La decisione di “contrastare due fenomeni di rilievo nell'ambito del controllo del territorio” e cioè “lo spaccio e l'uso di stupefacenti e la disponibilità di armi da fuoco, che formano un binomio di assoluta pericolosità per qualsiasi comunità” è stata presa oggi nella riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito sotto la presidenza del prefetto di Taranto, Demetrio Martino. Il vertice è stato convocato dopo quanto avvenuto sabato mattina a Taranto, quando una ex guardia giurata ha sparato una decina di colpi con una pistola calibro 9 verso due agenti della Volante che stavano per effettuare un controllo nei confronti dell’uomo a seguito di una segnalazione. Gli agenti non sono stati gravemente feriti. 

 

L’uomo - che aveva peraltro assunto cocaina - è stato subito arrestato. Nel vertice odierno, spiega la Prefettura, che ha visto la presenza del questore e dei comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, “nel prendere atto dell'intensa e continua attività messa in campo dalle Forze dell'Ordine nel Tarantino, come peraltro dimostrano i ripetuti e lusinghieri risultati conseguiti nelle iniziative di prevenzione e repressione, si è condivisa l'esigenza di rafforzare, ulteriormente, le azioni di prevenzione generale per contrastare con maggior forza le attività criminali”. La Prefettura specifica che “si è valutata positivamente l'utilità operativa di interventi di "alto impatto" in aggiunta ai servizi di prevenzione già in atto, anche mediante il potenziamento delle attività info-investigative, e l'ausilio delle componenti di specialità delle Forze dell'Ordine”. Tutto questo, si è deciso nel vertice odierno, per “realizzare azioni mirate al contrasto del traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e con particolare attenzione al sequestro delle armi illegali”. Nel vertice, il prefetto di Taranto e gli altri partecipanti hanno espresso solidarietà al questore Massimo Gambino. È stato infine manifestato “pieno apprezzamento alle donne e agli uomini della Polizia di Stato per il quotidiano incessante impegno, la qualificata professionalità e la generosità a garanzia della sicurezza di tutti i cittadini e per avere, nell'immediatezza, individuato ed arrestato la persona ritenuta responsabile dell'efferato crimine”. 

Ala rete dagli undici metri di Saraniti risponde Firenze; decisivo un penalty sbagliato da Giovinco nella ripresa. Ionici salgono a trentuno punti e si confermano in zona play-off

 

 

 

di Andrea Loiacono

 

 

 

Un ritorno all'attività agrodolce per i tifosi del Taranto si è consumato quest'oggi allo Iacovone per i tifosi del Taranto, fermato sull'1-1 da una Paganese giunta allo Iacovone con necessità di punti per togliersi dalla zona olay-out. Mister Laterza conferma il 4-2-3-1 e in difesa recupera Ferrara sulla corsia mancina mentre in avanti il trio Mastromonaco, Giovinco, Falcone supporta l'unica punta Saraniti. Mister Grassadonia schiera la sua Paganese con Firenze e Castaldo in avanti. Match che si disputa davanti a poco più di duemila spettatori e sotto una pioggia insistente.

 

 

 

Al 1' pronti via la Paganese si rende pericolosa con un'involata da parte di Guadagni sui cui piedi esce provvidenzialmente Chiorra. Al 3' il Taranto sfiora il vantaggio grazie a un cross di Versienti deviato da un difensore sul palo del portiere Baiocco. La Paganese prova a fare la partita e colleziona un calcio d'angolo al 13' con Chiorra che respinge in modo incerto la sfera sul fondo. Al 16' la Paganese si affaccia in avanti con una punizione da ottima punizione con il tiro deviato in angolo dalla barriera. La reazione del Taranto è affidata a Giovinco che al 30' reclama un calcio di rigore per un presunto contatto in area ma l'arbitro Galipò lascia proseguire. Sono però le prove generali del gol per il Taranto che giunge al 44' grazie a un tiro dalla distanza di Giovinco, Baiocco non trattiene la sfera che giunge a Falcone il quale viene steso dall'estremo difensore campano, l'arbitro indica il dischetto e Saraniti non sbaglia. Settima rete stagionale per il bomber rossoblu. Il Taranto sulle ali dell'entusiasmo potrebbe subito raddoppiare con una combinazione Saraniti-Giovinco con quest'ultimo che però calcia male. Dopo due minuti di recupero termina il primo tempo.

