Cronaca, Politica & Attualità

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Cronache e ultime notizie. Aggiornamenti e approfondimenti in tempo reale dalla Puglia

Palombella “Conte e Patuanelli chiariscano non si gioca sulla pelle di 20mila persone“ Nessuna lettera è arrivata al ministero dello Sviluppo economico dalla multinazionale ArcelorMittal. Lo riferisce il Mise puntualizzando che "con l’azienda non si è mai nemmeno parlato di una transazione economica per la sua uscita dallo stabilimento". La Uilm chiede "urgentemente" che il Presidente del consiglio Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, "chiariscano e spieghino se sia realmente arrivata la lettera da parte di ArcelorMittal di cui parlano da alcuni giorni diversi organi di stampa". Lo dichiara Rocco Palombella, segretario generale Uilm. "Secondo diverse fonti ArcelorMittal - spiega il sindacalista - avrebbe comunicato la rescissione dal contratto e la disponibilità a pagare la penale prevista dall'accordo per un importo totale di un miliardo di euro. Questa ulteriore notizia da parte di alcune autorevoli fonti di stampa - continua il leader Uilm - si inserisce…
Cominceranno alle 23 di domani sera, 9 dicembre, le 32 ore di sciopero indette da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm - con conclusione alle 7 dell’11 dicembre - per ribadire il loro rifiuto ai 4.700 esuberi dichiarati da ArcelorMittal nella ex Ilva. Lo sciopero avrà il suo clou martedì con la manifestazione nazionale a Roma. Da Taranto è prevista la partenza di 15 pullman. Ma già da domani, e poi anche martedì, si giocheranno altre partite importanti per il futuro dell’ex Ilva. Domani, per esempio, commissari di Ilva in amministrazione straordinaria e negoziatore incaricato dal Governo, Francesco Caio, presidente Saipem ed ex ad Poste Italiane, torneranno a incontrarsi per definire quello che viene presentato come il piano del Governo alternativo a Mittal proprio sulla questione occupazione, visto che il Governo, al pari dei sindacati, respinge gli esuberi. E martedì - ma potrebbe anche essere anticipato a domani - è…
Allarme ieri sera a Taranto per le immagini provenienti dal centro siderurgico in piena attività e con un evidente livello di emissioni che confluivano in gigantesche nuvole piantate sulla città e allungate in varie direzioni. Le particolari condizioni atmosferiche hanno permesso di “vedere” nitidamente cio‘ che normalmente non e’ osservabile. Oltre a inondare il web di immagini inquietanti, attraverso un passa parola tra gli utenti di fb sono partite mail di denuncia alla pec del presidente Conte, ad Arpa Puglia e ad altri indirizzi. Al momento il sito di Arpa Puglia pubblica i dati relativi al monitoraggio fino al 5 dicembre. 
Il pres Su Taranto nessuna vertenza si affronta e si chiude senza che il territorio sia preventivamente ascoltato e coinvolto. Il rinvio del Tavolo Istituzionale Permanente non è un segnale positivo". Lo dichiarano i vertici di Camera di Commercio Taranto, Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, Comune e Provincia di Taranto. I quattro enti chiedono al premier Conte un incontro entro il 10 dicembre e disapprovano il rinvio del Tavolo Istituzionale dal 18 dicembre al 17 gennaio. Per CdC, Autorità portuale, Comune e Provincia Taranto, “l’esito dell’incontro fra Arcelor Mittal e organizzazioni sindacali desta grave preoccupazione, soprattutto con riguardo al numero sconcertante di esuberi ipotizzato dall’Azienda. Naturalmente è interesse - si afferma - che la vicenda volga a positiva soluzione, ma è necessario evidenziare con la massima chiarezza che il vero negoziato non è ancora iniziato”. Per i quattro enti, “il futuro di Taranto non è limitato alla drammatica…
La voce degli operai “ci prepariamo alla mobilitazione ma temiamo accordi già scritti” il sindaco “situazione esplosiva “ La tensione cresce. In fabbrica e nella città. E si riassume tutta nelle immagini di un’azienda che si blinda alzando le inferriate davanti all’ingresso della direzione. “Si stanno blindando” è l’amaro commento degli operai che osservano la scena dei colleghi al lavoro. “Ci stiamo preparando alla mobilitazione di massa - dichiara un operaio dello stabilimento - c’è chi andrà a Roma a manifestare e chi rimane a Taranto a fare presidio davanti allo stabilimento. La situazione che è emersa dal vertice di ieri però ci lascia perplessi .. dopo i vari incontri fatti in gran segreto tra Governo e azienda, adesso tutti si dicono stupiti dalle richieste di Mittal che oramai da un mese manifesta la sua intenzione di mandare a casa 5 mila persone, più di qualcuno tra noi è convinto…
