Artigianato, Commercio & Agricoltura (168)
REALTÀ TARANTINE/ Il coraggio di un’impresa che investe per restituire bellezza alla terra
Scritto da Redazione1
di Ingrid Iaci
Parola d'ordine riqualificare, attraverso interventi finalizzati a rendere ancora più bella e attrattiva la nostra terra. Una tendenza che in Puglia sta prendendo piede grazie a imprenditori che decidono di investire contribuendo a consolidare questo percorso. Ed è da questa consapevolezza che nasce "Borgo Galante" intuizione della famiglia Montanino, una struttura nel cuore della campagna ostunese, proprio al confine con Martina Franca, nata dal coraggioso investimento dell'imprenditore tarantino e dei suoi tre figli. Non si tratta solo di un'opera di riqualificazione: è una scelta che parla di radici, di amore per la Puglia e del desiderio di lasciare alle future generazioni un patrimonio concreto fatto di lavoro, bellezza e cura del territorio.
I ruderi che punteggiavano la proprietà sono stati recuperati con rispetto e gusto, trasformandosi in suggestivi trulli che offrono ospitalità e quiete. Ogni unità conserva l’anima del luogo: pietra a vista, volte imbiancate e dettagli che richiamano la tradizione. Tutto punta a coniugare benessere e autenticità, tradizioni e modernità.
"Ho scelto di coinvolgere attivamente i miei tre figli nella gestione quotidiana del Borgo, trasformando l’iniziativa in una vera e propria missione familiare condivisa - ha dichiarato l'imprenditore tarantino - non ho inteso solo lasciare una proprietà: piuttosto per me si è trattato di una trasmissione di valori importanti come il rispetto per la terra, la cura della bellezza rurale e l’importanza del lavoro ben fatto che si concretizza in un’impresa fatta su misura per loro in termini di ospitalità e sviluppo locale.
Tengo a precisare che la riqualificazione che abbiamo progettato insieme - ha aggiunto il patron di Borgo Galante - è una testimonianza di sostenibilità culturale: abbiamo, cioè, inteso valorizzare ciò che già esisteva, salvare i ruderi dalla dimenticanza e restituirli alla comunità attraverso un’attività capace di generare occupazione e promuovere il territorio. I miei figli si sono occupati di tutti gli aspetti per così dire "più moderni": l'angolo fitness è una loro idea, ad esempio, e di tutto ciò che riguarda la salvaguardia dell'ambiente, come l'utilizzo di materiali ecosostenibili, aspetti questi a cui loro tengono molto.
Non è stato sempre semplice essere in sintonia con le loro idee- ha confessato in conclusione l'imprenditore - le differenze di visione si sono sentite tutte, ma alla fine credo che abbiamo fatto un buon lavoro, creando non una semplice struttura ricettiva ma un luogo in cui il passato rurale dialoga con un presente attento al benessere e al rispetto del paesaggio."
ARTIGIANATO DA RECORD/ Nasce a Grottaglie il pumo più grande del mondo
Scritto da Redazione1SABATO 11 LUGLIO, NEL QUARTIERE DELLE CERAMICHE
LA SCOPERTA DEL MONUMENTALE MANUFATTO REALIZZATO DA GIUSEPPE ROSA
IL MAESTRO ARTIGIANO: “LA DEDICA A QUESTA GRANDE TERRA DELL’ARGILLA”
Il Pumo è un manufatto in ceramica pugliese a forma di bocciolo di fiore (in particolare di acanto) circondato da foglie, simbolo di vita, prosperità e fecondità. Non ha un inventore specifico, perché è nato nell'artigianato anonimo di Grottaglie (Taranto), traendo le sue origini decorative dai culti greco-romani dedicati alla dea Pomona. Il termine deriva dal latino pomum, che significa "frutto". Questo prodotto veniva originariamente posizionato sugli angoli dei letti a baldacchino per proteggere gli sposi e propiziare la fertilità. Dopo circa 2500 anni da quelle azioni di culto alla Dea Pomona (attorno al IV secolo a.C.), quando le originarie forme prototipiche si ispiravano alla pigna e ai frutti sacri della divinità adorata, proprio nella sua città materna, Grottaglie, Giuseppe Rosa, uno dei pochi maestri “capasunari” sopravvissuti, realizza il Pumo più grande del mondo. La sua opera verrà scoperta ed inaugurata sabato prossimo 11 luglio, alle ore 20, in via Crispi 72, davanti al punto vendita Rosa Creazioni, nel Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie. L’evento, che avverrà alla presenza delle massime autorità locali e regionali, civili, militari e religiose, è promosso da Rosa Creazioni, promotore e sponsor dell’iniziativa, con coordinamento organizzativo e comunicazione a cura di APS Nura, presieduta da Sandra Santoro, e Wasabi design studio.
Il Pumo più grande al mondo è costituito di un pezzo unico che, dal prossimo 11 luglio, andrà a sottolineare moralmente la tradizione ceramica pugliese, che vede in Grottaglie il capoluogo regionale di questa antica arte figulina. Il manufatto si propone come nuovo simbolo identitario capace di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero. «Questa mia opera unica al mondo, la dedico a tutti i grandi maestri della tradizione ceramica grottagliese, ai capostipiti dell’arte figulina locale che, nel corso dei secoli, hanno tramandato di generazione in generazione questo sapere, portando Grottaglie a essere riconosciuta capitale della ceramica pugliese» dichiara con orgoglio Giuseppe Rosa. La sua storia è quella di un creativo che ha iniziato a modellare l’argilla a soli quattordici anni. Oggi, a 63 anni e con mezzo secolo di esperienza, guida un’impresa che coinvolge figli, collaboratori e una squadra consolidata di professionisti. Una realtà produttiva strutturata, con due società operative, una rete commerciale in espansione e una presenza costante nei principali circuiti fieristici nazionali, e con una rete di vendite che attraversa il mondo.
