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Giornale di Taranto - Giornalista1

La bonifica del Mar Piccolo è uno degli interventi più complessi che il neo commissario alle bonifiche dell’area di Taranto, Vera Corbelli, dovrà affrontare. Un intervento particolarmente atteso, soprattutto dai produttori di mitili che più duramente hanno dovuto pagare il prezzo dell’inquinamento industriale. 

Come è noto allo stato attuale vi sono tre diverse ipotesi di tecniche di bonifica: il capping; il dragaggio; l’intervento sui microorganismi. Si tratta di valutare cosa è meglio, per la riqualificazione delle acque  anche  in funzione del ritorno  alle attività di mitilicoltura, tradizionalmente praticate nei seni del Mar Piccolo.

Dagli organi di stampa si è appreso che in questi giorni l’Arpa ha consegnato al neo commissario la relazione scientifica attinente le fonti e la natura degli inquinanti, e che pertanto spetta ora ai tecnici -coordinati dalla dott. Corbelli-  entrare nel merito della scelta del metodo da adottare.

La categoria dei mitilicoltori di Confcommercio Taranto, unitamente alle  altre rappresentanze delle categorie del settore (AGCI Pesca- C.L.A.I.I.- Lega Pesca, Unci Pesca), nelle scorse ore ha sollecitato un incontro con il neo commissario finalizzato ad un confronto tecnico sulle ipotesi di intervento anche in relazione alle eventuali ripercussioni che la individuazione della tecnica da adottare potrà avere sul pieno e tempestivo utilizzo del Mar Piccolo.

I mitilicoltori, da sempre custodi del buono stato di  salute del Mar Piccolo, dalla quale è dipesa la qualità ovunque riconosciuta della ‘cozza di Taranto’, chiedono di poter svolgere un ruolo attivo e partecipe nelle scelte che  si andranno a compiere. 

Le ultime finaliste nazionali pugliesi che parteciperanno a Miss Italia saranno individuate in occasione di Miss Puglia, in programma venerdì 22 agosto a Monopoli alle ore 21 in piazza Vittorio Emanuele. Le ragazze tra i 18 e i 30 anni possono ancora iscriversi compilando il modulo su missitalia.it

Miss Italia torna grande e lo fa in occasione del suo 75° anniversario. Il concorso di bellezza più longevo e prestigioso d'Italia sarà trasmesso da LA7 dall'11 al 14 settembre. Ciò significa che le concorrenti pugliesi andranno in onda ben quattro volte, in giorni distinti.

“E' la grande vittoria di Patrizia Mirigliani, che si è battuta per garantire alle concorrenti il massimo della visibilità, utile per consentire loro di avere opportunità professionali e di diventare personaggi. Grazie a Patrizia, Miss Italia non è più un'unica serata come qualcuno voleva ma è tornato ad essere un progetto televisivo, così come lo è sempre stato all'interno della televisione italiana”. E' il commento di Mimmo Rollo, titolare dell'Agenzia “Parole & Musica”, esclusivista regionale del Concorso. 

Miss Italia, dunque, torna prepotentemente all'attenzione del grande pubblico e lo farà prima della finale nazionale del 14 settembre che sarà condotta da Jesolo (Ve) in prima serata da Simona Ventura in diretta televisiva e in streaming su LA7. L'11 e il 12 settembre alle ore 23 andrà in onda “Miss Italia – I casting”: le concorrenti da 60 diventeranno 24 più 2 riserve. Il 13 settembre, invece, alle 14,30 sarà trasmessa una sintesi delle due puntate precedenti. Si tratta di una formula innovativa, studiata con la “Magnolia” per offrire più spazio ad ogni miss.   

 

A cura di Amedeo Cottino

Tasse: IBAN alle Entrate per rimborsi veloci su c/c

Per il rimborso IRPEF, IRES e IRAP a conguaglio della dichiarazione dei redditi, l'Agenzia delle Entrate spiega come comunicare le coordinate bancarie e velocizzare l'accredito fiscale.

Per velocizzare il rimborso fiscale derivante dalle dichiarazioni dei redditi e operato dall’Agenzia delle Entrate, contribuenti e imprese che non vogliono aspettare troppo sono invitati a fornire il proprio IBAN. In questo modo l’Agenzia potrà accreditare quanto spettante direttamente sul conto corrente dell’interessato. In questi giorni, pertanto, l’Agenzia delle Entrate sta scrivendo – attraverso la Posta Elettronica Certificata (PEC) o la posta ordinaria –  ai contribuentiper invitarli a fornire le coordinate bancarie per poter effettuare gli accredito.

