Una comunità in cammino. È questa l'immagine scelta da Vicoli Corti – Cinema di Periferia per inaugurare il percorso verso la ventunesima edizione del festival, in programma a Massafra dal 18 al 23 agosto. Un manifesto che non racconta soltanto un evento, ma l'identità di un progetto culturale che da oltre vent'anni mette al centro persone, territori e periferie.
Diverse le novità di questa edizione, la prima riguarda la location. Per la prima volta il festival organizzato da Il Serraglio si svolgerà nel parco Madre Teresa di Calcutta. Una decisione presa dagli organizzatori a causa del perdurare dei lavori di ristrutturazione al castello e anche perché la storica sede di piazza Santi Medici risulta ormai troppo piccola per ospitare il pubblico e gli spazi del festival. Tuttavia si tratta di una scelta perfettamente in linea con l’identità di Vicoli Corti: portare il festival in un’area periferica della città vuol dire dare un significato concreto all’idea di cinema di periferia: abitare luoghi spesso considerati marginali, valorizzarli attraverso la cultura e trasformarli in nuovi spazi di incontro, partecipazione e comunità.
Il manifesto di questa edizione, realizzato da Annalisa Manfredi è un chiaro richiamo a “Il quarto stato” di Pellizza da Volpedo e in qualche modo dialoga con l’immaginario di “Novecento” di Bernardo Bertolucci, al quale quest’anno sarà dedicata una interessante retrospettiva.
Altra interessante novità di quest’anno è Vicoli Fuori, un progetto che Il Serraglio sta avviando con la casa circondariale “C. Magli” di Taranto e che vedrà il coinvolgimento di 20 detenuti. Il percorso prevede una serie di incontri (il primo è in programma il 6 luglio) e culminerà con l’assegnazione del Premio Vicoli Fuori da parte di una speciale giuria composta dai partecipanti del progetto. È l’ulteriore dimostrazione di come questo festival guardi sempre più alle periferie non soltanto fisiche ma anche sociali, e di come il cinema può essere strumento di inclusione e dialogo anche in contesti che di norma restano ai margini della società.
Fervono quindi i preparativi per questa edizione che si preannuncia più ampia nella programmazione. Basti pensare che, per quanto riguarda il concorso cortometraggi, le sezioni competitive saranno sei e sono stati selezionati 53 lavori, rappresentativi dei cinque continenti e provenienti da 35 diversi Paesi. Intanto sono aperte le candidature per la Giuria Popolare e per la Giuria Studenti, un modo per gli appassionati di cinema di diventare parte attiva dell’evento. Sui canali social del festival è stata aperta una call per entrambe le giurie. La ventunesima edizione di Vicoli Corti ha il sostegno e la collaborazione di Regione Puglia (progetto finanziato dalla Regione Puglia, POC Puglia 2021 - 2027 Area tematica 06 - Linea di Intervento 06.02 “Attività culturali”) e Comune di Massafra.
Queste le dichiarazioni del direttore artistico di Vicoli Corti, Vincenzo Madaro: «Con la ventunesima edizione inauguriamo una nuova decade per Vicoli Corti, segnata da grandi novità che partono dal cambio di location al parco Madre Teresa di Calcutta fino al potenziamento dello scouting e alla promozione del giovane cinema d'autore. Il nostro non è più solo un evento estivo, ma un progetto culturale che vive tutto l'anno grazie alle attività collaterali e alla formazione nelle scuole. La sei giorni di agosto diventa così la festa e la sintesi di un cammino continuo: il momento in cui i percorsi educativi e sociali sviluppati nei mesi precedenti si aprono alla città, trasformando la periferia in un grande laboratorio a cielo aperto capace di unire le comunità attraverso le visioni di giovani registe e registi, che ben rappresentano il cinema d'autore emergente e i suoi nuovi linguaggi.»
Conferenza stampa questa mattina per la consegna ufficiale all'ADISU Puglia di Palazzo Nove Lune, il nuovo studentato universitario realizzato in Città Vecchia di Taranto, nell'ambito del programma di recupero e rifunzionalizzazione degli immobili storici destinati a sostenere lo sviluppo universitario e la rigenerazione urbana del centro storico.
L'edificio, situato tra via Garibaldi e vico Nove Lune, è in corso di recupero per essere trasformato nella prima moderna struttura residenziale destinata ad accogliere studenti e docenti universitari, rappresentando un importante tassello della strategia di valorizzazione della Città Vecchia e di rafforzamento dei servizi a supporto del sistema universitario tarantino.
All'incontro erano presenti il sindaco
Sindaco Piero Bitetti, il vicesindaco Mattia Giorno, Alessandro Cataldo, Presidente di ADISU Puglia, Saverio Moretti, Dirigente della sede territoriale ADISU di Taranto.
Alla sottoscrizione dell’atto, hanno presenziato anche dirigenti e funzionari del Patrimonio.
