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Giornale di Taranto - Giornalista1

A lanciare l’allarme i Presidenti di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, e di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, i quali si rivolgono sia al Governo uscente sia alle forze che potenzialmente dovrebbero, a breve, andare a comporre il prossimo Esecutivo

 

 

Ha assunto oramai i contorni dell’emergenza conclamata la crisi energetica che sta investendo interi settori produttivi, in maniera trasversale, da nord a sud, sia che si tratti di piccole sia che riguardi le realtà grandi e consolidate: in assenza di interventi, si rischia la paralisi.

Ed è questo l’allarme che a Taranto viene rilanciato, con forza, dai Presidenti di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, e di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande.

Da un lato l’industria, dall’altro il commercio. “Nient’altro che due facce della stessa medaglia – commentano i vertici delle associazioni territoriali tarantine – che oggi si trovano ad affrontare lo stesso, incombente problema: realtà produttive in ginocchio a causa degli abnormi costi dell’energia, aziende ed esercizi commerciali costretti in molti casi a chiudere definitivamente perché le bollette arrivano quintuplicate. Dove non c’è la chiusura – aggiungono -  esiste un concreto rischio, per queste realtà produttive, di arrivare ad un punto di non ritorno perché i rating bancari inevitabilmente ne risentono, innescando una spirale di criticità”.

I presidenti Toma e Giangrande, in considerazione dell’enorme portata del problema e soprattutto della sua impellenza, si rivolgono sia al Governo uscente sia alle forze che potenzialmente dovrebbero, a breve, andare a comporre il prossimo Esecutivo.  Parlando di “sicurezza nazionale”, le stesse parole più volte rilanciate attraverso i media dal Presidente di Confindustria Bonomi, richiedono in primis interventi mirati per imprese ed esercizi commerciali, affinché riescano a fronteggiare le emergenze in vista di una risoluzione anche parziale del problema.

Dal tetto imposto al prezzo del gas, non solo quello importato dalla Russia, ad una divisione fra il costo dell’elettricità e quello del gas; e ancora, una dilazione dei pagamenti per le bollette più esose, che riguardano le realtà più grandi. Queste le prime richieste che arrivano dai vertici delle due associazioni e che potrebbero essere applicate in tutto il Paese.

“L’alternativa più immediata, in attesa di una risposta europea, è quella adottata dalla Germania – aggiungono – che con la manovra da 200 miliardi annunciata la scorsa settimana ha mobilitato oltre l'8% del Pil per sostenere famiglie e imprese. L’appello è a far presto perché oggi c’è una bomba sociale pronta ad esplodere: se gli interventi dovessero essere tardivi, le risorse da mettere in campo diventeranno ancora più ingenti perché molte realtà avranno superato la soglia di sopravvivenza. Occorre intervenire subito”.

 

 

 

 

Le giornate estive, quelle calde e piacevoli, sono ormai un lontano ricordo. Si ritorna a lavoro, si riempiono i banchi di scuola e ricomincia finalmente l’anno pastorale in tutte le parrocchie, nella chiesa del Sacro Cuore inizia con tante novità.

Quest’anno, nel mese di settembre, don Francesco Venuto, a soli 30 anni, ha preso possesso canonico della chiesa del Sacro Cuore di Taranto, diventando il nuovo amministratore parrocchiale, portando sin da subito aria di novità e freschezza. 

Racconta che alla sua età iniziare questa avventura diventa uno stimolo per la sua vocazione, che nasce in tenera età, quando poco più che adolescente decide di donare la sua vita a Gesù.

Nonostante l’età anagrafica, Sua Eccellenza Reverendissima Filippo Santoro ha scelto don Francesco per guidare una comunità parrocchiale variegata e molto devota. Don Francesco spende per l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Taranto parole di gratitudine per l’incarico affidatogli, estremamente convinto di poter ricambiare tale benevolenza con l’impegno e la dedizione per la comunità parrocchiale di cui egli stesso è diventato pastore.

Dagli inizi di settembre la parrocchia è diventata un vero e proprio cantiere, ove tra un muro e un’idea buttata giù, stanno sbocciando fiori e si costruiscono nuovi ponti. 

