Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1020)

Torna alla guida della segreteria generale l’uscente Paolo Peluso,

Chiamati nuovamente al suo fianco i segretari Giovanni D’arcangelo, con delega all’organizzazione e alle politiche industriali, e Eva Santoro, con delega alle politiche sociali e di genere e all’immigrazione.

E’ una segreteria che ha cominciato a lavorare su una prospettiva a medio e lungo termine per il lavoro di questa provincia – dice Peluso - non dimenticando mai, però, tutte le acuzie di un territorio che rischiano di cronicizzarsi senza una adeguata attenzione ai temi del lavoro non solo industriale, ma legati alle tante opportunità integrative che vanno dal Porto all’agroindustria, passando dal turismo, senza in chiave di economia ma anche lavoro sostenibile.

Se una cosa è emersa con chiarezza dai contributi arrivati dai giovanissimi in questo congresso – dice Peluso - è che il concetto di felicità passa si dal reddito di un lavoro, ma anche dalla sua capacità di lasciarti dignità, tempo e passioni. Elementi imprescindibili per la sostenibilità, perché capaci di rendere quell’impiego non solo la cura dei bisogni ma anche il punto di partenza per una cittadinanza libera e attiva.

La segreteria che aveva dedicato il Congresso al futuro e ai giovani, si è insediata nuovamente convocando la prima riunione di coordinamento sui temi che saranno proposti e condivisi nell’ambito del Congresso regionale della CGIL che si terrà a metà novembre a Bari.

Al via la raccolta di due nuove startup innovative sulla prima piattaforma di equity crowdfunding autorizzata da Consob nel Sud Italia

 

E’ partita nei giorni scorsi la raccolta di capitali a sostegno di due startup innovative attraverso MuumLabla prima piattaforma di equity crowdfunding autorizzata da Consob nel Sud Italia (sede in Puglia). Si tratta di “Ciao Aldo” e “Hypex” che intendono rivoluzionare rispettivamente la mobilità sulle quattro ruote e la fruizione di video interattivi. Nella fattispecie Ciao Aldo offre un servizio che connette chi ha bisogno di un autista personale per fargli guidare la propria auto con driver verificati, ad una tariffa oraria di €10. Il cliente, una volta definita la propria necessità in termini orari o giornalieri, troverà sulla piattaforma i driver disponibili nella sua zona; lo schema è quello di tutte le piattaforme di condivisione, da AIRBNB a BLABLACAR. Hypex” è, invece, specializzata nello sviluppo di contenuti video che offrono delle esperienze visive coinvolgenti e realmente interattive. Si tratta di video che permettono di influenzaregli attori e di cambiarne i comportamenti, modificandonecosì il flusso narrativo.

Tramite MuumLab, che ha già all’attivo due raccolte andate a buon fine con Pronto Vet 24 (servizio di veterinari a domicilio) e Revoluce (la prima energia ricaricabile) chiunque può sostenere il lancio di startup e nuove idee sul mercato, diventando un vero e proprio azionista dell’impresa: si tratta di uno strumento finanziario che consente la raccolta di capitali attraverso internet in favore di startup e PMI innovative, fondi e holding di partecipazioni. Il portale illustra il progetto dell’offerente, che, attraverso il web, si presenta alla platea dei potenziali investitori della rete, esplicitando le informazioni inerenti al progetto stesso e il relativo traguardo monetario da raggiungere per attuarlo. L’obiettivo di raccolta viene diviso in quote a prezzo fisso, che vengono offerte agli investitori. Il progetto che raggiunge l’obiettivo di raccolta minimo viene realizzato nei termini dichiarati e gli investitori ottengono in cambio la partecipazione al capitale sociale; viceversa, viene restituita l’eventuale somma versata ai legittimi finanziatori. Per investire, basta collegarsi al sito www.muumlab.it e seguire le istruzioni.

L’equity crowdfunding e’ uno strumento con grandi potenzialità - spiega Emanuele di Palma, direttore generale di BCC San Marzano tra i primi partner della piattaforma che utilizza il web per finanziare idee, consentendo la raccolta di capitali attraverso portali come MuumLab che sono vigilati dalla Consob e fungono da intermediari tra progetti innovativi e investitori. Siamo orgogliosi della partecipazione di BCC San Marzano a questa iniziativa innovativa. L’obiettivo è quello di valorizzare progetti vincenti con una formula alternativa di finanziamento collettivo».