La virtù manuale di Giuseppe Rosa, che negli anni ha saputo reinventarsi, generando brand attrattivi per l’interior design globale, resta il tornio, ovvero la macchina rotatoria attraverso la quale modellare la creta, andandola ad impastare e infine a cuocere in forno. «Terra, acqua e fuoco sono i tre elementi per una buona lavorazione ceramica» evidenzia Rosa, il quale, dopo aver immaginato all’inizio del 2026 il suo obiettivo di realizzare il pumo più grande del mondo, lo ha completato concretamente dopo circa 50 ore di lavorazione, «nelle quali – sottolinea il mastro artigiano - è stato fondamentale il supporto lavorativo del mio team, ed un tornio speciale che è stato realizzato ad hoc dall’azienda di Ciro Lenti Tecnolom».
Sabato prossimo 11 luglio, in un evento che valorizzerà il patrimonio artigianale ed enogastronomico grottagliese, la comunità locale e i turisti che spesso frequentano il quartiere della ceramica, potranno scoprire per primi il Pumo dei record. L'opera di Giuseppe Rosa – votata alla tradizione con la superficie della pancia color giallo e accolta dalle foglie verde rame - rappresenta un unicum a livello mondiale per dimensioni e complessità di costruzione, frutto di competenze manuali tramandate nel tempo e di un lavoro di ricerca estetica e tecnica sul materiale ceramico. Il maestro dell’argilla grottagliese, infatti, ha già lasciato in eredità il proprio sapere lavorativo. Il suo Pumo da guinness è il ponte tra il passato e il futuro artigianale.
RICONOSCIMENTI/ Roma celebra le eccellenze dell'Agroalimentare: sul podio Genaide di Manduria
Scritto da Redazione1Si è svolto, nella prestigiosa Casina di Macchia Madama di Roma, il Gala ufficiale degli Italy Food Awards 2026, il progetto nazionale che negli anni si è affermato come uno dei principali riconoscimenti dedicati alle aziende che rappresentano il valore autentico del Made in Italy agroalimentare.
Condotto da Rosaria Renna insieme a Donato Ala Giordano, l’evento ha visto la partecipazione di imprenditori, buyer, operatori della distribuzione, giornalisti, partner e rappresentanti istituzionali, confermando il posizionamento sempre più forte di un progetto che oggi si distingue nel panorama nazionale per la sua capacità di valorizzare non solo il prodotto, ma il percorso imprenditoriale, l’identità aziendale, la visione, la tradizione e la capacità di sviluppo delle imprese italiane.
Nel corso della serata sono stati assegnati riconoscimenti a realtà provenienti da tutta Italia appartenenti ai principali comparti del food italiano: aziende agricole, caseifici, salumifici, aziende vitivinicole, oleifici, pastifici, liquorifici, panifici, birrifici artigianali, aziende dolciarie, gastronomie, food company, aziende ittiche e specialità territoriali.
“Gli Italy Food Awards – ha dichiarato Donato Ala Giordano – vogliono continuare ad essere uno strumento concreto di valorizzazione per le imprese italiane. Oggi le aziende hanno bisogno non solo di premi, ma di autorevolezza, visibilità, relazioni e posizionamento. Il nostro obiettivo è raccontare chi rappresenta davvero il valore dell’agroalimentare italiano”.
La serata ha visto alternarsi sul palco decine di aziende provenienti da tutta Italia, premiate per percorsi imprenditoriali capaci di coniugare qualità produttiva, identità territoriale, innovazione, artigianalità e capacità di crescita sui mercati nazionali e internazionali.
“Il percorso di valutazione è stato impegnativo e ha visto una grande partecipazione di realtà di eccellenza della vostra categoria. Geanide di Manduria si è distinta per qualità, professionalità e valore, meritando una Menzione Speciale nella categoria Aziende Agricole”.
“Siamo fieri ed orgogliosi per aver conseguito un riconoscimento nazionale al nostro secondo anno di produzione - hanno commentato i referenti dell'azienda-Abbiamo partecipato nella categoria conserve, e grande è stata a sorpresa nel constatare di essere stati premiati come azienda agricola nel complesso. Risultato che ci ripaga di tutto il lavoro svolto fino ad ora”.
SI PARTE DA MANDURIA/ “Il Gioco delle Terre del Primitivo” imparare divertendosi tra natura, tradizione e sostenibilità
Scritto da Redazione1Un’idea creativa del GAL Terre del Primitivo nell’ambito della campagna “Intrecci di Bellezza”
E’ iniziata con le scuole la campagna di comunicazione del Gal Terre del Primitivo”
“Il Gioco delle Terre del Primitivo”
imparare divertendosi tra natura, tradizione e sostenibilità
Un’idea creativa del GAL Terre del Primitivo nell’ambito della campagna “Intrecci di Bellezza”
E’ iniziata con le scuole la campagna di comunicazione del Gal Terre del Primitivo”
È iniziata dai più giovani e dal linguaggio più semplice e universale: il gioco.
