Economia, Lavoro & Industria (2086)
LAVORO/ Landini a Taranto: situazione ex Ilva peggiorata, se non interviene lo Stato potrebbe saltare tutto
Scritto da Redazione1“Siamo in una situazione che credo sia peggiorata”. Così sull’ex Ilva Maurizio Landini, segretario generale Cgil, nel punto stampa tenuto questa mattina a Grottaglie (Taranto) all’esterno dello stabilimento di Leonardo Aerostrutture.
Condividendo il dato che la vicenda ex Ilva non ha registrato passi avanti (“nel modo più assoluto” ha osservato) rispetto a quando Landini guidava anni fa la Fiom Cgil, il numero uno della Cgil ha sostenuto che c’è “il rischio concreto che il sistema industriale, siderurgico, del nostro Paese, salti. Le scelte che non sono state fatte sin dall’inizio oggi tornano fuori. Vorrei ricordare che sin dal 2012, quando è iniziata tutta questa partita, sin da allora sia la Fiom che la Cgil avevano indicato in modo molto esplicito la necessità di un ruolo centrale dello Stato per poter affrontare questa situazione".
"Oggi siamo di nuovo lì - ha dichiarato Landini -, oggi siamo di nuovo di fronte al fatto che se vuoi garantire gli investimenti, se vuoi fare un nuovo sistema di produzione dell’acciaio che sia sostenibile, che sia per l’ambiente e per le persone, dentro e fuori i luoghi di lavoro, é il momento di investimenti. E se non c’è anche una presenza dello Stato diretta nel gestire questo processo, io vedo seriamente il rischio che possa saltare tutto. Questa responsabilità credo che non ce la possiamo permettere”.
“C’è bisogno di fare investimenti - ha sottolineato il segretario generale Cgil ancora sull’ex Ilva -, chi li fa questi investimenti in questo momento? Abbiamo visto che tutte le strade percorse che pensavano che il mercato risolvesse i problemi, non li sta risolvendo. Ci sono questioni che riguardano il rapporto complessivo con il territorio, con le leggi del nostro Paese. Gli investimenti che oggi sono necessari, hanno bisogno, per quello che ci riguarda, di un ruolo anche pubblico, diretto, e non può essere che si continuino a usare soldi pubblici per poi non fare le cose che devono essere fatte, con il rischio che se non viene affrontata, davvero siamo difronte a una situazione che rischia di essere irrecuperabile. E il nostro Paese non se lo può permettere”.
EX ILVA AL COLLASSO/ I sindacati: Governo coinvolga tutti, altrimenti disastro sociale e industriale
Scritto da Redazione1“Il governo ora più che mai deve accettare l’idea che da solo non risolve la situazione e che l’unico modo è il confronto trasparente e collaborativo in sede di tavolo permanente di Palazzo Chigi con le organizzazioni
sindacali, con il coinvolgimento di tutte le istituzioni, nazionali e locali, gli enti preposti e le autorità competenti dello Stato interessate, che possono (debbono) contribuire a individuare le soluzioni che evitino un disastro sociale e industriale che coinvolgerebbe 20.000 famiglie. Non ci rassegneremo a un destino ineluttabile”. Lo affermano i sindacati Fim, Fiom e Uilm in vista del nuovo incontro su Acciaierie d’Italia, ex Ilva, che il governo ha calendarizzato per lunedì sera a Palazzo Chigi dopo quello svoltosi ieri.
I sindacati dichiarano che nell’incontro del 26 maggio attendono “chiarimenti” su varie questioni. Si parte dal voler capire quanto “la concessione dell’Aia, l’approvvigionamento del gas, la condivisione con la Regione Puglia di un piano di decarbonizzazione pesino nello stallo delle trattative con Baku Steel”.
Le sigle sindacali chiedono se vi è “la volontà e la possibilità di rispettare il piano di ripartenza di tutti gli impianti funzionale alla gestione della transizione della produzione a forni elettrici e impianti Dri”, nonché di valutare la “annunciata decisione unilaterale dell’amministrazione straordinaria di aumentare i livelli di utilizzo della cassa integrazione” (i sindacati ieri hanno detto no).
