Mercoledì, 21 Novembre 2018 15:45

ILVA / Secondo i sindacati sono 1900 i cassintegrati a zero ore, per tutti corsi di riqualificazione professionale In evidenza

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L’amministrazione straordinaria di Ilva intende far frequentare a tutto il personale che ha attualmente in carico, e che è in cassa integrazione a zero ore dallo scorso 1 novembre, i corsi di riqualificazione professionale. A tal fine, per procedere, si vaglieranno le opzioni Fondimpresa oppure Regione Puglia. Il bacino di manodopera in cassa integrazione interessata è nel frattempo diminuito a Taranto: non sono più - si apprende da fonti sindacali - circa 2600 le unità in “cassa” a zero ore ma circa 1900 in quanto, nelle settimane scorse, sono stati circa 600 i dipendenti Ilva che hanno chiuso il rapporto di lavoro accettando l’incentivo (100mila euro lordi, 77mila netti) per l’esodo volontario agevolato e anticipato. É quanto emerso oggi dall’incontro tra i i rappresentanti della stessa amministrazione straordinaria Ilva e i sindacati metalmeccanici. Si é fatto il punto sulle bonifiche dell’acciaieria che competono alla gestione commissariale attraverso i fondi ottenuti con la transazione con i Riva e pari a circa un miliardo di euro. Ilva ha spiegato ai sindacati che le bonifiche saranno di tre tipi: quelle che competono ad Arcelor Mittal Italia, che investirà nel risanamento ambientale poco più di un miliardo, quelle che competono sempre ad Arcelor Mittal Italia ma con l’uso di una parte, 300 milioni, dei fondi della transazione Riva, e quelle, infine, che spettano ai commissari Gnudi, Carrubba e Laghi.

Attualmente l’amministrazione straordinaria sta vagliando se affidarsi per le opere ad un general contractor unico oppure procedere ad un frazionamento. In un primo momento è stata individuata l’agenzia pubblica Invitalia come stazione appaltante di lavori e forniture.Discariche, campionamento ambientale di suolo e sottosuolo, messa in sicurezza ambientale delle aree perimetrali del siderurgico di Taranto: queste le competenze dei commissari. D’altra parte, già nel contratto con Arcelor Mittal, si stabilì che alla multinazionale sarebbe toccato risanare la parte produttiva del siderurgico e all’amministrazione straordinaria quella non attinente alla produzione o comunque ritenuta di non interesse per Arcelor Mittal. Oggi non sono state fornite cifre circa i lavoratori in cassa che potrebbero essere impiegati in questa attività. Nè è stato programmata una data di aggiornamento dell’incontro. La riqualificazione professionale del personale, è stato spiegato, serve però a dare ai lavoratori un opportuno bagaglio professionale in vista dei progetti da avviare. Da rilevare che appena qualche giorno fa i sindacati hanno concordato con la Regione Puglia, ottenendone la disponibilità, i corsi di formazione per i cassintegrati. In piedi anche la possibilità di far svolgere ai cassintegrati lavori di pubblica utilità così come accade a Genova con la società per Cornigliano. Su questo punto, però, la Regione Puglia si è riservata una risposta.  -Intanto, il Mise ha risposto ad una interrogazione del deputato Pd Ubaldo Pagano, pugliese, proprio relativa d Arcelor Mittal. Il ministero ribadisce la propria intenzione di “monitorare con la massima attenzione che l’attuazione del piano ambientale avvenga sulla base della normativa di riferimento”.

Il Mise rammenta che ci sono due “arbitri”, Gaspare Viviani e Michele Giugliano, cui é stato delegato dal contratto il compito di “dirimere potenziali controversie afferenti alla corretta esecuzione del piano ambientale” e che ai due “arbitri” sinora “non è stata rimessa alcuna controversia”. “Il contratto - risponde il Mise al deputato Pagano - non prevede minimamente la facoltà dei commissari straordinari e/o degli arbitri di addivenire ad una intesa di compromesso che, di fatto, modifichi il piano ambientale che riposa sul dettato normativo oltrechè su quanto contrattualmente previsto”. (AGI) 

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