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Giornale di Taranto - AMBIENTE / Sono 18 le aree esterne all’ex Ilva di Taranto da bonificare, completato un solo intervento
Venerdì, 18 Febbraio 2022 19:25

AMBIENTE / Sono 18 le aree esterne all’ex Ilva di Taranto da bonificare, completato un solo intervento In evidenza

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 Sono 18 le aree esterne al siderurgico, di cui 3 sequestrate, affidate per la bonifica a Ilva in amministrazione straordinaria, società proprietaria degli impianti. Quasi tutti i progetti sono partiti, afferma l’amministrazione straordinaria. E uno è terminato di recente: la cava Due Mari, estesa per 14 ettari. L’intervento è consistito nella copertura della sommità della discarica. Sono stati impiegati 5,9 milioni. Invece si è da poco conclusa, dopo un mese di lavori, la conferenza di servizi per la bonifica della discarica Cementir. È stato approvato il progetto di variante. Previsti una lieve modifica del perimetro per circa 7 metri e la copertura, proposta dai commissari Ilva per una migliore tutela e sicurezza come se fosse per rifiuti pericolosi. Ma il nodo più spinoso riguarda la bonifica della gravina Leucaspide, piena di rifiuti industriali. Il tema bonifiche torna di attualità dopo che la scorsa notte, nelle commissioni alla Camera, col voto di Pd, M5S, Forza Italia e Italia Viva, è stato abrogato l’articolo 21 del Milleproroghe che trasferiva 575 milioni del patrimonio destinato affidato ad Ilva in as (e costituito dai 1.157 milioni riportati in Italia dai Riva, ex proprietari e gestori della fabbrica) dalle bonifiche alla decarbonizzazione.

 

Da una relazione presentata a gennaio alla Camera dai commissari Ilva, risulta che dei 617 milioni a disposizione di Ilva in amministrazione straordinaria, 444 milioni sono stati allocati con l’individuazione di singoli budget di spesa. Di questi fondi, sono stati impegnati 69 milioni, l’11 per cento, e utilizzati 25 milioni. Per i fondi impegnati, si tratta tutti di ordini già emessi. Alle somme di competenza di Ilva in as, vanno poi aggiunte, sino all’ammontare del patrimonio destinato, quelle che spettano al gestore dell’acciaieria per interventi di bonifica nelle aree interne del siderurgico.

   In quanto al voto della Camera, per il sindaco uscente di Taranto, Rinaldo Melucci, “è stato ristabilito il sano principio “chi inquina paga. I fondi sequestrati alla famiglia Riva servono alle bonifiche, infatti, non alla decarbonizzazione dell’impianto siderurgico. Le due cose, però, non si escludono. Le risorse per fare entrambe le cose, bonificare e decarbonizzare, sono disponibili e devono essere investite al più presto”.

   “Siamo sconcertati - sostiene Melucci - dal fatto che Lega e Fratelli d’Italia abbiano votato per togliere i soldi dalle bonifiche e darli alla grande industria. Sono le stesse forze che vorrebbero candidarsi alla guida dell’amministrazione, salvo poi coltivare interessi che nulla hanno in comune con la voglia di riscatto e ripartenza della città”.

   “Siamo soddisfatti - commenta Leonardo Giangrande, presidente Confcommercio Taranto - ha vinto la buona politica. Ciò conferma come l’azione congiunta dei parlamentari abbia prodotto un primo importante risultato positivo per la comunità jonica, andando persino contro la volontà del Governo”.

    “Riteniamo si tratti di una buonissima notizia per tutta la comunità”, osserva Emilio Palumbo di Agci Agritel Taranto. Consenso al ripristino dei fondi per le bonifiche viene infine dai consiglieri regionali pugliesi Vincenzo Di Gregorio del Pd, Marco Galante dell’M5S e Vito De Palma di Forza Italia. 

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