Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1125)

Palagiano (Ta)Questa sera, dalle ore 17, presso l’auditorium della scuola “Rodari” in via Bachelet si torna a parlare della crisi del comparto agrumicolo, mettendo insieme gli attori del territorio, gli agrumicoltori ma anche gli agronomi, le associazioni di categoria e tutte le istituzioni. 

Invitati dal primo cittadino Domiziano Lasigna, tutti i sindaci dei comuni del versante occidentale e le associazioni di categoria. A chiudere l’assemblea saranno Giovanni Gugliotti presidente della Provincia di Taranto e il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.

L’occasione sarà utile per presentare, con l’ausilio di alcuni agronomi locali, la proposta del nuovo disciplinare marchio Dop.

Palagiano – spiega il sindaco Lasigna - è in prima linea, insieme alle altre comunità, a costruire con gli agricoltori nuovi percorsi basati su ascolto, approfondimento e azione. I processi avviati hanno come unico obiettivo la tutela del nostro prodotto e la difesa dei nostri produttori lungo tutta la filiera agrumicola. Chi oggi lavora a dividere e a isolare non sta facendo il bene degli agricoltori, non lavora a soluzioni possibili.

Un appuntamento, quello odierno, già annunciato nell’incontro tenutosi nei giorni scorsi, nell’aula consiliare, che ha visto allo stesso tavolo, Lasigna, Quarto e Maria Rosaria Borracci, sindaco di Palagianello, gli imprenditori agrumicolFloriano Convertino eVincenzo Stellaccio, ma anche Alfonso Cavallo e Aldo Raffaele De Sario, presidente e direttore di Coldiretti Taranto, promotori dell’iniziativa. 

Dagli interventi di questi ultimi è emersa la necessità di iniziare a costruire sul territorio un percorso condiviso, in cui ognuno debba fare la sua parte. Serve un gioco di squadra. Divisi non si va da nessuna parte”. Da dove partire? “Iniziando a identificarsi e diversificarsi sul territorio – ha detto il presidente Cavallo -. In un mercato globalizzato dove prevale la concorrenza sleale, non regolamentata da leggi, bisogna puntare sulla qualità del prodotto e sulla sua promozione, investendo anche negli accordi di filiera che possono rappresentare il primo passo per diversificarsi sul mercato”, così come evidenziato anche da Francesco D’Onghia, presidente sezione Coldiretti Mottola.

Poi, la necessità, rimarcata anche dal direttore De Sario di battersi perché in Europa, relativamente alla commercializzazione del prodotto, ci sia il rispetto delle leggi: “Diversamente, non c’è qualità del prodotto o competitività che tenga. Pensiamo alle importazioni selvagge contro cui Coldiretti si è sempre battuta. Negli ultimi due mesi, il prodotto del Marocco, triangolando per la Spagna, è arrivato in Europa e, solo per esserci entrato, è diventato europeo. 170mila quintali di agrumi marocchini venduti per prodotto europeo”.

E, ancora, il bisogno di risorse, che aiutino i produttori a rinnovare le strutture, a provvedere ai cambi varietali del prodotto, a investire nella promozione dello stesso. Ma necessita fare rete e condividere lo stesso percorso e le stesse strategie.

Concordi anche i sindaci Quarto e Borracci nel sottolineare come sia “fondamentale continuare ad incontrarsi ai tavoli istituzionali che aprono il fronte e allargano il confronto”.

“Per la ripresa del comparto – ha rimarcato Lasigna - non esiste un’unica soluzione. Occorre rivedere i disciplinari dei marchi di qualità. Necessita puntare alla cooperazione, alla promozione e portare la voce degli agricoltori non solo all’attenzione della politica regionale e nazionale, ma anche all’attenzione della politica europea. Bisogna investire sull’identità territoriale, credendo nella qualità imbattibile del prodotto”.

L’ Incontro fra Confindustria ed una delegazione di ArcelorMittal Italia rappresentata da Emmanuel Rodriguez (Direttore Acquisti), Annalisa Pasquini (Direttore Risorse Umane), Philippe Aubron (Direttore Finishing Taranto) e Giorgio Battisti (Direttore Sicurezza), si è tenuto nella sede della Camera di Commercio. Presenti circa duecento imprenditori confindustriali.

