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Giornale di Taranto - Giornalista1

 

L'organizzazione dei commercianti si costituirà parte civile.

 

La recente sentenza del Tar di Lecce, sul ricorso proposto dalle Gallerie Commerciali Italia S.p.A., mette un altro importante tassello nella complessa vicenda Auchan/Cimino, ma soprattutto rafforza l’impegno  di Confcommercio Taranto nell’azione di contrasto ai progetti di ampliamento commerciale del gruppo.

<<E’ una sentenza – commenta Leonardo Giangrande, presidente provinciale di Confcommercio - che ci da fiducia e che ci  induce a serrare le fila, e a portare avanti con determinazione la nostra battaglia in difesa del commercio di vicinato, delle aree urbane del commercio, e del centro storico. Il percorso da noi intrapreso, che ci ha visti protagonisti attivi – accanto alla Amministrazione comunale-  è motivato inoltre dalla consapevolezza che non si possa accettare un’ulteriore espansione edilizia del tessuto urbano verso aree periferiche che andrebbero  invece qualificate e migliorate. Come giustamente affermato dal Consiglio comunale, con delibera del 12 dicembre scorso – organo ritenuto dallo stesso Tar ‘competente a dettare la disciplina urbanistica del territorio’ -  non è possibile procedere alla redazione del piano particolareggiato della sottozona 3.32, perché le previsioni sul numero degli abitanti, contenute del PRG, sono erronee e i procedimenti urbanistici in corso non sono tesi all’espansione dell’abitato. Dunque si afferma un  principio importante che contrasta con il progetto di ampliamento dell’ipermercato Auchan che è invece vincolato alla espansione urbanistica. Sul piano giuridico la strategia adottata – su suggerimento dei legali- dal Comune, e da noi pienamente condivisa, si è mostrata vincente, pur nella consapevolezza che la partita non è ancora chiusa.>>

Confcommercio ha già dato mandato ai suoi legali per la costituzione di parte civile nell’esame del ricorso prodotto dalla Società per ottenere l’annullamento della delibera comunale.


 

Ultimo appuntamento per "Teatro fra le righe - Ovvero librerie a teatro" inserito all'interno di "Pubblico", un progetto di audience development a cura del Crest.

Lunedì 30 marzo, dalle ore 18 alle 19, sarà possibile partecipare liberamente all’incontro "Perché Shakespeare oggi" con il regista Tonio De Nitto e gli attori della sigla teatrale Factory Compagnia Transadriatica, in programma alla Libreria Francavillese (Corso Giuseppe Garibaldi, 15).

Per l'occasione, che precede di poche ore la messinscena della "La bisbetica domata" (teatro Italia di Francavilla Fontana, ore 21), il regista parlerà dei motivi che l'hanno portato a rielaborare tre opere del celebre drammaturgo inglese, per poi focalizzare l'attenzione proprio su "La bisbetica domata", commedia del 1593 che pone l'accento sulle dinamiche dell'universo femminile.

Infine, si parlerà delle scelte drammaturgiche condivise con Francesco Niccolini e del perché quest’opera, secondo il regista, è etichettabile come "una favola nera".

"La bisbetica domata" è una produzione Factory Compagnia Transadriatica. Regia Tonio De Nitto. Con Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Antonio Guadalupi, Filippo Paolasini, Luca Pastore e Fabio Tinella. Musiche Paolo Coletta. Scene e realizzazione pittorica Roberta Dori Puddu. Scenotecnica costruttiva Luigi Conte. Costumi Lapi Lou. Luci Davide Arsenio.

L’iniziativa rientra nelle attività di promozione della rete "Pubblico - progetto di audience development" nell’ambito del progetto strategico I.C.E. del Teatro Pubblico Pugliese, per la stagione di prosa del comune di Francavilla Fontana.


 

 

 

Ultimo appuntamento per "Teatro fra le righe - Ovvero librerie a teatro" inserito all'interno di "Pubblico", un progetto di audience development a cura del Crest.

