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Giornale di Taranto - Giornalista1

 "Lunedì andrò a Roma dal premier Renzi per sollecitare lo sblocco della questione porto e la convocazione del tavolo 
interistituzionale". E' quanto ha dichiarato il sen.Dario Stefàno, candidato alle primarie del centrosinistra per le prossime elezini regionali, durante un incontro con i lavoratori della TCT. Questi ultimi hanno mostrato grande interesse e apprezzamento nei confronti dell'impegno assunto da parlamentare.

Mercoledì prossimo, 22 ottobre, alle ore 18, in piazza Milite Ignoto a San Marzano di San Giuseppe si terrà un’iniziativa pubblica con il candidato alle primarie del centrosinistra Michele Emiliano, alla presenza di numerosi amministratori di Terra Ionica.

L'incontro si propone l’obiettivo di favorire il confronto diretto dei cittadini e una folta rappresentanza di esponenti politici con Michele Emiliano, già accreditato da molti osservatori come il prossimo governatore di Puglia.

Sarà un confronto a tutto campo perché saranno affrontati tutti i temi sensibili per la nostra provincia: dalla questione ambientale alla sanità, dall’emergenza occupazionale alla politica dei trasporti, dalla promozione turistica alla pianificazione territoriale. Tra gli altri, hanno già aderito Gianfranco Lopane, Emanuele Micelli, Gloria Saracino, Enzo Giannico, Giuseppe Fontana, Nunzia Convertini, Emanuele Di Todaro, Mariateresa Alfonso, Teresita Galeota, Rocco Ressa, Danilo Chiego, Angelo Prontera, Ciro pasquale, Federica Simili, Francesco Donatelli, Stefano Coletta, Piero Cifone, Toni Gallitelli, Costanzo Carrieri, Luciano De Gregorio, Antonio Campanella, Aldo Palmieri, Antonio Lecce.

Per Giampiero Mancarelli, vicesegretario provinciale del Pd di Terra Ionica e tra i promotori dell’iniziativa insieme al circolo Pd di San Marzano, “l'idea di diventare il sindaco di Puglia, come ama dire di sé Michele Emiliano, si realizza se si è umili e dunque capaci di rappresentare adeguatamente le istanze sociali che esprimono i diversi territori, in questo caso la Terra Ionica. Michele questo lo sta già facendo e di questo lo ringraziamo. Siamo convinti che con lui presidente della Regione, la nostra comunità sarà maggiormente valorizzata e potrà finalmente fare quel salto di qualità di cui si avverte un gran bisogno”.

A coordinare gli interventi sarà il giornalista Sergio Pargoletti. 

Pubblichiamo di seguito una riflessione dell'arcivescovo di Taranto, mons.santoro, sul fratricidio aavvenuto a Monteparano

«I fatti di Monteparano mi hanno portato immediatamente a quelle righe dolorose del libro della Genesi, quando Caino alza il braccio verso suo fratello Abele (cfr. Gen 4). Dio chiede al fratricida ragione di quel sangue che “grida dalla terra”. Sempre il Creatore, però, si fa garante delle sorti di Caino: “nessuno lo tocchi”, perché la violenza e la vendetta non liberano l’uomo dall’odio e da altro sangue. 

Vorrei rendermi prossimo a questa famiglia letteralmente devastata, così come prego per tutta la comunità di Monteparano che è sconvolta. Chiedo a tutti, in silenzio, di guardare al Crocifisso, dove un morto innocente pende dal legno; è il Figlio di Dio, nostro fratello, ucciso per i nostri peccati e per tutto quello che di irrazionale, di illogico e di misterioso c’è nel male e nel cuore degli uomini. Sempre da lì, il Cristo irradia a tutti una vita nuova attraverso la sua misericordia che guarisce e redime.

Al figlio andato via, la nostra preghiera perché il Signore lo accolga, al figlio che rimane, poco più di un ragazzino, vorrei mettere la mia mano sulla spalla perché si renda conto della gravità del suo atto, si ravveda, cambi, si lasci recuperare, ma non cada nella disperazione e nell’abbandono.

Ancora una volta abbiamo un indice di solitudine, di smarrimento, di scarso senso del valore della vita  nei nostri giovani.  Ancora una volta la società civile e religiosa è chiamata in causa su quella che appare in tutta la sua drammaticità l’emergenza educativa.

