Una sequenza di foto, scattate sempre dallo stesso punto, una al giorno, per documentare la nascita del murales dedicato a Giorgio Di Ponzio, il bambino morto per cancro, che Jorit ha realizzato sulla parete di un palazzo del rione Tramontone a Taranto nell’ambito della seconda edizione del festival “T.R.U.St. – Taranto Regeneration Urban and Street” che ha portato 16 artisti a Taranto trasformando la città in una galleria a cielo aperto. A realizzarla è stata Cinzia Daeder. Le foto sono dalla finestra del poliambulatorio in cui Cinzia lavora.

“Immaginate un ragazzino di 15 - ha scritto Jorit sulla sua bacheca di facebook- Immaginate che si ammali di tumore

Immaginate che muoia 

Immaginate che un tribunale accerti che sia morto, non per casualità o sfortuna, ma perchè avvelenato da una grande industria, colpevole due volte perché consapevole di farlo. 

Ora immaginate che quel bambino sia vostro figlio… 

Come vi sentireste?

Così è come si sentono dal 25 gennaio 2019, Carla e Angelo i genitori di Giorgio”

La scrittrice, traduttrice e filosofa è l’ospite del prossimo appuntamento del format di Volta la carta. A Masseria Leucaspide presenterà il suo romanzo “Cara pace” con cui è arrivata in finale al Premio Strega. L’ingresso è con prenotazione obbligatoria

 

 

Giovedì 23 settembre sarà ospite di Aperitivo d’Autore Lisa Ginzburg, autrice di “Cara pace” (Ponte alle Grazie), con cui è arrivata nella dozzina finale all’ultima edizione del Premio Strega. Si tratta del primo vero romanzo di una protagonista della cultura italiana, che ha voluto scavare tra i calcinacci della famiglia, raccontando con abilità estrosa la fatica femminile di crescere proteggendo e proteggendosi. L’appuntamento è alle ore 19 a Masseria Leucaspide, tra Statte e Massafra, un luogo accogliente risalente al 1500 che in passato è stato tappa di passaggio per diversi personaggi storici. Come consuetudine del format dell’associazione Volta la carta, l'evento sarà aperto dalla buona enogastronomia del nostro territorio, per l’occasione rappresentata dalla cucina del Symposium Cafè e dai vini di Cantina Lama di Rose. È partner dell'evento anche la libreria AmicoLibro. Dialogherà con la scrittrice l’ideatore di Aperitivo d’Autore, il giornalista Vincenzo Parabita.

Per prendere parte alla serata è obbligatorio prenotare chiamando al numero 380.4385348 oppure scrivendo all'indirizzo email  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . I posti sono limitati e si accede solo con Green Pass.

 

• L'AUTRICE •

Scrittrice, traduttrice e filosofa, Lisa Ginzburg vive e lavora a Parigi. È figlia di Carlo Ginzburg e nipote di Natalia. Ha studiato alla Normale di Pisa e si è specializzata in mistica francese del Seicento. È stata direttrice di cultura della Unione Latina. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “Desiderava la bufera” (Feltrinelli, 2002), “Colpi d’ala” (Feltrinelli, 2006), “Per amore” (Marsilio, 2016), “Buongiorno mezzanotte, torno a casa” (Italosvevo Edizioni, 2018) e “Pura invenzione. Dodici variazioni su Frankenstein di Mary Shelley” (Marsilio, 2018). “Cara pace” (Ponte alle Grazie, 2020) è il suo primo romanzo.

