Economia, Lavoro & Industria (2129)
VESTAS- LA VERTENZA/ Confronto in Regione: stop di 30 giorni al trasferimento da Taranto
Scritto da Redazione1
“Esprimiamo soddisfazione per l’accordo raggiunto al tavolo. Ringrazio l’azienda e le organizzazioni sindacali per il senso di responsabilità e la disponibilità dimostrati, elementi indispensabili per il conseguimento di questo risultato”. Lo dichiara Eugenio Di Sciascio, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, dopo il tavolo in task force Lavoro sulla vertenza aperta a Vestas Italia Taranto. “L’intesa - afferma Di Sciascio - consentirà ai lavoratori, che in queste settimane hanno manifestato anche in forme estreme, di tornare a condizioni di maggiore serenità e permette al sindacato di riappropriarsi pienamente del proprio ruolo negoziale, ruolo che l’azienda ha riconosciuto e dichiarato di voler valorizzare”.
Di Sciascio afferma di aver “dato indicazione di rendere permanente il tavolo Sepac per monitorare gli sviluppi della vertenza e per traguardare a tutte le conferme necessarie utili a radicare ulteriormente il Gruppo Vestas a Taranto, sia per ciò che attiene le attività produttive strettamente industriali sia per quelle amministrative e attinenti alle manutenzioni”. “Rispetto all’annunciata volontà aziendale di spostare a San Nicola di Melfi il magazzino del materiale utile alla manutenzione degli impianti, Vestas Italia si è impegnata a differire di 30 giorni il termine temporale entro il quale realizzare il piano. Ciò al fine di consentire la ripresa delle relazioni industriali e del confronto con i sindacati” dice la Regione Puglia a proposito del vertice relativo all’azienda che si occupa di assistenza e service per gli impianti eolici. Per il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, “é stato un incontro molto importante. Abbiamo costruito le condizioni per una ripresa del dialogo. Abbiamo concluso l’incontro trovando punti di convergenza. L’azienda si é presa 30 giorni prima di fare qualsiasi tipo di trasferimento in modo che si possa con i sindacati individuare la soluzione migliore possibile a tutela dei lavoratori e del territorio. Ora i lavoratori parleranno con i sindacati in assemblea con l’augurio, l’auspicio che si possa arrivare all’interruzione dell’occupazione dello stabilimento”.
“Al tavolo - dichiara Biagio Prisciano della Fim Cisl a proposito del trasferimento del personale di Vestas Italia da Taranto in Basilicata, ora temporaneamente stoppato - non solo abbiamo ammonito l’azienda per il comportamento che ha avuto, a partire dalla comunicazione inviata ai sindacati con pec il 7 gennaio scorso, ma abbiamo anche detto che servono tutti gli strumenti possibili e necessari finalizzati alla messa in sicurezza dei lavoratori. Anche attraverso quelle che possono essere condizioni di volontarietà - rileva Prisciano sul trasferimento degli addetti - ma che non possono passare in maniera unilaterale perché calate da Vestas. L’azienda ha risposto cogliendo ciò che abbiamo portato al tavolo ed ha comunicato il differimento del trasferimento dei lavoratori da qui a 30 giorni. Ha poi stabilito la prima data utile per un incontro che ci permetta di trovare tutte le soluzioni che possono passare anche dall’assorbimento in Vestas Blades o in Vestas Italia. Negli incontri si troveranno tutte le condizioni gestite e condivise con i sindacati per dare massima centralità ai lavoratori”.
"Ad oggi, tuttavia - scrivono in una nota le Segreterie e le RSU FIM FIOM UILM- non vi è ancora un risultato definitivo circa l’esito di tale confronto.
Come Organizzazioni Sindacali abbiamo espresso forte preoccupazione per i tempi che si stanno dilatando. Abbiamo rimarcato con fermezza che:
L’imminente scadenza degli ammortizzatori sociali non permettono ulteriori attese. È necessario garantire continuità al reddito dei lavoratori senza alcun vuoto economico.
Inoltre abbiamo chiesto con forza di riattivare tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Riteniamo che, data la delicatezza della vertenza, sia indispensabile il coinvolgimento del Governo nazionale.