Procedura

L’IBAN può essere fornito (o modificato) in due modi.

·         Previa registrazione ai servizi telematici delle Entrate (Entratel e Fisconline), accedendo ai servizi telematici dell’Agenzia, seguendo il percorso “Home > Cosa devi fare > Richiedere > Rimborsi > Accredito rimborsi su conto corrente”.

·         Di persona, recandosi presso uno dei suoi uffici distribuiti sul territorio e presentando il modello per la richiesta di accreditamento disponibile presso gli stessi uffici.

L’Agenzia precisa che, per evitare il rischio di phishing, non accetterà nessun invio di IBAN effettuato via posta, email o PEC e, per gli stessi motivi, non invierà in alcun modo file allegati da compilare e trasmettere, né software e applicazioni da scaricare su computer o dispositivi mobili.

Beneficiari

Ad essere interessati al rimborso sono circa 155mila soggetti, tra persone fisiche (105 mila) che hanno presentato il modello 730 inmancanza di un sostituto d’imposta, che in generale è tenuto ad effettuare i conguagli, e società (50 mila) che hanno richiesto il rimborso dell’IRES con la dichiarazione annuale dei redditi o con la domanda telematica legata all’indeducibilità forfetaria dell’IRAP (art. 6 Dl n. 185/2008).

 

Dal Fisco 75mila avvisi sulle Dichiarazioni 2013

L'Agenzia delle Entrate avvisa i contribuenti su scostamenti di reddito dichiarato nel 2013, in tempo per il ravvedimento lungo: come distinguere dalle lettere da Redditometro.

Ci sono 75mila contribuenti che in questi giorni stanno ricevendo lettere del Fisco che segnalano anomalie nel reddito, scostamenti fra quanto dichiarato e spese sostenute (ma non si tratta di comunicazioni da Redditometro, spedite contemporaneamente a 25mila altri contribuenti): è quel che si potrebbe definire un avviso bonario e non un accertamento fiscale. Semplicemente, l’Agenzia delle Entrate - in vista della scadenza per il ravvedimento operoso sulle dichiarazioni 2013 (redditi 2012) – avverte i contribuenti per favorire l’eventuale ricorso a strumenti agevolati per sanare la propria posizione.

Avvisi da Redditometro

Come distinguere queste lettere da un primo step di accertamento sintetico da Redditometro? Innanzitutto, dalle scadenza a cui si riferiscono:  le missive da Redditometro, che pure stanno arrivando ai contribuenti (ne sono state spedite circa 25mila), si riferiscono al periodo d’imposta 2009 e contengono una data precisa in cui il contribuente è invitato a presentarsi per il contraddittorio.

Avvisi bonari

75mila avvisi bonari, invece, riguardano le dichiarazioni fiscali presentate nel 2013.  «A puro scopo informativo» avvertono che, in base alle informazioni in Anagrafe Tributaria, il contribuente ha effettuato spese «apparentemente incompatibili» con la dichiarazione dei redditi, come si evince dal prospetto allegato contenente le spese anomale su cui si sono accesi i riflettori dell’amministrazione.  Il contribuente può anche non fare nulla: non esiste alcun obbligo di risposta. Se però ritiene opportuno, può rispondere all’indirizzo e-mail indicato nella lettera o contattare gli appositi servizi dell’Agenzia delle Entrate a disposizione del contribuente. Nel caso che il Fisco segnali errori che il contribuente ha effettivamente commesso, si può ricorrere al ravvedimento operoso lungo entro il 30 settembre,  integrando il modello UNICO PF ricorrendoal ravvedimento operoso e pagando la differenza di imposte non versate con sanzione ridotta del 3,75%.