L’incontro - ha commentato sulla sua pagina FB il Presidente di Confindustria Enzo Cesareo - è stata l’occasione per illustrare le regole di ingaggio dei fornitori locali con ArcelorMittal. "L’indotto pugliese che collabora con il Gruppo - è stato detto nel corso dell'incontro - è quantificabile in circa 200 M€/anno ed è quindi naturale e necessario per ArcelorMittal sviluppare un rapporto di partnership virtuoso e duraturo con le realtà pugliesi e tarantine. ArcelorMittal condivide i risultati positivi con i clienti, i fornitori e la comunità in generale. La trasparenza, secondo le parole del Direttore Acquisti di ArcelorMittal Italia Emmanuel Rodriguez, “rappresenta il migliore strumento per instaurare fiducia e comprensione”. Un rapporto di fiducia che, ha affermato Rodriguez, “permetterà ai fornitori locali di diventare partners di un gruppo globale leader nel settore”. 

Come Confindustria Taranto - ha proseguito Cesareo - si è trattato di un incontro dalla forte valenza, in considerazione dei pochi mesi trascorsi dall'insediamento della nuova cordata. Abbiamo accolto con estremo favore, in questa occasione, l’approccio chiaro e diretto dei rappresentanti di ArcelorMittal Italia. Siamo certi che lo scambio, inteso come necessità di confronto fra l’azienda e Confindustria, possa proseguire anche nei mesi a venire, al fine di ottimizzare ogni forma di collaborazione e poterne così monitorare i ritorni e i benefici – a tutti i livelli, economico, sociale ed ambientale- sul territorio. Contestualmente, accogliamo con altrettanta fiducia la dichiarata disponibilità di AM Italia a dare continuità al rapporto con le aziende dell’indotto locale, nel rispetto degli standard richiesti e nel solco già tracciato in anni di consolidato rapporto fra il centro siderurgico e le nostre imprese.

Greco di AssoMarmo: “Occorre intervenire subito per non provocare la chiusura di tante attività artigianali”. La risposta al Segretario della Filca Cisl.

 

Il perdurare della crisi del comparto edilizio sicuramente penalizza anche quello lapideo. Nei due distretti lapidei di Trani ed Apricena si assiste infatti ad una diminuzione del60%  della produzione. In qualità di associazione di categoria, AssoMarmo ha intrapreso la strada del confronto e del dialogo con Audizioni in commissione Sanità delSenato e varie richieste, sia presso il Ministero dello Sviluppo Economico che nelle varie Regioni ed Enti locali dove sono presenti i nostri associati. 

Per noi, che rappresentiamo gli artigiani del Lapideorimane una strategia fondamentale  riappropriarci del settore della funeraria affinchè si possa ritornare a lavorare per tenere aperte le nostre attività. Proprio in vista di quell’ obiettivo,AssoMarmo chiese nel 2015 l’ audizione in Commissione Sanità al Senato della Repubblica al fine di discutere del DdL 1611 che voleva riformare il settore cimiteriale e funerario. Altresì resta fondamentale immettere i materialilapidei  nella lista dei materiali per il bonus ristrutturazione. Infatti, anche se i materiali lapidei sono di per sé dei materiali da costruzione, in base alla Legge Tupini del 1949 sono considerati dei ‘beni di lusso e quindi esclusi dal bonus ristrutturazione; di conseguenza l’Agenzia delle Entrate rigetta le domande dove vi siano richieste comprendenti materiali lapidei. 

Tutto questo, se fossero state prese in considerazione le nostre proposte, avrebbe consentito al comparto lapideo di iniziare ad incrementare il proprio fatturato. Alla luce di quanto esposto, per la peculiarità del settore stesso, è spiegabile come sia stato possibile  arrivare alla crisi odierna e infine gridare allo scandalo.

Vorremmo, peraltro, ricordare al Segretario Generale della Filca Cisl, Antonio Delle Noci, il quale ha scritto di recente una nota stampa, che noi subiamo, come artigiani, non solo la concorrenza della Cina che acquista in Italia materiale grezzo e che addirittura ha acquistato intere cave, ma subiamo anche quella degli Arabi; infatti, i bacini di Carrara e di Verona sono per il 50% cinesi o arabi, per non parlare della concorrenza sul settore funebre dei monumentini cinesi, venduti con prezzi irrisori tramite alcuni rivenditori diaccessori bronzei. Guadagni che vanno a rimpinguare le casse delle ditte di onoranze funebri. Per quanto esposto AssoMarmo non parteciperà come associazione di categoria allo sciopero del 15 Marzo perché le nostre aziende ed i nostri ARTIGIANI meritano rispetto e non strumentalizzazioni da parte di un sindacato che dimostra di non conoscere le nostre esigenze e neanche le peculiarità del settore lapideo in genere, infatti i distretti di Apricena e di Trani sono in crisi perché i marmisti artigiani non comprano semi lavorati (lastre) come facevano un tempo e il numero delle aziende artigiane che lavorano il marmo diminuisce ogni anno sempre di più.   