Un nuovo appuntamento quotidiano, per raccontare l’Italia costiera attraverso lo sguardo curioso di un viaggiatore speciale: Vittorio Brumotti. Lunedì 29 giugno alle 11.30 su Rai 1 ha preso il via il via “Italia A/R”.
In ogni puntata, non mancherà poi uno spazio dedicato alla cucina e ai prodotti del territorio, in compagnia di Monica Caradonna.
A rappresentare la ricchezza culinaria della regione ci sono tre chef d’eccezione, ambasciatori del gusto pugliese: Agostino Bartoli, Libero Ratti e Diana Pignatelli.
I tre cuochi, guidati da Monica Caradonna, saranno chiamati a realizzare piatti fortemente identitari, partendo ciascuno da una materia prima rigorosamente locale. Ma l'eccellenza del gusto da sola non basterà. La vera sfida della trasmissione ruota attorno a due pilastri fondamentali: la sostenibilità e il contrasto allo spreco alimentare.
Solo i piatti che dimostreranno un approccio totalmente "zero sprechi" e un profondo rispetto per l'ambiente otterranno l'esclusivo e severissimo timbro “Approvato da Monica”, il sigillo di garanzia della conduttrice.
Italia a/r” non è solo un viaggio nel piatto, ma anche nel calice. In ogni puntata, Monica Caradonna valorizzerà il ricchissimo patrimonio vitivinicolo pugliese, proponendo abbinamenti cibo-vino pensati per esaltare le creazioni dei cuochi e far scoprire al pubblico le migliori etichette e i vitigni autoctoni della regione.
Un racconto dinamico, goloso e soprattutto etico, che rimette al centro la terra e il futuro della cucina italiana.
Presentata la rassegna.
Di scena Mario Biondi, The Amy Winehouse Band, Gio Evan, Tropico, “Voglio tornare negli anni Novanta” e i Patagarri
Torna il “Mon Rêve Summer Festival”, la rassegna più attesa dell’estate tarantina che anche quest’anno presenta imperdibili eventi, all’insegna della qualità assoluta.
Il cartellone è stato presentato, presso il Mon Rêve Ecogreen Resort, da Emilia Di Lello e Vincenzo Di Somma, in rappresentanza della proprietà, e dal direttore artistico Mimmo Battista.
Anche quest’anno il “Mon Rêve Summer Festival 2026” si caratterizza per la varietà delle proposte, con eventi che spaziano dai concerti di autentici “mostri sacri” della musica italiana e internazionale, a proposte innovative per i più giovani e le famiglie.
Suggestiva location è la “Music Arena” del Mon Rêve Ecogreen Resort che, circondata da stupende piscine, guarda sul mare: è uno degli scorci più affascinanti di questa meravigliosa infrastruttura a pochi chilometri da Taranto.
Questa estate al Mon Rêve Ecogreen Resort saranno di scena Mario Biondi, The Amy Winehouse Band, Gio Evan, Tropico, “Voglio tornare negli anni Novanta” e i Patagarri
In conferenza stampa Emilia Di Lello ha annunciato che «anche quest’anno gli spettacoli si terranno sul palco in muratura che, realizzato l’anno scorso con un artistico andamento sinuoso ispirato alle onde del mare, consente una perfetta visuale a tutto il pubblico rendendo ancora “più vicini” gli artisti. Da oltre ventidue anni la proprietà, che qui rappresento con mio marito Vincenzo Di Somma, investe nel Mon Rêve Ecogreen Resort, che oggi è un accogliente resort ecocompatibile con hotel, bistrot, spa e ristoranti. Il nostro obiettivo è il “benessere” dei nostri ospiti».
«Vogliamo offrire a tutti, tarantini e turisti – ha concluso Emilia Di Lello –la possibilità di trascorrere una indimenticabile serata estiva al Mon Rêve Ecogreen Resort, non solo in occasione degli eventi della nostra rassegna: ricordo che ogni sera il Mon Rêve è aperto a tutti, non solo ai soci».
I biglietti di tutti gli spettacoli del “Mon Rêve Summer Festival 2026” – start ore 21.30 – possono essere acquistati, se ancora disponibili, la sera dell’evento direttamente al botteghino del Mon Rêve Ecogreen Resort (info 099.7312185 - 3357708125) oppure online sul sito www.monreve.it o sul circuito Ticket SMS
Il cartellone è stato presentato dal Direttore artistico Mimmo Battista di KiDI Management:
«Iniziamo alla grande già venerdì prossimo 3 luglioospitando in esclusiva Mario Biondi con la tappa inaugurale del suo “This Is What You Are 20th Anniversary Summer Tour” (€ 40,00 + d.p. platea posto unico a sedere non numerato, e € 28,00 + d.p. posto unico in piedi Music Arena visione limitata); è il tour estivo in cui Mario Biondi, accompagnato da una band d’eccezione composta da alcuni tra i più talentuosi musicisti della scena jazz internazionale, sta celebrando i vent’anni del brano “This Is What You Are” e dell’album “Handful of Soul”, due successi mondiali che hanno consacrato definitivamente Mario Biondi sulla scena internazionale, facendo diventare rapidamente il crooner un punto di riferimento per gli amanti del soul jazz contemporaneo.
