Immersi nella natura per meditare e ritrovare se stessi, ma anche cultura, musica e danza

 

 

MOTTOLA - Il 21 giugno ricorre l’International Yoga Day, la Giornata Internazionale dedicata allo yoga. Come ogni anno, non a caso, l’arrivo dell’estate coincide con questo evento. A partecipare saranno 193 paesi in tutto il mondo. Un’iniziativa promossa e voluta dal premier indiano Narendra Modi e ufficializzata nel 2014 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

A celebrare questo evento, Mottola c’è. Una grande giornata all’insegna dello yoga, quindi, ma anche della musica, della danza della cultura. Sold out per questa terza edizione, che anche a Mottola si terrà domani, venerdì 21 giugno dalle ore 17,15.

Saranno in tutto cento i partecipanti e arriveranno da ogni parte del meridione. Saranno accolti con una degustazione di benvenuto e dal gelato artigianale di Dolci NoteA organizzare l’eventol’associazione “Terra Nuova”, presieduta da Tommy Gentile, lui stesso maestro di yoga, in collaborazione con Ashtanga Yoga Modena Asd - Yoga Shala, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Mottola – Assessorato alla Cultura, Turismo, Innovazione Tecnologica.

Location della serata, “La casa di gioia - Soggiorni rurali". La chiamano la Santorini della Puglia”, immersa nella macchia mediterranea.

Le lezioni di Yoga saranno tenute da: Isabella Furtado (con il suo yoga dinamico), insegnante e formatrice di fama internazionaleSilvia Vezzelliinsegnante di Yin Yoga e successivamente da Caterina Caizzone (Modena), che terminerà le sessioni sotto le stelle col bagno di Gong sul piazzale antistante la gravina. Presenta la serata Francesca Mongelli, che sul finale dialogherà anche con Vanna Ivone, autrice del libro “Ali di sabbia”.

Direttore artistico il M° Leo Caragnano, che delizierà i presenti col suo talento pianistico e le “sue melodie colorate di emozione, ispirate alla e dalla natura ”. Gran finale con Daniela Mazza e la sua coinvolgente pizzica.

La serata si concluderà con la degustazione dei vini di Masseria Liuzzi e de “La casa di gioia - Soggiorni rurali" con il sommelier Angelo Cuscito di altre tipicità pugliesi con “La bottega di Zio Ciccio”. Importante il sostegno di Mutijara di Francesca Aloisio e Mary Quero; foto e video a cura di D. Stone

Obiettivi dell’adesione a questa giornata internazionale? Liricorda Tommy Gentile: “Riunire più persone possibili nella pratica comune dello yoga. Un modo anche per promuovere la non violenza, per far conoscere a tutti gli straordinari effetti della pratica yoga sulla salute, che aiuta le persone anche a combattere lo stress della vita moderna. Praticare yoga – dice Tommy Gentile – aiuta a cambiare positivamente il proprio stile di vita aumentando i livelli di benessere, favorisce la pratica della meditazione, aumenta gli standard di salute fisica e mentale e contribuisce anche a ritrovare un senso di unione e armonia con la natura, oltre che con se stessi”.

“Addetto Vendite Migliore: Si può!” è il libro pubblicato il 1° marzo 2019 dal formatore Mariano Tria, 49 anni, di Noci in provincia di Bari. Diventato già dopo poche ore Bestseller su Amazon e il più scaricato in Italia nel Kindle storeè il primo manuale operativo dedicato a chi lavora nel mondo del commercio al dettaglio. Un grande successo che ha l’obiettivo di aiutare gli addetti a vendere di più e offrire valore al cliente, evitare gravi errori in negozio e non essere dei commessi qualunque. Il libro, oltre che su Amazon, è disponibile in formato cartaceo eebook intutte le maggiori librerie on line, da Mondadori a La Feltrinelli, Giunti, Hopliecc. 

Mariano Tria, premiato a Roma il 23 marzo come autore Bestseller, da Giacomo Bruno Editore, numero 1 degli ebook per la formazione, è dottore in Economia e dal 1996 è il Formatore di una lunghissima serie di aziende, in tutt’Italia. E’ specializzato nella vendita e nel comportamento organizzativo per il settore Retail. Ha svolto oltre 26.500 ore di formazione, a cui hanno partecipato circa 81.000 persone. E' consulente esterno di diverse imprese del commercio al dettaglio, nelle quali si occupa dello sviluppo delle risorse umane, lavorando sull'equilibrio fra benessere organizzativo e miglioramento delle performance commerciali. Seleziona personale di vendita, crea "squadre" per i negozi e le forma, portandole a standard di eccellenza. Dal 1993 è giornalista pubblicista ed è stato direttore responsabile di alcune riviste aziendali.

