Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator
Preferenze sui cookie
Giornale di Taranto - Giornalista1

 

Un nuovo fondo di garanzia per mitigare il rischio credito e sostenere il pagamento delle rate nei momenti di difficoltà del mutuatario.

Il protocollo CREDIamoCI, siglato dall’ABI, associazione banche italiane, con le associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, La Casa del Consumatore, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori) ha l'obiettivo: dopo sette anni di crisi, di sostenere la ripresa. Un programma di lavoro biennale che si inserisce nel nuovo contesto dell’unione bancaria  europea e di un mercato unico europeo dei crediti ipotecari, basato su una regolamentazione omogenea in grado di aumentare, a parità di regole, la concorrenza tra i diversi Paesi.

I lavori per mettere a punto un’adeguata offerta finanziaria per sostenere i consumi puntano su tre aree di intervento: accesso al credito, sostegnoalle famiglie in difficoltà, informazione al consumatore. I punti nel dettaglio:

  • promuovere l’istituzione di un fondo di garanzia per l’accesso al credito al consumo;

  • analizzare l’efficacia degli strumenti esistenti per mitigare il rischio di credito (es. Fondi di garanzia per la casa, polizze assicurative);

  • esaminare il recepimento della nuova Direttiva europea sul credito ipotecario per favorire il processo di erogazione dei crediti attraverso un’attenta analisi delle peculiarità della normativa italiana (es. mutui, polizze assicurative, prestito ipotecario vitalizio, cessione del quinto dello stipendio/pensione) e colmare le differenze con i principali Paesi europei;

  • promuovere la diffusione delle informazioni dettagliate sul funzionamento del Fondo di garanzia per la prima casa;

  • rafforzare gli strumenti per sostenere il pagamento delle rate nei momenti di difficoltà del mutuatario (es. iniziative di legge quali Fondo di solidarietà per i mutui per la prima casa);

  • promuovere misure standard di sospensione dell’ammortamento in favore delle popolazioni colpite da eventi di natura calamitosa (es. terremoti, alluvioni, etc.) nell’ottica di intervenire tempestivamente nei casi di emergenza ed evitare interventi differenziati a livello regionale;

  • misure di sostegno per le famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate di alcune tipologie di credito al consumo;

    incrementare la consapevolezza del consumatore nella scelta dei prodotti di credito e/o servizi accessori in termini di costi complessivi, rischi assunti (ad es. di credito e di mercato), valorizzando trasparenza e semplicità.


 

                           
Intanto nasce una polemica dell'Assessore con il cuoco Ilario Vinciguerra per una dichiarazione negativa sull'olio pugliese durante una trasmissione RAI. Lo chef invitato a venire in Puglia.
 
Dal 4 al 6 febbraio la Puglia è stata protagonista al Fruit Logistica 2015 di Berlino, la più importante fiera del commercio internazionale di prodotti ortofrutticoli. Una tre giorni che ha coinvolto espositori provenienti da tutto il mondo, con una folta rappresentanza italiana e della Puglia presente con 24 espositori aggregati nello spazio organizzato della Regione Puglia in collaborazione con Unioncamere. Hanno presentato i propri prodotti (uva da tavola, agrumi, ciliegie e ortaggi tipici quali pomodori, cavoli, cipolle, carote e patate), con l’obiettivo di consolidare il ruolo sul mercato estero e soprattutto su quello tedesco che da solo assorbe il 26 % dell’intera produzione ortofrutticola pugliese. 
I dati Unioncamere del 2014 - ha detto Fabrizio Nardoni, Assessore alla Risorse Agricole della Regione Puglia - confermano che l’export pugliese per il settore ortofrutta, nonostante la crisi, tiene molto bene e che probabilmente supererà i 442 milioni di euro registrati nel 2013.
Numerosi gli incontri con la stampa e iniziative istituzionali rivolte alle maggiori testate giornalistiche di settore e ad un pubblico qualificato di esperti e operatori commerciali tedeschi e internazionali, interessati ad avviare e consolidare rapporti commerciali con le aziende pugliesi.