Con una prima fase sperimentale avviata a Manduria presso l’Istituto Comprensivo “Prudenzano – Don
Bosco”, il GAL Terre del Primitivo ha scelto di presentare ai bambini e ai ragazzi “Il Gioco delle Terre del
Primitivo”, un percorso educativo pensato per raccontare il territorio attraverso il divertimento, la
scoperta e la partecipazione.
Un sacchetto di iuta, un dado, la curiosità degli studenti e un viaggio simbolico tra paesaggi, tradizioni e
identità locali. È da qui che prende forma un progetto capace di trasformare il gioco in uno strumento di
conoscenza.
Rivisitazione del classico Gioco dell’Oca, la versione ideata dal GAL accompagna i più giovani in un percorso
di 36 caselle tematiche, dove ogni tappa diventa una scoperta: dai fenicotteri della Salina dei Monaci alle
antiche casodde, dal pane e pomodoro alle friselle, fino ai trulli e ai fichi d’India.
Domande, curiosità e piccoli gesti di sostenibilità si intrecciano in un racconto collettivo che parla di
identità, rispetto e futuro.
Una campagna di comunicazione, “Intrecci di Bellezza”, promossa dal GAL Terre del Primitivo e sviluppata
con il supporto di Sirio Srl di Taranto, società con oltre trent’anni di esperienza nel marketing, nella
comunicazione e nell’organizzazione di eventi, che ha contribuito alla definizione del concept creativo e
narrativo e alla realizzazione dei materiali visivi, dello spot e del gioco tematico dedicato alle scuole.
Dopo questa prima esperienza a Manduria, il gioco sarà progressivamente portato e donato dal GAL agli
altri istituti scolastici dei Comuni che fanno parte del territorio del GAL Terre del Primitivo, coinvolgendo
nuove scuole in un percorso condiviso di educazione ambientale e valorizzazione del patrimonio locale.
Contestualmente prenderà avvio anche la campagna di affissione sul territorio, con i visual dedicati ai temi
di Intrecci di Bellezza, un progetto che guarda al territorio non soltanto come spazio geografico, ma come
patrimonio vivo di risorse umane, tradizioni, relazioni sociali, memoria storica e ricchezza culturale.
“Abbiamo scelto di trasformare un gioco senza tempo in un’occasione di conoscenza e consapevolezza – spiega
il GAL Terre del Primitivo – perché crediamo che la bellezza di un territorio possa diventare il primo
strumento educativo per costruire cittadini più attenti e più consapevoli.”
Il Gioco delle Terre del Primitivo rappresenta infatti il primo tassello di un piano di comunicazione più
ampio che nei prossimi mesi prenderà forma attraverso affissioni e una campagna social, con l’obiettivo di raccontare le Terre del Primitivo attraverso una nuova narrazione: quella di una bellezza che non si osserva soltanto, ma si riconosce, si custodisce e si tramanda.
Perché ogni casella, in fondo, è un passo verso un futuro più consapevole, in cui il territorio diventa
esperienza, appartenenza e responsabilità condivisa.
GAL Terre del Primitivo Campagna “Intrecci di Bellezza – Le storie, le mani, il cuore, la terra”
Manduria (TA) – www.galterredelprimitivo.
CAMBIO AL VERTICE/ È Giuseppe Spadafino il nuovo presidente di Confcommercio Taranto
Scritto da Redazione1Si è tenuta l’assemblea provinciale di Confcommercio Taranto per la elezione del Presidente provinciale, ed il rinnovo degli Organi.
Il presidente Leonardo Giangrande ha introdotto i lavori, a seguiregli interventi di saluto delle istituzioni presenti: il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, il presidente della Camera di commercio di Brindisi e Taranto, Vincenzo Cesareo, e il presidente regionale di Confcommercio Puglia, Vito D’Ingeo.
I lavori assembleari, coordinati dal direttore Tullio Mancino, sono poi proseguiti con la illustrazione del programma del candidato alla carica di presidente e con le operazioni di voto del presidente, del consiglio generale e dei componenti del collegio dei revisori e dei probiviri.
Confermata, per acclamazione, la candidatura alla presidenza provinciale di Giuseppe Spadafino, già vice presidente vicario di Confcommercio Taranto.
Entrano a far parte del Consiglio generale: Claudia Sangirardi(Laboratori analisi), Marcello De Paola (Federalberghi), Cosimo Miola (Extralberghiero), Giancarlo De Bartolomeo (Fimaa), Nicola Palmisano (Federottica) Giovanni Berardi (Confguide), Antonia Testa (Professioni), Giuseppe Nuzzo (Fiva), Michele Chimienti (Assintel), Marco Caffio (Optima), Leonardo Perrone (Federcomated), Matilde Contento (Fida), Antonio Salamina (FipeRistoranti), Simone Palmisano (Federcarni), Mario Raffo (Federmoda), Paolo Castellana (Figisc), Vito Gagliardi (Sna), Domenico Bonavoglia (Fipe Bar), Marcello Perri (Federpreziosi), Mara Natale (delegazione Sava), Luca Zampini (deleg. Montegranaro), Lelio Fanelli (deleg, Battisti), Dario Daggiano(deleg. Manduria), Antonio Dromì (deleg. Avetrana), Sara Gentile (deleg. Mottola), Michele De Anna (deleg. Martina Franca)
Collegio dei revisori: Giuseppe Friolo, Salvatore Lucchese, Roberto Sergi.
Collegio dei probiviri: Aldo Iacovelli, Giuseppe Gargano, Gabriella Marasco.
È' stato disteso passaggio di consegne quello che ha sancito la nuova presidenza. Confcommercio Taranto dopo quindici anni conclude un percorso scandito da impegno, visione e scelte condivise da un gruppo dirigente oggi coeso.
