Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1087)

Gianfranco Gasbarro: è la conferma di un forte sostegno per un contratto che deve adeguare i minimi salariali e conquistare più spazio alla promozione della competenza dei lavoratori».

 

 A 13 anni dall’ultima piattaforma unitaria presentata nel 2006, l’ipotesi di lavoro è stata votata da 360mila lavoratori. Raccogliendo il 95,78% dei consensi. Al centro della proposta per il Contratto collettivo nazionale di lavoro – alla trattativa con Federmeccanica e Assistal il 5 novembre prossimo - aumento dei minimi salariali e redistribuzione della ricchezza, lotta alla precarietà, formazione e inquadramento come tema di valorizzazione del lavoro. In Puglia in un mese di assemblee Fim, Fiom e Uilm hanno consultato oltre 15mila lavoratrici e lavoratori metalmeccanici. Il 95,2%  ha detto si alla Piattaforma Unitaria per il rinnovo del contratto. Adesso si apre una vertenza che non sarà indifferente per il sistema delle relazioni industriali in Italia. Questa è la dimostrazione di quanto i metalmeccanici sono ancora fortemente rappresentativi nel territorio.

Secondo i dati della commissione elettorale regionale, nell’intera Puglia, i SI sono stati 14.411, i NO 730; 229 le schede bianche e 104 le nulle.

«In questo mese Fim-Fiom-Uilm –  dichiara il segretario generale Fim Cisl Puglia Gianfranco Gasbarro - hanno presentato alle lavoratrici e ai lavoratori i contenuti della piattaforma in circa 400 assembleeraccogliendo 15.473 voti sulla piattaforma. Il sì ad oltre95% è la conferma di un forte sostegno per un contratto che deve adeguare i minimi salariali e conquistare più spazio alla promozione della competenza dei lavoratori. Il 5 novembre inizia la trattativa che riguarda 1,6 milioni di lavoratori metalmeccanici. Ci auguriamo un confronto serrato sperando di evitare le ritualità e le dilazioni di tempo che stonano molto con un’idea di rinnovamento contrattuale, le trattative più impegnative meritano faticose ricerche di equilibri. Siamo consapevoli che il contesto sociale ed economico pugliese – aggiunge - è molto difficile e il nostro territorio purtroppo continua a pagare pesante dazio.  In tal senso le vertenze che stiamo affrontando ci obbligano a ricercare un rilancio del lavoro industriale e delle politiche economiche a sostegno della crescita e degli investimenti. Così come servono risorse per sostenere il reddito dei lavoratori e delle loro famiglie, attraverso la riduzione del prelievo fiscale che, oggi - di fatto - condiziona i risultati contrattuali e frena i consumiAbbiamo i salari più bassi d’Europa e il Costo del Lavoro per Unità di Prodotto più alto, questo deve portare a investire in innovazione e competenze e in maggiore valore del lavoro industriale a partire dalle competenze dei lavoratori».

Con il lancio di NEF Ethical Global Trends SDG, un fondo azionario globale che va ad arricchire la gamma etica di NEF costituita da un fondo obbligazionario e due bilanciati con profili di rischio differenziati, Cassa Centrale porta a quattro i prodotti della linea “Ethical”, che raccoglie ad oggi 600 milioni di Euro (su un ammontare complessivo del fondo di 3,6 miliardidi Euro).

 

Si è svolta oggi a Bari, presso l’Hotel Parco dei Principi, la sesta tappa del Roadshow di presentazione del nuovo fondo azionario globale, che si concluderà mercoledì 16 ottobre a Roma, dopo aver toccato tutte le altre sedi territoriali del Gruppo Cassa Centrale. L’offerta di finanza etica – attualmente composta da un fondo obbligazionario (NEF Ethical Total Return Bond) e da due bilanciati (EthicalBalanced Conservative e EthicalBalancedDynamic) – si arricchisce con uno strumento finanziario innovativo: NEF Ethical Global Trends SDG.

