Al via domani, sabato 20 marzo 2021, l’iniziativa in streaming “TESSITURE”, che conclude il progetto di Residenze Artistiche Artisti nei Territori “PASSI Bildungsroman”, a cura del Teatro delle Forche (Ministero della Cultura / Regione Puglia).

Tre performance online di altrettante compagnie pugliesi saranno trasmessi in diretta streaming dal Teatro Comunale di Massafra sulla pagina Facebook e sul canale Youtube del Teatro delle Forche, con inizio alle ore 19.00.

Domani, sabato 20 marzo, appuntamento con “Fragile” (Primo studio per una residenza) della compagnia TerramMare Teatro, con Silvia Civilla e Pietro Pizzuti, testo Tino Caspanello, luci Antonio Apollonio, maschere e costumi Claudia Contin.

Un uomo, una donna, palloncini da gonfiare, vestiti da indossare per uno spettacolo di strada. Una piccola fenomenologia, una storia in equilibrio sul filo della quotidianità di una coppia, sorpresa a giocare tra poesia e brevi cortocircuiti esistenziali, che mettono a nudo la fragilità delle nostre relazioni, degli amori e delle vite che tentiamo di vivere.

Artisti di strada, i due, in giro per le piazze, in attesa di un pubblico, di qualche moneta. E proprio durante l’attesa, nella piazza deserta, consumano il rito della loro esistenza fatta di rinunce, giochi, piccoli ricatti e riflessioni sul senso del loro vivere una vita fuori da una misura comune.

Una storia è sempre il pretesto per andare oltre la storia stessa, per rintracciare i legami che ci riportano a contatto con il mondo, per costruirne di nuovi o per capire meglio quelli già strutturati. Una storia non è altro che cercarsi nel mondo e cercarsi nell’altro.

Il teatro, da sempre si trasforma e si reinventa trovando la forza di resistere animato da creatività e passione creando un’ occasione di rinascita.

L’iniziativa “TESSITURE” proseguirà giovedì 25 marzo con “Storia dell’occhio” di Astragali Teatro, recital teatrale per attore e musicista, un percorso attraverso la poesia europea del ‘900, dedicato a Georges Bataille, scrittura e regia Fabio Tolledi, in scena Fabio Tolledi (voce) e Mauro Tre (piano), luci Sandrone Tondo e si concluderà venerdì 26 marzo, con “Decameron” di Giovanni Boccaccio della compagnia Diaghilev, diretto e interpretato da Paolo Panaro.

Mercoledì, 17 Marzo 2021 17:44

CINEMA/ Al via Monsters, tra film e talk on line

Scritto da

Dal 19 al 21 marzo si terrà la terza edizione del Taranto Horror Film Festival. Tra i focus tematici le opere dirette da donne e la figura della sirena, oltre a un omaggio al regista canadese Santiago Menghini. Per assistere a tutti gli appuntamenti basterà registrarsi gratuitamente sul sito del festival

 

 

Dopo l’anteprima dello scorso Halloween, è tutto pronto per la terza edizione di Monsters Taranto Horror Film Festival, che si terrà eccezionalmente online dal 19 al 21 marzo sul sito www.monsterstarantohorror.com/ e sulla pagina Facebook del festival (www.facebook.com/monsterstarantohorror), dove sarà possibile vedere gratuitamente tutti e 22 i film in programma e seguire gli incontri con alcuni dei protagonisti della scena horror contemporanea.

 

Diretto da Davide Di Giorgio e organizzato dall'associazione di cultura cinematografica Brigadoon con il sostegno di Centro Studi Cinematografici, Mibact, Apulia Film Commission e Regione Puglia e con il patrocinio del Comune di Taranto, Monsters Taranto Horror Film Festival propone una selezione che spazia dai lungometraggi ai cortometraggi, molti dei quali presentati in anteprima nazionale. Quest'anno il percorso principale è “Le Signore del Male”, incentrato sulle registe che si sono imposte all'attenzione internazionale dell’attuale scena horror. Vi sarà il classico tema del reduce in cerca di una casa fra le cui stanze sembra agire una minacciosa presenza con l'inglese Amulet, di Romola Garai (già nota attrice e interprete di Miss Marx di Susanna Nicchiarelli). Si proseguirà poi con la guerra fra bande messicane di Tigers Are Not Afraid di Issa Lopez, dove la fiaba diventa la chiave per elaborare la violenza del reale, e con il colonialismo che sfida i rituali dei nativi all'interno di una narrazione non lineare nell'argentino Los Que Vuelven (The Returned), di Laura Casabé. La sezione è completata da una ricca selezione di cortometraggi (realizzata in collaborazione con il Fantafestival), in cui si va dalla metafora della depressione incarnata nel grottesco rapporto fra un'impiegata e uno scarafaggio gigante in J'ai le cafard di Maysaa Almumin (proveniente da Kuwait e Qatar), all'umorismo nero dell'australiano Maggie May, di Mia'Kate Russell, passando per il tema della sopraffazione maschile trattato in Rongdell'indonesiana Indira Iman e in Lili dell'olandese Yfke van Berckelaer. Il tutto senza dimenticare The Boogeywoman dell'americana Erica Scoggins e l'australiano Creswick di Natalie Erika James, due autrici già classificate fra i nomi emergenti più interessanti. Prosegue inoltre la partnership con il festival Vicoli Corti, che si svolgerà dal 24 al 28 marzo, nell'ambito della cui selezione Monsters presenterà il 24 marzo Buio, opera prima dell'italiana Emanuela Rossi, che, con le sue giovani protagoniste rinchiuse in casa per sfuggire a un virus che ha flagellato il mondo, ha anticipato gli scenari del lockdown.

