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Giornale di Taranto - Cultura, Spettacoli & Società

La grande novità di quest’anno è il concorso dedicato a lungometraggi e corti. Ci sarà anche un focus sul black horror. Appuntamenti al Cityplex Savoia e a Spazioporto. Svelata intanto la locandina realizzata da Giorgio Credaro

 

 

Sarà una fine di ottobre da brivido quella prevista a Taranto, dove si terrà la quinta edizione di Monsters – Taranto Horror Film Festival, organizzato dall’associazione Brigadoon – Altre storie del cinema. La manifestazione si svolgerà dal 27 al 31 ottobre, come da tradizione in concomitanza con la festa di Halloween, e si svilupperà in due luoghi del capoluogo pugliese: il nuovo Cityplex Savoia e lo Spazioporto.

 

Il festival è realizzato da Davide Di Giorgio (direttore artistico), Massimo Causo (direttore organizzativo e presidente di Brigadoon) e Leonardo Gregorio (consulente alla selezione e segretario di Brigadoon).

 

La prima importante novità di quest’anno è l’introduzione del concorso, con due sezioni: lungometraggi e cortometraggi. I lavori in gara provengono da differenti cinematografie e continenti e costituiranno un autentico laboratorio in cui scoprire nuovi talenti, tendenze e curiosità, a testimonianza del fermento sempre vivo nel genere e della predilezione del festival per le creature in grado di arricchire l'immaginario del pubblico. La scelta dei film è frutto del lavoro del comitato di selezione che, ai fondatori di Brigadoon, aggiunge da quest'anno i nuovi consulenti Andreina Di Sanzo (Fantafestival, Point Blank), Massimiliano Martiradonna e Mirco Moretti (Dikotomiko Cineblog, Nocturno). I premi al miglior lungometraggio e al miglior cortometraggio saranno assegnati da due apposite giurie qualificate.

 

L'edizione 2022 sarà caratterizzata dal focus Black Horrors Matter, dedicato al cinema nero americano, che proseguirà e concluderà il percorso sugli “Altri Sguardi”, inaugurato nella terza edizione con Le Signore del Male e proseguito nella successiva con Transhorror. Il mostro dell'anno sarà perciò Candyman, il black villain per antonomasia, evocato pronunciando il nome per cinque volte davanti allo specchio e che incarna lo spirito di vendetta dalle violenze provocate dal razzismo. Rilanciato lo scorso anno dal fortunato sequel diretto da Nia DaCosta e prodotto da Jordan Peele, Candyman è stato creato dalla penna dello scrittore inglese Clive Barker ed è stato magistralmente incarnato per la prima volta dall'attore Tony Todd nel classico di Bernard Rose del 1992, che sarà riproposto per l'occasione sul grande schermo. Insieme a lui, titoli di culto come “Blacula” (rivisitazione “black” di Dracula) e il misconosciuto capolavoro “Ganja & Hess”, originalissima variazione sul tema del vampirismo dall'attore, romanziere e commediografo Bill Gunn, invisibile per decenni e tuttora inedito in Italia.

 

Da quest'anno le proiezioni del festival saranno introdotte dalla nuova sigla “Kisses from Icarus”, una creazione originale del regista, artista e videomaker pugliese Carlo Michele Schirinzi, autore dei lungometraggi “I resti di Bisanzio” e “Padrone dove sei”.

 

Altro interessante elemento di novità è costituito dall’autore della locandina di questa quinta edizione (oltre che del restyling del logo del festival): Giorgio Credaro, artista e illustratore tra i più attivi sull'attuale scena home video italiana. Il bozzetto reinventa il classico uncino di Candyman sulla silhouette inconfondibile del Castello Aragonese di Taranto, intinto in uno scenario color sangue che riprende i tipici colori dei tramonti pugliesi.

 

La quinta edizione avrà il contributo e il patrocinio della Direzione generale cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura e del Centro Studi Cinematografici e il patrocinio del Comune di Taranto.

 

Il programma dettagliato delle giornate del festival è in via di definizione e conterrà altre sorprese che verranno comunicate nelle prossime settimane.