Abbiamo ribadito che la Regione Puglia e il Ministero devono farsi carico e garanti di questa vertenza. Non permetteremo che il futuro industriale del territorio tarantino e la tenuta occupazionale siano lasciati esclusivamente alle dinamiche tra privati. Le istituzioni devono assicurare che il subentro sia solido, trasparente e capace di dare prospettive di lungo periodo.
Il sindacato resta in stato di massima allerta. In mancanza di risposte concrete e di una convocazione ministeriale in tempi brevi, verranno valutate tutte le iniziative di lotta necessarie."
EX ILVA/ La crisi del siderurgico investe anche il porto di Taranto
Scritto da Redazione1La lunga crisi dell’ex Ilva continua a impattare pesantemente anche sul porto di Taranto. Sebbene infatti l’anno scorso il traffico generale sia è aumentato dello +0,8% sul 2024, secondo i dati dell’Autorità portuale del Mar Ionio prodotti e beni destinati da e per l'ex Ilva sono calati.
Nei 12 mesi trascorsi sono state movimentate 12,20 milioni di tonnellate di merci, 95.341 in più rispetto al 2024, e c'è stata una crescita dei volumi delle rinfuse liquide e delle altre merci varie (che salgono del 7,9% e del 17,3%, rispettivamente 4,48 milioni di tonnellate e 2,05 milioni di tonnellate in più), ma c’è stata anche una notevole contrazione delle rinfuse solide, ovvero quelle che alimentano l’attività dell’ex Ilva. La situazione difficile dell’acciaieria, dunque, si riflette non solo nel personale diretto e indiretto collocato in cassa integrazione, nella bassa produzione e nella fermata degli impianti, ma anche sul porto. Nel 2025 le rinfuse per l’ex Ilva hanno totalizzato 5,58 milioni di tonnellate (calo del 7,7% sul 2024). E sono calate pesantemente anche le merci in container. Queste ultime hanno espresso 80mila tonnellate (-46,0% sul 2024) con una movimentazione di contenitori pari a 9.374 teu (-41,8%). Calo drastico anche per le attività ro-ro (-83,9%) rispetto a un anno fa e i container movimentati tramite ferrovia (-100%).
Riguardo a dicembre 2025, il bilancio del porto segna -46,4 per cento come dato generale in raffronto sul 2024, con le rinfuse solide calate del 72 per cento e le liquide aumentate del 25 sempre su un anno fa. A novembre il calo del traffico era stato invece del 31,6 per cento. Oltre a novembre, gli altri mesi con il segno meno per i traffici portuali sono gennaio (-12,1 per cento sul 2024), luglio (-49,1) e settembre (-33,5). Quattro mesi su undici negativi dunque. Invece hanno il segno più tutti gli altri e in particolare febbraio +69,8 per cento, marzo +72, aprile +22,3, maggio +43,5, giugno +0,7, agosto +20,3, ottobre +22,8.
Intanto la Uil Trasporti ha convocato per il pomeriggio del 29 gennaio nella propria sede l’assemblea del personale ex TCT iscritto all’Agenzia portuale del lavoro. Si tratta degli addetti che erano con Evergreen sin quando ha gestito il terminal container, ma che da anni, rimasti disoccupati, sono a carico dell’Agenzia e percepiscono l’ima (indennità di mancato avviamento, in pratica la cassa integrazione dei portuali). Situazione operativa del porto di Taranto; mancato avvio dei corsi di riqualificazione professionale; scadenza della Tpwa, cioè dell’Agenzia per il lavoro. Questi i temi messi all’ordine del giorno dalla Uil Trasporti che il 29 ha invitato anche le istituzioni locali. “Data la situazione di completo stallo in cui versa il porto di Taranto e l’assenza di supporto degli attori istituzionali del territorio circa il concreto rilancio delle attività portuali, siamo seriamente preoccupati - dice Carmelo Sasso di Uil Trasporti - per il futuro dello scalo e dei lavoratori. Serve fare un’analisi congiunta del contesto attuale e soprattutto serve una definizione condivisa delle migliori azioni da mettere in campo per sbloccare i corsi di riqualificazione professionale e non vanificare la clausola sociale prevista dall’Agenzia alla luce della sua prossima scadenza”. Clausola sociale che prevede che le aziende e le attività che si insediano nel porto di Taranto, devono attingere anche al bacino occupazionale degli ex TCT.
