Presentata la prima edizione del Festival che si terrà i prossimi 20, 21, 22 maggio

 

al cinema teatro Orfeo 

E' il mare il denominatore comune di “Corto2Mari -Festival del Cortometraggio dei Mari della Città di Taranto”, promosso e organizzato dalla rete di scopo costituita dal Liceo Ginnasio Statale “Aristosseno” di Taranto (istituto capofila), dall’I.I.S.S. “Liside” di Taranto e dal Liceo Artistico “V. Calò” di Grottaglie (TA). Il progetto rientra tra gli assegnatari del finanziamento Miur - Mibact “Piano nazionale cinema per la scuola – Buone pratiche, Rassegne e Festival”. 

 

L'iniziativa è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella sala Celestino V del Castello Aragonese di Taranto. Sono intervenuti il dirigente scolastico Salvatore Marzo, il direttore artistico del Festival Ezio Ricci, il Capitano Antonio Tasca del Comando Marittimo Sud MM. Il progetto nasce dal mondo della scuola con l'intento di valorizzare e promuovere un elemento identitario che abbraccia tre regioni: Puglia, Basilicata e Calabria. “Ci rivolgiamo agli studenti dell'Arco Ionico – spiega il prof. Salvatore Marzo, dirigente del liceo Aristosseno e responsabile del progetto – perchè questa non è solo un'area geografica bagnata dal Mar Ionio, ma una vera e propria macroregione con tratti comuni in campo sociale, economico, culturale e storico. Abbiamo coinvolto enti pubblici, associazioni, realtà imprenditoriali perchè intorno al mare può svilupparsi in maniera organica una vera e propria filiera culturale ed economica. Corto2Mari è un tassello di un mosaico più ampio per fare di Taranto, finalmente, una città di mare a tutti gli effetti, 365 giorni all'anno, mettendo in rete le realtà che operano e promuovono il mare, nelle sue molteplici forme. Nel logo del Festival abbiamo inserito la foto satellitare dell'astronauta Samantha Cristoforetti che ritrae la rada di Mar Grande ed i due seni del Mar Piccolo, un'immagine bellissima, diventata subito virale”.

 

Direttore artistico del Festival è Ezio Ricci, selezionato attraverso un bando pubblico. “Il linguaggio cinematografico e, in genere, audiovisivo  – afferma il direttore Ricci – oggi appartiene ai giovani, molto di più che in passato. Si avverte, però, la necessità di offrire agli studenti gli strumenti necessari per decodificare e per utilizzare al meglio questa forma di arte e di comunicazione. A tal fine, come percorso di avvicinamento alla tre giorni finale di proiezioni e premiazioni in programma a maggio, realizzeremo nelle scuole protagoniste del progetto, incontri di approfondimento sulle tecniche e sulle regole della grammatica cinematografica”.

 

L'evento finale della prima edizione di “Corto2Mari” si terrà i prossimi 20, 21, 22 maggio. Tre giornate di proiezioni, spettacolo e premiazioni, aperte alle scuole (in mattinata) e alla cittadinanza (in pomeridiana) che si svolgeranno al Cinema Teatro Orfeo di Taranto.  Il Festival del Cortometraggio dei Mari della Città di Taranto si avvale di importanti collaborazioni e patrocini: Comune di Taranto, Provincia di Taranto, MM - Comando Marittimo Sud, Museo Archeologico di Stato MarTa, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA - CNR Taranto, Jonian Dolphin Conservation, Comunità Ellenica Taranto Maria Callas, Snaporaz Film Production, Associazione Culturale Utόpia. Altre collaborazioni e patrocini sono in attesa di essere acquisiti.

 

Info e aggiornamenti sul Festival “Corto2Mari” sulle pagine social: Facebook, Instagram, Youtube. Un pool di docenti degli istituti che compongono la rete di scuole (Aristosseno, Liside e Calò), si occupa della parte grafica e video: Adamery Cavallo, Luigi Adessi, Cosimo Piro, Stefano Bianco, Mariela Oliva, Maria Zizzo.