“Non è casuale la scelta del claim associato al fondo afferma Enrico Salvetta (nella foto), Vice Direttore Generale Vicario di Cassa Centrale Banca e Direttore dell’Area Finanza – «Investire nel futuro che vorremmo». Il futuro del pianeta e la sostenibilità del nostro agire sono temi strettamente connessi, e rappresentano le sfide più importanti che tutti dobbiamo porci l’obiettivo di superare negli anni a venire. Le Banche di Credito Cooperativo hanno l’etica nel dna da sempre e il fatto di trasporre questo modo di essere sia facendo crescere in modo sostenibile l’economia dei nostri territori, sia ponendo l’eticità come principio alla base del nostro modo di investire, è solo una conseguenza della nostra natura”.

Il nuovo comparto – gestito in delega dalla società di asset management britannica Niche AM – prevede la selezione di aziende che sappiano cogliere i trend innovativi e conformi ai criteri ESG (Environment, Social e Governance). L’obiettivo è favorire la crescita del capitale a lungo termine, investendo principalmente in società quotate nelle borse mondiali, con l’acquisto di azioni emesse da aziende con profili ESG di alta qualità, che contribuiscono al contempo al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) definiti dall’ONU.

“I trend in cui sono coinvolte le società selezionate sono diversi e tutti vitali – afferma Massimo Baggiani, gestore del fondo – energie rinnovabili, smaltimento dei rifiuti, eliminazione di plastica e cemento, riciclo dell’acciaio, lotta contro i tumori, alimentazione responsabile, miglioramento delle condizioni degli anziani, sostenibilità delle città, mobilità elettrica, nuovi strumenti inclusivi di educazione, miglioramento della comunicazione, trasparenza nell’informazione e molti altri. È su questi cambiamenti che, assieme a NEAM, abbiamo deciso di improntare lo stile di gestione del fondo, affiancandolo ad un rigido approccio fondamentale e value per l’analisi e la selezione delle società e a una strutturazione del prodotto chiara, trasparente e leggibile per l’investitore”.

Con il collocamento del nuovo fondo, il Gruppo Cassa Centrale contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite nell’Agenda 2030,il grande piano d’azione firmato dai governi dei 193 paesi membri che mira a risolvere un’ampia gamma di problemi riguardanti lo sviluppo economico e sociale del mondo nei prossimi 10 anni.

Il Gruppo Cassa Centrale si posiziona al settimo posto su scala nazionale per collocazione di prodotti finanziari in questo comparto. Le strategie etiche di NEF capitalizzano oggi 600 milioni di Euro (su un totale complessivo del fondo di 3,6 miliardi di Euro) e hanno l’ambizione di diventare sempre più centrali nell’ambito dell’attività di collocamento delle Banche del Gruppo, coerentemente con i principi che governano la mutualità del credito cooperativo.

Grazie alla crescita delle masse nella finanza etica, la società di gestione NEAM non contribuisce soltanto al buon esito dell’Agenda 2030;finanzia anche alcuni progetti di carattere solidaristico a livello nazionale ed internazionale:Il primo – storico – è il sostegno ad una cooperativa che opera sul lago di Garda e che gestisce una barca a vela adattata per poter ospitare persone disabili. Il secondo – su scala internazionale – riguarda la partnership con Save the Children, ormai al quarto anno. Per il 2019 il supporto sarà dedicato a un'iniziativa con la quale la ONG si prefigge di contrastare i fattori che favoriscono la povertà minorile nonché di prevenire la povertà educativa nei contesti di particolare vulnerabilità.

Il profilo della manager. Gli auguri di buon lavoro di Antonio Marinaro presidente dì Confindustria Taranto.


