Curiosità, Fatti (misfatti) & Varie

Curiosità, Fatti (misfatti) & Varie (30)

Una provocazione? L’avvocatessa ha spiegato all’ANSA di averlo fatto "un po' per esorcizzare, un po' per gioco e anche per scaramanzia" perché, "il costo della fine di un matrimonio manda in rovina ogni famiglia, quindi prima di usare questo buono pensateci bene. Auguri". Ma soprattutto per sottolineare la tendenza all’aumento delle separazioni nei primi anni del matrimonio. "Se questo matrimonio supererà i tre anni - ha detto ancora la professionista - convertirò il buono in denaro". 

Ma perché oggi ci si separa così in fretta? "Le coppie non si sposano più in età adolescenziale – ha affermato la professionista - ma dopo aver sedimentato abitudini e convinzioni a cui è difficile rinunciare". "Marito e moglie - approdano all'altare già con una certa solidità economica. Sembrano più dei soci in amore e in affari" e dunque "appena si palesa la necessità di un compromesso è piu' facile rifugiarsi nello status quo ante che affrontare la difficoltà".

Francesca, questo il nome della praticante avvocata, per ora ci scherza su: “Considerando quanto mi è costato il matrimonio mi auguro che duri almeno dieci anni. Comunque credo di avere scelto bene". Anche il futuro marito l’ha presa con filosofia: "Ma il regalo vale anche per il me? Sto coperto pure io?"

(da Today.it)

 

Da nove anni un pensionato belga si vede consegnare pizza e altro cibo d’asporto a casa sua, senza che lui abbia mai fatto quelle ordinazioni. L’insolita storia è stata raccontata dal quotidiano Het Laatste Nieuws, che ha intervistato lo sventurato protagonista, Jean Van Landeghem, un uomo di 65 anni di Turnhout che quando ha iniziato a vedersi recapitare la pizza a casa, a volte anche più volte al giorno, “ha perso il sonno”. Inizialmente l’uomo ha pensato a un errore del fattorino, ma poi gli ordini sono continuati: pizza, kebab e altro cibo, senza che mai Van Landeghem li avesse richiesti. 

“Capita in mezzo alla settimana o nel weekend, a qualsiasi ora del giorno”, ha raccontato sconsolato Van Landeghem. “Non posso più dormire. Tremo ogni volta che sento arrivare uno scooter nella mia strada e ho paura che qualcuno possa venire a portarmi dell’altra pizza in qualsiasi momento”. In un giorno, ha ricordato l’uomo, ci sono state ben dieci diverse consegne e uno dei fattori aveva addirittura con sé 14 pizze per lui. “Ho sempre rifiutato quelle consegne e quindi non ho dovuto pagare nulla”, dice Van Landeghem, che però sottolinea quanto questa situazione sia un peso sia per lui sia per i ristoratori da cui i cibi provengono.

Ma Van Landeghem non è il solo a combattere contro questo incubo: “Una mia amica che vive a Herenthout è passato attraverso il mio stesso calvario. Anche a lei hanno consegnato pizze mai ordinate per nove anni. A volte capitava ce le portassero nello stesso giorno. Quando capitava, ci avvertivamo l’uno con l’altro”.

Per Van Landeghem il misterioso mittente potrebbe quindi essere uno che conosce sia lui sia la sua amica, ma è tuttora sconosciuto, come è del resto il movente dell'assurda persecuzione. Il 65enne si è anche più volte rivolto alla polizia, ma non è stato possibile risolvere la situazione. “Non ne posso più. Quando scoprirò che si è preso la briga di tormentarmi per nove anni, per loro non sarà un bel giorno”. 

(Today.it)

 

 

La polemica è esplosa nei social, contro la Aramco, una ditta saudita che opera nel settore petrolifero, che è stata costretta a porgere delle scuse pubbliche dopo aver utilizzato uno dei propri dipendenti come disinfettante per mani umano.