 

 

 

 

Operativa dal 2015, MuumLab ha rinnovato la propria compagine societaria nel 2017 tutta pugliese con la presenza di soggetti istituzionali di rilievo come BCC San Marzano, Finindustria (holding di Confindustria Taranto), Interfidi Taranto oltre alla software house Softlab a cui si aggiungono altri 4 soci. Il presidente del Consiglio di amministrazione in carica è Antonio Quarta, dottore commercialista e revisore contabile: «Abbiamo selezionato con grande entusiasmo questi due nuovi progetti da lanciare sulla piattaforma – sottolinea Quarta – perché crediamo nella sharing economy (Ciao Aldo) e nella evoluzione interattiva dei prodotti audiovisivi (Hypex), due settori in forte crescita che possono esprimere grandi opportunità per investitori flessibili, esigenti e che guardano al futuro».

Per chi ha l’automobile ma è impossibilitato a guidarla, “Ciao Aldo” fornisce un autista personale e assolutamente sicuro. Che il problema sia la patente ritirata, un trauma ortopedico, l’accompagnamento di anziani o il transfer in strutture alberghiere, “Ciao Aldo” è la risposta giusta e valida addirittura in tutta Europa: l’utente si avvale di una piattaforma che lo connette con driver verificati, a una tariffa oraria di 10 euro. L’obiettivo economico da raggiungere con la raccolta è di 200.000 euro entro i prossimi 90 giorni e la previsione della startup per il 2020 è quella di coprire, oltre all’Italia, anche Francia, Spagna, Germania e Polonia.

“Hypex” (Hyper Experience) è una startup innovativa specializzata nello sviluppo di contenuti video, che sfruttano i sensori a bordo dei dispositivi mobili per realizzare delle esperienze visive uniche, coinvolgenti e realmente interattive. Un Hypex Video non è un semplice video interattivo, non è realtà aumentata o immersiva, è una vera iper-videoesperienza, che consente all’utente di entrare fisicamente nella storia, interagendo con estrema semplicità e in maniera fluida con le riprese filmiche che scorrono sullo schermo. È l’unico video che permette di interagire con gli attori, di influenzare le loro scelte o cambiarne i comportamenti. L’offerta di video pianificata da Hypex prevede il coinvolgimento dei settori lusso e moda, automotive, food & beverage, cosmesi, sanitario, discografia, telefonia mobile, education & edutainment, cinema ed editoria (trailer), farmaceutico, agenzie di comunicazione, turismo e videogames. Insomma, l’applicazione è davvero sconfinata, tanto più che l'88% delle agenzie di comunicazione intende convertire il 20% dei propri prodotti in prodotti interattivi (fonte: Demand Gen Report) e i prodotti interattivi aumentano il livello di attenzione degli utenti del 900% (fonte: DOCEBO). L’obiettivo della raccolta è di 245.000 euro entro i prossimi 90 giorni.

 

 

 I sindacati metalmeccanici Fim Cisl,

Fiom Cgil, Uilm e Usb e Ilva in amministrazione straordinaria

si stanno incontrando a Roma per avviare la procedura

degli esodi volontari dall'Ilva. Si tratta di uscite anticipate

e incentivate nel quadro dell'accordo firmato al Mise lo scorso

6 settembre tra sindacati, Ilva in amministrazione

straordinaria e Arcelor Mittal, il nuovo proprietario

dell'azienda siderurgica. L'incontro era inizialmente previsto

a Taranto giorni fa ma i sindacati hanno chiesto di farlo a

Roma per effettuare un esame congiunto e complessivo.Avvio

procedura licenziamento collettivo ex legge 223: cosi' e'

titolata la lettera che Ilva in amministrazione straordinaria

ha gia' inviato in proposito ai sindacati. Con Ilva in

amministrazione straordinaria, i sindacati discuteranno degli

esodi volontari e del ricorso alla cassa integrazione per chi

rimane in amministrazione straordinaria, invece, sara' avviato

il confronto sul nuovo assetto dell'organico di Ilva (non c'e'

ancora una data per quest'ultimo confronto). La riformulazione

scattera' dopo che la multinazionale avra' inviato la proposta

di assunzione al personale prescelto. In base all'accordo al

Mise, Mittal assumera' 10.700 addetti di cui 8.200 nel sito di

Taranto. Attualmente tutta la forza organica e' di circa 13.500

addetti di cui 10.826 a Taranto.(AGI)

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Federico Greco Coordinatore provinciale LIBERTAS.