La parrocchia è “la casa di tutti”, afferma ripetutamente don Francesco, poiché crede che il contributo di ognuno può essere un valore aggiunto per l’intera comunità.

Don Francesco precisa  di non dimenticare mai che al centro di tutto deve esserci sempre Dio, perché solo facendo quest’incontro possono crescere fede e devozione. 

Il giovane sacerdote, ha cominciato sin da subito organizzando due pullman per il pellegrinaggio diocesano del 10 settembre  tenutosi a San Giovanni Rotondo (FG) e successivamente ha pianificato le veglie di preghiera dedicate a San Pio da Pietrelcina e a San Francesco d’Assisi, rispettivamente il 22 settembre e il 4 ottobre, entrambe con una ricca partecipazione. Ringrazia ancora una volta per l’importante donazione ricevuta del quadro della Madonna di Pompei, il quale immensamente bello esposto su un baldacchino avvolto da manto rosso è stato benedetto durante la supplica della madonna di Pompei l’ 1 ottobre.

Inoltre ha ripreso il gruppo giovani, incontrando e invitando gli stessi a vivere dei momenti conviviali, di gioco e spiritualità, che permettono di vivere la quotidianità con entusiasmo e responsabilità. A proposito di giovani, don Francesco ha annunciato sono iniziate le attività associative di Azione Cattolica e AGESCI.

Ha provveduto a ritrovarsi con i bambini del catechismo e le loro famiglie in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, benedicendo gli zaini con i quali avrebbero affrontato il primo giorno di scuola, e invitandoli domenica 3 ottobre ad un momento di gioia e matte risate, successivamente alla messa domenicale. Infatti nel teatro parrocchiale ci sono stati alcuni giochi e balli, in presenza delle mascotte di Spongebob e Scooby-Doo,  poter augurare ad ogni bambino un buon cammino per l’anno catechistico che è iniziato il 4 ottobre. 

Le attività sono state già tante e si prevede di farne tante altre, ma don Francesco riferisce che è stato meraviglioso nel settembre appena concluso, come un mix di parrocchiani, amici e semplici volontari, di cui molti non appartenenti alla parrocchia del Sacro Cuore, abbiano unito le proprie forze affinché alcune opere parrocchiali fossero rinnovate in base agli usi moderni. Il salone parrocchiale, la segreteria, l’ufficio del parroco, i corridoi della sagrestia e le aule del catechismo sono solo alcune delle opere riviste e ritoccate, ma non saranno le uniche, poiché il cantiere è aperto e sembra il giovane sacerdote non voglia fermarsi.

Concludendo don Francesco riassume quanto esposto con una canzone dedicata a San Francesco d’Assisi dal titolo “Dolce Sentire”. Rievoca nello specifico alcune strofe: <<Dolce è sentire come nel mio cuore. Ora umilmente sta nascendo amore. Dolce è capire che non son più solo>>, poiché ritiene da quanto vissuto nell’ultimo mese, che dobbiamo fare posto nel cuore a Dio per donare e ricevere amore, dimostrando che soli siamo niente, con Te (che può essere chiunque di voi) al mio fianco le vite prendono colore.

Infine don Francesco invita tutti coloro che volessero parteciparvi, martedì 1 novembre durante la messa delle ore 10:30, presso la parrocchia del Sacro Cuore, la quale presieduta da Sua Eccellenza Reverendissima Filippo Santoro, lo proclamerà amministratore parrocchiale.

Nel 2021 il valore economico direttamente generato dallo stabilimento siderurgico di Taranto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, è stato pari a 3,387 miliardi contro 1,618 miliardi del 2020. Quello distribuito a dipendenti, fornitori, finanziatori e pubblica amministrazione è stato pari a 3,443 miliardi. Tra stipendi e benefit ai dipendenti, spesi 349,556 milioni. Lo rivela il primo bilancio di sostenibilità di Acciaierie d’Italia approvato dal cda. È dell’anno in corso ma su dati del 2021.

   È uno strumento che torna dopo quelli degli anni passati riferiti alla vecchia proprietà e gestione del gruppo Riva, poi uscito di scena a seguito del commissariamento statale dell’azienda avvenuto a giugno 2013. Nel documento vengono fotografati gli anni dal 2011 al 2019 ma il focus è concentrato su 2019, 2020 e 2021.

