Cookie Consent by Free Privacy Policy Generator
Preferenze sui cookie
Giornale di Taranto - Cultura, Spettacoli & Società

Tony Hadley, “tutto esaurito”

Una delle voci più amate del panorama internazionale, conferma il suo grande appeal.

 

Tony Hadley, c’è il sold out. Quanto prevedibile, ora è confermato. Lo spettacolo che avrà per protagonista una delle voci più significative del panorama pop-rock internazionale e in programma questa sera lunedì 30 gennaio al teatro Orfeo di Taranto, ha fatto registrare il “tutto esaurito” con largo anticipo.

Le attenzioni per quella che è stata la voce degli Spandau Ballet, una delle formazioni musicali più amate da generazioni, si erano già scatenate all’annuncio della Stagione Eventi musicali 2022-2023 a cura dell’Orchestra della Magna Grecia. Una rassegna che ha confermato l’interesse del pubblico per tutti gli spettacoli in programma, da Noa a Chiara Civello proseguendo con Serena Autieri, tutti eventi che hanno registrato successo di pubblico e critica.

L’artista olandese JDL, con il murales \\\" L\\\'amore è più forte della morte\\\" è in corsa sullo Street Art Cities come miglior murales.

Per il quartiere Paolo VI, Jdl  ha voluto raffigurare la dolcezza e la delicatezza di un abbraccio. La posa plastica della donna che viene stretta tra le braccia di una persona che non si vede alle sue spalle, come a voler simboleggiare la presenza di una persona cara che non c’è più. L’opera è stata dedicata al padre recentemente scomparso.

Il murales può essere votato scaricando l\\\'app Street Art Cities entro il 31 gennaio. L\\\'opera dell\\\'artista olandese JDL è stata inserita nella lista dei più bei murales del mondo ed è finalista del prestigioso concorso organizzato dalla piattaforma “Street Art Cities” riconosciuta come la più importante a livello globale.

Judith de Leeuw, JDL, ha portato a Taranto la sua prima parete italiana intitolata “L’amore è più forte della morte” nell’ambito dell\\\'edizione 2022 del Progetto T.R.U.St. 

 

L’assessore Marti: «Attraverso l’arte riusciamo a cogliere l’importanza della nostra libertà»

 

Il ricordo che si fa riflessione sugli errori della storia. In occasione della Giornata della Memoria, la commemorazione di quel 27 gennaio del 1945 in cui le truppe sovietiche fecero il loro ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, il Teatro Fusco e l’amministrazione comunale, con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese e con la collaborazione del CREST Taranto, hanno messo a punto quattro progetti culturali in cui coniugare l’arte al racconto della shoah e delle persecuzioni nazifasciste. Quattro declinazioni diverse dello stesso tema, con l’intenzione sia di coinvolgere chi ha vissuto la guerra e le sue conseguenze, sia di sensibilizzare le nuove generazioni al ricordo di quelle atrocità che non dovrebbero più aver posto tra i libri di storia. Il programma di queste attività è stato presentato stamattina nel foyer dell’arena tarantina di via Giovinazzi in una speciale conferenza stampa.

 

«Oggi la democrazia ci fa apparire quasi come scontata la nostra libertà – ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura e Spettacolo, Fabiano Marti – ma non dobbiamo dimenticare queste orribili parentesi storiche e un crimine contro l’umanità come l’Olocausto. Iniziative come quelle messe in campo insieme al Teatro comunale Fusco per questa Giornata della Memoria servono proprio a tenere vivi in noi sia il ricordo di ciò che è avvenuto ma anche la volontà di dare valore al nostro essere dei liberi cittadini, attraverso la sinergia tra Comune, teatro, biblioteca, associazioni e scuole».

 

«Il teatro non è solo un luogo di intrattenimento, specialmente in queste occasioni può essere un’arena di riflessione – il commento di Michelangelo Busco, direttore del Teatro comunale Fusco –. La nostra sensibilità ci ha spinto a dar vita a questo programma ricco di attività emozionanti, per esempio la Serata Colorata del 26 parlerà del campo di concentramento di Ferramonti, un lager tutto italiano a pochi passi da qui. Avremo il piacere di avere in sala anche alcune persone che sono passate da questo campo nei pressi di Cosenza, una testimonianza vivente di una delle pagine più buie della nostra storia, ma avremo anche dei bambini di Ferramonti per un progetto scolastico. Questo spettacolo l’anno prossimo sarà, con tutta probabilità, suonato anche all’interno del campo stesso, un omaggio a tutte le persone che nei campi di concentramento hanno perso la vita. Attività come quelle presentate oggi fanno capire quanto sia importante la cultura e come riesca a veicolare emozioni e sofferenze e a trasmetterle amplificate agli spettatori. La Giornata della Memoria ci deve invitare all’ascolto, solo così riusciremo a non tornare sui nostri passi».

