Recuperare il valore dell’impresa -come bene su cui costruire la dignità, il lavoro ed il benessere dei cittadini- non è immaginabile se a fermarsi è la sua stessa produzione.


 

Risanare un’azienda diventa impossibile se l’unica risoluzione da adottare rimane la sua chiusura. Recuperare il valore dell’impresa -come bene su cui costruire la dignità, il lavoro ed il benessere dei cittadini- non è immaginabile se a fermarsi è la sua stessa produzione. La vicenda Ilva, (nella foto)

gli avvenimenti susseguitisi negli ultimi giorni e gli scenari che a breve si potrebbero aprire per l’azienda e per la città, impongono alcune riflessioni, che, pur senza mettere in discussione scelte ed azioni – magistratura in primis – crediamo siano pressoché obbligate, perché in gioco è, ancora una volta, il futuro di un intero sistema. C’è infatti una differenza sostanziale fra questo delicatissimo passaggio ed altri che la città ha vissuto nella sua storia recente: il sequestro dell’Afo2, infatti, una volta convalidato, decreterebbe il cosiddetto punto di “non ritorno” oltre il quale ogni dibattito non avrebbe più motivo di essere. La fermata dell’altoforno oggetto di sequestro, infatti, porrebbe l’azienda in una condizione di impossibilità – con il solo Afo4 in funzione - nel far proseguire la marcia degli impianti.E’ fondamentale, pertanto, guardare ai  segnali che in questi giorni convulsi, prima ancora che dalla società civile, dalle istituzioni e dalla politica, ci arrivano da una voce autorevole. L’enciclica di Papa Francesco, che più di qualcuno ha ribattezzato “green” proprio per le tematiche di carattere etico ed ambientale che contiene, rilancia fortemente il valore dell’impresa come volano di crescita sociale e civile, e quindi preziosa opportunità per avvalorare e dimostrare che una crescita sostenibile non solo è possibile, ma è obbligata se si vuole davvero salvaguardare il futuro delle attuali e delle prossime generazioni.Le valutazioni, anche molteplici, di questa “vision”, che sicuramente si presta a letture diversificate a seconda del cosiddetto bicchiere mezzo vuoto (o mezzo pieno), meritano tutte, sicuramente, uguale attenzione. Ma certo è che nessun tipo di crescita, né sostenibile né di altro genere, si può ipotizzare se si prospetta come soluzione la fermata di impianti indispensabili per il prosieguo dell’attività dello stabilimento. Fondamentali sono, inoltre, gli impegni finora assunti e le misure finora adottate per far sì che il centro siderurgico possa avviare seriamente il suo cammino verso il risanamento.Lo confermano gli adempimenti a cui in tal senso l’azienda ha – peraltro celermente - ottemperato dopo le indicazioni dello Spesal, nonché quel corposo dossier che i tecnici della Paul Wurth metteranno a breve nelle mani della Procura, al fine di scongiurare la convalida del sequestro dell’altoforno.Il terribile incidente dell’8 giugno scorso insegna purtroppo che non si può e non si deve abbassare la guardia sui sistemi di sicurezza; allo stesso tempo, però, non può innescare un penalizzante atteggiamento di rinuncia   rispetto agli obiettivi di ambientalizzazione che si stanno faticosamente portando avanti per coniugare ambiente e lavoro.A tutti sono note le risorse ingenti che in tal senso il governo centrale sta mettendo a disposizione; altrettanto evidente è l’attenzione che dalla capitale si continua a registrare con un’assiduità di carattere eccezionale rispetto alla vicenda, in poco più di due anni oggetto di ben sette provvedimenti legislativi.Occorre buon senso, e l’auspicio è che possa arrivare dal territorio prima ancora che dagli osservatori esterni, che pure sulla vicenda si sono espressi esplicitando le forti preoccupazioni per il futuro immediato dell’azienda.Accogliamo in tal senso, quindi, anche le recenti dichiarazioni, rese ad un organo di stampa, del sindaco Stefano, che sulla questione si è espresso riconoscendo la forte vocazione industriale del territorio, da rilanciare in chiave ecocompatibile.Sappiamo che si può: il processo avviato non va interrotto, le speranze, l’impegno, la fatica  dei tanti che lavorano dentro e fuori dalla fabbrica non possono essere vanificati in nome di una rinuncia che ha il sapore di una resa incondizionata.Certo, la strada è ancora tutta in salita: l’Ilva (e non parliamo più dell’Ilva privata ma dell’Ilva “amministrata”, resa pubblica proprio per favorire un deciso cambiamento di rotta) dovrà dimostrare, attraverso lo strumento della verifica e delle buone pratiche, di aver imboccato la strada giusta; il territorio dovrà guardare con obiettività a quanto sta accadendo in questo particolarissimo momento della sua storia (le molteplici emergenze, da Tct all’Arsenale, da Teleperformance alle vertenze aziendali che interessano Taranto e la sua provincia) e scegliere, ancora una volta col buon senso, quale strada imboccare. Da una parte, c’è la rinuncia ad un obiettivo ambizioso ma possibile. Dall’altra, il cambiamento da attivare attraverso la continuità, il lavoro, la salvaguardia di un immenso patrimonio della città la cui nuova storia – industriale, sociale, solidale – è in realtà ancora tutta da scrivere.