 

REGOLAMENTO

Possono partecipare le scuole dell’Arco Ionico (Puglia, Basilicata e Calabria). Sono ammessi cortometraggi della durata massima di 20 minuti, sulla tutela e sulla valorizzazione del mare. Tre le sezioni previste: sezione scuole medie inferiori;  sezione scuole medie superiori; sezione non competitiva “fuori/corto” per opere fuori concorso.

 

Le opere dovranno pervenire entro il 30 aprile 2019. Saranno esaminate da una Giuria composta da personalità del mondo del cinema, del giornalismo e della cultura, selezionata attraverso un bando pubblico, così composta: Ivan Saudelli, regista cinematografico (Presidente); Francesco Greco, musicista (componente); Vincenzo Carriero, giornalista (componente); Guido Gentile, critico cinematografico (componente); Gianclaudio Caretta, attore (componente). 

 

Ai cortometraggi vincitori delle sezioni scuola media inferiore e superiore saranno assegnati premi rispettivamente di 1500 euro e di 2000 euro. Le opere classificate al secondo e terzo posto saranno premiate con manufatti ceramici della tradizione artigianale della Città di Grottaglie, creati dagli studenti del Liceo artistico “V. Calò”, sotto la guida di noti maestri ceramisti. Le opere fuori concorso della sezione “fuori/corto” saranno omaggiate con composizioni grafiche elaborate dagli studenti e dai docenti delle scuole organizzatrici del Festival.

 

Le proiezioni delle opere selezionate e la cerimonia di premiazione si svolgeranno nei giorni 20, 21, 22 maggio 2019, al cinema teatro Orfeo di Taranto. Ingresso gratuito. Il regolamento di “Corto2Mari” è scaricabile integralmente sul sito www.liceoaristosseno.it.

 

Sarà Paolo Borrometi, il giornalista minacciato di morte dalla mafia il protagonista del primo dei tre incontri del “Magna Grecia Awards Experience”, una serie di eventi che celebrano la cultura e in particolar modo la bellezza della vita, legati al prestigioso riconoscimento “Magna Grecia Awards”, fondato nel 1996 da Fabio Salvatore, regista e scrittore pugliese.
Il tratto distintivo #taranto caratterizzerà la presentazione del libro di Borrometi “Un morto ogni tanto”, che si terrà domani venerdì 22 marzo alle ore 19.30 nel Salone della Provincia, in Via Anfiteatro, a Taranto.
Un morto ogni tanto copertina

Con Borrometi, che ha proprio in questi giorni visto raddoppiare la sua scorta, si parlerà di mafia, legalità e giustizia, prendendo spunto dal suo libro “Un morto ogni tanto”, ed. Solferino; dialogheranno con lui Fabio Salvatore, il Procuratore Aggiunto della Procura della Repubblica di Bari, dott. Alessio Coccioli, il presidente della Camera Penale di Taranto, l’avvocato Egidio Albanese e la Direttrice della casa Circondariale di Taranto Stefania Baldassari.

«Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti!» Nelle intercettazioni l’ordine è chiaro: Cosa Nostra chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, che sul suo sito indipendente La Spia.it denuncia ormai da anni gli intrecci tra mafia e politica e gli affari sporchi che fioriscono all’ombra di quelli legali. Dallo sfruttamento e dalla violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp alla compravendita di voti, dal traffico di armi e droga alle guerre tra i clan per il controllo del territorio. Le inchieste raccontate in questo libro compongono il quadro chiaro e allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud orientale. Il tutto filtrato dallo sguardo, coraggioso e consapevole, di un giornalista in prima linea, costretto a una vita sotto scorta: alla prima aggressione, che lo ha lasciato menomato, sono seguite intimidazioni, minacce, il furto di documenti importantissimi per il suo lavoro, sino alla recente scoperta di un attentato che avrebbe dovuto far saltare in aria lui e la sua scorta. I nemici dello Stato contano sul silenzio per assicurarsi l’impunità, e sono disposti a tutto per mettere a tacere chi rompe quel silenzio.