Domenica 12 luglio sarà di scena, direttamente da Londra per una grande esclusiva, The Amy Winehouse Band con il concerto “Back to Black 20th Anniversary” (ticket € 25.00 + d.p.) che celebra il ventesimo anniversario dello straordinario album che, vincitore di un Grammy Awards, decretò il successo planetario della cantante inglese; The Amy Winehouse Band riunisce i musicisti originali che hanno accompagnato Amy Winehouse in tournée e in studio, sotto la direzione di Dale Davis, il suo bassista e direttore musicale di lunga data; con loro la cantante Bronte Shande, scelta proprio da Dale Davis, per interpretare il repertorio dell’indimenticabile e indimenticata Amy!
Mercoledì 22 luglio (ingresso con posti in piedi € 30.00 + d.p.) il Mon Rêve Summer Festival” ospiterà in esclusiva una tappa di “Extra terreste”, il nuovo tour musicale, comico e spirituale di Gio Evan: autoironico e schivo, il pugliese Gio Evan, è un artista poliedrico che si è imposto nel panorama italiano per il suo personalissimo percorso artistico che intreccia musica, parola e ricerca interiore. Lo spettacolo “Extra terreste” fa riflettere il pubblico sulla contemporaneità, sulla tendenza all’accumulo e il conseguente allontanamento dall’essenziale: in un viaggio intimo e leggero, Gio Evan attraversa il confine sottile tra cura e controllo, tra attaccamento e presenza, tra ciò che scegliamo di conservare e ciò che finisce per consumarci.
Martedì 4 agosto il cantautore napoletano Davide Petrella, in arte Tropico, sarà al Mon Rêve Summer Festival (ticket € 27.00 + d.p.) con il suo universo sonoro fatto di melodia napoletana, funk e pop contemporaneo. Tropico è uno degli artisti che maggiormente ha plasmato il suono della musica italiana degli ultimi anni, firmando popolarissimi successi per i più importanti cantanti, brani che hanno anche vinto più volte a Sanremo»; nel suo progetto da solista, Tropico è riuscito a fondere la melodia eclettica e il funk partenopeo con il meglio del pop contemporaneo, dando vita a tre album tra i più apprezzati dalla critica e tra i più suonati dalle radio italiane: “Non esiste amore a Napoli”, “Chiamami quando la magia finisce” e “Soli e disperati nel mare meraviglioso”.
Giovedì 6 agosto un grande “ritorno” con il party “Voglio tornare negli anni Novanta” (ticket € 15 + d.p.): al Mon Rêve Summer Festival torna lo show unico, incredibile, emozionante, che l’estate scorsa al Mon Rêve Ecogreen Resort ha già fatto scatenare migliaia di persone, tra cui tantissime famiglie, con i successi di Gigi d'Agostino, Gabry Ponte, 883, Eiffel 65, Corona. In questo straordinario spettacolo tutte le hits che hanno fatto ballare tutti negli anni 90, ritorneranno magicamente in un'unica grande notte mixati da eccezionali performer. Anche quest’anno “Voglio tornare negli anni Novanta” si preannuncia come un'esperienza unica, una grande festa con tanti gadget per tutti, che immergerà il pubblico nuovamente nell'atmosfera dei magici anni 90!
Il direttore artistico Mimmo Battista ha concluso l’incontro annunciando il gran finale del Mon Rêve Summer Festival 2026: «martedì 11 agosto ci saranno i Patagarri con il loro “Tua Madre Tour 2026”, un concerto (ticket € 20 + d.p.) in cui questi incredibili musicisti proporranno il loro trascinante sound, gioioso e coinvolgente, a volte irriverente, che unisce jazz, swing e gipsy jazz. In pochissimo tempo la band milanese è diventata un simbolo di resistenza alla cultura dominante, ma anche un veicolo di speranza e di sogni che non vogliono essere rinnegati: attraverso la loro musica e il loro messaggio, i Patagarri sembrano voler dimostrare che la vera ricchezza non è economica, ma quella della passione, della creatività e della voglia di vivere senza compromessi.
In una nota stampa il Comune di Taranto annuncia che il progetto BRT (Bus Rapid Transit), finanziato nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ha raggiunto un traguardo fondamentale con il completamento dei lavori principali previsti dall'intervento.
Per il progetto, inoltre, il termine originariamente previsto è stato oggetto di un aggiornamento del cronoprogramma attuativo, nel rispetto delle disposizioni adottate e delle procedure previste per l'attuazione degli interventi finanziati.
La scadenza inizialmente fissata al 30 giugno 2026 è stata infatti estesa, attraverso gli strumenti previsti dalla normativa vigente, consentendo il completamento delle attività entro il 31 luglio 2026; in casi eccezionali e adeguatamente documentati, le operazioni di rendicontazione finale e collaudo potranno essere concluse entro il 31 agosto 2026.