 

 

Permettemi di rivolgere un plauso al dottor Fabrizio Nardoni che ancora una volta dimostra in maniera inequivocabile di amare la sua città. Nonostante , durante la sua presidenza del Taranto calcio sia stato bersagliatissimo dai tarantini e soprattutto dalla Fondazione Taras ed abbia di fatto avuto una notevole perdita economica, adesso che Campitiello che era stato acclamato come il nuovo profeta del calcio tarantino si è defilato senza preoccuparsi del futuro del Taranto, Fabrizio Nardoni ancora una volta è pronto ad  entrare in campo ed a salvare le sorti di una squadra e di una tifoseria che avevano messo lui e Petrelli alla porta. Pazzia o amore per la sua città e per la sua squadra ? Conoscendolo sono sicuro che la seconda affermazione sia quella giusta. Fabrizio ama la sua città anche se non è stato mai ricambiato finora. Difendiamo una volta tanto la nostra tarantinità, che almeno il calcio tarantino sia libero dallo sfruttamento di tutti quei "forestieri" che hanno fatto di Taranto una città da colonizzare.


 

 

 

 

 

 

SEQUESTRATI BENI PER OLTRE 8 MILIONI DI EURO. IL PROVVEDIMENTO E’ SCATTATO NEI CONFRONTI DI TRE IMPRENDITORI DI MOTTOLA (TA). 

 

Militari del Comando Provinciale di Taranto, a seguito di indagini delegate dalla locale Procura della Repubblica nell’ambito della procedura fallimentare di una società, hanno eseguito, su decreto del G.I.P. presso il Tribunale di Taranto, 3 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di altrettanti imprenditori operanti nella cittadina di Mottola (TA).

Le tre persone, legate da vincoli di parentela, si sono rese responsabili, in concorso, del reato di "Bancarotta fraudolenta", per aver sottratto, con reiterati atti dolosi, beni e risorse finanziarie dal patrimonio aziendale.

L’attività investigativa, condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Martina, ha consentito di accertare che i suddetti imprenditori hanno ceduto a prezzi irrisori quote societarie (un decimo del loro valore effettivo), costituito un fondo patrimoniale fittizio, sottratto crediti nei confronti di clienti, distratto denaro contante (mediante prelevamenti per cassa in un brevissimo lasso temporale), nonché prodotti finiti e semilavorati, utilizzando i beni della società fallita in altra azienda neocostituita facente capo agli stessi soggetti arrestati. 

Oltre alle misure cautelari, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca di beni immobili, mobili e strumentali, nonché quote societarie e disponibilità finanziarie, fino alla concorrenza della somma di oltre 8 milioni di euro.

 

 

 

 


 

 


 

 

Se le Segreterie territoriali di SLC CGIL ed UGL Telecomunicazioni non  ritireranno la diffida inviata sabato mattina, con tanto di minaccia di art. 28, l’azienda non parteciperà al tavolo ministeriale richiesto dai sindacati e convocato per il 25 giugno.

Come anticipato  a chiusura dell'incontro tenutosi alla Unione degli Industriali del Lazio il 17 giugno, è stata infatti pubblicata la pianificazione dei turni successivi al 30 giugno, contestualmente alla approvazione del piano ferie estivo, con la nota che in caso di mancato o diverso accordo, i turni dal 01 luglio e le ferie approvate potrebbero subire delle variazioni.

