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Giornale di Taranto - Economia, Lavoro & Industria
Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1912)

 

Di Luca Lorusso 

 

Non c’è formazione senza lavoro e non può esserci lavoro senza formazione. Perché la formazione, in generale nel lavoro, è il percorso specifico e imprescindibile che si deve intraprendere per puntare al raggiungimento di qualsiasi obiettivo professionale e per farci trovare pronti per entrare (o rientrare) nel mondo del lavoro avendo acquisito le competenze necessarie.

Di questo questo, giovedì 25 maggio dalle ore 18 presso il circolo PD di Talsano in Corso Vittorio Emanuele, 116, si discuterà con esperti che illustreranno i percorsi poi efficaci di formazione e lavoro, 

 e sulle opportunità  presenti nel territorio.

Ad intervenire saranno: il segretario del  circolo PD di Talsano Davide Albano; la Segreteria Provinciale del PD di Terra Jonica, Anna Filippetti; il Segretario cittadino del PD Giuseppe Tursi; il Presidente di Formare Puglia A.p.s. Angelo Lorusso e il consigliere del Presidente della Regione Puglia  Cosimo Borraccino.

I lavori saranno coordinati da Salvatore Marzo, dell\\\'Assemblea Provinciale del PD.

 

Il Comune e la Provincia di Taranto hanno trasmesso al ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) e alla Regione Puglia una bozza con l’indicazione delle proposte dei due enti locali per l’accordo di programma sull’ex Ilva. La bozza segue il confronto che il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha avuto al ministero nelle scorse settimane. La bozza definisce i diversi scenari che potrebbero comporre il quadro complessivo dell’accordo. Si parte da quello industriale, con le implicazioni relative alle manutenzioni, alla condizione dei dipendenti e all’accordo, ritenuto “imprescindibile”, con le parti sindacali, ai rapporti con altri soggetti operativi. C’é poi il capitolo ambientale, che riguarda bonifiche e Autorizzazione integrata ambientale, “avendo su quest’ultima un’attenzione che è contingente, data la più recente, e scarsamente convincente, richiesta di rinnovo”, spiega il Comune. Segue quindi l’aspetto urbano, che prevede tutele per l’indotto locale, sostegno alla comunità, arretramento da porto e città e gli investimenti nella ricerca (Tecnopolo, università, ecc.). Un altra parte riguarda il lato finanziario, che riassume le opportunità economiche disponibili (Pnrr, Cis, Zes, Jtf), oltre gli ammortizzatori sociali da impiegare e l’aspetto operativo, che qualifica i dettagli dell’accordo come durata, cabina di regia, revisioni e gruppi di lavoro. “Significativa la parte conclusiva - si dichiara -, in particolare un passaggio sulle clausole giudiziali e risolutive, necessarie per inquadrare l’accordo anche alla luce di questioni preesistenti come il sequestro degli impianti”. Tra le proposte, infine, c’è anche un’indicazione di massima dei soggetti che dovranno essere chiamati a offrire un contributo alla stesura dell’accordo, suddivisi nei vari livelli governativo, locale, socio-economico e tecnico-scientifico. Per il sindaco, inoltre, resta centrale il ruolo di Invitalia in relazione al coordinamento e alla calendarizzazione delle attività. Viene introdotta anche la possibilità di insediare una cabina di regia istituzionale che provveda a stendere la prima bozza del documento, individuando i diversi soggetti protagonisti. “Ci auguriamo che questo lavoro possa procedere parallelamente alla definizione di un chiaro piano industriale, delle progettualità collegate all’installazione de forni elettrici e degli impianti di produzione di preridotto fino alla realizzazione dell’hydrogen valley pugliese” ha dichiarato Melucci, che è anche presidente della Provincia di Taranto. 

Promuovere modelli d\'intervento innovativi e finalizzati ad ottimizzare le diverse attività che vanno a caratterizzare il processo formativo di tutti coloro che hanno necessità di essere seguiti e supportati per poter impostare il proprio futuro professionale. È quanto si prefigge il Progetto “R.J.O.- Rete Jonica per l\'Orientamento”, il programma dell\'Ente Provincia di Taranto che, ammesso a finanziamento dalla Regione Puglia nell\'ambito della misura denominata “Punti Cardinali”, questa mattina è stato presentato nel corso della conferenza stampa tenuta nel Salone degli Stemmi, al primo piano del Palazzo del Governo.

