Nella luce semplice dei santi, ci sono eventi che non si limitano a riempire un calendario parrocchiale, ma diventano una vera visita di Dio dentro la vita di una comunità. È ciò che si prepara a vivere la Parrocchia del Sacro Cuore di Taranto dal 23 al 31 maggio, accogliendo la reliquia di Santa Teresa di Calcutta, la piccola grande donna che ha trasformato la carità in una carezza concreta per gli ultimi del mondo.
Per nove giorni il quartiere, le famiglie, gli anziani, i giovani, gli ammalati e tutti i fedeli potranno sostare in preghiera davanti a un segno tangibile della presenza spirituale della santa di Calcutta. Non sarà soltanto un’esposizione di una reliquia, ma un’occasione intensa di conversione, di ascolto e di riscoperta del Vangelo vissuto nella sua forma più pura: l’amore.
La comunità del Sacro Cuore si prepara così a vivere giorni di grazia straordinaria, in cui ogni celebrazione, ogni Rosario, ogni adorazione e ogni momento di silenzio diventeranno un invito a guardare il volto di Cristo nei poveri, nei sofferenti e in chi vive nella solitudine.
Don Francesco Venuto, parroco della comunità, ha voluto affidare ai fedeli parole profonde che già stanno toccando il cuore di molti:
“La venuta della reliquia di Santa Madre Teresa è un dono immenso per la nostra parrocchia. In un tempo in cui il mondo corre veloce e spesso dimentica chi soffre, Madre Teresa ci ricorda che la santità nasce dai piccoli gesti fatti con amore.”
Il sacerdote ha poi sottolineato come questa visita rappresenti un richiamo forte alla misericordia:
“Non accoglieremo soltanto una reliquia, ma una testimonianza viva di Vangelo. Madre Teresa continua ancora oggi a dirci che ogni uomo abbandonato è Gesù che chiede di essere amato.”
L’attesa cresce giorno dopo giorno. Molti fedeli vedono in questa presenza un segno speciale per la città di Taranto, spesso ferita da difficoltà sociali, economiche e spirituali. La figura di Madre Teresa appare oggi più attuale che mai: una donna fragile nel corpo ma immensa nello spirito, capace di entrare nelle periferie del dolore umano senza paura, portando soltanto un Rosario tra le mani e il nome di Gesù sulle labbra.
La reliquia sarà meta di pellegrinaggi personali e comunitari. Tante persone arriveranno per affidare una preghiera, una sofferenza, una speranza. Ci sarà chi porterà nel cuore il peso di una malattia, chi il dolore di una perdita, chi la fatica della vita quotidiana. E davanti a quella reliquia, semplice ma preziosa, molti sentiranno la vicinanza di una santa che ha consumato la propria esistenza per dire al mondo che nessuno è dimenticato da Dio.
Don Francesco Venuto ha rivolto anche un invito speciale ai giovani e alle famiglie:
“Vorrei che questi giorni diventassero per tutti un tempo di rinascita spirituale. Madre Teresa ci insegna che non servono grandi cose per cambiare il mondo: basta amare senza misura nella propria casa, nella propria famiglia, nel proprio quartiere.”
La permanenza della reliquia sarà accompagnata da celebrazioni solenni, momenti di adorazione eucaristica, confessioni e incontri di spiritualità che coinvolgeranno l’intera comunità parrocchiale. Saranno giorni in cui il Sacro Cuore di Gesù sembrerà battere ancora più forte nel cuore della parrocchia, richiamando tutti alla compassione e alla fraternità.
Madre Teresa diceva spesso:
“Non possiamo fare grandi cose, ma piccole cose con grande amore.”
Ed è proprio questo il messaggio che la sua reliquia porterà a Taranto: la santità non è lontana, non appartiene a pochi eletti, ma nasce nei gesti quotidiani, nella capacità di ascoltare, perdonare, aiutare e donarsi.
La comunità del Sacro Cuore si prepara dunque ad aprire non solo le porte della chiesa, ma soprattutto le porte del cuore. Dal 23 al 31 maggio sarà un tempo da custodire nella memoria della parrocchia, un tempo in cui la fede potrà riaccendersi, le lacrime trovare consolazione e molte anime ritrovare speranza.