EX ILVA/ La crisi del siderurgico investe anche il porto di Taranto
Scritto da Redazione1La lunga crisi dell’ex Ilva continua a impattare pesantemente anche sul porto di Taranto. Sebbene infatti l’anno scorso il traffico generale sia è aumentato dello +0,8% sul 2024, secondo i dati dell’Autorità portuale del Mar Ionio prodotti e beni destinati da e per l'ex Ilva sono calati.
Nei 12 mesi trascorsi sono state movimentate 12,20 milioni di tonnellate di merci, 95.341 in più rispetto al 2024, e c'è stata una crescita dei volumi delle rinfuse liquide e delle altre merci varie (che salgono del 7,9% e del 17,3%, rispettivamente 4,48 milioni di tonnellate e 2,05 milioni di tonnellate in più), ma c’è stata anche una notevole contrazione delle rinfuse solide, ovvero quelle che alimentano l’attività dell’ex Ilva. La situazione difficile dell’acciaieria, dunque, si riflette non solo nel personale diretto e indiretto collocato in cassa integrazione, nella bassa produzione e nella fermata degli impianti, ma anche sul porto. Nel 2025 le rinfuse per l’ex Ilva hanno totalizzato 5,58 milioni di tonnellate (calo del 7,7% sul 2024). E sono calate pesantemente anche le merci in container. Queste ultime hanno espresso 80mila tonnellate (-46,0% sul 2024) con una movimentazione di contenitori pari a 9.374 teu (-41,8%). Calo drastico anche per le attività ro-ro (-83,9%) rispetto a un anno fa e i container movimentati tramite ferrovia (-100%).
Riguardo a dicembre 2025, il bilancio del porto segna -46,4 per cento come dato generale in raffronto sul 2024, con le rinfuse solide calate del 72 per cento e le liquide aumentate del 25 sempre su un anno fa. A novembre il calo del traffico era stato invece del 31,6 per cento. Oltre a novembre, gli altri mesi con il segno meno per i traffici portuali sono gennaio (-12,1 per cento sul 2024), luglio (-49,1) e settembre (-33,5). Quattro mesi su undici negativi dunque. Invece hanno il segno più tutti gli altri e in particolare febbraio +69,8 per cento, marzo +72, aprile +22,3, maggio +43,5, giugno +0,7, agosto +20,3, ottobre +22,8.
Intanto la Uil Trasporti ha convocato per il pomeriggio del 29 gennaio nella propria sede l’assemblea del personale ex TCT iscritto all’Agenzia portuale del lavoro. Si tratta degli addetti che erano con Evergreen sin quando ha gestito il terminal container, ma che da anni, rimasti disoccupati, sono a carico dell’Agenzia e percepiscono l’ima (indennità di mancato avviamento, in pratica la cassa integrazione dei portuali). Situazione operativa del porto di Taranto; mancato avvio dei corsi di riqualificazione professionale; scadenza della Tpwa, cioè dell’Agenzia per il lavoro. Questi i temi messi all’ordine del giorno dalla Uil Trasporti che il 29 ha invitato anche le istituzioni locali. “Data la situazione di completo stallo in cui versa il porto di Taranto e l’assenza di supporto degli attori istituzionali del territorio circa il concreto rilancio delle attività portuali, siamo seriamente preoccupati - dice Carmelo Sasso di Uil Trasporti - per il futuro dello scalo e dei lavoratori. Serve fare un’analisi congiunta del contesto attuale e soprattutto serve una definizione condivisa delle migliori azioni da mettere in campo per sbloccare i corsi di riqualificazione professionale e non vanificare la clausola sociale prevista dall’Agenzia alla luce della sua prossima scadenza”. Clausola sociale che prevede che le aziende e le attività che si insediano nel porto di Taranto, devono attingere anche al bacino occupazionale degli ex TCT.
