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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura
Artigianato, Commercio & Agricoltura

Artigianato, Commercio & Agricoltura (139)

Coin ritorna a Taranto, con un negozio dal format sperimentale,interamente dedicato ad abbigliamento e accessori. In linea con la strategia di espansione del marchio, la principale catena di department store in Italia ha deciso di riportare la propria insegna in città – dove già si trova un Coincasa in via Federico di Palma -, con uno spazio sviluppato su due piani, per unametratura complessiva di 500 mq. Il piano terra sarà dedicato alle collezioni donna e agli accessori, mentre il primo piano ospiterà l\'abbigliamento uomo.

 

A partire da domani 29 maggio gli abitanti di Taranto potranno vivere un\'esperienza di shopping raffinata, coinvolgente e di alta qualità. Situato nel cuore della città – in via Niccolò Tommaso D’Aquino -, il nuovo store Coin si inserisce in una location strategica e di grande fascino, che inaugurerà alle ore 17offrendo ai clienti vantaggi imperdibili.

 

Ugo Turi, Amministratore Delegato di Coin, commenta: \"La scelta di aprire un nuovo punto vendita in Puglia non è casuale: la Regione, con il suo vivace tessuto economico, è un territorio in costante crescita e un polo strategico dal potenziale straordinario non solo per il turismo, ma anche per il commercio. Questo store rappresenta non solo un\'opportunità per consolidare la presenza di Coin nel territorio, ma anche per contribuire allo sviluppo locale, creando nuovi posti di lavoro e stimolando la sua economia. Taranto, in particolare, con il suo ricco patrimonio storico e culturale, è caratterizzata da un crocevia di tradizioni e innovazioni che si riflette perfettamente nella filosofia del marchio. Per questo siamo entusiasti di poter offrire ai tarantini un\'esperienza d’acquisto unica, che si incastra alla perfezione alla sua bellezza e autenticità”.

 

La Puglia ospita già con successo altri punti vendita full format, come quelli presenti a Bari, nel centro commerciale Casamassima, e a Lecce. Inoltre sul territorio – a Monopoli, Trani e San Severo - sono presenti tre negozi Coincasa, il brand che dal 1962 interpreta il gusto italiano del vivere e dell’abitare con creatività e passione, presente con oltre 100 store in Italia e all’estero.

 

Domani, alle ore 15  il presidente nazionale della FISMO FEDERAZIONE ITALIANA SETTORE MODA CONFESERCENTI, dott. Benny Campobasso sarà a Taranto e parteciperà ad un incontro con i commercianti del settore Moda Abbigliamento, calzature, accessori, etc. 

In programma un intervento report  sulla situazione del settore e sulle attività della federazione.

 

L’incontro, che sarà coordinato dalla presidente di Confesercenti CasaImpresa Taranto Francesca Intermite, avrà luogo presso la sede dell’Associazione in via Dante n.236. 

 

E’ previsto anche un aggiornamento sulla campagna nazionale FISMO “Salviamo i saldi di Fine Stagione”, iniziativa che punta ad introdurre cambiamenti sostanziali alla regolamentazione di saldi. L’associazione tarantina, tra gli altri temi, prospetterà il programma 2024 2025 dei corsi di formazione gratuita per i dipendenti con l’utilizzo dei fondi professionali.

        

La FISMO FEDERAZIONE ITALIANA SETTORE MODA CONFESERCENTI per importanza politico – sindacale e per forza organizzata è uno dei sindacati di categoria più forti della Confesercenti, lo è per il numero di iscritti, oltre 24.500 su circa 165.500 imprese operanti in Italia, ed è stata costituita nel 1979.

La FISMO, che rappresenta le piccole e medie aziende che si occupano della distribuzione al dettaglio di articoli di abbigliamento, tessile, calzature, pelletteria e accessori moda, è presente con propri gruppi dirigenti organizzati in tutte le province italiane.

Negli ultimi anni si è caratterizzata in modo particolare rispetto ad alcune problematiche particolarmente avvertite dagli operatori:

 

iniziative volte a regolamentare in modo più equilibrato l’ingresso della GDO nel nostro settore;  elaborazione di politiche tese a valorizzare la presenza commerciale al dettaglio nei centri storici;  Ø  vendite di fine stagione; Ø  vendite straordinarie;  Ø  vendite promozionali;  la questione annosa e fondamentale per la categoria, della valutazione fiscale delle rimanenze di magazzino.

