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Giornale di Taranto - Giornalista1
La Camera di Commercio di Taranto comunica che è stato prorogato al 30 settembre 2013 il termine previsto per l'aggiornamento della posizione dei Ruoli soppressi (Agenti di affari in mediazione, Agenti e rappresentanti di commercio, Mediatori marittimi e Spedizionieri) e per il transito nell'apposita sezione del REA.
Con Determinazione Dirigenziale n. 248 del: 09/09/2013 della Direzione Risorse Umane del Comune di Taranto si è provveduto a pubblicare i candidati ammessi ed esclusi dai Concorsi indetto dall'Ente municipale per l' Acquisizione a tempo pieno ed indeterminato mediante mobilità volontaria di n.1 unità nel profilo professionale di "Istruttore Direttivo Amministrativo" - Cat. di accesso D/1 e di n.1 unità nel profilo professionale di "Funzionario Amministrativo" - Cat. di accesso D/3. Le risultanze delle istruttorie hanno dato questo esito: nel primo concorso 6 le domande pervenute di cui tre ammessi e tre esclusi. Gli ammessi sono Elena Carbotti di Taranto proveniente dalla Provincia di Taranto, Loredana D'Elia di Taranto proveniente dal Comune di Ginosa (TA) ed infine Leonardo Scarpetta di Castellaneta proveniente dalla Azienda Sanitaria Locale di Milano. Nel secondo concorso 7 le domande pervenute ma solo 2 gli ammessi: Si tratta di Alberto Bicocchi di Brescia proveniente dal Comune di Noale (VE) e di Tommaso Filotico di Manduria (TA) proveniente dalla Croce Rossa Italiana. L'intera procedura si concluderà entro novembre di quest'anno giusta Deliberazione della Giunta Comunale dell'11 marzo scorso. 247 del: 09/09/2013 Direzione: II Direzione Risorse Umane Tipo: Determinazione Dirigenziale Oggetto: Acquisizione a tempo pieno ed indeterminato mediante mobilità volontaria . Risultanze Istruttoria - Ammissione ed esclusione dei candidati. Responsabile: Sig.ra Roberto Maria Richiedente: Comune di Taranto
“Notte Panna”, la festa del quartiere Italia Montegranaro , conferma ancora una volta la sua travolgente capacità di attrarre gente da ogni angolo della città. E’andata persino meglio rispetto agli anni precedenti, la quinta edizione di Notte Panna: non meno di 30 mila persone si sono riversate a partire dal pomeriggio sino a tarda ora in viale Liguria, piazza San Pio X ed in corso Italia. Spettacolo (sempre coinvolgente Pino Campagna con i Notte Tempo), bella musica con la band da strada Conturband ed i vari artisti esibitisi nelle diverse postazioni, performance di moda e sport sul palco dell’Endas, degustazioni, shopping, un evento a tutto tondo coordinato dal bravo Aldo Salimino. Famiglie, ragazzi, gruppi di gente proveniente dalla provincia: tutti decisi a trascorrere una serata lieta in un quartiere che –seppur decentrato rispetto al centro cittadino- ha conquistato negli anni una sua precisa identità sociale, che lo ha sdoganato dal solito cliché di quartiere periferico. L’interessante offerta commerciale dei negozi del quartiere, l’ambiente urbano sicuro ed accogliente sono tra le caratteristiche più apprezzate dalla gente non residente che trova nel quartiere un’area di riferimento ed una risposta ai propri bisogni in termini di servizi e di accoglienza. Un risultato raggiunto grazie anche al lavoro costante ed attento svolto negli anni della Delegazione Confcommercio guidata da Giuseppe Spadafino che supportato da un valido gruppo di commercianti che credono nel lavoro di squadra e nella forza del gruppo, ha trovato un ottimo alleato in Gianni Azzaro, storico ideatore della manifestazione ‘Notte Panna’, ieri nelle vesti di presidente della circoscrizione Italia Montegranaro, ed oggi nel ruolo di consigliere comunale. <>
Mercoledi 11 settembre alle ORE 11.30 a Palazzo Galeota - Sala di Rappresentanza in Via Duomo, 234, nel corso di una Conferenza stampa è stata presentata la 2a edizione press tour “Terre del Primitivo” che si svolge dal 15 al 19 settembre a Taranto. Il press tour è collegato all'omonimo Premio giornalistico, al quale potranno partecipare tutti i giornalisti, professionisti o pubblicisti, pugliesi e non, che presenteranno elaborati sul celebre vitigno della Magna Grecia, valorizzando non solo l’evoluzione enologica ma gli aspetti culturali e paesaggistici del territorio. Interverranno:Fabrizio Nardoni, Assessore alle Risorse Agroalimentari Regione Puglia, Sebastiano de Corato, Presidente Movimento Turismo del Vino Puglia, Cisberto Zaccheo, Assessore al Marketing territoriale – Sviluppo Economico – Comune di Taranto, Ernesto Soloperto, Presidente Gal “Terre del Primitivo”.