Sebastiano Leo, Assessore Formazione, Lavoro e Istruzione della Regione Pugli:”Formatori e personale aggiuntivo per rafforzare i CPI”.

aLa Giunta Regionale Pugliese ha approvato, su proposta dell’Assessore Sebastiano Leo, due atti davvero importanti per il rafforzamento dei servizi per l’impiego.  Il primo atto è la ratifica delle convenzioni con gli Enti di Formazione i cui dipendenti sono attualmente in uso presso i Centri per l’Impiego pugliesi. “Con la ratifica - ha sottolineato Leo - diamo ai Formatori, operatori della formazione, il giusto riconoscimento del loro impegno e professionalità presso i CPI”. Il secondo atto, altrettanto significativo, è l’approvazione dello schema di Convenzione tra la RegionePuglia e l’ANPAL - Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro - per la realizzazione dell’intervento di rafforzamento dei servizi per l’impiego.

Il suddetto Piano di rafforzamento nazionale, che ha carattere straordinario, prevede per la Puglia una dotazione finanziaria di circa 13,4 milioni di euro utili all’immissione di 128 risorse aggiuntive nei centri per l’impiego pugliesi. Questo personale dovrà occuparsi di orientamento, di ausilio alla ricerca di occupazione, di attività formative e della gestione della promozione delle esperienze lavorative.Queste risorse rappresentano personale aggiuntivo rispetto a quello previsto dalla dotazione organica dei centri per l’impiego pugliesi dell’ARPAL e avranno carattere temporaneo anche se, insieme agli altri assessori al lavoro delle regioni italiane - ha ricordato l’Assessorw Leo - stiamo chiedendo al Governo di rendere permanenti queste collaborazioni”.

 

Mercoledì, 20 Febbraio 2019 21:55

Taranto/ Un altro importante passo avanti per la Zes.

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Incontro tecnico a Roma con il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, e tutti i responsabili delle regioni meridionali e insulari coinvolte in questo percorso, finalizzato a definire gli aspetti operativi di concreto funzionamento delle ZES. 

Nel corso della riunione, alla quale ha partecipato anche Mino Borracino Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia accompagnato dalla Dirigente Teresa Lisi, e lßdi presidenti delle due Autorità di Sistema Portuale pugliesi, Avv. Ugo Patroni Griffi e Avv. Sergio Prete, si è decisa una strategia comune che consisterà in alcuni focus di approfondimento che saranno portati avanti, nelle prossime settimane, tra i tecnici dei Ministeri coinvolti e i rappresentanti delle Regioni. In particolare saranno affrontati, con il Ministero per i Beni Culturali, tutti gli aspetti relativi ai pareri che dovranno esprimere le Sovrintendenze, mentre con l’Istituto del Commercio Estero saranno approfondite le strategie di internazionalizzazione e di promozione per gli investitori stranieri dell’opportunità rappresentata dalle ZES, mentre con l’Agenzia delle Dogane sarà affrontata la delicata questione relativa ai corridoi doganali.

Altro importante tema discusso è stato quello relativo alla necessità di un coordinamento forte con il mondo delle imprese e a questo proposito avvieremo nelle prossime settimane degli incontri di approfondimento, su base regionale, con i referenti di Confindustria in modo da coordinare con il sistema produttivo gli interventi da adottare per cogliere a pieno i vantaggi che la ZES può rappresentare per lo sviluppo del territorio.

“Sono molto soddisfatto per l’esito di questo incontro - ha detto Borraccino - ha zche si è svolto in un clima cordiale, con la Ministra per il Sud Barbara  Lezzi,  operativo e collaborativo. Per quanto riguarda la ZES Jonica, abbiamo consegnato la versione definitiva del Piano Strategico, alla luce di alcune limitatissime modifiche operate al fine di limare nel dettaglio il testo. 