Fisco amico

Le missive hanno anche l’obiettivo di fornire un’indicazione utile al contribuente per le successive dichiarazioni dei redditi, in questo caso per UNICO 2014. Se qualcuno ha commesso un errore nel 2013 potrebbe ripeterlo anche quest’anno, incorrendo in sanzioni doppie. Opportunamente avvisato, invece, ha il tempo sia di sanare eventuali pendenze passate sia di non ripetere errori successivamente. Dunque, si tratta di un’iniziativa che va verso quella compliance fiscale che è uno dei cardini della riforma prevista dalla delega fiscale (legge 23/2014) nell’ambito della quale sono già stati emanati i primi decreti legislativi del Governo: primi passi della riforma del Catasto(commissioni censuarie per la revisione delle rendite catastali) e Modello 730 precompilato dal 2

Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza di Tito Anzolin dal presidio permanente per la salvaguardia del nido di Tartarughe Caretta Caretta

Ci sono dei giorni in cui, ancor più prepotentemente ,  quell’apparente e duro contrasto tra vita e morte ti segnano. Oggi ho dovuto cancellare un altro numero dalla rubrica,  quello di un caro amico e collega che se n’è andato via, ghermito in un mese da un cancro: la bestia nera colpisce ancora nella derelitta Taranto! E così anche oggi, penso mentre guido verso il Presidio di Campomarino,  sarà una giornata cupa e triste, almeno per me, anche se, per fortuna, non ci sono nuvoloni all’orizzonte.

Fortunatamente sul presidio a tutela delle 21 uova di Caretta Caretta   salvate dal dileggio degli uomini e della mareggiata splende un sole cocente e l’estate sembra – finalmente! – essersi ripreso il suo tempo. Una gioia per le volontarie ed i volontari che presidiano il nido, offrendo informazioni e spiegazioni a curiosi e turisti piccoli e grandi; una buona fortuna anche per le piccole uova covate dalla calda sabbia che, così, ne accelera i processi vitali. Tra qualche giorno si schiuderanno e dovranno da subito, anche loro,  le piccole ed indifese  tartarughine, cimentarsi con le asperità della vita, correranno verso il luccichio delle stelle nel mare, verso un raggio di luna che gioca con le onde, seguendo quel richiamo sconosciuto , ma possente, della sopravvivenza!  Per quelle di loro che ce la faranno (noi, ovviamente, siamo qui nella speranza che tutte possano farcela) , ricomincerà quel ciclo ancora per tanta parte misterioso che, quasi certamente, fra circa 30 anni le riporterà su questa spiaggia a dare il loro contributo alla riproduzione della specie , alla perpetuazione della vita, alla ripetizione di quella forte emozione legata alla nascita di un essere vivente.  Se avranno avuto la fortuna di non imbattersi in un amo, in una rete, in una busta di plastica …  nell’arroganza della specie Uomo! E poi, dopo aver superato tutte queste insidie, chi assicura che ritroveranno questa nursery naturale, questa sabbia dorata, questo mare incantevole, queste dune ospitali?  E se, invece, come la stoltezza umana promette, troveranno un muro di cemento e la spiaggia erosa ed occupata dal mare?

Forse anche questa piccola/grande storia che ontogeneticamente  riavvolge  il tempo degli ultimi 150 milioni di anni potrebbe portare ad un sussulto di razionalità e resipiscenza! Un tempo, infatti,  il litorale jonico ad est e ad ovest di Taranto era meta diffusa di nidificazione della Caretta Caretta; ora i luoghi “d’approdo” idonei  sono pochissimi: anche per questo bisogna in ogni modo tutelarne lo stato naturale , sottraendoli a manomissioni e speculazioni.

Una riflessione si impone anche per coloro che misurano tutto con il metro “economico” e del fantomatico sviluppo in cui Matura, Paesaggio, Bellezza e, a volte, persino la Vita sono variabili dipendenti del profitto. Ed è precisamente questa. Non ci sono in Italia molti altri posti  dove le tartarughe marine vengono a riprodursi e, se questi luoghi fossero tutelati e valorizzati per la  loro importanza naturalistica,  quanti ricercatori, studiosi, turisti di natura e turisti in genere potrebbero attrarre? E che “marchio di qualità” territoriale potrebbe diventare!  Sciocche elucubrazioni di nostalgici ambientalisti?  Può darsi  Ma in tante parti del mondo, intelligentemente, già lo fanno. Tanto si discute, e spesso astrattamente, sulle possibilità/impossibilità  di un’altra economia  per questa provincia: e se cominciassimo  col costruire quella che potremmo definire la “Rete delle Bellezze”, mettendo in rete, appunto,  le risorse vere di questa terra: la Storia, la Cultura, i parchi archeologici, il Parco delle Gravine, il Parco delle Pinete e delle Dune dell’Arco jonico, la Riserva Marina delle Cheradi e, perché no, il Parco della Caretta Caretta? Risolveremmo tutti i problemi? Probabilmente no. Ma certamente potremmo cominciare ad intravedere un altro futuro possibile!