Viene poi chiesta dai sindacati chiarezza circa “le iniziative” su come si intendono “tutelare i lavoratori dell’indotto e di Ilva in amministrazione straordinaria” e “la garanzia delle risorse economiche necessarie per gestire la grave situazione in cui versa l’azienda”. Questo per “mantenere la continuità produttiva e la continuità salariale delle lavoratrici e dei lavoratori”.
ALTA TENSIONE/ Si inasprisce la protesta dei lavoratori ex Ilva: a Taranto blocchi e nuove azioni in programma
Scritto da Redazione1I lavoratori dell’ex Ilva di Taranto si preparano a nuove proteste e a nuovi presidi dopo quelli attuati oggi tra area antistante la direzione della fabbrica e blocco della statale Appia all’altezza del siderurgico, quest’ultimo durato circa due ore. I coordinatori di fabbrica di Fim, Fiom e Uilm, una volta tolto il blocco stradale, nel primo pomeriggio hanno fatto un veloce punto di situazione con i lavoratori rimasti attraverso un’assemblea volante. Vito Pastore della Uilm ha annunciato che “anzitutto la procedura di aumento della cassa, chiesta da Acciaierie d’Italia, è stata respinta. Adesso nella prossima settimana ci sarà un aggiornamento dell’incontro incontro a Palazzo Chigi. I nostri rappresentanti al tavolo ci hanno detto che il commissario Giancarlo Quaranta si é risentito per i comunicati giornalieri che facciamo su quello che in fabbrica non va, non funziona. Ma se li facciamo, ingegner Quaranta, e perché ci sono dei problemi che vanno risolti”. “Adesso - ha aggiunto Pastore - comincia un percorso. Non dobbiamo arretrare, vogliamo garanzie di lavoro, di impianti sicuri e di tutela della salute”. Ribadito ai lavoratori che il Governo ha fatto una prima apertura sulla possibilità di ricorrere ai prepensionamenti per l’ex Ilva - furono fatti molti anni fa - e di riconoscere, ai fini pensionistici agevolati, il riconoscimento dei lavori usuranti in siderurgia.
“C’è rottura per quanto riguarda l’incremento della cassa integrazione, noi non siamo d’accordo perché ci interessa la manutenzione degli impianti e della fabbrica”, ha dichiarato Ignazio De Giorgio della Fiom. E ha aggiunto, con riferimento alla partecipazione odierna al sit in odierno che non è stata alta malgrado le quattro ore di sciopero nel primo turno (e altrettante nel secondo e terzo in nottata): “Chiediamo partecipazione”.
Per Vincenzo Laneve, della Fim Cisl, “non ci sono state risposte nemmeno sul gas che permetterebbe l’avvio della costruzione dell’impianto di preridotto per i forni elettrici. Inoltre, per motivi politici, non ci é stato dato il link che insieme a voi ci avrebbe permesso di seguire in diretta l’andamento del vertice a Palazzo Chigi. Oggi - ha aggiunto Laneve - qui c’erano pochissimi lavoratori, come se fosse un problema di pochi la cassa integrazione o lo stato della fabbrica. Abbiamo 1.600 dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria che sono in cassa, altri 3.000 di Acciaierie d’Italia che sono in cassa, e questi lavoratori ora devono decidere da che parte stanno. Perché non è possibile che i lavoratori in cassa ci chiamino al cellulare chiedendoci cosa si dice e che notizie ci sono. Qui bisogna rimboccarsi le maniche tutti”.
ALTA TENSIONE/ Ex Ilva, il 21 sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti
Scritto da Redazione1Fim ,Fiom, Uilm, proclamano 4 ore di sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti dell'Ex Ilva per chiedere al governo di assumere scelte che producano azioni immediate. L'astensione dal lavoro avverrà in concomitanza con la riunione del tavolo permanente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lo annunciano le sigle sindacali in una nota.