Ad illustrare i contenuti di un\'attività che si svilupperà in tre fasi e proseguirà sino al 31 ottobre 2023 sono stati il sindaco e presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, ed il dirigente del Settore Finanziario dell\'Ente, dott. Roberto Carucci, che hanno spiegato come per la ricerca attiva di un lavoro sia necessario far leva su strumenti e tecniche in grado di individuare e valorizzare al meglio le proprie conoscenze ed abilità.

Il Progetto “Rete Jonica per l\'Orientamento” ha ottenuto un finanziamento pari a 91mila euro, vede come destinataria un\'utenza vastissima (ad esempio, studenti frequentanti scuole di qualsiasi ordine e grado, universitari, soggetti disoccupati, soggetti che non hanno mai lavorato o che intendono intraprendere un altro percorso lavorativo) e si svilupperà in tre fasi distinte. La prima è quella rappresentata dallo “Sportello di Orientamento”, che sarà a disposizione per fornire informazioni all\'utenza; la seconda vedrà l\'attivazione di “Laboratori di Orientamento” che nelle complessive 300 ore di attività dovrà aiutare gli utenti ad individuare le proprie competenze; l\'ultima sarà invece dedicata alle “Giornate di Orientamento” (saranno 8 e si svolgeranno fra giugno ed ottobre 2023).

I continui cambiamenti nel mondo del lavoro - ha dichiarato il presidente Melucci- hanno posto in risalto l’urgenza di creare nuove competenze e di ottimizzare quelle già possedute. In un simile contesto, diventa necessario accompagnare i ragazzi ed i giovani sia nelle fasi della scelta scolastica e universitaria, sia nella preparazione all\'ingresso nel mondo del lavoro. La vocazione di questo progetto è quello di costruire percorsi orientativi a favore di coloro che, necessitando di informazioni, desiderano iniziare a costruire il proprio futuro professionale. Siamo molto contenti che il progetto che abbiamo presentato si sia aggiudicato la misura. Il nostro è stato uno di quelli che ha riscosso maggiore apprezzamento ed è per questo che voglio rivolgere il mio ringraziamento agli uffici dell\'Ente che hanno lavorato con impegno alla preparazione di questo programma.

La prima fase del progetto ha già avuto inizio nella giornata odierna con l\'apertura dello “Sportello di Orientamento” a cui potranno rivolgersi sia tutti coloro che hanno necessità di essere orientati al lavoro, sia coloro che sentono l’esigenza di trovare una nuova occupazione, che valorizzi al meglio le proprie attitudini e competenze. A disposizione dell\'utenza per 24 settimane, dal lunedì al venerdì, dalle ore 08.30 alle ore 14.30, presso la “Sala Lacaita”, a Palazzo del Governo, ci saranno professionisti esperti in materia e pronti a fornire chiarimenti ed informazioni capaci di supportare chiunque abbia bisogno di intraprendere una scelta.

All\'incontro con i giornalisti hanno partecipato anche gli Enti coinvolti nel progetto (Confindustria Taranto, Arpal Puglia C.P.I. Taranto, ITS Logistica, Programma Sviluppo, Formare Puglia, ITS Mi.Ti., ISPA) che svolgeranno una parte attiva soprattutto nell\'organizzazione delle “Giornate di Orientamento” e nella gestione delle attività di laboratorio.

 Sui forni elettrici per la riconversione della produzione dell’acciaio nell’ex Ilva “verrà presentata una nuova Autorizzazione integrata ambientale contestualmente da Dri d’Italia e da Acciaierie” e conterrà il piano di decarbonizzazione. Lo ha detto al Festival dello sviluppo sostenibile indetto da Asvis svoltosi alla Camera di Commercio di Taranto, Franco Bernabè, presidente di Acciaierie d’Italia (ex Ilva) e di Dri d’Italia, la società pubblica che costruirà gli impianti del preridotto. “Quella che ha presentato Acciaierie d’Italia - ha spiegato Bernabè - è semplicemente la richiesta di rinnovo dell’Aia così com’é per la continuazione dell’attività degli impianti. Che é essenziale per il mantenimento della produzione e la continuità economica dell’impianto”. 

