Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1034)

Giovedì, 06 Dicembre 2018 18:32

Ceramiche artigianali - 1° convegno Ceramica & Cibo

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Unioncamere Puglia, partner della rete Enterprise Europe Network (https://een.ec.europa.eu/) - la più grande rete a supporto delle PMI, istituita dalla Commissione europea per favorire innovazione, internazionalizzazione e ricerca - organizza, in collaborazione con la Delegazione ADI di Puglia e Basilicata (www.adi-design.org), un ciclo di incontri per diffondere la conoscenza delle opportunità offerte dalle tecniche di virtualizzazione, all'innovazione del prodotto ed alla conseguente opportunità di promuovere, a livello internazionale, le aziende di piccole dimensioni, soprattutto quelle a carattere artigianale, le quali incontrano maggiori difficoltà, ad emergere fuori dal loro contesto territoriale.

Il comparto obiettivo, per questa azione, è quello della produzione di ceramiche artigianali, in quanto fortemente identitario, della tradizione produttiva pugliese e caratterizzato da imprese di piccolissime dimensioni che, tuttavia, potrebbero raggiungere elevati livelli di esportazione, introducendo elementi di innovazione digitale, nel tradizionale ciclo produttivo e nelle attività di posizionamento, sul mercato.

Il 1° convegno Ceramica & Cibo: riti e modi dal Mediterraneo #nell'era digitale# si svolgerà il 9 dicembre alle ore 18 presso il Castello di Conversano (Corso Domenico Morea, Conversano (Bari), presso il quale, dal giorno 11 novembre u.s., è allestita la mostra ULTRACERAMICA 2018  a cura delle 3 Delegazioni ADI Territoriali (Campania, Sicilia, Puglia e Basilicata), che darà la possibilità di realizzare un elegante esempio di SHOW-ROOM virtuale, che rappresenterà uno dei modelli di innovazione, da proporre alle imprese.

La partecipazione è gratuita.

INVITO

9 Dicembre 2018, ore 18.00 Castello di Conversano

Corso Domenico Morea, Conversano (Bari)

   In occasione della mostra ULTRACERAMICA,

ADI Delegazione Puglia e Basilicata ha organizzato il TALK

   Ceramica & Cibo:

riti e modi dal Mediterraneo

#nell'era digitale#

Introduce e modera

Guido Santilio Vice Presidente ADI Delegazione Puglia e Basilicata 18.00 Registrazione partecipanti

18.15 Saluti

Pasquale Loiacono Sindaco di Conversano - Presidente DUC

18.30 Saluti

Luigi Triggiani Segretario Generale Unioncamere Puglia

18.45 Saluti

Enrico Griffoni Assessore Pianificazione e Gestione Urbanistica,

Risorse Naturali e Culturali - Comune di Conversano

19.00 Alessandra Scarcelli Docente CDLM in Industrial Design, Politecnico di Bari

19.45 Gianni Giannoccaro Cofondatore Laboratorio GiùinLab

20.30 Dibattito

20.50 Conclusioni

R.S.V.P. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 02 33100241


Per info
Unioncamere Puglia|EEN
email  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

In Puglia nel 2017 andati in fumo 410 ettari di suolo, l’8,35% della superficie territoriale.

 

 

 

 

Cibo, acqua, clima e biodiversità al centro della Giornata Mondiale del Suolo, istituita dalla FAO il 5 dicembre e per celebrare al meglio la ricorrenza Coldiretti Giovani Impresa Puglia ha organizzato un serie di eventi in tutta la Puglia, come la raccolta firme EAT Original all’interno dell’Istituto Professionale di Stato dei servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera e ora anche Tecnico Agrario ‘Armando Perotti’ di Bari, un momento di confronto e comunicazione con i futuri operatori del settore della ristorazione.