 

• IL LIBRO •

Maddalena, la maggiore, è timida, sobria, riservata. Nina, di poco minore, è bella e capricciosa, magnetica, difficile, prigioniera del proprio egocentrismo. Le due sorelle, legate dal filo di un’intima indistinzione, hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un’assenza difficile da accettare. Ancora adesso, molti anni dopo, cercano di colmarla con corse, lunghe camminate, cascate di parole e messaggi WhatsApp che, da Parigi a New York, le riportano sempre a Roma, in una casa con terrazzo affacciata su Villa Pamphili, dove la loro strana vita, simbiotica e selvatica, ha preso forma. È proprio a Roma che Maddi, da sempre chiusa nel suo carapace, decide di tornare, fuggendo dai ruoli che la sorella, prima, e la famiglia poi, le hanno imposto. Finalmente sola con sé stessa e con i suoi ricordi, lascia cadere le difese e, rivivendo i luoghi del passato, inverte le parti e si apre alle sorprese che riserva la vita. Padri e madri, amicizie e passioni, alberi e fiumi fanno da cornice a una storia d’amore e di abbandono che, come ogni storia viva, offre solo domande senza risposta. E misura con il metro felice della letteratura la distanza che intercorre tra la ferita originaria e la pace sempre e solo sfiorata della maturità.

"Cara pace" è stato selezionato nella dozzina della 75a edizione del Premio Strega (proposto dalla scrittrice Nadia Terranova) ed è in finale al Premio Letterario Chianti.

 

• LA LOCATION •

Storia e leggenda si fondono a Leucaspide in scenari di struggente bellezza. Nata nel Cinquecento come masseria, fu acquistata nel secolo successivo dalle monache di Santa Chiara di Taranto che la detennero per circa duecento anni. In quel periodo l'uliveto della masseria divenne uno dei più imponenti del territorio, tanto da rendere necessaria la costruzione di un trappeto per la trasformazione delle olive all'interno della struttura stessa. Negli anni post-unitari, in seguito all'abolizione delle istituzioni religiose, alcune proprietà ecclesiastiche passarono allo Stato e ciò accadde anche per la tenuta di Leucaspide. Così nel 1869 l'italo-inglese sir James Lacaita, senatore del Regno, la acquistò adibendola a suo ritiro estivo. Al suo interno ospitò importanti personaggi dell’epoca: l'imperatrice Vittoria con le sue figlie, Gioacchino Murat, Giuseppe Bonaparte, il direttore del Museo di Taranto Luigi Viola, il banchiere Carlo Cacace e i feudatari più facoltosi della provincia ionica. Tra i molti ospiti di rilievo va ricordata la presenza della scrittrice di viaggio Janet Ross che subì il fascino di questo posto. Continuando la tradizione ottocentesca, la Masseria Leucaspide si propone, oggi come allora, come suggestiva location in cui celebrare eventi importanti. La struttura, immersa nel verde, si trova a pochi chilometri da Taranto, in agro di Statte.

 

• I VINI •

La famiglia Tagliente si è dedicata da sempre con grande passione alla coltivazione dei vigneti. Questa dedizione, unita allo spirito di sacrificio, è stata trasmessa da Domenico e Margherita ai loro figli. Forti delle proprie convinzioni e con il fine di fare al meglio viticoltura ed esaltare la bontà delle produzioni vinicole che il territorio è capace di dare, hanno pensato di valorizzare i vitigni autoctoni. Stiamo parlando di uve quali il Primitivo, la Verdeca, Il Fiano Minutolo, oltre ad alcuni vitigni alloctoni che, uniti ai nostri, danno vini di grande struttura e serbevolezza. Con l'obiettivo di mantenere un’unica entità tecnica e produttiva capace di affrontare le sfide del mercato, i fratelli Tagliente hanno dato vita alla società agricola e cantina denominata Lama di Rose. Nel 2003 aprono la cantina per la trasformazione dell’uva, che vanta una superficie di circa 28 ettari, di cui diciotto a vigneto, cinque a oliveto, quattro a seminativo e uno di macchia mediterranea. In questi ultimi anni Lama di Rose si va arricchendo di nuove componenti che stanno dando all’azienda idee innovative, la linfa vitale di un’impresa giovane e moderna. Attualmente i vini prodotti sono i seguenti: Pizzichicchio (primitivo IGP Salento), Fucaraz (primitivo IGP Salento), Tufaja (pinot bianco IGP Salento), Cabernet (rosso IGP Salento), Broj (Verdeca), Zippero (rosato). Tutti i vigneti sono ubicati nei Comuni di Crispiano e Massafra. La cantina e il punto vendita si trovano a Crispiano, in via Paganini.

