Due dipendenti di Kyma Ambiente, l’azienda del Comune di Taranto che si occupa dell’igiene urbana, sono stati aggrediti con violenza questa mattina mentre di recavano al lavoro. Si tratta di un uomo e una donna, marito e moglie. Più persone, che erano con il volto coperto, le hanno attese alla periferia di Taranto tendendogli un agguato. L’uomo è stato colpito al volto con una spranga ed è in gravi condizioni in ospedale. Ferita anche la moglie, pare meno gravemente rispetto al marito. Sono scattate le indagini da parte delle forze di polizia, indagini che si muovono a 360 gradi, inclusa la sfera privata. Intanto, l’amministrazione comunale "esprime la propria vicinanza ai due dipendenti di Kyma Ambiente, vittime di una vile aggressione al di fuori di una delle sedi operative dell’azienda. Entrambi sono ora in gravissime condizioni, ma sarebbe potuto andar peggio senza il pronto intervento di alcuni cittadini. Non sono ancora note le ragioni di una tale violenza, le forze dell’ordine stanno indagando per individuare gli aggressori e consegnarli alla giustizia - dice l’amministrazione -. Qualunque sia la matrice dell’aggressione, in ogni caso, l’amministrazione comunale condanna fermamente episodi di questo genere, lodando il coraggio e l’altruismo di quei tarantini che di fronte a questa scena non si sono voltati dall’altra parte". 

 E dopo la Sala Verde di Palazzo Chigi, dove dal pomeriggio di ieri e sino alla serata si sono svolti tre incontri sull’ex Ilva e su Taranto da parte del Governo (al tavolo, nell’ordine, Regione ed enti locali, associazioni delle imprese e sindacati), l’attenzione si sposta a Milano, nell’aula della Corte d’Appello dove oggi pomeriggio si discuteranno le istanze di sospensiva che, contro il provvedimento di fermata dell’area a caldo del siderurgico di Taranto, emesso dalla stessa Corte il 27 luglio, hanno presentato sia Ilva che Acciaierie d’Italia. Sembra improbabile che la Corte possa emettere il verdetto già in giornata. E comunque la decisione arriverà in breve tempo, anche perché Acciaierie ha posto una dead line: 16 settembre. È l’ultimo giorno utile per impedire la fermata degli impianti, visto che i 90 giorni fissati dalla Corte il 27 luglio scadono a fine ottobre e che con questi tempi, qualora fossero confermati, l’ultima colata avverrà a fine mese. Sulla sospensiva è battaglia legale. Gli avvocati dei cittadini di Taranto che hanno promosso l’inibitoria contro l’ex Ilva prima al Tribunale di Milano e poi alla Corte d’Appello - con un passaggio a giugno 2024 anche alla Corte Europea di Giustizia - sostengono che la fermata non comporta alcun danno irreparabile, né pregiudica definitivamente gli impianti siderurgici di Taranto. E dicono che nel tempo gli impianti già più volte sono stati fermati ripartendo poi regolarmente. Ribatte Acciaierie d’Italia: quando gli impianti sono stati fermati a Taranto, sono stati messi in preriscaldo.