Partendo dal mito della sirena che rinsalda il legame con la città di mare in cui il festival è nato e si colloca, il percorso “Forme dell'acqua” mostrerà invece l'apprezzato film polacco The Lure di Agnieszka Smoczynska (premiato al Fantasporto e al Fantasia Film Festival e proiettato in collaborazione con il Trieste Film Festival), in cui due sirene giunte sulla terraferma diventano stelle della musica in una particolare commistione di horror, musical, erotismo e melodramma. Si proseguirà poi con la poetica ricerca d'identità del francese L’Île et le continent (Island and Mainland) di Sébastien Savine e Laurie Bost, fino alla donna-medusa dell'algerino Kindil El Bahr, di Damien Ounouri, trasformata in un'entità vendicatrice dopo aver subito la violenza degli uomini venuti a punirla per il suo spirito indipendente. Ancora nell'ambito della partnership con Vicoli Corti, il 25 marzo sarà proposto il monster movie dell’esordiente Giuliano Giacomelli Profondo, in cui si dà la caccia a una misteriosa creatura nel mare Adriatico.

 

In una selezione proiettata sul panorama internazionale, non mancherà l'omaggio (curato da Massimo Causo) a un talento di domani, quello del canadese Santiago Menghini, impostosi con il folgorante cortometraggio Regret, presentato al Sundance e al Torino Film Festival, ma già presente con i suoi precedenti lavori nei principali festival mondiali. Autore caratterizzato da una cifra molto personale e da una messinscena raffinata e potente, Menghini sarà anche protagonista di un incontro in cui racconterà il suo cinema agli spettatori italiani.

 

Lo spazio retrospettivo sarà garantito dalla consolidata collaborazione con l'editore Shockproof e la programmazione del “Classico dissepolto” Terrore sotto il sole di mezzanotte, fantahorror diretto nel 1959 dal regista cult Virgil W. Vogel.

 

Ogni giornata del festival proporrà infine i MonstersTalk, visibili sulla pagina Facebook del festival e realizzati in collaborazione con lo Spazioporto di Taranto, che presenteranno al pubblico gli ospiti della terza edizione, con focus tra cinema, libri e fumetti. Un incontro specifico vedrà Andreina Di Sanzo e Leonardo Gregorio affrontare il tema delle registe dell'horror in prospettiva storico-critica. Si proseguirà poi con Santiago Menghini e i ritrovati Daniele Misischia ed Enzo Rizzi, già protagonisti delle passate edizioni, che racconteranno i loro nuovi progetti. Non mancherà pure la presentazione del libro I morti viventi, romanzo incompiuto di George Romero, terminato da Daniel Kraus ed edito da La nave di Teseo, in un incontro cui prenderanno parte il critico Mauro Gervasini e il traduttore Alberto Cristofori.

 

Tutte le proiezioni saranno accompagnate da introduzioni da parte di nomi autorevoli del panorama critico e festivaliero italiano (Emanuela Martini, Grazia Paganelli, Nicoletta Romeo, Silvia Moras, Mariangela Sansone, Giuseppe Gariazzo, Gemma Lanzo, Dikotomiko Cineblog). L'edizione “2020+1” avrà inoltre un'anteprima giovedì 18 marzo, quando gli organizzatori presenteranno il programma delle tre giornate in live streaming dallo Spazioporto di Taranto.

 

Per godersi i vari appuntamenti della terza edizione del Taranto Horror Film Festival basterà collegarsi al sito www.monsterstarantohorror.com e registrarsi gratuitamente. Ogni film sarà visibile gratis per 24 ore a partire dall'orario indicato sul programma.

 

Il direttore artistico del festival tarantino Davide Di Giorgio ricorda come anche quest’anno “Monsters mantiene la promessa di valorizzare gli ‘altri sguardi’ che emergono sempre più in un'industria cinematografica che sta finalmente ripensando i suoi modelli produttivi, realizzando una concreta parità di genere. Il cinema, messo in seria difficoltà economica dalla pandemia, attraversa perciò un periodo vitalissimo dal punto di vista creativo, dove proprio le autrici stanno emergendo per varietà, qualità delle proposte e attenzione per l'horror. Una bella soddisfazione per un genere sempre considerato a torto maschilista, ma in realtà attentissimo a intercettare i cambiamenti”.

