La CGIL disegna l’identikit della condizione di lavoro per i circa 250 rider che operano a Taranto

 

Parlano i rider stranieri. Pakistani, afghani, in Italia perché le polveriere dei loro paesi di origine non consentono più una vita degna. Accanto a loro i rider italiani. Spesso ultra cinquantenni che la crisi del manifatturiero costringe a sbarcare il lunario tornando a bordo di una bici o di un motorino anche sotto la pioggia o il caldo torrido.

E’ una guerra tra poveri, quella dei rider che operano su piattaforme Deliveroo e Glovo, in provincia di Taranto. Non sono dipendenti di pizzerie, ristoranti, sushi bar o supermercati e neanche delle multinazionali delle consegne a domicilio malgrado la loro vita si svolga tutta attaccata ad un cellulare che da loro “ordini” continui perché se non sei perennemente a disposizione vale la regola dell’ “avanti un altro”.

A Taranto abbiamo orientativamente 250 rider, di tutte le età, di entrambi i sessi, sia italiani che stranieri – dice Luca Surico, segretario generale del NIDIL CGIL - ma il dato più significativo è che soprattutto nella nostra provincia che vive in una situazione di grave crisi occupazionale, l’attività dei ciclofattorini diventa, molto spesso, unica fonte di reddito familiare. Proprio in questo contesto si è collocata l’attività della procura di Milano, che sta indagando sullo sfruttamento da parte delle piattaforme dello stato di necessità dei lavoratori e delle lavoratrici.

800 o 900 euro mensili, quando va bene, ma a comandare è un fantomatico algoritmo che smista le consegne e che se un giorno ti trova ammalata, sconnesso o con la bici o il mezzo di trasporto rubato, farà a meno di te per le prossime settimane.

Le consegne a 3,5€, che spesso richiedono spostamenti importanti, e la concorrenza innescata proprio da quell’algoritmo che citavamo prima, stanno determinando una riduzione dei compensi mensili – continua Surico – Così ci sono rider che non riescono a percepire più di 4/500€ e quelli che riescono a guadagnare di più sono quelli connessi anche più di 10 ore al giorno, 7 giorni su 7, che nonsi sono mai potuti permettere di essere ammalati, o che non hanno mai potuto concedersi un giorno di riposo perché senza mantenere quei ritmi di lavoro non si riesce ad avere un compenso che possa far fronte alle esigenze personali o familiari.

Poi c’è il caso delle consegne utilizzate come esche.

I rider non devono consegnare al piano, ma se non lo fanno spesso i clienti si vendicano con la cancellazione della consegna – dice Surico – così i soldi anticipati al supermercato, alla pizzeria o al fast-food non sono rimborsati dalla piattaforma. Non resta, pertanto, che salire al piano. Ma sempre più spesso giù in strada c’è il palo che ruba la bicicletta.

A me ne hanno già rubate due – dice un rider pakistano nel video. Lo stesso che mostra la scena dell’incidente di cui è stato vittima senza che nessuno si occupasse di rimborsare le spese per la malattia o i danni causati dal mezzo di lavoro.

Siamo di fronte a lavori che si svolgono in condizioni di schiavitù, di caporalato digitale si potrebbe dire – dice il segretario generale della CGIL di Taranto, Giovanni D’Arcangelo – e bene ha fatto la Procura di Milano ad aprire un’indagine che ha portato al controllo giudiziario delle piattaforme digitali di Deliveroo e Glovo, ree di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Un atteggiamento quello della Procura di Milano che conferma anche come sia indispensabile poter contare su una magistratura libera da condizionamenti di politica e potentati economici, tanto che riesce ad andare contro a multinazionali per difendere i più deboli.

“Quel contratto di lavoro che appartiene alla contrattazione nazionale, al CCNL della logistica che riconosce salario, diritti, previdenza, in poche parole rispetto e dignità. Questo è il risultato che abbiamo già ottenuto per i lavoratori di altre piattaforme digitali – afferma Luca Surico - Noi abbiamo l’obiettivo di rappresentare questi lavoratori, per di più stranieri che percorrono anche 30/40 km al giorno per racimolare circa 20 euro al giorno con il proprio mezzo”. 