“Il principale motivo che mi ha spinto a scrivere un libro sulla figura dell’addetto vendite -dichiara Mariano Tria- è il mediocre livello di servizi offerto in Italia. Ho ritenuto indispensabile mettere a disposizione di tanti addetti uno strumento per migliorare. Ogni giorno mi occupo di formazione nelle aziende del settore retail e verifico che sono ancora troppo lontane dagli standard richiesti dal mercato. Il manuale, in maniera molto pratica, semplice e con una lunga serie di esempi, offre tutte le migliori tecniche e modalità operative usate con successo dai più grandi professionisti del mondo del commercio per rendere vincente la propria attività”.

C’è chi crede che venditori si nasce- continua il formatore nocese- eppure la verità è un’altra: quello di addetto vendite è un mestiere che richiede preparazione e studio continuo. Non si può di certo improvvisare come tanti commessi! Secondo autorevoli ricerche di mercato, il 68% delle attività perde clienti proprio a causa di inadeguati standard di servizio”.

E’ possibile seguire tutte le attività formative sulla pagina facebook MarianoTriaPage, su Linkedin e sul sito addettovenditemigliore.it

 

 

MOTTOLA  Aldo Moro, uomo di sapere e di fede. In occasione del 41° anniversario della sua morte (maggio 1978), questa sera, alle ore 20, presso Masseria Belvedere, il circolo culturale Carlo Schiavone vuole ricordare la straordinaria figura dell'uomo, dello statista e della sua tragica vicenda di prigionia e morte. Un modo per porre l’accento sul messaggio e sull'eredità morale che il grande statista ha voluto lasciare alle generazioni future.

Prevista la testimonianza di persone che hanno studiato il suo caso, come il senatore Piero Liuzzi, giornalista e componente della Commissione Parlamentare d'inchiesta al riguardo e il Procuratore Capo di Lagonegro (Pz), Gianfranco Donadio, consulente giuridico nella stessa Commissione Parlamentare d'inchiesta.

Durante la serata interverranno anche Vinicio Aquaro, scrittore e saggista, che ha conosciuto personalmente Aldo Moro. Saranno lette le sue lettere, vibranti di umanità e che fanno amare Moro, come un Ecce Homo, una figura cristologica, destinata al sacrificio supremo. Parteciperanno alla serata anche monsignor Claudio Maniago, vescovo della Diocesi di Castellaneta, presidente nazionale del Centro di Azione Liturgica, membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramentie don Sario Chiarelli, giudice presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale e docente universitario di Diritto Canonico presso la Facoltà Teologica Pugliese, nonché arciprete della chiesa Santa Maria Assunta in Mottola.

I saluti iniziali saranno affidati a Vito Fumarola, storico dell'arte e archeologo, direttore della locale biblioteca comunale. Presenta e modera la presidente del circolo che organizza l’evento, Mina Panaro, che darà voce anche ad alcune righe tratte dalle lettere di Aldo Moro, scritte durante la sua prigionia. 

Un’iniziativa resa possibile grazie anche all’Ordine degli Avvocati di Taranto, alla Fondazione Scuola Forense di Taranto nonché all'associazione L.A.T.O.G.A., che sarà rappresentata dal suo presidente Nicola Greco per i saluti istituzionali. L’evento è valido ai fini dell’attribuzione di due crediti formativi per coloro che svolgono attività forense.

 

Il Segretario della FIM Cisl ha scritto il Manuale della Resistenza alla Tecnofobia per la riscossa del Lavoro e dell’Italia.