 

Si comincia giovedì 26 gennaio alle ore 21.00 con la “Serata Colorata”, un appuntamento unico con la straordinaria voce narrante di Peppe Servillo, dedicata alla memoria dei prigionieri di Ferramonti, uno dei quasi cinquanta campi di concentramento italiani della Seconda Guerra mondiale, all’interno del quale transitarono tra il 1940 e il 1943 oltre 3.000 ebrei stranieri, ma anche avversari politici, cittadini di stati nemici, slavi, apolidi e indesiderati. Una struttura dove, nonostante la prigionia, le scarse condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di cibo, gli internati venivano trattati con relativo rispetto, senza violenze. Nel campo cosentino furono internati numerosi musicisti che a guerra finita avrebbero trovato la fama (su tutti il trombettista Oscar Klein, il direttore d’orchestra Lav Mirski, i pianisti Sigbert Steinfeld e Kurt Sonnenfeld, il cantante Paolo Gorin e il compositore Isko Thaler), e per loro fu possibile portare avanti numerose attività artistiche e sinfoniche, come concerti e spettacoli. Li chiamavano “Serate Colorate”. Sul palco, a dar vita a quegli spartiti e appunti sopravvissuti alla guerra, oltre a Servillo ci saranno le voci di Greta Panettieri e Giuseppe Navigli, il piano di Paolo Sessa, la fisarmonica di Vince Abbracciante, il contrabbasso di Giuseppe Bassi, il clarinetto e il sax di Andrea Campanella e la tromba di Alberto Di Leone.

 

Il 27 gennaio, nell’Agorà della Biblioteca Acclavio, cinque classi dell’Istituto Augusto Righi parteciperanno a un reading di passi sulla shoah, per l’occasione saranno anche proiettati video e immagini con testimonianze di persone sopravvissute all’Olocausto.

Non si leggeranno solo i libri presenti all’interno della biblioteca ma anche gli articoli di quotidiani e giornali risalenti al dopoguerra, conservati nell’emeroteca della struttura, in particolare quelli pubblicati su HA Keillah, rivista del Gruppo di Studi Ebraici di Torino.

 

Presentato inoltre il laboratorio teatrale “E che sia Memoria per tutti”, che il CREST Taranto ha attivato nell’ambito delle attività programmate dal Soroptimist, con la partecipazione dell’Istituto Archimede e della sua dirigente scolastica Patrizia Capobianco. Si parte dalla lettura del testo “I dieci. Per non dimenticare”, tratto dal libro “I dieci”, scritto da Franco Cuomo all’indomani della promulgazione del Manifesto della razza del 1938. Quattro gli incontri avviati con i ragazzi, in cui sono stati approfonditi i fenomeni di discriminazione che ancora oggi persistono (razziale, sessuale, religiosa ecc.), che spesso partono da luoghi comuni e stereotipi quasi innocui ma che ben presto possono sfiorare in tragedie come bullismo e cyberbullismo, mobbing. Un fil rouge, dunque, lungo ben 85 anni, per far comprendere come, anche da semplici convinzioni e credenze, si sia arrivati agli orrori dell’Olocausto. La conclusione del laboratorio si terrà nella mattinata del 27 gennaio nell’Aula Magna dell’Archimede.

 

«Vediamo la shoah come un qualcosa di lontano da noi – ha commentato Silvana Melli, presidente del Soroptimist Taranto –, ma in realtà se è successo una volta può succedere ancora. La Giornata della Memoria non dev’essere solo un mero ricordare gli eventi passati, bensì un input per tutte le nuove forme di violenza a cui assistiamo oggigiorno. L’obiettivo che devono perseguire attività come questa è proprio quello di sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto dell’altro, all’abbattimento di quel muro di pregiudizi che spesso ci costruiamo attorno e che rischia, alle volte, di diventare estremamente pericoloso».