   Sul piano economico, il bilancio di sostenibilità dice che “lo stabilimento AdI di Taranto rappresenta il cluster a maggiore impatto” e che nel 2021 su un totale ordinato di 3.915 milioni di euro, l’85 per cento ha riguardato Taranto con 3.319 milioni. Dove la distribuzione degli ordini ha riguardato 2.070 milioni i materiali, 721 milioni prestazioni e servizi, 528 milioni energy & utilities. Rispetto a ordini a Taranto per 2.204 milioni nel 2019 e per 1.900 milioni nel 2020, gli oltre 3mila milioni dello scorso anno evidenziano la ripresa post pandemia quando ancora la guerra non era scoppiata. E ancora, si legge nel report, l’anno scorso, su un totale di 2.100 fornitori di cui l’ex Ilva si è avvalsa, circa 320  avevano sede in Puglia, pari al 15,2 per cento del totale dei fornitori, 221 dei quali nella  provincia di Taranto, pari al 70 per cento dei fornitori pugliesi.

   Circa gli infortuni totali in stabilimento, sono stati 100 nel 2021, 89 l’anno prima, 173 nel 2019. Nessun incidente mortale o grave nel 2021, annota il rapporto, evidenziando che 127.972 ore sono state dedicate alla  formazione del personale di cui 21.824 a formazione e sicurezza e 76.330 a riunioni sicurezza. 

 

Un corposo capitolo del bilancio di sostenibilità è dedicato all’ambiente. Gli investimenti in corso e previsti ammontano a 1,77 miliardi, si legge nel report. A proposito delle emissioni dello stabilimento che, col ciclo integrale e l’area a caldo, ha una produzione impattante, il rapporto sostiene che rispetto al 2011, anno di rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale, la media del triennio di rendicontazione (dal 2019 al 2021) vede “una netta riduzione dei valori emissivi” relativamente agli inquinanti rappresentati da polveri, benzoapirene, diossine, PM 10 e PM 2,5.

   Inoltre sull’ambiente il rapporto di sostenibilità evidenzia che nel 2021 l’ex Ilva ha recuperato a Taranto 279.209 tonnellate di materiali ferrosi, cui si sommano 424.685 tonnellate di rottami riciclati. Con questo materiale é stato prodotto il 17,6 per cento dell’acciaio, valore calcolato sulle tonnellate di bramme nette e in aumento rispetto al 2020 quando la percentuale è stata del 16,6. Sui rifiuti, invece, il rapporto evidenzia che la produzione del 2021 è stata pari a 1,767 milioni di tonnellate, di cui 1,751 milioni non pericolosi e 15.869 pericolosi. La fabbrica è provvista di due discariche. Poco più di un milione di tonnellate è andato al recupero interno, 258.596 tonnellate al recupero esterno, 361.424 tonnellate allo smaltimento interno e 104.406 a quello esterno. 

La grande novità di quest’anno è il concorso dedicato a lungometraggi e corti. Ci sarà anche un focus sul black horror. Appuntamenti al Cityplex Savoia e a Spazioporto. Svelata intanto la locandina realizzata da Giorgio Credaro

 

 

Sarà una fine di ottobre da brivido quella prevista a Taranto, dove si terrà la quinta edizione di Monsters – Taranto Horror Film Festival, organizzato dall’associazione Brigadoon – Altre storie del cinema. La manifestazione si svolgerà dal 27 al 31 ottobre, come da tradizione in concomitanza con la festa di Halloween, e si svilupperà in due luoghi del capoluogo pugliese: il nuovo Cityplex Savoia e lo Spazioporto.

 

Il festival è realizzato da Davide Di Giorgio (direttore artistico), Massimo Causo (direttore organizzativo e presidente di Brigadoon) e Leonardo Gregorio (consulente alla selezione e segretario di Brigadoon).

