Nuovo grido d'allarme dal mondo della musica, settore attorno a cui lavorano oltre 600mila persone,  per la chiusura di teatri e l'impossibilità di fare spettacoli. A farsene protagonista è il violinista e compositore Alessandro Quarta che si è rivolto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini. Intervistato dalla sua casa di Lecce dal quotidiano online IlMohicano (www.ilmohicano.it), Quarta sostiene che, per affrontare l'attuale momento, occorre fare una "vera rivoluzione" e "non possiamo lottare da casa, non possiamo farlo in silenzio: le rivoluzioni non si fanno stando seduti sul divano”.     Una rivoluzione ovviamente pacifica "che dovrebbe però muovere le coscienze della gente. Non sopporto coloro che stanno zitti aspettando che gli altri scendano in campo. Mi infastidisce anche il fatto che molte persone che hanno uno stipendio fisso mensile non stiano lottando con noi. 

 

 ‘Armiamoci e partite’ - osserva - è troppo facile”.     Ecco quindi che, secondo Alessandro Quarta, i prossimi mesi possono e devono essere fondamentali per una ripartenza: “se vogliamo trovare un aspetto positivo in tutta questa vicenda - spiega - è che possiamo approfittare dei mesi estivi per organizzarci in vista della stagione invernale, quando riapriranno i teatri. Bisogna sfruttare questo periodo per preparare per l’inverno i 4.500 teatri che ci sono in Italia. Se in un teatro da 1.000 posti se ne mettono a disposizione solo 400 ecco allora che lo streaming, in questo caso, può essere sì fondamentale: gli altri possibili 600 spettatori potrebbero acquistare un biglietto per assistere allo spettacolo da casa".      “Dietro ad ogni artista -spiega - si muovono decine e decine di persone, lavoratori anonimi che hanno famiglia e che devono poter contare su uno stipendio e che ora sono fermi e non hanno neppure gli ammortizzatori sociali. Il presidente del Consiglio deve rendersi conto che il mondo dello spettacolo è una vera e propria industria che deve poter ripartire quanto prima”.     Secondo Quarta “la cultura, come il turismo, è una macroeconomica e come tale va tutelata anche per il bene di questo Paese”. Il Governo sembra aver recepito il messaggio anche se, sottolinea Quarta “credo alle parole ma finché non vedo i fatti ho sempre paura”. 

A Taranto le donne fanno rete per stigmatizzare l’odiosa serie di attacchi di cui è stata oggetto la giornalista Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Pechino, vittima del cosiddetto body shaming, le offese legate all’aspetto fisico. E lo fa attraverso la pagina facebook di DONNASUD, creatura nata grazie alla caparbietà di Tiziana Magri, come collettore di idee, progetti e percorsi in cui le sensibilità, l’arte e le competenze declinate al femminile trovano spazio, accoglienza e valorizzazione.

Il post sulla giornalista e sulla sua spiazzante risposta è diventato virale con oltre 11mila interazioni e migliaia di commenti e prese di posizione che hanno dato vita ad un acceso e vivace dibattito specchio di una vitalità e di una energia per certi versi insospettate.

Tutto ciò rincuora e incoraggia perché rappresenta la giusta reazione a un fenomeno, quello dell’odio sul web che colpisce le donne per il loro aspetto, che è specchio di una società in cui resistono sacche di sessismo, discriminazione e pregiudizio intollerabili. 

di Ingrid Iaci

Ci risiamo, è successo di nuovo.

La discussione ha qualcosa di stucchevole, parlarne ancora provoca un senso di disgusto. Lascia quel sapore insopportabile dello scherno sul web ai danni delle donne, il body shaming, l’odiosa derisione legata all’aspetto fisico.

Siamo nel 2020,  alle prese con una pandemia che minaccia le vite di tutti, ma incredibilmente siamo costretti a registrare ancora vessazioni verbali sessiste.

La donna oggetto di questi strali è una giornalista, una professionista, si chiama Giovanna Botteri ed è la corrispondente della Rai a Pechino.

Una donna che in ogni collegamento, tutti i giorni, si distingue per la discrezione e per l’eleganza del suo modo di fare informazione. Di fronte agli insulti di cui è stata oggetto, la giornalista ha deciso questa volta di fare rumore non per sè, ma in nome di tutte le donne che, per il solo fatto di essere donne e di apparire, dovrebbero, non si sa secondo chi, rispondere a certi canoni, non solo estetici. Chi decide quali debbano essere questi criteri non si sa. O forse sì? 