 

Sempre il 27 gennaio, alle ore 21.00, il sipario del Teatro Fusco si alzerà sulla rappresentazione “Dal filo spinato all’eternità”, spettacolo proposto dall’associazione Cé tteatre in cui vengono cristallizzate le storie di donne al tempo delle deportazioni. Il dramma, liberamente ispirato all’opera “Cenere e Cielo” di Grazia Frisina, racconta delle varie forme di dolore che le donne hanno patito nei campi di concentramento, in una guerra decisa dagli uomini ma che uccideva tutti. Sul palco si alterneranno Barbara Agrusta, Sofia Annese, Gabriella Bonino, Giulia Capuzzimati, Valentina Caramia, Maria Rosaria Carbotti, Cristina Carnazza, Anna Rita Castronuovo, Rosa Colucci, Anna Convertini, Mariella De Benedettis, Tiziana Del Giudice, Rita Dell’Aere, Dora Fedele, Gaia Fumarola, Antonietta Greco, Francesca Internò, Dolores Larocca, Mary Larocca, Raffaella Magazzino, Lucia Marangi, Nada Scatigna, Liliana Serio, Graziana Stallo, Laura Tagliente, Marina Torsello, Enzo Bruno, Luca De Lucreziis, Diego Fasulo, Luciano Paciulli, Marcello Ricci e i piccoli Gioele Colucci, Chiara Fischetti, Cristina Liuzzi, Federica Liuzzi, Giulio Pisciotta e Gabriele Serio. La regia è a cura di Tina Lacatena, Luciano De Leonardis e Concetta Vitale. Questo evento è stato reso possibile dall’impegno del Comune di Crispiano, e da una collaborazione fruttuosa con l’amministrazione ionica.

 

«Abbiamo capito l’importanza di fare rete – le parole di Aurora Bagnalasta, assessora alla Cultura e Spettacolo del Comune di Crispiano –, e l’abbiamo fatto in una giornata speciale come quella della Memoria, dove le varie amministrazioni sono chiamate a rinnovare quel prezioso ricordo affinché le pagine buie della storia non vengano a ripetersi. Questo spettacolo analizza il tema dell’Olocausto dal punto di vista femminile, una prospettiva nuova a cui guardare per comprendere appieno la sofferenza a cui sono stati sottoposti i prigionieri di Auschwitz e degli altri campi. Ringrazio il Comune di Taranto per aver accolto questo nostro progetto».

 

Per la serata del 26 gennaio ci sono ancora biglietti disponibili, è possibile rivolgersi al numero 0999949349. Per accrediti stampa si prega di fare richiesta entro e non oltre mercoledì 25 gennaio al seguente numero: 3208221720.

 

L’assessore Marti: «Attraverso l’arte riusciamo a cogliere l’importanza della nostra libertà»

 

Il ricordo che si fa riflessione sugli errori della storia. In occasione della Giornata della Memoria, la commemorazione di quel 27 gennaio del 1945 in cui le truppe sovietiche fecero il loro ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz, il Teatro Fusco e l’amministrazione comunale, con il supporto del Teatro Pubblico Pugliese e con la collaborazione del CREST Taranto, hanno messo a punto quattro progetti culturali in cui coniugare l’arte al racconto della shoah e delle persecuzioni nazifasciste. Quattro declinazioni diverse dello stesso tema, con l’intenzione sia di coinvolgere chi ha vissuto la guerra e le sue conseguenze, sia di sensibilizzare le nuove generazioni al ricordo di quelle atrocità che non dovrebbero più aver posto tra i libri di storia. Il programma di queste attività è stato presentato stamattina nel foyer dell’arena tarantina di via Giovinazzi in una speciale conferenza stampa.

 

«Oggi la democrazia ci fa apparire quasi come scontata la nostra libertà – ha dichiarato l’assessore comunale alla Cultura e Spettacolo, Fabiano Marti – ma non dobbiamo dimenticare queste orribili parentesi storiche e un crimine contro l’umanità come l’Olocausto. Iniziative come quelle messe in campo insieme al Teatro comunale Fusco per questa Giornata della Memoria servono proprio a tenere vivi in noi sia il ricordo di ciò che è avvenuto ma anche la volontà di dare valore al nostro essere dei liberi cittadini, attraverso la sinergia tra Comune, teatro, biblioteca, associazioni e scuole».

