Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1125)

Riceviamo e pubblichiamo un contributo dell’avv.Riso Maria Immacolata.

Con l’istituzione della ZES  si può, con certezza, dire che si apre un capitolo nuovo per l’economia pugliese,  ed in particolare tarantina con l’istituzione della  Zes interregionale jonica, ma questo solo e soltanto se il tessuto economico, e sociale, sarà in grado di cogliere le opportunità legate indissolubilmente al Portodi Taranto , la cui posizione nel Mediterraneo costituisce una attrattiva per chi vorrà commerciare dall’estero e per l’estero, sia che si tratti di imprese locali che di investitori esteri e nazionali che intendano investire in terra jonica.

Intanto iniziamo con il dire che la ZES  è uno strumento di politica economica e fiscale, anche nell’ottica di un rafforzamento del sistema logistico, che ruota intorno ai porti italiani, con riferimento al piano strategico nazionale della portualità e della logistica

Le Zes in generale sono luoghi in cui fare business, attività commerciali, in cui deve esser applicata una tassazione differente (più vantaggiosa rispetto al resto del paese), una semplificazione burocratica ed essere in grado di attirare  investimenti esteri.

Ma tale potenziale non potrà garantire sviluppo economico se la ZES non viene strutturata considerando anche le esperienze  ultranazionali che hanno dimostrato di garantire un trend di continua crescita economica .

Come noto, l’esperienza internazionale delle ZES è stata particolarmente vincente, poiché ha consentito lo sviluppo di aree territorialmente svantaggiate ed economicamente depresse – pensiamo alla Lettonia – e ha permesso l’insediamento di imprese fortemente export-oriented, con conseguente aumento degli scambi commerciali internazionali.

Inoltre è necessario che le ZES siano destinate a specifici comparti di attività, come hanno dimostrato esperienze asiatiche in tal senso .

Attualmente le imprese joniche, presenti all’interno della ZES,  possono già presentare le proprie domande  per usufruire del credito di imposta: infatti l’Agenzia dell’Entrate, il 25 settembre scorso, ha pubblicato, sul proprio sito, l’apposito modello  aggiornato per accedere alle agevolazioni previste per le imprese presenti nell’area della ZES interregionale Jonica, le quali potranno beneficiare di un bonus  consistente in un credito di imposta, commisurato al costo complessivo dei beni acquisiti nuovi  destinati a strutture imprenditoriali già esistenti, e di nuova istituzione, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti ubicate nella ZES.

Ma per il reale rilancio delle imprese presenti all’interno delle  ZES Jonica,  occorre che questo discorso si inserisca in quello più ampio dello sviluppo della logistica, con un inversione della mentalità delle aziende al fine di apportare un valore aggiunto .

Attualmente, nelle esportazioni, le imprese pugliesi jonicheesternalizzano le operazioni di consegna di un  bene all’acquirente estero, delegando allo stesso le operazioni di consegna, motivo percui un bene prodotto da un impresa pugliese e  venduto ad un acquirente estero, per giungere presso costui, invece di passarda tutta la logistica presente nel territorio e dal Porto di Taranto, passa da società di spedizioni e , paradossalmente, da Porti diversi da quello di Taranto e da quelli meridionali.

Questattività consistenti non solo nella produzione del bene  da consegnare, ma nella consegna vera  e propria del bene, se internalizzate dalle imprese joniche, comporterebbero per esse un valore aggiunto, un aumento degli introiti, un maggiore utilizzo del Porto e maggiori traffici oltre che maggiori competenze .

Le società pugliesi joniche diventerebbero cosi maggiormente competitive, ma creerebbero allo stesso tempo un indotto, dal punto di vista lavorativo,  che produrrebbe una nuova economia,sfruttando i traffici marittimi nel Porto di Taranto

Avv . Riso Maria Immacolata 

 

 

Il premier Conte ha convocato  per domani, a Palazzo Chigi, i vertici di ArcelorMittal, dopo la decisione dell' azienda di recedere dal contratto per l'ex Ilva. Sul dossier Ilva è in corso un vertice di Governo, convocato dallo stesso Conte, con i ministri interessati dalla vicenda.

Intanto il dibattito tra forze politiche, organizzazioni sindacali e imprenditoriali, ambientalisti è accesissimo così come la gara per stabilire quale sia la vera ragione di questo disimpegno peraltro più volte annunciato da Arcelor Mittal.