Per Taranto sarà molto più di una visita religiosa: sarà un incontro con la santità che continua a parlare al mondo attraverso il silenzio dell’amore
Lunedì 25 a partire dalle 09.00, presso il Teatro Comunale Fusco di Taranto, si svolgeranno gli Stati Generali della Cultura a cura del Tavolo della Conoscenza
Si tratta di un appuntamento che giunge a coronamento del percorso sulla Cultura 10 Aprile: Espressioni culturali; 15 Aprile: Scuola… e’ cultura; 23 Aprile: Taranto universitaria).
A darne notizia, chiamando a raccolta associazioni, imprese, operatori culturali, istituzioni, con l'obiettivo di comdividere idee, proposte e promuovere un confronto costruttivo, è Gianni Florido, già presidente della Provincia di Taranto, oggi consigliere del sindaco Bitetti. Nel corso dell'incontro del 25 saranno presentate le linee di programmazione culturale dell’Amministrazione Comunale di Taranto nel periodo compreso tra
2026 e il 2030.
"L’incontro- sottolinea Florido- sarà occasione di restituzione dei contenuti prodotti dal confronto nelle tre giornate di preparazione ed è aperto a tutte le associazioni culturali della città, alle scuole, all’Università e alla cittadinanza tutta. "
La rete civica rende noti gli sviluppi relativi al procedimento in corso al TAR di Bari sul dissalatore sul fiume Tara. In data 14 maggio il TAR di Bari ha pronunciato l’ordinanza con cui è stata respinta l’istanza di sospensione dei lavori.
Attraverso il ricorso proposto- si legge in una nota- oltre a contestare gli aspetti relativi all’iter di rilascio dell’autorizzazione definitiva, era stata avanzata infatti un’istanza cautelare, ossia la richiesta di sospensione dei lavori fino alla decisione definitiva del TAR.
Tale richiesta era stata presentata allo scopo di prevenire, o quantomeno contenere, i danni attualmente in corso derivanti dalle attività di cantierizzazione: danni ambientali, sociali ed economici. L’udienza del 12 maggio era stata quindi dedicata alla discussione di questa richiesta.
Le motivazioni poste a fondamento dell’istanza cautelare - prosegue la nota- evidenziavano un danno concreto, attuale e documentato. I vizi dell’iter autorizzatorio risultano molteplici e concorrono a delineare l’autorizzazione definitiva come il risultato di un procedimento carente sotto diversi profili istruttori e valutativi.
Sono state portate all’attenzione del Collegio, con precisione e puntualità, numerose criticità, tra cui:
• la trasformazione materiale e irreversibile dei luoghi dovuta alla cantierizzazione;
• la precaria, o in alcuni casi inesistente, gestione delle interferenze tra le condotte idriche previste e i metanodotti SNAM già esistenti, con i conseguenti rischi per la sicurezza;
• l’utilizzo della tecnica di scavo del microtunneling in un’area classificata SIN, con il rischio concreto di mobilizzazione delle sostanze contaminanti presenti nel sottosuolo;
• le criticità evidenziate da ARPA Puglia in merito al prelievo idrico previsto e ai possibili effetti sull’equilibrio ecosistemico del Tara;
• il rischio concreto di perdita dei fondi PNRR destinati alla realizzazione dell’opera.
Nella motivazione con cui il Tar ha respinto l'istanza- prosegue la nota- si legge che “…non si ravvisano gli elementi del prospettato danno grave e irreparabile… soprattutto in previsione della stagione estiva, sulle esigenze di approvvigionamento di adeguate risorse idriche nell’area interessata.”
Nella motivazione dell’ordinanza tali profili non risultano affrontati in modo approfondito.
Secondo il TAR di Bari, la sospensione dei lavori potrebbe compromettere l’approvvigionamento idrico del territorio tarantino durante la stagione estiva. Ma di quale stagione estiva si parla?
AQP, rispondendo alle richieste di chiarimento avanzate dalla CIGL sulle tempistiche dell’opera, ha indicato febbraio 2027 come data prevista per la conclusione dei lavori.
E allora viene spontaneo chiedersi: quale emergenza estiva giustifica oggi il rigetto della cautelare?
Il sindacato, inoltre - conclude la nota- non dovrebbe forse preoccuparsi della tutela e dell’incolumità degli operai impegnati in un’area in cui è stata segnalata la presenza di condotte del gas non censite?