 

«Il teatro non è solo un luogo di intrattenimento, specialmente in queste occasioni può essere un’arena di riflessione – il commento di Michelangelo Busco, direttore del Teatro comunale Fusco –. La nostra sensibilità ci ha spinto a dar vita a questo programma ricco di attività emozionanti, per esempio la Serata Colorata del 26 parlerà del campo di concentramento di Ferramonti, un lager tutto italiano a pochi passi da qui. Avremo il piacere di avere in sala anche alcune persone che sono passate da questo campo nei pressi di Cosenza, una testimonianza vivente di una delle pagine più buie della nostra storia, ma avremo anche dei bambini di Ferramonti per un progetto scolastico. Questo spettacolo l’anno prossimo sarà, con tutta probabilità, suonato anche all’interno del campo stesso, un omaggio a tutte le persone che nei campi di concentramento hanno perso la vita. Attività come quelle presentate oggi fanno capire quanto sia importante la cultura e come riesca a veicolare emozioni e sofferenze e a trasmetterle amplificate agli spettatori. La Giornata della Memoria ci deve invitare all’ascolto, solo così riusciremo a non tornare sui nostri passi».

 

Si comincia giovedì 26 gennaio alle ore 21.00 con la “Serata Colorata”, un appuntamento unico con la straordinaria voce narrante di Peppe Servillo, dedicata alla memoria dei prigionieri di Ferramonti, uno dei quasi cinquanta campi di concentramento italiani della Seconda Guerra mondiale, all’interno del quale transitarono tra il 1940 e il 1943 oltre 3.000 ebrei stranieri, ma anche avversari politici, cittadini di stati nemici, slavi, apolidi e indesiderati. Una struttura dove, nonostante la prigionia, le scarse condizioni igienico-sanitarie e la mancanza di cibo, gli internati venivano trattati con relativo rispetto, senza violenze. Nel campo cosentino furono internati numerosi musicisti che a guerra finita avrebbero trovato la fama (su tutti il trombettista Oscar Klein, il direttore d’orchestra Lav Mirski, i pianisti Sigbert Steinfeld e Kurt Sonnenfeld, il cantante Paolo Gorin e il compositore Isko Thaler), e per loro fu possibile portare avanti numerose attività artistiche e sinfoniche, come concerti e spettacoli. Li chiamavano “Serate Colorate”. Sul palco, a dar vita a quegli spartiti e appunti sopravvissuti alla guerra, oltre a Servillo ci saranno le voci di Greta Panettieri e Giuseppe Navigli, il piano di Paolo Sessa, la fisarmonica di Vince Abbracciante, il contrabbasso di Giuseppe Bassi, il clarinetto e il sax di Andrea Campanella e la tromba di Alberto Di Leone.

 

Il 27 gennaio, nell’Agorà della Biblioteca Acclavio, cinque classi dell’Istituto Augusto Righi parteciperanno a un reading di passi sulla shoah, per l’occasione saranno anche proiettati video e immagini con testimonianze di persone sopravvissute all’Olocausto.

Non si leggeranno solo i libri presenti all’interno della biblioteca ma anche gli articoli di quotidiani e giornali risalenti al dopoguerra, conservati nell’emeroteca della struttura, in particolare quelli pubblicati su HA Keillah, rivista del Gruppo di Studi Ebraici di Torino.

 

Presentato inoltre il laboratorio teatrale “E che sia Memoria per tutti”, che il CREST Taranto ha attivato nell’ambito delle attività programmate dal Soroptimist, con la partecipazione dell’Istituto Archimede e della sua dirigente scolastica Patrizia Capobianco. Si parte dalla lettura del testo “I dieci. Per non dimenticare”, tratto dal libro “I dieci”, scritto da Franco Cuomo all’indomani della promulgazione del Manifesto della razza del 1938. Quattro gli incontri avviati con i ragazzi, in cui sono stati approfonditi i fenomeni di discriminazione che ancora oggi persistono (razziale, sessuale, religiosa ecc.), che spesso partono da luoghi comuni e stereotipi quasi innocui ma che ben presto possono sfiorare in tragedie come bullismo e cyberbullismo, mobbing. Un fil rouge, dunque, lungo ben 85 anni, per far comprendere come, anche da semplici convinzioni e credenze, si sia arrivati agli orrori dell’Olocausto. La conclusione del laboratorio si terrà nella mattinata del 27 gennaio nell’Aula Magna dell’Archimede.

