"Lavoriamo in maniera assidua affinché sia possibile concludere i negoziati per la cessione dell'azienda entro la fine di questo mese. Ad oggi i Commissari stano negoziando con i due soggetti internazionali che hanno presentato un'offerta vincolante: il gruppo Flacks e Jindal Steel". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera.
"I commissari hanno chiesto - ha aggiunto - al gruppo Flacks di fornire prova documentale della sua capacità finanziaria - ha aggiunto - entro la prossima settimana attendono risposte chiare. Nel frattempo si stanno confrontando con Jindal, uno dei principali produttori globali di acciaio green".
In merito alla trattativa in corso su ex Ilva con Jindal Steel, Urso ha specificato: "I Commissari stanno ora valutando la portata e i tempi degli investimenti che il gruppo intende mettere in campo nonché le relative ricadute in termini di manutenzione e ammodernamento degli impianti, di tutela dell’ambiente e di decarbonizzazione.
Nel piano di Jindal è prevista infatti una produzione complessiva di 4 milioni di tonnellate nella fase transitoria (4-5 anni) e di 6 a completamento della transizione, con la tecnologia green, a partire dal 2030".
Il titolare del Mimit ha specificato che: "Le proposte hanno come perno la piena operatività anche degli impianti del nord che rappresentano, assieme al compendio di Taranto, un asset strategico per l’Italia. A quel punto sarà importante un dialogo aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali e con gli enti locali, per condividere il piano e relativi programmi di ambientalizzazione".
Urso ha inoltre ricordato : "Poi ci sarà il processo di Golden Power e l’Antitrust europeo. Per questo ho detto che mi auguro che la cessione avvenga entro la fine di questo mese per consentire poi di continuare nell’attività produttiva con i nuovi attori privati industriali che vogliono assumere la guida dell’azienda".
La trattativa per la cessione di Acciaierie d’Italia "è giunta in una fase decisiva superando tanti ostacoli, alcuni frapposti anche da iniziative piuttosto discutibili, come quella del permanere sotto sequestro probatorio, dopo quasi un anno, di uno degli impianti che era stato riattivato. Malgrado questo, siamo in dirittura d’arrivo superando quella che è stata la gestione di Mittal contabilizzata dai commissari per un danno arrecato all’azienda di quasi 7 miliardi di euro. Per questo è stata attivata una causa risarcitoria". ha ribadito Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera.
"Abbiamo lavorato innanzitutto - ha aggiunto - per mettere in sicurezza gli impianti: 1 miliardo e 200 milioni di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Abbiamo poi lavorato per ripristinare una piena funzionalità e a fine aprile avremo due altoforni nuovamente in piena funzione con 4 milioni di tonnellate come ci chiedono le due aziende che hanno proposto di acquisire gli impianti. A fine aprile avremo finalmente una nuova capacità produttiva sino a 4 milioni di tonnellate".
Per Urso: "Ci sono tutte le condizioni di fare dell’ex Ilva un grande impianto siderurgico green che ci consente di diventare da qui a 4/5 anni l’unico Paese in Europa a produzione di acciaio interamente green. In un contesto, certo, difficile. Malgrado tutto riusciremo anche a salvare l’ex Ilva da un destino che era segnato".
La trattativa per la cessione di Acciaierie d’Italia "è giunta in una fase decisiva superando tanti ostacoli, alcuni frapposti anche da iniziative piuttosto discutibili, come quella del permanere sotto sequestro probatorio, dopo quasi un anno, di uno degli impianti che era stato riattivato. Malgrado questo, siamo in dirittura d’arrivo superando quella che è stata la gestione di Mittal contabilizzata dai commissari per un danno arrecato all’azienda di quasi 7 miliardi di euro. Per questo è stata attivata una causa risarcitoria". Lo ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nel corso del question time alla Camera.