“Stiamo conducendo, anche in una giornata come questa di mobilitazione nazionale – un lavoro di emersione dalla condizione di invisibilità di questi lavoratori e per questo come CGIL stiamo chiedendo un intervento che normalizzi e riordini un settore in forte espansione”.

Tra le rivendicazioni: riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con l’applicazione del contratto nazionale della logistica, il riconoscimento dei diritti fondamentali tra cui ferie, permessi, malattia e infortuni retribuiti, oltre a maggiori garanzie su salute e sicurezza sul lavoro. 

Il CCNL della logistica è il giusto contratto per riconoscere i diritti dei lavoratori, peraltro applicabile in un settore in crescita – dichiara Michele De Ponzio segr. FILT CGIL Taranto -. I riders devono essere riconosciuti come lavoratori con diritti chiari, superare questa condizione di schiavitù con le piattaforme, la gig economy non può essere costruita sulla precarietà.

La rivendicazione del giusto contratto ci vede impegnati e mobilitati oggi in 30 città d’Italia. Per quanto riguarda il territorio, - sottolinea D’Arcangelo - nei prossimi giorni chiederemo al sindaco Bitetti un incontro per riprendere un ragionamento che avevamo intavolato con l’ex sindaco Melucci, ovvero, la necessità di individuare un luogo fisico da adibire all’accesso dei riders, potremmo chiamarla “La casa dei riders”; un luogo dove i lavoratori possono ritrovarsi, fare pausa, ricaricare il cellulare, acquisire informazioni sindacali. È una cosa fatta anche in altre città. Non è impossibile e fa bene ai rider italiani e stranieri.

Fede, memoria collettiva e cultura popolare a Fragagnano si uniscono nella XIX edizione del “Rito dei Santi”, antica tradizione religiosa attorno a cui si stringe un’intera comunità. 

L’appuntamento è per domani domenica 15 marzo alle 18.45, nella chiesa del Carmine.  

L’evento è promosso dalla Pro Loco di Fragagnano, con la partecipazione dell’Ordine francescano locale e la collaborazione della confraternita del Carmine. L’edizione 2026 si inserisce negli eventi dell’Anno Giubilare francescano, un’occasione per riflettere sulla vita e sul messaggio di San Francesco d’Assisi, simbolo di pace, fraternità e povertà evangelica. D’altronde già nell’edizione 2025 tutto il mondo, simbolicamente, si riunì attorno all’altare della chiesa del Carmine con la presenza per la prima volta, insieme ai fragagnanesi, di un uomo camerunense e di una donna ucraina. 

Anche quest’anno l’allestimento prevede un altare con nove partecipanti attorno alla tavola, in una suggestiva rievocazione simbolica dell’Ultima Cena. A presiedere idealmente il banchetto sarà san Giuseppe, riconoscibile dal tradizionale bastone fiorito, simbolo della sua elezione a sposo della Vergine Maria.

Gesù bambino sarà interpretato dal piccolo Nicholas, di quattro anni. 

«Il nostro impegno è continuare a preservare le radici per trasmettere le tradizioni di Fragagnano alle nuove generazioni - sottolinea la presidente della Pro Loco Nunzia Digiacomo – custodendo i valori di comunità, memoria e devozione. Il “Rito dei Santi” per questo non è solo una tradizione, ma patrimonio culturale e religioso da conservare e valorizzare, guardando al futuro».

La celebrazione inizierà con la lavanda delle mani, in segno di purificazione spirituale, e proseguirà con la chiamata dei santi e la disposizione dei partecipanti attorno alla tavola. Il simbolico colpo di bastone sul pavimento da parte di San Giuseppe darà il via al banchetto, mentre il tintinnio della forchetta sul piatto,annuncerà l’arrivo delle tredici pietanze rituali. Dal pane alle fave, dal baccalà ai cavolfiori fritti, per ogni alimento un significato antico, tramandato di generazione in generazione.

La regia dell’evento è affidata ad Alfredo Traversa, in Puglia ideatore del Teatro della Fede. «Partecipare al “Rito dei Santi” - spiega Traversa – è sentirsi a casa in una chiesa, ritrovando la dimensione della comunità. Vivere la tavola come luogo di accoglienza e condivisione attraverso 13 pietanze della tradizione èmagia che solo a Fragagnano si trasforma in rito pubblico e al contempo interiore, attraverso un linguaggio povero, profondo e sincero, nella semplicità dell'incontro».

