Dalla sua pagina facebook l’attore tarantino Michele Riondino  t di cui è noto l’impegno ambientalista interviene con  un “Messaggio alla nazione” in cui evidenzia il grande paradosso che in questi giorni di quarantena si sta consumando a Taranto la città dell’Ilva/ArcelorMittal e dei wind days citando un articolo pubblicato dal Fatto Quotiano (che alleghiamo) sui risultati di uno studio da cui emerge che le disposizioni date alla cittadinanza sui wind days sono da rivedere perché in efficaci.

Ecco il testo del  messaggio.

Dato che da destra a sinistra la voce che si leva è: "prima la salute" "la salute è il primo dei diritti" e dato che per una qualche ragione cosmica (o divina) tutta italia vive sotto una cappa di malattia e morte come solo taranto ci ha abituati a immaginare...ora immaginate di essere in quarantena in una giornata di wind days. immaginate di non poter aprire le finestre di casa per far cambiare aria e immaginate che la ASL della vostra città vi dia indicazioni di quando e come far cambiare aria nelle vostre case, nelle vostre vite. bene, ora immaginate che quelle indicazioni sono errate e che l'aria che respirate sia che le finestre siano aperte, sia che siano chiuse è un'aria alla fragranza di anidride solforosa. immaginate tutto questo, immaginate che sia la prassi, che sia la normalità nella vostra vita e welcome to Taranto.

 https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/30/ilva-di-taranto-lo-studio-raccomandazioni-della-asl-ai-cittadini-del-rione-tamburi-nei-giorni-di-wind-days-non-efficaci-rivederle/5754562/

 

di Andrea Loiacono

confratello del Carmine

 

 

 

Con una lettera apparsa sulla pagina facebook dell'Arciconfraternita del Carmine di Taranto il Priore, Antonello Papalia ha voluto esprimere a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione la sua vicinanza alla nazione intera per le vittime del Coronavirus e alla città di Taranto, nonché ha ufficialmente comunicato ai confratelli e alle consorelle del Carmine che quest'anno le celebrazioni dei riti non si svolgeranno nella forma che li contraddistingue dall'ormai lontano 1765. Del resto le celebrazioni a porte chiuse dell'adorazione alla Croce e della via Crucis che si svolge in queste ore non lasciavano presagire alcuna notizia positiva. Lo stesso dicasi per la confraternita dell'Addolorata in San Domenico che stasera avrebbe previsto la processione del Crocifisso. Si tratta dell'ennesimo “ingresso” nella storia per i nostri simboli della passione tarantina. Le statue, almeno non tutte non saranno riposte dalle loro nicchie, la Vergine Addolorata non nazzicherà sulle note di “ A Gravame” con uno sguardo rivolto verso il Pendio S. Domenico sul ballatoio dell'antico sagrato. E non sentiremo neanche quegli sgradevoli applausi mentre dalla rampa destra ci accinge solitamente a scendere le scale retta dai confratelli. Non potremo neanche ascoltare i suoi dei medaglioni, delle struggenti marce funebri. Non vedremo i nostri Misteri avvolti dalla candida mozzetta color panna percorrere a piedi scalzi le vie principali della città nuova, non potremo neanche osservare i bambini accostarsi a una coppia di perdoni per sfiorargli la mano o il bordone e noi dall'altra parte non ci potremo lasciare avvicinare, consci, come siamo sempre stati che l'anima dei nostri riti sono proprio i più piccoli. In fine, non ci potremo stringere, con gli occhi gonfi di lacrime e alzarci sulle punte per vedere in piazza Carmine il troccolante che ci annuncia che tutto è compiuto, Cristo è risorto! Ma almeno questo, neanche un infimo e testardo virus potrà togliercelo.

