Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1125)

 Le motivazioni delle imprese premiate. Di queste 9 sono quelle operanti in provincia di Taranto.

 

 

 

Sono 67 le aziende premiate il 27 giugno a Bari a Villa Romanazzi in occasione di Industria Felix - La Puglia, la Basilicata e il Molise che competono, organizzato da Industria Felix Magazine, il nuovo periodico nazionale di economia e finanza diretto da Michele Montemurro, in collaborazione con Cerved, Università Luiss Guido Carli, A.C. Industria Felix, Regione Puglia, Puglia Sviluppo (con un intervento finanziato a valere sulle risorse dell'azione 3.5 del POR Puglia 2014/2020 “Attrazione degli investimenti e interventi di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese pugliesi”), con i patrocini di Politecnico di Bari, delle Università di Bari, di Foggia e del Salento, Confindustria, di Confindustria Puglia, Basilicata e Molise, Ansa (media partner), con le partnership nazionali di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, Lidl Italia e quelle regionali di MV Line Group, Amicar - Lexus Bari, Michele Gravina srl e Cantina Fiorentino. Queste le aziende pugliesi:

 

Puglia. Bari/Bat: Acquedotto Pugliese spa, Miglior impresa per Mol della regione Puglia e per Utile netto delle province di Bari/Bat; Base Protection srl, Miglior impresa del settore Moda della regione Puglia; Caseificio Palazzo spa, Miglior impresa Femminile e migliore Media impresa della province di Bari/Bat; Casillo Partecipazioni srl, Migliore Grande impresa e miglior impresa per Utile netto e Fatturato/Ricavi della regione Puglia; Cooperativa di Accoglienza San Sebastiano scs, Pmi con potenzialità di crescita; Domar spa, Pmi con potenzialità di crescita; Edilportale.com spa, Miglior impresa del settore Servizi Innovativi della regione Puglia; F.Divella spa, Miglior impresa del settore Agroalimentare della regione Puglia; Greenblu srl, Miglior impresa del settore Turismo della regione Puglia; Ifac spa, Miglior impresa del settore Meccanica della regione Puglia; Ladisa srl, Miglior impresa per Numero Addetti delle province di Bari/Bat; Maiora srl, Miglior impresa del settore Commercio della regione Puglia; Megaholding srl, Miglior impresa per Affidabilità finanziaria e Crescita Cerved della regione Puglia e miglior impresa per Fatturato/Ricavi delle province di Bari/Bat; Megamark srl, Miglior impresa a Vocazione Internazionale delle province di Bari/Bat; Natuzzi spa, Miglior impresa per Numero Addetti della regione Puglia; Pastore srl, Miglior impresa del settore Ristorazione della regione Puglia; Polis Avvocati s.t.a. coop., Miglior impresa per indice percentuale Roe (con Patrimonio netto superiore ai 300 mila euro) della province di Bari/Bat; Soc. Marino srl, Miglior impresa del settore Logistica e Trasporti della regione Puglia; Tersan Puglia spa, Miglior impresa del settore Chimica e Farmaceutica della regione Puglia. Brindisi: Autoargentiero spa, Miglior impresa Under 40 della provincia di Brindisi. Foggia: Moderne Semolerie Italiane spa, Miglior impresa a Vocazione internazionale della provincia di Foggia; San Giovanni di Dio s.coop.p.a., Miglior impresa Under 40 della provincia di Foggia; Universo Salute srl, Miglior impresa per Numero Addetti della provincia di Foggia; Vinicola Dell’olio srl, Miglior impresa Femminile della provincia di Foggia. Lecce: Aet srl, Miglior impresa Femminile della regione Puglia e miglior impresa per Utile netto e Mol della provincia di Lecce; Casta srl, Miglior impresa Under 40 della provincia di Lecce; Ediltunnel spa, Miglior impresa Femminile della provincia di Lecce e Pmi con potenzialità di crescita; Lasim spa, Migliore Grande impresa della provincia di Lecce; Links spa, Miglior impresa a Vocazione internazionale della provincia di Lecce; Tundo Vincenzo spa, Miglior impresa per Numero Addetti della provincia di Lecce. Taranto: D & D srl, Pmi con potenzialità di crescita; Domus s.coop.s., Miglior impresa per Affidabilità finanziaria e Crescita Cerved della provincia di Taranto; Due Esse Christmas srl, Miglior impresa Under 40 della provincia di Taranto; Ecologica spa, Miglior impresa del settore Ambiente della regione Puglia; Enolife srl, Pmi con potenzialità di crescita; Italcave spa, Miglior  impresa per Mol e Utile netto della provincia di Taranto; Progeva srl, Miglior impresa a Vocazione internazionale della provincia di Taranto; Varvaglione Vigne & Vini srl, Miglior impresa del settore Vitivinicolo della regione Puglia; Voluntas et studium srl, Pmi con potenzialità di crescita. 