Il Capo Gruppo PdL alla Regione Ignazio Zullo interviene vicenda degli operatori sanitari stabilizzati in base a principi vendoliani esaltanti la stabilità del lavoro e recepiti nelle leggi di Vendola (L.R. 40/2007) e successivamente destabilizzati a seguito dell’intervento della decisione della Corte Costituzionale n° 42/2011, decisione che statuizioni dell’A.G. adita dagli operatori interessati non può essere applicata retroattivamente al rapporto di lavoro di natura privatistica consolidatosi in epoca antecedente ed in pendenza di consolidamento definitivo del rapporto contrattualizzato tra le parti. Vale a dire che quegli operatori avrebbero dovuto continuare a stare al loro posto nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato ormai consolidatosi con le ASL. E, mentre l’ASL Bat molto egregiamente e antesignanamente ritrovava una via virtuosa di conciliazione e di ripristino della stabilità del lavoro dei propri operatori destabilizzati senza oneri per il SSR e quindi per la collettività, l’ASL Bari si inventava una procedura, francamente innovativa, di stabilità condizionata tuttora in essere, l’ASL Taranto proseguiva nel contenzioso fino a giungere oggi alla soccombenza, ritrovandosi non solo a stabilizzare come per l’ASL Bat ma anche a dover risarcire il danno che, se per un ricorrente ammonta a circa 21 mila euro, per tutti i destabilizzati di quella ASL ammonterebbe a oltre 1 milione di euro. Nonostante l’ASL deve fronteggiare l’emergenza-ambientale e sanitaria di Taranto e del suo territorio e ci sia necessità di specialisti e figure professionali ricomprese nei 51 operatori sanitari destabilizzati,la Direzione Generale, per quanto mi risulta, starebbe per ricorrere in Cassazione per contrastare la nota Sentenza della Corte d’Appello di Taranto che ha reintegrato un dirigente medico destabilizzato con l’ovvio intento di ridestabilizzare quel ricorrente reintegrato in servizio senza, come ci si aspettava, operare quelle stesse procedure conciliative per tutti i 51 operatori destabilizzati che comunque servono all’ASL come hanno già fatto le ASL Bat e Bari. Al Presidente Vendola e all’Assessore Gentile formulo, quindi, alcune domande: sostenete davvero la stabilità del lavoro o quelle norme vi servivano solo per fini elettorali? Vi sembra giusto che nella stessa Regione, nell’ASL Bat ci siano operatori di serie A, nell’ASL di Bari operatori di serie B in odore di promozione mentre nell’ASL di Taranto ci debbano essere operatori penalizzati? Ed infine, vi sembra questa la Puglia migliore?”. Il Consigliere regionale del PdL, Pietro Lospinuso rivolge invece un’interrogazione al Presidente della Regione, Nichi Vendola e l’Assessore alle Politiche della Salute, Elena Gentile per conoscere “quali iniziative intenda assumere il Governo regionale per indurre anche la ASL di Taranto ad accedere alla stessa procedura per sanare il contenzioso in corso con i 51 dirigenti medici da essa ‘destabilizzati’”. Lospinuso nel fare presente che “dopo la ASL Bat anche il Policlinico di Bari ha provveduto a sanare, tramite ‘conciliazione’, il contenzioso con i dirigenti medici ospedalieri ‘destabilizzati’ e che la Corte d’Appello di Lecce-Sezione di Taranto ha condannato la Asl di Taranto a reintegrare un dirigente medico, con l’aggravio del pagamento dei danni” chiede al governo regionale “perché non si adotta la stessa procedura per gli altri destabilizzati?”