                                                                                                                                                             Tito Anzolin

 

Piano Cimino: è giunta l’ora delle scelte.  I commercianti,  il mondo delle professioni e buona parte delle organizzazioni di categoria, l’associazionismo ambientalista e culturale  e chiunque abbia cervello e cuore per immaginare un futuro diverso per Taranto, chiede con forza che la questione sia trattata con  decisione e trasparenza.

Nei mesi  scorsi,  una parte della  politica, si è espressa  in modo netto ed inequivocabile. E’ necessario ora che a quegli atti seguano azioni concrete. Sarebbe inaccettabile se per un qualsiasi tecnicismo, non valutato per tempo, il Consiglio comunale dovesse trovarsi nelle condizioni di dover dare il via libera al  Piano.Confcommercio è pronta con i suoi legali a scendere in campo, accanto al sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, per supportare l’Amministrazione comunale in un eventuale percorso giuridico-amministrativo a sostegno   delle azioni di contrasto  all’approvazione del  piano particolareggiato (sollecitato dalle società del gruppo Auchan) che aprirebbe la strada all’espansione urbanistica e commerciale della zona limitrofa al centro commerciale, come  si ribadirà allo stesso neo assessore all’Urbanistica, Cosima Lorusso, al quale si è  chiesto un incontro.  E’ necessario opporre al Gruppo francese, percorsi che diano certezza del risultato.

La ultradecennale storia del Piano Cimino, ieri Sircom, ricalca le altre questioni importanti che investono il futuro di Taranto. Una città,  ieri come oggi,  caratterizzata dal conflitto tra il ‘voler fare’ e  il ‘voler essere’. Due posizioni che riflettono una  diversa visione dello sviluppo. Se nel passato è prevalso il fronte del ‘fare’, oggi rappresentato da pezzi di politica che senza scrupoli affermano di aver già chiuso l’ ’affair Cimino’, oggi cresce il fronte di quanti – è tra questi vi è Confcommercio- hanno consapevolezza che occorre programmare il futuro  per riportare la città alla città.

 Taranto non ha bisogno di allargare le sue maglie urbane, di conquistare nuove volumetrie, ma piuttosto  di – lo si ripete da tempo-  riprendersi l’esistente: attraverso la riqualificazione degli ambiti urbani storici (Borgo e Città Vecchia);la  rigenerazione urbana (Montegranaro, Tre Carrare, Tamburi); il  recupero delle periferie extraurbane e degli affacci costieri che potrebbero essere  aree pregevoli per le attività del tempo libero   (Lama/San Vito );   la dotazione  di servizi in quartieri ad oggi carenti di tutto(Salinella, Tramontone, parte di Paolo VI).  Nel 2010, su commissione  dello stesso Comune di Taranto, fu effettuata una mappatura del Borgo dalla quale emerse lo stato di totale abbandono di oltre 40 edifici e la perdita  di 16 mila abitanti,  numeri che oggi sono sen’altro cresciuti. Lo stesso assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, non ha mancato in più occasioni di invitare  la città al buon senso e a concentrarsi sulla riqualificazione dell’esistente. Che senso ha d’altra parte affidare la progettazione futura di Taranto ad un architetto di fama, salvo  poi a  voler procedere, saltando la programmazione, su una questione così importante come Cimino? Di tutto ciò la politica deve rendersi conto. Guai  se il Consiglio comunale fosse il luogo dove, per un tecnicismo qualsiasi, dovesse passare il Piano Particolareggiato Cimino, ben difficilmente la città crederebbe che si è fatto tutto il possibile. 

Non di pochi dirigenti di partito”

 “Le Primarie sono un processo di partecipazione democratica e di popolo per la scelta del miglior candidato del centrosinistra, non il reclutamento di pezzi di classe dirigente dei partiti o di rappresentanti già eletti nelle istituzioni, a qualsiasi prezzo. Anzi, le Primarie il centrosinistra le ha inventate proprio per evitare che il candidato venga scelto da una cerchia ristretta,  solo dalla classe dirigente dei partiti”. Lo ribadisce in una nota Dario Stefàno, candidato alle primarie per il centrosinistra in Puglia.

