Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (1076)

Mino Borraccino - Assessore Sviluppo Economico 
Regione Puglia.
 
 
Stanno maturando le condizioni perché Taranto vada oltre la monocultura dell’acciaio, liberandosi da un destino che sembrava segnato per sempre. 
 
PIANO STRATEGICO PER TARANTO.
Ci stiamo dotando di uno strumento importante per delineare la Taranto futura, in ossequio alla Legge regionale speciale per Taranto promossa dal collega Liviano e che naturalmente ho sottoscritto.
Fino al 10 giugno 2019 è stata attiva la consultazione pubblica sul Piano Strategico per Taranto, promossa da Regione Puglia e ASSET - Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio - in collaborazione con Comune di Taranto. In tal modo cittadini, imprese, associazioni, enti e istituzioni hanno potuto esprimersi sul primo documento di analisi e sugli obiettivi strategici per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio tarantino. 
Così, in forma partecipata, si è giunti a formulare i primi elementi  di una  visione complessiva che punti ad una città di Taranto libera dal carbone, una città che sia porto del Mediterraneo, orientata alla conoscenza, alla cura dell'ambiente, delle persone, al lavoro e allo sviluppo. Gli obiettivi generali sono quelli della rimozione degli ostacoli allo sviluppo socio-economico sostenibile e alla riorganizzazione e diversificazione del tessuto economico per generare nuova occupazione soprattutto per i giovani e per le donne.
 
PORTO.  
La Giunta Regionale ha approvato, nello scorso mese di luglio, la variante al PRG del Comune di Taranto per il nuovo Piano Regolatore Portuale, con precisazioni finali relative agli aspetti ambientali, ai vincoli territoriali, agli aspetti paesaggistici e agli aspetti urbanistici.
L’approvazione di questa Delibera riveste grande importanza, anche in considerazione del fatto che dal 30 luglio scorso la società turca Ylport, una delle più quotate al mondo, ha assunto la gestione dell’area portuale. Si tratta, come è noto, del gruppo che, insediandosi sul molo polisettoriale, succederà ad Evergreen riavviando così l’attività dopo un fermo di alcuni anni. Si darà corso così al riassorbimento graduale delle centinaia di lavoratori già dipendenti di Evergreen.
Nella graduatoria internazionale dei terminalisti, Ylport Holding si colloca al tredicesimo posto per volumi di attività ed è proprietaria del 24% di Cma Cgm, terzo vettore marittimo mondiale per il traffico container.
Dopo l’uscita di Evergreen, Taranto era rimasta fuori dal giro dei grandi vettori marittimi. Oggi Yilport Holding prende in consegna un'infrastruttura completamente rinnovata e ammodernata. Grazie a lavori finanziati dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo), la banchina è stata riqualificata. I lavori hanno interessato due tranches, ciascuna da 600 metri, e il collaudo è stato effettuato.
In tal modo Taranto diventa  davvero centrale per l’economia regionale e del nostro Paese.
 
La ZES.
La ZES Jonica interregionale, istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri i primi di giugno scorso, che coinvolge anche la Basilicata, certamente aprirá  importanti scenari di sviluppo economico per il nostro territorio.
Sono previsti infatti benefici fiscali e di semplificazione amministrativa per le imprese che vorranno investire sui 1.518 Kmq dei territori di Taranto, Martina Franca, Massafra, Mottola,Manduria, San Giorgio Jonico,Monteiasi, Statte, Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana e Grottaglie, oltre ai comuni della Basilicata. Mentre altri 89 Kmq di territorio saranno assegnati ai Comuni che ne faranno richiesta.
Il Piano di Sviluppo Strategico Z.E.S. Puglia e Basilicata, reso possibile per legge dalla presenza del porto di Taranto e dell'aeroporto di Grottaglie e arricchito dal Centro intermodale di Francavilla Fontana, delinea le prospettive di sviluppo prevedibili per la Puglia, individuando i numerosi settori che ne beneficerebbero, dall’agroalimentare, alla logistica, dalla meccanica e la navalmeccanica al settore aeronautico, dal mobilio al commercio e alle costruzioni. 
Non va sottovalutato, inoltre, lo specifico interesse che può suscitare la Z.E.S. per la Cina e per la cosiddetta “Nuova via della seta”.
E’ stato osservato che il lancio della Z.E.S. interregionale jonica e l’interesse che già manifestano gruppi imprenditoriali nazionali ed esteri per investire in questi territori, non solo nei settori tradizionali dell’industria pesante, della logistica e dell’agricoltura, ma anche del turismo culturale e balneare, che interessa interamente la costa jonica pugliese e lucana, inducono a ripensare completamente la funzione dell’aeroporto di Grottaglie.
 
