Mercoledì, 06 Aprile 2016 11:52

Emergenza Inquinamento/ "L'AIA deve prevedere limiti alle emissioni odorigene", la mozione della Ambrogi Melle sull'Eni va in Consiglio Comunale In evidenza

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Sarà discussa nella seduta del Consiglio Comunale del prossimo 8 aprile la mozione presentata dalla consigliera Lina Ambrogi Melle della lista civica “ Ecologisti per Bonelli” sulle emissioni dell'ENI.

Nel territorio del Comune di Taranto- scrive la Ambrogi Melle-  spesso viene percepito dalla popolazione un caratteristico e oltremodo sgradevole e cattivo odore di gas riconducibile ai processi industriali inerenti agli stabilimenti dell’agglomerato industriale di Taranto. Si tratta di un fenomeno emissivo di particolare intensità e persistenza che si è manifestato negli anni con carattere di continuità’ arrecando e continuando ad arrecare ai cittadini di Taranto danno e molestia.

Questi composti odorigeni , comunemente chiamate “ puzze di gas” ( tra cui l’idrogeno solforato H2S) secondo l’evidenza medico-epidemiologica e scientifica – indicano l’ emissione in atmosfera di agenti inquinanti pericolosi per la salute umana (in determinate concentrazioni e secondo i tempi di esposizione) oltre che per l’ambiente e la persistente e continua esposizione a tali inquinanti atmosferici, causa pregiudizi e danni ai cittadini di Taranto , generando preoccupazione per eventuali conseguenti effetti nocivi sulla salute soprattutto in considerazione del fatto che il Comune di Taranto fa parte di un’area ad elevato rischio di crisi ambientale.

Da una recente relazione dell’ARPA Puglia illustrata ai cittadini il 5 marzo 2016 , è stato accertato il nesso causale tra le emissioni odorigene e la raffineria ENI s.p.a in base ai risultati del progetto ODORTEL per l’anno 2015, da cui risulta che negli ultimi mesi del 2015 si sono registrati i maggiori picchi di emissioni odorigene ( il 7 gennaio 2016 abbiamo avuto il valore più alto in assoluto di odori molesti) derivanti dall’area industriale e, considerando gli eventi più significativi, la direzione dei venti indica la loro provenienza dalla RAFFINERIA ENI s.p.a.

Inoltre il progetto TEMPA ROSSA aumenterà nell’ambiente le sostanze odorigene e l’ idrogeno solforato (H2S), che è coinvolto non solo nell'estrazione ma anche in tutte le operazioni di stoccaggio, lavorazione e trasporto del petrolio e potrebbe essere rilasciato nell’aria in quantità più o meno abbondanti, a causa di perdite accidentali o di un continuo rilascio nell’ambiente. L'drogeno solforato a basse concentrazioni è motivo di disagio per la popolazione, ma a certe alte concentrazioni con un’esposizione di 15- 30 minuti può provocare la morte.

La raffineria ENI deve sottostare all’AIA che, allo stato attuale, non prevede prescrizioni per gli odori molesti ma solo che la raffineria faccia un piano di monitoraggio delle sostanze odorigene ( che a tutt’oggi non risulta fatto).

Pertanto la mozione da me presentata impegna il Sindaco di Taranto a chiedere al Ministero dell’Ambiente, in sede di RIESAME DELL’AIA all’ENI s.p.a. attualmente in corso, di tenere conto dei dati raccolti da ARPA Puglia e di imporre all'ENI una riduzione delle molestie olfattive fissando nella predetta AIA i LIMITI soglia delle emissioni odorigene , nonchè di inserire nella rete di monitoraggio anche dei campionatori di idrogeno solforato (H2S) ( tutt'ora assenti) poichè l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato dei limiti per la tutela della salute della popolazione.

Si invita inoltre il Sindaco ad adottare, in caso di rilevamento dell'ARPA Puglia di nuovi picchi di sostanze odorigene, apposite ordinanze contingibili ed urgenti finalizzate a contrastare tali fenomeni per prevenire o impedire il pericolo e/o il danno per la salute pubblica.

Si esprima anche tutto il dissenso del Comune di Taranto- conclude la Ambrogi Melle- all’emendamento al disegno di legge sul “ Bilancio di previsione della Regione Puglia per il 2016” che ha prorogato di 1 anno i termini della legge regionale sulle emissioni odorigene e si invitino i 9 consiglieri regionali della Provincia di Taranto a un’iniziativa normativa volta ad emendare la predetta legge regionale sulle emissioni odorigene in senso più restrittivo rispetto alla nuova tempistica.

 

 

 

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