LETTERA AL PRESIDENTE EMILIANO: la mancata concessione del finanziamento rappresenta uno "schiaffo che cancella tutte le  promesse fatte in un recente passato".

 

Dottor Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia,

l’intera penisola italiota deve la sua cultura e il suo sapere in ogni campo della scienza, dell’ingegno umano, della politica e delle arti alla Magna Grecia.

La nostra immensa fortuna, purtroppo non pienamente apprezzata, è stata l’avere come maestri gli antichi Greci.

Taranto, da 58 anni, (ndr.nella foto una immagine dell'ultima edizione svolta nel 2017) offre loro la possibilità di essere ricordati, presentandosi come sede naturale per il Convegno di Studi sulla Magna Grecia, un appuntamento planetario di massimo interesse che vede, ad ogni edizione, la partecipazione di studiosi di varie nazionalità.

Con non poche difficoltà, l’ “Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia” di Taranto offre ogni anno la possibilità di disquisire su temi importantissimi che riguardano il nostro passato.

Culturalmente parlando, si può ben classificare questo appuntamento tra i più nobili che la Puglia possa presentare al mondo intero.

Ci fa specie e ci indigna, quindi, apprendere che la richiesta di finanziamento di 21.000 euro, presentata alla Regione Puglia, non sia stata da questa recepita o, peggio ancora, bocciata.

Le vogliamo ricordare che, ancora Sindaco di Bari, lei si pronunciò a favore della città di Taranto come unica candidata pugliese possibile quale “Capitale italiana della Cultura 2019”. Già questo basterebbe per rivedere la posizione a livello di decisioni politiche regionali.

Riteniamo la mancata concessione del finanziamento richiesto un insopportabile schiaffo che cancella tutte le ventilate promesse (tra le quali una particolare attenzione verso la provincia tarantina) fatte in un recente passato.

La vetrina internazionale che Taranto merita passa anche per questo convegno che la Regione sembra voler snobbare.

Se si vuole davvero restituire dignità ad un territorio condannato alla sofferenza, bisogna non trattarlo più come un supermercato continuamente visitato da rapinatori.

Come Genitori tarantini chiediamo che la Regione Puglia, della quale anche Taranto fa parte, rivaluti la posizione già espressa che offende un’intera comunità.

Genitori tarantini



 

 

 

E' STATO INFATTI PRESENTATO IL QUADERNO MEDICO – Sherlock Holmes al letto del malato.  

 

E’ stato presentato dal dott.Vincenzo Morrone (Dirigente cardiologo Ospedale SS. Annunziata di Taranto) un interessante argomento, facente parte della cartella “Quaderno Medico”, dal titolo “Sherlock Holmes al letto del malato: Analogia tra metodo investigativo poliziesco e metodo clinico”. Il dott. Nicola Baldi (Già Primario cardiologo presso l’Ospedale SS. Annunziata di Taranto) ha introdotto l’argomento, analizzando il titolo che l’autore ha dato al suo studio.

Come si realizza il procedimento diagnostico e quali analogie esso ha con un’attività d’indagine che è formulata per giungere a un’ipotesi per l’accertamento di un delitto. Per questo i due metodi proposti dal relatore, nel titolo, hanno delle analogie interessanti.

Più volte capita di raccogliere una serie di esami, di metterli sul tavolo, e vedere, poi, quali analogie ci sono per effettuare una diagnosi. E’ questo un’inversione del processo diagnostico cui si va incontro con maggiore frequenza. E’, certamente, un problema molto grave cui occorre porre un rimedio, nel breve tempo. In tutte gli ambiti lavorativi c’è una tendenza a sostituire l’uomo con la macchina.

Dato l’enorme costo del lavoro, si mira a una migliore razionalizzazione delle risorse umane. Questo sta avvenendo anche nelle discipline scientifiche e in particolare nel campo medico con la presunzione che anche il medico possa essere sostituito dalla macchina. Nell’era moderna, infatti, c’è una corsa verso la tecnologia diagnostica che, certamente, è un valido aiuto alla professione medica, ma il cervello umano è un computer inimitabile e insostituibile. Nell’era della tecnologia, infatti, non sono pochi gli errori diagnostici se si sottopone il paziente a una serie d’indagini diagnostiche a tappeto senza favorire quelle fasi dell’indagine conoscitiva che si chiamano anamnesi ed esame obiettivo ed elaborazione dati. La diagnosi è, infatti, il risultato di un processo logico deduttivo mutuato dalle scienze investigative usate nelle conoscenze criminologiche. Sono comparabili le tecniche investigative del detective con quelle diagnostiche del clinico? Si