Adesso, invece, con il decreto di luglio, la Corte d’Appello ha chiesto la rimozione dell’amianto dai cowpers dagli altiforni e la riduzione delle emissioni di polveri sottili (PM 10 e PM 2,5), interventi - sostiene l’azienda - del tutto infattibili in 90 giorni. E poi, dice Acciaierie, togliere l’amianto dagli altiforni, significa necessariamente fermarli, spegnerli e raffreddarli prima di intervenire. Alle decisioni dei giudici di Milano guardano con attenzione Palazzo Chigi, i ministri più direttamente interessanti al dossier ex Ilva e i sindacati, oltreché gli amministratori locali e la Regione Puglia. Se la stop venisse confermato, sarebbe necessario mettere in campo - come é emerso ieri a Palazzo Chigi - un vero e proprio piano di emergenza, visto che sono migliaia i lavoratori interessati (almeno 10mila diretti) tra Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi, a cui aggiunger le migliaia dell’indotto. Piano di emergenza che naturalmente presuppone il massiccio ricorso alla cassa integrazione, peraltro già in corso nell’ex Ilva. Cassa che riguarderebbe anche le imprese esterne. Almeno come misura immediata. Intanto, in attesa del verdetto di Milano, sono stati scongiurati i licenziamenti collettivi messi in cantiere nelle imprese dell’indotto-appalto. Aigi, associazione di imprese, aveva già avviato le procedure per 2.500 persone. Contestualmente, però, e il Governo ieri lo ha specificato, si vuole lavorare sulla prospettiva, che significa decarbonizzazione e forni elettrici per la fabbrica, scelta del nuovo investitore privato (il Governo ha aperto alla partecipazione dello Stato all’operazione a condizione che vi sia un piano industriale credibile e solido) e progetti di rilancio per Taranto attraverso nuovi investimenti. È quindi un’azione che si muove su due campi quella delineata a Chigi: la contingenza (gli esiti di Milano) e il futuro, ovvero cosa fare per l’ex Ilva e per Taranto. Ma cosa fare per il Governo é comunque necessario anche se la sospensiva venisse accolta, perché, in ogni caso, il siderurgico di Taranto, che ha più di 60 anni, dovrà cambiare volto e decarbonizzarsi, dismettendo i vecchi altiforni e passando ai forni elettrici. Ci sarà, annuncia l’Esecutivo, un Tavolo permanente per Taranto - interministeriale e con le istituzioni del territorio e le parti sociali - che dovrà governare e sovrintendere la questione. Sindacati preoccupati (ieri a Chigi ci sono state fasi di tensione nel confronto con il Governo, c’è stata un’interruzione di circa un’ora nella discussione e si é anche sfiorata la rottura), proprio perché la situazione rischia di esplodere e non si vedono vie d’uscita. É solo una misura parziale, per le sigle, aver fermato i licenziamenti che le imprese avevano già avviato. Serve, dicono i sindacati, un piano straordinario per i lavoratori che preveda non solo la cassa integrazione, ma anche altre soluzioni come prepensionamenti, incentivi all’esodo, uscite agevolate, riconoscimento, ai fini previdenziali e pensionistici, del lavoro siderurgico come usurante, specie se è stato esposto all’amianto nel corso degli anni. A 14 anni dal sequestro dell’area a caldo dell’ex Ilva (luglio 2012, gip Patrizia Todisco) e con un processo di primo grado ancora in corso a Potenza, seppure nettamente ridimensionato nel numero di imputati perché molti sono usciti per via della intervenuta prescrizione - a Potenza perché a Taranto la Corte d’Appello a settembre 2024 ha annullato la sentenza della Corte d’Assise di maggio 2021 -, la vicenda dell’ex Ilva e i suoi riflessi su Taranto e sul Paese, é dunque ancora lontana dall’epilogo.

 

L’iniziativa è promossa dall’Università di Torino e dalla Fondazione Taranto 25

 

 

 

Si sono aperti, nella Tenuta del Barco, i lavori della DAISY International Summer School (Data Analytics for Innovation and Sustainability).

 

Fino all'11 settembre, Taranto sarà centro di un dibattito accademico d’eccellenza.

Ricercatori, dottorandi e giovani studiosi, sono 21 e provenienti da tutto il mondo, stanno svolgendo un percorso di alta formazione dedicato alle sfide contemporanee della ricerca economica.

 

La Summer School DAISY offre un programma rigoroso che coniuga l'analisi dei dati, l’econometria, l'intelligenza artificiale e la text analysis.

Il progetto si pone l’obiettivo di formare una classe di ricercatori impegnata nello studio delle dinamiche di innovazione e dei modelli di sviluppo sostenibile, temi centrali nell'attuale agenda globale e politica.

 

L’iniziativa è promossa dall’Università di Torino, che con Taranto 25 ha siglato un Protocollo d’Intesa.

L’organizzazione territoriale del prestigioso appuntamento è curata della nostra Fondazione con il prezioso il supporto del  Collegio Carlo Alberto e di Priver Industriale srl.

 

La sinergia tra questi soggetti sottolinea la volontà di radicare sul territorio tarantino un hub di competenza di alto livello e in grado di connettere università, ricerca e istituzioni.