 

«Vediamo la shoah come un qualcosa di lontano da noi – ha commentato Silvana Melli, presidente del Soroptimist Taranto –, ma in realtà se è successo una volta può succedere ancora. La Giornata della Memoria non dev’essere solo un mero ricordare gli eventi passati, bensì un input per tutte le nuove forme di violenza a cui assistiamo oggigiorno. L’obiettivo che devono perseguire attività come questa è proprio quello di sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto dell’altro, all’abbattimento di quel muro di pregiudizi che spesso ci costruiamo attorno e che rischia, alle volte, di diventare estremamente pericoloso».

 

Sempre il 27 gennaio, alle ore 21.00, il sipario del Teatro Fusco si alzerà sulla rappresentazione “Dal filo spinato all’eternità”, spettacolo proposto dall’associazione Cé tteatre in cui vengono cristallizzate le storie di donne al tempo delle deportazioni. Il dramma, liberamente ispirato all’opera “Cenere e Cielo” di Grazia Frisina, racconta delle varie forme di dolore che le donne hanno patito nei campi di concentramento, in una guerra decisa dagli uomini ma che uccideva tutti. Sul palco si alterneranno Barbara Agrusta, Sofia Annese, Gabriella Bonino, Giulia Capuzzimati, Valentina Caramia, Maria Rosaria Carbotti, Cristina Carnazza, Anna Rita Castronuovo, Rosa Colucci, Anna Convertini, Mariella De Benedettis, Tiziana Del Giudice, Rita Dell’Aere, Dora Fedele, Gaia Fumarola, Antonietta Greco, Francesca Internò, Dolores Larocca, Mary Larocca, Raffaella Magazzino, Lucia Marangi, Nada Scatigna, Liliana Serio, Graziana Stallo, Laura Tagliente, Marina Torsello, Enzo Bruno, Luca De Lucreziis, Diego Fasulo, Luciano Paciulli, Marcello Ricci e i piccoli Gioele Colucci, Chiara Fischetti, Cristina Liuzzi, Federica Liuzzi, Giulio Pisciotta e Gabriele Serio. La regia è a cura di Tina Lacatena, Luciano De Leonardis e Concetta Vitale. Questo evento è stato reso possibile dall’impegno del Comune di Crispiano, e da una collaborazione fruttuosa con l’amministrazione ionica.

 

«Abbiamo capito l’importanza di fare rete – le parole di Aurora Bagnalasta, assessora alla Cultura e Spettacolo del Comune di Crispiano –, e l’abbiamo fatto in una giornata speciale come quella della Memoria, dove le varie amministrazioni sono chiamate a rinnovare quel prezioso ricordo affinché le pagine buie della storia non vengano a ripetersi. Questo spettacolo analizza il tema dell’Olocausto dal punto di vista femminile, una prospettiva nuova a cui guardare per comprendere appieno la sofferenza a cui sono stati sottoposti i prigionieri di Auschwitz e degli altri campi. Ringrazio il Comune di Taranto per aver accolto questo nostro progetto».

 

Per la serata del 26 gennaio ci sono ancora biglietti disponibili, è possibile rivolgersi al numero 0999949349. Per accrediti stampa si prega di fare richiesta entro e non oltre mercoledì 25 gennaio al seguente numero: 3208221720.

“Taranto: una città al tempo delle leggi razziali” è il titolo dell’appuntamento che si svolgerà il 26 gennaio prossimo a partire dalle 18 a Palazzo Pantaleo, nella Città vecchia di Taranto.

Le voci della città in quello che è stato uno dei tempi più bui per l’umanità risuoneranno nel reading di Tiziana Risolo e Alfredo Traversa con la regia di Alfredo Traversa dal libro ‘L’impossibile emulsione’ di Francesco Terzulli

“L\\\'incontro del 26 - scrivono gli organizzatori- nelle disparate iniziative per la Giornata della Memoria rappresenta un unicum. Per la prima volta si ascolteranno i pensieri dei tarantini degli anni \\\'30 degli anni delle leggi razziali.

Cosa pensavano gli intellettuali, i professori, i sacerdoti, i giornalisti degli ebrei?

Taranto è il paradigma di tutte le città italiane di quell\\\'epoca.

A Palazzo Pantaleo non si ricorderà lo sterminio, l\\\'olocausto degli ebrei ma si ascolteranno le voci di chi viveva in quegli anni in città. La questione ebraica ha sempre coinvolto tutti, la \\\'soluzione finale\\\' ipotizzata e realizzata dal popolo tedesco è l\\\'apice di un rancore profondo verso gli ebrei. La nostra è la proposta , unica in Italia, di riflettere sulla Giornata della Memoria Perduta , non sui forni crematori  o sulle camere a gas.