Il primo libro di Paolo Borrometi è una denuncia senz’appello su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo di sempre, da combattere anzitutto attraverso la conoscenza del nemico. Perché il potere della mafia, come diceva Paolo Borsellino, è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l’unico antidoto è l’esempio della resistenza e della lotta.

Tutto il Magna Grecia Awards quest’anno si legherà ad un’esperienza di Charity in sostegno al progetto “Trenta Ore per la Vita” in favore dell’AISM. Il comitato Charity è coordinato da Maria Teresa Trenta. Con lei anche Roberta Ungaro, coinvolta nel progetto e testimonial dell’attività benefica, convivendo, da diversi anni con la Sclerosi Multipla. La carità è il fil rouge che lega questo segmento del premio pluridecennale fondato dalla famiglia Salvatore allo Stabat Mater, associazione che già in passato ha collaborato alla realizzazione del MGA nel 2015, rappresentato da Raffaele Vecchi, presente nel team organizzativo degli eventi tarantini.

Torna in scena a richiesta lo spettacolo “Canta di Napoli….L’altra faccia della luna”, a cura dell’ ’associazione culturale “CI PROVI…AMO” con la Compagnia KISSA, che si terrà giovedì 21 marzo 2019 alle ore 20.30 (ingresso ore 20.00) al Teatro Turoldo, in via Laclos, Taranto. Con Nando Lo Pio, Francesco Basile, Mariella Dell’Isola, Cinzia Greco. Per l’ esecuzione musicale saranno all‘opera i Maestri Luca Simonetti – Baritono, Gianluca Mortato al violino, Massimiliano Conte al pianoforte. Regia: Raffaela Caputo. Direzione tecnica Nicola Del Conte. Il costume di Pulcinella è di Marinella De Donno. Info e prenotazioni: 3495613303 -3398078810. Costo del biglietto 10.00 euro, ridotto 8.00.
Canta di Napoli l‘ altra faccia della luna è un vero viaggio nel cuore della musica lirica napoletana , una rappresentazione teatrale e musicale sui generis che tuffa malinconicamente lo spettatore nel passato, senza dimenticare di strappare un sorriso.
L‘ altra faccia della luna, cioè il suo lato oscuro, spia, attraverso gli occhi di un testimone d’eccezione, la dimensione nascosta delle cose : l’ inespresso. A Pulcinella, oniricamente immaginato seduto da sempre sulla coda della luna e a Zeza la sua compagna , “il compito di svelare agli ignari spettatori i retroscena, i “gossìp” e gli aneddoti sconosciuti ai più. Il baritono Luca Simonetti ha appena vinto il Concorso “Comunità europea” per giovani cantanti lirici di Spoleto. Trentadue anni, dopo tre giorni di audizioni, è stato decretato il cantante lirico più talentuoso e debutterà a settembre nella stagione lirica 2019 dello “Sperimentale”
Canta di Napoli 1 (1)

“Giunti fin qui da su la luna lasciandoci d’un raggio scivolare”, così si esprimono i protagonisti dello spettacolo, attraverso ricordi, rimpianti, segreti ed incontri con persone che appartengono al passato. C’è spazio anche per gli amici d’infanzia ed i parenti che non si vedono da tempo, sottratti al velo polveroso della memoria ; essi sembrano rivivere , comunicandoci oltre il tempo e lo spazio, lo stesso vigore, gli stessi sentimenti, le stesse passioni ed i tormenti che hanno ispirato alcune delle più famose canzoni napoletane tra fine ‘800 e inizio ‘900. Ogni spettatore rivivrà, immedesimandosi in alcuni di questi tratti peculiari, momenti della propria vita e ricordi cari, gelosamente custoditi nel proprio cuore. “Perchè la musica napoletana – afferma la regista Raffaela Caputo – ha segnato la storia di un secolo, caratterizzando, con il suo ritmo unico e travolgente, spaccati di vita di una società in cambiamento, pronta a cogliere tutte le modificazioni sociali degli ultimi decenni. Diamo voce all’inespresso, e promuoviamo la bellezza della musica e l’armonia attraverso alcuni dei titoli più famosi in assoluto. Non cantare con gli artisti sarà impossibile”.
Lo spettacolo prevede un alternarsi tra musica e recitazione, grazie alla maestria degli attori e dei musicisti, tutti coinvolgenti”. Il risultato è un altro lavoro impostato come laboratorio teatrale di sperimentazione permanente. I Maestri Luca Simonetti -Baritono, Gianluca Mortato al violino, Massimiliano Conte al pianoforte, che faranno rivivere attraverso la loro arte un repertorio di autori che va da Francesco Paolo Tosti a Eduardo di Capua. Canta di Napoli l‘ altra faccia della luna è un vero viaggio nel cuore della musica lirica napoletana tra fine 800 ed inizio 900, una rappresentazione teatrale e musicale sui generis che ci tuffa malinconicamente nel passato senza dimenticare di strapparci un sorriso.