Il Cristo morto e risorto non si allontani da noi e ci protegga».

+ don Filippo, Arcivescovo   

Mentre si rincorrono voci che parlano nuovamente che le prenotazioni per il porto di Taranto sono bloccate sia in entrata che in uscita e che la nave shuttle bus per il Pireo avrebbe un contratto in scadenza a ottobre, contrariamente all'accordo sottoscitto in Prefettura,  è sempre più netta la frattura tra le organizzazioni sindacali e i lavoratori della TCT. Questi ultimi, in una nota a firma di Emanuele Valentini, chiariscono la loro posizione.

"I lavoratori TCT con lo slogan "IL PORTO DI TARANTO NON DEVE MORIRE" - scrive la nota- si sono incontrati ai cancelli dell'azienda per mostrare il dissenso più totale nei confronti delle organizzazioni sindacali che hanno inviato un documento in cui deleggittimano ogni forma di protesta o manifestazione fino alla fine del mese di ottobre, nonostante 2 giorni fa  le richieste dei lavoratori iscritti e non erano ben altre.


"IL PORTO DI TARANTO NON DEVE MORIRE " chiedeva infatti di continuare con il presidio,di sollecitare la convocazione a Roma del tavolo interistituzionale (di cui non si è avuto alcun riscontro).
Richieste queste- prosegue la nota- legittime  e non oltraggiose ed offensive nei confronti di nessun "attore" di questa vicenda,
Contrariamente a quanto scritto nel citato documento che le organizzazioni sindacali hanno inviato al Questore e al Prefetto di Taranto che, queste sì, riteniamo offensive nei nostri confronti.
Questo dimostra la divergenza che vi è tra noi lavoratori TCT e le organizzazioni sindacali che, al contrario, dovrebbero garantire il sacro santo diritto a manifestare così come sancito dalla costituzione italiana.
I lavoratori in CIG Straordinaria per tali motivi sono furiosi perché non soltanto l'azienda non dà la possibilità di lavorare a tutti ma devono anche fare i conti con le organizzazioni sindacali. che evidentemente non riescono a cogliere la drammaticità di perdere un posto di lavoro. Non si può non citare i tre dipendenti che hanno fatto un gesto forte e sicuramente folle ma questo è senza dubbio frutto della disperazione e del senso di abbandono.
Quindi è incredibile ,sconcertante e deludente che i sindacati non riescano a capire una situazione così difficile. I tre ragazzi hanno tutta la nostra solidarietà e tanto per intenderci le conseguenze di quel gesto potevano essere altre e quindi non vanno assolutamente condannati ma bensì capiti. Parliamo poi delle organizzazioni sindacali che hanno RSU scaduti ormai da diverso anni ma questo è un'altra storia al momento meno importante.
Nelle prossime ore noi del comitato "IL PORTO DI TARANTO NON DEVE MORIRE" presenteremo a sua Eccellenza Il Prefetto un documento con delle firme con le quali andremo a spiegare il  perché noi intendiamo continuare il Sit-in in permanente in  autorità portuale. Perché purtroppo dobbiamo leggittimarci prendendoci le nostre responsabilità. Noi lo faremo pacificamente così come avviene dal 24 settembre .
Nel frattempo chiediamo a tutti le istituzioni ai vari livelli di fare pressione perché anche se in questi giorni c'è stata una bella notizia ovvero la sentenza del TAR che  accelera i lavori la stessa non è determinante. Ora la questione davvero imprescindibile è quella di capire le vere intenzione degli azionisti Hutchison ed Evergreen che controllano TCT , quindi preghiamo e rinnoviamo il nostro invito al Comune,Regione,Provincia, Prefetto ed Autorità portuale affinché sollecitino fortemente al più presto questo tavolo romano all'attenzione della Presidenza del Consiglio dove tutti dovrebbero fare quadrato per capire realmente e concretamente il nostro futuro occupazionale.
Nel frattempo- conclude la nota- oggi voci ci dicono nuovamente che il booking per Taranto è stato ancora una volta bloccato;in buona sostanza le prenotazioni per il porto di Taranto non ci sono né in entrata ne in uscita. Altre voci ci dicono che la nave shuttle bus per il Pireo ha un contratto in scadenza a fine ottobre al contrario dell'accordo sottoscritto in Prefettura da parte di Tct  che garantiva i cosiddetti traffici locali.
Per tutti questi motivi "IL PORTO DI TARANTO NON DEVE MORIRE ".

