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Giornale di Taranto - Giornalista1

Il futuro dell’impresa. Investire in cultura e sviluppare capacità gestionali di processi complessi piuttosto che dirigere solo persone

In Confindustria Bari-Bat appositi workshop per gli imprenditori pugliesi

 

 

 Ha avuto successo, presso l’Aula Magna del Politecnico di Bari, il 30 e il 31 ottobre scorso, la seconda edizione del FOCUS: Adriano Olivetti (la prima, nel 2013, si è tenuta a Bologna). Ha curato il convegno Michele Fasano, regista e produttore indipendente (con la sua società SATTVA FILMS production and school srl), che ha costruito l’evento attorno al suo film “In me non c’è che futuro… Ritratto di Adriano Olivetti”. Fasano si è presentato in primo luogo come imprenditore e in tale veste ha voluto spiegare il suo ruolo di curatore di un evento rivolto agli imprenditori, con l’intento di riprendere i temi strategici dell’innovazione sociale, della responsabilità sociale dell’impresa, della sinergia necessaria tra industria e cultura, tra territorio e tecnica, ispirati all’insegnamento di Adriano Olivetti, per individuare comportamenti virtuosi da adottare per il nostro futuro, fuori da ogni retorica celebrativa. Michele Fasano ha presentato come “inattuali” le idee e le pratiche di Adriano Olivetti, se si considera il senso comune imprenditoriale che guarda al profitto a breve termine; ma che invece risultano “contemporanee”, se si guarda a ciò che serve oggi per uscire dalla crisi globale.

Perché un Focus come questo a Bari? Perché – dice Michele Fasano – a Bari egli ha trovato interlocutori pronti, attenti al proprio territorio e sensibili all’approccio proposto, convinti che strategico sia porre cause, piuttosto che gestire conseguenze indesiderate, agendo prima di tutto sulla crisi cognitiva che origina ogni crisi economica; su aspetti radicali, dunque, e non di superficie.

 

Hanno aperto i lavori i saluti di Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia; Alessandro Laterza, Vice Presidente Mezzogiorno e Politiche Regionali di Confindustria; Eugenio Di Sciascio, Rettore del Politecnico; Alessandro D’Oria, Presidente ABI Puglia; Pino Riccardi, Vice Presidente della CCIAA di Bari.

Hanno animato la due giorni del FOCUS cinque tavole rotonde con importanti nomi della cultura d’impresa, delle scienze sociali, politiche ed economiche quali Piero Bassetti, Furio Colombo, Aldo Bonomi, Franco Cassano, Marco Revelli, Alberto Magnaghi, Carlo Olmo, Gianfranco Dioguardi, Stefano Zamagni, Vito Albino, solo per citarne alcuni. Convinti supporter dell’iniziativa sono stati Alessandro Ambrosi (Presidente CCIAA Bari), Alessandro D’Oria (Presidente ABI Puglia), Leonardo Diaferia (Presidente ITEL Telecomunicazioni srl), Domenico Favuzzi (Presidente Confindustria Puglia e di Exprivia SpA) e Dante Altomare (vice Presidente di Exprivia SpA).

Alessandro D’Oria, presentando il FOCUS ha tenuto a sottolineare “che il sostegno alFocus: Adriano Olivetti è stato concepito da ABI Puglia come investimento sulla cultura quale elemento strategico per la crescita, quanto mai prezioso nel frangente storico che stiamo attraversando. Per la prima volta 13 banche hanno lavorato in rete su questa idea, un aspetto non irrilevante di questo evento”.

Michele Fasano ha messo in evidenza inoltre che“la volontà di investimento in cultura emerge nel taglio residenziale dato all’evento. I relatori olivettiani convocati a Bari sono rimasti in città per 2 giorni interi. Il più potrà avvenire ora a lato delle tavole rotonde, dagli incontri che daranno seguito alle idee emerse dal FOCUS”.

Infatti, come ricaduta immediata sul territorio e come già accaduto nella prima edizione di Bologna, lo scorso anno, il FOCUS avrà due momenti laboratoriali, i cosiddetti MINI-FOCUS, dedicati questa volta al concetto di «leadership orizzontale», la capacità di gestire processi complessi piuttosto che di dirigere le sole persone. Tali workshop, in fase di preparazione, si terranno ad anno nuovo e saranno rivolti specificatamente agli imprenditori. Si spiega, così, per la seconda parte del programma del FOCUS: Adriano Olivetti, la collaborazione di Michele Fasano (SATTVA FILMS srl) ed Erica Rizziato (CERIS-CNR), come curatori, con Dante Altomare (EXPRIVIA SpA), Sergio Fontana (Presidente Club Imprese per la Cultura), Laura Ruggiero (Presidente Forum RSI) e Antonio Tarì (Area Organizzazione e Marketing Brand ed Eventi) di Confindustria Bari e BAT, presso cui i “Mini Focus - Adriano Olivetti” avranno sede.