La diffida arriva peraltro dopo una intera giornata, quella di giovedì 18, trascorsa con la dichiarazione di  8 giorni di sciopero per un malinteso sul pagamento degli stipendi di luglio causato da una intervista rilasciata il giorno prima da una RSU della SLC CGIL su alcuni quotidiani locali in cui, in modo irresponsabile, veniva affermato che <<l’azienda dice che sono a rischio gli stipendi del prossimo mese>>.

L’azienda, come ribadito nei successivi comunicati al personale e alla stampa, non si è mai sottratta al proprio dovere né ha mai dichiarato di volerlo fare: qualora non fosse ancora chiaro, la trattativa non verte sul pagamento di una mensilità ma sul futuro della sede tarantina.

A scanso di futuri equivoci, siamo a precisare che qualora l’azienda decidesse di procedere con la chiusura della sede di Taranto come esito della attuale vertenza, saranno rispettati tutti  gli obblighi di legge.

 Sorprende quindi la posizione delle Segreterie territoriali di SLC CGIL ed UGL Telecomunicazioni, che con la diffida di questa mattina continuano a rifiutarsi di comprendere sia la gravità della situazione attuale (che ha bisogno di soluzioni di lungo periodo e non di roboanti iniziative) sia la modalità con cui una azienda di servizi deve organizzarsi per gestire le telefonate, nel nostro caso, quando arrivano e non quando è più gradito.

 L’azienda appartiene ad un gruppo quotato in borsa con lo scopo di produrre utili: il board decide di ristrutturare o chiudere le filiali che perdono soldi, potenziando invece quelle che sono in grado di generare utili. 

Da anni la sede tarantina rappresenta una minaccia per il gruppo ed il management ha il dovere di trovare  immediatamente una soluzione:  chi continua a descrive questa posizione come  "un ricatto” si rifiuta di accettare l’idea che una azienda abbia senso solo se capace di generare ricchezza.

 Si segnala inoltre che per martedì sera è stata convocata una riunione straordinaria del CdA di cui non sono ancora stati resi noti i punti all’ordine del giorno. 


A Martina Franca un appartamento adibito a luogo di meretricio. Denunciata una prostituta straniera per favoreggiamento della prostituzione.

 

È di 12 denunce a piede libero, l’esito delle attività di controllo svolte dai Carabinieri della Compagnia di Manduria negli ultimi giorni. Il Nucleo Operativo e Radiomobile e le Stazioni dipendenti hanno eseguito servizi di prevenzione dei reati in genere e mirati, soprattutto, al contrasto dei delitti contro il patrimonio.

Le operazioni hanno riguardato il controllo di persone sottoposte a provvedimenti restrittivi, gli illeciti in materia di circolazione stradale, soprattutto la guida sotto l’influenza dell’alcol e di sostanze psicotrope.

A termine del servizio, 12 sono state le persone denunciate in stato di libertà per diversi reati e più specificatamente:

  • un 41enne di Avetrana, sottoposto alla Sorveglianza Speciale di P.S., per inosservanza degli obblighi derivanti dalla misura cui era sottoposto;

  • un 37enne di Manduria ed un 27enne di Fragagnano, entrambi sottoposti agli arresti domiciliari, per violazione alle prescrizioni relative  alla misura alternativa la detenzione cui erano sottoposti;

  • un 34enne di Manduria, per guida in stato di ebbrezza alcolica;

  • un 52enne di Torricella per furto aggravato;

  • un 60enne di Torricella per reati contro la persona;

  • un 35enne, domiciliato in Torricella, per inosservanza degli obblighi imposti dalla misura dell’obbligo di dimora cui era sottoposto; 

  • un 55enne residente a Torino ed un 27enne residente in provincia di Bergamo, per truffa;

  • un 26enne di Pulsano per detenzione illecita di sostanza stupefacente;

  • un 22enne nigeriano senza fissa dimora, per violazione di domicilio;

  • un 38enne di Maruggio, per rifiuto di fornire indicazioni sulle proprie generalità.

  • Nel medesimo contesto operativo, 2 persone sono state segnalate alla competente autorità amministrativa quali assuntori di sostanze stupefacenti sequestrando complessivamente gr. 43 di hashish e gr. 2 di marijuana

 

La Compagnia Carabinieri di Martina Franca, nell’ambito dei servizi volti a monitorare i fenomeni criminali che si registrano anche all’interno del centro storico cittadino,  ha eseguito mirati controlli volti a prevenire e reprimere il fenomeno dello sfruttamento e/o favoreggiamento della prostituzione.