Si accendono oggi a Taranto i riflettori di Sport in Piazza. Tante le iniziative previste. Ecco, di seguito, il testo di presentazione e il programma completo degli eventi

 

La forza e il valore dello sport come potenziale strumento di aggregazione e di coesione sociale: questa  è la vera  sfida del nostro tempo, come  concreta e innovativa  strategia dell’inclusione,  per porre in contatto e dialogo diversità culturali, religiose e ideologiche.   Oggi il contest sociale ci presenta un pubblico variegato, sia sul piano individuale che collettivo, formato da anziani, immigrati, giovani a rischio di devianza e tutte quelle aree della popolazione esposte a rischio di marginalità che  non appartengono al classico sistema della prestazione agonistica. Lo sport può diventare elemento di aggregazione non solo in relazione all’età ma bensì al territorio inteso appunto come spazi, quartieri, impiantistica.  E’ chiaro che tutto ciò porta ad una riflessione che da una lato ci induce  a ridefinire il contesto e dall’altra  le strategie di azione  da porre in essere. E’ di tutta evidenza che è necessario interpretare lo sport come opportunità e strumento della politica sociale. Un progetto ambizioso per il quale è necessario porre in atto strumenti di natura tecnico amministrativa ma che contemplano un ulteriore passaggio di tipo culturale e sociale.

Molti analisti si sono soffermati sullo studio dei fenomeni urbani e  numerose sono a tutt’oggi le organizzazioni nazionali e internazionali che promuovono iniziative che si avvalgono delle potenzialità dello sport per intervenire in contesti dove i processi di sviluppo, specialmente per le popolazioni minorili,  sono ostacolati o rallentati da condizioni socio-economiche difficili. Contesti che oggi in tutte le aree urbane vediamo e che in ogni caso necessitano di interventi.
I progetti e  gli studi promossi  molto spesso si muovono su diversi livelli e con obiettivi e destinatari anche molto differenziati: dalla costruzione di scuole e ospedali grazie alla raccolta di fondi tramite eventi sportivi, allo sviluppo di attività sportive entro le scuole in un ottica di formazione globale, dalla promozione della salute rispetto a fenomeni quali ad esempio l'HIV, alla promozione del dialogo e dell'integrazione culturale, soltanto per citarne alcuni.
Ma ho notato  che ciò  emerge in merito a tali progetti è una scarsità di studi specifici  in relazione al bisogno del territorio, ed in particolare una diffusa carenza a livello  metodologico per quanto riguarda il monitoraggio e la valutazione degli esiti e delle ricadute effettive di tali progetti, che  sfidano perlopiù questioni complesse quali lo sviluppo, il benessere, l'integrazione: tutti   bisogni se non essenziali nella piramide dei valori vitali, ma quanto meno   necessari allo sviluppo e al benessere psico-fisico della persona etc.
A fronte degli ampi investimenti e delle finalità sociali che tali progetti comportano, appare tuttavia, cruciale renderne visibili gli esiti, individuando i criteri di efficacia o quelli piuttosto inefficaci per il raggiungimento delle finalità prefissate, a livello sia dei destinatari diretti, sia della comunità in generale. Sarebbe opportuno aprire una riflessione parallela in merito alle competenze professionali necessarie per operare in tale ambito, gestione delle potenzialità e rischi dello sport, competenze di management psicosociale , di gestione di reti territoriali, di progettazione dialogica, di valorizzazione e negoziazione della differenza, di monitoraggio e valutazione dei reali bisogni. E’ necessario partire dal nostro contesto urbano, dai bisogni dei nostri cittadini, per valutare appunto quali azioni reali mettere in campo per trasformare lo sport da pratica del corpo a strumento di integrazione sociale.

Lo sport è tecnica educativa e va percepita come risorsa nella lotta alla devianza giovanile o al recupero dalla marginalità, educa se viene proposto e organizzato con intenzionalità educativa, secondo parametri e progetti che privilegino l’educazione del singolo, le regole che ogni disciplina sportiva racchiude rappresentano la possibilità, per ogni giovane, di evitare la vita della "strada", soprattutto nelle periferie della città, è questa la grande forza educativa dello sport. Insegnare delle regole a tutti giovani, dove spesso le regole, quelle giuste, sono assenti... e invece sono presenti le regole della malavita, del raggiro etc.