“I cittadini italiani ed europei hanno il diritto di essere protetti e di ricevere informazioni accurate sul cibo che scelgono di acquistare e il collegamento fra cibo e suolo è quanto di più naturale possa esistere. Il cibo sano non può nascere in condizioni di sfruttamento e depauperamento del suolo. Per fare scelte consapevoli, i consumatori devono conoscere il luogo di raccolta e trasformazione degli alimenti, l'origine degli ingredienti e maggiori informazioni sui metodi di produzione e di lavorazione”, spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, in merito alla petizione europea ‘Eat Original – Scegli l’Origine’. Attraverso la raccolta di 1 milione di firme i cittadini/consumatori all’Europa di rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti per proteggere la  salute contro contraffazione e adulterazione di prodotti alimentari, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa qualità o addirittura tossici provenienti da altri Paesi con un'etichetta chiara che indichi l'origine degli ingredienti, aiutando a prevenire e combattere gli scandali alimentari che mettono in pericolo la salute e i danni sull’ambiente.

“E’ molto grave che all’appello manchino 162mila ettari di suolo consumato sulla totale della superficie territoriale pugliese. I cambiamenti in atto – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - riguardano contesti prevalentemente agricoli o naturali per il 67%, perché in Puglia la terra frana e si consuma anche a causa dell’abbandono delle aree rurali per fattori diversi, a cui si aggiungono fenomeni meteorologici sempre più intensi, concentrati in poche ore e su aree circoscritte, con alluvioni e danni anche in aree non eccessivamente antropizzate, per non parlare della criminalità sempre più dilagante. La salvaguardia del suolo, dell’ambiente e delle produzioni agricole e agroalimentari è fondamentale per garantire un avvenire alle future generazioni”.

Il clima impazzito continua ad avere effetti disastrosi sul territorio e si abbatte su un territorio fragile, dove 232 comuni su 258 (78%) sono a rischio idrogeologico – aggiunge Coldiretti Puglia - con diversa pericolosità idraulica e geomorfologica, secondo i dati ISPRA.  Sono 8.098 i cittadini pugliesi esposti a frane e 119.034 quelli esposti ad alluvioni, mentre a pagare il conto economico più salato sono proprio le 11.692 imprese che operano su quei territori.

In Puglia nel 2017 sono andati in fumo altri 410 ettari di suolo, pari all’8,35% della superficie territoriale – conclude Coldiretti Puglia - con un aumento di suolo consumato in 1 anno dal 2016 al 2017 dello 0,25%, passati da 161.606 ettari consumati nel 2016 a 162.016 nel 2017, secondo i dati del Rapporto sul consumo del suolo dell’ISPRA.

 

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DUE PROVVEDIMENTI PER LAVORATORI CHE OPERANO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

 

"La riunione di Giunta, su mia proposta, - ha sottolineato l'Assessore al Lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo - ha approvato due delibere importanti e molto attese da quella platea di lavoratori precari che operano nella Pubblica Amministrazione e cioè la ratifica della Convenzione firmata tra Regione Puglia e Ministero del Lavoro per il piano di incentivazione alla stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili e la proroga delle attività degli operatori della Formazione Professionale impegnati presso i Centri per l'Impiego.

La Convenzione con il Ministero del Lavoro prevede il trasferimento di risorse per 30 milioni di euro da utilizzare, entro il 2020, per la stabilizzazione degli LSU in servizio presso le Pubbliche Amministrazioni pugliesi. È una somma importante che va ad aggiungersi ai 6 milioni di euro stanziati direttamente da Regione Puglia. Con il Piano di incentivazione alla stabilizzazione degli LSU abbiamo raggiunto risultati straordinari: dal 2016 ad oggi abbiamo stabilizzato circa 130 lavoratori e abbiamo favorito l'esodo volontario di altri 50. La platea degli LSU in Puglia si è quindi ridotta del 30%, da 1029 lavoratori a 720 circa. Ogni Ente può usufruire di incentivi alla stabilizzazione degli LSU fino a 60mila euro per ciascun lavoratore e siamo certi che, da qui al 2020, riusciremo a stabilizzarne molti altri. Dare sicurezza a questi lavoratori è una delle priorità politiche del mio mandato”.

 

Nella Giunta di ieri abbiamo inoltre prorogato le attività dei professionisti della formazione che lavorano presso i Centri per l'Impiego fino alla data di giugno 2019, istituendo anche un nuovo capitolo di bilancio appositamente dedicato e su cui abbiamo impegnato risorse per 6,5 milioni di euro. Era importante dare una prospettiva a questi operatori, ma anche ai CPI che, con un organico di 391 persone a fronte delle oltre 800 necessarie per svolgere in modo puntuale ed efficiente servizi complessi, attraversano una delicata fase di transizione dalle Province a Regione.