 

Compito della FISMO è anche quello di fornire alla categoria nuovi strumenti di analisi e di programmazione capaci di creare le condizioni e le opportunità per agire all’interno di un mercato sempre più globale, ma non globalizzante.

 

Domani domenica  21 aprile l’associazione Dis-Education, in collaborazione con le associazione “Terra delle Gravine “ e “Bocche del vento” porteranno lo Swap Party al castello Caracciolo Stella di Palagianello.

 

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La seconda tappa dell’avventura della Dis-Economia in un mondo dove il consumismo sfrenato è diventato l’ideologia imperante. 

La pratica del baratto serve a ridare nuova vita alle cose, un riuso che valorizza le cose in sé e non la novità lanciata dal mercato.

L’ideologia consumistica sta riducendo il mondo ad una discarica dove vengono abbandonati sia i corpi materiali sia le idee da cui sono stati generati. La Dis-Economia vuole essere la proposta alternativa alla degenerazione consumistica che erode anche i principi della civiltà umana.

Lo Swap party è l’applicazione di questa teoria. Un format dove la leggerezza e la convivialità del party si ritrovano insieme all’idea di futuro e sostenibilità.

La novità al castello sarà la possibilità di scambiare anche libri e giocattoli per bambini. Le regole rimangono quasi invariate: ognuno potrà portare massimo 5 capi di abbigliamento, 2 libri e 2 giocattoli e scambiarli con altri dello stesso genere rispettando le stesse quantità con cui ha avuto accesso al baratto.

L\'evento inizierà alle ore 11,00 e si protrarrà fino alle 18, per chi volesse fermarsi a pranzo sarà possibile prenotare nei pressi del Castello presso il Ristorante Lounge/bar Simbiosi.  Dis-Education e la Dis-Economia saranno lieti di accogliere a palazzo (Vico Conte, Palagianello) quanti vorranno imbarcarsi nell’avventura di un baratto reale dove la nobiltà è il futuro che aggiungiamo come valore alla nostra vita.

 

Il Primitivo pugliese è nella top ten dei vini autoctoni che fanno segnare i maggiori incrementi delle vendite, a conferma di una scelta sempre più territoriale nei gusti degli italiani. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, sulla base dei dati Circana, in occasione del Vinitaly dove a Casa Coldiretti sono stati esposti i vini della top ten delle bottiglie che in Italia sono cresciute maggiormente nei consumi. “All’ottavo posto c’è proprio il primo vino rosso della classifica, il Primitivo della Puglia con un aumento delle vendite del 5,2%, un risultato apprezzabile che segna un tangibile cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani che in tempo di tensioni internazionali – sottolinea la Coldiretti Puglia – premiano anche negli acquisti di vino le produzioni legate al territorio, da quelle più blasonate a quelle che negli ultimi anni hanno saputo conquistarsi un fiorente mercato”.  “Si tratta della conferma – sottolinea la Coldiretti regionale – della alta qualità offerta dalla Puglia grazie alla biodiversità e alla tradizione millenaria della viticoltura tricolore.” “Il vino testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si è posto l’obiettivo – dichiara Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia – di offrire nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali. Si tratta di un patrimonio di innovazione e competitività acquisite che va tutelato dagli attacchi dell’agropirateria che colpisce anche la Puglia ed i nostri vini sono a forte rischio imitazione. Ecco a cosa servono i marchi di qualità, a difenderci dagli attacchi dei falsari e a valorizzare la tipicità e la localizzazione del prodotto. La rintracciabilità ed i marchi, peraltro, non sono meri principi teorici e filosofici, piuttosto valori economici che le imprese agricole e l’intero territorio di produzione devono saper difendere e promuovere”.

Marzia Varvaglione è la Wine Lady 2024 secondo i Wine Travel Award svoltisi nei giorni scorsi a La Reggia di Venaria Reale a Torino.

 

Oltre alla giovane produttrice pugliese riconoscimenti importanti sono stati assegnati a Salvatore Ferragamo come Wine Gentleman, al Gruppo Lunelli come Eccellenza del Made in Italy e ad altri volti noti nel panorama internazionale del vino.