Ringrazio a nome mio personale e di tutta Confindustria Taranto Matthieu Jehl per l’impegno profuso in questi mesi in cui lo abbiamo visto quale prezioso interlocutore per le questioni attinenti la fabbrica, con le sue problematiche e le sue complessità. Nell’augurargli futuri e altrettanto prestigiosi incarichi, accogliamo con favore la nomina di Lucia Morselli quale nuovo Presidente e Ceo di Arcelor Mittal Italia, auspicando un corso di rapporti improntato al dialogo ed alla reciproca collaborazione, certi che le criticità che caratterizzano il centro siderurgico di Taranto possano essere rinfrancate anche da traguardi e prospettive di segno positivo, per l’azienda e per il territorio. Certi che la neo Presidente Morselli possa cogliere e affrontare al meglio le nuove sfide che la attendono, rivolgiamo pertanto a lei e a tutto lo staff di Arcelor Mittal Italia  i migliori auspici di buon lavoro. *Antonio Marinaro Presidente Confindustria Taranto*   Lucia Morselli è consigliere indipendente nel board di EssilorLuxottica, membro del cda di Telecom, e fa parte del consiglio di Fondazione Snam, Sisal, Ital Brokers e Snam (che fa capo a Cassa Depositi e Prestiti). È anche un membro del World Economic Forum. Ha iniziato la carriera alla direzione finanza di Olivetti nel 1982 e dal 1985 al 1990 ha lavorato in Accenture; dal 1990 al 1995 ha rivestito il ruolo di cfo della Divisione aerospaziale di Finmeccanica. Ha lavorato anche nella società di consulenza di Franco Tatò (Tatò & Partner). È laureata in matematica a Pisa con dottorato di ricerca in fisica matematica presso l’Università di Roma e master presso l’Università di Torino (Business Administration) e l’Università di Milano (Pubblica Amministrazione Europea).

APPELLO AD ARCELOR MITTAL A PRESENZIARE AGLI INCONTRI.

 

Un’azienda che si vede costretta a licenziare i propri dipendenti, al di là delle cause che concorrono a determinare tale scelta, vive sicuramente uno dei momenti più dolorosi della sua storia imprenditoriale: un mix di amarezza e senso di impotenza impossibili da fronteggiare se non attraverso altre occasioni di lavoro in itinere che possano riavvolgere la bobina degli eventi e ridare quindi ossigeno e  nuove opportunità. “Altro giro, altra corsa”, si potrebbe dire, ma non sempre, purtroppo, tutto questo accade, o quantomeno non succede con quella frequenza che noi imprenditori auspicheremmo.

La premessa nasce dalla presa d’atto di quanto sta avvenendo per l’impresa Castiglia, che si trova a gestire almeno un centinaio di esuberi all’interno di 201 unità destinatarie di licenziamento collettivo.

Una vicenda oramai nota, essendo assurta a simbolo, per molti aspetti, dell’indotto ex Ilva e di quanto accaduto nel delicato passaggio consumatosi in fase di cambio di appalto: nello specifico, un “passaggio di consegne” avvenuto  all’interno di Arcelor Mittal Italia SpA, e che quindi ha visto subentrare altre aziende, anche locali, nella conduzione di determinati servizi.

La questione, specialmente se osservata dal punto di vista dei grandi numeri, potrebbe dirsi chiusa in quanto rientrante in un regolare avvicendamento di imprese, sia pure riguardanti uno dei complessi siderurgici più attenzionati dell’ultimo ventennio di storia economica del Paese.

Così in realtà non è, e da qui nasce la nostra riflessione. Una riflessione che si coniuga inevitabilmente con i sentimenti di grande vicinanza che in questo momento vogliamo esprimere all’azienda Castiglia.

Come già anticipato, esiste intanto una componente molto critica legata agli esuberi (oltre quella concernente la perdita ingente del capitale umano) che si traduce per l’azienda in oneri pesantissimi da sopportare.

Esiste, pertanto, una ovvia ripercussione legata alle sorti stesse dell’azienda nella sua complessità, alla sua tenuta ed alla sua prosecuzione attiva sul mercato.

Esiste, in sostanza, una condizione che non può lasciarci indifferenti, come Confindustria Taranto e come imprenditori, e come la stessa storia ci ha insegnato, tutte le volte in cui sul territorio jonico si sono verificate situazioni di analoga criticità.