“I lavori principali risultano ormai ultimati – spiega l’assessore alla Mobilità Giovanni Patronelli - segnando un passaggio decisivo per il potenziamento del trasporto pubblico locale e per lo sviluppo di un sistema di mobilità urbana sempre più sostenibile, moderno ed efficiente. Il rispetto del cronoprogramma dell'intervento conferma la capacità dell'Amministrazione di attuare efficacemente gli investimenti finanziati dal PNRR, trasformando le risorse europee in opere concrete al servizio della città e dei cittadini”.
La fase successiva sarà dedicata al completamento delle attività tecnico-amministrative, comprese le verifiche, i collaudi e i test di pre-esercizio dei mezzi elettrici, propedeutici all'entrata in esercizio del nuovo sistema di trasporto. Tutte le attività necessarie saranno svolte secondo gli standard di sicurezza e qualità previsti dalla normativa, al fine di garantire la piena efficienza del servizio.
I carabinieri di Taranto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 30 persone residenti nelle province di Taranto, Lecce, Foggia, Matera, Campobasso, Milano, Verona, Ragusa e Latina. Gli indagati sdevono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravato e continuato in concorso.
L’operazione effettuata è lo sviluppo di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce e dalla procura di Taranto.
Per gli inquirenti, il gruppo ha sfruttato il sistema del Decreto flussi per agevolare l’ingresso irregolare in Italia di centinaia di cittadini extracomunitari, prevalentemente provenienti da Pakistan, Bangladesh e India, attraverso false richieste di lavoro presentate sul portale Ali del ministero dell’Interno. Le pratiche sarebbero state gestite da un Caf di Taranto con il coinvolgimento di intermediari e imprenditori compiacenti. Gli stranieri avrebbero pagato fino a 6.500 euro per ottenere nulla osta e visto d’ingresso.
Per gli inquirenti sono stati centinaia gli extracomunitari provenienti da India, Pakistan e Bangladesh che l’organizzazione smantellata oggi dai carabinieri di Taranto ha fatto entrare illegalmente in Italia, mettendo in piedi un sistema illecito di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L'inchiesta è nata da un episodio inizialmente apparentemente slegato da irregolare immigrazione e ha portato alla luce un’organizzazione radicata a Taranto ma operativa anche nelle province di Foggia, Matera, Campobasso, Latina e Ragusa. L’associazione a delinquere, che rientra tra le ipotesi di reato contestate agli indagati, si è avvalsa di promotori, intermediari stranieri - talvolta indicati dagli stessi indagati come “sponsor” - e imprenditori compiacenti. Gli intermediari avrebbero reclutato persone nei Paesi di origine, raccogliendo documentazione e denaro, mentre il centro logistico è stato individuato in un Caf di Taranto, dal quale sarebbero state predisposte e inoltrate sul portale Ali - piattaforma telematica ufficiale del ministero dell’Interno su cui transitano le principali richieste legate all’ingresso in Italia e all’ottenimento della cittadinanza - le domande di nulla osta al visto per il rilascio del permesso di soggiorno o per l’ingresso in Italia. Domande che risultavano formalmente giustificate da esigenze occupazionali che, secondo le indagini, erano in realtà inesistenti. Ottenuto quindi il nulla osta, gli stranieri conseguivano il visto e completavano in Italia l’iter amministrativo per il permesso di soggiorno.
L’organizzazione si è avvalsa di imprese operanti nella ristorazione, negli stabilimenti balneari, nei negozi di telefonia, nell’edilizia, nel settore alberghiero, agricolo e manifatturiero, utilizzate esclusivamente per simulare rapporti di lavoro. In particolare, le intercettazioni hanno evidenziato che gli aspiranti lavoratori venivano assegnati alle aziende senza alcun riferimento alle competenze professionali, ma esclusivamente in funzione della disponibilità degli imprenditori e delle quote disponibili, e smistati in varie località. Giunti in Italia, i lavoratori in molti casi sono stati impiegati in nero presso aziende agricole terze e non per i datori di lavoro che avevano richiesto le loro prestazioni lavorative presso le prefetture di riferimento, versando altresì a questi ultimi anche somme di denaro per le spese contributive.
Si è creato quindi, spiegano i carabinieri, “un evidente capovolgimento in cui il dipendente pagava il titolare dell’impresa. Particolarmente significativo è il fatto che fosse il lavoratore a pagare il datore di lavoro e non viceversa”.
Gli stranieri hanno pagato fino a 6.500 euro per ottenere il nulla osta e il visto d’ingresso: 5.000 euro sarebbero stati destinati al datore di lavoro compiacente, 1.000 ai promotori e 500 a intermediari. Ulteriori somme sono state chieste per alcune pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno. Le conversazioni hanno inoltre documentato quella che sarebbe stata una rigida struttura gerarchica. Nessuna pratica sarebbe stata definita prima del pagamento; i capi del gruppo hanno impartito direttive agli intermediari e coordinato ogni fase dell’attività, utilizzando prevalentemente chat protette da sistemi di crittografia end to end, con un linguaggio convenzionale criptico, nel quale le cifre versate dai 'clienti' erano “regali”, “caffè” e addirittura “mandarini”.