Perché a dirla tutta, se ti presenti in tv con i capelli bianchi come la Botteri o se sei una oversize come l’onorevole Bellanova non va bene. Ma non va bene nemmeno se sei carina come Lilli Grüber perché stai cercando di resistere all’avanzare dell’età aggrappandoti agli aiutini della chirurgia estetica,  o sei hai il cervellone di Rula Jebreal ritenuta scomoda da una certa parte del Paese persino per un contesto “leggero” come quello di Sanremo. 

Allora come si esce da questo tunnel? Vogliamo nominare un comitato di esperti, tutti rigorosamente maschi, a cui affidare il supremo giudizio? No vabbè, meglio di no, finirebbero con il telefonare ad una donna per avere il placet definitivo.

Tra il serio e il faceto, accogliamo la sfida lanciata da Giovanna Botteri: “sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.”

Una riflessione seria su un attitudine generale che ha ancora un che di tristemente ridicolo.

Ecco la lettera della Botteri 

“Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste , quelle televisive soprattutto, hanno.  O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…

Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo.

Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere.

Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi.

Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio.

E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono.

Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista.

A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo , minimo, come questo.

Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere.

Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano.

Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.”

La nuova canzone della band tarantina è in vendita sulle piattaforme digitali. I proventi saranno devoluti a un progetto della nota organizzazione che mira a dare una migliore qualità della vita a bambini in difficoltà

 

 

Si intitola "Fuori è primavera” il nuovo singolo dei Liberementi, uscito il 25 aprile su tutte le piattaforme digitali. Visto il complicato momento storico, attraverso la vendita della canzone, la band tarantina sosterrà Save the Children. Il loro vuole essere un messaggio di speranza per tutti coloro che stanno vivendo questo periodo tra grandi difficoltà. A produrla è Emb Project Studio, sotto l'etichetta discografica Cosmig di Mimmo Mignogna. La copertina del singolo è stata realizzata dall’illustratore Piero Angelini.

 

“La canzone - spiega il cantante Marco Agrusta - è nata in questi giorni di quarantena da alcune note suonate dal chitarrista Gabriele e inviate sul nostro gruppo WhatsApp. Quella melodia ha scatenato in noi la fantasia. Per quanto il tema dell’attualità fosse difficile da trattare, sono riuscito a dar voce ai pensieri che da settimane compromettono lo stato d’animo di tutti quanti. Ed ecco quindi ‘Fuori è primavera’, che è un messaggio di speranza: l’emergenza finirà presto e torneremo ad abbracciarci senza aver paura del prossimo. Nel brano c'è tutta la voglia di rinascita e di crescita dopo questa dura prova”.

 

I Liberementi destineranno il ricavato della vendita del pezzo al progetto “Non da soli” di Save the Children per aiutare i bambini e le famiglie più vulnerabili che vivono in situazioni difficili e ora stanno affrontando l’emergenza Coronavirus. “Il nostro - afferma Agrusta - è un gesto di solidarietà fatto col cuore, nella speranza che in tanti possano abbracciare questa campagna. In questo momento tante famiglie sono in difficoltà economica e i più piccoli rischiano di pagarne le conseguenze”.

 

È possibile acquistare il brano sui digital store al prezzo di 1,29 euro:

APPLE MUSIC - https://music.apple.com/…/fuori-%C3%A8-primavera…/1509823739

GOOGLE PLAY - https://play.google.com/…/al…/Liberementi_Fuori_è_primavera…

TIDAL - https://store.tidal.com/it/album/13866111

DEEZER - https://www.deezer.com/en/album/143936542

AMAZON MUSIC - https://www.amazon.it/dp/B087MW7X12/ref=sr_1_1…

 

Ovviamente, vista la tematica, questo singolo non era nei programmi della band. Dopo la partecipazione al concorso del Festival di Sanremo, i ragazzi erano al lavoro sul primo disco e non si aspettavano di far uscire un pezzo in poco più di una settimana e, tra l’altro, con la difficoltà di aver fatto tutto a distanza, senza vedersi. “Ora siamo curiosi di capire quanti consensi prenderà - dicono - La speranza è di riuscire a raccogliere quanti più soldi possibile per questa giusta causa: d’altra parte la musica è sempre il giusto mezzo per arrivare al cuore delle persone”. Nel frattempo, i Liberementi si concentrano sulla realizzazione dell’album che conterrà anche il singolo portato a Sanremo "Laurearmi in felicità".