Il Tar di Lecce oggi ha rinviato ad una nuova udienza a gennaio 2019 il ricorso che il Consorzio Set ha presentato per l’annullamento degli atti e dei provvedimenti assunti dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio nei confronti dei turchi di Yilport. Quest’operatore portuale-marittimo (tredicesimo al mondo) ha chiesto in concessione per 49 anni la banchina del molo polisettoriale del porto di Taranto. Il rinvio a gennaio è stato concesso su richiesta della parte ricorrente. Sergio Prete, presidente dell’Authority di Taranto, annuncia però che si va avanti lo stesso nel rilascio della concessione del molo (esclusa la calata cinque e le aree retrostanti) a Yilport. “Non c’è alcuna sospensiva - dichiara Prete - e i lavoratori, gli operatori diretti e indiretti e la stessa città di Taranto hanno necessità di avere una seria opportunità di rilancio del porto di Taranto”. Yilport ha infatti annunciato la ripresa dei traffici container (difatto azzerati dal 2015,da quando cioè Evergreen, precedente concessionario del molo, ha abbandonato Taranto) e di merci varie unitamente ad attività ro-ro e logistica.- Yilport intende anche assorbire gradualmente i lavoratori ex Evergreen che, dopo un lungo periodo di cassa integrazione, sono attualmente in carico all’Agenzia per il lavoro portuale. Proprio ieri il comitato di gestione dell’Autorita portuale di Taranto, confermando il parere favorevole già espresso dalla commissione interna, aveva dato il via libera a Yilport giudicando rilevante l’offerta avanzata ai fini del rilancio dello scalo. È proprio questo motivo della rilevanza aveva portato nei mesi scorsi l’Authority a concentrarsi su Yilport come unico soggetto concessionario del molo polisettoriale, fermando il prosieguo dell’istruttoria di valutazione sulle altre offerte, tra cui quella del consorzio Set. Quest’ultimo, dopo aver avanzato delle osservazioni all’Authority, ha depositato ricorso al Tar l’ultimo giorno di pubblicazione della richiesta concessoria di Yilport. Una precedente udienza al Tar c’è stata ad ottobre, ma non si tenne per un difetto di notifica, e quella di oggi era di aggiornamento. Oggi, infine, hanno espresso consenso all’ok dell’Authority verso Yilport anche i sindacati dei trasporti Cgil, Cisl e Uil che hanno invitato l’Authority stessa a portare avanti il completamento infrastrutturale del porto di Taranto.

L’amministrazione straordinaria di Ilva intende far frequentare a tutto il personale che ha attualmente in carico, e che è in cassa integrazione a zero ore dallo scorso 1 novembre, i corsi di riqualificazione professionale. A tal fine, per procedere, si vaglieranno le opzioni Fondimpresa oppure Regione Puglia. Il bacino di manodopera in cassa integrazione interessata è nel frattempo diminuito a Taranto: non sono più - si apprende da fonti sindacali - circa 2600 le unità in “cassa” a zero ore ma circa 1900 in quanto, nelle settimane scorse, sono stati circa 600 i dipendenti Ilva che hanno chiuso il rapporto di lavoro accettando l’incentivo (100mila euro lordi, 77mila netti) per l’esodo volontario agevolato e anticipato. É quanto emerso oggi dall’incontro tra i i rappresentanti della stessa amministrazione straordinaria Ilva e i sindacati metalmeccanici. Si é fatto il punto sulle bonifiche dell’acciaieria che competono alla gestione commissariale attraverso i fondi ottenuti con la transazione con i Riva e pari a circa un miliardo di euro. Ilva ha spiegato ai sindacati che le bonifiche saranno di tre tipi: quelle che competono ad Arcelor Mittal Italia, che investirà nel risanamento ambientale poco più di un miliardo, quelle che competono sempre ad Arcelor Mittal Italia ma con l’uso di una parte, 300 milioni, dei fondi della transazione Riva, e quelle, infine, che spettano ai commissari Gnudi, Carrubba e Laghi.