L’investigazione, di qualsiasi tipo, è un processo cognitivo atto a scegliere in base ad indizi, prove ed evidenziare la migliore strategia per ottenere la soluzione del caso. La classe medica e, in particolare, i giovani medici, in questo modo, possono riappropriarsi del piacere dell’indagine diagnostica per svolgere il lavoro con passione e migliorare la prestazione sanitaria. Il ragionamento logico della deduzione, induzione e abduzione non sono una scoperta recente ma è noto fin dai tempi di    Aristotele (384/322) e Seneca (470 a.C. / 399 a.C.) Il detective e il medico  hanno la stessa finalità: identificazione di un colpevole che può essere l’assassino per il detective e la malattia per il medico. Per fare questo, ambedue hanno bisogno di recuperare, archiviare e gestire una massa di dati e informazioni.

Diventa allora importante

1) saper interrogare e raccogliere dati passati e recenti,

2) saper cogliere i segni derivanti dall’osservazione di una persona (semeiotica medica) o della scena del crimine,

3) utilizzare nella giusta maniera esami strumentali e linee guida

A conferma di quest’analogia si trovano testimonianze nella letteratura, nel cinema e nella televisione. Nel campo della letteratura ricordiamo il romanzo poliziesco nato con Edgar Allan Poe e poi sviluppato da Arthur Conan Doyle (1859-1930), un medico che imparò da un altro clinico, Joseph Bell, la tecnica della investigazione in medicina. Quest’abilità fu trasformata, poi, in arte dell’investigazione poliziesca con l’invenzione del detective Sherlock Holmes, protagonista costante del suo filone letterario del giallo classico. Si tratta di un abile detective, investigatore raffinato e benestante, capace di dare una svolta ai casi criminali per la sua capacità à di attenzione ai dettagli sulla scena del crimine. Nel giallo classico lo scrittore lancia una sfida al lettore per l’individuazione del colpevole di un reato. Nello stesso tempo, la costante scoperta del colpevole, con il trionfo della giustizia, rappresenta il messaggio morale.

Sherlock Holmes diventa poi l’ispiratore per Nero Wolfe (1934) di Rex Stout (1886-1975) e per Hercule Poirot di Agatha Christie (1890-1976) scrittrice britannica autrice del famoso giallo “ Assassinio sull’Orient Express “. Negli anni trenta poi si assiste al superamento del giallo classico sia in USA e sia in Europa. In America lo scrittore Raymond Chandler inventa Philip Marlow, un detective non più aristocratico ma duro bevitore che opera in uno sfondo ambientale degradato e non più in un ambiente aristocratico come nel giallo classico. In Europa Georges Simenon (1903-1989) porta alla ribalta il Commissario Maigret che lavora sullo sfondo dei quartieri popolari di Parigi. L’elenco può continuare nel campo della letteratura con il Commissario Montalbano di Andrea Camilleri (1994) interpretato nella serie televisiva da Luca Zingaretti la cui caratteristica è intuita e razionalità alla base della sua abilità investigativa. Sempre nel campo televisivo ricordiamo il tenente Colombo (di Levinson e Link), tenente di polizia italo-americano, interpretato da Peter Falk. (sugli schermi televisivi dagli anni ’70 al 2004. In questo caso è ribaltata l’impostazione classica del giallo inglese; infatti, lo spettatore conosce l’assassino fin dalle prime battute mentre il meccanismo sta nel capire come il detective riuscirà a smascherarlo. La serie televisiva che più esprime l’analogia tra investigazione medica e poliziesca è quella che ha occupato gli schermi televisivi negli anni 2004-2012: Dr. House interpretato dall’attore Hugh Laurie. Tratta di un medico dotato di capacità deduttive notevoli; ogni episodio è un giallo medico scientifico ispirato ai gialli di Sherlock Holmes.

Le qualità insite in un detective o un medico sono, capacità di:

·        osservazione,

·        ricostruzione ambientale e psicologica,

·        ragionamento logico,

·        cogliere le incongruenze,

·        cultura, ostinazione, tenacia.

La medicina è anche arte che significa illuminazione razionale conseguenza di una competenza tecnica, attenzione, precisione. I giovani medici di oggi devono quindi riappropriarsi del ragionamento diagnostico proprio nell’era in cui questo è in crisi per via della notevole azione tecnologica. Sarà salutare  per il paziente, per il professionista e per l’economia. Senza contare l’influenza positiva sul rapporto umano medico paziente.

Al dibattito finale hanno preso parte il dott. Angelo Albano e Michele Lonoce.