 

Invece “la nuova Aia che verrà presentata insieme a Dri d’Italia conterrà tutto il progetto. Sarà fatto - ha aggiunto Bernabè - non appena daremo il via alla realizzazione dell’impianto perché a quel punto avremo certezza sulla tecnologia scelta. Senza sapere oggi quale sarà la tecnologia, perché é in corso un processo di selezione, e quali saranno i suoi impatti, non si può presentare un’Aia. Non c’è nessun problema quindi. L’Aia verrà presentata con tutti i riscontri necessari per quantificare l’impatto del piano di decarbonizzazione e tutti gli elementi verranno messi a disposizione per valutarlo”. Bernabè ha spiegato nuovamente che Dri d’Italia, che fa capo a Invitalia, costruirà l’impianto del preridotto di ferro che alimenterà i forni elettrici dell’Ilva del futuro. I forni, invece, dovrà realizzarli Acciaierie d’Italia. La società Dri d’Italia “a marzo ha lanciato la gara per la scelta della tecnologia - ha affermato Bernabé -. Per il Dri sono presenti al mondo due sole tecnologie. I due titolari stanno lavorando intensamente e l’obiettivo che abbiamo è arrivare entro il 15 luglio ad un’offerta impegnativa. Quindi, a partire dal 15 luglio, e contiamo di farlo entro il mese, il cda di Dri d’Italia sarà in grado di prendere la decisione finale di investimento. A settembre è prevista l’assegnazione del contratto per il primo modulo che dovrà soddisfare le esigenze di AdI”. A settembre, ha evidenziato Bernabè sul preridotto, “partono gli appalti per la realizzazione del primo modulo il cui avvio di produzione è previsto a giugno 2026”. Confermato, inoltre, che i moduli del preridotto saranno due: uno per AdI, che sarà costruito nello stabilimento, giá finanziato con un miliardo dal decreto “Aiuti Ter” del 2022, ed uno per i siderurgici privati, che probabilmente sarà realizzato in un’area Zes (da finanziare). “Il gas naturale è il combustibile che verrà utilizzato nella produzione del Dri, successivamente l’idrogeno - ha chiarito Bernabè -, perchè di idrogeno non vi sono ancora quantità sufficienti e a prezzo adeguato”. 

La Fondazione dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Taranto, patrocinata dall\'Ordine di appartenenza e coadiuvata dalla società di mediazione creditizia AUXILIA FINANCE Spa, organizza il convegno “ IL RUOLO DEL COMMERCIALISTA NELLE OPERAZIONI DI FINANZA ORDINARIA E AGEVOLATA “, che si terrà il 22 maggio 2023 a partire dalle ore 15.00 presso il Park Hotel San Michele a Martina Franca.  L\'iniziativa consentirà ai professionisti intervenuti l\'accreditamento ai fini della Formazione Professionale Continua.

Prosegue, dunque, l\'attività della Fondazione a sostegno della categoria professionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili,  che in questa occasione si avvale del prezioso contributo delle sue Commissioni di Studio, in questo caso della Commissione “Finanza e Impresa”,  promotrice dell\'iniziativa.

“L’emergenza sanitaria, da poco conclusasi – afferma Laura Baccaro, presidente della Fondazione tarantina - ha messo a dura prova l\'economia delle imprese italiane che stanno lentamente cercando di rimettersi in moto. L’aiuto della figura professionale del commercialista, ancora più di quanto accaduto nel recente passato, è destinata ad assumere contorni di fondamentale importanza, dovendo supportare le imprese nella valutazione delle condizioni in cui esse versano e suggerire gli strumenti finanziari necessari per effettuare una pianificazione futura, per favorire lo sviluppo di nuovi progetti e nuovi investimenti, incrementando la competitività aziendale e favorendo la nascita di nuove realtà imprenditoriali”.

