VICENDA BOC/ Intesa Sanp potrebbe fare ricorso contro decisione che salva Comune di Taranto da restituzione prestito da 250 mln
Scritto da Redazione1Banca "Intesa Sanpaolo Banca sta valutando di presentare ricorso per Cassazione, contro la decisione della Corte d'Appello di Lecce", in merito alla decisione che ha stabilito che il Comune di Taranto non dovrà restituire a Banca Intesa il prestito obbligazionario da 250 milioni di euro sottoscritto nel 2004 attraverso l'emissione di Boc, i Buoni ordinari comunali utilizzati dagli enti locali per reperire risorse finanziarie sui mercati. "Le motivazioni poste a fondamento della decisione, che esclude l'obbligo da parte del Comune di Taranto di restituire le somme erogate nel 2004 dall'allora Banca Opi - si legge in una nota - entrata a far parte del gruppo Intesa nel 2007, non sono condivisibili sotto il profilo giuridico. In particolare, non può essere considerato immorale e non ripetibile un finanziamento utilizzato dal Comune in parte rilevante per estinguere mutui pregressi più onerosi e che prevedeva un tasso fisso particolarmente vantaggioso". "Il gruppo bancario - prosegue - ricorda quanto la Regione Puglia, sia sempre stata tra i propri obiettivi in termini di crescita e sviluppo. A valle della fusione con Ubi Banca, Intesa Sanpaolo ha, infatti, costituito una Direzione Regionale che ha sede a Bari e che comprende Puglia, Basilicata e Molise". "La direzione, inserita nel perimetro della divisione Banca dei territori, conta una presenza sul territorio di circa 200 filiali e oltre 2200 persone impegnate; al 30 settembre nel 2025 ha riconosciuto finanziamenti a imprese e famiglie per quasi 1,9 miliardi di euro". "Sempre a Bari - conclude - la divisione BdT ha aperto uno dei suoi laboratori Esg, pensati per aiutare le aziende a rivedere il proprio business in modo più sostenibile e green, in linea con la seconda missione del Pnrr che supporta la rivoluzione verde e la transizione ecologica".
EX ILVA/ Mimit dà mandato a commissari per negoziare con Flacks, si cercano partner industriali
Scritto da Redazione1Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha conferito mandato ai Commissari straordinari di Ilva in A.S. e di Adi in A.S. di dar corso alla negoziazione in vista della cessione del complesso siderurgico a Flacks Group LLC, avendo riguardo al consolidamento di possibili partenariati industriali e nel rispetto delle procedure previste dall'art. 47 della Legge 428/1990 in merito alle consultazioni sindacali. Lo si legge in una nota del Mimit.
Il provvedimento con il quale il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha autorizzato i commissari di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, a “dar corso alla negoziazione in vista della cessione del complesso siderurgico a Flacks Group LLC” è un atto formale, previsto dalla procedura, ma nei fatti il confronto tra il fondo americano che punta a prendere tutta l’ex Ilva e i commissari è già cominciato.
I commissari di AdI e di Ilva - rispettivamente proprietà e gestore degli impianti siderurgici ora in vendita - hanno già incontrato a Milano nei giorni scorsi Michael Flacks a capo dell’omonimo fondo. Inoltre, emissari del fondo nei giorni scorsi hanno visitato gli impianti di Genova e di Novi Ligure e prossimamente verranno a Taranto, dove gli emissari di Flacks in verità erano già stati a fine novembre.
Semmai la novità, più che l’autorizzazione formale a negoziare con Flacks - i comitati di sorveglianza delle due amministrazioni straordinarie avevano già reputato migliore la proposta di Flacks rispetto a quella di Bedrock, fondo concorrente, anch’esso americano -, è che la comunicazione del Mimit pone l’accento sul “consolidamento di possibili partenariati industriali” e sulle “consultazioni sindacali”.
Si stanno cercando partner in grado di affiancare il fondo Usa, che non ha esperienza specifica nell’acciaio, e l’ex Ilva è una partita molto complessa che richiede mani esperte e capacità collaudate. Il Governo, che entrerebbe nella partita della “nuova” Ilva, sarebbe propenso ad un partner industriale privato e Federacciai ha anche sondato la propria base associativa.