 

Come ogni settimana, all’inizio della conferenza, nell’ambito del rapporto Scuola Liceo Musicale Archita e Associazione Presenza Lucana il Maestro Paolo Battista ha accompagnato due allievi, al primo anno di violino, nella presentazione di due brani Duetto per violino N°3 e 4 di Charles Dancla. E’ stata ricordata nella presentazione: La Giornata della memoria”.

«Io la notte non dormo e vorrei che stanotte non dormissi nemmeno tu». Per la rassegna “DeclinAzioneDonna”,sabato 27 gennaio, alle ore 21 al TaTÀ di Taranto, in via Deledda al quartiere Tamburi, va in scena “The Black’s Tales Tour” di e con Licia Lanera e con Qzerty, regia Licia Lanera, sound design Tommaso Qzerty Danisi, luci Martin Palma, scene Giorgio Calabrese, costumi Sara Cantarone, consulenza artistica Roberta Nicolai, produzione Fibre Parallele, coproduzione CO&MA Soc. Coop. Costing & Management. Durata 60 minuti. Biglietto 10 euro (promozione: i primi 100 biglietti a soli 7 euro). Info: 099.4725780 - 366.3473430.

Uno spettacolo in cui le icone delle fiabe piano piano si sgretolano, fino a diventare la realtà stessa, la più feroce, la più fallimentare. Una sorta di horror che vuole far paura per esorcizzare la paura stessa: quella di chi scrive, quella di chi vive. Partendo da cinque fiabe classiche - la Sirenetta, Scarpette rosse, Biancaneve, La regina delle nevi e Cenerentola - spogliate della loro parte edulcorata e consolatoria tipica del mondo dei bambini e presentate in tutta la verità della loro versione autentica, Licia Lanera firma una scrittura originale che racconta incubi notturni e storie di insonnia, per parlare di alcune donne, delle loro ossessioni, delle loro manie, delle loro paure. La presenza della musica originale, realizzata grazie alla collaborazione con il musicista pugliese Tommaso Qzerty Danisi, ipnotizza lo spettatore accompagnandolo, per tutta la durata della performance, in una dimensione a metà tra l’onirico e il reale.

Il progetto “The Black’s Tales Tour” è nato dalla necessità di sperimentare il rapporto che si instaura tra voce, musica e gesto e del processo evolutivo che naturalmente ne consegue. Infatti, lo spettacolo rappresenta un continuo work-in-progress attraverso cui si ha la possibilità di allontanarsi dall’idea originale, per poi farvi ritorno. Le fiabe sono l’archetipo, il pre-visto, il pre-detto. Sono la letteratura genuina dei più profondi sentimenti umani. Sono sempre vive e parlano dell’uomo di ieri, di oggi e di tutti i domani possibili.

 

parliamone| nel foyer, dopo lo spettacolo, incontro con l'attrice, autrice e regista Licia Lanera e con il musicista Tommaso Qzerty Danisi. Modera la giornalista Marina Luzzi. 

 

La rassegna “DeclinAzioneDonna”, nona stagione di “Periferie”, è parte di “Heroes”, progetto artistico triennale 2017/19 di Crest e l’associazione culturale “Tra il dire e il fare” (Ruvo di Puglia, Bari) in ATS.

 

BIOGRAFIA

 

Licia Lanera

Regista e attrice barese, si forma al Centro Universitario Teatrale e in seguito con Carlo Formigoni, ricci/forte, Massimo Verdastro, Marco Sgrosso, Eimuntas Nekrosius. Nel 2006 fonda a Bari (con Riccardo Spagnulo) la compagnia Fibre Parallele - scioltasi proprio in questi giorni -  firmando, come regista e attrice - le produzioni "Mangiami l'anima e poi sputala" (2007), "2.(DUE)" (2008, premio Fringe/L'Altrofestival - Lugano), "Furie de Sanghe - Emorragia cerebrale" (2009, vincitore bando Nuove Creatività - ETI), "Duramadre" (2011), "Lo splendore dei supplizi" (2013), "La beatitudine" (2015), “Orgia” (2016). Nel 2012 studia alla Biennale Teatro Venezia con Luca Ronconi, regista per il quale nel 2014 recita nella "Celestina" di De Rojas. Nel luglio dello stesso anno è invitata dal MiBACT al Festival di Avignone per un masterclass europeo sulla regia teatrale e ad ottobre dirige “Blue Bird Bukowski” per il Teatro Abeliano di Bari. Nel 2011 vince il premio Landieri come miglior attrice italiana giovane e nel 2014 i premi Eleonora Duse, Virginia Reiter e Ubu come migliore attrice italiana under 35. Nel 2017 firma la sua prima drammaturgia "The Black’s Tales Tour", che interpreta e dirige (prima nazionale il 22 giugno 2017 al Festival delle Colline Torinesi).