Il commercialista è la figura di riferimento per qualsiasi impresa, indipendentemente dalla grandezza della sua dimensione. In un contesto sempre più dinamico, diventa di importanza fondamentale per tutte le aziende la capacità di poter reperire e gestire le risorse finanziarie in linea con le esigenze dei mercati, sapendo e riuscendo sfruttare tutte le occasioni e le possibilità che vengono fornite.

La scelta delle migliori strategie finanziarie rappresenta una delle variabili che influenzano direttamente le performance economiche e reddituali delle imprese divenendo, ancor più oggi, elemento di discrimine tra i soggetti di successo e chi invece soccombe alle rigide leggi di mercato.

Con questa consapevolezza, il commercialista suggerisce, propone, individua soluzioni per i suoi clienti imprese, confrontandosi con gli operatori del settore creditizio e con i servizi da questi proposti.

E\' questo lo scenario in cui professionisti ed esperti del settore si confronteranno sull’argomento scelto, di pregnante attualità ed in linea con i programmi di sviluppo e di formazione dei commercialisti.

Acciaierie d’Italia, ex Ilva, ha intensificato ieri il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Lo dichiarano i sindacati Uilm e Usb e anche la Fim Cisl afferma che sono giunte in tal senso segnalazioni dall’interno della fabbrica. Al momento, non ci sono numeri sull’incremento della cassa, né l’azienda ha incontrato o fornito informazioni alle sigle sindacali. Il quadro che i sindacati hanno ricostruito evidenzia che gli impiegati degli staff e gli addetti alle manutenzioni sono passati, nell’arco della settimana, da un giorno a due di cassa e che nel magazzino generale per gli operai la cassa è stata aumentata a più di 2 giorni. Inoltre, aumentata la cassa a capisquadra, tecnici e operai delle manutenzioni acciaierie 1 e 2 e Gestione rottami ferrosi. Cassa anche per gli addetti ai servizi sicurezza, personale, amministrazione, logistica e per gli impiegati dell’area energia. È in corso la quantificazione dei numeri.

    Nell’incontro di alcuni giorni fa, AdI ha spiegato ai sindacati che, rispetto ad un numero massimo di 2.500 cassintegrati previsto per Taranto, si era intorno ai 1.800 e le sigle metalmeccaniche ora attendevano un’ulteriore riduzione a seguito del riavvio, l’altro ieri, dell’altoforno 2 dopo dieci mesi di fermata. “I numeri della cassa integrazione si stanno impennando - dichiara Davide Sperti, segretario Uilm - e questo conferma come abbiamo fatto bene, a fine marzo, a non sottoscrivere con l’azienda al ministero del Lavoro per la proroga degli ammortizzatori sociali. Non si possono fare accordi con chi è inaffidabile”. Per Franco Rizzo, dell’esecutivo confederale Usb, sindacato che, al pari della Uilm, non ha firmato la proroga della cassa, “tantissimi lavoratori, dai quadri fino agli operai, nelle ultime ore hanno ricevuto la comunicazione telefonica da parte di Acciaierie d’Italia di altra cassa integrazione. Obbligo di almeno due giorni di cassa. Ciò in barba agli annunci tanto roboanti quanto inconsistenti di un fantomatico rilancio”

 

“Chiediamo l’immediato ritiro dell’aumento del numero di personale collocato in cassa integrazione e la convocazione di un incontro urgente per ripristinare quanto sottoscritto in sede ministeriale sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale”. È la richiesta avanzata stasera con una nota da Fim Cisl e Fiom Cgil al direttore delle Risorse Umane, Virginia Piccirilli, di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, dopo che l’azienda oggi ha aumentato il ricorso alla cassa straordinaria in alcuni reparti del siderurgico. “Riteniamo inaccettabili non solo le modalità con cui l’azienda ha deciso di collocare il personale in cassa integrazione ma, soprattutto, per le ripercussioni che potrebbero scaturire dal punto di vista delle attività manutentive necessarie a garantire la sicurezza sul lavoro” affermano Fim e Fiom. I due sindacati affermano che sono giunte “segnalazioni da molti lavoratori di un aumento della cassa integrazione, comunicato attraverso il portale aziendale, senza che vi sia una motivazione chiara rispetto alla scelta di aumentare il numero del personale collocato in cassa integrazione”. 