“Garanzia Giovani, in tutta Italia, è stata accolta con scetticismo dagli stessi ragazzi a cui il programma è rivolto – ha dichiarato Leo Caroli, assessore al lavoro – perché sviluppare un pacchetto di interventi che vuole favorire l’orientamento e l’inserimento in un mercato del lavoro dove l’offerta di lavoro non aumenta, è un controsenso. Per queste ragioni – ha continuato Caroli – abbiamo “personalizzato” Garanzia Giovani in Puglia, investendo in una piccola rivoluzione che vuole la collaborazione tra soggetti pubblici, come i Centri per l’Impiego che stanno svolgendo un lavoro straordinario, e soggetti privati e pubblici raccolti in Associazioni Temporanee. Grazie a questa interazione, il ragazzo beneficiario di Garanzia Giovani potrà scegliere a quale ATS rivolgersi e attivare una delle misure concordate con il CPI, sulla base della profilazione sviluppata. Tramite un’unica porta si accede, quindi, ad un ventaglio di opportunità. La piccola rivoluzione si completa con il pagamento a saldo dell’ente di formazione e solo a successo ottenuto, cioè ad assunzione del giovane, perché la buona formazione porta buona occupazione. Contestualmente, si cerca di aumentare l’offerta di lavoro attraverso altre politiche e misure, come ad esempio i cantieri di cittadinanza”.

 

“Garanzia Giovani, in Puglia, è il programma del “nonostante” – ha detto l’assessore alla formazione e al diritto allo studio Alba Sasso – Garanzia Giovani in Puglia funziona nonostante la campagna di comunicazione scadente che ha portato un numero elevatissimo di giovani ad iscriversi pur non avendo i requisiti. Garanzia Giovani in Puglia funziona nonostante gravi ulteriormente sui servizi pubblici per l’impiego, già in difficoltà, con organici ed investimenti del tutto inadeguati. Nonostante tutto ciò, abbiamo già convocato oltre la metà degli iscritti e preso in carico il 28% di questi, un dato in linea con quello nazionale. Siamo, inoltre, la quarta regione d’Italia e la prima del sud per capacità di programmazione e attuazione, chi ci precede però ha scelto di affidarsi esclusivamente al privato. Oltre all’avviso multimisura – ha proseguito Sasso – stiamo sviluppando un altro bando, rivolto agli Istituti Tecnici e Professionali e agli enti di formazione che, sempre nell’ambito della Youth Guarantee, miri al reinserimento dei giovanissimi che hanno abbandonato prematuramente la scuola, per offrire loro un percorso formativo attrattivo ed utile ad acquisire una qualifica o un diploma. Il NEET non esiste in natura, bisogna andare a cercarlo all’ultimo domicilio conosciuto: la scuola. E da lì iniziare per riportarcelo”.

 

 

Nota su Garanzia Giovani

 

Prosegue la via pugliese al Programma Europeo “Youth Guarantee”, un Piano che integra le misure previste dal Governo con le esperienze regionali di successo a sostegno dell’occupazione giovanile.

 

Rivolto ai giovani tra i 15 e 29 anni, “Garanzia Giovani” è lo strumento attraverso cui l’Unione Europea vuole garantire ai soggetti in possesso dei requisiti, e cioè disoccupati o fuori dal sistema di istruzione formale e della formazione professionale, un percorso di reinserimento nel sistema di istruzione e formazione o di inserimento nel mondo del lavoro attraverso le misure previste dal Programma (orientamento, tirocini, servizio civile, sostegno all’autoimpiego e mobilità professionale transnazionale e territoriale).

 

Attraverso l’innovativo Avviso Multimisura, rivolto ai soggetti interessati alla presentazione di candidature per la realizzazione di alcune delle misure previste nel Piano Esecutivo Regionale per l’attuazione della Garanzia Giovani, la Regione Puglia selezionerà le Associazioni Temporanee di Scopo che, in competizione tra loro, realizzeranno le misure 1-C "Orientamento specialistico o di secondo livello", 2-A "Formazione mirata all'inserimento lavorativo", 3 "Accompagnamento al lavoro", 5 "Tirocinio extra-curriculare, anche in mobilità geografica" e 8 "Mobilità professionale transnazionale e territoriale".

 

L’Avviso Multimisura sperimenta un innovativo modello di interazione tra soggetti pubblici e soggetti privati, tra Centri per l’Impiego e Associazioni Temporanee di soggetti che operano nel campo dei servizi per il lavoro e in quello della formazione professionale.

In questo modo, attraverso la scelta di una ATS, obbligata a prendere in carico tutti i giovani che la scelgono, il ragazzo profilato dal relativo CPI ha l’opportunità di accedere, tramite una sola “porta”, ad un ventaglio di opportunità previste dal Piano.

 

I giovani, destinatari delle azioni, concorderanno presso il CPI le misure attivabili e, dopo la sottoscrizione del Patto di servizio, sceglieranno liberamente l’ATS che li prenderà in carico e li seguirà nel percorso concordato. Le ATS, nell’esercizio dell’erogazione dei servizi, opereranno in raccordo con i Centri per l’Impiego.

 

A seguito di alcune correzioni sulla piattaforma informatica, utili a rendere coerente la procedura telematica di candidatura con le indicazioni dell'Avviso, sono stati prorogati i termini per la presentazione delle istanze alle ore 14.00 dell'11 novembre 2014. La procedura online, attiva nella pagina Garanzia Giovani del portale www.sistema.puglia.it, sarà quindi disponibile fino alla suddetta data.   

 

Ad oggi, hanno aderito a Garanzia Giovani per la Puglia 15.867 potenziali beneficiari, di questi, in soli tre mesi, sono stati convocati per il primo colloquio 8.634 giovani, pari al 54% degli aderenti, un giovane su due è stato quindi contattato dal relativo Centro per l’Impiego.

Sono stati profilati e hanno stipulato il relativo patto di servizio circa 4500 giovani, pari al 28% degli iscritti. Un dato in linea con i numeri nazionali: secondo l’ultimo report diffuso dal Ministero del Lavoro, in Italia si sono iscritti a Garanzia Giovani oltre 270mila giovani, di questi sono stati presi in carico e profilati circa 76mila ragazzi e cioè il 28%.

