Economia, Lavoro & Industria

Economia, Lavoro & Industria (950)

UNA DONNA ALLA GUIDA DELLA FIAIP PUGLIA. E' AGATA CONTURSI CHE GUIDERA' L'ASSOCIAZIONE REGIONALE DEGLI IMMOBILIARISTI PER IL PROSSIMO QUADRIENNIO 2107-2021. VICE PRESIDENTE VICARIO E' GIOVANNI VENTRELLA MENTRE SEGRETARIO LUIGI VITALE. LA CONTURSI HA GUIDATO LA FIAP TARANTINA PER DUE QUADRIENNI DANDO NOTEVOLE SVILUPPO AL COMPARTO IMMOBILIARE, SVILUPPANDO UNA SIGNIFICATIVA AZIONE DI FORMAZIOINE E INFORMAZIONE SULLE TANTE NOVITA' CHE CARATTERIZZANO IL COMPARTO.

Si svolgerà giovedì 21 Dicembre 2017 con inizio alle ore 9,00 alla Caserma “SVTAM Aeronautica Militare”, in via Rondinelli n.26- Taranto, la preselezione del concorso per la copertura a tempo pieno e indeterminato di n. 2 posti  vacanti nel profilo professionale di Agente di Polizia Locale – cat. C – posizione economica C1. 

I candidati devono presentarsi puntuali muniti di documento di riconoscimento in corso di validità ed esibirlo presso una delle 15 postazioni predisposte all’interno dell’aula e distinte in ordine alfabetico presso le quali i candidati si recheranno per le operazioni di identificazione.

In considerazione del fatto che sono pervenute 1924 domande di partecipazione al concorso, le operazioni della fase preselettiva per un numero così elevato di concorrenti si svolgeranno con il supporto di  ditta specializzata in materia.

Saranno ammessi alla fase concorsuale successiva i candidati utilmente collocati nella graduatoria della preselezione in numero pari a 200 volte il numero dei posti messi a concorso, nonché i candidati classificatisi ex-equo all’ultimo posto utile che abbiano conseguito un punteggio minimo di 18/30.

Durante l’espletamento della prova preselettiva, non sarà consentito ai candidati la consultazione di alcun testo. Non sarà consentito, altresì, agli stessi di comunicare tra loro verbalmente né per iscritto né mettersi in relazione con altri, salvo che con i membri della Commissione Giudicatrice o del Comitato di Vigilanza, pena di l’esclusione comminata dalla stessa Commissione Giudicatrice. Sarà  fatto espresso divieto di uso di telefono cellulare e di qualsiasi altro strumento informatico atto alla trasmissione o ricezione  di dati, che, a discrezione della Commissione Giudicatrice potrà essere ritirato oppure la violazione del divieto potrà comportare l’esclusione del candidato. Non sarà consentito di lasciare l’aula prima della conclusione di tutte le operazioni.  Per i candidati sono state messe a disposizione gratuitamente l’area a parcheggio della struttura “Palamazzola” con accesso carrabile da via Loiacono, nonché le aree a parcheggio site nei pressi della Caserma ed utilizzate nelle cerimonie di giuramento degli avieri.

 

Ilva, Si sono Concluse oggi le assemblee USB. Quasi 3500 i lavoratori coinvolti. “abbiamo descritto esattamente qual è lo stato delle cose e abbiamo parlato anche dell'impugnativa fatta da Melucci e Emiliano sul DPCM AIA - spiega Franco Rizzo, coordinatore provinciale USB- e alla nostra domanda se sostenere o meno questa azione, i lavoratori sono stati compatti nel dare la loro approvazione”. Tanti gli interventi nei quali è emerso in maniera univoca che i lavoratori dell'Ilva non sono disponibili ad accettare il diktat da nessuno , compreso il governo, sulle questioni di carattere sanitario e ambientale. “Segnale importante questo che dimostra una grande maturità e consapevolezza dei lavoratori sul dramma sanitario e ambientale che Taranto vive - continua Rizzo -. USB ha ribadito che non farà sconti su questioni ambientali e sanitarie e anche su esuberi e salario”. Rizzo torna anche sulla questione appalto. “malgrado le rassicurazioni dei commissari circa il pagamento delle fatture scadute per le aziende dell'appalto ad oggi non solo ci risultano non effettuate , ma abbiamo notizie che diverse aziende rischiano di non poter pagare stipendi e tredicesime”.