"DIS-EDUCATION, l’Osservatorio Civico per l’Accessibilità e la Mobilità (OCAM), la rete Disability Pride Taranto, associazioni, cittadini e cittadine intendono manifestare profonda preoccupazione rispetto alle condizioni di accessibilità, sicurezza urbana e mobilità presenti nella città di Taranto e alle criticità emerse nell’ambito degli interventi pubblici attualmente in corso".
È quanto si legge in una lettera aperta che i promotori dell'iniziativa hanno inoltrato a al Sindaco Piero Bitetti, all’Assessore ai Lavori Pubblici Lucio Lonoce, e all’Assessore all’Urbanistica Giovanni Patronell
"Le numerose segnalazioni raccolte negli ultimi mesi descrivono una situazione ormai non più tollerabile. In diversi quartieri cittadini persistono ostacoli, barriere architettoniche, percorsi pedonali inadeguati, attraversamenti non sicuri e opere di recente realizzazione che presentano già evidenti problematiche sotto il profilo dell’accessibilità e della sicurezza pubblica.
Tale condizione incide quotidianamente sulla vita delle persone con disabilità, degli anziani, dei bambini, delle famiglie e di tutti i cittadini che oggi si trovano a vivere difficoltà costanti negli spostamenti e nella fruizione degli spazi urbani. In molti casi si registrano situazioni che possono determinare condizioni di pericolo concreto e discriminazione indiretta.
Particolare preoccupazione desta inoltre il progetto BRT e, più in generale, l’insieme degli interventi finanziati attraverso fondi pubblici e risorse PNRR, rispetto ai quali emergono dubbi rilevanti in merito alla reale integrazione dei principi di accessibilità universale, all’attuazione dei PEBA e alla conformità degli interventi rispetto agli obblighi previsti dalla normativa vigente.
Nonostante le richieste di confronto già avanzate da cittadini e realtà associative del territorio, ad oggi non risulta attivato alcun percorso strutturato di ascolto, coprogettazione e partecipazione sui temi dell’accessibilità e della mobilità inclusiva."
Per tali ragioni - si sottolinea nella nota- chiediamo con la massima urgenza un incontro istituzionale con il Sindaco, l’Assessore ai Lavori Pubblici, l’Assessore all’Urbanistica e gli uffici competenti, da convocarsi entro la prossima settimana, al fine di affrontare concretamente le criticità evidenziate, avviare un percorso serio di verifica tecnica degli interventi in corso e definire modalità operative condivise per l’attuazione dei PEBA e la riduzione delle disuguaglianze urbane.
Chiediamo inoltre che l’Osservatorio Civico per l’Accessibilità e la Mobilità venga formalmente coinvolto nei tavoli comunali dedicati alla mobilità, all’accessibilità e alla progettazione urbana."
"Non possiamo tacere di fronte alla morte di Sako. Deve essere questo il motivo più vero del nostro sconcerto e della nostra condanna di ogni forma di violenza, di esclusione, di cattiveria”. Lo ha detto oggi pomeriggio l’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero, nell’omelia della messa per la Festa dei Popoli celebrata nella chiesa della Madonna delle Grazie e aperta alle comunità straniere. Come già fatto in altre occasioni, il vescovo ha tratto nuovamente spunto dall’omicidio del giovane immigrato del Mali, 35enne, bracciante agricolo, che sabato della scorsa settimana, mentre andava al lavoro nei campi, nella città vecchia di Taranto é stato ucciso a coltellate da un 15enne. Quest’ultimo era insieme ad altre cinque persone, di cui tre minori e due maggiorenni. Per tutti e sei, il gip del Tribunale dei Minori e quello del Tribunale ordinario non hanno convalidato i provvedimenti di fermo della Procura ma hanno comunque disposto la loro permanenza in carcere per i maggiorenni e negli istituti minorili di pena per i minori, considerata la pericolosità dei soggetti. Parlando di quanto avvenuto, l’arcivescovo Miniero ha sostenuto che “se un cristiano si dovesse girare dall’altra parte, non apparterrebbe veramente a Cristo, non potrebbe dirsi tale perché disconoscerebbe il Vangelo”. Miniero ha quindi sollecitato “a mettere in pratica l’amore cominciando da noi stessi, non delegare la missione educativa ma farcene carico, con tutte le nostre forze e con tutte le nostre risorse. Non possiamo più aspettare, è una priorità assoluta. Apriamoci all’accoglienza, al dialogo con le altre fedi e le altre culture, mostriamoci comunità ospitale e generosa così come Taranto è sempre stata. Questo sogno è possibile realizzarlo”.
