ArcelorMittal Italia affinché ci sia una convocazione a livello locale a strettissimo giro per consentire alle organizzazioni sindacali di esporre tutte le questioni relative alla sicurezza dello stabilimento di Taranto". Lo riferiscono Guglielmo Gambardella, responsabile siderurgia Uilm Nazionale e Antonio Taló, segretario Uilm Taranto, secondo cui grazie al confronto con i sindacati è stato pianificato un primo incontro tecnico per lunedì prossimo in cui saranno presenti organizzazioni sindacali e Invitalia sulle questioni relative al futuro piano industriale dell'ex Ilva. A questo ne seguiranno altri per tutto il mese di ottobre.

    "Lo sciopero - riferiscono i sindacalisti - per ora è sospeso, valuteremo eventuali altre iniziative in base all'approccio del governo".

 

 "Le questioni messe sul tavolo dal ministro Patuanelli sono tre e su queste abbiamo chiesto impegni precisi", spiegano Gambardella e Taló. "La prima questione riguarda la situazione insostenibile a Taranto. Lo stabilimento non è sicuro. Le organizzazioni territoriali hanno da tempo lanciato grida di allarme. Sono tre gli incidenti importanti che danno il senso dello stato di degrado di quel sito. In acciaieria stava cadendo parte dell'impianto. Un incidente altrettanto grave negli agglomerati e infine è crollato un carroponte. La situazione è già grave. Il primo impegno che chiediamo, quindi, è quello di obbligare ArcelorMittal immediatamente a ristabilire le condizioni di sicurezza minime. Noi non diremo ai lavoratori di tornare sugli impianti se non sono sicuri". 

    "Seconda questione - aggiungono i sindacalisti - riguarda la situazione complessiva: per noi gli investimenti su afo 5 paventati dal Ministro o il forno elettrico e il pre ridotto sono solo slogan. Noi a oggi non abbiamo visto nulla di concreto. L'accordo del 2018 è stato siglato dopo più di un anno di trattativa e sull'ambientalizzazione ci fu un addendum proprio perché vennero accolte delle nostre richieste, oltre al fatto che garantiva la piena occupazione. Abbiamo chiesto di sapere quando ci confronteremo sul piano industriale. Chiediamo di essere coinvolti, perché abbiamo la presunzione di poter dare indicazioni anche sulle questioni tecniche". 

    "Terza questione - continuano - la siderurgia e i Recovery Fund. Il Mise dovrà presentare dei progetti e i progetti riguardano le persone. Per cui anche su questo sentiamo la necessità di confrontarci, per capire rispetto alle risorse quale sarà la siderurgia del domani in Italia".

    "Infine restiamo basiti sull'affittuario. Non ha fatto gli investimenti che si era impegnato a fare nei due anni, ha distrutto quello che era un patrimonio industriale del Paese, ha acquisito mercato e clienti, non ha pagato l'affitto e alla fine potrebbe chiederci pure i danni. Prendiamo atto del fatto che ArcelorMittal non può essere il futuro di Taranto".

 

Fim, Fiom e Uilm hanno perciò deciso di sospendere lo sciopero in programma per oggi. La decisione Infatti è arrivata al termine dell'incontro con il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

“Abbiamo disposto, con una mia ordinanza”, per chi arriva dalla Francia “il tampone obbligatorio”. Lo annuncia il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine di un incontro a Bari. Saranno monitorati “tanti altri Paesi europei e ci muoveremo di conseguenza sulla base dell'evoluzione epidemiologica", chiarisce. "A livello europeo vediamo una tendenza che continua a essere quella di una crescita della circolazione del virus e non possiamo pensare che il virus circola in alcuni Paesi e altri ne siano totalmente estranei: sarebbe sbagliata una valutazione di questa natura. Per questo io continuo ad insistere sulle norme, sui comportamenti, sul rigore, su una linea di grande attenzione e di grande precauzione”, aggiunge il ministro. 

“Oggi sono in ufficio in presidenza, abbiamo valutato tutta una serie di azioni che sono in corso soprattutto per la riapertura delle scuole che domani prenderanno il via. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato duramente per questa riapertura". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano  precisando che  "sono in corso i calcoli abbastanza complessi per stabilire la composizione del Consiglio regionale. Non sappiamo ancora in maniera definitiva chi sarà eletto e chi purtroppo non ce la farà. Voglio cogliere l’occasione per ringraziare tutti i canditati, di tutti gli schieramenti, che pur non risultando eletti si sono battuti con onore e con grande impegno". "Ma oggi - ha proseguito - è il momento di prendere subito una decisione che spetta a me e che non posso delegare a nessun altro. La decisione di comporre la Giunta per metà con donne e per metà con uomini. Questo 50 e 50 noi lo dobbiamo a tutte quelle donne che hanno lottato per avere la doppia preferenza di genere. Voi sapete che di fronte ad uno stallo da parte del consiglio regionale, siamo riusciti a convincere il presidente del Consiglio e il ministro Boccia addirittura ad applicare i poteri sostitutivi per introdurre nella legge elettorale pugliese la doppia preferenza. E gli effetti credo che si vedranno - ha concluso -  abbiamo molte più donne elette dell’altra volta e certamente ci sono molte donne nella parte che io rappresento. Non sappiamo ancora chi sarà in Giunta e chi no, ma certamente sarà una Giunta in cui la parità di genere verrà rispettata in maniera stretta".

