Domenica, 11 Marzo 2018 12:05

INTERVENTO - Mons. Filippo Santoro: "Il voto ci consegna un Sud povero e sofferente che si rivolge alla classe politica" In evidenza

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Sono passati alcuni giorni e pare che le urne ci abbiano restituito un Paese diviso. Non è una sorpresa poiché tanti erano i segnali che sono stati trascurati, ma la resa plastica dei risultati non può che far riflettere. Da lunedì leggiamo le analisi più disparate, le ipotesi più fantasiose. Le scelte degli elettori vanno sempre rispettate e interpretate in profondità: si è registrato un desiderio di cambiamento, viviamo da anni ormai una disillusione cocente. Nei riguardi di una certa politica, che il popolo ha sentito distante e ripiegata su sé stessa.

È un Sud povero e sofferente che si rivolge alla classe politica. A Taranto negli ultimi tempi abbiamo visto un interessamento più fattivo rispetto al passato rispetto a tutta la questione Ilva, al porto e all’istituzione della Zes, ma, insieme a tutti i problemi che conosciamo, resta il grave punto interrogativo circa le aziende dell’indotto. La forbice del divario fra Nord e Sud continua ad allargarsi, basti solo pensare al tasso di disoccupazione dei giovani e alle famiglie che vivono al di sotto della cosiddetta soglia di povertà. Sono tanti i fattori che hanno impresso un movimento al consenso elettorale, il più preoccupante per me è la pressione sulla paura circa la problematica dell’immigrazione. L’Italia è attraversata da una grave crisi sociale dalla quale non dobbiamo assolutamente distrarci e che abbiamo tenuto ben presente nell’ultima e Settimana Sociale dei cattolici italiani celebrata a Cagliari.  Il mio pensiero e la mia preghiera vanno al presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dovrà svolgere il difficile compito di indicare all’Italia un Governo stabile senza che nessuno stia a dargli fretta.  Urgono senso di responsabilità e buon senso, valori che stridono con i toni e le promesse fin troppo generose e a volte esagerate della campagna elettorale che si è appena  conclusa.

Prova se ne potrà dare in occasione del primo fondamentale impegno a cui il nuovo Parlamento sarà chiamato: l’elezione dei presidenti di Camera e Senato.

Aspettiamo da lì un segnale che possa farci sperare nell’assunzione consapevole del ruolo ricoperto dagli eletti e in un prosieguo proficuo della legislatura. Abbiamo una necessità politica forte, ineludibile, sintetizzata dalla proposta del cardinal Bassetti, presidente della Cei: “Ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società”. Queste sono le responsabilità della classe politica uscita da questa tornata elettorale. È necessario che vengano dismessi subito i panni della propaganda e si indossino quelli che la Costituzione ha loro affidato. A tutte le persone  di buona volontà spetta la responsabilità di continuare a perseguire lo scopo della costruzione di una classe dirigente preparata, in grado di riconquistare la fiducia degli elettori in vista del bene comune.

È difficile rintracciare l’identità cattolica in una lettura dei risultati delle elezioni. È importante però  aprire un serio confronto lasciandoci sfidare dal disagio sociale, presente particolarmente nel Meridione d’Italia, e creare unità fra cattolici e  tutte le persone di buona volontà sui problemi reali e persistenti della gente (la salute, il lavoro, la famiglia, i giovani, i migranti), avendo come orizzonte la crescente povertà che nelle sue forme differenti rimane una ferita alla dignità umana.

Desidero augurare a tutti gli eletti, particolarmente a quelli della provincia ionica, un appassionato e appassionante percorso in parlamento per dare prova fattiva ad un nuovo corso per il nostro territorio.

Filippo Santoro, Arcivescovo Metropolita di Taranto

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