 

La terza edizione di Monsters Taranto Horror Film Festival è realizzata da Brigadoon Altre Storie del Cinema con il sostegno di Centro Studi Cinematografici, Mibact, Apulia Film Commission e Regione Puglia, con il patrocinio del Comune di Taranto e con la collaborazione di Vicoli Corti Cinema di Periferia, Fantafestival, Trieste Film Festival, Spazioporto di Taranto, Shockproof, Laboratorio Urbano Mediterraneo di San Giorgio Jonico, Apulia Horror International Film Festival, Libreria Dickens di Taranto, Magnifica Ossessione, Duels e Sentieri Selvaggi.

 Giovedì 18/03/2021

 

19:00 Anteprima Monsters 2020+1

Live Streaming dallo Spazioporto di Taranto

Evento di apertura

 

 

Venerdì 19/03/21

 

17:00 Le Signore del Male

Creswick, di Natalie Erika James

(Australia 2017, 10′)

The Boogeywoman, di Erica Scoggins

(Usa 2019, 17' – Anteprima nazionale)

Maggie May, di Mia'Kate Russell

(Australia 2018, 14' – Anteprima nazionale)

J'ai le cafard (Bint Werdan), di Maysaa Almumin

(Qatar 2020, 14' – Italian Premiere)

Lili, di Yfke van Berckelaer

(Olanda, 2019, 8' – Anteprima nazionale)

Rong, di Indira Iman

(Indonesia, 2020, 13' – Italian Premiere)

The Expected, di Carolina Sandvik

(Svezia, 2021, 14' – Italian Premiere)

In collaborazione con Fantafestival

Versioni originali con sottotitoli in italiano

Introducono Gemma Lanzo, Giuseppe Gariazzo, Mariangela Sansone

 

19:00 MonstersTalk

Live Streaming dalla Libreria Dickens di Taranto

Presentazione libro

I morti viventidi George Romero e Daniel Kraus (ed. La nave di Teseo)

Con Mauro Gervasini e Alberto Cristofori

Conduce Davide Di Giorgio

 

20:30 Forme dell'acqua / Le Signore del Male

The Lure, di Agnieszka Smoczynska

(Polonia 2015, 92')

Versione originale con sottotitoli in italiano – Anteprima nazionale

In collaborazione con Trieste Film Festival

Introduce Nicoletta Romeo

 

22:30 Classici dissepolti

Terrore sotto il sole di mezzanotte, di Virgil W. Vogel

(Usa/Svezia 1959, 72' - Versione restaurata)

Versione originale con sottotitoli in italiano – Anteprima nazionale

In collaborazione con Shockproof

Introduce Simone Starace

 

 

Sabato 20/03/21

 

17:00 Forme dell'acqua

L'Île et le continent (Island and Mainland), di Laurie Bost e Sébastien Savine

(Francia, 2020, 12′ - Anteprima nazionale)

Kindil El Bahr, di Damien Ounouri

(Algeria 2016, 40' – Anteprima nazionale)

Versione originale con sottotitoli in italiano

Introduce Leonardo Gregorio

 

18.00 MonstersTalk

Le Signore del Male

Con Andreina Di Sanzo e Leonardo Gregorio

 

19:00 MonstersTalk

Live Streaming dallo Spazioporto di Taranto

Incontro con Enzo Rizzi

Conduce Davide Di Giorgio

 

20:30 Le Signore del Male

Los Que Vuelven (The Returned), di Laura Casabé

(Argentina, 2019, 92')

Versione originale con sottotitoli in italiano - Italian Premiere

Introduce Silvia Moras

 

22:30 Forme dell'acqua

Lúa Vermella (Red Moon Tide), di Lois Patiño

(Spagna 2020, 84')

Versione originale con sottotitoli in italiano - Anteprima nazionale

Introduce Grazia Paganelli

 

 

Domenica 21/03/21

 

17:00 Omaggio a Santiago Menghini

Regret (Canada 2020, 16')

Red Wine (Canada 2019, 21')

Milk (Canada 2018, 10')

Voyagers (Canada 2015, 15')

Intruders (Canada 2014, 10')

Glimpscapes (Canada 2012, 4')

    Ohm (Canada 2009, 7')

Versioni originali con sottotitoli in italiano

 

18.00 MonstersTalk

Incontro con Santiago Menghini

Conduce Massimo Causo

 

19:00 MonstersTalk

Live Streaming dallo Spazioporto di Taranto

Incontro con Daniele Misischia

Partecipa Stefano Cardoselli

Conduce Davide Di Giorgio

 

20:30 Le Signore del Male

Amulet, di Romola Garai

(Uk, 2020, 99')

Versione originale con sottotitoli in italiano - Italian Premiere

Introduce Emanuela Martini

 

22:30 Le Signore del Male

Tigers Are Not Afraid, di Issa López

(Messico, 2017, 84')

Versione originale con sottotitoli in italiano

Introduce Dikotomico Cineblog

 

 

Eventi speciali

in collaborazione con Vicoli Corti

 

24/03/21

su www.mymovies.it/ondemand/vicolicorti

 

12:00 Le Signore del Male

Buio, di Emanuela Rossi

(Italia, 2020, 98')

19:00 Incontro con Emanuela Rossi

 

25/03/21

su www.mymovies.it/ondemand/vicolicorti

 

