Giovedì, 02 Giugno 2016 12:41

POLIZIA LOCALE - Usb in piazza: "Rivendichiamo i nostri diritti". Ferrarese: "L'amministrazione comunale non ci ascolta" In evidenza

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“I lavoratori della Polizia Municipale di Taranto sono scesi nuovamente in piazza questa mattina, per rimarcare, ancora una volta, che così non si può andare avanti. Che la misura è colma e che l’unica responsabile di questo disastro è l’Amministrazione che forse vorrebbe far pagare le sue spese pazze ai lavoratori della Polizia Municipale ed ai dipendenti del Comune giudicati, valutati e pagati al ribasso”, così Francesco Rizzo, coordinatore prov. USB.

Così come preannunciato, dunque, i vigili hanno nuovamente incrociato le braccia per far sentire la loro voce in merito ai diritti e alla sicurezza sul lavoro. Sin dalle prime ore di questa mattina si sono ritrovati in Piazza Municipio, per far richiedere ancora una volta ascolto. “Alla luce della mancanza della presenza dell’Amministrazione durante l’incontro col prefetto, abbiamo fatto formale di conferire con il Sindaco questa mattina, durante il presidio – spiega Angelo Ferrarese, responsabile USB P.I. comparto Polizia Municipale  . Ma la risposta è stata che non poteva dedicarci del tempo in quanto oggi è festa nazionale e sono previste cerimonie celebrative istituzionali. Ancora una volta ci è stata chiusa la porta in faccia”.

Circa 50 i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia, in un altro giorno importante per la città che celebra il settantesimo anno della Costituzione della Repubblica. “Ci sembra giusto chiedere ancora una volta, in una giornata simbolo, che le nostre richieste vengano prese in considerazione”, conclude Rizzo.

“Le adesioni sono molte di più rispetto al primo maggio. Solo 6 non hanno aderito allo sciopero. 4 hanno lavorato per la manifestazione e due in pattuglia. Numeri che parlano chiaro: il corpo ha risposto compatto e ciò evidenzia che la voce di USB non potrà più rimanere inascoltata. Da domani l’amministrazione sa con chi deve parlare per affrontare e risolvere il problema dei lavoratori. Se l’amministrazione non aprirà subito un confronto su tutte le questioni, noi continueremo scioperi su scioperi in tutti i giorni festivi perché noi siamo una risorsa e non un limone da spremere”, commenta Luca Puglisi, coordinamento regionale USB.

Questo ciò che in sintesi richiedono: diritto a riposare in un giorno segnato rosso sul calendario, diritto ad un salario degno e nel pieno rispetto delle norme contrattuali. “Vogliamo sottolineare inoltre che un organico ridotto all’osso come quello attuale, costringe tutti i lavoratori a turni massacranti a discapito della vita sociale e familiare” , conclude Ferrarese.  

 

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