 

 

Lunedì 30 marzo, dalle ore 18 alle 19, sarà possibile partecipare liberamente all’incontro "Perché Shakespeare oggi" con il regista Tonio De Nitto e gli attori della sigla teatrale Factory Compagnia Transadriatica, in programma alla Libreria Francavillese (Corso Giuseppe Garibaldi, 15).

Per l'occasione, che precede di poche ore la messinscena della "La bisbetica domata" (teatro Italia di Francavilla Fontana, ore 21), il regista parlerà dei motivi che l'hanno portato a rielaborare tre opere del celebre drammaturgo inglese, per poi focalizzare l'attenzione proprio su "La bisbetica domata", commedia del 1593 che pone l'accento sulle dinamiche dell'universo femminile.

Infine, si parlerà delle scelte drammaturgiche condivise con Francesco Niccolini e del perché quest’opera, secondo il regista, è etichettabile come "una favola nera".

"La bisbetica domata" è una produzione Factory Compagnia Transadriatica. Regia Tonio De Nitto. Con Dario Cadei, Ippolito Chiarello, Angela De Gaetano, Franco Ferrante, Antonio Guadalupi, Filippo Paolasini, Luca Pastore e Fabio Tinella. Musiche Paolo Coletta. Scene e realizzazione pittorica Roberta Dori Puddu. Scenotecnica costruttiva Luigi Conte. Costumi Lapi Lou. Luci Davide Arsenio.

L’iniziativa rientra nelle attività di promozione della rete "Pubblico - progetto di audience development" nell’ambito del progetto strategico I.C.E. del Teatro Pubblico Pugliese, per la stagione di prosa del comune di Francavilla Fontana.


 

 

Presentazione del Politecnico alle scuole medie superiori di Taranto e provincia e di orientamento alla scelta dei corsi di studio che saranno fruibili dal prossimo 1 ottobre, con l’inizio del nuovo anno accademico 2015-2016.

Nel corso della manifestazione, il Rettore, Eugenio Di Sciascio ha presentato il Politecnico e le opportunità che offre agli studenti e al territorio. In particolare ha menzionato i due nuovi corsi di laurea che nasceranno proprio a Taranto con il prossimo anno accademico: “Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali” e “Ingegneria per l’Ambiente”. Sono seguiti gli interventi di Giuseppe Acierno, Presidente Distretto Tecnologico Aerospaziale pugliese; Luciano Belviso Founder, Chief Executive Officer, “Blackshape”. Presente inoltre, anche la SITAEL S.p.A. & ALTA S.p.A. Il Presidente Gregorio Andria ha illustrato le attività del Centro Interdipartimentale “Magna Grecia”. Applausi per l’intermezzo goliardico “Pinuccio al telefono”, show del comico Alessio Giannone con le sue esilaranti gag e telefonate. A conclusione della tappa tarantina, il Rettore, Di Sciascio ha incontrato i docenti delle scuole presenti, al fine di conoscere meglio le loro esigenze nell’opera di orientamento dei propri studenti. A breve – ha detto il Rettore, su esplicita richiesta degli insegnanti - docenti del Politecnico saranno ospitati dalle scuole per incontri di informazione e orientamento.  

 

 

