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Giornale di Taranto - Artigianato, Commercio & Agricoltura
Artigianato, Commercio & Agricoltura

Artigianato, Commercio & Agricoltura (102)

Crescono del 25% le vendite di olio extravergine di oliva in Puglia durante le festività, con 9 famiglie su 10 che lo consumano ogni giorno e una crescente attenzione verso il prodotto di qualità in cima alla top ten dei regali gastronomici più ricercati e molto attesi. È quanto emerge dall\\\'analisi di Coldiretti Puglia, sulla base dell\\\'andamento delle vendite di olio Evo in aziende olivicole, frantoi e mercati contadini.

 

“Diffondere la cultura dell\\\'olio extravergine di oliva fra i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell\\\'olio è il nostro obiettivo – aggiunge il presidente Muraglia – perché i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell\\\'olio. In Puglia aziende agricole e frantoi hanno saputo cogliere gli spunti positivi offerti dal mondo del vino, abile nell\\\'attività di marketing e di grande promozione delle etichette pugliesi a livello nazionale e internazionale. Da qui stanno nascendo sale di degustazione all\\\'interno delle aziende olivicole e dei frantoi, il packaging sta divenendo sempre più ammiccante, sta salendo il livello qualitativo degli oli”, tiene a precisare Muraglia.  

Nel 2022 a pesare su aziende agricole e frantoi sono i rincari diretti e indiretti determinati dall’energia che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio nelle campagne mentre il vetro costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra anche un incremento del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per la banda stagnata, secondo l’analisi Coldiretti e Unaprol. Olivicoltori e frantoiani sono costretti a fronteggiare l’incremento dell’elettricità, i cui costi sono quintuplicati.   Un olio extravergine di oliva  di qualità – conclude Coldiretti Puglia – deve essere profumato all\\\'esame olfattivo deve ricordare l\\\'erba tagliata, sentori vegetali e all\\\'esame gustativo deve presentarsi con sentori di amaro e piccante, gli oli di bassa qualità invece puzzano di aceto o di rancido e all\\\'esame gustativo sono grassi e untuosi. Riconoscere gli oli EVO di qualità significa acquistare oli ricchi di sostanze polifenoliche antiossidanti fondamentali per la salute.

Lo storico punto vendita Lord, in via Di Palma angolo via Nitti, nel cuore del Borgo, sospende le attività. Saracinesche abbassate, vetrine vuote e un avviso in cui si comunica alla clientela che la vendita continua in via Anfiteatro.

Fa un certo effetto veder chiudere uno dei luoghi simbolo del commercio nel settore dell’abbigliamento legato alle grandi firme della moda, posizionato nel centro del centro della città e per questo ancora più evidente.

Non è l’unico, in centro come in periferia, ad aver chiuso i battenti, palesando situazioni difficili, crisi ed emergenze. 

“Un Negozio - scrive Confcommercio Taranto sulla sua pagina facebook- è lavoro, economia, varietà dell'offerta commerciale, servizio,  immagine, luci, sicurezza urbana, relazioni, storie imprenditoriali, famiglie...

Un'insegna che rimane spenta, un punto vendita che cessa la sua attività, rappresenta sempre una perdita per la comunità. E, non si può non dolersene.”

La crisi scatenata dalla guerra in Ucraina con il caro bollette e l’inflazione sui prodotti alimentari balzata al 13,2% porta 4 consumatori su 10 (41%) a caccia di prodotti locali e a km zero, che risultano al primo posto della classifica sulle intenzioni di spesa anche per i prossimi mesi, con un aumento del 7,6% della vendita diretta nei nove mesi del 2022, trainato anche dalla volontà di contribuire alla riduzione dei consumi energetici e di sostenere l’economia locale. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti Puglia, sull’andamento delle vendite nei mercati dei contadini di Campagna Amica e nei punti vendita delle aziende agricole pugliesi che hanno affiancato servizi quali le consegne a domicilio e la vendita on line di cibo locale.