Lo sport ritengo che abbia di per se , nel suo DNA la possibilità di aggregare e questo è un dato di fatto inconfutabile, ecco perché partire dallo sport può rappresentare un opzione in più da sfruttare per il benessere collettivo, per il benessere dei nostri concittadini.

E qui sarebbe anche opportuno spendere due parole in merito alla questione disabilità, anch’essa tema cocente dell’inclusione sociale.  Vorrei sottolineare che anche la semplice ”ora di ginnastica” nella scuola – quando viene realmente svolta – può rappresentare un primo passo verso l’integrazione. Non possiamo dare per scontato, ciò che in realtà non lo è affatto.

Il Parlamento Europeo ha di recente adottato una risoluzione sul “Libro bianco sullo sport”, pubblicato dalla Commissione Europea lo scorso anno. Nella Risoluzione viene ripreso ed ampliato, rispetto al documento della Commissione, il tema dello sport come fattore di inclusione sociale e ribadisce, inoltre, l’importanza della pratica sportiva a scuola. Sarebbe appropriato ripartire da tale concetto, riprendendo il documento della Commissione, nonché la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità che all’articolo 30  - Partecipazione alla vita culturale, alla ricreazione, al tempo libero e allo sport -  si preme inoltre sulla piena accessibilità degli impianti sportivi, ricreazionali e culturali. 
Il Parlamento “sottolinea che lo sport è uno degli strumenti più efficaci per l'integrazione sociale e, in quanto tale, dovrebbe essere promosso e sostenuto in maggior misura dall'Unione europea e ritiene che tali opportunità debbano essere estese in particolare agli organizzatori di eventi sportivi che promuovano l'integrazione e coinvolgano i disabili” sollecitando inoltre un maggior investimento nella formazione di insegnanti e tecnici sportivi, così come già citato nel Libro bianco. Le paraolimpiadi sono un esempio illuminato di come la diversità possa essere punto di forza e di benessere.

Lo sport e qui voglio concludere è uno strumento per aggregare, ma è necessario che tutti lavorino all’unisono, da noi amministratori, agli imprenditori che devono davvero valutare le esigenze per i cosiddetti “diversi”, effettuando investimenti idonei, alle scuole, agli insegnanti ai formatori che devono  operare verso una  direzione illuminata.

 

IL CONVEGNO

 

Sport in Piazza Taranto 2014 prenderà il via,  sabato 18 ottobre, alle ore 9,00,  con il convegno dal tema “L’impiantistica sportiva: opportunità e prospettive – programmazione e gestione degli impianti” che si svolgerà a Palazzo Pantaleo.

Un tema quanto mai caldo in un momento come questo in cui l’impiantistica sportiva tarantina è fanalino di coda per la città. Il convegno vuole rappresentare l’occasione per fare focus su temi essenziali allo sviluppo dell’impiantistica   e al recupero di aree deputate. A tal uopo interverrà  ai lavori congressuali, il dott. Vincenzo Fucci dell’Istituto del Credito Sportivo  proprio per fornire, dati, strumenti ed opportunità a chi opera nell’ambito sia dell’accesso al credito per l’impiantistica, che a chi si occupa di progettazione. Conseguenzialmente su tale logica si basa l’invito rivolto dall’Amministrazione alle Associazioni di categoria  e agli Ordini Professionali preposti  a finalizzare la domanda sportiva.

Introdurrà i lavori, l’Assessore allo Sport del Comune di Taranto, Francesco Cosa, cui seguiranno i saluti  del  Sindaco di Taranto Ippazio Stefano e del Presidente del Coni Taranto, Giuseppe Graniglia. Si entrerà nel vivo dei lavori con gli interventi di Gugliemo Minervini, Assessore Regionale alle Politiche Giovanili, del presidente del Coni Puglia, Elio Sannicandro, e dei  dirigenti del Comune di Taranto al Patrimonio, Mimmo Netti, alle Risorse Finanziarie, Stefano Lanza, e ai Lavori Pubblici, Erminia Irianni.  La relazione  tecnica è affidata all’Arc Francesco D’Elia, esperto in impiantistica sportiva. A moderare i lavori sarà il giornalista Leo Spalluto.

Il convegno è aperto  al contributo che vorrà essere espresso dagli Ordini Professionali della Provincia di Taranto e alle Associazioni Datoriali.