Come coordinatore provinciale di Libertas, non posso non esimermi dal commentare ciò che accade nella mia città di origine. Città nella quale ho vissuto sino all’ età di 32 anni e che quotidianamente frequento per lavoro. L’era Mittal è iniziata pochi giorni fa e niente va bene. Oramai è sotto gli occhi di tutti quanto accaduto riguardo all’ annoso problema di Ilva, campagne elettorali  basate sulla menzogna di chiusura dello stabilimento per racimolare voti dei cittadini esasperati  da anni di abbandono sia della Sinistra, che a Riva ha regalato lo stabilimento, sia di un Centro destra che ha sempre rimandato le attuazioni dell AIA.  In seguito arriva il “partito del cambiamento” che non fa altro se non dimenticare le promesse elettorali e creare ancora più danni. Infatti a Taranto ci saranno 3100 esuberi, al contrario di Genova, concedendo una immunità penale, amministrativa e civile ai dirigenti della nuova proprietà e per di più si permetterà loro, di fatto, di aumentare la produzione. Molti dei dipendenti in esubero, staranno in cassa integrazione per almeno 7 anni a carico dei contribuenti italiani per un costo complessivo che, insieme agli incentivi, arriva ad oltre 400 milioni di euro. Per non parlare, poi, di 1,4 miliardi persi sino ad oggi dall’Ilva in Amministrazione straordinaria. A parte le perdita per la bassa produzione, oggi ferma a 4,4 milioni di tonnellate. A voler aggiungere criticità alle criticità, non si hanno certezze dei pagamenti alle aziende, già penalizzate da precedenti inadempienze, e si continuano ad ignorare tre punti cardini della nostra Costituzione che garantiscono salute, lavoro e ambiente. Se, ad esempio, leggiamo le esternazioni a mezzo stampa dell’azienda appaltatrice dei lavori, anche le coperture dei parchi minerali non potranno essere ultimate nel 2019. Il nodo “Sicurezza” per la salute pubblica è ancora tutto da sciogliere. Il Governo continua, come i precedenti, ad ignorare le richieste fondate che giungono da più parti. Inoltre, a tutti i rischi per la salute, i bambini del rione Tamburi soffrono altri disagi vista la presenza del Radon all’interno di alcune scuole. E’ davvero paradossale! Cosa si fa nei giorni detti wind-day? Si dovranno  chiudere le finestre e respirare il gas all’ interno delle aule o si dovrà respirare a pieni polmoni ciò che il vento porta all’ interno delle aule?  Inoltre il gas Radon si crea dal deperimento chimico dell’ uranio quindi oltre a sopportare inquinamento ambientale derivante dello stabilimento i bambini sono stati esposti a radiazioni ? Cosa è stato utilizzato durante la costruzione delle scuole che conteneva uranio? O comunque, come ci è finito l’uranio all’interno delle scuole? Tutte domande che il gruppo politico Libertas rivolge al Sindaco Melucci, ma anche alla Provincia e al suo Presidente Tamburrano, visto che molti edifici scolastici sono di proprietà della Provincia.  Sino ad ora, non è chiaro ed ufficiale, quali controlli siano stati effettuati. Oltre al rilevamento del Radon, divenuto obbligatorio in luoghi pubblici e di lavoro, sono stati fatti rilevamenti per controllare radiazioni nucleari? Esigiamo risposte immediate in difesa della salute dei bambini che frequentano le scuole ma anche del corpo docente che in quegli ambienti devono formare la nuova generazione. In conclusione, teniamo pure in conto che ultimamente, oltre al gas Radon, i fumi dell’Eni, a causa di grossi temporali di stagione, hanno soffocato l’intera città in una cappa di gas.

