Termina a reti inviolate e con pochi sussulti il big match della diciassettesima giornata tra Taranto e Brindisi. Gara gradevole nel primo tempo soprattutto per meriti del Taranto, nella ripresa il Brindisi chiude gli spazi e porta a casa un pari prezioso.
Mister Panarelli conferma il 4-3-3 con Labianca, Loiodice e Losavio. Ancora assente lo spagnolo Aguilera. Nel Brindisi tandem offensivo composto da Burzio e Saraniti.
Parte forte il Taranto al 14' con Losavio che colpisce la sfera proveniente dal cross di Corallini ma Antonini respinge centralmente. Dopo un giro di lancette ancora Losavio di testa spedisce la sfera fuori. Il Taranto colleziona calci d' angolo e sugli sviluppi di uno di questi Loiodice sfiora un eurogol. Ancora Loiodice al 22' scalda i guantoni di Antonini. Il Taranto attacca e il Brindisi si difende e prova a ripartire. Al 44' Dipaolantonio ci prova dai venticinque metri ma blocca Antonino.
Il secondo tempo appare più equilibrato con il gioco che ristagna a centrocampo. Il Brindisi prova a portarsi in avanti ma al 69' che cerca la rete in girata. Il Taranto sospinto dal pubblico prova a segnare con Labianca che tira a botta sicura ma il suo tiro è respinto da un difensore. All' 88' l' ultimo sussulto lo provoca Loidice con una punizione su cui Antonino si supera. Termina così l' incontro con le due formazioni che muovono la classifica in vista del proseguimento del campionato.
Negli spogliatoi mastica amaro il mister del Taranto Panarelli: "Devo dite che se una formazione avesse meritato di vincere questa era il Taranto. Nel primo tempo abbiamo costretto il Brindisi sulla difensiva, nel secondo tempo la gara è stata più equilibrata ma comunque il Brindisi non ci ha mai impensierito. Dispiace per i nostri tifosi ma il campionato è ancora lungo e sono certo che insieme ci toglieremo delle belle soddisfazioni. Per quanto riguarda l'assenza di Aguilera si tratta di un giocatore importante per noi che fa salire la squadra. Vedremo adesso cosa ci porterà il mercato, di comune accordo con la società rinforzeremo una squadra già forte. "
Emozionato per il suo ritorno in rossoblu è Gianmarco Rizzo che ha fatto il suo ingresso in campo nel secondo tempo: "Vestire la maglia del Taranto è sempre un onore e un' emozione. Appena ho saputo della possibilità di tornare non ci ho pensato due volte. Oggi ci portiamo a casa un punto importante, avremmo voluto vincere ma abbiamo fatto una buona gara contro una squadra che non ha mai perso in campionato. Penso che ci siano le basi per riportare il Taranto dove merita." (foto di repertorio)
Tenta di salire sul bus nel centro di Taranto in un punto diverso dalla normale fermata passeggeri, non ci riesce, raggiunge il mezzo al capolinea del rione Tamburi - distante qualche chilometro da dove il passeggero voleva prendere il mezzo pubblico - e sferra un pugno sulla faccia dell’autista che stava per concludere il suo turno di lavoro. Lo rende noto Kyma Mobilità, l’azienda del trasporto pubblico urbano partecipata dal Comune di Taranto, che parla di "episodio di inaudita violenza" che "ha causato lesioni fisiche e un profondo turbamento psicologico al dipendente". L'uomo é stato subito soccorso e portato in ospedale dove i medici del pronto soccorso gli hanno diagnosticato una contusione all’occhio. "Solo per pura fortuna è stato scongiurato un danneggiamento permanente della vista, ma restano gravi le conseguenze psicologiche dell'accaduto" commenta l’azienda, che "condanna fermamente e senza riserve questi gesti di gratuita, inopportuna e inaccettabile violenza nei confronti del personale di servizio, che garantisce quotidianamente un essenziale servizio pubblico alla cittadinanza". L'azienda assicura "che l'autore dell'aggressione sarà presto individuato con certezza grazie alle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza a circuito chiuso installato su tutti i mezzi della flotta Kyma Mobilità. Le registrazioni sono già state messe a disposizione delle forze dell’ordine per l'identificazione formale. La sicurezza dei nostri lavoratori è una priorità assoluta - dichiara l’azienda del Comune di Taranto -. Non tollereremo in alcun modo atti di inciviltà e violenza. L'autore del gesto sarà perseguito legalmente in tutte le sedi competenti con la massima severità prevista dalla legge".