Una rete del giovane tarantino Francesco Fonzino ha chiuso sul 4 a 1 a favore del Taranto la partita che si è giocata allo Stadio Miramare con la formazione del Manfredonia. La neo promossa squadra foggiana nulla ha potuto contro la forte squadra rossoblù allenata dal tecnico Maiuri. Una compagine quella tarantina che si è imposta in una trasferta insidiosa e che porta a 4 i punti in classifica, ma soprattutto dimostra tutta la sua grande forza d'attacco, come ha più volte ribadito sin dall'inizio di campionato il Presidente Fabrizio Nardoni. Una vittoria che "fa sangue" nl senso che è una bella iniezione di fiducia per tutta la società ionica pronta già ad entrare in campo domenica prossima 15 settembre allo Stadio Iacovone con la compagine napoletana del Mariano Keller che ha vinto in casa per 1 a 0 la partita disputata contro il forte Monopoli.
“Il piano di investimenti avanzato a suo tempo dalla società friulana QBELL leader nella produzione di televisori e schermi TV, con cui si prefiggeva d rilevare l’ex Miroglio di Ginosa, è fallito miseramente. Le trattative concertate con l’Assessorato regionale al Lavoro sono state sospese per sopraggiunte difficoltà di liquidità finanziaria lamentate dalla QBELL, la quale molto probabilmente se ne tornerà nella sua Friuli. All’attualità, resta il dramma di almeno 195 lavoratori appartenenti agli ex stabilimenti tessili di Ginosa e Castellaneta per i quali si prospetta un futuro molto incerto causa la mancata ricollocazione lavorativa attesa ormai da quattro anni. A mio avviso, si può e si deve risolvere la vertenza lavorativa in questione; sarà necessaria tuttavia, una migliore e più razionale concertazione di idee e di proposte a tutti i livelli istituzionali se si vorrà dare spazio ad altre potenziali trattative. Penso che sarebbe opportuno svolgere al più presto un’approfondita indagine di mercato per meglio individuare le imprese interessate a rilevare gli ex stabilimenti della Miroglio che, non va dimenticato, si estendono per 14 ettari con una copertura di ben 54.000 mq. La ‘ratio’ per attrarre imprese potenzialmente interessate ad acquisire le strutture della ex-Miroglio di Ginosa e Castellaneta e a procedere quindi alle relative assunzioni è rappresentata dalla qualità del capitale umano per il quale vi sarebbero fondi pubblici per una sua riqualificazione professionale; da bonus che si identificano con la cessione volontaria di ciascun dipendente del proprio TFR a favore dell’impresa subentrante che andrebbe ad investirli nel ciclo della produzione; dalla concessione infine di consistenti sgravi fiscali e di finanziamenti pubblici che andrebbero a supportare gli investimenti operati dall’impresa interessata all’operazione. Insomma gli ingredienti per un processo di riconversione industriale dell’ex-Miroglio sono reali e possono costituire un polo d’attrazione per quelle imprese che intendano espandersi ed incrementare i loro fatturati attraverso la cultura del lavoro e dell’onestà imprenditoriale. Ritengo altresì, che qualora la vertenza in questione non dovesse trovare uno ‘sbocco’ accettabile, occorrerebbe allora, per i circa duecento ex lavoratori, una riqualificazione professionale al fine di reimpiegarli a piccoli gruppi, ovvero ‘spacchettati’ anche nelle diverse realtà cooperativistiche operanti sul territorio jonico come ad esempio nel campo dell’agricoltura o del turismo così come in quello di altri settori produttivi. A tal proposito invito i sindaci i cui territori sono drammaticamente interessati dalla crisi dell’ex gruppo Miroglio ad esperire un’indagine conoscitiva dell’attuale mercato imprenditoriale locale al fine di meglio individuare le aziende disposte ad assumere, ciascuna per il proprio, un ristretto numero di ex lavoratori della Miroglio; tanto, per una più razionale distribuzione dei medesimi che attualmente sono in CIG. Diffidiamo da grandi complessi industriali come la QBELL o altre che con il pretesto di voler risolvere il dramma occupazionale dei nostri lavoratori con pseudo piani d’investimenti, nella realtà vogliono invece speculare sui vari bonus fiscali e finanziari messi a disposizione dal competente Ministero del Lavoro, dalla Regione e anche dagli stessi lavoratori attraverso il loro TFR. Piuttosto, tali benefici molto più opportunamente andrebbero indirizzati verso le nostre piccole e medie aziende locali che non avendo dimensioni da grande industria, meglio potrebbero gestire una crisi economica e comunque non ci ritroveremmo a gestire vertenze occupazionali lunghe, complicate e di difficile se non impossibile risoluzione. Occorre allora un cambio di mentalità, oserei dire un cambio di cultura nella visione complessiva del ‘fare imprenditoria’. Finiamola con il consentire soprattutto alle aziende settentrionali di depredare le risorse del nostro territorio in termini di capitale umano, aziendali e finanziari con l’illusione che ci risolvano il problema