 

La prima importante novità di quest’anno è l’introduzione del concorso, con due sezioni: lungometraggi e cortometraggi. I lavori in gara provengono da differenti cinematografie e continenti e costituiranno un autentico laboratorio in cui scoprire nuovi talenti, tendenze e curiosità, a testimonianza del fermento sempre vivo nel genere e della predilezione del festival per le creature in grado di arricchire l'immaginario del pubblico. La scelta dei film è frutto del lavoro del comitato di selezione che, ai fondatori di Brigadoon, aggiunge da quest'anno i nuovi consulenti Andreina Di Sanzo (Fantafestival, Point Blank), Massimiliano Martiradonna e Mirco Moretti (Dikotomiko Cineblog, Nocturno). I premi al miglior lungometraggio e al miglior cortometraggio saranno assegnati da due apposite giurie qualificate.

 

L'edizione 2022 sarà caratterizzata dal focus Black Horrors Matter, dedicato al cinema nero americano, che proseguirà e concluderà il percorso sugli “Altri Sguardi”, inaugurato nella terza edizione con Le Signore del Male e proseguito nella successiva con Transhorror. Il mostro dell'anno sarà perciò Candyman, il black villain per antonomasia, evocato pronunciando il nome per cinque volte davanti allo specchio e che incarna lo spirito di vendetta dalle violenze provocate dal razzismo. Rilanciato lo scorso anno dal fortunato sequel diretto da Nia DaCosta e prodotto da Jordan Peele, Candyman è stato creato dalla penna dello scrittore inglese Clive Barker ed è stato magistralmente incarnato per la prima volta dall'attore Tony Todd nel classico di Bernard Rose del 1992, che sarà riproposto per l'occasione sul grande schermo. Insieme a lui, titoli di culto come “Blacula” (rivisitazione “black” di Dracula) e il misconosciuto capolavoro “Ganja & Hess”, originalissima variazione sul tema del vampirismo dall'attore, romanziere e commediografo Bill Gunn, invisibile per decenni e tuttora inedito in Italia.

 

Da quest'anno le proiezioni del festival saranno introdotte dalla nuova sigla “Kisses from Icarus”, una creazione originale del regista, artista e videomaker pugliese Carlo Michele Schirinzi, autore dei lungometraggi “I resti di Bisanzio” e “Padrone dove sei”.

 

Altro interessante elemento di novità è costituito dall’autore della locandina di questa quinta edizione (oltre che del restyling del logo del festival): Giorgio Credaro, artista e illustratore tra i più attivi sull'attuale scena home video italiana. Il bozzetto reinventa il classico uncino di Candyman sulla silhouette inconfondibile del Castello Aragonese di Taranto, intinto in uno scenario color sangue che riprende i tipici colori dei tramonti pugliesi.

 

La quinta edizione avrà il contributo e il patrocinio della Direzione generale cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura e del Centro Studi Cinematografici e il patrocinio del Comune di Taranto.

 

Il programma dettagliato delle giornate del festival è in via di definizione e conterrà altre sorprese che verranno comunicate nelle prossime settimane.

 

Per seguire gli aggiornamenti e l’avvicinamento a Monsters, ecco dove è possibile trovare online il festival:

sito web: https://monsterstarantohorror.com

Facebook: https://www.facebook.com/monsterstarantohorror

Instagram: https://www.instagram.com/monsterstarantohorror

 

 

Ricco il calendario di appuntamenti nell’ambito del

Taranto PORT Days in corso al Porto di Taranto 

 


Un momento di confronto a più voci per parlare del Porto di Taranto, del suo ruolo nello scenario internazionale, delle sue prospettive e del rapporto con la città: nell’ambito di Taranto Port Days 2022, si terrà venerdì, 7 ottobre prossimo, il convegno su 
“La centralità dei Porti europei nel processo di rilancio dei traffici internazionali”.

 

Il talk, organizzato da Confindustria Taranto, prevede i saluti del Presidente Salvatore Toma; a seguire, gli interventi del Sindaco e Presidente della Provincia di Taranto Rinaldo Melucci; di Barbara Beltrame Giacomello, vice presidente di Confindustria con delega all’internazionalizzazione; di Sergio Prete, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio e di Floriana Gallucci, Commissario Straordinario della Zes Jonica.

 

Modererà i lavori Roberta Morleo, responsabile ufficio stampa di Confindustria Taranto.

L’appuntamento è alle ore 12, Calata 1 del Porto di Taranto.