 

Nuova iniziativa della associazione tarantina che ogni giovedì pubblica sui social un video con una lettura dell’attrice Daniela Baldassarra. Si parla di violenza e di educazione sentimentale

 

 

Un vero e proprio percorso di sette settimane che si può definire un viaggio interiore alla scoperta dei sentimenti più profondi attraverso la magia della narrazione. È quello messo a punto dall’associazione Alzàia che una volta alla settimana sta diffondendo un video in cui l’attrice Daniela Baldassarra interpreta in un reading alcuni suoi scritti sugli argomenti da sempre cari alla onlus tarantina. Il progetto si intitola “In viaggio verso noi” ed è un modo per continuare a tenere alta l’attenzione sul tema della violenza di genere in un periodo in cui le manifestazioni pubbliche sono sospese e, tra l’altro, per tante donne la convivenza forzata è diventata una prigione.

 

Il giovedì Alzàia pubblica un video sulle proprie pagine social. Le prime tre settimane si parlerà di alcune sfaccettature specifiche della violenza: i segreti di famiglia, la tratta delle donne e la violenza assistita. I successivi quattro appuntamenti, invece, saranno una sorta di cammino di educazione sentimentale, tra la paura di amare e l’elaborazione di un abuso, passando per l’accettazione dell’abbandono e le insicurezze.

 

Non resta che mettersi comodi e godersi il viaggio tra i sentimenti. L’appuntamento è ogni giovedì, alle 15, dal 16 aprile al 28 maggio. Per chi si perdesse la prima visione c’è la possibilità di recuperare i video in ogni momento, dato che rimarranno on line sui canali social.

 

Questo il calendario completo del percorso video che è possibile seguire sulla pagina Facebook facebook.com/alzaiaonlus e su quella Instagram instagram.com/alzaiaonlustaranto/channel:

cati. Le violenze familiari non elaborate incidono profondamente sulla vita psichica, amorosa e sociale di ogni individuo.

23 aprile - TRATTA DELLE DONNE

 

La dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro la donna (Nazioni Unite 1993) include tra le forme di violenza di genere la tratta, ovvero il traffico delle donne, e la prostituzione forzata.

 

30 aprile - VIOLENZA ASSISTITA

La violenza assistita avviene quando un/una bambino/a assiste a una forma di maltrattamento su figure di riferimento, in primis la madre. Le conseguenze psicologiche sono pressocché identiche a quelle che si verificano a seguito di una violenza diretta.

7 maggio - PAURA DI AMARE

Spesso l'aver subito degli abusi "blocca" il nostro coraggio di amare. Ci si sente vulnerabili rispetto a un nuovo sentimento, si ha paura di soffrire nuovamente.

14 maggio - VIOLENZA SUBITA IN ETÀ INFANTILE

Le bambine abusate che donne diventeranno? Come sarà la loro vita sentimentale? Si può davvero dimenticare un abuso subito in età infantile?

21 maggio - CREDERE DI NON MERITARE L’AMORE

Pensare di non meritare l’amore. A volte le insicurezze e la bassa autostima, a seguito di traumi, ci portano a credere di non essere più all’altezza di essere amate.

28 maggio - ACCETTARE L’ABBANDONO

Capacità di accettare l’abbandono ed elaborare il dolore in maniera consapevole.

 

“La violenza sulle donne è un problema che riguarda tutti e tutte. - afferma la presidente dell’associazione Alzàia onlus, Valentina L’Ingesso - È una delle più vergognose violazioni dei diritti umani. Dopo la campagna social ‘Sentinelle contro la violenza’ di qualche settimana fa che ci chiama a segnalare in anonimato le urla che spesso facciamo finta di non sentire, ora, grazie al contributo della Regione Puglia e alla costante vicinanza dell'attrice pugliese Daniela Baldassarra, abbiamo deciso di accompagnare gli utenti in un percorso  interiore. Un viaggio - spiega la L’Ingesso - alla scoperta dei nostri sentimenti più intimi, per conoscere meglio le nostre emozioni ed entrare in contatto con loro. In questo modo sarà stimolata la capacità di riflessione su ciò che siamo e su ciò che proviamo. Le parole ascoltate potranno rivelarsi strumenti per trasformare le situazioni che dobbiamo affrontare, aiutandoci a conoscerci meglio, ma anche a rispettarci, amarci e accettarci così come siamo”.