Si è concluso nella giornata di ieri, presso la Prefettura di Taranto, il Comitato di Sorveglianza del Programma Nazionale Just Transition Fund (JTF) 2021-2027. L'incontro, che ha riunito i rappresentanti della Commissione Europea, della Presidenza del Consiglio dei Ministri - DPCOE, e delle massime Autorità nazionali, regionali e locali del territorio, ha sancito un fondamentale riorientamento delle risorse destinate al territorio tarantino.
Una intensa e proficua dialettica interistituzionale ha condotto al perfezionamento dell'Intesa Istituzionale, traguardo essenziale che ridefinisce l'allocazione delle risorse economiche, conferendo un rinnovato e più incisivo slancio al tema prioritario del risanamento ambientale.
La convergenza strategica raggiunta si è concretizzata in una mirata rimodulazione finanziaria volta a destinare maggiore sostegno agli interventi di bonifica.
Si è proceduto alla riduzione di 22 milioni di euro dall’Azione 2.3.4, rubricata "Riqualificazione e ripristino ambientale del sistema delle coste del Mar Grande, del Mar Piccolo e delle aree limitrofe". Contestualmente a questa operazione di riequilibrio, si è disposta l'integrazione, per un ammontare di ben 24 milioni di euro, dell'Azione 2.3.2 “Sea Hub”. Quest'ultima è destinata in via prioritaria alla riqualificazione ecologica e funzionale del Mar Piccolo.
La cifra incrementale non solo compensa ampiamente il decommitmentprecedente, ma lo supera, convogliando risorse aggiuntive e specifiche verso un obiettivo di massima rilevanza per la comunità tarantina.
L'attuazione del potenziato intervento “Sea Hub” avverrà attraverso un iter negoziale concertato che vedrà il diretto e sinergico coinvolgimento dell’Ente comunale e della Struttura Commissariale per le Bonifiche.
«Desidero sottolineare con la massima enfasi il valore strategico ed ineludibile della sinergia operativa con il Comune di Taranto - ha dichiarato ilCommissario Uricchio. Questa congiunzione rappresenta l'architrave su cui poggia l'efficacia di ogni iniziativa volta alla riqualificazione del territorio. La governance complessa che presiede al risanamento richiede una coesione istituzionale costante, affinché le decisioni siano radicate e gli interventi, rapidi. Su tale fondamento, il percorso che abbiamo intrapreso si dischiude alla più ampia e inclusiva concertazione. È imperativo che tutti gli attori concorrano alla visione di Taranto: l'intero novero dei portatori di interesse, le Associazioni, il Sistema universitario e della ricerca, e, in primis, la cittadinanza attiva. Solo in questa condivisione diffusa risiede la vera sostenibilità del cambiamento. In tale direzione, non possiamo che valorizzare l'eccezionale lavoro, coordinato dal Dipartimento Jonico dell'Università di Bari, che ha condotto alla definizione del prezioso documento della "Carta del Mar Piccolo". Essa è la manifestazione concreta di una volontà collettiva di riscatto e di un modello di sviluppo basato sulla sostenibilità ecologica».
«Esprimo grande soddisfazione per l’esito del Comitato di Sorveglianza del Programma JTF - ha dichiarato il Sindaco di Taranto, Piero Bitetti -nell’ambito del quale è stata confermata l’allocazione di risorse per importanti interventi di riqualificazione ambientale, che l’amministrazione comunale persegue con convinzione e grande impegno, in concertazione con le altre istituzioni, a partire dal Commissario Uricchio, e con gli stakeholders del territorio».