“È colpa dei mercati quello dell’immunità è solo un alibi per mollare”,  “se ne va perché non è in grado di ottemperare alle prescrizioni della magistratura sulla messa a norma di Afo 2”, “è una mossa per ottenere dal Governo garanzie piu’ ampie” 

Intanto, secondo quanto riferisce il Corriere.it , una fonte vicina al ministro Patuanelli avrebbe affermato che “Non esistono presupposti giuridici per il recesso del contratto”. Insomma tra Governo e Arcelor Mittal si preannuncia battaglia.

Tutto questo mentre il nuovo  ad dell’azienda Lucia Morselli in una lettera ai dirigenti di Taranto detta le istruzioni per il progressivo stop degli impianti da “restituire” ai Commissari.

 

“Sara’ necessario  – scrive l’Ad di ArcelorMittal Italia – attuare un piano di ordinata sospensione di tutte le attività produttive a cominciare dall’area a caldo dello stabilimento di Taranto, che è la più esposta ai rischi derivanti dall’assenza di protezioni legali

Intervento di Antonio Marinaro, Presidente di Confindustria Taranto, su vicenda Arcelor Mittal Italia

 

 

 

La decisione di lasciare lo stabilimento siderurgico di Taranto assunta da Arcelor Mittal in ragione di quanto comunicato dall’AD Lucia Morselli è di una assoluta gravità perché delinea uno scenario, per l’intera comunità jonica, a dir poco disastroso. Non è il momento dei “se” e dei “ma”: chi ancora parla di “rischio di desertificazione industriale” ora dovrà ragionare in termini di certezze. 

Se tale disimpegno dovesse essere confermato, la città e la sua provincia subiranno a breve ripercussioni  irreversibili, trascinando con sé pezzi interi di economia di tutto il Paese.  

 

Intanto, ci aspettiamo che il Governo intervenga in tempi brevi per ripristinare le condizioni che hanno portato l’azienda al recesso. Fatto questo, saremo pronti, anche come Confindustria Taranto, ad andare a discutere su quanto si potrà fare per ristabilire un clima di ragionevole confronto per tenere in piedi, con tutti i dovuti crismi, quello che è il simbolo della siderurgia italiana.

 

Certo è – e qui parlo a nome di tutti quegli imprenditori che hanno vissuto gli ultimi anni in una condizione di estrema criticità rispetto ai tanti sacrifici resi vani dall’assenza di liquidità in cui versava l’azienda in amministrazione straordinaria (e mi riferisco ai crediti milionari pregressi oramai confluiti nel passivo) - non accetteremo un’altra condizione di analoga precarietà. Non accetteremo una seconda prova sfiancante ai danni delle nostre imprese: ai commissari straordinari, chiediamo fin da adesso garanzie rispetto ai pagamenti sulle commesse correnti e su quelle già scadute e ancora non pagate. 

Il nostro non è, si badi bene, un semplice inciso nel marasma delle preoccupazioni e dei conseguenti dilemmi che si aprono di fronte alle comunicazioni diramate da Arcelor Mittal Italia.  Si tratta invece di una questione di assoluta priorità, che ci riviene da unrecente passato in cui abbiamo dovuto subire danni ingentissimi anche in funzione di rassicurazioni (commissariali, e quindi governative) che nel tempo si sono rivelate assolutamente infondate. Oggi non siamo più disposti a subire l’ennesima beffa ai danni di quelle stesse imprese (quelle rimaste) che proprio grazie alla continuità del loro lavoro hanno assicurato, a suo tempo, la tenuta e la continuità della fabbrica ed il passaggio al nuovo acquirente.

 

Il nostro appello di oggi va pertanto: 

ai Commissari, affinché assicurino da subito le aziende dell’indotto circa quanto loro spetta in una fase che, salvo cambiamenti di rotta, si prefigura ancora una volta “di passaggio”, in virtù della comunicazione di recesso di Ami;
al Governo, affinché assuma tutti i provvedimenti idonei a far desistere la società dal recesso contrattuale;
alla stessa Arcelor Mittal Italia, che solo un anno fa era arrivata a Taranto, dopo lunghe trattative, con le migliori intenzioni di rilancio di uno stabilimento ritenuto strategico: all’azienda chiediamo di tornare sui suoi passi, di chiarire fino in fondo la sua posizione (non soltanto rispetto all’esimente penale, che viene posta come condizione contrattuale venuta meno) ed eventualmente rivalutare il suo impegno su Taranto e aprire un tavolo di discussione che, all’occorrenza, ci vedrà partecipi e attenti interlocutori.