Sulle produzioni pugliesi si registra una levata di scudi nei confronti di una affermazione fatta dal cuoco Ilario Vinciguerra all’interno della trasmissione RAI “Detto Fatto” andata in onda lo scorso 3 febbraio. Il cuoco chiamato in studio per una ricetta affermava infatti: “l’olio del Sud è più pesante di quello ligure e, quindi, più acido”. “Peccato – dice l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni – che questo spot, fatto sulla rete di stato nazionale, a favore delle produzioni liguri, non solo non corrisponda al vero, ma venga fatto in danno di regioni, come la Puglia ad esempio, che produce oltre il 50% di tutto l’olio italiano e che spesso lo stesso sia la fonte originaria e predominante di tanti oli, imbottigliati altrove, e spacciati per produzioni di altre regioni”.  “L’olio del Sud e della Puglia costituisce una produzione vera, tangibile e per questo andrebbe considerato come patrimonio nazionale da preservare anche nella comunicazione - afferma ancora l’assessore Nardoni, che ha inviato questa mattina anche richiesta di rettifica alla trasmissione RAI condotta da Caterina Balivo. In Puglia - specifica Nardoni - non soltanto produciamo e imbottigliamo in loco olio extra vergine d’oliva di altissima qualità e dai più svariati profili aromatici e gustativi frutto di produzioni reali e non di importazioni selvagge, ma da molti anni ormai siamo la patria incontrastata di pregiatissimi oli prodotti con metodo biologico. Crediamo che l’affermazione del bravo Vinciguerra - dice infine Nardoni - sia stata fatta certamente non per dolo ma per scarsa conoscenza delle grandi eccellenze che caratterizzano le nostre produzioni.  Vuoto di sapere che intendiamo colmare invitandolo proprio a cucinare nella stessa trasmissione un suo pregevole piatto utilizzando l’olio pugliese che considererà più appropriato per la preparazione.  Qualora dovesse incontrare qualche difficoltà per la selezione di un olio, allora sarà nostra cura invitarlo in Puglia per fargli conoscere il fantastico mondo dell’extravergine pugliese che da questa terra afferma e diffonde la qualità e il gusto italiano nel mondo”.

 


 

 

 

Di seguito il testo della mozione depositata dai Consiglieri comunali Dante Capriulo, Paolo Ciocia, Gianni Liviano e Francesco Venere, per la discussione nel prossimo Consiglio Comunale di Taranto, in cui chiediamo che si faccia chiarezza sulle reali ragioni per cui il Porto commerciale non solo non si sviluppa ma anzi rischia di chiudere definitivamente, con la perdita di migliaia di posti di lavoro e la speranza di un futuro diverso.

CONSIGLIO COMUNALE DI TARANTO

MOZIONE

Ai sensi del REG.TOSUL FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI TARANTO


OGGETTO: problematiche Porto di Taranto;

Il consiglio comunale di Taranto, riunito in pubblica adunanza in seduta odierna,

PREMESSO CHE:

  • le problematiche del porto hanno fondamentale rilevanza per la città di Taranto e per il suo sviluppo economico futuro;

  • nello scorso consiglio del 30 settembre 2014, a seguito delle vibrate sollecitazioni dei lavoratori portuali, il Consiglio Comunale, alla sua unanimità ha approvato atto d’indirizzo, con deliberazione n. 89/2014, per affrontare le problematiche occupazionali dei lavoratori del Porto;

  • già l’11 settembre 2013, con delibera n. 90/2013, il Consiglio Comunale aveva approvato una atto d’indirizzo per richiedere l’istituzione del Porto Franco o della zona ad economia speciale per Taranto;

  • perdura la cassa integrazione per oltre 600 lavoratori della T.C.T.;

  • grave è l’impatto sulle migliaia di lavoratori dell’indotto (trasportatori ed altri) a causa del blocco della attività commerciali del porto;

  • continua il sostanziale trasferimento di tutte la attività di movimentazione container da Taranto al Pireo (Grecia) da parte  della holding che ha in concessione la banchina del molo polisettoriale (Hutchison, Evergreen, GSI) costituenti la Taranto Container Terminal SpA;

  • appare ai più defatigante la lentezza dei lavori previsti nel porto, ritardati da continui stop giudiziari;

  • è in corso la conversione in legge del D.L. n. 1 del 2015, che all’art. 7 introduce norme sul porto di Taranto.

CONSIDERATO CHE:

  • appare necessario verificare gli impegni assunti nell’incontro tenutosi a Roma, il 30/10/2014, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Delrio;

  • che tutti ritengono strategico per il diverso futuro economico della città lo sviluppo commerciale e la retroportualità.

VERIFICATO CHE:

  • le attività commerciali del porto stanno subendo una drammatica crisi che mette a serio rischio le opportunità di sviluppo e di tutela occupazionale dei lavoratori, diretti e dell’indotto;

  • ai più sfuggono i veri motivi per cui alle promesse quasi mai seguono i fatti ed anzi sembra che la vera intenzione sia quella di penalizzare lo scalo portuale Jonico a favore di altri porti nazionali ed europei.

Tutto ciò premesso, considerato e verificato, richiamate le due delibere consiliari già approvate, che fanno parte integrante del presente atto, il Consiglio Comunale sollecita il Governo nazionale ed i parlamentari locali, il governo regionale ed i consiglieri regionali, il governo provinciale ed i consiglieri provinciali, il Sindaco, l’Autorità Portuale, le rappresentanze economiche, sindacali e sociali del territorio ad attivarsi per la individuazione di soluzioni concrete e rapide in favore dello sviluppo commerciale del porto e della tutela delle migliaia di lavoratori coinvolti, anche attraverso la richiesta di una nuova convocazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e con l’individuazione di norme a sostegno dell’incremento dei traffici portuali, e delle retroportualità, nell’ambito della conversione del dl n. 1 del 2015 (es. Porto Franco o Z.E.S.).