 

 

 

La ripresa comincia con la Paganese che attacca e al 55' trova il pari. Castaldo riceve palla da fallo laterale, crossa al centro per l'accorrente Firenze che batte Chiorra. Il Taranto non ci sta e Laterza prova a dare una svolta dal match inserendo Santarpia, Ghisleni e De Maria. Al 61'l'arbitro nota un fallo di mano da parte di Bianchi in area di rigore e fischia il secondo penalty. Questa volta dal dischetto ci va Giovinco che calcia forte ma centrale e Baiocco si supera negando il vantaggio al Taranto. Al 75' Marsili batte un angolo nel mezzo per l'accorrente Saraniti che manca l'occasione con la rete. Al 77' esce Giovinco al suo posto Barone. All'80' Benassai parte dalla difesa e salta diversi avversari entra in area e calcia scavalcando il portiere ma la sfera viene salvata sulla linea. Il Taranto pressa e crea occasioni. All'82' Ghisleni corre sulla destra tira con la palla parata da Baiocco, sulla ribattuta arriva un giocatore rossoblu che clacia ma ancora Baiocco si supera. A nulla servono i sei minuti di recupero assegnati dal direttore di gara, la partita termina in parità per la delusione dei calciatori del Taranto e dei suoi tifosi.

 

 

 

Dopo questo pareggio il Taranto sale a 31 punti in classifica agganciando il Foggia uscito sconfitto contro il Latina, squadra laziale che domenica prossimaospiterà proprio il Taranto impegnato nel tentativo di conquistare i tre punti sfuggiti oggi ai ragazzi di Laterza usciti comunque fra gli applausi al termine della gara dello Iacovone.”

 

 

 

Covid, da domani la Puglia passa in zona gialla, con provvedimenti che riguarderanno 4 milioni di pugliesi. Coldiretti Puglia lancia l'allarme: un terzo delle perdite colpiscono ristoranti e agriturismi”. “Un terzo della spesa turistica è destinato all'alimentazione con il cibo che rappresenta per molti turisti la principale motivazione del viaggio”, afferma Filippo De Miccolis, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti. Le aziende hanno perso nell'ultimo anno il 27% delle presenze rispetto a prima della pandemia nel 2019, soprattutto per effetto del crollo degli stranieri ma anche degli italiani. 

 

Ammontano ad oltre “200 milioni le perdite che hanno colpito i consumi nelle attività di ristorazione – aggiunge Coldiretti Puglia - ma anche per l'acquisto di cibo di strada e souvenir agroalimentari delle vacanze nel 2021. Il turismo in Puglia impatta per 6,5 miliardi sui consumi finali, pari al 12,3% sui consumi totali, una ricchezza straordinaria a cui contribuisce il turismo esperienziale negli agriturismi”.

    Ai primi posti di gradimento c'è l'offerta di olio di qualità all’85%, di prodotti agroalimentari all’83, paesaggi e colori per il 75%, l'ospitalità al 72% e l’offerta vitivinicola al 70%. “La Puglia – sottolinea la Coldiretti regionale - è fortemente dipendente dall'estero per il flusso turistico con oltre 3,8 milioni di pernottamenti di turisti stranieri che la scorsa estate hanno dovuto rinunciare a venire in Puglia per effetto delle limitazioni e alle preoccupazioni per la diffusione del contagio. L'assenza di stranieri in vacanza in Puglia grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché i turisti dall'estero da paesi come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna o la Cina hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa. La mancanza di vacanzieri si trasferisce a valanga sull'insieme dell'economia per il crollo delle spese per alimentazione, alloggio trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Il cibo infatti è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Puglia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola”. 