 

Insomma, sarà una Pasqua diversa, dal Vaticano a Bergamo, da Codogno a Palermo ma lo sarà sotto l'aspetto della religiosità popolare ancor di più a Taranto, la città dei due mari e delle due Addolorate. Uno dei maggiori conoscitori e storici della Settimana Santa Tarantina, nonché giornalista e Priore della Confraternita del Carmine, il compianto Nicola Caputo, scrisse un libro dal titolo “Settimana Santa Nascosta”. Ebbene si, sarà una Settimana Santa nascosta questa del 2020 per cause di forza maggiore. Ognuno di noi confratelli la vive a modo proprio ma tutti con una intensità e un trasporto,una devozione fuori dal comune. Il mancato svolgimento delle due processioni è da far risalire esclusivamente alla prima Guerra Mondiale (1914-1918) e alla seconda (1939-1945). Qualche fotografia in bianco e nero dell'epoca ritrae Gesù Morto e il simulacro dell'Addolorata sui rispettivi cavalletti all'interno della chiesa. Per gli iscritti ai sodalizi, però, il vero spauracchio, eventi bellici a parte sono sempre state le calamità naturali: terremoto, pioggia, forte vento. Spesso e volentieri la pioggia ha rovinato in parte o totalmente le processioni. Nella prima decade del 1900, quando ancora la processione dei Misteri si recava in città vecchia, al rientro nel borgo, il vento strappò l'ala dell'angelo di Gesù all'Orto, prontamente recuperata. Nel 1992 la protagonista fu la pioggia che infastidì non poco e per tutta la notte per poi essere sospesa definitivamente nei pressi del convento delle suore in piazza Maria Immacolata. Nel 2014 la processione dei sacri misteri uscì con ben tre ore di ritardo a causa di una pioggia battente. Tanti altri aneddoti si potrebbero raccontare, visi, abbracci, strette di mano in piazza della Vittoria durante il concerto della domenica delle Palme. Domenica prossima appunto saranno le Palme, con l'ingresso di Gesù in groppa a un asino. Ingresso più umile per il Re dei Re non ci poteva essere. Mi auguro che la nostra comunità possa compattarsi sempre di più, di fronte a queste difficoltà dei giorni nostri riscoprendo il coraggio e la forza di Gesù mentre andava incontro al suo calvario.

Il direttore del Museo MArTA Eva Degl’Innocenti comunica la chiusura temporanea del museo. Decisione sofferta ma necessaria.

Ecco il testo della nota inviata agli organi di stampa.

“Siamo spiacenti di dover comunicare che, ai sensi di quanto stabilito dall'art. 2, comma 1, lett. d, del DPCM dell'8 marzo 2020, in seguito alle misure straordinarie per il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, il  Museo Archeologico Nazionale di Taranto   MArTA resterà temporaneamente chiuso al pubblico fino al prossimo 3 aprile 2020.”

 Il Medimex 2020, International Festival & Music Conference - progetto di Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato con il Teatro Pubblico Pugliese - in programma dal 16 al 25 aprile tra Brindisi e Taranto, è rinviato a data da destinarsi, ma si svolgerà nel corso del 2020. Puglia Sounds/Teatro Pubblico Pugliese ha deciso di rimandare il Medimex, che quest’anno giunge alla decima edizione, a quando saranno ripristinate le condizioni logistiche e organizzative necessarie alla buona riuscita della manifestazione.

“Di questo periodo l’1 Maggio Taranto sarebbe saltato. Ci dobbiamo adeguare alle disposizioni e in questa fase lo avremmo fatto. Adesso vedremo quali saranno le disposizioni future, decideremo allora e ci adegueremo, noi però siamo ottimisti”. Lo hanno dichiarato in relazione al Coronavirus, gli esponenti del “Comitato cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti” a proposito dell’organizzazione del concerto dell’1 Maggio a Taranto. Non sono stati forniti particolari circa il cartellone in quanto, hanno detto i rappresentanti del comitato, “ci sono difficoltà, anche legate all’impatto del  Coronavirus. Noi siamo bloccati con gli spostamenti. Non siamo in grado di dire granché - hanno affermato - se non che  abbiamo sempre rappresentato tutte le vertenze nazionali su palco dell’1 Maggio Taranto. E possiamo dire che  ci saranno tutti i movimenti che vorranno e potranno partecipare alla nostra manifestazione”.