“Non possiamo tacere di fronte alla morte di Sako Bakari. Deve essere questo il motivo più vero del nostro sconcerto e della nostra condanna di ogni forma di violenza, di esclusione, di cattiveria”. Lo ha detto oggi pomeriggio l’arcivescovo di Taranto, Ciro Miniero, nell’omelia della messa per la Festa dei Popoli celebrata nella chiesa della Madonna delle Grazie e aperta alle comunità straniere. Come già fatto in altre occasioni, il vescovo ha tratto nuovamente spunto dall’omicidio del giovane immigrato del Mali, 35enne, bracciante agricolo, che sabato della scorsa settimana, mentre andava al lavoro nei campi, nella città vecchia di Taranto é stato ucciso a coltellate da un 15enne. Quest’ultimo era insieme ad altre cinque persone, di cui tre minori e due maggiorenni. Per tutti e sei, il gip del Tribunale dei Minori e quello del Tribunale ordinario non hanno convalidato i provvedimenti di fermo della Procura ma hanno comunque disposto la loro permanenza in carcere per i maggiorenni e negli istituti minorili di pena per i minori, considerata la pericolosità dei soggetti. Parlando di quanto avvenuto, l’arcivescovo Miniero ha sostenuto che “se un cristiano si dovesse girare dall’altra parte, non apparterrebbe veramente a Cristo, non potrebbe dirsi tale perché disconoscerebbe il Vangelo”. Miniero ha quindi sollecitato “a mettere in pratica l’amore cominciando da noi stessi, non delegare la missione educativa ma farcene carico, con tutte le nostre forze e con tutte le nostre risorse. Non possiamo più aspettare, è una priorità assoluta. Apriamoci all’accoglienza, al dialogo con le altre fedi e le altre culture, mostriamoci comunità ospitale e generosa così come Taranto è sempre stata. Questo sogno è possibile realizzarlo”.
Al via le celebrazioni per i 70 anni della Banca tra governance,
comunicazione e valori cooperativi.
Il Presidente Emanuele di Palma: “Siamo una banca di comunità che continua a
crescere senza perdere le proprie radici”
Si è svolta questa mattina presso Masseria Li Reni a Manduria
l’Assemblea dei Soci della BCC San Marzano, un appuntamento che quest’anno ha assunto un
significato particolarmente simbolico, aprendo ufficialmente le celebrazioni per i 70 anni di storia della Banca. L’Assemblea ha approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2025, confermando
il percorso di crescita e consolidamento dell’istituto, e ha rinnovato le cariche sociali per il
triennio 2026-2028. Una partecipazione ampia e sentita dei soci ha accompagnato i lavori
assembleari, confermando il forte legame tra la Banca e il territorio.
BILANCIO 2025: IL MIGLIORE RISULTATO NELLA STORIA DELLA BANCA
Nel suo settantesimo anno di attività, la BCC San Marzano chiude il miglior bilancio dalla
fondazione, con un utile netto pari a 9,5 milioni di euro, in crescita del 27% rispetto al 2024.
La raccolta complessiva supera per la prima volta la soglia del miliardo di euro, attestandosi a
1,03 miliardi di euro con un incremento del 15,5% rispetto al 2024. Il dato resta stabile anche nel
primo trimestre 2026 in cui la raccolta complessiva si attesta a 1,04 miliardi di euro.
Particolarmente significativa è la dinamica della raccolta diretta, che al 31.12.205 cresce di 114,2
milioni di euro (+16,4%) e raggiunge 811,12 milioni di euro, confermando la relazione di fiducia
con soci e clienti e il ruolo della BCC San Marzano come presidio sicuro per la gestione del
risparmio nei territori di riferimento. La raccolta indiretta pari a 221,6 milioni di euro aumenta di
24,2 milioni di euro, registrando un +12,3% rispetto al 2024, trainata dal comparto gestito (+19,7%)
a conferma della qualità della consulenza della Banca e della fiducia crescente della clientela
nella capacità della BCC San Marzano di accompagnare scelte di investimento consapevoli.