La scelta di Taranto non è del resto casuale.

La città, nel cuore delle trasformazioni industriali e delle sfide legate alla sostenibilità, rappresenta lo scenario ideale per un confronto scientifico concreto e di impatto.

 

«DAISY non è semplicemente un percorso formativo ma un tentativo ambizioso di connettere le nuove metodologie di analisi dei dati con le reali necessità di comprensione delle dinamiche di innovazione e sviluppo» dichiara il prof. Francesco Quatraro, ordinario di Economia all’Università di Torino e direttore scientifico del programma.

 

«Grazie al sostegno dei nostri partner e all'impegno della Fondazione Taranto 25, siamo orgogliosi che sia la nostra Taranto ad ospitare questo consesso internazionale capace di guardare al futuro dell'economia sostenibile con strumenti rigorosi e innovativi».

 

 

 

«Siamo orgogliosi di vedere Taranto trasformata, per questi giorni, in un centro nevralgico della ricerca internazionale» commenta Fabio Tagarelli, presidente della Fondazione Taranto 25.

«Sul palco dell’Orfeo, nel novembre del 2025, abbiamo assunto un impegno durante il Due Mari di Talenti ed oggi siamo al momento della realizzazione di questo “ponte girevole” proposto dal nostro concittadino Francesco Quatraro: una summer school destinata ad essere la prima di una lunga serie che porta studiosi e talenti di caratura mondiale a Taranto. E’ un primo e fondamentale passo per costruire nuove prospettive di crescita per il nostro territorio - prosegue Tagarelli -

Questo traguardo è stato reso possibile grazie a una visione condivisa con partner d’eccellenza a cominciare dall'Università di Torino, con la quale abbiamo avviato un dialogo scientifico di altissimo profilo. Ringraziamo ovviamente tutti i partner che sostengono l’iniziativa. La sinergia tra questi attori dimostra come il connubio tra ricerca accademica, istituzioni e mondo dell'impresa sia l'unica strada percorribile per una reale e profonda innovazione. Taranto oggi si conferma terra di trasformazione. Ospitare la DAISY Summer School è il segno tangibile di una città che non solo guarda al futuro… ma che è pronta a giocarsi un ruolo da protagonista con competenza, rigore e rinnovato ottimismo».

 

Il programma delle giornate, strutturato in lectures (tenute da docenti universitari e da alcuni dei principali esperti mondiali del settore) e da laboratori pratici, punta a fornire ai partecipanti una solida base metodologica e una visione diretta sulle strategie di ricerca attualmente pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali.

 

Da domenica 4 ottobre le acque del Mar Grande, della litoranea salentina e delle Isole Cheradi ospiteranno le regate della seconda edizione del Trofeo Taras 2026 2.0 di Vela d'altura dell'alto Jonio, la manifestazione che guarda al futuro senza dimenticare la storia e le tradizioni marinare di Taranto.

L’iniziativa è stata presentata in conferenza stampa presso la “Torre dell’Orologio”, in Piazza Fontana a Taranto, sede del “Museo Dal Mare; all’incontro hanno partecipato Andrea Milizia, ideatore del Trofeo e rappresentante degli armatori, e Alessandro Maruccia, padrone di casa e rappresentante del Museo dal Mare, e Umberto Di Toppa, presidente dell’Associazione Salpiamo Ets.

Sono intervenuti i presidenti dei quattro circoli velici jonici che, spinti da passione e amore per il mare e la vela, ancora una volta si sono uniti per organizzare la manifestazione: C.V. Ondabuena, C.V. Alto Jonio, Sporting Club Pulsano e C.V. Azimuth.

 

L’incontro è stato aperto dall’intervento di Andrea Milizia, che ha esordito annunciando che «il nome “Trofeo Taras 2.0” non è casuale, perché in questa seconda edizione sono stati introdotti importanti elementi di novità rispetto alla prima, con un format rinnovato e ancora più aperto alla partecipazione, in particolare con tre formule di regata per coinvolgere tutti i velisti».