 

Incentivi per realizzare progetti di investimento finalizzati a migliorare condizioni di salute e sicurezza sul lavoro o per adottare modelli organizzativi e responsabilità sociale. 

 

L'Inail mette a disposizione 267.427.404 euro per finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I destinatari degli incentivi sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. I finanziamenti vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande. Il contributo in conto capitale, pari al 65% dell’investimento al netto dell'iva, per un massimo di 130.000,00 euro ed un minimo di 5.000,00 euro (per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di contributo), viene erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto.Sono ammessi a contributo progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie: 

 

  1. progetti di investimento;
  2. progetti di responsabilità sociale e per l'adozione di modelli organizzativi; 

Le imprese possono presentare un solo progetto per una sola unità produttiva, riguardante una sola tipologia tra quelle sopra indicate. Per i progetti di tipologia 2 l'intervento richiesto può riguardare tutti i lavoratori facenti capo ad un unico datore di lavoro, anche se operanti in più sedi o più regioni. L'importo destinato dall'INAIL ai progetti, per l'anno 2014, è ripartito sui singoli Avvisi Regionali pubblicati sul portale dell'INAIL. La domanda potrà essere presentata in  modalità  telematica a partire dal 3 marzo 2015.

 

 


 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO UN CONTRIBUTO DI Vincenzo Ludovico. Un memoriale in suffragio alle vittime dell’ Olocausto Nazista -

Anna De Carlo: “ Un viaggio lungo il “Treno della Memoria ”

 

Il Sindaco dott. Giorgio Grimaldi, l’Amministrazione Comunale di San Giorgio Jonico, i dirigenti scolastici: prof.ssa Alessandra Larizza e il dott. Antonio Di Comite, sono lieti di comunicare che Martedì 27 Gennaio 2015 presso l’auditorium  “ Vincenzo Crisigiovanni ” dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli ha avuto luogo l’evento culturale “ La Giornata della Memoria, per non dimenticare ”. Tale evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione  “ in toto ” tra i diversi componenti e alla preparazione magistrale dei ragazzi e bambini dell’Istituto Comprensivo G.Pascoli  plesso scuola primaria Michele Nesca e l’Istituto Maria Pia di Savoia plesso scuola primaria Alcide De Gasperi. Protagonisti di questa giornata, sono stati dunque i nostri piccoli amici che ci hanno aiutato a riflettere sul triste tema legato al genocidio nazista con poesie, recite, presentazioni audiovideo ed elaborati grafici. Ad animare l’evento sono stati due artisti, il maestro clarinettista Giacomo Bortone e la cantautrice e chitarrista Giù Di Meo. Coordinatrice del progetto è stata l’operatrice bibliotecaria Anna De Carlo, referente della Biblioteca Comunale “ G. Monteleone ” del Comune di San Giorgio Jonico.

Ed ecco, il sipario dell’auditorium si apre con il sottofondo musicale “ La Guerra di Piero ” di Fabrizio De André interpretata dai musicisti Bortone – Di Meo che hanno saputo trasmettere le giuste emozioni del testo musicale sopracitato. Sul palco dell’auditorium  sono a salire: l’Assessore alla P.I. dott. Piero Venneri il quale ha trasmesso all’intera platea i valori emotivi dell’anniversario della liberazione dai lager nazisti dei pochissimi sopravvissuti e soprattutto perché lo si ricorda, la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo G. Pascoli prof.ssa Alessandra Larizza, la quale ha ripercorso cronologicamente sia a livello etico - morale che dal punto di vista scientifico,  il vissuto dei bambini e ragazzi che persero la vita in quei mondi spietati di tortura invitando tutti i  presenti a « Renderci Uomini Del Domani » non commettendo gli errori/orrori dei nostri predecessori tedeschi, infine a chiudere il saluto è stato l’insegnante Dino Miccoli, che incoraggia i propri alunni ad avere il coraggio, la passione e la consapevolezza nel farne esperienza positiva nel ricordare l’indistinguibile giornata. Ad avviare la presentazione è sempre la coordinatrice Anna De Carlo, la quale informa gli spettatori che la “ La Giornata della Memoria – per non dimenticare ” manifestazione istituita con la Legge 211 del 2000 è un memoriale che aiuta a riflettere su un argomento tragico e doloroso: il genocidio compiuto dalla Germania nazista nella II Guerra Mondiale nei confronti di etnie, sesso, religione, orientamento sessuale e politico, ecc.. Ricordare questa giornata, rappresenta dunque una sorta di ribellione ma al tempo stesso una speranza per un mondo di pace e prosperità. La bibliotecaria, si sofferma dunque, sulla lettura di alcune pagine di storia tratte dal libro “Le valigie di Auschwitz” della giornalista e scrittrice italiana Daniela Palumbo, che nel 2010  ha vinto il premio  di letteratura per ragazzi “ Il Battello a Vapore 2010 ”  - Edizioni Piemme.  Il libro  pubblicato nel Gennaio del 2011, l’ha consacrata miglior scrittrice di letteratura per l’infanzia dell’anno. Quelle pagine  piene di così tanta voglia di scoprire cosa contenessero le valigie, parlano di alcuni  ragazzi che costretti ad abbandonare le proprie case  per motivi ignoti, vengono forzati a partire solo con delle valigie preparate in fretta, contenenti un po’ di tutto, proprio perché svegliati dall’ improvvisa incursione tedesca non conoscevano l’inaspettata meta, la  sola cosa certa era il non ritorno. Infatti  il  22 Maggio del 1940 divenne operativo  il “Campo di Concentramento di Auschwitz”,  uno dei tre campi principali di sterminio che formavano il complesso concentrazionario situato Auschwitz in Polonia.