 

Una motivazione che si rifà alle attitudini di una giovane donna che sta segnando un solco nella storia del vino. Così riporta testualmente il testo con cui è stato assegnato il premio alla Varvaglione direttamente dalle mani dell’editore e ispiratrice degli award Pamela Raeli: “Il futuro è già qui. Simbolo di una generazione che sta cambiando il mondo del vino, dove visione e approccio femminili sono gli strumenti per superare stereotipi e pregiudizi. Formazione internazionale, prime esperienze all’estero, oggi guida l’azienda ultracentenaria di famiglia insieme ai fratelli Angelo e Francesca. È anche presidente dell’Associazione dei Giovani imprenditori vinicoli italiani. Una doppia sfida, già vinta.”

 

Un altro tassello importante nel percorso professionale di Marzia Varvaglione che quest’anno ha assunto anche l’incarico di presidente dell’Agivi, l’associazione dei giovani viticoltori italiani. “Sono onorata e orgogliosa di aver ricevuto questo premio – ha commentato Marzia Varvaglione – che costituisce un ulteriore incentivo per non fermarmi e continuare a fare bene per la

mia azienda e magari poter ispirare tante altre donne a spingersi oltre e differenziarsi per competenze e voglia di fare”.

“Città Vecchia va aiutata. Occorre una struttura tecnica pubblica che dia supporto al processo di rigenerazione urbana e sociale del centro storico”.

Giugno 2022/ febbraio 2024: nulla è cambiato dai giorni di  quell’accorato appello della Delegazione Città Vecchia Confcommercio  che, a distanza di  un anno e mezzo, rinnova l’appello a Palazzo di Città.

 

“Semmai ce ne fosse bisogno – afferma Claudia Lacitignola, presidente della delegazione Città Vecchia Confcommercio-  ricordiamo che il centro storico di Taranto, come un museo urbano a cielo aperto, è patrimonio culturale della città, al pari nel museo archeologico, del castello;

la trascuratezza, il degrado, la situazione di generale  precarietà  che avvolge vaste aree  dell’isola rappresenta un attacco alle radici culturali della nostra comunità.

Il centro storico di Taranto richiede politiche su misura per un sistema urbano di alto valore culturale,  con caratteristiche sociali, urbanistiche, artistiche, storiche, ambientali, non riscontrabili in nessun altro luogo della Città. La rigenerazione urbana di Città Vecchia, dovrebbe essere il primo e il più importante progetto di una amministrazione comunale che abbia un reale obiettivo di rilancio turistico- culturale della città,  così come è stato per Bari e così com’è per Lecce.  

Se Taranto è il fanalino di coda dell’offerta turistica regionale,  la motivazione  va ricercata anche  nello stato di degrado del centro storico, oggetto continuo di critiche da parte dei turisti e dei non abituali frequentatori.

 

Noi operatori delle attività commerciali  dell’isola non sappiamo più con chi dobbiamo parlare, chi sono i nostri referenti istituzionali. Non riusciamo a capire quale sia il disegno politico  della Amministrazione che non riesce nemmeno  a dare risposte  sul piano del  governo quotidiano del territorio.

Città Vecchia è sporca e presenta vaste zone ricolme di rifiuti, come abbiamo ampiamente documentato più di un anno fa facendo pervenire, agli allora assessori,  un  report fotografico su lo stato dei luoghi. Città Vecchia è buia e ciò giustamente contribuisce ad allontanare il cittadino e il turista che avverte un senso di disagio, e se non addirittura in alcuni vicoli, di timore. Città Vecchia è degradata, basta allontanarsi di qualche metro da via Garibaldi per scoprire angoli fatiscenti, in totale abbandono, addirittura utilizzati come discarica. Città Vecchia è terra di abusi, chiunque voglia può appropriarsi di un pezzo di territorio e farne ciò che desidera.

 

Abbiamo perso ormai il conto di quante sollecitazioni, richieste, incontri abbiamo fatto con gli assessori ed i vari delegati alla Città Vecchia ed alla sicurezza. Non una criticità, non un problema è mai stato risolto, solo qualche accontentino per un paio di settimane e poi tutto come prima.