Il video della presentazione.

https://youtu.be/Db_5d-zrh3I

“La frenata dell’acciaio non è solo italiana, è in tutta Europa e sicuramente in Europa c’è un rallentamento della domanda di acciaio. Questo è un ulteriore problema tra i tanti problemi che abbiamo». 
Lo ha detto oggi a Taranto il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, poco prima di incontrare gli studenti dell’istituto tecnico Augusto Righi per parlare del suo ultimo libro “Contrordine compagni”. Bentivogli ha così commentato la riduzione di produzione di 3 milioni di tonnellate che Arcelor Mittal ha annunciato una settimana fa, riduzione che comporterà una fermata degli impianti in Spagna e Polonia. Per quanto riguarda il siderurgico di Taranto, dove la gestione Arcelor Mittal è subentrata da novembre all’amministrazione straordinaria Ilva, la nuova regia ha annunciato uno slittamento temporale dell’obiettivo 6 milioni di tonnellate di acciaio annue (quest’anno si rimarrà a 5 milioni di tonnellate) che però non comporterà alcun riflesso occupazionale. 
«C’è la necessità di recuperare delle tempistiche per quel che riguarda l’ambientalizzazione - ha rilevato Bentivogli -, bisogna fare sul serio, bisogna controllare e verificare con oggettività di dati che le cose siano fatte sul serio, ma il piano bisogna fare in modo che sia rispettato e su questo di sicuro la congiuntura internazionale che c’é sulla domanda di acciaio non aiuta».
Circa i contenuti del suo nuovo libro “Contrordine compagni”, a margine dell’incontro di  questa mattina a Taranto con gli studenti dell’istituto tecnico superiore Augusto Righi, Marco Bentivogli ha poi detto: «La tecnologia, se ben utilizzata, può essere un grande alleato per umanizzare il lavoro e per dare alle produzioni maggiore sostenibilità, maggiore efficacia, riportare tante produzioni nel nostro Paese».
Per Bentivogli, «serve una grande consapevolezza su quello che può comportare la tecnologia e momenti di incontro con gli studenti sono tra i più importanti». 
«Col mio libro “Contrordine compagni” - ha proseguito Bentivogli riferendosi al titolo del suo libro che presenterà questa sera a Taranto e a Martina Franca - ho voluto scrivere un  manuale di resistenza alla tecnofobia e spiegare che la tecnologia non è oggettiva e che le finalità di ogni oggetto tecnologico vengono assegnate da esseri umani. Quindi bisogna fare in modo che le persone che vogliono il bene comune siano dentro la progettazione delle tecnologie».

 

L’ultimo lavoro della Compagnia “Quanta Brava Gente”, debutterà all’Auditorium Tarentum venerdì 10 maggio 2019 alle ore 21 (ingresso ore 20.30).

Lo spettacolo “Una volta nella vita” vede la regia di Carlo Dilonardo, con Pasquale Arpino, Piero Buzzacchino, Anna Colautti, Gianni Filannino e Ciro Fornari. Luci e fonica Pino Dimichele, assistente di scena Tania Vinci, costumi Annalisa Milanese, scenografia Donato Cici.
Biglietti: 10 euro platea, 8 euro galleria (acquistabili sul circuito liveticket). Info ed acquisto al 3287482683.
La commedia di Gianni Clementi è inserita nella MINIRASSEGNA “Ridi che ti passa”, teatro comico brillante SMILETARENTUM e promette divertimento e risate.
Quattro poveri “disgraziati”, un illuso boss di quartiere, un mago fallito, un bancario
puntiglioso e logorroico e una misteriosa donna e successivamente un disperatoportantino si ritrovano a parlare della loro vita………in un obitorio.Pur appartenendo a mondi completamente diversi e a realtà di vita completamenteslegate le une dalle altre, questi personaggi intrecciano le loro storie e le loro vicende in un groviglio vorticoso di racconti, pensieri, riflessioni nella disperata ricerca di una chiave di lettura della loro situazione. Scambi di battute esilaranti e spiazzanti, con un ritmo incalzante e frenetico, incorniciano questa storia in cui il pubblico si ritroverà coinvolto in una paradossale vicenda fino all’inaspettato finale………..
Una volta nella vita foto

La nuova produzione Urban in motion del Teatro Tarentum esalta la grande professionalità degli attori che si esibiranno venerdì 10 maggio, cogliendo la loro straordinaria gestualità; una mimica attenta ad ogni particolare che, unita alla voce sapientemente calibrata e ad una conoscenza perfetta dei tempi teatrali, rende ogni loro spettacolo “puro divertimento”. La Compagnia Teatrale Quanta Brava Gente è versatile ed ha abituato il pubblico che la segue con passione a tutti i generi artistici, ma è nel teatro comico che trova la sua massima espressione. D’altronde lo stesso nome della Compagnia è un omaggio a Massimo Troisi e alla sua comicità mai fuori dalle righe, arguta e tagliente, sempre attenta al pubblico, intrisa di grandi verità. Una volta nella vita si preannuncia come un altro grande successo di questi attori, che saranno guidati in regia dall’attore e regista Carlo Dilonardo.

