Si è tenuta presso la Sala Riunioni della Prefettura di Taranto, la conferenza stampa di presentazione dei percorsi di dottorato di ricerca finanziati da ENIpresso l’Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". L’incontro ha sancito l'avvio operativo di una collaborazione d'eccellenza che vede il mondo accademico, l’industria e le istituzioni unite per ridefinire il futuro industriale e ambientale della terra ionica. Il Commissario Straordinario, Vito Uricchio, ha aperto i lavori esprimendo profonda gratitudine verso i partner coinvolti: «Esprimo la mia più viva soddisfazione e ringrazio sentitamente ENI per aver scelto di investire con convinzione in attività di ricerca di così alto profilo. Parliamo di ricerche che non restanochiuse nei laboratori, ma puntano direttamente alla rigenerazione dei territori e che trasformano il recupero ambientale in un volano di approvvigionamento energetico interno, offrendo occasioni concrete di sviluppo sostenibile e, soprattutto, nuova occupazione qualificata per i nostri giovani. I vantaggi sono plurimi e interconnessi: alla rigenerazione ecosistemica si somma un contributo decisivo alla sicurezza energetica nazionale. In un’epoca segnata da profonde incertezze geopolitiche, investire in questa direzione significa perseguire una sovranità energetica sostenibile, riducendo le vulnerabilità sistemiche e valorizzando le risorse endogene del territorio». 

I dottorati presentati si focalizzano su due pilastri della transizione ecologica: la gestione resiliente del territorio e la tutela della biodiversità. Nello specifico, i progetti affrontano la sfida della bonifica dei siti contaminati attraverso l'applicazione di tecnologie d'avanguardia legate alla chimica verdee all'economia circolare.

Il rigore scientifico dell'iniziativa è garantito dal coinvolgimento dei vertici accademici dell'Università di Bari. Il Prof. Pierfrancesco Dellino ha ribadito l'importanza delle infrastrutture di ricerca, mentre il Prof. Roberto Sulpizio ha illustrato il valore del Dottorato di Interesse Nazionale (DIN) in "Earth Processes and Management of Resources and Risks", sia per quanto riguarda la formazione di ricercatori e di tecnici al massimo livello sia per il rapporto privilegiato con il territorio e le aziende, con trasferimento di conoscenza dall’Accademia alla società civile. Il Prof. Giuseppe Mastronuzzi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali, ha aggiunto «Siamo orgogliosi che il Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali ospiti e Coordini il Dottorato di Interesse Nazionale, che è uno strumento che lega il sapere accademico con le necessità del territorio, a volte complesso come quello di Taranto. È la dimostrazione che la ricerca di base può e deve avere una ricaduta sociale immediata.»

La Prof.ssa Caterina Longo, in qualità di delegata della Coordinatrice del Dottorato in "Biodiversità, Agricoltura e Ambiente" prof.ssa Montemurro, ed esperta di biorisanamento in ambiente marino, ha messo in evidenza come approcci innovativi che uniscono biodiversità, tutela ambientale e produzione sostenibile possano rafforzare il ruolo della ricerca nella bioeconomia circolare, valorizzando il territorio tarantino.

L'approccio multidisciplinare è garantito dal contributo del Prof. Roberto Carlucci per il corso di Dottorato in "Biodiversità, Agricoltura e Ambiente", e dal supporto tecnico-scientifico dei tutor del CNR-ITC, i dottori Valeria Ancona e Carmine Massarelli, il cui ruolo sarà cruciale nel validare i modelli di bonifica e monitoraggio ambientale “con impegno  principalmente rivolto alla trasparenza totale e replicabilità dei risultati al fine di fornire basi scientifiche solide per decisioni politiche informate e generare nuove opportunità economiche concrete in linea con i pilastri sia della Green che della Blue Economy”.

L’evento ha visto anche la partecipazione delle giovani dottorande, simboli di un impegno intellettuale e scientifico che diventa professione. 