La richiesta dell'incontro del 21, spiega la nota dei sindacati, "si è resa necessaria per avere gli aggiornamenti della situazione del gruppo siderurgico Acciaierie d’Italia in AS sia in ragione del gravissimo incidente verificatosi la settimana scorsa presso lo stabilimento di Taranto, con il conseguente annuncio di raddoppiare la messa in cassa integrazione dei lavoratori, sia per avere chiarezza futuro del gruppo a seguito della gara di assegnazione dello stesso". Da tempo, Fim Fiom Uilm, precisa la nota, hanno richiesto più volte ed in tutte le sedi istituzionali di poter ricevere risposte chiare e definitive sul destino dell’ex Ilva. Al momento si constata un "quadro disastroso della situazione aziendale ed occupazionale: nessuna notizia circa l’avanzamento o lo stallo della trattativa con Baku Steel per la possibile cessione; interruzione del Piano di Ripartenza, per insufficienza di risorse economiche".
Fim, Fiom, Uilm, ritengono "insostenibile il clima di incertezza che si protrae da anni sulla vertenza e che pone i 20.000 lavoratori (Acciaierie d’Italia in AS, Ilva in AS e aziende dell’indotto) e delle loro famiglie in una condizione di instabilità ed a pagare il prezzo di scelte sbagliate o non assunte, da chi ha avuto in passato responsabilità istituzionali e politiche sulla vicenda e di chi tutt’ora deve assumerne".
A seguito di una valutazione dell’esito dell’incontro a Palazzo Chigi, verranno decise ulteriori iniziative. (foto di repertorio)
REALTÀ TARANTINE/ Associazioni e Imprese insieme per sostenere 10 progetti che stanno cambiando la città
Scritto da Redazione1
TP Italia e Confindustria Taranto hanno ideato il primo momento di incontro per la costruzione di un ecosistema inclusivo. All’associazione degli industriali donata la targa di migliore azienda nella quale lavorare in Italia ottenuta a marzo da TP Italia
Un’idea, tanto impegno e il supporto da parte di chi ogni giorno si adopera per produrre valore e vuole restituirne una parte al territorio: queste le caratteristiche che accomunano le storie protagoniste di “Comunità e incontro: costruiamo insieme un ecosistema inclusivo”, l’evento organizzato da TP Italia e Confindustria Taranto. Dieci le realtà che si sono presentate sul palco allestito nella sala eventi di TP Italia: i progetti sociali ‘Invictus’, ‘Il futuro è qui’, ‘Banco Alimentare’, ‘TP4i’; la Società benefit ‘Nasse animation studio’; la cooperativa Isac Pro; l’istituto comprensivo ‘Galileo Galilei’; le associazioni ‘Citte citte’, ‘Arca Aps ETS’; l’Unità di terapia intensiva Utin dell’ospedale ‘SS Annunziata di Taranto’. Sul modello dei TED talk, ognuna di loro ha avuto a disposizione dieci minuti per raccontare in quale maniera sta lavorando per migliorare il territorio. Ad ascoltarle, rappresentanti delle istituzioni e una quarantina di aziende di Taranto e provincia interessate a fare rete per restituire valore e concorrere allo sviluppo del territorio. Sostenibilità aziendale, inclusione sociale e valorizzazione del territorio-comunità sono i temi che hanno caratterizzato l’iniziativa .
“Negli ultimi cinque anni in TP Italia abbiamo intensificato il nostro impegno in attività legate al terzo settore per dare un seguito naturale alle iniziative attivate in azienda per le nostre persone: nel 2024 – spiega Diego Pisa, CEO di TP Italia – le iniziative sui territori di Taranto e Fiumicino sono state una ventina. Abbiamo portato un po’ di azienda in città e nei quartieri in cui vivono i nostri dipendenti con l’idea di restituire al territorio una parte dell’impegno che i tarantini impiegano ogni giorno lavorando con noi. E abbiamo visto che si è creato un circolo virtuoso di sviluppo delle competenze e del benessere. Crediamo che solo in questa maniera si possa cambiare il territorio e il modo di raccontarlo e oggi abbiamo ascoltato dieci belle storie che raccontano un’altra Taranto”.