 

In pieno periodo d'emergenza dovuto alla pandemia da Coronavirus, la foto di questo pover'uomo all'ingresso della sede dell'azienda con un box addosso e un distributore di gel disinfettante per mani ha iniziato a circolare ovunque su internet, suscitando qualche risata ma anche tantissime critiche.

Un attore dilettante è diventato un’improbabile celebrità sulla piattaforma di streaming cinese Douyin, dove trasmette in diretta le riprese di lui che dorme, che attirano centinaia di migliaia di curiosi spettatori.

L’uomo, che si fa chiamare Yuansan su Internet, ha trasmesso lo streaming di lui che dormiva lo scorso febbraio, apparentemente solo per verificare se russava. Quando si è svegliato, è rimasto scioccato nel vedere che aveva attirato centinaia di migliaia di visualizzazioni, e guadagnato ben 800.000 nuovi follower per il suo canale.

Ci sono notizie che nessuno sa o che non si è mai chiesto, e che abbiamo deciso di riunire per formare una lista che vi trasformerà in un’enciclopedia vivente. Quante ore passa un umano fermo al semaforo? Quante cose meravigliose si possono fare con un foglio di carta? I biscotti possono raggiungere la luna? Sono solo alcune delle domande a cui abbiamo risposto.

 

Tutti fatti reali, da utilizzare ogni qualvolta vi trovate senza nulla da dire (vedrete che dibattiti importanti scatenerete) o avrete voglia di impressionare gli amici. La guida definitiva alle curiosità del nostro strano mondo.

 

1. I croissant sono originariamente austriaci e non francesi.

2. In un mazzo di carte, il re di cuori è l’unico senza baffi.

3. In media le persone spendono in totale due settimane di vita aspettando il semaforo verde.

4. Prima della gomma si usava il pane per cancellare i segni della matita.

5. A proposito di matite: contengono abbastanza grafite per tracciare una linea di 55 chilometri.

6. Il cioccolato al latte era inizialmente venduto come medicinale.

7. Non si può piegare un foglio A4 a metà più di sette volte.

8. Impilando tutti i biscotti Oreo prodotti nel mondo, si raggiungerebbe la luna e si tornerebbe indietro circa cinque volte.

9. I trailer dei film erano inizialmente riprodotti dopo il film, da qui il nome (che in inglese significa anche “seguire”).

10. Servono 27 mila alberi per tenere il passo della richiesta mondiale di carta igienica.

11. Tutte le batterie del mondo potrebbero essere sufficienti ad alimentare il bisogno mondiale di energia per soli dieci minuti.

12. Il primo prodotto al mondo ad avere il codice a barre è stato un pacchetto di gomme da masticare Wrigley.

13. Ogni giorno vengono prodotti più di 400 milioni di M&MS.

14. Il nome intero di Barbie è Barbara Millicent Roberts.

15. Aggiungere sale all’ananas lo rende più dolce.

16. Esistono più fenicotteri di plastica che reali.

17. Lo yo-yo si chiamava inizialmente bandalores.

18. La compagnia giapponese YKK produce più del 90% delle cerniere mondiali.

19. Costerebbe di più riempire il serbatoio di un jet A 747 che comprare il jet stesso: contiene fino a 238.480 litri di benzina.

20. Riciclare una lattina di alluminio consente un risparmio d’energia equivalente al guardare la tv per tre ore.

21. Il miele è l’unico alimento che non va mai a male, ma su 20mila specie di api soltanto quattro producono miele.

22. I Lego prodotti nel 2012 potrebbero girare intorno al mondo diciotto volte.

23. L’acqua tonica brilla nel buio.

24. La bandiera degli Stati Uniti fu disegnata da uno studente di 17 anni, Robert G. Heft, come parte di un progetto scolastico. Il voto assegnatoli fu B-.