Attualmente l’amministrazione straordinaria sta vagliando se affidarsi per le opere ad un general contractor unico oppure procedere ad un frazionamento. In un primo momento è stata individuata l’agenzia pubblica Invitalia come stazione appaltante di lavori e forniture.Discariche, campionamento ambientale di suolo e sottosuolo, messa in sicurezza ambientale delle aree perimetrali del siderurgico di Taranto: queste le competenze dei commissari. D’altra parte, già nel contratto con Arcelor Mittal, si stabilì che alla multinazionale sarebbe toccato risanare la parte produttiva del siderurgico e all’amministrazione straordinaria quella non attinente alla produzione o comunque ritenuta di non interesse per Arcelor Mittal. Oggi non sono state fornite cifre circa i lavoratori in cassa che potrebbero essere impiegati in questa attività. Nè è stato programmata una data di aggiornamento dell’incontro. La riqualificazione professionale del personale, è stato spiegato, serve però a dare ai lavoratori un opportuno bagaglio professionale in vista dei progetti da avviare. Da rilevare che appena qualche giorno fa i sindacati hanno concordato con la Regione Puglia, ottenendone la disponibilità, i corsi di formazione per i cassintegrati. In piedi anche la possibilità di far svolgere ai cassintegrati lavori di pubblica utilità così come accade a Genova con la società per Cornigliano. Su questo punto, però, la Regione Puglia si è riservata una risposta.  -Intanto, il Mise ha risposto ad una interrogazione del deputato Pd Ubaldo Pagano, pugliese, proprio relativa d Arcelor Mittal. Il ministero ribadisce la propria intenzione di “monitorare con la massima attenzione che l’attuazione del piano ambientale avvenga sulla base della normativa di riferimento”.

Il Mise rammenta che ci sono due “arbitri”, Gaspare Viviani e Michele Giugliano, cui é stato delegato dal contratto il compito di “dirimere potenziali controversie afferenti alla corretta esecuzione del piano ambientale” e che ai due “arbitri” sinora “non è stata rimessa alcuna controversia”. “Il contratto - risponde il Mise al deputato Pagano - non prevede minimamente la facoltà dei commissari straordinari e/o degli arbitri di addivenire ad una intesa di compromesso che, di fatto, modifichi il piano ambientale che riposa sul dettato normativo oltrechè su quanto contrattualmente previsto”. (AGI) 

Pubblicato il: 20/11/2018 14:50 

Il comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, che fa capo al porto di Taranto, oggi ha deliberato di accogliere la domanda presentata dalla compagnia turca Yilport per l’uso della banchina del molo polisettoriale con esclusione della calata cinque e delle aree retrostanti. Il via libera del comitato di gestione arriva dopo quello espresso dalla commissione interna permanente e tiene conto della rilevanza dell’offerta, del rilievo del proponente e degli sviluppi che può determinare per il rilancio del porto di Taranto. L’ok del comitato arriva 24 ore prima dell’udienza, in aggiornamento, al Tar di Lecce, che domani è chiamato a decidere se accogliere o meno l’istanza presentata dal consorzio Set contro gli atti dell’Authority a favore di Yilport. Questo perché anche Set in precedenza aveva manifestato interesse, attraverso una richiesta di concessione, per lo stesso molo polisettoriale ma, a fronte della proposta di Yilport, l’Autorità portuale di Taranto ha ritenuto di dover stoppare sia Set (Southgate Europe Terminal) che gli altri pretendenti all’infrastruttura tra cui la società tarantina Italcave. L’udienza al Tar di Lecce di domani è l’aggiornamento di quella del 24 ottobre scorso, saltata per un difetto di notifica. Prima di dare seguito operativo alla decisione odierna, l’Authority attenderà comunque l’esito del giudizio al Tar.  Per l’Authority tarantina, presieduta da Sergio Prete, l’offerta di Yilport Holding è invece tale “da far emergere, sotto vari punti di vista, l’evidente opportunità di perseguimento degli interessi pubblici tesi a garantire la più ampia e proficua utilizzazione del molo polisettoriale, il rilancio occupazionale, l’incremento dei traffici portuali e della logistica, nonchè la valorizzazione del ruolo del porto di Taranto e del sistema portuale italiano nello scenario del Mediterraneo”. Dopo l’istanza di Yilport, l’Authority di Taranto già a fine luglio aveva chiuso l’istruttoria sulle quattro domande presentate in precedenza, decidendo di non portarle più avanti. Le società interessate erano South Marine Gate, Soutghate Europe Terminal Consorzio, Taras Terminal e l’Ati Interterminal ed Ecologica. Con queste società si era aperta l’11 maggio una procedura di dialogo competitivo volta a migliorare l’offerta presentata.