 

 


Arcelormittal ha chiesto a commissari dell'Ilva di "assumere la responsabilita' delle operazioni e dei dipendenti entro 30 giorni" dal ricevimento del comunicato di rinuncia dell'acquisto degli stabilimenti. Vertice straordinario 
al Mise, tra i ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), Giuseppe Luciano Provenzano (Sud), Sergio Costa

 

M InvestCo Italy ha inviato in data odierna ai Commissari straordinari di Ilva spa una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso per l'affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d'azienda di Ilva S.p.A. e di alcune sue controllate ("Ilva"), a cui è stata data esecuzione il 31 ottobre 2018. Lo annuncia l'azienda, AcerlorMittal. La motivazione del disimpegno è il venir meno dello scudo penale per il piano ambientale ora che e' stato definitivamente soppresso col decreto legge Imprese.

Il Contratto, dice ArcelorMittal, prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l'attuazione del piano industriale, la Societa' ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso Contratto. Con effetto dal 3 novembre 2019, il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando cosi' la comunicazione di recesso.

In aggiunta, dice l'azienda, i provvedimenti emessi dal Tribunale penale di Taranto obbligano i Commissari straordinari di Ilva a completare talune prescrizioni entro il 13 dicembre 2019 - termine che gli stessi Commissari hanno ritenuto impossibile da rispettare - pena lo spegnimento dell'altoforno numero 2. Tali prescrizioni dovrebbero ragionevolmente e prudenzialmente essere applicate anche ad altri due altiforni dello stabilimento di Taranto. Lo spegnimento renderebbe impossibile per la Società attuare il suo piano industriale, gestire lo stabilimento di Taranto e, in generale, eseguire il Contratto.

 

"Altri gravi eventi, indipendenti dalla volontà della Società - afferma ArcelorMittal - hanno contribuito a causare una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di di gestire lo stabilimento di Taranto. Tutte le descritte circostanze attribuiscono alla Società anche il diritto di risolvere il Contratto in base agli applicabili articoli e principi del codice civile italiano. In conformità con il contenuto del Contratto, la Società - scrive ArceloMittal - ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro dalla loro ricezione della predetta comunicazione di recesso o risoluzione". 

ArcelorMittal "deve chiarire quali siano le sue intenzioni rispetto all'accordo del 6 settembre 2018, indipendentemente dalla questione

 

ArcelorMittal "deve chiarire quali siano le sue intenzioni rispetto all'accordo del 6 settembre 2018, indipendentemente dalla questione dell'immunuità. E chiediamo al governo la convocazione urgente del tavolo". Lo ha detto all'Agi Francesca Re David, segretaria generale Fiom, commentando la comunicazione dell'azienda ai commissari straordinari circa la sua intenzione di rescindere il contratto. Intanto pare che il Governo stia cercando di giocare l’ultima carta con un provvedimento d’urgenza sul l’immunita’. Convocato un vertice straordinario.(Ambiente).



Un confronto con esperti nazionali e le conclusioni del Sottosegretario Mario Turco

 

 

Con il Consorzio Global Fresh Fruit la Puglia migliore produce il grano migliore in esclusiva per il Gruppo Barilla, con un contratto di filiera che protegge il reddito delle aziende agricole e garantisce al buyer la tracciabilità della produzione!

Uno straordinario esempio di lungimiranza dei sei imprenditori agricoli che, cinque anni addietro, costituirono a Chiatona il Consorzio Global Fresh Fruit; nel 2018 sono state contrattualizzate 85 aziende agricole che, su un areale di 1.200 ettari esteso da Ginosa a Capo di Leuca, hanno conferito al Gruppo Barilla 28.000 quintali di “Grano Aureo” per un fatturato di quasi un milione di euro.

Il business dei contratti di filiera in questo settore prevede già un ulteriore sviluppo: il Gruppo Barilla, infatti, ha recentemente annunciato che nel 2020 lancerà sul mercato domestico soltanto pasta da grano duro della filiera italiana al 100%!

 

I contratti di filiera nella produzione del grano rappresentano una best pratice che oggi il Consorzio Global Fresh Fruit intende estendere anche alla coltivazione delle leguminose, dando così la possibilità alle aziende agricole di salvaguardare il reddito e realizzare quella “rotazione agronomica” che protegge l’ambiente, una pratica “greening” premiata dall’Unione Europea.

A tal fine ha già realizzato degli innovativi contratti di filiera con due importanti aziende pugliesi agroalimentari specializzate nel “quality foods”.