 

 

Tante novità' per l'edizione di quest'anno che si terrà come sempre nell’antica cornice dell’ex Convento San Francesco nel borgo di Irsina (Matera).

Pubblicato il bando della nuova edizione del Premio Letterario il Borgo Italiano che si propone di promuovere e divulgare la letteratura italiana che fa riferimento ai piccoli centri italiani definiti comunemente “borghi” e vuole proporsi come uno strumento per far conoscere i diversi autori e i singoli territori, creando un ponte tra le diverse realtà locali. Anche in questa edizione verrà proposta, come nella precedente, la formula di una giuria composta in parte da studenti di scuole medie e superiori italiane, coordinati dai professori, e da personalità del mondo dell’editoria, dell’arte, del giornalismo, della cultura e dell’imprenditoria. Tante le novità che caratterizzeranno l’edizione 2018 e che verranno rese note nei prossimi mesi. In questa nuova edizione il Premio durerà tre giorni (dal 19 al 21 luglio), con una serie di eventi e iniziative e di attività culturali e gastronomiche nella cornice dell’antico borgo di Irsina: giochi tradizionali locali, incontri con scrittori e personaggi del mondo culturale italiano, workshop fotografici ed eventi teatrali. L’edizione 2018 sarà caratterizzata da un ampliamento delle sezioni: Romanzo Inedito, Romanzo Edito, Racconto Breve Inedito, Poesia (con il premio speciale “Margherita Nugent” della Città di Irsina), Fotografia, Video.

La scorsa edizione ha visto la partecipazione di sessantatré autori e dei relativi borghi, con centinaia di presenze alla cerimonia di premiazione nell’antica cornice dell’ex Convento di San Francesco nel borgo di Irsina (Matera). “Non è di qua” di Maria Loreta Chieffo è il romanzo che si è aggiudicato il primo posto nella sezione “Romanzo Inedito” dell’edizione 2017 del Premio Letterario il Borgo Italiano. L’opera, ambientata nel borgo di Zungoli (Avellino), è stata recentemente pubblicata da Antonio Tombolini Editore in edizione cartacea e digitale nella collana “I Borghi”. Tra gli altri autori e borghi risultati vincitori nell’edizione 2018 anche Piana degli Albanesi (Palermo) per sezione Romanzo Edito grazie all’autrice Francesca Buzzotta con l’opera “La certezza dell’immortalità”, Roccalumera (Messina) per la sezione Fotografia grazie al fotografo Mario Pollino con lo scatto "Sopravvissute" e Fabbriche di Careggine (Lucca) per la sezione Romanzo Breve grazie all’autore Lucio Magherini con l’opera "Le acque dell’Edron". 

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 maggio 2018.

Tutte le informazioni utili per la partecipazione e l’iscrizione sono disponibili sul sito www.premioilborgoitaliano.it

 

Da domenica il via il cartellone della festa più folle dell’anno

 

È arrivato il momento più atteso da grandi e piccini, la festa più folle dell’anno: il Carnevale. Per accoglierlo e viverlo nel migliore dei modi possibili, il centro commerciale Mongolfiera ha organizzato una serie di iniziative per i bambini, ma anche per tutti coloro che amano quest’evento.

Lo start domenica 21 gennaio alle ore 10.30 con balli, musica e coriandoli. Alle ore 18 il carnevale degli indiani e dei cowboy.

Domenica 28 gennaio alle ore 10.30 balli, musica e coriandoli. Alle ore 18 il carnevale di guardie e ladri.

Domenica 4 febbraio alle ore 10.30 balli, musica e coriandoli. Alle ore 18 il carnevale degli animali.

Domenica 11 febbraio alle ore 10.30 balli, musica e coriandoli. Alle ore 18 il carnevale delle maschere tradizionali.

Il 13 febbraio il gran galà del martedì grasso. A partire dalle 18 Carnaval party con supereroi e principesse e la sfilata in maschera.

 

“Come ogni anno il centro commerciale si apre a questa festa colorata e soprattutto ai bambini – spiega il direttore di Mongolfiera, Stefano D’Errico -, i veri protagonisti. Per loro abbiamo stilato un grande cartellone e siamo felicissimi di accoglierli e fare festa con loro”.