Il “Rito dei Santi” gode del patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Fragagnano. Tra i partner del progetto figurano UNPLI Puglia, la Confederazione degli Italiani nel Mondo e Salento delle Murge.L’ingresso all’evento è libero. 

«Sostenere questa XIX edizione - commenta la commissaria prefettizia Guendalina Federico - specialmente in un anno così significativo come quello Giubilare francescano, significa investire nella memoria storica come motore di coesione sociale. Questo rito è un potente messaggio di accoglienza e solidarietà che, dalla chiesa del Carmine, parla a tutto il territorio regionale. Un plauso va alla Pro Loco e a tutti i partner per la dedizione nel custodire una bellezza che attraversa i secoli e che oggi, con la partecipazione dei più piccoli, guarda con speranza al futuro».

 

Sindacati critici dopo il vertice di ieri nell’ex Ilva sulla sicurezza sul lavoro, presenti Inail, Ispettorato del Lavoro e ministero del Lavoro. “L’ex Ilva ci ha illustrato le attività fatte come formazione del personale e come investimenti, ma noi abbiamo ribadito che se le manutenzioni non incidono sulla strutturalità degli impianti, rischiano di essere incomplete, visto che l’ultimo lavoratore è morto, precipitando nel vuoto, a causa di un piano di calpestio ormai marcio - commenta Davide Sperti, segretario Uilm -. Per spiegare meglio, se si rifà il refrattario é manutenzione, se si agisce per ripristinare la funzionalità produttiva di un impianto, é anch’essa manutenzione, ma se, facendo un esempio, si lasciano le passerelle degradate e ammalorate, come in effetti sono, che abbiamo risolto? Non stiamo certo garantendo la sicurezza. Abbiamo quindi chiesto di rifare le ispezioni in fabbrica anche con gli enti esterni, ma congiunte ai nostri rls e anche con i tecnici. Dobbiamo unire le conoscenze della fabbrica proprie dei delegati sindacali le conoscenze tecniche specifiche. L’azienda ha ribadito la disponibilità a fare incontri area per area per discutere in base al piano finanziario. Che però non é quello straordinario, che invece servirebbe, ma quello legato alle risorse disponibili”.

  Per Francesco Brigati, segretario Fiom Cgil, “il ministro Urso aveva annunciato che ci sarebbe stato presentato un piano per alzare il livello di sicurezza del lavoro, ma di quante risorse necessitano per attuarlo, nulla. Abbiamo ribadito la richiesta di costituire gruppi di lavoro e comitati di stabilimento area per area, una proposta avanzata da tempo dalle organizzazioni sindacali e ripresa dall’azienda. Ma non basta: servono impegni concreti e verificabili”. Per Brigati, “ci sono impegni, ma mancano risposte decisive. Senza risorse, non si garantisce la messa in sicurezza degli impianti. È necessario sapere quali investimenti si intendono fare e con quali tempi, condividendoli con le organizzazioni sindacali”.

  Previsto intanto un nuovo incontro a Taranto il 24 marzo “e la Fiom - rileva Brigati - ha chiesto che l’intero percorso si concluda con un incontro istituzionale al ministero del Lavoro a Roma”. Per Enzo Mercurio, coordinatore Usb, “è ormai chiaro a tutti che solo lo Stato può fornire strumenti e fondi per far fronte a questa situazione di estrema precarietà che ricade sulle spalle di tutti i lavoratori, in particolar modo su quelli dell’appalto che sono da sempre i più esposti, perché, a causa del dumping contrattuale, sono maggiormente ricattabili e si confermano anello debole della catena”. C

Nell’ex Ilva di Taranto ci sono stati nel 2025 “743 accessi in stabilimento da parte di enti deputati al controllo”. Questo quanto detto dall’azienda nel vertice. Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ha presentato sulla sicurezza una serie di dati. Circa le attività effettuate l’anno scorso, l’azienda ha parlato del “mantenimento del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza certificato UNI ISO 45001 dal 2021 e integrato dal Sistema di Gestione della Sicurezza relativo ai Rischi di Incidente Rilevante”.