 

L’importante novità sarà annunciata a Taranto nel convegno regionale “La ricerca del profitto in agricoltura attraverso la salvaguardia dell'ambiente”, un’occasione per fare il punto anche sui contratti di filiera con il Gruppo Barilla in Puglia.

L’evento si terrà, dalle ore 17 di venerdì 8 novembre, presso la Sala Monfredi della Cittadella della Imprese nella Camera di Commercio, in viale Virgilio n.152 Taranto.

Dopo i saluti del Cav. Luigi Sportelli, Presidente Camera di Commercio Taranto, i lavori, moderati dal giornalista professionista Vincenzo Rutigliano di Agrisole – Il Sole24 Ore, saranno introdotti dal Dott. Luca Lazzàro, Presidente Confagricoltura Puglia.

Il Prof. Giuseppe De Mastro, Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali Università degli Studi di Bari, interverrà su “Il ruolo della rotazione agronomica per la difesa del suolo e del reddito dell’agricoltore”, mentre il Dott. Paolo La Cava, Responsabile acquisti Gruppo Barilla Mulino Altamura e Sud Italia, su “Nuove prospettive per i grani di qualità secondo Barilla”.

In seguito il Dott. Antonio Lofrese, CEO "Lofrese Legumi" di Gravina di Puglia, interverrà su “La rotazione agronomica con le leguminose per un nuovo reddito in agricoltura” e, infine, il Dott. Francesco De Filippis, Presidente Consorzio Global Fresh Fruit, relazionerà su “Il consorzio come anello di congiunzione fra sostenibilità ambientale ed economica delle imprese”.

Le conclusioni saranno affidate al Senatore Mario Turco, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Delega alla Programmazione Economica e agli Investimenti.

 

Annunciando il convegno Francesco De Filippis, Presidente Consorzio Global Fresh Fruit, ha spiegato che «gli innovativi contratti di filiera per la produzione delle leguminose garantiranno alle nostre aziende agricole la redditività anche in queste colture, tradizionalmente considerate “di ripiego”, e permetterà loro di realizzare nei campi la cosiddetta “rotazione agronomica” che consente di rispettare i parametri “greening” ottenendo una maggiore contribuzione dall’Unione Europea».

 

 

 

IL PROGRAMMA 

 

“La ricerca del profitto in agricoltura attraverso la salvaguardia dell'ambiente”

 

Sala Monfredi - Cittadella della Imprese

Camera di Commercio – viale Virgilio n.152 Taranto

ore 17.00 venerdì 8 novembre 2019

 

 

Saluti

Cav. Luigi Sportelli

Presidente Camera di Commercio Taranto

 

Introduzione

Dott. Luca Lazzàro

Presidente Confagricoltura Puglia

 

Interventi

Prof. Giuseppe De Mastro

Dipartimento di Scienze agro-ambientali e territoriali Università degli Studi di Bari

“Il ruolo della rotazione agronomica per la difesa del suolo e del reddito dell’agricoltore”

 

Dott. Paolo La Cava

Responsabile acquisti Gruppo Barilla Mulino Altamura e Sud Italia

“Nuove prospettive per i grani di qualità secondo Barilla”

 

Dott. Antonio Lofrese

CEO Lofrese Legumi – Gravina di Puglia

La rotazione agronomica con le leguminose per un nuovo reddito in agricoltura”

 

Dott. Francesco De Filippis

Presidente Consorzio Global Fresh Fruit

“Il consorzio come anello di congiunzione fra sostenibilità ambientale ed economica delle imprese”

 

Conclusioni

Senatore Mario Turco

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

con Delega alla Programmazione Economica e agli Investimenti

 

Moderatore

Giornalista professionista Vincenzo Rutigliano

Agrisole – Il Sole24 Ore

 

 l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino ha incontrato una delegazione di imprenditori in Confindustria Taranto. Al centro del confronto, la Zes jonica e le prospettive per le aziende che vogliono investire


La Zes Jonica, i benefici per le aziende che vi vorranno investire ma anche gli aspetti meramente tecnici che caratterizzano le zone economiche speciali: sono stati questi i temi al centro del confronto in Confindustria Taranto fra l’assessore regionale allo Sviluppo 
Economico Cosimo Borraccino, il prof. Francesco Scialpi della task force istituita per la Zes dalla Regione Puglia) e una delegazione di imprenditori.