EX ILVA/ Si cercano partners oltre Flacks e Governo
Scritto da Redazione1Trovare partner industriali che per l’ex Ilva possano affiancare il fondo americano Flacks Group, che si é fatto avanti per acquisire il gruppo siderurgico, e il Governo. In questi giorni é questa la traccia su cui si sta lavorando dopo che i comitati di sorveglianza di Ilva e di Acciaierie d’Italia - rispettivamente proprietà e gestore degli impianti e degli stabilimenti - hanno dato l’ok ai commissari delle due amministrazioni straordinarie a trattare in esclusiva con Flacks Group. Ci sarebbero in proposito interessi di player sia nazionali che esteri. Un eventuale loro ingresso darebbe struttura industriale ed esperienza specifica di settore al piano industriale della “nuova” Ilva. Dei contatti sarebbero già avvenuti con alcuni operatori. Gli approfondimenti in corso riguardano modalità e spazi di inserimento di altri privati nella compagine societaria che al momento vedrebbe insieme il fondo americano e lo Stato. Lo stesso Michael Flacks ha dichiarato di volere la partecipazione pubblica - dovrebbe essere del 40% - e il Governo, con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha manifestato la sua disponibilità già da settimane. Si attende di capire come favorire e prevedere questa partecipazione dei privati per poi stringere sul piano industriale e quindi convocare i sindacati. La convocazione delle sigle metalmeccaniche non dovrebbe tuttavia tardare, stando a quanto si apprende.
LAVORO/ Il sindaco: Vestas non lascia Taranto. I sindacati: in atto "licenziamenti mascherati"
Scritto da Redazione1Sulla Vertenza Vestas è botta e risposta a distanza tra il sindaco di Taranto e i sindacati.
“Non c'è alcuna volontà da parte di Vestas di andare via da Taranto. Ho ricevuto personalmente rassicurazioni da parte della società, con la quale nelle ultime ore ho avuto delle interlocuzioni”. Lo dichiara il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, a proposito della vertenza in atto a Vestas Italia, azienda che fa capo all’omonima multinazionale danese dell’energia eolica.
Nei giorni scorsi, secondo quanto dichiarato dalle sigle sindacali Fiom Cgil e Uilm, la società ha annunciato la sua volontà di chiudere le attività di service a Taranto trasferendole con i lavoratori a San Nicola di Melfi (Potenza). Per questo Fiom e Uilm da alcuni giorni hanno indetto alla Vestas Italia uno sciopero ad oltranza e per il 3 febbraio ha convocato un incontro la task force Lavoro della Regione Puglia.
“Non c'è quindi alcuna fuga - dice il sindaco di Taranto, che aveva scritto all’azienda chiedendo un incontro - ma solo una questione che riguarda alcuni trasferimenti di personale in altro sito, e anche su questo Vestas, che ringrazio per aver accolto i miei solleciti e i successivi chiarimenti, si è detta pronta a trattare con le rappresentanze sindacali in un percorso condiviso di distensione e di serenità”.
La risposta dei sindacati non si è fatta attendere. C
Per Fiom e Uilm, anche se Vestas Italia non licenzia nessuno, portare il personale a 200 km di distanza da Taranto equivale ad “un licenziamento mascherato, perché spinge i lavoratori a dimettersi”.
“Forte sorpresa e netto dissenso rispetto a quanto dichiarato dal sindaco di Taranto in merito alla vertenza Vestas Italia e al futuro della sede tarantina” é stato espresso dai sindacati Fiom Cgil e Uilm.
“Apprendiamo dalla nota diffusa dal primo cittadino - dicono le due sigle -, che, sulla base delle informazioni ricevute dal management Vestas nell’incontro tenutosi a Palazzo di Città, ‘non ci sarebbe alcuna volontà da parte dell’azienda di andare via da Taranto’ e che non vi sarebbe ‘alcuna fuga, ma solo una questione che riguarda alcuni trasferimenti di personale in altro sito’, con l’impegno dell’azienda a un ‘percorso condiviso di distensione e serenità’. Riteniamo doveroso chiarire pubblicamente che la realtà dei fatti è ben diversa”, puntualizzano i sindacati.
“Da 11 giorni - sostengono Fiom e Uilm - i lavoratori sono in sciopero ad oltranza perché l’azienda ha avviato una procedura di trasferimento collettivo che comporta la chiusura del sito di Taranto e lo spostamento dell’intera struttura in provincia di Melfi a partire dall’1 marzo. Non si tratta dunque di ‘alcuni trasferimenti’, ma di una decisione che svuota completamente il presidio tarantino. Proprio questa scelta unilaterale - si afferma - è la ragione per cui la mobilitazione prosegue. Vestas non ha accettato di sospendere la procedura, nonostante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, impedendo così un confronto vero e di merito su tutti i temi aperti. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che verrebbero spostati a circa 200 km di distanza - rilevano Fiom e Uilm -, con pesanti ricadute sociali, economiche e produttive per il territorio, oltre che per l’intero indotto che ruota attorno alle attività di Vestas Italia”.