Giuseppe Spadafino, già vice presidente vicario nell’ultimo quinquennio, succede a Leonardo Giangrande.
Un passaggio sereno e condiviso, a sugellare il clima di collaborazione e di sintonia, che ha ispirato la vita della Associazione in un lungo percorso che ha conosciuto anche momenti complessi, affrontato difficili cambiamenti interni e drammatiche congiunture economiche.
Un equilibrio raggiunto grazie anche – ha ricordato Giangrande- al rapporto di stima e di valori condivisi dal gruppo dirigente. Un percorso scandito da due fasi: le prime due consiliature 2010/20, caratterizzate dalla crisi dell’industria siderurgica e dai riflessi sul tessuto economico-produttivo locale, su cui si è aggiunto il dissesto finanziario del Comune capoluogo che ha reso ancor più fragile il sistema locale. In questo scenario Confcommercio ha scelto di non limitarsi alla denuncia, ma di costruire ponti tra istituzioni, imprese e comunità, di essere luogo di ascolto, sintesi e proposta.
Poi l’ultimo quinquennio, il più complesso per la vita dell’associazione, impegnata in una radicale riorganizzazione interna e un ridisegno del proprio modello di rappresentanza convissuto con l’emergenza Covid. Anni che sono stati contrassegnati anche da importanti battaglie: il rilancio del progetto della Regionale 8, la difesa del commercio di vicinato, e contestualmente l’opposizione al ridisegno urbanistico della Sottozona 32 Cimino, l’impegno a sostegno della mitilicoltura locale.
Temi che saranno portati avanti con continuità ed impegno da Giuseppe Spadafino che nel suo ruolo di vicario e presidente di Sistema Impresa Taranto, il Centro di Assistenza Tecnica di Confcommercio, ha dimostrato competenza e passione, doti necessarie per governare la complessità del sistema
Una sfida che Spadafino – eletto all’unanimità- raccoglie, annunciando i fondamentali del suo programma in Confcommercio: superamento della frammentazione tra categorie; cultura della rete tra istituzioni, imprese, professionisti e persone; più formazione continua ed informazione a beneficio delle categorie; alleanze e sinergie tra mondo delle imprese e mondo delle professioni nel processo di accompagnamento verso la doppia transizione digitale ed ambientale.
Sul territorio la risposta di Confcommercio dovrà essere incentrata sul tessuto imprenditoriale di vicinato, sul dialogo con le amministrazioni locali, e sul rafforzamento del partenariato pubblico e privato; sullo sviluppo di iniziative e strumenti concreti per sostenere lo start up d’impresa, fornendo supporto tecnico per favorire le nuove imprese e creare opportunità economiche per i giovani da cui dipende il futuro di Taranto. E poi ancora il turismo, leva di riconversione economica e asset di un nuovo racconto di Taranto.
DA GROTTAGLIE A SANREMO/ La maestra del gelato Katia Cavallo e il gelato artigianale pugliese conquistano il Festival
Scritto da Redazione1Il suo gusto Caffè Tarentum (caffè affogato al San Marzano, con crumble al caramello e scaglie di cioccolato fondente) è stato proposto nella settimana del Festival della Canzone Italiana ai protagonisti e ai visitatori
I gusti pugliesi nelle postazioni dei gelatieri Aig Puglia della Regione
La maestra del gelato Katia Cavallo di Grottaglie (Taranto) è a Sanremo 2026, per tutte le giornate del Festival della canzone italiana. È presente con Aig Puglia - l’Associazione italiana gelatieri -, negli spazi della Regione Puglia allestiti a Villa Nobel. Per il terzo anno consecutivo, Katia Cavallo, titolare della gelateria Gelatika di Grottaglie è a Sanremo insieme ad altri gelatieri pugliesi dell’Associazione AIG Puglia. “Fino alla serata finale del Festival di Sanremo, nello stand dedicato - dichiara Katia Cavallo -, proporremo una selezione di gelati artigianali ispirati al territorio pugliese. Tra questi, un ruolo di punta spetta al nostro cavallo di battaglia: il Caffè Tarentum, che ci ha portato alle finali di Coppa Italia Gelateria 2024. Questo gusto, a base di caffè espresso e San Marzano, è arricchito da crumble di caramello e scaglie di fondente e conquista ogni volta il gusto degli appassionati del gelato artigianale di qualità. Vogliamo far assaporare la Puglia, un gusto alla volta, nel cuore di Sanremo”.