25. L’accendino fu inventato prima dei fiammiferi.

26. La pillola anticoncezionale ha effetto anche sugli scimpanzé.

27. Il 99% dell’oro presente sulla terra si trova nel suo centro e non è estraibile. Se potessimo appropriarcene, saremmo probabilmente in grado di ricoprire il pianeta con uno strato d’oro di quasi mezzo metro.

28. La prima webcam aveva il compito di controllare il livello di una caffettiera all’Università di Cambridge.

29. Le arachidi sono legumi e non frutta secca.

30. Il velcro è ispirato alle piante che restano attaccate ai vestiti, come quelle di montagna. Un esempio è il cardo alpino.

di Antonio Notarnicola
Brutta sorpresa per una famiglia di ritorno dalle vacanze che hanno trovato la loro casa, ubicata all’estrema periferia del paese, coabitata da calabroni. In un cassettone dove solitamente sono sistemate le comunissime tapparelle, che all’occorrenza si abbassano o si alzano, secondo necessità per proteggere la casa dalle ondate di calore e, in parte, anche da malintenzionati. Nemmeno il tempo di aprire l’uscio,come detto, che la loro attenzione è stata subito attratta da continui ronzii provenienti anche da stanze attigue. Una volta liberato l’ambiente dagli indesiderati insetti, i proprietari hanno stranamente continuato a sentire il classico ronzio, tipico delle api, ma molto più vorticoso. Fatto questo che ha indotto i presenti a supporre la presenza in casa di api o di vespe, di questo non c’era certezza. A quel punto vista la situazione, delicata e soprattutto pericolosa per le conseguenze che potevano sorgere per i presenti, sono stati allertati i Vigili del Fuoco. Intervenuti con prontezza i VV.FF. hanno immediatamente individuato l’origine del problema. Con precauzione e con l’ausilio di un nebulizzatore sono riusciti a rimuovere in poco tempo il nido di calabroni che si era insediato nel cassettonedell’abitazione. Senza essere esperti entomologi il nido-alveare di calabrone (in foto) si nota dall’ingegnosa tecnica costruttiva dal ricamo architettonico rispetto a quello di api e vespe. Solitamente le dimensioni delle dimore dell'imenottero più grande in Italia, stabilisce la sua tana nei cassettoni delle tapparelle, nei sottotetti, sottogrondaie.
I calabroni a differenza di api e vespe, sono predatori e come tali sono anche fastidiosi alle coltivazioni, poiché si nutrono di frutti succosi come albicocche, pesche, uva matura e costruisce grossi nidi, che possono arrivare anche al metro di larghezza costruito masticando legno ecco perche si possonoriscontrare anche persiane erose dai calabroni.
La fine del periodo estivo, dopo una estate vissuta con temperature particolarmente torride, può essere l'incubo di chi torna a casa in quanto ci si può ritrovare in un angolo della casa un bel nido di calabroni lasciata vuota per le vacanze. Giusto per sfatare alcune dicerie su questo insetto c’è da dire che il calabrone è una tra le specie più temute e perseguitate nel nostro Paese. In realtà la sua fama è largamente immeritata e, nonostante le dimensioni e il ronzio inquietante, si tratta di un insetto del tutto pacifico che interferisce molto raramente con l’uomo. Di solito non viene attratto dai cibi, e non infastidisce quando si mangia all’aperto, può capitare di imbattersi ma si tratta per lo più delle regine che sono in cerca di un luogo adatto alla costruzione del nido. Quali instancabili predatori, possono contrariamente a quanto si pensa, essere considerati utili per la gran quantità di insetti molesti che eliminano, in particolare, mosche, bruchi, cavallette, vespe ed api. A dirla tutta può accadere che la contemporanea puntura di più insetti può causare un pericoloso choc-anafilattico nel malcapitato, eventualità questa molto rara. 
Si coglie l’occasione per far presente che non bisogna mai schiacciare i calabroni perché ciò determina il rilascio di un ormone che funziona da segnale chimico che stimola l’aggressività degli altri membri della colonia. Tra le curiosità invece che accompagnano il calabrone, c’è da segnalare che in Germania è seriamente tutelato questo insetto, addirittura inserito tra le specie protette. 
Come si riconoscono i vari insetti: foto (1) vespa dal caratteristico corpo affusolato: (2) ape, dai colori noti; (3) calabrone, dalla struttura rossiccia.