                 

                                                                          

 

Allarme delle CGIL che per Martedì 25 ha organizzato un volantinaggio davanti alle portinerie di Paolo VI.

 

 

Esistono già una sessantina di casi di lavoratori in scadenza che stanno per essere sostituiti da altro personale appena sfornato dai corsi di formazione di Teleperformance: un circolo vizioso che ammazza professionalità, esperienza e storie personali, consentito da una legge che proprio la “dignità” non restituisce a lavoratori con contratti a tempo determinato.Così Daniele Simon, segretario del NIDIL CGIL di Taranto, che preannuncia per martedì 25 settembre volantinaggio e assemblee all’interno della società di comunicazione e a Paolo VI, proprio per venire incontro ai 300 lavoratori con contratto di lavoro con scadenza a fine settembre.E’ il primo negativo impatto del Decreto voluto dal Ministro Di Maio, che seppur muovendosi nel solco dell’auspicabile di fatto apre un periodo di gravi difficoltà per tutti i lavoratori con contratto a termine – spiega Simon – e i 300 di Teleperformance altro non sono che una parte dei novecentomila lavoratori che secondo le stime de Il Sole 24 Ore potrebbero trovarsi senza un rinnovo di contratto.Oltre la metà dei contratti italiani – sottolinea ancora il referente del NIDIL locale – è in questa condizione e ci attendiamo pertanto che impresa ma anche il Governo facciano la loro parte interrompendo subito questa carneficina.Come si ricorderà con il decreto dignità viene introdotto il rinnovo con causale e la riduzione delle proroghe possibili per il rinnovo contrattuale per i lavoratori in somministrazione (da 5 a 4) nell’arco complessivo di 24 mesi.I lavoratori di Teleperformance con contratto di somministrazione in scadenza rientrano in questo identikit – dice Daniele Simon – ed è per questo che sono maggiormente esposti.Il volantinaggio davanti ai cancelli di Teleperformance si terrà martedì 25 settembre a partire dalle 9.00. L’assemblea si terrà invece il 27 settembre alla presenza delsegretario nazionale NIDIL Andrea Borghesi.

 

Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Michele Cristella, una riflessione su un’intervista di Michele Riondino, Ilva e M5S che si inserisce nel dibattito in corso sul futuro dello stabilimento e sul controverso rapporto tra fabbrica e città 

 

Mentire.

Ilva, promettere di chiuderla o mantenerla così com’è?

Mercoledì scorso 12/9/2018, in un’intervista al Fatto Quotidiano, pag. 10, Michele Riondino, attore sulla cresta dell’onda, figlio di un operaio Ilva, dice tre cose:

1) «Avrebbero detto (i 5S) che l’Ilva l’avrebbero chiusa (…) Quando Di Maio è stato a Taranto, prima di diventare vicepremier, è venuto a parlare della difesa della salute dei bambini. È andato ad incontrare il padre di Lorenzo Zaratta, che a 5 anni è morto di tumore: morto perché aveva il piombo in testa per i veleni dell’Ilva»;
2) Dicevano in pubblico (i 5S) che l’avrebbero chiusa, l’Ilva, quindi, dice Riondino: «o ci hanno preso in giro ora, (…) o lo sapevano già e ci hanno preso per il culo due volte» (facendo il pieno di voti sulla chiusura, e poi mantenendola aperta, perfino con l’immunità);
3) «Durante il concerto del Primo maggio, quindi dopo le elezioni, ma prima della nascita del governo un parlamentare 5S di primo piano mi disse: “Non c’è trippa per gatti, l’accordo (con Arcelor-Mittal) va sottoscritto».

Un parlamentare che paragoni ai gatti, cui negare la trippalavoratori condannati ad ammalarsi e morire per portare il pane a casa, è d’una volgarità assolutaPersona da consegnare alla “damnatio memoriae” (alla dimenticanza, per indegnità).

Ma tale irridente perfidia denuncia un fatto ancora più ignobile e scandaloso: il pubblico mentire. Non l’abuso della credulità popolare, come i maghi e affini, ma il promettere la soluzione di un problema esistenzialecioè lavorare senza alcun pericolo di malattie e morte, sapendo di tradire quella promessa.