Il buon gelato pugliese, artigianale, è nuovamente protagonista al Festival di Sanremo. In alcune postazioni fisse sono esposti infatti i gusti di gelato che rappresentano la Puglia, dalla mandorla ad altri abbinamenti che raccontano il territorio regionale, i suoi sapori e i prodotti tipici, come fichi, carrube, limone e arancia. I gusti sono stati ideati dai maestri gelatieri dell’Aig Puglia e sono stati presentati a Sanremo: per tutta la settimana, saranno proposti ai cantanti, agli ospiti e ai visitatori per far conoscere i gelati pugliesi. Katia Cavallo ha deciso di puntare sul suo “cavallo di battaglia”, il Caffè Tarentum, un gusto pieno di energia e dalle spiccate note pugliesi: un gelato al caffè affogato al San Marzano, con crumble al caramello e scaglie di cioccolato fondente al 70% aromatizzato al San Marzano; il profumo e il sapore di questo gelato ricordano molto il tradizionale dolce di fine pasto delle domeniche pugliesi, quando, a casa dei nonni, si affogava il gelato con il San Marzano e si condivideva il momento del caffè. Il gusto è stato gradito molto dai tanti visitatori. La giovane maestra gelatiere ed imprenditrice pugliese, nello scorso anno, è stata sul podio dei finalisti della Coppa Italia di Gelateria, tra i 25 finalisti italiani del Campionato di Coppa Italia di Gelateria, indetto dall’AIG – Associazione Italiana Gelatieri. È l’unica donna cavaliere del gelato della Puglia, nominata dall’Associazione italiana gelatieri; da nove anni guida la sua attività, Gelatika; ha acquisito una grande esperienza ed è stata già destinataria, nel tempo, di altri riconoscimenti. “Sono molto orgogliosa di essere a Sanremo anche quest’anno e spero di riuscire a portare avanti il nome della Puglia i nostri gusti sono apprezzati dalle star, ma anche dai numerosi visitatori”, dichiara Katia Cavallo. “Questa partecipazione - spiega - rappresenta per noi pugliesi un segnale di grande importanza. La Puglia è una destinazione di sapori autentici e tradizioni uniche. Qui a Sanremo portiamo a livello nazionale la tradizione del nostro gelato artigianale e i nostri sapori”.
La passione di Katia Cavallo per il gelato e per la pasticceria è nata sin da quando lei era bambina, appassionata di dolci e ricette. Da adolescente, ha scelto di professionalizzarsi e ha seguito dei corsi di formazione per imparare a realizzare un buon gelato artigianale e prodotti di pasticceria. Ha partecipato attivamente alla creazione dell’associazione AIG Puglia e ricopre la carica di consigliere nella stessa associazione pugliese. Nove anni fa, ha avviato la sua attività, Gelatika, che gestisce insieme al marito Domenico e ai figli. La sua gelateria è diventata un punto di riferimento per tanti giovani e famiglie, provenienti non solo dalla provincia di Taranto, che raggiungono Grottaglie per assaggiare il suo gelato. “La nostra filosofia - spiega - è far sentire i gusti nella loro essenza, esaltare le materie prime, cercare di diminuire per quanto possibile l’apporto di zuccheri, utilizzare ingredienti di base di alta qualità e quanto più possibile vicini al territorio. Realizzare un gelato significa per me avere una grande attenzione alla scelta dei prodotti ma anche alle esigenze dei consumatori, sempre pronti a scoprire le novità ma, al contempo, molto legati alle nostre tradizioni e al nostro territorio. Realizziamo tutto artigianalmente, dal gelato, agli yoghurt, alle crêpes, ai vari impasti”, spiega Katia Cavallo. Si parte da un’accurata selezione delle materie prime, scelte anche grazie alla collaborazione con aziende del territorio, che forniscono alla gelateria di Katia frutta e verdura di stagione. Si collabora inoltre con gli chef della zona, con dei gusti di gelato da inserire nei menu dei ristoranti (ad esempio, gelato al prezzemolo da abbinare a tartare di tonno e mango). Inoltre, “si collabora con diversi e importanti eventi gastronomici e“a Taranto abbiamo creato il gelato alla cozza nera tarantina presidio Slow Food”. Al tavolo, il gelato è servito in coppe in ceramica artigianale grottagliese, che ricordano la tradizione di Grottaglie. Il banco della gelateria di Katia Cavallo segue la stagionalità dei gusti. Sono proposti i gusti legati ai frutti di stagione, come melagrana o cachi in autunno, agrumi in inverno; i gusti classici, sempre molto richiesti e altri abbinamenti particolari, come il gusto melone di Cantalupo e prosciutto di Faeto, che reinterpreta il “prosciutto crudo e melone”; il gusto gelato alla carota di Polignano o il gusto caciocavallo podolico con the nero affumicato. Sono molto apprezzate le varietà “golose”, come il gusto cioccolato imbottito con rhum e granella di nocciole e gusti particolari come quello ideato la scorsa estate: il gelato alla pala di fico d’india variegato con salsa di agrumi e mandorle caramellate.
DA GROTTAGLIE A SANREMO/ La maestra del gelato Katia Cavallo e il gelato artigianale pugliese conquistano il Festival
Scritto da Redazione1Il suo gusto Caffè Tarentum (caffè affogato al San Marzano, con crumble al caramello e scaglie di cioccolato fondente) è stato proposto nella settimana del Festival della Canzone Italiana ai protagonisti e ai visitatori
I gusti pugliesi nelle postazioni dei gelatieri Aig Puglia della Regione
La maestra del gelato Katia Cavallo di Grottaglie (Taranto) è a Sanremo 2026, per tutte le giornate del Festival della canzone italiana. È presente con Aig Puglia - l’Associazione italiana gelatieri -, negli spazi della Regione Puglia allestiti a Villa Nobel. Per il terzo anno consecutivo, Katia Cavallo, titolare della gelateria Gelatika di Grottaglie è a Sanremo insieme ad altri gelatieri pugliesi dell’Associazione AIG Puglia. “Fino alla serata finale del Festival di Sanremo, nello stand dedicato - dichiara Katia Cavallo -, proporremo una selezione di gelati artigianali ispirati al territorio pugliese. Tra questi, un ruolo di punta spetta al nostro cavallo di battaglia: il Caffè Tarentum, che ci ha portato alle finali di Coppa Italia Gelateria 2024. Questo gusto, a base di caffè espresso e San Marzano, è arricchito da crumble di caramello e scaglie di fondente e conquista ogni volta il gusto degli appassionati del gelato artigianale di qualità. Vogliamo far assaporare la Puglia, un gusto alla volta, nel cuore di Sanremo”.