In conclusione, il Sindaco Bitetti ed il Commissario Uricchiorivolgono un sentito plauso e la più profonda gratitudine ai Commissari della Commissione Europea per la fiducia accordata, nonché all'efficacia della catena di gestione. Un ringraziamento particolare e doveroso è rivolto all'Autorità di Gestione, Dott. Raffaele Parlangeli, per la sapiente guida strategica e all'Organismo Intermedio, Dott. Pasquale Orlando la cui diligenza assicura l'operatività fluida e rigorosa dei programmi finanziari.
“Non sono particolarmente confortato. Ho prima bisogno di vedere i fatti, di vedere quello che succede”. Lo ha detto il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, all’uscita del Mimit dopo il confronto sull’ex Ilva di Taranto presieduto dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
“Ci hanno detto che ci sarà il revamping dell’altoforno 2, ci hanno detto che ci sono 14-15 nuovi progetti per il territorio, di cui abbiamo visto le linee generali in maniera sommaria. Dobbiamo approfondire ma, ripeto, non sono particolarmente confortato", ha rilevato il sindaco di Taranto. "Seppure posso essere più sereno sulla dichiarazione che un soggetto pubblico si incaricherà di portare avanti la decarbonizzazione della fabbrica - ha aggiunto - è ovvio che siamo solo davanti ad una dichiarazione. Non voglio essere polemico, né metterla in dubbio, ma è chiaro che dobbiamo seguire l’iter e capire come va il tutto. Questo riguarda il processo di decarbonizzazione. Ma questo processo inevitabilmente porterà ad una contrazione dei posti di lavoro e per compensare il delta occupazionale, serviranno sltri investimenti che il Governo deve favorire. Noi abbiamo da fare investimenti che riguardano le attività produttive, l’ambiente, l’università e la ricerca. Non c’é stato per ora modo di approfondire la nostra istanza di creare un Tavolo Taranto con più ministeri perché il ministro Urso é stato chiamato ad un incontro a Palazzo Chigi e quindi diciamo - rileva il sindaco di Taranto - che sì, vanno bene le attività produttive, e quindi il ruolo del Mimit, ma diventa indispensabile la partecipazione di almeno altri tre ministeri: Ambiente, Lavoro e Università e ricerca”.
“Portiamo a casa l’impegno sulla decarbonizzazione, sulla ripresa operativa dell’altoforno 2, sul non aumento della cassa integrazione e sul fatto che non ci sarà lo ‘spezzatino’ del gruppo ex Ilva", afferma Gianfranco Palmisano, presidente della Provincia di Taranto, presente al vertice insieme al sindaco di Taranto, al sindaco di Statte, Fabio Spada, e al governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano".
"Abbiamo detto che pur prendendo atto di tutto ciò, e sono anche cose che in questi giorni erano state dette, per noi - aggiunge - resta comunque indispensabile il tavolo unico. E' necessaria una discussione complessiva e senza frammentazioni sull’ex Ilva. Non ci hanno invece dato alcun aggiornamento particolare o nuovo sulla gara in corso per la vendita dell’ex Ilva. Ci hanno poi esposto i potenziali progetti e i possibili interessi imprenditoriali che potrebbero attivarsi su Taranto. Questo - afferma il presidente Palmisano - é stato anche un momento delicato della riunione, anche perché andato via il ministro Urso, ci siamo confrontati con la sua struttura. Al momento non abbiamo elementi per esprimere un giudizio su questi progetti. Siamo ancora alla stato embrionale, alle primissime battute. Occorrerà quindi lavorare molto, approfondire, esaminare tutto per bene e capire quanti di questi progetti possono trasformarsi da potenzialità in opportunità concrete”.
“Con due altiforni in funzione, l’azienda a Taranto potrà produrre al massimo 4 milioni di tonnellate il prossimo anno”. Lo ha detto Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria nell’incontro al Mimit, presieduto dal ministro Adolfo Urso, con le istituzioni della Puglia e di Taranto. Incontro che è seguito a quello delle istituzioni liguri. Erano presenti il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, i sindaci di Taranto, Piero Bitetti, e di Statte, Fabio Spada, e il presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano.