La menzogna è nata con l’uomo ed abita in tuguri, cattedrali e regge. È inestirpabile. Spesso è suggestiva, ma “ha le gambe corte”. Proprio come quella dei 5S ai tarantini, come ha dimostrato il tarantino Riondino.

Abbiamo ottenuto, dice l’ineffabile Di Maio, il miglior risultato nella peggiore condizione possibile”, uvero e proprio lapsus, una verità interiore che significaabbiamo mantenuto un lavoro che produce più morti e malattie che salari. Cui aggiungere le spese sanitarie, che sono ingenti.

La menzogna è anche una brillante e piacevole furbizia infantile per coprire monellerie; ma detta dagli adulti è un inganno la cui gravità è pari alla funzione che svolgono.

Per i politici e gli uomini di ogni potere, il mentire è un nebbioso lubrificante per i loro “particulari”, cioè cose ingiuste. E giunge da lontanol’icastica definizione di S. Agostino: “Senza giustizia cosa sono glStati se non grandi latrocinii?” (Remota iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?)

L’amareggiato lettore di queste righe si domanda: una classe politica, sindacati compresi, mente ai propri connazionali per propria inadeguatezza, incapacità di creare un lavoro che sia igienico invece che nocivo, o per che altro?

Ps – Dopo la massa di Sì a mantenere aperta la fabbrica (93%), gli “ilvofili” si sono inorgogliti. Ma i Sì avrebbero avuto quel plebiscito se gli operai avessero potuto scegliere fra: lavorare in quest’Ilva o lavorare nella riconversione per un’alternativa salubre a questa fabbrica?

Il Consiglier Regionale, in odore di Assessorato, parte all’attacco del Governo.

Il Governo faccia la Valutazione Sanitaria per stabilire scientificamente la compatibilità fra la salute pubblica e la produzione di 8 milioni di tonnellate annue di acciaio che è stata definita nell’accordo. Da domani parte l’era Mittal in Ilva e il nodo della sicurezza per la salute pubblica è ancora tutto da sciogliere. Il Governo non può continuare ad ignorare le richieste fondate che gli arrivano, oltre che da noi, da Legambiente, dai medici e ambientalisti, dall’ex Direttore dell’ARPA Puglia (Prof. Giorgio Assennato), dalla Regione Puglia, dall’Arcidiocesi di Taranto e dallo stesso mondo sindacale.  Ricordiamo che la Valutazione del Danno Sanitario che è stata redatta da Arpa Puglia, indica  come non sopportabile per la salute umana una produzione superiore a 6 milioni di tonnellate annue.Solo facendo la Valutazione Sanitaria, prima di quantificare tipologia e volume della produzione si può ottenere il risultato che da anni ci si aspetta: coniugare lavoro e salute in maniera duratura, garantendo al territorio ed al Paese, una svolta nel rapporto fra produzione industriale e salvaguardia di ambiente e salute. Fino ad oggi, il Governo che aveva dichiarato di voler cambiare le cose, non ha accolto le istanze che vengono da Taranto e, anzi, ha confermato l’immunità penale per i dirigenti della nuova proprietà indiana che non risponderanno di fronte alla Legge per quello che accadrà alla salute dei tarantini. Un esito INACCETTABILE!

 

L’accordo ILVA stipulato tra Arcelor Mittal e sindacati, ha superato anche la fase critica del confronto in fabbrica. I lavoratori del siderurgico si sono espressi con un parere favorevole pari al 93% dei votanti registrati nell’ambito della tornata elettorale. Ora si tratta di lavorare sulla concretezza delle azioni proposte a tutela dell’occupazione, ma anche della salvaguardia ambientale.

Così Antonio Marinaro, presidente della Cassa Edile di Taranto, che sul tema torna richiamando proprio la necessità dello sviluppo edile nelle imprese dell’appalto ILVA.