 

Sono stati fermati tantissimi eventi in Italia - hanno detto ancora i Liberi e Pensanti - e poiché ci sono delle problematiche che si ripercuotono su tutto il sistema Italia cultura, vogliamo dare solidarietà a quanti operano in quest’ambito. Sappiamo bene  che queste disposizioni vengono adottate per  rispettare la nostra salute, e la salute  viene prima di tutto come noi a Taranto sappiamo molto bene, ma vogliamo dare un messaggio positivo e di solidarietà a quanti in Italia operano nel comparto della cultura e della musica e che ora sono chiaramente in difficoltà”. I Liberi e Pensanti hanno poi annunciato che per l’evento di quest’anno sarà lanciato “un crowdfunding, una raccolta fondi - é stato spiegato - per sostenere un evento costruito dal basso. Non abbiamo donazioni multimilionarie, abbiamo solo il supporto di tutti, per cui chi é distante da Taranto e non può venire al nostro evento dell’1 Maggio può fare una donazione libera, un contributo che serve a portare avanti questa iniziativa”. Non ci saranno infine le Sardine sul palco dell’1 Maggio Taranto: “Mai pensato di invitare le Sardine” è stato detto nella conferenza stampa di oggi. 

 

di Vincenzo Ludovico

Domenica 1 marzo 2020, l’Associazione “ Pietre Vive Onlus ” di Lizzano (Ta) ha avviato ufficialmente l’ “Anno Giubilare della Passione  - 2020  ”. Un intero anno, inaugurato  la prima domenica di Quaresima 2020. Un anno dedicato all’evento più tragico e vissuto in prima persona, legato alla personalità che maggiormente ha spianato la strada al cristianesimo, ossia Gesù Cristo, pagando con la propria vita. Pietre Vive, ispirata liberamente al “ Giubileo straordinario della redenzione” del lontano 25 marzo 1983 , è pronta ad inaugurare un ricco incubatore, nonché attrattore culturale, realizzato da un interessante numero di eventi che andranno ad arricchire, a cadenza specifica, il cartellone artistico redatto appositamente per la redenzione giubilare. La ricca rassegna si inaugura con un grande ritorno della rievocazione filologica de  “ La Passione di Gesù Cristo ”, che il 5 aprile 2020festeggia la singolare 50^ edizione. A celebrare la Santa Messa delle ore 18.00, presso il Convento “ San Pasquale Baylon ” di Lizzano, è stato don Francesco Simone, il quale segna un grande ritorno nella grande performing art a cielo apertodi Lizzano, proprio perché secondo il grande albo d’oro di Pietre Vive,  lo stesso Simone, oggi direttore del MuDi (Museo Diocesano di Arte Sacra di Taranto) ha interpretato il ruolo di Gesù nella 31^ edizione del 2001.  Nel convento francescano, una location molto cara alla comunità locale, la grande famiglia di Pietre Vive ha fatto immergere i presenti in un viaggio sensoriale, dedicato ai ricordi e alle forti emozioni. Don Francesco, ha ricordato la sua esperienza passata, legata alla sua “Passione ”. Alla santa celebrazione era presente anche don Pompilio Pati, parroco del Convento, nonché, padre spirituale di Pietre Vive. Da una nota stampa di Vincenzo Ludovico si evince che, Angelo Nisi, presidente dell’Ass. “ Pietre Vive ” ha esordito, inaugurando l’incontro: « Si inaugura così l’Anno Giubilare della Passione 2020 e lo facciamo con una persona a noi molto cara, Don Francesco Simone, col quale avviamo un anno preparatorio, adeguato all’accoglimento di Gesù, nei nostri cuori. La cadenza sarà ogni domenica, con le cosiddette Domeniche di Passione. Un interessante percorso, grazie al quale ci avvicineremo al clou della settimana santa, con la realizzazione della Passione i Gesù Cristo e di tutto ciò che ne consegue ». Puntualizza Nisi: « Il ricco programma quest’anno è redatto per omaggiare la 50^ edizione della sacra rievocazione filologica, davanti agli occhi del Signore, vogliamo offrire nella semplicità ma con la consapevolezza che da 50 edizioni, si è compiuto un vero miracolo nella nostra comunità ». Ed ancora: « Un miracolo reso grazie da un gruppo di giovani che nell’aprile del lontano 1971 volle mettere in scena, la prima rappresentazione della Passione, spinti per l’amore di Cristo crocifisso. Nel corso del tempo, quei giovani sono diventati le donne e gli uomini del presente, i quali non hanno mai smesso di alimentare il proprio amore per questo evento religioso ». Conclude il presidente di Pietre Vive  « La nostra mission è quella di rafforzare questo segno distintivo per tutta la comunità di Lizzano, un segno distintivo che porta a livelli superiori la cultura e la storia del nostro territorio, già ben consolidata ». Il clou della rassegna, sarà raggiunto anche grazie ad un pubblico convegno di insigni relatori, che andrà a presentare, ufficialmente, la 50^ edizione de “La Passione di Gesù Cristo ” a Lizzano e ancor più importante sarà la visita pastorale di S. E. R. Mons. Filippo Santoro,Arcivescovo metropolita di Taranto. E con questa impeccabile presentazione dell’evento, si avvia verso i lavori don Francesco Simone, il quale ha dichiarato: « Ero al 4° anno del Seminario a Molfetta, al di là dell’inconveniente logistico, ma ricordo con chiarezza, che prima di accettare questa sfida, attesi un bel po’ proprio perché non avevo mai preso parte alla rappresentazione scenica della Passione. Ricevere la richiesta di interpretare il personaggio principale, fu un impatto forte ». Sottolinea il Direttore del MuDi« Decisi, dunque, di accettare e vissi una vera e propria quaresima, chiuso in seminario, a studiare il testo.