12:00 Forme dell'acqua

Profondo, di Giuliano Giacomelli

(Italia, 2019, 87')

19:00 Incontro con Giuliano Giacomelli

 

 

 

 Il Covid modifica notevolmente a Taranto l’antica e sentita tradizione dei “perdoni”, i confratelli del Carmine che nel pomeriggio del Giovedì Santo si recano, a piedi scalzi e incappucciati e con un’andatura lentissima che ne fa una caratteristica, nelle chiese della città per la sosta e la preghiera agli altari della reposizione (i cosiddetti sepolcri). Quest’anno i perdoni del Carmine, “nel rispetto delle norme legate al contenimento della diffusione del Covid”, non saranno scalzi - ed è la prima volta che accade nella storia centenaria dei famosi riti di Taranto - ma “indosseranno opportune protezioni, calze modello fantasmino color carne con soletta interna”. Lo scrive il priore dell’arciconfraternita del Carmine, Antonello Papalia, nella lettera con le comunicazioni per la Settimana Santa 2021. “In presenza di motivi sanitari”, i confratelli del Carmine “potranno indossare le calze e le scarpe del nostro abito di rito” specifica Papalia. Altra novità del Giovedì Santo, annuncia il priore, è che rispetto alla tradizione non ci sarà il lento pellegrinaggio dei “perdoni” dal Carmine, in coppia, verso le chiese del centro e della città vecchia di Taranto secondo due itinerari prestabiliti, ma alle stesse chiese saranno  assegnate già in partenza coppie di “perdoni” e il pellegrinaggio avverrà soltanto all’interno della stessa chiesa. Tutto terminerà alle 21.30, causa divieto generale di uscita  dalle 22 alle 5, mentre in passato il pellegrinaggio del Giovedì Santo terminava ben oltre la mezzanotte con le chiese tutte aperte. Rispetto al 2020, il programma di quest’anno contiene alcune aperture. Lo scorso anno, infatti, dal Giovedi al Venerdì Santo le chiese a Taranto furono chiuse e ci furono solo alcune funzioni religiose diffuse via streaming. 

 

Sanremo 2021 riparte dal vincitore dell'ultima edizione. Sarà Diodato con 'Fai rumore' ad aprire questa sera l'edizione numero 71 del festival. 

Ecco quello che l’artista ha scritto su fb “Tornare su quel palco dopo il trionfo dello scorso anno, dopo tutto ciò che mi è accaduto durante questi dodici mesi fuori dall’ordinario, sarà un grande onore.

 

E lo sarà anche perché, in un momento come questo, credo sia importante avere la possibilità di ritrovarsi, di passare del tempo insieme, di potersi sintonizzare sulle stesse emozioni, su un adesso comune.

 

Un anno fa quella canzone era qualcosa di intimo, personale e io stesso ero concentrato sul cercare di comunicare le mie sensazioni.

Oggi è un’altra cosa, qualcosa che non appartiene più solo a una mia intimità, ma anche a chi ha ritrovato lì dentro un pezzo della sua vita, a chi l’ha scelta per comunicare la propria presenza in questo tempo sospeso, a chi l’ha usata per abbattere i muri di silenzio, dentro e fuori. 

 

È una cosa che, in questi ultimi mesi, è accaduta a molte delle mie canzoni e questo è probabilmente il premio più importante che ho ricevuto. 

Per questo, so già che  non mi sentirò solo in quel teatro. Sentirò di essere insieme a tutti voi, con le vostre voci, e sarà un privilegio sentire di appartenere a un noi. 

 

Canteremo insieme Fai rumore e chissà, magari avremo modo di innamorarci ancora in questo altrove di questa vita meravigliosa. 

 

Grazie ad Amadeus e a tutti coloro stanno lavorando duramente, con incredibile attenzione, per creare un momento di unità, coesione, spettacolo, leggerezza, cultura.

 

Che sia una boccata di ossigeno, una energica spinta per un settore che soffre da troppo tempo e per il Paese tutto. “

 

 

 

Si è spento a Taranto il prof. Tommaso Anzoino, figura di riferimento del mondo della cultura e della scuola. Nel suo ruolo di insegnante al liceo Battaglini, all’Istituto Andronico, e di preside al liceo Archita, ha accompagnato generazioni di giovani nel percorso didattico che grazie a lui è stato ricco e indimenticabile. Ai libri, alla cultura, alla scuola ha dedicato la sua vita, lascia poesie, saggi, riflessioni che negli ultimi tempi dispensava anche attraverso i social e il suo blog Master I Margarita. Ironico, appassionato, carico di umanità, era stato assessore alla Cultura nella giunta Cannata.

Tanti i messaggi di cordoglio che stanno giungendo alla famiglia anche attraverso i social, come quello del docente ed editore

Piero Massafra, che scrive “ Per il mio amico e "complice" Tommaso Anzoino. 

 

Se i nostri comuni ricordi potessero materializzarsi quando è impossibile crearne altri, caro Tommaso, la tua scomparsa sarebbe compensata dalla rimembranza, sì acerba, ma fonte sempre di affettuosa, a volte poetica, consolazione, come ci diceva il "nostro" Leopardi.”