 

 

 

GLI EVENTI E IL CALENDARIO DI SPORT IN PIAZZA 2014

 

Piazza Maria Immacolata

Palco

Fitness

Sabato 18 ottobre

Ore 16.30 – 17.30 Fit Boxe Athena Sporting Club

Ore 18.00 – 19.00 TRX Maxxi Zone

Ore 19.30 – 20.30 Zumba SSD srl Afrodite

Gruppo sportive Polizia Locale (Zumba, Cycling)

Domenica 19 ottobre

Ore 10.00 – 13.00 Group Cycling Athena SPorting Club

Ore 16.30 – 17.30 Group Cycling Athena Sporting Club

Dalle 17.30 CSEN

Asd New Paradise Dance con CSEN

Verso Via di  Palma

Sabato 18 ottobre ore

Pugilato – dilettantistica Pugilistica Merico

Boxe Kick boxing – Polisportiva Vivere Solidale

Ore 17.00 amatoriale

Ore 19.30 Interregionale

Gazebi giro Piazza

Comune

Organizzazione

AISS Associazione Istruttori Sportivi a Lecce

Opes Puglia Promozione Manifestazione “Vitattiva”

Maico Acustica con furgoncino controlli

Animazione a cura di a.s.d. “Il Sole” Onlus

 

Arti Marziali

I Cavalieri de Li Terre Tarantine (Uisp) – Scherma (lato telefonia 3)

Il fiore d’Oro – Taiji Quan

A.s.D. Club Il Dragone – Kung Fu

Brazilian Ju Jitsu (Area marturano) con Tempio delle Onde

CSEN

Via Berardi

ASI Gonfiabile 11x6 mt (sabato 18 pomeriggio e domenica 19 mattina)

Basket ASI

 

Via d’Aquino verso Piazza Maria Immacolata

Sabato 18 ottobre

Scherma - Club Scherma Taranto

Circolo Tennis Tavolo Taranto

 

 

Via Mignogna

Endas

Piazza della Vittoria

Sabato 18 ottobre

CUS Jonico Basket TA

Basket in carrozzina “Boys Taranto Basket”

Domenica 19 ottobre

Ore 10.00 – 13.00 Basket: CUS Jonico Basket TA - Basket in carrozzina “Boys Taranto Basket”

Dale 18.00 Calcio a 5 Femminile

 

Molo

Ondabuena

18 ottobre attività dimostrativa teorica per ragazzi

19 ottobre: regata vela in Mar Grande

Gazebo in via Berardi

Piazza Garibaldi

Badmington lato via D’Aquino

 

Villa Peripato

sabato 18 ottobre

ore 16.30 - Duathlon  (asd Meridiana Triathlon) Paintball

Tiro con l’Arco - Arcieri Aulon

Giochi da tavola

Domenica 19 ottobre

A.s.d. Sporting (area rotonda)

Pattinaggio Uisp (area rotonda)

Giochi da tavola

 

Palco Villa Peripato

Domenica 19 ottobre Danza (gestione Uisp-Endass)

Uisp

Endass

Gruppo Sportivo Polizia Locale (Danza Classica e Moderna)

Csen

Asd New Paradise Dance

 

Piazza Giovanni XXIII

Sabato 18 ottobre

Bike Polo

Domenica 19 ottobre

Mini tennis e Beach Tennis – Circolo Tennis Taranto

Rotonda Lungomare

Cinofilia – Ippica

WWF (Canoe e biciclette) verso piazza Maria Immacolata

Spartans Taranto Football americano

Piscina Mediterraneo Village

Domenica 19 ottobre

Waterbasket (per disabili)

 

 