La Dott.ssa Annamaria Ragonese ha dichiarato che «la ricerca analizza l'impatto dei micro-contaminanti su organismi chiave della Blue Economy come mitili ed alghe tramite un protocollo integrato che unisce monitoraggio ambientale, analisi biochimiche e modelli predittivi. Questi studi risultano determinanti per fornire conoscenze scientifiche utili ad ottimizzare la produzione di bioenergia da matrici algali, garantendo sia la resa dei biocarburanti di terza generazione che l'efficienza dei processi di digestione anaerobica. La ricerca supporta decisioni informate e strategie di gestione più resilienti in grado di tutelare l’ambiente e generare nuove opportunità economiche in linea con i principi della Blue Economy come, ad esempio, la produzione di bioenergia da matrici algali».

La Dott.ssa Melissa Sardano afferma «con questa ricerca implementiamo un paradigma avanzato di bioeconomia circolare dove il risanamento ambientale e la produzione energetica convergono attraverso l’integrazione di specie terrestri e algali marine. Utilizzando protocolli di microbiologia e biologia molecolare per lo studio dei consorzi microbici, uniti a indagini spettroscopiche per la caratterizzazione chimico-fisica delle matrici, puntiamo a trasformare la rimozione dei contaminanti in un processo di biosintesi di biomasse sostenibili. Questo approccio ci permette di validare nuovi vettori energetici puliti, garantendo al contempo la rigenerazione degli ecosistemi e la valorizzazione strategica delle risorse del territorio».

A chiudere il tavolo degli interventi, il Presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una visione sistemica: «Il progresso tecnologico diventa vero sviluppo solo se riesce a contaminare l’intero apparato produttivo. Queste sinergie tra Istituzioni, Ricerca e grandi player come ENI devono servire da volano non solo per le grandi imprese, ma anche per il tessuto delle Piccole e Medie Imprese e per le startup innovative del territorio. Solo così la transizione sarà davvero un'opportunità per tutti.»

Con la presentazione odierna, Taranto si conferma laboratorio privilegiato per l'innovazione scientifica nazionale, dimostrando che il rilancio industriale passa inevitabilmente attraverso il rispetto del patrimonio ecosistemico e la valorizzazione del capitale umano.

 

La rete civica comunica che è stato depositato presso il TAR di Bari il ricorso contro l’autorizzazione definitiva del dissalatore sul Tara.

Il procedimento è stato trasferito da Roma a Bari a seguito dell’eccezione di incompetenza territoriale sollevata da Acquedotto Pugliese e Regione Puglia dinanzi al TAR del Lazio.

Contestualmente, è stata ripresentata istanza cautelare per la sospensione dei lavori, al fine di prevenire ulteriori impatti sul territorio in attesa della decisione nel merito. La data della prima udienza sarà fissata dal TAR di Bari nei prossimi giorni.

Il ricorso si inserisce nel più ampio percorso di mobilitazione civica: non rappresenta un punto di arrivo, ma un passaggio fondamentale nell’azione volta a contrastare la realizzazione dell’impianto e a tutelare il fiume Tara, il suo ecosistema e il suo valore sociale.

La rete desidera esprimere un sentito ringraziamento al Gruppo di Intervento Giuridico, nelle persone degli avvocati Filippo Colapinto e Giacomo Sgobba, per il supporto legale e l’impegno profuso.

Si ricorda che è tuttora attiva la raccolta fondi di autofinanziamento per sostenere le spese legali e le eventuali spese di soccombenza (link raccolta fondi).

La mobilitazione continua: un’intera comunità resta unita nella difesa del Tara.

Il percorso partecipativo dedicato al futuro del Mar Piccolo è entrato nella sua fase più significativa con il terzo laboratorio pubblico, dal titolo “Visioni e priorità per il Mar Piccolo”, appuntamento centrale del processo che chiama la comunità a esprimere la propria idea di sviluppo, tutela e valorizzazione di uno dei luoghi più identitari del territorio.

