Idee e suggerimenti dei rappresentanti delle sigle sindacali attive in azienda, soprattutto nei mesi più recenti, sono una risorsa preziosa cui il management di AMIU non ha mai derogato.

L’ascolto, il confronto costante, la risoluzione di problematiche accantonate per troppo tempo, infatti, sono le caratteristiche salienti di un rapporto che si è sempre ritenuto leale e che si immaginava potesse mantenersi tale, per il progresso dell’azienda. Non è assolutamente comprensibile, quindi, l’iniziativa almeno ingenerosa di tre sigle sindacali (Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel) che hanno addirittura lanciato un ultimatum al sindaco Rinaldo Melucci.

Un’iniziativa infelice, inoltre, poiché arriva in un momento in cui i lavoratori stanno toccando con mano l’impegno che vertici aziendali e Comune stanno ponendo nel garantire il rispetto dei loro diritti. La ritrovata regolarità nei pagamenti di stipendi e tredicesima, il riconoscimento dei buoni pasto agli aventi diritto, il recupero delle quote di produttività non riscosse negli anni passati e l’apertura verso la definizione di quella per i prossimi anni sono traguardi inequivocabili. Evidentemente, qualcuno ha scambiato questa azione di normalizzazione per una ghiotta opportunità, finalizzata a ottenere più di quel che sia possibile.

Sarebbe bastato riflettere su questi temi per fugare dubbi e incertezze sulle intenzioni nei confronti di AMIU, che è e sarà uno degli asset fondamentali dell’azione di governo cittadina. Il lavoro che si sta compiendo su contratto di servizio e impianti, d’altro canto, è finalizzato proprio a garantire un futuro produttivo, azioni che sono in divenire e sulle quali i sindacati sono già informati, per quanto di competenza, con la riserva di approfondire il confronto quando vi saranno elementi sostanziali.

Come è stato fatto per la figura del direttore generale, la cui individuazione è una necessità che è stata condivisa con i rappresentanti dei lavoratori a più riprese. Si tratta di una figura indispensabile per raccordare le numerose attività svolte da AMIU, un’esigenza che in tempi non sospetti avevano manifestato gli stessi sindacati.

Di fronte a questo quadro, quindi, pur rispettando il diritto alla protesta, la paventata organizzazione di un sit-in o il ricorso alla saggezza del Prefetto appaiono prospettive stridenti, poiché si finirebbe per rivendicare… ciò che già si possiede.

L’appello alle organizzazioni sindacali, a questo punto, è di evitare l’inutile logoramento dei rapporti. L’azienda, seppur faticosamente, sta intravedendo un traguardo di piena autonomia che le consentirà di svolgere il servizio con profitto, a beneficio della città e dei suoi lavoratori che devono essere protagonisti, e non antagonisti, di questo risultato.

L'accordo stilato con il Consorzio Integra, player di prima grandezza nel panorama cooperativo italiano, in particolare nei settori delle costruzioni, dei servizi e dell'ingegneria - creerà nuove sinergie e nuove opportunità per le nostre aziende, ed allo stesso tempo consentirà allo stesso consorzio di imprese - come spiegato st dal Direttore Generale Vincenzo Onorato in Confindustria - di essere percepito maggiormente sul territorio di riferimento e di sviluppare maggiore competitività attraverso la collaborazione con le aziende locali, che meglio conoscono le peculiarità dell'area in cui già operano.  È quanto dichiarato dal Presidente di Confindustria Vincenzo Cesareo dopo l’incontro nella sede degli industriali ionici ai referenti del consorzio rappresentati oltre che dal direttore generale anche dal Direttore Commerciale Macro Area Sud Vittorio Di Vuolo. Ha partecipati alla riunione una delegazione di aziende e il Presidente di Ance Taranto Paolo Campagna. L’avvio del rapporto di collaborazione è nato da un’iniziativa fra il presidente del Gruppo Giovani, Giuseppe Calianni, e il giovane manager Mirko Mancini di Integra. L’intesa darà luogo a nuove iniziative che si potranno positivamente ripercuotere sui livelli di competitività del nostro sistema imprenditoriale con ricadute positive sullo sviluppo del territorio.

