Domenica, 03 Gennaio 2016 07:29

PULSANO/ IL CONSIGLIERE DI LENA ATTACCA IL COMUNE SULL'IPOTESI DI PROJECT FINANCING PER LA COSTRUZIONE DI UN PORTO TURISTICO. In evidenza

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A Marina di pulsano in ZONA Conchetta baia seno capparrone (meglio conosciuta come la baia difronte il ristorante girasole).

 

Il malgoverno Pulsanese - sostiene il consigliere di opposizione - voleva mettere mani anche qui con un #project_financing* per un un approdo turistico .. già da alcuni anni , ma la regione Puglia ha bocciato questo progetto assurdo...( per ora ), ma hanno già presentato un 'altra istanza ..

Vi spiego - prosegue - cosa è un #project_financing e perché mi preoccupa :investimenti che dovrebbero essere privati, ma che lo Stato poi paga dieci volte il valore. Tanto che secondo gli addetti ai lavori il debito occulto della finanza di progetto italiana ammonterebbe a 200 miliardi di euro...La “finanza di progetto”, meglio nota come project financing, funziona così: lo Stato decide di aver bisogno di un’opera, un privato la costruisce in cambio della concessione di utilizzo (o di un canone d’affitto) per un numero di anni sufficienti a ripagare la spesa e guadagnarci il giusto.

Fin qui, tutto bene, il problema è che le cose vanno così solo in teoria: intanto spesso i soldi con cui i privati fanno l’investimento sono garantiti dal pubblico  e poi la remunerazione della spesa iniziale è sempre scandalosamente alta. Tradotto: zero rischi, molto guadagno. Contrariamente a quanto si pensa, però, il project financing non viene usato solo dallo Stato per opere enormi tipo le autostrade, ma è il mezzo con cui Regioni, Comuni e Asl in questi anni hanno aggirato gli (stupidi) vincoli di bilancio che gli impediscono di fare investimenti. Per un ente locale o un’azienda sanitaria è oggi quasi impossibile costruire una scuola o un ospedale chiedendo un mutuo: sforerebbe i parametri sia sul deficit che sul debito. E qui arriva la finanza di progetto: il privato chiede il mutuo e costruisce l’opera, il sindaco firma un contratto d’affitto ventennale con annesso servizio di pulizia, manutenzione e chi più ne ha più ne metta.

Quindi cari cittadini che vi siete  fatti abbagliare dal progetto  del porto turistico dal governo Pulsanese , facendovi illudere che serviva per il turismo ... Finalmente vi ho dimostrato che tutto ciò non sarebbe servito al bene comune , ma al bene di pochi ... Con questi presupposti, - conclude Di Lena - ci viene da domandare:

1)da dove provengono i denari per tale costruzione?

2)Chi farà da garante per tale costruzione e, al termine della concessione, qualora l’opera dovesse produrre più debiti che crediti, chi dovrà pagare questi debiti?

3) Verranno riversati sul Comune?

4)Chi dovrà sostenere economicamente la manutenzione ordinaria e straordinaria?

5)Dovremo assistere agli stessi disagi del porto di Campomarino?

6)Chi sborserà i denari per i futuri ed inevitabili dragaggi?

 Da consigliere comunale vi svelerò questi arcani .. APPENA AVRÒ GLI ATTI DALLA REGIONE..

Il silenzio delle forze politiche , in via preliminare mi fa capire già tutto ..