 

Per seguire gli aggiornamenti e l’avvicinamento a Monsters, ecco dove è possibile trovare online il festival:

sito web: https://monsterstarantohorror.com

Facebook: https://www.facebook.com/monsterstarantohorror

Instagram: https://www.instagram.com/monsterstarantohorror

 

“Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcun altro che, con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti”. La massima  del poeta Pablo Neruda ben esprime il senso della V Edizione del “Neruda Award – In my shoes”, che si  terrà sabato 15 ottobre 2022 alle ore 18.00.  Una  serata dedicata, tra musica e poesia, alla bellezza. A condurre  l’evento nel magico scenario del Castello Aragonese di Taranto sarà la giornalista Gabriella Ressa, vice presidente di Neruda Associazione, coadiuvata dal giornalista editore Antonio Dellisanti.

Partner istituzionale il Liceo Artistico “V. Calò” di Taranto. Questa V edizione, dopo la sosta dovuta alla pandemia, è resa possibile grazie al lavoro meticoloso del presidente  dell’associazione Saverio Sinopoli e della  poetessa Maria Miraglia, fondatrice e responsabile di Neruda Literary Dpt., diffuso in tutto il mondo. Grande collaborazione giunge anche dal  vice presidente Egidio Ippolito, già sindaco di Crispiano, dal segretario generale dott. Marco Vagali  e dal  direttore artistico Ph. Francesco Marinaro.

“Il Neruda Award racconta e premia la bellezza delle storie che è in ognuno di noi”, afferma il presidente Sinopoli. “Non è  una fumata di sigaretta, è un albero con  radici profonde, con un fusto robusto e ben ramificato  rappresentato dai 40 premiati delle precedenti edizioni. La presenza costante di poeti da ogni angolo del mondo, invitati e presentati dalla direttrice didattica  Maria Miraglia, rappresenta l’apertura e la connessione con il mondo”.

Anche quest’anno il progetto, dopo le due edizioni di Crispiano e le due svoltesi presso il   Dipartimento Jonico dell’Università di Bari, avrà un respiro culturale ed una  dimensione internazionali perché, fra i 6 premiati, ci sarà il poeta Joseph Berolo. Ecco i nomi degli altri premiati:  il medico Mario Balzanelli, il Direttore del teatro Fusco Michelangelo Busco,  l’attore Massimo Cimaglia,  la musicista Maria Grassi ed il giornalista Matteo Schinaia.

L’associazione, attraverso il premio, vuole mettere in connessione artisti e poeti da  tutti i Paesi, perché la poesia è un grande strumento di pace ed il dialogo aiuta il confronto, migliora i processi comunicativi, crea ponti.  L’associazione sin dall’avvio della sua attività ha  premiato poeti internazionali:  dalla Turchia - Leyla Isik, dall’Irlanda - Amy Barry, dalla Germania -  Satis Shroff, dall’ India -  Madan Gandhi e il dr. Lsr Prasad, dal Kosovo - Jeton Kelmendi e Lulzim Tafa, dall’Italia - Giovanni Dotoli.

Saranno presenti alcuni dei Neruda Awardees degli anni passati; in primis, il padrone di casa Ammiraglio Salvatore Vitiello, assieme alla Console di Turchia Pinar Ugursal Bolognini, presidente onoraria dell’Associazione, e poi  il Maestro Pino Forresu, Luca Lazzaro presidente di GAL Magna Grecia, il dott. Andrea

Masciandaro, il Maestro e Direttore Maurizio Lomartire e tanti altri ancora.

Il presidente dell’associazione Pablo Neruda Sinopoli ringrazia   la Marina Militare, il Comando Marittimo Sud, lo stesso ammiraglio Vitiello e il suo Staff, per la possibilità di svolgere al Castello Aragonese questa edizione. Un grazie anche al Comandante  Vito Mannara per i consigli e il supporto alla manifestazione. Anche quest’anno al fianco del Neruda Award ci saranno il Centro Commerciale Porte dello Jonio con il direttore Mauro Tatulli e l’Agenzia Mediabrand con l’amministratore Luca Sinopoli.

Media Partner di Neruda Award 2022 sarà il giornale online INPUGLIA24 con il suo direttore Alessandro Nardelli.

“Aprirò la bottiglia nella città di Alessandro Leogrande”, dichiarò al momento della vittoria. 

Questa promessa Mario Desiati, lo scrittore di Martina Franca vincitore del Premio Strega con “Spatriati”, la manterrà il 13 ottobre prossimo al

Teatro Fusco di Taranto.

Comune di Taranto, Associazione Presidi del Libro con la collaborazione della Regione Puglia, della Fondazione Bellonci e Strega e 

della casa editrice Einaudi hanno organizzato questa serata che si svolgerà a partire dalle 19.30.

