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Giornale di Taranto - CALDO/ A Taranto perso il 25% delle cozze allevate
Giovedì, 27 Luglio 2023 07:23

CALDO/ A Taranto perso il 25% delle cozze allevate In evidenza

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A Taranto le temperature estreme di questi ultimi giorni e il surriscaldamento del mare, hanno distrutto un\\\'ingente quantità delle cozze nere che erano ancora nei vivai in attesa di essere raccolte. Lo segnalano Agci Agrital Taranto, Unci Agroalimentare, Confcooperative Taranto, Legacoop Agroalimentare Taranto/Dipartimento Pesca, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Pesca.

    “Al momento, sul totale del prodotto, il 50% è stato venduto\\\", riferiscono le organizzazioni di categoria, \\\"mentre della restante parte, metà è andata completamente persa, con un importante danno in termini economici per i mitilicoltori e per tutta la filiera\\\".

     \\\"Nelle prossime ore\\\", annunciano i rappresentanti dei mitilicoltori, \\\"terremo, tra le nostre associazioni e i nostri sindacati, un confronto ad hoc per decidere quali iniziative intraprendere nei confronti delle istituzioni per chiedere un sostegno mirato a mitigare e contenere le importanti perdite”. “Continuiamo a registrare una sorta di lassismo ed una certa indifferenza rispetto a tutte le problematiche del comparto, in primis la grande partita delle bonifiche sembra non essere più da tempo nei pensieri della politica. Non si riunisce da tempo\\\", aggiungono associazioni di categoria e sindacati, \\\"con riferimento al tavolo istituzionale del Contratto di sviluppo per Taranto. Lo stesso Cis, che era in passato occasione giusta e strumento prezioso per parlare anche della mitilicoltura in una città come Taranto, in cui questa attività  dà lavoro a molte famiglie e consente di mantenere in piedi una parte di economia decisamente identitaria”.

     “Pur considerando positivo l’avvio del progetto finalizzato a verificare gli effetti dello spostamento in Mar Grande dei mitili coltivati nel primo seno, tra l’altro da noi a lungo sollecitato, non riteniamo debba farci perdere di vista la necessità di realizzare un intervento radicale di bonifica dei siti maggiormente inquinati nel primo seno”, dicono le associazioni e i sindacati con riferimento al Mar Piccolo, nel cui primo seno, a causa dell’inquinamento non ancora rimosso, i mitili possono stazionare per l’allevamento sino alla fine di febbraio, dopodichè vanno trasferiti in aree di mare ambientalmente più idonee per consentire la maturazione del frutto.

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