 

Nonostante il ritardo con cui - a livello nazionale - sono stati individuati i requisiti dei potenziali beneficiari, e nonostante il programma Garanzia Giovani vada a gravare ulteriormente su un sistema, quello dei servizi pubblici per l’impiego, già in difficoltà, con organici ed investimenti del tutto inadeguati per realizzare gli standard di servizio che sono chiamati a rendere, i Centri per l’Impiego della Puglia hanno smentito le tante previsioni negative, garantendo standard vicini a quelli previsti dal Governo nazionale.

 

Secondo i dati diffusi dal Ministero del Lavoro, la Puglia risulta essere la migliore regione del centro-sud Italia per capacità di programmazione e attuazione del Programma Garanzia Giovani, dietro solo a Lombardia, Veneto e Liguria.

 

Sono, inoltre, già stati pubblicati o prossimi alla pubblicazione gli Avvisi relativi all’attuazione delle altre misure previste nel Piano Regionale Garanzia Giovani non contemplate dal bando Multimisura, come ad esempio il Servizio Civile o il reinserimento dei giovani tra i 15 e i 18 anni in percorsi formativi.

 

 

 

 

XXI rapporto Ecosistema Urbano:  Taranto solo al 77° posto su 104 città monitorate.
 
Legambiente denuncia:  solo 3 metri quadri di verde per abitante, aree pedonali e piste ciclabili irrisorie, nessuna politica per la mobilità alternativa. Di una "altra" Taranto manca persino l'idea!

Inquinamento atmosferico a livelli d'emergenza e tasso di motorizzazione in crescita, gestione dei rifiuti altalenante e trasporto pubblico in crisi. Questo il quadro che emerge dalla ventunesima edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto di Legambiente sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore.

Il Rapporto quest'anno si concentra sulla qualità delle politiche ambientali dei nostri capoluoghi di provincia, per osservare in modo più approfondito quello che l'amministrazione locale fa, o non fa, per migliorare la mobilità, la gestione dei rifiuti e delle acque e, in generale, la qualità del proprio territorio. L'insieme dei dati ci dice, ancora una volta, che le città italiane vanno a tre velocità: sono lente, lentissime e statiche.

In questo quadro Taranto si piazza solo al 77° posto su un totale di 104 città monitorate, nelle parti "basse" della classifica.

La cattiva posizione nella classifica generale è frutto innanzitutto di una serie di DATI NON DISPONIBILI relativi a :

TRASPORTO PUBBLICO: PASSEGGERI
TRASPORTO PUBBLICO: OFFERTA
INDICE MODAL SHARE
ISOLE PEDONALI
PISTE CICLABILI
QUALITA' DELL'ARIA : BIOSSIDO DI AZOTO

e a risultati sovente poco lusinghieri in molte delle classifiche parziali

102° posto per VERDE URBANO FRUIBILE
74° posto per CONSUMI ELETTRICI DOMESTICI
89° posto per ENERGIE RINNOVABILI – SOLARE
63° posto per AREE VERDI TOTALI64° posto per RIFIUTI: PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI – dato 2012
93° posto per RIFIUTI: RACCOLTA DIFFERENZIATA – dato 2012 (saremmo arrivati all'88° posto col dato 2013, sempre molto basso, dell'11,4%)
57° posto per INCIDENTALITA' STRADALE

Tra i pochi dati positivialcuni sono in buona parte frutto di una situazione economica difficile

7° posto per TASSO MOTORIZZAZIONE AUTO
7° posto per TASSO MOTORIZZAZIONE MOTO
21° posto per CONSUMI IDRICI DOMESTICI

Altri, come la qualità dell'aria, fortemente influenzati dalla forte riduzione della produzione dell'impianto siderurgico

32° posto per QUALITA' DELL'ARIA – PM10
1° posto a pari merito con altre 10 città per QUALITA' DELL'ARIA – OZONO
50° posto per DISPERSIONE DI ACQUA NELLA RETE

Per Legambiente Taranto nella nostra realtà spiccano, in negativo: i poco più di 3 metri quadri di verde fruibili per abitante che ci assegnano il terzultimo posto tra tutte le città italiane, i tanti dati non disponibili e, tra essi, quelli relativi alle isole pedonali ed alle piste ciclabili: anche a comunicarli i dati sarebbero stati comunque così modesti da lasciarci nei bassifondi delle rispettive classifiche, la raccolta differenziata che continua a non decollare.

Una precisazione meritano gli indici per la qualità dell'aria. In particolare il dato positivo del PM10 va considerato con attenzione, essendo fortemente influenzato dalla attuale ridotta capacità produttiva dell'Ilva. Va comunque ricordato che altri inquinanti di produzione industriale rendono più patogene le polveri tarantine. Infatti per ogni incremento di 10 microgrammi di PM a Taranto c'è un aumento dello 0.69 % di mortalità contro lo 0.31 % di altre città italiane (secondo lo studio MISA) e lo 0.33% di altre città europee (studio SENTIERI).

"Purtroppo il Rapporto Ecosistema Urbano 2014 conferma una realtà ben notadichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto " a Taranto il verde disponibile per i cittadini è pressoché inesistente e sottoposto ogni anno a ingiustificabili potature "selvagge" che continuiamo a denunciare senza che il Comune si decida a intervenire, la raccolta differenziata langue, le aree pedonali sono limitatissime , non ci sono politiche per costruire una mobilità alternativa all'uso dell'auto e la stessa pista ciclabile in Viale Magna Grecia, da questo punto di vista, risulta di scarsissima utilità, né iniziative volte a favorire l'uso di energie alternative.     Manca non solo un progetto, ma persino l'idea di una "altra" Taranto".