 

In tale contesto, il personale del Nucleo Operativo e Radiomobile ha denunciato in stato di libertà una prostituta della Repubblica Dominicana.

Infatti, i militari dell’Aliquota Operativa durante un servizio, dopo aver individuato una abitazione sita nel centro storico presso la quale si registrava un sospetto “via vai di persone”, hanno intuito che potesse trattarsi di appartamento adibito all’esercizio del meretricio e per tale motivo, mediante l’espletamento di servizi di osservazione, attività informativa ed escussione a sommarie informazioni di clienti delle prostitute, hanno ottenuto conferme di quanto sospettato.

E’ stato così possibile ricostruire come l’abitazione fosse abituale luogo di meretricio gestito dalla locataria dell’immobile, una prostituta di nazionalità dominicana, che, nella completa inconsapevolezza del proprietario di casa, ne aveva fatto una casa di appuntamenti facendo anche in modo che altre ragazze, sempre di nazionalità straniera, esercitassero la prostituzione.

Per tali motivi, una 54enne dominicana è stata denunciata in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione e unitamente ad altre 5 prostitute è stata proposta per il provvedimento di divieto di ritorno nel Comune di Martina Franca.

Analoga attività di contrasto è destinata a proseguire.


 

 

ANDREA PANZETTA ALLA GUIDA DELL'ORGANISMO

Problematiche e soluzioni nel mondo del lavoro e valorizzazione del Consulente del Lavoro:

presentato il programma e le linee guida per i prossimi anni.

Operatività e presenza sul territorio jonico sono gli obiettivi che si prefissa il nuovo Consiglio

Direttivo dell’Unione Provinciale - Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro - Sindacato

Unitario di Taranto che rimarrà in carica nei prossimi anni. “Il Consulente del Lavoro è un

consulente aziendale a 360° - dichiara con fermezza il neo Presidente Dott. Andrea Panzetta e

continua – è un professionista che permette all’impresa di trarre beneficio in molti ambiti che

vanno dalla gestione del personale, alla sua formazione fino alla pianificazione e sviluppo

aziendale e societario. Il Consulente del Lavoro è un esperto che oggi si è affermato anche in

ambito fiscale, settore nel quale opera con piena legittimazione e con la massima professionalità

che contraddistingue l’intera categoria”. L’attuale Segretario dell’ANCL, Sindacato Unitario di

Taranto, CdL Angelo Mele, sottolinea come il Consulente del Lavoro è a stretto contatto con le

realtà aziendali locali: “Il Consulente del Lavoro è un professionista di importanza strategica per le

imprese; intervenendo direttamente sulla consulenza del lavoro ed aziendale abbiamo la possibilità

di esporre e far conoscere le difficoltà oggi presenti nel mondo del lavoro; abbiamo la possibilità

di raccontare storie di successo e la conoscenza tecnico/professionale per proporre soluzioni e/o

interventi volti al miglioramento aziendale. Il nuovo direttivo sarà impegnato a sviluppare ed

intrattenere rapporti con le redazioni giornalistiche presenti sul nostro territorio pubblicando

articoli, approfondimenti professionali o studi effettuati; tale impegno porterà i Consulenti del

Lavoro a produrre un valore aggiunto legato alla professione di utilità sociale che si concretizza

nel divulgare, a ogni tipo di interlocutore, le caratteristiche economiche del territorio, i problemi

che avvolgono la provincia jonica e l’importanza di una professione in costante evoluzione”.

Nel nuovo programma presentato dall’ U. P. ANCL S. U. di Taranto sono stati fissati gli obiettivi

ben precisi che fanno dell’analisi politica del territorio il punto di partenza che caratterizzerà l’intera

attività. Il nuovo Direttivo cercherà costantemente il dialogo con tutti i Consulenti della provincia

di Taranto anche attraverso il contributo diretto per l’aggiornamento continuo del sito internet

consulentidellavoro.ta.it con riguardo ad ogni aspetto professionale, lavorativo e fiscale. È viva

l’idea di creare una rassegna stampa per diffondere tempestivamente l’aggiornamento delle

normative sociali, previdenziali e fiscali. I nuovi eletti intendono rafforzare con regolarità i contatti

con il Consiglio Provinciale dell’Ordine dei CdL di Taranto, con il Consiglio Direttivo Regionale e