Girano diversi nomi: da Metinvest, che potrebbe essere interessato come fornitore di materie prime, a Danieli, che potrebbe assicurare la tecnologia dei forni elettrici visto che l’ex Ilva dovrà decarbonizzarsi, a Marcegaglia, che magari potrebbe essere interessato come utilizzatore e trasformatore dell’acciaio. Viene fatto, a corrente alternata, anche il nome di Arvedi, ma sono tutte ipotesi sulla carta. Niente di concreto. Una stretta sulla ricerca del possibile partner andrà fatta quanto prima, considerato che prima della vendita, che il Governo vorrebbe chiudere ad aprile, ci sono diversi passaggi da fare.
Poi c'è l’aspetto dei sindacati. Sono settimane che le sigle metalmeccaniche protestano e chiedono di essere convocate a Palazzo Chigi per capire a che punto è la situazione. Richieste sinora rimaste inevase, forse perché il Governo non ha ancora chiaro il quadro della situazione da presentate ai sindacati. Il Mimit tuttavia invita a tenere presente la consultazione con i sindacati. E la Fiom Cgil, dopo che che appreso della direttiva di Urso ai commissari, ha detto: “Il ministro ha deciso da solo e non ha ritenuto necessario portare in trasparenza lo stato della gara con le organizzazioni sindacali, mentre la situazione di salute e sicurezza negli stabilimenti si aggrava ogni giorno di più”.
VICENDA BOC/ Il Comune non dovrà restituire i 250 milioni del maxi prestito, evitato nuovo dissesto
Scritto da Redazione1"Ho vissuto questa vicenda da politico e da amministratore, e poterla chiudere oggi da Sindaco ha per me un valore inestimabile."
Sono queste le parole che il sindaco ha usato nella conferenza stampa convocata ieri pomeriggio per comunicare le novità relative alla vicenda Boc. Il Comune di Taranto non dovrà restituire a Banca Intesa il prestito obbligazionario da 250 milioni di euro sottoscritto nel 2004 attraverso l’emissione di Boc, i Buoni ordinari comunali utilizzati dagli enti locali per reperire risorse finanziarie sui mercati. A stabilirlo è stata la Corte d’appello di Lecce, che ha escluso qualsiasi obbligo di rimborso a carico dell’ente.
"Non so se prevalga il sollievo o la felicità - ha commentato il sindaco nell'annunciata l'importante novità -So però che è stato scongiurato un nuovo dissesto finanziario e proprio per questo ritengo che il verdetto odierno possa definirsi storico."
IN AGENDA - TARANTO/ “Lotta per l’inclusione”, domani la presentazione del saggio di Enrichetta Alimena
Scritto da Redazione1Ogni giorno assistiamo al triste spettacolo dell’imbarbarimento, della trasformazione della Civiltà umana nell’inciviltà, dove la ragione è soppiantata dalla forza istintuale.
No; non possiamo arrenderci al degrado, all’inciviltà, a un mondo che regredisce e dimentica, anche, il rispetto della vita. Domani, sabato 31 Gennaio, si terrà la presentazione del libro “Lotta per l’inclusione”, il saggio di Enrichetta Alimena, presso la biblioteca comunale P. Acclavio (via Salinella 31, Ta), ore 17,00.
Con l’autrice dialogherà Alessandra Mastrorosa, socia di Dis-Education, interverrà Marco D’Andria, presidente dell’associazione promotrice, anche, dell’Osservatorio civico.
L’Osservatorio Civico per l’Accessibilità e la Mobilità (O.C.A.M.), nasce in reazione a marciapiedi inaccessibili, strade insicure, piani urbanistici ciechi per supermen giovani.
L’osservatorio attua una lotta fatta di osservazioni, foto, video, segnalazioni con cui i cittadini possono aprire gli occhi delle amministrazioni pubbliche sulle reali condizioni urbane, cittadini che non devono subire la città ma possono contribuire a migliorarla nella ricerca di un benessere comune.
Un tentativo per incamminarci verso un mondo più aperto ed accogliente, dove la libertà di movimento sia un diritto riconosciuto e, non più un traguardo da conquistare.