Sicurezza e Decoro’ rappresentano – conclude Lacitignola-  la priorità assoluta, siamo a qualche settimana dalla partenza della nuova stagione croceristica e via Duomo   ogni giorno verrà attraversata da centinaia di turisti: noi operatori dovremo come sempre darci da fare per nascondere la polvere sotto il tappeto,  sapendo che questo non basterà e che non ci risparmierà le critiche e le recensioni malevole.

Qualcuno lassù, da Palazzo di Città, ha ancora tempo e voglia di dare ascolto a noi operatori?>>

 

 

 

 

Tempo scaduto: il commercio di vicinato non può più attendere i tempi della politica. Le attività del commercio al dettaglio sono al collasso, ma la politica sembra non percepire a pieno la gravità del fenomeno. E’ quanto accade in buona parte dei comuni della provincia di Taranto ed in particolare nel comune capoluogo, la cui classe politica attraversa una complicata crisi esistenziale che la allontana dai problemi reali delle imprese, determinando politiche amministrative che non danno risposte adeguate alle attese delle attività del commercio, motore trainante dell’economia del territorio.

 

E’ quanto è emerso nell’ultimo Consiglio generale di Confcommercio Taranto, nel quale si è sviluppato un ampio e partecipato confronto, riguardante la problematica della ‘desertificazione commerciale delle aree urbane’. Un tema portante per tutto il 2024 e che sarà al centro l’attività sindacale dell’Associazione, a tal proposito è stata infatti istituita una Commissione speciale sulle problematiche del commercio di vicinato che avrà il compito di monitorare la situazione nei vari comuni e interfacciarsi con le amministrazioni.

 

Per quanto concerne Taranto, dove la situazione, per le note vicende politico- amministrative e per l’acutizzarsi della crisi dell’Ilva,  si  presenta particolarmente critica, si è deciso di affidare ad     un nuovo organo la ‘Consulta delle Delegazioni della Città di Taranto’ che sarà presieduta da Giuseppe Spadafino (già vice presidente vicario di Confcommercio Taranto con delega al Commercio) il compito  di coordinare -in sinergia con le delegazioni urbane- le azioni da intraprendere a sostegno del settore del commercio di prossimità.

 

“Il commercio di vicinato – afferma Giuseppe Spadafino- sta affrontando un momento di grave difficoltà. Il tema è stato oggetto di un Consiglio  molto impegnativo, nel quale abbiamo deciso di avviare  un percorso di confronto con la base associativa che ci porterà nelle prossime settimane ad elaborare un  ‘Manifesto per la Tutela del Commercio di Vicinato’. Un documento di proposte volte a dare risposte alle principali problematiche che in questo momento minacciano il nostro settore e che rivolgerà specifiche richieste alle Amministrazioni, chiamandole ad un senso di responsabilità che ad oggi in molti casi è venuto meno, ma che anzi in alcuni casi ha richiesto addirittura un’azione di difesa da parte della nostra Organizzazione,  come nel caso del ritorno in auge del progetto del Comparto 32, collegato alla supposta esigenza di creare un centro servizi nelle vicinanze dell’Ospedale San Cataldo.

L’impatto delle politiche locali sulle economie territoriali è d’altronde determinate, come è fin troppo evidente a Taranto dove ormai l’operato della Amministrazione va sempre più contro le imprese. L’aumento della Tari (sembrerebbe del 30%) è l’ennesimo regalo dell’Amministrazione ai Tarantini che, già oberati dall’aumento dei costi fissi e dei prezzi- si vedranno erodere ulteriormente   il potere di acquisto, per non parlare poi delle imprese che alla lunga lista dei costi di gestione dovranno aggiungere un nuovo rincaro non giustificato peraltro dallo stato di decoro ed igiene della città.