Alla luce di questi elementi, aggiungono Fiom e Uilm rispondendo al sindaco di Taranto, "riteniamo infondata e fuorviante l’idea di un ‘percorso di distensione e serenità’. Ad oggi - dicono - non esiste alcuna distensione, perché l’azienda, nonostante i solleciti, non ha sospeso la procedura e continua a lasciare i lavoratori in sciopero ad oltranza, avendo scelto di proseguire senza alcuna apertura concreta”.
Per Fiom Cgil e Uilm “la vertenza è aperta” e “la mobilitazione continuerà finché non verrà ritirata la procedura di trasferimento e che la città merita informazioni aderenti alla realtà dei fatti, nel rispetto dei lavoratori e del futuro industriale del territorio”.
Quest’ultimo, dicono le due sigle metalmeccaniche, “continua a perdere pezzi storici di industria sana che dovrebbe continuare a investire visti gli ingenti profitti maturati grazie ai dipendenti, generando progresso e benessere nella comunità che la ospita”.
Per i sindacati, “la situazione dei lavoratori di Vestas Italia, al pari di quelli di tante realtà che nel tempo hanno disinvestito da Taranto, meriterebbe la fattiva collaborazione e solidarietà dell’intera comunità locale e non dichiarazioni molto approssimative, soprattutto nei confronti di persone che sono in strada notte e giorno lasciate sole rispetto alle volontà della multinazionale di turno”.
TRAGUARDI/ Premiati i commercialisti e contabili di Taranto da 25, 40, 50 anni
Scritto da Redazione1L’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Taranto ha premiato gli iscritti all’albo da 25, 40 e 50 anni. La cerimonia, divenuta un appuntamento consolidato negli anni, tenutasi presso il Dipartimento Jonico UNIBA, è stata presentata dalla giornalista Gabriella Ressa e da Francesco Vizzarro, riconfermato Presidente dell’Ordine per il quadriennio 2026-2030 alle recenti elezioni per il nuovo Consiglio.
Nell’aprire la cerimonia Vizzarro ha ringraziato la squadra uscente, che ha definito: “un gruppo coeso, che si è messo in questi anni a disposizione di tutti, e che alla competenza e professionalità che lo caratterizza ha unito un forte spirito amicale. Tutto ciò ha permesso la realizzazione di un cammino prestigioso. A tutti loro dico grazie, e auguro al nuovo gruppo, che si insedierà ufficialmente nel mese di febbraio, di poter continuare il nostro cammino. Sono fiducioso, credo nel valore delle relazioni e nella capacità organizzativa delle persone che mi affiancheranno”.
Don Antonio Panico, Vicario episcopale per la Pastorale Sociale, il Lavoro, la Giustizia e la Custodia del Creato ha portato il saluto dell’Arcidiocesi e di mons. Miniero in particolare. “Sono molto colpito – ha detto – dalla visione di unione che questo Ordine mostra al territorio. E plaudo anche alla scelta di presentare un’unica lista, simbolo di coesione e progettualità comune”.
Nel corso della cerimonia sono stati premiati:
25 anni: Arcangelo BICCHIERI, Fabio BOCCUNI, Pietro CAGNAZZO, Maria GIGANTE, Salvatore GRANDE, Luciano LATARTARA, Anna Maria MONTEMURRO, Michele OLIVIERI, Pio QUARANTA, Luana RUCCO, Isabella SFORZA, Gianpiero TERMITE, Antonio VAGALI, Carmela VALDEVIES.
40 anni: Giovanni CALABRESE, Cosimo D'ELIA, Rosa LAGUARDIA, Maurizio MAGGIO, Pasquale Aldo NUZZO, Cecilia PASCULLI, Nicola PIGNATELLI, Antonietta RUSSANO, Francesco VERNAGLIONE.
50 anni: Giuseppe CATAPANO, Vito MONTANARO, Giuseppe RUSSO, Giovanni Antonio SCIALPI.
Il presidente Vizzarro, unitamente al Consiglio, ha consegnato tre targhe a tre Commercialisti che nel corso di questi quattro anni hanno brillato per il percorso avviato all’interno dell’Ordine: Laura BACCARO, presidente della Fondazione ODCEC, Franca TODARO, presidente del CPO ODCEC e Gianpiero IOBBI, referente OCC.
