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Giornale di Taranto - Giornalista1

La compagnia Crest ha avviato fino al 25 luglio un ciclo di quattro laboratori dal lunedì al giovedì intitolato «Le settimane della creatività» che ha già fatto registrare il pieno di iscrizioni nell’ambito del progetto «Un teatro sotto le ciminiere». Si tratta di workshop dedicati a bambini e ragazzi pensati con la classica formula del «camp» nel periodo di chiusura delle scuole. L’iniziativa prevede giochi, laboratori di lettura, teatro, musica e circo con l’obiettivo di colmare durante l’estate il gap della città in termini di servizi culturali ed educativi. Pertanto, il teatro TaTà accoglierà bambine e bambini gratuitamente e ad ogni laboratorio prevederà il coinvolgimento dello staff del Crest e di un «esperto» per ognuna delle arti di riferimento previste nel corso della settimana.

I quattro workshop si articoleranno in questo modo. Dal 1° al 4 luglio Annina Saragaglia, performer di «street theatre» e «tip tap», nata in Germania ma cresciuta in Puglia, proporrà un progetto su danza, ritmo e movimento, mentre dall’8 all’11 luglio gli incontri saranno sulle arti circensi e vedranno la partecipazione dei responsabili di Circo Laboratorio Nomade, la scuola circense di Crispiano nata grazie al progetto regionale «Bollenti Spiriti» attraverso la quale ha preso vita in provincia di Taranto un nuovo modo di intendere la combinazione tra arte e sport.

Dal 15 al 18 luglio seguirà il laboratorio musicale con Fabio Trimigno comprendente una fase di apprendimento di costruzione degli strumenti, mentre la chiusura, dal 22 al 25 luglio, sarà affidata agli artisti del Crest con un focus sul teatro.

Tra l’altro, questi quattro laboratori s’inseriscono in un più ampio progetto comprendente anche un cartellone di spettacoli «tout public» in corso nella ristrutturata arena estiva della sede della compagnia, in via Grazia Deledda, al quartiere Tamburi, dove sino al 4 settembre si terranno gli otto appuntamenti della rassegna «In cortile al TaTà», anche questa inserita nel progetto «Un teatro sotto le ciminiere» avviato dal Crest nell’ambito delle azioni pilota per il welfare culturale e la valorizzazione dei luoghi di cultura promosse da Regione Puglia, Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, Teatro Pubblico Pugliese - Consorzio per le Arti e la Cultura e Polo Arti, Cultura e Turismo – P.A.C.T.

La Guardia di Finanza di Bari sta eseguendo nelle province di Taranto, Bari, Milano, Monza-Brianza e Modena un decreto di perquisizione personale e locale emesso dalla Procura di Taranto nei confronti di 10 persone (amministratori, procuratori, dipendenti e collaboratori pro tempore di Acciaierie d\\\'Italia, società, attualmente in amministrazione straordinaria che gestisce lo stabilimento ex Ilva di Taranto). Sono indagati per il reato di truffa allo Stato. Dalle indagini è emersa una “artificiosa manipolazione dei dati afferenti alle emissioni di CO2 riconducibili alle attività di AdI spa e poste in essere in epoca precedente la sottoposizione della società alla procedura di amministrazione straordinaria”, quest’ultima scattata lo scorso febbraio con la nomina dei commissari da parte del Mimit. La gestione precedente della società vedeva, invece, ArcelorMittal, multinazionale dell’acciaio, come socio di maggioranza di AdI, con Lucia Morselli amministratore delegato. Le indagini hanno consentito di rilevare, in relazione alla restituzione delle quote CO2 \\\"consumate\\\" nell\\\'anno 2022 e all\\\'assegnazione di quelle a titolo gratuito per l\\\'anno 2023, varie irregolarità commesse da Acciaierie d\\\'Italia. In particolare la società, secondo le indagini, avrebbe “attestato nel piano di monitoraggio e rendicontazione al Comitato ETS (Emission Trading System) falsi quantitativi di consumi di materie prime (fossile, gas, ecc.), di prodotti finiti e semilavorati e relative giacenze, così alterando i parametri di riferimento (\\\"fattore di emissione\\\" e \\\"livello di attività\\\")”.

   Avrebbe inoltre “dichiarato al registro EU ETS (Sistema Europeo di Scambio di Quote di Emissione) un numero di quote CO2 inferiore a quello effettivamente emesso, inducendo in errore il Comitato ministeriale, che si determinava ad assegnare gratuitamente allo stabilimento ex Ilva di Taranto, per l\\\'anno 2023, un ammontare di quote superiore a quello effettivamente spettante”.

“Attraverso tali condotte - dichiara la GdF - gli indagati avrebbero procurato un ingiusto profitto per ADI S.p.A. consistito da un lato in un risparmio di spesa, realizzato con la restituzione allo Stato -e, nello specifico, al Comitato ministeriale- di quote CO2 inferiore a quello che la società avrebbe dovuto restituire; dall\\\'altro nei maggiori ricavi determinati dal riconoscimento di quote di CO2 gratuite in misura eccedente con pari danno del mercato primario delle \\\"aste pubbliche\\\" dello Stato”.

   “I riscontri investigativi in corso - precisa la Finanza - sono finalizzati a rinvenire ulteriori elementi probatori utili al prosieguo delle indagini, con particolare riferimento alla documentazione amministrativa e contabile funzionale alla puntuale ricostruzione delle procedure in esame, nonché all\\\'esatta quantificazione delle quote effettivamente”. Il sistema europeo in questione prevede lo “Scambio di Quote di Emissione (EU ETS)”. È istituito dalla Direttiva 2003/87/CE (Direttiva ETS) che costituisce il principale strumento adottato dall\\\'Unione Europea per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nei settori energivori a seguito della sottoscrizione del Protocollo di Kyoto. Il sistema, si rileva, si basa essenzialmente su un meccanismo di capotrade che fissa un tetto massimo al livello complessivo delle emissioni consentite a tutti i soggetti vincolati, permettendo ai partecipanti di acquistare e vendere sul mercato diritti a emettere CO2 (quote) secondo le loro necessità nel rispetto del limite stabilito. Il meccanismo ha lo scopo di mantenere alti i prezzi dei titoli per disincentivare la domanda e, pertanto, indurre le imprese europee ad inquinare meno. 