Nel corso del dibattito, presieduto dal Presidente di Confindustria Antonio Marinaro, sono state rappresentate le peculiarità della Zes in cui ricade Taranto, una zona logistica definita interregionale in quanto si allarga anche alla Basilicata (la parte lucana comprende Ferrandina e la Val Basento, in provincia di Matera fino a Potenza nell’area da Melfi a Tito) eche ha quali snodi logistici e strategici in primis il Porto di Taranto, l’Aeroporto di Grottaglie e il Centro Intermodale di Francavilla Fontana.

 
L’auspicio finale, dopo il dibattito vero e proprio che ha messo in luce anche le difficoltà riscontrate dalla Regione nel far percepire agli stakeholder ( i Comuni interessati in primis) i reali vantaggi che derivano dall’istituzione delle Zes, è che la zona economica speciale possa diventare quanto prima per l’area ionica uno strumento di crescita, anche occupazionale, incentivando investimenti da parte di aziende e imprenditori non soltanto locali, ma ancheitaliani ed esteri. 

“Al momento – ha dichiarato l’assessore Borraccino il nostro primo interlocutore è Confindustria, in quanto collettore delle istanze e delle capacità di investimento delle imprese, che saranno le reali protagoniste. La vera sfida, tuttavia – ha aggiunto – sarà quella di attrarre aziende esterne, avviando  un’attività di marketing che possa rendere maggiormente attrattivo il territorio interessato agli investimenti, che dovranno essere impostati su scelte prevalentemente  green ”.

Per le ZES saranno previsti incentivi economici, in termini di credito di imposta sugli investimenti realizzati entro il 31 dicembre 2020, entro la soglia massima di 50 milioni di euro di investimento. Per le imprese manifatturiere, logistico-distributive e di servizi che si insedieranno, ( oltre all’auspicato insediamento di start up e la creazione di imprese prevalentemente high tech), sono previsti benefici fiscali, procedure facilitate e semplificazioni amministrative per un’azione di effettiva sburocratizzazione deconsueti iter.

 

Il Presidente Marinaro, nel concludere l’incontro, ha sottolineato la valenza assunta dalla Zes in una chiave di sviluppo rivolta ad una maggiore apertura all’esterno, sottolineando come il rilancio dello sviluppo industriale di un territorio non possa essere affidato solo alla capacità endogena di un sistema economico locale. 

Quindi, ottemperando alle specifiche richieste dei due rappresentanti della Regione Puglia in tal senso, ha garantito - anche facendo sintesi di quanto emerso al termine del dibattito - un contributo in termini di proposte da parte di Confindustria, da prendere in esame anche in successivi incontri in un’ottica di reciproca e costante collaborazione.

 

 

 Firmato, presso Confindustria Taranto, da Eni, Comune e Provincia di Taranto, l'accordo per le compensazioni ambientali per sei milioni di euro relative al progetto Tempa Rossa, lo sviluppo dell'omonimo Centro Olio di Corleto Perticara (Potenza), in cui sarà estratto e trattato il greggio per poi essere inviato alla raffineria di Taranto.
    Le risorse verranno impiegate per lavori stradali, l'illuminazione pubblica, manutenzione straordinaria delle scuole, riqualificazione del Palazzo di Governo e dell'Istituto Musicale "Paisiello", per la manutenzione ordinaria delle strutture sportive e per la sistemazione di un'area comunale da adibire a piazza.

«L'accordo va ben oltre le ricadute economiche e infrastrutturali degli interventi previsti - commenta il Presidente della Provincia Giovanni Gugliotti - segna, difatti, un cambio di passo nella governance del nostro territorio. L'obiettivo è quello di affrontare insieme sfide e opportunità, provando a trovare soluzioni condivise per migliorare le condizioni della nostra terra. Così come è avvenuto oggi con Eni, anche gli altri grandi temi che impattano sulle comunità di Terra Ionica devono essere gestiti allo stesso modo: facendo sedere allo stesso tavolo tutti gli attori del territorio (istituzioni, imprese e associazioni di categoria), mettendo fine alle fughe in avanti di singoli componenti del sistema socio-economico locale, che hanno di fatto ostacolato in passato lo sviluppo dell'intero territorio». 

 

Un confronto diretto fra la Confindustria di una città perennemente sotto i riflettori per le vicende legate all’acciaio ed un sindaco- imprenditore che ne conosce bene le dinamiche anche dal punto di vista meramente economico-imprenditoriale.  