La realtà dei Licei e degli Istituti superiori tarantini ad oggi è assolutamente drammatica ed intendiamo associarci agli studenti nella loro protesta per la rivendicazione del diritto a studiare in condizioni sicure e che favoriscano il loro apprendimento. Una città che dovrebbe aggrapparsi ai giovani e al loro futuro per uscire dalla china resta inerte invece alle istanze dei ragazzi.  Il liceo artistico Lisippo non ha una sede stabile e i ragazzi sono costretti a rotazioni improponibili e a divisioni di classi. Privo anche di laboratori e strumentazione adeguata per chi sceglie il Lisippo, l’offerta formativa risulta carente e demoralizzante per i giovani “artisti” tarantini. Nel 2014, un liceo, che non garantisce agli studenti disabili la possibilità di iscriversi per seguire i corsi, vista la inadeguatezza delle strutture, è improponibile! La possibilità di trasferimento nella sede dell’istituto Salesiani è una eventualità ancora teorica che meriterebbe di trovare un riscontro pratico nel brevissimo periodo. Ancora. Il Liceo Vittorino da Feltre ha addirittura spostato intere classi negli spogliatoi della scuola perché non esistono attualmente alternative valide! Il liceo scientifico Battaglini non ha più un’Aula Magna e per fare educazioni fisica i ragazzi dovranno chiedere “per favore” alla palestra militare di via Cugini per il normale svolgimento delle ore curriculari.  Il corteo della settimana scorsa per le vie del centro cittadino è sintomo di un disagio crescente tra gli studenti e il loro urlo diventa anche il nostro. Le istituzioni non hanno alternative: bisogna agire! Siamo consapevoli che in Martino Tamburrano troveremo un interlocutore valido nell’interfacciarci alla nuova amministrazione provinciale. Noi non lasceremo il campo comunque fino al raggiungimento di un lieto fine per le scuole tarantine. Il diritto all’istruzione merita una tutela costante. Non con le parole ma con i fatti!

Il Coordinatore Provinciale Avv. Mimmo Lardiello

I componenti della Direzione Provinciale  Filippo PAVONE, Luca PICCIARELLI, Gabriele BUONOCUNTO


 

Se parliamo di Ambiente, non possiamo non rivolgere lo sguardo anche a Taranto a quel territorio straordinario, al riscatto che merita e che non può più essere rinviato. E quindi parliamo di Ilva, per ribadire con forza che senza risanamento non c’è futuro per Taranto e non c’è futuro per Ilva. Risanamento significa: innovazione tecnologica per portare a compimento l’ambientalizzazione dei processi produttivi. Su questo non si può balbettare. Il risanamento ambientale non è una parte del problema produttivo-finanziario del polo siderurgico tarantino: è la soluzione.  L’applicazione puntuale delle prescrizioni ambientali dell’AIA è il presupposto della prosecuzione dell’attività di Ilva e dunque la garanzia per il mantenimento dei posti di lavoro e il ripristino di un rapporto corretto fra fabbrica e città. Il polo tarantino avrà un futuro se saprà rinascere come esperienza pilota di una acciaieria tecnologicamente avanzatissima e che adotta i più moderni standard e le migliori soluzioni di tutela ambientale.

IL PARADOSSO DA RISOLVERE

Insomma, Brindisi, ma anche Taranto, ci dicono che la PUGLIA VIVE UN PARADOSSO AMBIENTALISTA: con il numero più elevato di emissioni di CO2 in Italia (il 20% del dato nazionale) è la prima regione in classifica per potenza installata di energie rinnovabili. La Puglia fornisce il contributo più importante nella direzione del pareggio del bilancio energetico nazionale: a fronte di un consumo di poco inferiore a 20 mila GWh, ne produce circa 37.

E’ arrivato il tempo di rimediare a questo squilibrio che, perpetuandosi da oltre trent’anni, ha procurato inevitabili e oggettivi danni: all’ambiente e alla salute.

 Due beni non negoziabili che in passato sono stato sacrificati in ragione dell’emergenza occupazione e del sottosviluppo meridionale.

Taranto con Ilva, il più grande polo siderurgico d'Europa e Brindisi, il più importante polo energetico d'Italia con le sue tre centrali, sono tra i 57 siti di interesse nazionale per interventi di bonifica sulla scorta dell’effettivo rischio sanitario che le sue condizioni determinano per le popolazioni residenti.

Conosciamo i dati angoscianti riportati nello studio SENTIERI per il capoluogo jonico e le tante ricerche condotte qui dal dr. Latini e dal dr. Gianicolo sui neonati con malattie congenite.

 LE NOSTRE PROPOSTE PER RIBALTARE UNA SITUAZIONE NON PIÙ SOSTENIBILE

Per l’area brindisina:

  • Programmare la chiusura della centrale Edipower di Brindisi Nord (come da convenzione del 1996) prevista per il 2004, procedere alla bonifica del sito e restituire l’area all’attività portuale.