Da alcuni anni la disastrosa condizione in cui versa la rete di collegamenti di Taranto con il resto del Paese raggiunge il culmine soprattutto nei mesi estivi, quando puntualmente Trenitalia avvia lavori di ammodernamento che, in attesa di futuri ipotetici benefici a livello di tempi di percorrenza, nell’immediato sono in grado di arrecare all’utenza solo una quantità inimmaginabile di disagi.

La situazione è divenuta insostenibile tanto da indurre il sindaco del capoluogo ionico, Rinaldo Melucci, a rivolgersi al ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, chiedendo un suo intervento affinché si adottino misure capaci di porre fine una volta per tutte ad un vero e proprio “stato di isolamento” che sta penalizzando oltremodo l’intero territorio. Domattina, l’istanza sarà formulata attraverso una lettera ufficiale con cui si intende evidenziare come il recente avvio della stagione crocieristica stia confermando Taranto meta particolarmente apprezzata da visitatori stranieri fra le località del Mediterraneo. Proprio in virtù della sua sempre più crescente dimensione internazionale, la città meriterebbe di poter alimentare questo flusso turistico contando anche su una adeguata rete di collegamenti ferroviari e, perché no, aerei. Ed invece nulla di tutto questo. La “adeguata rete di collegamenti” si limita solo a quella ferroviaria, che quando è operativa mostra lacune non ammissibili nel XXI secolo. Raggiungere Taranto in treno rappresenta una vera e propria impresa, in particolar modo nel periodo estivo, quando scattano immancabili lavori di straordinaria manutenzione sulla tratta che porta a Roma. Una penalità scontata anche dai tarantini i quali, qualora volessero recarsi nella Capitale, devono essere consapevoli di non poter avere a disposizione alcun intercity, alcun Frecciarossa o Frecciabianca che consentano viaggi degni di tal nome. E tutto questo senza alternative che non spingano a spostarsi verso Bari o verso Brindisi, due città dalle quali oltre a partire i treni decollano pure gli aerei. Può apparire paradossale, ma è proprio quello che accade in una città che viene ritenuta “strategica” per le sorti economiche del Paese quando si parla di “industria pesante”, ma che diventa ininfluente quando il discorso si sposta sui collegamenti con il resto del Paese. Nella sua missiva, il sindaco non manca di chiedersi come si fa a considerare “strategica” una città che non vede partire treni e che, pur avendo un’aerostazione dotata di tutti i requisiti per entrare in attività, non può far volare aerei. Insomma, è tutt’altro che un bel biglietto da visita in vista delle grandi manifestazioni sportive internazionali che il capoluogo ionico, a partire dal prossimo anno, ospiterà in qualità di “Città Europea della Sport” (2025) e come sede dei XX Giochi del Mediterraneo (2026). Per dirla in altre parole è uno “sfregio” ad una città che, facendo leva sul piano “Ecosistema Taranto”, punta alla sua rigenerazione urbana, ambientale, sociale, culturale ed economica, ad una città che è conscia di poter contare su enormi potenzialità e su vocazioni turistiche alimentate dalla sua invidiabile posizione geografica e dal suo inestimabile patrimonio storico e naturalistico. Potenzialità e vocazioni che, per quanto coltivate ed ottimizzate grazie ad un’oculata programmazione politico-amministrativa, rischiano di rimanere o inespresse o fortemente penalizzate non solo dalla presenza della “grande industria”, ma anche e soprattutto dall’assenza di una valida ed efficiente rete di trasporti.

 La questione questione è stata sollevata anche da Assoturismo Confesercenti Taranto che dichiara :

diminuisce  sempre più il numero dei treni disponibili e, insomma raggiungere TARANTO non è facile. Anche l’ultimissima notizia che giunge da RFI, ovvero che la fermata a Taranto del Frecciarossa sia stata eliminata e che quindi non ci sia più  neanche un treno diretto Taranto-Roma e viceversa, rende Taranto sempre più isolata e al di fuori dei flussi turistici: dovremo accontentarsi solo di inevitabili cambi a Bari o di Bus sostitutivi. 

Non abbiamo, in verità, neanche una stazione ferroviaria degna di questo nome: senza un bar ristoro, senza un’edicola, quasi abbandonata a se stessa. Come se qualcuno volesse di fatto cancellarla. La misura è colma.  Non parliamo poi dei servizi taxi e ncc: a volte i turisti ci riferiscono di ritardi ingiustificati e di modalità comportamentali di servizio inaccettabili. Insomma occorre un riordino generale di tutto questo. Anche questo fa immagine. Anche questo fa parlare di noi.

 

Assoturismo Confesercenti Taranto perciò  esprime forte preoccupazione per la situazione attuale dei trasporti aerei, terrestri e dei servizi privati connessi: una situazione che rischia di penalizzare gravemente il settore turistico, commerciale ed economico del nostro territorio. 

 

“Le previsioni sugli arrivi turistici indicano con anticipo un incremento positivo dei numeri – così una nota di Assohotel Confesercenti  - non possiamo qiuindi farci ritrovare impreparati di fronte a questa crescita della domanda e dobbiamo insistere su un deciso incremento  dell’offerta dei nostri servizi. Sentiamo sempre più l’esigenza di avere un nostro aeroporto operativo da utilizzare anche per i voli charter. Ci riesce difficile capire poi perchè il numero dei voli disponibili debba rimanere così limitato: se cresce la domanda di conseguenza, le compagnie aeree dovrebbero incrementare i voli, invece assistiamo ad una  progressiva riduzione che tra l’altro genera un innalzamento delle tariffe che oggi diventano sempre meno sostenibili. 

 

E d’altro canto dobbiamo pure registrare la carenza di collegamenti tra gli aeroporti di Bari e Brindisi con la nostra città – così continua Assoturismo Confesercenti -  se non possiamo ottenere a differenza di Bari e Brindisi -come sembra oramai- l’alta velocità, che le Autorità competenti ci assicurino per lo meno i necessari collegamenti con gli aeroporti, ed anche maggiori collegamenti ferroviari regionali. A proposito, a che punto siamo con il famoso contributo regionale per i collegamenti, così come è avvenuto per il Salento ed il Gargano?  Quando arriverà e quanto spetterà a Taranto? Giusto per organizzarci anche se la stagione estiva è già a metà. 