Nell’ultima riunione in Prefettura c’è stato un appello, da parte di tutti gli attori intervenuti, a fare squadra. Vorremmo, a partire da subito e nei giorni che verranno, fare in modo che tale esortazione si traducesse in una effettiva sinergia fra tutte le parti interessate: in questo momento, è urgente farsi carico di (almeno parte) degli esuberi dell’impresa Castiglia, nelle modalità più opportune, al fine di arginarne tutti gli effetti deleteri che la vicenda si avvia a produrre, purtroppo, sul piano sociale e su quello economico.

Il nostro appello va pertanto ad Arcelor Mittal affinchè sia presente in sede di discussione, pur avendo esplicitato a mezzo lettera la sua disponibilità  a fare ulteriore chiarezza sulla situazione e “facilitare il raggiungimento di una soluzione positiva per quante più persone possibile”; e ci riferiamo all’incontro che il Mise, opportunamente sollecitato, dovrebbe convocare a breve sulla vertenza.

A questo proposito, l’appello va conseguentemente al Ministro Patuanelli affinchè possa in tempi brevissimi prendere contezza della situazione e assumere le decisioni conseguenti per una migliore ricollocazione del personale in esubero, e affinché convochi -possibilmente prima del 21 ottobre - le parti;

alle aziende subentranti, perchè possano a loro volta, nel novero delle loro effettive possibilità, fornire eventuali disponibilità nello stesso senso;

ai sindacati, affinché, pur continuando a tenere la barra dritta, riconsiderino ulteriori margini di trattativa ai fini di una positiva soluzione della vicenda.

Tutto quello che potrà essere messo in atto, in senso positivo, per far fronte alla vertenza, dovrà essere considerato non più un’azione fine a se stessa, bensì una risposta corale e propositiva da mutuare davanti a dinamiche che, nel tempo, potrebbero ripetersi con ripercussioni sempre più critiche e quindi sempre meno gestibili.

 

Altra vertenza sul territorio dopo una formazione di 145 lavoratori (ndr. ma è servita veramente a qualcosa?).

 

Il Consigliere Regionale tarantino Gianni Liviano in una nota diffusa alla stampa informa di "aver chiesto ufficialmente al responsabile della task force regionale per l'occupazione, Leo Caroli, di convocare con urgenza il tavolo tecnico, al quale invitare il commissario straordinario per le bonifiche, Corbelli, e il sindaco di Taranto, Melucci, nonchè i rappresentanti dei sindacati di categoria, per discutere, e cercare di risolvere, la vertenza che riguarda i 145 lavoratori ex IsolaVerde".

Il consigliere regionale Gianni Liviano esprime vicinanza ai lavoratori ex IsolaVerde impegnati nel progetto Verde Amico "e per i quali ancora non c'è certezza sul rinnovo dei contratti di lavoro in scadenza il prossimo mese di dicembre. Una situazione che, a mio avviso, va presa di petto senza perdite di tempo. Stiamo parlando - ricorda il consigliere regionale tarantino - di 145 lavoratori che sono stati formati, e poi impiegati, per compiere gli interventi di riqualificazione e ambientalizzazione del territorio ionico così come previsto, appunto, dal progetto Verde Amico, e che potrebbero essere utilizzati, viste le competenze acquisite, nella bonifica di altre zone dell'area di crisi".

Liviano ricorda, poi, come l'idea di utilizzare gli ex IsolaVerde negli interventi di bonifica nacque nel periodo in cui l'esponente tarantino ricopriva l'incarico di assessore regionale. Stiamo parlando del 2015 quando ci furono numerosi incontri con il commissario Vera Corbelli e il capo di gabinetto della Regione Puglia, Stefanazzi.