L’evento è stato presentato con una conferenza stampa al

Fusco dall'assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Fabiano Marti, dal presidente dell'associazione "Presìdi del libro", Orietta Limitone e dalla responsabile dei "Presìdi del libro" di Taranto Giulia Galli.
“Il cambiamento della città è palpabile–  Marti – e sono felicissimo perché  Desiati è un nostro patrimonio. Attraverso il

Fusco e la  Biblioteca comunale. - ha sottolineato l’assessore- il Comune ha voluto creare avamposti culturali al servizio della comunità  tarantina”
Giulia Gallo ha sottolineato l’importanza di aver fatto convergere cinque librerie su questa idea ovvero  Mondadori, la Ciurma, Dickens, Ubik e Casa del Libro Mandese.

Appuntamento, quindi, per il 13 ottobre quando, dopo i saluti dei rappresentanti del Comune di Taranto e della Regione Puglia, si terrà una conversazione sulla promozione della lettura con Ernesto Franco, direttore editoriale di Einaudi, Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, e Orietta Limitone, presidente dell’Associazione Presìdi del libro.

Daniele Silvestri torna dal vivo con tanta musica inedita 'in lavorazione'. A poco più di un mese dalla partenza del suo nuovo tour nei teatri (il 3 novembre da Palermo, con un'anteprima il prossimo 29 ottobre al Teatro Lyrick di Assisi e la chiusura il 19 dicembre al Teatro Galleria a Legnano), l'artista aggiunge due appuntamenti al calendario della tournée, 8 dicembre a Carpi e 11 dicembre a Taranto, e anticipa importanti novità sul contenuto dello spettacolo. In attesa dell'uscita del prossimo album, l'artista ha deciso di non lasciare a casa il disco in lavorazione ma di portarlo in scena, costruendolo sul palco insieme al pubblico. "Non solo eseguiremo dei brani inediti - annuncia sui social - ma li scriveremo, riscriveremo, cambieremo e improvviseremo in ogni singola data sotto gli occhi di tutti quelli che verranno a vederci. Spettatori inevitabilmente partecipi, volenti o nolenti, di questa parte sperimentale e creativa dello spettacolo. Il resto... il modo e la forma... i contenuti stessi.. li lascio per ora alla vostra immaginazione". (ANSA).
   

 

Successo di pubblico e gradimento, ma anche per quanto riguarda l’obiettivo principale: la conoscenza e la riscoperta delle materie prime di Taranto e della Puglia.

Chiude i battenti la quarta edizione di Ego Festival, l’evento enogastronomico che dal 19 al 24 settembre ha visto nel capoluogo ionico l’arrivo di dodici chef di fama mondiale, i quali sono entrati in contatto con le realtà culinarie del territorio provinciale e regionale, dalla Cozza Tarantina alla Burrata di Andria.

 

Attraverso i tour gastronomici a Laterza, Martina Franca, Leporano e nel mar Piccolo i cuochi hanno assaggiato, sperimentato, si sono insomma sporcati le mani, sapientemente guidati dai produttori locali, e hanno scoperto un mondo fatto di latticini, insaccati, verdure, oli e vini, sino ad arrivare alla Cozza tarantina, quanto cioè di più distante dalle loro longitudini e latitudini. Questi ingredienti poi sono stati studiati e rielaborati per creare i piatti iconici della Dinner Incredible del 23 settembre, in una contaminazione esplosiva di sapori.

 

“Abbiamo dato vita a un vero progetto glocal; questi giorni sono stati una full immersion per questi chef – ha dichiarato Monica Caradonna, giornalista e fondatrice del progetto Ego Festival –, e sono stati essenziali per entrare in simbiosi con la nostra terra e con le nostre tipicità locali, portatrici della storia e dell’identità della Puglia a tavola. La nostra manifestazione ha dimostrato ancora una volta che il cibo può essere il vero collante dei popoli, capace di unire culture diverse in un piatto”.

 

I tre appuntamenti aperti al pubblico sono stati particolarmente attesi da Taranto, che ha risposto con decisione e curiosità e confermando EGO Festival come un contenitore che promuove l’approccio culturale alla gastronomia. Dal palco dal quale i cuochi si sono susseguiti lungo il filone della sostenibilità e della rigenerazione partendo dalla contaminazione culturale, passando dalla Dinner Incredible - che come sua unica tappa italiana ha scelto proprio la Città dei Due Mari-, sino all’evento pop dell’edizione 2022, il Cozza in the City, Taranto ha vissuto per tre giorni l’invasione gastronomica di eccellenza.