L’incontro, ospitato nella Sala Conferenze del Dipartimento Jonico, ha rappresentato il momento in cui cittadini, associazioni, giovani, tecnici e portatori di interesse hanno  delineato collettivamente scenari e priorità per il Mar Piccolo. Le proposte emerse costituiscono la base per la successiva fase di co-creazione e saranno trasmesse al decisore pubblico quale espressione della volontà condivisa del territorio.

Il laboratorio del 16 aprile segue i primi due incontri, svolti il 16 e il 26 marzo, che hanno già coinvolto numerosi partecipanti in attività di ascolto, analisi e mappatura dei temi chiave. 

Parallelamente ai laboratori prosegue il Censimento dei beni materiali e immateriali del Mar Piccolo, uno strumento aperto a chiunque voglia segnalare luoghi, memorie, pratiche e risorse del territorio, disponibile al seguente indirizzo: https://survey.napslab.it/index.php/859318?lang=it

Tutti i materiali prodotti finora, insieme allo stato di avanzamento delle attività, sono consultabili sulla piattaforma regionale Puglia Partecipa, nella sezione dedicata al processo Mar Piccolo: https://partecipazione.regione.puglia.it/processes/MarPiccoloTaranto

Il laboratorio del 16 aprile ha rappresentato un passaggio decisivo per la costruzione di una visione condivisa e operativa del futuro del Mar Piccolo. Le proposte emerse costituiscono la base di una fase successiva che proseguirà giovedì 23. 

Particolare attenzione è stata dedicata: al Parco Naturalistico del Fiume Galeso; alla rigenerazione del Parco della Rimembranza, collegati da un percorso ciclopedonale.

Inoltre, sono stati affrontati temi riguardanti: il nuovo Mercato Ittico con punto di sbarco e ricollocazione dei pescherecci; la rifunzionalizzazione dell’ex-stabulatore nell’area PIP del Sabbione; la nuova area attracchi del compendio Cimino‑Manganecchia nel 2°seno; la rinaturalizzazione dell’Arco Nord. 

Nel confronto sono emersi altri progetti connessi all'accessibilità  del Mar Piccolo, come Lungomare Terrazzato dei Tamburi, pensato per riconnettere il quartiere al mare, attraverso un ponte e piazze panoramiche;  il progetto Remar, che prevede la trasformazione di un tratto dell’ex ferrovia Circum Mar Piccolo in percorso ciclopedonale tra il Parco di Cimino e la Palude della Vela; il terzo lotto del Waterfront Nord, che sostituirà gli attuali moli con nuove strutture per la pesca tradizionale e la nautica sportiva.

Insomma, passo dopo passo, si entra nel vivo del percorso.

Mister Danucci:"  Contento del risultato positivo. Ora testa al Gallipoli per blindare il terzo posto." Rizzo:"Compiuta una rimonta importante,  vogliamo regalare una gioia ai tifosi."

 

Il Taranto pareggia a reti inviolate nel derby del "Franco Fanuzzi" contro il Brindisi che domenica scorsa ha brindato per la matematica certezza della promozione in D. Grande festa sugli spalti e poco agonismo in campo con le due formazioni che per larghi tratto della gara hanno pensato più a non prenderle. Le uniche occasioni per sbloccare la gara da parte del Taranto sono arrivate con Aguilera che però si è fatto ipnotizzare da Staropoli. Con questo punto il Taranto  centra matematicamente i play-off mentre in virtù della vittoria del Canosa le due formazioni sono ora appaiate a quota settantuno con il Taranto che mantiene il vantaggio dello scontro diretto vinto. Se il Taranto dovesse vincere domenica prossima a Massafra contro il Gallipoli sarebbe terzo e avrebbe il vantaggio di giocare il play-off regionale in casa. 