Il XXI Rapporto Ecosistema Urbano è scaricabile dagli allegati

Le prime cinque città in classifica sono Verbania, Belluno, Bolzano, Trento e Pordenone.
A passarsela meglio sono città medio-piccole, soprattutto del nord Italia. Anche se tra le prime 10 in classifica troviamo ben tre città del centro: Oristano, L'Aquila e Perugia
In coda alla graduatoria ci sono Crotone (102), Isernia (103) e Agrigento (104), che collezionano una lunga serie di "nd" negli indici più significativi della ricerca e dove rispondono evidenziano performance molto poco brillanti.

Quest'anno, sono 18 gli indicatori selezionati per confrontare tra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani. Tre indici sulla qualità dell'aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), tre sulla gestione delle acque(consumi, dispersione della rete e depurazione), due sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), due sul trasporto pubblico (il primo sull'offerta, il secondo sull'uso che ne fa la popolazione), cinque sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modal share, indice di ciclabilità e isole pedonali), uno sull'incidentalità stradale, due sull'energia (consumi e diffusione rinnovabili). Quattro indicatori su diciotto selezionati per la classifica finale (tasso di motorizzazione auto, tasso di motorizzazione moto, incidenti stradali e consumi energetici domestici) utilizzano dati pubblicati da Istat.

Nel complesso, l'inquinamento atmosferico resta ancora a livelli di emergenza. In particolare, aumentano le situazioni critiche nei comuni più grandi. Per il biossido di azoto (NO2), Trieste, Milano, Torino e Roma fanno registrare valori oltre i 50 μg/mc. Le politiche urbane sulla mobilità, uno tra i principali fattori di pressione sulla qualità dell'aria, non sembrano ancora portare i risultati sperati.

I dati sugli spostamenti in auto e moto, supportati da un tasso di motorizzazione ancora in leggero aumento, mostrano come la diffusione sistematica della mobilità muova (piedi e bici integrati con trasporto pubblico efficiente) sia una realtà ancora lontana. Solo a Bolzano le politiche di mobilità sono riuscite a limitare gli spostamenti motorizzati privati al di sotto di un terzo degli spostamenti complessivi. Mentre sono 26 le città in cui gli spostamenti in auto e moto superano i due terzi del totale.

Continua a risentire della congiuntura economica negativa la produzione di rifiuti. Nel 2013 la produzione pro capite scende a una media di 541 kg/abitante (-3,4% rispetto all'anno precedente), mentre la raccolta differenziata arriva al 40,8% (+3,9%). Al di là del valore medio, lo sviluppo della raccolta differenziata mostra ancora gruppi fortemente polarizzati. A fronte di un terzo dei comuni che non raggiunge nemmeno quell'obiettivo del 35% previsto per il 2006, ve ne sono altrettanti che superano abbondantemente il 50%. Otto di questi - tra cui due città campane, Benevento e Salerno - hanno praticamente raggiunto o superato l'obiettivo di legge del 65%, ponendo le basi per lo sviluppo di un'economia circolare basata sul riciclo e riuso delle risorse che è una dei pilastri fondamentali dell'agenda europea per il 2020.

Il dato sulla dispersione dell'acqua conferma un panorama molto variegato: si passa dall'8% di Foggia al 77% di Cosenza. Ancora oggi in 52 città più del 30% dell'acqua immessa nella rete viene dispersa; in 19 le perdite sono addirittura superiori al 50%.

Per la depurazione, in testa alla classifica troviamo 43 capoluoghi in grado di servire più del 95% degli abitanti, tra questi 11 raggiungono quota 100%, riuscendo a coprire la totalità della popolazione. Quattro, invece, i comuni, tutti meridionali, in cui viene servita dal depuratore solo la metà, o meno, della popolazione: Benevento (21% di capacità di depurazione), Catania (24%), Messina (48%) e Palermo (49%).

CENTINAIA TRA CAPI ED ACCESSORI DI ABBIGLIAMENTO ERANO NASCOSTI ALL’INTERNO DI UN APPARTAMENTO NEL CENTRO CITTADINO. TRE SENEGALESI SONO STATI DENUNCIATI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA.

 

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Taranto, nell’ambito di un piano di controlli nel settore della   commercializzazione di merce recante marchi contraffatti, hanno sorpreso nei pressi di uno stabile del centro di Taranto un cittadino extracomunitario che, alla vista dei finanzieri, abbandonava un borsone colmo di scarpe con marchi contraffatti e si dava a precipitosa fuga.

I militari pertanto accedevano all’interno dello stabile, ove notando una porta semiaperta di un appartamento e la presenza all’interno di tre persone extracomunitarie, procedevano alla perquisizione dell’abitazione, nella quale rinvenivano e sottoponevano a sequestro centinaia di capi ed accessori di abbigliamento contraffatti delle note marche “Liu Jo – Prada – D&G – Adidas - Louis Vuitton – Gucci – Guess – Blauer – Moncler – Woolrich”, stipati in borsoni e pacchi.

Nei confronti delle 3 persone, risultate essere di origine senegalese, è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria per la violazione degli articoli 474 (Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi) e 648 (Ricettazione) del Codice Penale.