Il Cozza in the City, alla sua prima edizione, ha segnato numeri davvero importanti. Poco meno di 3mila persone hanno affollato la rotonda della Capannina della Villa Peripato in una serata in cui l’unica vera protagonista è stata la Cozza Tarantina, il mitile simbolo della Città dei Due Mari che da poco è diventato Presidio Slow Food. All’interno della Villa Peripato l’evento “Cozza in the City” ha visto una grande presenza di pubblico, venuto a divertirsi e a gustare le varie declinazioni della cozza, offerte da dodici cuochi pugliesi. A “sfidarsi” in questo prestigioso party gli chef tarantini Michele Gatto di “Core”, Agostino Bartoli di “Al Gatto Rosso”, Biagio Di Nigro di “Biagio”, Emanuela Rizzo di “Queen 2.0”, Paola Ortesta di “La Cuccagna Giro di Vite” (Crispiano) insieme a cuochi di altre realtà pugliesi quali Vincenzo Digiuseppe di “Resort Ottolire” (Locorotondo, BA), Cosimo Russo di “Cosimo Russo Restaurant” (Leverano, LE), Simone De Siato di “Red” (Palazzo BN a Lecce), Luigi Chirico di “Ristorante Masseria San Paolo Grande” (Ostuni, BR) e Cristiano Taurisano di “Luppolo e Farina” (Latiano, BR). La giuria d’eccezione, composta da personalità influenti del mondo enogastronomico e presieduta dalla giornalista Margo Schachter di Vanity Fair, ha decretato come vincitore il piatto “La colazione del pescatore” di Paola Ortesta (La Cuccagna Giro di Vite). Il risultato, nel suo complesso, è stato quindi un’autentica festa che ha saputo celebrare questo prelibato frutto del nostro mare.

 

“Nelle tre giornate aperte al pubblico – ha proseguito Monica Caradonna – siamo stati davvero abbracciati dalla cittadinanza, felice di constatare come i prodotti locali fossero rielaborati dalle mani esperte dei più grandi chef al mondo. Sono orgogliosa che i miei concittadini abbiano capito l’importanza di questo progetto e che abbiano risposto presente anche all’evento conclusivo, questa grande celebrazione della Cozza, un vanto assolutamente tutto tarantino. Ringrazio tutte le persone che sono accorse a questi appuntamenti, la rigenerazione di Taranto passa anche da loro”.

 

Tutta la settimana di Ego Festival diventerà una serie tv, distribuita da Food Network in Italia.

 

Il progetto Ego Festival, in partnership con la manifestazione Dinner Incredible, ideata dallo chef Giorgio Diana, è stato realizzato grazie all’intervento di partner istituzionali quali Regione Puglia, i comuni di Taranto, Martina Franca e Laterza; con la partecipazione di Autorità Portuale di Taranto, DAJS – Distretto Agroalimentare di qualità Jonico-Salentino, Slow Food Puglia, Programma Sviluppo; con il supporto dei media partner Wearefactory, Food Network, La Gazzetta del Mezzogiorno; grazie all’intervento di partner privati quali l’azienda vinicola Varvaglione1921 e Radici Virtuose, Ferrarelle, Roboqbo, Longino&Cardenal, la BCC di San Marzano di San Giuseppe, Ninfole1921, Bertos Cucine partner dei più grandi cuochi.

 

 

Grande riconoscimento per l’artista Ma.Mo. (Mariolina Morciano), che a Milano ha esposto una sua opera nella  Mostra Internazionale d’arte contemporanea “ARTE & CAVALLO” nell’Ippodromo Snai San Siro, ancora in corso. Promossa dalla Galleria Milanese, consiste in una raccolta di opere equestri a cura di artisti provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. Per l’artista nata a Taranto ma residente a Pulsano si tratta di un importante riconoscimento, che si aggiunge alle molteplici attestazioni ricevute nel corso degli ultimi anni. La sua opera inserita nella mostra raffigura una testa di cavallo realizzata con strati sovrapposti di carta e gesso. A consegnare il premio -  un busto di cavallo - la Direttrice scientifica dott.ssa Giada Tarantino.  Undici gli artisti selezionati dal Comitato scientifico. Sabato 24 settembre la cerimonia di apertura della mostra espositiva; domenica 25 invece Mariolina Morciano, con altri 6 premiati, ha assistito alle gare nella Palazzina Del Peso, ed ha premiato il proprietario del cavallo vincitore con la sua opera: “Il vento”, un monocolore giallo realizzato in carta e gesso. Mercoledì 28 la chiusura della mostra.