Ha preso il via a Taranto Medimex 2021, International Festival & Music Conference promosso da Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato dal Teatro Pubblico Pugliese. Sino a domenica 19 settembre ci sarà un fitto programma, in presenza e in streaming, di showcase, incontri d’autore, mostre, attività professionali, scuole di musica, film e presentazioni. Sono numerosi gli  ospiti tra i quali Laurie Anderson, Ligabue, Negramaro, Joe Talbot (Idles), Malika Ayane, Alan Mc Gee, Brian Message, Mahmood, Coma_Cose, Willie Peyote, Gaia, Gemello, Aiello, Motta, Speranza. Non saranno in questo caso concerti, stante i limiti imposti dal Covid e il fatto che gli artisti internazionali per quest’anno non stanno ancora viaggiando, ma incontri e dibattiti sulla musica, tra live e in collegamento da remoto.

 

Oggi si parte alle 17, al Caffè letterario nella città vecchia, con la presentazione di “Patti Smith – La forza della parola” di Patrizia De Rossi, modera Dado Minervini. Patti Smith è stata protagonista il 9 giugno 2019 dell’ultimo concerto dal vivo del Medimex prima dell’arrivo della pandemia. Tra gli eventi più importanti del Medimex, che per il terzo anno é a Taranto dopo essere stato a Bari in passato, c’è quello di domani alle 19 al MarTa, il Museo archeologico  nazionale. Si inaugura infatti la mostra Kevin Cummins: Joy Division and Beyond. Si tratta di oltre 50 fotografie ai sali d’argento che ripercorrono la straordinaria avventura dei Joy Division e la storia musicale e culturale della città di Manchester con scatti che ritraggono New Order, Smiths, Stone Roses, Happy Mondays fino ad arrivare agli Oasis. Ci sono  anche immagini di paesaggio urbano per raccontare quella che è la storia della rinascita, partita dal basso, di una interna comunità. Kevin Cummins è stato il capo-fotografo di New Musical Express per oltre un decennio, i cui scatti profondamente iconici fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo, come la famosa immagine di Ian Curtis con l’impermeabile e la sigaretta in bocca, oppure alla silhouette di Morrissey sotto l’Iron Bridge di Manchester. 

Taranto diventa una galleria a cielo aperto con i colori e il talento di 16 street artist che sono protagonisti della seconda edizione del festival “T.R.U.St. – Taranto Regeneration Urban and Street”. Coinvolti nella iniziativa anche la Regione Puglia e le associazioni Rublanum e Mangrovie, curatrici dell’evento. Lo scorso anno c’è stato il debutto con i murales delle “case bianche” nel quartiere Paolo VI, alla periferia nord della città. “La  comunità di Taranto si sta emancipando - ha dichiarato il sindaco Rinaldo Melucci – e stiamo dando un’immagine diversa del territorio che attira investitori e interessi diffusi. È lo scopo del piano di transizione 'Ecosistema Taranto'. Sapevamo che avrebbe richiesto tempo, ma ora è un processo che sta arrivando ovunque, anche nelle periferie, dove stiamo contestualmente investendo risorse per la rigenerazione urbana”. 