In Italia, la lotta per la conquista dei diritti civili ha mosso i primi passi alla fine degli anni ’60, come documenta Enrichetta Alimena nel suo ”Lotta per L’inclusione”. Un libro intenso che intreccia sapientemente testi giuridici e articoli di giornale, ed accompagna il lettore ad una crescente consapevolezza su necessità e diritti civili anche grazie una continua evoluzione del linguaggio impiegato nel libro e negli atti riportati.
La presentazione curata dall’Associazione Dis-Education, promotrice dell’Osservatorio OCAM, è aperta a tutti i cittadini.
EX ILVA/ ArcelorMittal chiede un risarcimento di 1,8 miliardi allo Stato italiano
Scritto da Redazione1Ammonta a oltre 1,8 miliardi la richiesta risarcitoria che ArcelorMittal ha avanzato nei confronti dello Stato italiano per le conseguenze che la multinazionale ritene di aver subito dalla perdita dell’investimento nell’ex Ilva anche a seguito dell’arrivo dell’amministrazione straordinaria. Lo dice la stessa multinazionale - che a giugno 2017 vinse la gara per l’aggiudicazione degli impianti ex Ilva battendo la concorrenza della cordata Acciaitalia - contestando la richiesta di risarcimento da 7 miliardi avanzata dall’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia che imputa una serie di danni e cattiva gestione verso ArcelorMittal.
“ArcelorMittal - afferma la multinazionale in una nota - vanta molteplici richieste di risarcimento danni per il suo investimento”. E ricorda, ad esempio, che a giugno scorso ha avviato un arbitrato internazionale contro la Repubblica Italiana, sostenendo di essere stato come gruppo “espropriato illegittimamente il suo investimento” con l’attuazione, da parte dell’Italia, di “misure discriminatorie, ingiuste, sproporzionate e contrarie alle legittime aspettative di ArcelorMittal. Tali azioni - si evidenzia - hanno causato gravi danni ad ArcelorMittal, determinando la perdita dei suoi investimenti e ledendo i suoi interessi più ampi in Europa, con una richiesta di risarcimento danni complessiva superiore a 1,8 miliardi di euro”.
MONTEPARANO PRESENTA IL SUO PROGETTO/ Punti Cardinali for Work: un ponte tra cittadini e mondo del lavoro
Scritto da Redazione1Creare un ponte tra cittadini e mondo del lavoro. E’ questo il senso di “OccupazioneINformazione - verso nuovi orizzonti”, il progetto presentato questa mattina nell’aula consiliare del Comune di Monteparano, finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico della Regione Puglia “Punti Cardinali for Work”. Un progetto che il Comune di Monteparano condurrà in partenariato con una qualificata rete di enti, composta da Arpal Puglia, Confindustria Taranto, Confesercenti CasaImpresa Taranto, Associazione Alzàia, Formare Puglia APS, Programma Sviluppo, ITS Academy Mobilità, Smart Job SPA e Fondazione Consulenti per il Lavoro.
“Quello che intendiamo realizzare attraverso la nostra azione - ha sottolineato la sindaca Maristella Carabotto - è un’occasione di crescita non solo per Monteparano ma anche per i Comuni limitrofi. Il nostro obiettivo è quello di dare risposte ai giovani, ai meno giovani e a tutti coloro che hanno perso o non hanno trovato ancora una strada per entrare o rientrare nel mondo del lavoro”.
Il percorso, che durerà 18 mesi, si svilupperà attraverso Laboratori di Orientamento, Desk Informativi e Giornate dedicate all’incontro con aziende ed esperti. Tutto ciò nell’ottica della valorizzazione del capitale umano e del rafforzamento delle competenze. A queste tre direttrici si affiancano Puglia Donna Partecipa, iniziativa dedicata all’empowerment femminile, Puglia Attrattiva #mareAsinistra che ha finalità promozionali e di apertura verso l’esterno.
“Il coinvolgimento delle aziende - ha evidenziato il presidente di Formare Puglia APS Angelo Lorusso - costituisce un aspetto fondamentale del progetto che punta proprio a creare sinergie virtuose”.