Su www.themeditelegraph.it, sezione Shipping del quotidiano Secolo XIX, è riportato un articolo che parla dei Piani organici dei Porti, riportando un cosiddetto “caso Taranto. Di seguito il link dell’articolo ed il suo contenuto integrale.

http://www.themeditelegraph.it/it/shipping/shipowners/2018/10/22/giallo-dei-piani-dell-organico-porto-focus-QqIuO8z6Z40TzwKAD7oOjO/index.html

Testo integrale dell’articolo.

Genova - Ognuno fa come gli pare. In fondo le linee guida comuni non ci sono (le avrebbe dovute diramare il ministero) e così le Authority portuali vanno in ordine sparso. «Io l’ho sempre chiesto, in ogni sede: serve una cabina di regia, anche per rendere omogenei i criteri» spiega Andrea Appetecchia, l’uomo delle ricerche e della analisi di Istituto Superiore di Formazione e Ricerca sui Trasporti. Sul piano dell’organico porto invece il governo sta alzando bandiera bianca. La volontà politica è cambiata, da Delrio a Toninelli, e manca personale negli uffici. Così alcune Authority hanno preferito fare con le risorse interne, altre affidandosi a consulenze e poi c’è il caso Taranto. 

Il piano organico porto è fondamentale per capire lo stato dell’arte del lavoro sulle banchine e la sua evoluzione nel periodo dei prossimi tre anni. A Genova, ad esempio, serve anche per capire il futuro della Culmv. Anche per i presidenti dei porti è un passaggio importante: è inserito negli obiettivi da raggiungere per ottenere i premi sullo “stipendio”. E così adesso molti hanno fretta. I termini erano già stati prorogati, forse arriverà un ulteriore slittamento della presentazione, ma la scadenza al momento è per la fine dell’anno. 

Chi ha scelto di scrivere il piano organico porto con i propri dipendenti (come ha fatto La Spezia, prima Authority a inviare il piano al ministero) lo sta facendo in economia: basta un questionario e una domanda ai terminalisti: «Assumerete da qui a tre anni nuove unità di personale?». Facile, ma non esattamente dettagliato, come spiega Appetecchia. 

Molti si avvalgono di consulenti che per aiutare i propri dipendenti il percorso. In questo caso l’amministrazione pubblica deve sostenere un costo, che spesso non va oltre le poche decine di migliaia di euro. 

E poi c’è il caso Taranto. L’Authority pugliese ha deciso di bandire una gara perchè, come scritto nei documenti pubblicati on line, non esistono le risorse interne in grado di scrivere il documento. Così prima ha individuato 5/6 soggetti che potessero redigere il piano dell’organico del porto all’interna di una lista “certificata” dalla pubblica amministrazione, il Mepa: «Non abbiamo sorteggiato» spiegano dall’ente. 

Tra questi sono stati scelti «con una procedura che ci ha permesso di andare più velocemente, pur rimanendo dentro le disposizioni delle legge» come spiega il segretario generale Fulvio Lino Di Balsio, «i principali consulenti del mercato: Deloitte, Pwc, e Ernst & Young ad esempio». Il valore della gara è di 100 mila euro. Una cifra che non è passata inosservata, visto che gli altri porti hanno speso anche 10 volte meno. Anche la velocità con cui l’Authority ha affidato l’incarico, è sembrata inusuale rispetto ai tempi sempre biblici degli enti pubblic i Il segretario ribadisce di aver scelto il percorso più celere, mentre sulla cifra «bisogna considerare che dentro c’è anche la formazione che partirà all’inizio del 2019». 