“Sono onorata di questo premio e di vedere il mio nome e la mia opera inseriti nel catalogo di questa prestigiosissima mostra - afferma la Morciano. Si tratta di una attestazione alla mia persona ma che rappresenta il territorio tutto, e questo mi fa molto piacere. Ringrazio la mia famiglia, con la quale voglio condividere questo riconoscimento, per essermi sempre vicina”. Ospite della Morciano il prof. Francesco Lenoci dell’ Università Cattolica di Milano e vice presidente onorario dei pugliesi a Milano. 

Da sempre inserita nel modo dell’arte, alla quale si è avvicinata in giovanissima età, Mariolina Morciano, che lavora come funzionario amministrativo presso il Comune di Pulsano, ha realizzato la sua prima mostra personale nel 2020. Opere meteriche, paesaggi cittadini astratti che raccontano lo stato dell’arte del territorio e come lo si vorrebbe. Finestre di palazzi che si aprono al mondo ma anche all’animo umano, colori e pennellate decisi, ma anche distese di bianco e di azzurro. Guizzi improvvisi, ispirazioni notturne guidano le sue mani, sempre pronte a lavorare le tele. Il risultato è straordinario. In pochi anni la Morciano ha esposto in molte mostre prestigiose. Le sue opere sono vendute su tutto il territorio nazionale.

Nel presentare la sua arte la critica d’arte e storico   Vincenza Musardo Talò scrive: “Una produzione estremamente limpida, meterica, di raffinata eleganza cromatica e di segno. Una produzione che, sono certa, gode dei teoremi della Geometria e della Matematica, accostati in maniera significativa ai giochi di linee metriche, che quasi si  staccano dal piano della texture  di base, pronto con le sue impeccabili campiture, stese nelle tinte del bianco, del nero e non solo. Sono come un gioco di linee meteriche in movimento,  dal profilo quasi sempre verticale, che vanno sicure, a volte abbellite da delicati riflessi iridescenti, sempre di colore altro. In tal senso, mi sento di dire che l’arte della Morciano ha il dono grande di stimolare il pensiero critico, perché capace di mettere l’osservatore in una condizione di personale e libera interpretazione. E tanto basta, perché è arte.

L’arte della Morciano si muove su settori molteplici. L’ultima sua iniziativa la vede presente sui vini della masseria “Le Monache”. “Vino et arte”: 4 etichette che raccontano la sua arte esplosiva e coinvolgente, rappresentano finestre che si aprono sul mondo pronte ad accogliere palati raffinati, disponibili a lasciarsi sedurre dai profumi di frutta e  spezie e dal  colore rosso rubino impenetrabile o tendente al violaceo dei 4 vini premium: un pregiato Primitivo, un grintoso Negroamaro, un eccellente Susumaniello ed un Primitivo di Manduria doc. Paesaggi astratti, surreali, ma decisamente vivaci che richiamano le caratteristiche dei vini “che vestono”.

Fondazione Taranto25, l’innovativo network che riunisce oltre cinquanta tra imprenditori, professionisti e operatori dell’associazionismo locale, organizza alcuni eventi nell’ambito dei Taranto Port Days 2022.

Il programma è stato annunciato dal Presidente Fabio Tagarelli durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, in occasione della quale ha ringraziato l’Autorità di Sistema Portuale Porto Di Taranto per aver coinvolto Fondazione Taranto25 chiamandola a collaborare all’organizzazione della manifestazione.

 

Si inizia con il “Premio: il mare dei talenti di Taranto”, un contest per scuole superiori con borse di studio erogate da Fondazione Taranto25, la cui premiazione si terrà, sabato 8 ottobre, a partire dalle ore 10.30 presso il Main stage alla Calata 1 del Porto di Taranto.