 

 

 L’amore sconfigge tutto, anche il Coronavirus. Almeno per Ciro e Roberta che oggi al Comune di Foggia si sono uniti in matrimonio con tanto di "bacio alla mascherina". Alla cerimonia erano presenti solo i genitori di lei, mentre i genitori dello sposo, originario della Campania, hanno seguito l’evento attraverso il cellulare. Mascherine bianche e trapuntate per la giovane coppia che oggi ha mosso il primo passo verso una vita insieme.  Nemmeno il coronavirus, le limitazioni imposte dalla pandemia e il maltempo hanno potuto spegnere la loro felicità.  “Nonostante questa emergenza – ha detto Roberta – abbiamo voluto coronare il nostro sogno d’amore. Questo è stato possibile grazie all’aiuto di tutti i nostri parenti e delle persone che ci vogliono bene. Per ora ci siamo sposati cosi. A settembre – ha continuato la neo sposa – sperando che l’emergenza finisca ci sposeremo in chiesa”. Ma se anche così non fosse, i giovani sposi hanno detto che non si lasceranno abbattere: “Andrà – dicono - comunque celebrata la gioia di stare insieme e di condividere con tutti  quello che resta comunque uno dei momenti più importanti della nostra vita, anche con la mascherina”. 

www.foggiatoday.it

 

Giovedì 16 aprile il secondo appuntamento della rassegna 3.0 “Pagina Dispari-Live” organizzato della libreria Mondadori di Taranto via De Cesare. In diretta live alle ore 19.00 dalla pagina facebook della libreria, Serena Mellone - giornalista e conduttrice radiofonica - dialogherà con l’impreditore e networker Luigi Baccaro, autore del libro del libro “Network marketing. Il business vincente nell'era digitale”.

 

Network marketing. Il business vincente nell'era digitale: “"Il futuro non è ciò che immaginiamo ma ciò che noi stessi rendiamo possibile". Sogno una vita equilibrata. Un lavoro che mi stimoli e regali soddisfazioni, una giusta retribuzione in cambio, la creazione di un progetto mio. Sogno il tempo libero che ciascuno merita, da trascorrere con i propri cari. I sogni, si sa, non sempre si avverano. Il libro che hai in mano nasce per raccontare come questo sogno sia potenzialmente realizzabile, qui e ora, da chiunque lo desideri e sia pronto a lavorare sodo. Il settore del Network Marketing, in continua espansione, offre opportunità lavorative inedite per chi è alla ricerca di un cambiamento nella propria vita, lontano dalle rigidità del mercato tradizionale. Dalle sue origini storiche alla dimensione online e sui social media, una trattazione lineare e intuitiva analizza questo settore poco conosciuto e dalle potenzialità eccezionali. Tutti dovrebbero raggiungere la libertà economica: realizzazione professionale e guadagni continuativi interessanti, accanto a tempo libero di qualità. Questo è un manuale pratico per il successo, corredato dalle parole di alcuni dei più importanti networker italiani. Mettendo a disposizione la propria esperienza, tratteggiano il loro percorso e le difficoltà superate, l'importanza della costruzione di network solidi e in crescita, svelano come si diventa leader. E allora fondamentale guardare al futuro: il Network Marketing conquista i social e cresce online, partecipa attivamente alla rivoluzione dell'era digitale.”.

 

Biografia @luigibaccaro

 

Per accedere alla presentazione basterà mettere MI PIACE alla pagina facebook Mondadori Bookstore Taranto (via De Cesare) e seguire la diretta, prevista per le ore 19.00.

Segui il link: https://www.facebook.com/mondadoritaranto

#restiamoacasa #andratuttobene #paginadisparilive  #mondadoritarantovd

 

In questa Pasqua senza riti, il Comune di Taranto d’accordo con le confraternite ha deciso di trasmettere in filo diffusione le musiche che caratterizzano le processioni dell’Addolorata e dei Misteri.