  Inoltre, vi è stato “l’aggiornamento continuo di 265 documenti di valutazione rischi di stabilimento e 161 piani di emergenza di sito” e in particolare: 826 ispezioni impiantistiche; 145 ispezioni nei cantieri terzi; 135 ispezioni in aree logistiche affidate a imprese; 17877 riunioni di sicurezza; 69800 ore di formazione su sicurezza; 1113 simulazioni di emergenza di cui 43 interforze”. Circa le nuove iniziative condivise con i sindacati, proposti “gruppi di analisi di sicurezza” con “presidi permanenti di confronto, indirizzo e dialogo tecnico operativo, composti da responsabili aziendali e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS)”.

  Proposta anche la “formazione per appaltatori e referenti interni” con un “percorso formativo dedicato per appaltatori e referenti aziendali che ne coordinano l’operatività per elevare gli standard di sicurezza e favorire una maggiore integrazione tra soggetti interni ed esterni”. Ci sarà infine un “gruppo di lavoro misto per approfondire le tipologie dei contratti collettivi utilizzati dall’indotto, al fine di individuare ricadute positive sulla tutela dei lavoratori”. 

La sezione della Puglia della Corte dei Conti ha scritto ieri al Commissario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese, chiedendo di conoscere le azioni si stanno prevedendo a fronte degli scenari di guerra che rischiano di porre una incognita sul regolare svolgimento della manifestazione internazionale sportiva a Taranto, Brindisi e Lecce dal 21 agosto al 3 settembre prossimi. In particolare, la Corte dei Conti - che sui Giochi sta esercitando il controllo concomitante, essendo l’evento finanziato da fondi del governo - ha chiesto di conoscere cosa si sta facendo per la tutela della sicurezza e per le spese in corso, che attengono, oltre alla costruzione-ristrutturazione degli impianti sportivi, anche gli aspetti organizzativi. Sono infatti 4.500 gli atleti attesi ai Giochi da 26 Paesi dell’area mediterranea. Tra questi, ci sono Siria, Libia, Cipro e Turchia. La sicurezza, quindi, per la Corte dei Conti, come anche per il Comitato organizzatore locale dei Giochi, diviene un aspetto prioritario da considerare. Per le spese, invece, mentre i cantieri delle opere vanno avanti regolarmente, si sta affrontando proprio in questi giorni una serie di aspetti che attengono la logistica, i servizi connessi - già affidati - l’ospitalità degli atleti, le cerimonie di inaugurazione e chiusura della manifestazione. A tal proposito, stasera é stato comunicato che una società di Milano, su circa venti partecipanti, si é aggiudicata per 2,4 milioni l’allestimento delle due cerimonie, anche se il nome sarà comunicato dopo una verifica sulla regolarità amministrativa della procedura. Nel pomeriggio di ieri si é anche chiuso il bando 'lampo' - della durata di 48 ore - lanciato da 'Sport e Salute' per il nolo delle due navi da crociera che dovranno ospitare a Taranto i 4.500 atleti. Su dieci compagnie di navigazione invitate ha risposto solo una società di Malta, che ha messo a disposizione una nave da 3.500 posti. A tal proposito, il Comitato ha previsto una spesa di 17 milioni sui 26 che sono il budget complessivo in proposito. Non ci sono state offerte, invece, per la nave più 'piccola', da 2.500 posti, per la quale sono stati messi a disposizione 9 milioni. In precedenza Costa Crociere aveva avanzato una manifestazione di interesse, alla quale però, almeno sino a questo momento, non ha dato seguito. Adesso si farà un nuovo bando - durata presumibile 48-72 ore - per l’unità più piccola, probabilmente aumentando il plafond economico.