 

Quanto avvenuto con l’aumento indiscriminato della cassa integrazione è il solito metodo utilizzato dall’amministratore delegato di Arcelor Mittal con cui prova a destabilizzare, ancora una volta, i lavoratori di Acciaierie d’Italia con l’obiettivo di rendere sempre più complicata la risoluzione della vertenza ex Ilva” afferma Francesco Brigati della Fiom Cgil. “È del tutto evidente che la replica della Morselli alle dichiarazioni del presidente di Federacciai segnalano una certa irritabilità legata ad una possibile discussione in merito ai nuovi assetti societari e soprattutto alla futura gestione del gruppo e della transizione ecologica” afferma la Fiom. Per il sindacato, “una transizione giusta non potrà mai esserlo se la gestione continuerà a rimanere nelle mani di chi utilizza i lavoratori come clava per puri tornaconti personali”. “Bisogna intervenire subito e accelerare sull’intervento pubblico - conclude la Fiom Cgil -, quest\'ultima unica soluzione per avviare una seria discussione sul futuro del gruppo a partire dal piano industriale e ambientale”. 

“Abbiamo registrato un cambio di passo nelle relazioni industriali che facevano da apripista al dialogo sui temi del lavoro, ma a pochi giorni dalla ripartenza di altoforno 2, i lavoratori tornano ostaggio di una gestione fuori controllo”. Lo dichiara Valerio D’Alò, segretario nazionale Fim Cisl. “Invece di diminuire i numeri dei cassintegrati con la risalita della produzione”, aumentano, rileva la Fim nazionale, riferendosi a quanto accaduto nelle ultime ore col personale messo in cassa per altri giorni in aggiunta a quelli già previsti, “e questo senza nemmeno avvisare i lavoratori e le organizzazioni sindacali. Come Fim rivendichiamo quanto di buono si è ottenuto nella trattativa sulla cigs, ma, allo stesso tempo, ribadiamo che per far funzionare gli accordi, c\'è bisogno di una catena di comando affidabile e coerente, soprattutto ai massimi livelli”. Per la Fim Cisl, “se le condizioni resteranno immutate saremo pronti, coordinandoci con le altre organizzazioni, a mettere in piedi qualunque iniziativa di mobilitazione necessaria. In questo stato delle cose - conclude il sindacato - chiediamo ancora una volta la Governo di assumersi la responsabilità e dare seguito ad un rapido cambio di governance di Acciaierie D’Italia come da noi richiesto da tempo”.

È rimasto fermo per quasi dieci mesi, da luglio scorso, ma adesso nel siderurgico ex Ilva di Taranto (ora Acciaierie d’Italia) è ripartito l’altoforno 2. “L’impianto sta colando la ghisa” riferiscono fonti sindacali. Era nell’aria da alcune settimane questo riavvio, anche se l’azienda nell’ultimo incontro avuto con i sindacati alcuni giorni fa non ha specificato date ma solo affermato che era al lavoro per riavviarlo al più presto. L’attività dell’altoforno 2 riporta dunque a tre gli impianti in marcia a Taranto (oltre al 2, gli altiforni 1 e 4) e questo dovrebbe anche ridurre ulteriormente i numeri della cassa integrazione straordinaria che l’azienda ha recentemente quantificato in circa 1.850 contro i 2.500 previsti come tetto massimo. Non ci sono peró ancora dati su quanti sono ulteriormente rientrati in produzione lasciando la cassa integrazione. 