L’ AEROPORTO.
Indubbiamente lo scalo jonico riveste un ruolo da protagonista per il futuro socio-economico non solo della nostra provincia ma di tutto il Paese.
L’aeroporto “Marcello Arlotta” infatti, dal 2016 è inserito nel Piano Nazionale Aeroporti, nella categoria degli aeroporti di interesse nazionale, è già parte integrante del programma internazionale per la produzione in loco delle fusoliere del Boeing 787, possiede anche tutti i requisiti per diventare definitivamente la piattaforma integrata per la sperimentazione degli aeromobili a pilotaggio remoto. Recentemente abbiamo anche previsto il suo riassetto polifunzionale, finanziato dalla Regione Puglia con ben 7 milioni di euro, che renderà l’aerostazione di Grottaglie fruibile anche dai cittadini con i voli di linea per passeggeri. Questa attività andrà ad aggiungersi a quelle dell’industria aeronautica che a sua volta, alla luce del rilancio delle attività portuali di Taranto, assicurate dalla concessione del terminal container alla grande società turca Ylport, potrà contare sulla crescita quali-quantitativa dei servizi di cargo-logistica, con ottime ricadute occupazionali.
Nello scorso mese di giugno abbiamo partecipato a Parigi alla 53° edizione dell’International Paris Air Show, una delle principali manifestazioni su scala mondiale dedicate all’industria aerospaziale. L’occasione è stata proficua per la Regione Puglia al fine di promuovere le opportunità presenti sul nostro territorio e attrarre, in tal modo, nuovi rilevanti investimenti da parte di soggetti interessati a operare nel nostro territorio.
 
FIERA dell’AEROSPAZIO.
L’appuntamento parigino ha segnato anche un’importante tappa di avvicinamento alla prima Fiera italiana dell’Aerospazio, che si svolgerà presso l’aeroporto di Grottaglie nei primi mesi del 2020, iniziativa alla quale stiamo lavorando di concerto con il Governo centrale, che a partire dal premier Conte e dal ministro Di Maio, ha assicurato il suo convinto sostegno. L’industria aerospaziale rappresenta, oggi, una delle principali voci che concorrono a determinare il P.I.L. della nostra regione, con significativi risultati soprattutto in termini di export che fanno di questo comparto uno dei settori trainanti per la nostra economia.
Ora si tratta di mettere in campo uno sforzo corale per realizzare al meglio le opportunità rese possibili da questa grande novità. Le risorse e le agevolazioni ci sono: gli attori sociali sono chiamati ad approfittarne, sviluppando linee di crescita e opportunità occupazionali. La Regione, e in particolare l’Assessorato allo Sviluppo Economico, darà il suo contributo, mettendo in atto misure di aiuto mirate e cofinanziando le buone iniziative imprenditoriali.
 
FIERA NAUTICA.
Ad  ottobre prossimo, terremo  a Taranto la Fiera del mare con l’obiettivo di sostenere e valorizzare il processo di trasformazione del tessuto socio-economico jonico, le risorse locali, le filiere produttive artigianali, industriali e agro-alimentari legate anche alla Blue Economy e attrarre così investimenti esterni e favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese pugliesi.
Fondamentale altresì è l’aspetto della formazione per i nostri giovani che devono avere più possibilità per completare i loro studi. Come Regione Puglia stiamo lavorando per questo anche grazie alla proposta emendativa del collega Liviano approvata dal Consiglio regionale. 
 
UNIVERSITÀ A TARANTO.
Dal prossimo anno accademico partiranno a Taranto nuovi corsi universitari come quello per la Laurea in Medicina e Chirurgia, e quello Magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport. Il mio personale impegno mi vedrà attivo per un’altra buona novità per Taranto: la costruzione della Casa dello studente, importante per favorire quel fermento culturale di cui sono portatori straordinari le nostre giovani generazioni.
Per favorire lo sviluppo di Taranto e della sua provincia, occorre sfruttare in maniera coordinata tutte le potenzialità sopra descritte. Serve una visione di lungo respiro e una grande coerenza nel mettere in campo iniziative e investimenti per superare le attuali condizioni di emergenza (bonifiche, ambientalizzazione, riqualificazione ambientale), per migliorare la qualità della vita, per diversificare l’economia e l’occupazione (economia circolare, ricerca e sviluppo, valorizzazione degli eco-sistemi), per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile (qualità dell’ambiente urbano, energia, ciclo dei rifiuti) e per ridare fiato al turismo culturale, che ha nel Museo Archeologico Nazionale un fulcro centrale, e a quello balneare, che interessa tutta la costa jonica/salentina.
 
 

Il bilancio semestrale dell’istituto di credito pugliese registra un utile netto di 1,6 milioni di euro. Il CET 1 raggiunge quota 22,95%.