Di seguito  alcuni dei più importanti riconoscimenti della Compagnia

  • Marzo 2019: FINALISTI CON LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – X edizione Rassegna Nazionale Città di Martinsicuro – V Edizione Premio Teatrale “Truentum”
  • Febbraio 2019 in corso: PREMIO FITA PUGLIA PER LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – VII Festival Nazionale di Teatro non Professionistico Premio “Il Saltinbanco” – Santeramo in Colle (BA)
  • Febbraio 2019: FINALISTI CON LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – VII Festival Nazionale di Teatro non Professionistico Premio “Il Saltinbanco” – Santeramo in Colle (BA)
  • Novembre 2018: FINALISTI CON LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – Concorso Regionale Scena.0 , IV edizione
  • Settembre 2018: SELEZIONATI COME FUORI CONCORSO CON LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – 10aEdizione del Festival Nazionale di Teatro “Di scena a Fasano
  • Luglio 2018: FINALISTI CON LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – Premio Paolo Lippolis – Putignano(BA)
  • Novembre 2018: 3° CLASSIFICATO CON LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – 50a Edizione del Festival Nazionale “Macerata Teatro” Premio “Angelo Perugini “
  • Novembre 2018: 3° CLASSIFICATO CON LO SPETTACOLO “NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’ ” – 71° Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro
  • Agosto 2015PREMIO MIGLIORE SPETTACOLO “ANDY E NORMAN” – Festival Nazionale del Teatro Amatoriale Brillante “La Torre che Ride” Potenza Picena(MC) IV edizione
  • Luglio 2015PREMIO MIGLIORE REGIA PER LO SPETTACOLO “ANDY E NORMAN” – Festival Nazionale del Teatro Amatoriale Premio “Stella d’Oro” città di Allerona(TN) XIX edizione
  • Luglio 2015FINALISTI CON LO SPETTACOLO “ANDY E NORMAN” – Premio Nazionale Teatrale Calandra X edizione a Tuglie(LE)
  • Maggio 2015PRIMO POSTO al Concorso regionale FITA di regia “La Misenscene” al Teatro Di Cagno (BA)
  • Dicembre 2014PRIMO PREMIO al Concorso Nazionale del Teatro Comico “Bombetta d’oro” XII edizione, ad Altamura(BA), per la sezione “Corti Teatrali”
  • Agosto 2014FINALISTI al Festival Nazionale del Cabaret di Martina Franca 18a edizione
  • Gennaio 2014PRIMO PREMIO al Concorso Nazionale del Teatro Comico “Bombetta d’oro” XI edizione, ad Altamura(BA), per la sezione “Corti Teatrali”

https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=FGfAwr2Tjkw

 

"Mettiamo la vita dei tarantini, e non che fare dell'Ilva, al centro della questione". Lo dice l’attore e regista Sergio Rubini presentando stasera Taranto, in anteprima nazionale, il film "Il Grande Spirito" in uscita il 9 maggionelle sale cinematografiche. Un film girato quasi interamente a Taranto, nel rione Tamburi, vicino al siderurgico, con diverse scene che ritraggono le ciminiere e le luci dell'acciaieria. "Nel mio film si racconta una storia di amicizia perché le lotte bisogna farle con gli amici. Non si può essere soli. Il destino del mio personaggio si modifica quando trova un'altra persona, che è un diverso, e la sua ricchezza sta proprio nella sua diversità", dice Rubini a proposito di "Cervo nero", nel film Rocco Papaleo, che dice di appartenere alla tribù dei Sioux. "Grazie agli incontri e alla capacità di riconoscerli, andando oltre la paura dello sconosciuto - questo è il messaggio del film, non siamo più soli e le battaglie, anche quelle più faticose e incredibili, possono essere affrontate". "L'indicazione per Taranto è quella di unirvi - ha dichiarato Rubini - però voi siete spaccati, perché l'Ilva molti la vogliono, eccome, perché l'Ilva mette sul tavolo un piatto di pasta. Dovete perciò trovare un'idea comune, non vi dovete far dividere, anche se è molto complicato. Per certi versi, l'aiuto - ha proseguito - deve arrivare dall'esterno. Voi siete portatori di questa sofferenza, avete sulla spalla una croce, e come si può chiedere ad uno che porta già una croce, di avere l'energia sufficiente per combattere una battaglia?". Per Rubini, "il problema sarà risolto il giorno in cui non ci sarà più  l'Ilva al centro della questione ma i tarantini. Si dice cosa fare di quella fabbrica, ma invece il problema è come farvi vivere meglio. Quando quella questione sarà al centro del dibattito, allora forse, con meno ipocrisie, si riuscirà a risolverla. Ma se il problema é cosa facciamo dell'Ilva, è l'essere umano che si dovrà adattare all'acciaio. Noi, invece, dobbiamo adattare l’essere umano all'acciaio". 