Poco prima della riaccensione dell’altoforno 2, la Uilm aveva protestato perchè AdI ha chiesto nel fine settimana turni di lavoro più lunghi al personale mentre ci sono lavoratori in cassa integrazione. Acciaierie d’Italia aveva messo in programma per quest’anno la ripartenza dell’altoforno 2 ma questo sarebbe dovuto avvenire nella seconda parte dell’anno e per un trimestre. Resta ora da vedere in che misura la rimessa in marcia di quest’impianto contribuirà eventualmente ad innalzare la produzione di Taranto che AdI ha quantificato per il 2023 in 4 milioni di tonnellate.

È scontro tra Acciaierie d’Italia, col suo amministratore delegato, Lucia Morselli, e il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi. Oggetto, l’intervento di ieri dello stesso Gozzi sull’ex Ilva all’assemblea a Milano della federazione di settore di Confindustria, federazione cui AdI è associata. Morselli scrive oggi al numero 1 di Federacciai di aver preso atto “con sconcerto” delle frasi di Gozzi “in relazione alla nostra società”. “Mettere in dubbio la qualità dei nostri prodotti e la sicurezza dei nostri lavoratori - scrive Morselli -, tanto più in una sede istituzionale e da una posizione come quella che ella ricopre, è una iniziativa di inaudita gravità, fortemente lesiva della reputazione e degli interessi commerciali della nostra società”. 

Morselli aggiunge: “Non comprendiamo quali siano i fondamenti delle sue asserzioni. Non ci risulta, peraltro, che ella abbia ritenuto di visitare lo stabilimento citato”, cioè quello di Taranto, “prima di formularle”. L\\\'a.d. cita a tal proposito la recente visita a Taranto dei vertici di Eurofer, l’associazione europea dei produttori di acciaio, che hanno “riconosciuto gli impressionanti sforzi di ammodernamento degli impianti compiuti negli ultimi anni. Si tratta - rileva l’a.d. di Acciaierie d’Italia - di investimenti per oltre 2 miliardi di euro realizzati da novembre 2018 a fine 2022, per di più finanziati interamente con i fondi generati dalla società  o capitali forniti da soci poiché ad oggi non é stato erogato nemmeno un euro di incentivi pubblici agli investimenti”. Morselli invita quindi il presidente di Federacciai “a ritrattare pubblicamente e senza indugio” quanto dichiarato in assemblea riservandosi “ogni azione a tutela della reputazione e degli interessi della nostra società”. 

    Il presidente Gozzi, nella conferenza stampa che ha anticipato l’assemblea di Federacciai, ha tra l’altro detto, riferendosi a Mittal e all’ex Ilva di Taranto, che “se la prima siderurgia del mondo è intenzionata seriamente a rilanciare il più grande asset industriale d’Italia mettendo soldi e management, noi riteniamo che non ci sia soluzione migliore. Se Londra non è disponibile a fare questo, bisogna cambiare spartito. Bisogna cercare un altro piano”. “Lo dico con grande chiarezza - ha sostenuto Gozzi - e questa affermazione, così importante, è stata da me vagliata con la comunità dei siderurgici italiani. Non è farina del sacco di Gozzi, è farina del sacco della comunità. Abbiamo soppesato parola per parola”. “ll privato - ha rilevato Gozzi su Mittal - ha avuto anche momenti di disimpegno perché ha tolto management, ha tolto garanzie finanziarie, ha creato un’altra organizzazione commerciale. Noi diciamo con chiarezza - anche se se è un nostro associato, ma perché siamo onesti intellettualmente - che col disimpegno non si risolvono i problemi. Taranto è sotto capex da dieci anni. Ci vogliono un piano industriale e un significativo intervento sugli impianti in modo da garantire sempre meglio la qualità del prodotto e la sicurezza». 

Il 15 maggio sarà in visita a Taranto Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, responsabile dell’azione per il clima e il Green Deal europeo. Il vicepresidente della Ue dialogherà con i cittadini e risponderà alle loro domande durante un incontro pubblico che si terrà al Teatro Comunale Fusco. L\'evento, aperto a tutta la comunità, “sarà un\'occasione per avvicinare i cittadini alle istituzioni europee” si spiega in una nota. L\'evento è organizzato dalla Commissione europea, Rappresentanza in Italia, in collaborazione con Europe Direct Taranto nell\'ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso ASviS, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.   

