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Giornale di Taranto - Cultura, Spettacoli & Società

I cinquant’anni del monumento al marinaio, che é sul lungomare di Taranto all’ingresso del canale navigabile - dove sono Castello Aragonese e ponte girevole - festeggiati con quadro sonoro, dal titolo “Notte di Taranto”, composto dal musicista, trombettista e compositore Paolo Fresu, a Taranto per il Map Festival ideato dall’orchestra della Magna Grecia. Fresu ha dichiarato che è la prima volta che sonorizza un monumento. Il brano si può ascoltare proprio davanti al monumento attraverso un QR Code. “In questo momento storico molto si discute del Mediterraneo e qui ci sono due marinai con le braccia alzate e con il cappello che in qualche modo salutano chi arriva dal mare - dichiara Fresu a proposito del monumento di Taranto e dell’evento della guerra -. Quella notte fu una notte terribile e forse anche la storia della città e della Marina italiana si divide in due come quelle navi che furono divise in due e distrutte. Una prima parte è sognante, come momento di una festa molto intimo, che è Mar Piccolo, e poi Mar Grande, che vorrebbe raccontare la fierezza del nostro ricordo, il difendere la nostra storia e i nostri valori. Spero di esserci riuscito attraverso la musica e attraverso queste due composizioni. Come detto dal direttore dell’orchestra, Piero Romano, é stata una bellissima idea quella di sonorizzare luoghi simbolo e monumenti. La musica può diventare un monumento immateriale che contribuisce a quella grande libreria di storia che noi possediamo”. Con la “Notte di Taranto”, si fa riferimento all\'attacco aereo inglese avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale, nella notte tra l\'11 e il 12 novembre 1940, ai danni della flotta navale della Regia Marina Italiana dislocata nel porto pugliese. Il monumento al marinaio, dedicato alla Marina, fu realizzato in bronzo sul corso Due Mari dallo scultore Vittorio Di Cobertaldo nel 1974 volontà dell\'ammiraglio Angelo Iachino, comandante della flotta di stanza a Taranto durante la seconda Guerra Mondiale. La scultura è alta circa sette metri e poggia su un piedistallo. La prima esecuzione del quadro sonoro, che è stato registrato dal vivo, precede di pochi giorni la festa della Marina Militare del 10 giugno.

Parte da Grottaglie da Fantiano l’esigenza di individuare in ogni comunità un luogo, uno spazio, che possa essere occasione di incontro e di condivisione per ogni cittadino, per ogni città. PRO METEO attraverso il mito vuole farsi presente, diventa attualità, entra nei drammi di oggi, alimenta quella fiamma che illumina, brucia e guarisce. Due giorni per tornare nell’agorà, come un tempo, confrontandosi alla luce del sole, nell’anfiteatro naturale delle cave di Fantiano. Un progetto di Alfredo Traversa, attore e regista teatrale, che vedrà la collaborazione di Giuseppe Calamunci Manitta, Antonella Fanigliulo, Tiziana Risolo e Nestor Saied ma che è aperto a chiunque voglia confrontarsi sotto lo sguardo coraggioso del Dio amico dell’umanità. Pro Meteo è mettere l’uomo al centro dell’umanità. L’uomo con tutte le sue debolezze con tutti i suoi sogni, per un tempo migliore. Dice Raffaele Nigro che credere che la creatività e la recitazione possano migliorare la società e risvegliare in qualche modo l’uomo sepolto nei consumi e nella superficialità moderni è una scommessa donchisciottesca. E’ questo quello che mi ha sempre appassionato nella filosofia stimolatrice e creativa di Alfredo Traversa. Ma che fortuna se la Puglia, terra di mercanti, riesce a produrre illusioni e speranze di questo tenore e se si aggirano tra i molti Sancho Pancha degli Orlando e dei Rinaldo capaci di farci credere che alla fine della notte c’è ancora l’alba e dunque la possibilità di ricominciare. Dice Egidio Pani: Potrà essere un esempio italiano di un teatro finalmente necessario, non politicizzato per convenienza, non sociale per interesse, non culturale per etichetta. E di un teatro simile c’è veramente bisogno per dare un senso al forsennato rincorrersi di teatralità, più che effimere, inutili. Dare verità al colloquio che una comunità apre al suo interno e verso altre comunità. Ritrovare la religiosità di un atto laico, la profonda emozione dei sentimenti che si incontrano con il ragionamento, la gioia di un\' infanzia ritrovata come alba del mondo e di sé stessi. 