Gli impieghi verso clientela crescono dell’8,5%, con finanziamenti a famiglie e imprese che raggiungono 406,3 milioni di euro, in aumento di circa 32 milioni rispetto al 2024. Il dato continua a crescere anche nel primo trimestre 2026 in cui gli impieghi netti raggiungono 416,4 milioni di euro segnando un + 2,5% rispetto al 31.12.2025. Un dato, questo, che conferma la capacità della BCC San Marzano di trasformare la raccolta in credito a sostegno dell’economia reale, accompagnando lo sviluppo del territorio in modo responsabile. Positivi anche gli indicatori relativi alla qualità del credito, con un ulteriore miglioramento dell’NPL Ratio, che scende al 3,47%, e un coverage medio degli NPL pari all’86,5%.
L’andamento positivo del margine di interesse che ammonta a 19,964 mln di euro (+6,2%) e del margine di intermediazione che si attesa a 27,432 milioni di euro (+8,6%) riflette una gestione efficiente degli attivi e una progressiva diversificazione delle fonti di ricavo, coerente con un
modello di redditività sostenibile, segnale di un modello di business solido e capace di creare
valore nel tempo.
Crescono anche il patrimonio netto, che supera i 92 milioni di euro, e gli indicatori patrimoniali,
con un CET1 Ratio al 36,3%, ben oltre i requisiti regolamentari.
La Banca in controtendenza al fenomeno della desertificazione bancaria continua a investire
nel presidio fisico. Dopo l’inaugurazione della filiale a Porto Cesaro nel 2025, che ha rappresentato una scelta strategica chiara, segnando l’ingresso nella provincia di Lecce e aprendo una nuova fase di sviluppo nel Salento, l’apertura della filiale di Nardò, nelle prossime settimane, rappresenterà un ulteriore passo nel percorso di crescita dell’istituto portando a 13 il numero degli sportelli nelle province di Taranto, Brindisi e Lecce. Entro l’anno in corso, sarà inoltre realizzata a San Marzano di San Giuseppe una nuova sede di rappresentanza con spazi aperti
alla comunità, pensati per favorire incontri, iniziative culturali e momenti di condivisione.
RINNOVATE LE CARICHE SOCIALI
L’Assemblea ha inoltre provveduto al rinnovo degli organi sociali della Banca per il prossimo
triennio.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto da:
• Emanuele di Palma
• Enrico De Rose
• Gaila Maria di Maggio
• Maria Elsa Modeo
• Cosimo Lanzo
Il Consiglio di Amministrazione ha confermato Emanuele di Palma alla Presidenza e nominato
Enrico De Rose Vicepresidente. La Direzione Generale è affidata a Claudio Santoro.
Confermato anche il Collegio Sindacale presieduto da Vincenzo Fasano e composto da Cosimo
Damiano Miccoli e Giuseppina Palasciano, con Liliana Ciniero e Maurizio Maraglino Misciagna
Sindaci Supplenti. Confermato inoltre il Collegio dei Probiviri guidato da Fabrizio Cavallo.
Nel rinnovo degli organi sociali si conferma una significativa presenza femminile nella
governance della Banca, con due componenti donna nel Consiglio di Amministrazione e due
nel Collegio Sindacale, una rappresentanza che supera le previsioni regolamentari previste in
materia di equilibrio di genere.
Un dato che testimonia il percorso strutturato intrapreso dalla BCC San Marzano sui temi della
parità di genere, dell’inclusione e della valorizzazione delle competenze, riconosciuto anche
attraverso il mantenimento della Certificazione per la Parità di Genere.