Facevano parte del complesso anche il Campo di Sterminio di Birkenau, situato a Birkenau , il Campo di Lavoro di Monowitzsituato a Monowitz, ed i restanti 45 sottocampi costruiti durante l'occupazione tedesca della Polonia.

 Il complesso dei campi di Auschwitz svolse un ruolo fondamentale nei progetti di « soluzione finale del problema ebraico»,  eufemismo con cui i nazisti indicarono lo sterminio degli ebrei divenendo rapidamente  il più grande ed efficiente centro di sterminio nazista. Auschwitz, dunque nell'immaginario collettivo,  è diventato il simbolo universale del lager. Il campo di concentramento di massa fu realizzato per uno scopo solo, annientare e sterminare gli ebrei. Perché dunque? La risposta è facile, perché erano EBREI.

Inizialmente gli internati furono intellettuali e membri della resistenza polaccapiù tardi infatti, vi furono deportati anche prigionieri di guerra sovietici, criminali tedeschi, prigionieri politici ed « elementi asociali » come mendicanti, prostitute, omosessuali ed infine ebrei.  Vi furono detenute dalle 13.000 alle 16.000 persone ma nel 1942 si raggiunse la cifra di 20.000 detenuti . Oltre 1.000.000 di individuipersero la vita  nel giro di cinque anni tra il 1940 e il 1945. Sopra il cancello di ingresso si trovava la sibillina scritta “ Arbeit macht frei –“il lavoro rende liberi ”. Sembra che la scritta sia stata ideata da  Sturmbannführer Rudolph Höss, primo comandante responsabile del campo e sembra anche che il fabbro che progettò la scritta, un dissidente politico polacco di nome Jan Liwackz , matricola 1010, l'abbia fatta appositamente saldando la lettera "B" al contrario come segno di protesta in quanto conscio di quale sarebbe stata la vera funzione del campo di Auschwitz, un gesto che gli sarebbe potuto costare la vita , a tal proposito, sembra che lo stesso fabbro, sopravvissuto all'Olocausto, quando il campo fu liberato dall'Armata Rossa, chiese di riavere l'insegna in quanto, essendo stata realizzata da lui, "gli apparteneva", cosa che non avvenne dato che, ormai, la scritta apparteneva ed appartiene ancora  alla tragica ed orribile storia. Il 2 Luglio 1947  lo Stato polacco riconosce il “Complesso di Auschwitz – Birkenau” come monumento commemorativo nazionale: il sito è sottoposto alla tutela della Sovrintendenza Polacca Per i Beni Culturali, assumendo il nome di “Museo Statale di Oswiecim-Brzezinka” , mutato nel 1999 in “ Museo Statale di Auschwitz- Birkenau ” e nel 1979 è riconosciuto  dall'UNESCO come Bene Culturale Patrimonio dell’Umanità.