INCLUSIONE ACCESSIBILE/ Presentato a Taranto il Servizio di Disability Management per le imprese
Scritto da Redazione1Confindustria Taranto, in collaborazione con la FE.D.MAN (Federazione Disability Management) ed il patrocinio del Comune di Taranto, ha promosso la realizzazione del progetto “Inclusione Accessibile: Promozione e Servizio di Disability Management per le imprese", finalizzato all’inclusione delle persone con disabilità, che si pone l'obiettivo di supportare le imprese del territorio – in particolare le piccole e medie realtà - per gestire efficacemente l'inclusione lavorativa delle persone con disabilità.
L'iniziativa si articola attraverso diverse componenti chiave che prevedono azioni di formazione su misura, in relazione alle specificità aziendali, servizi di consulenza specialistica per offrire un supporto operativo su accessibilità, normativa e inserimento lavorativo, nonché strumenti pratici per facilitare l’implementazione delle pratiche inclusive in azienda.
Ieri il progetto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città. Erano presenti Salvatore Toma, Presidente di Confindustria Taranto, il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia, Antonio Giampietro, Sabrina Lincesso, assessore ai Servizi Sociali e Politiche Abitative del Comune di Taranto, Silvio Busico, presidente della sezione Politiche Attive del Lavoro di Confindustria Taranto, Haydée Longo (Presidente ad Interim), Anna Maria Cassano e Titty Settimio di FE.D.MAN e Pasquale Marinelli, Garante dell’Inclusività del Comune di Monteiasi.
EX ILVA-TARANTO/ Avviata la fermata temporanea di tre batterie delle cokerie
Scritto da Redazione1Avviata la fermata con messa in preriscaldo di tre batterie coke all’ex Ilva di Taranto per consentire lavori sull’impianto di desolforazione del gas coke. Lo comunica Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria precisando che si tratta di gli “interventi di manutenzione del catalizzatore dell’impianto desolforazione dell’area sottoprodotti” e quindi “oggi sono iniziate le attività per la fermata temporanea delle batterie di forni a coke attualmente attive, n. 7, 8 e 12, mentre la batteria n. 9 è già ferma e in riscaldo. I forni - afferma l’azienda - saranno mantenuti in riscaldo al fine di preservarne l’integrità e garantirne il riavvio al termine della manutenzione, prevista per il prossimo 30 aprile. L’intervento - dichiara AdI - è stato pianificato nel rispetto delle normative ambientali e di sicurezza e sottoposto alla preventiva autorizzazione da parte del Mase e degli altri Enti competenti. Proseguiranno i controlli ambientali e i monitoraggi in continuo per garantire la sicurezza e il rispetto delle prescrizioni Aia”. I circa 250 lavoratori interessati dalla fermata saranno avvisti a corsi di formazione e non a cassa integrazione, ha detto l’azienda.
LAVORO/ Trasferimento comparti da Taranto a Potenza: alla Vestas scatta lo sciopero a oltranza
Scritto da Redazione1La vertenza che coinvolge le lavoratrici e i lavoratori di Vestas Italia, azienda attiva nel settore delle energie rinnovabili, è giunta a un punto critico. La decisione della multinazionale di avviare una procedura di trasferimento che comporterebbe spostamenti fino a 200 chilometri ha generato forte preoccupazione tra il personale e nelle organizzazioni sindacali. L’assenza di risposte istituzionali e la mancanza di un confronto costruttivo con l’azienda hanno spinto Fiom-Cgil e Uilm a proclamare uno sciopero ad oltranza.
«Questa mattina – dichiara il segretario generale della Fiom-Cgil Taranto, Francesco Brigati – prende avvio lo sciopero ad oltranza delle lavoratrici e dei lavoratori di Vestas Italia, una mobilitazione resa inevitabile dall’assenza totale di risposte da parte dell’azienda».
Brigati sottolinea come, nonostante i ripetuti solleciti, non vi sia stata alcuna interlocuzione con l’azienda e tanto meno rispetto alle sollecitazioni e alla richiesta di incontro inoltrato dal Sindaco di Taranto . «Insieme alla Uilm – prosegue – abbiamo formalizzato una richiesta di incontro urgente alla Task Force regionale per l’occupazione perché riteniamo indispensabile che tutte le istituzioni, dal Comune alla Regione, esercitino pienamente il loro ruolo in una vertenza che riguarda un pezzo fondamentale del tessuto produttivo e sociale del territorio».