"Abbiamo lavorato innanzitutto - ha aggiunto - per mettere in sicurezza gli impianti: 1 miliardo e 200 milioni di euro in manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Abbiamo poi lavorato per ripristinare una piena funzionalità e a fine aprile avremo due altoforni nuovamente in piena funzione con 4 milioni di tonnellate come ci chiedono le due aziende che hanno proposto di acquisire gli impianti. A fine aprile avremo finalmente una nuova capacità produttiva sino a 4 milioni di tonnellate".
Per Urso: "Ci sono tutte le condizioni di fare dell’ex Ilva un grande impianto siderurgico green che ci consente di diventare da qui a 4/5 anni l’unico Paese in Europa a produzione di acciaio interamente green. In un contesto, certo, difficile. Malgrado tutto riusciremo anche a salvare l’ex Ilva da un destino che era segnato".
Intenti le sigle sindacali e gli enti locali interessati sono stati convocati il 16 aprile alle ore 9:30 al Ministero del Lavoro sulla cassa integrazione per i lavoratori ex Ilva. Lo si apprende da fonti sindacali.
L’azienda ha chiesto la cassa per 4.450 dipendenti di cui 3.800 a Taranto. La cassa è in proroga rispetto a quella scaduta a fine febbraio e durerà un anno. E i numeri della proroga sono gli stessi della tranche scaduta.
Nel precedente incontro al ministero i sindacati hanno chiesto che ogni discorso sulla cassa sia agganciato ad un piano industriale e alle prospettive dell’azienda.
Il maltempo concede una tregua e puntuale l'uscita della prima posta dalla chiesa del Carmine certifica l'inizio della Settimana Santa tarantina. A mezzanotte, dalla chiesa di San Domenico inizierà la processione dell'Addolorata mentre domani alle 17 prenderà il via, sempre dal Carmine, la processione dei Misteri. Si tratta di momenti molto attesi dai tarantini che richiamano l'attenzione di turisti e visitatori desiderosi di calarsi nell'atmosfera unica che caratterizza i riti.
A seguito dell’allerta meteo “arancione” diramata dalla Protezione Civile per rischio idrogeologico e temporali prevista per il 1° aprile 2026, il Sindaco ha disposto, in via precauzionale, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, nonché degli asili nido e delle attività formative superiori sull’intero territorio comunale.
Il provvedimento è adottato per tutelare la pubblica incolumità in considerazione delle possibili criticità legate alle avverse condizioni meteo, quali caduta di alberi, rami o altri oggetti.
Si raccomanda alla cittadinanza di adottare comportamenti prudenti, evitando la sosta in prossimità di alberature e mettendo in sicurezza oggetti presenti su balconi e spazi esterni.
Il Comune ha inoltre disposto l’attivazione delle strutture competenti per la vigilanza e la chiusura di parchi e giardini pubblici recintati.
Paura questa mattina in viale Virgilio angolo via Sorcinelli. Le fiamme sono divampate in un appartamento al quarto piano di uno stabile. Sul posto Vigili del Fuoco e Forze dell'ordine. Non si registrano feriti. Traffico lungamente bloccato per consentire le operazioni di spegnimento.