 

 

 

E’ previsto per sabato 8 Ottobre, sempre nell’ambito delle attività di Taranto Port Days 2022, l’incontro tematico organizzato in sinergia da Raccomar, Optima Confcommercio e Raccomar Giovani Puglia, “Un porto eccezionale - Storytelling dei  protagonisti del Porto di Taranto”.

 

L’idea è quella di narrare e far conoscere attraverso la tecnica dello storytelling il mondo del Porto ed i protagonisti che  lo abitano.

A raccontarne il porto  Giuseppe  Melucci, presidente di Raccomar Taranto, che  parlerà della sua esperienza di pianificazione nel  settore portuale, logistico e del trasporto ferroviario cargo.

Marco Caffio, presidente di Optima Confcommercio, che racconterà cosa  ha significato  nel Porto di Taranto l’esperienza degli impianti eolici e dell’off-shore.

Luigi Guida, in rappresentanza di Assarmatori, che ci trasferirà nel mondo dell’Heavy Lifting con tante esperienze eccezionali.

Non mancherà l’apporto delle nuove leve: Luca Piliego, vicepresidente  Raccomar Giovani Puglia, che spiegherà come un giovane può prepararsi a svolgere la professione di raccomandatario marittimo. Concluderà il segretario generale dell’AsDP, Roberto Settembrini, uomo di marketing, che comunicherà la sua visione di Porto.

 

Saranno loro con le loro storie e i loro racconti a comunicare il valore della ‘risorsa Porto’; saranno loro ad esprimere una specifica visione del mondo e del mercato di riferimento; saranno loro che coinvolgeranno il pubblico grazie al proprio talento e alla loro esperienza; saranno loro che ci racconteranno come è possibile superare le difficoltà e ottenere benefici attraverso un lavoro che vede nella risorsa mare-porto la vera ricchezza.

Giuramento ieri mattina per il presidente della Provincia Rinaldo Melucci.

Come previsto dall’articolo 50 del Tuel, il Presidente di Provincia presta davanti al Consiglio nella seduta del suo insediamento, giuramento di osservare lealmente la Costituzione italiana.

A seguire il presidente ha salutato i dipendenti nel salone di rappresentanza.

- “Chiaramente l’emergenza gas riduce un pò la capacità produttiva perchè la quantità di gas va diminuendo, ma l’azienda la vedo molto forte e credo che abbia gli strumenti per passare attraverso questo percorso stretto che ha difronte non solo l’acciaieria ma tutte le altre imprese d’Italia”. Lo ha detto oggi a Taranto l’amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, Lucia Morselli, a margine della firma dell’accordo col Politecnico di Bari sui temi della transizione e della produzione sostenibile.

   “I prossimi due anni saranno un pò complicati - ha affermato Morselli- ma ci sentiamo i più forti”. L’emergenza gas, ha aggiunto, “ha rallentato un pò l’aumento della produzione, ovviamente, perchè il gas che ha un prezzo che non posso definire, se non quasi inaccessibile. E quindi abbiamo dovuto ridisegnare il processo produttivo”. 

 

Per l'ad, “l’obiettivo è ovviamente di continuare a produrre, di esserci in salute. Nessun investimento è stato fermato. Tutti gli investimenti sono stati confermati. Sul piano ambientale siamo leggermente in anticipo. Quindi gli assi portanti dell’acciaieria sono stati tutti confermati. Ovviamente, l’emergenza gas, con la penuria di gas, i prezzi, porterà a qualche cambiamento ma nulla che possa compromettere il futuro dello stabilimento. Anzi, probabilmente - ha detto ancora Morselli - ne usciremo più forti. Noi ne usciremo. Spero tutti. Ma probabilmente non tutti saranno capaci di affrontare queste sfide con la nostra forza e le nostre coperture”.

   Morselli, in riferimento al dl Aiuti bis che prevede un miliardo, affidato a Invitalia, partner pubblico del privato Mittal in Acciaierie d’Italia, ha dichiarato che “il nuovo Governo arriverà. Noi rispettiamo tutti i Governi. Il Governo ce l’abbiamo. Aspettiamo il prossimo ma continuiamo a lavorare intensamente con quello in carica. Abbiamo lavorato con tutti i Governi, allo stesso modo e con la stessa profittabilità. E con lo stesso rapporto di altissima collaborazione”.