Un grande, ironico, poliedrico uomo di cultura - scrive tra gli altri il giornalista Marcello Cometti- Un altro pezzo significativo e memorabile della città che se ne va.”

Ecco alcuni dei suoi ultimi pensieri, scritti su Facebook, legati alla sua amata scuola.

“...verso l'alba arrivano i miei sogni, poveri sogni, sempre quelli: io, alla fine dell'orario scolastico, mi metto alla porta, in fondo al corridoio, per salutare le classi che escono: buongiorno signor preside! buongiorno ragazze!”

“...insomma, questa ragazza stamattina è venuta a Taranto (da Lecce) a incontrare il suo professore di italiano e latino del corso D del Liceo Battaglini; solo che erano passati più di 40 anni; ma non è stato un incontro organizzato da Raffaella Carrà; è stato organizzato su questa piazza di comunicazione che gli esperti chiamano come la chiamano; naturalmente il professore si è molto commosso, e anche l'alunna si è molto commossa e insieme hanno convenuto che erano due "professioni" bellissime quella dell'insegnante e quella della studentessa e che era un luogo bellissimo quello in cui hanno vissuto quell'esperienza, il Liceo, la Scuola”.

 

I funerali si svolgeranno domani, 1 marzo 2021, alle 11 nella Chiesa del Ss. Crocifisso a Taranto.

 Un antico reperto archeologico ritrovato nel 1884 ma di origine antichissima sarà esposto per la prima volta nelle sale del Museo archeologico nazionale di Taranto (MarTa) adesso che è finito il restauro. Si tratta, spiega Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo, di “una statuetta in terracotta di pregevole fattura. Un rarissimo reperto - aggiunge - che raffigura una coppia nel compimento di un atto erotico. Un manufatto probabilmente risalente al I secolo a.C. che racconta anche di una storia più recente di Taranto e di una Italia appena unificata”. Questo reperto, ribattezzato degli “amanti”,  ritorna alla luce grazie al progetto di studio e ricerca, catalogazione, riordino e di digitalizzazione dei materiali dei depositi attuato dal Museo. In base ai documenti, la statuetta erotica si trova nel Museo dal 10 aprile del 1884.

 

Ritrovata nell’area di Santa Lucia, oggi in parte sede dell’Arsenale della Marina Militare, è legata alla storia della città ed in particolare alla ricostruzione topografica della Taranto ottocentesca. Il reperto è stato modellato a mano da un ignoto artista e, oltre all’ingobbio bianco, presenta delle tracce di colore sui capelli della donna, sui cuscini e nell’intelaiatura del letto che ospita la coppia di amanti. “Un reperto - spiega Degl’Innocenti - su cui sappiamo ancora ben poco. Potrebbe trattarsi di una scena propiziatoria, ma non è esclusa la valenza funeraria, visto il luogo del ritrovamento. Potrebbe infatti essere legato ad un contesto funerario della necropoli”. Nei giorni scorsi, intanto,  il Museo di Taranto - uno dei maggiori riferimenti internazionali per la storia e la civiltà della Magna Grecia - ha riaperto le porte al pubblico anche se con accessi contingentati in base aalle regole anti Covid. 

Taranto. Poetica e arte che uniscono popoli, luoghi e culture, una comunione tra Oriente e Occidente, questa è la musica dei Radiodervish, in scena sul palco del Teatro Fusco domenica 28 febbraio alle 19.30.

Più che un concerto, quello di domenica sera, sarà un reading musicale intitolato “Cuore meridiano”, quello che Nabil Salameh, voce del gruppo, definisce come «una sorta di navigazione sottocosta, lungo le rotte dei cantori che hanno raccontato meravigliosamente con i loro versi questo mare, il Mediterraneo».

Sarà un omaggio alla Città di Taranto e alla sua anima mediterranea, che rientra nelle iniziative musicali promosse dal Taranto jazz Festival, e avverrà attraverso le opere dei grandi artisti che hanno influenzato la coppia di musicisti: da Moustaki a De André, da Idir a Domenico Modugno, ma ancora Fairuz, Battiato e i Beatles, tutti reinterpretati con lo stile inconfondibile dei Radiodervish.

«Siamo particolarmente felici di portare sul palco del nostro teatro comunale un gruppo come i Radiodervish - commenta l’assessore alla cultura Fabiano Marti. Taranto è un ponte naturale tra le diverse anime del Mediterraneo e lo è per genetica geografica e per storia; da sempre una città propensa all’apertura verso altre culture e dalla Magna Grecia fino ad oggi questa terra e i suoi abitanti hanno dimostrato come sia possibile la convivenza tra popoli».

 

Domenica il palco del Teatro comunale Fusco ospiterà, dunque, la performance artistica di Nabil Salameh (voce, chitarra e percussioni) e Michele Lobaccaro (chitarra, basso e piano) ospiti del Taranto Jazz Festival,

Lo spettacolo rientra nel già corposo elenco di eventi che hanno caratterizzato e continueranno a caratterizzare l’offerta culturale della città, un poetico tassello in più quello di domenica prossima che è possibile grazie alla volontà dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Rinaldo Melucci di rilanciare Taranto sotto un nuovo profilo culturale, spaziando dalla letteratura, alla musica e al teatro.