LETTERALMENTE SFONDATO IL CUORE DELL'AFO 5 CHE SPERIAMO NON TORNI MAI PIU' AD INQUINARE. MA LA BATTAGLIA DEGLI AMBIENTALISTI NON E' ANCORA VINTA, POICHE' RIMANGONO ANCORA MOLTI IMPIANTI DA SMANTELLARE PERCHE' MOLTO INQUINANTI 
Le operazioni di spegnimento dell'Altoforno 5 dell'Ilva, che garantiva attualmente circa il 40% della produzione di ghisa, si sono concluse. Con l'ultima colata del 13 marzo scorso è stato distrutto il crogiolo, ritenuto dagli esperti, ma anche dagli stessi operai, al collasso, come peraltro denunciato circa un anno fa (marzo 2014) dal Fondo Antidiossina e ripreso dagli organi di stampa (vedi parole chiave su internet "matacchiera pericolo esplosione Afo 5"). Un allarme lanciato dal sottoscritto, ma smentito allora e come sempre dall'Ilva spa che, invece, dichiarava che l'Afo5 godeva di ottima salute). Ebbene, il crogiolo presentava davvero gravi criticità e andava fermato al più presto ed io avevo ragione! Nel crogiolo è stata aperta una vera voragine, a quanto pare, di almeno 30 metri quadrati ed il più grande forno di Europa finalmente è morto. Il suo cuore è stato squarciato e per rifarlo occorrerebbero almeno 350 milioni di euro. Soldi che non si vedranno nemmeno con il binocolo, dato che l'azienda ha già svariati miliardi di debiti, soprattutto con le ditte terze. Contestualmente resta chiuso l'Altoforno 1, ancora in manutenzione.
Dopo l’altoforno 5, tra oggi e giovedì, è prevista la fermata anche dell'acciaieria 1. Producendo meno ghisa, c’è meno attività a valle.
La fermata dell'Afo5 ha comportato il ricorso ai contratti di solidarietà, che fino ad oggi hanno riguardato 1200-1300 lavoratori. Analogamente per la fermata della Acciaieria 1. L'ammortizzatore sociale è stato prorogato dal 3 marzo per il terzo anno consecutivo e si prevede possa riguardare fino a 4.074 dipendenti, giá dichiarati in esubero.
Rimangono in piedi solo gli Altiforni 2 e 4 e anche l'acciaieria 2 ha visto fermare parte delle attività di produzione a causa dell'incidente occorso di versamento delle scorie liquide dal carro siluro che è sbandato e ha combinato un bel danno a 4 binari che vanno in Acciaieria 1 fondendoli letteralmente tra di loro. Un ennesimo incidente avvenuto solo poche sere fa.

(nota di Fabio Matacchiera - Pres. Fondo Antidiossina onlus)

 


 

Il libro (Bari, Laterza, 2013) rappresenta un rigoroso tentativo di confutare la logora tesi neoliberista che lo Stato è il problema piuttosto che la soluzione del problema.

La Mazzucato dimostra che, a monte dei formidabili successi delle imprese innovative, c’è sempre lo Stato, il cui ruolo non è solo quello meno controverso di curare i fallimenti del mercato, ma anche quello principale di “risk taker”, cioè di assuntore del rischio di innovare, laddove il privato è restìo a cimentarsi. Lo Stato è un “investitore paziente”, disposto ad attendere il tempo necessario affinché l’innovazione dia i suoi frutti, laddove i “venture capitalists” non amano il rischio e prediligono gli investimenti che permettano rapidamente cospicui utili e  quotazione in borsa. D’altro canto, la crisi economica degli ultimi anni non è dipesa dal debito pubblico, ma dalle speculazioni private.  Karl Polanyi   ricorda che la tesi che il mercato si regoli da sé, in realtà è un mito; Keynes e keynesiani sostengono a spada tratta l’importanza  di usare la spesa pubblica per rafforzare la domanda e stabilizzare l’economia; Shumpeter sottolinea l’esigenza che lo Stato sostenga l’innovazione e la creazione di ricchezza. Quindi occorre  intervenire sia dal lato della domanda sia dell’offerta; Keynes più Shumpeter. Lo Stato sviluppista, lo Stato innovatore.