Con Yilport, lo scalo di Taranto e il molo polisettoriale possono tornare al centro dell’interesse dei grandi operatori dopo il disimpegno di Evergreen a fine 2014. Disimpegno che si è tradotto, unito ad altri fatti specifici, in un netto ridimensionamento del traffico. Lo stesso operatore turco ha già manifestato volontà di rilancio. YilportHolding, nella graduatoria internazionale dei terminalisti, si colloca al tredicesimo posto per volumi di attività ed é controllata per intero da Yildirim Holding A.S.. Inoltre YilportHolding è proprietaria del 24 per cento di Cma Cgm, terzo vettore marittimo mondiale per il traffico container. Cma Cgm ha già utilizzato in passato il porto di Taranto. Rispetto alle altre proposte di utilizzo del molo polisettoriale (scartate), YilportHolding si caratterizza per novità importanti: è un operatore specializzato e con un profilo affermato e chiede di utilizzare l’intero compendio del molo polisettoriale ma anche le attrezzature già esistenti sulla banchina. Si tratta delle gru di varia tipologia che ha usato Evergreen sin quando è stata operativa e che poi l’Autorità portuale ha acquisito. Molto probabilmente Yilport le sottoporrà a reystiling e ne potrebbe installare anche di nuove. Yilport Holding vuole usare il porto per sviluppare traffici commerciali e logistica, movimentazione di container, merce varia e ro-ro. Si tratta dei rimorchi che, carichi di merce, viaggiano a bordo delle navi senza motrice. Quest’ultima li accoglie al porto di sbarco per proseguire poi il tragitto. Assicurato infine il graduale riassorbimento occupazionale del personale ex Evergreen, oggi in carico all”Agenzia per il lavoro portuale. Sulla proposta di Yilport, infine, c’è già un primo, generale consenso dei sindacati.(AGI) 

TA1/TIB

 

 

Inviato da Yahoo Mail per iPad

Incontro a Bari, alla Regione Puglia, fra l’assessore allo Sviluppo economico, Cosimo Borraccino, il responsabile della task force occupazione, Leo Caroli, ed i Sindacati Metalmeccanici per verifidare le possibilità di sostenere il reddito dei lavoratori Ilva che, esclusi dalla selezione compiuta da Arcelor Mittal - che dall’1 novembre gestisce gli impianti -, sono attualmente in cassa integrazione a zero ore con l’amministrazione straordinaria. “La Regione Puglia - ha dichiarato Valerio D’Alò, segretario Fim Cisl Taranto - si é dichiarata disposta a far partire subito, rifinanziandolo, l’Avviso 4 del 2017 per effettuare dei corsi di formazione professionale ai lavoratori in cassa”. In pratica, frequentando questi corsi, i lavoratori percepiscono anche un’indennità di corso che va ad integrare economicamente i soldi percepiti con la cassa integrazione. “La Regione è disposta a rilanciare l’Avviso entro fine mese - spiega D’Alò -, noi, adesso, dobbiamo incontrare l’azienda per verificare di quali profili professionali e tecnici c’è bisogno in modo da poter calibrare su queste esigenze i corsi stessi”. Non è stata fatta, al momento, una stima su quanto verrebbe stanziato finanziariamente, nè sulla platea dei lavoratori interessati.

 

 

 

 

 

 

 

Lo ha deciso in Prefettura il Tavolo di monitoraggio dei flussi di manodopera previsto dal Protocollo di Legalità sugli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione affidati ai Commissari ILVA in A.S..

 

All'incontro nella sede istituzionale hanno partecipato il Prefetto di Taranto Donato Cafagna, i Commissari Straordinari di ILVA in A.S. Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carruba, i segretari provinciali di CGIL, CISL, UIL, UGL e USB, il Dirigente dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, il Direttore Provinciale dell'I.N.A.I.L. e il Presidente provinciale della Confindustria.