PATRIZIA CAPOBIANCO (nella foto), Dirigente dell’Istituto: “importante attivare sinergie sul territorio“.

Lavoro, competenze, formazione, digitalizzazione, nuovi processi produttivi, politiche attive, buone pratiche sono stati i principali temi di cui si è discusso stamattina nell’ambito del seminario “Quale Istruzione per Quale Lavoro”.

Un percorso di orientamento pensato dall’IISS Archimede-Falanto per gli studenti che stanno per concludere il proprio ciclo di studi e per coloro che stanno per intraprenderlo e come indispensabile momento di riflessione per tutta la comunità circa il ruolo fondamentale che la scuola, oggi molto più che in passato, è chiamata a svolgere per l’inserimento dei più giovani nel mondo del lavoro. L’incontro, organizzato presso la Cittadella delle Imprese a Taranto, si è aperto con il saluto del Dirigente Scolastico dellArchimede-Falanto, Patrizia Capobianco, che ha subito posto l’accento sull’importanza delle sinergie da attivare sunostro territorio non solo perché si semplifichi la fase di transizione scuola-lavoro, in cui ci si trova a verificare l’adeguatezza delle competenze acquisite nel percorso formativo, ma anche per valorizzare il territorio stesso che sta provando a rilanciarsi dopo una lunga stasi. 

Di apertura delle aziende locali in tale direzione, ha parlato Salvatore TomaPresidente della Sezione Tessile, Moda e Abbigliamento di Confindustria Taranto e Confindustria Puglia.Nei prossimi anni andranno in pensione moltissimi lavoratori del settore moda e non sarà semplice sostituirli perché al momento mancano molte delle professionalità richieste. Per questo motivo – ha spiegato Toma – è fondamentale sensibilizzare, sin dallescuole medie, gli studenti verso la formazione professionale e tecnica. 

Legame con il territorio, dunque, e valorizzazione ad esempio tramite i due nuovi indirizzi scolastici proposti dall’Archimede-Falanto“Pesca commerciale e produzione ittica” e “Gestione delle acque e risanamento ambientale”, che si affiancano alla già variegata offerta dell’Istituto  (Manutenzione e assistenza tecnica, Industria e artigianato per il “Made in Italy”, Informatica e telecomunicazioni, Elettronica ed elettrotecnica, Trasporti e logistica (Ex Nautico). 

Ad illustrare le enormi potenzialità dei due nuovi indirizzi è intervenuta Elena Gaudio, del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del MIUR, che ha sottolineato l’enorme richiesta, innanzitutto in un territorio come quello ionico legato a doppio nodo al suo mare, di figure professionali esperte nell’organizzazione della pesca e, allo stesso tempo, in grado di sostenere le attività delle filiere produttive e commerciali in maniera propositiva, innovativa e sostenibile, come anche nell’ambito della tutela e della gestione  delle risorse idriche e, quindi, ambientali.

Ancora il mare è stato protagonista della relazione di Annamaria Morgese, Risorse Umane -Fincantieriche ha posto l’accento anche sulle soft skills, quelle competenze trasversali che riguardano le capacità comportamentali e relazionali di ogni individuo, frutto del background di ogni individuo, oltre che della propria personalità. Sapersi integrare facilmente in un nuovo gruppo di lavoro, essere capaci di lavorare in team creando un ambiente produttivo e armonioso, sono competenze particolarmente apprezzate da Fincantieri, principale costruttore navale del mondo occidentale, presente con cantieri e joint venture in quattro continenti, e alla ricerca di personale da assumere, ad esempio, come progettista, controller di stabilimento o tecnico di progettazione. 

Ed è proprio a scuola, si sa, che lo studente costruisce il suo bagaglio di competenze specifiche ma anche trasversali. Su questo aspetto della formazione ha più volte richiamato l’attenzione Fabio Mancinimoderatore del dibattito e docente di letteredell’Archimede-FalantoMa la presenza massiccia dei nuovi media e delle tecnologie della comunicazione, divenuti nel tempo anche strumenti di apprendimento, ha radicalmente modificato le domande che i ragazzi pongono alla scuola. Così come è mutato il rapporto tra i ragazzi e il mondo del lavoro, a causa di rapidi cambiamenti come la scomparsa del “posto fisso”, l’avanzarsi deiconcetti di flessibilità e precarietà agli inizi della carriera professionale, le incertezze sul futuro pensionistico. 