attraverso il classico colpo di bacchetta magica, quando in realtà il loro inverecondo scopo invece è esclusivamente quello di attuare la politica del ‘mordi e fuggi’. Ridare dignità ai tanti ex lavoratori attualmente in CIG deve costituire una priorità politica, un’emergenza morale ed istituzionale. Per farlo però è necessario riqualificarli professionalmente per destinarli ad un lavoro differente da quello svolto precedentemente così da coinvolgerli in un nuovo processo produttivo. Penso ad esempio alla manutenzione dei numerosi servizi comunali: dalla raccolta differenziata, al ripristino del zone a verde come alla semplice pitturazione di aule scolastiche; attività che potrebbero essere affidate soprattutto ad imprese che dimostrino di aver assunto ex lavoratori in CIG. Chiedo infine ai sindaci coinvolti nella dolorosa questione della ex Miroglio, attualmente alle prese con il dramma di tanti ‘ex lavoratori’ e con quello della disoccupazione giovanile, di divenire essi stessi, i veri artefici di una nuova stagione politica locale che non li veda però spettatori passivi di decisioni politiche calate dall’alto; piuttosto managers istituzionali con idee e proposte tali da generare le cosiddette attrattive imprenditoriali in grado di offrire dunque soluzioni concrete e ‘su misura’ ai differenti problemi occupazionali dei loro concittadini. Da ultimo credo che nelle tante vertenze lavorative che hanno ‘toccato’ lavoratori pugliesi, Vendola abbia avuto un ruolo tanto nefasto quanto insignificante nella risoluzione delle stesse, al punto che si è originata una sfiducia popolare, intimamente legata alla politica sciatta e cialtrona espressa dalla massima carica politico-istituzionale regionale, sempre più distante dalla realtà socio-economica del suo territorio, e sempre più vicina al mondo edulcorato delle vetrine televisive. L’accanimento ad esempio con cui il nostro Presidente chiede la decadenza dalla carica da parlamentare di Berlusconi ‘docet’”
13 etichette pugliesi entrano nuovamente nel gotha di Tre Bicchieri: la guida del Gambero Rosso dedicata alla migliore produzione enologica italiana. Questo riconoscimento inorgoglisce e sprona assieme – dice Fabrizio Nardoni – congratulandosi con le cantine entrate nel palmares dell’importante struttura sinonimo di qualità in ambito eno-gastronomico mondiale – perché dietro il pubblico encomio vi è il lavoro di tanti produttori, tecnici ed esperti che testimoniano del grande valore vitivinicolo della Puglia. Valore che la pubblica amministrazione e il governo regionale ha il dovere di custodire e sostenere in tutte le sue forme. Un successo che premia la scelta e l’attenzione delle politiche regionali verso i vitigni autoctoni – afferma ancora l’Assessore alle Risorse Agroalimentari pugliese - e che conferma il ruolo della Puglia nell’ambito delle potenzialità di mercato espresse da un settore in costante crescita. Le etichette premiate quest’anno da Tre Bicchieri del Gambero Rosso sono: Primitivo di Manduria d.o.c. Es 2011 – Gianfranco Fino Primitivo di Manduria d.o.c. La Signora 2010 – Morella Primitivo di Manduria d.o.c. Dunico 2010 – Accademia dei Racemi Gioia del Colle Primitivo d.o.c. 17° – Cantina Polvanera Gioia del Colle Primitivo d.o.c. Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto 2010 – Chiaromonte Gioia del Colle Primitivo d.o.c. Parco Largo 2011 – Plantamura Salice Salentino d.o.c. Riserva 2010 – Leone de Castris Salice Salentino d.o.c. Riserva 2010 Selvarossa – Cantina Due Palme Castel del Monte d.o.c. Riserva Vigna Pedale 2010 – Torrevento Primitivo del Salento i.g.t. Torcicoda 2011 – Tormaresca Susumaniello Salento Rosso i.g.t. Torretesta 2011 – Tenute Rubino Salento Rosso i.g.t Merula 2011 – Carvinea Salento Rosso i.g.t MLV 2010 – Masseria Li Veli
Militari del Gruppo di Taranto, supportati da un’unità cinofila antidroga, nell’ambito di controlli finalizzati al contrasto dei traffici illeciti, hanno individuato, in una zona periferica del capoluogo jonico, un terreno sul quale erano coltivate piante di marijuana alte fino a due metri e mezzo, destinate all’illegale lavorazione e successiva vendita. Il terreno è attiguo ad un’abitazione privata, ove risiede il trentenne tarantino R.F., gia’ noto alle forze dell’ordine, il quale, aderendo alla specifica richiesta formulata dai finanzieri, consegnava spontaneamente alcune stecche di hashish, contenute sia all’interno di una scatola di latta che in una busta trasparente, per un peso di circa 25 grammi. Avendo il fondato motivo di ritenere che nell’abitazione potesse essere rinvenuta altra sostanza stupefacente, le Fiamme Gialle eseguivano una perquisizione, che consentiva di rinvenire, abilmente occultati, altri tre panetti di hashish del peso di oltre 300 grammi. Il responsabile veniva pertanto tratto in arresto per il reato di produzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed associato alla casa circondariale di Taranto.