 

Per dirla in breve, e questo è il grido di allarme di Assoturismo Confesercenti:  se da un lato abbiamo bisogno di rendere il il nostro territorio più accessibile, più competitivo ed accogliente  dall’altro occorre aumentare quantitativamente ma anche qualitativamente  l’offerta dei servizi di trasporto, insieme ad un necessario contenimento dei prezzi che appaiono al momento fuori mercato.

Il ripristino dei collegamenti e in particolare del Frecciarossa è chiesto dai cittadini anche  attraverso una petizione popolare attivata su change.org.

Lu.Lo. 

 Partenza in salita per la trattativa al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione straordinaria che Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva, ha chiesto per 5200 dipendenti, per un anno, di cui 4.400 a Taranto. “Non c’è ancora aria di rottura ma siamo distanti”, ha dichiarato all\'AGI una fonte sindacale presente al tavolo ministeriale. 

La trattativa si è aperta ieri mattina al ministero del Lavoro, presenti l’amministrazione straordinaria dell’azienda, l’ex Ilva, i sindacati, il Governo e le Regioni sedi degli stabilimenti siderurgici, tra cui Puglia e Liguria. Cassa per un anno, con possibilità di proroga, che vede già i numeri presentati dall’azienda: 5.200 unità totali di cui 4.400 a Taranto.

    Si tratta di un impatto forte sull’organico se si considera che l’ex Ilva ha ora 9.869 dipendenti e che di questi 8.025 sono a Taranto. Se quindi dovessero essere confermati questi numeri, i cassintegrati rischiano di essere più della metà della forza lavoro, una quota molto alta, mentre ora la cassa coinvolge 3.000 addetti di cui 2.500 a Taranto. In tutti i casi si parla di numero medio massimo. Per Acciaierie,  l’amministrazione straordinaria guidata dai commissari spiega che con un solo altoforno in marcia, il 4, “la produzione allo stato si attesta su volumi pari a max 1.000.000-1.500.000 tonnellate annue”. C’é una previsione di “graduale incremento sino a raggiungere circa 2.500.000-3.000.000 tonnellate”, ma riguarda “dicembre 2024 a seguito della ripartenza dell’altoforno 2”. Ne consegue, per AdI, che “i livelli produttivi attuali ed attesi non sono sufficienti a garantire l’equilibrio e la sostenibilità finanziaria”. 

    Per Acciaierie d’Italia la via d’uscita sta nella “progressiva attuazione del programma”, a partire dal piano di ripartenza da 330 milioni, di cui 280 relativi a lavori di ripristino a Taranto, per finire al prestito ponte da 320 milioni, sul quale si attende ancora il via libera della Commissione Europea. Questo programma “consentirà di pervenire gradualmente ai livelli produttivi attesi e, al completamento dello stesso, al pieno utilizzo dell’organico”, dicono i commissari di AdI. 

    Intanto l’azienda ha lanciato ai sindacati segnali di dialogo, anticipando che stavolta la gestione della cassa sarà molto diversa da quella di Acciaierie a trazione Mittal-Morselli, che la rotazione del personale in cassa sarà effettiva e che per i dipendenti ci sarà un’integrazione economica. “L’azienda ha assicurato un’integrazione al 70% dell’indennità di cigs, oltre che a importanti pacchetti di formazione in presenza. E’ stato anche confermato il criterio della massima rotazione possibile dei cassaintegrati per evitare persone a zero ore”. si legge infatti in una nota.

 “Durante la riunione sono emersi temi importanti da parte delle sigle sindacali che il management di Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria si impegnerà a risolvere, sottolineando la totale disponibilità a trovare soluzioni condivise con le associazioni sindacali” afferma l’azienda, che era rappresentata dal direttore generale Maurizio Saitta e dal direttore delle Risorse Umane, Claudio Picucci. “I rappresentanti sindacali nazionali hanno informato il tavolo - annuncia infine AdI in as - che le loro strutture confederali hanno richiesto un incontro alla presidenza del Consiglio dei Ministri in ordine alle prospettive future e al rilancio di Acciaierie d’Italia. In conclusione, il rappresentante del Ministero del Lavoro, ha confermato che verranno calendarizzate ulteriori riunioni sul tema della cassa integrazione nell’ottica di raggiungere un accordo condiviso”.

Intanto i sindacati esprimono preoccupazione su un futuro quanto mai incerto.

“La richiesta di cassa integrazione formulata da Acciaierie d\'Italia, con numeri così drastici, rischia di compromette del tutto il senso di discontinuità che l\'amministrazione straordinaria ha provato a dare fin qui attraverso un dialogo costruttivo e un\'interlocuzione abbastanza costante e schietta”. Lo dichiara Usb, con Franco Rizzo e Sasha Colautti. L’azienda ha chiesto la cassa per 5.200 dipendenti. “Manca quasi del tutto - dice Usb - la discussione sul piano industriale e mancano le garanzie sulla sostenibilità economica per realizzarlo. Garanzie che può determinare solo il Governo. Di sicuro dall\'amministrazione straordinaria non ci aspettavamo miracoli, ma il livello di incertezza che ci è stato rappresentato al tavolo odierno è troppo alto e dà alla nostra organizzazione sindacale la sensazione che anche la partita sulla vendita al privato prospetti l\'ennesimo regalo di stato dove a pagare sono sempre i lavoratori e i cittadini”. L’Usb dice che “serve che la discussione sui presupposti di realizzazione del piano di rilancio sia seria, per affrontare nel merito, anche nei territori, il quadro complessivo, anche e soprattutto alla luce dell\'ultima sentenza della Corte Europea”. Quest’ultima una settimana fa, rimettendo le decisioni al giudice nazionale, ha detto che l’attività della fabbrica va fermata se costituisce un grave pericolo per la salute. 