"Ora - conclude Liviano -, si tratta di dare tranquillità ai 145 lavoratori e alle loro famiglie procedendo alla proroga del contratto, cosa che permetterebbe appunto l'impiego in altri ambiti di recupero ambientale, e di non vanificare, inoltre, il tempo e le risorse economiche impiegate per la formazione degli stessi. Stiamo parlando, per esempio, di 1 milione e 400mila euro che il Comune di Taranto ha già stanziato per far partire il progetto Verde Amico. Per questi motivi ritengo opportuno che venga urgentemente convocato il tavolo tecnico della task force regionale dal momento che governo e Regione sono i principali attori del progetto".

La banca di credito cooperativo pugliese lancia il nuovo logo, il nuovo sito e la nuova immagine coordinata in linea con il gruppo Cassa Centrale Credito Cooperativo Italiano a cui la banca ha aderito.   

https://bit.ly/2njTNop 

E’ stata presentata ieri V
enerdì 4 Ottobre la  Nuova Identità Visiva della BCC di San Marzano di San Giuseppe nella Sala Auditorium della Banca a Grottaglie alla presenza di istituzioni, giornalisti, imprenditori e clienti dell’istituto. Un incontro ricco di spunti e riflessioni sull’attuazione della riforma del credito cooperativo (legge 49/2016) che ha portato all’adesione della banca pugliese, insieme ad altre 83 BCC su scala nazionale, alGruppo Cassa Centrale Credito Cooperativo Italiano, l’ottavo gruppo bancario italiano.  Il nuovo look si inquadra in questo passaggio epocale che la banca ha voluto condividere con la comunità di riferimento, per continuare a valorizzare i principi fondanti del credito cooperativo e il legame con il territorio in cui opera.  Un nuovo logo dunque che sintetizza i valori condivisi della solidità derivante dall’essere Gruppo, della vicinanza alle Persone, dell’appartenenza al proprio territorio della singola BCC. Tre quadrati che si intrecciano e rappresentano l’inclusione, l’unione delle diversità, ma anche le BCC, le Società collegate la CapogruppoSono intervenuti Emanuele di Palma, Direttore Generale BCC San Marzano, Roberto Napoletano, Giornalista e Scrittore, Domingo IudiceCeo Brainpull Agenzia di Comunicazione. Abbiamo scelto di rinnovare il brand per accompagnare il processo di trasformazione in atto con un logo semplice e moderno, efficace soprattutto per l’utilizzo su supporti digitali – ha spiegato Emanuele di Palma - uniformandograficamente l’identità di BCC San Marzano al Gruppo Cassa Centrale. In questo percorso la Banca intende essere protagonista del cambiamento, mantenendo i caratteri distintivi di istituto al servizio del territorio. La nostra missione – ha sottolineato di Palma - è coniugare il valore della relazione umana con gli orizzonti offerti dalla tecnologia, in modo coerente ai principi originari della mutualità, del localismo, dell’ educazione al risparmio e dello sviluppo sostenibile. Continueremo ad investire sulla specializzazione dei nostri collaboratori nel segno della consulenza della personalizzazione dell’offerta, incrementando nel contempo le attività di gestione del risparmio e di erogazione del credito a famiglie e imprese. Resteremo aperti a progetti alternativi in favore di giovani e startup (es. equity crowdfunding) puntando sulla tecnologia per il miglioramento dei servizi. Il Mezzogiorno è una risorsa da valorizzare – ha concluso di Palma ricca di eccellenze che possono diventare una leva importante al servizio del sistema paese.

Sul Mezzogiorno e sulle sue potenzialità il giornalista Roberto Napoletano ha sottolineato che “investire nel Sud Italia significa fare il bene del Paese. Questo territorio deve essere consapevole delle proprie potenzialitàper alzare la testa ed essere all’altezza. E’ molto importante poter contare su banche del territorio, al Sud come al Nord,  che ne sostengano il tessuto sociale ed economico. Le BCC conservano un rapporto vero con il territorio e possano crescere se inserite in una organizzazione più attrezzata, perché usufruiscono dei vantaggi che ne derivano trasferendoli al territorio stesso. E’ necessario però che questa organizzazione più moderna valorizzi il capitale che ha messo in casa. Questo capitale intangibile che va molto oltre il capitale della raccolta e degli impieghi,  è la risorsa che fa la vera differenza”