  La Mazzucato argomenta il suo ragionamento analizzando tre comparti: elettronica di consumo, energie pulite, farmaceutica d’avanguardia. I grandi successi della Apple negli ultimi vent’anni  fanno leva sui colossali investimenti pubblici effettuati dal governo USA, quando all’indomani del lancio dello Sputnik (1957), gli americani erano terrorizzati di perdere la competizione tecnologica con l’URSS. Fu creata allora un’Agenzia pubblica, la DARPA, che sostenne e finanziò progetti che potessero colmare il divario tra ricerca pura e applicazioni per le forze armate. Nel giro di alcuni anni fu creata Internet,  un’infrastruttura tecnologica che garantiva le comunicazioni delle Forze armate   da  possibili interferenze sovietiche. Successivamente fu sempre la DARPA a svolgere “…un’opera di mediazione tecnologica e imprenditoriale, avvicinando ricercatori universitari e imprenditori interessati a creare una nuova società, mettendo in contatto start-up e venture capitalists…  per commercializzare una certa tecnologia …”(p.109). Oltre Internet, altre importanti innovazioni tecnologiche (GPS, schermo tattile, il recente assistente vocale SIRTI) sono state finanziate dallo Stato. I gioielli della Apple,  iPod, iPhone, iPad, che hanno procurato utili colossali alla Apple, sono debitori dello Stato, nei confronti del quale tuttavia non si mostra riconoscenza. I 304 mila posti di lavoro dichiarati dalla Apple si dislocano per lo più nei negozi al dettaglio, con bassi salari e scarsa valorizzazione; il divario con gli emolumenti dei top manager è sempre più vistoso; gli utili della Apple non sono denunziati in California, ma nel più generoso Nevada. Si può concludere che nella Apple hanno convissuto senza imbarazzo il talento visionario e innovativo di Steve Jobs e la scarsa generosità verso i dipendenti e verso il fisco. Questi ultimi problemi non riguardano solo la Apple, ma tante aziende che hanno fatto fortuna utilizzando a valle i frutti degli investimenti pubblici e hanno ripagato con l’elusione fiscale e la tecnica del mordi e fuggi.                              E’ fondamentale che lo Stato abbia un ritorno degli investimenti positivi, perché tali risorse possono finanziare una nuova tornata di innovazioni e nuove intraprese.

Anche nel campo delle energie pulite, gli investimenti pubblici sono stati decisivi giacché occorreva  produrre energia verde allo stesso prezzo dell’energia da combustibili fossili. Perciò sono state incentivate la riduzione delle emissioni, le nuove normative sull’edilizia, i crediti di imposta a favore di tecnologie energetiche specifiche. Oggi Germania e Cina sono più avanti negli investimenti pubblici nelle energie pulite. “…la rivoluzione energetica verde …è il risultato di un complesso processo di sviluppo tecnologico e diffusione su scala globale…che ha beneficiato di importanti investimenti pubblici, che hanno incoraggiato la creazione di nuove aziende e ne hanno sostenuto la crescita attraverso la creazione di opportunità di mercato”(p.237).  Anche nella farmaceutica, si nota il diverso atteggiamento di Stato e aziende private.”…sono in particolare i laboratori di ricerca pubblici e le università sostenute con fondi pubblici a investire in quei progetti di ricerca che portano allo sviluppo dei medicinali più innovativi…Le case farmaceutiche preferiscono indirizzare le loro risorse su leggere varianti di farmaci già esistenti”(p.93).

   Le ricette per implementare l’innovazione possono essere varie: prevedere una royalty sui profitti derivanti da innovazioni finanziate dallo Stato;  una quota dello Stato in aziende innovative;  creazione di banche pubbliche per lo sviluppo come in Germania , Brasile, Cina; istituzione di  dipartimenti e agenzie finalizzate all’innovazione.  L’Italia ha un ritardo consistente nella Ricerca e Sviluppo e nelle politiche formative. Il bel libro della Mazzucato offre una serie di proposte per un ruolo innovatore dello Stato che, senza nostalgie  verso le Partecipazioni statali, agisca da motore del cambiamento per promuovere una politica industriale moderna, una crescita intelligente e inclusiva, una espansione dell’occupazione.

      Giovanni Battafarano     


 

Dichiarazione del Segretario Generale Fim Cisl Marco Bentivogli. Newco operativa solo dall’estate. Coinvolgere industriali settore.

 

Si è appena concluso presso Il Ministero dello Sviluppo Economico il vertice ILVA con Il Ministri Guidi e il sottosegretario Bellanova,  i tre commissari e il direttore generale ILVA Rosini.

