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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura
Tutto pronto per aprire le porte delle cantine agli enoturisti durante il momento magico della raccolta delle uve: si rinnova infatti domenica 15 settembre l'appuntamento con “Benvenuta Vendemmia”. Un'occasione da non perdere per salutare piacevolmente l'estate visitando le aziende partecipanti, incontrando i produttori, degustando i vini di produzione. L'evento, giunto alla quindicesima edizione, è ideato e organizzato dal Movimento Turismo del Vino Puglia, riservato alle cantine socie e reso possibile grazie al sostegno dell'assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. Per l’intera giornata curiosi e appassionati potranno entrare gratuitamente nelle aziende aderenti al MTV e godere di un ricco programma di visite guidate, passeggiate fra le vigne, degustazioni e momenti di cultura e spettacolo. In Puglia i wine lovers potranno come sempre scegliere fra diversi territori: in Daunia saranno aperte per l’occasione le cantine Teanum; nella zona di Castel del Monte, ad Andria da non perdere una sosta da Rivera, a Corato (Ba) da Torrevento; si potranno inoltre visitare Crifo a Ruvo di Puglia (Ba), Villa Schinosa a Trani e, nella splendida cornice dei trulli di Alberobello (Ba) l’azienda Albea. Nella zona della Magna Grecia, l'azienda Trullo di Pezza a Torricella. Nel Salento, infine, Paolo Leo a San Donaci (Br), Emèra a Guagnano (Le), Leone de Castris a Salice Salentino (Le). Una giornata di festa e cultura del territorio da trascorrere non solo in compagnia della famiglia o degli amici ma anche in bicicletta, grazie agli itinerari tra vino e natura proposti dalle associazioni Ruotalibera Bari e Cicloamici di Brindisi e Mesagne. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti su Benvenuta Vendemmia e sulle altre iniziative del Movimento Turismo del Vino Puglia sono disponibili su www.mtvpuglia.it e sulle pagine social del Movimento.
Domani ritorna “Una mana per la scuola”, l’iniziativa benefica di Coop Estense che ha pensato di chiamare a raccolta soci e consumatori per sostenere le famiglie bisognose del territorio che devono mandare i figli a scuola. Domani, sabato 14, e domenica 15 settembre all’ingresso dell’Ipermercato Ipercoop di Taranto, al Quartiere Paolo VI sulla via per Montemesola, i consumatori troveranno volontari, facilmente riconoscibili e muniti di badge, che distribuiranno sportine dedicate a questa raccolta: potranno così acquistare quaderni, penne, matite, astucci, gomme, in pratica tutto ciò che compone il classico corredo scolastico. All’uscita riconsegneranno ai volontari le sportine con il materiale acquistato che sarà poi donato, sempre a cura delle associazioni di volontariato, alle famiglie più bisognose del territorio. Saranno, infatti, le stesse organizzazioni di volontariato a individuare i nuclei familiari ai quali distribuire quanto raccolto, garantendo così un diretto utilizzo di tutti i prodotti donati. In pratica è una iniziativa solidale che ricalca la collaudata formula del “banco alimentare”, solo che, invece di alimentari, i cittadini potranno donare articoli per la scuola che poi saranno consegnati alle famiglie più bisognose per le quali è un problema anche solo comprare quaderni e matite per i figli. A Taranto l’iniziativa, iniziata nello scorso weekend, si avvale della collaborazione del Centro Servizi Volontariato (C.S.V. Taranto) che ha coordinato l’intervento delle numerose associazioni di volontariato partecipanti. In particolare, hanno aderito all’iniziativa le Caritas Diocesane di Taranto e Castellaneta con i loro volontari e le associazioni di volontariato che operano quotidianamente a favore delle famiglie in stato di disagio, in particolare dei minori: ABFO (Associazione Benefica Fulvio Occhinegro), Amici di Manaus, Amici di Marcellino, Arcobaleno nel cuore, GVV (Gruppo di Volontariato Vincenziano) di Taranto, Infanzia e Solidarietà, Il Ponte, IPF (Istituto Per la Famiglia) e Vides Paolo VI.