Il progetto prevede di portare PRO METEO in ogni città e paese d’Italia nei luoghi simbolo di ogni comunità, tra la gente, tra le strade e le piazze, sui palazzi e le torri. Il Teatro che permette a ciascuno di sentirsi ‘chiamato’ ad essere testimone, per una Vita migliore, come il Prometeo dell’antica Grecia. Senza sentirsi divinità ma uomini nuovi. 

Appuntamento sabato 22 e domenica  23 giugno

dalle ore 18 alle ore 19

Cave di Fantiano

Grottaglie (TA)

entrata in libertà

Organizzazione Associazione Enecedete 

Patrocinio Città di Grottaglie

Ideazione Teatro della Fede

Pro Loco Grottaglie

Grott\'Art

Parte da Grottaglie da Fantiano l’esigenza di individuare in ogni comunità un luogo, uno spazio, che possa essere occasione di incontro e di condivisione per ogni cittadino, per ogni città. PRO METEO attraverso il mito vuole farsi presente, diventa attualità, entra nei drammi di oggi, alimenta quella fiamma che illumina, brucia e guarisce. Due giorni per tornare nell’agorà, come un tempo, confrontandosi alla luce del sole, nell’anfiteatro naturale delle cave di Fantiano. Un progetto di Alfredo Traversa, attore e regista teatrale, che vedrà la collaborazione di Giuseppe Calamunci Manitta, Antonella Fanigliulo, Tiziana Risolo e Nestor Saied ma che è aperto a chiunque voglia confrontarsi sotto lo sguardo coraggioso del Dio amico dell’umanità. Pro Meteo è mettere l’uomo al centro dell’umanità. L’uomo con tutte le sue debolezze con tutti i suoi sogni, per un tempo migliore. Dice Raffaele Nigro che credere che la creatività e la recitazione possano migliorare la società e risvegliare in qualche modo l’uomo sepolto nei consumi e nella superficialità moderni è una scommessa donchisciottesca. E’ questo quello che mi ha sempre appassionato nella filosofia stimolatrice e creativa di Alfredo Traversa. Ma che fortuna se la Puglia, terra di mercanti, riesce a produrre illusioni e speranze di questo tenore e se si aggirano tra i molti Sancho Pancha degli Orlando e dei Rinaldo capaci di farci credere che alla fine della notte c’è ancora l’alba e dunque la possibilità di ricominciare. Dice Egidio Pani: Potrà essere un esempio italiano di un teatro finalmente necessario, non politicizzato per convenienza, non sociale per interesse, non culturale per etichetta. E di un teatro simile c’è veramente bisogno per dare un senso al forsennato rincorrersi di teatralità, più che effimere, inutili. Dare verità al colloquio che una comunità apre al suo interno e verso altre comunità. Ritrovare la religiosità di un atto laico, la profonda emozione dei sentimenti che si incontrano con il ragionamento, la gioia di un\' infanzia ritrovata come alba del mondo e di sé stessi. 

Il progetto prevede di portare PRO METEO in ogni città e paese d’Italia nei luoghi simbolo di ogni comunità, tra la gente, tra le strade e le piazze, sui palazzi e le torri. Il Teatro che permette a ciascuno di sentirsi ‘chiamato’ ad essere testimone, per una Vita migliore, come il Prometeo dell’antica Grecia. Senza sentirsi divinità ma uomini nuovi. 