Giovanni Fanelli, responsabile del Talassografico “A. Cerruti” sede di Taranto del Cnr  Irsa, nel suo intervento al Seminario ha, infatti, proposto una riflessione al contrario, circa la possibilità di vedere le attuali problematiche riguardanti l’inserimento nel mondo del lavoro come preziose opportunità. A Taranto, ad esempio, il rilancio del territorio offeso dall’inquinamento può rappresentare un’occasione di svolta con attività di bonifica, monitoraggio, gestione sostenibile connesse, infine, anche al turismo culturale e ambientale. Tutto in nome della ricerca di personale tecnico specializzato che ha di certo interesse per le discipline d’indirizzo, ma ha a cuore anche il patrimonio di tradizioni e la cultura della propria terra. 

Alfredo TogliaAmministratore delegato INFOTEL S.R.Lha, infatti, parlato ai numerosi studenti intervenuti al seminario e ai docenti accompagnatori, proprio della digital transformationdefinita come l’insieme di cambiamenti prevalentemente tecnologici, ma anche culturali, organizzativi, sociali, creativi e manageriali associati alle applicazioni di tecnologia digitale, che investono tutti gli aspetti della società umana. Perché il futuro è qui e ora e si costruisce proprio attraverso il cambiamento culturale, di leadership, di pensare diverso e attraverso nuovi modelli di business.

Secondo Puglia 2020, organizzazione non ben inquadrata politicamente, ma che sicuramente e’ contro la candidatura di Emiliano a Governatore della attacca l’assessore Borraccino per Sinistra Italiana e il consigliere regionale Turco per la civica di Emiliano, non hanno voluto partecipare al tavolo del centrosinistra convocato dal pd di Taranto per la costruzione della lista per il rinnovo del consigli provinciale. Borraccino e il consigliere regionale Turco, in seno alla maggioranza, che per il rinnovo del consiglio provinciale di Taranto appoggiano liste ufficialmente di centrodestra a sostegno presidente della provincia di Forza Italia.

Circostanze smentite categoricamente da Mino Borraccino il quale evidenzia che una qualunque strategia attribuita al sottoscritto, finalizzata a boicottare il tavolo del centrosinistra provinciale di Taranto. Ancor più ridicola risulta essere la fantomatica ipotesi di un mio possibile accordo con Forza Italia. Il mio Partito, - dice -fguidato dal Coordinatore provinciale Maurizio Baccaro, ha scelto di valorizzare il lavoro svolto nei territori dai suoi amministratori e lo ha fatto lasciando liberi gli stessi di sostenere i candidati scelti dalle rispettive maggioranze in ogni Comune. Faccio notare che i Sindaci Quarto a Massafra, D’Alò a Grottaglie, Fischetti a Fragagnano, Fabiano a San Giorgio, , Lasigna a Palagiano (per citare alcuni dei Comuni in questione, uno dei quali espressione diretta  del PD), sono totalmente in antitesi all’amministrazione provinciale uscente, nata dall’accordo fra PD e Forza Italia, che noi, insieme ai sopracitati amministratori, abbiamo denunciato e contrastato. Tutte le scelte sulle questioni ambientali fatte dalla Provincia hanno visto questi Sindaci fieri oppositori, fino ad ottenere anche il ribaltamento in sede di giustizia amministrativa di alcuni degli atti che l’Ente di Via Anfiteatro aveva prodotto, in favore della realizzazione di nuovi impianti impattanti. Il fatto stesso che qualcuno tenti di attribuire al sottoscritto ed a Sinistra Italiana di Taranto intenti differenti da quanto pubblicamente dichiarato ieri dal Coordinatore provinciale del mio Partito, e da me sopra ribadito, svela quella che è la reazione di chi, evidentemente, era affezionato al vecchio sistema.Chi ha fatto circolare le folli ipotesi di cui sopra, dimentica,  finge di non sapere, che nei prossimi giorni verranno eletti solo e soltanto i Consiglieri Provinciali. Il Presidente, invece, è stato già eletto e, in quella circostanza, il sottoscritto e Sinistra Italiana hanno sostenuto il Sindaco Melucci, tentando invano, fino all’ultimo minuto, di unire il tavolo del Centro Sinistra Jonico al percorso di cambiamento prodotto dai Sindaci che sono espressione di forze civiche, in quella circostanza, il sottoscritto e Sinistra Italiana hanno sostenuto il Sindaco Melucci, tentando invano, fino all’ultimo minuto, di unire il tavolo del Centro Sinistra Jonico al percorso di cambiamento prodotto dai Sindaci che sono espressione di forze civiche.