Il buon gelato pugliese, artigianale, è nuovamente protagonista al Festival di Sanremo. In alcune postazioni fisse sono esposti infatti i gusti di gelato che rappresentano la Puglia, dalla mandorla ad altri abbinamenti che raccontano il territorio regionale, i suoi sapori e i prodotti tipici, come fichi, carrube, limone e arancia. I gusti sono stati ideati dai maestri gelatieri dell’Aig Puglia e sono stati presentati a Sanremo: per tutta la settimana, saranno proposti ai cantanti, agli ospiti e ai visitatori per far conoscere i gelati pugliesi. Katia Cavallo ha deciso di puntare sul suo “cavallo di battaglia”, il Caffè Tarentum, un gusto pieno di energia e dalle spiccate note pugliesi: un gelato al caffè affogato al San Marzano, con crumble al caramello e scaglie di cioccolato fondente al 70% aromatizzato al San Marzano; il profumo e il sapore di questo gelato ricordano molto il tradizionale dolce di fine pasto delle domeniche pugliesi, quando, a casa dei nonni, si affogava il gelato con il San Marzano e si condivideva il momento del caffè. Il gusto è stato gradito molto dai tanti visitatori. La giovane maestra gelatiere ed imprenditrice pugliese, nello scorso anno, è stata sul podio dei finalisti della Coppa Italia di Gelateria, tra i 25 finalisti italiani del Campionato di Coppa Italia di Gelateria, indetto dall’AIG – Associazione Italiana Gelatieri. È l’unica donna cavaliere del gelato della Puglia, nominata dall’Associazione italiana gelatieri; da nove anni guida la sua attività, Gelatika; ha acquisito una grande esperienza ed è stata già destinataria, nel tempo, di altri riconoscimenti. “Sono molto orgogliosa di essere a Sanremo anche quest’anno e spero di riuscire a portare avanti il nome della Puglia i nostri gusti sono apprezzati dalle star, ma anche dai numerosi visitatori”, dichiara Katia Cavallo. “Questa partecipazione - spiega - rappresenta per noi pugliesi un segnale di grande importanza. La Puglia è una destinazione di sapori autentici e tradizioni uniche. Qui a Sanremo portiamo a livello nazionale la tradizione del nostro gelato artigianale e i nostri sapori”.
La passione di Katia Cavallo per il gelato e per la pasticceria è nata sin da quando lei era bambina, appassionata di dolci e ricette. Da adolescente, ha scelto di professionalizzarsi e ha seguito dei corsi di formazione per imparare a realizzare un buon gelato artigianale e prodotti di pasticceria. Ha partecipato attivamente alla creazione dell’associazione AIG Puglia e ricopre la carica di consigliere nella stessa associazione pugliese. Nove anni fa, ha avviato la sua attività, Gelatika, che gestisce insieme al marito Domenico e ai figli. La sua gelateria è diventata un punto di riferimento per tanti giovani e famiglie, provenienti non solo dalla provincia di Taranto, che raggiungono Grottaglie per assaggiare il suo gelato. “La nostra filosofia - spiega - è far sentire i gusti nella loro essenza, esaltare le materie prime, cercare di diminuire per quanto possibile l’apporto di zuccheri, utilizzare ingredienti di base di alta qualità e quanto più possibile vicini al territorio. Realizzare un gelato significa per me avere una grande attenzione alla scelta dei prodotti ma anche alle esigenze dei consumatori, sempre pronti a scoprire le novità ma, al contempo, molto legati alle nostre tradizioni e al nostro territorio. Realizziamo tutto artigianalmente, dal gelato, agli yoghurt, alle crêpes, ai vari impasti”, spiega Katia Cavallo. Si parte da un’accurata selezione delle materie prime, scelte anche grazie alla collaborazione con aziende del territorio, che forniscono alla gelateria di Katia frutta e verdura di stagione. Si collabora inoltre con gli chef della zona, con dei gusti di gelato da inserire nei menu dei ristoranti (ad esempio, gelato al prezzemolo da abbinare a tartare di tonno e mango). Inoltre, “si collabora con diversi e importanti eventi gastronomici e“a Taranto abbiamo creato il gelato alla cozza nera tarantina presidio Slow Food”. Al tavolo, il gelato è servito in coppe in ceramica artigianale grottagliese, che ricordano la tradizione di Grottaglie. Il banco della gelateria di Katia Cavallo segue la stagionalità dei gusti. Sono proposti i gusti legati ai frutti di stagione, come melagrana o cachi in autunno, agrumi in inverno; i gusti classici, sempre molto richiesti e altri abbinamenti particolari, come il gusto melone di Cantalupo e prosciutto di Faeto, che reinterpreta il “prosciutto crudo e melone”; il gusto gelato alla carota di Polignano o il gusto caciocavallo podolico con the nero affumicato. Sono molto apprezzate le varietà “golose”, come il gusto cioccolato imbottito con rhum e granella di nocciole e gusti particolari come quello ideato la scorsa estate: il gelato alla pala di fico d’india variegato con salsa di agrumi e mandorle caramellate.