Le periferie di Taranto diventano protagoniste, attraverso gli scatti dell'artista tarantino Vito Leone, al "Festival fotografico europeo 2019 - L'immagine incontra il mondo, nelle stanze della fotografia", in programma in varie località della Lombardia, fino al 28 aprile prossimo. Il festival, alla sua ottava edizione, è ideato e curatodall’Afi-Archivio Fotografico Italiano, con sede CastellanzaAl castello di Masnago, a Varese, dal 23 marzo, sarà allestita la mostra fotografica “Periferie umane. Taranto, i paesaggi intorno alla fabbrica”, inserita nella rassegna"Abitare il paesaggio". La fotografia affronta il tema del paesaggio, tra passato e presente, suggerendo una riflessione sulle dinamiche sociali dettate dal contesto di vita e di lavoro. Ne deriva un mosaico di esperienze, che dalle periferie giungono agli insediamenti industriali, mettendo al centro il tema della bellezza, spesso negata dalle circostanze. Il festival, che si compone di oltre quaranta mostre, seminari ed altri eventi, è posto sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, con il patrocinio della Provincia di Varese, di vari comuni lombardi, del Festival Européen de la Photo de Nu di Arles e la collaborazione di altri enti, tra cui l’Ordine degli Architetti della Provincia di Varese e l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. 

Nato e vissuto nel quartiere Tamburidi Taranto, Vito Leone è giornalista pubblicista e docente nella scuola secondaria di secondo grado. Nei suoi scatti, elabora il tentativo di conferire dignità alla periferia industriale, alle aree suburbane vicine allo stabilimento siderurgico. Le sue fotografie ritraggono i quartieri Tamburi, Paolo VI, Porta Napoli di Taranto, ma anche zone retroindustriali oggi abbandonate, 'archeologia urbana' dei decenni trascorsi, caratterizzati da una produzione massiccia e invasiva. L'occhio del fotografo, 'vicino' a questi ambienti, perché familiari, cerca di trasformare la brutalità degli stessi in bellezza. Al tempo stesso, la ricerca vuole essere un atto di denuncia della situazione ambientale e sociale della città ionica; un appello e una speranza, affinché la comunità non sia lasciata sola. 

È un lavoro fotografico che corre su una doppia traccia. La prima, oggettiva, è quella delle linee e delle forme, del 'senso geometrico' del paesaggio, caro alla minimal art; l'altra, soggettiva, è quella filtrata dall'occhio umano, che in quegli scorci vede, pur nella loro desolazione, umanità e dignità. Una pietas che permette di caricare di vita e di pathos immagini che, altrimenti, sarebbero fotografie di morte. 