L’importanza di creare connessioni tra il sistema delle imprese e i cittadini, attraverso Orientamento e Politiche Attive del Lavoro è stata sottolineata dal vice direttore di Confindustria Taranto, Pasquale Di Ponzio. “Per il secondo anno - ha riferito Di Ponzio - ci presentiamo sul territorio accanto alle Amministrazioni Comunali, per mettere a disposizione della comunità il patrimonio di imprese e favorire il matching tra domanda e offerta di lavoro”.
“Facciamo squadra - ha dichiarato Ersilia Costagliola Di Fiore, delegata di Fondazione Consulenti per il Lavoro APL - attraverso un’azione comune di sensibilizzazione che ci permetta di raggiungere un’utenza quanto più ampia possibile, con un’attenzione particolare ai soggetti fragili e ai cambiamenti in atto nel mondo del lavoro”.
Stefania Castelli di Programma Sviluppo si è soffermata sull’esigenza di rendere attrattivi i territori, e in particolare le piccole comunità, così da far nascere e crescere la voglia di restare, attraverso un processo di rigenerazione che agisce sul tessuto economico e socioculturale.
“Ciò su cui dobbiamo puntare - ha detto Domenico Re di ITS Academy Mobilità - è la centralità delle competenze fondamentali per soddisfare aspirazioni e avere possibilità di scelta”.
Libertà e possibilità di scelta rappresentano uno degli aspetti caratterizzanti dell’empowerment femminile alla base di Puglia Donna Partecipa, lo spazio di cui si occuperà l’Associazione Alzàia. “Questo progetto - ha evidenziato la vice presidente Teresa Tatullo - rappresenta una grande occasione per rafforzare il concetto di rete e rendere la donna protagonista delle proprie scelte e consapevole del proprio valore e del proprio ruolo come forza lavoro nella famiglia e nella società”.
Per Confesercenti Taranto erano presenti il vice presidente Aldo Manzulli e il direttore Cosimo Malagnini. “Punti Cardinali - ha sottolineato Malagnini - è un progetto che nasce dalla convinzione che la sinergia tra il mondo del lavoro, la formazione e il sistema delle imprese sia oggi più che mai fondamentale. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare i giovani alle opportunità concrete del territorio, offrendo loro strumenti di orientamento efficaci e percorsi che parlino davvero al loro futuro.
Mettere a disposizione le competenze presenti sul territorio significa valorizzare ciò che già esiste, creare connessioni virtuose e ridurre la distanza tra domanda e offerta di lavoro. È da qui che può partire uno sviluppo più consapevole, inclusivo e duraturo.”
“Monteparano punta su Punti Cardinali - ha ribadito il vicesindaco Antonio Zappatore - e io dedicherò il massimo impegno a questo progetto. Credo fortemente nel valore di questa iniziativa e spero che possa raggiungere il maggior numero possibile di persone, offrendo opportunità concrete di orientamento, formazione e avvicinamento al mondo del lavoro, in risposta ai bisogni reali della nostra comunità.”
Presente alla conferenza stampa anche la RUP del progetto, Ivana Abatematteo.
Nel pomeriggio la rete di partner ha incontrato realtà associative e produttive del territorio.
Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
IN AGENDA-TARANTO/ “Cimpiel Biondi Colletta", il nuovo libro di Claudio Frascella. Domani la presentazione
Scritto da Redazione1Domani, venerdì 30 gennaio, alle 17.30, nella Biblioteca comunale Acclavio in piazza Dante (Bestat) a Taranto, si svolgerà la presentazione del libro del giornalista Claudio Frascella “Cimpiel Biondi Colletta – Taranto e il calcio, romanzo di una stagione”. Condurrà il giornalista Gianni Sebastio.
Claudio Frascella, giornalista tarantino, ha scritto per Corriere del giorno e Nuovo Quotidiano di Puglia. Ha pubblicato con le riviste musicali nazionali Nuovo sound, Ciao 2001, Magazine/Telesette, Millecanali/Sole 24 Ore. Nel maggio del ’76 il suo debutto alla conduzione di programmi con Studio 100 Radio, attività proseguita con Publiradio, emittenti da lui dirette fino al giugno 2016. Autore di testi, ha collaborato con Radiorai e Radio Montecarlo.