I commissari delle amministrazioni straordinarie di Ilva e di Acciaierie d’Italia attendono entro questa sera l’invio da parte del fondo americano Flacks Group delle puntualizzazioni che gli sono state chieste in merito a piano industriale, ambientale, occupazionale e alle garanzie finanziarie relative all’operazione di acquisizione dell’ex Ilva. Una volta ricevute queste puntualizzazioni da Flacks - la cui offerta è stata giudicata migliore rispetto a quella del concorrente Bedrock, altro fondo americano - i commissari si metteranno al lavoro per esaminarle e vedere se corrispondono a quanto é stato chiesto al potenziale investitore. Nel frattempo - come ha annunciato questa mattina nell’informativa al Senato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso - é tornato in pista il gruppo siderurgico indiano Jindal, che ha presentato una manifestazione di interesse, non una vera e propria offerta. Jindal ha lanciato quindi un segnale di voler rientrare nella partita dell’ex Ilva - il che viene giudicato importante da fonti vicine al dossier - e adesso si attende che presenti un piano. Urso ha già detto che poi bisognerà fare una valutazione comparata tra le due offerte.  Quello di Jindal - gruppo omonimo ma non lo stesso che sta investendo a Piombino insieme a Danieli - é un ritorno. Il gruppo si era già fatto avanti per l’ex Ilva con il bando lanciato a luglio 2024, la sua presenza era stata confermata a gennaio 2025, ma poi nell’estate del 2025 Jindal si era defilato, tant’è che non ha più partecipato alla nuova gara fatta partire dai commissari ai primi dello scorso agosto. Jindal si é ritirato così come ha fatto il gruppo azero Baku Steel. A quel punto nel bando attuale il loro posto lo hanno preso i fondi americani Bedrock e Flacks Group.

Ma se Baku è andato via perché ha trovato ostacoli nel portare a Taranto la nave rigassificatrice connessa al suo piano - doveva servire ad alimentare la decarbonizzazione e i forni elettrici al posto degli altiforni a carbon coke -, Jindal, invece, ha mollato l’ex Ilva perché si era orientato, in alternativa, sull’acquisto dell’azienda tedesca dell’acciaio ThyssenKrupp. A quanto pare, quest’ultima operazione si sarebbe arenata perché Jindal avrebbe trovato una situazione complessa in Thyssen e difficoltà anche con il board. Nelle ultime settimane, quindi, Jindal è tornato sui suoi passi e ha rimesso sotto la lente l’ex Ilva. I vertici della società indiana hanno prima chiesto di incontrare il ministro Urso, approfittando del fatto che era in India per una missione istituzionale, chiedendogli della procedura di gara in atto. Particolare, questo, rivelato dallo stesso Urso il 3 marzo: “Confermo - ha dichiarato Urso - che durante il mio recente viaggio a Nuova Delhi, a margine del summit sull'intelligenza artificiale, ho incontrato l’azienda su loro richiesta. Ho dato loro le informazioni che chiedevano sulla procedura di gara europea”. E adesso, nelle scorse ore, Jindal ha formalizzato la propria manifestazione d’interesse per l’ex Ilva.  Ovviamente ci si attende un aggiornamento di quanto Jindal ha presentato mesi addietro e che é stato già acquisito dai commissari. Allora Jindal offrì alcune centinaia di milioni per acquisire l’ex Ilva, mentre adesso non solo il gruppo indiano si trova con Flacks che ha offerto un euro per l’acquisto dell’azienda e promesso investimenti per 5 miliardi, per cui pare difficile che possa confermare l’offerta economica di mesi fa, ma la stessa situazione dell’ex Ilva si è ulteriormente complicata, tra mancato dissequestro dell’altoforno 1, sentenza del Tribunale di Milano sull’Aia del 2025 e Tar di Lecce che per il 19 maggio ha fissato l’udienza di merito per discutere del ricorso presentato contro la stessa Autorizzazione ambientale da una serie di movimenti ambientalisti. Allora, infine, Jindal fece anche un’offerta occupazionale minore rispetto a quella di Baku Steel, che alla fine venne ritenuta l’offerta migliore, anche se poi l’operazione gli azeri non la conclusero. Attualmente Flacks Group ha annunciato 8.500 occupati ed una produzione annua di acciaio di 4 milioni di tonnellate.

Si fermerà alle 7 di oggi l’altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto, riattivato a fine febbraio dopo uno stop di due anni e sottoposto da agosto a importanti lavori tra cui l’installazione del nuovo crogiolo. L’impianto si fermerà per due turni di lavoro per provvedere alla sostituzione di una valvola. Si tratterà quindi di un'interruzione di breve durata per svolgere un intervento di manutenzione. Lo si apprende da fonti vicine all’azienda.