DA GROTTAGLIE A SANREMO/ La maestra del gelato Katia Cavallo e il gelato artigianale pugliese conquistano il Festival
Scritto da Redazione1Il suo gusto Caffè Tarentum (caffè affogato al San Marzano, con crumble al caramello e scaglie di cioccolato fondente) è stato proposto nella settimana del Festival della Canzone Italiana ai protagonisti e ai visitatori
I gusti pugliesi nelle postazioni dei gelatieri Aig Puglia della Regione
La maestra del gelato Katia Cavallo di Grottaglie (Taranto) è a Sanremo 2026, per tutte le giornate del Festival della canzone italiana. È presente con Aig Puglia - l’Associazione italiana gelatieri -, negli spazi della Regione Puglia allestiti a Villa Nobel. Per il terzo anno consecutivo, Katia Cavallo, titolare della gelateria Gelatika di Grottaglie è a Sanremo insieme ad altri gelatieri pugliesi dell’Associazione AIG Puglia. “Fino alla serata finale del Festival di Sanremo, nello stand dedicato - dichiara Katia Cavallo -, proporremo una selezione di gelati artigianali ispirati al territorio pugliese. Tra questi, un ruolo di punta spetta al nostro cavallo di battaglia: il Caffè Tarentum, che ci ha portato alle finali di Coppa Italia Gelateria 2024. Questo gusto, a base di caffè espresso e San Marzano, è arricchito da crumble di caramello e scaglie di fondente e conquista ogni volta il gusto degli appassionati del gelato artigianale di qualità. Vogliamo far assaporare la Puglia, un gusto alla volta, nel cuore di Sanremo”.
Il buon gelato pugliese, artigianale, è nuovamente protagonista al Festival di Sanremo. In alcune postazioni fisse sono esposti infatti i gusti di gelato che rappresentano la Puglia, dalla mandorla ad altri abbinamenti che raccontano il territorio regionale, i suoi sapori e i prodotti tipici, come fichi, carrube, limone e arancia. I gusti sono stati ideati dai maestri gelatieri dell’Aig Puglia e sono stati presentati a Sanremo: per tutta la settimana, saranno proposti ai cantanti, agli ospiti e ai visitatori per far conoscere i gelati pugliesi. Katia Cavallo ha deciso di puntare sul suo “cavallo di battaglia”, il Caffè Tarentum, un gusto pieno di energia e dalle spiccate note pugliesi: un gelato al caffè affogato al San Marzano, con crumble al caramello e scaglie di cioccolato fondente al 70% aromatizzato al San Marzano; il profumo e il sapore di questo gelato ricordano molto il tradizionale dolce di fine pasto delle domeniche pugliesi, quando, a casa dei nonni, si affogava il gelato con il San Marzano e si condivideva il momento del caffè. Il gusto è stato gradito molto dai tanti visitatori. La giovane maestra gelatiere ed imprenditrice pugliese, nello scorso anno, è stata sul podio dei finalisti della Coppa Italia di Gelateria, tra i 25 finalisti italiani del Campionato di Coppa Italia di Gelateria, indetto dall’AIG – Associazione Italiana Gelatieri. È l’unica donna cavaliere del gelato della Puglia, nominata dall’Associazione italiana gelatieri; da nove anni guida la sua attività, Gelatika; ha acquisito una grande esperienza ed è stata già destinataria, nel tempo, di altri riconoscimenti. “Sono molto orgogliosa di essere a Sanremo anche quest’anno e spero di riuscire a portare avanti il nome della Puglia i nostri gusti sono apprezzati dalle star, ma anche dai numerosi visitatori”, dichiara Katia Cavallo. “Questa partecipazione - spiega - rappresenta per noi pugliesi un segnale di grande importanza. La Puglia è una destinazione di sapori autentici e tradizioni uniche. Qui a Sanremo portiamo a livello nazionale la tradizione del nostro gelato artigianale e i nostri sapori”.
La passione di Katia Cavallo per il gelato e per la pasticceria è nata sin da quando lei era bambina, appassionata di dolci e ricette. Da adolescente, ha scelto di professionalizzarsi e ha seguito dei corsi di formazione per imparare a realizzare un buon gelato artigianale e prodotti di pasticceria. Ha partecipato attivamente alla creazione dell’associazione AIG Puglia e ricopre la carica di consigliere nella stessa associazione pugliese. Nove anni fa, ha avviato la sua attività, Gelatika, che gestisce insieme al marito Domenico e ai figli. La sua gelateria è diventata un punto di riferimento per tanti giovani e famiglie, provenienti non solo dalla provincia di Taranto, che raggiungono Grottaglie per assaggiare il suo gelato. “La nostra filosofia - spiega - è far sentire i gusti nella loro essenza, esaltare le materie prime, cercare di diminuire per quanto possibile l’apporto di zuccheri, utilizzare ingredienti di base di alta qualità e quanto più possibile vicini al territorio. Realizzare un gelato significa per me avere una grande attenzione alla scelta dei prodotti ma anche alle esigenze dei consumatori, sempre pronti a scoprire le novità ma, al contempo, molto legati alle nostre tradizioni e al nostro territorio. Realizziamo tutto artigianalmente, dal gelato, agli yoghurt, alle crêpes, ai vari impasti”, spiega Katia Cavallo. Si parte da un’accurata selezione delle materie prime, scelte anche grazie alla collaborazione con aziende del territorio, che forniscono alla gelateria di Katia frutta e verdura di stagione. Si collabora inoltre con gli chef della zona, con dei gusti di gelato da inserire nei menu dei ristoranti (ad esempio, gelato al prezzemolo da abbinare a tartare di tonno e mango). Inoltre, “si collabora con diversi e importanti eventi gastronomici e“a Taranto abbiamo creato il gelato alla cozza nera tarantina presidio Slow Food”. Al tavolo, il gelato è servito in coppe in ceramica artigianale grottagliese, che ricordano la tradizione di Grottaglie. Il banco della gelateria di Katia Cavallo segue la stagionalità dei gusti. Sono proposti i gusti legati ai frutti di stagione, come melagrana o cachi in autunno, agrumi in inverno; i gusti classici, sempre molto richiesti e altri abbinamenti particolari, come il gusto melone di Cantalupo e prosciutto di Faeto, che reinterpreta il “prosciutto crudo e melone”; il gusto gelato alla carota di Polignano o il gusto caciocavallo podolico con the nero affumicato. Sono molto apprezzate le varietà “golose”, come il gusto cioccolato imbottito con rhum e granella di nocciole e gusti particolari come quello ideato la scorsa estate: il gelato alla pala di fico d’india variegato con salsa di agrumi e mandorle caramellate.