Scopo del contest è segnalare i talenti che esistono fra i giovani di Taranto: per far fare emergere la purezza del talento, agli istituti scolastici non è stato imposto alcun tema specifico, né un collegamento alle performance agli indirizzi di studio presenti nelle offerte formative degli stessi. Gli istituti scolastici, infatti, sono stati invitati ricercare fra i propri studenti i giovani talentuosi o le idee di valore emerse da lavori realizzati da gruppi che possano ben rappresentare il concetto di talento.

 

Torna il Concerto all’alba offerto da Fondazione Taranto25 alla città in collaborazione con l’Orchestra “Magna Grecia”: dopo lo straordinario l’evento dedicato a Battiato nella passata edizione, quest’anno si replica con il concerto “Ennio & Astor” che si terrà, alle ore 5.30 di domenica 9 ottobre, sulla chiatta a mare alla calata 1 del Porto di Taranto; con la direzione artistica del M° Piero Romano, in questo concerto l’Orchestra ICO Magna Grecia eseguirà popolarissimi brani di Ennio Morricone e di Astor Piazzolla con solista al bandoneon il M° Stefano Pietrodarchi.

 

Altro evento è “Tramonto glamour”, un momento di moda sartoriale diffusa nel porto con storytelling che si terrà, alle ore 19.00 di domenica 9 ottobre, presso il Main stage alla Calata 1 del Porto di Taranto.

L’evento è dedicato a TOMA Italian Brands, holding italiana leader nel segmento fashion, realtà pugliese specializzata nella creazione, produzione e distribuzione di abbigliamento uomo e donna. La serata prevede la narrazione di alcune creazioni della linea Angelo Toma, seguita dallo story telling della holding TOMA Italian Brands, un gruppo capace di evolversi dinamicamente mantenendo, allo stesso tempo, salde le radici di una storia di imprenditoria familiare, giunta alla quarta generazione, valorizzando maestranze locali. TOMA Italian Brands ha così sviluppato la sostenibilità sociale come concetto applicato alla moda per mantenere la produzione in Italia e nel nostro territorio anziché delocalizzare.

 

Ultimo evento di Fondazione Taranto25 è, a partire dalle ore 20.00 di domenica 9 ottobre, è la swing night “Incanto sotto il mare” alla Calata 1 del Porto di Taranto, con l’orchestra sulla chiatta e i ballerini e il pubblico sullo spiazzo prospicente.

L’associazione culturale Be Swing porta la magia e l’allegria del Taranto Swing Festival ai Port Days presentando l’evento “Incanto Sotto il Mare”, un tuffo nel passato, una serata vintage con il concerto del famoso gruppo musicale e trio vocale “New Tones” che eseguiranno uno straordinario repertorio di brani Swing e Doo-Wop.

L’esibizione sarà preceduta da un Dj set sempre in tema vintage del Dj Big Daddy, uno dei primi musicisti e performer a introdurre in Italia la danza swing Lindy Hop, che scalderà l’atmosfera portando in pista in pista tutti i ballerini pugliesi di questa danza swing.

 

 

Fondazione Taranto25 ringrazia Plenitude, Yilport, Teleperformance, Marraffa, CISA spa,

Taranto Cruise Port, SIR, Gorgoni, Peyrani, Rimorchiatori napoletani, Jonian Dolphin Conservation, Decathlon, Centrale del Latte, AFO6 e Sommozzatori; un ringraziamento speciale a Cuttalo di Fabrizio Moschetti.

 

 

        

Un sito archeologico che diventa contenitore artistico e di un percorso enogastronomico. Taranto sempre più legata alla sua storia e alle sue radici con il progetto “Siti diVini”: il primo appuntamento è in programma venerdì 30 settembre all’interno della Necropoli greca di via Marche. Un luogo unico, uno straordinario esempio di area archeologica urbana. Scoperto agli inizi degli anni ’90, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio nell’adiacente Tribunale, rappresenta oggi un simbolo tangibile del passato della città, nel cuore del moderno abitato.