Tutti i suoi titoli sono stati pubblicati da Editrice Scorpione. L’esordio con il romanzo «Quei ragazzi casa chiesa e pallone» (dicembre 2010). A seguire, «‘U megghie sì tu»(dicembre 2011), «‘U megghie sì tu – E none le chiacchiere» (dicembre 2012), «Seduti in quel caffè... Sognando Liverpool» (dicembre 2014) e «‘U megghie d’u megghie – Nonsoloantologia» (dicembre 2019). «CimpielBiondi Colletta – Taranto e il calcio, romanzo di una stagione»(dicembre 2025) è il suo sesto libro.
"Scrivere o tentare di scrivere un libro - sottolinea l'autore- è un esercizio impegnativo, ammesso che alla fine l’opera possa essere considerata una prova soddisfacente. I protagonisti di Cimpiel Biondi Colletta – Taranto e il calcio, romanzo di una stagione, non sono solo osservati, raccontati. Qui parlano, con tanto di virgolettato, esclamazioni: si stimano, discutono, si impermalosiscono, si mandano cordialmente al diavolo. E’ così che funziona in campo e fuori dal campo.
Cimpiel Biondi Colletta è il nostro Sarti Burgnich Facchetti. Non è una cronaca o un almanacco, ma un romanzo. Del resto, come ricordare dopo più di cinquant'anni, che il gomito posato da Renzino Paradiso sul sellino della sua bici nella pancia del Salinella, sia quello destro piuttosto che quello sinistro?
L'idea di partenza - scrive Claudio Frascella- è un misto fra l’epica di una provincia e le emozioni di un ragazzo di dodici, tredici anni, considerato da quei campioni un portafortuna, che ascolta e sa stare al suo posto, perché è questo gli hanno insegnato. Credo sia da considerareun romanzo trasversale, fatto di buoni sentimenti e tre generazioni.
Tutto potrebbe essere collocato in città e contesti diversi. Sempre di un racconto si tratterebbe. Che poi i protagonisti si chiamino Salvaggio, Lopane o Dibattista, proprio come due nostri giornalisti, chiamiamola combinazione, citazione; stessa cosa per i dirigenti Di Maggio, Tofani e Carone, Piccenna e Piscopiello. Non è il racconto di personaggi e interpreti, ma di un mondo.
Con il massimo rispetto e la proporzione con il teatro di Eduardo,anche Filumena Marturano era un nome inventato, ma una storia vera, narrata in modo impareggiabile da un genio. Non è semplice spiegare cosa concorra nel calcio di una volta fatto di sentimenti, ma ci ho provato. Come Filumena e la Napoli milionaria, due classici, non passano di moda, nel suo piccoloanche Cimpiel Biondi Colletta può essere roba per lettori sensibili,disposti a smarcarsi dal calcio tattico e ad immergersi nei sentimenti.
C’è chi troverà persone e personaggi, stesso fisico, stesso carattere. Ma sarebbe stato un delitto non citare omonimi e omologhi, uomini semplici, piccoli, grandi eroi di quei tempi non ricordandoli.
È un campionato, uno solo, il dorso del racconto, primi Anni Settanta. Intorno a quella stagione girano altri due, tre anni, non di più. È il racconto di una squadra e di come si possa essere considerati campioni anche per una sola città.
Ci sono momenti talvolta piegati al ritmo della narrazione, ma passaggi risolti sempre con il massimo rispetto. Piccole cose, dettagli, senza mai ricorrere alla gamba tesa, ma a una spinta regolare.
Poi, per quanti non condividessero in totale, la formula è sempre la stessa: ogni riferimento a persone esistite o a fatti realmente accaduti è puramente casuale."
"Ci sono volti- si legge nella presentazione-situazioni, partite che non dimenticheremo mai. Appartengono alla nostra vita, ai ricordi, alla memoria collettiva. Questa è la storia di una indimenticabile squadra di calcio raccontata da un ragazzino che la segue dai bordi del campo. Fa il raccattapalle, frequenta gli spogliatoi. E’ a contatto con i protagonisti, ne raccoglie le battute, segue gli allenamenti, spesso gioca con loro e sogna di imitarli. Vive il dietro le quinte, soffre per le sconfitte, esulta dopo ogni vittoria. Il Taranto, la squadra del suo cuore, si gioca la serie B. Dentro o fuori. E’ la stagione 1972-73. Si lotta, fino all’ultimo minuto. Il ragazzino – l’autore di questo libro, il testimone della storia – fa rivivere quelle emozioni. Chi c’era, potrà ritrovarle vivide, divertenti, spesso commoventi. I giovani, guardando indietro – è passato più di mezzo secolo – potranno scoprire un altro calcio. Più romantico, più umano, davvero popolare.