Rubini paragona i tarantini agli indiani traendo spunto dal personaggio interpretato nel film da Papaleo. "Da piccolo - racconta Rubini - mi piacevano gli indiani, una etnia che è stata sopraffatta perchè avevano la colpa di essere dei diversi, dei selvaggi. Gli indiani - prosegue - hanno subito la ferrovia che ha spaccato il territorio, diviso le mandrie. Il passaggio della ferrovia ha distrutto l'ambiente e anche gli indiani. Voi a Taranto - ha affermato Rubini - siete dei pellerossa. Avevate una città strepitosa, chi ha due mari come voi?, è come se a Como ci fossero due laghi. Avete una grande storia, una bellezza impalpabile, e poi - ha detto Rubini riferendosi al siderurgico Ilva - arriva questo 'mostro'. Arriva negli anni in cui questo 'mostro' lo volevamo tutti, lo voleva anche Bari. Taranto ha beneficiato dell'Italsider, la volevano in tanti una città industriale, ma quando si è capito che portava dei danni, bisognava fermarsi". Per il regista, "questo luogo vi ha rovinato l'ambiente, ma, come gli indiani con la ferrovia, questa fabbrica vi  costringe a collaborare con l'Ilva". "Voi siete la parte offesa, penso che sia un problema della vostra città, ma anche italiano, ecco perché vi dobbiamo  dare una mano", ha concluso Rubini. "Penso che sia il miglior film che abbia fatto,è il più completo e complesso - ha sostenuto Rocco Papaleo - il film si pone vari obiettivi ed è fortemente connesso a questo luogo, una città che suo malgrado emana una luce". Intervenuti anche alla presentazione Domenico Procacci, produttore con Fandango insieme a Rai Cinema e Apulia Film Commission, e il direttore generale della Bcc di San Marzano di San Giuseppe, Emanuele Di Palma, che ha sostenuto la produzione. "Ringraziamo Rubini e Papaleo - ha detto De Palma - per aver scelto Taranto come location del film. Facciamo una fatica da matti per porre all’attenzione media la città e questa e una grande opportunita per noi perché  pone una luce particolare su Taranto". (AGI) 

 

“La politica dovrebbe pensare meno ai propri interessi."

di Andrea Loiacono

Quello dei Terraros e della loro pizzica è stato un piacevole ritorno che in occasione dell'1 maggio Taranto 2019 ha coinvolto migliaia di fans e giovani giunti per l'occasione da tutta la Puglia. Lo stesso fondatore del gruppo Dominique Antonacci dopo l'esibizione ha spiegato che tipo di musica è la pizzica e di come venga definita anche " musica della gioia", spesso utilizzata assieme al trattamento terapeutico per le donne malate di cancro: "Ogni anno per noi salire su questo palco è sempre un'emozione diversa, i giovani ci seguono ed è una cosa molto bella. La nostra musica è genuina, fatta da quattro accordi, è la musica dei nostri nonni che viaggia sul ritmo delle percussioni; è semplice, genuina ed arriva dritta al centro dell'attenzione. Si vive l'attimo felice. non a caso questa musica esiste da tremila anni. Non possiamo consigliare o obbligare i tarantini a sentire questa musica. Mi auguro solo ce i tarantini si sentano più tarantini. Bisogna continuare a credere in una Taranto senza inquinamento e polveri sottili, se si spegne la fiamma della speranza è la fine. La politica ci dovrebbe tutelare ma spesso pensa solo al proprio orticello, dobbiamo essere noi a continuare ad insistere per la difesa dei nostri diritti."