La Procura di Taranto (pm Paola Colaci) ha respinto la richiesta avanzata da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, ex Ilva, di delimitare diversamente l’area (sequestrata) della torre 10 della linea E dell’agglomerato del siderurgico dove lo scorso 2 marzo é morto l’operaio Loris Costantino, di Taranto, dipendente dell’impresa appaltatrice Gea Power, attiva nel campo delle pulizie industriali. L’area in questione é infatti sequestrata senza facoltà d’uso. Costantino, impegnato in un intervento di manutenzione, effettuò un volo di diversi metri a causa dell’improvviso cedimento del piano di calpestio sul quale si trovava. L’uomo morì poco dopo l’arrivo in ospedale. “Politrauma da precipitazione”, é stato il responso del medico legale. L’agglomerato é l’area della fabbrica dove viene preparata la carica degli altiforni. Il pm ha respinto la richiesta dell’azienda con la necessità di effettuare accertamenti vibrometrici e fonometrici. AdI ha chiesto una diversa delimitazione dell’area sequestrata della torre 10 per esercire con maggiore sicurezza la linea E dell’agglomerato, che é libera ma attualmente ferma, e anche per averla come backup della linea D, che invece sta funzionando. Attualmente la linea E può essere esercita, spiegano fonti vicine all’azienda, ma con la torre 10, avendo accesso ai nastri, c’é una migliore condizione operativa. Di qui la richiesta di una diversa perimetrazione dell’area sequestrata e non, si afferma, una vera e propria richiesta di dissequestro La Procura ha invece risposto ad AdI che serve tenere l’area così com’é proprio per consentire ulteriori verifiche. A quanto pare, avrebbe annunciato che i tempi dell’accertamento disposto sull’impianto non saranno lunghi. Intanto, sempre in materia di sequestri all’ex Ilva, la Corte di Cassazione non ha ancora fissato la data dell’udienza in cui trattare l’impugnativa dell’azienda relativamente al mancato dissequestro dell’altoforno 1, che dai primi di maggio, a causa di un incendio - senza feriti - ad una delle tubiere, é sottoposto a sequestro probatorio. Il dissequestro chiesto da Acciaierie é stato negato per due volte dalla Procura di Taranto l’anno scorso e nelle scorse settimane anche dal gip di Taranto, Mariano Robertiello.
Pet Shop Boys Dreamworld The Greatest Hits Live (prima data del tour estivo europeo, una esclusiva per il Centro Sud Italia), Suede (unica data italiana), Slowdive (unica data italiana), NYC Redux Band playing the music of Ramones (anteprima mondiale, produzione originale del Medimex a cura di Marc Urselli) e Agents of Time. Sono questi gli artisti ospiti delle due serate di concerti del Medimex 2026, l’International Festival & Music Conference promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto per lo sviluppo del sistema musicale regionale Puglia Sounds, in programma dal 17 al 21 giugno a Taranto. I particolari dell’evento di musica sono stati forniti oggi nella conferenza stampa al teatro Fusco di Taranto, presente il governatore regionale Antonio Decaro.
Medimex torna quindi a Taranto con un programma che propone grandi concerti internazionali, attività professionali e di networking per gli operatori musicali e gli artisti pugliesi, showcase per presentare le novità della scena regionale e nazionale, ma anche incontri, mostre, racconti dedicati ai grandi della musica mondiale, presentazioni e attività per avvicinarsi al mondo della musica. Un’edizione, è stato detto, “che compie un ideale viaggio dal punk al pop - due generi musicali che nel corso degli anni si sono contaminati e hanno pervasivamente influenzato l’immaginario collettivo e la cultura mondiale - attraverso un fitto calendario che compone un mosaico di appuntamenti, esperienze, approfondimenti rivolti a operatori del settore, giovani, artisti e appassionati di musica”.
- “Taranto accoglie il Medimex e lo fa con l’autorevolezza di una città che, attraverso la cultura, sta consolidando una nuova centralità nel racconto della Puglia contemporanea - dichiara Graziamaria Starace, assessore al Turismo Regione Puglia -. I dati ci dicono anche che Medimex si conferma grande attrattore turistico: negli anni ha generato partecipazione diffusa, forte visibilità mediatica, presenze da tutta Italia e dall’estero. Con Puglia Culture, costruiamo un’infrastruttura culturale che sostiene talenti, connette operatori e rafforza il posizionamento della nostra regione nello scenario nazionale e internazionale. Ogni edizione del Medimex, in questo senso, è una scelta di visione pubblica: porta economia, reputazione, movimento e restituisce a Taranto il ruolo che merita nel futuro turistico e culturale della Puglia”.