 

 

Il Rapporto OMS commissionato dalla Regione Puglia sulla valutazione del danno sanitario provocato dall’ex Ilva ora Acciaierie d’Italia ha suscitato a Taranto reazioni e prese di posizione.

Legambiente 

Il dato principale che emerge dallo studio dell'OMS è la conferma della validità degli studi già effettuati finora e, segnatamente, dei rapporti prodotti fin dal 2013 da Arpa e Aress Puglia e Asl Taranto circa la Valutazione del Danno Sanitario provocato dalle emissioni degli impianti ex Ilva. Proprio Arpa Puglia, Aress Puglia e ASL di Taranto hanno attestato a maggio del 2021, nell'ambito del procedimento di riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata allo stabilimento siderurgico jonico, la permanenza di un rischio sanitario residuo non accettabile relativo ad uno scenario di produzione ottenuta con gli attuali impianti di 6 milioni di tonnellate/anno di acciaio, cioè la produzione attualmente autorizzata.

 

"Legambiente chiede al Ministero della Sanità, anche sulla scorta dello studio dell'OMS, di respingere al mittente la richiesta di Acciaierie d'Italia di rivedere i parametri con cui è stata effettuata la VDS (valutazione del danno sanitario)" - dichiara Ruggero Ronzulli, Presidente di Legambiente Puglia – "Peraltro proprio l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente rivisto i valori limiti suggeriti per una serie di inquinanti – a partire da PM10, benzoapirene e PM 2,5 che incidono fortemente nella nostra realtà – portandoli, in prospettiva, a livelli molto più bassi rispetto agli attuali limiti di legge italiani ed europei: sarebbe paradossale non tenerne conto".

 

Parimenti Legambiente chiede al Ministro della Transizione Ecologica di respingere la richiesta di Acciaierie d'Italia di diminuire i tempi di distillazione del coke nelle tre batterie in funzione.

"Si tratta di impianti le cui emissioni, sia convogliate che fuggitive, sono tra le più nocive dell'acciaieria e vanno perciò limitate il più possibile" – dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto - "L'allungamento a 24 ore dei tempi di distillazione del coke è una delle misure previste dall'A.I.A., fortemente voluta a suo tempo anche da Legambiente, ed é stata imposta nell'ultimo piano ambientale, a fronte della richiesta aziendale di ridurli a 20 ore, per il conseguente aumento delle emissioni inquinanti. Non c'è spazio per alcun annacquamento, per alcuna modifica che non sia validata da una preventiva valutazione dell'impatto sanitario del complesso degli impianti."

 

Al Governo Legambiente ribadisce per l'ennesima volta la richiesta di disporre una Valutazione preventiva del Danno Sanitario basata sulle attuali emissioni, relativa a scenari produttivi inferiori alle 6 milioni di tonnellate annue, a partire da quelli attuali, per appurare la produzione di acciaio realizzabile oggi a Taranto senza rischi inaccettabili per la salute di cittadini e lavoratori.

 

 

 

Comitato cittadino per la salute e l’Ambiente 

Il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) recentemente presentato dalla Regione Puglia è molto importante perché smentisce tutti coloro che ritenevano accettabile l'inquinamento dell'ILVA a Taranto dopo il 2012.

 

I decreti salva-ILVA non hanno fermato l'inquinamento, non hanno evitato nuove morti ma hanno tentato di stoppare la magistratura e di difendere una fabbrica indifendibile.

 

Le emissioni dello stabilimento ILVA continuano ad essere incompatibili con la salute pubblica e l'OMS fornisce dati in tal senso.

 

Siamo di fronte a un danno alla salute che non si è interrotto alla data di competenza del processo Ambiente Svenduto.