Le Segreterie territoriali della Fai Cisl e della Fnp Cisl comunicano che la Sede sindacale comunale di Sava (Ta) è stata trasferita in via Maggiore Del Prete, n. 8. La nuova Sede, dove operano i Responsabili di Lega Sandra Caforio, Piero Melchiorre (Fai) e Giovanni Pesare (Fnp), si caratterizza per la migliore efficienza operativa funzionale alle politiche sindacali, alla maggiore capacità di accoglienza degli associati e dei non associati alle Federazioni della Cisl che vi si recano per richiedere anche assistenza fiscale e previdenziale nonché per fruire del sistema dei servizi della Fai Cisl e della Fnp Cisl. “Era un investimento organizzativo non più rinviabile, che riscontra il buon livello di tutela e di rappresentanza svolto dai nostri Segretari di lega al servizio di un Comune che conta oggi oltre 16 mila abitanti e ci consente di proseguire il potenziamento delle nostre strutture sul territorio dove siamo radicati in quanto categorie sindacali storiche” dichiarano Antonio Castellucci e Tommaso Bruno, Segretari generali rispettivamente della Fai Cisl e della Fnp Cisl territoriali di Taranto Brindisi. “La nuova sede di Sava si confermerà, inoltre, presidio importante anche per la nostra azione rivendicativa quotidiana, portata avanti insieme con la Cisl territoriale di Taranto Brindisi sui versanti delle politiche sociali e dei settori vocazionali tipici dell’area orientale della provincia ionica, quali Agricoltura, Agroindustria, Agriturismo,ecc.” concludono i Segretari.
La riforma della geografia giudiziaria rischia, già da domani, di gettare la Giustizia nel caos organizzativo. La chiusura delle Sezioni Staccate del Tribunale di Taranto avrà gravi ripercussioni negative non solo sui lavoratori ma anche sulla nostra comunità. Una spoliazione del territorio, diretta conseguenza della logica dei tagli lineari eseguiti sui servizi fondamentali della collettività senza alcuna attenzione ai bisogni delle persone e delle imprese. Il piano del Ministro non può funzionare così com'è. Per fare una riforma seria non serve chiudere i tribunali, non bastano le deroghe e i provvedimenti improvvisati e francamente incomprensibili. Bisogna mettere mano a una riorganizzazione vera, in grado di generare efficienza e conseguenti benefici per l'economia. I risparmi che derivano dalla chiusura di sedi importanti come quelle di Ginosa, Grottaglie, Manduria e Martina Franca sono fittizi, sono un'operazione di puro e semplice ridimensionamento che allontana lo Stato dal nostro territorio, dai cittadini e dalle imprese. Una riforma che si possa definire tale dovrebbe permettere di modernizzare le procedure grazie alla digitalizzazione, di istituire programmi efficaci per il controllo di gestione, e di riorganizzare gli uffici mettendo al centro il servizio e valorizzando soprattutto le professionalità interne: occorre rinforzare organici carenti, individuare nuove funzioni da affidare al personale non togato e velocizzare i tempi. Una riorganizzazione che consenta di realizzare gli obiettivi prefissati deve essere necessariamente partecipata e condivisa, portata avanti attraverso relazioni sindacali corrette a tutti i livelli. A partire da quello locale: per questo chiediamo un incontro immediato al Sig. Presidente del Tribunale di Taranto e valuteremo a breve la possibilità di richiesta di un incontro più a largo raggio con i vertici distrettuali del Distretto di Corte di Appello di Lecce, atteso che l’effetto a cascata di una mobilità imposta del personale giudiziario, possa arrecare gravi disagi al corretto svolgimento della funzione giurisdizionale. Come Cgil Cisl e Uil abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e fatto proposte concrete al Ministro, chiedendo allo stesso tempo un rinvio tecnico dei provvedimenti di riordino. Ciò non vuol dire opporsi a qualsiasi cambiamento, ma avere il tempo di progettare insieme i cambiamenti che servono davvero a far funzionare meglio l'amministrazione giudiziaria. Non abbiamo ottenuto nessuna risposta convincente. Ma non possiamo permettere, nell'interesse dei cittadini e dei lavoratori dei tribunali, che invece di un percorso coerente di efficienza si porti avanti un progetto sbagliato. Per questo ora passiamo alla mobilitazione: per dire no alla chiusura delle Sezioni Circondariali di Tribunale di Taranto e all'ennesima penalizzazione per lavoratori e cittadini, e dire sì ad una riorganizzazione vera della Giustizia che renda anche il nostro territorio più coeso, più competitivo, più capace di generare sviluppo.