Le poetiche illustrazioni di Peynet sono la fonte del delicato spettacolo di Tib Teatro

 

 

 

I bambini aspettano sempre. Per “favole&TAmburi”, la rassegna di teatro ragazzi del Crest, domenica 21 gennaio, alle ore 18 al TaTÀ di Taranto, in via Deledda ai Tamburi, in scena “C’era 2 volte 1 cuore”, regia Daniela Nicosia, con Susanna Cro e Labros Mangheras, voce narrante Maria Sole Barito, scene Marcello Chiarenza, disegno luci e suono Paolo Pellicciari, costumi Giorgio Tollot, produzione Tib Teatro (Belluno). Durata 60 minuti. Biglietto 6 euro. Dalle ore 17, lo staff dello Junior TaTÀ sarà ad attendere il giovane pubblico, coinvolgendolo, gratuitamente, in “Aspettando… gioco”, una qualificata animazione ludica. Info: 099.4725780 - 366.3473430.

Una finestra nel cielo azzurro. Due bimbi aspettano di nascere, aspettano con fiducia e immaginano il mondo che sarà. Lo creano sotto gli occhi degli spettatori: la fioritura improvvisa di un albero di pesco; la luna, grande come una barca, dalla quale lasciarsi trasportare; una valigia da cui gemmano rose e farfalle. Elementi naturali fortemente evocativi, forme riconoscibili dai bambini, che sviluppano il loro immaginario e - insieme all’armonico elemento pittorico dato dal graduale ingresso del colore, alle musiche dolcissime di Jacques Brel e Charles Trenet - incantano i piccoli, mentre emozionano i grandi. Piccole magie, nell’attesa della meraviglia, della bellezza che verrà. Sì, verrà.

I disegni poetici di “Les amoureux” (Gli innamorati) dell’illustratore francese Raymond Peynetsono state la fonte per questo delicato spettacolo, all’insegna della tenerezza e della fiducia nell’amore. Daniela Nicosia, regista e drammaturgache opera nel teatro di prosa e in quello dedicato alle nuove generazioni, e Marcello Chiarenza, artista visivo di rilievo internazionale, hanno unito le loro competenze e poetiche per dar vita ad una originale drammaturgia visiva. Singole e rare parole, davvero necessarie. Parole come gocce, stille di senso, segno tra i segni nella composizione di una grammatica della fantasia, scaturita dal muto dialogare degli oggetti, creati con elementi naturali come acqua, foglie, carta, legno, piume, portatori di una semantica propria, con cui l'attore si rapporta attraverso il gesto, e la giustapposizione degli elementi compositivi.

 

La decima stagione di “favole&TAmburi” è parte di “Heroes”, progetto artistico triennale 2017/19 di Crest e associazione culturale “Tra il dire e il fare” (Ruvo di Puglia, BA) in ATS.

 

BIOGRAFIA

 

Tib Teatro

È una struttura di produzione teatrale che dal 1994 risiede e opera presso il teatro comunale di Belluno, spazio nel quale elabora e realizza progetti artistici di teatro dedicato alle nuove generazioni, di drammaturgia contemporanea, di educazione e formazione teatrale, di integrazione tra le arti sceniche e la configurazione storica ed architettonica dei luoghi. La poetica che percorre i differenti spettacoli spazia dal teatro in musica, al teatro civile, al teatro nelle architetture cittadine. La direzione artistica è affidata a Daniela Nicosia, regista e drammaturga, premio ANCT 2004 da parte dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.
 

 