Giovanissimo, 24 anni il prossimo 20 settembre, con la passione della chitarra e della musica. Vito Rotolo, che non è figlio d’arte, ma sicuramente un figlio modello come pochi, questa sera, alle 19, nella sala convegni, presenta il suo singolo, con tanto di video clip musicale “Straniero”, con regia di Fabio Caricato. Un appuntamento atteso e sognato, da condividere con gli amici di sempre e le persone più care. 

Decide di studiare chitarra da privatista a 14 anni con l’associazione musico – culturale “Il Gruppetto” di Mottola, partecipa a vari concorsi sul territorio regionale conseguendo lodevoli risultati. Fa parte di diversi gruppi musicali tra cui i “Paradises King” e il “Quintet Unplugged”.

“Straniero”, il suo primo singolo nasce quando Vito aveva 16 anni, quasi per caso. Gli viene chiesto di partecipare a un concorso interparrocchiale, all’interno della Diocesi di Castellaneta. E su un foglio bianco comincia ad appuntare qualche pensiero, qualche parola. Poi l’incontro con Michele Balestra, che gli racconta la sua esperienza di soldato in Afghanistan, di uomo “straniero in un’altra terra.

Di lì l’ispirazione per scrivere una canzone, in cui lo straniero non è solo il soldato italiano che va in missione di pace o di guerra in Afghanistan, ma chiunque arrivi in una terra che non è sua e deve affrontare l’inferno dell’accoglienza, dell’integrazione. “… un avventuriero senza confini e frontiere  straniero abitante di mille strade e città”. 

Un testo scritto e rimasto inedito, chiuso, custodito “nel cassetto dei sogni” fino a quando Vito incontra quasi per caso, in palestra, un suo compaesano, un cantautore affermatissimo, anche lui animato dalla passione per la musica e la chitarra, Aldo Losito. Lo ascolta e Aldo diventa il suo produttore artistico assieme ad Angelo Guagnano. Ed è in quel momento che quelle parole diventano musica. E il testo “Straniero” diventa canzone.

 

Un lavoro iniziato a ottobre e concluso a dicembre del 2018, con parte tecnica curata da Pasquale Aloia, alle batteria Daniele Teodorani. Il videoclip è stato girato a Mottola, nella centralissima piazza XX Settembre, ma anche presso “Vicolo Corto” di Angelo Tievoli. Il protagonista, lo “straniero” è il pakistano Alì Hassan, coprotagonista è Francesco Di Turi, con la partecipazione di Antonio Cisternino, Sebastiano Tievoli, Raffaella Antonicelli, Maria Grazia Ettore e, ovviamente, lui, l’autore cantautore alla chitarra, Vito Rotolo.

MOTTOLA.   Presentata in Provincia la 16^ edizione del Concorso Nazionale per marce inedite della Passione “Città di Mottola”, organizzato dalla Confraternita del Santissimo Sacramento e Rosario, con il patrocinio del Comune di Mottola

Un evento unico nel suo genere che, come detto dal sindaco Giampiero Barulli, “si inserisce in tutta una serie di appuntamenti importanti che riguardano le tradizioni del periodo pasquale, in grado di coniugare la fede con la tradizione e la musica con la religione.

Delle cinque marce finaliste, selezionate tra le 21 partecipanti, tre sono siciliane e due pugliesi. Saranno eseguite dall’Orchestra di Fiati “Santa Cecilia Città di Taranto durante il tradizionale Concerto della Passione, diretto dal M° Giuseppe Gregucci, in programma per giovedì 11 aprile, nella chiesa di S.M. Assunta, con inizio alle 19,30 a Mottola.

Il direttore artistico del Concorso, il M° Giuseppe Salatino non ha voluto svelare i nomi dei giurati: “Saranno in cinque – ha spiegato– con un premio “Franco Abbiati” della critica musicale italiana, un direttore di conservatorio, un direttore di orchestra di fama internazionale e docenti affermati”. Le marce finaliste saranno giudicate secondo parametri legati alle tecniche compositive e, quindi, alla struttura formale, alla qualità del tema e dell’armonia, all’orchestrazione”.