 

 "Oltre a garantire la maggiore freschezza dei prodotti e tagliare gli sprechi – spiega Coldiretti regionale - la filiera corta riduce anche i tempi di trasporto e, con essi, il consumo di carburanti e le emissioni in atmosfera, tagliando le intermediazioni con un rapporto diretto che avvantaggia dal punto di vista economico agricoltori e consumatori". "Al secondo posto tra le intenzioni di acquisto degli italiani per i prossimi mesi – continua Coldiretti - ci sono peraltro i cibi 100% italiani, che precedono gli alimenti con packaging sostenibile e quelli che garantiscono il rispetto dell’ambiente, per un netto aumento complessivo della spesa green". Nel carrello sembrano, invece, destinati a calare i prodotti pronti, l’etnico, anche perché più energivoro a causa dei lunghi trasporti, e quelli premium a causa delle esigenze di risparmio per la riduzione del potere di acquisto. "Strategie rese necessarie da un balzo dell’inflazione che, secondo una stima Coldiretti, ha fatto salite il conto della spesa a tavola ad 1 miliardo di euro in più a carico delle famiglie pugliesi durante l’anno – denuncia Coldiretti Puglia - a causa dell’esplosivo aumento dei costi energetici, trainato dalle bollette del gas. Il risultato è che il valore della vendita diretta dagli agricoltori è salito in Puglia ad oltre 700 milioni di euro e coinvolge ormai oltre un’azienda agricola su cinque".

 Il caro prezzi, con l'arrivo dell'autunno, spinge una famiglia pugliese su cinque (19%), a preparare in casa conserve di ogni tipo. Lo rende noto Coldiretti Puglia sulla base di un'indagine eseguita con Agrichef, i cuochi-contadini che nei mercati di Campagna Amica svelano i segreti dei mestiere nella preparazione della passata di pomodoro, delle marmellate di frutta, dei sottoli, dei sottaceti.

    Il ritorno alle tradizioni del passato non avviene solo nella consapevolezza di poter risparmiare, ma anche di poter conservare in dispensa alimenti preparati con materie prime genuine, 100% italiane, riducendo sprechi di frutta e ortaggi. Coldiretti, oltre a incoraggiare tali pratiche, raccomanda il rispetto delle regole che garantiscono la sicurezza degli alimenti conservati, a partire dalla sterilizzazione. L'aumento dei costi non colpisce, tuttavia, solo le famiglie, ma la filiera alimentare nella sua interezza. L’approvvigionamento alimentare è assicurato in Puglia da oltre 100mila aziende agricole e stalle, più di 5mila imprese di lavorazione e da una capillare rete di distribuzione, tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica. 

Appuntamento con la storica manifestazione organizzata

dall’Associazione Pro Loco di Lama e le sue Contrade.

Lama (Ta) -Venerdì 5 Agosto 20:00/24:00

 

Acqua e farina. Il pane, simbolo della vita, alimento principale delle tavole degli italiani.

Ha da sempre meritato   grandi attenzioni , e sin da piccoli ci è stato insegnato che non si butta mai e che quindi si riutilizza anche quando non è più fresco. Buttarlo ha la stessa valenza di un gesto sacrilego. E’ il pane l’alimento per eccellenza di oggi come di ieri, sin dalla notte dei tempi, prima, della Magna Grecia e poi dell’antica Roma come racconta Plinio il Vecchio, scrittore latino vissuto nel I secolo d. C., che tramanda  di Cerere che  trovò il frumento, mentre prima si viveva di ghiande e che precedentemente la stessa dea aveva insegnato a «macinare e fare il pane, assurgendo così al rango divino.

Elemento a forte valenza religiosa, in quanto simbolo del Corpo di Cristo. In generale, è simbolo della fatica ed è per questo che viene da sempre rispettato.

Non va mai messo al rovescio sul tavolo: il pane al contrario porta male. La tavola è, per antonomasia, il luogo in cui ci si riunisce, quindi nulla va messo al contrario. Ma non finisce qui: ci sono delle storie di donne e di uomini che girano intorno al pane.