 

Se da una parte lo studio OMS registra una riduzione del danno sanitario - grazie anche all'intervento della magistratura - dall'altra i dati evidenziano la sua prosecuzione, conteggiando il numero di morti premature fra gli over 30. E la stima non tiene in considerazione i danni sanitari relativi all'inquinamento di acqua e suolo, e quindi alla contaminazione della catena alimentare.

 

Per legge un reato può essere istantaneo o protratto nel tempo. Nel caso dell'inquinamento industriale a Taranto siamo in presenza di emissioni che si sono protratte nel tempo in modo significativo e pericoloso per la salute anche per la mancata adozione (o per la tardiva adozione) delle prescrizioni ambientali previste per lo stabilimento siderurgico. E anche perché, come emerge dallo studio OMS, il piano ambientale non è in grado di annullare le morti premature ma solo di ridurle.

 

E' ben magra soddisfazione scoprire che l'inquinamento uccide di meno quando non si deve morire di inquinamento. 

 

Si passerebbe infatti, secondo lo studio OMS, da un eccesso di mortalità stimabile nel periodo di gestione dei Riva in un range di 27-43 morti premature annue a un eccesso di mortalità stimabile in un intervallo annuo di 5-8 morti premature se fossero invece applicate le prescrizioni previste dall’AIA 2015.

 

Noi non vogliamo un inquinamento che uccida di meno: noi non vogliamo morire di inquinamento. Noi non vogliamo che la guerra faccia meno vittime, noi vogliamo eliminare la guerra alla radice. Questo è il punto su cui solleviamo un problema etico ma anche giuridico. Non ci accontentiamo di morire di meno, di avere meno vittime. Noi vogliamo porre fine alle morti premature evitabili.

 

Se un inquinamento si protrae nel tempo e un autorevole studio internazionale stima morti premature allora la cosa non può lasciare indifferente la magistratura. Da ora in poi, con i dati OMS che vanno a confermare le precedenti Valutazioni Danno Sanitario, non si può più considerare normale una situazione anomala. 

 

Questo rapporto dell'OMS a nostro parere costituisce notizia di reato e ci attiveremo pertanto con un esposto alla Procura affinché venga acquisito dalla magistratura per ogni migliore sua valutazione in ordine alle condotte e agli eventuali responsabili.

 

Ma c'è anche una domanda che poniamo ai sostenitori della decarbonizzazione fra dieci anni: sono accettabili dalle 50 alle 80 morti premature complessive da oggi a dieci anni?

Oddati della Direzione nazionale Pd

 

“Il Rapporto di valutazione di impatto sanitario dell'acciaieria di Taranto, condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci dà la misura del danno prodotto dall’industria sulla salute e sull’ambiente, e conferma ancora una volta la necessità di una urgente inversione di marcia”. Lo dichiara Nicola Oddati, della direzione nazionale Pd e commissario straordinario Pd Taranto, a proposito dello studio commissionato dalla Regione Puglia e presentato oggi. “La città capoluogo e gli altri Comuni vicini all’area industriale, anche con una densità di popolazione importante, presentano un quadro sanitario pesante con numeri in termini di malattie e morti, anche premature” afferma Oddati. “Questo significa - prosegue - che bisogna intervenire presto ed in maniera incisiva. La via della decarbonizzazione – rileva Oddati - è senza dubbio la strada da percorrere per abbattere i livelli di inquinamento sul territorio. Abbiamo più volte ripetuto che non esiste produzione a spese dei cittadini di un determinato territorio e dei lavoratori che sono doppiamente esposti perché operano nella fabbrica, quindi a diretto contatto con gli inquinanti”. 