PROVINCIA DI TARANTO/ Riparte il progetto della piattaforma logistica Agromed. Palmisano: noi, in prima linea
Scritto da Redazione1La Provincia di Taranto esprime soddisfazione per l’annuncio dell’avvio del nuovo corso del progetto della piattaforma logistica Agromed, un’infrastruttura strategica per il nostro territorio che intende sostenere, valorizzare e rafforzare la filiera agroalimentare locale.
"Dopo anni di vicissitudini, rinvii e difficoltà, la ripresa di questo progetto rappresenta non solo il ritorno di un investimento di oltre 12 milioni di euro, ma soprattutto una concreta opportunità per lo sviluppo economico, occupazionale e competitivo della provincia jonica.
La piattaforma logistica sorgerà negli spazi dell’ex stabilimento Miroglio: un esempio possibile e auspicabile di recupero produttivo di aree industriali dismesse e di reindustrializzazione sostenibile.
La Provincia di Taranto continuerà a essere in prima linea, per le proprie competenze, per sostenere questa e tutte le iniziative che promuovono lavoro, innovazione e prospettive per le nuove generazioni", ha dichiarato il Presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano.
VETRINA NAZIONALE/ Gli agrumi di Palagiano tornano in TV: domenica a Melaverde, su Canale 5
Scritto da Redazione1Domenica 11 gennaio in collegamento da Palagiano andrà in onda su Canale 5, con inizio alle ore 10,55, la trasmissione televisiva Melaverde, prodotta da Giacomo Tiraboschi, e voluta nel 2011 dall’allora sindaco Rocco Ressa e dalla sua amministrazione per promuovere a livello nazionale gli agrumi.
A condurre la trasmissione, diretta dal regista Michele Zito su testo dell’autore Nicola Fontana, è il mitico Edoardo Raspelli che farà conoscere a tutta l’Italia “La stagione degli agrumi”.
La trasmissione televisiva farà scoprire tantissime cose su questi frutti, in particolare sulla coltivazione biologica degli agrumi nell’azienda agricola di Marco Campobasso in Tenuta Lago d’Anice, con una tecnica particolare di irrigazione che funziona anche da antigelo perché al posto del gocciolatoio c’è un nebulizzatore per far vaporizzare l’acqua sotto la chioma; quando fa molto freddo, tra le goccioline d’acqua e l’aria avviene uno scambio termico, per cui quest’aria mitigata dalla temperatura dell’acqua tende a salire e preserva le foglie e i frutti; la cosa interessante è che durante l’estate si ha l’effetto opposto e quindi questa nebulizzazione mitiga il gran caldo che manderebbe comunque le piante in sofferenza.
Un’altra peculiarità è l’utilizzo degli insetti buoni, detti insetti antagonisti, che vengono allevati e liberati sulle piante contrastando quelli dannosi, senza bisogno di usare pesticidi.
Raspelli farà conoscere l’unica varietà di arance, la Valencia, che ha la particolarità di avere il frutto già maturo insieme a quello acerbo sulla pianta che viene raccolto l’anno successivo. La varietà di arance Navel, in inglese ombelico, ha una caratteristica ben precisa poiché presenta un tipico frutto gemello, detto appunto navel, all'interno della buccia, localizzato al polo opposto rispetto al picciolo: è stata sviluppata presso un monastero in Brasile nel 1820. La clementina è un ibrido tra l’arancio e il mandarino; deve il suo nome a Clément, padre missionario francese che l’ha scoperta in Algeria all’inizio del ‘900 ed ha la particolarità di non avere semi, a differenza proprio del mandarino.
Raspelli illustrerà il procedimento delle arance in magazzino per il lavaggio in acqua arricchita con ozono che serve ad igienizzarla, asciugate in un tunnel con forte ventilazione che rimuove completamente l’umidità, divise per dimensione, cioè calibrate, ed infine confezionate per la commercializzazione.
Raspelli si porterà presso il laboratorio cucina e pasticceria della comunità educativa per minori Demetra dove verranno preparati dolci e piatti tipici, come la cialledda (pane, arance a fette, pomodorini, cipolla, cetrioli, olive e olio), l’arrosto all’arancia (lonza di maiale o noce di vitello, cipolla, sedano, arance, vino bianco, burro, brodo e pepe), la ciambella all’arancia, la torta con crema all'arancia, le tortine al mandarino, i bastoncini d'arancia al cioccolato.
Infine presso la caffetteria gelateria creperia Mincuccio verrà preparato il cockatil Sparkling (prosecco, succo d'arancia e di melograno), nonché il gelato artigianale al mandarino (cremoso dal gusto fresco e delicato che aiuta la digestione).