Lama, gioiosa frazione di Taranto con il suo vecchio forno a legna, dove le donne si recavano a cuocere il pane, lo ha posto, grazie al lavoro della Pro Loco Lama e le sue Contrade al centro dell’attenzione, organizzando da oltre quindici anni una festa in suo onore.

Ad accogliere la manifestazione è la storica dimora settecentesca, Villa Vetusta di Lama, che apre al pubblico per l’occasione, ad inizio Agosto, data scelta per far si che ci siano  anche i “lamesi” di ritorno, villeggianti da sempre della vecchia  contrada tarantina.

 

L’ORGANIZZAZIONE E IL PROGRAMMA

 

La manifestazione. Dopo due anni di fermo obbligato da motivi sanitari, causa Covid, torna con veemenza. Ad organizzare l’edizione 2022, per la Pro Loco di Lama e le Sue Contrade, la neo-presidente, Lara Marchetta, avvocato di professione, già vicepresidente della stessa Pro Loco sotto la direzione per anni affidata alle competenze di Vittoria Orlando.

 

Protagonista assoluto sarà naturalmente il pane di Lama, accompagnato dal vino della azienda Tre Fontane e da altri prodotti gastronomici.

 

Per l’edizione 2022, è previsto un momento di approfondimento con gli interventi di Enza Tomaselli, guida turistica; Domenico Castria di Slow Food; Eliana Baldo di Filiera 21. Giacinto Felle, mugnaio ed esperto di farine, che darà una dimostrazione in loco sull’impasto e sulla cottura del pane di Lama nel forno a legna della Villa mentre Domenico Claudio Sellitti di Arreterra e Daniele Manni dell’omonima azienda agricola, presenteranno i prodotti bio della loro produzione.

 

Non mancherà un momento musicale e le danze popolari con il gruppo “Le radici del sud”.

 

Per suggellare la manifestazione 2022 per la prima volta, è stata realizzata una cartolina artistica a ricordo dell’evento, dipinta ad acquerello e china da Simona Giorgi, che sarà presente sul posto per autografarla di persona a quanti vorranno contribuire  alla raccolta fondi in favore del Banco Alimentare Puglia Onlus e della Caritas Lama. Un gesto reso possibile grazie anche al contributo di Sirio Marketing e Comunicazione di Taranto, per la postcard realizzata.

 

“Il pane, insomma in tutte le sue dimensioni, spiega – Lara Marchetta - – racconta la nostra tradizione, la nostra appartenenza ad un luogo, la nostalgia di un passato non troppo lontano. Pane come condivisione, cum –dividere con gli altri ciò che abbiamo, che fa sì che ci si senta nel reciproco sostegno non individui ma una vera collettività.”

 

Per accedere si ricorda che i posti sono limitati.

Prenotazione obbligatoria solo con messaggio whats-app al numero 3477672068.

Per informazioni 3283225371

Buon cibo, ottima musica e un grande cortile spazioso e ventilato dove trascorrere una piacevole serata: questa la ricetta vincente del   locale che da ieri arricchisce la panoramica dei luoghi magici dell’estate tarantina.  Il nome, che è giocato sull’ironia, elemento a nostro avviso essenziale, è "Scappati di casa", si trova in via Donzelle 33, nei pressi della base militare Chiapparo, sulla strada che da Taranto porta verso Sanvito, in mezzo al verde e a due passi dal mare. 

A fare gli onori di casa, la frizzante  Donatella Galeone e la socia Iole Scialpi che, emozionatissime,  si sono lanciate in questa bella avventura imprenditoriale al femminile.

A partire già dalle 19.00, tutti i giorni, sarà possibile sorseggiare un aperitivo, accompagnato da un cartoccio di fritti o da una focaccia con la cipolla caramellata o da qualche bruschetta sfiziosa per poi via via avvicinarsi all'ora di cena, rigorosamente all'insegna delle bontà pugliesi. 

Sono in programma serate a tema dedicate alle più svariate specialità del territorio, dalle "patedde" alla trippa o al baccalà per fare solo alcuni esempi.