 

 

 

Due poliziotti sono rimasti feriti in un conflitto a fuoco questa mattina, intorno alle 11.30, in viale Magna Grecia a Taranto in un punto di grande transito. L’autore è stato arrestato. Ha sparato all’impazzato una decina di colpi di pistola l’uomo, già arrestato, che questa mattina a Taranto ha ferito due poliziotti. Alcuni colpi hanno anche infranto i vetri dell’auto di servizio degli agenti. Secondo quanto si è appreso, l’uomo, poco prima del conflitto a fuoco, avrebbe cercato di rubare un’auto. È stato peró notato da alcune persone che hanno così lanciato l’allarme al 113 descrivendone le caratteristiche. 

 

 La Polizia è giunta subito sul posto, in viale Magna Grecia, alla periferia della città, e lo ha individuato sulla base della descrizione ricevuta. Per fermare e controllare l’uomo ed evitare che scappasse, l’auto della Polizia ha anche preso contromano un tratto di strada. Ma quando gli agenti sono scesi e si sono avvicinati all’uomo, questi ha improvvisamente estratto la pistola e fatto fuoco. L’uomo è fuggito a piedi ma non è andato lontano. Un centinaio di metri dopo, all’altezza dei Giardini Virgilio, è stato subito bloccato. Dei due agenti feriti, quello colpito alla mano, ha riportato solo delle escoriazioni e dopo in controllo medico è già stato dimesso. L’altro poliziotto, invece, è stato ferito di striscio al torace. Non versa in condizioni gravi ma al momento è trattenuto nell’ospedale di Taranto, Santissima Annunziata, in osservazione. L’arrestato è una ex guardia giurata, Pantaleo Varallo, 42 anni, già conosciuto dalle forze di polizia. Lo rende noto il sindacato di Polizia Fsp, Federazione sindacato di Polizia, con i segretari Walter Mazzetti (generale) e Rocco Caliandro (provinciale Taranto). L’uomo, che ha esploso una decina di colpi, è stato fermato poco dopo.

    Il sindacato afferma che i due agenti sono “salvi per miracolo”, perché il 42enne “ha sparato ai finestrini” e chiede di “contestare il duplice tentato omicidio”. 

 

 Il sindacato ricostruisce anche l’episodio accaduto. “Un uomo, dopo un diverbio con il dipendente di una concessionaria di auto in cui aveva provato un veicolo, si è allontanato portandosi via le chiavi del mezzo. Dalla concessionaria è stata allertata la Polizia e, attorno alle 11.30 l’equipaggio di una Volante è arrivato in zona intercettando il sospetto che si trovava a bordo della propria auto in viale Magna Grecia”.

    “I poliziotti - afferma il sindacato Fsp - non hanno fatto in tempo ad avvicinarsi che l’uomo è sceso dall’auto scaricando l’arma contro il mezzo di servizio e i due agenti sono stati raggiunti uno da un colpo a una mano e l’altro al torace da un proiettile che, solo per pura fortuna, non ha colpito organi vitali”. Per il segretario generale Mazzetti, “solo grazie a un miracolo hanno salva la vita i due colleghi. A loro va tutta la nostra più reale solidarietà nella speranza che possano guarire nel più breve tempo e che possano, soprattutto, superare lo choc di vedersi sparare addosso, ad un’altezza tale che avrebbero potuto morire”.

    “L’assoluta gravità di quanto accaduto - prosegue - non è in discussione e ora ci aspettiamo che venga contestato il duplice tentato omicidio. Ora pretendiamo una giustizia severa, rapida e irremovibile”. 

All’uomo sono stati contestati i reati di duplice tentato omicidio, tentata rapina, porto illegale di arma fa fuoco e resistenza a pubblico ufficiale

 

Nelle prossime ore il gip del Tribunale di Taranto dovrà esprimersi sulla convalida. 