“La speranza di una vita migliore sarebbe stata trasformata in uno strumento di illecito profitto” evidenziano gli inquirenti. È stato infatti riscontrato che alcune delle vittime per potersi procurare il denaro da consegnare all'organizzazione criminale, e quindi arrivare in Europa attraverso l’Italia, hanno venduto tutto ciò che possedevano nei propri Paesi di origine.
“Abbiamo determinato discontinuità e accelerazione e oggi, a 50 giorni dall’inaugurazione dell’evento, possiamo dire ce la stiamo facendo”. Lo ha detto a Taranto Andrea Abodi, ministro dello Sport, a proposito della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo che si inaugura la sera del 21 agosto. Abodi si è riferito sia alla nomina di un commissario di Governo per la realizzazione delle opere (Massimo Ferrarese), che all’insediamento di un nuovo comitato organizzatore locale, ma anche agli stanziamenti fatti dall’attuale Governo, a partire dai 125 milioni aggiunti al plafond per gli impianti dopo i primi 150. “Lo spirito dei Giochi - ha affermato Abodi - ci dice che si vincono insieme e noi stiamo andando in questa direzione. Stiamo già pensando all’eredità e ai beni durevoli che dovranno essere agli impianti sportivi che si stanno realizzando. Dobbiamo dimostrare che l’ Italia è in grado di ospitare il mondo e di essere punto di riferimento del mondo”.
“È un’altra tappa importante, ma giorno dopo giorno è quello che abbiamo detto da tanto tempo a questa parte, con la serenità che abbiamo avuto anche nei momenti difficili e dell’inevitabile problematica da risolvere. Ma fa parte di imprese come questa avere anche momenti di difficoltà. La differenza la fa la consapevolezza delle cose da fare”. Lo ha detto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, oggi a Taranto insieme al collega della Coesione, Tommaso Foti, alla cerimonia “50 giorni ai Giochi” nella quale sono state presentate le medaglie per la premiazione degli atleti coniate dall’Istituto poligrafico-Zecca di Stato e lo spot dell’evento internazionale sportivo in programma dal 21 agosto al 3 settembre prossimi con 4.500 atleti attesi dai 26 Paesi del Mediterraneo. “Lo abbiamo fatto con lo spirito positivo, lo spirito giusto - ha detto Abodi -. Non ci siamo mai fatti travolgere dalle polemiche oppure preoccupare troppo dalle difficoltà. Sarà un piacere farvelo raccontare quello che siamo stati capaci di fare tutti insieme” ha aggiunto i giornalisti rivolgendosi ai media. E sul fatto che Foti ha detto che i cantieri degli impianti dei Giochi vanno chiusi a fine luglio, Abodi ha detto: “Dopo 20 giorni iniziano i Giochi del Mediterraneo, per forza deve essere così. Non é che ci siano alternative ma ci sono tutte le condizioni. I cantieri sono più che vivi, vivaci, c’é la consapevolezza di quest’impegno che porta a un appuntamento non soltanto con il Mediterraneo ma con tutto il mondo. Taranto farà una meravigliosa figura”.
"Quando siamo chiamati in causa, siamo sempre pronti". ha detto Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, a proposito della possibilità che le federazioni sportive nazionali possano proporsi per la gestione dei grandi impianti sportivi realizzati per i Giochi del Mediterraneo, a partire dallo stadio del nuoto, con due piscine olimpioniche da 50 metri ciascuna, e dal centro nautico in Mar Piccolo per vela, canoa e canottaggio. "Tutte le federazioni devono essere attente - ha rilevato Buonfiglio - perché gli impianti è bello realizzarli ma é più bello farli funzionare. E per farli funzionare c'è bisogno di persone che siano competenti e sicuramente le federazioni sono competenti. Ma gli impianti sportivi si valorizzano non solo con l’attività sportiva ma con le iniziative collaterali. Magari grandi store di marche sportive. Bisogna creare attività territoriali. Lo sport - ha concluso - è uno strumento per l’etica, ma poi bisogna creare posti di lavoro, commercio, costruire turismo. Tutte queste opportunità insieme fanno sì che i cervelli rimangano qui, perché é un peccato farli andare via".