L’iniziativa è realizzata da Archita Festival, in collaborazione con la Cooperativa Polisviluppo e le Cantine Palmieri, e con il patrocinio morale del Comune di Taranto. Obiettivo valorizzare i siti storico-archeologici, diffondendo al contempo la cultura delle eccellenze del territorio- il vino su tutte- abbinando momenti di spettacolo. Inoltre, per promuovere la conoscenza di questo luogo e non solo, proprio la Polisviluppo (tra i gestori dell’area archeologica e dell’intero circuito Taranto Sotterranea) proporrà le visite guidate tematiche “Dionisio e l’Oltretomba”. «Da qui- spiegano i promotori- è possibile avere un’idea tangibile di come doveva apparire la “città dei morti” della Taranto greca, che si estendeva tra l’antico abitato e le possenti mura che chiudevano ad oriente la città. Questa Necropoli, infatti, mostra oltre cento sepolture di varie epoche (VII-III secolo a.C.) e tipologie: dalle tombe a fossa semplice alle monumentali tombe a camera, oltre ai resti di alcune delle strade lungo le quali era organizzata». Per l’occasione, il percorso sarà tematizzato all'insegna del dio del Vino, illustrando il mito dionisiaco ed il suo legame con il mondo dei morti.

Il percorso enologico, che si svilupperà lungo la passerella di visita, prevede la  degustazione di tre vini della Cantina Museo Albea di Alberobello, eccellenza del territorio. Spazio anche agli spettacoli. Prima “Letture Sonore”, un viaggio tra i versi di poeti come Alda Merini, Pedro Salinas, Fernando Pessoa, Emily Dickinson, Pablo Neruda, Hermann Hesse declamati dall’attrice Erika Grillo sul sound di Luigi Massari, producer e compositore elettronico ambient. A seguire, musica live con il duo Miriam Neglia (voce ed elettronica) e Camillo Pace (contrabbasso), che offrono  un viaggio musicale che spazia dal jazz della tradizione afroamericana e latina, fino alle sonorità moderne del soul, del funk e dell’elettronica.

Apertura ore 19. Visite guidate ore 19:30, 21 e 22:30; letture sonore ore 20 prima parte e 21:30 la seconda; concerti ore 20:30 e 22. Il biglietto, dal costo di 15 euro (gratis per i bambini fino a 12 anni) consente la partecipazione all’intero programma, inclusa la degustazione di tre calici di vino. Dal momento che l’area ha capienza limitata, è consigliata la prenotazione ai numeri 388.7848371 e 340.7641759.

Due Paesi, Italia e Tunisia; due Città, Taranto e Gabes; due destini incrociati: l’industria che diventa il fattore economico portante, ma l’ambizione di invertire la tendenza della propria comunicazione. Una visione comune: valorizzare le proprie eccellenze attraverso un progetto di contaminazione gastronomica.

Nell’ambito della manifestazione enogastronomica Ego Festival, Cozza e Granchio blu, un connubio ideale, sono diventati un piatto unico grazie al lavoro del cuoco tarantino Agostino Bartoli, resident chef de “Al Gatto Rosso”, e di quello Tunisino Mounir El Arem, executive del ristorante “Le Baroque” a Tunisi e da ben otto anni membro attivo della National Academy of Cuisine France. Il risultato del loro lavoro a quattro mani è stata una fregola sarda con bisque di Granchio blu rimasta sul fuoco 8 ore e costantemente raffreddata, con una cozza aperta sul fuoco con la sua acqua, e adagiata sulla pasta per rilasciare tutto il suo sapore umami.

“Con lo chef Mounir abbiamo svolto un complesso lavoro di ricerca – le parole di chef Agostino Bartoli – e abbiamo convenuto di non stravolgere le proprietà organolettiche dei due ingredienti, per mantenere intatto il loro gusto”. A fargli eco lo chef El Arem: “È stata un’ottima occasione per valorizzare entrambe le nostre cucine, l’incontro con chef Bartoli è stato proficuo e arricchente”.

Taranto e Gabes sono due città che hanno dato vita a una sinergia importante, il progetto “Best Tag”, un acronimo che, come ha sottolineato anche il dottor Massimo Lupis di ASSET, vuol dire anche “migliore etichetta dell’economia del mare, da apporre sui temi dello sviluppo sostenibile e della blue economy, per la creazione di un’agenzia che promuova l’utilizzo mirato della Cozza Nera e del Granchio Blu”. 

Intervenuto in videoconferenza da Terra Madre, il salone di Slow Food a Torino, il vicesindaco di Taranto Fabrizio Manzulli ha rimarcato l’obiettivo del progetto, quello di “cambiare la narrazione di due città marittime che nel tempo sono divenute città industriali. Questi due prodotti eccellenti – ha proseguito Manzulli – attraverso una promozione congiunta e oculata, potranno diventare ingredienti imprescindibili nei menù di tutti i Paesi del Mediterraneo”.