Secondo quanto riferiscono fonti partecipanti al tavolo ministeriale per Taranto, “Acciaierie ha spiegato le manutenzioni che si stanno facendo sugli altiforni anche alternandoli tra loro. L’altoforno 2 - è stato annunciato - completerà il revamping a metà gennaio e poi sarà fermato l’altoforno 4, che attualmente è l’unico modo in marcia in fabbrica”. Non si sarebbe parlato nella riunione dell’altoforno 1, per il quale nei giorni scorsi l’azienda ha presentato istanza di dissequestro alla Procura di Taranto. Quest’impianto al momento non può essere preso in considerazione dall’azienda ai fini produttivi sia perché occorre attendere il responso della Procura all’istanza di dissequestro, sia perché la rimessa in marcia di questo altoforno si presenta complessa. “L’azienda, quindi, va gestita sapendo che al massimo si possono produrre 4 milioni di tonnellate - é stato detto oggi da Acciaierie - e si prendono pertanto ordini per 4 milioni di tonnellate”. Inoltre, anche con il dissequestro occorrerebbero almeno 7-8 mesi prima di ripristinare la funzionalità dell’altoforno 1, considerato che la parte superiore è piena della carica dei minerali e di coke e quella inferiore, il crogiolo, è piena di ghisa, che non si può più colare, non essendo più liquida”.
Acciaierie aveva chiesto di svuotare l’impianto ma a suo tempo - il sequestro è scattato per un incendio alle tubiere avvenuto il 7 maggio - questa operazione non é stata consentita dall’autorità giudiziaria. Nel vertice si é anche parlato di reindustrializzazione e di nuovi investimenti concentrandosi sulle aree che all’interno dell’ex Ilva potrebbero liberarsi per effetto della decarbonizzazione e della modifica del ciclo produttivo, dagli attuali altiforni ai futuri forni elettrici.
“Nelle prossime ore inoltreremo alle istituzioni locali e regionali una formale richiesta di incontro con il consiglio di fabbrica dei rsu, che si terrà presso lo stabilimento di Taranto nella data del 9 dicembre alle ore 10, per discutere ed affrontare come traguardare il processo di decarbonizzazione, partendo dalla garanzia della continuità produttiva degli stabilimenti del gruppo ex Ilva”. Lo dichiarano i sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb, insieme ai delegati di Acciaierie d’Italia in ammnistrazione straordinaria, Ilva in amministrazione straordinaria e imprese dell’appalto-indotto di Taranto.
L’iniziativa è stata decisa nella riunione di ieri dopo che alle 7 di ieri mattina é stato temporaneamente sospeso lo sciopero cominciato alle 12 di martedì. La riunione é servita a fare il punto qualora “qualora non dovesse arrivare una convocazione di un tavolo unico a Palazzo Chigi che porti al ritiro del piano di chiusura”.
Per le sigle metalmeccaniche, la “continuità produttiva non viene garantita dal piano corto presentato dal governo e quanto emerso ieri dalla dichiarazione del ministro Urso, durante il question-time alla Camera dei Deputati, va in contraddizione con quanto realmente accade negli stabilimenti, a partire dalla chiusura delle cokerie prevista dall’1 gennaio 2026. I primi effetti del piano di chiusura stanno emergendo in queste ore con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 220 lavoratori della Semat, ma registriamo anche notevoli difficoltà di altre aziende dell’appalto e dell’indotto che sono strettamente collegate alla fermata degli impianti annunciati dallo stesso ministro e che ovviamente tali difficoltà si ripercuotono sui lavoratori”.
Inoltre, affermano i sindacati, "è utile ricordare al ministro che in assenza di un acquirente e di un provvedimento che preveda ulteriori risorse finanziarie per garantire le attività di manutenzioni, necessarie quest’ultime alla ripartenza degli impianti, dal primo marzo lo stabilimento non avrebbe liquidità per poter continuare a produrre determinando di fatto il fermo di tutti gli stabilimenti".
