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Giornale di Taranto - Cronaca, Politica & Attualità
Cronaca, Politica & Attualità

Cronaca, Politica & Attualità (5128)

Cronache e ultime notizie. Aggiornamenti e approfondimenti in tempo reale dalla Puglia

“Abbiamo un avanzo di amministrazione di un miliardo e 600 milioni. É ovviamente un avanzo vincolato. Laddove lo Stato non avesse disponibilità finanziaria per sostenere questa fase particolarmente delicata con riferimento alle imprese dell’indotto, la Regione Puglia è disponibile, ove nel decreto sia contenuta la deroga ad utilizzare l’avanzo vincolato, come peraltro abbiamo fatto per coprire le spese in disavanzo in sanità, a mettere a disposizione questo denaro della Regione per mitigare gli effetti negativi sulle ragioni di credito dell’indotto”. É quanto ha proposto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alla commissione Industria del Senato per alleviare la crisi che assedia le imprese che lavorano con l’ex Ilva. Emiliano si è collegato ieri sera audiovideo con la commissione del Senato. Con lui anche l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Alessandro Delli Noci.
L’ex Ilva-Acciaierie d’Italia, dopo anni di veleni sparsi sulla città, ora si prepara a mettere in scena un nuovo atto della tragi-commedia che incombe su Taranto. Si profila il concreto rischio di un blocco non programmato - ma voluto dal socio di maggioranza- dello stabilimento, evenienza che non farebbe giustizia dei danni provocati all’ambiente e alla salute dei cittadini e né ripagherebbe le vite perse, non darebbe prospettive economiche ai lavoratori, ma anzi acutizzerebbe la crisi economica del territorio, aprendo una voragine nel tessuto economico-sociale locale. Vi sono in ballo crediti per 120 milioni di euro. Giustamente le imprese dell’indotto, ormai al collasso, rivendicano i loro crediti. La protesta delle aziende della filiera, le ditte dell’indotto e gli autotrasportatori, accende i riflettori su una situazione di cui, a distanza di dieci anni dall’ultimo cambio di proprietà, ancora una volta è Taranto a pagarne le conseguenze. L’impoverimento del territorio è tangibile…
“Via da Taranto!” é il grido che sta accompagnando più di tutti gli altri il corteo in corso per l’indotto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con la protesta comune di lavoratori, sindacalisti e imprenditori. Stanno sfilando attorno alla fabbrica circa 3mila persone. A seguire anche camion, mezzi e auto delle imprese appaltatrici dell’ex Ilva con un “concerto” assordante di clacson. Il riferimento univoco di cori, slogan e urla é la multinazionale ArcelorMittal, azionista di maggioranza di Acciaierie, e l’amministratore delegato Lucia Morselli. “Meloni caccia via i franco-indiani che stanno distruggendo questo stabilimento. Ministro Urso datti da fare. Siamo venuti sin qua per vedere cacciare Mittal” urlano gli operai. E ancora: “L’amministratore delegato non ha fatto altro che spegnere questo stabilimento. Migliaia di persone sono in cassa integrazione e la multinazionale continua a non pagare. Oggi i lavoratori chiedono il lavoro, non ammortizzatori sociali, ma soprattutto chiedono di mandare via ArcelorMittal.…
“Via da Taranto!” é il grido che sta accompagnando più di tutti gli altri il corteo in corso per l’indotto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con la protesta comune di lavoratori, sindacalisti e imprenditori. Stanno sfilando attorno alla fabbrica circa 3mila persone. A seguire anche camion, mezzi e auto delle imprese appaltatrici dell’ex Ilva con un “concerto” assordante di clacson. Il riferimento univoco di cori, slogan e urla é la multinazionale ArcelorMittal, azionista di maggioranza di Acciaierie, e l’amministratore delegato Lucia Morselli. “Meloni caccia via i franco-indiani che stanno distruggendo questo stabilimento. Ministro Urso datti da fare. Siamo venuti sin qua per vedere cacciare Mittal” urlano gli operai. E ancora: “L’amministratore delegato non ha fatto altro che spegnere questo stabilimento. Migliaia di persone sono in cassa integrazione e la multinazionale continua a non pagare. Oggi i lavoratori chiedono il lavoro, non ammortizzatori sociali, ma soprattutto chiedono di mandare via ArcelorMittal.…
“Via da Taranto!” é il grido che sta accompagnando più di tutti gli altri il corteo in corso per l’indotto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con la protesta comune di lavoratori, sindacalisti e imprenditori. Stanno sfilando attorno alla fabbrica circa 3mila persone. A seguire anche camion, mezzi e auto delle imprese appaltatrici dell’ex Ilva con un “concerto” assordante di clacson. Il riferimento univoco di cori, slogan e urla é la multinazionale ArcelorMittal, azionista di maggioranza di Acciaierie, e l’amministratore delegato Lucia Morselli. “Meloni caccia via i franco-indiani che stanno distruggendo questo stabilimento. Ministro Urso datti da fare. Siamo venuti sin qua per vedere cacciare Mittal” urlano gli operai. E ancora: “L’amministratore delegato non ha fatto altro che spegnere questo stabilimento. Migliaia di persone sono in cassa integrazione e la multinazionale continua a non pagare. Oggi i lavoratori chiedono il lavoro, non ammortizzatori sociali, ma soprattutto chiedono di mandare via ArcelorMittal.…