   Oggi, intanto, sono in agenda per l’ex Ilva alcuni passaggi importanti. È attesa da parte del fondo americano Flacks Group, candidatosi all’acquisto di tutti gli stabilimenti e attualmente in trattativa con i commissari delle due amministrazioni straordinarie, Ilva e Acciaierie d’Italia, la precisazione dell’offerta. Sono stati i commissari a chiedergliela fissando anche la data del 12 marzo. Nel vertice del 5 marzo a Palazzo Chigi tra governo, azienda e sindacati, il commissario AdI, Giovanni Fiori, disse: “Stiamo analizzando con estrema attenzione il piano presentato da Flacks, che su alcuni punti non è ancora del tutto soddisfacente. Invieremo una lettera ultimativa a Flacks, chiedendo di chiarire tutti questi aspetti e di definire il partner industriale come richiesto dal governo. Non porteremo mai a Palazzo Chigi un piano industriale che non offra tutte le garanzie necessarie”.

   Alla richiesta dei commissari, Michael Flacks ha risposto affermando che il 12 marzo avrebbe portato “un piano industriale revisionato, prove della regolare situazione dell’entità acquirente, una lettera di impegno di capitale e di altri elementi che dimostrano la disponibilità di asset significativi”. Nella stessa occasione Flacks Group ha anche annunciato di avere in corso discussioni per l’ex Ilva “con dei partner industriali di primaria importanza. Qualora la documentazione venga ritenuta accettabile, il gruppo - ha annunciato l’investitore - prevede di firmare un accordo di acquisizione vincolante entro la fine di marzo”. È presumibile che dopo l’invio della nuova documentazione, i commissari si prenderanno alcuni giorni per esaminarlo e dare una risposta

Oggi,inoltre, con inizio alle 10, è prevista al Senato l’informativa del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, sulla vicenda ex Ilva, informativa inizialmente calendarizzata per ieri. Infine, per oggi pomeriggio, alle 15, nello stabilimento di Taranto, nella sala delle conferenze, è in programma un vertice tra funzionari del ministero del Lavoro, azienda, sindacati: segretari provinciali delle sigle metalmeccaniche, coordinatori di fabbrica e rls (rappresentanti della sicurezza). L’ex Ilva, il 5 marzo a Palazzo Chigi, si era già detta disponibile a un confronto sul tema con i sindacati, e poi, nello stesso incontro, il ministro del Lavoro, Marina Calderone, ha preso l’iniziativa. La riunione assume rilievo particolare dopo i due ultimi incidenti mortali sul lavoro a distanza di un mese e mezzo l’uno dall’altro, vittime gli operai Claudio Salamida, dipendente AdI, al convertitore 3 dell’acciaieria 2, e Loris Costantino, dipendente dell’impresa appaltatrice Gea Power, all’agglomerato 2. Entrambi sono deceduti a seguito di una caduta da un’altezza di diversi metri. Al governo, i sindacati hanno posto il problema delle “risorse necessarie per consentire una seria programmazione di manutenzione ordinaria e straordinaria con l’utilizzo del personale delle manutenzioni che, a oggi, ha un 50/60 per cento di addetti in cassa integrazione”. 

Un uomo è morto nel crollo di un fabbricato rurale a Manduria (Taranto). La vittima aveva 76 anni. Il fabbricato era situato in un terreno agricolo di proprietà dell’uomo. Scattato l’allarme, è intervenuto il team del 118 che ha solo potuto constatare il decesso. Presenti anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Manduria, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area, e la Polizia di Stato del commissariato di Manduria. Avviati gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto.

 