Abbiamo necessità oggi più che mai di pensare come \\\'comunità\\\', di rivedere i valori fondanti di una democrazia e soprattutto di fare sempre i conti con i nostri padri.

Le letture e l\\\'incontro si ispirano ad uno studio del professore Francesco Terzulli uomo di grandi doti morali che forse Taranto ha un po\\\' trascurato. Da qui l\\\'importanza dell\\\'incontro: ritrovarsi anche con i propri difetti  e manchevolezze per ricostruire un tessuto sociale sempre più consapevole.

Per molti sarà una scoperta o uno scandalo ma siamo stati sempre tutti sulla stessa barca e sempre tutti abbiamo avuto la possibilità di scegliere. La nostra giornata della memoria fa i conti con noi stessi lasciando agli ebrei il ricordo dell\\\'Olocausto consapevoli che le responsabilità non sono mai di un uomo solo al comando.”

L’incontro sarà aperto dai saluti dell’assessore alla Cultura Fabiano Marti e di Paola Giacovazzo della Soc. Cop. MUSEION. 

E\\\' prevista anche per i presenti la possibilità di intervenire

Mercoledì 25 gennaio, alle ore 18.30 a Taranto, presso il Caffè Letterario “Cibo per la mente”, in Via Duomo 237, sarà presentata l’antologia “Cartoline dalla Puglia”, una raccolta di piccoli racconti, fresca di stampa, curata da Antonella De Biasi e Paola Mancinelli. Il progetto è ideato e pubblicato da L’Erudita, marchio di Giulio Perrone Editore.

 

Brevissimi racconti che come vere e proprie cartoline provano a raccontarci un ricordo, un’emozione, una porzione di storia di vita quotidiana, scandagliando il terreno della memoria, degli affetti, del lavoro, della nostalgia di chi parte e si allontana, della gioia del ritorno. 

 

Voci di autori che nel contesto di una Puglia evocatrice di bellezza e di ferita lasciano trasparire, ad ogni pagina, il loro legame con la terra, la tradizione, la fedeltà di un’appartenenza.

Ci sarà la giornalista tarantina Monica Caradonna alla guida di Linea Verde Diecovery, in onda a partire da domani alle 12 su Raiuno.

Un appuntamento che durerà  quattro settimane alla scoperta delle meravigliose ricchezze del patrimonio agricolo e culturale dell’Italia. Un viaggio che porterà lo spettatore a scoprire quanto c’è di bello, prezioso, buono. Le quattro puntate si svolgeranno nel Lazio.
Cicerone di questo viaggio eccezionale sarà Monica Caradonna che, nel corso delle quattro puntate, incontrerà i protagonisti delle produzioni d’eccellenza della campagna romana e ci porterà a conoscere la storia, il presente e l’avvenire che caratterizzano da millenni un racconto di qualità. Il vino dei Castelli Romani, l’olio extravergine d’Oliva della Sabina, e poi il racconto dei frutti della terra ed infine l’arte e l’amore del fare il pane. Una narrazione che porterà il pubblico a cogliere fino in fondo il valore di terroir unici, di intuizioni e della capacità di progettare il futuro di un luogo. 

“Ho delle belle, bellissime storie da raccontare - sottolinea Monica Caradonna-porterò i telespettatori in giro a scoprire cose, fatti, panorami e cibo tanto cibo. L’approccio sarà sempre prettamente giornalistico nel raccontare i territori partendo sempre più dall’ambiente per poi allargare il focus alle materie prime e quindi ai produttori. Tengo molto a questo progetto - racconta ancora Caradonna - Perché dietro a ogni prodotto c’è una storia di famiglia e ce ne saranno sempre più che raccontano la terra, la sua storia e le sue eccellenze”.

Riprendono i TALKinCRAC, promossi e organizzati dal CRAC Puglia (Centro di Ricerca Arte Contemporanea) nel proprio spazio, ubicato nell\'ex Convento dei Padri Olivetani (XIII sec.), centro storico di Taranto (Corso Vittorio Emanuele II, n. 17).

Venerdì 20 gennaio 2023, alle ore 18.30, presentazione del volume di Anna D\'Elia “Degas si confessa. Il segreto di Nanine” (Progedit, 2022).