    Timmermans si è occupato più volte della vicenda Taranto a proposito dei piani di riconversione dell’ex Ilva attraverso la decarbonizzazione e i forni elettrici. Per la transizione, Taranto è destinataria di circa 800 milioni su un totale di 1,2 miliardi assegnati all’Italia attraverso il Just Transition Fund. Due le aree pilota in Italia per superare attraverso il processo della transizione la dipendenza economica e industriale dalle fonti fossili, Taranto e il Sulcis in Sardegna. Inoltre, attraverso il Pnrr è stato assegnato per l’ex Ilva di Taranto un altro miliardo che dovrà utilizzare la società pubblica Dri d’Italia che costruirà a Taranto gli impianti del preridotto, semiprodotto di ferro che alimenterà, al posto dei minerali, i forni elettrici del siderurgico di Acciaierie d’Italia riconvertito ad un nuovo sistema produttivo, meno impattante ambientalmente. 

Il presidente Emanuele di Palma: “Prosegue la fase di consolidamento ed espansione della

 banca sul territorio, nel segno dello sviluppo inclusivo e sostenibile”.

Domenica 7 maggio 2023 l’Assemblea dei soci della BCC San Marzano ha approvato il bilancio d’esercizio 2022 ed eletto la nuova governance della Banca per il prossimo triennio 2023 – 2025 (Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale e Collegio dei Probiviri).

Dopo 3 anni di misure restrittive legate alla gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19, l’assise si è svolta in presenza, con una straordinaria partecipazione dei soci presso il Teatro Italia di Francavilla Fontana, che hanno approvato all’unanimità le proposte di delibera sui punti all’ordine del giorno.

IL BILANCIO 2022

Nonostante le difficoltà del contesto macroeconomico, l’istituto di credito pugliese, ha confermato il trend di crescita e ha chiuso il bilancio con un utile netto di 4,3 milioni di euro (+14%) rispetto al 2021. Un risultato guidato dalla crescita delle masse amministrate, dalla significativa riduzione dei crediti deteriorati e dal contributo del margine da attività. A questo proposito è stata approvata la distribuzione del dividendo ai soci, pari al 3,25% sul capitale versato.

Le masse intermediate superano il miliardo di euro con la raccolta complessiva che segna un incremento del 3,6%, attestandosi a 740 milioni di euro e gli impieghi che raggiungono quota 332 milioni di euro in linea con il 2021.

Il patrimonio netto sale a 64 milioni di euro (+ 2%). Il CET 1 Ratio raggiunge quota 28,46 %, ben al di sopra dei requisiti regolamentari.

   Prosegue l’attenzione della banca alla qualità degli impieghi e alla gestione del credito deteriorato con l’NPL Coverage Ratio (indice di copertura dei crediti non performanti) che si attesta all’85% e con un indice di copertura delle posizioni a sofferenza pari al 100%.

Tra le sessantotto banche aderenti al Gruppo Cassa Centrale, BCC San Marzano si conferma una delle realtà finanziarie più solide del Mezzogiorno, forte di una storia di quasi 70 anni, impegnata nella costruzione di uno sviluppo stabile nel segno dei fattori ESG e delle nuove generazioni.

Nell’ambito del rinnovo delle cariche, si evidenzia l’ingresso di 3 componenti di genere femminile, una nel Consiglio di Amministrazione e due nel Collegio Sindacale, che sancisce un ulteriore step nel percorso che la BCC San Marzano ha intrapreso per sostenere il ruolo delle donne in banca, riconoscendone le pari opportunità come risorsa chiave per lo sviluppo, la crescita sostenibile e la creazione di valore.

“Ringrazio i numerosi soci che hanno partecipato all’assemblea -ha dichiarato il presidente Di Palma- e che hanno rinnovato la fiducia nella governance della Banca. Un ringraziamento va anche al presidente che mi ha preceduto, Franco Cavallo, per il contributo dato negli anni alla crescita della BCC San Marzano.