Dunque chi è un testimone? Un testimone è colui il quale conosce un fatto perché lo ha visto o purtroppo vissuto.  Ecco cosa sono state “Valigie di Auschwitz” per la giornalista Daniela Pulumbo, la quale ha saputo descrivere con un certo “ tatto emozionante ” il magazzino presente nella stanza n°4 del blocco 5, in cui si vedevano e si vedono ancora oggi, numerose valigie ammassate l’una accanto all’altra con impressi i nominativi e gli indirizzi dei rispettivi proprietari, testimonianza del fatto che rappresentavano la proprietà di qualcuno: un numero di matricola. Le valigie, dunque piene o vuote, simboleggiavano la presenza della speranza che mai si perde ma che i bambini ebrei deportati e morti in quel campo, hanno lasciato lì a ricordare il loro passaggio. Un genocidio voluto dal tedesco Adolf Hitler, che con la sua citazione ricorrente  « l’ebreo è colui che avvelena tutto il mondo,se l'ebreo dovesse vincere, allora sarà la fine di tutta l'umanità, allora questo pianeta sarà presto privo di vita come lo era milioni di anni fa » volle sottolineare le sue manie di grandezza e di sterminio nei confronti degli ebrei paragonandoli a vermi che si annidavano nella società e a dinosauri che divoravano le altre forme di vita.  Dalle righe  scritte dalla giornalista Daniela Palumbo, si evince inoltre  che gli ebrei ammassati l’uno all’altro vennero deportati presso i campi i concentramento a bordo di treni  privi di sedili, acqua, bagni e cibo. Una volta arrivati alla tanto inaspettata meta, dopo essere sfruttati fino all’esaurimento delle proprie forze uomini, donne, bambini e anziani venivano   accompagnati a “fare la doccia” in bagni in cui vi erano speciali tubi idraulici da cui non scendeva acqua, bensì gas nervino che provocava un sonno da cui le vittime non si risvegliavano più. Ora però si entra nel vivo della giornata, a fare da cornice all’intera manifestazione sono stati sempre loro, il maestro di clarinetto Giacomo Bortone e la cantautrice e chitarrista Giù Di Meo che con la loro maestria hanno introdotto i veri protagonisti della giornata sul palco dell’auditorium. I primi ad esibirsi sono stati i bambini della classe V A del plesso M. Nesca, che guidati dall’insegnante Concetta Falconi, si sono esibiti nello spettacolo “ Le emozioni nei ricordi – quando le emozioni ci educano”,     musical basato interamente sulle emozioni. Successivamente sono saliti i bambini della classe V A del plesso M.P. Di Savoia, che guidati dall’insegnante Dino Miccoli, hanno realizzato il giornale / manifesto “ Je suis la Paix ”   basato sulle poesie, canti e illustrazioni realizzate dagli stessi bambini. Successivamente i bambini delle classi V B, C e D dello stesso plesso, guidati dagli insegnanti Lina Magrì, Sonia Lenti, Silvana Leo, Pina Scardigno, Giusy Donatelli, Lucia Rosafio e Francesco Cinque, hanno eseguito delle performance cantando il brano musicale “ Beautiful that way ” di Nicola Piovani e Noa, colonna sonora del film  “ La vita è bella ”  e recitando poesie tratte dall’opera poetica “ Se questo è un uomo ” di Primo Levi, scritta tra il dicembre del 1945 e il gennaio del 1947 per ricordare e trasmettere l’orrore dell’olocausto a cui egli stesso assistette nel campo di sterminio di Monowitz.  A salire successivamente sul palco sono stati i ragazzi delle terze classi della scuola media G. Pascoli portando anche loro in scena determinati progetti preparati e guidati dal corpo docente rappresentato dalle prof.sse Catozzella, Caputo e Fischetti. La classe III A ha trattato come progetto un video tratto dal film “ Concorrenza Sleale” che tratta le leggi raziali, la III B ha commentato il film “ Jona che visse nella balena”, la classe III C ha realizzato e commentato un video tratto dal film “ Mi ricordo Anne Frank ” che parla del ritrovamento postumo del diario dell’omonima piccola scrittrice che parla dell’inganno attuato ai bambini per avvicinarli ai forni crematori. La classe III D ha realizzato un video tratto dal film commovente “Il bambino con il pigiama a righe” in cui si evince la forza e il coraggio di un’amicizia nata tra due bambini di differente religione ma divisi da una rete spinata. La classe III E ha realizzato un cortometraggio tratto dal film “Il pianista” focalizzando il loro interesse critico sulla nascita dei ghetti e della camere a gas. La classe III F ha ideato una raccolta di microfilmati tratti dal film “Schindler's list - La lista di Schindler”soffermandosi sui protagonisti delle quattro scene  filmate a colori tra cui le candele che si spengono, le candele che si riaccendono, la bambina col cappotto rosso ed infine  le pietre che vanno a ricoprire la tomba di Oskar Shindler. L’ultima classe a mostrare il proprio elaborato è stata la classe III G, che ha commentato e rielaborato un video tratto dal film “Fateless – senza destino” basato sul romanzo autobiografico dello scrittore  Imre Kertész  che racconta della propria prigionia deportato da bambino nel campo di concentramento di Auschwitz segnando la propria infanzia e maturità, allontanato inoltre dalle proprie amicizie. A concludere l’intera manifestazione di tale giornata, sono stati i due musicisti Giacomo Bortone e Giù Di Meo esibendosi nell’interpretazione del brano musicale “ Beautiful that way ” colonna sonora del film “La vita è bella”, accompagnando musicalmente la coordinatrice dell’evento Anna De Carlo e la prof.ssa Alessandra Larizza, che hanno espresso i loro ringraziamenti.