 

 

 

 

 

 

 Gli operai (probabilmente comunali) lavorano alacremente e di buon mattino nel parco pubblico tra via Lago di Lugano e via Arcadia; innaffiano, potano, tolgono le erbacce. Ma il parco, realizzato nel 2011, continua ad essere chiuso e inaccessibile ai più (è stata notata la sporadica presenza di cani randagi e/o accompagnati dai padroni che, evidentemente, sono riusciti a trovare qualche apertura nella recinzione visto che i cancelli sono sbarrati...). Per chiarire il mistero abbiamo chiesto spiegazioni durante la conferenza stampa che il sindaco Stefàno ha tenuto nei giorni scorsi a Palazzo di Città ma non siamo riusciti a ottenere alcuna risposta chiarificatrice. Anzi diciamo che le nostre domande hanno colto i nostri interlocutori del tutto impreparati..... Intanto la struttura, a parte questi interventi di giardinaggio, continua ad essere abbandonata. Tutto questo mentre i costi della manutenzione di questo "parco negato" continuano a ricadere sui cittadini compresi quelli causati dal progressivo degrado dei giochi di legno che nessun bambino ha ancora potuto utilizzare.

Del parco negato ci siamo già occupati nell'articolo pubblicato ad agosto che vi riproponiamo

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E’ un parco pubblico negato quello che si trova tra via Lago di Lugano e via Arcadia, in zona Taranto 2. Dal lontano 26 maggio del 2011, quando il Comune ne la realizzazione del nuovo Parco con tanto di descrizione tecnica e foto allegate non ha mai funzionato.  Nel frattempo la recinzione si è arrugginita, altalene e scivoli di legno sono stati corrosi da pioggia e intemperie, le erbacce sono cresciute….ogni tanto, è meta di operai che dopo aver aperto i pesanti lucchetti posti ai cancelli d’ingresso,  innaffiano, sistemano qua e la, si guardano intorno senza sapere bene cosa fare e come impiegare il tempo, vanno via. Le insegne poste dal Comune si sono rotte, ma nessuno degli operai in questione si è preso la briga di raccoglierle. Una metà è rimasta attaccata alla recinzione, l’altra giace per terra…Sopra ci sono notizie sul parco e dettagli sugli orari di apertura…Desolatamente vuoto e abbandonato, il parco sta lentamente morendo. Approfittando di aperture nella recinzione è meta di cani randagi che, in piena estate, hanno deciso di cambiare direzione e scegliere luoghi di riposo meno assolati….

Pubblichiamo di seguito i dati descrittivi e tecnici pubblicati sul sito del Comune di Taranto il 26 maggio del 2011. Dalla descrizione si evince chiaramente che la struttura ha avuto e ha tuttora un costo che grava sulle spalle dei tarantini….

DATI DESCRITTIVI E TECNICI DI UN

NUOVO PARCO PUBBLICO

SITO IN ZONA TARANTO DUE

  (CIRCOSCRIZIONE MONTEGRANARO–SALINELLA).

 

Il nuovo PARCO è situato nella periferia della città, tra Via Attica e Via Lago di Lugano: si estende per 13.000 metri quadrati, ha un perimetro di circa 500 mt. ed è attraversato da viali pedonali per oltre 500 mt.. E’ interamente recintato.

Il PARCO è completamente illuminato da circa 30 pali in stile con l’ambiente esterno.

Nel PARCO sono presenti panchine, altalene, scivoli e percorsi di svago a disposizione dei cittadini e dei bambini che intendono usufruirne per trascorrere ore piacevoli a contatto della natura, in un’area lontana dalle direttrici di traffico.

Nel PARCO sono presenti varie essenze arboree ed, inoltre, in questi ultimi giorni sono stati piantumati 25 nuovi alberi di pino. E’ in programma la piantumazione di altro verde.

I lavori di riattamento dell’intera zona adibita a PARCO pubblico sono stati espletati dagli operatori della Cooperativa Sociale “L’Arca” e con la collaborazione dell’AMIU; il tutto è stato diretto e coordinato dalla Direzione Patrimonio del Comune di Taranto.

Per il completamento dell’intera area del PARCO il Comune di Taranto ha intenzione di coinvolgere la cittadinanza, con contributi di idee da parte dei cittadini e ragazzi (ed in particolare degli alunni della scuola che insiste sul territorio e cioè l’Istituto Comprensivo “Martellotta”).

Il PARCO non ha ancora una denominazione ufficiale ed anche a questo proposito saranno richieste proposte da parte dei cittadini.

Per il decoro e la salvaguardia del PARCO si invitano tutti i cittadini, e coloro che vorranno usufruire di quanto offerto dall’Amministrazione Comunale di Taranto, ad avere il massimo rispetto della natura, dell’arredo urbano e dei giochi messi a disposizione, nell’ottica della fruizione partecipata del tempo libero.

Taranto, 26 maggio 2011.

 

P.S.: Allegati: foto dell’area adibita a PARCO pubblico e degli interventi operati.

 

 

Gli attivisti dei MeetUp 5 Stelle Jonici e la parlamentare europea del M5S Rosa D’Amato hanno scritto alla Regione Puglia, alla Regione Basilicata, alla società Aeroporti di Puglia, alla Direzione dell’ANAS e al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per sensibilizzare l'attenzione delle istituzioni per dotare di collegamenti consoni Matera entro il 2019 nell’occasione della nomina di Matera come capitale europea della cultura stante l’inadeguatezza degli attuali

 collegamenti fra Matera e Taranto, carenze  strutturali che si ripercuotono sulle possibilità di sviluppo dei  territori di entrembe le province già provate da anni di crisi e di abbandono.