 “Oggi non era la giornata nella quale entrare nel dettaglio spicciolo della cassa integrazione, anche se molto si è fatto, ma era la giornata di aggiornamento sulla prospettiva che quest’azienda deve avere. Ci è stato presentato dall’azienda un primo approccio sull’aumento dei fornitori, sulle richieste che sono state fatte, sugli acquisti, proprio perchè probabilmente è loro volontà dimostrare quello che stanno facendo”. ha detto Valerio D’Alò, segretario nazionale Fim Cisl, all’uscita del ministero. “Ci è stato anche presentato un piano su come quel piano di ripartenza - ha aggiunto D’Alò a proposito dell’intervento da 330 milioni per il ripristino degli impianti negli stabilimenti, presentato lo scorso 7 maggio - stia dando le sue prime risposte. Noi abbiamo posto argomenti imprescindibili. La cassa integrazione, se deve partire come procedura, deve sì puntare al quadro attuale, un milione di tonnellate che produciamo, ma deve dare anche risposte e certezze di cosa succede nel momento in cui gli impianti ripartono e il tonnellaggio aumenta. Per noi questo è fondamentale. Poi, e su questo l’azienda ha già dato delle aperture, e questo agevola la discussione, il trattamento che deve essere riservato ai lavoratori che deve essere assolutamente lontano dall’idea di gestione Morselli, per cui integrazione salariale, rotazione, formazione in presenza. L’azienda ci ha dato delle disponibilità anche ad una integrazione salariale che tocchi il 70 per cento e porti questa cassa a quella di Ilva in as. È stato chiesta da noi anche la tutela di tutto il bacino di lavoratori, compresi i 1600 di Ilva in as, e il pezzo di validita dell’accordo del 2018 su questi temi. Abbiamo ancora - ha concluso D’Alò a proposito dei 5200 cassintegrati - forti distanze sui numeri della procedura”.

“L’incontro al ministero del Lavoro è stato un deja vù. Ancora una volta, dal 2019, anno della prima cassa integrazione unilaterale da parte di ArcelorMittal, siamo di nuovo a parlare di cigs a fronte di migliaia di lavoratori e famiglie che invece soffrono da anni, in attesa di risposte sul loro destino”. Lo dicono per la Uilm Guglielmo Gambardella e Davide Sperti .“Per tutte queste ragioni - dichiara la Uilm -, respingiamo con determinazione questo ennesimo tentativo di prendere tempo a discapito del futuro di migliaia di persone e con il concreto rischio di generare un disastro ambientale, industriale ed occupazionale”. 

 Secondo Gambardella e Sperti, “ancora una volta ci siamo ritrovati di fronte ad una procedura di cassa integrazione, con numeri quasi raddoppiati di lavoratori rispetto a quella precedente, senza confrontarci seriamente su una prospettiva che dia certezze a 20mila lavoratori di tutto il sistema ex Ilva, compresi le migliaia di lavoratori del sistema degli appalti per i quali permane una condizione di grave sofferenza e incertezza sotto ogni punto di vista. Per quanto ci riguarda - rilevano i sindacalisti Uilm -, fermo restando l’integrazione salariale alla cigs che deve essere riconosciuta ai lavoratori, a prescindere dall’eventuale accordo, per alleviare le gravi difficoltà persistenti, non si può continuare a parlare solo di cassa integrazione, legata alla durata dell’amministrazione straordinaria, senza avere un percorso di ripresa di tutte le attività e che ci faccia vedere una prospettiva di risalita produttiva e di rientro di tutti i 5.200 lavoratori, avendone già 1.600 in cigs nell’Ilva in AS, e che dia garanzie anche ai lavoratori delle aziende dell’indotto”.

   “È altrettanto chiaro – sottolineano Gambardella e Sperti - che è complicato discutere di cassa integrazione alla vigilia dell’ennesima procedura di vendita, annunciata dal ministro Adolfo Urso, per la quale è a noi sconosciuto il perimetro industriale ed i vincoli dei livelli occupazionali con cui verrà avviato il bando. È indispensabile - sostiene la Uilm - avere certezza delle adeguate risorse messe a disposizione per l’annunciato piano di ripartenza, a partire dal prestito ponte di 320 milioni, di cui si è ancora in attesa dell’approvazione da parte della Commissione europea, fra l’altro insufficienti anche per fare la sola manutenzione di tutti gli impianti” aggiungono. Se si vuole veramente rilanciare Ilva c’è bisogno di risorse che permettano l’acquisto di materie prime per un volume d’affari potenziale di diversi miliardi - afferma la Uilm -. Altrimenti non c’è discontinuità rispetto alla gestione Mittal e si continuerà a tirare a campare solo qualche altro mese”.

Lu.Lo.

E\\\' una mappa articolata quella che comporrà le strutture sportive protagoniste dei Giochi del Mediterraneo 2026 a Taranto. Di questo si è parlato nel corso di un confronto tecnico che ha permesso di focalizzare un contesto che porterà al capoluogo ionico impianti di altissimo livello unici al

sud. 

In occasione di alcune sessioni di lavoro, sia in Italia che all\\\'estero, con il Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo e il Comitato Organizzatore di Taranto 2026, si era proceduto ad individuare la lista ufficiale delle discipline della XX edizione della importante manifestazione sportiva della fratellanza mediterranea. Nel totale, tra fisse, opzionali e dimostrative ben 29 discipline, per le quali sono previsti complessivi 270 podi, sono state selezionate per comporre il palinsesto e il medagliere delle competizioni dell\\\'agosto 2026 in riva allo Ionio.

 

Di queste, grazie all\\\'implementato Masterplan del Commissario Straordinario e alla ricca dotazione infrastrutturale prevista, il programma di almeno 17 discipline si svolgerà sin dalle fasi di qualificazione nel capoluogo ionico, mentre per le restanti discipline saranno comunque organizzate le fasi finali nella città titolare dell\\\'evento internazionale.