 

Al termine del match è soddisfatto mister Ciro Danucci: "Siamo molto felici di questo primo traguardo considerando da dove siamo partiti e quanti punti avevamo di ritardo dalle prime nel momento del mio ritorno. Oggi era una partita complicata e siamo stati bravi a portarla fino in fondo su un campo un cui era difficile giocare. Questo punto ci da la certezza dei play-off, un punto importante. Personalmente scelgo la formazione in base a tanti fattori.  Ho piena fiducia in Loiodice ed Incerti che mi danno ampie garanzie. È stato molto bravo anche Sanso su un cliente scomodo come Burzio. Ora dobbiamo pensare a vincere contro il Gallipoli, il destino è nelle nostre mani, occorreranno voglia e determinazione. Siamo consapevoli di essere una squadra forte, adesso dobbiamo recuperare infortunati e energie."

 

Alle parole del mister fanno eco anche quelle del difensore Gianmarco Rizzo autore di un' ottima prestazione: "Sapevamo che questo fosse una situazione difficile. Abbiamo dovuto affrontare tanti momenti delicati in questa stagione ma siamo riusciti a recuperare tanti punti soprattutto al Bisceglie. Attualmente non guardiamo alla possibilità di arrivare terzi o secondi ma pensiamo solamente ad allenarci bene. Dobbiamo vincere col Gallipoli per giocarci in casa con il Canosa il play-off del nostro girone. Oggi abbiamo dimostrato la giusta personalità contro una squadra che ha subito pochissimi gol ed ha vinto con merito il campionato. Personalmente ho già vinto un campionato a Taranto e so cosa vuol dire, abbiamo voglia di regalare una gioia ai tifosi ed andare via da questa categoria."

È entrato nel vivo EGO Food Fest, (www.egofestival.it) il progetto culturale che, giunto all’ottava edizione, trasforma il patrimonio enogastronomico pugliese e jonico in strumento di conoscenza, promozione e sviluppo territoriale.

Con EGO Food Fest magicamente Taranto diventa per quattro giornate – da venerdì 17 a lunedì 20 aprile – il cuore pulsante dell’arte culinaria internazionale, un vero e proprio grandioso laboratorio a cielo aperto: per la manifestazione sono in città più di 170 ospiti tra cui giornalisti di 30 testate nazionali, 30 cuochi, 50 pizzaioli italiani e oltre 55 produttori di eccellenze del Made in Italy!

 

Prosegue oggi nella centralissima Villa Peripato il weekend che anche quest’anno EGO Food Fest dedica interamente alla pizza, uno dei piatti più amati e diffusi al mondo, con una grande festa popolare (ingresso libero e gratuito e degustazioni facoltative a pagamento) in cui la regina assoluta è la pizza, simbolo globale di condivisione.

Dopo la prima serata che, complice la mite serata primaverile, ha visto una straordinaria affluenza di pubblico, si replica oggi – domenica 19 aprile –proponendo il format di EGO Food Fest che anche quest’anno si è confermato di incredibile successo!

Sul palco il popolarissimo conduttore Tinto, nome d’arte di Nicola Prudente, e la giornalista tarantina Monica Caradonna, ideatrice con Ilaria Donateo di EGO Food Fest, conducono da par loro la serata che inizia con alcuni talk dedicati alla pizza, tra gli altri ieri è intervento anche il famoso Luciano Pignataro, fondatore di “50top pizza”, giornalista e autore di libri di successo che, sin dall'inizio, ha seguito il fenomeno della rinascita della pizza; poi a seguire c’è la musica dal vivo gratuita, stasera di scena sul palco lo spettacolo musicale di Angelo Mellone e la sua band.

Sui lati di una tensostruttura gli stand dedicati dove, anche in questa magica serata settanta maestri pizzaioli, 50 pugliesi e 20 dal resto d’Italia, animeranno uno straordinario viaggio nel gusto, tra impasti contemporanei e ingredienti identitari, mentre in una zona salotto nel verde c’è l’area beverage.

 

Dopo questa grandiosa festa di popolo, che permetterà di conoscere l’arte di autentici maestri della pizza, per l’intera giornata di lunedì 20 aprileEGO Food Fest si trasferisce al Relais Histò perl’EGO Academy, il “cuore tecnico” del festival.