Appuntamento sabato 22 e domenica  23 giugno

dalle ore 18 alle ore 19

Cave di Fantiano

Grottaglie (TA)

entrata in libertà

Organizzazione Associazione Enecedete 

Patrocinio Città di Grottaglie

Ideazione Teatro della Fede

Pro Loco Grottaglie

Grott\'Art

Sono state annunciate le candidature della 78esima edizione dei Nastri d\'argento, il premio assegnato ai giornalisti cinematografici chiamati a votare tra i titoli che si sono distinti nel corso di quest\'anno. Tanti i film che rientrano nelle candidature e abbracciano un anno piuttosto vario e intenso per il cinema italiano, tra esordi, commedie, film d\'azione e drammatici. Dopo la cerimonia di premiazione dei Nastri d\'argento dedicati alle serie tv, tenutasi nel Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli, lo scorso 1 giugno, si attende la consegna dei premi il prossimo 27 giugno, al Museo MAXXI di Roma. Unico premio già noto è il Nastro d\'argento dell\'anno, assegnato a Paola Cortellesi con il suo C\'è ancora domani.

E continua la serie di riconoscimenti per Palazzina Laf, opera prima del regista Michele Riondino, che è anche protagonista, sui 49 confinati dell\'ex Ilva di Taranto.

Palazzina Laf è candidato nelle seguenti sezioni: 

Miglior esordio (Michele Riondino) 

Miglior sceneggiatura (Michele Riondino, Maurizio Braucci)

Miglior attore protagonista (Michele Riondino)

Miglior attore non protagonista (Elio Germano)

Miglior Casting Director (Dario Ceruti)

Miglior canzone originale (La mia terra- Antonio Diodato)

Lu.Lo. 

 

 

Nel mese dell’orgoglio LGBTQA+ il progetto di cui è capofila Alzàia Onlus ha organizzato delle iniziative dedicate ad adulti e bambini. Si parte il 5 giugno al Castello Episcopio con la visione del film “Tutto su mia madre” di Almodovar

 

 

Giugno è il mese del Pride Month, in cui si celebra la cultura e le rivendicazioni dei diritti LGBTQA+ e a Grottaglie lo sportello Iris ha organizzato delle iniziative con l’obiettivo di far luce sui diritti da tutelare della comunità.

 

Mercoledì 5 giugno, alle ore 19.30, al Castello Episcopio verrà proiettato il film \"Tutto su mia madre\" di Pedro Almodovar. A seguire ci sarà un aperitivo curato da DSE FIC Puglia. Invece il 19 giugno, alle 18.30nel meraviglioso Giardino Mediterraneo si terrà un laboratorio di disegno e collage dal titolo “Letture a testa in giù”, con Luisa Dipierro (fondatrice dell\'associazione Libelle APS educazione in Natura) che condurrà i partecipanti in una casa amica dove si apriranno le porte della diversità e della convivenza. L\'incontro è pensato per i bambini (dai 2 ai 7 anni) per i loro genitori.

 

Alzàia Onlus ETS è l’ente capofila del progetto Iris, insieme ai partner Associazione Strambopoli – Taranto LGBTIQ e L.E.F.T. – Libero Ente di Formazione di TarantoIl costituendo RTS (raggruppamento temporaneo di scopo) è candidato alla procedura di affidamento di gestione dello Sportello Arcobaleno di Grottaglie. Iris è l’acronimo di In Rete per Identità e Soggettività LIBERE, e nasce dall’urgenza di costruire spazi di libertà, di narrazione, di rivendicazione, spazi safe di espressione, orgoglio e autodeterminazione, in cui co-creare comunità. Sono beneficiarie del progetto le persone LGBTQIA+ e le loro famiglie, i migranti LGBTQIA+tutte le persone in situazione di marginalitàla comunità di Grottaglie e dei territori limitrofi. Per ulteriori info è possibile telefonare al 351.7246577 o scrivere all’indirizzo email  \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. \"> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

