Sabato, 26 Ottobre 2013 06:01

“A quando la convocazione del direttivo jonico del Pdl?” lo chiede il consigliere regionale del Pdl Giuseppe Cristella In evidenza

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“Non molto tempo fa ho chiesto la convocazione urgente del Coordinamento provinciale del PDL Taranto per discutere assieme all’on.le Gianfranco Chiarelli, ai consiglieri regionali e provinciali, ai sindaci, agli assessori e ai consiglieri comunali, tutti appartenenti al PDL di area jonica, delle future linee politico-programmatiche alla luce di alcune mie considerazioni riportate da importanti organi di stampa regionali e locali.E’ da tempo ormai che invito, senza soluzione di continuità, il responsabile del Coordinamento provinciale di Taranto a convocare il direttivo, importante organismo politico che ha però dismesso da tempo, l’intrinseca funzione di collegialità per la quale è stato istituito a garanzia dei principi democratici che regolano l’attività del partito.Mi dica Montanaro se attende che qualcuno gli offra una decisione calata dall’alto, perchè se la figura politica che egli rappresenta è la fotocopia sbiadita di quella originale che decide per lui, allora adotterò un iter differente. Posto che mi riconosco nella leadership Fitto-Chiarelli, ritengo tuttavia, che il vero problema all’interno del partito, non può essere identificabile nell’appartenenza ad una leadership piuttosto che ad un’altra, quanto invece nella miopia a non riconoscere i veri problemi che mortificano il nostro territorio jonico, rappresentati soprattutto dalle irrisolte questioni occupazionali per le quali al momento, purtroppo, non sembra esserci una dignitosa ‘via d’uscita’. Ed ancora esiste il problema relativo: all’edilizia scolastica in emergenza; alle strade provinciali sconnesse e abbandonate a se stesse; ai fondi mai liquidati e destinati al Parco delle Gravine; all’incerto destino dell’istituto musicale ‘G.Paisiello’ in odore di crisi profonda; alla piattaforma logistica del porto che con l’adozione del PPTR potrebbe subire rallentamenti per una maggiore implementazione delle sue infrastrutture. all’aeroporto Arlotta per il quale un’intera comunità si batte affinchè possa aprire ai voli civili; alle economie locali che non decollano per carenze strutturali, e a tanti altri indistricabili contenziosi sociali ed economici. Ai colleghi di partito e in particolare al coordinamento provinciale del PDL mi preme ricordare che la differenza sostanziale tuttora esistente tra il PD e il PDL di area jonica, consiste nel fatto che il primo ha saputo celare sapientemente gli effetti del disastro finanziario provocato dall’amministrazione Florido e continua a fingere come se nulla fosse successo; mentre il secondo, causa una colpevole ed evidente disorganicità nell’azione del direttivo provinciale di terra jonica, non ha nemmeno saputo difendere Berlusconi dai recenti attacchi demagogici infertigli da esponenti jonici di centro-sinistra. Mi corre l’obbligo rammentare e senza tema di essere smentito, che non avendo mai trattato la politica in funzione di ciò che essa avrebbe potuto procurarmi in termini di tessere di partito o di poltrone o ancor meno di ambizioni personali, sento di poter affermare a ragion veduta che è necessario aprire le stanze del coordinamento provinciale jonico, per fare uscire plasticamente un persistente ed insopportabile,‘miasma di chiuso’, che rende asfittico il confronto democratico all’interno del partito stesso. Dunque, la mia analisi intende allontanare l’idea che voglia crearmi i presupposti per ottenere futuri incarichi istituzionali; essa piuttosto vuole sollecitare il direttivo provinciale a darsi “un’anima” attraverso gli strumenti dialettici della discussione e della proposta. Se il PDL jonico sarà attendista e poco propositivo, esso continuerà a subire decisioni piovute dall’alto che decreteranno ad esempio la scelta del candidato alle prossime elezioni europee riguardanti il nostro territorio.E’ necessario dunque, ripartire dal nostro elettorato e dargli ‘voce’, perché è da tempo che chiede con insistenza un cosiddetto ‘ricambio generazionale’ e un maggior coinvolgimento nelle decisioni del partito.E’ tempo di innovare la mentalità in ordine alla gestione del partito nonché al modo con cui esso si pone quando rappresenta le istanze dei suoi iscritti e dei tanti simpatizzanti.E’ tempo di istituire ad esempio una Consulta provinciale che potrebbe essere composta da una decina di giovani per ogni Comune della provincia, tanto allo scopo di ascoltarli quanto in quello di sostenere eventualmente le loro proposte di rimodulazione concettuale ed operativa di una politica nuova proiettata verso la società ‘reale’. Credo che a tal proposito avanzerò una proposta con la quale chiederò al mio partito, giusto al fine di favorire un reale avvicendamento politico generazionale che chiunque appartenga al PDL ed abbia ricoperto incarichi politici in un determinato ente locale di qualsivoglia rango istituzionale per un massimo di due volte, non possa più ricandidarsi nel medesimo consesso istituzionale. Inoltre, a proposito dell’auspicata riforma elettorale, se essa sarà attuata, rimarrà l’unica vera rivoluzione di rinnovamento politico invocato da più parti, ed un modo per evitare altresì che la dignità in politica venga ridicolmente calpestata dall’attuale ‘Porcellum’ che premiando chi dimostra di essere solo “utile” alla causa del partito, trascura coloro che hanno invece dato prova di capacità e competenza, con ciò curvando le schiene di molti che in ossequio ad un ingiustificato e a volte ottuso leaderismo si affidano alle scelte dei ‘capibastone’ della politica divenuta ancor di più romanocentrica. Sia ben chiaro però, che in futuro non consentirò più ad alcuno dei colleghi politici di assumere nei miei riguardi un’aria di sufficienza o comportamenti pseudo fraterni o paternalistici in ordine al tema di democrazia partecipata da me sollevato, quasi che la proposta da me avanzata fosse quella di un alieno. Alla luce di quanto esposto, chiedo nuovamente ai competenti preposti organismi, la convocazione urgente del direttivo provinciale del PDL jonico”.
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