È sold out la vendita dei biglietti per assistere alla cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo che si svolgerà il 21 agosto nello stadio di Taranto. L'annuncio è arrivato dal commissario di Governo per gli impianti dei Giochi, Massimo Ferrarese. La vendita su piattaforma online é partita nel pomeriggio del 25 giugno e ha avuto una progressiva accelerazione sino al sold out. "Mi aspettavo certamente un riscontro positivo, che ci fosse una corsa ai biglietti, - ha detto Ferrarese - ma non di questa intensità in così pochi giorni. Non avrei immaginato che in soli tre giorni di potessero vendere tutti i biglietti. E' ovviamente una grande soddisfazione, vuol dire che il clima è ottimo, la gente percepisce quello che stiamo facendo, c'é tanta attesa, e abbiamo il dovere di portare avanti il lavoro che stiamo facendo, sino all’ultimo giorno per arrivare al traguardo". Il commissario ha detto che lo stadio dovrà essere ultimato a fine luglio per dar modo alla società che si é aggiudicato l’appalto di poter organizzare la cerimonia inaugurale. E sull’invito del ministro Tommaso Foti a chiudere i cantieri delle opere a fine luglio, Ferrarese ha detto: "L’obiettivo era quello. Non possiamo perdere nemmeno un'ora, non un giorno. Non si era mai visto in Italia, e lo dico da costruttore e non da commissario, che 45 opere, dopo l’avvio del 30 agosto 2024, fossero realizzate in 22 mesi, forse arriveremo a 23 mesi. Stile cinese? No. Come tempistica sì, ma noi non lavoriamo in quel modo. C'è un modo completamente diverso con cui si lavora in Italia e noi stiamo centrando tutti gli obiettivi".
“Con i Giochi del Mediterraneo presentiamo la squadra Italia tutta insieme e unita. É una straordinaria occasione e io spero di mettere questa medaglia al collo di Taranto e dei tarantini”. Ha sottolineato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, alla cerimonia di presentazione delle medaglie per le atlete e gli atleti dei Giochi del Mediterraneo, medaglie coniate dall’Istituto poligrafico e Zecca di Stato. Per Decaro, “Taranto ha bisogno di speranza, non solo di lavoro. É una bellissima città fatta di storia, di ipogei, di antica Grecia. E i Giochi sono un’occasione per conoscersi come comunità”. “È un onore leggere sulle medaglie dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026” ha detto il sindaco Piero Bitetti. Taranto, per il sindaco, “è terra compromessa e piena di contraddizioni, ma il gioco di squadra ci ha permesso di alimentare questa speranza. Adesso bisogna guardare a Taranto con la stessa attenzione. Taranto non è città normale, non può avere l’attenzione che ricade sulle altre città. Taranto - ha affermato il sindaco - ha bisogno di una attenzione diversa perchè spesso ha ricevuto scelte calate dall’alto, indirizzi calati dall’alto, e allora se vogliamo che Taranto sia città dello sport, con qualità della vita e benessere, se vogliamo che Taranto funzioni, servono impegni diversi”. Il sindaco Bitetti ha poi lanciato una proposta ai ministri Tommaso Foti e Andrea Abodi presenti all’evento “50 giorni ai Giochi”: “Avanzeranno delle somme, dico di spenderne per i centri sportivi e i campi di gioco delle parrocchie dove si fa attività sociale, ma anche per il campo del carcere”.
Dopo l’interessante e partecipato incontro d’apertura con il prof. Massimo Massetti per parlare di cuore e nuovo sistema salute, giovedì 2 luglio, alle 21:00, si riaccendono i riflettori sullo Yachting club di San Vito per il secondo appuntamento della rassegna l’Angolo della Conversazione. Questa volta sul palco dell’arena Y Beach salirà Valerio Aprea, attore poliedrico di teatro, cinema e tv dallo stile personalissimo e noto per i suoi monologhi a Propaganda Live su La7.
Presenterà il libro “il (vero) problema di questo Paese” edito da Solferino e scritto a quattro mani con Marco D'Ambrosio, autore, fumettista e cartoonist, in arte Makkox.
Un lavoro che mette a nudo le nostre contraddizioni e i tic di un Paese complicato, trasformando l'indignazione in una risata intelligente e liberatoria.
Storie surreali come quella del recupero di una chiave caduta in una grata, conclusosi con successo grazie all’unico grande esperto di ‘recupero chiavi cadute in una grata’. O della molla che scatta fracassando la falange dell’incauto cliente di un meccanico, mentre tenta di avvicinare la carta di credito alla macchinetta del Pos.
I 34 capitoli di questo libro sono nati come monologhi televisivi e poi trasformati in racconti distillando le dosi e arricchendo le intuizioni in maniera brillante e pungente.
Piccoli capolavori che alternano irresistibile comicità e approfondimenti drammatici e costituiscono uno specchio fedele della società in cui viviamo. Storie che invitano a sorridere dei nostri difetti, a riflettere sulle assurdità del mondo che ci circonda e a riscoprire la bellezza di essere umani.
Una serata che si preannuncia divertente e affidata alla conduzione della giornalista Sara Trovato.
Biglietti disponibili al costo di 5 euro sulla piattaforma Eventbrite e al botteghino dello Yachting Club.
Infoline 335/6386685; 099/5934158.
“L'Inclusione come Arte”: il tema dell'edizione 2026 ha celebrato la disabilità non come un limite o una privazione, bensì come "un modo ingegnoso di vivere"
Un Salone degli Specchi di Palazzo di Città letteralmente gremito di persone, attente e partecipi, nonostante una domenica particolarmente afosa, è la sigla del successo della premiazione della ottava edizione del Premio ‘Emilia Russo’.