Infine, concludono le sigle sindacali, "riteniamo utile ribadire al ministro Urso che il sindacato, unitariamente, non ha mai chiesto di mantenere lo status quo dell’amministrazione straordinaria. Al contrario, ha da sempre rivendicato un forte intervento pubblico come unica soluzione per garantire un serio processo di transizione ecologica e sociale attraverso anche un tavolo tecnico specifico sugli strumenti straordinari per i lavoratori. Il tempo degli annunci e finito. Il governo si confronti con il sindacato, ritiri il piano di chiusura, altrimenti continueremo a mobilitarci”.
Dal 6 dicembre al 6 gennaio la 46esima Mostra del Presepe Castello Episcopio
Il 12 dicembre a Palazzo De Felice, l’inaugurazione della collezione museale civica nazionale dei presepi in ceramica italiani dal 1980 ad oggi. Oltre 200 opere per una mostra permanente che racconta mezzo secolo di tradizione e sperimentazione dell’arte presepiale in Italia
La tradizione, l’autenticità e la bellezza del presepe in ceramica tornano protagoniste a Grottaglie (TA), Città della Ceramiche, con due iniziative di rilievo nazionale: la 46esima Mostra del Presepe – La sacra famiglia, in programma dal 6 dicembre al 6 gennaio al Castello Episcopio, e – novità di quest’anno – l’inaugurazione de “I Presepi”, collezione museale civica nazionale dei presepi in ceramica italiani dal 1980 ad oggi. Una grande esposizione permanente di oltre 200 presepi che troverà spazio a Palazzo De Felice, struttura comunale che sarà riaperta al pubblico per l’occasione. Le iniziative sono promosse e organizzate dal Comune di Grottaglie – Assessorato e Settore Cultura e Valorizzazione della Ceramica.
La Mostra del Presepe, alla sua 46esima edizione, sarà inaugurata il 6 dicembre prossimo (Castello episcopio, largo Immacolata, dalle ore 19). Agli interventi istituzionali del sindaco Ciro D’Alò, dell’assessore comunale alla Cultura, Valorizzazione della Ceramica e Turismo Raffaella Capriglia e della responsabile del Settore Daniela De Vincentis, seguiranno l’intervento di Elena Agosti, a cui è stata affidata la curatela della rassegna, di Pino Codispoti, vicepresidente CoopCulture e dei membri della giuria. Successivamente, si terrà la premiazione delle opere vincitrici del Concorso nazionale collegato alla mostra, indicate a seguito delle valutazioni della stessa giuria. Saranno due i riconoscimenti da assegnare: il premio “Il presepe nella tradizione” (del valore di 3500 euro, sezione riservata agli artisti) e il premio “Borsa di Studio 2025”, dedicato ai Licei Artistici italiani con indirizzo ceramico, del valore di 1.000 euro. Quest’anno, la giuria è composta dal primo cittadino (presidente), dalla curatrice Agosti, esperta di ceramica, storica dell’arte e direttrice del Museo di Villa Lattes ad Istrana (Treviso), dall’architetto Valter Luca De Bartolomeis (dirigente del Liceo artistico statale di Napoli e dell’Istituto ad indirizzo raro Caselli), da Anna Rita Fasano, presidente dell’associazione Pandora Artiste Ceramiste e da Luciana Delle Donne, Ceo founder di Officina Creativa – Made in carcere. Il concorso collegato alla mostra del presepe ha registrato quest’anno una buona partecipazione: le opere candidate sono infatti in numero superiore al doppio rispetto a quello della scorsa edizione; realizzate da artisti di varie località italiane a vocazione ceramica, saranno esposte per il periodo delle festività natalizie nel salone e nelle due sale adiacenti del Castello episcopio, visitabili negli orari di apertura dello stesso sito (per informazioni: Infopoint Castello episcopio). La segreteria organizzativa e l’allestimento sono stati curati in collaborazione con CoopCulture, quale gestore dei servizi turistici, museali e culturali della Città di Grottaglie; patrocini: Comune di Grottaglie, Regione Puglia, POP Pottery of Puglia, AiCC Associazione italiana Città della Ceramica. Collabora alle visite guidate - che saranno curate dagli operatori museali e turistici di CoopCulture - anche la Pro Loco Grottaglie. La serata sarà allietata da alcuni canti gospel a tema natalizio eseguiti dal Falànto Chorus (che si esibirà, a conclusione della inaugurazione della mostra, anche in un concerto nella Chiesa Madre Parrocchia Collegiata Maria SS. Annunziata) e si concluderà con un momento conviviale. L’Amministrazione Comunale di Grottaglie organizza dal 1980 la Mostra del Presepe, una rassegna espositiva che ha avviato un processo di valorizzazione e divulgazione della tradizione presepistica locale e nazionale, evidenziando il genio e la creatività degli artisti provenienti dai maggiori centri ceramici italiani.