“In questi anni, grazie a una programmazione che viene sempre attesa con grande fermento, Medimex ha avvicinato Taranto alle capitali della musica internazionale - sostiene Silvia Miglietta, assessore alla Cultura e Conoscenza Regione Puglia -. Nei giorni del festival, la città viene attraversata da forti energie creative che non provengono soltanto dai musicisti che si esibiscono sul palco principale, ma anche da quello che si muove intorno: le nuove voci e sonorità degli artisti e delle artiste che animano gli showcase, i talk, le mostre e gli eventi notturni, le occasioni di incontro e formazione per gli addetti ai lavori e per il pubblico. Una catena di iniziative che dimostra anche una ricaduta in termini di attrattività turistica del territorio. Ecco, Medimex rappresenta per Taranto l’occasione di esplorare questo versante dello sviluppo culturale, che può essere una strada percorribile per ripensare il rilancio della città attraverso l’impegno delle imprese creative”.
Per il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, è “una manifestazione di spessore capace di attirare pubblico a livello nazionale e internazionale. La Regione Puglia con il Medimex ci aiuta a far crescere la città, ad aumentare l’attrattività attraverso ospiti di grande livello e i concerti si si svolgono in un luogo simbolo della città, un sito importante e centrale”.
“A qualche ora dalla chiusura del festival del cinema, presentiamo insieme all’amministrazione comunale di Taranto questo palcoscenico musicale di livello internazionale. Sarà tra le manifestazioni più importanti nel periodo estivo nella nostra regione”. Ha dichiarato Antonio Decaro.
“Spero - ha detto Decaro - già dal termine del Medimex di quest’anno di iniziare a costruire dal basso il Medimex dell’anno prossimo insieme a questa comunità, a questa città, proprio perché credo sia una opportunità. Una opportunità per noi per stare insieme e per tanti giovani di poter approfittare di una presenza internazionale qui, nella nostra regione, senza dover necessariamente prendere un aereo per poter partecipare ad un concerto. Poi diventano anche degli attrattori dal punto di vista turistico e un’occasione per far conoscere il nostro territorio. Ma sono soprattutto le occasioni per i giovani per stare insieme e stare nella nostra regione”.
Per Cesare Veronico, di Puglia Sound, il progetto di Medimex 2026 “ruoterà attorno a due espressioni artistiche molto importanti che sono la cultura pop e il punk. Hanno parecchie cose in comune anche se sembrano due espressioni artistiche antitetiche. Sono due culture immediate, di impatto, provocatorie, anti elitarie. Abbiamo trovato una serie di punti in comune tanto che il punk, che é iniziato come rivoluzione nell’ambito della cultura giovanile inglese, realtà nel tempo è poi diventato pop. La line up è composta da gruppi che hanno a che fare con il progetto generale”.
Tra questi, i Pet Shop Boys, che sono “per il guinnes dei primati il duo britannico pop più importante della storia degli ultimi 40 anni. Hanno uno show che dal punto di vista del visual e delle scenografie, addirittura superiore a Massive Attack o The Chemical Brothers - ha detto Veronico citando gruppi già esibitisi nei precedenti Medimex a Taranto - che voi avete avuto la possibilità di vedere".
"Il Medimex resta a Taranto? È una domanda che va posta al presidente della Regione. Tra Taranto e il Medimex c’é una lunga luna di miele e a questa domanda la mia risposta è scontata” ha infine aggiunto.
"Il gruppo Flacks ha esaminato le richieste avanzate dai commissari straordinari nell'ambito della procedura di vendita dell'ex Ilva, giungendo a una conclusione netta: la maggior parte di esse è irricevibile e non trova riscontro nella realtà del mercato" Con queste parole il fondo USA si sfila dalla trattativa per l'acquisizione dell'ex Ilva.