Anche quest’anno la rassegna fotografica e poetica, con la direzione artistica di Armando Blasi, figlio della compianta Emilia Russo cui è dedicata la manifestazione, ha avuto lo scopo di selezionare e promuovere artisti contemporanei, emergenti e già affermati a livello nazionale ed internazionale, che si sono distinti per originalità e qualità delle loro opere.
Quest’anno la rassegna ha assunto un significato ancora più profondo, in quanto si è tenuta a dieci anni dalla scomparsa di Emilia Russo, figura dal profondo e indimenticabile impegno civile che ha saputo trasformare con straordinario coraggio la malattia in un’occasione di riscatto creativo.
Alla sua esperienza di vita è stata dedicato il tema dell’edizione 2026 della rassegna: “L'Inclusione come Arte” per celebrare la disabilità non come un limite o una privazione, bensì come "un modo ingegnoso di vivere", prendendo ispirazione dalla celebre filosofia di Neil Marcus.
Dopo la consegna di un mazzo di fiori a Maria Antonietta Brigida, presidente del Csv Taranto Ets, il clou della cerimonia è stata la consegna del premio speciale "Sulle Ali della Libertà" che, dedicato alla memoria di Emilia Russo, è stato consegnato dalla sorella Gemma Russo Antonutti e dalla scenografa Gabriella Borsci a Don Cosimo Schena: presbitero, psicologo e scrittore, sacerdote dell'arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, è noto per l'attività di comunicatore digitale ed è stato definito da diversi media come uno dei sacerdoti italiani più seguiti sui social network.
Questa la motivazione del premio: “a Don Cosimo Schena, per aver saputo fare della sua penna un canale di profonda riflessione e speranza, traducendo i sentimenti più intimi in parole e offrendo ai lettori una vera cromoterapia dello spirito. Un riconoscimento a Lei che, attraverso lo specchio della fragilità e della rinascita umana restituisce al mondo una visione piena di luce e calore".
La premiazione è stata condotto da Lavinia D'Andria, ingegnere e guida Regione Puglia, nonché figlia del console del Touring Club, e da Arianna Russano, modella che ha calcato importanti passerelle, tra cui quella di Miss Universo.
La mattinata è stata impreziosita dalle pregevoli performance artistiche della pianista Alessandra Corbelli, del soprano Lorena Zaccarina e della ballerina Maria Ligonzo; nella premiazione i testi e le liriche vincitrici hanno preso vita grazie all'intensa declamazione dell’attrice Giusy D’Angiulli (in arte “La bella”).
È seguita la premiazione degli artisti selezionati, iniziata con la Categoria “Poesia a tema Disabilità” che ha visto premiati: 1° Premio “Non senti più il sole, non senti più il vento” di Maddalena Corvaglia; 2° Posto “Mi hanno detto” di Pasquale Melpignano; 3° Posto “Pensieri Disarmanti” di Nunzia Piccinni.
Si è passati alla Categoria “Poesia a tema Libero” in cui sono stati premiati: 1° Premio “Li ho visti” di Rosa Maria Vinci; 2° Premio “La voce del mare” di Mimma Peraino; 3° Premio “Ti ricorderò ieri” di Sara Leo.
Questi i fotografi premiati: per la Sezione “Fotografia a tema Disabilità” Anna Mele con “Silenzio suonante di due madri sorde”, mentre nella fotografia a tema "Cromoterapia dell’Anima: Il Prisma dei Sentimenti" Arianna Quero con“Tramonto sullo Stromboli visto da Tropea”.
L’ottava edizione del Premio ‘Emilia Russo’ è stata promossa dall’Associazione Nazionale ART’A.V.A. APS ETS, con il patrocinio del Comune di Taranto e con la collaborazione di Turisport Europe, del Centro Servizi per il Volontariato di Taranto Ets, di “Optima Fabrica” Ets Aps e del Touring Club Italiano di Taranto.
GLI ARTISTI SELEZIONATI E LA GIURIA
Questi sono gli artisti selezionati per accedere, nelle rispettive categorie, alla fase finale del concorso 2026, tutte le loro opere saranno raccolte in un'elegante antologia poetico-fotografica, testimonianza di questo decimo anno di resilienza e splendore artistico.
Per la fotografia sono state selezionate Anna Mele, Arianna Quero, Liliana Sarcinella e Giovanna Venneri, mentre per la poesia Franca Albano, Edoardo Ancona, Salvatore Calentini, Maddalena Corigliano, Angela Di Bello, Arianna Filomarino, Pasquina Filomena, Corrado Leo, Sara Leo, Pasquale Melpignano, Mila Nardelli, Mimma Peraino, Alba Perrone, Nunzia Piccinni, Vita Sangermano, Cinzia Santoro, Camilla Terso, Spyridon Trousas, Rosa Maria Vinci.