Questa eccezionale affluenza rappresenta un attestato di stima e soprattutto un grande stimo e stimolo ad affrontare le importanti sfide che ci attendono. Sappiamo bene che la fiducia si costruisce solo nel tempo, lavorando insieme quotidianamente, costruendo rapporti e collaborazioni, con la capacità di fare sistema nell’interesse comune. E la fiducia è alla base di una banca locale come la nostra, in cui la missione non è solo quella di garantire risultati positivi, equilibri di bilancio, sostegno alle imprese e alla crescita del territorio, ma anche e soprattutto di assicurare uno sviluppo inclusivo e sostenibile a donne e uomini, con un vissuto e una storia che vanno oltre i numeri. Il bilancio 2022, oggi approvato, è la testimonianza di un lavoro strutturato ed efficace, in linea con il percorso tracciato dal Gruppo

 Cassa Centrale, a cui la nostra Banca aderisce, ma forte di una propria identità con raccolta, impieghi, utile e patrimonio in crescita. Si tratta di numeri in attivo che rendono possibile non solo la caratteristica attività economica della banca, ma anche un sostegno solidaristico importante al territorio in ottica ESG, dove la sostenibilità ambientale e sociale diventa trainante per creare fiducia nella comunità di riferimento. La BCC San Marzano da sempre svolge una funzione di “motore” all’interno dei propri territori e favorendo l’inclusione e il “ben vivere”. E lo fa sostenendo iniziative sanitarie e di welfare comunitario, sportive, culturali, assistenziali, ricreative, per lo studio e la didattica. Offrendo al tempo stesso il valore di un modello partecipativo e solidale. Continueremo con determinazione a garantire il nostro sostegno all\\\'economia reale, migliorando ulteriormente il presidio del territorio attraverso il restyling e l’apertura di nuovi sportelli, in controtendenza con gli istituti nazionali, in particolare nella provincia di Brindisi, dove, dopo l’inaugurazione di Villa Castelli, avvieremo una nuova sede a Francavilla Fontana e successivamente a Ceglie Messapica entro la fine del 2023, sempre pronti a cogliere nuove opportunità di crescita, potenziando l’impegno quotidiano al servizio di famiglie e imprese, per uno sviluppo della società responsabile e sostenibile”.

“Il nostro obiettivo - ha sottolineato il direttore generale Salvatore Nardiello- è rafforzare il posizionamento competitivo della Banca puntando sulla personalizzazione della risposta alle esigenze dei clienti con un’attività di consulenza completa e professionalizzata. Nella complessità dell’attuale scenario, continuiamo a portare avanti con determinazione le linee del piano strategico che focalizzano il miglioramento della qualità del servizio, l’efficientamento della struttura, insieme alla formazione continua dei collaboratori, la digitalizzazione dei processi e dei prodotti, la differenziazione dei canali distributivi con la segmentazione dei clienti e della loro gestione. A questo proposito vorrei ringraziare tutte le colleghe e tutti i colleghi della BCC San Marzano, con cui sono stati possibili i traguardi raggiunti e i risultati conseguiti con il lavoro di squadra e lo spirito di collaborazione al servizio della comunità.”

 

GLI ORGANI SOCIALI

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto da:

    • Emanuele di Palma

• Enrico De Rose

• Gaila Maria di Maggio

• Alessandro Greco

• Raimondo Lanzo

Il Consiglio di Amministrazione ha confermato Emanuele di Palma Presidente e Raimondo Lanzo Vice Presidente.

 La Direzione Generale è affidata a Salvatore Nardiello.

Il nuovo Collegio Sindacale è composto da:

Sindaci Effettivi:

   • Vincenzo Fasano – Presidente

• Cosimo Damiano Miccoli

• Giuseppina Palasciano

Sindaci Supplenti:

  • Liliana Ciniero

• Maurizio Maraglino Misciagna

 Il nuovo Collegio dei Probiviri è composto da:

  • Fabrizio Cavallo – Presidente (designato da Cassa Centrale)

• Attilio Cavallo

• Vincenza Gigante

• Giulio Marchetti (Supplente)

• Vito Lorenzo Vieli (Supplente)

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