Ora il Piano è all’esame del Ministero dell’Economia e delle Finanze che dovrebbe esprimere il suo parere entro pochi giorni, per poi poter passare all’approvazione definitiva in Giunta da parte della Regione Puglia e della Regione Basilicata. A seguito di questi passaggi formali, interverrà poi il decreto di istituzione della ZES da parte del Ministero per il Sud. 

Proseguono contestualmente, in modo molto spedito, anche i lavori per la definizione della seconda ZES pugliese, quella Adriatica, per la quale nei prossimi giorni (già nella prossima settimana) sarà formalizzato il Piano Strategico comune tra Regione Puglia e Regione Molise sotto la sapiente regia del presidente dell’ autorità portuale del basso Adriatico,  avv. Ugo Patroni Griffi.  zE’ stata certamente una giornata molto proficua dal momento che siamo davvero ad un passo per il riconoscimento delle  ZES  pugliesi che rappresenteranno  una straordinaria occasione di crescita e di sviluppo per il sistema produttivo del territorio, aumentandone la competitività e migliorando le condizioni per la crescita dell’occupazione. Siamo orgogliosi del lavoro che stiamo compiendo e impazienti di vedere concretizzato, grazie all’impegno di tanti, Regione, Governo e Autorità portuali, questo innovativo  progetto.

L’Assessore Regionale: pensiamo solo ai lavoratori e stiamo tutti insieme per la crescita e lo sviluppo sostenibile del territorio ionico.
 
 
 
Trovo inopportuna la polemica sollevata in queste ore dal Segretario Nazionale della FIM-Cisl, Valerio D’Alò, riguardante la mia partecipazione e quella del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, all’iniziativa organizzata oggi a Taranto dal Coordinamento Provinciale dell’Unione Sindacale di Base per affrontare la questione relativa alla condizione dei lavoratori Arcelor Mittal (ex Ilva) in Amministrazione Straordinaria.
Ritengo sia preciso dovere di un Assessore allo Sviluppo Economico e di un Presidente di Regione partecipare a una manifestazione alla quale si è stati invitati per discutere, con i lavoratori, di un argomento così importante e delicato che riguarda la vita stessa di migliaia di persone e delle loro famiglie, oltre che di un intero territorio. E questo a prescindere da quale sia la sigla sindacale che ha organizzato l’iniziativa. 
Il messaggio che abbiamo voluto lanciare con la nostra partecipazione al convegno di oggi è che la Regione Puglia, rappresentata dai suoi più alti vertici istituzionali, non si sottrae mai al confronto quando è chiamata a discutere e credo che questo sia un merito che tutti ci devono riconoscere.
Nei giorni scorsi abbiano raccolto e rilanciato l’invito rivoltoci dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici della Cgil, Cisl e Uil per organizzare a breve un incontro finalizzato a definire e risolvere la questione relativa ai corsi di formazione per i circa 1700 lavoratori posti in cassa integrazione a zero ore, e questo a dimostrazione che la nostra attenzione sul tema è altissima e siamo pronti a partecipare a qualunque altra iniziativa organizzata da qualsivoglia altra sigla sindacale, ad iniziare proprio dalla FIM-Cisl.
Ma fomentare divisioni tra i lavoratori e tra i sindacati credo sia una pratica errata alla quale, certamente, la Regione Puglia non si presterà, continuando ad ascoltare e a confrontarsi con tutti nel modo più aperto e disponibile possibile.
L’unico modo per stare al fianco dei lavoratori e di un territorio che ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo in termini ambientali, sociali e di vite umane a causa della presenza del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, è quello di creare un fronte comune per trovare soluzioni utili e condivise. Dividere il fronte dei lavoratori rendendolo, quindi, più debole, o contrapporsi in modo strumentale alla Regione perché partecipa ad una iniziativa pubblica organizzata da una sigla sindacale, credo sia il modo migliore per fare un grande regalo a chi continua ad arricchirsi alle spalle di questo territorio e, invece, dovrebbe essere chiamato a rispettare fino in fondo tutti gli impegni assunti. Per fare questo, però, è necessario che il fronte dei lavoratori sia compatto, ben sapendo di avere al proprio fianco la Regione Puglia. Mettiamoci alle spalle ogni polemica, quindi, e lavoriamo insieme per lo sviluppo sostenibile e la crescita di Taranto e di tutto il territorio jonico.

Sulla crisi del settore parlano Antonio Marinaro e Silvio Gulli , Presidente e Vice Presidente della Cassa Edile Taranto.