Il disagio acustico nel quartiere Tamburi a causa dei fog cannon preoccupa l'Amministrazione comunale e l'Assessore all' Ambiente Vincenzo Baio in proposito si è rivolto direttamente al Commissario Straordinario dell'ILVA per fare chiarezza sullo stato dell'arte e su tutte le iniziative poste in essere dall'azienda nell'ambito delle proprie responsabilità. L'Assessorato all'Ambiente - spiega Baio nella nota inviata a Bondi- destinatario di segnalazioni e lamentele da parte dei cittadini del quartiere Tamburi che riferiscono il disagio acustico insopportabile che si avverte proprio quando sono attivi i cannoni appositamente installati per il contenimento delle polveri che si sprigionano dai parchi minerali dell'ILVA. L'Assessore stesso, in prima persona, anche in qualità di medico che esercita nel quartiere Tamburi "ha potuto raccogliere testimonianze direttamente da cittadini che sono costretti a subire anche questo grave disagio acustico che in taluni casi supera nettamente la soglia fisiologica dell'apparato uditivo umano." E ciò "nonostante la promessa di individuare e realizzare nel più breve tempo possibile misure e opere di insonorizzazione che consentano il contenimento delle emissioni acustiche dei fog cannon nella zona dei parchi primari, a tutt'oggi non è successo nulla". A tal fine e in accordo con l'ARPA, l'Assessore Baio fa sapere che sono stati collocati sui terrazzi di alcune case del quartiere Tamburi degli apparecchi audiometrici per individuare, registrare e quindi documentare in maniera scientifica, questo presunto inquinamento acustico, più volte segnalato dai cittadini. La nota dell'Assessore si chiude informando Bondi che il Dirigente di ARPA Puglia, dott. Martucci incaricato di seguire direttamente il monitoraggio di queste emissioni acustiche, comunicherà i risultati al suo Assessorato che di conseguenza agirà.
Militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Taranto, nell’ambito di controlli finalizzati al contrasto dei traffici illeciti, hanno fermato a Marina di Leporano (TA), un’autovettura con a bordo un ragazzo e una ragazza. Durante le fasi di identificazione, la coppia, il 32enne B.G., residente a Talsano e la 20enne P.A., residente a Taranto, mostrava chiari segni di nervosismo che inducevano i finanzieri ad approfondire i controlli. In particolare, la ragazza, repentinamente, prendeva la borsetta e la stringeva a sé come per nascondere qualcosa. All’esito delle conseguenti operazioni di perquisizione, veniva rinvenuto, all’interno della borsetta, un pacchetto contenente circa 100 grammi di hashish. Su disposizione del Magistrato di turno, la coppia veniva sottoposta alla misura degli arresti domiciliari per il reato, in concorso, di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
L’assessore alla Salute e welfare., Elena Gentile, aprirà i lavori della prima sessione del Convegno “ La Regione Puglia verso l’Anno Europeo del Pinguino. Una fotografia al femminile” che si svolgerà, a partire dalle ore 15.30 martedì 17 settembre, presso la Sala Convegno del Padiglione della Regione Puglia (n.152) presso a Fiera del Levante. Dopo i saluti del Sindaco di Bari, Michele Emiliano e di Stella Sansaverino, Consigliera di Parità della Provincia di Bari, seguiranno gli interventi di Francesca Zamparano ( “ L’orizzonte europeo nel quadro degli interventi per la conciliazione