«Si inizia domenica 4 ottobre – ha annunciato Andrea Milizia – con una regata d’altura riservata alle imbarcazioni con equipaggio di due persone, una delle principali novità di questa seconda edizione. La partenza avverrà all’interno della rada di Mar Grande, nel Golfo di Taranto, da dove la flotta farà rotta verso la litoranea salentina, raggiungendo il tratto di mare antistante Lido Gandoli, per poi fare ritorno nella rada di Mar Grande. Sarà una prova particolarmente affascinante, che porterà le imbarcazioni a confrontarsi non soltanto sul piano tecnico e tattico, ma anche sulla gestione della navigazione d’altura con un equipaggio ridotto».

Le successive quattro giornate prevedono invece tre giornate di prove “a bastone”, su un percorso lineare avanti e indietro rispetto alla direzione del vento, e una ulteriore regata costiera di lunga distanza, per la quale gli organizzatori stanno valutando un suggestivo percorso intorno alle Isole Cheradi.

 

Il Trofeo Taras 2.0 prevede una particolare attenzione alla dimensione sociale e culturale della vela, come ha sottolineato intervenendo Alessandro Maruccia: «alla manifestazione parteciperà “Museo dal Mare” che assegnerà un riconoscimento alle imbarcazioni con oltre 25 anni di età, valorizzando così quelle barche che rappresentano una parte della storia della nautica e della vela».

«Il Trofeo Taras 2.0 – ha sottolineato Alessandro Maruccia – vuole essere molto più di una semplice competizione velica: è un progetto che unisce sport, mare, tradizione, inclusione e cultura, con l'ambizione di riportare Taranto e il suo straordinario campo di regata al centro dell'attenzione degli appassionati della vela d'altura».

Importante anche la collaborazione con l'associazione Salpiamo Ets che consentirà a ragazzi con alcune difficoltà di vivere direttamente l'esperienza della vela e di partecipare come membri di equipaggio alle regate d'altura: «sarà – ha spiegato il Presidente Umberto Di Toppa - un modo concreto per trasformare la competizione sportiva in uno strumento di inclusione, aggregazione e crescita personale».

 

Ha poi ripreso la parola Andrea Milizia spiegando che «uno degli obiettivi del Trofeo del Mare 2.0 è quello di creare una manifestazione capace di mettere insieme agonismo, passione e partecipazione, offrendo a un numero sempre maggiore di appassionati la possibilità di vivere il mare attraverso la vela d'altura. Per questo grande attenzione è stata riservata anche alla possibilità di rendere il Trofeo accessibile a diverse tipologie di equipaggi».

Le imbarcazioni potranno partecipare nella classe ORC, destinata agli equipaggi più sportivi e alle imbarcazioni che già partecipano abitualmente alle competizioni veliche. Inoltre, sarà disponibile il Rating FIV by ORC, un rating gratuito pensato per consentire di partecipare anche a chi non possiede una particolare esperienza agonistica o dispone di un'imbarcazione non specificamente concepita per le regate. Completerà l'offerta la classe monotipo J/24, dedicata alle imbarcazioni della celebre classe monotipo.

 

La serata è stata anche l'occasione per inaugurare, sempre nella Torre dell'Orologio, la mostra di opere pittoriche di Puccio Saltalamacchia, velista molto conosciuto a Taranto che, appassionato di pittura, nelle sue tele ha immortalato alcuni dei momenti più suggestivi delle regate d'altura disputate nelle acque di Taranto per un trentennio, a partire tra gli anni Ottanta. Le sue opere restituiscono immagini, atmosfere e personaggi di una stagione importante della vela tarantina, creando un ideale collegamento tra la storia del nostro mare e il presente del Trofeo Taras. Alla serata hanno partecipato anche alcuni familiari di Puccio Saltalamacchia che, emozionando i presenti hanno voluto condividere testimonianze e ricordi del suo profondo amore per il mare e per la vela.

 

 

 

Da venerdì 11 a domenica 13 Settembre 2026tornano le grandi emozioni del nuoto in acque libere con Mediterraneo Open Water, l'evento organizzato da Mediterraneo Sport SSD a r.l.e dedicato agli appassionati di nuoto.