 

Come ormai evidente si disputerà allo Stadio Valente l\\\'atletica leggera, allo Stadio Iacovone il calcio, alla Villa Peripato la pallacanestro, allo Stadio di Torre d\\\'Ayala il nuoto, la pallanuoto e le altre discipline da vasca, al complesso Magna Grecia il tennis, al PalaMazzola la pallavolo e la ginnastica, al PalaRicciardi il pugilato, al Centro Nautico della ex Stazione Torpediniere la vela, il canottaggio e la canoa, allo Urban Sport Centre della Salinella il pattinaggio, lungo le strade e il litorale della città dei due mari ciclismo e triathlon.

 

Senza contare che a quella data saranno disponibili a Taranto almeno 7 palestre di quartiere riqualificate e 3 campi completamente riconfigurati tra Talsano, Tamburi e Paolo VI (dove presto verranno ospitati finanche sport fuori programma come rugby e baseball), ai quali già oggi si è aggiunto il Centro Polivalente sempre a Talsano.

 

Da qui al 2026, dunque, facendo un rapido conto l\\\'Amministrazione Comunale, quella Provinciale e i loro Partner istituzionali avranno realizzato o rinnovato a Taranto 19 impianti di differenti tipologie e dimensioni, per le discipline sportive più popolari ed accessibili, ai quali si aggiungono i numerosi altri interventi, eseguiti dal 2017 ad oggi, sulle pertinenze scolastiche e i playground di quartiere, per investimenti pubblici che ormai sfiorano nel complesso i 200 milioni di euro.

 

\\\"Nessuno come noi, da decenni a questa parte a Taranto, ha messo al centro dell\\\'agenda politico-istituzionale, della promozione territoriale e degli sforzi finanziari il mondo dello sport” ha commentato  il Sindaco Rinaldo Melucci, a margine di un confronto di carattere tecnico-operativo con il Direttore Generale del Comitato Organizzatore di Taranto 2026, Carlo Molfetta.

 

Nessun luogo in Italia nell\\\'ultimo lustro - ha proseguito il primo cittadino-, se si eccettua forse l\\\'impegno per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, ha messo mani ad una quantità così ampia di impianti sportivi, per altro con un approccio molto razionale e sostenibile, nella direzione dei modelli di gestione come dell\\\'eredità generale per la città a Giochi del Mediterraneo conclusi.

 

Lo sport come una delle economie altre che stanno gradualmente cambiando il DNA di Taranto, che stanno motivando giovani ed imprese, che stanno attraendo ulteriori investimenti in terra ionica. In questo senso, mi piace ancora ricordare l\\\'impatto concreto di SailGP. E i Giochi del Mediterraneo saranno un ulteriore salto di scala per la reputazione e le opportunità della città dei due mari.

 

Con il Comitato Organizzatore di Taranto 2026 - ha concluso il sindaco- abbiamo ora l\\\'esigenza di avviare discussioni serrate e approfondite, su aspetti quali, per esempio, l\\\'ospitalità per mezzo delle navi da crociera, la logistica sulla città titolare, la pianificazione delle cerimonie ufficiali e l\\\'organizzazione dei volontari. Insomma, tanto lavoro ci attende, ma vedere bambini o atleti entusiasti e cittadini orgogliosi alla prima consegna assoluta del piano verso il 2026, quella dello Stadio Valente, ci motiva e ci spinge a fare ancora di più. Sarebbe bello, una volta tanto nella nostra storia, remare tutti nella stessa direzione e non ledere di continuo l\\\'immagine della città.\\\"

 

La danza, la musica, le parole, le storie che legano ogni frammento e ci permettono di ascoltare La voce delle anime. Questo è ciò che accadrà l\\\'8 luglio, a partire dalle 2030 sul palco dell\\\'Open Theatre Art Club di Talsano.

A trasportare il pubblico in un viaggio emozionale sulle onde di un tempo che spesso non ci fermiamo ad ascoltare, saranno le allieve della Palestra Energy e della Scuola di Armonia (insegnante con la fondatrice Sara Perno che presenterà anche la serata e l insegnante Samuela Fumarola il Duo Ruiz, l\\\'autrice Luisa Campatelli che leggerà uno dei suoi racconti ispirato proprio al tema del viaggio. 

La voce delle anime è un evento organizzato dalla palestra Energy che reduce dal successo del    Summer Fest torna con uno spettacolo a cura dell\\\'insegnante di danza aerea Claudinha Bozza  che coinvolge artisti tarantini, scuole di danza ma soprattutto associazioni e enti che operano nel sociale come Formare Puglia APS, Alzaia, Dis-Education, Citte Citte ognuna delle quali lascerà una testimonianza significativa del proprio impegno sul territorio.  

Per prenotazioni 393923273084.

Lu.Lo. 

Leonardo conferma per lo stabilimento di Grottaglie (Taranto) la linea di installazione del convertiplano, il velivolo AW609, in parte elicottero e in parte aereo, ma conferma anche la fermata di quattro mesi che sarà gestita attraverso la cassa integrazione ordinaria. È il dato che emerge dall’incontro tra azienda e sindacati nella sede di Unindustria a Roma, incontro cominciato nel pomeriggio e proseguito sino alla serata. Ampia la delegazione di Fim, Fiom e Uilm presente al tavolo, mentre per Leonardo c’era anche il direttore delle Risorse Umane, Antonio Liotti, il quale ha ribadito la volontà dell’azienda di rilanciare il polo di Grottaglie, andando oltre la monocommitenza, rappresentata dalle fusoliere del Boeing 787, attraverso una soluzione industriale definitiva. Che consiste appunto nel portare a Grottaglie la seconda linea di assemblaggio del convertiplano, quella italiana, mentre la prima è negli Stati Uniti, a Philadelphia.  Confermata, quindi, la scelta aziendale dell’AW609, mentre continua la negoziazione tra le parti per la gestione della fase congiunturale. Quest’ultima è rappresentata dalla minore produzione di fusoliere per il 787 (a Grottaglie si fabbricano in composito la sezione centrale e quella posteriore centrale) a seguito del nuovo piano comunicato da Boeing. Piano di cui i sindacati hanno già evidenziato i numeri principali. Infatti si è passati da una previsione per il 2024 di 87 ritiri di fusoliere a 54, mentre per il 2025 si scende da 118 a 97. Nel programma di Boeing, i ritiri da Grottaglie saranno 5 al mese sino a fine anno, 7 a gennaio-febbraio prossimi, 8 da marzo a dicembre 2025 e 10 dal 2025 in poi.  Per Leonardo, quindi, bisogna allineare la minore richiesta di Boeing - investita negli Usa da vari problemi - col passo di produzione di Grottaglie, anche perché lo stabilimento ha un accumulo di fusoliere che va smaltito. Lo strumento utilizzato dovrebbe essere la cassa integrazione ordinaria e coinvolgerebbe solo la componente produttiva del sito legata al programma 787. Restano in discussione tra le parti le modalità organizzative, se chiusura temporanea della linea di produzione, oppure rallentamento della stessa produzione. Oggi al tavolo Leonardo ha auspicato di trovare un’intesa unitaria nel prossimo incontro del 15 luglio. 

