Venerdì, 28 Febbraio 2020 20:17

LA LETTERA/ Melucci a Conte “è tempo di istituire l’Università degli Studi di Taranto” In evidenza

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 Il Sindaco Melucci scrive al presidente Conte circa la richiesta d’istituzione dell’Università degli Studi di Taranto. Di seguito il testo della lettera 

“In aderenza alle esigenze della formazione universitaria del territorio ionico, il Comune di Taranto ha concorso da oltre quindici anni a sostenere corsi di laurea distaccati dall’Università degli Studi di Bari. In ultimo, per sostenere l’offerta formativa che negli ultimi anni ha registrato una considerevole flessione, nell’anno accademico in corso è stato sottoscritto un Accordo di Programma cofinanziando un programma assunzionale di ricercatori e di formazione post universitaria, con conseguente impiego d’importanti risorse finanziarie. È altrettanto noto lo sforzo delle istituzioni tutte (Governo, Comune, Regione, ASL) mirato a istituire a Taranto il Corso di laurea in Medicina e Chirurgia, finalizzato a contrastare la grave emergenza sanitaria. In tal senso, la Conferenza di servizi, in data 21 febbraio u.s., ove ha partecipato anche il Sottosegretario Sen. Mario Turco, ha deciso di localizzare il Corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso la filiale dell’ex sede della Banca d’Italia, sita a Taranto in Piazza Ebalia. 

 

Nella stessa conferenza di servizi, si è condivisa anche l’opportunità di acquisire l’edificio da parte del Comune, previa copertura finanziaria da assicurare con risorse del C.I.S. Taranto nella misura massima di 5 milioni di euro. Inoltre, di concerto con i tecnici dell’Università di Bari, si stanno definendo le ulteriori risorse finanziarie da gravare sullo stesso C.I.S. per le opere di adeguamento dell’edificio, per la realizzazione dei laboratori e attrezzature necessarie al corso di Medicina, nonché di quanto necessario ad ospitare un possibile futuro Ateneo.

 

I costanti sforzi e le continue iniziative per consolidare l’offerta formativa universitaria a Taranto, le alcune migliaia di studenti già iscritti presso i diversi corsi di laurea del Dipartimento Ionico dell’Università di Bari, ma anche le diverse migliaia di studenti di Taranto e provincia che s’iscrivono presso Università fuori regione, nonché la necessità di sostenere la concreta riconversione economica del territorio, rendono maturi i tempi per l’istituzione di un Polo Universitario autonomo. 

 

Questo prestigioso riconoscimento costituisce certamente un forte segnale di rispetto nei confronti di un territorio che con forza rivendica l’autonomia universitaria che non ha più motivo di non essere riconosciuta.

 

Per le ragioni rappresentate, con la presente, si chiede di voler sostenere l’adozione di ogni utile iniziativa per l’istituzione dell’Università degli Studi di Taranto, confidando nella Sua sensibilità ed attenzione ai bisogni degli enti locali anche in materia di formazione universitaria, sicuro volano dello sviluppo dei territori”.

 Circa l’impatto sanitario dell’inquinamento dell’ex Ilva e l’ordinanza firmata ieri dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, la Camera di Commercio parla di “danno è antico di un’evidenza accecante. Noi qui lo ricordiamo quel 1982, quando il giovane Pretore Franco Sebastio condannò l’allora Italsider per la diffusione di polveri dai parchi sovrastanti i Tamburi. Quanto altro tempo - si chiede il presidente della CdC Taranto - deve passare per una inversione radicale e definitiva del modello industriale di questo nostro territorio? Rischiamo di morire di tavoli, informative, proroghe, deroghe e accordi fra avvocati”. “A seguito delle rilevanti anomale emissioni - evidenzia Sportelli - il sindaco di Taranto ha dovuto emanare un’ordinanza che, in mancanza di adeguata risposta, comporta lo stop dell’area a caldo.  È incredibile che ancora oggi, nel 2020, l’Amministrazione Comunale sia costretta a mettere le toppe alle immense falle nella gestione nazionale di questa vicenda”.La Camera di Commercio annuncia poi che “dovrebbe  riattivarsi la prossima settimana il Tavolo Istituzionale Permanente per l’Area di Taranto. Il territorio lo chiede dallo scorso anno (l’ultima riunione risale al 24 giugno 2019) e ancora una volta, la terza dal 2015 - si evidenzia -, siamo chiamati a comunicare i nostri nominativi di rappresentanti istituzionali per l’insediamento del ricostituito organismo”. “È da rimarcare - sottolinea infine la CdC Taranto - la sconfortante lentezza nell’avvio delle azioni e nel loro completamento. L’area di Taranto è in uno stato di emergenza “strutturale” e, invece, è trattata come se vivesse in un tempo sospeso, un limbo”.

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