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Alla luce dei commenti generati dall’iniziativa relativa all’individuazione di un nome per la “mascotte” che caratterizza attività didattiche specifiche dedicate ai diversamente abili fruibili all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, è ferma volontà della sottoscritta, in qualità di direttrice della struttura, chiarire quello che può essere considerato esclusivamente come un malinteso. Premesso che è necessario garantire ad ogni cittadino la possibilità di accesso e fruizione del nostro patrimonio culturale, nonché favorirne la conoscenza, in primis urge evidenziare come questo Museo non abbia mai assunto atteggiamenti discriminatori nei confronti dei diversamente abili, né - tantomeno - la campagna lanciata sulla pagina Facebook del MArTA era assolutamente da intendersi in tal senso. L’abbattimento delle barriere architettoniche - e soprattutto mentali - ha sempre contraddistinto la progettazione di tutte le esperienze proposte dal MArTA, ideate in misura coerente anche con gli specifici bisogni delle persone con disabilità, così come con le attitudini e specificità di ognuno di noi. Ciò in quanto inclusione, a nostro avviso, è proprio questo: progettare e realizzare laboratori e percorsi accessibili, opportunamente studiati. L’integrazione delle persone con disabilità nella vita quotidiana rientra nel più ampio principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione, è oggetto della Convenzione dei diritti delle persone con disabilità dell’ONU, che prevede all’art. 30 una specifica attenzione per il settore della vita culturale e per l’accesso delle persone con disabilità al patrimonio culturale, è tutelata dalla legge 104/92 ("Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate"), ma prima ancora di essere mera applicazione delle normative vigenti è, per me e per tutti i Lavoratori ed i Collaboratori della struttura dalla scrivente diretta, l’esplicazione di una semplice e naturale volontà morale, personale. L’elencazione in questa sede di alcuni riferimenti normativi è stata inserita solo al doveroso fine di rispondere a chi ci ha accusato di aver addirittura violato la Legge chiedendo ai nostri utenti di individuare un nome evocativo della storia di Taranto (alla luce della forte identità che caratterizza il nostro Museo), cercando di coinvolgere – forse con ingenuità – quante più persone possibili nelle quotidiane attività del MArTA, di far partecipare tutti a tutto, per un simbolo, la talpa per l’appunto, di archeologia e scoperta (a livello internazionale, infatti, questo animaletto è affiancato agli archeologi militanti), e simbolo dalla forte connotazione filosofica con origine nell’”Amleto” di Shakespeare e recuperato da Hegel. Prevedere delle attività rivolte ai diversamente abili non è un reato, né giuridico né morale. In quasi tutte le istituzioni culturali italiane, pubbliche e private, sono organizzati dei laboratori appositi per diversamente abili, nel segno dell’inclusione, non dell’esclusione. Ed anche il MArTA da tempo attua progetti dedicati a persone con disabilità, di cui la mascotte vuole essere solo un qualcosa in più e non privare qualcuno di qualcosa, né tantomeno di diritti. E’ un profondo dispiacere notare che questa attività sia stata fraintesa e tradotta in termini che assolutamente non le appartengono e si coglie l’occasione per evidenziare – ancora una volta – che il MArTA è il museo di tutti. Non è nostra intenzione “creare distanze”, non è nostra intenzione “distinguere”, non è nostra intenzione “alimentare differenze”, non è nostra intenzione ledere la dignità umana, nel cui pieno rispetto si svolge il nostro lavoro tutti i giorni. Speriamo di riuscire quanto prima ad attuare percorsi di integrazione differenti, ancora più inclusivi, e senza barriere spaziali o sensoriali come da alcuni suggerito, ma purtroppo dobbiamo prendere atto anche dei limiti organizzativi ed economici che abbiamo – e che forse tanti non conoscono - e concentrare comunque le nostre forze su quello che possiamo fare, vale a dire una serie di attività che già proponiamo e che hanno incontrato l’approvazione e l’entusiasmo di tutti i partecipanti: laboratori multisensoriali, percorsi guidati altamente professionali, esperienze di vario tipo (anche tattili ed olfattive).I nostri visitatori con differenti abilità sono stati coinvolti sin dall’inizio nella progettazione e fruizione di un laboratorio didattico multisensoriale che, con percorsi, tecniche, argomenti e linguaggi adatti li potesse immergere fisicamente nel mondo del museo, purtroppo finora a loro precluso e per la cui preclusione nessuno si è mai scandalizzato. La realizzazione di laboratori ad uso specifico non è stata pensata né vissuta come un ghetto, al contrario, ha costituito un potenziamento basato sul confronto, sulla crescita etica e sociale collettiva, sulla riflessione e sulla condivisione. La scelta non è di separazione, ma di inclusione: rendere tutti, a prescindere dalle proprie condizioni fisiche, sensoriali, culturali, ecc. partecipi del Museo e della storia ivi narrata. Non a caso il percorso e la stessa figura della mascotte sono stati oggetto di esperienze didattiche e di visite specifiche da parte di associazioni e centri dedicati istituzionalmente all’inclusione dei nostri visitatori con abilità non minori, ma semplicemente differenti dalle nostre. Lo spirito richiesto nel post, ovvero di avere possibilmente un riferimento al mondo della disabilità, non è assolutamente quello di indicare un deficit, ma al contrario, quello di volere considerare un di più: includere tutti e di suggerire a tutti un modo diverso di vedere il mondo, valorizzando la specificità e l’essere unico e irripetibile di tutti gli esseri umani.

La Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto Ph.D. Eva Degl’Innocenti

ASSESSORE TILGHER;  al di là di ogni aspettativa. L'Amministrazione si affaccia al nuovo anno con tanta speranza e desiderio di andare avanti, 


Viste le scarse risorse e la mancata pianificazione, avevamo, con non poco rammarico, accantonato l’idea di regalare alla città un Capodanno in piazza. Lo sconforto è durato qualche giorno perché poi è bastato dare una spinta alla macchina organizzativa e l’idea si è trasformata in un progetto che ha preso forma e vita.
Il tutto in 3 settimane scarse. Consentitemi, dunque, anche solo per il pochissimo tempo a disposizione, di darne un giudizio eccellente.
La piazza Maria Immacolata, gremita, è stata impeccabile: un po’ timida all’inizio, ma poi piano piano si è lasciata andare a canti e balli che hanno rilanciato un’immagine gioiosa e magnetica anche agli occhi di chi ha guardato l’evento in diretta tv su Studio 100 e su Antenna Sud-Canale 85 o dalle dirette Facebook. Quelle spontanee dei cittadini e quella professionale del sito di informazione “La Ringhiera” che ha seguito l’evento con noi dietro le quinte e tra la gente.
La piazza della notte di San Silvestro ci ha consegnato l’immagine di una città aperta al futuro, al rispetto del bene comune, di sé e degli altri; una città che ha festeggiato, come giusto che fosse, in un tripudio di sano divertimento.
Il risveglio del primo giorno del 2018 ci regala soddisfazione e gioia, ma ci dice che bisogna lavorare ancora tantissimo perché le immagini di devastazione che circolano, ci danno uno schiaffo in pieno volto che non merita chi lavora per il bene della città. Ma soprattutto non lo meritano quei cittadini, tanti, che davanti a tanta violenza e disprezzo della proprio terra rimangono sgomenti. Evidente la dicotomia fra le due anime di Taranto: quella vandala, irrispettosa, indegna di un consesso civile che stanotte ha violato la città con disprezzo ed egoismo e quella rappresentata da chi festeggiava in piazza Maria Immacolata.
Prescindendo da ulteriori commenti, l’Amministrazione comunale ringrazia sentitamente quanti, in piazza e da casa, hanno voluto passare la mezzanotte scandendo il count down insieme agli artisti saliti sul palco.
Lasciatemi lo spazio per i numerosi ringraziamenti.
Grazie sentito e di cuore alle forze dell’ordine che hanno passato la notte a garantire la sicurezza dell’evento: Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia municipale, Polizia di Stato, alla Questura di Taranto, alla Prefettura di Taranto, al Comando Vigili del fuoco che hanno collaborato con il Comune assicurando non solo la sicurezza, ma anche il clima di serenità e ed il senso di protezione che si sono avvertiti in piazza.
Grazie ai dipendenti della Direzione Sviluppo Economico che hanno lavorato senza sosta per riuscire a realizzare l’evento, come detto, in pochi giorni, ed agli artisti, generosissimi, che hanno risposto con immediatezza ed entusiasmo alla chiamata del Comune di Taranto: Mietta, James Senese ed i Napoli Centrale, MAMA Marjas e don Ciccio, i Terraross, Salvatore Russo ed il suo Gipsy Trio, i Tryfolk, Franco Cosa, Cristiano Cosa, i Dali e Blanca Armentero.
Grazie agli operatori dell’Amiu che si sono adoperati prima dell’evento ed immediatamente dopo, per l’immediata pulizia dei luoghi della città, devastati in alcuni casi, e per il ripristino della normalità.
Grazie a chi con un contributo economico o di servizio, ha sponsorizzato l’evento, supportando lo sforzo del Comune: Confindustria e Studio 100, che hanno donato service audio e luci all’evento.
Grazie a tutti gli operatori, i tecnici, i fonici, gli addetti alla sicurezza ed i responsabili della Service Plus, che hanno garantito un servizio eccellente ed una serata impeccabile.
Voglio abbracciare, dulcis in fundo, i travolgenti conduttori, Mauro Pulpito e Fabiano Marti: sono stati strepitosi e hanno dimostrato, sebbene vivano ormai da tempo fuori, un amore verso la città raro e smisurato.
Il Comune di Taranto si affaccia al nuovo anno con tanta speranza e desiderio di andare avanti, con l’augurio che il 2018 veda vincere la Taranto di Piazza Immacolata e splendere la nostra città.
Valentina Tilgher
Assessore al marketing territoriale, turismo e allo sviluppo economico

Un fine settimana all’insegna della Dieta degli Antichi Romani.

 

La riscoperta di meraviglie archeologiche e borghi antichi, emblema delle radici storiche del territorio Tarantino attraverso i sapori e la vita quotidiana dell’uomo dal periodo greco a quello medievale. Questo è ciò che la cooperativa Polisviluppo con suo progetto “Il Gusto dell’Archeologia”, sta regalando ai tanti visitatori durante i fine settimana organizzati nell’ambito del programma regionale InPuglia365 Autunno.Un fitto programma di iniziative che andrà avanti fino al 31 Dicembre e che nelle prossime giornate del 2 e 3 Dicembre condurrà a vivere lo splendido promontorio archeologico di Saturo, a Leporano.