VESTAS- LA VERTENZA/ Confronto in Regione: stop di 30 giorni al trasferimento da Taranto
Scritto da Redazione1
“Esprimiamo soddisfazione per l’accordo raggiunto al tavolo. Ringrazio l’azienda e le organizzazioni sindacali per il senso di responsabilità e la disponibilità dimostrati, elementi indispensabili per il conseguimento di questo risultato”. Lo dichiara Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, dopo il tavolo in task force Lavoro sulla vertenza aperta a Vestas Italia Taranto. “L’intesa - afferma Di Sciascio - consentirà ai lavoratori, che in queste settimane hanno manifestato anche in forme estreme, di tornare a condizioni di maggiore serenità e permette al sindacato di riappropriarsi pienamente del proprio ruolo negoziale, ruolo che l’azienda ha riconosciuto e dichiarato di voler valorizzare”.
Di Sciascio afferma di aver “dato indicazione di rendere permanente il tavolo Sepac per monitorare gli sviluppi della vertenza e per traguardare a tutte le conferme necessarie utili a radicare ulteriormente il Gruppo Vestas a Taranto, sia per ciò che attiene le attività produttive strettamente industriali sia per quelle amministrative e attinenti alle manutenzioni”. “Rispetto all’annunciata volontà aziendale di spostare a San Nicola di Melfi il magazzino del materiale utile alla manutenzione degli impianti, Vestas Italia si è impegnata a differire di 30 giorni il termine temporale entro il quale realizzare il piano. Ciò al fine di consentire la ripresa delle relazioni industriali e del confronto con i sindacati” dice la Regione Puglia a proposito del vertice relativo all’azienda che si occupa di assistenza e service per gli impianti eolici. Per il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, “é stato un incontro molto importante. Abbiamo costruito le condizioni per una ripresa del dialogo. Abbiamo concluso l’incontro trovando punti di convergenza. L’azienda si é presa 30 giorni prima di fare qualsiasi tipo di trasferimento in modo che si possa con i sindacati individuare la soluzione migliore possibile a tutela dei lavoratori e del territorio. Ora i lavoratori parleranno con i sindacati in assemblea con l’augurio, l’auspicio che si possa arrivare all’interruzione dell’occupazione dello stabilimento”.
“Al tavolo - dichiara Biagio Prisciano della Fim Cisl a proposito del trasferimento del personale di Vestas Italia da Taranto in Basilicata, ora temporaneamente stoppato - non solo abbiamo ammonito l’azienda per il comportamento che ha avuto, a partire dalla comunicazione inviata ai sindacati con pec il 7 gennaio scorso, ma abbiamo anche detto che servono tutti gli strumenti possibili e necessari finalizzati alla messa in sicurezza dei lavoratori. Anche attraverso quelle che possono essere condizioni di volontarietà - rileva Prisciano sul trasferimento degli addetti - ma che non possono passare in maniera unilaterale perché calate da Vestas. L’azienda ha risposto cogliendo ciò che abbiamo portato al tavolo ed ha comunicato il differimento del trasferimento dei lavoratori da qui a 30 giorni. Ha poi stabilito la prima data utile per un incontro che ci permetta di trovare tutte le soluzioni che possono passare anche dall’assorbimento in Vestas Blades o in Vestas Italia. Negli incontri si troveranno tutte le condizioni gestite e condivise con i sindacati per dare massima centralità ai lavoratori”.
"Ad oggi, tuttavia - scrivono in una nota le Segreterie e le RSU FIM FIOM UILM- non vi è ancora un risultato definitivo circa l’esito di tale confronto.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo espresso forte preoccupazione per i tempi che si stanno dilatando. Abbiamo rimarcato con fermezza che:
L’imminente scadenza degli ammortizzatori sociali non permettono ulteriori attese. È necessario garantire continuità al reddito dei lavoratori senza alcun vuoto economico.