Man mano che lo interpretavo, mi suscitava una serie di interrogativi sia sulla dimensione umana della Passione di Gesù, che ingiustamente è stato costretto a subire le pene fisicamente crudeli ». Prosegue: «Già questo per me rappresentò un grande impatto personale e mentre intraprendevo il cammino del sacerdozio, i dubbi e gli interrogativi mi assalivano sempre di più. Mi chiedevo se fossi, realmente, degno di rappresentare la figura di Gesù nel ministero del sacerdozio ». Conclude don Francesco« Il contatto con quella esperienza, alquanto, singolare, mi fece percepire ancora di più la grandezza di Gesù, di quell’uomo esposto a qualcosa di veramente disumano, per dimostrare il suo amore nei confronti del genere umano ».

Altro momento suggestivo della giornata di domenica 1 marzo, è stato il “Rito della Promessa” da parte dei Gifrini della Fraternità “ GiFra Lizzano ” (Gioventù Francescana). Una promessa suggellata dai giovani cattolici della comunità locale,  che condividono e vivono il Vangelo, seguendo l'esempio di Francesco d'Assisi, per mezzo della consegna del Tau, tipico segno distintivo dell’ordine francescano.                

Il “Giubileo straordinario della redenzione” è stato proclamato da papa Giovanni Paolo II  per mezzo della bolla pontificia “ Aperite Portas Redemtori ”. Precedentemente annunciato dallo stesso pontefice il 26 novembre 1982, ha avuto inizio il 25 marzo 1983 e si è concluso il 23 febbraio 1984. Papa Giovanni Paolo IIdichiarò che il Giubileo, ricorrente nel millenovecentocinquantesimo della Morte eResurrezione di Gesù Cristo è stato dedicato alla redenzione. Sebbene non vi sia stata finora la consuetudine di una celebrazione intermedia, cioè nel 50°, vi sono forti motivi perché tale ricorrenza fu degnamente commemorata anche nel 1983. Anzitutto è da sottolineare la centralità dell’evento, che non può non condurre i cuori degli uomini a sempre più grande amore e attrazione verso l’opera compiuta da Cristo, “ Redentore dell’uomo”, col mistero pasquale della sua Passione, Morte e Risurrezione. Un Giubileo contribuisce certamente in modo vivo e sentito a far approfondire da tutti tale tema, e a far convergere con maggiore intensità il pensiero e l’affetto dell’uomo contemporaneo verso il sacramento che Cristo ha istituito per applicare ai singoli i tesori della sua Redenzione mediante il suo Sangue: « Siete stati comprati a caro prezzo » (1 Cor 6, 20), « Non a prezzo di cose corruttibili come l’argento e l’oro . . . ma con il sangue prezioso di Cristo » (1 Pt 1, 18). Giovedì 6 gennaio 1983, fu  indetto ufficialmente con la consegna e la lettura della B olla  “Aperite Portas Redemptori ”. La Bolla evidenzia la necessità di indire un Anno Santo Straordinario alla speciale memoria della redenzione, affinché essa penetri più a fondo nel pensiero e nell’azione di tutta la Chiesa. In essa è stato stabilito che tale giubileo avesse inizio il 25 marzo 1983, solennità dell’Annunciazione del Signore, che ricorda l’istante provvidenziale in cui il Verbo eterno, facendosi uomo per opera dello Spirito Santo nel grembo della vergine Maria, divenne partecipe della nostra carne « Per ridurre all’impotenza, mediante la morte, colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita » (Eb 2,14-15). Esso si sarebbe concluso il 22 aprile 1984, domenica di Pasqua, giorno della pienezza di gioia procurata dal sacrificio redentore di Cristo, per il quale la Chiesa sempre “ Mirabiliter renascitur et nutritur”.