Taranto da anni vive una emergenza sanitaria legata alle neoplasie. Pur non essendo medico e pur non disponendo di dati, codice 048 o altri, sono convinto di ciò perché, quando mi reco nell’ottimo Reparto di oncologia dell’Ospedale Nord, vedo i tanti malati in attesa che venga loro somministrata la chemioterapia, e perché ogni giorno vengo a conoscenza di amici ammalati di tumori. Per questo, in assoluta solitudine, da anni auspico, anche con interrogazioni scritte in Regione Puglia, che da subito si potenzino le capacità sanitarie in campo oncologico dell’Ospedale Moscati, con l’acquisto di una seconda PET-TAC e la realizzazione di nuovi Reparti quali la chirurgia toracica, la chirurgia estetico-ricostruttiva e la pneumologia. Non è vero, dunque, che tutta la politica non si sia preoccupata della attuale crescita dei tumori a Taranto, mentre è vero, purtroppo, che per anni molti politici tarantini a Bari hanno preferito non affrontare concretamente il problema limitandosi invece a promettere la futuribile costruzione di un nuovo megaospedale… Al di là dell’atteggiamento della “politica”, di fronte a questa emergenza una sanità responsabile non dovrebbe né creare inutili allarmismi, né sminuire il fenomeno, ma dovrebbe collaborare con la Comunità locale, non solo con le Istituzioni a livello nazionale e regionale, per monitorarlo e, grazie agli studi statistici, realizzare proiezioni che indichino il possibile sviluppo futuro. Mi sembra che il governo della Regione, invece, non abbia fatto nulla di tutto ciò, non fornendo i dati statistici in suo possesso a tutta la Comunità locale e non dialogando con essa, peraltro lo stesso atteggiamento avuto nell’estate di anni addietro quando, in occasione del rilascio dell’esenzione ticket, obbligò tanti malati tarantini a trascorrere intere notti in strada davanti agli uffici della ASL Taranto… Non entro nel merito di cosa possano indicare questi dati, in primis il famoso codice “048”, ma di certo rappresentano una base da cui partire, magari integrati e confrontati con quelli del Registro dei Tumori. Questi dati vengono resi pubblici oggi dal mondo del volontariato, quell’associazionismo che compie una encomiabile sensibilizzazione della cittadinanza su temi di fondamentale importanza, quali il diritto inalienabile alla vita e alla salute. Di fronte alla particolare emergenza che vive il nostro Territorio, ritengo si debba istituire a Taranto, e non a Bari o a Roma, un Tavolo di concertazione “dedicato” alle neoplasie cui partecipino l’ASL Taranto, le Istituzioni locali, i rappresentanti degli Operatori sanitari e, in base al principio di sussidiarietà, il mondo dell’associazionismo. Dovrebbe essere questo il “luogo” in cui condividere con la collettività i dati in possesso dell’ASL e, soprattutto, dovrebbero essere individuati gli esperti in statistica-sanitaria in grado di analizzarli e interpretarli al meglio secondo criteri scientifici riconosciuti a livello internazionale, un’attività che nelle altre nazioni europee è “normale amministrazione”. La nostra Comunità, dopo essere stata penalizzata per anni dall’inquinamento, ha diritto di sapere cosa l’aspetta e, soprattutto, i Tarantini devono sapere se nel prossimo futuro, e non tra otto anni quando forse sarà realizzato il nuovo ospedale, l’ASL sarà in grado di curarli efficacemente senza costringerli a lunghe file nei corridoi o, peggio ancora, ad andare a curarsi in altre regioni. Arnaldo Sala Consigliere regionale PdL
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