“Le parole di Flacks certificano il fallimento dell’ennesimo tentativo di vendita dell’ex Ilva. Se il fondo americano giudica irricevibili le richieste dei commissari, denuncia che nessuna banca è disponibile a finanziare l’operazione e chiede perfino una linea di credito temporanea dello Stato, allora è evidente che questa trattativa è arrivata al capolinea. Urso prenda atto della realtà e smetta di prendere in giro il Paese e i cittadini di Taranto. Il 4 marzo aveva annunciato la chiusura della trattativa entro tre settimane. Oggi, tre settimane dopo, siamo all’ennesimo nulla di fatto, dopo mesi di propaganda, rinvii e promesse mancate. Non si perda altro tempo. Anche la proposta Jindal, allo stato, è vuota di contenuti e non può diventare il nuovo alibi per trascinare ancora una volta questa crisi senza una soluzione vera. Dopo quasi quattro anni di gestione Urso, il bilancio è sotto gli occhi di tutti: solo fallimenti, confusione e assenza di una strategia industriale seria per Taranto, per i lavoratori e per il Paese. Adesso basta annunci. Serve chiarezza immediata sul destino dell’ex Ilva, perché ogni altro giorno perso sarebbe l’ennesima responsabilità politica di un ministro che finora ha solo accumulato errori e fallimenti”. Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente M5s e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.
In un nota, le Organizzazioni sindacali e datoriali del comparto mitilicolo tarantino, alla luce delle notizie diffuse in queste ore riguardanti un focolaio di epatite registrato a Napoli e casi segnalati anche in altre regioni, ritengono necessario intervenire per fare chiarezza e tutelare consumatori, operatori del settore e l’immagine di un prodotto simbolo della città di Taranto.
Si precisa con assoluta fermezza - si legge nella nota -che le cozze di Taranto non sono interessate da alcuna emergenza sanitaria,poiché l’intera filiera produttiva locale è sottoposta a controlli rigorosi e costanti da parte degli enti competenti. I monitoraggi effettuati regolarmente da ASL Taranto e ARPA Puglia, attraverso campionamenti e analisi sulle acque e sui mitili, garantiscono standard elevatissimi di sicurezza alimentare, salubrità e tracciabilità, assicurando che il prodotto tarantino rispetti pienamente le normative sanitarie vigenti. Inoltre, è importante evidenziare che in questo periodo la cozza tarantina autoctona non è ancora nella fase di piena commercializzazione, (solo una piccola parte della produzione ha raggiunto le taglie commercializzabili) circostanza che rende ulteriormente evidente come eventuali prodotti potenzialmente a rischio possano difficilmente essere ricondotti alla produzione locale tarantina.
A conferma del miglioramento complessivo delle condizioni ambientali e della qualità delle produzioni- si sottolinea nel comunicato- si registra inoltre un dato significativo: i mitili del primo seno del Mar Piccolo, dopo molti anni, finalmente non risultano contaminati. Lo ha dichiarato nelle scorse ore il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, Vito Felice Uricchio,riferendo dei confortanti risultati forniti proprio da ASL Taranto e ARPA Puglia. Resta attualmente vigente l’Ordinanza n. 188/2016, che disciplina la movimentazione del novellame verso aree classificate del secondo seno del Mar Piccolo o del Mar Grande, misura adottata esclusivamente per la tutela della salute pubblica e per garantire continuità produttiva alla mitilicoltura tarantina.
I recenti risultati positivi hanno consentito di accogliere l’esigenza rappresentata dagli operatori del comparto, legata alle avverse condizioni meteo che hanno determinato ritardi nelle operazioni di spostamento. Tali difficoltà hanno portato alla presentazione di una formale richiesta di differimento dei termini, con conseguente slittamento della scadenza ultima per lo spostamento, fissata quest’anno al 31 marzo.
Le scriventi ribadiscono pertanto che il consumo della cozza tarantina autoctona è garanzia di qualità, tradizione e sicurezza alimentare, frutto di una filiera controllata, seria e trasparente. Allo stesso tempo si invita la cittadinanza a prestare attenzione alla provenienza del prodotto acquistato e a diffidare di mitili privi di adeguata tracciabilità o che possano essere immessi sul mercato con indicazioni ingannevoli, arrecando danno ai consumatori e agli operatori onesti. Taranto, la sua mitilicoltura e la sua cozza rappresentano un patrimonio economico, culturale e identitario che merita rispetto, tutela e verità.