Il segretario Fiom lancia un appello diretto: «Chiediamo al sindaco, ai parlamentari del territorio e a tutte le rappresentanze istituzionali di essere presenti domani alla mobilitazione, per sostenere concretamente le lavoratrici e i lavoratori Vestas in questa fase drammatica».
Brigati denuncia ancora una volta la gravità delle scelte aziendali: «È inaccettabile che una multinazionale continui a ragionare esclusivamente in termini di taglio dei costi, ignorando completamente l’impatto sulle persone e sulle loro famiglie. È impensabile pretendere trasferte di 200 chilometri come soluzione organizzativa, senza alcuna considerazione per la vita dei lavoratori».
La Fiom-Cgil ribadisce la richiesta centrale della vertenza: «Per riaprire un confronto vero – conclude Brigati – l’azienda deve sospendere immediatamente la procedura di trasferimento. Solo così sarà possibile avviare una discussione seria sul futuro produttivo e occupazionale del sito di Taranto».
EX ILVA-TARANTO/ Si accentua crisi, 2 imprese verso 274 licenziamenti
Scritto da Redazione1Si accentua la crisi di alcune imprese dell’indotto ex Ilva di Taranto che già sul finire dell’anno scorso hanno annunciato procedure di licenziamento. É il caso della Pitrelli, per 56 addetti, di cui nelle scorse ore, dicono i sindacati, é stato confermato il licenziamento, e della Semat Sud che vuole cessare le attività svolte a Taranto licenziando 218 addetti per i quali a marzo terminerà la cassa integrazione.
Sulla crisi Pitrelli, prende posizione la Uilm dichiarando che “si è concluso con un mancato accordo l’incontro presso Arpal Puglia in merito alla procedura di licenziamento dei 56 lavoratori dell’azienda Pitrelli srl. Non saremo mai complici di chi mette per strada le famiglie - sostiene la Uilm -. È inaccettabile che i lavoratori che hanno svolto attività di manutenzione garantendo per anni la continuità produttiva dello stabilimento ex Ilva grazie al patrimonio di competenze acquisite, siano oggi sacrificati. Inoltre, il fermo delle batterie trascinerà con sé una parte importante delle attività lavorative dei lavoratori dell’ indotto, rischiando di innescare una pioggia di richieste di cassa integrazione e ulteriori licenziamenti collettivi in altre aziende”.
Secondo la Uilm, “Taranto non può più pagare il prezzo di un'assenza di scelte istituzionali che stanno trasformando sempre più il territorio in un deserto occupazionale dove vige la rassegnazione. Naturalmente - dice la Uilm - non abbiamo firmato nel rispetto della dignità delle persone coinvolte; dignità continuamente calpestata da chi continua a gestire una vertenza così drammatica e complessa a colpi di slogan e promesse disattese mentre si aggrava la condizione di isolamento e disperazione di tutti i lavoratori coinvolti”.
Per la Semat Sud, invece, i sindacati degli edili di Cgil, Cisl e Uil si sono rivolti alla task force Lavoro della Regione Puglia - presidente Leo Caroli - chiedendo un incontro. “Semat Sud srl, controllata da Semat spa, azienda che opera all’interno dell’appalto ex Ilva di Taranto da oltre venti anni e che attualmente occupa 218 dipendenti, ha formalmente avviato in data 15.12.2025 la procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività, motivando tale decisione per il perdurare della situazione di instabilità e incertezza dello stabilimento siderurgico - si dice nella lettera alla task force -. Le organizzazioni sindacali, unitamente alle Rsu - prosegue la lettera delle sigle edili alla Regione Puglia - hanno chiesto alla società di ritirare la procedura e di individuare congiuntamente misure di salvaguardia occupazionale in attesa dell’auspicato rilancio industriale e ambientale dell’ex Ilva di Taranto, senza riscontrare disponibilità da parte di Semat Sud”. Si chiede quindi “la convocazione di un incontro presso il comitato Sepac affinché si scongiuri il licenziamento di 218 lavoratori della Semat Sud”.