 

Siamo al capolinea e – conclude Spadafino- questa volta non saremo disposti a fare sconti, a cedere a quell’attendismo che nel passato ci è stato proposto dietro la promessa di soluzioni a breve che non sono mai arrivate. Avanzeremo le nostre proposte, ma a patto che alle nostre richieste conseguano risposte rapide e risolutive. Il tempo dell’attesa è scaduto”

 

 

 

 

Chiusa la breve parentesi delle vendite di Natale, il commercio al dettaglio taglia il nastro del 2024 con il consueto  appuntamento dei Saldi Invernali (dal 5 gennaio al 28 febbraio). Un periodo durante il quale le attività del commercio concentrano le forze per accogliere la clientela con una vasta offerta di prodotti a prezzi scontati ; un momento strategico  per i negozi di vicinato che nei primi giorni del nuovo anno hanno preparato gli allestimenti dedicati ai saldi per facilitare la scelta dei capi e dei prodotti a saldo. Come sempre la caccia all’affare, la voglia di concedersi l’acquisto di un capo desiderato ma  che non si è potuto comprare ad inizio della stagione invernale,   sarà la motivazione principale di spesa per buona parte dei consumatori;  secondo le previsioni dell’Ufficio studi di Confcommercio: l’85% dei consumatori destinerà ai saldi circa 200 euro, una cifra in linea con lo scorso anno. Circa il 64% dei consumatori farà acquisti di merce a saldo.

 

“I commercianti auspicano che – commenta Mario Raffo, presidente provinciale di Federmoda-  i consumatori vogliano approfittare degli sconti, dopo una partenza delle vendite invernali  davvero deludente. Rispetto al 2022,  le vendite quest’anno hanno registrato un calo del 30%, così come la partesi natalizia è stata poco significativa e concentrata dal 22 al 24 dicembre. La moda, a differenza di altri settori,   non ha particolarmente risentito dell’inflazione: la possibilità di fare buoni affari e di acquistare abbigliamento, scarpe e accessori importanti a prezzi convenienti è reale. Le nostre aspettative di vendita sono alte, anche se purtroppo sappiamo che  su la capacità di spesa dei consumatori incidono varie  problematiche che inducono a contrarre il budget destinato alla spesa per l’abbigliamento.

Siamo ben lieti che  un’ampia fascia di consumatori – e lo abbiamo notato anche durante le vendite natalizie - apprezzi il servizio che offrono i punti vendita  de commercio al dettaglio e che preferiscano fare acquisti nei negozi del commercio di vicinato, per tutta una serie di elementi ascrivibili soprattutto al rapporto personalizzato che solo le attività di vicinato offrono. L’accoglienza ed  il rapporto con il personale addetto alla vendita,   per molti clienti rappresenta un fattore importante della esperienza di shopping.”

 

Si ricorda che oggi 6 gennaio, festività della Befana, e domenica 7  i  negozi saranno aperti per l’intera giornata in tutta la provincia di Taranto

Le modalità di svolgimento dei saldi restano le stesse già  conosciute dai consumatori che hanno imparato ad apprezzare il  decalogo dei Saldi chiari e sicuri di Confcommercio .

Cambi- La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi- Non c’è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti- Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.

Prodotti in vendita- I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

Indicazione del prezzo- Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Riparazioni- Qualora il prodotto acquistato in saldo debba prevedere modifiche e/o adattamenti sartoriali alle esigenze della clientela (es. orli, maniche, asole, ecc…) il costo è a carico del cliente, salvo diversa pattuizione. L\'operatore commerciale dovrà darne preventiva informazione al cliente.

 

 

Lunedì 18 dicembre, talk in Confcommercio a cura di Terziario Donna sui temi dell’automprenditorialità, della formazione, delle competenze e della motivazione personale.

 

L’occupazione femminile cresce e nel terziario la crescita è ancora più accentuata, ciò malgrado l’Italia resta indietro di almeno 24 punti rispetto alla media europea. L’Ufficio Studi di Confcommercio traccia il quadro delle dinamiche dell’occupazione femminile.

Il settore del terziario è quello che registra in termini percentuali valori di occupazione femminile superiori (47,5%) rispetto al totale delle attività economiche, tuttavia l’imprenditoria femminile rappresenta appena il 22% del totale delle imprese.

Le imprese femminili in percentuale sono molte di più nelle regioni meridionali, rispetto alle regioni del Nord come il Veneto, la Lombardia, l’Emilia Romagna. Va evidenziato però che il tasso di imprese  femminili è inversamente proporzionale al tasso di occupazione e impegno femminile, ciò significa che le politiche sulle pari opportunità hanno ancora tanta strada da percorre per creare le condizioni necessarie per favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro. Nel 2022 si sono infatti licenziate 44 mila donne per la difficoltà di conciliare figli e lavoro.