Attraverso il commento di alcuni ricordi e di un filmato redatto appositamente per don Francesco Simonedomenica 1 marzo è stato possibile divulgare una preziosissima testimonianza, dimostrando affetto e profonda riconoscenza, per aver intrapreso con Pietre Vive, un momento di vita tanto importante per la crescita interpersonale. Si apre così un lungo anno giubilare, dedicato alla Passione di Gesù Cristo, inaugurato da un momento celebrativo, fatto da emozioni e ricordi. Prossimo appuntamento della rassegna, sarà domenica 8 marzo alle ore 19.00, con il Concertopolifonico a cura del Coro San Nicola di Lizzano.        

 

“Al di là delle considerazioni sulla facilità con cui l’ansia e la preoccupazione vincono sulla razionalità, vi è il dato che anche in regioni come la Puglia, non certo tra le zone rosse per la diffusione del Covid-19, stiamo assistendo all’emergenza che vivono i lavoratori della cultura e dello spettacolo, che a fronte della soppressione di iniziative o della drastica riduzione di pubblico vedranno diminuire proporzionalmente, se non addirittura cancellare, i propri compensi”. E’ l’allarme che lancia la Cgil Puglia con la categoria dei lavoratori della comunicazione, la SLC, rispetto soprattutto allo spettacolo dal vivo, per voce dei rispettivi segretari generali Pino Gesmundo e Nicola Di Ceglie.   Cgil e Slc, in una lettera indirizzata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore alla Cultura, Loredana Capone, hanno richiesto “che per questi lavoratori vengano previste forme di compensazione con l’istituzione di un fondo regionale ad hoc che possa ammortizzare l’impatto della sospensione del lavoro per tutte quelle aziende e associazioni costrette a una chiusura temporanea”.

 

In particolare, per la SLC “andrebbero protetti tutti gli operatori culturali che hanno in essere contratti per repliche programmate nei prossimi mesi di marzo e aprile con il Consorzio del Teatro Pubblico Pugliese, con i Comuni e le scuole del nostro territorio”.   Per il sindacato, a titolo esemplificativo, “si potrebbe immaginare di ridestinare la provvista economica non ancora programmata per le attività del Medimex 2020 – che incontrerebbe ostacoli nel regolare svolgimento delle proprie attività a causa dell’emergenza sanitaria – per garantire un fondo straordinario: sarebbe mortificante assistere alla stasi delle produzioni  e, in generale, degli operatori del settore presenti sul territorio regionale e, contestualmente, allo svolgimento di spettacoli di artisti provenienti da altri territori”.   Per la Cgil si tratta in ultimo di individuare meccanismi compensativi “così che non sia inficiata tutta l’attività. In tal senso abbiamo accolto positivamente la richiesta avanzata dal presidente Emiliano al ministro dei Beni Culturali Franceschini, circa lo stato di crisi del turismo, cultura e spettacolo e la dotazione di un contributo straordinario per mancati incassi, nonché la concessione di contributi straordinari per lo spettacolo dal vivo e la sospensione di alcuni adempimenti fiscali e contributivi. Restiamo in attesa di incontrare ora i vertici della regione per un confronto che entri nel merito delle iniziative da mettere in campo”.

Dopo il grande concerto tenutosi lo scorso 16 agosto, Thea Crudi, cantante italo - finlandese con formazione jazzistica internazionale, ricercatrice sonora, compositrice e operatrice olistica torna a Mottola, sabato 29 febbraio per un concerto con i mantra dell’Himalaya. Identica la cornice, Villino Odaldo, in contrada Tamburello, start alle 19

A organizzare l’evento culturale, anche questa volta con il patrocinio del Comune – Assessorato alla Cultura, è l’associazione Terra Nuova, affiliata Uisp, presieduta da Tommy Gentile. Un’associazione che lo scorso 12 novembre ha compiuto dieci anni di attività. L’evento, che ha fatto registrare anche questa volta il sold out, prevede un momento introduttivo e di confronto con Thea, coordinato dalla giornalista Maria Florenzio e si concluderà con una raffinata degustazione di prodotti. Il tutto con il supporto di Mutijara e Centro Yoga “Surya”. 