Numerosi  gli argomenti al centro del dibattito:Il nuovo  Codice del Diporto, le tematiche per lo sviluppo dell’Economia del Mare, la Camera Arbitrale Marittima di Assonautica, il Registro delle imbarcazioni Storiche e d’epoca, il Med Festival Experience Gaeta, la Cambusa.

 

Nel corso dell'Assemblea generale è stato  integrato il Consiglio Direttivo con  il tarantino Matteo Dusconi (nella foto con alla sua destra il Comandante di Vascello Aniello Raiola), dopo l'esperienza di segretario generale, chiamato a rinnovare e sostenere la compagine ionica e lucana. Nuovi sviluppi con la vicina Albania e la condivisione di intenti con l'Assonautica di Tirana.
Si è svolta nelle giornate del 12/13 dicembre 2017 nella splendida cornice dell’Aeneas Landing la terza Conferenza di Sistema della Assonautica Italiana. Numerosi gli ospiti qualificati e grande partecipazione delle strutture territoriali associate. Numerosi e qualificanti i temi affrontati:

Il nuovo  Codice del Diporto
In rappresentanza del Corpo delle Capitanerie di porto e del suo Comandante generale, è intervenuto il Capitano di Vascello Aniello Raiola, che oltre ad essere uno dei redattori del Codice della nautica del 2005 e del connesso Regolamento di attuazione del 2008, ha partecipato ai lavori di revisione del Codice stesso in attuazione della legge delega n. 167/2015.
Il Comandante Raiola ha spiegato che siamo solo all’inizio della riforma, perché il Governo entro 18 mesi può emanare un decreto correttivo della riforma appena varata il 3 novembre scorso, deve poi procedere alla revisione del Regolamento di attuazione e infine adottare i decreti ministeriali attuativi di alcuni nuovi istituti introdotti. Inoltre si attende a breve il regolamento di attuazione dello sportello telematico del diportista e dell’archivio telematico centrale, che costituirà la vera rivoluzione copernicana nel mondo della nautica.
Il Comandante ha poi esposto le principali novità introdotte con la riforma: due nuove attività commerciali svolte con unità da diporto, semplificazioni in tema di immatricolazione delle navi da diporto, semplificazioni in tema di documenti dei superyacht, disciplina dell’armatore del diporto, bollino blù e controlli di sicurezza sulle unità sotto il coordinamento delle Capitanerie di porto per evitare il fenomeno della reiterazione dei controlli durante la stagione balneare, istruttore di vela, mediatore del diporto, titolo semplificato di coperta per il noleggio, patente D, anagrafe nazionale delle patenti, regolamentazione dei CIN, ormeggi per unità in transito, campi boa in aree marine protette, giornata nazionale del mare, inasprimento sanzioni in tema di sicurezza nautica.
Nel corso del dibattito successivo, che ha visto Raiola rispondere a molteplici domande degli attenti uditori, ci sono state due interessanti proposte di Assonautica, che saranno presto formalizzate al Ministero: previsione di scali di alaggio di pubblica fruizione a cura dei Comuni e progetti di insegnamento nelle scuole della cultura marinara, con possibilità di crediti formativi per gli studenti che conseguano la patente nautica.

Le tematiche per lo sviluppo dell’Economia del Mare
Gli Sportelli del Mare
Il passaggio da un’economia tradizionale ad una Economia del Mare richiede che si tenga debitamente conto dell’interazione tra fattori socio-economici e ambientali. Questa trasformazione richiede una piena integrazione degli aspetti ambientali nelle altre politiche, come l’energia, i trasporti, l’agricoltura, la pesca, il turismo, l’industria, la ricerca e l’innovazione, l’occupazione e la politica sociale, in modo da dare vita ad un approccio coerente e comune in grado di generare un’economia innovativa e circolare.
Siamo convinti che l’ampia articolazione che, dal punto di vista economico (presenza in tutti i settori) e territoriale (distribuzione delle imprese sia lungo la costa che nelle zone interne), caratterizza l’Economia del Mare porta ad affrontare la questione dello sviluppo economico con un approccio sistemico e orientato alla sostenibilità, non focalizzato per singole filiere, ma leggendo e interpretando il territorio in modo integrato.
A dare risposte autorevoli ai quesiti della utenza diportistica sono deputati gli Sportelli del Mare di Assonautica che, sulla scorta del modello ideato e gestito con grande successo dalla Assonautica Pescara, verranno riproposti su base nazionale a tutte le sedi territoriali.