 

 Belin, lo spagnolo fautore del post-neocubismo che segue nelle sue opere murali le orme di Picasso, Elisa Capdevila e le sue delicate trame pittoriche, le eroine femminili di Lidia Cao o la quotidiana intimità ritratta da Helen Bur, arrivando fino a Jorit, lo street-artist napoletano divenuto famoso per le cicatrici che 'vestono' i suoi volti: sono solo alcuni dei nomi degli streetartist che partecipano alla seconda edizione di T.R.U.St.. Ci sono poi altri esponenti europei della street-art, da 3ttman (Francia) a Kraser, Marta Lapeña e Slim Safont (Spagna), nonchè gli italiani Tony Gallo, Attorrep, Carlitops, Mr. Blob, Nico Skolp, Psiko e SteReal. L’evento si svolge in diversi quartieri e zone: Salinella, Tramontone, Paolo VI, Borgo, sottopasso di via Ancona e città vecchia. Contestualmente, saranno avviate anche attività laboratoriali che coinvolgeranno ragazzi e residenti. 

“Tanto acciaio arrugginito che dà l'idea di una città spettrale va tolto. Quindi lottate, fatelo per voi, perché io da lontano non lo posso fare, vi prego, in modo tale che la signora che è venuta a chiedere un reparto in ospedale di neonatologia, non chieda un reparto solo per i tumori dei bambini". Lo ha detto ieri sera, nel corso di uno spettacolo a Taranto sulla rotonda del Lungomare, Enrico Brignano riferendosi all’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia. “Mi raccomando, non mollate mai - ha detto Brignano al pubblico riferendosi alla situazione ambientale di Taranto e all’inquinamento -, non lasciate spazio alle speculazioni di chi vive da un'altra parte e fa di questa città uno strumento per i propri guadagni. Non vi fate abbindolare”. “Basterebbe poco - ha proseguito Brignano -. Poi, non è solo questa città, anche Bagnoli è un esempio chiaro e manifesto di abbandono di siderurgia. Io rimango basito. Noi andiamo via, possiamo dimenticarci di questo vostro problema ma voi ci vivete qui, quindi mi raccomando: fatelo per tutti, anche per noi che non viviamo a Taranto, fatevelo per voi. Combattete e siate forti". “Io da italiano - ha detto ancora Brignano - dico a coloro i quali hanno il potere di cambiare le cose che il diritto al lavoro è importante e il diritto alla salute lo è ancor di più: senza salute il lavoro non si può fare". "Non voglio giudicare - ha rilevato Brignano riferendosi a Taranto -, è la vostra città, capisco coloro i quali devono lavorare, capisco che sono state fatte scelte nel boom economico, quando c'era ancora la Cassa per il Mezzogiorno”. “I mie occhi sono diversi dai vostri - ha aggiunto l’artista - perché io vedo il rosso e mi preoccupo, sento frasi e mi preoccupo e dico: perché succede questo, come mai in tanti anni non s'è trovata la giusta alchimia e quindi non so, io al posto vostro, avrei difficoltà a decidere cosa è meglio, il lavoro o lo salute"."Mi piacerebbe, un giorno, venire qui a Taranto e vedere una bellissima città giardino. Magari tante strutture obsolete e vecchie verranno eliminate” ha detto ancora Brignano. 

    L’associazione Genitori Tarantini, che raccoglie famiglie vittime dell’inquinamento siderurgico e che ieri ha inviato al premier Mario Draghi e ad alcuni ministri, diverse foto relative alle emissioni della fabbrica siderurgica, ha ringraziato oggi Brignano per le parole dette sul palco. È stato “attentissimo a usare parole giuste, chiare e difficili da fraintendere" ha rilevato l’associazione. Per Genitori Tarantini, “ci vuole coraggio, anche gli artisti dello spettacolo sono lavoratori". "In questa terra di conquista - si rileva da parte dell’associazione - anche i lavoratori della terra e del mare sono lavoratori e molti di loro hanno perso l'unica fonte di sostentamento per le loro famiglie. Il lavoro - conclude - è una scusa per continuare la produzione di acciaio che inquina ambiente e cittadini”, conclude l’associazione. 

C’è la storia di una famiglia della Città vecchia di Taranto immersa in un tempo segnato da uno dei momenti più bui della storia, nelle pagine di “Fringuella” il romanzo scritto da giornalista Michele Tursi e edito da Altrimedia Edizioni che sarà presentato questa sera alle 19 sulla terrazza del Nautilus. 