   Infine, sull’indotto che ruota attorno all’ex Ilva, Morselli ha affermato che “l’acciaieria rimane a lavorare, continua la sua attività produttiva nonostante queste sfide planetarie, e per loro signififa avere commesse, un futuro. Che è quello che vogliamo garantire all’acciaieria che alle aziende del territorio che lavorano per noi, che sono parte essenziale. Il valore che produciamo per l’acciaieria verrà condiviso sempre con l’indotto. Che non è un’entità separata”. “Acciaierie d’Italia e il Politecnico di Bari hanno sottoscritto un accordo  di partnership - si legge in una nota - per il counseling tecnologico e l’innovazione sostenibile dei processi produttivi. L’accordo è stato siglato presso lo stabilimento di Taranto dal Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino e dall’Amministratore Delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, con la Ministra dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, in collegamento video e l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci, che ha testimoniato la rilevanza del progetto per la Regione.

 

L’intesa configura una relazione di lungo periodo nella quale l’Ateneo, tramite professori e ricercatori, supporterà le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione per il settore siderurgico condotte dall’Azienda. L’obiettivo congiunto è di contribuire ulteriormente alla crescita del contesto economico e produttivo regionale e stimolare una sempre maggiore attenzione ai temi della sostenibilità nella manifattura.  

 

Acciaierie d’Italia ha creato all’interno dello stabilimento di Taranto un proprio Centro di Ricerca e Sviluppo per supportare l’innovazione e il miglioramento dei processi produttivi e dei prodotti. L’accordo con il Politecnico di Bari si inquadra nell’ampliamento della rete di collaborazioni del Centro, che opera in piena autonomia scientifica.

 

Le due realtà sono peraltro già fortemente sinergiche sotto il profilo della formazione professionale: 150 ingegneri sui circa 200 attualmente impiegati nell’acciaieria tarantina si sono laureati presso l’Ateneo barese. Un dato destinato a crescere grazie alle selezioni in corso per l’assunzione di ulteriori figure specializzate.

 

Vogliamo sviluppare una crescente sostenibilità della produzione siderurgica, portando avanti la transizione ecologica ed energetica anche attraverso l’accordo firmato oggi. Il Politecnico di

Bari è un centro di eccellenza e guida tecnico-scientifica regionale e questa partnership avrà un impatto importante sia su di noi, sia sul sistema universitario, sia quindi sul territorio”, ha dichiarato Lucia Morselli, Amministratore Delegato di Acciaierie d’Italia.

 

“Il futuro di Taranto, che noi abbiamo molto a cuore, è legato a quello della sua acciaieria – ha commentato il Rettore del Politecnico di Bari, Francesco Cupertino – per cui ci fa molto piacere una collaborazione sui temi-chiave della sostenibilità. Il Politecnico – ha aggiunto il Rettore – è presente a Taranto fin dalla sua istituzione e oggi vuole sostenere, attraverso la ricerca e il trasferimento tecnologico, nuovi modelli di produzione che rimettano insieme le esigenze dell’industria con quelle del lavoro, della salute e dell’ambiente. Siamo convinti di poter costruire un ecosistema dell’innovazione – ha concluso Cupertino – che coinvolga università, grandi e piccole imprese, startup innovative, istituzioni e associazioni di categoria, per fare di questo territorio un laboratorio di sperimentazione di livello europeo”.

 

“Emanciparsi energeticamente dai combustibili fossili e puntare sulle energie rinnovabili - ha dichiarato l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci - è la sfida su cui la Regione Puglia ha scommesso qualche anno fa e che oggi diventa centrale. Questo vale in maniera particolare per la città di Taranto che abbiamo candidato nel progetto bandiera nel PNRR a città dell’idrogeno. In questo contesto, i progetti di ricerca, la produzione di idee innovative diventano centrali e questa partnership tra Acciaierie d’Italia e Politecnico di Bari non potrà che soddisfare questa esigenza e velocizzare il processo di transizione energetica della nostra Regione”.