In questa prestigiosa location, oltre 25 masterclassvedranno i cuochi "ambassador" confrontarsi direttamente con le radici della cucina italiana: dalle gite botaniche sulle rive del Mar Piccolo agli incontri con i mitilicoltori e i piccoli produttori locali. Le materie prime scoperte diventeranno protagoniste di sessioni formative aperte agli addetti ai lavori e agli appassionati.

In questa giornata, inoltre, sempre al Relais Histò tornerà anche la Pizza Competition che vanterà una giuria composta da 10 tra le firme più autorevoli del giornalismo enogastronomico e i referenti nazionali delle più autorevoli guide di settore.

Nel programma della giornata si segnala all’ora del thè, nella Sala Frantoio dell’Histò alle ore 17.00, lo spettacolo “Dialoghi sulla gioia” con il poeta e paesologo Franco Arminio e la pianista e performing coach Gloria Campaner.

 

Annunciando l’iniziativa la giornalista Monica Caradonna, ideatrice con Ilaria Donateo della manifestazione, ha spiegato che «EGO Food Fest non è solo un evento, è un atto di fede verso una città che sta riscrivendo il proprio destino attraverso la bellezza e la consapevolezzaQuest’anno il tema della cucina del futuro ci impone una riflessione profonda: non si può più parlare di eccellenza senza parlare di salute del Pianeta e delle persone».

«Portare a Taranto talenti internazionali da tutto il Mediterraneo – ha poi dichiarato Monica Caradonna – significa accendere un faro sulla nostra capacità di accoglienza e sulla straordinaria biodiversità del territorio jonico. In vista dei Giochi del Mediterraneo, vogliamo che Taranto sia percepita non solo come un campo di gara sportivo, ma come un laboratorio di pensiero gastronomico, dove la tradizione dialoga con la scienza e la sostenibilità».

 (foto di Aurelio Castellaneta) 

“Apprezzo l’attenzione del ministro delle Imprese Adolfo Urso, una persona che dedica molto impegno alla risoluzione delle vertenze a livello nazionale. Ma non si può prescindere dal considerare questa come terra non più di sacrificio”. Lo ha detto stasera, intervenendo ad un convegno di Confartigianato Taranto, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, a proposito dell’ordinanza con cui lunedì scorso ha imposto entro 30 giorni ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, l’ex Ilva, lo stop alla centrale elettrica del siderurgico per ragioni ambientali. “Fino a quando io sarò sindaco per questa terra, che mi dà onori e oneri, forse più oneri in questo momento, non possiamo più pensare che una centrale elettrica non presenti un piano per dimostrare che non ci sia inquinamento. Questo non esiste più” ha detto il sindaco di Taranto. Prendendo spunto dalle tracce del convegno di Confartigianato Taranto, il sindaco Bitetti ha poi detto: “Da qui può partire un ragionamento volto a pensare a quella tecnologia, a quella economia che si può produrre grazie alla ricerca, grazie all’innovazione, grazie alle nuove scoperte, in grado di dimostrare che la produzione può continuare se ci sono le condizioni per rispettare la salute e il territorio. Altrimenti dovremo fare altro. Quella è un’azienda che genererà inevitabilmente esuberi. E allora noi abbiamo un dovere, di far crescere altre economie”. Bitetti ha imposto lo stop alla centrale dell’ex Ilva “poiché l’azienda è ancora “inadempiente in merito alla presentazione del piano di riduzione per il rischio non cancerogeno relativamente ai parametri emissivi arsenico, cobalto, nichel”. Il sindaco, rifacendosi ad una legge regionale del 2012, ha applicato la Valutazione di danno sanitario del 2024 redatta da Arpa Puglia, Aress Puglia e Asl Taranto, in base alla quale ad una serie di aziende, tra cui AdI Energia, è stato chiesto di ridurre le emissioni. Oggi a Genova Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha contestato l’atto del sindaco di Taranto affermando che “senza la centrale, la produzione si ferma. Chiudere la centrale elettrica significa chiudere la siderurgia di Taranto”. AdI intanto sta già preparando l’impugnazione al Tar dell’ordinanza del sindaco. 