In conclusione – affermano gli organizzatori dell’evento: « il fine utile della manifestazione è stato quello di non dimenticare un pezzo della nostra storia ».

La riuscita di tale manifestazione, inoltre è stata resa possibile grazie alla collaborazione volontaria di alcuni ragazzi fotografi che collaborano attivamente alle diverse attività della biblioteca comunale “ G.Monteleone” del comune di San Giorgio Jonico. Strabiliante successo dunque, quello di  martedì 27 gennai 

 

 

Foto da allegare all’articolo:

 

        

       Manifesto / giornale “ Je suis la paix ”                                L’intera platea

 

 

Bambini sul palco

 

 

       Giù Di Meo e Giacomo Bortone                                        La coordinatrice  Anna De Carlo


 

 

Deflazione ai minimi storici. L’indice dei prezzi al consumo a gennaio è diminuito dello 0,6 , rispetto allo stesso mese dello scorso anno; si è toccato il livello più basso dal settembre del 1959 (-1,1%).  La uscita dalla deflazione è più difficile del previsto.

Una crisi che non fa sconti e che sta piegando il commercio,   come si evince leggendo i dati del Registro delle imprese della Camera di commercio di Taranto, dove  -nel solo capoluogo- al 31 dicembre 2014, le  imprese del commercio, del turismo e dei servizi cessate sono state  624 su 398 nuove imprese iscritte,  per un totale di 7012 imprese attive.

Nelle prossime ore  Confcommercio incontrerà l’assessore alle Attività Produttive, Gionatan Scasciamacchia, e si decidere come riprendere l’importante percorso di confronto sui Distretti Urbani del Commercio, avviato nell’autunno scorso e interrotto a dicembre.

Si farà inoltre il punto su orari di apertura dei negozi e  calendario 2015 delle aperture festive;  l’orientamento espresso dalle categorie a tal proposito è di dieci  aperture, delle quali otto  coincidenti con la prima domenica del mese, più  quattro come da tradizione a dicembre.

Si parlerà anche di eventi, di animazione e delle necessità di coordinare le varie attività, e manifestazioni organizzate  dalle istituzioni civili e religiose,  dalle associazioni sportive e culturali e dai privati,  al fine di evitare disagi  ed intralcio al traffico,  ed inutili accavallamenti di eventi.

Soprattutto sarà necessario darsi delle scadenze ed assumere impegni ben precisi riguardo a tre temi che stanno in cima alla lista delle priorità: PARCHEGGI - TRASPORTI- SICUREZZA, e che sono legati al buon esito delle aperture straordinarie dei negozi.

Confcommercio a tal fine riproporrà la questione  già affrontata, in precedenti tavoli,  dell’ampliamento delle  aree parcheggio già esistenti, in attesa di vedere realizzati i progetti di  Baraccamenti Cattolica e Arena Artiglieria. Chiederà un potenziamento del servizio di trasporto pubblico ed una maggiore presenza di Vigili urbani e  Forze dell’ordine finalizzata soprattutto al controllo ed alla repressione del commercio  abusivo.

Le aperture straordinarie possono rappresentare una opportunità per il commercio che vive una delle sue stagioni più amare, come evidenziano i numeri e come confermano le tante saracinesche chiuse. E’ chiaro che occorre:  incoraggiare i consumatori a raggiungere le aree commerciali proponendo iniziative di qualità e  ben organizzate,  e  facilitare l’accesso alle aree urbane. Risultati che possono essere raggiunti solo attraverso una puntuale organizzazione dei servizi, ed un coordinamento dei soggetti interessati.


TRASPORTO UNITO FIAP - NOTA DEL SEGRETARIO PROVINCIALE BIAGIO PROVENZALE

 

A seguito dell’incontro con le Associazioni di categoria, volto ad una verifica istituzionale dei crediti dei fornitori dell’autotrasporto Ilva Spa, realizzato giovedì 29 gennaio in Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, i vettori attualmente impegnati nello sciopero dell’indotto hanno ricevuto invito a sottoscrivere un addendum ai contratti di trasporto attualmente in essere, recante le seguenti modifiche e/o integrazioni:

- a decorrere dalla data del 30 gennaio 2015 (c.d. “data di efficacia”), pagamento dei corrispettivi del trasporto regolati 60% in acconto e, per il residuo 40%, a 30 giorni data di emissione fattura (fine mese);

- pagamento delle prestazioni di trasporto eseguite nel periodo intercorso tra il 21 gennaio 2015 e la data di efficacia, da regolarsi entro il 10 febbraio 2015;

- riconoscimento del carattere di prededucibilità dei crediti, ai sensi dell’art. 52 D.Lgs. n. 270/1999, sorti a far data del 21 gennaio 2015.