La Camera Arbitrale Marittima di Assonautica
Il tema della giustizia alternativa che dà garanzie e certezze di tempi costi e riservatezza può avere risposta attraverso la creazione della Nuova Camera Arbitrale Marittima che può svolgere concretamente tale funzione a tutto vantaggio dei diportisti.

Registro imbarcazioni Storiche e d’epoca
La assonautica si propone per la tenuta ed adozione di un unico registro nazionale delle imbarcazioni Storiche e d’epoca al fine di tutelare il patrimonio storico culturale marittimo italiano.

Med Festival Experience Gaeta
Assonautica Italiana pone attraverso il protocollo di Intesa con CISE  la massima attenzione sul salone della Economia del mare di Gaeta, facendolo diventare momento  di riflessioni pubbliche, eventi ed attività associative ed imprenditoriali e dunque riferimento associativo annuale.

Cambusa
Nell’ambito del progetto Cambusa è stato siglato alla presenza del Presidente nazionale Confimprese Italia, l’accordo tra le Assonautiche di Brindisi e Latina, ed Imprese Oggi Confimprese Italia di Latina e Med Cooking School di Ceglie Messapica per la promozione della Gastronomia Professionale nei rispettivi ambiti territoriali.

Il Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci si sono incontrati oggi nella sede del Comune.

E’ stato deciso di convocare un Tavolo negoziale dedicato a Taranto con all’ordine del giorno quanto già richiesto con apposita lettera dal Sindaco al Ministro prima dell’incontro istituzionale del 16 novembre scorso al Mise.

Il Sindaco ha confermato che al ricevimento della formale convocazione con l’ordine del giorno condiviso sarà disponibile al ritiro del ricorso al Tar, previa consultazione sulla questione anche con il Governatore Emiliano.

L’ordine del giorno comprenderà:

analisi del piano ambientale del DPCM e verifica dei possibili miglioramenti; condivisione del cronoprogramma della copertura anticipata dei parchi primari; gestione e valutazione del danno sanitario; gestione dell’attività del fondo sociale di Taranto; provvedimenti per l’indotto; condivisione del piano bonifiche di competenza dell’amministrazione straordinaria; istituzione di un centro di Ricerca e Sviluppo sull’acciaio e tecnologie carbon free.


E' una situazione a dir poco drammatica quella rappresentata ieri mattina dai vertici di Confindutria Taranto nel corso della conferenza stampaconvocata dal presidente Cesareo per fare il punto della situazione sull'indotto Ilva. Non ricevendo i crediti maturati le imprese sono ormai al collasso e no più in grado di fronteggiare le scadenze. La situazione e le relative richieste di un comparto ormai in ginocchio, tanto da essere a rischio sia stipendi che tredicesime, sono espresse nel documento che di seguito pubblichiamo

Premessa
 
In queste ultime settimane si sono avvicendati al Mise gli incontri fra le organizzazioni sindacali, le Regioni e i Comuni dove hanno sede gli stabilimenti dell'Ilva con i manager di Am Investco Italy, la nuova società formata da Arcelor Mittal e Marcegaglia che a giugno si è aggiudicata gli asset del gruppo siderurgico. Dopo gli incontri che Am Investco ha avuto con i sindacati, nei quali si e' parlato rispettivamente di piano industriale e di piano ambientale della nuova società, nei giorni successivi si è tenuto il confronto fra la società acquirente dell'Ilva e gli amministratori locali, riguardante solo il caso di Taranto.
Sono ancora tuttavia molteplici le incognite, se si considera la rilevanza del gruppo dell'acciaio che occupa 14.200 addetti circa in tutta Italia, di cui quasi 11mila solo a Taranto. Su poco più di 14mila addetti totali, Am Investco parrebbe orientata a prenderne 10mila creando così 4mila esuberi, anche se il Governo ha ripetutamente assicurato che nessuno sarà licenziato e che chi non transiterà in Am Investco, resterà in carico all'amministrazione straordinaria di Ilva. 
 