  • Sottoscrivere una nuova convenzione tra Enel, Regione, Comune e Provincia – sotto forma di accordo di programma – e prevedere la graduale trasformazione a metano con previsione, nel periodo necessario alla trasformazione, di un minor utilizzo del carbone nella centrale di Cerano. In coerenza con quanto stabilito dall’art. 1 della legge regionale 31/2008.

Per tutta la Puglia:

  • Promuovere come Regione l’iniziativa strategica 2014-2020 lanciata dalla Commissione Europea denominata Mayors Adapt con l’obiettivo di fare fronte ai cambiamenti climatici, promuovendo uno sviluppo urbano sostenibile e riducendo le emissioni dei gas ad effetto serra a livello locale.  Uno strumento per la prevenzione e la gestione degli impatti dei cambiamenti climatici: eventi meteorologici esterni (inondazioni), problemi ambientali (erosione coste e falesie), relativi problemi di sanità pubblica. La Puglia dovrà esercitare un ruolo chiave supportando le amministrazioni nella gestione delle azioni di adattamento e impegnando in maniera strategica i fondi strutturali 2014-2020. Prendere per mano i comuni diventare la cabina di regia tra istituzioni comunitarie e territori.


 

"Non sa di cosa parla, è un'opera strategica”
 

“Emiliano, proprio come Vendola, galleggia sui problemi senza affrontarli e stavolta lo fa sull’investimento Eni per la raffineria Tempa Rossa di Taranto...’mala tempora currunt per la Puglia!’”. Lo dichiara il Vicepresidente del Consiglio Regionale, Nino Marmo. “Emiliano si esprime senza sapere cosa sia la diossina, quali sostanze verrebbero effettivamente diffuse nell’ambiente e dimenticando, ingenuamente oppure no, che Regione, Provincia e Comune di Taranto, tutte di sinistra, hanno espresso più pareri favorevoli all’opera”.
“Innanzitutto - prosegue - la sostanza che potrebbe essere liberata, come ha detto il direttore dell’Arpa Assennato, è l’anidride solforosa e non la diossina. In secondo luogo, nel decreto autorizzativo del Ministero all’Ambiente dell’ottobre 2011, l’investimento viene subordinato al mantenimento del livello delle attuali emissioni (presupposto che per noi resta imprescindibile per la realizzazione dell’opera). Come? Adottando il procedimento della ‘compensazione’, con un piano che mette in campo i più moderni e tecnologici interventi in grado di mantenere le emissioni inalterate rispetto a quelli precedenti all’investimento. Ora, l’Eni sta chiudendo la maggior parte delle raffinerie del Paese, e l’intervento a Taranto rappresenta un’eccezione e per questo sarebbe opportuno intervenire, insieme a tutta la classe dirigente pugliese di destra e sinistra, affinché la raffineria sia ammodernata con tutte le nuove tecnologie.
Nel capoluogo ionico, sono occupate attualmente 1000 persone nella raffineria e con il nuovo investimento si prevede un incremento occupazionale di circa 300 persone, con il coinvolgimento di circa 50 imprese locali. A fronte dell’importanza strategica dell’opera nel Mediterraneo e della necessità, come sostenuto oggi anche dai sindacati, di potenziare e tutelare il settore dell’acciaio, che rappresenta un volano per l’economia nazionale… si dovrebbe essere molto cauti nel fare dichiarazioni. Quanto meno, ci si dovrebbe informare prima. Ma Emiliano continua a parlare di cose che non conosce, danneggiando le legittime aspettative di crescita eco sostenibile nutrite dalla comunità tarantina. È con questo grado di approssimazione - conclude - che vorrebbe governare la Puglia?”. /comunicato


La federazione di Taranto di Rifondazione Comunista interviene sulla vicenza Ilva con una nota che di seguito pubblichiamo