Vito Leone ha partecipato a mostre, personali e collettive, in Italia e all'estero. E' stato finalista al Sony World Photography Awards nel 2017.La sua ricerca fotografica è iniziata dal minimalismo, per giungere, oggi, ad una dimensione più antropologica, di indagine sull’uomo e sul paesaggio,seguendo l'esempio di Gabriele Basilico, della Neotopografia e della scuola tedesca dei coniugi Becher. Si tratta di un tipo di fotografia apparentemente fredda, priva della presenza umana, di cui si percepisce solo il passaggio o il 'respiro'. Il risultato è uno studio comparato sulle forme geometriche, alla ricerca di una “grammatica” dello spazio. La funzione dell'atto fotografico diventa, dunque, riordinare il caos, svelare la bellezza dei luoghi marginali, capace di resistere alla violenza umana e rintracciare, nella sua forma, un nuovo ordine estetico ed ontologico, una coerenza sottesa alla vita, una speranza, un senso.

https://youtu.be/NHTXjulYLGc - Il nuovo lavoro è di Tiziana Masi già interprete di “Le mafie in pentola” e di “Tutto quello che sto per dirvi è falso“.

Vedere oltre trecento ragazzi, tutti studenti delle superiori, al buio nell’Aula Magna dell’Università di Taranto, senza che nessuno abbia in mano il cellulare per giocare o whatsappare, non è cosa di tutti i giorni, peraltro tutti rapiti ad ascoltare, in religioso silenzioso, un monologo teatrale.È stata la magia di #IOSIAMO. Dall’io al noi”, lo spettacolo dell’attrice sociale Tiziana Di Masi che ha inaugurato la quattordicesima edizione di “Giovani in Volo.”, il progetto per la promozione del volontariato nelle scuole superiori che anche quest’anno il Centro Servizi Volontariato della provincia organizza coinvolgendo le associazioni locali.

Il primo incontro di sensibilizzazione di Giovani in Volo. 2019 si è tenuto nella mattinata odierna (mercoledì 27 febbraio), presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi “A. Moro”, nel Centro storico di Taranto. Gli studenti degli istituti scolastici superiori di Taranto e provincia che hanno già aderito alla iniziativa, hanno assistito, con i loro docenti, a “#IOSIAMO - Dall’io al noi”, lo spettacolo in cui l’attrice sociale Tiziana Di Masi sta portando in scena in tutto il Paese le storie dei volontari italiani

Francesco Riondino, presidente del CSV Taranto, ha infatti spiegato che «quest’anno abbiamo voluto iniziare Giovani in Volo. coinvolgendo gli studenti con questo spettacolo che racconta storie di volontari, persone normali, non eroi, che hanno deciso di impegnarsi e di mettersi in gioco, dedicando il loro tempo agli altri per costruire valore, personale e sociale».

In #IOSIAMO Tiziana Di Masi ricostruisce storie di volontari italiani impegnati su vari fronti, dalla lotta alla povertà alla tutela dei più deboli fino alla difesa dell’ambiente.

«Al termine della rappresentazione – ha poi detto Francesco Riondino – Tiziana Ferrittu, formatrice ed esperta di progettazione sociale che da diversi anni accompagna il CSV Taranto nel percorso di “Giovani in Volo.”, con Tiziana Di Masi ha guidato gli studenti in una riflessione comune; all’inizio, come sempre accade, i ragazzi erano titubanti, ma poi si sono sciolti ed è stato meraviglioso vederli coinvolti partecipare con domande e, alla fine, tutti in piedi a cantare una canzone di Vasco Rossi tenendosi per mano!»

Il momento più emozionate di #IOSIAMO è stato quando Tiziana Di Masi ha raccontato la storia di una madre di Casalnuovo, nella Terra dei Fuochi in Campania, che ha perso il figlio Antonio divorato a 9 anni da un cancro per l’inquinamento, una donna che ha saputo trasformare il suo dolore in speranza, per sé stessa e gli altri, diventando attivista e sostenendo le famiglie che oggi vivono il suo stesso dramma. In pochi hanno trattenuto le lacrime sul momento, per poi riflettere sulla terribile analogia con tante storie che vive il nostro territorio.

Perché la vera magia di #IOSIAMO è stata riuscire non solo ad emozionare le persone, ma poi anche trasformare questo pathos in una riflessione profonda su quello che si è ascoltato.