Perfetta cornice di questo grande rilancio è sicuramente il Teatro comunale Fusco, che dalla riapertura nel dicembre del 2019, ha saputo rinsaldare il legame tra cittadini e teatro grazie a opere di grande rilievo artistico, con i grandi classici in prosa e le sperimentazioni più moderne. Comune e Teatro che, nonostante la pandemia e le relative chiusure, non hanno rinunciato al desiderio di diffondere la cultura, portando il pubblico “virtualmente” sul palco grazie alle dirette streaming, modalità di fruizione ormai indispensabile in questi mesi tanto complessi.

L’evento sarà fruibile gratuitamente in diretta streaming dalle pagine Facebook di Taranto Jazz Festival, Radiodervish, Teatro Comunale Fusco ed Ecosistema Taranto.

 

I Radiodervish

Il sodalizio artistico tra Nabil e Michele nasce nel 1997 dalla volontà dei due artisti di creare una musica che riflettesse quello che è il melting pot culturale del bacino del Mediterraneo, da sempre ponte tra Oriente e Occidente.

Nel 2001 il primo album: “Centro del mundo”, titolo esplicativo delle tematiche del gruppo, seguito nel 2004 da “In search of Simurgh”, vera e propria interpretazione musicale dei versi del mistico persiano Rumi, album che nel 2006 diventa una vera e propria suite teatrale, in cui le musiche dell’album si fanno accompagnamento per le letture della regista Teresa Ludovico.

 

 

 

“Un po’ di Pazienza”.

È il progetto artistico dell’attore pugliese Francesco Gravino della compagnia Foyer ’97 che, venerdì 26 febbraio 2021, incontrerà sulla piattaforma digitale Zoom la comunità territoriale, in occasione del suo lavoro di ricerca su Andrea Pazienza, uno dei più grandi fumettisti italiani, condotta nell’ambito del progetto di Residenza Artisti nei Territori “PASSI Bildungsroman”, a cura del Teatro delle Forche (Mibact / Regione Puglia), nel Teatro Comunale di Massafra.

Un evento online, con inizio alle ore 19.00, aperto a tutti, durante il quale Gravino, coadiuvato dal regista Enzo Toma, tutor di progetto, “restituirà” il suo lavoro, gli esiti della sua ricerca, incentrata sulla produzione di un testo teatrale e finalizzata ad una messa in scena sulla vita del genio del fumetto, raccontata attraverso il disincanto degli anni bolognesi. Un uomo alle prese con le sue debolezze, le sue fragilità e la sua irriverenza.

All’incontro parteciperà anche Enrico Fraccacreta, anch’egli di San Severo come Gravino e Toma, amico d’infanzia di Andrea Pazienza e autore del libro “Il giovane Pazienza” (Stampa Alternativa – Margini, 2001).

La partecipazione è gratuita ma per un numero limitato di persone. La prenotazione è obbligatoria, inviando una mail all’indirizzo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

“L’idea di raccontare Andrea Pazienza – spiega Gravino - è nata da un incontro con un poeta sanseverese, amico d'infanzia di Andrea. Col tempo, è diventata un'esigenza, una voglia di creare e instaurare un dialogo con quanti ancora non conoscono uno tra i più importanti fumettisti italiani.

‘Un po' di Pazienza’ è soprattutto una ricerca della sintesi, delle forme essenziali, dei segni grafici prodotti nei tanti lavori che Andrea ci ha lasciato.

Non ci siamo però soffermati sulle sue opere, né sul significato delle stesse. Ci siamo concentrati sui sentimenti che hanno spinto un genio del fumetto a vivere una vita così in disequilibrio e sulla ricostruzione delle situazioni in cui visse il grande fumettista, cercando di dare un'angolazione inedita a quella che fu una favola a colori.

Per questo stiamo lavorando su un particolare linguaggio, sul continuo e irrequieto movimento fisico, punti di vista inconsueti che si mescolano in un dialogo con il suo alter ego Zanardi.

Quella di Andrea è una vita intensa, di talento, legami importanti e sguardi sul presente della Bologna fine anni Settanta. Si trasferì lì per frequentare il DAMS, dopo gli studi a Pescara, lasciando San Severo, in provincia di Foggia.

A Bologna accadrà tutto ciò che lo farà poi diventare Andrea Pazienza, uno dei più grandi fumettisti italiani del secondo Novecento, fino alla prematura scomparsa nel 1988.”

 

Sinossi libro “Il giovane Pazienza” di Enrico Fraccacreta

Tutti coloro che apprezzano Pazienza conoscono la produzione bolognese e la sua vita in quegli anni. In questo libro, invece, si parla dei suoi anni "felici", scanzonati, scapigliati ma, dal punto di vista creativo, altrettanto fervidi. Diversamente fervidi. Il suo più grande amico, compagno di scuola e di disincanto, ce lo fa conoscere giorno dopo giorno fino alla sua partenza da San Severo, verso Pescara per il liceo artistico e poi verso Bologna.