Il Comunicato è firmato da
COLDIRETTI TARANTO/SETTORE PESCA - EMILIO PALUMBO CONFCOOPERATIVETARANTO/FEDERCOOPESCA – GIANLUCA BASILE CONFESERCENTI CASAIMPRESA TARANTO – COSIMO D’ANDRIA
LEGACOOP AGROALIMENTARE TARANTO/DIPARTIMENTOPESCA - COSIMO BISIGNANO
UNCI AGROALIMENTARE - CARLA MACRIPO’
FAI CISL – ALESSANDRO GESUE’
FLAI CGIL – GIUSEPPE ROMANO
UILA PESCA - VINCENZO GUARINO
Appalti Comune del Tarantino, chiesto arresto di 9 persone.
L’arresto, con detenzione in carcere, del vice sindaco di Torricella (Taranto), Michele Franzoso, è stato chiesto dalla Procura di Taranto nell’ambito di un’inchiesta su appalti e lavori pubblici del Comune di Torricella, dove la stessa Procura avrebbe riscontrato irregolarità. L’arresto con detenzione in carcere è stato chiesto per 9 persone. Inoltre, i Carabinieri hanno notificato avvisi di garanzia a 16 persone tra amministratori, funzionari comunali e imprenditori. Coinvolti anche un consigliere comunale di maggioranza e i rappresentanti dell’ufficio tecnico comunale. Per Franzoso le accuse sono di turbativa d’asta, corruzione e autoriciclaggio. Sotto la lente della Procura sono finiti alcuni interventi pubblici, tra cui anche il Palazzetto dello Sport. Il giudice per le indagini preliminari, Giovanni Caroli, ha fissato per il 2 aprile gli interrogatori preventivi per gli indagati.
Il Comune di Taranto ha scritto al ministero dell’Ambiente (Mase) per chiedere informazioni relative alla prescrizione 2 del decreto direttoriale 436/2025 con il quale è stata rilasciata l’Aia, l'autorizzazione integrata ambientale, con valenza di rinnovo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto.
L’Aia, spiega il Comune con l’assessore all’Ambiente, Fulvia Gravame, aveva ricevuto il parere negativo del Comune di Taranto, motivato principalmente da una mancata valutazione complessiva degli aspetti sanitari. “Nell’ambito del Riesame Aia - dice l’assessore all’Ambiente - la valutazione di impatto sanitaria è stata inserita della prescrizione 2 all’interno del Parere istruttorio conclusivo. Tale prescrizione imponeva al gestore il completamento della Valutazione di impatto sanitario secondo le indicazioni in essa contenute, entro 3 mesi dal rilascio del titolo autorizzativo. Ad oggi al Comune di Taranto - afferma Gravame - non risultano trasmessi documenti in merito agli adempimenti della prescrizione e per tale ragione abbiamo scritto al Mase chiedendo se il gestore dello stabilimento abbia trasmesso la documentazione tecnica necessaria al completamento della valutazione dell’impatto sanitario o eventualmente di conoscere l’esito dell’istruttoria da parte dell’Istituto Superiore della Sanità. E’ già un’anomalia che la previsione della Vis sia stata posticipata rispetto al rilascio dell’autorizzazione”. Per il Comune, “il riscontro alle richieste si rende necessario affinché l’amministrazione comunale possa fare le proprie valutazioni, nonché le eventuali attività di competenza”.
In particolare, gli elementi attesi da parte dell’ex Ilva dopo il rilascio della nuova Aia, riguardavano la presentazione e l’integrazione dei dati relativi “alle emissioni degli inquinanti biossido di azoto e biossido di zolfo del siderurgico; alle emissioni della centrale termoelettrica AdI Energia; alla valutazione per esposizione cutanea per gli arenili; alle valutazioni degli scenari di esposizione in zone ricreative (parchi, giardini e cortili)”.
Agi apprende intanto da fonti vicine ad AdI che l’azienda ha trasmesso lo scorso 4 novembre al Mase le integrazioni chieste e su di esse è in corso la valutazione dell’Istituto superiore di Sanità. Finita questa fase, ci saranno approfondimenti specifici su cosa ha scritto l’azienda nelle integrazioni all’Aia, presumibilmente il prossimo mese.