“A Parigi, dove è in corso la Fiera internazionale dell’Aerospazio, nel padiglione  Puglia abbiamo incontrato il premier Conte che è rimasto positivamente impressionato da quello che stiamo facendo in Puglia col Distretto dell’aerospazio e con la preparazione dell’evento 2020 di Grottaglie.”

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico non nasconde la soddisfazione per i bei risultati raggiunti. 

All’importante appuntamento parigino la Regione Puglia (Sezione Internazionalizzazione) in collaborazione con Puglia Sviluppo e con i due Distretti aerospaziali pugliesi, produttivo e tecnologico, accompagna una delegazione di imprese. Con loro anche i rappresentanti del Dta (Distretto tecnologico aerospaziale), di Aeroporti di Puglia.

Cosimo Borraccino,  sta incontrando incontrando imprenditori, delegazioni estere e giornalisti specializzati.

“La partecipazione al Salone internazionale di Parigi – sottolinea l’assessore– è un’opportunità rilevante per le nostre imprese, ma lo è ancora di più per la Puglia perché ci consente di attrarre investimenti promuovendo le opportunità presenti sul territorio pugliese.

Oggi abbiamo a disposizione delle imprese dodici strumenti regionali di agevolazione tutti attivi e privi di scadenza. Il settore aerospaziale è stato tra i maggiori fruitori delle nostre misure con investimenti superiori ai 150 milioni di euro in questo ciclo di programmazione. Vogliamo attrarre altre realtà che producono e fanno ricerca anche facendo leva su quel patrimonio che è l’aeroporto di Grottaglie. La mia partecipazione all’evento si connette moltissimo con la valorizzazione di questo scalo“.

L’occasione è la presentazione di un libro di Riccardo Maria Monti.

 

Il boom del turismo nella Puglia meridionale, la Zona Economica Speciale Ionica, il rilancio del porto di Tarano con Yilport, la ripartenza di Arcelor Mittal, sono tutti segnali che fanno ben sperare e rappresentano gli elementi di una nuova visione di sviluppo in grado di tenere insieme turismo, territorio, ambiente, industria e infrastrutture. Se ne discutera‘ a Taranto mercoledí 19 giugno, alle ore 17:00, presso il Palazzo della Provincia, durante la presentazione del libro “Sud, perchè no?”, scritto da Riccardo Maria Monti, Manager e imprenditore con un recente passato nelle istituzioni, con la partecipazione di autorevoli relatori. 

Assemblea USB:“Continuiamo a tenere al centro dell'agenda politica della Regione la vicenda dei 1660 lavoratori”

”Pensiamo sia giusto offrire loro  a ha detto Borraccino nel corso dell’incontro - la possibilità di poter partecipare a lavori di pubblica utilità, al fine avere un'indennità oraria aggiuntiva all'integrazione. É importante per integrare il  basso reddito di questi lavoratori , per dare dignità a queste persone e contestualmente per fare cose utili per la città di Taranto e per i comuni limitrofi. Stiamo già per varare in Giunta il provvedimento per i corsi di qualificazione professionale a cui ha alacremente lavorato il collega Sebastiano Leo. Con la scelta che adotteranno, in base al catalogo regionale delle varie professioni a disposizione, i lavoratori  potranno aver l'opportunità di riqualificare la loro posizione, cercare nuovi sbocchi occupazionali se dovesse perdurare lo stato di cassa integrazione. Ma nello stesso tempo pensiamo che la cosa più importante da fare sia quella della integrazione oraria attraverso lavori di pubblica utilità,  per portare il reddito allo stipendio base che questi lavoratori percepivano fino ad ottobre scorso. Assieme al presidente Emiliano - ha proseguito - ci siamo espressi in questo modo durante una grande manifestazione fatta nel Palazzo della Provincia, a Taranto, nei mesi scorsi. Con il Presidente della task force  Leo Caroli ed il collega assessore al lavoro, Sebastiano Leo, abbiamo affrontato  ufficialmente  il problema all'interno della Task Force regionale per l'occupazione, a dimostrazione che questo tema per noi è prioritario. Naturalmente auspichiamo anche una opportuna interlocuzione con il Governo centrale, anche attraverso l’azione politica dei parlamentari locali che si riconoscono in questo Governo, soprattutto perché il provvedimento non è di competenza esclusiva della Regione. Siamo disponibili - ha concluso - a dialogare senza conflittualità, per il rispetto dei 1660 lavoratori, e  delle loro famiglie, in difficoltà in  questo momento”.