 

E’ stato esaminato dal Consiglio di Amministrazione della BCC di San Marzano il bilancio semestrale 2019, che registra una crescita della redditività e della solidità patrimoniale. L’utile netto di esercizio si attesta a 1,6 milioni di euro, segnando +60% rispetto al dato del primo semestre 2018. Aumentano anche i volumi:  gli impieghi, grazie ai finanziamenti concessi a sostegno di famiglie e imprese, superano i 265 milioni di euro con un incremento del  7,5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. La raccolta complessiva segna una crescita del 2,8% attestandosi a 561 milioni di euro. Cresce in particolare la raccolta indiretta (+9,5%) con il risparmio gestito. 
Buone anche le performance sul fronte della solidità patrimoniale: si rafforza il patrimonio netto, attestandosi a 51,345 milioni di euro. Il CET 1 Ratio raggiunge quota 22,95%,  al di sopra dei requisiti regolamentari, testimoniando la sana e prudente gestione di una banca solida al servizio del territorio.
Nel semestre in esame crescono anche margine di interesse e margine di intermediazione, rispettivamente dell’11% e dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. Apprezzabile è altresì l'andamento dei costi operativi che scendono del 3,6% rispetto al 30/06/2018, grazie al processo di efficientamento e razionalizzazione della struttura.
La BCC di San Marzano continua a consolidarsi nel territorio di riferimento – ha commentato il Presidente Francesco Cavallo – con un modello di banca basato sulla qualità del servizio e sui principi della mutualità prevalente. Tra i punti di forza della nostra struttura possiamo certamente vantare la consulenza e la specializzazione degli operatori per la soddisfazione di soci e clienti. Anche nel nuovo contesto, continueremo a preservare  il modello originale di banca cooperativa, interpretando con le categorie della modernità il patrimonio economico e di valori che rappresentiamo, con l’obiettivo di generare un circolo virtuoso di sviluppo per l’economia reale”.

Secondo il Direttore Generale Emanuele di Palma “sono risultati positivi in uno scenario di profondo cambiamento per il sistema del credito cooperativo. L’adesione al gruppo bancario di Cassa Centrale è nella sua fase esecutiva e i dati di questo primo semestre confermano la proattività e la solidità di una banca radicata nel territorio e strutturata per affrontare i mutamenti in atto. Continueremo con determinazione il percorso intrapreso,  rafforzando le attività di gestione del risparmio e di erogazione del credito a famiglie e imprese,  puntando su un’offerta sempre più ampia e personalizzata grazie al supporto di un gruppo nazionale forte e solido, come anche sul miglioramento costante del livello di soddisfazione della clientela, attraverso l’attività di consulenza e gli investimenti in tecnologia, come anche in  progetti alternativi (es. equity crowdfunding).

 

LUCA LAZZARO PRESIDENTE CONFAGRICOLTURA PUGLIA: GRAZIE AL CLIMA DEGLI ULTIMI MESI SI PREANNUNCIA UN’ANNATA MAGNIFICA IN CONTROTENDENZA CON I RISULTATI NAZIONALI.

vitigni-Puglia


Alessandro-CandidoAlla vigilia della vendemmia 2019, il Centro Studi di Confagricoltura ha elaborato i dati di produzione di tutte le regioni italiane. E la Puglia si presenta come una delle pochissime aree in controtendenza rispetto all'andamento nazionale. Secondo l'analisi infatti, si prevedono quantitativi ridotti quasi ovunque, con una diminuzione media rispetto al dato nazionale del 2018 del 6%. La Puglia segna invece un + 2,96%. "Se si considera la produzione media degli ultimi anni, siamo sostanzialmente in linea", spiega Alessandro Candido, presidente regionale della Sezione vitivinicola di Confagricoltura Puglia. "Siamo all'incirca sui 9 milioni e 800 mila ettolitri di vino, su una produzione di uva pari a circa 13 milioni di quintali", afferma Candido. E aggiunge: "Dopo il 2017, anno in cui la produzione vitivinicola nazionale ebbe un tracollo, il 2018 è stato l'anno del boom". E infatti, se nel 2017 la produzione nazionale si era fermata a 43 milioni di ettolitri, nel 2018 l'Italia del vino ha superato i 50 milioni di ettolitri, in particolare grazie all'exploit del Veneto. "Nel 2019 - afferma Candido - siamo ritornati sui valori medi di produzione. E la Puglia conferma tutto il suo potenziale".

LAZZÀRO PRESIDENTEIl settore vitivinicolo è di rilevante importanza per l'economia agricola e dell'industria alimentare in Italia. Le aziende con vigneti sono 300mila, con una superficie coltivata ad uva da vino di 652mila ettari, di cui 50mila con cantine di vinificazione, un fatturato di circa 10 miliardi di euro e un valore dell'export di 6.2 miliardi.

Nel primo quadrimestre del 2019 le esportazioni complessive di vini e spumanti sono state di 1,96 miliardi di euro, in crescita del 5,2% rispetto al 2018. La percentuale di crescita più importante è data dagli spumanti, con un + 8,2%, ma aumentano anche del 6% le esportazioni di vini fermi in bottiglia.