L’amministrazione Melucci comunica quali saranno le marce funebri che, come concordato con i priori delle Confraternite, segneranno i 5 momenti più rappresentativi dei riti della Settimana Santa tarantina. Tali riti, come è ormai noto a tutti, quest’anno si svolgeranno esclusivamente sotto forma di funzioni religiose.

 

Queste le marce funebri e gli orari:

 

Giovedì 9 aprile: 

- Ore 15.00 - Inno a Cristo Morto (G. Cacace)

- Ore 23.45 - A Gravame (D. Bastia)

Venerdì 10 aprile:

- Ore 15.00  - Mamma (L. Rizzola)

- Ore 17.00 - Venerdì Santo (N. Centofanti)

Sabato 11 aprile:

- Ore 9.00 - Jone (E. Petrella)

 

La filodiffusione sarà attiva nei pressi della Chiesa del Carmine e nell'Isola Madre.

 

«Mi raccomando - è il commento dell’assessore Marti - restiamo a casa! Per questa festività pasquali porteremo noi le nostre tradizioni nelle case dei tarantini».

 

 

Pubblichiamo la lettera che Fabiano Marti, assessore comunale alla cultura, spettacolo e grandi eventi del Comune di Taranto ha inviato agli spettatori del Fusco

 

 

Mi rivolgo a tutti voi che in questi giorni state telefonando e scrivendo ininterrottamente al Teatro Comunale Fusco per chiedere informazioni sulla riapertura, sul recupero degli spettacoli in programma o solo per far sentire la vicinanza a chi in quel teatro ci mette ogni giorno l’anima. Siete davvero in tanti: abbonati alla stagione teatrale, appassionati di musica, semplici fruitori anche di passaggio di quel luogo meraviglioso. 

 

Mi rivolgo a voi a nome di tutta la squadra del Teatro Comunale Fusco: il direttore Michelangelo, l’instancabile Cristina, il prezioso Derio e l’infaticabile Antonio. Tutte persone che, sin dal primo momento, hanno sposato con amore e dedizione questo importante e ambizioso progetto che il Sindaco Rinaldo Melucci ha voluto affidarci, dandoci la grande responsabilità di gestire il primo teatro comunale di Taranto, se pur con la preziosa collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese. 

 

Voglio che sappiate che la vostra vicinanza e il vostro affetto ci riempiono il cuore e, soprattutto, ci fanno capire ogni giorno quanto importante sia il nostro lavoro per voi, quanta responsabilità ci sia nello svolgerlo e quanta bellezza si respiri nella nostra città. Il vostro abbraccio virtuale è il nostro carburante, quello che ci permette, nonostante la grande fatica, di continuare a programmare cose belle, per voi e per noi. 

 

Chiudere il Teatro Fusco da un giorno all’altro, senza neanche avere il tempo di metabolizzare l’idea, è stato tragico per tutti noi esattamente come – ce ne stiamo rendendo conto – lo è stato per tutti voi. 

Ma voglio che sappiate che non abbiamo alcuna intenzione di fermarci o di farci sopraffare dalla tristezza e dallo sconforto, perché io e il direttore, così come il resto della squadra, stiamo lavorando ogni giorno, con il fondamentale appoggio del Sindaco Melucci, perché il Teatro Fusco, quando riaprirà, sia ancora più forte di prima. Al di là di come andrà la stagione in corso, dell’eventuale recupero o meno degli spettacoli e dei concerti programmati, ci stiamo confrontando senza risparmiarci, stiamo partorendo nuove idee, stiamo costruendo il futuro. Un esempio su tutti: la stagione teatrale 2020/2021 è quasi pronta, e vi assicuro che sarà di livello ancora più alto delle precedenti, con i nomi più importanti del panorama teatrale italiano. Stessa cosa avverrà per la stagione musicale, ve lo promettiamo, e un po’ ve lo dobbiamo. 

 

Quello che stiamo vivendo in questi giorni ha dei risvolti terribili, ma io sono un ottimista per natura e sono convinto che tutto passerà e riprenderemo a vivere la nostra vita con maggiore consapevolezza, apprezzando ancora di più quello che, fino a pochi mesi fa, ci sembrava normale. Tornare in teatro, in tutti i teatri, ma soprattutto nel nostro teatro comunale, sarà un’emozione enorme, una gioia infinita. 