 
 
Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, oggi è stato in visita all’attuale ArcelorMittal, ex Ilva di Taranto, per fare il punto sullo stato dell’arte dei lavori di bonifica. Il Segretario ha così dichiarato: “prendiamo atto che è iniziato il percorso della messa in sicurezza ambientale, ma non diamo nulla per scontato. Pertanto, l’UGL vigilerà affinché sia garantita la sicurezza nei luoghi di lavoro per la tutela sia dei lavoratori, sia dei cittadini stessi. C’è ancora molto da fare.”

 

Assessore allo Sviluppo Economico:”Un altro impegno mantenuto: arrivano i corsi di formazione e riqualificazione anche per i dipendenti ex ILVA attualmente in cassa integrazione.

Nell’incontro del 6 maggio scorso, a Bari, con i rappresentanti del Partenariato istituzionale ed economico sociale della Regione Puglia è stato deciso, fra gli altri, su proposta del collega di Giunta, Sebastiano Leo,  un intervento a favore dei lavoratori in cassa integrazione a zero ore.

Cinque milioni sono indirizzati a voucher formativi che possono essere fruiti da questi lavoratori. Persone che rischiano l’espulsione dal mercato del lavoro e che grazie a questo bando potranno accrescere, migliorare e diversificare le proprie competenze professionali, potenziando le loro possibilità occupazionali.

Fin dal subentro di ArcelorMittal nella gestione dell’ex ILVA, che ha comportato il collocamento in cassa integrazione di circa 1700 esuberi, ci siamo posti impegnati col Presidente Emiliano,  l’obiettivo di  attivare corsi di formazione e di riqualificazione professionale retribuiti per i lavoratori posti in CIG a zero ore, al fine, da un lato, di facilitare e migliorare il loro aggiornamento professionale e, dall'altro, di sostenere il loro reddito e quello delle loro famiglie.

Purtroppo c’è da dire che arriviamo tardi a quest’appuntamento per problemi di carenza di personale nella sezione Lavoro della Regione. 

Ora finalmente però siamo alla vigilia della pubblicazione del relativo Avviso pubblico.

Resta aperta la questione dell’esternalizzazione, da parte di Arcelor Mittal, dei servizi di pulizia civile ed industriale e di alcuni settori della manutenzione, mentre ha ancora tanti dipendenti in cassa integrazione, riducendo così ulteriormente le opportunità di reinserimento al lavoro del personale già dipendente di ILVA. 

Peraltro, il DPCM del 29 settembre 2017 ha definito le prescrizioni ambientali per Arcelor Mittal e il perimetro entro il quale devono essere attuate le misure relative alle bonifiche e alla decontaminazione dell’area. Per questi lavori si può prevedere l’utilizzo dei lavoratori in amministrazione straordinaria.

In definitiva, continua la nostra attenzione verso i lavoratori in cassa integrazione e le loro famiglie. La buona notizia è che il lavoro di squadra che ha visto l’impegno costante dell’Assessorato al Lavoro, del sottoscritto come Assessore allo Sviluppo Economico e della Task force per l’occupazione e del Presidente Emiliano che in più occasioni è stato vicino a questa platea di lavoratori,  sta dando i suoi frutti. E’ stata imboccata la strada giusta; ora occorre continuare con determinazione il cammino iniziato sperando di non perdere più tempo.

Mino Borraccino 

Assessore allo Sviluppo Economico  

Regione Puglia

Sabato, 27 Aprile 2019 18:44

Taranto maglia nera per le morti di tumore.

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I dati resi noti dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro mettono paura, fanno tremare i polsi della gente di Taranto. Questi dati segnano a nostro parere un momento culminante nella lotta per ridare “ossigeno” ad una città martoriata. La maglia nera per il numero assoluto di malattie cancerogene imputabili all'attività lavorativa spetta infatti a Taranto, seguita da Torino, Napoli, Milano, Genova e Venezia. Una situazione che merita molta attenzione e che viene all’indomani della “visita dei cinque Ministri a Taranto. Secondo questi dati nel tarantino il 70% dei tumori denunciati è correlato al settore metalmeccanico. Riteniamo sia inutile commentare ulteriormente quanto emerso. I lettori potranno farsi una propria idea. Un’altra situazione è che nel biennio 2017-2018 il maggior numero di infortuni mortali di lavoratori si registra nella provincia di Crotone (6,3 ogni mille) e, a seguire, nelle province di Isernia (5,9‰) e Campobasso (4,7‰). Ancora cittadine di un Mezzogiorno d’Italia Che subiscono situazioni disperate. Un Sud bistrattato è dimenticato che chiede a voce alta un minimo di attenzione.