Da questa premessa ha preso le mosse l’incontro tenuto ieri nella sede di via Dario Lupo, in occasione del Consiglio Generale di Confindustria, fra il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il presidente Antonio Marinaro, presente assieme ad una folta rappresentanza di associati ai lavori consiliari.Confindustria Taranto si è posta, al termine dell’incontro, quale luogo di incontro e di pianificazione delle progettualità e delle istanze del territorioun ponte lanciato al primo cittadino verso un clima di maggiore collaborazione per condividere ed eventualmente consolidare le scelte che si andranno ad operare per la città.

Un confronto con il Sindaco – afferma il Presidente Marinaro - si imponeva soprattutto alla luce di due aspetti fondamentali: il primo, l’esigenza di discuteresulle dinamiche riguardanti la grande industria e i più recenti accadimenti ad essa connessi (dalla soppressione dello scudo penale, alla congiuntura dell’acciaio, all’indotto); il secondo, perché nel mio programma di presidenza particolare attenzione viene posta al rapporto con le istituzioni del territorio e ad una costante interlocuzione. L’incontro con Rinaldo Melucci è nato da queste due esigenze e si è ovviamente ampliato attraverso il dibattito e le istanze giunte dagli imprenditori presenti”.  

L’azione dell’amministrazione comunale, improntata – in particolare negli ultimi mesi -alla riapertura di cantieri importanti (come quello di Palazzo degli Uffici) ed all’avvio di altri, nel segno della valorizzazione e riqualificazione di aree dismesse(Baraccamenti Cattolica), ha registrato il consenso degli imprenditori presenti; condivisione è stata inoltre espressa rispetto alla volontà del sindaco ad investire in un nuovo modello di sviluppo, nel tentativo -lo stesso di Confindustria- di capovolgere il paradigma della città (solo) inquinata e lasciata a se stessa. Una città che è uscita già da molti anni dalla monocultura siderurgica e nonostante questo ancora tratteggiata come “un agglomerato enorme ed indistinguibile di periferie” - così come riportato domenica scorsa in un articolo di Repubblica a firma di Sergio Rizzo - che sembra essersi fermato alla retorica del 2012, quando a seguito della deflagrazione della vicenda Ilva i media si scatenarono in un esercizio rocambolesco di luoghi comuni legati alla città. Rispondendo, a questo proposito, alle esortazioni del sindaco a dover “governare i cambiamenti”, gli imprenditori presenti, a loro volta, hanno illustrato al primo cittadino i progetti e processi di diversificazione delle loro realtà produttive, a testimonianza di una reale capacità di cambiare passo e quindi di rischiare anche in settori mai battuti. 

 

Nel corso della partecipata riunione, l’attenzione è stata inevitabilmente puntata anche sui processi di rebranding della città portati avanti dall’amministrazione proprio nello sforzo di rappresentare al meglio una realtà ben diversa da quella degli oramai triti stereotipi, nonostante i segnali negativi che ancora arrivano (gli ultimi riguardanti lo stop alla neonata facoltà di medicina a Taranto e la soppressione del Frecciarossa per Milano) a rallentare una ripresa comunque non facile.

Il sindaco ha quindi fatto riferimento ai principali interventi sul capoluogo jonico riferiti alrafforzamento dei servizi, alle nuove tecnologie, a nuovi modelli di sviluppo come quello della holding che accorperà la società partecipate per trasformarle in una multiutility, nonché ad un riposizionamento della fabbrica dell’acciaio in una chiave del tutto nuova, pur senza fare esplicito riferimento alle prossime azioni da intraprendere in tal senso. 

A questo proposito, il Presidente Marinaro ha  comunicato di aver chiesto un incontro al nuovo Presidente di AMI, Lucia Morselliauspicando in un riscontro di segno positivo e ribadendo il ruolo di tutela di Confindustria nei confronti di tutte le aziende del territorio, purchè rispettose delle regole e aperte a forme di reciproca collaborazione.

La riunione si è conclusa con la proposta di Confindustria di poter aprire a breve, non prima di avere reale contezza del quadro che si delineerà a livello governativo, un tavolo di interlocuzione fra l’associazione degli industriali, l’azienda siderurgica e le istituzioni del territorio.

 

 

Il quarantennale celebrato a Taranto con il convegno “Insieme a chi costruisce lavoro”

 

 

Una categoria professionale coesa e con un forte spirito di appartenenza, ben radicata sul territorio, orgogliosa del suo passato e proiettata con vigore nel futuro.