Maestra di Mantra e di meditazione, che da anni attraverso seminari e concerti diffonde il potere terapeutico e spirituale dei Mantra in sanscrito, la lingua madre dell’umanità, Thea Crudi ha una voce delicata, ma allo stesso tempo profondamente potente, una voce eterea e celestiale, capace di unire il meglio del mondo orientale e di quello occidente in uno stile unico. 

I suoi concerti sono viaggi spirituali, i Mantra da lei cantati creano pace interiore e danno un grande beneficio mentale e spirituale. Durante la serata Thea presenterà “Divine Mantras”, il suo nuovo Album, interamente concepito e registrato a Calcutta, nel cuore del Bengala, in India. 

E’ è una full-immersion nel Bhakti Yoga, lo yoga dell’amore eterno e incondizionato e della devozione, con mantra e bhajan tratti dalla tradizione spirituale vedica del Bengala, la patria della forma di canto devozione del Kirtan in India. La musica è stata interamente registrata dal vivo, in studio, con musicisti indiani di fama internazionale. Il direttore artistico del progetto è il bravissimo cantante e musicista indiano Shirsho Roy. 

Per Thea questo album segna un forte passaggio evolutivo a livello spirituale e musicale. Innanzitutto, appena lo si ascolta, la prima vibrazione che avvolge l’ascoltatore è un grande senso di pace spirituale, complice l’insegnamento di Giorgio Cerquetti, guida spirituale di Thea, che ha avuto l’idea di fare questo cd e di Bhakti Charu Swami Maharaj, un importante leader spirituale indiano del movimento internazionale Hare Krishna. 

Sono canti trascendentali e ascoltarli dona un beneficio che va oltre l’immaginazione di una mente comune, liberando la mente da ogni negatività. Sono balsamo per l’anima. 

Una bella serata, all’hotel “Cecere” di Mottola, quella organizzata da Azione Verde, con sede pugliese a Palagiano, in via B. Cellini 7, per parlare della propria missione in Nigeria e in Puglia. Un’occasione per spiegare la necessità di continuare a costruire ponti di collaborazione e di solidarietà con il mondo dell’associazionismo e dell’economia, ma soprattutto con le istituzioni, a favore dell’inclusione sociale e della lotta alla marginalità.

E’ in questo contesto che si inserisce il nuovo progetto “Centro Humanae Vitae Apulia” di Azione Verde da realizzare in zona Conca D’Oro, a Palagiano. Come spiegato dal direttore generale di Azione Verde, Domenico Agatiello, servirà “per potenziare il sistema dell’inclusione sociale e della cittadinanza globale attiva, attraverso la creazione di un centro interculturale al servizio della comunità locale e non solo”.

Ma, lo ha detto Rosaria Propato, presidente Azione Verde, “serve il sostegno di tutti, delle istituzioni in primis, che devono dare un impulso a quei progetti che si muovono nella direzione di uno sviluppo sociale al servizio e a favore del territorio”. La Provincia c’era con il presidente Giovanni Gugliotti, nella doppia veste di sindaco di Castellaneta, il Comune di Palagiano anche, con il sindaco Domiziano Lasigna.

Ora si aspetta che la Regione faccia la sua parte. Il presidente Michele Emiliano non era presente per impegni istituzionali legati alla visita del Santo Padre. Ma, “lo considero solo un appuntamento mancato”, ha scritto in una nota, elogiando l’operato della stessa organizzazione umanitaria che quotidianamente “ricorda l‘importanza della donazione come atto di generosità e solidarietà”. E proprio sulla solidarietà ha voluto esprimere un proprio pensiero Domiziana De Luca, giovanissima 13enne volontaria di Azione Verde.