A Taranto, intanto, di particolare rilevanza continua ad essere la paradossale situazione dell’indotto, le cui aziende avanzano crediti per 150 milioni di euro per lavori realizzati e commissionati da un Ilva già commissariata, quindi con una gestione di diretta espressione governativa.
 

L’indotto

La situazione dell’indotto Ilva di Taranto è tornata prepotentemente alla ribalta proprio grazie alle reiterate insistenze di Confindustria sulla necessità di dare ristoro ai crediti pregressi delle nostre aziende e di restituire loro quelle certezze purtroppo smarrite in questi ultimi tre anni.

Molteplici sono le iniziative che Confindustria ha condotto, all’interno e all’esterno dell’ambito associativo, attraverso incontri a vari livelli, consulenze specifiche, specifiche “missioni” romane e soprattutto diverse proposte documentate che abbiamo avanzato al Governo, ad Ilva, ai commissari circa possibili soluzioni alternative per poter venire a capo della complessa questione. 

Entrando nel merito della questione, ritroviamo una situazione di questo genere:

 

Il pregresso

 

Il sistema dell’indotto vanta nei confronti dell’Amministrazione Straordinaria circa 150 milioni di euro.

 

In base ai dati desumibili dallo stato passivo esecutivo e per ammissione del MISE, il giudice delegato ha riconosciuto in prededuzione crediti per un importo complessivo di 10 milioni di euro (fonti Mise)Il mancato riconoscimento della prededuzione per la maggior parte dei crediti insinuati al passivo è da attribuirsi all’interpretazione restrittiva che i Commissari hanno dato alla “continuità degli impianti produttivi essenziali[1].

 

I Commissari, infatti, hanno attribuito tale carattere di essenzialità alla sola gestione e conduzione di quei determinati processi che sono da ritenersi essenziali per l’esercizio degli altiforni e delle acciaierie presso il sito di Taranto.

 

Succede così che l’art. 8, comma 1-bis, d.l. 91/2017 (norma a carattere interpretativo), introduca solo per la categoria degli autotrasportatori il requisito della funzionalità degli impianti produttivi dell’ILVA.

 

Il riconoscimento della prededucibilità ai crediti delle PMI, infatti, rimane vincolata al concetto di “impianto produttivo essenziale”, mentre agli autotrasportatori – condizione da noi comunque salutata favorevolmente per la categoria - sarà sufficiente dimostrare di aver fornito prestazioni che consentano la funzionalità di impianti produttivi non necessariamente rientranti nel novero degli essenziali.

 

Molte delle nostre imprese hanno proceduto alla presentazione delle domande di opposizione al passivo.

 

In riferimento alla situazione prospettata, Confindustria Taranto:

 

o   per conto delle imprese rappresentate ha conferito incarico a stimati accademici esperti del settore siderurgico di redigere una relazione che analizzi nel dettaglio il processo produttivo dello stabilimento e il ruolo fondamentale che le aziende dell’indotto svolgono al suo interno al fine di dimostrare la validità giuridica e tecnica dell’assunto per cui l’interpretazione dei Commissari Straordinari è restrittiva ed è necessario una sua rimodulazione;

 

 

ha più volte avanzato la richiesta – ai Commissari Straordinari ed al Ministro per lo sviluppo economico e al Ministro per la coesione Territoriale e il Mezzogiorno – di considerare un’ipotesi transattiva dei crediti insinuati al passivo, riconoscendo in fase di transazione la prededucibilità anche dei chirografari in possesso dei requisiti utili a tale riconoscimento.La situazione creditoria corrente e la mancata applicazione delle misure previste a sostegno dell’indotto.

 

La situazione delle aziende dell’indotto è aggravata dai ritardi nei pagamenti della gestione corrente.

Sebbene, infatti, i Commissari Straordinari abbiano elaborato un piano di recupero delle fatture scadute e abbiano garantito il proprio impegno per la risoluzione di questa problematica, i tempi di pagamento si stanno allungando a causa di un’oggettiva difficoltà a mantenere gli impegni assunti.