Il direttore generale, Rosini, ha diviso le due fasi di gestione industriale,  in una prima di stabilizzazione e nomalizzazione e una seconda, di rilancio e sviluppo.

Si prevede l’avvio dei più importanti cantieri previsti dalle prescrizioni dell’AIA sia per il secondo trimestre, tra cui il rifacimento di Afo1 con la sua ripartenza per il terzo trimestre,  e nel quarto i cantieri relativi all’acciaieria. Mentre per il 2016  si prevede la ripartenza di Afo 5.

Nella seconda fase di rilancio sarà necessario recuperare capacità produttiva e quote di mercato perdute in questi anni. Sulle risorse economiche, il commissario Laghi ha comunicato che nei prossimi giorni saranno disponibili le risorse del contenzioso Fintecna(156mln), serve poi ancora provvedimento Gip e Camera di Consiglio per i 1.2 mld di risorse sequestrate dai Riva. Sempre su questo versante, analoga interlocuzione è attivata per il recupero dei 175 milioni presso il FUG.

Sono inoltre riaperte interlocuzioni con gli istituti di credito che nei prossimi giorni dovranno manifestare le loro disponibilità nel riaprire linee di credito. Con Cassa Depositi e Prestiti per il prestito a garanzia di 400 milioni.

Sulla newco, inizialmente prevista per marzo, il Ministro ha annunciato come imminente l’avvio di un DPCM che prevederà l’istituzione di un Fondo di Turnaround che sarà operativo attraverso la Newco per la prossima estate e si occuperà alla sua partenza come primo intervento proprio di ILVA.

Per il Segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli, il programma previsto dal Governo sia in preoccupante ritardo: sul piano ambientale, industriale e sulla newco. Questi elementi allontanano gli obiettivi di ambientalizzazione e rilancio industriale, vanno coinvolti soggetti industriali siderurgici nel più breve tempo possibile, recuperare tutti i ritardi e assicurare tutte le risorse per il rilancio  dell’ILVA e del suo indotto. La situazione è al collasso e il perdurare di carenza di risorse e interventi rischia di rendere molte problematiche sempre più di costosa e irreversibile criticità.


A Massafra nella sede del Centro Per l'Impiego, è stato presentato il progetto Garanzia Giovani, il Programma messo a punto dalla Regione Puglia per mettere in atto nuove opportunità lavorative e formative per i giovani da 15 a 29 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione. In particolare  sono state illustrate le attività dell'ATS SINERGIA PER IL LAVORO. Presenti all'incontro l'assessore Ccmunale alle politiche giovanili Gentile, il consigliere provinciale delegato al lavoro Miccolis (nella foto), il coordinatore provinciale della rete degli enti formativi che aderiscono all'ATS Lorusso, il responsabile del cpi di Massafra Palmisano.

 


 

Iniziativa della Fondazione Michelagnoli.

 

 

 

Il decreto cosiddetto "Sviluppo Taranto", emanato il 5 gennaio 2015, stabilisce all’art.8 gli interventi per

il rilancio della città e in particolare per la valorizzazione turistico culturale dell'Arsenale.

Lo stesso decreto definisce l’Arsenale di Taranto non solo una realtà produttiva, “ma un

importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per l’intero Paese, da tutelare e

valorizzare, rendendolo fruibile ai cittadini”.

La Fondazione Michelagnoli, consapevole che un progetto di valorizzazione dell’Arsenale è di

significativa importanza culturale per il Paese e di notevole interesse turistico, organizza, d’intesa con la

Direzione dell’Arsenale Militare Marittimo di Taranto, un convegno sul tema " La Valorizzazione

Culturale e Turistica dell’Arsenale di Taranto.” che si terrà il 28 Marzo 2015 alle ore 9.00 nella Sala a

Tracciare dello stesso Arsenale.

L’iniziativa vuole rappresentare e far conoscere le potenzialità museali dell’Arsenale e il suo

patrimonio di architettura industriale e di officine e macchinari di rilevante interesse storico. Questo

patrimonio, oggi, è una potenziale risorsa culturale e materiale che può avere importanti ricadute sul

piano turistico ed economico, elemento identitario della città, fattore chiave per generare condizioni di

crescita culturale e sociale e per rafforzare la competitività turistica di Taranto.