Il percorso alla scoperta dell’arte presepiale prosegue il 12 dicembre: alle ore 19, nel Palazzo De Felice (piazza Santa Lucia) sarà inaugurata “I presepi” – collezione museale civica nazionale, i presepi in ceramica italiani dal 1980 ad oggi. Si tratta di un’esposizione di presepi imponente - per il numero, oltre 200 e per la qualità delle opere - prevalentemente in ceramica, patrimonio artistico e culturale del Comune di Grottaglie che sarà permanente. La rappresentazione della Natività è elaborata attraverso forme sinuose e stilizzate, modellate plasticamente e animate da effetti cromatici, tutti elementi che si ritrovano nella realizzazione di presepi semplici o complessi, monoblocco o a figure mobili, decorati su piatti o modellati su pannelli. Sono i presepi premiati nelle varie edizioni della Mostra del Presepe, ma anche altre opere acquisite al patrimonio comunale tramite donazioni. Le opere raccontano la storia della Mostra del Presepe di Grottaglie e, al contempo, la storia dell’arte presepiale italiana negli ultimi cinquant’anni: mezzo secolo di tradizione e sperimentazione artistica sul tema del presepe e della sacra famiglia, declinate negli stili ceramici storicamente e simbolicamente riconosciuti delle Città della Ceramica italiane e collegati al presepe: dall’arte campana e Napoli, a Faenza, a Caltagirone e Ragusa, alla tradizione veneta e, non ultima, alla ceramica di Grottaglie, che ha avuto grandi nomi di maestri presepisti. I visitatori, sui due piani dello storico palazzo, potranno scoprire, attraverso un percorso tra le varie epoche e stili, cosa è stata e cosa sta diventando l’arte del presepe in ceramica in Italia: una forma espressiva che, alla tradizione iconografica della natività, unisce oggi i valori laici e cristiani, universali e contemporanei del dialogo, della solidarietà, della comunità e della pace.
Qualità altissima, 400 iscritti e finali spettacolari: il torneo giovanile conferma il Circolo Tennis Palagiano tra i grandi protagonisti del territorio
Il 18° Mandarin Bowl si è concluso lasciando dietro di sé l’entusiasmo e la soddisfazione di un’edizione che ha davvero segnato un punto di svolta. Con 400 iscritti, arrivati da tutta la Puglia e da regioni limitrofe come Basilicata, Calabria, Abruzzo e Molise, il torneo organizzato dal Circolo Tennis Palagiano ha trasformato quasi venti giorni di gare in una vetrina straordinaria per il tennis giovanile italiano.
Il maltempo e l’altissimo numero di incontri hanno costretto a prolungare la manifestazione fino al 3 dicembre, ma questo non ha scalfito la qualità complessiva di un torneo che, giorno dopo giorno, ha mostrato un livello tecnico altissimo e una partecipazione che ha coinvolto l’intera comunità.
A tracciare un bilancio più che positivo è il presidente Vincenzo Battista, visibilmente orgoglioso:
«Il livello tecnico è stato eccezionale, soprattutto nelle categorie più giovani. La partecipazione di 400 atleti è un risultato storico, che conferma la crescita del movimento tennistico del nostro territorio. Abbiamo chiesto supporto al CT Taranto e allo Sporting Club Massafra, che ringrazio pubblicamente: la loro collaborazione è stata fondamentale per permetterci di mantenere ordine, qualità e sicurezza in un programma così ricco.»
Battista guarda con fiducia anche al futuro del movimento:
«La Puglia può essere tranquilla: i nostri vivai stanno lavorando in maniera eccellente e il livello che abbiamo visto in campo lo dimostra chiaramente.»