vita-lavoro”) ; Giovanna Indiretto (“Politiche di Genere nel welfare locale”); Serenella Molendini e Vincenzo Santandrea (“Rapporto sul personale femminile e maschile nelle aziende con oltre 100 dipendenti e l’indagine sulle imprese con 50-99 dipendenti”). Le conclusioni sono invece affidate a Elena Murtas (“ Il bilancio di genere della Regione Puglia:la prima sperimentazione”). Mercoledì 18,sempre presso il Padiglione 152 della Regione Puglia, l’assessore Gentile concluderà la seconda sessione del Convegno, questa volta incentrato su “ L’impegno della Regione Puglia, della Consigliera di Parità e delle Imprese a supporto della parità”. L’incontro, che sarà aperto dal Presidente Vendola intorno alle ore 10.00, proseguirà poi con l’intervento della Consigliera Regionale di Parità, Serenella Molendini, che introdurrà la riflessione su :“ Dai patti sociali di genere alla Carta per le pari opportunità, al Progetto Impresa conciliante/Progetto La.Fe.me”:Vi parteciperanno Luciano Pero-Politecnico Milano; Roberta Caragnano- Direttore di ADAPT University Press e, dopo una serie di testimonianze da parte di rappresentati di imprese pugliesi di varie dimensioni, intervento di Antonella Bisceglia-Regione Puglia e quindi le conclusioni dell’assessore Gentile.
Si passa da una condizione di cristallizzazione e immobilismo ad una fase nuova in cui oltre la piena apertura al confronto dimostrata dall’Amministrazione comunale di Martina Franca, si può tornare ad immaginare uno scenario di azioni significative per la Rigenerazione Urbana della cittadina della Valle d’Itria con uno dei centri storici e un patrimonio urbano tra i più belli della regione. E’ quanto afferma Martino Aquaro, responsabile della sezione ANCE Confindustria di Martina Franca, che commenta così il Documento Programmatico di Rigenerazione Urbana approvato alcuni giorni fa in consiglio comunale. Un lavoro che dopo un percorso di condivisione e partecipazione accoglie alcune osservazioni provenienti proprio dal mondo dell’impresa edile che nell’ottica di coniugare l’interesse collettivo e gli obiettivi pubblici con le aspettative private, aveva sviluppato un documento di riflessioni e suggerimenti volti a rendere lo strumento attuale, moderno, flessibile ma anche pienamente attuativo. Plaudiamo particolarmente alla mozione proposta in aula dall’UDC, sottoscritta dall’intera opposizione e votata da tutto il Consiglio, che ha previsto l’inserimento nel Documento di programmazione - dice l’esponente dell’ANCE – di una possibilità di apertura alla realizzazione di edilizia libera. Con il PIRU (programma integrato di rigenerazione urbana) Martina Franca si appresta a vivere una nuova stagione sul piano della programmazione in tutti gli ambiti (centro storico, contrade dell’agro, area trulli e aree periferiche – ndr) degli strumenti urbanistici – continua Aquaro - occorre però proseguire nell’azione concertata per il governo del territorio di Martina, approfondendo con la giusta determinazione gli effetti del PPTR e provvedendo ad avviare gli adeguamenti della strumentazione vigente (rigenerazione urbana compresa) al nuovo paesaggistico. Insieme a tutto ciò – conclude Aquaro - si deve andare avanti con il processo per la costruzione del nuovo PUG per dotare finalmente Martina di un quadro pianificatorio moderno ed in grado di rilanciare l’attività edilizia.