“Io  - aggiunge Stefàno - non seguirò mai questo approccio. Non mi piace l’idea di dover  sbandierare quali e quanti pezzi o rappresentanti del PD manifestano  contrarietà a candidati, possibili o reali, per irrobustire il senso della mia candidatura, che è tutto contenuto nel proseguimento e nella innovazione dei governi di Vendola”.

“Non è mettendo le bandierine a 3 mesi dal voto  che si può preconfezionare un risultato apertissimo – conclude Stefàno - . È un film già visto nel 2005 e nel  2010. Oggi come allora il risultato, quello vero, è nelle mani di tutti i pugliesi che guardano con speranza al centrosinistra”.

Prossimo incontro a Roma il 27 agosto. Riunione operativa nella sede del Ministero per le politiche agricole sull’Emergenza Xylella a cui hanno partecipato l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, il dirigente del Servizio Agricoltura Giuseppe D’Onghia, e il direttore dell’Osservatorio fitosanitario regionale, Antonio Guario. L'esito dell'incontro è risultato andare nella direzione degli interventi di straordinarietà richiesti proprio dai referenti regionali.Il direttore generale del MIPAAF, Blasi e il responsabile del Servizio Fitosanitario Nazionale, Faraglia, avrebbero appurato infatti la necessità di agire con interventi di deroghe che avrebbero proprio la regiaministeriale.

A giorni potrebbe essere già pubblicato un Decreto Straordinario
dedicato all’Emergenza Xylella in Salento che consentirebbe alcune
azioni immediate e metterebbe in moto strumenti più celeri per
affrontare la lotta al batterio da quarantena che sta distruggendo
parte del patrimonio paesaggistico e produttivo di quest’area della
provincia di Lecce.
Il Decreto conterebbe il via libera ad atti amministrativi che
consentirebbero l’ingresso nelle zone colpite dal patogeno, l’utilizzo
di alcuni prodotti fitosanitari e una serie di attività che saranno
dettagliatamente riportate in un documento che sarà presentato
ufficialmente nella prossima riunione prevista per il prossimo 27
agosto.L’atto del Ministero conterebbe anche il crono-programma specifico
degli interventi previsti a cominciare dalle aree tampone, fino agli
interventi più urgenti per evitare la propagazione del batterio dalle
altre  zone  focolaio.
Oltre alle indicazioni relative agli atti amministrativi e sanitari da
porre in atto il Decreto conterrà anche deroghe al patto di stabilità
che tornerà a mettere a disposizione dell’emergenza in atto circa 3
milioni e mezzo di euro.
”Diciamo da tempo che questa è l’unica strada possibile per affrontare
con la necessaria completezza gli effetti di un fenomeno del tutto
nuovo per la Puglia e per l’area euro-mediterranea – spiega
l’Assessore Nardoni – e crediamo che la task force che con la regia
del Ministero dovrà operare con celerità sul campo non potrà non tener
conto anche di altri settori di intervento e competenza. Per questa
ragione – conclude Nardoni – abbiamo chiesto che alla riunione del 27
siano invitati anche i referenti del Ministero della Salute e i
vertici del Servizio Nazionale di Protezione Civile.”

Casartigiani Taranto commenta la manifestazione di Confindustria di venerdì scorso:

“AL FIANCO DEGLI IMPRENDITORI MA NON DI UN’INDUSTRIA CHE SFRUTTI ED INQUINI,

CONSUMANDO L’ECONOMIA DI UN TERRITORIO CHE POI VIENE ABBANDONATO.

DOBBIAMO SOPRAVVIVERE PER POTER PIANIFICARE UN FUTURO ALTERNATIVO.

 SALUTE E LAVORO SONO IRRINUNCIABILI. NON VOGLIAMO UNA GUERRA CIVILE”.

Le parole del Presidente della categoria “autotrasportatori” – Dott. Pancrazio Cassone.

 

“A favore di una nuova cultura d’impresa a Taranto, di nuovi investimenti per il territorio, di nuovi progetti ed iniziative che siano, però, totalmente ed imprescindibilmente ecocompatibili. Contrari a manifestare sostenendo quelle imprese che a Taranto hanno tolto tutto, dalla salute agli appalti, riducendoci sul lastrico”.