Ancora una volta Mottola sarà, quindi, al centro dell’interesse musicale per questi riti della settimana santa grazie a questo Concorso, che si fa spazio in tutto Italia”, ha aggiunto il parroco dell’Assunta, l’arciprete don Sario Chiarelli. 

Il Concorso, come rimarcato dal vicepresidente del Comitato organizzatore Giovanni D’Auria, “nasce con l’obiettivo di divulgare la tradizione delle composizioni per banda, la tradizione bandistica del sud Italia nonché la cultura musicale mottolese.

Al primo classificato, oltre al trofeo “Città di Mottola”, verrà consegnato un assegno di 1.000 euro; al secondo, una targa più 600 euro; al terzo, targa più assegno di 400 euro. C’è, poi, il premio speciale “Franco Leuzzi” + 200 euro, che sarà assegnato dal pubblico la sera del concerto ad una delle cinque marce finaliste.

Tra le novità di questa edizione, come ricordato dal segretario del Comitato Federico Francavillavi è l’introduzione del premio “Pietro De Mitis” + 200 euro, alla memoria del compianto maestro mottolese, che è stato anche direttore artistico del Concorso. Sarà assegnato a una banda selezionata tra le più importanti del sud Italia, che si è particolarmente distinta durante la stagione concertistica 2018. Per l’assegnazione di tale premio sono stati coinvolti molti Comitati Festa della Puglia.

Il prossimo 10 aprile sarà il protagonista del secondo appuntamento

del  Magna Grecia Awards “Experience” a Taranto 

 

In  esclusiva per la Puglia Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia della Vita,  presenterà il suo ultimo libro “Vivere per sempre l’esistenza, il tempo e l’oltre” nel secondo appuntamento del Magna Grecia Awards Experience,  segmento culturale del Magna Grecia Awards, premio pluridecennale  fondato dalla famiglia Salvatore.

L’evento si terrà mercoledì 10 aprile alle ore 18, presso il Palazzo della Provincia di Taranto, sala Piero La Caita e si realizza con il patrocinio della Provincia e del Comune di Taranto.

«Perché parlare della vita dopo la morte? E soprattutto, possiamo parlarne insieme, ascoltandoci seriamente, credenti, non credenti e “non saprei”? La morte, liquidata frettolosamente come un destino che ci fa finire nel niente, non può che apparire come uno spreco ingiustificabile della vita umana. Ma considerare così la nostra morte, senza indagare a fondo, diciamolo ruvidamente, è un’offesa alla nostra intelligenza».

Da questa premessa coraggiosa parte l’ardimentoso viaggio di Vincenzo Paglia fino alla soglia di quell’Oltre misterioso a cui nessuno osa avvicinarsi.
Un viaggio che non disdegna di descrivere cosa accade nell’attimo del passaggio cruciale, che annuncia che «il bello deve ancora venire» e che «la vita eterna inizia già qui sulla terra», nella misura in cui sappiamo mettere al centro l’argomento universale della fraternità. 
Il dramma inevitabile del lutto non può essere sciolto. Neppure il credente conosce un modo per aggirare il dolore, conosce piuttosto un modo per attraversarlo: nella compagnia degli uomini e in compagnia di Dio.

Ancora una volta, a legare gli eventi organizzati dal Magna Grecia Awards e dallo Stabat Mater, presieduto da Raffaele Vecchi, il fil rouge della carità e della cultura della vita. Tutto il Magna Grecia Awards quest’anno si lega ad un’esperienza di Charity in sostegno al progetto “Trenta Ore per la Vita” in favore dell’AISM. Il comitato Charity è coordinato da Maria Teresa Trenta, che in questa occasione sarà ufficialmente presentato. Con lei anche Roberta Ungaro, coinvolta nel progetto e testimonial della attività benefica, convivendo, da diversi anni con la Sclerosi Multipla..

La serata mantiene il format di una talk, infatti con Mons. Vincenzo Paglia e Fabio Salvatore dialogheranno la dott.ssa Maria Giovanna Giovinazzi -  medico ANT, la dott.sa Letizia Laera – medico oncologo della Uoc Oncoematologia Ente Ecclesiastico Miulli, ed il l prof. Vincenzo Di Maglie – presidente diocesano di Azione Cattolica.

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