Sulla stessa linea il commento del maestro Luciano Liuzzi, che ha vissuto ogni giornata a bordo campo:
«Questa edizione è stata una delle migliori di sempre. I ragazzi hanno mostrato maturità, tecnica e grande intensità. Anche quando il programma è slittato oltre la data prevista, lo spirito del torneo non è mai venuto meno. Il Mandarin Bowl ormai è un passaggio chiave nella crescita dei giovani tennisti.»
Accanto ai risultati sportivi, anche quest’anno il torneo si è trasformato in un luogo di relazione e tradizione, grazie alle serate dedicate alla tagghiarin ‘aschquant’, alla panzerottata e ai buffet offerti dagli sponsor, che hanno unito famiglie, tecnici e atleti in un’atmosfera di autentica convivialità.
I RISULTATI FINALI
I campi del CT Palagiano e dei circoli supporto hanno regalato finali equilibrate e ricche di emozioni, con tanti giovani protagonisti che hanno mostrato talento e carattere.
Nella categoria Under 9 maschile, Alessandro Montanaro (Terra Rossa Brindisi) ha superato al super tie-break un bravissimo Carmine Cucciniello (Tennis School Paola).
Tra le Under 9 femminili, splendida affermazione di Gloria Carrieri (CT Taranto), che ha avuto la meglio su Mia Pia Masulli (CT Barletta).
Negli Under 10 maschili, dominio di Davide Battisti (Top Tennis Team Crispiano), vittorioso ancora una volta su Cucciniello, protagonista di un torneo eccezionale.
Tra le Under 10 femminili, partita solida di Elena Laganara (SC Trani), vincente su Diletta Ricciardella (TC Foggia).
Negli Under 12 maschili, il titolo è andato a Sebastiano Pelosi (SC San Severo), autore di una splendida rimonta su Tiziano Peccarisi (TC Fasano).
Tra le Under 12 femminili, prestazione maiuscola di Arianna Barresi (CT Bari), che ha superato Grazia Maria Tramacera (SC Massafra).
Nella categoria Under 14 maschile si è imposto Diego Zinga (TC La Fenice Cosenza), più concreto nei momenti decisivi rispetto a Luigi Lamarina (CT Maglie).
Tra le Under 14 femminili, grande battaglia tra Bruna Romeo (TC Marina di Ginosa) e Larissa Mazzotta (CT Galatina), con Romeo capace di ribaltare un match complicato.
Infine, super finali negli Under 16:
nel maschile il derby CT Lecce ha visto prevalere Pietro Quinto su Matteo Galasso dopo una sfida al cardiopalma;
nel femminile, successo meritatissimo di Alessandra Battista (CT Palagiano), che ha superato Giorgia Nocco (CT Galatina) grazie a una prova di grande determinazione.
La classifica a squadre ha decretato la vittoria del Circolo Tennis “Mario Stasi” Lecce, premiato per la costanza e la qualità dei suoi giovani atleti.
Il Mandarin Bowl 2025 si chiude dunque con un messaggio chiaro: quando sport, territorio e tradizione si uniscono, possono nascere eventi capaci di lasciare un segno profondo. Questa edizione lo ha fatto in ogni sua sfumatura, confermando Palagiano come uno dei punti più vitali del tennis giovanile del Sud Italia.
Christmas songs, pop e jazz per un evento che unisce musica, comunità e inclusione – Martedì 16 dicembre a Statte la 3ª edizione
Torna anche quest’anno uno degli appuntamenti più attesi del periodo natalizio: “Natale di Note”, lo spettacolo musicale promosso da AutisticaMente Logos, giunto alla sua 3ª edizionee ormai diventato un momento di condivisione, emozione e comunità per il territorio.
L’evento si terrà martedì 16 dicembre alle ore 20.30nell’Auditorium della Chiesa Sacro Cuore a Statte, trasformato per una sera in un palcoscenico di atmosfere calde e suggestive grazie a un repertorio che spazierà tra christmas songs, pop e jazz, interpretato da artisti, operatori e giovani protagonisti vicini al mondo di AutisticaMente.