Con questo nuovo appuntamento il CRAC Puglia vuole proporre, ancora una volta, una serie di esperienze costruttive e di confronto con i linguaggi artistici della contemporaneità, dialoghi e scambi tra pubblico e noti addetti ai lavori.

Il volume di Anna D\'Elia

acconta

la vicenda di Edgar Degas e di Nanine,

Dal duro lavoro che entrambi affrontano per rinascere con nuove identità, ha origine il capolavoro:

l’orfana affidatagli dal padre

 morente. In un gioco incrociato di sguardi, ribaltando le accuse mossegli dalla modella, il pittore si riconcilia

 con il suo demone dimostrando la potenza rigeneratrice dell’arte, nel cui specchio Nanine ritrova se stessa.

  La petite

  danseuse de quatorze ans

, in cui trova compimento la rivoluzione estetica del pittore.

 Degas mostra che la bellezza si nasconde laddove meno la si cercherebbe: ciò che i suoi contemporanei

 giudicavano abietto rappresenta per il pittore l’aspetto più nobile, in cui la natura animale non più occultata e

 addomesticata riunifica i viventi al di là di caste, ceti, razze e specie. Così miseria e nobiltà si incontrano

 nella pittura del più eccentrico degli Impressionisti che, dagli anni giovanili trascorsi a Napoli, trae eterna

 ispirazione portando a Parigi, con l’odore di colle e solventi respirato nelle botteghe artigiane, voci, passioni

 e gesti partenopei per dare nuova linfa alla pittura francese di fine ’800.

Dopo i saluti dell\'Assessore alla Cultura del Comune di Taranto, il dott. Fabiano Marti, introdurrà l\'incontro il prof. Giulio De Mitri (Presidente del comitato scientifico del CRAC Puglia). Relazioneranno sul volume il prof. Massimo Bignardi (storico e critico d\'arte, già docente all\'Università degli Studi di Siena) e la prof.ssa Patrizia De Luca (storica dell\'arte, già docente al Liceo Classico \"Archita\" di Taranto). La serata si concluderà con una selezione di brani tratti dal volume, reading di Tiziana Risolo (attrice).

Sarà presente l\'autrice.

L\'occasione è propizia per visitare le mostre “Winfred Gaul. Recycling 1981-1997” e “Pier Paolo Pasolini: tempo presente, cinque presenze nell\'arte contemporanea”, entrambe aperte al pubblico sino al 30 gennaio 2023.

Anna D’Elia, già docente presso l’Università della Basilicata e le Accademie di Belle Arti di Bari e Roma, ha collaborato con il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Reina Sofia di Madrid, la Biennale di Venezia, la Galleria Nazionale di Roma, le Fondazioni Noesi e Pascali. Tra i suoi libri, ricordiamo L\'Universo Futurista (Bari 1989), Le Città Visibili (Galatina 1990), Pensare la città (Lecce 1996), Diario del Corpo (Milano 2002), Nello Specchio dell’Arte (Roma 2004), Per non voltare pagina (Roma 2007), Pino Pascali (Milano 2010), Fotografia come Terapia (Milano) 2018), L’uomo che cammina nudo (Livorno, 2018), Vederscorrere (2021 Milano).

Andrà in scena il 27 gennaio prossimo al

Teatro Fusco di Taranto “Dal

filo spinato all’eternità, storie di donne al tempo dell’Olocausto“. Lo spettacolo, proposto dall’Associazione “Cè ttèatre” è già stato portato in scena negli anni passati con un notevole successo tanto da essere replicato più volte. La pandemia ha bloccato le repliche, ma già da quest’anno diversi teatri hanno chiesto 

di poterlo ospitare.

Si tratta di una drammatizzazione liberamente tratta dal libro “Cenere e cielo” della scrittrice toscana Grazia Frisina. Una rappresentazione che “assolve” al dovere incessante di rinnovare la memoria di una delle pagine più nere della storia 

d’Europa.

Il lavoro coinvolge nell\'interpretazione e nel contenuto la figura femminile 

attraversandone il dolore in ogni momento della vita, nella fattispecie all\'interno 

dell\'esperienza nel campo di concentramento ma, per il particolare punto di vista, si 

presta ad essere una testimonianza viva sulla donna e sul suo carico di sofferenza.

Un momento di riflessione più ampio e adatto ai tempi che viviamo.