Un parcocaratterizzato, come è noto, da evidenze archeologiche di svariate epoche, tra cui i resti di un santuario greco dedicato ad Athena, del VII-IV sec. a.C., e quelli di una sontuosa villa romana di età imperiale, del I-III sec. d.C. In questo splendido scenario si terranno visite tematiche che riguarderanno la dieta degli antichi romani, ripercorrendo gli spazi testimonianza tangibile della presenza di nobili ed aristocratici, tra resti di terme pubbliche e sala banchetti di una imponente domus costiera. Si illustreranno antiche pietanze, come, ad esempio, il garum, la tipica salsa romana per condire gli alimenti e si degusterà vino aromatico, preparato secondo le ricette di Apicio, famoso enogastronomo dell’antica Roma, vissuto ai tempi di Tiberio, che, come narra Seneca, si tolse la vita proprio per paura di dover morire di fame, dopo essersi accorto che gli rimanevano solo dieci milioni di sesterzî. Sempre il vino, con le sue divinità del passato, sarà protagonista dello spazio per le famiglie con bambini, “Pane e Vino”, laboratori in cui si riprodurranno con l’argilla gli antichi oscilla, dischi in terracotta che nell’antica Grecia venivano appesi agli alberi per propiziare un buon raccolto ed una buona vendemmia in occasione delle feste di Dioniso, Dio del vino e della forza produttiva della terra.

Prossimo appuntamento del 9 e 10 Dicembre, Dal Cratere al Capasone”, con visite e laboratori nel Centro Storico e nella splendida Bottega Casa Vestita di Grottaglie.

Programma della giornata:

SABATO 2 DICEMBRE:
Ore 10:00 Apertura straordinarie e visite guidate tematiche “La Dieta degli Antichi Romani”
DOMENICA 3 DICEMBRE:
• Ore 10:00 Apertura straordinarie e visite guidate tematiche “La Dieta degli Antichi Romani” con degustazione di vino aromatico romano
• ore 11:00 “Pane e Vino”- Laboratori di Archeologia Sperimentale per famiglie con bambini :
riproduzione in argilla di “oscilla”, antichi oggetti votivi per il dio del vino Dioniso

Tutte le attività sono gratuite: per informazioni e prenotazioni 392.1769175. Facebook: Polisviluppo Servizi per l'Archeologia e i Beni Culturali.



 

 

Alessandro Leogrande, giovane intellettuale e scrittore tarantino, si è spento a Roma all'età di soli 40 anni, una morte improvvisa di fronte alla quale il padre, Stefano Leogrande, ha scritto questo bellissimo messaggio che di seguito pubblichiamo

 

"Carissimi tutti, associati, amici e sostenitori dell'O.S.A., tutti noi, della  famiglia Leogrande, vogliamo annunciarvi il prematuro ed improvviso  ritorno alla Casa del Padre del nostro carissimo Alessandro. Dio ce l'ha, provvisoriamente ed immeritatamente, donato ed ora se l'è ripreso per  conservarcelo, per il giorno, al nostro reincontro ,  nel Regno dei Cieli. Alessandro è stato un uomo di grande fede nel Cristo e nell' uomo. Tutto questo l'ha portato, già da giovanissimo, nello scoutismo e successivamente nei campi di volontariato della Caritas Diocesana di Taranto in Albania e, come giornalista e scrittore, si è impegnato in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei più diversi contesti : nell'ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso. A Voi tutti, chiediamo una preghiera, perché la nostra Luminosa ed Alba Maria c'illuminino e ci diano la forza di superare il dolore e lo sgomento umano e che possa sempre l'O.S.A. essere apportatice di Luce ovunque. Consentitemi, per favore, le lungaggini, che può fare un padre, che  non  riesce a lenire il proprio dolore. Alessandro, per me, era bellissimo. Alessandro era la Gioia, Che entrando in casa , ci coinvolgeva e travolgeva,roboante e trascinante;ma era anche il lavoro fatto bene, analitico e profondo; tutto alla ricerca della verità; ed era anche la denuncia; fatta con lo stile dell'annuncio, che, nonostante tutto, un mondo migliore, è ancora possibile. Ho sempre percepito, orgogliosamte, che la Sua essenza fosse molto, ma molto migliore della mia. Oggi questo padre si sente orfano. Sento pesantemente scendere le ombre nella mia vita. Spero tanto nella Luminosa."

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