L’ex Presidente dell’Autorità Portuale denuncia gravi ritardi nella realizzazione delle opere programmate.

La domanda più ricorrente tra gli addetti ai lavori più informati nel cluster marittimo riguarda le sorti del porto di Taranto anche a seguito delle continue esternazioni del presidente sulla bontà delle proprie scelte relative alle aree e alle banchine del molo polisettoriale. Ormai da quasi otto anni la gestione del Porto di Taranto, prima Autorità Portuale e successivamente Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, è caratterizzata dalla presidenza, fin dal giugno 2011, dell’avv. Sergio Prete, che peraltro dall'aprile 2012 è stato nominato dal presidente del consiglio anche Commissario Straordinario per la velocizzazione e la realizzazione delle opere infrastrutturali del porto.

In otto anni l'unica opera completata nelle aree del molo polisettoriale, è l’allargamento della banchina, di cui una parte, 1.200 ml, è stata realizzata in prolungamento di quella esistente su cassoni.

A questo proposito, sarebbe opportuno verificare, da parte di chi ne ha titolo, quanto fu dichiarato tra il settembre del 2014 e l'aprile 2015 dal governo italiano alla commissione europea all'atto della richiesta di sostegno pubblico al progetto di dragaggio dei fondali del molo polisettoriale e al relativo smaltimento in vasca di colmata dei materiali di escavo.

Il governo italiano aveva dichiarato, si legge nella relazione redatta e pubblicata dalla commissione europea denominata: " Aiuto di stato SA.39542 (2014/N) ─ Italia", che: “ l'investimento non prevede aumento delle superfici del molo polisettoriale in concessione a TCT, gli investimenti in infrastrutture saranno a carico del concessionario, i proventi della concessione non aumenteranno in quanto la superficie concessa al terminalista TCT non sarà aumentata e il concessionario effettuerà investimenti per € 12,53 milioni; l'aiuto pari a € 17.167.413 sarà erogato in forma di sovvenzioni dirette fino a fine 2016 data di termine dei lavori.”

La commissione, preso atto delle dichiarazioni rese dal governo italiano che l'investimento non avrebbe prodotto aumenti delle aree in concessione e quindi non avrebbe costituito distorsione della concorrenza in maniera contraria all'interesse comune, dichiarava che l'aiuto era compatibile con l'art.107 del trattato.

Quanto affermato dal governo italiano contiene a dir poco delle imprecisioni infatti: il 17/12/2012 l'Autorità portuale di Taranto aveva già pubblicato il bando di gara per l'adeguamento di un tratto di banchina del molo polisettoriale del porto di Taranto, in concessione a TCT, mediante la realizzazione di una nuova banchina su pali, 1.200 ml., finanziata con fondi FAS, fondi PON reti e mobilità e con fondi propri della stessa Autorità portuale, affiancata alla esistente a cassoni per una lunghezza di 1.200 ml.

Il progetto della nuova banchina, redatto dal concessionario TCT sulla base dell’ “Accordo per lo sviluppo dei traffici containerizzati nel porto di Taranto” sottoscritto il 26.04.2012 e consegnato all' Autorità portuale nell’ottobre del 2012, prevedeva la realizzazione dell'opera in adiacenza e in aggetto rispetto a quella esistente, di fatto costituendo un aumento di superficie delle aree in concessione alla TCT pari a circa 10.000 metri quadrati operativi il cui valore avrebbe certamente costituito aumento del canone concessorio in atto.