Permane, inoltre, il blocco dei pagamenti relativi alla realizzazione delle prescrizioni previste dal DPCM del 14 marzo 2014.

Considerato che tali crediti potranno essere soddisfatti sui fondi assegnati all’ILVA dal d.l. 1/2015 convertito dalla l. 20/2015 e che il ritardo nei pagamenti è legato ad alcune questioni di natura amministrativa, non vi è alcuna certezza sui tempi con cui ciò avverrà ed il ritardo sta diventando ogni giorno più consistente e gravoso.

La mancanza di liquidità sta ponendo gran parte delle aziende in condizioni di oggettiva difficoltà per quanto riguarda l’accesso al credito in considerazione del progressivo peggioramento del rating delle stesse aziende.

È da segnalare, inoltre, che la misura prevista dal già citato d.l. 1/2015 in materia di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI (art. 2 bis) è rimasta infruttuosa.

 

Sarebbe pertanto opportuno, oltre che un dovuto approfondimento dei piani industriali e ambientali del nuovo investitore, anche un’azione di monitoraggio delle misure di politica industriale sin qui adottate dal Ministero dello Sviluppo Economico a sostegno delle aziende dell’indotto per valutarne l’efficacia, stabilire correttivi e prendere in considerazione eventuali proposte di intervento.

 

Conclusioni

 

Noi abbiamo più volte ribadito e continuiamo a ribadire, anche attraverso i network locali e nazionali, che il reimpiego degli esuberi occupazionali è strettamente legato anche alle aziende del nostro indotto;

abbiamo detto che non si può concepire una ripartenza del colosso dell’acciaio senza queste aziende.

 

Oggi abbiamo bisogno di risposte e garanzie certe, di risposte a domande che da troppo tempo un intero sistema si pone senza riscontri di alcun genere.

 

Le nostre richieste sono essenzialmente queste:

 

1.     Pagamento del pregresso (ovvero riconoscimento della prededucibilità dei crediti);

2.     pagamento puntuale del corrente (ovvero osservanza delle scadenze stabilite dal piano di recupero);

3.     annullamento e/o modifica della clausola di rescissione unilaterale così come proposta, in un modo tale che “Il fornitore, in deroga parziale a quanto previsto dall’art. 1671 c.c., dichiara di rinunziare a qualsiasi pretesa, anche risarcitoria, nei confronti di Ilva, per le opere e le forniture non eseguite quale conseguenza del recesso, fermo restando l’obbligo del committente di tenerlo indenne per le spese sostenute ed i lavori eseguiti, anche parzialmente, sino al momento della comunicazione del recesso”.

 

4.     Certezza – e sarebbe una ovvia conseguenza dell’assolvimento dei primi due punti - del coinvolgimento delle imprese locali nella nuova Ilva.

 

Fermo restando l’interesse di tutti affinché il complesso iter sociale, ambientale e di autorizzazione europea si possa concludere in tempi strettissimi, è altrettanto importante, in questa fase, non perdere di vista gli effetti che le decisioni assunte avranno sul sistema locale, oltre che sui livelli occupazionali.

 

Il nostro auspicio, già palesato in questi giorni attraverso i media, è inoltre quello che sia da parte del Comune di Taranto sia da parte del Governo si arrivi ad un punto di condivisione sulle scelte –oramai urgentissime e non più procrastinabili – da compiere rispetto alla trattativa Ilva in corso, al fine di favorire un dialogo costruttivo e superare l’attuale situazione di empasse determinata dal ricorso al TAR contro il Dpcm sui piani ambientale e industriale dello stabilimento.

 

 



Mario Mantovani (nella foto), classe 1957, è il nuovo direttore di Confindustria Taranto.

La nomina è stata ratificata ieri, nel corso del Consiglio Generale tenuto dal Presidente Vincenzo Cesareo. Mantovani subentra a Francesco Murgino, direttore dell’Associazione, in carica dal 1995.

 “Un incarico di grande responsabilità a cui cercherò di far fronte con tutto l’impegno possibile, e che allo stesso tempo mi riempie di orgoglio e mi sprona a proseguire in un percorso certo non facile ma sicuramente entusiasmante. La Confindustria è nel mio Dna, qui mi sono formato e nel tempo ho imparato a capirne i meccanismi e a percepirne i mutamenti: l’augurio che faccio a me stesso è di superare tutte le piccole e grandi sfide che si presenteranno assieme allo staff tecnico di cui l’Associazione dispone, e di cui ho piena fiducia”.