"Il lavoro dei nostri viticoltori continua a dare frutti straordinari - afferma Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia - La vendemmia che sta per cominciare preannuncia un'ottima annata. Grazie al clima delle ultime settimane, la qualità delle uve si preannuncia potenzialmente eccellente. Registriamo infatti un grande ottimismo da parte delle nostre aziende".

 

L'azienda, classificatasi al 72.posto dal Corriere della Sera, è l'unica pugliese a conduzione familiare

 

 

Varvaglione1921 nella top dei maggiori produttori italiani di vino si classifica al 72* posto su 105 aziende selezionate dal Corriere della Sera.         

Unica azienda pugliese a conduzione familiare nella super classifica pubblicata nell’inserto Economia del quotidiano nazionale. Un lavoro a firma della giornalista Anna di Martino che seleziona e premia quelle realtà vitivinicole che da un anno all’altro segnano un trend in crescita nel fatturato e che, in sostanza, evidenziano uno stato di buona salute finanziaria. A cascata, questo dato è simbolo di un lavoro che dalla vigna alla cantina fino alla rete dell’export funziona in maniera sincrona con un focus importante che prevede l’attenta lettura dei mercati e la produzione di vini che siano all’altezza delle sfide. «E’ una gioia poter celebrare questo successo – commenta Marzia Varvaglione responsabile marketing della famiglia che da ormai cento anni produce vino nell’area del Primitivo di Manduria – è il frutto di un grande e appassionato lavoro di squadra coordinato da mio padre Cosimo che è il faro di un’impresa che seppur familiare ragiona con la dovizia meticolosa di una grande azienda».

Una cantinaz che brinda al suo successo con numeri ragguardevoli di produzione. Sono 4,2 i milioni di bottiglie prodotte e vendute in tutto il mondo esclusivamente nel mercato dell’alta ristorazione. «Una scelta non semplice – spiega Marzia Varvaglione – ma che portiamo avanti con determinazione e con la convinzione che la nostra offerta sia il risultato di una risposta consapevole a ciò che chiede il mercato degli appassionati». Vigneti di proprietà per un totale di 150 ettari oltre 150 in fitto e seguiti personalmente da Cosimo e Angelo Varvaglione che ne selezionano uve e ne seguono la vita agronomica. 

Una presidenza che riserverà particolare attenzione ai soci quali interlocutori principali per garantire la crescita delle imprese; alla creazione di una “rete” di relazioni con i principali stakeholders del territori; alle azioni di rebranding  dell’immagine del territorio, perché in un territorio attrattivo anche le imprese diventano più competitive e lavorano in condizioni di migliore favore; alla rivitalizzazione del tessuto produttivo inteso nelle sue varie declinazioni, in cui ricadono il commercio, l’artigianato, la cultura, il fashion, il food e il turismo; all’affermazione di un ruolo di collante fra le istanze dei vari attori territoriali, riposizionando l’impresa e il concetto di impresa come possibile “soluzione” di riferimento delle suddette istanze; alla promozione dei percorsi di diversificazione produttiva con particolare attenzione all'aspetto ambientale e alla possibilità di sviluppare progetti di economia circolare; ai processi di aggregazione, soprattutto tra piccole imprese, attorno a progetti condivisi di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, internazionalizzazione.

Sono solo alcuni degli spunti contenuti nel programma di Antonio Marinaro, neo presidente di Confindustria Taranto, il quale ha riunito stamani il primo Consiglio di Presidenza.

Questa la composizione della squadra che affiancherà il nuovo Presidente con le rispettive deleghe:

Vicepresidente con delega alle infrastrutture e territorio: Paolo Campagna

Vicepresidente con delega alla finanza e innovazione: Piero Chirulli

Vicepresidente con delega alla internazionalizzazione ed education: Salvatore Toma

Vicepresidente con delega alla Organizzazione: Michele Viglianisi

Vicepresidente vicario: Antonio Lenoci.     

Il Presidente Marinaro ha inoltre nominato all’interno del Consiglio Generale Michele De Pace quale incaricato al Marketing Associativo e Maria Grazia Franzoso per il Comitato delle Imprenditrici.

Del Consiglio di Presidenza faranno parte il past President Vincenzo Cesareo, (Presidente uscente) Giuseppe Calianni e Antonella Alfonso, rispettivamente Presidente del Gruppo Giovani e del Comitato Piccola Industria.

il video con la cronaca e le interviste. Clicca su:

https://www.youtube.com/watch?v=1dPQNgx5oqk&feature=share

Sostituisce Vincenzo Cesareo.

La Relazione di Antonio Marinaro neo Presidente di Confindustria Taranto.

Cari tutti, 

grazie ancora per aver voluto che oggi fossi qui.

La mia visione della Confindustria dei prossimi anni sarà rivolta alla salvaguardia del lavoro svolto e già consolidato e al potenziamento dei percorsi già avviati

Ancor di più, tuttavia, sarà importante guardare in prospettiva con elementi di innovazione. 