È ancora un’incognita la ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, in programma dal 21 agosto al 3 settembre a Taranto, Brindisi e Lecce e nelle province di Taranto, Brindisi e Bari, a causa degli scenari di guerra che coinvolgono alcuni dei Paesi partecipanti all’evento sportivo internazionale: Cipro, Libano, Siria e Turchia. Tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione e questo dovrà necessariamente essere oggetto di analisi più in là, tra qualche mese, da parte del governo, del Comitato internazionale e di quello locale. Nel caso, i Giochi non verrebbero annullati ma rinviati. Di quanto, non lo si può prevedere al momento. C’é però un tema più immediato che attiene all’organizzazione dei Giochi, le relative spese, ed esige risposte a stretto giro: con le incertezze che si stagliano si deve andare comunque avanti o ci si deve fermare in attesa di sviluppi? A conti fatti, 'balla' circa un’ottantina di milioni, le risorse gestite dal Comitato locale, presieduto da Massimo Ferrarese che é anche Commissario di governo per la realizzazione delle opere e che vuole ora confrontarsi con i ministri Andrea Abodi (Sport) e Tommaso Foti (Coesione) che seguono il dossier. Se ne parlerà anche domani pomeriggio, nella seduta del Comitato locale. Tra le voci più rilevanti delle spese organizzative dei Giochi, ci sono il nolo delle due navi da crociera per l’ospitalità dei 4.500 atleti attesi, il saldo dei versamenti (circa 11 milioni) al Comitato internazionale dei Giochi per l’allestimento di alcuni servizi connessi alla manifestazione e i costi per le cerimonie di apertura e chiusura. Per queste ultime, oggi si saprà quale azienda ha vinto il bando di gara, con un importo di circa 3 milioni. Sempre domani, alle 16, scade il bando di gara - durato 48 ore, importo 26 milioni - per il nolo delle navi da crociera da ormeggiare a Taranto. Una da 3.500 passeggeri, l’altra da 2.500. Invitate dieci compagnie di navigazione.

 I bus di Kyma Mobilità, l’azienda del trasporto pubblico urbano del Comune di Taranto, nuovamente bersagliati da sassi e pietre. Ieri sera in località Lido Azzurro, alle porte di Taranto, un mezzo della linea 15 è stato colpito ripetutamente mettendo a rischio l’incolumità dell’autista e dei passeggeri. Non ci sono stati feriti. Lo denunciano per il sindacato Filt Cgil Francesco Zotti e Pietro Cecere. “Si tratta - afferma il sindacato - dell’ennesimo caso di atto vandalico che colpisce autisti e mezzi di Kyma Mobilità Taranto. Un episodio gravissimo che dimostra come i lavoratori del trasporto pubblico continuino ad essere esposti a rischi inaccettabili durante lo svolgimento del servizio”. Per il sindacato, “l’accaduto assume gravità maggiore perché si verifica alla vigilia dell’incontro convocato dal management aziendale sul tema della sicurezza, che si terrà venerdì 13 marzo, a seguito del confronto già tenutosi in Prefettura alla presenza delle organizzazioni sindacali aziendali e delle forze dell’ordine”. L’autista del mezzo, segnala la Filt Cgil, “ha rischiato di essere colpito in pieno volto da una pietra di grosse dimensioni. La fortuna ha voluto che l'evento non si trasformasse in una tragedia. I lavoratori sono stanchi di essere presi di mira da chi, per mero scopo di divertimento, mette a rischio la sicurezza di chi lavora e dei cittadini che utilizzano il servizio pubblico. La Filt Cgil Taranto - si afferma - chiede interventi immediati per garantire maggiore sicurezza sulle linee e nei quartieri più esposti, oltre all’individuazione dei responsabili. Non è più tollerabile che autisti e mezzi del trasporto pubblico diventino bersaglio di atti vandalici”. 

(foto di repertorio) 

Esattamente 80 anni fa, il 10 marzo 1946, le donne italiane votavano per la prima volta alle elezioni amministrative post-belliche. Un evento storico che in un'aula gremita di studenti, è stato celebrato con passione e riflessione all'Istituto Comprensivo "Madonna della Camera" di Roccaforzata. L'occasione ha riunito istituzioni, esperti e alunni per onorare il diritto di voto femminile, trasformato da privilegio maschile in conquista condivisa.

 

Saluti istituzionali e presenza delle scuole

L'evento, moderato da Roberta Panico, dirigente scolastica dell’I.C. “Madonna della Camera” di Roccaforzata, si è aperto con i saluti delle autorità locali: Simona Sannino, commissaria straordinaria del Comune di Roccaforzata, Angelita Salamina, consigliera provinciale, Maristella Carabotto, sindaca di Monteparano e Antonio Cardea, sindaco di Faggiano.

Nel pubblico, i giovani alunni della 5B della scuola elementare e delle prime, seconde e terze medie dell'I.C. di Roccaforzata, la 2A della scuola media di Monteparano e le seconde C e D della scuola media di Faggiano. Hanno ascoltato, hanno recitato “la bellezza” del voto alle donne e portato domande, rendendo la giornata un ponte tra passato e futuro.