di Lucia Pulpo 

Il futuro di una città inizia proiettando la sua immagine nel domani, un’immagine colorata pervasa da spirito positivo che trasmetti entusiasmo e voglia di partecipare attivamente; così è nato Open Core Fest, il Festival delle attività umane, giunto alla XI edizione che, anche quest’anno, si terrà il 25 e 26 Aprile, presso lo stabilimento balneare Yachting Club Taranto, dalle ore 09.00 alle 21.00 salvo avverse condizioni meteo. Emilio Porchetti, fondatore e organizzatore, ci ha aperto, in anteprima, le porte:

-4Open Core Fest è diventata la consuetudine attesa, l’appuntamento fisso del 25 Aprile. Perché proprio il 25 Aprile?

Non c’è un motivo particolare, è nato quasi per caso quando pensavo di organizzare la manifestazione a viale del tramonto, poi si è rivelata una scelta propizia e ho continuato con la stessa 

data.

L’Open Core Fest è nata perché nella città dei due mari, molti non riuscivano ad approcciarsi agli sport acquatici. La manifestazione è cresciuta: c’è danza aerea e popolare, teatro, yoga, massaggi olistici, lo speed date, musica djset ed unplugdi Mama Marias, gli artisti di strada, stand di artigianato, la libreria umana, la presentazione di libri, l’escursione al faro, il Mandala dei Monaci buddisti…

-Cos'è  quest’anno l’Open Core  e qual è il tema di questa XI edizione?

Open Core è diventata come un raduno annuale dove ci rincontriamo, ci raccontiamo, una giornata per stare bene insieme e immaginare il futuro di Taranto con nuove prospettive che nascano dall’essere insieme e uniti dall’energia positiva che è la caratteristica dell’Open Core, e si respira all’aperto vicino al mare. A pensarci, il tema di quest’anno è: ritrovarsi.

- Questa edizione ha il tocco più internazionale: l’architetto brasiliana Paule Magalhaes, i monaci tibetani col mandala e i libri della Ubiliber, le iniziative della coop. Isola e l’offerta formativa del CPA, la canoa polinesiana, un’esperienza in controtendenza ai nazionalismo sfrenato e cieco populismo. Open Core vuole dare un segno di pace?

Ogni anno, la manifestazione spontaneamente prende una “sua” direzione. Siamo italiani e nel nostro DNA abbiamo tracce di razze diverse, popoli di continenti diversi che si sono intrecciati con la nostra evoluzione. Taranto è una città che si perde i pezzi con lo spopolamento e l’invecchiamento sella popolazione, abbiamo tanti sogni, tante aspirazioni e tanti problemi; sono sicuro che, questa manifestazione, ci aiuterà a riscoprirci la parte che abbiamo un po’ dimenticato: italiani, ovvero un popolo capace di rimboccarsi le maniche, di sognare, di lavorare, di creare, di mettersi in gioco. La contaminazione con genti arrivate da lontano, l’incontro gioso fra culture diverse sarà terreno fertile e propizio per una pianta prospera e bella.

 

- L’Open Core… Cosa dà a te e perché, secondo te, chi non l’ha già sperimentata, dovrebbe avvicinarsi?

A me dà molto stress! Stress è anche il sale dellla vita, quello che rimescola le tue carte e ti porta a considerare problemi che non avevi mai visto e soluzioni da un altro punto di vista, soprattutto con l’apertura internazionale di questa edizione. Perché venire… perché è un’occasione unica per incontrare realtà lontane dalla routine quotidiana.

 

-Quanto tempo e impegno ci vogliono per organizzare tutto e chi ti aiuta?