Creare consenso e condivisione attorno alle idee ed ai progetti sarà uno dei leit motiv di questa Presidenza: questa tendenza andrà perseguita e ampliata in virtù della nuova squadra che si andrà ad insediare ed alle nuove proposte che saranno avanzate per i prossimi anni.

Una squadra che vi presenterò a breve.

L’importanza di una rete di relazioni sul territorio

Fra gli elementi caratterizzanti l’azione di questa presidenza ci sarà la forte attenzione rivolta ai soci quali interlocutori principali per garantire la crescita delle imprese ed allo stesso tempo il “peso” contrattuale che ci impegneremo a far raggiungere a questa Confindustria nel territorio, rispetto agli altri attori territoriali e rispetto alle istituzioni centrali.

Importante sarà pertanto avviare una rete di relazioni con Comune, Provincia e Associazioni di categoria ma anche altre realtà -economiche e non- che insistono sul territorio. Favoriremo la condivisione, le inclusioni, e, laddove ne dovessero ricorrere le condizioni, i percorsi comuni.

Importante sarà individuare e cercare di perseguire obiettivi condivisi, che di volta in volta potranno arrivare dalla stessa base associativa a seconda del contesto in cui ci troveremo ad operare ma che sicuramente già fin d’ora possono essere individuate, in funzione della loro evidente priorità, come linee di azione da mantenere costantemente nel tempo.

Mi riferisco in particolare:

1. alle azioni di rebranding -quindi restyling dell’immagine del territorio, oggi mediaticamente riconducibile solo alle vicende del centro siderurgico- perché in un territorio attrattivo anche le imprese diventano più competitive e lavorano in condizioni di migliore favore;

2. alla rivitalizzazione del tessuto produttivo (in cui ricadono anche altri settori quali il commercio, l’artigianato, la cultura e il turismo, e qui ritorna la necessità di rafforzamento della rete di relazioni con gli altri stakeholders );

3. all’affermazione di un ruolo di collante fra le istanze dei vari attori territoriali, riposizionando l’impresa e il concetto di impresa come possibile “soluzione” di riferimento delle suddette istanze;

4. alla promozione dei percorsi di diversificazione produttiva con particolare attenzione all'aspetto ambientale e alla possibilità di sviluppare progetti di economia circolare,

5. alla incentivazione dei processi di aggregazione, soprattutto tra piccole imprese, attorno a progetti condivisi di innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, internazionalizzazione.

L’associazione dovrà rappresentare un luogo utile per aumentare le occasioni e le opportunità per le imprese. Il luogo in cui spingerle alla competizione sui mercati e stimolarne la crescita. In questo processo le pmi saranno le principali protagoniste. Importante sarà inoltre continuare l’azione di Confindustria di conoscenza delle imprese nella provincia. Intenzione di questa Presidenza è di intensificare i momenti di ascolto e di confronto con le varie componenti del sistema associativoriservando uguale interesse a tutti i settori merceologici rappresentati.

Riposizionare le imprese al centro della scena economica

superando le correnti antindustrialiste

Le imprese creano ricchezza e quindi devono tornare al centro della scena economica; per far questo avranno bisogno di una P.A. che le sostenga e di un contesto territoriale a loro favorevole nel sistema di relazioni con le committenze esterne. 

Recentemente proprio il nostro Presidente Boccia si è chiesto: se si 
ritiene che 
l’industria non sia un valore per questo Paese, come si pensa di creare posti di lavoro?” Una domanda sicuramente retorica che però dobbiamo sempre porre ai nostri interlocutori ogni qual volta si mette in discussione il ruolo delle imprese sul territorio.

 La valorizzazione del territorio e delle imprese

 Occorre creare una forte lobby attorno agli interessi del territorio, concetto già portato avanti da tempo da Confindustria, ma per far questo dobbiamo allo stesso tempo collaborare con le istituzioni e pretendere che loro ci affianchino nei percorsi più complessi: riaffermare cioè la logica secondo la quale chi arriva da fuori e investe sul nostro territorio deve poter garantire precise ricadute economiche sull’area jonica.

Il sistema Taranto è fatto di piccole e grandi imprese molte delle quali capaci  di competere anche sui mercati internazionali ma anche di altre che invece necessitano, per dimensione, tradizione e tipologia di produzione, di un contesto istituzionalmente forte e coeso, di valorizzazione e di tutela del sistema imprenditoriale, che in altre realtà, anche di gran lunga meno industrialmente attrezzate della nostra, esiste e crea automatismi virtuosi.

Oggi, più che mai, occorre riaffermare il sacrosanto diritto delle nostre aziende di lavorare per interventi che concernono i processi di risanamento del territorio, ambientalizzazione e bonifiche; quindi, anche in virtù del Contratto istituzionale di Sviluppo, far ripartire i cantieri e accelerare quelli già itinere.