Dopo qualche giorno di riflessione, analisi e dialogo con i propri associati, il Presidente della categoria “autotrasportatori” di Casartigiani Taranto – Dott. Pancrazio Cassone, ha deciso di commentare il corteo realizzato venerdì scorso dall’organizzazione provinciale di Confindustria al motto di “Industria Ultima Fermata”.

“Il capolinea tante imprese joniche, tanti singoli lavoratori, operai, assistenti, lo hanno raggiunto già da tempo – sottolinea il numero uno dei trasportatori del sindacato artigiano – ed una mobilitazione di questo tipo sarebbe stata auspicabile già in passato ed in altre occasioni, lungo un percorso di anni che ci ha condotto all’attuale crisi”.

Cassone fa riferimento a tante questioni controverse, dal non rispetto dei costi minimi d’esercizio previsti dalla vigente normativa, ai ritardati pagamenti attesi da dicembre e che hanno prosciugato i conti delle aziende, passando per l’imposizione di trasporti illeciti perché di un peso superiore a quanto consentito dagli obblighi in materia.

“Insomma, abbiamo subito ricatti, minacce, ritorsioni, perché adesso dovremmo esporci a favore della grande industria? Erano diversi gli autotrasportatori che il 1 agosto hanno deciso di sfilare, anche con i propri mezzi, non è giusto, però, che la partecipazione a manifestazioni di questo tipo sia determinata dalla strumentalizzazione del malessere e delle gravi preoccupazioni che la stessa grande industria ha generato”.

Urge in tal senso una riflessione sul tema da parte del mondo non solo economico, ma anche sindacale ed istituzionale, senza dimenticare di coinvolgere i veri e primi protagonisti, vale a dire i cittadini. Questa l’opinione di Casartigiani, che da tempo invita al confronto. “Ci siamo rivolti al Prefetto, al Sindaco, perfino alla Motorizzazione Civile che è per noi autotrasportatori organo di controllo ma, fino ad oggi, nessuno ci ha risposto. E’ invece auspicabile che l’argomento sia analizzato dall’intera cittadinanza e non solo da imprenditori e operai, perché non è possibile che in città si respirino veleni ed aria da guerra civile, che si debba scegliere fra salute e lavoro, che i tarantini si debbano scontrare con i tarantini. Si, tarantini. Troppo spesso dimenticati, anche dall’economia stessa che sul territorio premia i forestieri lasciando che Taranto sia soltanto una terra di conquista”.

Relativamente ad un punto, ad ogni modo, Cassone condivide la posizione di Confindustria Taranto, e, cioè, quando questa afferma che la chiusura delle imprese locali è prossima. “E’ vero – sottolinea – a settembre rischiamo tutti di chiudere i battenti ma, prima di cercare nuovi investimenti, non sarebbe più utile costringere i grandi committenti a sbloccare i pagamenti che ci sono dovuti ormai da mesi? Da rappresentante dell’indotto dei giganti produttivi, Ilva in primis e così tanti altri - conclude – sento che il primo nodo da sciogliere sia proprio questo, in assenza di alternative imminenti. Parola d’ordine? Sopravvivenza”.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Taranto ha predisposto, nella corrente stagione estiva, specifici piani d’azione finalizzati al contrasto del lavoro sommerso sull’intero territorio jonico.
L’attività operativa, che ha visto l’impiego di numerose pattuglie di Finanzieri in uniforme ed in borghese, proseguirà ancora con particolare attenzione agli attuali contesti stagionali, anche per prevenire e reprimere fenomeni diffusi di illegalità accentuatisi con la crisi del mercato del lavoro.
Le Fiamme Gialle hanno effettuato capillari controlli presso le località di maggiore afflusso turistico del litorale e dell’entroterra, con particolare riferimento a stabilimenti balneari, agriturismi, bar, ristoranti, pizzerie, ed altre strutture ricettive in genere.
Complessivamente sono stati individuati 45 lavoratori “in nero”, mentre per un centinaio di persone sono tuttora in corso le procedure connesse alla verifica della loro posizione lavorativa.
L’esito dell'attività ispettiva ha di conseguenza comportato l’avvio di procedure per l’irrogazione, nei confronti di 28 datori di lavoro, della “maxisanzione” prevista dalla normativa in materia di lavoro nero (da 1.950 euro – sanzione minima, a 15.600 euro – sanzione massima, per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 195 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo prestato).
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