Nazionale ANCL. A tal proposito a Luca Conserva e a Angela Blasi sono stati già affidati i

compiti di rappresentanza nel Consiglio e nell’Assemblea Regionale. Ma non solo, questo sindacato

si prefigge significativi interventi diretti che mirano a rafforzare la rappresentanza nei tavoli tecnici

con gli enti presenti sul territorio jonico come Inps, Inail e Agenzia delle Entrate. Un altro intento è

quello di proporre e organizzare eventi, giornate di studio e tavole rotonde con l’intervento

principalmente di relatori professionisti Consulenti del Lavoro. Uno dei primi problemi che

affronterà il Direttivo sarà la lotta all’abusivismo professionale e alla concorrenza sleale. Questo

fenomeno, che mette in serie difficoltà anche i giovani Consulenti del Lavoro che stentano ad

avviare il proprio studio professionale, sarà combattuto con la massima determinazione anche

attraverso la diffusione e la conoscenza del codice deontologico.

L’iscrizione al Sindacato è un vero valore aggiunto per la professione e per i Consulenti della terra

jonica, conoscere il programma e partecipare sono i primi passi per non subire più passivamente ciò

che viene deciso e stabilito da altri ma per riacquistare la forza politica che degnamente il Sindacato

Unitario di Taranto merita.

Questi i nomi del nuovo Direttivo:

Andrea Panzetta - Presidente;

Donvito Giuseppe - Vice Presidente;

Mele Angelo - Segretario;

Pulpito Franca - Tesoriere;

Di Corrado Giovanni - Consigliere.


 

Un successo di pubblico, di critica, di stile, di eleganza, di internazionalità alla 7^ edizione della manifestazione.

 

 

Grande successo per il Premio Moda “Città dei Sassi”, sensualità, passione, originalità, internazionalità nel segno dello stile e dell’eleganza, questi gli elementi che hanno caratterizzato la settima edizione del Concorso Internazionale per Stilisti dell’Alta Moda.Lo scopo del concorso èdi individuare, valorizzare e premiare creativi, designers per scoprire stilisti emergenti e/o di professionisti nel campo della moda femminile e di valorizzarne il talento nella splendida  cornice dei  “Sassi” di Matera (Patrimonio Unesco dell’Umanità e Capitale Europea della Cultura 2019).

La manifestazione, organizzata dalla Publimusic.com di Sabrina Gallitto con il patrocinio della Regione Basilicata, delComune di Matera, della Provincia di Matera, dell’APT Azienda di Promozione Turistica della Basilicata, del Comitato Matera 2019, del CNA-Federmoda, della Lucana Film Commission con la direzione artistica di Enzo Centonze, direttore format Paolo Fumarulo,  coreografie e regia di Stefania Coralluzzo, scenografie Marianna Coretti, coordinatore musicale Vincenzo Scasciamacchia, ufficio stampa Nicola Altomonte, assistenteIleana Mazzei, media partnersAgon Channel e Collezioni Haute Couture, testata di riferimento nel settore da circa trent’anni,è stata presentata dallaconduttrice televisivae showgirlVeronica Maya e si è svolta nella splendida Piazza San Francesco d’Assisi di Matera.

Otto i concorrenti in gara: Johanth Chacon, Stefano Montarone  e Carlo Cecchini,  Luca Tomassoli, Andrea Perrino, Bruno Jaison, Daniele Desiati, Annalisa Di Lazzaro, Priscilla Aceti.

Vincitore della settima edizione del Premio Moda “Città dei Sassi” è stato lo stilista tarantino Daniele Desiati  al quale è stato riconosciuto anche il Premio della Critica e  ilPremio Speciale “Collezioni Haute Couture” consegnatodall’executive fashion editorDina De Fina che l’ha scelto per “il sofisticato connubio tra sperimentazione e tradizione sartoriale, la couture contemporanea è il nuovo e la tradizione insieme, e Daniele ha dimostrato che tale simbiosi è possibile”

Il Premio Moda al Cinema, dedicato quest’anno all’attrice Anita Ekberg icona del cinema e dello stile nel mondo e il Premio Moda “Matera 2019” è stato assegnato allo stilista venezuelano Johanth Chacon.