Nel merito delle attività da svolgere, a partire dalla sua nomina, il presidente dell’A.P./AdSP e Commissario Straordinario di Governo, ebbe ad identificare, quale unico e prioritario obiettivo della propria politica di sviluppo, quanto già era stato programmato, ( ancor prima del suo mandato ), per rendere il porto di Taranto uno scalo dotato di elevati standard di competitività fondamentali per la ripresa e lo sviluppo del traffico commerciale, della logistica e dell’inter-modalità: consolidamento della banchina del polisettoriale, dragaggi a -16,50 e prolungamento diga fuori rada.

Dopo quasi otto anni di ininterrotta gestione del presidente dell'A.P./AdSP, delle tre opere attese, considerate unanimemente di urgente realizzazione, tanto da giustificare anche la nomina a Commissario Straordinario del governo, è stata realizzata la sola banchina. Purtroppo, in assenza della realizzazione della vasca di colmata, cantiere fermo a causa, prima dei pasticci della aggiudicazione della gara di appalto e poi della crisi finanziaria della società aggiudicataria dell’appalto, non permetterà in tempi certi il dragaggio dei fondali.

Inoltre la non realizzazione del prolungamento della diga non garantisce l'operatività in sicurezza delle navi in banchina così come i piazzali dello stesso molo non permettono una previsione attendibile e seria per rendere operativi i piazzali dello stesso molo in quanto sono necessari importanti opere di riqualificazione e di manutenzione straordinarie per la messa a norma degli impianti esistenti e di quelli da realizzare.

In relazione agli interventi programmati sulle aree del porto in rada solo tre opere risultano essere state completate: la piastra logistica, la strada dei moli e la vasca di colmata predisposta per le opere ancora non cantierizzate come l'ampliamento del IV sporgente e la darsena ovest.

Infine è di questi giorni l’ennesimo “pasticcio amministrativo” che ha determinato il provvedimento in autotutela di annullamento delle operazioni di aggiudicazione dei lavori per il risanamento, bonifica ed

allargamento del molo San Cataldo di levante ai fini dell’attracco delle navi da crociera e che è lo specchio di tutta l’attività di mera pubblicizzazione di interventi infrastrutturali, mai realizzati e solo annunciati ad esclusivo beneficio di chi a più riprese ha percorso le banchine del porto per inaugurare perfino le bitte.

Allo stato attuale le poche opere realizzate in quasi otto anni di presidenza dell'A.P./AdSP non sono tali da determinare un adeguamento sostanziale delle strutture portuali alle necessità dei nuovi traffici marittimi ai fini dell’efficienza e a vantaggio della ripresa dei traffici commerciali.

E intanto oltre 500 lavoratori ex TCT, ed altrettanti dell’indotto, vivono nella speranza, per altro alimentata da nebulose informazioni, di nuove opportunità di lavoro nel porto.

Giuseppe Guacci

Già Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto e Gioia Tauro, Segretario generale dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, Vicepresidente di Assoporti

 

LA MARINA MILITARE IN LUTTO DOPO IL TRAGICO EPILOGO.

 

Nel pomeriggio di oggi, a causa della complicazione delle condizioni cliniche generali, i medici dell'ospedale civile di Taranto hanno purtroppo constatato il decesso del primo maresciallo Gioacchino Verde, sottufficiale della Marina Militare. 

Il maresciallo Verde, esperto nocchiere e nostromo di bordo, era stato coinvolto in un incidente occorso sulla fregata Bergamini lo scorso 12 gennaio, a seguito della rottura di un cavo durante la fase di ormeggio dell'unità Navale presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, per il quale sono attualmente in corso gli accertamenti sulle cause. 

Prontamente soccorso dal personale medico di bordo, il sottufficiale era stato successivamente trasportato in condizioni molto gravi presso la struttura SS Annunziata di Taranto dove i sanitari si sono  prodigati per tenerlo in vita.  Il primo maresciallo Verde, al suo 36esimo anno di servizio, aveva una encomiabile carriera militare alle spalle ed era stimato da tutti, come testimoniano i numerosi messaggi di vicinanza pervenuti in questi giorni alla Forza Armata.