Domingo Iudice, a capo dell’Agenzia Brainpull, che ha curato la campagna di comunicazione per il lancio del nuovo marchio, neha spiegato i contenuti. “Lo schema del credito cooperativo si rivolge ad un tessuto in cui operano piccole e medie impreseE’uno schema in cui oggi è necessario porsi non solo con nuovi strumenti bancari, ma con un nuovo approccio che parte dalla considerazione che la comunicazione è cambiata e si rivolge ad una piazza globale composta da 31 milioni di italiani raggiuntidai canali social. Le opinioni di consumo per il 60% provengono da stimoli digitali. E su questi canali che la banca indirizzerà i propri sforzi, integrandoli con i canali tradizionali, attraverso una campagna che intende comunicare una realtà che fa parte di un gruppo ma che al tempo stesso sa distinguersi. Un istituto che è in grado di mantenere solido il legame con il territorio, tenendo alta la soglia di attenzione alle singole esigenze per essere “Piu’ di una Banca

Lo comunica Cosimo Borracino assessore allo Sviluppo Economico che ha partecipato oggi in Regione alla apposita riunione.

Al centro dell’incontro la vicenda dei circa 200 lavoratori del gruppo Castiglia di Massafra impiegati presso l'impianto siderurgico di Taranto e, più in generale, di tutto l’indotto ArcelorMittal.

Come preannunciato, ArcelorMittal non si è presentata, sottraendosi al necessario confronto istituzionale.

Si prospetta il licenziamento di centinaia di lavoratori e il passaggio, per altri, dal CCNL del settore Metalmeccanico (che prevede maggiori tutele dal punto di vista del salario e dei contributi), al CCNL del settore Multiservizi,  nettamente meno garantista.

Ciò, nonostante che ArcelorMittal si fosse impegnata, anche attraverso comunicati stampa ufficiali, a garantire nei cambi di appalto la conservazione delle condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori interessati. 

Si tratta di una situazione grave e inaccettabile che anche nella riunione di oggi - ha sottolineato Borraccino- abbiamo stigmatizzato. Convocheremo nuovamente la riunione della Task Force regionale per l'occupazione lunedì prossimo, 7 ottobre, questa volta presso la Prefettura di Taranto, invitando tutti i soggetti interessati, sindacati e imprese, a cominciare da ArcelorMittal.

La Regione Puglia resta al fianco dei lavoratori per garantire loro i diritti e  non permetteremo nessun licenziamento.

La BCC di San Marzano fra le Banche coinvolte nell Importante progetto  finanziario.

 

Con il lancio di NEF Ethical Global Trends SDG, un fondo azionario globale che va ad arricchire la gamma etica di NEF costituita da un fondo obbligazionario e due bilanciati con profili di rischio differenziati, Cassa Centrale porta a quattro i prodotti della linea “Ethical”, che raccoglie ad oggi 600 milioni di Euro (su un ammontare complessivo del fondo di 3,6 miliardi di Euro).

 

Oggi, a Trento, la prima tappa del Roadshow di presentazione del nuovo fondo azionario globale che toccherà entro metà ottobre tutte le sedi territoriali del Gruppo Cassa Centrale.L’offerta di finanza etica – attualmente composta da un fondo obbligazionario (NEF Ethical Total Return Bond) e da due bilanciati (Ethical Balanced Conservative e Ethical Balanced Dynamic) – si arricchisce con uno strumento finanziario innovativo: NEF EthicalGlobal Trends SDG.