C’è poi un ulteriore passaggio che ha fatto parlare radio banchina a lungo negli scorsi giorni: Fulvio Di Blasio ha lavorato sino a maggio dell’anno scorso per Ernst Young, la società che alla fine si è aggiudicata («con uno sconto del 10/15%» spiega il segretario generale) la gara indetta dall’Authority: «Non c’è nessun problema di opportunità: è il mercato - spiega Di Blasio - Ey è una delle principali società di consulenza al mondo. E poi, in quanto responsabile anche dell’Anticorruzione, io non posso nè partecipare nè firmare nulla». Le offerte arrivate sarebbero state «diverse» come spiega il segretario. 

AGGIORNAMENTO

Il segretario generale del porto Taranto «dopo opportuna verifica» segnala che «è in effetti pervenuta una sola offerta, motivo ulteriore di celerità nell’aggiudicazione». 

Non solo. Il numero due dell’Authority spiega che il 12 settembre una gara con 10 società invitate più tutte quelle dell’albo fornitori, andò deserta. Per questo ci siamo orinetati su una procedura ristretta»

tradimenti non hanno una città preferita o un luogo dove succedono maggiormente per via di qualche intreccio astrale particolare. Eppure, secondo una recente indagine condotta da Il Mattino, c’è una città in Italia che, più di altre, vede consumarsi numerosi tradimenti.

Napoli: la città favorita dai traditori online

Napoli: la perla del Mar Mediterraneo, con la sua gente così verace e calorosa sarebbe in testa alla classifica delle città con il maggior numero di tradimenti online. A svelarvlo è Barbara Costa nel suo libro “Pornage. Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo” i cui risultati sono stati ripresi dai giornalisti de Il Mattino che hanno svolto un’inchiesta proprio sulla base di ciò che è stato scoperto da Barbara Costa. Quanto emerge è preoccupante: le interazioni tra profili a Napoli sono rapidissime anche se il profilo femminile è caratterizzato da una foto brutta e un profilo vuoto. Basta questo per ottenere circa 250 interazioni se la ricerca è impostata su Napoli. I cittadini partenopei sarebbero rapidissmi nel cercare contatti con nuove donne o uomini che sbucano sui social. I messaggi cadono a pioggia, le richieste di incontro sono svariate…

Tradimenti online: un “business” in aumento

Del resto, anche nel mondo dei viaggi, sono sempre di più le agenzie che propongono tour in sicurezza, anonimato e libertà per acchiappare tutta quella fetta di infedeli che navigano nel web alla ricerca di una scappatella. Ora però, dopo questa indagine, le coppie di Napoli si guarderanno con sospetto e monitoreranno, ne siamo certi, i profili Facebook, Instagram e Whatsapp del proprio partner per evitare di finire…cornuti e mazziati, davanti a tutto il mondo del www. Questa ricerca, anche se ha preso in analisi diverse città e ha scoperto come Napoli sia molto “fast” nel tentativo di approccio online, desta però preoccupazione in tutta Italia dove, il rischio di ritrovare il proprio compagno o compagna nelle braccia di un amante non è poi così impossibile. L’epoca dei social network, se da una parte ha facilitato i contatti con amici e parenti lontani, dall’altra ha trasformato anche i metodi di approccio. Oggi è tutto più improntato al consumismo, alla società delle relazioni liquide come descriveva l’antropologo Bauman, dove tutto è rapido. Proprio come un click.