I vettori locali interpellati in data odierna da codesta segreteria provinciale, in attesa di conoscere la portata degli emendamenti al D.L. n. 1/2015, fanno riserva di valutare le sopra citate proposte dietro riscontro chiaro ed urgente in merito alla sorte dei crediti vantati anteriormente alla dichiarazione dello stato di amministrazione straordinaria di Ilva Spa (21 gennaio 2015), ritenendo l’incasso di dette somme necessario per assicurare la ripresa delle attività di trasporto.

Nel particolare, preso atto della dichiarazione dello stato di insolvenza  dichiarato dal Tribunale di Milano lo scorso 30 gennaio 2015; considerata altresì l’elevata incidenza dei costi dell’autotrasporto che non consente l’accettazione di una proposta concordataria con minima soddisfazione delle pretese vantate, auspicano il pagamento dei crediti per un ammontare almeno pari all’80%, da monetizzarsi e, per il residuo, da erogarsi attraverso l’introduzione di sgravi di carattere fiscale e contributivo, proseguendo l’astensione dalle prestazioni di trasporto. 

 

                                                                                                          Il segretario provinciale

                                                                                                            Dr. Biagio Provenzale


 

 

 

Si è conclusa poche ora fa la prima udienza dibattimentale davanti al Tribunale Collegiale di Trani, Presidente Dott.ssa Giulia Pavese, nei confronti delle agenzie di rating Standard & Poors’ e Fitch, nonchè nei confronti degli imputati Deven Sharma, Yann Le Pallec, Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer (responsabili primari a vario titolo di S&P) e Willmoth Riley David Michael(capo rating sovrano Fitch).

 

La Procura di Trani, nei due processi che avevano preso il via a seguito di una denuncia delle associazioni di consumatori ADUSBEF e Federconsumatori, aveva chiesto nel 2014 il rinvio a giudizio sia dei cinque imputati facenti capo a Standard & Poor’s che del sig. Riley, ipotizzando per tutti i reati di manipolazione pluriaggravata del mercato ai sensi dell’art.185 del Testo unico della Finanza

 

All’odierna udienza, durante la quale oltre all’ADUSBEF ed ai consumatori che già in fase preliminare si erano rivolti ad essa, e che già erano stati ammessi come parte civile nel processo, hanno fatto richiesta di ammissione altre associazioni di consumatori ed altri singoli consumatori, molti dei quali ancora assistiti dal team legale di Adusbef, con gli avvocati Antonio Tanza, Vincenzo Laudadio e Pierfilippo Centonze.

 

Si è costituita, solo però come semplice parte offesa, anche la Consob, mentre Banca d’Italia era già presente nella fase preliminare, anch’essa solo come parte offesa. Nessuno, invece, si è costituito per il Ministero delle Finanze, pur essendo legittimato a farlo.

 

Il Tribunale, pertanto, alla luce delle difese svolte dai difensori degli imputati, delle parti civili e della pubblica accusa, ha rinviato la causa al prossimo 5 marzo per sciogliere la riserva in ordine alle costituzioni di parte civile richieste dai nuovi consumatori e nuove associazioni, nonchè all’esito per la prosecuzione del processo con l’esame di tutte le eventuali eccezioni preliminari.

 

Adusbef, grata al lavoro instancabile e puntuale della Procura della Repubblica di Trani ed al PM Dott. Michele Ruggiero continuerà a seguire con dedizione quello che è stato definito il processo dei processi in materia finanziaria.


Pubblichiamo di seguito un Intervento di Vincenzo Cesareo- Presidente Confindustria Taranto

 

I toni sia pur cautamente ottimistici emersi anche a mezzo stampa in questi ultimi giorni, rispetto alla situazione dell’indotto Ilva, non devono trarre in inganno chi legge: lo scenario è ancora a dir poco disastroso, le imprese indebitate continuano nella loro lotta contro il tempo, le garanzie per il futuro- di queste imprese ma anche dello stesso stabilimento – sono pari a poco più che zero.

La premessa, per quanto impietosa, è d’obbligo per delineare, prima che sia davvero troppo tardi, le richieste irrinunciabili da portare all’attenzione del Governo per evitare il tracollo di un intero sistema: Ilva e non solo, considerate le già critiche condizioni  del tessuto economico, produttivo ed occupazionale jonico: l’effetto trascinatore della crisi del siderurgico porterebbe con sé interi comparti: commercio, artigianato, professioni, e tutto quello che già in passato abbiamo indicato come indotto invisibile, quello delle piccole forniture, spesso neanche monitorate dalle indagini statistiche.