La Fondazione Michelagnoli, che nasce col patrocinio della Marina Militare Italiana per promuovere la

cultura del mare, coglie la opportunità che questo decreto rappresenta per Taranto e per la cultura del

mare, per promuovere una approfondita riflessione sul tema con un Convegno che sottolinei

opportunità sfide e prospettive che caratterizzeranno lo scenario del prossimo futuro dell’Arsenale e

della città e per dare un primo ed immediato contributo alla pianificazione di una solida azione di

valorizzazione e salvaguardia della memoria storica e culturale dell’Arsenale.

Per il Convegno è stato richiesto e ottenuto il patrocinio del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del

Turismo, del Ministero della Difesa – Marina Militare, della Regione Puglia e del Comune di Taranto

Hanno aderito all’iniziativa numerosi sponsor riconoscendone l’importanza per la cultura e lo

sviluppo economico del territorio. Tra questi Orizzonte Sistemi Navali, CNT – Consorzio

Navalmeccanico Taranto, Tecnosit, Expomed e Mediterraneum Acquario di Roma, Rotary Club

International Taranto, Lions Club Taranto Host, ARCA Associazione Culturale Ambientale,

RACCOMAR– Associazione Agenti Raccomandatari Marittimi di Puglia- Taranto, la Camera di

Commercio di Taranto, BANCA di TARANTO, Nilde Pasticcerie.

FONDAZIONE MARITTIMA AMMIRAGLIO MICHELAGNOLI ONLUS

Il Convegno avrà luogo nella Sala a Tracciare dell’Arsenale il 28 Marzo con esperti relatori che,

coordinati da Salvatore Mellea, direttore generale della Fondazione, si alterneranno a partire da Stelio

Blasi di Statte, professore emerito del Politecnico di Bari e a seguire con Antonio Monte del

CNR/IBAM, Alfredo Cervellera,consigliere regionale, Fabio Caffio, presidente della Fondazione,

Claudio Menichelli della soprintendenza di Venezia e Angela Barbanente, assessore regionale alla qualità

del territorio. Chiuderà il Convegno Fabio Ricciardelli, presidente del Comitato Scientifico della

Fondazione.


UNA CONFERMA PER "WINE SPECTATOR" 2015.


 

Anche quest'anno, il 2015, una conferma per ES di GIANFRANCO FINO,  nell'ambito della selezione

I MIGLIORI VINI D'ITALIA a cura di WINE SPECTATOR.

Wine Spectator vanta una lunga e stretta collaborazione con i VINI italiani. Ogni anno i curatori di Wine Spectator assaggiano e valutano più di 3000 vini italiani. Dal 2012 la prestigiosa pubblicazione internazionale ne ha selezionati 100 - tra i migliori - per partecipare a OPERA WINE, una selezionatissima degustazione organizzata come preludio di eccellenza al VINITALY 2015.

Anche quest'anno, insieme al Corriere della Sera in edicola dallo scorso 21 Marzo, è stata diffusa la preziosa pubblicazione di cui vedete la copertina. 

A pagina 94, in ordine rigorosamente alfabetico, la recensione di Es Primitivo di Manduria 

con una bellissima immagine inedita di Gianfranco FINO viticoltore.

Così si esprime Wine Spectator su ES annata 2011: " un rosso ricco e carnoso che regala gustosi sentori di cassis

e di prugne, intrecciati a erbe alla griglia e note di liquirizia scura, che si mantengono fresche nel lungo finale minerale.

Di pronta beva"  N.W. 

Il percorso intrapreso da Gianfranco FINO e dalla moglie Simona NATALE, solo 11 anni fa, è un percorso costellato

da continui successi e da numerose menzioni, attestazioni, riconoscimenti. Ma è un percorso costellato anche da sacrifici, 

tanta umiltà e tanta, autentica passione. E come dicono gli inglesi, what else?

 

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