 

Non è tempo di parole e di promesse, chiediamo azioni concrete per arrivare al 2019 pronti.

Ecco il testo della nota

 

 

 

Grazie al contributo dei cittadini materani e alla spiccata creatività delle iniziative proposte, Matera sarà la Capitale Europea della Cultura 2019.

Questa designazione costituisce per i materani la possibilità di uno sviluppo culturale, turistico, industriale e creativo della città, nonché l’occasione per riscattarsi dopo anni di umiliazioni e indifferenza. Tale nomina avrà un impatto economico sul territorio di diverse decine di milioni di euro in quanto potrà fungere da volano se si pensa all’incremento delle presenze di turisti e di conseguenza dei pernottamenti in loco. Nel lungo periodo è presumibile che l’incremento possa assumere notevole dimensione, tuttavia al momento non è prevedibile tale effetto in quanto Matera è meta ancora poco nota e solo da oggi grazie a questa occasione otterrà finalmente quella visibilità che le permetterà di entrare di diritto fra le più importanti mete turistiche italiane.

Alla luce di tutto ciò riteniamo doveroso da parte delle amministrazioni destinatarie della presente missiva operare al fine di favorire ed agevolare lo sviluppo in tal senso della città di Matera. Prioritario ed imprescindibile è dotarla di collegamenti consoni e adeguati alla richiesta di potenziali visitatori e vacanzieri che, presumibilmente, partiranno alla scoperta delle sue bellezze. In gioco nel 2019 non ci sarà solo Matera e i suoi cittadini, ma tutto il sistema Paese che dovrà fare in modo che questa occasione costituisca il giusto riscatto per una città che rappresenta tuttora l’unico capoluogo di provincia totalmente privo di collegamento ferroviario con il resto della penisola.

Noi cittadini della provincia jonica, che con la provincia materana condividiamo sia ottimi rapporti di vicinanza che notevoli interscambi culturali, chiediamo da molti anni dei collegamenti qualitativamente migliori, ma finora le nostre richieste sono rimaste inascoltate. L’inadeguatezza di questi collegamenti fa in modo che tutti i paesi dell’arco jonico occidentale (Castellaneta, Ginosa, Laterza), che convergono sulla strada per Matera (Strada Statale 7 gestita dall’ANAS), abbiano grosse difficoltà ad incentivare lo sviluppo del proprio territorio e che le comunità ivi presenti si sentano isolate non solo dal capoluogo jonico, ma anche dal resto della penisola. Questo stato di cose non agevola la presenza turistica a discapito di un territorio che invece offre molte risorse culturali autoctone ed uniche nel loro genere.

Il miglioramento dei collegamenti fra la provincia jonica e Matera potrebbero agevolare il transito dei turisti che, atterrando negli aeroporti di Brindisi e Grottaglie, riuscirebbero facilmente a raggiungere la meta.

L'attivazione dei voli passeggeri nell'aeroporto di Grottaglie, insisteremo su questo fino allo sfinimento, darebbe maggiori garanzie relativamente all’incremento dei voli nel 2019, in quanto si potrebbe contare su tre aeroporti ben collegati fra di loro e con Matera, senza creare disservizi o diniego ad ulteriori proposte di collegamenti aerei qualora l’aeroporto di Bari fosse congestionato.

Ma per essere pronti nel 2019 dobbiamo iniziare sin da ora a pianificare e anche con una certa solerzia in quanto non possiamo permetterci di deludere l’Europa ma soprattutto non possiamo rendere vana questa grande occasione per il nostro Sud  Italia.

 

MeetUp 5 Stelle Jonici

Portavoce del M5S al Parlamento europeo Rosa D’Amato

Pronti a sospenderci dal PD se Procacci non rimetterà il suo incarico e se Emiliano, da segretario regionale, non sia lì a pretendere le sue dimissioni da coordinatore della segreteria.

 

Lo dice questa mattina con una lunga nota su fb l'assessore regionale e candidato alle primarie Guglielmo Minervini, a seguito dell'inchiesta sugli scandali che riguardano i concorsi all'Università di Bari e che vedono direttamente coinvolto Procacci, come ha riportato ieri il quotidiano La Repubblica.

 

Scrive Minervini:

 

"I fessi.

 

E' evidente che i fessi siamo noi che abbiamo educato i figli sostenendo che nella vita si cammina in piedi.

E che contano la fatica, l'impegno, il merito, l'onestà.

E che solo quando ti conquisti un risultato con le tue forze, allora senti il profumo della libertà.

 

E' evidente che il fesso sono io.

 

Dieci anni assessore regionale, nientepopodimeno, e una figlia a Milano ancora a sbattersi in giro, con tutte le sue energie, per cercare uno stage non retribuito, dopo un lavoro precario in condizioni da sfruttamento.

 

In fondo, come ci ricorda Procacci, se sei un "politico" di punta basta una telefonata all'amico barone, et voilà, dottorato vinto per tuo figlio, primo passo di una carriera luminosa spianata in forza di un cognome che sfonda i traguardi come un ariete.

 

Con buona pace di chi quel posto lo meritava davvero, ma essendo privo del supporto di una buona famiglia, si è visto sorpassato a destra: 

gli auguriamo, davvero di cuore, migliore successo.

 

Quelle intercettazioni tra l'accademico e il coordinatore della segreteria regionale del PD, l'uomo più vicino di Michele Emiliano, sono una ferita profonda.

 

Offendono il nostro popolo.