Ha ricevuto il Premio alla Carriera la giornalista storica di Rai1 Paola Cacianti acuta osservatrice della moda e delle sue evoluzioni, attenta ai fenomeni economici e di costume che da più di 30 anni svolge la propria attività nel campo della moda con professionalità e passione mentre Cinzia Malvini giornalista de La7 e direttore responsabile di Book Moda ha ricevuto il Premio Speciale Giornalismo Moda per aver creduto sin dalle prime edizioni nella portata del Premio Moda “Città dei Sassi”  quale vetrina nazionale ed internazionale per la promozione del talento dei giovani stilisti.  

Altro Premio Speciale Giornalismo alla giornalista e conduttrice di origine lucana del TG Norba 24 Francesca Rodolfo per essersi distinta nel mondo del giornalismo portando il nome della Basilicata nel mondo con i suoi telegiornali.

Premio Speciale al Cinema è stato riconosciuto all’attrice di origine lucana Anna Rita Del Piano che ha saputo rappresentare l’operosità e le capacità professionale dei lucani nel mondo adoperandosi per la diffusione e la conoscenza dell’identità regionale. In tale occasione l’attrice ha presentato un mini-monologo immaginario di Fellini che parla di Matera, redatto dal giornalista e scrittore Damiano Laterza. Un lavoro molto serio, sono state sbobinate tutte le interviste a Fellini trovate in rete, le parole chiave che sono venute fuori, le più usate, sono quelle che costituiscono l’ossatura del testo; le stesse sono state riassemblate a formare un testo di senso compiuto su Matera; il lavoro è stato realizzato utilizzando come riferimento la sconfinata bibliografia critica felliniana e cercando di adattare il contenuto al pensiero del maestro, basandosi sulla psicanalisi Junghiana.

Una targa di riconoscimento alle maison Gattinoni che da oltre 70 anni della sua fondazione rappresenta stabilmente un nome di eccellenza nel panorama dell’Alta Moda Italiana e Chiara Boni per aver creato uno stile che va al di là “delle mode” per diventare linguaggio moderno del suo gusto, della sua eleganza, della sua cultura rappresentando nel mondo la vera preziosa unicità del Made in Italy

L’edizione 2015 si arricchisce di nuove e importanti collaborazioni con  l’organizzazione Russa “MKMM” (Mosca Concorso di Giovani Stilisti) . Al Premio Moda Città dei Sassi ha partecipato fuori concorso la stilista proveniente dalla Russia Ekaterina Samokhina che ha presentato “Illusion” la sua collezione primavera/estate 2015.

Ad aprire la serata con un video dedicato all’attrice Anita Ekberg tratto dal film “La Dolce Vita”, dopo la presentazione della giuria la serata è proseguita con la collezione autunno/inverno 2015-2016 de La Petite Robe di Chiara Boni, è una fotografia d’interno nella cornice di un’eleganza senza tempo. Lo stile, ispirato alla femminilità di tutte le epoche, viene tradotto nella contemporaneità delle donne.

Lo spazio poi è stato dedicato ai giovani stilisti con le sfilate dei primi concorrenti:  “L’inconnue de la Seine” il tema della collezione di Annalisa Di Lazzaro, “Costruzione del sogno”, incontro tra fluido e solido  Luca Tommasoli, “Miss Dolly” il mondo del teatro e sfarzo sovietico di Jaison Brown,  “Nature’s Beauty” collezione ispirata alla natura di Andrea Perrino, “Il Fiore della Vita” collezione ispirata all’amore dello stilista venezuelano Johanth Chacon, s’ispira all’ILVA lo stilista tarantinoDaniele Desiati, “Essenza” connubio tra magia e fantasia la collezione di Stefano Montarone e Carlo Cecchini. A chiudere la garaPriscilla Aceti con la sua collezione “Cose belle di una volta” s’ispira alla sartoria italiana.

Poi nuovamente protagonisti i veterani dell’Alta Moda con l’omaggio dello stilista di origine lucana Michele Miglionico alla città di Matera e alla Basilicata con undici outfits che si ispirano alle madonne venerate nella sua regione, già presentata una capsule collection nella precedente edizione e che vedrà la presenza dell’intera collezione all’Expo di Milano.

Il couturier ha scelto come base musicale, per narrare la terra di Basilicata, uno struggente canto dei Kailia “La Carpinese” del compositore Giovanni Chirico che offre uno spaccato vero di quella che era la società rurale nei tempi passati e mostra nella sua melodia i legami con altre culture musicali del Mediterraneo e ricca di colori ritmici, sfumature sonore che arrivano dal mare.