“Un tempo c’era a Taranto un reparto di Otorinolaringoiatria d’avanguardia, peraltro anche l’unico della Provincia. Ecco cosa ne è stato nell’ultimo anno. Dal 1 Novembre 2012 l'ex primario, Procaccini, è andato in pensione e per noi sono iniziati i problemi. Inizialmente il primario ‘ad interim’ è stato il dott. Addabbo (primario del reparto Oculistica). Le sedute operatorie si sono ridotte e il reparto di Otorinolaringoiatria è stato unito al reparto di Oculistica al terzo piano dell'ospedale Moscati. La motivazione dell'accorpamento è stata la riduzione del personale infermieristico che doveva essere trasferito in altri reparti (quattro infermieri). Questo ha comportato una riduzione drastica dei posti letto che sono passati da circa 18 a solo 9 (per un'utenza di circa 620.000 persone). Il reparto del Moscati è l'unico di Otorinolaringoiatria di tutta l’ASL di Taranto. E' stato ridotto il numero delle sedute operatorie: da cinque settimanali, con possibilità di operare alcuni giorni (sino alle 16) e qualche sabato al mese (solo i pazienti in anestesia locale), sono diventate 3 (con una seduta il mercoledì dove si operano i pazienti in anestesia locale). La riduzione del numero delle sedute operatorie ha comportato naturalmente un prolungamento notevole dei tempi d'attesa per i pazienti che devono essere sottoposti ad intervento ( ad esempio, un bambino per poter essere operato di adenoidectomia o tonsillectomia deve attendere 8-9 mesi). Le liste d’attesa per intervento o per eseguire una endoscopia sono lunghissime (circa un anno). Ciò sta inducendo i pazienti di Taranto a rivolgersi presso altre strutture in Puglia, nonostante gli sforzi dei pochi operatori per aiutarli. Nell'ultimo anno e mezzo sono andati in pensione quattro medici, di cui uno licenziato ‘destabilizzato’, senza che nessuno venisse rimpiazzato. Ad oggi, coprono i turni di reperibilità e operano quattro medici provenienti dagli ospedali di Martina e di Manduria, dove svolgono un'attività ambulatoriale e di pronto soccorso. I pazienti in lista presso l'ospedale di Martina Franca, dove prima si effettuavano alcuni interventi chirurgici sono affluiti in quelli dell'ospedale Moscati con ulteriore allungamento delle liste d'attesa. Il colpo finale è arrivato il 1 maggio: da struttura complessa di Otorinolaringoiatria (con un primario che comunque non c'era), il reparto è diventato struttura semplice dipartimentale (con un dirigente medico responsabile) con soli 9 posti letto. E' possibile che non esista più l'unica struttura complessa di otorinolaringoiatria dell'ASL di TA che copre un'utenza di 620.000 persone ? La delibera in questione diceva che questa è stata una scelta strategica, senza dire quale strategia intendono perseguire. In ultimo, il servizio di audio-fonologia del padiglione Vinci del ‘SS.Annunziata’ che svolgeva funzioni di screening audiologico neonatale per prevenire la sordità infantile, adesso non funziona più perchè i medici non sono in numero sufficiente e uno di essi copre il servizio solo il giovedì. Questa è la Sanità ‘migliore’ di Vendola”.