 

Roberta Panico, carriere femminili e diritti conquistati 

Nell'introdurre i lavori della giornata, dopo aver salutato e ringraziato i presenti, ha illustrato ai giovani studenti l'art. 51 della Costituzione italiana che stabilisce che tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive.

Questa asserzione che ora sembra una cosa normale, quasi scontata, è il frutto di anni di battaglie delle donne per il raggiungimento delle pari opportunità e parità di diritti.

E soprattutto è in virtù di questo articolo che molte donne hanno avuto accesso a tanti ruoli pubblici, come le stesse insegnanti, le magistrate, le impiegate nella Pubblica Amministrazione o in politica.

 

Il messaggio di Simona Sannino: voto come diritto-dovere

Simona Sannino ha aperto gli interventi citando l'articolo 48 della Costituzione italiana: "Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età". Ha sottolineato il voto come "diritto-dovere", invitando i ragazzi a ricordare ai genitori di partecipare sempre a tutti gli appuntamenti elettorali. Esprimere il dissenso con la matita e non con l'astensionismo, questo il messaggio della commissaria collegandosi al referendum del 2 giugno 1946, quando le donne esordirono pienamente al voto per scegliere tra monarchia e Repubblica.

 

Sabrina Pontrelli: mimosa, parità e strada da percorrere

Sabrina Pontrelli, consigliera provinciale di Parità, ha ricordato le origini della mimosa come simbolo della Giornata internazionale delle Donne, scelta dalla partigiana "Chicchi", ovvero Teresa Mattei, la più giovane delle ventuno madri costituenti. La mimosa fiorisce spontanea e quindi accessibile a tutti a differenza dei garofani (già del Primo Maggio), anemoni, orchidee o violette francesi, scartati come "troppo costosi e borghesi".

Pontrelli, inoltre, ha chiarito ai ragazzi e alle ragazze i concetti di elettorato attivo (votare) e passivo (candidarsi). Prima del grande appuntamento elettorale del 2 giugno 1946, grazie al decreto legislativo n.74 del 10 marzo le donne potevano finalmente eleggere ed essere elette. La prima occasione fu data nel corso delle amministrative, si votò in 436 comuni, e proprio in quell’occasione l'affluenza femminile fu straordinaria: circa 9 donne su 10 alle urne per la prima volta.

Un dettaglio curioso: votarono senza rossetto, per non lasciare tracce sulla busta da chiudere con la saliva.

Infine, Pontrelli ha illustrato il ruolo della Consigliera di parità, celebrando i traguardi ma ricordando anche “che c'è ancora tanta strada da fare".

 

Angelita Salamina tra i ragazzi

Angelita Salamina ha portato i saluti del presidente della Provincia di Taranto, Gianfranco Palmisano, scendendo poi tra gli studenti per ascoltare le loro riflessioni dirette sull'incontro e sul significato della giornata. Un momento interattivo che ha reso il dibattito vivo e personale.

La Consigliera provinciale ha in particolar modo ringraziato la dirigente e il corpo docente per aver organizzato un evento così importante per la formazione di futuri cittadini consapevoli.

 

Beppe Lazzaro: Merlin, Mattei e la curiosità come motore

Beppe Lazzaro, vicepresidente del Comitato provinciale ANPI, ha evocato figure chiave. Lina Merlin, nell'Assemblea Costituente e tra le cinque donne (con Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Iotti e Teresa Noce) della Commissione dei 75, lottò per l'emancipazione: art. 37 tutela "la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni". Inserì "senza distinzione di sesso" nell'art. 3, chiudendo l'epoca iniziata con la Rivoluzione Francese, che promise uguaglianza universale ma escluse le donne – diritti "indossati" solo da chi portava i pantaloni.

Teresa Mattei, espulsa a 17 anni nel '38 per antifascismo e opposizione alle leggi razziali, spinse per protezioni alle madri lavoratrici e l'accesso femminile in magistratura. "Siate curiosi", ha concluso Lazzaro, "perché la curiosità è madre della conoscenza".

L'evento si è chiuso con un invito collettivo: custodire questa eredità, votando e partecipando. 

 

In un'Italia che cambia, insomma, gli 80 anni del voto femminile ricordano che la democrazia si conquista ogni giorno.

 

Pagina 9 di 1082

    

Ripristina impostazioni sui cookie.