In continuità con quanto di positivo si sta realizzando sin dal 2017 nell’ambito delle attività intraprese per la valorizzazione del patrimonio cittadino, l’Amministrazione Melucci sta profondendo il massimo impegno per la tutela e la riqualificazione dei beni archeologici con l’obiettivo di recuperare e promuovere non solo quelli di titolarità comunale, ma anche quelli accessibili grazie al Protocollo d’Intesa siglato con la Soprintendenza del Patrimonio Subacqueo. Negli ultimi mesi, alcune tra le più rilevanti testimonianze del passato sono state oggetto di significativi lavori di restauro e valorizzazione finanziati nell’ambito del “Piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi di Taranto” – Fondi EX – ILVA.  Lavori che recentemente sono stati oggetto di verifiche e sopralluoghi proprio da parte del sindaco Rinaldo Melucci, dell’assessore alla Cultura Angelica Lussoso e del dirigente Francesco Murianni della Direzione Cultura ed Eventi del Comune. Gli ultimi siti, in ordine di tempo, ad esser visitati sono risultate le tombe a camera di via Marche e di via Terni, dove gli interventi di riqualificazione sono stati portati a termine con successo nel rispetto del cronoprogramma delle specifiche opere di recupero e manutenzione previste dal più vasto piano di rigenerazione urbana “Ecosistema Taranto”.

Annunciando che a breve questi siti saranno nuovamente a disposizione di cittadini e turisti, il sindaco Rinaldo Melucci ha dichiarato: “La nostra Amministrazione è fermamente impegnata nel preservare e valorizzare il ricco patrimonio archeologico di Taranto. Le recenti iniziative e i lavori in corso sono la prova tangibile del nostro costante impegno verso la cultura e la storia della nostra città. Stiamo lavorando per fare in modo che. fra non molto, le tombe a camera possano essere nuovamente visitabili, così come gli ipogei del centro storico che, beneficiari dei finanziamenti previsti dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo), presto saranno completamente accessibili al pubblico. Taranto, come viene riportato da recenti servizi giornalistici, anche di prestigiose testate straniere, è stata indicata come luogo ideale da visitare nel 2024.  La città ha avviato il suo processo di trasformazione, di cambiamento, di rigenerazione a livello sociale, economico e culturale, è sempre più al centro di progetti di valorizzazione turistica e noto con soddisfazione che di questo, nonostante ci sia ancora qualcuno che sostiene il contrario, sono in parecchi che stanno cominciando ad accorgersene.”

L’assessore alla Cultura Angelica Lussoso ha aggiunto: “Purtroppo, quasi quotidianamente dobbiamo confrontarci con chi pensa che ogni cosa si possa realizzare tutto e subito, senza prestare attenzione al fatto che ogni attività amministrativa deve svolgersi osservando tempistiche dettate da precise discipline normative e che può avere una sua continuità in base alle risorse disponibili. Il programma di riqualificazione dei beni archeologici presenti nell’area urbana riflette il duro lavoro e la dedizione che l’Amministrazione comunale sta mettendo in atto a favore della comunità. Presto i cittadini di Taranto e i visitatori provenienti da altre zone geografiche potranno godere appieno delle bellezze archeologiche che la nostra città ha da offrire. Infatti, è in fase di conclusione la gara per l’affidamento della gestione delle tombe a camera ad una cooperativa che avrà il compito di rendere nuovamente fruibili alla collettività questi importanti beni culturali.”

di Lucia Pulpo

 

Cosimo Argentina è tornato in libreria con Donne contra Demoni.

L autore tarantino prestato alla scuola come insegnante di diritto, idealmente, ci riporta nelle mura della nostra città con l atto finale della trilogia Della Torre.

Ai volumi Le tre resurrezioni di Sisifo re e Saul Kiruna, Requiem per un detective si aggiunge il primo romanzo argentiniano con solo donne protagoniste che include anche il racconto Cinquanta cavalieri, in anteprima al Salone di Torino e in libreria dal 24 maggio per CN. 

Potremmo dunque parlare di una quadrilogia di fantascienza dove il comune denominatore è la Torre. 

Un thopos caro allo scrittore, lo ritroviamo in altri suoi lavori come L’umano sistema fognario, una torre di avvistamento saracena nata dalla fusione di torre  Saturo e torre Sgarrata. 

In queste storie, dove la fantascienza garantisce il mandato di libertà assoluta al narratore, follia e dolore si mescolano e amalgamano nel grido che squarcia il velo di Maia di cui è ricoperta la nostra realtà.