Tante le frasi rimaste impresse di #IOSIAMO, come “il bene non è mai inutile”, o “tutti abbiamo bisogno di aiuto”, o “i volontari sono persone normali, non eroi”, ma soprattutto quella con cui Tiziana Di Masi ha concluso, in una standing ovation, il suo spettacolo: “Perché l’amore vince sempre”!

Un forte messaggio di speranza, come l’ultima storia di #IOSIAMO che Tiziana Di Masi ha dedicato, in ogni suo spettacolo, a un volontario del territorio, una “storia a chilometro zero”.

A Taranto è stata raccontata la storia di Alessia Caffio che a diciassette anni ha partecipato a Giovani in Volo., una esperienza che ha “acceso una fiammella dentro di me, spiega lei stessa. Di lì è iniziato il suo cammino di “volontaria della gioia” nell’associazione Mister Sorriso, che la vede indossare il suo naso rosso da pagliaccio e il camice colorato e recarsi nelle corsie degli ospedali per donare un po’ di gioia ai malati, con un occhio di riguardo ai bambini.

«Perché – come ha detto Tiziana Di Masi – Alessia indossa la maschera da clown per levare, anche solo per un momento, la “maschera da malato” a chi incontra in corsia, quella maschera che nessun bambino dovrebbe mai indossare.

LO SPETTACOLO #IOSIAMO

#IOSIAMO è il nuovo lavoro di Tiziana Di Masi, già interprete di “Mafie in pentola” e di “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, entrambi tuttora in scena, che è dedicato alle storie dei volontari.

#IOSIAMO ha il patrocinio nazionale di CSVnet, l’associazione dei Centri di servizio per il volontariato, di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e di Avviso Pubblico (Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie). I media partners di #IOSIAMO sono le maggiori voci del sociale in Italia: Redattore Sociale, Vita, Volontariato Oggi.

Le storie che Tiziana Di Masi racconta in #IOSIAMO, dopo i temi dell’antimafia quotidiana e dell’acquisto consapevole, per la prima volta danno voce al meglio dell’Italia, a chi crea speranza e non la distrugge, a chi si impegna per gli altri costruendo giorno dopo giorno una società attiva e migliore. Con i testi di Andrea Guolo e la regia da Paolo Valerio (Teatro Nuovo di Verona) e Mirko Segalina, con le scene e i video ideati da Antonio Panzuto, sul palco Tiziana Di Masi racconta storie di impegno personale, di uomini e donne che si sono messi in gioco e si sono dati agli altri, generosamente, facendo del bene.

L’attrice sociale porta in scena storie come quella di Norina Ventre, “Mamma Africa”, che dà da mangiare agli immigrati esattamente come trent’anni fa sfamava i braccianti calabresi.

Come quelle degli attivisti della “Terra dei fuochi”, mamme che hanno perso i figli divorati dal cancro e ora sostengono altre mamme, nella loro stessa situazione. Come quella di Mario, emiliano, che aiutando i disabili ha fatto del bene ad altri e soprattutto a sé stesso. Come quella di Alessio, che fa il clown nelle corsie di ospedale in Toscana per far sorridere chi non ne avrebbe motivo.

Come quelle dei tanti, perché sono ben 6,6 milioni i volontari in Italia, che superano con gesti concreti e quotidiani ogni distinzione di sesso, razza, religione facendo del bene per gli altri, per tutti noi.

In #IOSIAMO l’attrice sociale racconta l’unica svolta possibile per creare un vero valore, superando la logica dell’autoaffermazione per dare qualcosa agli altri.

Sono gesti essenziali per la società, ma anche per coloro che li compiono, perché soltanto attraverso la svolta dall’IO al NOI si può comprendere il vero senso della vita e superare l’infelicità per tentare di arrivare a una realizzazione personale attraverso il bene

Ospite della BCC San Marzano e Libreria Ubik. L’ex Presidente del Consiglio presentera’ il suo ultimo libro “La sfida impopulista”.