Non solo i 4.700 esuberi per il siderurgico di Taranto entro il 2023 dichiarati al Mise ieri sera. Adesso c’è anche la richiesta di proroga della cassa integrazione da fine dicembre. ArcelorMittal ha infatti spedito oggi la richiesta alle sigle sindacali convocandole per il 10 dicembre ma certamente non ci sarà alcun accordo tra le parti perché le organizzazioni sindacali affermano che non ci sono affatto le condizioni per trattare. Nessun accordo ci fu anche all’avvio a luglio. Mentre un accordo è stato raggiunto con la prima proroga di fine settembre. Tredici settimane è anche stavolta il periodo richiesto. Dopo l’avvio della cassa da luglio a settembre e la prima proroga da fine settembre a fine dicembre, questo è il secondo rinnovo che ArcelorMittal vuole effettuare perché la crisi del mercato siderurgico non si è attenuata ma resta evidente. La nuova proroga partirà dal 30 dicembre e durerà come le…
Lo sciopero nazionale del 10 dicembre con manifestazione a Roma indetto per la crisi ArcelorMittal, ex Ilva, con la dichiarazione di 4700 esuberi da parte dell’azienda, divenga anche lo sciopero di Taranto. Lo propone la Cgil di Taranto. Per il segretario provinciale Taranto, “non c’è più tempo per salvare quell’acciaieria e Taranto con una vecchia impostazione ormai superata dai fatti. Ecco perché la chiamata alla responsabilità non riguarderà solo i metalmeccanici e lavoreremo perché il 10 dicembre, in contemporanea con Roma, si possa realizzare uno sciopero generale di tutta la città”. “Mobilitazione - dice la Cgil - che servirà a rivendicare impegni e soluzioni che riguardano l’ex Ilva ma anche tutti i comparti produttivi che da anni subiscono l’onda d’urto di tale crisi” “E’ evidente – sostiene Peluso – che l’attuale ciclo produttivo integrale e che il carbone abbiano fatto il loro corso e che restare ancorati a quel modello…
Sconcertante. La riunione al Mise rappresenta il punto più basso mai registrato in questa vertenza”. Lo dice il Pd di Taranto sulla crisi ArcelorMittal, ex Ilva. “Riunione - rileva il Pd di Taranto col segretario provinciale Giampiero Mancarelli - che si è conclusa, purtroppo, senza una chiara prospettiva sul piano industriale e sul piano ambientale. L'ipotesi dei 3000 esuberi subito a cui si aggiungono altri 3000 nel 2023 non ha, ad oggi, alcuna copertura economica. È urgente, pertanto, prevedere adeguate coperture economiche. Da subito. In legge di bilancio. A protezione dei lavoratori” chiede il Pd. “Diciamo subito no - rilevano i Dem - a qualsiasi ipotesi di utilizzo delle risorse in capo alla Amministrazione straordinaria Ilva per la cassa integrazione. Quelle risorse servono solo e soltanto alle bonifiche”. Ma per il Pd di Taranto “sconcertante è ancor di più la decisione di Mittal di non far ripartire l’alfoforno 5 secondo…
 “Catastrofe purtroppo annunciata. Ma è una disfatta nazionale, non solo tarantina”. Lo dichiara il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, a fronte dei 4700 esuberi annunciati stasera al Mise da ArcelorMittal. Per il sindaco, tale questione “se non affrontata correttamente e subito, segnerà il declino di tutto il Paese. Specie per l’incapacità di affrontare le sfide della modernità e sostenere le aspirazioni e i bisogni delle comunità locali, ad oggi inascoltate”. “Il Governo ora - chiede il sindaco di Taranto - metta da parte equilibrismi e paure, ci dica come e se intende tenere aperta quella fabbrica, come assicurerà reddito a migliaia di cittadini italiani e bonifiche miliardarie ad una città che ha sacrificato tutto per il benessere e il prestigio dell’Italia”.
Il Governo pronto a presentare il suo piano : produzione a 8 milioni di tonnellate e salvaguardia dei livelli occupazionali. Intanto si rincorrono voci su maxi incentivi all’esodo in arrivo Mentre all’interno della fabbrica si rincorrono voci tutte da confermare secondo le quali si starebbe lavorando ad un’ipotesi di incentivo all’esodo sembra pari a 150mila euro per ogni lavoratore in esubero che verrebbero coperti per due terzi da cassa depositi e prestiti e per il restante terzo da ArcelorMittal, le reazioni sia da parte del Governo che del sindacato rispetto al piano prospettato da Mittal sono tutt’altro che positivi. "Entro il 20 dicembre dobbiamo avere chiara una cosa: se siamo in grado di andare avanti con la trattativa oppure no. Se la posizione è questa ed è una posizione rigida non credo che ci saranno le condizioni per continuare a trattare". Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano…
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