Storie che raccontano una verità personale: <Perché ci sei dentro sempre fino al collo. Anche quando decidi una virgola ci sei dentro fino al collo. Non se ne esce. I generali del passato collocavano gli eserciti secondo un loro schema mentale. Oggi ci sono gli algoritmi. Questa scrittura se ne fotte degli algoritmi, mettiamola così. Scarta continuamente di lato. È una puledra che non ne vuole sapere di stare ferma.  Ma conoscere la realtà attraverso la sua deformazione... perché niente è come lo vedi, nulla è così, noi carcasse coperte di pelle e fondotinta eccetera eccetera... l orrore, la paura e il dolore sono cose serie prive di mediazione...

All’inizio pensavo di aver scritto un romanzo di fantascienza e stop, ma poi mi sono reso conto che Donne contra demoni è un vero inno alle donne e alla loro capacità di combattere il potere malsano che sta distruggendo questo vecchio e malandato pianeta. Tre donne che lottano per la sopravvivenza e sfidano forze più grandi di loro. E portano con sé un esempio che non può essere ignorato. Le donne come riscatto delle vittime del mondo. Il loro tentativo di opporsi allo stato delle cose, a quel male imperante che ci tiene la testa sotto il giogo senza che quasi ce ne accorgiamo.>

(Cosimo Argentina dixit).

Ancora un grande riconoscimento professionale per l\'attore e regista tarantino Michele Riondino reduce dal successo di Palazzina Laf, la sua opera prima da regista, ai David di Donatello.

Michele Riondino è il Miglior Attore Protagonista ai Nastri d’Argento – Grandi Serie 2024 per la sua eccezionale interpretazione nel ruolo del capostipite della più appassionante dinasty siciliana in ‘I Leoni di Sicilia’. 

Così hanno deciso i Giornalisti Cinematografici che concludono stasera a Napoli al Teatro di Corte di Palazzo Reale la quarta edizione dei Nastri d\'Argento - Grandi Serie in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, con il sostegno del MiC - Direzione Generale Cinema e audiovisivo e Main sponsor SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori. Una grande festa per la serialità che ha cambiato negli ultimi anni il pubblico delle reti e delle piattaforme e ha reso internazionale e sempre più amato dal pubblico il nuovo formato cinematografico della fiction tradizionale, trasformandone lo storytelling nelle mani di sceneggiatori sempre più attenti anche al recupero della grande letteratura: molti titoli di quest\'anno nascono da successi letterari e non è un caso che la Serie dell\'anno, scelta dalla stampa specializzata, sia \'La Storia\' di Francesca Archibugi (Rai) dal romanzo di Elsa Morante. 

 

Un premio collettivo per i produttori, Roberto Sessa per Picomedia e Maria Pia Ammirati Direttrice di Rai Fiction, e naturalmente, con la regista Francesca Archibugi, anche per gli sceneggiatori Giulia Calenda, Ilaria Macchia, Francesco Piccolo e la stessa Archibugi insieme al cast: Jasmine Trinca, Elio Germano, Asia Argento, i giovani Lorenzo Zurzolo, Francesco Zenga e Valerio Mastandrea. 

Agli sceneggiatori, grandi protagonisti della rivoluzione della serialità, un\'attenzione speciale con il Nastro le \'Penne d\'Argento\' Campo Marzio, Premio che aggiunge valore al \'created by\' che sintetizza il loro apporto determinante alla nascita e allo sviluppo creativo di ogni progetto. E nasce tra i riconoscimenti dei Giornalisti, in quest\'edizione il Nastro d\'Argento Siae per la sceneggiatura che premia le autrici di Antonia (Prime Video) Chiara Martegiani, Elisa Casseri e Carlotta Corradi. La serie è nata da un\'idea di Chiara Martegiani che ne è anche protagonista. 

Tre le attrici e gli attori con i Nastri speciali i Giornalisti specializzati hanno festeggiato, con una scelta del Direttivo Nazionale, il successo dei protagonisti \'iconici\' dell\'anno molto amati dal pubblico: Sabrina Ferilli per \'Gloria\' (Rai), Alessandro Borghi e Adriano Giannini per \'Supersex\' (Netflix) e con loro il regista Gabriele Muccino, che si è messo autoironicamente due volte in gioco da attore, quest\'anno, con le sue performance irresistibili in altrettante serie popolarissime come \'Call my agent - Italia\' (Sky) e \'Vita da Carlo\' (Paramount+), entrambe alla seconda stagione. 