 

Restiamo una delle stazioni appaltanti virtuali più importanti d’Italia ma la lettura dei dati provenienti dalla nostra Cassa Edile ci riporta tristemente con i piedi per terra e tra le pieghe della narrazione di una crisi senza fine. Così il presidente dell’ente bilaterale per il settore dell’ediliziaAntonio Marinaro, che in attesa dei bilanci definitivi a chiusura dell’esercizio finanziario2017/2018, traccia una prima linea di demarcazione sui numeri che connotano, senza possibilità di smentita, la stagnazione del settore delle costruzioni.

Ci apprestiamo ad approvare un bilancio del nostro Ente bilaterale caratterizzato ancora una volta da numeri negativi nella massa salari e nelle ore lavorate (si perdono dal biennio 2015/2016 ad oggi quasi 4milioni di euro in massa salari e circa 70 mila ore lavorate - ndr), a conferma che in un decennio l’attività edilizia si è pressoché dimezzata nei suoi livelli di attività – afferma Marinaro.

Calano i lavoratori (- 252 - ndr) e le imprese (-56) – spiega il vice presidente di Cassa Edile Silvio Gulli – nonostante il racconto che in questi anni ha caratterizzato la vertenza Taranto e le innumerevoli opportunità di potenziali investimenti territoriali, e di risorse pubbliche che qui si sarebbero dovute trasformare non sol in una dotazione infrastrutturale di livello ma anche in boccata d’ossigeno per un sistemaproduttivo in serissima difficoltà.

L’elenco delle chimere a cui guardava con attenzione il settore sono tante: ambientalizzazione dei grandi impianti industriali, porto, progetti del CIS; rigenerazione urbana e manutenzione del territorio. Fronti aperti rispetto ai quali tante sono le attese per un importante impatto per le dotazioni finanziarie pubbliche programmate.

 

Ma i nostri dati ci raccontano altro – specifica Marinaro – e c’è da chiedersi, interrogando tutti i livelli istituzionali coinvolti dov’è il corto circuito, dov’è la strettoia che impedisce a questo territorio, alle sue aziende, ai suoi lavoratori, di essere motore dell’auspicata rinascita. Soprattutto in virtù del fatto che quei quasi 4 milioni in massa salari persi riverberano i loro effetti non solo sul settore delle costruzioni ma anche su ampia parte dell’economia ionica.

Sicuramente non tutto il potenziale di risorse per gli investimenti si è trasformato in cantieri. Molto resta ancora da fare per completare le progettazioni, procedere con gli affidamenti ed avviare i relativi lavori, ma la Cassa Edile non manca di fare un riferimento anche alle trasformazioni contrattuali del sistema.

Il contratto dell’edilizia e gli adempimenti ad esso collegati resta applicato in parte, in favore – spiega Gulli – di altre forme contrattuali a volte più convenienti ma certamente non adatte al settore che ha bisogno di grande attenzione anche sul fronte della sicurezza e delle tutele, come gli ultimi tragici fatti di cronaca raccontano.

 

A questo punto ci poniamo qualche interrogativo – continua il presidente Marinaro - Sono sufficienti le intese istituzionali in materia di legalità per intercettare e contrastare tali fenomeni elusivi ? Sono reali ed efficaci i meccanismi interistituzionali di monitoraggio e controllo dei procedimenti di esecuzione delle opere per tutelare i lavoratori e le imprese sane che ambiscono a competere applicando leggi e contratti collettivi di settore ? Noi continueremo a fare la nostra parte – termina il presidente di Cassa Edile – contando sul lavoro spalla a spalla con ANCE e organizzazioni sindacali, ma chiediamo a tutte le istituzioni di rendersi conto del corto circuito e finalmente lavorare per il bene comune.