Ne approfitto, inoltre, per abbracciare con affetto tutti i teatranti della città, costretti, con enorme sofferenza, a non esprimere il loro amore per questa incredibile arte, nonché tutti coloro che gestiscono con grande passione i piccoli teatri della città. Ma permettetemi di stringere forte soprattutto i miei amici Adriano e Luciano Di Giorgio, i due fratelli proprietari del Teatro Orfeo che tanto hanno investito in quel gioiello che, in qualche modo, appartiene a tutti noi. Abbiate pazienza, tutto questo passerà. 

 

Noi che viviamo di teatro abbiamo sempre vissuto un anno avanti rispetto agli altri, abituati a programmare sempre per la prossima stagione, perché quella in corso è già cosa fatta. Per cui nessuno più di noi può avere la capacità di proiettarsi in avanti, di pensare al futuro, che poi è quello che caratterizza l’azione amministrativa del sindaco Melucci. Il passato è già alle spalle, cominciamo tutti insieme a programmare i nostri abbracci futuri, magari in un teatro, fra il primo e secondo atto di un grande spettacolo. 

 

Fabiano Marti 

Assessore alla cultura, spettacolo e grandi eventi del Comune di Taranto 

 

 

In occasione della Domenica delle Palme che cade in uno dei momenti più bui e difficili della storia dell’umanità, pubblichiamo il messaggio del sacerdote tarantino delegato dell’Opus Dei, Armando Catapano

 

 

Siamo al termine della Quaresima, una Quaresima molto particolare: in alcune città d'Italia, il suo inizio è praticamente coinciso con l’interruzione della celebrazione della Santa Messa aperta al pubblico. Una Quaresima, per moltissime persone, senza o quasi Eucaristia. Ci aspetta una Settimana Santa, per moltissime persone, senza i tradizionali riti del Giovedì e Venerdì Santo... senza la Veglia Pasquale e, forse, la Messa a Pasqua...

Ritornano alla mente e al cuore le parole con cui Luca inizia il racconto dell’Ultima Cena: Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione (Lc 22, 15). Gesù desidera stare intimamente unito a noi e il suo desiderio non si ferma di fronte a niente. Come il pastore con la pecorella smarrita, ci cerca finché non ci trova (cfr. Lc 15, 4), con la consapevolezza che non esistono ostacoli insormontabili per il suo Amore: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Rm 8, 35. 37-39). Questa è la sorgente viva della nostra speranza! Nulla potrà mai separarci dall’unica dimensione essenziale della nostra esistenza: l’Amore di Gesù per ciascuno di noi.

Ma, come la domenica delle Palme di quasi 2000 anni fa a Gerusalemme, anche oggi Gesù viene al nostro cuore ferito, impaurito, addolorato in un modo singolare... Viene cavalcando un asinello: Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele!». Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: Non temere, figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto su un puledro d’asina (Gv 12, 12-15).

Non è un ingresso trionfale: paragonato a quelli degli imperatori romani al ritorno dalle loro vittorie, l’ingresso di Gesù a Gerusalemme è davvero povero. Questi giorni, che speriamo stiano volgendo al termine, ci hanno insegnato anche questo: Gesù non ci viene incontro secondo modalità eclatanti. Viene cavalcando un asinello: l’asinello dell’umanità concreta e ferita - magari noiosa! - di quella persona, e di quell’altra, e di quell’altra... Quando lo riconosciamo e gli apriamo le porte del nostro cuore, scopriamo più profondamente che questa comunione con Gesù attraverso la comunione tra di noi è l’unica roccia davvero solida su cui fondare la nostra vita. È la scoperta rinnovata che tanti di noi hanno fatto in queste giornate: l’importanza di una telefonata, di un Rosario detto insieme via internet o di una videochiamata.

La fine dell’emergenza sanitaria sarà, secondo quanto dicono gli esperti, l’inizio di una nuova emergenza umana ed economica, nella quale continuare a mettere in gioco quell’apertura commossa all’altro che soffre - asinello di Gesù -, che abbiamo sperimentato più fortemente in queste settimane. Perché il nostro cuore è il reparto di terapia intensiva dove si cura il più letale dei virus: la solitudine.

E forse sarà questa allora la nostra Pasqua più bella: il passaggio (questo vuol dire il termine ebraico Peshaq, che viene tradotto con Pasqua) verso una vita forse economicamente più modesta e faticosa, ma molto più ricca di relazioni, di solidarietà, di comunione, di fraternità.

Don Armando Catapano

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