Durante la serata, per la cui impeccabile organizzazione si sono affannate Monica Scarati e Fortuna Propato, Don Bonifacio Duru, fondatore di Azione Verde, si è soffermato sull’importanza di sostenere il “Centro Humanae Vitae Apulia”. Ha ribadito come “non bisogna aspettare che siano sempre gli altri a muoversi per prima. Bisogna stendere le mani e alzarsi per essere presenti, perché se potevamo fare qualcosa per qualcuno e non l’abbiamo fatto, un giorno perderemo qualcosa, perderemo qualcuno”.

Durante la serata assegnati diversi premi. Premio internazionale cultura e solidarietà a: Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” - Dipartimento Ionico in sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo; associazione “Marco Motolese e Club per l’Unesco di Taranto”; istituto comprensivo “Via Dieta – Vincenzo Sofo” di Monopoli. Premio solidarietà nello spettacolo all’associazione “Luce&Sale” di Palagiano; premio solidarietà nella sanità all’associazione Echeo” al fianco dei pazienti oncologici dell’ospedale “San Pio” di Castellaneta.

Per l’impegno a favore dell’inclusione nella solidarietà, democrazia e cittadinanza attiva, premiati: il Comune di Palagiano e la Provincia, il Centro Servizi Volontariato Taranto, la Consulta Associazioni di Palagiano e Fedele Forino come fotografo internazionale.

Una targa anche alla Banca Etica, alla Bcc di Massafra, alla Diocesi di Castellaneta e a don Lorenzo Cangiulli, parroco dell’Annunziata di Palagiano per la sua missione. E, poi, tanto di torta e premio Human Rights and World Peace a don Bonifacio. Come patrons, premiati Nicola e Paola Fontanarosa, Pietro e Maria Agatiello, Giuseppina Latorre. Nominati nuovi patrons Demetrio e Ninetta Spagna.

Con il rito delle Quarantore, Taranto, con la storica Arciconfraternita del Carmine, si prepara alla Quaresima che introduce ai riti della Settimana Santa, importante e partecipato evento della città pugliese. Il rito delle Quarantore verrà introdotto domani sera da una messa celebrata alle 18.30 nella chiesa del Carmine e terminerà nel tardo pomeriggio di martedì. Ad animarlo saranno i confratelli del Carmine che, in abito di rito, saranno in preghiera davanti all’altare dove sarà esposta l’Eucarestia. La preghiera sarà effettuata domenica da dopo la messa sino alle 24 e lunedì dalle 7, in modo ininterrotto, sino a poco prima delle 18.30 di martedì. Nella nottata tra lunedì e martedì la chiesa del Carmine sarà aperta. I confratelli impegnati nelle “Quarantore” sono gli stessi che poi, nelle domeniche di Quaresima, animeranno la Via Crucis solenne al Carmine ma, soprattutto, i riti del Giovedì e Venerdì Santo. Questi consistono nel pellegrinaggio ai Sepolcri (gli altari della Reposizione allestiti nelle chiese del centro di Taranto e della città vecchia) dalle 15 del giovedì sino alla prima mattinata di venerdi e nella processione dei Misteri. Questa esce dal Carmine alle 17 del Venerdì Santo per rientrare il mattino successivo in un arco orario compreso tra le 7.30 e le 9. Le ore impiegate dal corteo sacro per percorrere un tragitto non eccessivamente lungo nel centro sono dovute alla caratteristica, lentissima andatura degli stessi confratelli. Pellegrinaggio ai Sepolcri e processione dei Misteri vengono compiuti dai confratelli del Carmine a piedi nudi. Eccetto i portatori delle statue dei Misteri, i confratelli sono incappucciati. Due delle statue più importanti dei Misteri, Gesù Morto e l’Addolorata, nel 2015 hanno compiuto il 250esimo anniversario della donazione al Carmine da parte dei nobili tarantini Calò. Nei giorni scorsi, in preparazione alla Settimana Santa, l’Arciconfraternita del Carmine ha organizzato la terza edizione della mostra 'Facies Passionis', i volti della Passione, che da mercoledì sera a domenica scorsi é stata visitata da quasi 13mila persone. Esposte, in questa edizione 2020, dieci statue dell’Addolorata provenienti da altrettante confraternite di Puglia che portano questo simulacro nelle loro processioni della Settimana Santa. Il bilancio triennale della mostra allestita nella chiesa del Carmine registra oltre 30mila visitatori. 

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