Per questa nuova edizione, la manifestazione si sposta nella suggestiva cornice del Mon Rêve Ecogreen Resort, sulla Litoranea Ionica di Taranto, una location che offre uno scenario ideale per vivere tre giornate di sportmare e spettacolo.

Dopo il successo delle precedenti edizioni e il crescente interesse da parte di atleti, società sportive e appassionati provenienti da tutta Italia e dall'estero, Mediterraneo Open Water si conferma un appuntamento di riferimento nel panorama del nuoto in acque libere.

Anche per il 2026 gli atleti avranno l'opportunità di confrontarsi in un contesto tecnico di alto livello, immersi nelle acque cristalline del Mar Ionio, vivendo un'esperienza unica all'insegna dello sport e dell'ospitalità.

Venerdì 11 settembre la presentazione del “Premio Zeus – premio internazionale di archeologia della Città di Ugento”

 

 

Appena conclusi i Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, il Museo archeologico nazionale di Taranto, si prepara ad ospitare un altro appuntamento di rilievo per la cultura nell’area del mediterraneo.

Si svolgerà, infatti, venerdì 11 settembre alle ore 10.00 davanti alla statua di Zeus (Sala I – Piano secondo del MArTA), la conferenza stampa di presentazione del “Premio Zeus – premio internazionale di Archeologia della città di Ugento”, ente che ormai da tre anni collabora con il Museo tarantino per la diffusione dei valori culturali e identitari della Puglia e del Salento in particolare, proprio sotto l’egida del capolavoro della bronzistica tardo-arcaica ritrovato ad Ugento nel 1961 e attribuito a un atelier tarantino (530 a.C.).

« E’ un legame che il MArTA rinnova di anno in anno con il Premio e con l’amministrazione comunale di Ugento – dice la direttrice del MArTA, Stella Falzone - condividendo a pieno lo spirito dell’iniziativa, che si pone in perfetta sinergia al servizio della valorizzazione dell’importante giacimento culturale di questa parte del nostro paese: lo Zeus, che in queste ore tornerà da un’ importante mostra ospitata all’interno del Museo dell’Acropoli di Atene, ancora una volta testimonia il valore del dialogo e della interazione culturale tra le diverse sponde del Mediterraneo (anche in epoca moderna!), come tra l’antica colonia spartana e le popolazioni messapiche».

Alla conferenza stampa di presentazione dell’edizione di quest’anno del Premio Zeus, oltre alla direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, Stella Falzone, saranno presenti gli ideatori dell’importante iniziativa dedicata ai riconoscimenti in favore di chi si è distinto a livello nazionale e internazionale nelle attività di studio, ricerca e valorizzazione di questo importante patrimonio culturale.

All’incontro con la stampa parteciperanno Laura Scorrano di Ura Teatro e direttrice artistica della serata evento che si svolgerà il 12 settembre,Loredana Gianfrate della cooperativa Imago, l’assessore alla cultura e il vice sindaco del Comune di Ugento, rispettivamente Chiara Congedi Massimo Lecci e il sindaco della cittadina di Ugento,Salvatore Chiga.

Nel corso della conferenza stampa saranno illustrate le novità di quest’anno del Premio Zeus ma sarà celebrato anche il ritorno a casa del bronzo che da giugno alla fine di agosto ha rappresentato uno dei capolavori della Magna Grecia nell’esposizione internazionale di Atene.

« La statuetta bronzea, inserita nei 38 capolavori che il MIC ha voluto proporre nella mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca” nel Museo dell’Acropoli di Atene è diventata così il simbolo di una città e della sua eredità culturale – dice Chiara Congedi, assessore alla cultura del Comune di Ugento – esattamente come il Premio Zeus che non solo valorizza il lavoro di chi dedica la sua vita all’archeologia, ma prova a creare relazioni che siano in grado di valorizzare il territorio d’Ugento, non più soltanto come un importante centro di turismo balneare, ma anche come rilevante luogo di testimonianza archeologica e culturale per tutto il Mediterraneo» .