Questa è l’immagine che i Consulenti del Lavoro di terra jonica hanno trasmesso alla comunità con il loro convegno “Insieme a chi costruisce lavoro. Ordine dei Consulenti del Lavoro di Taranto: 40 anni al servizio della Comunità”!

L’evento si è tenuto (sabato 19 ottobre) nella splendida ex basilica del “Relais Histò San Pietro sul Mar Piccolo” di Taranto, gremita per l’occasione da oltre 200 persone.

Il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Taranto ha organizzato questo convegno quale Giornata celebrativa dei primi quarant’anni dell’Ordine professionale: era il 1979, infatti, quando fu emanata la Legge della Legge n. 12/1979 che in tutta Italia istituiva l’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Dopo l’introduzione di Giovanni Prudenzano, Presidente Ordine Consulenti del Lavoro Taranto, la giornata è iniziata con i saluti di Alessandro Visparelli, Presidente dell’Ente previdenziale Enpacl, Antonio Quaranta, Presidente Claai Puglia, Paolo Castronovi, Vicesindaco di Taranto, Antonio Cassalia, Presidente Cassa Edile della Provincia Jonica e Raffaele Quaranta dell’Associazione Giovani Consulenti del Lavoro; Marina Calderone, Presidente Consiglio Nazionale Ordine CDL, è invece intervenuta con un videomessaggio.

Introducendo i lavori, moderati dalla giornalista Nicla Pastore, il Presidente Giovanni Prudenzano ha spiegato che «per il convegno abbiamo scelto il titolo “Insieme a chi costruisce lavoro” per sottolineare l’importante ruolo che da sempre noi Consulenti del Lavoro svolgiamo nella comunità jonica, assistendo le aziende e i professionisti nella gestione e nello sviluppo delle loro imprese, non a caso ci consideriamo dei “professionisti di prossimità” a contatto con tutte le problematiche che si sviluppano sul nostro territorio. Inoltre, rappresentiamo un importante presidio di legalità facendo osservare alle imprese la complessa normativa giuslavoristica».

La prima relazione è stata di Francesco Duraccio, segretario del Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro, un intervento di carattere storico su “1979 -2019: un viaggio nei 40 anni di evoluzione della professione di Consulente del Lavoro”.

Poi è intervenuto Giuseppe Buscema, della Fondazione Studi Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del lavoro, consulente del lavoro, dottore commercialista e revisore legale, che ha relazionato su “Lavoro: evoluzione e prospettive”.

Dopo la pausa pranzo Daniele Gregori, trainer e consulente aziendale, è intervento su “CONSULENTI 4.0: dalla comunicazione social all’empatia digitale, le nuove competenze a prova di futuro”, somministrando pillole di cultura digitale ai numerosi professionisti presenti in sala e consigli per migliorare il loro utilizzo dei social e delle piattaforme digitali.

Il festoso momento della consegna ai colleghi Consulenti del Lavoro del tradizionale riconoscimento per l’anzianità di appartenenza all’Ordine ha concluso la manifestazione.

In primis però è stato consegnato il Diploma ai nuovi iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Taranto, il “futuro” della professione: Chiara Pignatale, Michele Donvito, Rocco Petralla, Immacolata Stano, Mirko Circhetta, Maria Grazia Caffè, Roberta Aloisio, Giuseppe Musillo e Fernando Lisi.

Per i 25 anni di iscrizione all’Ordine hanno ricevuto un riconoscimento Angelo Piperno, Alba Ruggieri, Francesco Lacarbonara, Giovanni Castellaneta, Angela Blasi, Fedele Gisonna, Maria Grazia Ettorre, Rita Amelia De Santis, Nicola Natale, Vincenza Galasso, Luigi Iaia, Anna Loscalzo, Giuseppe Dimitri e Gabriella Arzeni.

Per i 30 anni di iscrizione all’Ordine hanno ricevuto un riconoscimento Francesco Tinelli, Salvatore Lama, Marina Canavesio, Mariella Galteri, Antonio Modeo, Luisa Iudici, Francesco Notarnicola, Maria Carmela Bruni, Rosa Cannarile e Sandro Raiola.

Hanno tagliato il prestigioso traguardo dei 40 anni di appartenenza all’Ordine i Consulenti del Lavoro Alvise Ferri, Vincenzo Terrusi, Francesca Lamacchia, Luigi Rocco Marinò, Rosanna Pastore, Pasquale Pontassuglia e Corrado Giuseppe Valente.