Inoltre abbiamo chiesto con forza di riattivare tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Riteniamo che, data la delicatezza della vertenza, sia indispensabile il coinvolgimento del Governo nazionale.
Abbiamo ribadito che la Regione Puglia e il Ministero devono farsi carico e garanti di questa vertenza. Non permetteremo che il futuro industriale del territorio tarantino e la tenuta occupazionale siano lasciati esclusivamente alle dinamiche tra privati. Le istituzioni devono assicurare che il subentro sia solido, trasparente e capace di dare prospettive di lungo periodo.
Il sindacato resta in stato di massima allerta. In mancanza di risposte concrete e di una convocazione ministeriale in tempi brevi, verranno valutate tutte le iniziative di lotta necessarie."
EX ILVA/ La crisi del siderurgico investe anche il porto di Taranto
Scritto da Redazione1La lunga crisi dell’ex Ilva continua a impattare pesantemente anche sul porto di Taranto. Sebbene infatti l’anno scorso il traffico generale sia è aumentato dello +0,8% sul 2024, secondo i dati dell’Autorità portuale del Mar Ionio prodotti e beni destinati da e per l'ex Ilva sono calati.
Nei 12 mesi trascorsi sono state movimentate 12,20 milioni di tonnellate di merci, 95.341 in più rispetto al 2024, e c'è stata una crescita dei volumi delle rinfuse liquide e delle altre merci varie (che salgono del 7,9% e del 17,3%, rispettivamente 4,48 milioni di tonnellate e 2,05 milioni di tonnellate in più), ma c’è stata anche una notevole contrazione delle rinfuse solide, ovvero quelle che alimentano l’attività dell’ex Ilva. La situazione difficile dell’acciaieria, dunque, si riflette non solo nel personale diretto e indiretto collocato in cassa integrazione, nella bassa produzione e nella fermata degli impianti, ma anche sul porto. Nel 2025 le rinfuse per l’ex Ilva hanno totalizzato 5,58 milioni di tonnellate (calo del 7,7% sul 2024). E sono calate pesantemente anche le merci in container. Queste ultime hanno espresso 80mila tonnellate (-46,0% sul 2024) con una movimentazione di contenitori pari a 9.374 teu (-41,8%). Calo drastico anche per le attività ro-ro (-83,9%) rispetto a un anno fa e i container movimentati tramite ferrovia (-100%).
Riguardo a dicembre 2025, il bilancio del porto segna -46,4 per cento come dato generale in raffronto sul 2024, con le rinfuse solide calate del 72 per cento e le liquide aumentate del 25 sempre su un anno fa. A novembre il calo del traffico era stato invece del 31,6 per cento. Oltre a novembre, gli altri mesi con il segno meno per i traffici portuali sono gennaio (-12,1 per cento sul 2024), luglio (-49,1) e settembre (-33,5). Quattro mesi su undici negativi dunque. Invece hanno il segno più tutti gli altri e in particolare febbraio +69,8 per cento, marzo +72, aprile +22,3, maggio +43,5, giugno +0,7, agosto +20,3, ottobre +22,8.
Intanto la Uil Trasporti ha convocato per il pomeriggio del 29 gennaio nella propria sede l’assemblea del personale ex TCT iscritto all’Agenzia portuale del lavoro. Si tratta degli addetti che erano con Evergreen sin quando ha gestito il terminal container, ma che da anni, rimasti disoccupati, sono a carico dell’Agenzia e percepiscono l’ima (indennità di mancato avviamento, in pratica la cassa integrazione dei portuali). Situazione operativa del porto di Taranto; mancato avvio dei corsi di riqualificazione professionale; scadenza della Tpwa, cioè dell’Agenzia per il lavoro. Questi i temi messi all’ordine del giorno dalla Uil Trasporti che il 29 ha invitato anche le istituzioni locali. “Data la situazione di completo stallo in cui versa il porto di Taranto e l’assenza di supporto degli attori istituzionali del territorio circa il concreto rilancio delle attività portuali, siamo seriamente preoccupati - dice Carmelo Sasso di Uil Trasporti - per il futuro dello scalo e dei lavoratori. Serve fare un’analisi congiunta del contesto attuale e soprattutto serve una definizione condivisa delle migliori azioni da mettere in campo per sbloccare i corsi di riqualificazione professionale e non vanificare la clausola sociale prevista dall’Agenzia alla luce della sua prossima scadenza”. Clausola sociale che prevede che le aziende e le attività che si insediano nel porto di Taranto, devono attingere anche al bacino occupazionale degli ex TCT.