Il sistema culturale tarantino, costituito da associazioni, promotori culturali ed imprese creative, si riunisce sotto l’egida della sigla “Taranto Viva, Viva Taranto” e si rivolge al nuovo Assessore Regionale alla Cultura Massimo Bray con l’intento di rivendicare la centralità di Taranto e della sua provincia all’interno del sempre più fiorente sistema culturale Puglia in previsione dei futuri  investimenti sul tema, dei protocolli stilati e al fine di “stimolare” il coinvolgimento delle associazioni , dei promotori culturali e delle imprese creative locali.

In allegato, la lettera firmata da “Gli artisti, i tecnici, gli operatori culturali e dello spettacolo, le imprese creative di Taranto e Provincia”, con la quale si rivendica l’importanza delle associazioni e degli operatori che da diversi anni ormai hanno deciso d’investire nella cultura e nella creatività puntando allo sviluppo alternativo del territorio.

Ecco il testo e i firmatari della lettera 

 

Egregio Dott. Massimo Bray, a scriverle queste righe sono gli artisti, i tecnici, gli operatori culturali e dello spettacolo di Taranto e provincia, quelli che da diversi anni sotto forma di associazione, partita iva, impresa hanno deciso di puntare sulla “Cultura” per creare reddito, occupazione e soprattutto cambiare la narrazione della nostra terra. Quelli che con coraggio hanno investito tutte le loro energie in una città che per troppi anni è stata deliberatamente tenuta fuori da qualsiasi rotta culturale, condannata alla sua unica vocazione, quella di fornire carne da cannone per gli altiforni del siderurgico.

E’ stato un processo lento ma inesorabile, nato dal basso e scollegato da qualsiasi coordinamento e intervento istituzionale, germogliato nella consapevolezza dell’enorme patrimonio storico e paesaggistico della città dei due mari e fiorito nei posti più difficili di una città difficile.

Ai teatri, i cinema e agli operatori culturali storici si sono affiancati “giovani imprenditori” e ovunque si sono accesi Caffè Letterari, laboratori artigianali, sale concerto, teatri, circoli fotografici, sono esplosi i festival, le rassegne, le mostre fotografiche. Si sono create le basi per sviluppare un importante indotto e consentire ai nostri ragazzi ( non solo artisti ma tecnici, grafici, social manager, fotografi, operatori audio-visivo, etc. ) di investire in se stessi sul territorio accantonando definitivamente l’idea di portare altrove il proprio talento.

Questa “Primavera Tarantina” che ha investito soprattutto le ultime generazioni e che ha fornito gran parte della materia prima che ha portato l’attuale amministrazione comunale a sfiorare il riconoscimento di “Capitale Italiana della Cultura 2022” ha come innesco una data ben precisa : 1 Maggio 2013.

Il movimento tellurico scatenato dalla prima edizione dall’”Uno Maggio Libero e Pensante”, un evento costruito dal basso che ha portato come per magia 50.000 spettatori provenienti da tutta l’Italia ad affollare un Parco archeologico all’epoca sconosciuto persino ai tarantini, ha generato l’onda che in questi anni è cresciuta diventando così potente da riuscire a coinvolgere partner istituzionali. Perché proprio surfando quell’onda Puglia Sounds ha avuto l’intuito di portare in riva ai due mari il Medimex, l’evento internazionale che ha definitivamente contribuito al cambio di narrazione del territorio, e Apulia Film Commission ad inaugurare finalmente il Cineporto di Taranto.

Caro Dott. Bray, come “assessore alla cultura” quello che le chiediamo è di continuare a puntare deciso sulla nostra città, di continuare a soffiare con noi su quel fuoco che arde. Certo, l’emergenza legata alla pandemia mondiale ha falcidiato il settore creando danni irreparabili al sistema, e le richieste di aiuto ad un settore in ginocchio sono incalcolabili

 

Ma noi non viviamo in una città come tutte le altre, noi viviamo in una città in cui tutti gli sforzi e i passi fatti in direzione di un futuro sostenibile vengono puntualmente vanificati e ad ogni incidente, sbuffo di vapore velenoso, giornata di wind-day, vittima del mostro, si torna alla casella di partenza.

Noi siamo a completa disposizione con la nostra passione, la nostra competenza, la nostra conoscenza del territorio e la invitiamo ufficialmente per un confronto, saremo ben felici di dimostrarle con quanto entusiasmo ed energia crediamo nella Cultura, “il modo migliore per costruire insieme un Paese in cui tutti ci possiamo riconoscere”.