 

Ovviamente non ci interessa il rilievo penale della vicenda ma esclusivamente i due nodi politici che solleva.

 

Il primo riguarda la credibilità di una classe dirigente che in pubblico difende i principi della giustizia e in privato osserva la pratica della propria tutela.

 

Il secondo riguarda la politica nel suo complesso. Il nepotismo e il clientelismo sono il male oscuro del paese. Se sei figlio di nessuno devi restare al palo della vita. Non conta quello che vali, ma come ti chiami, chi conosci, chi ti sponsorizza.

Questa logica non produce solo ingiustizia ma anche impoverimento sociale.

La cultura dei "figli di" genera un'università dequalificata, una ricerca inefficace, una scuola scadente, una pubblica amministrazione degradata.

Una società peggiore.

Insomma, ogni volta che passa una raccomandazione si toglie a tutti non a uno solo.

La raccomandazione è una ferita sociale non solo uno scippo individuale.

 

Non si disincaglia la Puglia dalla crisi se non riusciamo a dire a tutti i pugliesi, specie ai giovani, che qui le regole sono le regole e la trasparenza è la trasparenza.

E le opportunità sono davvero per tutti, sopratutto per i figli di nessuno, per i meno protetti e i meno garantiti.

 

Ecco perché un partito di "quelli che raccomandano i propri figli" è il principale avversario del cambiamento della Puglia.

 

Procacci dovrebbe avvertire il bisogno di togliere il PD dall'imbarazzo dimettendosi dall'incarico di rappresentanza.

Il segretario regionale spero glielo abbia chiesto.

 

Altrimenti ci sospenderemmo noi dal PD.

Su questo punto non si transige.

Non si può transigere.

Sulle questioni di fondo non si bara".

 

Si è svolta ad Avetrana l’assemblea unitaria provinciale delle organizzazioni Cia- Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura allo scopo di evidenziare lo stato di disagio in cui versa il settore agricolo. Nel corso dei vari interventi dei rappresentanti delle organizzazioni è stata messa in risalto la grave crisi in cui versa il settore agricolo. Quest’anno l’andamento climatico sfavorevole ha interessato la maggior parte delle colture in tutta la provincia di Taranto. Le organizzazioni hanno fatto appello ai Sindaci, al Presidente della Provincia e alla Regione Puglia affinché ognuno per le proprie competenze venga incontro alle esigenze della categoria. L’assemblea è stata moderata da Nicola Spagnuolo, già presidente della Cia Taranto, il quale ha evidenziato che, pur essendo nel settore da oltre trentatré anni, non ha mai assistito a niente di simile; il Presidente di Coldiretti Alfonso Cavallo ha messo in risalto che le aziende, pur avendo sostenuto costi esorbitanti per l’acquisto delle materie prime, con quello che hanno ricavato non riescono a coprire le spese; il Presidente di Confagricoltura Luca Lazzaro ha fatto rilevare che l’embargo della Russia sta mettendo in seria difficoltà l’export della nostra provincia; il Presidente della Cia Francesco Passeri ha rimarcato la necessità che si inizi dai Comuni a sostenere l’agricoltura a partire dalla riduzione dei tributi locali. Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti della Regione Puglia Angelo Bozza e Giuseppe Marti, i quali hanno evidenziato che, nonostante gli sforzi per la delimitazione dei territori colpiti dalle calamità, le attuali leggi e la stessa burocrazia impediscono alle aziende colpite dalle calamità di ottenere il ristoro dei danni. Per tale ragione Fabrizio Nardoni, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. nel corso del suo intervento ha evidenziato che nel nuovo PSR sono previste somme considerevoli per sostenere le aziende che vorranno assicurare le produzioni. Erano presenti fra gli altri i Direttori della Cia e della Confagricoltura Vito Rubino e Carmine Palma. Numerosi gli interventi del pubblico che hanno messo in risalto il costo elevato delle polizze e, in alcuni casi, il rifiuto da parte di quest’ultime di assicurare la produzione, in quanto ogni compagnia ragiona con i limiti posti nell’assunzione del rischio; pertanto le aziende, pur volendosi tutelare, non riescono ad assicurare tutte le produzioni a causa del rifiuto delle compagnie di assicurazione. Nel corso dell’assemblea le organizzazioni hanno distribuito un documento in cui sono state messe in risalto le richieste:la declaratoria della calamità naturale per tutta la provincia di Taranto; lo sgravio dei contributi agricoli unificati per la manodopera assunta nel 2014; lo sgravio dei contributi obbligatori dei Coltivatori Diretti e I.A.P.; la proroga delle cambiali agrarie e dei mutui fondiari in scadenza 2014; il trascinamento delle giornate effettuate dai lavoratori agricoli; l’esonero dal pagamento dell’IMU per i terreni agricoli; l’esonero dal pagamento dei tributi locali per gli agricoltori; la sospensione di tutti i ruoli Equitalia nei confronti delle aziende agricole; lo sblocco immediato delle pratiche di finanziamento agrario, pendenti presso la Regione Puglia; attivazione di canali preferenziali per l’ottenimento di finanziamenti straordinari ed agevolati agli agricoltori (Consorzi fidi, Interfidi, banche etc.).