Negli articoli inseriti nell’addendum presentato dagli affittuari aggiudicatari della gara si parla anche di salvaguardia dell’indotto – spiega Marinaro – ma a quell’impegno va data sostanza e concretezza con un più dettagliato accordo che salvaguardi quelle produzioni e quei lavoratori. Un impegno concreto che consenta, inoltre – prosegue il presidente della Cassa Edile – di evitare l’ingenerarsi di  pericolosi processi di dumping contrattuale o di insicurezza su cantieri impegnati ad esempio nel delicato settore delle bonifiche, ma con caratteristiche da multi servizi.

Quell’identità produttiva e professionale va salvaguardata – chiarisce ancora Antonio Marinaro – e non per mero protezionismo, quanto per la necessità di sostenere ancora quel processo di riconversione industriale che ha bisogno di quella redditività e di quella massa salari.

Un richiamo dunque alle clausole inserite nel contratto firmato lo scorso 6 settembre, ma con un richiamo preciso all’art. 9 del Contratto Istituzionale di Sviluppo.

L’economia del territorio è composta da imprese medio-piccole, ma anche da un cartello produttivo che deve ottenere garanzie reddituali, tutele contrattuali e di sicurezza garantite dagli enti paritetici, che possano ingenerare processi di sviluppo a medio-lungo termine – dice Marinaro – e per questa ragione bisognerà sostenere gli sforzi delle imprese virtuose ed evitare ogni tipo di concorrenza sleale al ribasso.

A tal proposito il presidente di Cassa Edile richiama l’esigenza di riprendere le attività predisposte all’interno del CIS e di dare seguito a tutti protocolli che richiamano alla legalità e alla sicurezza sia per i lavori di ambientalizzazione che per quelli legati alle bonifiche.

Alla luce del risultato referendario sull’accordo per la vendita dell’Ilva ad Arcelor Mittal da Taranto i sindacati lanciano segnali di ottimismo e sottolineano che nulla deve essere dato per scontato.

 

"Con i 6.452 di voti favorevoli, il

referendum dei lavoratori dell'Ilva in Amministrazione

Straordinaria di Taranto, ha confermato il si all' accordo

sottoscritto al Mise il 6 settembre tra sindacati, Am Investco,

Governo e Commissari straordinari, sulla cessione dell'Ilva".

Come riporta l’AGI lo dicono in una nota congiunta Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb

di Taranto, dove ieri si e' concluso il referendum tra i

lavoratori. "Su 10.805 aventi diritto al voto, 6.866

lavoratori, dopo aver partecipato alle assemblee, si sono

recati al seggio per esprimere la propria preferenza -

aggiungono - 6.452 i favorevoli (94,00%) e 392 i contrari

(5,7%), le schede nulle 10 (0,14%), mente le bianche 12

(0,16%)". "Con il 94% dei voti a favore - spiegano Fim, Fiom,

Uilm e Usb - i lavoratori hanno accettato l'ipotesi di accordo

per la cessione degli Asset di Ilva del gruppo che,

nell'immediato prevede 10.700 assunzioni, con l'impegno di

occupare tutti entro il termine del piano industriale

mantenendo di fatto le tutele e i diritti individuali". Per le

quattro organizzazioni, "quanto emerso in questi giorni,

durante il dibattito nelle assemblee con i lavoratori e subito

dopo il risultato referendario di oggi, deve rappresentare un

punto di partenza importante per il rilancio ambientale,

occupazionale e produttivo di questo territorio. Ringraziamo

tutti i lavoratori che hanno condiviso questo momento importate

di partecipazione e democrazia, emersa nelle assemblee, in cui

e' stato condiviso un faticoso percorso che ha permesso questo

significativo risultato". "Lavoreremo - concludono Fim Cisl,

Fiom Cgil, Uilm e Usb Taranto - affinche' si passi

nell'immediato dalle parole ai fatti, a partire dalla piena

applicazione di quanto concordato e sottoscritto in sede

ministeriale e aprire da subito un tavolo istituzionale sul

futuro occupazionale dei lavoratori degli appalti". 

All'Ilva di Taranto il referendum

sull'accordo sindacati Mittal ottiene il 94,29 per cento di

voti favorevoli. Lo si apprende da fonti sindacali. In

particolare su 10.830 aventi diritto, 6.866 sono stati i

votanti: 10 schede nulle, 12 schede bianche, 392 contrari e

 

6.452 si'. 