 

 

L’episodio ha suscitato clamore in città e sui social. Il luogo dove è avvenuta la sparatoria è di grande transito e frequentazione, tanto più che era sabato mattina e in un orario di punta. Tante le attestazioni di solidarietà ai due agenti e alla Polizia. Si sono espressi il consigliere regionale Puglia M5S, Marco Galante, il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, il presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, il sindaco di Martina Franca, Franco Ancona, e l’ex sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

“Il Castello Aragonese di Taranto, con un incremento del 40% di turisti ha registrato un nuovo traguardo”. Lo rende noto la Marina Militare facendo un bilancio del 2021 a proposito delle visite all’antica fortezza, di proprietà della forza armata, che domina il canale navigabile di Taranto. “Chiuso alle visite dall’1gennaio al 31 maggio 2021 a causa emergenza sanitaria, è stato riaperto al pubblico nel giugno scorso nel rispetto delle norme ministeriali relative alle visite dei musei, precisa la Marina. Le visite guidate, divise giornalmente in 15 turni, hanno complessivamente interessato 30615 visitatori di cui 6056 di Taranto e provincia e 24559 turisti, quest’ultimi, con un incremento appunto di oltre il 40% rispetto al 2020”. Per la Marina Militare, “il Castello si conferma quale polo d’attrattiva turistica grazie anche alla scelta di Taranto di ospitare nel proprio porto navi da crociera come la MSC”. La Marina aggiunge che il dato delle visite “testimonia inoltre il miglioramento della capacità ricettiva della città, palcoscenico naturale di eventi internazionali quali il SailGp. Positivi i feedback dal web. TripAdvisor e Google - afferma la Marina - confermano infatti la fortezza rinascimentale quale prima attrazione culturale della città e primo Castello dell'intera regione”. “In particolare, ad attrarre l’interesse dei visitatori, è il valore storico del Castello Aragonese, arricchito di nuovi particolari, come la nuova targa in ricordo di Federico II, unitamente alle sue qualità estetiche e paesaggistiche”, conclude la Marina. 

Cinque morti all’anno contro i 270 ma il range arriva a 430 registrati nei 10 anni precedenti all’Aia, Autorizzazione Integrata Ambientale. È il bilancio delle morti prevenibili nell’area dell’ex Ilva.

“Le emissioni nell’aria dell’impianto ex-Ilva, se tradotte in concentrazioni di pm, sono causa eccessi di mortalità e altri impatti negativi sulla salute, con relativi costi economici. Tali impatti – concludono gli scienziati – sono proporzionali al livello delle emissioni nei diversi scenari considerati”.

È questo uno dei passaggi salienti e inequivocabili dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in uno studio sull’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, commissionato dalla Regione Puglia.

Le misure introdotte dall’Autorizzazione integrata ambientale del 2012 per l’ex Ilva di Taranto, subito dopo il sequestro giudiziario degli impianti a luglio 2012, hanno fatto sì che tra il 2010 e il 2015 nel territorio di Taranto sia stata rilevata “una riduzione simile delle morti premature per tutte le cause di oltre l’80%”. Dice anche l’OMS nel lavoro presentato oggi in anteprima nelle sue linee essenziali anche dal presidente della giunta regionale pugliese Michele Emiliano. Lo studio  riguarda la popolazione di età superiore ai 30 anni. “I nostri calcoli hanno mostrato un impatto positivo sulla salute dovuto alla riduzione delle emissioni di Pm2.5 tra lo scenario pre-Aia (2010) e quello post-Aia (2015), con una riduzione simile delle morti premature per tutte le cause (82%)”, si evidenzia nel rapporto Oms, che però ha valutato solo le  emissioni in aria e non quelle su acqua e suolo.

 