 

Terziario Donna Confcommercio Taranto intende avviare un percorso di confronto e di informazione sui temi inerenti l’accesso al mercato del lavoro ed in particolare riferimento al lavoro autonomo nell’ambito delle professioni e dell’imprenditoria.

‘L’Impresa è donna’ è il progetto della organizzazione provinciale delle imprenditrici di Confcommercio organizzato in tre giornate nelle quali rappresentanti del mondo delle professioni e delle imprese daranno una serie di informazioni, spunti, testimonianze utili alle donne che desiderano intraprendere una attività lavorativa autonoma o che già sono impegnate e che desiderano affrontare nuove sfide, rilanciare il proprio business.

 

“Con il primo incontro ‘Donne che decidono il loro futuro’ - spiega Paola Scialpi,  presidente provinciale  di Terziario Donna Taranto- parleremo in particolare alle giovani donne che desiderano mettersi alla prova ed impegnarsi in un percorso di autoimprenditorialità. Abbiamo invitato a parlare  consulenti e professioniste con competenze personali e professionali in vari ambiti, la formula è quella del talk perché ci piacerebbe poter interagire con chi partecipa all’incontro. Andremo avanti con altri due incontri a febbraio dedicato  alle donne protagoniste del cambiamento, e marzo alle nuove opportunità imprenditoriali legate  all’innovazione.”

 

Il primo appuntamento è per lunedì 18 dicembre con inizio alle ore 9.00 (Conference room di Confcommercio in v.le Magna Grecia 119); dopo l’intervento di  saluto del presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande, seguirà l’intervento di apertura della presidente di TD, Paola Scialpi. La parola poi passerà a: Nadia Bonucci, dirigente scolastico;  Rossana Ercolano, esperta di formazione; Paola D’Andria,  motivator; Antonella Testa, esperta di finanza agevolata; Maria Pasanisi, psicologa; Emilia Blasi, imprenditrice.  Coordina Simona Giorgi, Area Comunicazione Confcommercio Taranto.

 

I geometri del Collegio provinciale di Taranto in Confcommercio, questo pomeriggio mercoledì 13 dicembre (alle ore 15.00)  per un talk sui temi della rigenerazione urbana, in relazione alla tutela delle attività di vicinato.

L’iniziativa rientra nel progetto ‘Geometrie Urbane’, organizzato a Taranto dal Collegio provinciale dei geometri e geometri laureati, con il contributo artistico di Archita Festival, e Confcommercio Taranto tra i partner patrocinanti,  dal 9 al 16 dicembre.

Un interessante percorso a tappe teso a valorizzare la figura professionale del geometra attraverso vari linguaggi ed occasioni di confronto.

 

In tal ottica l’iniziativa realizzata in collaborazione con Confcommercio: un talk su due  tematiche di grande interesse per le attività del Terziario di mercato.

Si parlerà di rigenerazione urbana quale asset strategico per la tutela del commercio di prossimità, e del nuovo PUG, uno strumento di programmazione fondamentale per lo sviluppo futuro del territorio, in merito al quale  recentemente vi sono stati gli incontri pubblici che hanno consentito la partecipazione ed il confronto tra i vari attori del territorio.

 

Il talk in Confcommercio vuol essere un nuovo contributo al dibattito cittadino sul tema della centralità delle attività di prossimità per lo sviluppo delle economie legate alle aree urbane, per le ricadute socio ambientali  sull’habitat cittadino e sulla qualità della vita. Un tema sul quale Confcommercio intende portare avanti nel 2024 con rinnovato impegno le sue politiche di tutela delle attività di vicinato, e di confronto con le amministrazioni comunali del territorio provinciale ed in particolare del capoluogo ionico per l’avvio di progetti di riqualificazione  urbana

 

Interveranno al talk il presidente di Confcommercio Leonardo Giangrande e il componete di Collegio, Angelo Giordano per i saluti. Contributi al dibattito di Giuseppe Spadafino e Tullio Mancino per Confcommercio nella prima parte dedicata alla riqualificazione urbana; gli architetti Mario Francesco Romandini e Roberto La Gioia del Gruppo di lavoro del PUG che dialogheranno con il prof. Francesco Karrer (in collegamento da Roma) e  che dopo 40 anni firmerà il nuovo PUG.

 

 

 

 

 

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