Leporano  il sesto Borgo più bello d’Italia, unico in Puglia a partecipare alla competizione  “Il Borgo dei Borghi” trasmissione in onda  su Rai Tre e premiata con la Bandiera Blù 2024 per il secondo anno consecutivo, accende l’estate con “ RIVIVI L’ESTATE LEPORANESE”.

 

  Un ricco calendario di eventi gratuiti, all’insegna dello spettacolo, dello sport, della musica, della moda e della cultura.

 

50 appuntamenti dal 28 giugno  al 29 settembre 2024,  animeranno il centro storico, l’area mercatale e la Batteria Cattaneo.

 

Il ricco calendario organizzato dall’amministrazione Damiano, con la presenza  di 50 associazioni del territorio è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa nella magnifica cornice del Castello Muscettola, dal Sindaco di Leporano il Dott. Vincenzo Damiano e dall’Assessore alla cultura, turismo e spettacolo Iolanda Lotta.

 

Tanti gli appuntamenti culturali, come la presentazione del libro “ La fine dell’Inghilterra”  di Antonio Caprarica, giornalista, scrittore , saggista italiano e corrispondente Rai da Londra, che ritrae lo stato attuale della Gran Bretagna.

 

Ed ancora, a Leporano il Magistrato Catello Maresca, figura di spicco nella lotta contro la criminalità organizzata, con la presentazione del suo libro  “Lo Stato Vince Sempre” ,  che approfondisce tematiche legate all’arresto del boss Michele Zagaria, una prospettiva sulla giustizia e sull’impegno necessario per garantirla.

 

Infine, Antonio Palumbo scrittore Leporanese, con il suo libro che racconta la storia dei principi Muscettola.

 

E come tradizione la X edizione  festa USB “ NOI NON DIMENTICHIAMO”, cabaret, musica e dibattiti .Inoltre ,lo spettacolo teatrale la GRU di Luisa Campatelli con Tiziana Risolvo regia di Alfredo Traversa.

 

E per la musica,  un tuffo negli anni 90 con “Nostalgia 90”  spettacolo e dj set. Food & Beverage,  ritorna “Musica nei vicoli” speciale serata Bandiera Blù, concerto della  cantante  Emanuela Villa figlia del celebre Claudio Villa, Viola Valentino e il Beer Village beach tour 2024 con Claudio Cecchetto.

 

Per la moda la XVII edizione Donna dei due mari “ Premio eccellenza donna 2024”,finalissima concorso Ladymiss.

 

Per i più piccoli “Lepolandia il villaggio dei bambini” con 60 postazioni di gioco, 40 metri quadri teatro comico su strada , animazione, mascotte, cantastorie e laboratorio gratuito di gomma piuma.

 

Un grande lavoro di organizzazione per questa 27° edizione “RIVIVI L’ESTATE LEPORANESE” – afferma il Sindaco Damiano,   un cartellone molto ampio  e vario, che accompagnerà i nostri concittadini e i turisti per tre mesi.

 

Leporano la perla dello Jonio è sempre la protagonista di eventi volti alla promozione del territorio e del turismo- dichiara l’assessore Lotta – un cartellone di qualità con tante sorprese.

Taranto25, il network tra oltre 70 tra aziende, professionisti e associazioni del territorio che si sono uniti per contribuire allo sviluppo della nostra comunità, organizza la business competition \"StarTAp25\".

La manifestazione si terrà, dalle ore 15.30 di domani, martedì 2 luglio, nella Sala Conferenze (ex Chiesetta) della sede dell’Università degli Studi di Bari del Dipartimento Jonico Sistemi Giuridici ed Economici - via Duomo, 259 a Taranto, e sarà presentata dalla socia di Taranto 25 Annapaola Scrimieri e dal giornalista Angelo Di Leo. L’evento rientra nella roadmap della StartCup Puglia 2024, programma collegato al circuito PIN.

Sono previsti gli interventi di: Paolo Pardolesi, Direttore del Dipartimento Jonico Uniba che farà gli “onori di casa”, e a seguire Fabio Tagarelli, Presidente Taranto 25, Michele Colio, Direttore Generale di Zurich Italia, Il Vicesindaco di Taranto Gianni Azzaro, Maurizio Maraglino , Componente Collegio sindacale e delegato alle Start up di BCC di San Marzano, Vincenzo Cesareo, Presidente Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, Andrea Trivellato, Direttore Reti di Zurich PLC, Desireè Petrosillo, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Taranto, e Stefano Marastoni, Responsabile. Area Strategica Potenziamento del SIR e Innovazione nelle Imprese e dell’’Intervento Regionale “Estrazione dei Talenti” - Direttore “Start Cup Puglia”.

 

È una nuova importante business competition a favore delle start up del territorio che, anche grazie all’intervento del main partner Zurich PLC - una delle più importanti compagnie assicurative a livello internazionale -  prevederà l\'erogazione delle borse di studio per un totale di trentamila euro.

Nella presentazione dell’evento, il Presidente di Taranto 25, Fabio Tagarelli, ha sottolineato il carattere fortemente innovativo dell’iniziativa “Questo evento si caratterizza dalla volontà da parte di aziende e professionisti locali di sostenere lo sviluppo di altre aziende con le proprie disponibilità economiche in modo solidaristico e promozionale. Le start up avranno anche l\'opportunità di creare link di valore con stakeholder di loro interesse, organizzati da Taranto 25”.