Con i titoli più votati hanno vinto i loro interpreti: oltre a Riondino c\'è Isabella Ragonese protagonista de \'Il Re\' (Sky), Michele Riondino, nel ruolo del capostipite della più appassionante dinasty siciliana, la saga della famiglia Florio. Va detto che \'I Leoni di Sicilia\' (Disney+) è tratta dal romanzo omonimo di Stefania Auci che ha vinto nella categoria Miglior Drama con la regia di Paolo Genovese, scritta da Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. 

Nastri anche per attrici e attori non protagonisti Linda Caridi per \'Supersex\' (Netflix) e Giovanni Ludeno che affianca Luisa Ranieri ne \'Le indagini di Lolita Lobosco\' (Rai). Nastri d\'Argento tra musica e cinema quest\'anno anche per due giovanissime rivelazioni: Leo Gassmann per \'Franco Califano\' e Letizia Toni per \'Sei nell\'anima\'. 

Il Premio \'Guglielmo Biraghi\' con il quale la stampa cinematografica ogni anno segnala il talento dei più giovani, è andato a Giacomo Giorgio: un successo ad altissima velocità (che ha ricevuto anche un Premio da Italo) per ben quattro titoli molto popolari, da \'Mare fuori\' e \'Doc - Nelle tue mani\' a \'Noi siamo leggenda\' e \'Per Elisa - Il caso Claps\'. E proprio a \'Per Elisa - Il caso Claps\' (Rai) va un Nastro d\'Argento speciale al suo regista Marco Pontecorvo e al protagonista Gianmarco Saurino. 

E non sono poche le serie entrate quest\'anno nel palmarés per il valore che una nuova narrazione esprime sui temi del sociale, un\'attenzione dichiarata ne \'I Fantastici 5\' (Mediaset), Premio Nastri d\'Argento-Fondazione Claudio Nobis, prodotta da Luca Bernabei di Lux Vide, società del gruppo Fremantle con Daniele Cesarano, Head of Drama per RTI - Gruppo Mediaset. Una storia nata da un\'idea dello stesso Bernabei e di Massimo Gramellini con protagonista Raoul Bova, empatico coach di una squadra paralimpica. 

E ancora, il Nastro della legalità - Serie è andato a \'Il Clandestino - Un investigatore a Milano\' (Rai) protagonista Edoardo Leo per la regia di Rolando Ravello, una coproduzione Rai Fiction e Italian International Film, prodotta da Fulvio e Paola Lucisano. \'Il Clandestino\' è un detective fuori dai canoni tradizionali che rinnova un genere molto frequentato dalla serialità con un segno di attenzione significativo per i temi del sociale, pur nella costruzione di storie che non dimenticano il mondo dei fragili in una grande città. 

E a Giusy Buscemi, protagonista di Vanina - Un vicequestore a Catania diretta da Davide Marengo, è andato il Premio che i Nastri assegnano con Nuovo Imaie, consegnato da un protagonista molto popolare, non solo a Napoli, per \'Un posto al sole\' come Patrizio Rispo. Da Salvatore Clemensi Giusy Buscemi riceverà anche il tradizionale Premio Wella Professionals per l\'immagine ogni anno ai Nastri d\'Argento. Una sessantina le serie selezionate quest\'anno, titoli che hanno aperto la platea tradizionale della fiction anche ai grandi autori del cinema, e 70 i voti dei Giornalisti Cinematografici per il meglio di una selezione che ha preso in considerazione i titoli della stagione andati in onda dal 1 maggio 2023 al 30 aprile 2024. 

 

Sono stati premiati a Palazzo di Città, alla presenza del vicesindaco giani Azzaro e di don Emanuele Ferro,  i tre ragazzi che, durante il laboratorio di fotografia organizzato dall’associazione Enogastro Hub nell’ambito delle iniziative di Cozza in the City, spin-off di Ego Festival tutto dedicato alla cozza tarantina presidio Slow Food, hanno realizzato le foto più belle della Città Vecchia. 