"Ringrazio le socie e i soci per la grande partecipazione e per la fiducia rinnovata agli organi
sociali della BCC San Marzano. - ha dichiarato il presidente Emanuele Di Palma- L’approvazione del bilancio 2025 e il rinnovo della governance
rappresentano un momento particolarmente significativo e coincidono con l’avvio delle
celebrazioni per i 70 anni della nostra Banca. I risultati approvati dall’Assemblea, i migliori nella
storia dell’istituto, confermano la capacità della BCC San Marzano di coniugare crescita, solidità
patrimoniale e sostegno concreto all’economia reale. Sono risultati che nascono da una
gestione prudente, da una visione di lungo periodo e dalla fiducia che famiglie, imprese e soci
continuano a riconoscere alla nostra Banca. Celebrare i 70 anni della BCC San Marzano significa
anche rendere omaggio a chi, in questi decenni, ha contribuito alla crescita dell’istituto con
competenza, passione e senso di responsabilità. Un ringraziamento in questo senso va anche ai
Presidenti che mi hanno preceduto. Il rinnovo delle cariche sociali rappresenta un ulteriore passodi continuità e responsabilità verso il futuro. In un contesto segnato dalla progressiva chiusura
degli sportelli, continuiamo a investire nella presenza fisica sul territorio, con nuove aperture e
nuovi spazi dedicati alla comunità, perché crediamo che innovazione e relazione umana
debbano procedere insieme”.
AL VIA LE CELEBRAZIONI PER I 70 ANNI DELLA BCC SAN MARZANO
Dopo i lavori assembleari si è aperta ufficialmente la seconda parte dell’evento dedicata alle
celebrazioni dei 70 anni della BCC San Marzano, con un momento di confronto istituzionale sui
temi della governance, della comunicazione e dell’evoluzione del Credito Cooperativo.
L’incontro, dal titolo “Governance e Comunicazione nel Credito Cooperativo: 70 anni di BCC
San Marzano”, ha visto la partecipazione di autorevoli ospiti del mondo accademico e della
comunicazione.
Marco Giorgino, Professore Ordinario al Politecnico di Milano, ha approfondito il ruolo strategico
della governance nei processi di crescita e nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili “Le
banche cooperative che riescono a mantenere equilibrio tra identità territoriale, innovazione e
qualità della governance rappresentano oggi un presidio fondamentale di fiducia e stabilità per
i territori”.
Gianluca Comin, Presidente di Comin & Partners e docente alla Luiss Guido Carli, ha invece
affrontato il tema della comunicazione istituzionale e del valore reputazionale delle
organizzazioni. “La comunicazione non è più soltanto uno strumento di racconto, ma una leva
strategica di leadership. Le istituzioni finanziarie che riescono a trasmettere autenticità, coerenza
e valori costruiscono relazioni durature con le comunità”.
Nel corso dell’evento, il Presidente Emanuele di Palma ha presentato la nuova campagna di
comunicazione dedicata ai 70 anni della BCC San Marzano, pensata per valorizzare la storia
della Banca, il rapporto con i territori e il ruolo sociale del Credito Cooperativo.
A concludere l’incontro è stato il giornalista Bruno Vespa, che ha portato il proprio saluto
istituzionale ai soci e agli ospiti presenti.
IL PROGETTO “GIARDINO BCC SAN MARZANO”
Nel corso dell’Assemblea è stato inoltre presentato il progetto “Giardino BCC San Marzano”,
realizzato insieme all’associazione salentina Olivami, come simbolo concreto dell’impegno della
Banca verso sostenibilità, territorio e rigenerazione ambientale. Il progetto consiste nella realizzazione di un giardino aziendale composto da 600 alberi di ulivo a marchio BCC San
Marzano, in risposta ai danni causati dalla Xylella che negli ultimi 10 anni ha contaminato oltre 21 milioni di ulivi causandone la morte nel Salento. Ogni socio ha ricevuto in adozione il proprio ulivo, simbolo autentico della tradizione agricola del territorio e supporto della piantumazione di
nuovi alberi nel Salento, come segno concreto di rinascita. L’iniziativa ha già prodotto risultati
concreti:
• 600 ulivi adottati
• 3 ettari rigenerati
• 6 agricoltori supportati
• circa 200 tonnellate di CO₂ compensate.