Lascia la moglie, Anna, il figlio, Giuseppe e la figlia Giada. 

Il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, esprime alla famiglia del primo maresciallo Gioacchino Verde il  cordoglio suo personale e del grande equipaggio della Marina Militare.

Però per la sua rilevanza e la fonte da cui è pervenuta ci hanno spinto a pubblicarla.

 


A seguito di indagini dirette dal  Sost. Proc. Dr.ssa Antonella DE LUCA della Procura della Repubblica di Taranto, personale della Polizia di Stato di Taranto (Squadra Mobile – Sezione “Criminalità diffusa, extracomunitaria e prostituzione”), in collaborazione con le Questure di Lodi e Vibo Valentia, sta dando  esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 13 misure cautelari personali (di cui 8 in carcere e 5 agli arresti domiciliari) emessa dal Gip presso il Tribunale di Taranto (Dr.ssa Paola INCALZA) nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo gravemente indiziati dei reati di associazione a delinquere, sfruttamento favoreggiamento agevolazione della prostituzione.
L'attività d’indagine, ha portato alla luce un sodalizio di ampiezza transnazionale dedito allo sfruttamento della prostituzione ai danni di alcune giovani ragazze prevalentemente provenienti dall’Est Europa, che venivano collocate su strada, indotte alla prostituzione, e sottoposte a “protezione”  dietro il pagamento di somme di denaro.
Conferenza Stampa alle ore 11.00 in Questura

SCONFITTA 3 A 2 IN CASA. Secondo posto da difendere.

La  Erredi Volley Taranto contro la Efficienza Energia Lecce, con gli atleti, distratti o forse solo emozionati  si lasciano sopraffare dalla squadra ospite  che recupera sul 19-16 e chiude a  23-25 . La seconda frazione di gioco, dopo un costruttivo confronto tecnico in panchina , con animate indicazioni da parte del coach  Narracci e  dei dirigenti  riporta in campo i nostri atleti al meglio, giocano come sanno e conquistano il set con lucidità e pochi errori chiudendolo su 25-11. Ritrovata la propria dimensione sportiva la rosa tarantina stupisce anche nel terzo set. Gioca con grande concentrazione, domina in campo, come sua abitudine è netto il distacco a metà set sul 13-05. Non ci sarà muro che tenga ai veloci attacchi di Roberti, pur non informissima questa domenica.  Il set si chiude favorevolmente sul 25-12. L’avvio del quarto set è incerto,  errori e distrazioni riportano la squadra in un  baratro,  innegabile la capacità del Galatina che dopo aver subito due set “rialza la testa”.  La  Erredi si ritrova in affanno, a nulla varrà la sostituzione che vede entrare in campo Garofalo, non ancora perfettamente ripresosi dal suo infortunio.  Con animo la squadra cerca di recuperare, ma la tensione si fa sentire e il Galatina con determinazione chiude il set sul 22-25. Si va quindi al Tie breack, ma la squadra di casa è disorientata e sin dalle prime battute il Galatina aumenta la distanza netta sul 4- 10, poche azioni e la partita si chiude  7-15 con grande soddisfazione per mister Stomeo. I salentini hanno mostrato grande carattere non mollando dopo due set persi. Sarà questo l’insegnamento che la rosa tarantina dovrà trarre da questo incontro. Si poteva far meglio, si chiude la domenica sportiva con un dignitoso 2 a 3 che regala alla squadra ionica un preziosissimo punto in vista dello scontro, nella prossima partita, con la capolista EMRAFOODS GIS Ottaviano – NA.

 ERREDI Chiarelli 0 - Abbondanza 0 - Parisi 6-  Piscitelli 1 -  Carofiglio 9 -  Roberti 16 - Mingolla 0- Schifone 11  -Giosa 14 -Gasbarro 0 -   Di Sabato 15 - Nero 0 

GALATINA: Appolonio  0– Musardo 10 – Iaccardo 5 – Durante 12 -  Rossetti  0–calò 0– Pierri  0 – Persichino 0  -  De Lorentis  12 – Zonno  2 – Petrosino 0 – Deserio 12

 Hanno arbitrato:

1.DI MARIA FRANCESCO

2.MANSI RAFFAELE

“Il sequestro dell’ulivo infetto di Monopoli, da parte della Procura di Bari, non è una buona notizia per l’olivicoltura pugliese”. E’ quanto ha dichiarato Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, commentando il sequestro, avvenuto ieri, dell’ulivo infetto ritrovato in agro di Monopoli e per il quale il proprietario aveva richiesto l’autorizzazione necessaria alla eradicazione.