Non è casuale la scelta del claim associato al fondo – afferma Enrico Salvetta, Vice Direttore Generale Vicario di Cassa Centrale Banca e Direttore dell’Area Finanza – «Investire nel futuro che vorremmo»Il futuro del pianeta e la sostenibilità del nostro agire sono temistrettamente connessi, e rappresentano le sfide più importanti che tutti dobbiamo porci l’obiettivo di superare negli anni a venire. Le Banche di Credito Cooperativo hanno l’etica nel dna da sempre e il fatto di trasporre questo modo di essere sia facendo crescere in modo sostenibile l’economia dei nostri territorisia ponendo l’eticità come principio alla base del nostro modo di investire, è solo una conseguenza della nostra natura”.

Il nuovo comparto – gestito in delega dalla società di asset management britannica Niche AM – prevede la selezione di aziende che sappiano cogliere i trend innovativi e conformi ai criteri ESG (Environment, Social e Governance). L’obiettivo è favorire la crescita del capitale a lungo termine, investendo principalmente in società quotate nelle borse mondiali, con l’acquisto di azioni emesse da aziende con profili ESG di alta qualità, che contribuiscono al contempo al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) definiti dall’ONU.

“I trend in cui sono coinvolte le società selezionate sono diversi e tutti vitali – afferma Massimo Baggiani, gestore del fondo – energie rinnovabili, smaltimento dei rifiuti, eliminazione di plastica e cemento, riciclo dell’acciaio, lotta contro i tumori, alimentazione responsabile, miglioramento delle condizioni degli anziani, sostenibilità delle cittàmobilità elettrica, nuovi strumenti inclusivi di educazione, miglioramento della comunicazione, trasparenza nell’informazione e molti altri. È su questi cambiamenti che, assieme a NEAM, abbiamo deciso di improntare lo stile di gestione del fondo, affiancandolo ad un rigido approccio fondamentale e value per l’analisi e la selezione delle società e a una strutturazione del prodotto chiara, trasparente e leggibile per l’investitore.

Con il collocamento del nuovo fondo, il Gruppo Cassa Centrale contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite nell’Agenda 2030, il grande piano d’azione firmato dai governi dei 193 paesi membri che mira a risolvere un’ampia gamma di problemi riguardanti lo sviluppo economico e sociale del mondo nei prossimi 10 anni.

Il Gruppo Cassa Centrale si posiziona al settimo posto su scala nazionale per collocazione di prodotti finanziari in questo compartoLe strategie etiche di NEF capitalizzano oggi 600 milioni di Euro (su un totale complessivo del fondo di 3,6 miliardi di Euro) e hanno l’ambizione di diventare sempre più centrali nell’ambito dell’attività di collocamento delle Banche del Gruppo, coerentemente con i principi che governano la mutualità del credito cooperativo.

Grazie alla crescita delle masse nella finanza etica, la società di gestione NEAM non contribuisce soltanto al buon esito dell’Agenda 2030;finanzia anche alcuni progetti di carattere solidaristico a livello nazionale ed internazionale: Il primo – storico – è il sostegno ad una cooperativa che opera sul lago di Garda e che gestisce una barca a vela adattata per poter ospitare persone disabili. Il secondo – su scala internazionale – riguarda la partnership con Save the Children, ormai al quarto anno. Per il 2019 il supporto sarà dedicato a un'iniziativa con la quale la ONG si prefigge di contrastare i fattori che favoriscono la povertà minorile nonché di prevenire la povertà educativa nei contesti di particolare vulnerabilità.

 

"Raggiunta con le organizzazioni sindacali, l'intesa sui criteri di massima utili alla definizione del nuovo bando regionale per le politiche attive del lavoro e i percorsi di formazione e riqualificazione professionale per i lavoratori in cassa integrazione straordinaria e in deroga". A comunicalei l'assessore all'Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo. 

"La chiusura di questo tavolo di confronto e la reciproca soddisfazione nostra e delle organizzazioni sindacali rappresenta un risultato importantissimo per il futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori pugliesi. Grazie a questo Avviso, prossimo alla pubblicazione, le persone in cassa integrazione straordinaria e in deroga potranno seguire percorsi di formazione e riqualificazione professionale fino ad un massimo di 210 ore, percependo anche un sostegno alla frequenza. Penso - continua Leo - ai lavoratori ex ILVA, ai dipendenti ex OM Carrelli, ma anche Mercatone Uno e tutte le altre vertenze che hanno prodotto cassa integrazione". 