 Per Oms, del resto, “l’impatto diretto totale sulla salute di altre forme di contaminazione, sui bambini e sui giovani, non può essere quantificato con un livello comparabile di precisione. In particolare, la contaminazione del suolo, dell’acqua, della catena alimentare e flussi della gestione dei rifiuti può produrre ulteriori impatti sulla salute, la cui portata è sconosciuta”. L'organizzazione ha condotto lo studio attraverso la Vis, sigla che sta per Valutazione di impatto sanitario, considerando tre scenari di emissione a partire dal 2010. Lo studio è coordinato da Francesca Racioppi, direttrice del Centro Europeo Oms per l’Ambiente e la Salute, e Marco Martuzzi, direttore del Dipartimento Ambiente dell’Istituto Superiore di Sanità. “I dati disponibili sugli indicatori di salute, come la mortalità, la morbilità, gli effetti riproduttivi, hanno ripetutamente dimostrato che il profilo di salute degli abitanti di Taranto e dintorni non è così buono come dovrebbe essere”, si legge nello studio. Quindi, è “auspicabile che le politiche e gli investimenti futuri, sia specifici per l’ex Ilva (come i piani di decarbonizzazione) sia quelli più ampi, siano vagliati attraverso la ‘lente’ della tutela della salute umana, utilizzando un approccio esaustivo come la Vis”. L'Oms ha tenuto in conto, come base di riferimento, tutti gli studi precedenti - compresi quelli dell’Iss denominato 'Sentieri' e di Arpa Puglia - e rileva che “le stime di questo rapporto sono pienamente in linea con le valutazioni precedenti, effettuate dalle autorità regionali e da altri ricercatori” e “rappresentano una parte dell’impatto totale delle attività dell’impianto sulla salute nel corso degli anni e si riferiscono ai soli esiti severi nelle persone di età superiore ai 30 anni”. 

Ha chiuso il 2021 con un aumento dei traffici dell’11,1 per cento il porto di Taranto. Lo evidenziano i dati dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto. L’anno trascorso è stato di ripresa per lo scalo ionico dopo che il 2020 si era chiuso con un decremento sul 2019 del 12,9 per cento. In termini assoluti, nel 2021 c’è stato sul 2020 in aumento di 1.751.199 tonnellate di merci che sono complessivamente passate da 15.777.984 a 17.529.183 di tonnellate. Nei numeri globali, 14.027.713 tonnellate sono costituite da rinfuse solide e liquide. Cresciuti soprattutto gli sbarchi,  17,8 per cento, rispetto agli imbarchi,  3,7 per cento.

 

La maggiore movimentazione negli sbarchi ha riguardato le materie prime destinate alle industrie, tra rinfuse solide con 1.082.678 tonnellate e liquide 8.524.488 tonnellate. In aumento i container passati come teu da 5.512 a 11.841, con un aumento dell’11,1 per cento, ma bisogna considerare che solo a luglio 2020 il terminal container di Taranto é stato riattivato dal nuovo concessionario, il gruppo turco Yilport, dopo una fermata durata cinque anni (prima c’era Evergreen) e che anche il 2021 per il concessionario ha costituito una fase di avvio e di posizionamento nel mercato. Inoltre tra arrivi e partenze c’è stato un movimento di 1.977 navi, il 4,9 per cento in più, ma il dato nuovo è l’affermarsi nel 2021 del traffico croceristico a seguito dell’attività fissa inaugurata dalla compagnia MSC. Sono transitati dal porto di Taranto, grazie a MSC, 80.309 passeggeri e di questi 16.177 si sono imbarcati o sono sbarcati a Taranto. MSC ha confermato lo scalo a Taranto anche nel 2022 e nel 2023.

Al Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per l’area di Taranto, presieduto dal ministro per il Sud, Mara Carfagna, la Provincia di Taranto ha presentato il piano della viabilità che individua un fabbisogno di 171,4 milioni di euro per completare ed adeguare la viabilità attorno al capoluogo. Le opere indicate sono tangenziale nord, camionabile area portuale e industriale, strada Taranto-Statte e nuova Circurmarpiccolo. In particolare, la tangenziale nord assorbe 106 mln, 25 mln la viabilità nell’area del porto, 22,6 mln la ristrutturazione della Circumparpiccolo e 17,8 mln la Taranto-Statte. Le nuove infrastrutture sono state presentate dal presidente della Provincia di Taranto, Giovanni Gugliotti, al tavolo tecnico Cis presieduto da Paolo Esposito, direttore dell’Agenzia di coesione e responsabile unico del Contratto Taranto. In questa sede è stato fatto anche il punto sugli interventi in corso (completamento tangenziale sud e strada regionale 8). Le nuove infrastrutture dovrebbero essere finanziate con l’imminente rimodulazione delle risorse a disposizione del Contratto istituzionale di sviluppo. Il Cis Taranto ha una dotazione di poco superiore al miliardo derivante anche dal recupero di somme non spese in anni passati. 