LAVORATORI EX ILVA DI TARANTO, LAVORIAMO PER I CORSI DI RIQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
 
Prendiamo atto dell’invito avanzato in queste ore dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici, affinchè si proceda rapidamente all’attivazione dei progetti formativi per i circa 1700 lavoratori ex ILVA di Taranto che risultano in esubero dopo le assunzioni fatte nei mesi scorsi da Arcelor Mittal e le fuoriuscite volontarie e incentivate.
Si tratta di una vicenda per la quale la Regione Puglia sta profondendo ogni sforzo, come dimostrano gli incontri svoltisi nei mesi scorsi nell’ambito della Task Force per l’Occupazione e le Crisi Aziendali, nel corso dei quali è stata ribadita da parte nostra la volontà di stare accanto a questi lavoratori con specifici percorsi formativi finalizzati, da un lato, ad arricchire il loro bagaglio di conoscenze e competenze, e, dall’altro, ad integrare (grazie al riconoscimento di una indennità economica per la partecipazione ai corsi) il loro reddito, in un momento particolarmente difficile e delicato per loro e per le loro famiglie.
Da questo punto di vista, grazie anche all’interessamento dell’Assessore al Lavoro, Sebastiano Leo, e del Presidente della Task Force sull’Occupazione, Leo Caroli, e alla ferma determinazione, sul punto, del Presidente Michele Emiliano, che sta seguendo in prima persona questa vicenda, insieme convocheremo una riunione con tutte le parti coinvolte al fine di dare operatività a questa importante misura.
Per quanto mi riguarda, confermo tutto il mio impegno e la mia collaborazione, come Assessore allo Sviluppo Economico, per giungere quanto prima all’avvio di questi corsi, dal momento che la crescita del territorio jonico non può prescindere dal contributo che potrà essere fornito da questi lavoratori che, anche grazie a percorsi di riqualificazione professionale pensati specificatamente per loro, possono rientrare nel mercato del lavoro e contribuire allo sviluppo del tessuto imprenditoriale tarantino.

 

Le organizzazioni sindacali di FIM - FIOM UILM chiedono un incontro presso la sede della Regione Puglia in riferimento alla riattivazione del bando Regionale (ex avviso IV/2017) concernente l’inserimento in percorsi formativi e di riqualificazione dicassa integrati a zero ore per la rapida attuazione del bando formativo per il 2019.

Ribadiscono che il piano formativo è finalizzato ad un primo ed immediato percorso di aggiornamento e/o rinforzo del bagaglio di competenze professionali per i lavoratori Ilva in Amministrazione Straordinaria per (Integrazione al reddito) a zero ore.

Nell’ultimo confronto avvenuto in Regione nella data del 10/12/2018 la stessa comunicava alle scriventi, che entro il mese di Gennaio 2019 convocava, ma ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione in tal senso.

Sollecitano pertanto ad una convocazione urgente,finalizzata alla ripartenza del tavolo di confronto.

Mino Borraccino, Assessore regionale allo Sviluppo Economico: soddisfazione per l'intesa raggiunta nella apposita riunione della task force regionale per l'occupazione presieduta da Leo Caroli.

Si è conclusa con un esito confortante e positivo la riunione della Task Force regionale per l’Occupazione convocata, oggi, per affrontare la vertenza relativa ai lavoratori e alle lavoratrici di Planet Group, azienda impegnata nel settore dei call center, presente a Taranto (dove impiega circa 250 dipendenti), Brindisi, Lecce e Francavilla Fontana, e che lavora con commesse provenienti da importanti gruppi di rilievo nazionale. All’esito dell’incontro è stato siglato un accordo tra i sindacati e l’azienda contenente la previsione di un adeguamento salariale per i lavoratori con il costo del lavoro che sarà portato a 6,51 euro orari, con l’impegno a rispettare il contratto collettivo nazionale e quello a revisionare periodicamente il rispetto dell’intesa raggiunta. Si tratta di un passo in avanti molto significativo nella direzione di garantire maggiori tutele e condizioni più favorevoli ai lavoratori, in modo da poter assicurare positive ricadute anche per lo sviluppo del territorio. Sotto altro profilo l’azienda, che sta superando una congiuntura non particolarmente favorevole attraversata nei mesi scorsi, si è impegnata ad adoperarsi al fine di affrontare e risolvere la questione relativa al pagamento dei contributi per i mesi pregressi.

Esprimo grande soddisfazione, come Assessore allo Sviluppo Economico, per questo accordo e desidero rivolgere il mio ringraziamento al Presidente della Task Force, Leo Caroli, per l’equilibrio e la determinazione con cui ha condotto i lavori, e ai sindacati e ai rappresentanti dell’azienda per il senso di responsabilità dimostrato nella gestione di questa vertenza, sempre animanti dalla volontà di trovare una intesa finalizzata a tutelare innanzitutto il diritto di centinaia di lavoratrici e lavoratori a un buona occupazione.

Come Regione Puglia continueremo a vigilare su questa questione, soprattutto con riferimento al preciso rispetto delle intese raggiunte, e a questo proposito la Task Force si è impegnata a riunirsi nuovamente entro il mese di giugno prossimo per condurre una apposita verifica.

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