 

Dialogherà con l’autore l’avvocato Mirella Casiello. Ma non solo perché la serata sarà scandita da testimonianze e interventi che di intrecceranno seguendo la traccia data dal libro. La presentazione fa parte della rassegna “Un libro in giardino”, promossa da LibrAvvocati con la collaborazione delle Librerie Mandese di Taranto.

 

Tursi è alla sua terza esperienza letteraria, la prima che lo vede da solo. La storia si dipana in un momento storico tra i più dolenti, ed in questo contesto sviluppa le vicende di una famiglia, la cui vita è stravolta dagli eventi.  Perché “Fringuella” ? Perché è così che veniva chiamata la mamma dell’autore, musa ispiratrice del libro.  L’ingresso è libero l’accesso è consentito nel rispetto della normativa anti Covid. 

 

Il libro abbraccia un arco di tempo compreso tra il 1934 e il 1943 e tratteggia una galleria di personaggi popolari. “Fringuella” è il nomignolo della mamma dell’autore. Proprio i suoi racconti hanno ispirato le storie presenti nel romanzo. Ingresso libero. Si accede nel rispetto delle norme anti-covid.

È un ritorno in scena che coincide con il ritorno all’amata terra di origine dopo un lungo periodo trascorso altrove, e particolarmente in Argentina,  quello di Rosalba Gravina.  Sabato 11 settembre, Mudanzas, scritto e interpretato dalla poliedrica artista tarantina, arriva con la sua prima replica in Puglia alla masseria Frascarosa, a Martina Franca.  Quello che Rosalba Gravina porta in scena è uno spettacolo sorprendente, come un filo che si riannoda e si scioglie, seguendo i cambiamenti, le trasformazioni, i traslochi del corpo ma soprattutto quelli dell’anima che rivelano la vulnerabilità di ogni essere errante, le sue inquietudini nel flusso ininterrotto dell’esistenza che cerca spazi, reali e immaginati.

Mudanzaz (mutamenti) è il racconto in poesía, teatro e musica di una donna e della sua ricerca per capire qual é il suo posto nel mondo e perché dovrebbe averlo. 

Un monologo dedicato alla vulnerabilità di ogni essere errante in una sintesi di emozioni, fra musica e testi liberamente ispirati ad autori latino americani e italiani.

Protagonisti sono i temi dell’emigrazione e della ricerca dell’identificazione, passando attraverso gli argomenti piú quotidiani del trasloco, del cambio di abitudini e dell’incomprensione amorosa. Integrando i vari linguaggi del teatro, del gesto-movimento, della maschera, della voce accompagnata da strumenti di percussione, il monologo acquisisce una dinamica drammaturgica che alleggerisce il testo poetico, permettendo al pubblico di passare con facilità dalla tenerezza commossa all’ilarità complice.

Lo spettacolo ha debuttato in Italia nel novembre 2017 con due repiche nella librería Gilgamesh di Taranto e dal gennaio 2018 ad oggi è stato rappresentato sulle scene di vari teatri e spazi in Argentina (El Bolsón, Esquel, Bariloche, Córdoba, Bahía Blanca, Mar del Plata,…), in biblioteche e in diversi istituti di scuole secondarie, riscuotendo successo di pubblico e critica. Nel novembre del 2018 è stato selezionato  da una giuria di registi e attori argentini per partecipare alla 29ª Festa del Teatro Argentino a Viedma.  Lo spettacolo è stato incluso nel catalogo annuale 2018 del teatro della regione di Río Negro.

Lo spettacolo si avvale di un tecnico delle luci davvero speciale, Lukas Ledo, figlio di Rosalba Gravina. 

Appuntamento alle 21 di sabato, alla Masseria Frascarosa, Strada San Cataldo Zona F/21, Martina Franca (Taranto).