Gli investimenti vanno sostenuti, accelerati, attuati e ottimizzati in nome di una crescita che deve riprendere il suo cammino interrotto.

Oggi abbiamo opportunità di investimento che però sono rimaste inattuate: il copione che si ripete di una città con la crescita frenata eppure con grandi potenzialità di attrazione, determinante per la logistica e per la presenza di un importante scalo portuale, centrale per il suo polo industriale e per il reddito che produce, strategica per le diverse identità che convivono al suo interno, realtà sempre più determinanti. Se a livello nazionale questa esigenza si avverte prepotentemente (da un veloce calcolo, sbloccando tutti i cantieri censiti dal Cipe si creerebbero 400mila posti di lavoro), a livello territoriale la situazione si prospetta ancora più urgente perché sono già da tempo state poste le basi (il già richiamato tavolo Cis) per dare corso agli investimenti.

Abbiamo al nostro interno un vantaggio non indifferente, ovvero un significativo nucleo di imprese eccellenti (e recentemente di ulteriori ingressi di grandi gruppi multinazionali) che operano nel nostro sud ma non si discostano dai comportamenti che le imprese eccellenti hanno nelle aree più forti del Paese: qualità, innovazione, internazionalizzazione, distribuzione, valorizzazione del marchio sono i fattori che le caratterizzano e consentono loro di raccogliere anche nel Mezzogiorno le sfide della globalizzazione.

E’ a queste che guardiamo per mutuare un modello che riteniamo spendibile e quindi esportabile.

Pensare globale, agire locale. La visione d’assieme

L’arrivo di Arcelor Mittal e la sua concezione internazionale dei mercati e del contesto in cui opera induce ancor più di prima ad adottare una visione globale delle nostre risorse produttive e imprenditoriali. Taranto non dovrà più pensare alle proprie dinamiche territoriali come ad una realtà a sé stante bensì quale realtà strategica inserita nella macro-area del Mezzogiorno. Ovviamente tutto ciò comporta anche doversi preparare ad una più forte competizione con icompetitors nazionali e internazionali.

Allo stesso tempo, come ci suggerisce il leit motiv pensare globale agire locale, non possiamo che guardare alla nostra terra con una visione d’assieme, valorizzando tutti i “territori” della provincia di Taranto proseguendo, in questa ottica, con il lavoro già avviato con le delegazioni territoriali.

La partecipazione e la condivisione. Verso una nuova governance

Vorrei concludere questa breve disamina sui principali asset di quello che sarà il mio mandato da Presidente con un impegno che assumerò rispetto alla condivisione degli obiettivi che andremo tutti insieme a perseguire da qui ai prossimi anni.

Come molti di voi sapranno, il nuovo Statuto di Confindustria non prevede  più l’istituto della delega, attraverso il quale abbiamo avuto finora l’opportunità di assegnare compiti specifici a imprenditori orientati a impegnarsi in un particolare settore.  Con la prossima governance, tuttavia, si potrà ovviare a questo aspetto con appositi inviti – a carattere temporaneo e non più permanente – nelle varie compagini di interesse, ovvero il Consiglio Generale ed il Consiglio di Presidenza. Si tratterà, in sostanza, di partecipazioni alle riunioni dei Consigli suddetti che saranno stabilite di volta in volta a seconda delle tematiche che si andranno a discutere. 

In tal modo, ritengo che potrà risultare più fluida e anche più semplice la regolazione del flusso di informazioni che dalla nostra base vengono rivolte alla Presidenza ed agli organi statutari (e viceversa) in una sorta di continuo scambio di competenze (e di conseguenza di reciproca collaborazione) che vedrà di volta in volta alternarsi imprenditori di diversi settori e con esperienze diversificate. 

Analoga attenzione sarà rivolta, in questo senso, alle donne presenti in associazione, al momento organizzate spontaneamente in un coordinamento “al femminile” a cui darò una forma strutturata ed istituzionalizzata, con un preciso e specifico regolamento internoil Comitato delle imprenditrici.

Sono proprio le aree metropolitane del Sud, (da un’indagine Censis) a registrare una maggiore crescita delle aziende femminili rispetto alla media del sistema imprenditoriale, che riviene da una maggiore capacità di trasformare fattori di svantaggio in elementi di competitività e di anticipare i fattori di novità del mercatoebbene, noi vogliamo incentivare questo trend guardando a questa preziosa componente da “spendere” all’interno della nostra squadra.