La valutazione delle opere è stata affidata a una giuria tecnica di altissimo profilo, presieduta dalla nota scenografa Gabriella Borsci e composta da: la Prof.ssa e giornalista Irma Saracino; l’editore e manager di moda Mario Rigo; il Presidente Regionale della Turisport Europe Alberto Bivona (in rappresentanza del Pres. Nazionale Tommaso D’Aprile); l’artista e operatrice culturale Letizia Lisi; la Presidente della Pro Loco di Leporano Prof.ssa Antonella Falcioni; Don Armando Imperato della Parrocchia della Maria SS.ma del Rosario di Talsano; il Console del Touring Club Angelo Raffaele D’Andria.
Ultimi 50 giorni del conto alla rovescia per i Giochi del Mediterraneo nel sud della Puglia, con Taranto città di riferimento, e domani mattina proprio in questa città saranno i ministri dello Sport, Andrea Abodi, e della Coesione, per celebrare insieme al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, e al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al commissario di Governo per le opere dei Giochi, Massimo Ferrarese, questa tappa di avvicinamento alla manifestazione pluridiscipline che dal 21 agosto al 3 settembre tra Taranto, Brindisi e Lecce, ma anche nella provincia di Bari, vedrà affluire circa 4 mila e 500 atleti e atlete dei 26 Paesi dell’area mediterranea.
Domattina, con inizio alle 11.30, nella sede dell’Università di Bari, nella città vecchia di Taranto, avrà luogo la cerimonia “A 50 giorni dai Giochi” nella quale avverrà la svelatura e la presentazione al pubblico delle medaglie ufficiali della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo (Taranto 2026) realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Ma la cerimonia delle medaglie é stata preceduta ieri sera da un altro importante appuntamento a Taranto: l’accensione dell’impianto di illuminazione e di audio dello stadio alla presenza di una delegazione del comitato internazionale dei Giochi guidata dal guidata dal presidente Mehrez Boussayene, tunisino, e dal segretario generale Iakovos Filippousis, greco. Con una dotazione di 132 fari rivolti verso il terreno di gioco e 1400 lux - il lux misura la reale visibilità del campo e determina la categoria dell'infrastruttura -, lo Iacovone, capienza più di 20mila posti, ha ora una delle caratteristiche abilitanti alle semifinali di Champions League.
Anche l’illuminazione esterna dell’impianto sportivo verrà adesso potenziata e resa permanente. Con un investimento superiore ai 60 milioni di euro - il Governo, con uno stanziamento di 275 milioni di euro, ha finanziato tutte le strutture dei Giochi tra costruzioni e ristrutturazioni -, lo stadio di Taranto é l’opera più significativa dei Giochi, che annoverano anche altre opere di rilievo come lo stadio del nuoto a Taranto, con due vasche olimpioniche da 50 metri ciascuna, una coperta e l’altra scoperta, e il PalaRicciardi per l’atletica, due impianti quest’ultimi completamente nuovi. L’accensione delle luci e dell’audio nello Iacovone, dove é già stata montata la copertura e montate anche le sedie per il pubblico, è sicuramente uno step importante ma non conclusivo dei lavori che adesso proseguiranno per altri 30-40 giorni per tutti i completamenti da fare, tra cui la posa opera del manto erboso naturale del terreno di gioco. “Avevo promesso al presidente del comitato internazionale dei Giochi, Boussayene, e al segretario generale Filippousis che nrlla serata del 27 giugno avremmo acceso le luci dello Iacovone e provato l’impianto audio - ha dichiarato Ferrarese, che presiede anche il comitato organizzatore locale -. Avevo anche promesso che avremmo realizzato tutta la copertura dello stadio e tutte le gradinate. Sono contento e soddisfatto di quello che abbiamo fatto sinora ma dobbiamo lavorare intensamente almeno altri 30-35 giorni. Ce la stiamo facendo - ha proseguito Ferrarese -. Un anno fa non c’era nulla, stavamo realizzando le fondazioni. Oggi, invece, c’é uno stadio nuovo. In questo momento c’è preoccupazione perché qualcosa potremmo non rifinirla, ma c’è anche grande soddisfazione perché per opere così imponenti, dalla progettazione alle gare di appalto, dall’avvio del cantiere alla realizzazione, abbiamo impiegato meno di due anni. Un anno e quattro mesi per costruire uno stadio come questo, le piscine olimpiche, il Palaricciardi. Credo che sia stata una grande avventura ma con altrettanto grande soddisfazione”. “É davvero molto bello e faccio fatica a credere a questi grandi progressi rispetto a un mese fa - é stato il commento sullo stadio del presidente Boussayene che é a capo del comitato internazionale dei Giochi -. Sinceramente mi congratulo con Ferrarese, con il suo team e con gli imprenditori che stanno portando avanti questo grande lavoro. Mancano solo due mesi all’inizio dei Giochi. Abbiamo ancora molto lavoro da fare fino ad allora. Ma con questi progressi, sono fiducioso che faremo del nostro meglio per essere pronti per i Giochi del 21 agosto”.