Per maggiori informazioni consulta pagine facebook https://www.facebook.com/mudanzas.teatro/  https://www.facebook.com/ristoranteFRASCAROSA/

Fingersi fantasmi per terrorizzare i nuovi affittuari della casa da cui sono stati sfrattati, in modo da restare come inquilini invisibili, nascosti strategicamente nel sottotetto. E' la creativa soluzione abitativa di un padre vedovo, Valerio (Michele Riondino), che non si è ripreso dal lutto, e del figlio di sette anni, Carlo (Orlando Forte), convinto di essere nel mezzo di un gioco da vincere ("l'ispirazione viene da La vita è bella" dice il regista) al centro di I nostri fantasmi, la dramedy di Alessandro Capitani che debutta alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nelle Giornate degli Autori /Notti Veneziane, per arrivare poi in sala dal 30 settembre con Fenix Entertainment e Europictures. (ANSA)

Tutto pronto per il MediTa Festival in programma a Taranto sulla Rotonda del Lungomare. Protagonisti dal 3 al 5 settembre alle 21.00 Mahmood, Achille Lauro ed Edoardo Bennato accompagnati dall’Orchestra della Magna Grecia che per questa edizione aumenta il numero dei maestri concertisti che dai quaranta dello scorso anno diventano 50 professionisti schierati sul palco fronte mare.

Una seconda edizione che ha registrato già da qualche giorno il tutto esaurito per il concerto di Achille Lauro e che anche per gli altri due appuntamenti sta segnando una corsa all’acquisto dei biglietti.

Il MediTa è frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Rinaldo Melucci, e l’Orchestra della Magna Grecia, e per il secondo anno volge lo sguardo alle tonalità del Mediterraneo prediligendo, con curiosità, il lavoro delle nuove generazioni. Per questo la scelta di ripetere la fortuna esibizione con Achille Lauro, dal trasformismo artistico e tra i più interessanti artisti sulla scena nazionale, e Mahmood consacrato nel Bel Paese dal Festival della canzone italiana. Con loro un mostro sacro delle sonorità che derivano dalle tradizioni del bacino del Mediterraneo, il musicista dei Sud del mondo, Edoardo Bennato che nelle sue proposte strizza l’occhio a uno stile rossiniano che ben si sposa con un’orchestra sinfonica importante come quella della Magna Grecia.

Cinquanta maestri concertisti accompagneranno i tre artisti in altrettante serate che si annunciano uniche e suggestive.

 

Il programma

Si comincia con Mahmood giovedì 3 settembre alle 21. Sul palco affacciato sul golfo di Taranto, il popolare artista presenterà il suo ultimo album, con la direzione del Maestro Roberto Molinelli, che per l’occasione ne ha curato gli arrangiamenti.

Sabato 4 settembre Achille Lauro porterà in scena il suo spettacolo, con i brani più recenti, per l’occasione orchestrati dal Maestro Gregorio Calculli che lo ha accompagnato nell’ultima esibizione al Festival di Sanremo e con l’intervento del maestro Marco Battongelli che ha orchestrato il brano “Pessima”.

Il MediTa si conclude con l’esibizione di Edoardo Bennato domenica 5 settembre.

Anche in questa seconda edizione del MediTa torna il “Premio dei Due Mari BCC San Marzano – Cultura del Mediterraneo” che la Banca, presieduta da Emanuele di Palma, assegnerà ad Edoardo uno dei cantautori più acclamati in Italia.

Il MediTa Festival è organizzato dall’Orchestra ICO della Magna Grecia e dal Comune di Taranto, grazie alla partnership con la Regione Puglia, con Puglia Sound e con il Ministero dei Beni culturali e con il supporto di BCC San Marzano di San Giuseppe, Varvaglione1921 e Alfaparf Milano, Five Motors, Programma Sviluppo, Kyma Mobilità.