A fine evento si sono esibiti Federico Stefanacci (vincitore della 6^ edizione) che ha presentato una collezione dedicata alla Città di Matera designata Capitale Europea della Cultura 2019, a chiudere la serata l’eleganza e l’estro creativo della maison Gattinoni con la collezione alta moda primavera/estate 2015, firmata dal direttore creativo Guillermo Mariotto, che si ispira all’arte culinaria, una sinfonia di forme profumi e sapori 

Momento commovente è stato l’omaggio al cantautore lucano Mango scomparso recentemente seguito dalla lettura della lettera della moglie Laura Valente “Cari amici, un caro saluto a tutti e un grazie di cuore per l’omaggio che stasera avete voluto fare a Pino. Una serata dedicata alla bellezza che lui ha sempre cercato in questa vita, sia con la sua musica, sia nei piccoli gesti di tutti i giorni. C’è tanta bellezza in questa Lucania, affascinante e pura, la sua terra, le sue radici, il suo orgoglio, che è nostro! Un abbraccio a tutti”.

A decretare i vincitori una prestigiosa giuria di addetti ai lavori (giornalisti, stilisti, consulente d’immagini, associazioni di categoria ed istituzioni): La giuria composta dai creatori di moda: Chiara Boni, (stilista),Michele Miglionico(stilista),Paolo Fumarulo (stilista),dai giornalisti: Paola Cacianti (storica critica di moda, Rai1-Top Tutto quanto fa tendenza), Cinzia Malvini (LA7, Book Moda), Paola Acquati (X-Style Mediaset),   Dina De Fina (Collezioni Haute Couture),  Bea Spediacci (La7d), Veronica Timperi (Il Messaggero, Leggo),Edoardo Dé Giorgio (capo ufficio stampa della maison Gattinoni), da  Cinzia Scarciolla (direttore testata giornalistica online Aftertime.it), dai consulenti d’immagine: Nicola Acella e Antonio Riccardo, dalle associazioni di categoria: Leo Montemurro (CNA-Federmoda).

Il look delle modelle è stato curato da Cipriani & Nancy Group – Partner Ufficiale, per l’hair stylist Giampaolo Cipriani ed Enzo Estilo Di Liddo, per il make up - Partner Ufficiale Giuseppe Chiatante, entrambi concessionari dei marchi: Z One Concept e Voilà make up Diego della Palma,  le fotografie sono di Donato Cellamare, Enzo Dell’Atti, Antonio Dimita.

 

Una Matera diversa, piena di fascino e intrisa di evocazione, bellezza, lusso e internazionalità. Una eleganza, romantica e lieve, efficace per far conoscere culture diverse, per valorizzare e salvaguardare la Lucanità e il “Made in Italy” unico nel mondo.


 

 

Nella tardo pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Stazione di Taranto Centro davano esecuzione ad un misura cautelare restrittiva, emessa dal GIP di Taranto, dott.ssa Patrizia TODISCO, su richiesta del Sost. Procuratore, dott.ssa Rosalba LOPALCO, nei confronti di un 30enne, pregiudicato, tarantino. Le indagini, avviate dagli stessi militari a seguito di una denuncia sporta dalla ex convivente dell’uomo, sono partite a fine marzo 2015, quando la donna si rivolgeva ai Carabinieri a causa dei continui maltrattamenti subiti dal suo ex, che non voleva rassegnarsi all’idea della cessazione della relazione. Pedinata, ingiuriata e picchiata, vessata  anche sul luogo di lavoro tanto da subire licenziamenti da più esercizi commerciali, l’assurda gelosia dell’uomo l’aveva costretta  a ridurre al minimo i suoi spostamenti, cessando qualsiasi relazione sociale o personale.  Le indagini facevano emergere, oltre ai maltrattamenti e alle percosse subite, anche un tentativo di violenza sessuale posto in essere dall’uomo nella prima decade del mese di aprile scorso. Con il suo arresto, per maltrattamenti e violenza sessuale, il  calvario della ragazza ha trovato finalmente una fine e potrà così riprendere una vita “normale” lontana dal terrore di essere costantemente pedinata o ancor peggio minacciata di morte. E’ imperativo e risolutivo rivolgersi alle Forze dell’Ordine quando si subiscono violenze del genere. Attualmente la donna è sostenuta e monitorata da personale dell’Arma dei Carabinieri e di un centro antiviolenza del territorio, che l’ha accolta, così come è stato fatto con numerose altre vittime di violenza, per far sì che possa iniziare una nuova vita, lontana dalla violenza che è stata costretta a subire.