Intanto, ci corre l’obbligo di ringraziare chi, attraverso gli emendamenti fin qui presentati, ha concorso a tenere accesi i riflettori sulla platea delle imprese e quindi dei lavoratori dell’indotto Ilva. Le modifiche proposte al decreto, tuttavia, pur andando nella direzione da noi auspicata, non sciolgono i nodi nevralgici del problema.

Gli aspetti messi in luce, infatti, pur costituendo una traccia preziosa per ricomporre una situazione di per sé molto complessa e diversificata, non sembrano arrivare al “cuore” del problema.  E’ bene chiarire, intanto, che il Fondo di Garanzia, contemplato negli emendamenti già presentati, non immette liquidità nelle casse delle aziende, ma consente loro di contrarre ulteriori prestiti con la garanzia del fondo stesso, altrimenti difficilmente ottenibili dalle stesse imprese già abbondantemente indebitate per far fronte alle prestazioni verso Ilva.

Proviamo a capire, pertanto, attraverso pochi passaggi, cosa potrebbe realmente costituire per la platea dei fornitori Ilva la chiave di volta della questione, anche in vista della prossima riunione  congiunta delle Commissioni Industria ed Ambiente.

In primis, la definizione di cosa si intende quando si parla di indotto Ilva.

In ordine di importanza, riteniamo che debbano rientrarci le imprese che operano in forma continuativa per il centro siderurgico di Taranto e provincia, nonchè del bacino regionale, e che risultino avere almeno il dieci per cento del loro fatturato riferito alle forniture (intese come interventi, lavorazioni, trasporti) per Ilva negli ultimi tre anni; con gli stessi requisiti, riteniamo che debbano rientrare le imprese operanti in altre Regioni e che abbiano assunto una significativa percentuale di lavoratori dipendenti a Taranto.

Alla luce di questa definizione, devono essere considerate fornitrici strategiche tutte le imprese in possesso di tali requisiti.

In quanto tali, avrebbero così accesso alla corresponsione della pressoché totale mole dei crediti pregressi (ovvero maturati prima dell’ingresso in amministrazione straordinaria) in vari modi, e cioè, in assenza di risorse immediate:

-con un adeguato piano di rientro, nei tempi e modalità da stabilire;

-attraverso i crediti di imposta;

-con partecipazioni al capitale della stessa newco

-con un mix di queste forme.

E’ evidente come tali aspetti, in parte contemplati in alcuni degli emendamenti già depositati, abbiano un effetto fondamentale sul futuro dell’indotto e dello stesso stabilimento; quello che ci auguriamo è che diventino prioritari se davvero si vuole pensare ad una exit strategy capace di contemperare le varie esigenze in campo.

Tali fondamentali correttivi al decreto avrebbero infatti l’effetto immediato di riportare le imprese e quindi la produzione Ilva – al momento ai minimi storici – in un regime di attività sufficiente per traghettare un immenso patrimonio fatto di persone, competenze e mezzi fino alla costituzione della new company. Solo in presenza di queste garanzie, infatti, le aziende potrebbero, non senza sacrifici ma almeno confortate da prospettive di segno positivo, assicurare un regime di fornitura tale da consentire alla grande fabbrica di riprendere il cammino, tornare a produrre utili e quindi, come in un giro a 360° che si chiude, soddisfare i crediti pregressi e futuri.

Importante sarà, inoltre, lo sblocco dei 150 milioni di Fintecna e dei fondi sequestrati (1mld 200mln), per garantire allo stabilimento Ilva, e quindi alla platea di grandi e piccole aziende italiane, reali possibilità di rientrare in partita. Ovvero, in questo caso, rientrare nel ciclo produttivo, sul mercato, riprendere il presente e poter ripensare al futuro con una fabbrica resa realmente ecocompatibile. E ci auguriamo davvero che questo possa, e presto, avvenire.

 

 

I Commissari Straordinari di ILVA S.p.A. in amministrazione straordinaria, Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi hanno nominato, oggi, l’ingegnere Massimo Rosini direttore generale di ILVA in A.S.
All’ingegner Roberto Renon va il caloroso ringraziamento dei Commissari per il lavoro nella complessa fase di transizione della società verso l’amministrazione straordinaria.
Oggi Massimo Rosini inizia il suo mandato nell’ottica del processo di consolidamento, stabilizzazione e turnaround di ILVA S.p.A.
Massimo Rosini, 52 anni, napoletano, proviene da importanti e articolate esperienze manageriali. Ha maturato il suo percorso professionale nel Gruppo Fiat, proseguendo la sua carriera in Indesit Company, come direttore generale delle Operation a livello mondiale. Recentemente ha condotto il processo di vendita della società Indesit alla multinazionale Whirlpool Corporation.

 

Pagina 771 di 925