Le risorse complessive messe a disposizione nel Pnrr per incentivare la partecipazione delle donne al mondo produttivo e supportare le imprese femminili (nuove o già esistenti) in ogni regione italiana, riducendo il divario territoriale, ammontano a 400 milioni di euro. E’ quanto emerge dall’analisi condotta dal Collegio del controllo concomitante della Corte dei conti, approvata con delibera 10/2022, in cui la magistratura contabile ha esaminato lo stato di realizzazione dell’intervento previsto nell’ambito della missione 'Inclusione e coesione' del Piano, denominato 'Creazione di imprese femminili', che interesserà 2400 aziende italiane entro il 2026, di cui 700 nell’obiettivo intermedio del secondo trimestre 2023. La distribuzione delle 1.200 domande sinora presentate, evidenzia la Corte, mostra una marcata disomogeneità territoriale a scapito delle zone meridionali del Paese cui è destinato il 40% delle risorse complessive, rivelando la necessità di strategie di comunicazione specifiche e chiare, per rafforzare la cultura della partecipazione delle donne al mondo imprenditoriale proprio nei territori del Sud Italia in cui il numero delle domande si è rivelato più basso. Sul tema, la Corte ha invitato il ministero dello Sviluppo economico, come soggetto attuatore, sia a monitorare l’operato di Invitalia, gestore delle attività connesse al progetto, sul rispetto dei principi trasversali previsti dal Pnrr a favore di giovani, donne e Sud, sia a definire al più presto le attività di comunicazione e formazione, con verifica dell’avvenuta pubblicazione di tutti gli atti riguardanti l’intervento previsto dal Piano. 

Nell’ambito di specifiche attività di controllo economico del territorio, finalizzate a prevenire e reprimere il fenomeno del lavoro “nero” ed “irregolare”, i Finanzieri del Comando Provinciale di Taranto hanno effettuato numerosi interventi ispettivi presso esercizi commerciali attivi sulla fascia costiera e nelle località dell’entroterra a maggiore vocazione turistica.

All’esito di tali controlli, le Fiamme Gialle tarantine hanno individuato 55 lavoratori “in nero” e 15 lavoratori “irregolari” e hanno proposto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Taranto la sospensione dell’attività imprenditoriale nei confronti dei titolari delle 11 imprese coinvolte. Ciò in ragione del superamento della soglia del 10% del personale presente sul luogo di lavoro senza la preventiva comunicazione di instaurazione del relativo rapporto.

In tale contesto, sono stati altresì avviati i pertinenti approfondimenti documentali finalizzati a verificare sia il corretto inquadramento contributivo, previdenziale e assistenziale dei lavoratori risultati regolarmente assunti, sia l’eventuale percezione di sussidi pubblici da parte dei lavoratori risultati “in nero” o “irregolari”.

Il lavoro nero è piaga per l’intero sistema economico perché sottrae risorse all’erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e consente una competizione sleale con le imprese oneste.

 

di Ingrid Iaci 

La Consigliera di Parità della Provincia di Taranto Gina Lupo ha incontrato questa mattina i piccoli alunni delle classi quinte dell'istituto Martellotta, accolta calorosamente dal dirigente scolastico Gianni Tartaglia e dal corpo docente.

Difficilmente i piccoli studenti dimenticheranno l'esperienza vissuta questa mattina e, a dir il vero, difficilmente la dimenticheranno anche gli adulti presenti.

Hanno messo in campo, come solo i bambini sanno fare, tutte le loro emozioni e le esperienze del loro breve, seppure intenso, vissuto, aprendo talmente tanto il loro animo da far uscire persino le lacrime. Il tema principale affrontato è stato quello della diversità tra i generi che ha dato lo spunto per parlare anche di bullismo, di rapporti familiari e di stereotipi rappresentati con il linguaggio semplice dei bambini, attraverso cartoni animati e cortometraggi.

Ma i veri protagonisti sono stati loro, i bambini che hanno animato il dibattito con delle riflessioni talmente profonde da far dimenticare per un attimo di avere di fronte una platea di ragazzi di 10anni.

E c'è persino chi ha improvvisato tout court una piccola strofa rimando le parole "rispetto" ed "intelletto".

"Giochiamo alla pari" è un progetto che rientra tra le finalità dell'agenda 2030 sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU.

17 sono gli obiettivi o targets da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030 e tra questi vi è quello relativo alla lotta alle disuguaglianze.

"Giochiamo alla pari" sarà prossimamente presentato in altre scuole del capoluogo e della provincia ionica.

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