Ogni edizione fa storia a sé: lo scorso anno era la prima volta allo Yachting Club e ho cercato d’entrare “in punta di piedi” e sondare il territorio, mi hanno accolto con grande disponibilità, stanno rifacendo i bagni per renderli più accessibili come segnalato da alcuni utenti dell’Open Core dello scorso anno. Così ho allargatoil mio raggio d’azione, quest’anno gli sforzi sono applicati in modi diversi, gli incontri possibili sono tantissimi grazie alle persone che ho incontrato e che sono l’Open Core, perché non esisterebbe questa manifestazione senza la collaborazione di tutti; le idee sempre fresche e innovative di Marco D’Andria, il supporto di Antonello Leogrande che ha permesso il collegamento con Ubiliber edizioni, l’impegno ormai rodato del laPro Loco S. Vito e tutti i semplici utenti che nel tempo sono tornati con le associazioni “nate” da esperienze fatte all’Open Core; addirittura ho incontrato gente per strada che mi ha aiutato a risolvere probblemi dando brio all’intero movimento. Open Core Fest è di tutti e per tutti.

-Ci saranno musica, tiro con l’arco, lezioni di Ninjutsu, attività di acrobatica aerea, laboratori di riciclo creativo, artigianato digitale… ma come individui maestri, artigiani e artisti così vari?

 

Fondamentalmente, la manifestazione è inclusiva, inoltre sono  una persona socievole e curiosa , negli anni ho incontrato molte realtà interessanti che hanno creato un’energia positiva in città. Quando succede qualcosa in città, lo vengono a sapere tutti, il passaparola, le segnalazioni positive e l’energia confluisce spontaneamente, trova  la sua strada, chi partecipa regolarmente, chi saltuariamente, chi si avvicina per la prima volta. Insomma è un flusso di energia che invoglia le persone a partecipare e contribuire alla realizzazione della manifestazione.

 

 "Certo é un pessimo segnale per chiunque voglia rilanciare lo stabilimento". Lo ha detto, a margine di una iniziativa dell’associazione Marchi Storici per la giornata nazionale del Made in Italy, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, riferendosi all’ordinanza del sindaco di Taranto, Piero Bitetti, che impone ad Acciaierie d’Italia lo stop, entro 30 giorni dall’ordinanza, della centrale termoelettrica che alimenta tutto il siderurgico. Urso ha rilevato che questo provvedimento del sindaco é arrivato "il giorno dopo che era stato ricevuto, con estrema cortesia, dallo stesso sindaco, uno dei potenziali investitori, al quale erano state dati riscontri credo positivi in riferimento a un piano industriale che punta alla piena decarbonizzazione dell’impianto, nell’arco piuttosto breve di quattro-cinque anni".

Un agricoltore di 46 anni è morto ieri a Lizzano, nella provincia di Taranto, a causa di uno scontro tra il trattore che conduceva ed un’auto. L’incidente é accaduto sulla strada provinciale 125. I due mezzi si sono violentemente urtati, con conseguenze fatali per il conducente del mezzo agricolo. Inutili i soccorsi del 118, giunti rapidamente sul luogo dell’incidente. I Carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica del sinistro. La strada è rimasta temporaneamente chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso e gli accertamenti delle forze dell’ordine. 

Incidente sul lavoro nell’ex Ilva di Taranto. Un operaio è rimasto ferito mentre manovrava un carrello elevatore. Il mezzo si è ribaltato. Il lavoratore non ha riportato gravi ferite. I sindacati metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno scritto all’azienda affermando che il mezzo ha impattato contro un marciapiede mentre scendeva lungo una rampa. Le sigle parlano di “episodio di estrema gravità” e chiedono all’ex Ilva un incontro per individuare e adottare “le opportune misure correttive” nella zona di stabilimento teatro dell’incidente. Il sindacato Usb afferma che “questa è l'ennesima prova di quanto sia diventato pericoloso quello stabilimento, nel quale si lavora con mezzi e in quota, comunque in contesti che esigono manutenzioni costanti, ordinarie e straordinarie, ancora più puntuali visto che gli impianti sono datati. I segnali d'allarme sono tanti - dichiara Usb - e il nostro incessante appello rimane sempre lo stesso nei confronti dell'unico soggetto che può e deve intervenire al più presto: lo Stato. Che ha delle responsabilità ben precise e deve farsi carico delle esigenze dei lavoratori e della comunità tarantina, che purtroppo continua a pagare il prezzo più alto di questa vertenza”.

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