Gli artisti, i tecnici, gli operatori culturali e dello spettacolo e le imprese creative di Taranto e provincia

Taranto, 22/02/21

 Associazione Culturale AFO6 ( Cinzella Festival, Spazioporto ) ;

Michele Riondino ( Artista ) ;

Diodato (Artista)

Studio Gaudio ( Impresa, studio di registrazione ) ;

Giorgio Consoli ( Artista ) ;

Ass. Il Gazebo esagonale ( La Factory handmade in Taranto ) ;

Mietta ( Artista ) ;

Renzo Rubino ( Artista ) ;

Alessandro Vitti ( Artista ) ;

Gabriella Martinelli ( Artista ) ;

Discordia ( Fiera del Disco ) ;

Ezia Mitolo ( Artista ) ;

Franzi Baroni ( Music selector, radio ) ;

Alberto Dati ( Producer ) ;

Terraross ( Muscisti ) ;

Puglia Rock ( Blog, magazine ) ;

Nunnari Grafiche ( Impresa, studio grafico ) ;

Davide Berardi ( Musicista ) ;

Cinology - Beyond Audiovisual Technology ( Impresa ) ;

Sinossi Film ( Impresa ) ;

Aracnea - Centro culturale ed artistico ( Ass. Culturale ) ;

Raimondo Musolino ( Divulgatore arte e fotografia ) ;

Awa ( Ass. Culturale ) ;

Think Ahead Studio ( Studio di registrazione ) ;

Cibo per la mente ( Caffè Letterario ) ;

Pro Loco Leporano ( Promotore Culturale ) ;

Francesco Grassi ( CEO “Love University Records” ) ;

L'Olifante ( Magazine ) ;

Massimo Cimaglia ( Artista, promotore culturale ) ;

Artesia di Ciro Merode ( “Sonora” organizzazione eventi ) ;

Giovanni Straziota Grafiche ( Graphic & Logo designer ) ;

Melga ( Musicista ) ;

Franco Cosa ( Artista ) ;

 

Cristiano Cosa ( Musicista ) ;

Elius Inferno & the Magic Octagram ( Musicisti ) ;

Francesco Lomagistro ( Musicista ) ;

Gabriele Benefico ( Artista ) ;

Alex Palmieri ( Dj, Producer ) ;

Casa Merini ( Caffè Letterario ) ;

Cinema Bellarmino ( Cinema ) ;

APS “Ammostro” ( Impresa creativa ) ;

Service Plus ( Service per eventi ) ;

Gold Stage ( Service per eventi ) ;

Fak-A ( Art container ) ;

Clamor ( Hub culturale ) ;

Ass. Culturale “Brigadoon - altre storie di cinema” ( Monsters, Taranto Horror Festival ) ;

Marc Urselli ( Sound engineer ) ;

Emanuele Barbati ( Musicista ) ;

Fabrizio Fichera ( Regista ) ;

Southern Sofa Film Factory ( Produzione audiovisivi ) ;

Teatrominimo ( Teatro ) ;

Valerio Cappelluti ( Videomaker ) ;

Francesca Gemmino ( Artista ) ;

Maurizio Greco ( Fotografo ) ;

Onehour ( Ass. Culturale ) ;

Sperimentàle ( Maker ) ;

Up to the Jefu ( Organizzazione eventi ) ;

Jlenia Mancino (Operatrice Culturale);

Tiziano Dragone (Bright Sound Studio)

Associazione “Volta la carta” (Aperitivo d’Autore)

Valentina Petrini (Giornalista, Conduttrice Televisiva)

 È morto a Bari Franco Cassano, sociologo di 78 anni, da tempo malato. Professore ordinario di sociologia all'università di Bari, è stato tra i precursori del 'Nuovo meridionalismo' e tra i protagonisti della 'Primavera pugliese', fondatore e presidente dell'associazione di cittadinanza attiva 'Città plurale'. Nel 2013 fu eletto alla Camera dei deputati con il Partito democratico. Tra le sue opere più note 'Il pensiero meridiano' da cui è tratto il passaggio che vi proponiamo 

““(…) Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro, e invece correre è guardarne solo la copertina. Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l’anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada. Bisogna imparare a star da sé e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.

Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli, è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo. È suscitare un pensiero involontario e non progettante, non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario, quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.

Andare lenti è fermarsi su un lungomare, su una spiaggia, su una scogliera inquinata, su una collina bruciata dall’estate, andare col vento di una barca e zigzagare per andar dritti. Andare lenti è conoscere le mille differenze della propria forma di vita, i nomi degli amici, i colori e le piogge, i giochi e le veglie, le confidenze e le maldicenze.

Andare lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi e i gabinetti, la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta, un vecchio carro con un giovane cavallo, una scarsità che non si vergogna, una fontana pubblica, una persiana con occhi nascosti all’ombra. Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore, con noia e nostalgia, con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti ad esplodere oppure puntati sul cielo perché stretti da mille interdetti.

Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni, con grandi racconti per piccoli viaggiatori, teatri plaudenti per attori mediocri, vuol dire una corriera stroncata da una salita, il desiderio attraverso gli sguardi, poche parole capaci di vivere nel deserto, la scomparsa della folla variopinta delle merci e il tornar grandi delle cose necessarie. Andare lenti è essere provincia senza disperare, al riparo dalla storia vanitosa, dentro alla meschinità e ai sogni, fuori della scena principale e più vicini a tutti i segreti.

Il pensiero lento offrirà ripari ai profughi del pensiero veloce, quando la macchina inizierà a tremare sempre di più e nessun sapere riuscirà a soffocare il tremito.

Il pensiero lento è la più antica

costruzione antisismica (…).”p

Pagina 1 di 31