( fonte viagginews)

 

 

Quanti indicatori servono per giudicare la qualità della vita in un territorio? Ne bastano quarantadue, come fa il Sole 24 Ore, o ne servono il doppio, come fa Italia Oggi? E quali indicatori sono necessari per tracciare un quadro della situazione quanto più vicino alla realtà o alla percezione dei cittadini?
Le classifiche pubblicate contemporaneamente dai due quotidiani indicano una situazione jonica impietosa, ma non simile. Mentre il Sole 24 Ore che usa 42 indicatori, spinge Taranto e provincia in basso, al penultimo posto, maglia nera dell’Italia, Italia Oggi mette il nostro territorio alla 84sima posizione, con il doppio degli indicatori. Anche Milano, per fare una comparazione, nella classifica finale del Sole è all’ottavo posto, mentre per Italia Oggi è al 57°, oltre la metà. Eppure se i dati fossero oggettivi le situazioni non potrebbero che essere simili. Chi ha ragione? Dov’è la verità? Ma soprattutto ci interroghiamo sulle ripercussioni (politiche, economiche e sociali) che tali comunicazioni producono.
Come comunità impegnata nello studio dei sistemi di indicatori del Benessere Equo e Sostenibile delle città, vorremmo invitare cittadini e stakeholder a riflettere su alcuni punti per noi fondamentali. Il primo riguarda la valenza scientifica di queste classifiche, che mettono insieme territori che hanno condizioni di partenza molto diverse e raccontano di territori molto diversi, spesso non paragonabili. Da un punto di vista di prodotto interno lordo come è possibile pensare di paragonare la provincia di Varese con la provincia di Matera? O la Valle d’Aosta che ha 12.000 imprese con la provincia di Taranto che ne conta 55.000? O basti considerare l’indice relativo alle librerie per 100.000 abitanti, attraverso il quale Belluno è agli ultimi posti ma non vuol dire che in quel territorio non si legga.
La seconda considerazione riguarda l’effetto della diffusione di tali classifiche in un contesto che non sempre ha gli strumenti giusti per interpretarle. È evidente che il loro primo e principale effetto è quello di indicare la direzione ai decision maker, agli amministratori, agli imprenditori, impedendo, di fatto, una autodeterminazione.
Manca, infine, una dimensione che tenga conto della percezione effettiva del vivere da parte dei cittadini, che i meri numeri non possono esprimere in maniera esauriente. Per questo invitiamo tutti coloro abbiano ruoli strategici di considerare l’opportunità di avere una diversa narrazione del proprio territorio, strumenti che tengano conto della complessità dei territori e delle città.

 

SostenibiliTA è una community di studio, informale e volontaria, sulla qualità della vita e del territorio. Nasce dall’esperienza del corso fatto in Camera di Commercio "Progettazione e gestione di città e territori sostenibili" e ha l’obiettivo di approfondire lo studio sulle esperienze e sulle dinamiche che rendono una città e un territorio “sostenibile” dal punto di vista ambientale, sociale e economico, condividendo le competenze acquisite. Siamo consapevoli di voler operare in un luogo difficile, ma siamo certi che nessuno meglio dei cittadini di Taranto e della sua provincia sentano l’esigenza per un nuovo modello di sviluppo. La nostra community, formata da esperti del settore, ingegneri, amministratori, commercialisti, giornalisti, intende anche offrire supporto ai policy maker. 

 

Il 13 novembre è la giornata mondiale della gentilezza: un appuntamento importante, soprattutto in questi tempi in cui gesti e comportamenti gentili sono diventati sempre più rari e difficili da incontrare!

 

In realtà, il 13 novembre è il giorno più importante della Settimana Mondiale della Gentilezza, che in tutto il mondo viene dedicata alla divulgazione di quel che davvero significa essere gentili. E cioè comportarsi in modo da mettere al centro la cura e l’attenzione per gli altri.  Sono stati i giapponesi a promuovere questa iniziativa: la giornata mondiale della gentilezza infatti è nata in Giappone grazie al Japan Small Kindness Movement, fondato nel 1988 a Tokyo, dove due anni prima si era costituito un primo gruppo di organizzazioni riunito nel World Kindness Movement (Movimento mondiale per la Gentilezza). E da lì, si è propagata in tutto il mondo!  Tante le iniziative in programma, anche in Italia, a Ciampino e Fiumicino distribuzione di fiori ai passeggeri per far sbocciare la gentilezza.

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