Tutte le info, Orchestra della Magna Grecia – Taranto, via Giovinazzi 28 (392.9199935), via Tirrenia 4 (099.7304422). www.orchestramagnagrecia.it

 

 

#tarantotantoaltro

Si chiama Tarantotantoaltro il progetto che vede un ponte concreto tra il MediTa Festival e la Città dei Due Mari. «Vogliamo che l’aria del Festival si respiri in tutta la città – commenta Piero Romano che del Festival è anche Direttore Artistico- ed è per questo che abbiamo sottoscritto delle convenzioni con Federmoda e con alcuni stabilimenti balneari della Città».

Sconti del 10% dal 2 al 5 settembre nelle boutique di Taranto che hanno aderito all’offerta, pacchetti turistici e accesso alle  spiagge  del circuito MediTa gratuitamente.

In collaborazione con l’agenzia di viaggi Golden Spider sono stati studiati dei pacchetti turistici che oltre alla partecipazione agli eventi in calendario, prevedono la possibilità del pernotto in B&B o in albergo e una degustazione di vini tipici pugliesi. Una o due notti nella Città di Taranto con una serie di ulteriori accomodation per vivere la città affacciata sul Golfo che si affaccia sul Mediterraneo.

Tutti i possessori del biglietto di ingresso ai concerti del MediTa potranno anche accedere gratuitamente agli stabilimenti balneari Lamarée Lido, Spiaggetta e Yachting Club. «Insomma – conclude il maestro Romano – una maniera per promuovere la città nella sua completezza. Stanno arrivando molte persone da fuori regione per seguire i concerti e questa operazione ci è sembrata una riuscita formula di marketing attraverso la bellezza assoluta del nostro mare».

Tutte le informazioni per aderire a uno dei pacchetti turistici contattando l’agenzia di viaggi Golden Spider al numero 0997305655.

 

Ci sono la pioggia, la notte, il fuoco, le lacrime, e un operaio che si perde nella grande fabbrica dell’acciaio nelle pagine di Cosimo Argentina che da giovedì 2 settembre torna in libreria con “Dall’Inferno”, due romanzi brevi, uno dello scrittore tarantino, l’altro firmato da Orso Tosco.

 

Ci sono questi due personaggi - scrive Cosimo Argentina- il primo si chiama Lobo, il secondo non ha nome… c’è della poesia… se guardi bene c’è della poesia, a volte i versi sono mesti, altre volte visionari, altre ancora li devi zappare sulla crosta arida…”

Il libro è edito da minimum fax, che lo presenta così 

È notte. Diluvia. Un uomo cerca un operaio che lo possa affiancare nel suo primo turno di lavoro in acciaieria. È appena accaduto un incidente mortale e i dipendenti sono in rivolta. L’uomo comincia a girovagare all’interno di una delle fabbriche siderurgiche più grandi d’Europa smarrendosi come in un sottosuolo tra esplosioni, altiforni, cokerie, laminatoi a caldo e a freddo. A molti chilometri di distanza, un altro uomo è sfrattato dalla sua casa, a seguito del crollo di un ponte. L’aria sa ancora di calcestruzzo. L’uomo ha paura e la sua memoria è come questa città fantasma che attraversa, un quartiere deserto e senza ricovero, senza neppure la scommessa di un porto, in attesa che la vita riprenda e torni l’alba.

In questi due racconti lunghi, Cosimo Argentina e Orso Tosco tentano di dare forma e ubicazione a quell’inferno contemporaneo di cui il ventre dell’Ilva e le macerie del ponte Morandi rappresentano altri due confini. Uno a Taranto e l’altro a Genova: due città sul mare, ognuna a un capo diverso della penisola. Il loro è un reportage visionario e insieme drammaticamente realista. Ci ricorda, come ha scritto Italo Calvino, che ci sono soltanto due modi per non soffrire dell’inferno dei viventi, quello che abitiamo tutti i giorni: accettarlo e «diventarne parte fino al punto di non vederlo più» oppure «cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

I due autori ne parleranno in diretta facebook, domani 1 settembre sulla pagina di minimum fax, alle ore 19.

Pagina 1 di 36