 

La selezione in questo ‘anno zero’ è avvenuta in seguito ad una prima ricognizione, fatta in occasione della Boston Consulting Group Innovation Challenge, con il supporto delle Istituzioni locali e di ARTI Puglia. Sono stati esaminati determinati requirement fra cui: sede legale e produttiva nel territorio, innovatività e concretezza, creatività/originalità dell’idea anche legata al territorio; disponibilità a sottoscrivere un “impegno morale” a rimanere a Taranto nei prossimi anni, assumere persone della città e alla sostenibilità sociale (ESG). Le start up “finaliste” hanno ricevuto la visita del Comito Tecnico Scientifico e hanno illustrato anche un progetto in grado di costruire un \"ponte\" per connettere in futuro le proprie attività alla città e alla provincia di Taranto, come la diffusione del know-how nelle scuole per stimolare i giovani, oppure individuare nel territorio i fornitori per le proprie attività aziendali.

 

Saranno premiate cinque start up e una APS, ciascuna delle quali riceverà una borsa si studio di 5000,00 euro che saranno corrisposti in modo graduale ed in funzione del raggiungimento degli obiettivi prefissati a favore del territorio e dell’economia locale, che saranno concordati con le singole start up. 

Le realtà premiate, oltre a ricevere la borsa di studio, avranno anche altre opportunià per il loro sviluppo messe a disposizione da Taranto 25: entrare in contatto con i professionisti e le realtà imprenditoriali del network dell’associazione per innescare virtuose opportunità, l’opportunità di ed essere accompagnati nell’avviare dialoghi interistituzionali con i principali attori del territorio.

 

L’evento, destinato a consolidarsi nel tempo, vuole offrire ai giovani tarantini l’opportunità di avere un luogo sociale dove poter dire ad alta voce “ho un’idea” ed essere ascoltati in modo totalmente aperto, libero ed inclusivo. 

L’email:  \n Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. \"> Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  è sempre attiva e pronta a ricevere candidature spontanee per la prossima edizione e per permettere all’associazione di conoscere sin da subito le idee imprenditoriali nascenti nel territorio ed analizzare come essere di supporto. Il talento, sopra ogni cosa, è desinatario di tutta la nostra attenzione.

 

I componenti del Comitato tecnico scientifico, che si è occupato dell’organizzazione dell’evento, sono stati alcuni soci di Taranto 25: Annapaola Scrimieri, Antonio Di Martino, Rita De Santis, Fiorella Occhinegro, Ennio Barnaba, Antonio Mazzuto, Luca Furlanut, Roberto Basile, Abrham Abe, Valerio Martino, Giuseppe Cianci, Michele Loparco e Angelo Lorusso.

 

Al via da domani l’ottava edizione del Festival Chitarristico Internazionale “Città dello Jonio”; nato nel 2017 da un’idea della direttrice artistica M^ Maria Ivana Oliva, Presidentessa dell’Associazione musicale “Guitar Artium”, l’evento pone i riflettori sulla “chitarra” con l’intento di offrire al territorio un connubio di musica di qualità e valorizzazione delle risorse culturali della città di Taranto.

Il Festival è patrocinato dal Comune di Taranto ed è “una manifestazione di elevato spessore artistico-musicale che sposa la mission dell’Amministrazione Comunale quale quella di offrire eventi variegati e fruibili da tutta la cittadinanza”.

La manifestazione è sostenuta moralmente, altresì, da Regione Puglia e Centro di Servizi di Volontariato di Taranto, che ne riconoscono l’importanza esclusiva sul territorio.

Come nella passata edizione, il Festival si estende anche a Pulsano; l’evento è patrocinato dall’Amministrazione comunale e si terrà nel Chiostro Ex Convento dei Frati Riformati sede del MAP – Museo Archeologico, grazie alla volontà dell’Assessore Antonella Lippolis che “intende offrire eventi artistico-culturali internazionali per un Comune che ospita turisti provenienti da tutto il mondo”.

Novità 2024 è il concerto presso l’Ospedaletto di Martina Franca, antica Casa Cappellari costruita nel 1783 e che ospitava i poveri della città.

Dal 2 al 12 luglio concertisti di diverse nazioni: Spagna, Germania, Tailandia, Italia, si esibiranno in formazioni diverse e con programmi che spaziano tra le opere più significative della letteratura chitarristica.

Il Festival si apre, appunto, martedì luglio alle ore 21.00 presso la Chiesa Regina Pacis di Lama con il chitarrista spagnolo Jonnathan El Barouki, conosciuto come il chitarrista venezuelano più influente e importante della sua generazione e residente da anni in Spagna.

È il presidente e fondatore del Festival Internazionale della Chitarra di Spagna FIGUE nonché membro dell\'Associazione dei Compositori di Madrid e della Società Generale degli Autori e Compositori di Spagna. Fondatore e direttore del Quartetto Chitarristico di Madrid. Ha, inoltre, un dottorato di ricerca in Scienze dell\'Educazione con un diploma post-dottorato in Ricerca e un Master in Musica con menzione in Esecuzione strumentale. Ha fatto parte del corpo docente del Master in Musica presso l\'Università Simón Bolívar del Venezuela ed è stato un professore presso il Conservatorio Statale di Musica di Aragua. Ha effettuato un\'importante tournée in diverse sale da concerto in America Latina ed Europaed è stato premiato in vari concorsi di chitarra. Il suo lavoro come compositore è stato eseguito da diverse orchestre ed artisti. Attualmente fa una vita artistica da Madrid, Spagna. Riceverà il consueto “PREMIO CITTA’ DELLO JONIO” da parte dell’Amministrazione comunale quale personalità che si è distinta nel campo chitarristico

Il 3 luglio alle ore 21.00, stessa sede Chiesa Regina Pacis, doppio concerto con Francesco Tizianel - chitarra fingerstyle- e Paolo Zaccaria .