 

 Il Cis è stato istituito con una legge del 2015 ed ha già effettuato interventi relativi a potenziamento della portualità, infrastrutture, bonifiche di aree inquinate, riqualificazione e rigenerazione urbana. Altri, come l’ampliamento della base navale della Marina Militare in Mar Grande, sono già stati finanziati. L’ultima rimodulazione di fondi effettuata dal ministro Carfagna risale a dicembre scorso quando è stata definanziata per una cinquantina di milioni la proposta dell’acquario green - in attesa di una complessiva rivalutazione del progetto - e spostate una parte delle risorse, circa 14 milioni, sull’investimento del gruppo Ferretti che, nell’area ex Belleli del porto di Taranto, costruirà un nuovo stabilimento per la produzione degli scafi destinati agli yacht (previsti 200 occupati a regime, 200 milioni di investimenti tra quota pubblica e privata).

    A proposito del Cis Taranto, il ministro Carfagna ha osservato che “abbiamo sbloccato alcuni finanziamenti che erano bloccati o che non erano stati utilizzati. Questo ci ha consentito di utilizzare operazioni di bonifica e di valorizzazione di aree importanti come quella del Mar Piccolo, ma anche di attrarre insediamenti produttivi e industriali importanti che genereranno nuovi posti di lavoro”. “Penso - ha aggiunto Carfagna - all’investimento Ferretti e ad una delle primissime azioni che abbiamo promosso e che ci ha consentito di anticipare fondi Fsc per finanziare operazioni di bonifica leggera”. Queste, ha rilevato il ministro, “ci hanno permesso di strappare dalla disoccupazione circa 130 lavoratori dell’area di Taranto”.

Il direttore generale dell’Agenzia di coesione ha inoltre anticipato al presidente della Provincia di Taranto che la stessa Agenzia, con una delibera, ha assegnato alla Regione Puglia 123 milioni di euro per la realizzazione della strada regionale 8. Si tratta di una nuova arteria nell’area orientale del Tarantino, alternativa all’attuale litoranea salentina. “Una buona notizia che, dopo l'approvazione sul piano tecnico del progetto, apre ora ad una fase interlocutoria con la Regione Puglia per una ricognizione delle risorse necessarie alla cantierizzazione di un'opera molto attesa” commenta il presidente Gugliotti. Intanto un altro Cis è “stato riattivato” in Puglia, ha detto Carfagna, quello Brindisi-Lecce. “La convocazione del pre tavolo istituzionale è prevista per venerdì - ha detto Carfagna -, il progetto è molto ambizioso perchè coinvolge cinque ministeri e venti comuni oltre alla Regione. L’obiettivo che ci siamo posti è quello di valorizzare un tratto di costa di straordinaria bellezza con interventi di tipo turistico, ambientale e culturale”. 

La Puglia è la Regione più vaccinata d’Italia ed è sul podio anche in Europa. A stabilirlo i dati diffusi da Agenas, l’agenzia nazionale per la valutazione e il monitoraggio dei servizi sanitari erogati dalle Regioni, che analizzano i livelli di copertura raggiunti nella campagna vaccinale contro il Covid. Come si evince dal report, con l’86,66 % della popolazione generale che ha ricevuto almeno una dose di vaccino, la Puglia conferma il primato a livello nazionale (media italiana 83,71%), e conquista la terza posizione in Europa, immediatamente dopo Malta e Portogallo. “Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra – ha commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano - e, soprattutto, del senso di responsabilità e della partecipazione dei pugliesi”.

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