L'incontro ha consentito di effettuare una compiuta disamina delle attività di prevenzione messe in campo, a partire dalla costituzione della Banca Dati e della Piattaforma Genesis, nella quale vengono riversate tutte le informazioni concernenti i lavori di bonifica e decontaminazione, l'anagrafe degli esecutori, il piano coordinato di cantiere e sub-cantiere, la tracciabilità dei flussi finanziari.

Dal momento della sua attuazione, il Protocollo ha consentito un'accelerazione degli investimenti. Infatti, per gli interventi ambientali, Ilva in A.S. ha comunicato che dal 13 giugno 2017 (data di costituzione del Patrimonio Destinato) ha pagato 100 milioni di euro, di cui 81 milioni dopo il 25 gennaio 2018, data in cui è stato siglato il Protocollo di Legalità. Relativamente alle 33 Prescrizioni AIA sono stati avviati circa 80 interventi, tutti in avanzato stato di esecuzione.

Nel corso dell'incontro è stato inoltre annunciato che, a breve, presso la sede Ilva in A.S. situata nel Centro Storico di Taranto, in via Duomo, verrà istituito il Centro Operativo di Trasparenza e Legalità, al quale potranno accedere i cittadini, le associazioni, le organizzazioni sindacali e di categoria per ricevere notizie sui lavori di bonifica e decontaminazione e sugli interventi in corso.

Il Centro Operativo, che ha la finalità di contribuire attraverso un'informazione ampia ed accurata a rendere partecipe la comunità sull'andamento delle opere di riqualificazione ambientale, sarà  gestito da personale specializzato di Ilva in A.S. e da un pool di soggetti pubblici coordinati dalla Prefettura e sarà dotato di postazioni multimediali a disposizione dell'utenza

Sospesa la procedura di licenziamento collettivo per i 67 lavoratori dello stabilimento ex Cementir di Taranto, ora Cemitaly dopo il passaggio al gruppo Italcementi. Il risultato è stato ottenuto oggi al tavolo regionale della task force occupazione della Regione Puglia presieduto da Leo Caroli. Lo annuncia la Fillea, il sindacato Cgil dei lavoratori edili. Nei prossimi giorni, l’accordo che proroga la cassa integrazione straordinaria verrà ratificato al ministero del Lavoro, specifica ancora il sindacato. La procedura era stata avviata nelle scorse settimane a fronte della crisi del mercato. Ma anche “stante la più generale crisi dell’Ilva, nell’impossibilità di approvvigionare lo stabilimento di Taranto della loppa necessaria per lo svolgimento dell’attività aziendale” che è “sospesa”. L’attuale cassa per i lavoratori ex Cementir sarebbe scaduta poco prima di Natale, il prossimo 21 dicembre. Per Francesco Bardinella, segretario Fillea Cgil Taranto, adesso “è comunque necessario che il Governo e i parlamentari tarantini si attivino affinché venga rinnovata la Cigs per area industriale di crisi complessa di Taranto anche per il 2019 Già da gennaio - dichiara Bardinella - centinaia di lavoratori dell’appalto Ilva, tra cui quelli impegnati i fondamentali interventi di ambientalizzazione come la copertura dei parchi minerali, non avranno più ammortizzatori sociali”.Nel verbale firmato oggi in Regione Puglia si legge tra l’altro che “la Cemitaly spa si impegna, all’atto della sottoscrizione dell’accordo in sede governativa, a revocare la procedura di licenziamento collettivo avviata con lettera del 10.10.2018 ovvero a concordare con le organizzazioni sindacali un criterio sostitutivo rispetto  a quelli previsti dalla legge in materia, costituito dalla non opposizione dei lavoratori al licenziamento”. La Cemitaly, si legge ancora, “ha presentato il piano di recupero occupazionale prevedente un percorso di politiche attive del lavoro che é stato concordato tra le parti in Regione  ed è incentrato su un piano formativo condiviso. Tale piano - si sostiene - interesserà tutti i lavoratori beneficiari dell’ammortizzatore previsto e sarà volto a favorire il miglioramento e l’aggiornamento delle loro competenze, così da agevolare la stabilizzazione occupazionale dell’azienda e/o comunque la rioccupazione del personale”

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