 

 

Giovedì 14 Marzo ore 17.30 nella prestigiosa Aula Magna del Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari a Taranto, la BCC San Marzano in collaborazione con la Libreria Ubik ospita l’incontro con l'autore Paolo Gentiloni, nell'ambito delle iniziative a sostegno dell'arte e della cultura. 


L’ex presidente del Consiglio presenta il suo ultimo libro esito da Rizzoli “La sfida impopulista” in cui  ripercorre la sua stagione di governo - l'arrivo a Palazzo Chigi dopo la sconfitta del referendum, i rapporti con i leader mondiali, la crisi sociale e quella delle banche, la fine dell'epoca d'oro della globalizzazione e le tensioni in Europa, il terrorismo e l'emergenza migratoria. 

Attraverso le tappe decisive della sua esperienza da premier, Gentiloni cerca di spiegare cosa è cambiato nello scenario italiano degli ultimi anni con uno sguardo verso il futuro. 

Insieme all’autore dialogheranno Domenico Castellaneta, caporedattore di Repubblica Bari ed Emanuele di Palma, direttore generale BCC San Marzano. 

L'evento è organizzato in collaborazione con la Libreria Ubik e con il patrocinio dell'Università degli Studi di Bari – Dipartimento Jonico in "Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: Società, Ambiente, Culture". 

Taranto (Taranto) – Università degli Studi di Bari -  Via Duomo 259 - ore 18:30 - Ingresso libero con possibilità di riservare il posto a sedere registrandosi sul sito www.bccsanmarzano.it Infoline: 099/9577410 - 3481532197

La nuova commedia, nelle sale dal 24 gennaio , è interpretata da 

Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme

 

Il Gruppo CAFFO 1915 presenta l’operazione di Product Placement realizzata per il nuovo film diretto da Francesco Miccichè intitolato Compromessi Sposi, che vede protagonisti i campioni della risata Diego Abatantuono e Vincenzo Salemme, è uscita nelle sale giovedì 24 gennaio

Il filmprodotto da Camaleo, che ha curato anche l’attività di Product Placement, è distribuito da Vision Distribution e mette in scena la storica avversione tra due poli opposti della penisola, Nord e Sud, inuna moderna versione dell’osteggiato matrimonio tra i famosi personaggi letterari Giulietta e Romeo.

Il fulcro da cui ha origine il gruppo aziendale CAFFO è rappresentato da Distilleria F.lli Cafforealtà imprenditoriale che nasce nel 1915 per volere di Giuseppe Caffo, Mastro Distillatore, dando vita a una realtà imprenditoriale arrivata oggi alla quarta generazione e che negli anni ha scalato, nella sua categoria, i mercati nazionali ed esteri conun’ampia gamma di liquori e distillati che rappresentano l’italianità. Un successo nazionale ed internazionale, infatti, il Gruppo CAFFO 1915 è presente con proprie controllate che si occupano della commercializzazione delle proprie specialità liquoristicheanche in Germania e negli USA. Il cuore della produzione del gruppo, però, resta radicato in Italia, con la storica distilleria Calabrese dove si produce il Vecchio Amaro del Capo , la BORSCI S.MARZANO 1840 di Taranto in Puglia e le Antiche Distillerie Friulane riunite che producono ottime grappe in provincia di Udine.

L’operazione di Product Placement riconferma l’attenzione del gruppo CAFFO alle produzioni cinematografiche nazionali ed è realizzataall’interno della commedia “Compromessi Sposi” puntando sulle due etichette "regine" indiscusse del mercato dei liquori e dei distillati e appartenenti entrambe al GRUPPO CAFFO 1915:

Vecchio Amaro del Capoliquore di 29 erbe di Calabria, leader di mercato liquori e numero uno delle vendite, tra gli amari d’erbe, all’interno del circuito della grande distribuzione organizzata;
Elisir S.Marzano Borscistorico e iconico liquore della tradizione italiana fin dal 1840, noto per il suo gusto inconfondibile e la sua versatilità di utilizzo cui ha affiancato altre referenze in bottiglia che allietano i protagonisti in diversi momenti. Tra questi la birra biondaMount LionLiquorice CAFFO, Vecchia Grappa Caffo, Nocino del Monte Poro, Red Bitter, Limoncino dell’Isola.