Un meraviglioso tramonto e una selezione musicale giusta creeranno la cornice perfetta ai momenti di relax necessari dopo una impegnativa giornata di lavoro o una bollente giornata di mare.

Per assicurarsi un tavolo, è preferibile prenotare telefonando al numero 340/1762886

In.Ia.

L’azienda vinicola tarantina, unica pugliese a ricevere il riconoscimento, prima nella categoria Sviluppo e Innovazione

“Rispettando la tradizione noi guardiamo sempre al futuro, siamo orgogliosi” le parole della Responsabile Marketing e Mercati Esteri di Varvaglione1921

 

Tra le migliori aziende dell’anno, secondo Save The Brand 2022, c’è anche Varvaglione1921. Durante l’evento organizzato nei giorni scorsi al Four Seasons Hotel di Milano da Foodcommunity, testata del Gruppo LC Publishing, sono stati premiati come al solito i migliori imprenditori italiani del food & beverage che si sono distinti per creatività, originalità e attenzione alla sostenibilità.

Nella rassegna, giunta alla nona edizione, non è passata inosservata la crescita esponenziale di Varvaglione, azienda vitivinicola tarantina che ha battuto tutti nella categoria “Sviluppo e Innovazione”: a pesare nella scelta il fatto che la cantina ionica, guidata da Cosimo e Maria Teresa Varvaglione, abbia coniato la prima etichetta di realtà aumentata, realizzata dall’illustratrice Lucia Emanuela Curzi e dal digital storyteller Frankie Caradonna per il vino Masseria Pizzariello, un Cru da single vineyard che vuole celebrare i cento anni di Varvaglione1921.

Si tratta dell’ennesimo riconoscimento per questa secolare realtà tutta tarantina, che è riuscita a conciliare nel tempo know-how e tradizione con le più avanzate tecnologie di vinificazione, mantenendo un occhio vigile sui mercati nazionali e internazionali.

“Siamo orgogliosi di aver ricevuto l’ambito premio Save The Brand – ha dichiarato Marzia Varvaglione, Responsabile Marketing e Mercati Esteri di Varvaglione1921–, sicuramente è il giusto riconoscimento di un lavoro incentrato sulla storia e sulla tradizione vinicola della provincia di Taranto, e più in generale di una regione ricca di materie prime come la Puglia, ma che da anni guarda al futuro con sempre più attenzione e lungimiranza”.

Saldi Estivi al via da sabato 2 luglio. Ultime battute per l’allestimento di stand,  espositori e vetrine nei negozi di Taranto, Martina Franca, Grottaglie, Manduria, Massafra, Castellaneta e dei vari centri della provincia per  l’appuntamento  con i saldi estivi.

 

Una partenza, la prima settimana di  luglio, in parte contestata, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove la vendite dei capi  moda e dell’abbigliamento da mare  – ricorda il presidente provinciale di Federmoda, Mario Raffo- sono entrate  nel vivo proprio da poche settimane con l’arrivo dei turisti e con la riapertura dei lidi, dei locali serali estivi e la ripartenza degli eventi. E’ un peccato dunque che ad appena poche settimane dall’avvio della stagione di vendite si debba già mettere la merce in saldo. La Puglia, ma un po’ tutte le regioni del Sud,  su la tesi della data unica di avvio saldi per tutta la Penisola non sono d’accordo e da tempo sollecitano date scaglionate.

Intanto, sabato prossimo negozi aperti per l’intera giornata in tutta la provincia, così come lunedì mattina la maggior parte delle  attività non osserveranno la mezza giornata di riposo.  

 

Secondo l’Ufficio studi di Confcommercio, quest’anno ogni famiglia spenderà in media 202 euro, pari a 88 euro pro capite , per un valore complessivo di 3,1 miliardi di euro.

Come per lo scorso anno, sono confermate le modalità di svolgimento delle vendite di fine stagione, che dovranno avvenire secondo una serie di regole sintetizzate nel decalogo dei Saldi chiari e sicuri.