Un concorso fotografico al quale hanno preso parte una trentina di giovani studenti che frequentano la Basilica di San Cataldo e al termine del quale sono stati individuati i tre finalisti che si sono aggiudicati una macchina fotografica e un corso gratuito con il Circolo fotografico Il Castello, premi offerti dall’associazione Enogastro Hub.

 

«Occasione unica per riscoprire le bellezze di Taranto – le parole dell’assessore comunale allo Sviluppo economico e vicesindaco Gianni Azzaro –, questo concorso, insieme all’evento Cozza in the City, ha permesso ad alcuni ragazzi di immortalare un’Isola Madre affascinante e che sta recuperando il suo antico splendore. Anche questa iniziativa fa parte di quel cambio di narrazione che vogliamo per Taranto e che ci siamo posti come obiettivo primario».

 

Cozza in the City non è stato solo un festival che ha celebrato la cozza tarantina presidio slow food, ma una vera a propria azione di marketing territoriale che ha coinvolto i cuochi tarantini e che ha offerto un’immagine della Città di Taranto riletta attraverso le sue peculiarità e la sua storia gastronomica.

«Quello che puntiamo a fare con eventi della portata di Cozza in the City e con questo contest fotografico – il commento di Monica Caradonna, giornalista e conduttrice tv e ideatrice di Ego Festival – è di riaccendere il legame tra Taranto e la sua identità e di trasformare questo legame in una narrazione che punti a cambiare l’immagine esterna della città dei Due Mari. Realizzare poi un contest fotografico in cui abbiamo provato a far aprire gli occhi sulla bellezza che spesso diamo per scontata è stata una rilettura della Città Vecchia attraverso gli occhi di chi la vive».

 

«Una manifestazione identitaria come Cozza in the City – ha dichiarato il presidente di Enogastro Hub, Emiliano Fraccica –, che è una celebrazione dell’oro nero dei nostri fondali e Presidio Slow Food, affonda le sue radici nella storia di questa città. Siamo felici che anche questi ragazzi ripercorrano queste strade con lo sguardo ammirato, e che ritrovino, attraverso un obiettivo, un senso di identità, un legame di appartenenza verso questa terra».

 

Di seguito l’ordine dei vincitori con la motivazione, con il primo, Gianluca Dioguardi, che ha visto anche la sua foto diventare una bellissima cartolina. 

 

1° Premio Gianluca Dioguardi:

La foto pur nella sua freddezza cromatica rappresenta uno dei luoghi simboli della città. Un punto di vista dal basso che evidenzia la struttura a tre arcate del ponte di pietra che permette il passaggio delle barche tra i due mari. Ed è proprio quella barca a suggerire quella identità che lega la gente di Taranto ai luoghi e al mare. Alla fine, è proprio questa aromaticità a rendere questa foto unica e interessante.

 

2° Alessandra Montervino:

Una immagine senza tempo, una immagine che racconta come in qualsiasi momento della giornata e negli anni, chi passa sul lungomare di via Garibaldi, troverà sempre uomini di mare che riparano reti, aggiustano barche, sbarcano pesce. È la Taranto del mare, quel mare che dona i suoi frutti a chi sa raccoglierli.

 

3° Kassandra Cuscela:

Una fotografia emblematica questa. Le colonne doriche riprese con davanti una cancellata quasi a raccontare come la storia della nostra città è ancora prigioniera del suo destino. Ma l’immagine conserva anche una speranza, Ma l’immagine conserva anche una speranza rappresentata dalla cassa armonica in lontananza simbolo di festa e di fede. Quasi a confermare una città piena di contrasti che ha bisogno di decidere della sua sorte.

 

 

Una nuova Stagione Teatrale caratterizzata da una ricca programmazione e dalla presenza di grandi protagonisti del mondo dello spettacolo. Una nuova Stagione che conferma come la “città dei due mari” sia ormai una punta di diamante dell’offerta culturale del Teatro Pubblico Pugliese in un territorio sempre più coinvolto nel processo di cambiamento e di rigenerazione sociale avviato dall’Amministrazione guidata dal sindaco Rinaldo Melucci.