I lavoratori del Gruppo Ilva, approvano a larghissima maggioranza, con il 93%, l'ipotesi di accordo sottoscritta lo scorso 6 settembre presso il Ministero dello Sviluppo Economico, tra le organizzazioni sindacali e l'acquirente Arcelor-Mittal" Lo affermano Fim, Fiom e Uilm in una nota congiunta. Nel gruppo i Sì sono stati 8.255 (92,82%) i contrari 596 (6,70%), 43 (0,48%) gli astenuti.
Ma vediamo il dettaglio com’è andata secondo quanto riferisce l’agenzia ANSA.
Come dicevamo Taranto si è espresso a favore dell’accordo il 94% dei votanti.
I lavoratori dello stabilimento di Cornigliano (Genova) del gruppo Ilva hanno approvato l'accordo con Arcelor Mittal con più del 90% . Dei 1.474 aventi diritto, hanno votato in 1123. I voti favorevoli sono stati 1012 (90,1%), i contrari 99 (8,8%), le schede nulle 12. 
I lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure del gruppo Ilva hanno approvato l'accordo con Arcelor Mittal con quasi il 90% dei si. Lo comunicano fonti sindacali. Nello stabilimento più innovativo del gruppo, dei 730 aventi diritto, hanno votato in 510. I voti favorevoli sono stati 456 (89,4%), i contrari 52 (10,2%), le schede nulle 2.
I lavoratori dello stabilimento di Marghera (Venezia) del gruppo Ilva hanno approvato l'accordo con Arcelor Mittal con il 63% di si. Lo comunicano fonti sindacali. Dei 68 aventi diritto, hanno votato 52. I voti favorevoli sono stati 33 (63%), i contrari 18 (35%), le schede nulle 1.
Fiom Genova, intanto fa sapere che senza tavolo il 24 settembre in piazza - "Ora bisogna dare seguito a ciò che si è scritto nell'accordo nazionale su Genova, vale a dire che tutti i firmatari dell'Accordo di Programma devono essere convocati intorno ad un tavolo entro il 30 settembre". Il segretario genovese Bruno Manganaro plaude al risultato del referendum che ha visto il 90% dei lavoratori genovesi dire sì all'accordo tra sindacati ed Arcelor Mittal ma nel contempo avverte il Governo. "Il 30 settembre scade la Cassa integrazione e i lavori di pubblica utilità a essa collegati - ha sottolineato Manganaro - e il rischio che il 1 ottobre i lavoratori dell'Ilva di Genova non abbiano l'ammortizzatore sociale e l'integrazione al reddito è una pericolosa realtà -. Per questo attendiamo fino al 23 settembre per una convocazione ma se non arriverà dal 24 settembre partirà la mobilitazione con la determinazione che ci contraddistingue. Il Governo deve sapere che sta scherzando con il fuoco".
"Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto, anche i lavoratori approvano l'intesa" affermano i sindacati in una nota. Dopo 6 anni dal sequestro dell'area a caldo, 12 decreti salva Ilva e decine di scioperi, con l'approvazione dell'accordo da parte dei lavoratori, si chiude una delle vertenze più complesse del nostro Paese. L'intesa raggiunta complessivamente porta in dote 4,2 miliardi di investimenti per il rilancio del siderurgico, 1,25 miliardi industriali, 1,15 miliardi ambientali a cui si sommano 1,2 miliardi sequestrati ai Riva per le bonifiche e l'ambiente. "Risorse - affermano Marco Bentivogli, segretario generale Fim-Cisl, Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Rocco Palombella, segretario generale Uilm-UIl in una nota congiunta - che serviranno a rendere sicuro, sostenibile ambientalmente competitivo il sito tarantino, con un AIA l'autorizzazione integrata ambientale per il sito ionico, tra le più restrittive d'Europa". "Ora compito delle organizzazioni sindacali - aggiungono i tre segretari generali - sarà monitorare l'andamento dei lavori ambientali e di messa in sicurezza dei siti, a partire da Taranto, e il rispetto dei tempi di attuazione del piano per arrivare nel più breve tempo possibile alla piena occupazione. E' necessario, inoltre, dare seguito all'impegno per la convocazione del tavolo sull'accordo di programma di Genova"

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