 

Nell'impianto era rimasto gravemente ustionato e successivamente deceduto il giovane operaio Alessandro Morricella

 

PRESSO IL LOCALE STABILIMENTO SIDERURGICO ILVA, MILITARI DEL COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI DI TARANTO CONGIUNTAMENTE A PERSONALE SPESAL DELL’A.S.L. DI TARANTO, HA DATO  ESECUZIONE A UN DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO D’URGENZA, SENZA FACOLTA’ D’USO, DELL’ALTOFORNO 2 “REPARTO AFO 2” IN CUI L’8 GIUGNO SCORSO, RESTAVA GRAVEMENTE FERITO L’OPERAIO MORRICELLA ALESSANDRO DECEDUTO IN BARI IN DATA 12 GIUGNO SCORSO A SEGUITO DELLE GRAVI USTIONI RIPORTATE. IL SEQUESTRO E' DERIVATO DALLA CIRCOSTANZA CHE IN ATTO LA LIBERA DISPONIBILITA’ DELL’IMPIANTO IN QUESTIONE, IN ASSENZA DELLE DOVUTE  E ADEGUATE PRECAUZIONI, IN ATTESA DI CONOSCERE LE CAUSE DELL’EVENTO ANOMALO A BASE DELL’INFORTUNIO, NONCHE’ DI QUELLI SUCCESSIVI DI MINORE ENTITA’ SEGUITI NEI GIORNI SUCCESSIVI, NEL DUBBIO DI UN MALFUNZIONAMENTO DEGLI APPARATI DI SEGNALAZIONE DI ANOMALIE, POSSA COSTITUIRE FONTE DI PERICOLO DI EVENTI E REATI ANALOGHI.


 

 

L'opera della studentessa tra le dieci selezionate in un contest nazionale

 

Finale di anno scolastico sugli scudi per la sede manduriana del Liceo Artistico "V. Calò", unica scuola pugliese ad essersi fatta onore nella 5a edizione del prestigioso contest artistico nazionale afferente alla "Biennale ArteInsieme - Cultura e culture senza barriere" di Ancona.

L’iniziativa, promossa dal Museo Tattile Statale Omero del capoluogo marchigiano, ha visto tra le dieci opere selezionate quella di Martina Piccione, alunna della 5^D dell’indirizzo Arti Figurative. Sotto la guida del docente di riferimento, prof. Cosimo Piro, la giovane artista manduriana ha presentato al concorso una piccola scultura in tecnica mista, intitolata "Il filo rosso di Venere". Questa affermazione porta lustro al liceo manduriano, diretto dalla prof.ssa Brigida Sforza, soprattutto in ragione del fatto che il concorso era aperto anche agli universitari delle Accademie di Belle Arti.

Il contest rientra nello spirito della Biennale ArteInsieme, che «ha lo scopo di favorire l'integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità e di quelle svantaggiate per provenienza da culture altre e per condizione sociale». Per questo, gli artisti in concorso erano chiamati a esprimersi «sui temi della diversità nei suoi molteplici aspetti, da quelli inerenti alle situazioni di disabilità a quelle inerenti la cultura, la razza, la religione». Il regolamento, inoltre, chiedeva di trarre ispirazione dalla poetica dell’artista Giuliano Vangi, testimonial dell’evento, noto per le bellissime opere ammirabili in alcuni luoghi pubblici di Firenze e Siena, nei Musei Vaticani e nella nuova chiesa di San Giovanni Rotondo, dedicata a San Pio.

La scultura di Martina Piccione raffigura Venere, dea di amore, bellezza e fertilità, cinta da un filo rosso. Il riferimento è alla leggenda popolare di origine giapponese, secondo la quale ogni persona, dalla nascita, porta un filo rosso indistruttibile al mignolo della mano sinistra, che la lega alla propria anima gemella. Ma la Venere di Piccione ha perso le braccia e, con esse, anche l’amore.

Le dieci opere selezionate nel concorso saranno esposte sino al prossimo 23 agosto nella mostra "Frammenti d’umanità", allestita presso il Museo Tattile Statale Omero, nella


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