EX ILVA/ La crisi del siderurgico investe anche il porto di Taranto
Scritto da Redazione1La lunga crisi dell’ex Ilva continua a impattare pesantemente anche sul porto di Taranto. Sebbene infatti l’anno scorso il traffico generale sia è aumentato dello +0,8% sul 2024, secondo i dati dell’Autorità portuale del Mar Ionio prodotti e beni destinati da e per l'ex Ilva sono calati.
Nei 12 mesi trascorsi sono state movimentate 12,20 milioni di tonnellate di merci, 95.341 in più rispetto al 2024, e c'è stata una crescita dei volumi delle rinfuse liquide e delle altre merci varie (che salgono del 7,9% e del 17,3%, rispettivamente 4,48 milioni di tonnellate e 2,05 milioni di tonnellate in più), ma c’è stata anche una notevole contrazione delle rinfuse solide, ovvero quelle che alimentano l’attività dell’ex Ilva. La situazione difficile dell’acciaieria, dunque, si riflette non solo nel personale diretto e indiretto collocato in cassa integrazione, nella bassa produzione e nella fermata degli impianti, ma anche sul porto. Nel 2025 le rinfuse per l’ex Ilva hanno totalizzato 5,58 milioni di tonnellate (calo del 7,7% sul 2024). E sono calate pesantemente anche le merci in container. Queste ultime hanno espresso 80mila tonnellate (-46,0% sul 2024) con una movimentazione di contenitori pari a 9.374 teu (-41,8%). Calo drastico anche per le attività ro-ro (-83,9%) rispetto a un anno fa e i container movimentati tramite ferrovia (-100%).
Riguardo a dicembre 2025, il bilancio del porto segna -46,4 per cento come dato generale in raffronto sul 2024, con le rinfuse solide calate del 72 per cento e le liquide aumentate del 25 sempre su un anno fa. A novembre il calo del traffico era stato invece del 31,6 per cento. Oltre a novembre, gli altri mesi con il segno meno per i traffici portuali sono gennaio (-12,1 per cento sul 2024), luglio (-49,1) e settembre (-33,5). Quattro mesi su undici negativi dunque. Invece hanno il segno più tutti gli altri e in particolare febbraio +69,8 per cento, marzo +72, aprile +22,3, maggio +43,5, giugno +0,7, agosto +20,3, ottobre +22,8.
Intanto la Uil Trasporti ha convocato per il pomeriggio del 29 gennaio nella propria sede l’assemblea del personale ex TCT iscritto all’Agenzia portuale del lavoro. Si tratta degli addetti che erano con Evergreen sin quando ha gestito il terminal container, ma che da anni, rimasti disoccupati, sono a carico dell’Agenzia e percepiscono l’ima (indennità di mancato avviamento, in pratica la cassa integrazione dei portuali). Situazione operativa del porto di Taranto; mancato avvio dei corsi di riqualificazione professionale; scadenza della Tpwa, cioè dell’Agenzia per il lavoro. Questi i temi messi all’ordine del giorno dalla Uil Trasporti che il 29 ha invitato anche le istituzioni locali. “Data la situazione di completo stallo in cui versa il porto di Taranto e l’assenza di supporto degli attori istituzionali del territorio circa il concreto rilancio delle attività portuali, siamo seriamente preoccupati - dice Carmelo Sasso di Uil Trasporti - per il futuro dello scalo e dei lavoratori. Serve fare un’analisi congiunta del contesto attuale e soprattutto serve una definizione condivisa delle migliori azioni da mettere in campo per sbloccare i corsi di riqualificazione professionale e non vanificare la clausola sociale prevista dall’Agenzia alla luce della sua prossima scadenza”. Clausola sociale che prevede che le aziende e le attività che si insediano nel porto di Taranto, devono attingere anche al bacino occupazionale degli ex TCT.