Entro la prossima settimana il ministero dello Sviluppo economico prevede che si arrivi alla definizione dell’assetto societario dell'ex Ilva. E' quanto avrebbe detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli all'incontro in corso al Mise con i sindacati.

    Nei giorni scorsi Patuanelli aveva affermato che lo Stato sarà presente nell’assetto societario dello stabilimento siderurgico pugliese, non precisando la quota. 

 

 Il ministro Patuanelli avrebbe inoltre dichiarato al tavolo con Fim, Fiom e Uilm che il piano di marzo è perfettibile e che è necessario intervenire garantendo sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il consulente Francesco Caio e l’ad di Invitalia Domenico Arcuri stanno portando avanti la trattativa ponendo come punti fermi - avrebbe aggiunto il ministro - la piena produzione alla fine del piano e necessità di investimenti anche privati.

    Il commissario straordinario dell'Ilva Alessandro Danovi avrebbe assicurato che nelle prossime settimane si continuerà a chiedere ad ArcelorMittal il rispetto degli impegni, osservando che le ispezioni condotte per valutare le condizioni dello stabilimento di Taranto (di proprietà di Ilva in as) non sarebbero andate benissimo. 

 In vista dell’incontro di oggi alle 17 al Mise tra il ministro Stefano Patuanelli e i sindacati metalmeccanici sulla crisi ArcelorMittal, molti lavoratori del siderurgico di Taranto, soprattutto tra quelli in cassa integrazione, stanno inviando in queste ore sms e vhatsapp al governatore Michele Emiliano il cui numero di cellulare è sostanzialmente pubblico per averlo fornito tante volte lo stesso Emiliano. La richiesta degli operai al riconfermato presidente della Regione Puglia è quella di tenere la guardia alta sulla vicenda e di assicurare la sua presenza e il suo sostegno. 

 

 “Governatore - si legge in uno dei messaggi ad Emiliano - sicuramente ha già ricevuto altri messaggi di aiuto per la questione ex Ilva ArcelorMittal. Siamo sul punto di non ritorno, esasperati con appena 800/900€ euro al mese per cassa integrazione Covid. Come saprà la situazione è giunta al midollo e c’è il rischio di collasso totale nonché esasperazione ai massimi livelli. Le chiedo di rappresentarci e di risolvere questa situazione”. E in in altro messaggio a Emiliano si legge: “Salve signor Emiliano, siamo un gruppo ArcelorMittal di Taranto esasperati dalla situazione lavorativa. Oggi ci incontreremo davanti alla portineria direzione alle 16 aspettando una risposta dallo Stato che avrà l’incontro con i nostri segretari come credo lei già sappia. Sarebbe gradita la vostra presenza come governatore di Puglia - prosegue il messaggio degli operai ad Emiliano - o di chi la rappresenta qui a Taranto. Non abbandonateci”. Intanto da i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb viene precisato ai lavoratori del siderurgico che “Lo sciopero di 24 ore proclamato per la giornata di domani,è al momento confermato e subirà possibili variazioni soltanto in caso di risposte positive che emergeranno dall’incontro odierno con il Mise. Sarete aggiornati subito dopo l’incontro”. 
(foto Leccecronaca.it) 

l presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi mercoledì 23 settembre 2020 in Puglia, sono stati registrati 4014 test per l'infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 89 casi positivi: 29 in provincia di Bari, 2  in provincia di Brindisi, 11 nella provincia BAT, 35 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Lecce, 6 in provincia di Taranto, 4 residenti fuori regione.

Sono stati registrati 2 decessi: 1 in provincia di Bari e 1 in provincia di Taranto.

Dall'inizio dell'emergenza sono stati effettuati 385490 test.

4.426 sono i pazienti guariti.