 

Con un comunicato stampa il Taranto ha ufficializzato il ritorno di Francesco Montervino in qualità di DS della formazione rossoblu. Per Montervino ex capitano fa calciatore di Taranto e Napoli si tratta del terzo ritorno nella dirigenza ionica. Proprio con lui in qualità di DS i rossoblu vinsero il campionato di serie D 2020-2021 che si disputò senza pubblico a causa del Covid. A Montervino spetta ora il compito di individuale il nuovo tecnico. Sembra affievolirsi la candidatura di Fabio Prosperi e Ciro Ginestra che sono sotto contratto con Cavese e Guidonia e allo stesso tempo avrebbero manifestato perplessità a scendere in Eccellenza. Prende invece corpo l'ipotesi Vincenzo Feola, ex tecnico di Casarano e Cerignola che ha vinto diversi campionati di D. Le prossime ore saranno dirimenti per capire a chi spetterà il compito di traghettare la nave rossoblu verso lidi più ambiziosi come da programmi societari.

 

 

Il governo non esclude una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, come richiesto dai sindacati, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante l’incontro con le organizzazioni sindacali sull’ex Ilva di Taranto, parlando della gara per l’acquisto dell’ex Ilva.

Per quanto riguarda i tempi di valutazione delle offerte - ha aggiunto Mantovano - occorreranno un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione e ai quali seguirà poi la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva. Il governo - ha aggiunto Mantovano - sulla base delle offerte presentate e in presenza di un piano industriale solido e credibile, non esclude una partecipazione pubblica, come richiesto dalle organizzazioni sindacali. 

La posizione del governo - ha affermato Mantovano - è che per l’acciaio in Italia è necessario un futuro green, quindi forni elettrici alimentati a Dri. Non si tratta - ha sottolineato il sottosegretario - di una mera affermazione di principio, in quanto per il Dri sono già presenti risorse che il Governo intende utilizzare.

Riguardo all’area a caldo dell’ex Ilva, se la Corte d’Appello di Milano confermerà il decreto di sospensione - ha spiegato Mantovano - si porranno tre questioni principali: la sorte dei lavoratori impiegati finora; il futuro della produzione di acciaio, non solo a Taranto ma in tutta Italia; il futuro produttivo dell’area di Taranto.

Per affrontare la situazione - ha spiegato Mantovano - occorre quindi muoversi lungo tre direttrici: le prospettive della gara per individuare il nuovo acquirente e la valutazione del piano industriale che sarà presentato; l’individuazione di misure di carattere sociale, dalla Cigs a percorsi di esodo incentivati; lo sviluppo dei progetti di reindustrializzazione, e quindi di assorbimento degli eventuali esuberi, non solo per i dipendenti ex Ilva ma anche delle aziende dell’indotto.

 L'incontro a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati sull’ex Ilva è terminato intorno alle 2130. Ci si é aggiornati nel giro di qualche giorno, il tempo di vedere cosa decide la Corte d’Appello di Milano sull’istanza di sospensiva del decreto di fermata dell’area a caldo del siderurgico di Taranto adottato dall’autorità giudiziaria lo scorso 27 luglio, con scadenza 90 giorni, quindi fine ottobre. Sulla base di ciò che decideranno i magistrati - l’udienza si terrà domani - i ministri che hanno partecipato al vertice di stasera a Chigi definiranno azioni e iniziative per la fabbrica, i lavoratori e la città di Taranto.

 

 

Il governo non esclude una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, come richiesto dai sindacati, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante l’incontro con le organizzazioni sindacali sull’ex Ilva di Taranto, parlando della gara per l’acquisto dell’ex Ilva.

Per quanto riguarda i tempi di valutazione delle offerte - ha aggiunto Mantovano - occorreranno un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione e ai quali seguirà poi la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva. Il governo - ha aggiunto Mantovano - sulla base delle offerte presentate e in presenza di un piano industriale solido e credibile, non esclude una partecipazione pubblica, come richiesto dalle organizzazioni sindacali. 

La posizione del governo - ha affermato Mantovano - è che per l’acciaio in Italia è necessario un futuro green, quindi forni elettrici alimentati a Dri. Non si tratta - ha sottolineato il sottosegretario - di una mera affermazione di principio, in quanto per il Dri sono già presenti risorse che il Governo intende utilizzare.