Così Mario Mantovani, neo direttore di Confindustria Taranto, ha commentato ieri, nel corso dei lavori del Consiglio Generale che hanno ratificato la sua nomina, il nuovo percorso che si avvia a tracciare nell’associazione di via Dario Lupo.

Mantovani, classe 1957, sposato con una figlia e abilitato alla professione forense, è in Confindustria dal 1985 e dal 2005 è vicedirettore della struttura. Succede a Francesco Murgino, direttore dell’Associazione dal 1995 e da circa un mese in pensione.

La ratifica della sua nomina è arrivata nel corso dei lavori del Consiglio generale di Confindustria che si è svolto nei giorni scorsi, presieduti da Vincenzo Cesareo e alla presenza di numerosi imprenditori, i quali hanno formulato al neo direttore gli auguri di buon lavoro.

“Il momento economico attuale, pur a fronte dei sensibili segnali di ripresa che il Paese registra a livello nazionale – ha dichiarato Mantovani nel corso del suo intervento – non ci consente ancora di poterci dire fuori dall’emergenza: Taranto è interessata, come spesso nella sua storia, da dinamiche esogene che prescindono dal contesto più generale e investono quello più particolare, interessando la comunità, non solo quella imprenditoriale, nella sua interezza. Confindustria, pur non avendo un ruolo meramente esecutivo nelle scelte che si compiono nel e per il territorio, è chiamata alla tutela ed alla salvaguardia di una classe imprenditoriale alle prese con molteplici problematiche, ma che nel tempo ha sempre dimostrato di sapersi rialzare e di ricominciare anche dopo le congiunture più difficili; per conto di queste piccole, medie e grandi realtà produttive, Confindustria è chiamata ad assumere un ruolo fortemente propositivo rispetto agli attori territoriali.

 

Credo – ha concluso – che questo ruolo dovrà essere d’ora in poi sempre più forte, più attivo e più partecipe fuori e dentro il contesto provinciale. Non siamo noi a deciderlo: sono le evoluzioni del mercato ad imporcelo”.

BCC nel vivo della riforma: Cassa Centrale Banca presenta in Puglia il nuovo servizio di credito al consumo Prestipay

Nuova importante tappa del percorso che cambierà il credito cooperativo italiano salvaguardando il valore storico e l’originalità del modo di essere banca del territorio. Prestipay, un servizio veloce e trasparente ideato per sostenere attraverso il credito retail le famiglie e la ripresa dei consumi. L’erogazione del credito decisa in poche ore. 

Sono 8 le BCC della Puglia che con 60 sportelli sul territorio regionale hanno scelto di aderire al gruppo bancario cooperativo di Cassa Centrale. Insieme rappresentano il 60% delle masse dell’intera regione. “Con i suoi 4 milioni di abitanti la Puglia è una risorsa da valorizzare – ha sottolineato il direttore dell’Area Credito al Consumo di CCB Paolo Massarutto – Questa è la prima tappa di presentazione del nuovo servizio offerto a tutti i clienti e ai soci. Il credito retail di Prestipay è operativo dal 6 novembre con ottimi risultati: tre ore e mezza il tempo medio di delibera e mezza giornata per l’accredito del finanziamento sul conto corrente. Vogliamo essere la banca del fare”.

Prestipay offre soluzioni di finanziamento che spaziano dai prestiti personali alla cessione del quinto dello stipendio o della pensione, ai prestiti con opzioni di flessibilità. L’importo erogabile va da un minimo di 1.500 ad un massimo 50.000 euro. Le rate per la restituzione del prestito hanno una durata che varia dai 12 ai 100 mesi.

Nell’auditorium della BCC San Marzano, banca test del progetto, si sono incontrati i rappresentanti delle BCC pugliesi aderenti al Gruppo per condividere le potenzialità del nuovo prodotto e aggiornamenti sul mercato del credito al consumo.