La giornata celebrativa “Insieme a chi costruisce lavoro. Ordine dei Consulenti del Lavoro di Taranto: 40 anni al servizio della Comunità” è stata organizzata dal Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Taranto in collaborazione con Cassa Edile della Provincia Jonica, C.L.A.A.I., Labour Team, Tecsial e TeleConsul Editore.

La manifestazione è stata organizzata con il patrocinio del Consiglio Nazionale Ordine Consulenti del Lavoro, Università degli Studi “Aldo Moro”, Camera di Commercio di Taranto, LUMSA Taranto, CUP Taranto, ENPACL, AGCDL, Fondazione Studi CdL, ANCL SU e Fondazione Lavoro; l’evento è stato sostenuto da Confindustria Taranto, ERREDI Tagarelli Assicurazioni, Gruppo Sole24Ore, Impresa Ottomano, SEAC, C.B.M.C. SmartJob, G.R.L., Eutekne, Ditta Fornaro Vincenzo, inConvenzione.it di Spinosa Francesco, S&C Costruzioni, M.A.D. Srl.

 

 

I soggetti promotori della petizione “Chiudiamola qua” tornano a suonare la sveglia al sindaco con una lettera aperta in cui richiamano il primo cittadino a mantenere gli impegni assunti a tutela della salute dei cittadini di Taranto anche e soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni dello stesso Melucci (“chiudiamo l’area a caldo”) e degli allarmanti dati forniti da Arpa Puglia.

Di seguito il testo integrale e i firmatari della lettera 

 

Dott. Rinaldo Melucci sindaco di Taranto, le preoccupanti notizie che giungono dall’Arpa Puglia certificano la violazione dei limiti di legge delle emissioni convogliate del camino E312, il più grande d’Europa, senza tener conto delle emissioni diffuse e fuggitive (non misurabili perché non dovrebbero proprio esserci) che già portarono, nel luglio del 2012, la Magistratura.a un sequestro senza facoltà d'uso degli impianti.

Questo è motivo di forte preoccupazione per i danni all’ambiente e alla salute dei cittadini che Lei è chiamato ad amministrare nella migliore maniera possibile e nell’interesse della collettività. A tal proposito, ci sembra superfluo ricordarLe che tra i principali e primi doveri di ogni sindaco vi è la tutela della salute pubblica e nessuna immunità può proteggere qualsiasi primo cittadino in caso di malsana gestione di questo dovere.

Esattamente un anno fa, Le vennero consegnate le firme raccolte per una petizione con la quale Le si chiedevano due semplicissime cose:1- Se, secondo il Suo parere, la salute dei cittadini di Taranto era tutelata; 2- In caso di risposta negativa, Le si chiedeva di utilizzare tutti i mezzi e le norme che la legge Le metteva a disposizione per tutelare la salute pubblica, fino ad arrivare all’ordinanza di fermo degli impianti inquinanti.

Da un anno, i cittadini di Taranto attendono invano una Sua risposta,grazie anche agli espedienti adottati dalla sua amministrazione per rinviare ogni Sua valutazione ufficiale sull’argomento.

Tuttavia, le Sue ultime dichiarazioni sembrerebbero indirizzate verso quella tutela della salute che è diritto “fondamentale” dell’individuo ed interesse della collettività (art. 32 della Costituzione italiana). A tale riguardo, vogliamo ricordarLe che l’aggettivo “fondamentale” viene



 

 

 

 

utilizzato, nella Carta costituzionale, solamente nel citato articolo, a definire quale valore si debba riservare alla salute.

Restiamo, quindi, in attesa delle risposte alla petizione “Chiudiamola qua”.

La invitiamo a tenere fede alle Sue ultime dichiarazioni in merito alla devastante situazione sanitaria procurata dall’insopportabile inquinamento industriale, a battersi con ogni mezzo per la dignità che deve essere garantita a tutti i cittadini della Repubblica italiana in egual misura, a pretendere la chiusura dell’area a caldo, a pretendere soddisfazione per dipendenti dell’acciaieria e cittadini della nostra provincia. La invitiamo, Sindaco, ad intraprendere un nuovo corso che veda finalmente la bellezza prevalere sulle brutture, la salute sulle malattie, la vita sulla morte. 

Si può essere Spartani oppure no. E’ giunto il tempo di scegliere.

 

Ass. Genitori tarantini - Ets

Aps LiberiAmo Taranto

Comitato Quartiere Tamburi

Donne e Futuro

Libere e liberi cittadini firmatari della petizione

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