A condurre la serata sarà Marcello Caricasole, voce nota e apprezzata del panorama locale, che accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale capace di unire festa, riflessione e solidarietà.
“Natale di Note” è molto più di un concerto: è un progetto che nasce dal desiderio di rafforzare il legame tra arte, musica e inclusione, portando sul palco le emozioni e il valore umano che ogni giorno animano il lavoro educativo di AutisticaMente Logos.
La manifestazione rappresenta inoltre un’occasione per valorizzare la presenza delle famiglie, degli operatori e di tutti coloro che, con impegno e sensibilità, sostengono le attività dell’associazione.
L’evento è realizzato grazie al supporto dei partner Parrucchieri Patrizia Bersano, Supermercati Amico, Supermercati Romanazzi e Ki.Fra Comunicazione & Eventi ETS APS, sempre vicini alle iniziative culturali e sociali del territorio.
L’ingresso è aperto alla cittadinanza fino a esaurimento posti.
Inaugurazione oggi con la partecipazione di Mattea Fo
Grottaglie sarà la città in cui verrà posata la prima “Pietra Franca”, un presidio simbolico e culturale dedicato alla lotta contro la violenza di genere. L’iniziativa nasce all’interno del progetto “Per non farla Franca”, ideato dalla scenografa e artigiana Roberta Bria e portato avanti insieme alla Compagnia del Teatro Jonico Salentino (CTJS), con il sostegno della Fondazione Dario Fo e Franca Rame e la collaborazione dell'assessorato alle politiche sociali e pari opportunità del Comune di Grottaglie.
Le Pietre Franche si ispirano alle pietre d’inciampo ideate da Gunter Demnig nel 1992, nate per ricordare le vittime del nazifascismo attraverso un “inciampo” di memoria nella quotidianità. Da quella stessa idea di presenza, consapevolezza e richiamo civile prende forma questo nuovo progetto: mattonelle in ceramica, realizzate a mano, che individueranno le “zone franche” - Comune, stazione dei Carabinieri, Commissariato di Polizia e altri luoghi - per chi vive situazioni di violenza e potrà riconoscere, nello spazio pubblico, un segnale di vicinanza concreta. Su ogni Pietra Franca compare il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, insieme alla frase di Franca Rame che dà senso all’intero percorso: “Abbiamo tutte la stessa storia”.
La prima Pietra Franca sarà inaugurata oggi, 5 dicembre, alle ore 18:00, all’ingresso del Comune di Grottaglie, un luogo scelto per sottolineare il ruolo delle istituzioni nel costruire un territorio capace di riconoscere, accogliere e proteggere. Saranno presenti Mattea Fo, presidente della Fondazione Dario Fo e Franca Rame, le istituzioni comunali e l’Associazione Alzaia Onlus, che gestisce lo sportello antiviolenza “Sostegno Donna”.
A seguire, alle ore 19.30, presso l’Ex Convento dei Cappuccini, si terrà un incontro-dibattito con Mattea Fo, la drammaturga Roxana Pineda, la psicologa Carmen Palazzo, il sindaco Ciro D’Alò e l’assessora alle politiche sociali Ida De Carolis. Un momento di confronto aperto sui temi che attraversano il dibattito nazionale: cultura, responsabilità pubblica, linguaggi, prevenzione e sostegno alle vittime.
Posare una Pietra Franca davanti al Comune significa scegliere di rendere visibile un impegno che deve essere quotidiano. È un invito a fermarsi e a guardare, un modo per ricordare che esiste un numero da chiamare, che c’è una rete pronta ad ascoltare e che chi vive violenza non è sola. Accogliamo questo progetto con grande convinzione, perché parla di responsabilità, di memoria e di coraggio. E perché ogni segnale nello spazio pubblico può diventare un passo verso un cambiamento reale.
Quella di Grottaglie sarà la prima di una serie di installazioni che, nei prossimi mesi, potranno essere replicate in altre città. Un percorso che unisce arte, impegno sociale e partecipazione civica, e che da Grottaglie prende il via con la volontà di lasciare un segno concreto nella vita delle persone e nei luoghi che attraversiamo ogni giorno.