“Rispettiamo la Magistratura, che fa il proprio lavoro in base alle leggi vigenti, segnaliamo tuttavia che, come messo in evidenza dalla scienza e dalla realtà dei fatti, impedire le eradicazioni non fa che accelerare l’avanzata del batterio”, ha aggiunto D’Amico. “Purtroppo, l’espansione della xylella non aspetta i tempi dei processi, né gli esiti dei ricorsi al Tar. E’ stato così per i contenziosi legali pendenti presso la Procura di Lecce, che a distanza di tre anni non sono approdati a nulla, e per quelli presentati al Tar dai proprietari di Oria e respinti alla fine del 2017. Anche dal punto di vista legislativo, occorre un intervento del Parlamento che dia gli strumenti normativi necessari ad accelerare le eradicazioni e tolga ai complottisti la possibilità di ostacolare la lotta contro la xylella e la rinascita dell’olivicoltura pugliese”, ha affermato il vicepresidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. “Oggi, di domenica, oltre 2mila olivicoltori hanno manifestato e marciato fianco a fianco proprio per chiedere questo: basta con i santoni, con i complottisti, perché se continuiamo a dargli corda impiccheremo l’agricoltura all’ultimo ulivo infettato, daremo il colpo finale per la trasformazione delle distese di ulivi in un deserto di alberi morti”, ha aggiunto Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Puglia.

IL GRIDO D’ALLARME DA MONOPOLI. Tremila agricoltori alla grande manifestazione di Bari, altri 2mila a Monopoli: gli agricoltori sono gli unici ad aver capito che ci troviamo di fronte a un bivio. Basta con i ritardi sulla emergenza Xylella. Basta con i ritardi della politica e della burocrazia. È una emergenza e va trattata come tale. Come un terremoto, con fondi e poteri straordinari. Con fondi straordinari da destinare agli agricoltori e ai vivaisti danneggiati e a chi si impegna ad attuare le buone prassi, affinché l’olivicoltura pugliese non rimanga solo un triste ricordo e affinché centinaia di migliaia di famiglie – di agricoltori ma anche di braccianti e frantoiani – possano continuare a vivere e a presidiare le campagne. “Siamo per la ricerca, che va potenziata e sostenuta davvero. Soltanto la scienza può trovare una soluzione efficace contro il batterio. Siamo per le eradicazioni e per i reimpianti nelle zone compromesse, anche con altre specie arboree e con procedure di reimpianto semplificate. Vogliamo che il settore torni a essere produttivo, vivo, remunerativo. E’ necessario istituire una autorità unica di coordinamento, per gestire questa emergenza, con una legge speciale e con poteri straordinari che permettano di attuare quello che la scienza e le norme prevedono per bloccare l’avanzata del batterio, senza perdere ulteriore tempo, oltre quello già perso in 6 anni. Basta con i ritardi della Giustizia. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce, partita tre anni fa ormai, non è approdata a nulla, se non aver bloccato il Piano Silletti. I ricorsi al Tar presentati nel novembre 2015 dai proprietari di Oria, ai quali era stata notificata l’ordinanza di eradicazione, hanno creato altri ritardi, altro spazio all’espansione del batterio. Affermiamo con forza il nostro SI alla scienza. Che si applichino, dunque, i protocolli previsti dalla scienza e dalle norme per prevenire l’ulteriore espansione del batterio. Affermiamo con forza il SI al paesaggio. La Piana degli Ulivi Millenari va tutelata. Nel territorio della Piana, oltre a intervenire con i protocolli previsti dalla scienza per scongiurare il contagio, bisogna garantire il monitoraggio periodico. Lottiamo seriamente contro la xylella, altrimenti tra poco avremo solo il deserto”.

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