"Il tavolo con i sindacati, lungo e complesso, ma anche costruttivo e pragmatico, ci ha permesso di condividere le tempistiche, di individuare coerenza tra i percorsi professionali di ciascuno dei lavoratori e i percorsi formativi che si accingono a seguire, di discutere delle procedure. Un risultato importante per un bando che impatterà direttamente sulla vita di migliaia di persone. Voglio ringraziare - ha concluso l'Assessore - le organizzazioni sindacali per la disponibilità dimostrata ma anche e soprattutto gli uffici regionali della Sezione Lavoro per la straordinaria capacità di elaborare risposte e soluzioni alle complessità che man mano sono emerse durante il tavolo".

A seguito delle nuove problematiche sugli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale) che, come denunciato in più occasioni e da più parti, al momento non sono ancora affidabili  e quindi con possibili gravi conseguenze, anche patrimoniali, per i contribuenti, le nove sigle Sindacali di categoria hanno indetto uno sciopero Nazionale che riguarderà la sospensione di alcune attività così articolate:

1) invio del Modelli F24 (dei soli Commercialisti) dalle ore 24 del giorno 29/09/2019 alle ore 24 del giorno 01/10/2019;

2) Astensione dalle udienze presso le Commissioni Tributarie Provinciali e Regionali dalle ore 24 del giorno 29/09/2019 alle ore 24 del giorno 07/10/2019.

Le doglianze dei Commercialisti in merito agli ISA sono state anche recepite e condivise dal Garante del Contribuente, che ha chiesto anche interventi normativi urgenti al Governo. In realtà gli ISA, per i quali i Commercialisti chiedono la disapplicazione per l'anno 2018, ovvero il loro utilizzo al solo fine statistici, sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso atteso che, ancora una volta, viene disatteso lo statuto dei diritti dei contribuentiI Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili iscritti all'Albo sono 118.639  dislocati su tutto il territorio nazionale per un totale di 238.000 unità occupate; concorrono alla creazione del valore aggiunto nazionale in misura pari allo 0,8% del PIL. I Commercialisti svolgono numerose attività a sostegno e a supporto dell'economia italiana e del sistema produttivo del Paese:

• Su circa 6 milioni di contribuenti circa il 75% di essi adempiono ai propri obblighi fiscali per il tramite del Commercialista;
• Su un gettito fiscale complessivo di circa 178 miliardi di euro, alle casse dello Stato affluiscono circa 134 miliardi di euro per il tramite dell'attività di Consulenza e assistenza fiscale presentata dai Commercialisti.

Altrettanto significativi sono i numeri che riguardano il ruolo di controllo di legalità nelle società di capitali. I dati sopra riportati confermano che i Commercialisti sono utili ai Cittadini, alle Imprese, alle Istituzioni alla Comunità. Pertanto in ragione della loro professione e del loro ruolo nel paese, i commercialisti chiedono anche una serie di azioni sinergiche che mettano al centro:

a) la valorizzazione delle competenze

b) il riconoscimento del ruolo svolto

c) il sostegno ai processi di aggregazione professionale

d) l'intervento sistematico per una effettiva e non solo nominale semplificazione normativa.

“Mi auguro una ampia e diffusa partecipazione attiva alle attività previste dall'estensione collettiva – afferma il presidente dei commercialisti di Taranto Cosimo Damiano Latorre - secondo le istruzioni operative diramate dalle sigle Sindacali di categoria. I Commercialisti di Taranto dicono basta ad una serie innumerevole di provvedimenti normativi ed adempimenti  (alcuni duplicati e altri non utili agli scopi dichiarati) scaricati sulla testa dei contribuenti e dei professionisti che quotidianamente li assistono e chiudono di essere ascoltati dal Governo che molto spesso disattende le loro proposte utili al paese”.

 

 

 

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