 Grande attenzione verrà inoltre rivolta a:

• Proseguire le “battaglie” già avviate in diversi settori, con particolare riferimento ad Ance, su massimo ribasso e anomalie del mercato; 
• cogliere gli spazi lasciati aperti dal processo delle liberalizzazioni e le opportunità delle zone economiche speciali
• modernizzare il sistema produttivo attraverso il rapporto con l’università per il tramite di Finindustria (spin off- partecipazione industriale); 
• valorizzare e incentivare la componente giovanile, i talenti, sostenere lo spirito di intrapresa delle nuove generazioni;
• accompagnare e potenziare nel loro percorso di crescita le industrie che oggi presentano maggiore dinamismo:  fashion, turismo, culturae agroalimentare.

Ringrazio infine voi tutti, ed in particolare quei soci che, in sede di consultazione, hanno voluto mettere a disposizione le loro idee ed i loro punti di vista costituendo in tal modo un inestimabile valore aggiunto per oggi e per i giorni a venire: questo passaggio costituisce per me ulteriore motivo di convinzione rispetto alla necessità, che sarà sempre prioritaria e imprescindibile, di dare ascolto alle istanze che arriveranno dalla base associativa.

La squadra

Ora punto i riflettori di questa giornata sulla mia squadra, i cui componenti sono già conosciuti ai più ma che sono lieto di presentarvi ufficialmente in questo primo, ufficiale momento di condivisione che segna a tutti gli effetti l’avvio della mia Presidenza. 

Vicepresidente con delega alle infrastrutture e territorio: 

Paolo Campagna

Vicepresidente con delega alla finanza e innovazione: 

Piero Chirulli

Vicepresidente con delega alla internazionalizzazione ed education: 

Salvatore Toma 

Vicepresidente con delega alla Organizzazione: 

Michele Viglianisi

Vicepresidente vicario: 

Antonio Lenoci.     

 

 

«I risultati conseguiti nel 2018 dal Gruppo Conad sono riconducibili ai continui investimenti economici, al nostro modello imprenditoriale cooperativo – che ci ha consentito di affrontare la crisi economica limitandone gli effetti e, soprattutto, di creare occupazione: sono oltre tremila i nuovi occupati solo nel 2018 – e alla marca del distributore», sottolinea l’amministratore delegato il tarantino Francesco Pugliese. «Investiamo costantemente notevoli risorse economiche nella crescita e nello sviluppo del nostro sistema, nella formazione di nuova imprenditoria, in particolar modo giovanile, preferendo ciò ad altre operazioni di speculazione immobiliari e finanziarie. La finanza è necessaria per la crescita delle imprese e la ripresa del Paese; quando si trasforma in un’attività speculativa, i risultati creano effetti traumatici sull’economia reale che sono sotto gli occhi di tutti».

 Le motivazioni delle imprese premiate. Di queste 9 sono quelle operanti in provincia di Taranto.

 

 

 

Sono 67 le aziende premiate il 27 giugno a Bari a Villa Romanazzi in occasione di Industria Felix - La Puglia, la Basilicata e il Molise che competono, organizzato da Industria Felix Magazine, il nuovo periodico nazionale di economia e finanza diretto da Michele Montemurro, in collaborazione con Cerved, Università Luiss Guido Carli, A.C. Industria Felix, Regione Puglia, Puglia Sviluppo (con un intervento finanziato a valere sulle risorse dell'azione 3.5 del POR Puglia 2014/2020 “Attrazione degli investimenti e interventi di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese pugliesi”), con i patrocini di Politecnico di Bari, delle Università di Bari, di Foggia e del Salento, Confindustria, di Confindustria Puglia, Basilicata e Molise, Ansa (media partner), con le partnership nazionali di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, Lidl Italia e quelle regionali di MV Line Group, Amicar - Lexus Bari, Michele Gravina srl e Cantina Fiorentino. Queste le aziende pugliesi:

 