La CIA mette Sotto accusa le politiche gestionali del Consorzio di Bonifica del Sud Puglia. De Padova e Rubino: “Non si rendono conto della grave crisi dei produttori” 

  

Taranto – “No all’aumento dei costi per la stagione irrigua: il Commissario straordinario dei Consorzi di Bonifica del Sud Puglia, Alfredo Borzillo, riveda le sue politiche gestionali e blocchi gli aumenti che pesano come un macigno sugli agricoltori”. 

È CIA Due Mari Taranto Brindisi, declinazione territoriale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, a tornare sull’annosa questione dei costi che gli agricoltori sono costretti a sostenere per la stagione irrigua. La denuncia di una situazione divenuta insostenibile arriva da Pietro De Padova e Vito Rubino, rispettivamente presidente e direttore provinciale di CIA Due Mari. 

Ancora una volta assistiamo alla completa sordità della politica regionale al grido d’allarme del mondo agricolo. Infatti, dopo le continue denunce degli scorsi mesi sulle crisi dell’olio, causate innanzitutto dalla xylella, e degli agrumi nell’arenile jonico occidentale, ancora una volta un rappresentante di questa politica regionale fa orecchio da mercante al grido di dolore degli agricoltori”, hanno dichiarato i dirigenti di CIA Due Mari. 

“La scorsa settimana, abbiamo avanzato la richiesta di un incontro con il Commissario Straordinario dei Consorzi di Bonifica del Sud Puglia Alfredo Borzillo, per poter programmare la prossima stagione irrigua, visto l’ormai cronico ritardo annuale nell’effettuare le dovute attività di preparazione per consentire agli agricoltori di poter utilizzare la risorsa acqua attraverso le strutture consortili, programmando le dovute irrigazioni in tempi utili per non compromettere le produzioni. In seguito alla nostra richiesta, veniva convocato un incontro con le associazioni di categoria, alla presenza dei due subcommissari, delegati dal Commissario Borzillo, assente all’incontro, per programmare la stagione irrigua 2019. In quell’occasione furono presentati dati piuttosto controversi sui consumi 2018 e ci venne comunicato che i costi di gestione degli impianti irrigui Sinni-Vidis e San Giuliano, pur avendo utilizzato il metodo dell’effettivo consumo volumetrico dell’acqua, erano di gran lunga superiori ai ricavi effettivi, pertanto si richiedeva una rivisitazione del costo dell’acqua, che per l’anno 2018 che era stato di 0,14 €/mc. All’incontro, erano presenti anche Fernando Deflorio e Francesco Bianco, entrambi componenti dell’esecutivo CIA Due Mari. 

“A quel punto, noi sottolineammo le nostre perplessità sul modo in cui, nel 2018, è stato effettuato il calcolo del contributo che le aziende hanno dovuto sostenere per l’irrigazione, in quanto nell’impianto Sinni-Vidis non sempre vi erano misuratori che indicavano il reale consumo di acqua, che comunque la vigilanza degli impianti non permetteva alle aziende di convalidare sempre il consumo da esse effettuato e sull’impianto San Giuliano non era possibile verificare se il consumo segnalato sia effettivamente attinente solo all’acqua”, ha spiegato De Florio. 

“Pertanto la Cia Due Mari chiese di non effettuare nessun aumento per questo anno, tenendo conto anche delle crisi di mercato che ha toccato tutti i prodotti agricole delle zone interessate. CIA Due Mari chiese una gestione più oculata e vigilata, auspicando anche un accordo tra Regione Puglia e Regione Basilicata sul ristoro ambientale per l’utilizzo delle dighe insistenti nella stessa Basilicata”, ha aggiunto Bianco. 