“Via da Taranto!” é il grido che sta accompagnando più di tutti gli altri il corteo in corso per l’indotto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con la protesta comune di lavoratori, sindacalisti e imprenditori. Stanno sfilando attorno alla fabbrica circa 3mila persone. A seguire anche camion, mezzi e auto delle imprese appaltatrici dell’ex Ilva con un “concerto” assordante di clacson. Il riferimento univoco di cori, slogan e urla é la multinazionale ArcelorMittal, azionista di maggioranza di Acciaierie, e l’amministratore delegato Lucia Morselli. “Meloni caccia via i franco-indiani che stanno distruggendo questo stabilimento. Ministro Urso datti da fare. Siamo venuti sin qua per vedere cacciare Mittal” urlano gli operai. E ancora: “L’amministratore delegato non ha fatto altro che spegnere questo stabilimento. Migliaia di persone sono in cassa integrazione e la multinazionale continua a non pagare. Oggi i lavoratori chiedono il lavoro, non ammortizzatori sociali, ma soprattutto chiedono di mandare via ArcelorMittal.…
Via alla manifestazione di protesta che a partire dalle 7 si è radunata per la crisi di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, lavoratori dell’indotto siderurgico, sindacalisti delle federazioni metalmeccaniche, trasportatori, titolari delle imprese appaltatrici e rappresentanti di alcune associazioni di categoria come Aigi, Confapi e Casartigiani. La protesta è promossa da Fim, Fiom, Uilm e Usb e le associazioni di impresa vi hanno aderito. Il concentramento sta avvenendo nell’area della portineria imprese e da qui si snoderà il corteo che sfilerà tutt’intorno al perimetro esterno siderurgico approdando infine sull’Appia, la strada che da Taranto va a Bari, dove é la sede della direzione di stabilimento. A Taranto già da ieri i cartelli luminosi di infomobilità segnalano per domani blocchi stradali per manifestazione sulle arterie per Bari, Statte, comune alle porte del capoluogo, e Brindisi-Taranto per Bari. Analogo avviso ha lanciato ieri la Questura. Anche il Pd condivide la manifestazione di oggi.…
Via alla manifestazione di protesta che a partire dalle 7 si è radunata per la crisi di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, lavoratori dell’indotto siderurgico, sindacalisti delle federazioni metalmeccaniche, trasportatori, titolari delle imprese appaltatrici e rappresentanti di alcune associazioni di categoria come Aigi, Confapi e Casartigiani. La protesta è promossa da Fim, Fiom, Uilm e Usb e le associazioni di impresa vi hanno aderito. Il concentramento sta avvenendo nell’area della portineria imprese e da qui si snoderà il corteo che sfilerà tutt’intorno al perimetro esterno siderurgico approdando infine sull’Appia, la strada che da Taranto va a Bari, dove é la sede della direzione di stabilimento. A Taranto già da ieri i cartelli luminosi di infomobilità segnalano per domani blocchi stradali per manifestazione sulle arterie per Bari, Statte, comune alle porte del capoluogo, e Brindisi-Taranto per Bari. Analogo avviso ha lanciato ieri la Questura. Anche il Pd condivide la manifestazione di oggi.…
Via alla manifestazione di protesta che a partire dalle 7 si è radunata per la crisi di Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, lavoratori dell’indotto siderurgico, sindacalisti delle federazioni metalmeccaniche, trasportatori, titolari delle imprese appaltatrici e rappresentanti di alcune associazioni di categoria come Aigi, Confapi e Casartigiani. La protesta è promossa da Fim, Fiom, Uilm e Usb e le associazioni di impresa vi hanno aderito. Il concentramento sta avvenendo nell’area della portineria imprese e da qui si snoderà il corteo che sfilerà tutt’intorno al perimetro esterno siderurgico approdando infine sull’Appia, la strada che da Taranto va a Bari, dove é la sede della direzione di stabilimento. A Taranto già da ieri i cartelli luminosi di infomobilità segnalano per domani blocchi stradali per manifestazione sulle arterie per Bari, Statte, comune alle porte del capoluogo, e Brindisi-Taranto per Bari. Analogo avviso ha lanciato ieri la Questura. Anche il Pd condivide la manifestazione di oggi.…
 “Non consenta che la città di Taranto, in un momento così critico per le sue sorti future sia lasciata sola. Ora, più che mai, la città, i cittadini, i lavoratori e le loro famiglie avvertono il bisogno di sentire la vicinanza del loro Presidente”. È l’appello che Aigi, l’associazione delle imprese dell’indotto dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia, attraverso il suo presidente Fabio Greco, lancia al capo dello Stato, Sergio Mattarella, con una lettera il cui testo é stato reso noto questa mattina dalla stessa associazione. “La nostra città sta vivendo le ore più drammatiche della sua storia recente” dice Aigi in riferimento all’amministrazione straordinaria verso la quale sembra incamminata Acciaierie - amministrazione straordinaria che l’indotto disapprova - “perché Governo e socio privato non riescono a trovare un accordo affinché lo stabilimento, un tempo fiore all’occhiello della siderurgia nazionale ed internazionale, riprenda la produzione e continui a garantire economia e lavoro…
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