Puglia. Bari/Bat: Acquedotto Pugliese spa, Miglior impresa per Mol della regione Puglia e per Utile netto delle province di Bari/Bat; Base Protection srl, Miglior impresa del settore Moda della regione Puglia; Caseificio Palazzo spa, Miglior impresa Femminile e migliore Media impresa della province di Bari/Bat; Casillo Partecipazioni srl, Migliore Grande impresa e miglior impresa per Utile netto e Fatturato/Ricavi della regione Puglia; Cooperativa di Accoglienza San Sebastiano scs, Pmi con potenzialità di crescita; Domar spa, Pmi con potenzialità di crescita; Edilportale.com spa, Miglior impresa del settore Servizi Innovativi della regione Puglia; F.Divella spa, Miglior impresa del settore Agroalimentare della regione Puglia; Greenblu srl, Miglior impresa del settore Turismo della regione Puglia; Ifac spa, Miglior impresa del settore Meccanica della regione Puglia; Ladisa srl, Miglior impresa per Numero Addetti delle province di Bari/Bat; Maiora srl, Miglior impresa del settore Commercio della regione Puglia; Megaholding srl, Miglior impresa per Affidabilità finanziaria e Crescita Cerved della regione Puglia e miglior impresa per Fatturato/Ricavi delle province di Bari/Bat; Megamark srl, Miglior impresa a Vocazione Internazionale delle province di Bari/Bat; Natuzzi spa, Miglior impresa per Numero Addetti della regione Puglia; Pastore srl, Miglior impresa del settore Ristorazione della regione Puglia; Polis Avvocati s.t.a. coop., Miglior impresa per indice percentuale Roe (con Patrimonio netto superiore ai 300 mila euro) della province di Bari/Bat; Soc. Marino srl, Miglior impresa del settore Logistica e Trasporti della regione Puglia; Tersan Puglia spa, Miglior impresa del settore Chimica e Farmaceutica della regione Puglia. Brindisi: Autoargentiero spa, Miglior impresa Under 40 della provincia di Brindisi. Foggia: Moderne Semolerie Italiane spa, Miglior impresa a Vocazione internazionale della provincia di Foggia; San Giovanni di Dio s.coop.p.a., Miglior impresa Under 40 della provincia di Foggia; Universo Salute srl, Miglior impresa per Numero Addetti della provincia di Foggia; Vinicola Dell’olio srl, Miglior impresa Femminile della provincia di Foggia. Lecce: Aet srl, Miglior impresa Femminile della regione Puglia e miglior impresa per Utile netto e Mol della provincia di Lecce; Casta srl, Miglior impresa Under 40 della provincia di Lecce; Ediltunnel spa, Miglior impresa Femminile della provincia di Lecce e Pmi con potenzialità di crescita; Lasim spa, Migliore Grande impresa della provincia di Lecce; Links spa, Miglior impresa a Vocazione internazionale della provincia di Lecce; Tundo Vincenzo spa, Miglior impresa per Numero Addetti della provincia di Lecce. Taranto: D & D srl, Pmi con potenzialità di crescita; Domus s.coop.s., Miglior impresa per Affidabilità finanziaria e Crescita Cerved della provincia di Taranto; Due Esse Christmas srl, Miglior impresa Under 40 della provincia di Taranto; Ecologica spa, Miglior impresa del settore Ambiente della regione Puglia; Enolife srl, Pmi con potenzialità di crescita; Italcave spa, Miglior  impresa per Mol e Utile netto della provincia di Taranto; Progeva srl, Miglior impresa a Vocazione internazionale della provincia di Taranto; Varvaglione Vigne & Vini srl, Miglior impresa del settore Vitivinicolo della regione Puglia; Voluntas et studium srl, Pmi con potenzialità di crescita. 

“A Parigi, dove è in corso la Fiera internazionale dell’Aerospazio, nel padiglione  Puglia abbiamo incontrato il premier Conte che è rimasto positivamente impressionato da quello che stiamo facendo in Puglia col Distretto dell’aerospazio e con la preparazione dell’evento 2020 di Grottaglie.”

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico non nasconde la soddisfazione per i bei risultati raggiunti. 

All’importante appuntamento parigino la Regione Puglia (Sezione Internazionalizzazione) in collaborazione con Puglia Sviluppo e con i due Distretti aerospaziali pugliesi, produttivo e tecnologico, accompagna una delegazione di imprese. Con loro anche i rappresentanti del Dta (Distretto tecnologico aerospaziale), di Aeroporti di Puglia.

Cosimo Borraccino,  sta incontrando incontrando imprenditori, delegazioni estere e giornalisti specializzati.

“La partecipazione al Salone internazionale di Parigi – sottolinea l’assessore– è un’opportunità rilevante per le nostre imprese, ma lo è ancora di più per la Puglia perché ci consente di attrarre investimenti promuovendo le opportunità presenti sul territorio pugliese.

Oggi abbiamo a disposizione delle imprese dodici strumenti regionali di agevolazione tutti attivi e privi di scadenza. Il settore aerospaziale è stato tra i maggiori fruitori delle nostre misure con investimenti superiori ai 150 milioni di euro in questo ciclo di programmazione. Vogliamo attrarre altre realtà che producono e fanno ricerca anche facendo leva su quel patrimonio che è l’aeroporto di Grottaglie. La mia partecipazione all’evento si connette moltissimo con la valorizzazione di questo scalo“.

L’occasione è la presentazione di un libro di Riccardo Maria Monti.

 

Il boom del turismo nella Puglia meridionale, la Zona Economica Speciale Ionica, il rilancio del porto di Tarano con Yilport, la ripartenza di Arcelor Mittal, sono tutti segnali che fanno ben sperare e rappresentano gli elementi di una nuova visione di sviluppo in grado di tenere insieme turismo, territorio, ambiente, industria e infrastrutture. Se ne discutera‘ a Taranto mercoledí 19 giugno, alle ore 17:00, presso il Palazzo della Provincia, durante la presentazione del libro “Sud, perchè no?”, scritto da Riccardo Maria Monti, Manager e imprenditore con un recente passato nelle istituzioni, con la partecipazione di autorevoli relatori. 

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