“Chiedemmo allora, e chiediamo ancora, che quell’accordo sia rivisto e modificato in modo da non gravare solo sugli agricoltori. A seguito dell’incontro, come sorpresa nell’uovo di Pasqua, in questi giorni leggiamo sul manifesto di avviso dell’avvio della stagione irrigua 2019 che il Commissario Straordinario ha disatteso l’invito di Cia Due Mari e ha applicato un aumento del 15% sul costo dell’acqua, creando ancora di più una frattura tra agricoltori e Consorzio, con i produttori che vedono lo stesso Consorzio come un loro antagonista e non un loro alleato nella gestione di una delle risorse essenziali per la loro attività. Per tutti questi motivi, ribadiamo con forza la nostra contrarietà all’aumento dei costi per la stagione irrigua: il Commissario straordinario dei Consorzi di Bonifica del Sud Puglia, Alfredo Borzillo, riveda le sue politiche gestionali e blocchi gli aumenti che pesano come un macigno sugli agricoltori”, hanno concluso Pietro De Padova e Vito Rubino.

 
 
Non siamo - dicono dall'Associazione - tra quelli che piegano i dati alla politica. Viceversa.  Lottiamo, a partire dai dati ambientali ilva, affinché si stabilisca sempre la verità. Le due classifiche pubblicate domenica dal Sole24ore e martedì dalla Stampa pongono Taranto rispettivamente all’ultimo e al primo posto in assoluto. Taranto infatti chiude la classifica del sole per investimenti, mentre è al primo posto nella classifica inps della recessione.  Due classifiche preoccupanti su cui la politica è l'associazionismo locale tacciono e cui non basterà la visita dei ministri per far scalare posizioni. Queste infatti sono tecnicamente il risultato del piano dimaio su Ilva.  
Quello firmato dai sindacati il 6 settembre 2018 perché Gliel’ha chiesto Michele Emiliano (parole del governatore che nessuno ha smentito). Il piano Calenda non prevedeva questo. Forse qualche decina di disoccupati in più (non oltre) fra tre anni, ma certamente i 1800 cassintegrati di oggi sarebbero tutti stati assunti (dalla newco Taranto partecipata da Invitalia).  Mentre oggi non sono assunti neppure i 300 che per obbligo di contratto dovevano essere riassorbiti da ilva in as, e a tal riguardo nel silenzio generale rispetto alla violazione di contratto, l’unica cosa detta sono le parole dei commissari in audizione alla camera “non li assumiamo perché ancora non sappiamo dal mise la destinazione delle aree escluse”. Quindi una responsabilità diretta di Dimaio. 
Al pari di quei sindacati che hanno preferito firmare il suo contratto perché politicamente convinti che la cassintegrazione sia occupazione. Queste cose avremmo detto a Dimaio, ribadendo che dagli ultimi dati arpa, asl, ispra, e iss, pubblicati dal Comune non vi è alcun pericolo sanitario dal 2012, se fossimo stati invitati alla riunione da lui convocata con le associazioni ambientaliste. Ma si è scelto non sappiamo con quale criterio quali siano le associazioni ambientaliste e quali no. Come se il marchio verde impedisse a tutte le altre senza bollino, al pari dei partiti, di occuparsi della vita di ciascuno. Ad ogni modo stigmatizziamo ogni minaccia di protesta, manifestazione, tafferuglio o invettiva contro i ministri domani presenti. 
E gradiremmo non si dica che la città  di Taranto non ha accolto i ministri. 
Se qualcuno preferisce ancora queste forme violente di manifestazione del non pensiero e del non dialogo, la maggioranza della città, ha dimostrato di volere altro. Anche se in silenzio. A Taranto - concludono dall'Associazione Marco Pannella - c’e gente che sa accogliere, pensare e discutere anche con chi la pensa e agisce diversamente, o semplicemente ha cambiato idea perché avevamo ragione noi. 

Che succede fra il Comune di Taranto e Arcelor Mittal? Da quanto è dato leggere sul Quotidiano di oggi il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci sferra un sinistro fendente al volto della più grande azienda europea della siderurgia, quella Arcelor Mittal che già da qualche mese, precisamente da settembre/ novambre 2018, sta operando a pieno regime nella produzione di acciaio. Per il primo cittadino si sta ripetendo “Riva due La vendetta“, cioè si sta seguendo una partita già vista con gli imprenditori lombardi. In effetti il sindaco non ha tutti i torti tenuto conto e considerato che gli impegni assunti erano molto diversi e che peraltro in quattro stabilimenti del colosso siderurgico operanti in Lussemburgo l’acciaio Si produce utilizzando impianti elettrici e non a carbone come quelli di Taranto. Una bella querelle che capiremo nei prossimi mesi dove ci porterà. Sicuramente non si prevedono tempi buoni: “mala tempora currunt”. Noi auspichiamo che si lavori e si operi sempre nell’esclusivo interesse dei cittadini di Taranto e dei lavoratori dell’impianto siderurgico Tarantino. È sicuramente questo l‘unico obiettivo che si deve perseguire. 

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