L'Assessore alle Risorse Agricole della Regione Puglia Fabrizio Nardoni sostiene che "E’ impensabile che a pagare sia l’anello più debole della catena. La messa in libertà degli oltre 1400 lavoratori del Gruppo Riva e il rischio del non pagamento degli stipendi, sono gesti di forte impatto emotivo e sociale che certo non agevolano il processo di pacificazione e uscita dall’emergenza che invece molti di noi auspicano in questa difficile vertenza. E’ chiaro che in questa situazione le strade che si stavano percorrendo in favore della soluzione delle problematiche in campo sia dal punto di vista ambientale, delle bonifiche e del rispetto delle norme sulla sicurezza e sulla salute della comunità tarantina e dei lavoratori in particolare, vanno rese più veloci e certe. E di queste istanze mi farò portavoce domani nell’incontro che avrò con il Primo Ministro Letta nel corso dell’inaugurazione del Salone dell’agroalimentare nell’ambito della Fiera del Levante di Bari. Un processo che va garantito nel pieno diritto della comunità ionica e di tutte le comunità coinvolte anche in altre parti del territorio nazionale, di poter salvaguardare salute e lavoro.Il Governo, dunque, dia immediata esecutività agli impegni assunti e verifichi la possibilità di ulteriori strumenti di garanzia e controllo sull’operato dell’azienda già previsti dal famoso Decreto ILVA. Contemporaneamente credo sia opportuno riconvocare il Tavolo interministeriale al fine di esaminare gli strumenti e le azioni da mettere in campo per lo sviluppo integrato dell’area ionica e l’attenuazione degli effetti di una crisi che se non adeguatamente gestita, rischia di riverberarsi ulteriormente su comparti dell’economia territoriale, quali l’agricoltura e il turismo. Ilva, Lemma: "Inaccettabile rappresaglia sociale. Governo non può dirsi sorpreso" Per la Consigliera regionale del Partito democratico, Anna Rita Lemma “Il blocco delle attività di Riva Acciaio ha il sapore di una rappresaglia sociale senza precedenti, azione che va respinta con la forza del Diritto e le ragioni della Politica.Se da una parte appare oltremodo legittima l'attività della magistratura, nell'ambito di una inchiesta tuttora in corso, registrando decisioni terze che nulla hanno a che fare con analisi economiche ed opportunità politiche, dall'altra parte assistiamo ad una reazione inaccettabile del gruppo Riva che scarica su 1500 lavoratori italiani gli errori che a Taranto, da un anno, gli vengono imputati in sede giudiziaria.I due ambiti non vanno assolutamente incrociati: da una parte c'è l'inchiesta, dall'altra la produzione di aziende che muovono le proprie attività fuori dai cancelli dell'Ilva Taranto, società commissariata dal Governo in virtù dei noti accadimenti. Non può sfuggire, in questa fase delicata, (l'ennesima) il ruolo centrale di un Governo che già, e lo ribadisco, ha forzato la mano affidando all'ex ad Ilva (Bondi) il commissariamento di Ilva Taranto. E che oggi non può dirsi sorpreso dal precipitare degli eventi. Non c'è stato alcun nuovo provvedimento della magistratura, infatti: l'ultimo sequestro rientra in una vasta azione di rastrellamento dei beni avviata dal provvedimento complessivo per 8 miliardi. Roma proceda, dunque, all'individuazione di una soluzione che non aggiunga nuovi drammi in Italia a quello complessivo che si sta consumando a Taranto, dove indagini della magistratura, istanza ambientale e tutela occupazionale risultano legittime e opportune”. Solidarietà ai 1400 lavorati del gruppo Riva acciaio viene espressa dal Comune di Taranto. La notizia della sospensione dalle attività lavorative per circa 1400 lavoratori del comparto siderurgico nei 13 stabilimenti del gruppo Riva acciaio - dice una nota dei Palazzo di Città - crea non poco sconcerto e preoccupazione. E' l'ennesima mannaia che si abbatte sul presidio occupazionale già abbastanza compromesso. Il blocco delle attività non riguarda solo i lavoratori e le loro famiglie, ma estende suoi effetti devastanti su tutto il territorio nazionale e mette in crisi l'economia di tutto il Paese e le sue politiche. Questa decisione aziendale ha come immediato effetto la penalizzazione della categoria più debole, ossia quella dei lavoratori ai quali va tutta la nostra solidarietà. Auspichiamo fortemente che intervenga il Governo per indurre il Gruppo Riva ad un ripensamento su questa drammatica decisione ed agisca, quindi, con la stessa determinatezza con la quale ha assunto nel recente passato decisioni circa la gestione dell'azienda ILVA. I lavoratori sappiano che la città di Taranto è al loro fianco, impegnata, da sempre nei vari livelli e gradi, a contemperare il diritto alla salute con la salvaguardia del posto di lavoro.
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