"L'infinita trattativa per l'acquisizione di Ilva sembra aver trovato nell'interessamento da parte di Arcelor Mittal il suo sbocco finale. Tuttavia la gestione del negoziato, condotto in gran segreto, e i comportamenti degli attori coinvolti ci spingono a non prevedere nulla di buono per il futuro. Nessuno ad oggi, governo compreso, ha espresso parole definitive in merito a risanamento ambientale, tutela della salute e salvaguardia dei posti di lavoro; quanto mai incerte appaiono inoltre le reali intenzioni di Mittal. Lo stesso comportamento del commissario Gnudi (espressione diretta del governo) ci pare assai ambiguo - e quasi ci porta a "rimpiangere" l'operato di Bondi. E' molto grave che il legale della gestione commissariale si sia associato alla richiesta di trasferimento a Potenza del processo “AMBIENTE SVENDUTO”, formulata dagli avvocati dei Riva. Al contempo, risultano infondate le recenti dichiarazioni del Commissario in merito al fatto che l'AIA sarebbe stata attuata al 75%. Dove sono le coperture dei parchi minerali? A che punto è il rifacimento delle cokerie? Lo sa Gnudi che senza queste opere l'Ilva continuerà a provocare malattie e morti? Di cosa si meraviglia dunque se la Commissione Europea, di fronte all'atteggiamento superficiale e irresponsabile del "suo" governo sul caso Ilva, ha deciso di proseguire nella procedura di infrazione contro l'Italia? La meraviglia dovrebbe essere dei cittadini italiani, che rischiano di pagare di tasca propria le sanzioni che la Commissione potrebbe comminare al nostro paese per la gestione sconsiderata di tutta questa vicenda! 

I comportamenti di Gnudi si pongono in preoccupante continuità con la gestione Riva, e nulla hanno a che vedere con il ruolo di garante che il Commissario sarebbe tenuto a svolgere. Ci sorprende quindi che egli sia ancora al suo posto: in un paese normale sarebbe già stato rimosso. 

D' altro canto, un campanello d'allarme per ciò che potrebbe succedere all'Ilva di Taranto ci giunge dalla AST di Terni e dalla Lucchini di Piombino. In entrambi i casi Renzi e i suoi, invece di svolgere un ruolo centrale nelle vertenze, preferiscono girarsi dall'altra parte, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di quelle realtà: se a Terni si tollera che la proprietà (la tedesca Thyssen Krupp) licenzi 537 lavoratori (un quinto del totale), a Piombino si continuano ad aspettare improbabili investitori, lasciando i lavoratori e tutta la comunità locale nella completa incertezza."

Tutto questo mentre nelle aule del Parlamento procede a colpi di fiducia, in maniera spedita e ai limiti dell'incostituzionalità, la legge delega sul JOBS ACT, il più grave attacco ai diritti dei lavoratori dal dopoguerra ad oggi.

Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene che, a Taranto come a Terni e a Piombino, si possa salvare l'acciaio con un piano nazionale della siderurgia che preveda un intervento pubblico diretto e mirato alla salvaguardia dell' ambiente, dell' occupazione e delle produzioni, abbandonando l'atteggiamento di subalternità verso le multinazionali dell'acciaio.

Per questo e per rivendicare, allo stesso tempo, maggiori tutele sul lavoro, un grande piano per l'occupazione e reddito per tutte e tutti, il 21 ottobre sosterremo lo sciopero territoriale della Fiom e il 25 ottobre saremo a Roma in piazza con la CGIL.

Importante intesa raggiunta  dalla commissione politiche agricole nazionale coordinata dall'assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni.
E stato approvato lo schema di decreto che consente il riconoscimento delle nuove organizzazioni di produttori olivicole.

La Puglia ha saputo raccogliere la sfida dell'aggregazione molto di più di altre regioni olivicole nella convinzione che questa debba essere la via per il rilancio di un settore importantissimo per la nostra regione – ha detto l’Assessore Nardoni.
I requisiti per il riconoscimento garantiscono aggregazioni vere, con almeno 1000 soci ed un fatturato di 750.000 euro, oltre alla prevalenza del prodotto dei soci rispetto a quello complessivamente commercializzato dalla OP.

Ma il risultato raggiunto consente anche di ridefinire le risorse complessivamente destinate al settore per le attività che le Organizzazioni di Produttori dovranno svolgere sulla base dei nuovi programmi.

La Puglia incrementa le proprie risorse di circa il 20% e passa da 7,400 a 9,100 milioni di euro annui con un incremento in valore assoluto di 1,700 milioni di euro annui da destinare al finanziamento dei programmi delle OP del settore olivicolo.
Questo risultato – ha commentato infine l’Assessore Nardoni -  consente di migliorare quello già raggiunto con le decisioni su primo e secondo pilastro e dimostra l'attenzione della Puglia verso un settore ritenuto strategico per tutta la nostra regione.

 

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