La protesta di Antonio. In onda su Radio3, domenica 9 novembre 2014 (ore 20.30), Esodo - sotto le ciminiere dell’Ilva di e con Gaetano Colella, nell'ambito della quarta edizione di "Tutto esaurito!", festival teatrale della Rai a cura di Antonio Audino e Laura Palmieri. Nato da uno studio teatrale omonimo del Crest, il radiodramma di Gaetano Colella, con la partecipazione di Andrea Simonetti, racconta la storia disperata degli abitanti delle “case-parcheggio” del quartiere Tamburi di Taranto attraverso la voce di uno dei suoi residenti che si è barricato sul tetto del suo palazzo per protestare. L’ottimizzazione sonora è curata da Walter Mirabile. Le musiche sono di Fido Guido, Davide Berardi e i Leitmotiv, tutti artisti tarantini.

Un percorso di fattiva collaborazione in vista del lavoro per la Riforma della Giustizia. E' quanto ha auspicato il ministro della Giustizia Andrea Orlando nel colloquio telefonico avuto con MIRELLA CASIELLO, 46 ANNI, DEL FORO DI TARANTO, ELETTA NUOVO PRESIDENTE DELL'OUA, LA RAPPRESENTANZA POLITICA DEGLI AVVOCATI ITALIANI 

 

CON LEI  sono stati RINNOVATI I VERTICI DELL'ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA: VICE PRESIDENTI, VINCENZO IMPROTA E PIETRO FARANDA; SEGRETARIO, STEFANO RADICIONI; TESORIERE, PAOLO PONZIO

 

Queste le dichiarazioni rilasciate da MIRELLA CASIELLO subito dopo la nomina: "PROSEGUIRE SULLA STRADA DELLE RIFORME, CON DECISIONE E CONVINZIONE. C'È MOLTO DA FARE PER MODERNIZZARE LA GIUSTIZIA ITALIANA. L'AVVOCATURA È PRONTA A DARE IL SUO CONTRIBUTO PER IL RILANCIO DEL PAESE. INFINE, GRANDE ATTENZIONE A UNA CATEGORIA IMPOVERITA E IMPEGNO PER TUTELARE I SETTORI PIÙ IN DIFFICOLTA’, TRA QUESTI I GIOVANI E LE DONNE"

 

Mirella Casiello è stata eletta a grande maggioranza. L'Assemblea riunita a Roma ha scelto nell'avvocato del Foro di Taranto, la nuova portavoce della rappresentanza politica degli avvocati italiani. 

Eletti come vice presidenti Pietro Faranda (Foro di Milano) e Vincenzo Improta (Foro di Napoli); il segretario Stefano Radicioni (Foro di Roma); il tesoriere Paolo Ponzio (Foro di Acqui Terme), la Giunta si completa con Carola Barbieri (Foro di Isernia); Maurizio Condipodero (Foro di Reggio Calabria); Patrizia Graziani (Foro di Forlì/Cesena); Salvatore Morreale (Foro di Caltanissetta). Infine: Coordinatore dell'Assemblea, Dario Greco (Foro di Palermo) e vice coordinatore dell'Assemblea, Marco Pilia (Foro di Lanusei).

 

«Voltiamo pagina, si apre una fase nuova di rilancio dell'Avvocatura, forti delle mozioni approvate nel recente Congresso Forense di Venezia - ha dichiarato Casiello a conclusione delle operazioni di voto -. Superata la fase elettorale, messa alle spalle la competizione, tutti assieme dobbiamo lavorare per rafforzare l'unità della categoria. Con alcune priorità: dialogo franco e costruttivo con il Governo nei tavoli di confronto sulla Giustizia (civile e penale), per continuare sulla strada delle riforme. Modificando e correggendo, quando necessario, i provvedimenti che sono in campo e quelli in itinere, ma senza far venir meno l'apporto della categoria per la modernizzazione della giurisdizione. In questa ottica, rimane ferma la nostra richiesta di far entrare gli avvocati nell'ufficio legislativo del Ministero di via Arenula».

«Imprescindibile - ha continuato il neo presidente – mantenere, quindi, un costante dialogo con tutte le componenti dell'Avvocatura, istituzionali (Cnf, Cassa e Ordini) e associative, ma soprattutto con la base, con chi lavora tutti i giorni in quella “trincea” che sono i tribunali e gli uffici dei giudici di pace. L'obiettivo è restituire fiducia a una categoria sempre più impoverita, precaria e preoccupata, puntando sulla partecipazione, anche prevedendo una serie di assemblee Oua itineranti sul territorio». 

 

«Credo sia altresì necessario - ha proseguito Casiello - aprire un confronto sul penale e, per fare solo un esempio, sul tema della prescrizione, ma anche per discutere di questioni di grande impatto sociale come il nodo della sicurezza e l’emergenza-carceri».

«Sul piano più propriamente professionale - ha aggiunto la presidente Oua - rimangono da sciogliere diversi nodi per quanto riguarda i regolamenti ministeriali per le società interdisciplinari tra professionisti, per le specializzazioni, per la scuola dei cassazionisti».

 

«Infine - ha concluso Casiello - l'Oua lavorerà per favorire politiche attive di sostegno a favore della categoria e, in particolare, dei giovani avvocati, e si spenderà per aumentare le tutele ora negate ai professionisti, come, per esempio, il diritto alla maternità».  Come abbiamo scritto, a congratularsi per la prestigiosa nomina è stato, tra gli altri,  il ministro della Giustizia Andrea

Orlando che ha telefonato  alla nuova presidente

dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura.

Nel corso del colloquio telefonico - informa una nota - il

guardasigilli e la neo presidente hanno auspicato "percorsi di

fattiva e fruttuosa collaborazione reciproca in vista del lavoro

dei prossimi mesi sulla riforma della Giustizia". 

 

 

 

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