“Si conferma il trend positivo dei consumi delle famiglie – ha spiegato Paolo Massarutto – anche con riferimento al valore delle spese in beni durevoli, quelli che più frequentemente vengono finanziati.  A livello nazionale la crescita delle erogazioni di credito al consumo nei primi 10 mesi del 2017 è aumentata di circa il 13%. In particolare il segmento dei prestiti personali registra una crescita del 14,4%. In crescita anche l’importo medio finanziato, che nel primo semestre del 2017 ha raggiunto quota 12.500  euro nel segmento dei prestiti personali”. 

“Con Prestipay vogliamo erogare credito in modo consapevole e trasparente – ha sottolineato Paolo Massarutto – coerenti con la storia, i principi etici e lo stile propri del credito cooperativo”.

L’incontro è stato anche occasione di confronto sulle tematiche legate alla riforma del credito cooperativo e alle prospettive per il Sud.

Per Emanuele di Palma, direttore generale della BCC di San Marzano, “c’è un clima di grande fiducia. È per noi una grande opportunità e al tempo stesso una grande responsabilità. Quello che facciamo è al servizio della comunità e della crescita di famiglie e imprese. Il credito al consumo è uno strumento importante di sostegno allo sviluppo del territorio”.

 

 

La Regione Puglia ha impugnato il DPCM del 29.9.2017 che ha modificato il Piano Ambientale dell’ILVA di Taranto.

 

Lo comunica il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che dichiara:

 

"Il Decreto è illegittimo: concede di fatto una ulteriore inaccettabile proroga al termine di  realizzazione degli interventi ambientali di cui alle prescrizioni AIA già da tempo scadute e sinora rimaste inottemperate.

Il Decreto consente all’ILVA di proseguire sino al 23/8/2023 l’attività siderurgica nelle stesse  condizioni illegittime e non più ambientalmente sostenibili addirittura precedenti alla prima AIA  nonchè alle BAT (best available techniques) per la produzione di ferro e acciaio pubblicate nel 2012.


Il Governo peraltro ha totalmente ignorato le osservazioni della Regione Puglia formalmente  presentate nell’ambito del procedimento concluso con il DPCM impugnato, senza alcuna  giustificazione, agendo in violazione dei più elementari principi di pubblicità, trasparenza e imparzialità e in spregio al dovere di leale collaborazione istituzionale che dovrebbe ispirare il comportamento della Pubblica Amministrazione".

E la risposta del ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda. Una risposta al fulmicotone che la dice tutta di come i rapporti tra Regione Puglia e Governo siano ormai deteriorati.

"Impugnando il Dpcm ambientale - sottolinea Calenda - La Regione Puglia, ma anche il Comune di Taranto, mette a rischio la cessione di Ilva alla cordata Am Investco. Nonostante la presentazione dettagliata di piano industriale e ambientale fatta al tavolo istituzione del Ministero, peraltro disertato all'ultimo minuto dal sindaco di Taranto - aggiunge il ministro allo Sviluppo economico -, l'impegno preso a convocare un tavolo dedicato a Taranto e l'anticipo dei lavori di copertura dei parchi minerali, continua la sistematica azione di ostruzionismo da parte delle istituzioni pugliesi. Si tratta, credo, del primo caso al mondo - conclude Calenda - in cui un intervento di riqualificazione industriali di questa portata venga messo in discussione proprio dai rappresentanti  del territorio che ne beneficerà".

Ilva, incontro al Mise: non c’è posto per USB. “È scandaloso. Noi siamo arrivati a Roma e abbiamo trovato il Parlamentino pieno e nessuna cuffia disponibile per ascoltare la traduzione dell’introduzione di Mittal. Con 12 RSU e 1000 iscritti USB resta fuori, mentre all’interno ci sono persone che di Ilva e di Taranto non ne conoscono nemmeno l’esistenza”. Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB non ha mezzi termini. “L’UGL è legato al viceministro Bellanova e ha amicizie con il funzionario ministeriale Giampiero Cassano, ma nessuna competenza in materia, eppure i rappresentanti sono seduti al tavolo in cui si discute di Ilva. Il sindaco di Taranto invece non è stato nemmeno invitato e noi, che siamo la terza forza sindacale, siamo fuori. È uno scandalo. Un paradosso che dimostra quale sia la democrazia di questo Governo”

 

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