“Abbiamo voluto fortemente inserire questo appuntamento nell’ambito della settimana di Ego Festival – ha dichiarato la giornalista e fondatrice della manifestazione, Monica Caradonna – perché crediamo che il processo di rinascita di queste due città possa passare anche dal cibo. In questo progetto di contaminazione culturale è stato importante lo scambio di conoscenze tra i due chef, qui è racchiusa la vera essenza del Mediterraneo, un mare che unisce mondi diversi e che permette loro di compenetrarsi a vicenda”.

Si è tenuto l’incontro settembrino di “Primo” Festival Internazionale di Poesia Civile e Contemporanea del Mediterraneo e della città di Taranto. Questa IV edizione, che avrà termine il 30 ottobre prende il titolo di VII CIELO. Poetry & Experience Sense in onore di Dante Alighieri.

Il festival nasce dall’idea e dal progetto della direttrice Tiziana Magrì ed è organizzato dall’Associazione culturale Contaminazioni ed è parte del progetto La Restanza.

 

La poesia che si traduce in dialogo fra culture e generazioni e ritrova così la sua essenza universale.

La poesia che crea ponti e unisce mondi.

La poesia che diventa chiave di volta per singoli e realtà che si fanno portavoce di bellezza, ma anche di istanze fondamentali, dal basso.

La poesia che ha il coraggio di osare, di farsi latrice di verità e senso di giustizia.

Questa è la poesia che il festival sceglie di accogliere e di respirare.

 

Proprio per queste ragioni, l’incontro con Julio Pavanetti, patrocinato dall’ambasciata dell’Uruguay, non deve sorprendere. Pavanetti è, infatti, oltre che fine autore, direttore del Festival Internacional de Poesía “Benidorm & Costa Blanca” e fondatore del Liceo Poético de Benidor.

Ma Pavanetti è anche un uomo che ha dovuto affrontare la dura realtà di sradicarsi, di trovarsi “spatriato”, per citare un termine usato proprio da un noto autore tarantino recentemente, pur di non sottostare alle dure e irragionevoli leggi di un regime crudele.

Dall’Uruguay vessato e umiliato alla Spagna libera.

Questo è il viaggio di un corpo ma anche di un’anima.

Così, l’autore di Battute d'arresto, il libro presentato durante il festival nella meravigliosa e storica location di Palazzo Stola, in dialogo con Costantino Liaci -scrittore e attivista culturale-, fa emergere tutta l’amarezza di questo percorso. Ma quello che è emerso è anche il carattere tenace di questo poeta che si fa testimone e denuncia <<oltraggi e ingiustizie […] il mio rifiuto assoluto al dispotismo>>. D’altronde, Primo, oltre che festival di poesia contemporanea, ha nel titolo e nel cuore la poesia civile, quella che si innesta nel terreno per riflettere ed erigere su di esso palazzi di diritti.

L’intervento è stato ad opera di Gianpaolo Mastropasqua, curatore postfazione di Battute d’arresto.

Le letture sono state curate dalla poetessa e artista Gabriella Grande.

 

In seguito, Joanna Kalinowska, poeta, traduttrice e presidente dell'Associazione Amici Italia-Polonia, ha introdotto la ricercatrice, intellettuale e scrittrice Anita Piscazzi.

 

Con Piscazzi la poesia ha rincontrato la sua vecchia amica melodia, ritornando nel suo habitat originario: il mondo della musica.

 

Piscazzi, infatti, ha fatto risuonare la poesia tramite il piano in una splendida performance poetico-musicale dal titolo L’Erranza <<un progetto piano poetico che parte dalle dinamiche creative, espressive e musicali della parola poetica che si intreccia con le improvvisazioni pianistiche della stessa autrice. L’erranza è la necessità di un forte cambiamento nella relazione con l’altro, errare significa sbagliare, perdere i punti di riferimento più sicuri. L’uomo è continuamente in cammino anche quando pensa di restare. Dunque, l’erranza non può esistere senza la restanza, aspetti inseparabili della vita che stabiliscono una reciprocità.>>.

 

L’autrice ha inoltre condotto con Kalinowska una pregnante riflessione sull’errare, su quel costante ricercare un cambiamento, rimanendo completamente nudi per poter finalmente attraversare la nostra strada e lasciarsi attraversare dai simboli essenziali di quella stessa erranza presente nel titolo.

 

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