L\'associazione \"Cè ttèatre\" nasce con l\'intento di dare il proprio contributo alla vita sociale e culturale di Crispiano.

Nonostante si sia costituita da meno di un anno, ha già all\'attivo, oltre al lavoro sulla Shoah, l\'organizzazione di due importanti concerti, uno spettacolo sugli anni \'70, una commedia comica in vernacolo e una pièce teatrale in lingua ambientata negli anni \'50 nel Sud Italia. Appuntamento quindi il 27 gennaio.  Costo del biglietto 10 euro per la galleria e 

15 per la platea con sconti per bambini e anziani. 

L’eclettico attore-cantante interpreterà con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Piero Romano i grandi autori della musica italiana. Da Battiato a Rino Gaetano, da Renis a Fontana, proseguendo con Celentano, Jannacci, Capossela, Gaber, Tenco, Modugno e altri ancora. Verso il “tutto esaurito”

 

Battiato e Rino Gaetano, Renis e Fontana, Celentano e Jannacci, Capossela e Gaber, Tenco e Modugno, tanto per fare dei nomi. Sono alcuni degli artisti ad essere interpretati nell’atteso “Le canzoni dell’amore – Claudio Santamaria in concerto”, titolo all’interno della Stagione Eventi musicali 2022-2023 e in programma giovedì 19 gennaio alle 21.00 al teatro Orfeo di Taranto. Come per altri eventi, anche “Le canzoni dell’amore” si avvia verso il “tutto esaurito”.

Protagonista dello spettacolo eseguito con l’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Piero Romano, l’eclettico attore-cantante-doppiatore romano, cinquanta titoli cinematografici e dieci televisivi all’attivo con un David di Donatello vinto per la sua straordinaria interpretazione nel film “Lo chiamavano Jeeg Robot” e un Nastro d’Argento per “Romanzo criminale”. Una delle prove più acclamate, “Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu”, pone Claudio Santamaria all’attenzione dei critici musicali che considerano superlativa la sua interpretazione del cantautore romano. Santamaria canta e incanta, dà profondità alle performance mettendo nelle sue esecuzioni una straordinaria cifra attoriale.

La Stagione Eventi musicali 2022-2023, con la direzione artistica del Maestro Piero Romano, è organizzata dall’ICO Magna Grecia in collaborazione con il Comune di Taranto, e con il patrocinio del Ministero della Cultura e la Regione Puglia, il sostegno di BCC San Marzano di San Giuseppe, Teleperformance, Varvaglione Vini, Programma Sviluppo, Caffè Ninfole, Kyma Mobilità, Baux Cucine e Comes.

Claudio Santamaria, romano, ha la sua prima grande occasione diretto da Gabriele Muccino per “L’ultimo bacio”. Negli anni a seguire recita in molti film vincendo il Nastro D\'Argento per “Romanzo Criminale”, diretto da Michele Placido, e il David di Donatello per “Lo chiamavano Jeeg Robot”, diretto da Gabriele Mainetti. E’ amato dal pubblico televisivo per la sua esibizione nella serie biografica del cantante “Rino Gaetano - Il cielo è sempre più blu” ed essendo un buon musicista e cantante ha cantato tutte le canzoni di questa serie.

Fra le sue ultime interpretazioni: “Gli anni più belli” di Gabriele Muccino e “Freaks Out” di Gabriele Mainetti. Infine, è Matteo, postulatore del Vaticano, nella serie Sky “Christian”, e Antonio Nicastro, direttore del quotidiano L\'Ora, nella miniserie Mediaset “L’Ora – Inchiostro contro piombo”.

Intanto, “Tony Hadley”, un altro degli spettacoli all’interno della Stagione Eventi musicali 2022-2023 dell’Orchestra della Magna Grecia, fa registrare “sold out”. Lo spettacolo che avrà per protagonista una delle voci più significative del panorama pop-rock internazionale e in programma lunedì 30 gennaio al teatro Orfeo di Taranto, ha fatto registrare il “tutto esaurito” con largo anticipo.

Biglietti su: TicketSms. Poltronissima: 50euro+prevendita; Platea e Prima galleria: 40euro+prevendita; Seconda e terza galleria: 25euro+prevendita.

Orchestra Magna Grecia – Taranto, via Ciro Giovinazzi 28 (392.9199935); Via Tirrenia 4 (099.73005648) Sito: orchestramagnagrecia.it

 

Pagina 1 di 55