Oltre alla collaborazione legata all’attività di Product Placement, che la vede protagonista in più scene di momenti eclatanti della storia del film, CAFFO è stato anche sponsor della première del film che si è tenuto a Roma in occasione della sua uscita

Abbiamo scelto di collaborare a questo film perché riteniamo importante sostenere le produzioni cinematografiche nazionali, soprattutto le commedie come questa che grazie alla qualità del suo cast entrerà nel cuore e nelle case delle famiglie Italiane, dove i nostri prodotti principali Vecchio Amaro del Capo ed Elisir Borsci S. Marzano non possono mancare in quanto parte della tradizione del nostro paese” – afferma Sebastiano Caffo, CEO del Gruppo Caffo1915.

Con questa operazione si afferma la rilevanza strategica delle operazioni di Product Placement, che costituisconouna forma di finanziamento estremamente importante per il cinema italiano e un’opportunità sempre più interessante per le aziende.

 

 

Clara Cottino, presidente e direttore artistico del Crest, ha vinto il "Premio Corriere di Taranto 2018: Donne di Taranto", riconoscimento voluto e ideato dalla Fondazione Oro6 per il sociale e dal CorrierediTaranto.it. La cerimonia di proclamazione e premiazione si è tenuta ieri nella Galleria Comunale del Castello Aragonese. «Il “Premio Corriere di Taranto - Votiamo Taranto, quella che rinasce”, a scadenza biennale, ha lo scopo di individuare e premiare coloro i quali hanno portato in alto con dedizione il nome della nostra città e del nostro territorio; tutti coloro che giorno dopo giorno, con il proprio impegno, hanno contribuito alla sua rinascita. Anche questa volta, sono stati, appunto, i lettori, i cittadini, ad esprimere la propria preferenza». 

 

Il giornalista presenta il suo lavoro editoriale Giovedì 24 Gennaio ore 18.30, nella Sala Auditorium della Banca a Grottaglie (Via Messapia Ang.Via Emilia). 

Il vice direttore del Corriere della Sera presenta il suo ultimo libro edito da Marsilio “Prove tecniche di resurrezione. Come riprendersi la propria vita”. Tra memoir e riflessione filosofica, si tratta di un paradossale decalogo per fare i conti con le ansie e le incertezze, le opportunità e le scoperte che ogni nuovo inizio porta con sé. Alternando racconto autobiografico e viaggio tra le questioni del nostro tempo, Antonio Polito ci guida alla scoperta di una di quelle fasi in cui avvertiamo un improvviso bisogno di sobrietà, di «fare pulizia» e alleggerirci dai pesi inutili, applicando del sano senso pratico al nostro bagaglio di vissuti e di valori. Una metamorfosi che ha mille facce: riguarda l’essere figli e genitori, la dimensione amorosa, il rapporto con la tecnologia, l’idea della morte, la politica e la responsabilità, la riscoperta del corpo e del piacere. Un invito a ridiventare padroni del proprio tempo, a mollare gli ormeggi e riprendere in mano la propria vita.
 Antonio Polito (1956) è vicedirettore del Corriere della Sera. È autore di due libri intervista (con Eric Hobsbawm e con Ralf Dahrendorf), di Contro i papà (2012), In fondo a destra (2013) e, con Marsilio, di Riprendiamoci i nostri figli (2017, quattro edizioni, premio Pavese).
Evento organizzato in collaborazione con la Libreria Ubik di Taranto. Info. 3481532197

Organizzato dalla Associazione Salam si terra il sabato 5 Gennaio ore 19 30 una serata dedicata al Gospel. L’iniziativa si svolgerà presso la Basilica di San Martino a Martina Franca e - come tengono a ribadire gli organizzatori- sarà una festa, un incontro ma soprattutto un momento per pensare al senso profondo del Natale e dell Epifania. Nel corso della serata verrà  premiato il vincitore del concorso "Cosa sono i diritti umani?". 

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