Come illustrato nel corso della conferenza stampa di presentazione tenuta nel Teatro Comunale Fusco, proprio dove, a partire dal prossimo mese di novembre, andranno in scena opere e testi di celebri autori, Taranto ospiterà, fra gli altri, attori del calibro di Michele Placido, Massimiliano Gallo, Vanessa Gravina, Francesco Pannofino, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, artisti come Peppe Barra e come la divulgatrice scientifica Gabriella Greison. Grandissime presenze che valorizzano il grande lavoro portato avanti per garantire anche per il 2024/2025 serate e spettacoli di alto livello. Ed è proprio per questo che la nuova Stagione Teatrale è da considerarsi “una sfida vinta”, come ha tenuto a sottolineare il sindaco Rinaldo Melucci nel corso dell’incontro con i giornalisti. “Che questa città avesse la capacità, l’autorevolezza di mantenere un teatro comunale non era scontato, soprattutto alla luce di qualche decennio di complicazione della storia culturale della nostra comunità a causa di un serio contesto di crisi economica. Però, nonostante difficoltà oggettive e badando all’equilibrio dei conti, tema non banale per la pubblica amministrazione, siamo riusciti a fare in modo che il Fusco non fosse soltanto un teatro comunale con una sua offerta stabile molto varia e prestigiosa, ma divenisse anche la punta di diamante della programmazione annuale del Teatro Pubblico Pugliese.”

Grazie al lavoro e all’impegno di chi ci ha creduto -ha aggiunto il primo cittadino-, e a questo proposito voglio ringraziare Paolo Ponzio, presidente del TPP, il suo staff, Michelangelo Busco, direttore del Fusco, e l’assessore Lussoso, il nostro Teatro adesso è un luogo che fa registrare “sold out”, che ha fra i suoi spettatori non solo i cittadini di Taranto, ma anche visitatori che arrivano da altre province pugliesi e da fuori Regione a testimonianza che intorno al tema della cultura si possono amplificare anche ricadute economiche a vantaggio della comunità. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati per raggiungere questo traguardo perché i grandi progetti si affermano, le scommesse ed i problemi si affrontano e si superano quando ci sono persone che hanno la competenza, la passione ed entrano in sintonia con le difficoltà del territorio. Un’ultima annotazione: mi piace ricordare che prima di questa Amministrazione tutto questo non c’era. Se oggi c’è il TPP che ci crede, il Teatro Fusco che lavora per bene, è perché abbiamo portato una certa visione delle cose in città, abbiamo creato un certo clima di squadra in barba a chi dice che il nostro progetto è naufragato. Invece, come dimostrano i fatti, il nostro progetto è vivo e vegeto, va avanti e continua a registrare grandi risultati. Lo ripeto: la nostra è una sfida vinta.

Il lavoro e l’impegno pagano sempre. Un concetto ribadito anche dall’assessore comunale alla Cultura, Angelica Lussoso. “Come ha affermato il sindaco, salire sul treno in corsa non è stato semplice. Ma se ci sono riuscita è grazie a tutta la squadra del Teatro Pubblico Pugliese e al Teatro Fusco che mi hanno fatto entrare nell’organizzazione senza gradi impedimenti. Per me poter esserepresente come parte politica di questo progetto culturale, che già dal 2018 va avanti nella nostra città con dei risultati eccezionali, non può che essere un onore. Per quanto riguarda la novità di quest’anno, la Stagione prevederà la terza replica che rappresenta un’opportunità che si vuole dare a tutti i cittadini e a tutti coloro che vengono da fuori città per usufruire nel nostro Teatro. Anche guardando al futuro, in prospettiva, noi vorremmo raddoppiare l’esperienza del Teatro comunale Fusco e quindi mi ricollego al progetto dei “BAC-Parco della Musica”, dove sono in corso in lavori di restauro di quello che sarà il secondo Teatro Comunale. A partire all’anno prossimo, avremo, quindi, la possibilità di duplicare l’offerta culturale del teatro Pubblico variando anche sul genere della programmazione. Questo conferma che si tratta di un lavoro in continua crescita, che non si ferma e che porterà tantissime soddisfazioni sul nostro territorio.” 

 

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