2.222 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 7.231, così suddivisi:

2.809 nella Provincia di Bari;

597 nella Provincia di Bat;

763 nella Provincia di Brindisi;

1.727 nella Provincia di Foggia;

767 nella Provincia di Lecce;

509 nella Provincia di Taranto;

58 attribuiti a residenti fuori regione;

1  provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l'acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

“Statalizzare è una parola sbagliata” ma “se lo Stato fa la sua parte, anche la Regione è pronta a fare la sua”. Lo ha detto oggi, a proposito di ArcelorMittal, il riconfermato governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, in una intervista a 'Radio 24'. “Noi - ha detto Emiliano - siamo disposti a entrare nel capitale di Ilva, ovviamente sono partecipazioni simboliche, anche se importanti, per garantire creditori 150 milioni di euro a tutto l’indotto locale. Ora - ha aggiunto - 150 milioni possono sembrare una cifra piccola ma a Taranto togliere alle aziende dell’indotto 150 milioni, vuol dire farne fallire la metà”. Per Emiliano, “questi 150 milioni possono essere trasformati nelle quote di una nuova azienda”. 

 

Circa il ruolo della Regione Puglia nella vicenda, Emiliano ha sostenuto che “noi potremmo partecipare perché l’Ilva consuma moltissima acqua potabile purtroppo, e l’Acquedotto Pugliese, che è il più grande d’Europa ed è un’azienda fantastica totalmente di proprietà della Regione, efficientissima e che fa utili, è disposta a entrare nel capitale. Noi - ha rilevato Emiliano - possiamo provare a garantire la prosecuzione dell’attività industriale e i processi di ricostruzione della fabbrica secondo le regole della decarbonizzazione”.

    Secondo il presidente della Regione Puglia, “150 milioni sono i soldi che lo Stato dovrebbe restituire agli imprenditori locali, i quali, avendo capito che li hanno persi, sarebbero disposti a trasformarli in una quota di partecipazione, dopo di che la Regione potrebbe aggiungere altri milioni di euro, in dimensione ragguardevole. Ci prendiamo la responsabilità, insieme al Governo, di gestire questa fabbrica secondo regole moderne con innovazioni tecnologiche avanzate, garantendo la salute perché se proprio deve funzionare questa fabbrica, certo non può continuare a funzionare con il ciclo integrato basato sul carbon coke”. “Nessuno ha qui l’idea che l’Italia debba venir fuori dal settore dell’acciaio, io lo ribadisco - ha specificato Emiliano - perché spesso i miei avversari politici hanno cercato di far passare l’idea di un Emiliano matto che pensa di fare a meno dell’acciaio. Non è assolutamente così. Noi  però pensiamo - ha detto ancora - che questa fabbrica vada affidata in mani consapevoli dell’importanza strategica del sito e anche consapevoli che proprio perché questo sito è importante, va reso compatibile con la salute delle persone”. 

 Il MediTa, Festival della Cultura mediterranea, promosso dal Comune di Taranto in collaborazione con l’Orchestra della Magna Grecia, entra ufficialmente nel vivo. Stamattina  la conferenza stampa di presentazione nel teatro comunale Fusco e domani il primo importante evento con  Amii Stewart, la prima delle tre star della rassegna in programma sulla Rotonda del Lungomare di Taranto. Gli altri due artisti sono Sergio Bernal, ballerino di classica e flamenco, e Achille Lauro, uno dei cantautori italiani più noti. Stewart domani sera si esibirà insieme con l’Orchestra della Magna Grecia, diretta dal maestro Roberto Molinelli, e il L.A. Chorus, diretto dal maestro Graziano Leserri, nel primo degli eventi titolato 'Dear Ennio', in ricordo del maestro Ennio Morricone recentemente scomparso. Ad Amii Stewart sarà assegnato il “Premio dei Due Mari 2020 – Cultura del Mediterraneo” istituito dalla Banca di credito cooperativo di San Marzano di San Giuseppe (Taranto). 

 

Per il presidente dell’Istituto bancario, Emanuele di Palma, “lo scopo del premio  è riconoscere gli artisti che portano cultura a Taranto. Non è un caso che il premio sia stato intitolato ai “Due Mari”, per affermare la stretta correlazione fra città e tradizioni. Promuoviamo da sempre la cultura - dichiara di Palma - come fattore di crescita del singolo individuo oltre che di sviluppo dell’intera collettività. Per questa ragione - prosegue - ci impegniamo con convinzione ed entusiasmo a favorirne la diffusione, sostenendo manifestazioni come il MediTa Festival. Taranto - conclude - merita una visibilità diversa, per la sua storia, le sue tradizioni e la sua bellezza”.  Secondo appuntamento di MediTa è per venerdì 25 settembre, alle 21, con “Sergio Bernal balla il Bolero di Ravel”. Ospite la violinista Hawijch Elders, dirige l’Orchestra della Magna Grecia il maestro Roberto Gianòla. Terzo e ultimo appuntamento con il MediTa, sabato 26 settembre, alle 21, protagonista Achille Lauro. A Taranto, per il MediTa, Lauro presenta in anteprima nazionale il suo progetto musicale in versione sinfonica con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal maestro Piero Romano. Ospite del concerto, la cantante Nahaze. 

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