Cambi- La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (artt. 130 e ss. d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi- Non c’è obbligo. È rimessa alla discrezionalità del negoziante.

Pagamenti- Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.

Prodotti in vendita- I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

Indicazione del prezzo- Obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Riparazioni- Qualora il prodotto acquistato in saldo debba prevedere modifiche e/o adattamenti sartoriali alle esigenze della clientela (es. orli, maniche, asole, ecc…) il costo è a carico del cliente, salvo diversa pattuizione. L'operatore commerciale dovrà darne preventiva informazione al cliente.

 

Le vendite a  saldo andranno avanti sino al 15 settembre 2022.

 

E' venuto a mancare prematuramente Luciano Forte, storico presidente degli agenti di commercio  FNAARC Taranto , già Vice Presidente vicario di Confcommercio Taranto. Persona capace, comunicativa, e sempre animata da spirito collaborativo nella realizzazione di iniziative innovative a beneficio del territorio e della categoria che rappresentava con passione e impegno.

Tanti i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia anche attraverso i social.

Il Presidente Leonardo Giangrande ed il Consiglio generale si uniscono al dolore della famiglia Forte.

‘Per ogni buono pasto da 8 euro, ne incassiamo poco più di 6’. Il coro di bar, ristoranti, alimentari è unanime i ‘buoni pasto’ non funzionano e gli esercizi – ma, molti da tempo vi hanno già rinunciato- sono pronti a dire addio ai ticket.  

Intanto, mercoledì 15 giugno in tutta Italia esercenti e aziende della grande distribuzione non accetteranno i buoni pasto. La protesta vede scendere in campo alcune delle principali associazioni di settore tra le quali FIDA e FIPE Confcommercio. Due le priorità: la riduzione immediata dei ribassi sul prezzo, richiesti in fase di gara alle società emettitrici dei buoni pasto; la riforma complessiva del sistema, seguendo l’impianto in vigore in altri paesi di Europa, per assicurare il rispetto nominale del ticket ed eliminare le commissioni pagate dagli esercizi.

 

 

“In questi ultimi anni – commenta Matilde Contento, presidente provinciale FIDA Confcommercio (la federazione italiana della distribuzione alimentare) - abbiamo fatto numerosi appelli pubblici sulla necessità di riformare il sistema dei buoni pasto in modo radicale, ma purtroppo non c’è stata risposta. 

Noi di FIDA e FIPE -Confcommercio insieme ad altre insegne e associazioni di categoria , con i nostri esercizi, aziende della distribuzione e dettaglianti alimentari, aderiamo al primo sciopero che si terrà mercoledì 15 giugno, non accettando i buoni pasto, per evidenziare una situazione sulla quale occorre intervenire con fermezza. Le commissioni a carico degli esercenti sono insostenibili soprattutto in un momento gravato dagli aumenti dei costi dell’energia e delle materie prime.”

 

“Consip effettua le gare solo nominalmente con il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma nella sostanza questo meccanismo finisce con il scaricare il risparmio della pubblica amministrazione sulle attività. Scalati gli oneri di gestione e finanziari si registra un deprezzamento del 30% .  

Il nostro obiettivo è – incalza Antonio Salamina, presidente prov. di Fipe Ristoranti- tutelare un importante servizio di cui beneficiano i lavoratori, che va però reso sostenibile. Chiediamo al Governo, soprattutto in vista dell’imminente gara Consip, di superare un sistema che impone commissioni non eque, le più alte d’Europa, che si avvicinano al 20% del valore nominale del buono pasto”.  

 

“Un altro aspetto grave da sottolineare – evidenzia Paolo Barivelo, presidente provinciale  di Fipe Bar è dato dai tempi estremamente lunghi dei rimborsi  da parte delle società emettitrici. In sostanza a noi viene chiesto di anticipare somme che andremmo ad incassare dopo mesi e mesi, con margini di guadagno risicati. Molti di noi hanno giustamente rinunciato ai ticket pasto. Il costo sostenuto dalle nostre attività  rende insostenibile la prosecuzione di questo servizio”

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