Uno dei caratteri distintivi di Francesco Tizianel è il suo suono unico, pulito e brillante che, unito allo stile fingerstyle, da subito all’ascoltatore l’impressione di ascoltare un’orchestra intera producendo contemporaneamente con la sua sola chitarra le linee melodiche, il basso, l’accompagnamento e le parti percussive. Il tutto sfocia in un repertorio acustico che rivisita brani

della musica pop, grazie anche al particolare utilizzo di una chitarra a 7 corde da lui stesso pensata e progettata. Con lui anche i brani più noti hanno un gusto diverso e riconoscerli è una bellissima esperienza per il pubblico. Lo spettacolo alterna momenti di ottima tecnica esecutiva a racconti della sua ricca vita personale ed artistica accompagnati da composizioni originali. Stiamo parlando di uno “One man band” ispirato, che ha suonato con grandissimi musicisti e che si è formato oltreoceano perfezionando la sua tecnica con Tuck Andress del duo Tuck & Patti che sono stati i suoi primi produttori e Francesco il primo chitarrista al mondo prodotto da loro. Diplomato con Lode e “Menzione speciale” presso l’accademia Lizard di Firenze, compositore e arrangiatore, nella sua attività estesa dirige uno dei più prestigiosi Istituti musicali della provincia di Pordenone.

Il giovane emergente Paolo Zaccaria nasce a Grottaglie nel 1994. Consegue la Laurea di Primo Livello in chitarra presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e la Laurea di Secondo Livello presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Deve la sua formazione ai Maestri Massimo Felici e Umberto Cafagna. Ha frequentato il Master di Secondo Livello presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma seguendo i corsi di Oscar Ghiglia, Stefano Grondona, Massimo Felici, Lorenzo Micheli, Giampaolo Bandini e Giuseppe Pepicelli. Si è perfezionato con i Maestri Umberto Cafagna e Stefano Grondona. Ha frequentato i corsi di Oscar Ghiglia, tenuH nell’ambito degli “Incontri ChitarrisHci di Gargnano”. Ha frequentato i corsi di alcune tra le più importanti personalità del panorama chitarristico e vinto numerosi concorsi internazionali.

Il 4 luglio – ore 20.00 Chiesa Regina Pacis - di scena i Giovi Talenti e l’orchestra giovanile “Andrés Segovia” diretta dalla prof.ssa Maria Ivana Oliva. Ormai da otto anni l’Associazione Guitar Artium continua a porre particolare attenzione ai giovani con varie attività di sensibilizzazione e formazione mirate a a suonare con i compagni. La musica d’insieme ha finalità diversificate:“sviluppa la dimensione relazionale”, -suonare uno strumento in gruppo, infatti, allena all’autodisciplina e all’autocontrollo e funge da stimolo nell’interazione con gli altri, nella duplice dimensione musicale e sociale - “aiuta la formazione musicale” - suonando con gli altri stimola la formazione musicale di base, si sviluppa il senso ritmico e melodico e la capacità di rispettare il proprio ruolo nell’ensemble, seguendo il gesto del Direttore - Nell’orchestra “Non esiste un capo, ma solo un Direttore” perché il lavoro in orchestra è un lavoro di squadra. Nessuno è leader assoluto, ognuno è indispensabile per creare magia e suscitare emozioni. Ogni ragazzo partecipa in base alle proprie capacità ed attitudini, e le parti strumentali sono opportunamente create in relazione alle competenze strumentali di ciascuno.

Il 9 luglio - Palazzo di Città, 10 luglio - Chiostro Ex Convento dei Frati Riformati sede del MAP – Museo Archeologico e 12 luglio – Ospedaletto di Martina Franca di scena il duo proveniente dall’ Asia Anton Isselhardt – flauto/ Germania e Pongpat Pongpradit –chitarra/Tailandia.

La collaborazione artistica del Duo è iniziata nel 2017 con il duo “Wind & Strings”. Entrambi si sono affermati dopo un po\' come duo leader di questo genere musicale nel sud-est asiatico. Si esibiscono con riferimento al passato, con le sue tradizioni musicali dimenticate nel 19° secolo, ma anche con un focus sulle sfide musicali del futuro. L\'ampio repertorio contiene trascrizioni di ottima fattura del periodo rinascimentale e barocco. Le composizioni originali dei tempi viennesi di Beethoven e Schubert conducono al linguaggio musicale del romanticismo di alcuni maestri dell\'Europa centrale e meridionale come Johann Kaspar Mertz, Mauro Guliani, Luigi Legnani. Inoltre, le deliziose composizioni di compositori latinoamericani dei primi Dal XX secolo fino al XXI secolo sono una parte importante del loro repertorio, così come le illustri composizioni dei compositori francesi dell\'inizio del XX secolo. Vengono prese in considerazione anche strumentazioni estese e varie per progetti futuri, nonché trascrizioni impegnative con strumentazioni speciali. L\'amicizia tra Anton e Pongpat, combinata con l\'unicità artistica di questi due musicisti esperti, supporta la visione, facendo tournée in tutto il mondo, fornendo raffinata musica da camera a un pubblico curioso.

L’11 luglio alle 21.00-Chiesa Regina Pacis il Festival apre le porte al Jazz ed al Funk con una proposta elegante e di grande qualità musicale offerta dal un quartetto di professionisti FIND OUT: Francesco Lomangino (Sax e flauto), Antonio Vinci (Tastiera), Vincenzo Cristallo (Chitarra), Pasquale Angelini (Batteria).

Funky autentico, linguaggio jazz, riff rock, elettronica e soundtrack, sostengono melodie semplici ipnotiche e a volte complesse dei Find Out. Con diverse esperienze ed estrazioni musicali. La forza della Band sta nell’utilizzo di un groove mantrico, come nel brano Saguifunk ispirato al ritmo sexy e ipnotico di “Funky Drummer” di Brown, che accompagna temi ripetitivi, che rafforzano l’ipnosi del pezzo e improvvisazioni jazz d\'avanguardia. In brani come Apollo, dove ritroviamo molto l\'utilizzo di soundtrack ed elettronica, i Find Out esprimono un\'idea di composizione che passa dal progressive fino al crossover, toccando anche momenti di pura psichedelia. Presenteranno il loro ultimo lavoro.

 L’ingresso agli eventi è libero fino ad esaurimento posti. INFO 347.1790060

www.associazioneguitarartium.com

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