Riguardo all’area a caldo dell’ex Ilva, se la Corte d’Appello di Milano confermerà il decreto di sospensione - ha spiegato Mantovano - si porranno tre questioni principali: la sorte dei lavoratori impiegati finora; il futuro della produzione di acciaio, non solo a Taranto ma in tutta Italia; il futuro produttivo dell’area di Taranto.

Per affrontare la situazione - ha spiegato Mantovano - occorre quindi muoversi lungo tre direttrici: le prospettive della gara per individuare il nuovo acquirente e la valutazione del piano industriale che sarà presentato; l’individuazione di misure di carattere sociale, dalla Cigs a percorsi di esodo incentivati; lo sviluppo dei progetti di reindustrializzazione, e quindi di assorbimento degli eventuali esuberi, non solo per i dipendenti ex Ilva ma anche delle aziende dell’indotto.

 L'incontro a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati sull’ex Ilva è terminato intorno alle 2130. Ci si é aggiornati nel giro di qualche giorno, il tempo di vedere cosa decide la Corte d’Appello di Milano sull’istanza di sospensiva del decreto di fermata dell’area a caldo del siderurgico di Taranto adottato dall’autorità giudiziaria lo scorso 27 luglio, con scadenza 90 giorni, quindi fine ottobre. Sulla base di ciò che decideranno i magistrati - l’udienza si terrà domani - i ministri che hanno partecipato al vertice di stasera a Chigi definiranno azioni e iniziative per la fabbrica, i lavoratori e la città di Taranto.

 

 

Il governo non esclude una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, come richiesto dai sindacati, purché sia presentato un piano industriale solido e credibile. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, durante l’incontro con le organizzazioni sindacali sull’ex Ilva di Taranto, parlando della gara per l’acquisto dell’ex Ilva.

Per quanto riguarda i tempi di valutazione delle offerte - ha aggiunto Mantovano - occorreranno un paio di mesi perché scada il termine per la presentazione e ai quali seguirà poi la trattativa, per tutta la durata della quale resterà in piedi l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva. Il governo - ha aggiunto Mantovano - sulla base delle offerte presentate e in presenza di un piano industriale solido e credibile, non esclude una partecipazione pubblica, come richiesto dalle organizzazioni sindacali. 

La posizione del governo - ha affermato Mantovano - è che per l’acciaio in Italia è necessario un futuro green, quindi forni elettrici alimentati a Dri. Non si tratta - ha sottolineato il sottosegretario - di una mera affermazione di principio, in quanto per il Dri sono già presenti risorse che il Governo intende utilizzare.

Riguardo all’area a caldo dell’ex Ilva, se la Corte d’Appello di Milano confermerà il decreto di sospensione - ha spiegato Mantovano - si porranno tre questioni principali: la sorte dei lavoratori impiegati finora; il futuro della produzione di acciaio, non solo a Taranto ma in tutta Italia; il futuro produttivo dell’area di Taranto.

Per affrontare la situazione - ha spiegato Mantovano - occorre quindi muoversi lungo tre direttrici: le prospettive della gara per individuare il nuovo acquirente e la valutazione del piano industriale che sarà presentato; l’individuazione di misure di carattere sociale, dalla Cigs a percorsi di esodo incentivati; lo sviluppo dei progetti di reindustrializzazione, e quindi di assorbimento degli eventuali esuberi, non solo per i dipendenti ex Ilva ma anche delle aziende dell’indotto.

 L'incontro a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati sull’ex Ilva è terminato intorno alle 2130. Ci si é aggiornati nel giro di qualche giorno, il tempo di vedere cosa decide la Corte d’Appello di Milano sull’istanza di sospensiva del decreto di fermata dell’area a caldo del siderurgico di Taranto adottato dall’autorità giudiziaria lo scorso 27 luglio, con scadenza 90 giorni, quindi fine ottobre. Sulla base di ciò che decideranno i magistrati - l’udienza si terrà domani - i ministri che hanno partecipato al vertice di stasera a Chigi definiranno azioni e iniziative per la fabbrica, i lavoratori e la città di Taranto.

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