Il gip del Tribunale di Taranto, Gabriele Antonaci, non ha convalidato il fermo della Procura nei confronti di Cosimo Colucci, 22enne tarantino, per l’omicidio di Sako Bakari, immigrato del Mali, ucciso sabato scorso all’alba dopo essere stato aggredito e picchiato mentre si stava recando al lavoro nei campi. Il gip ha comunque disposto la custodia cautelare in carcere. Colucci è la sesta persona fermata per l’omicidio di Bakari. Stamattina, nell’interrogatorio, il 22enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Colucci ha però rilasciato dichiarazioni spontanee affermando di non aver partecipato all’aggressione e al pestaggio di Sako in quanto in quel momento era nel bar di piazza Fontana in città vecchia, e di non essersi accorto che era ferito. Bar nel quale il bracciante ha anche cercato rifugio ma invano, visto che è stato subito messo alla porta insieme ai suoi aggressori dal proprietario dell’esercizio commerciale. E infatti difronte a questa intimazione del barista, gli aggressori hanno trascinato fuori Sako che era già sanguinante per le coltellate e gravemente ferito. Sako è morto poco dopo. Per tutte le sei persone fermate per l’omicidio di cui quattro minori - è stato un 15enne a confessare di aver accoltellato Bakari -, nè il gip ordinario Antonaci, nè quello dei minori, Paola Morelli, hanno convalidato i fermi ma solo disposto la loro permanenza in carcere o negli istituti minorili di pena.
E' stata investita da un'auto che stava facendo retromarcia la bambina di due anni che ieri sera è morta a San Marzano di San Giuseppe, nel Tarantino. Secondo quanto si apprende il tragico incidente si è svolto vicino l'abitazione della piccola di nazionalità marocchina. Alla guida del mezzo ci sarebbe stato un connazionale, pare un amico di famiglia, che si sarebbe immediatamente fermato per prestare soccorso, chiamando i genitori della piccola e allertando il 118. La bambina è stata trasportata d'urgenza all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto, ma ogni tentativo di salvarla si è rivelato inutile: la piccola sarebbe giunta al pronto soccorso già priva di vita. Sul luogo sono intervenuti i carabinieri della stazione di San Marzano di San Giuseppe, ai quali è affidato il compito di ricostruire con esattezza la dinamica dell'accaduto.
Si sono sposati questa mattina in cattedrale in città vecchia e dopo la cerimonia sono andati in piazza Fontana, poco distante dal duomo, per deporre un fascio di fiori nel luogo dove sabato scorso è stato accoltellato e ucciso Sako Bakari, 35enne bracciante agricolo e immigrato regolare dal Mali. Protagonista una coppia di giovani, lei italiana, lui del Gambia, fidanzati da 10 anni. Si tratta di Raffaella e Mohammed, lei cattolica, lui musulmano. I due si sono conosciuti tempo addietro. Lei lavorava come assistente sociale per l'associazione "Noi e Voi", che tra l'altro si occupa di sostegno ai detenuti ma anche agli immigrati, mentre lui, arrivato in Italia con uno sbarco, aveva deciso di aiutare l'associazione come volontario attivandosi nei confronti di altri migranti. Con la coppia, anche Noa, nato qualche mese fa. Il matrimonio con il rito misto è stato celebrato da don Francesco Mitidieri che segue l'attività di "Noi e Voi". E tra le preghiere recitate nella messa anche una per Sako Bakari. "Questo matrimonio è una testimonianza. Anche nella diversità è possibile sperimentare l'amore vero", ha detto il sacerdote.
E' indagato per favoreggiamento il titolare del bar di piazza Fontana nella città vecchia di Taranto dove all'alba di sabato scorso tentò di trovare rifugio Bakari Sako, il bracciante agricolo originario del Mali, che poco prima era stato aggredito e picchiato da un gruppo di sei persone e poi accoltellato con tre colpi all'addome da un 15enne. Lo confermano oggi fonti vicine agli inquirenti. Come ha anche detto il procuratore di Taranto, Eugenia Pontassuglia, Sako Bakari già sanguinante e ferito, cercò scampo entrando nel bar ma il titolare intimò alla vittima e ai suoi aggressori di uscire subito dal locale. Inoltre, ha detto il procuratore, non chiamò nemmeno le forze di polizia. Ieri intanto il questore di Taranto, Davide Maria Sinigaglia, ha disposto la chiusura per 60 giorni dell'esercizio pubblico oltre che per l'accaduto di sabato scorso, anche per il fatto che precedenti controlli di polizia nel locale e all'esterno di esso hanno accertato la presenza di pregiudicati che rispondono di vari reati. Stamattina intanto è in corso in carcere l'interrogatorio davanti al gip di Cosimo Colucci, il 22enne di Taranto, sesto componente dell'aggressione, fermato nei giorni scorsi dalla polizia.