"Volevamo raccontare un territorio diverso – dichiara il presidente di Confindustria Taranto Salvatore Toma -e crediamo, attraverso questo evento, di esserci riusciti. Il percorso di Confindustria Taranto verso la valorizzazione delle nostre peculiarità, delle nostre belle realtà aziendali e delle eccellenze "silenziose" che ne fanno parte non poteva trovare partner migliore: TP riassume nel suo concept imprenditoriale il cambiamento. Quello più vero, reale e allo stesso tempo visionario, l'unico in grado di imprimere al territorio l'avvio di una fase virtuosa".
INCENDIO ALL'AFO1/ Confindustria Taranto: va ripristinato il dialogo, a rischio la tenuta di un intero sistema industriale
Scritto da Redazione1E’ venuto meno quello che tutti auspicavamo: dialogo, ascolto e fiducia. Il risultato è una situazione che si aggrava minuto per minuto e che rischia di deflagrare con ripercussioni molto serie per la tenuta della fabbrica, del clima sociale e di un intero apparato industriale”. Lo dice Confindustria Taranto sull’ex Ilva con il suo presidente Salvatore Toma a proposito dello stop all’altoforno 1 a causa dell’incendio e del sequestro senza facoltà d’uso da parte della Procura. “Non sta certo a noi - prosegue Toma - contestare l’operato della Procura e non intendiamo farlo. Probabilmente sarebbe bastato adottare una linea di maggiore condivisione per non compromettere mesi e mesi di lavoro certosino da parte dei commissari, dello stesso Governo e del ministro Urso in particolare, per far sì che lo stabilimento non si spegnesse definitivamente”. Per il presidente di Confindustria Taranto, Acciaierie d’Italia “si stava preparando affinché alla negoziazione con gli azeri si arrivasse con le migliori condizioni possibili, e prova ne è l’incontro che si sarebbe dovuto tenere il 19 prossimo con tutti i soggetti industriali che a vario titolo avrebbero potuto investire nella filiera dell’acciaio. Quello che ci auguriamo - dice Toma - è che, a fronte di una situazione non del tutto compromessa, si possa arrivare davvero alla condivisione di obiettivi comuni e fondamentali per il territorio e per il Paese: la tenuta della fabbrica e dell’intero sistema siderurgico e, solo in virtù di questi presupposti, l’avvio dei processi di decarbonizzazione sui quali il Governo sta concentrando la sua attenzione, come ribadito a chiare lettere solo pochi giorni fa, qui da noi in Confindustria, dal ministro Pichetto Fratin”.
ASSEMBLEA/ BCC San Marzano: bilancio approvato all'unanimità. Di Palma: solidità, inclusione e territorio i nostri pilastri
Scritto da Redazione1L’Assemblea dei soci della BCC San Marzano ha approvato il bilancio
d’esercizio 2024 e condiviso i punti all’ordine del giorno, sia per la parte straordinaria che ordinaria.
L’assise si è svolta in presenza presso Masseria Li Reni a Manduria, con una grande partecipazione dei
soci, che hanno approvato all’unanimità le proposte di delibera sui punti all’ordine del giorno, tra cui
il bilancio di esercizio 2024, le modifiche dello Statuto Sociale e del Regolamento Assembleare, a
seguito di un lavoro svolto, su iniziativa della Capogruppo Cassa Centrale e con il coinvolgimento delle
Banche Affiliate, che ha aggiornato lo Statuto tipo per adeguarlo all'esperienza maturata dopo 5 anni
dalla costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo.
BILANCIO 2024
In un contesto economico – finanziario segnato da incertezze, l’istituto di credito pugliese, forte di una
storia di 69 anni al servizio dello sviluppo stabile della comunità, consolida la sua posizione e chiude il
bilancio 2024 con un utile netto 7,5 milioni di euro. Le masse intermediate si attestano a 1,27 miliardi di
euro, in crescita di 123 milioni di euro (+10,7 %). La raccolta complessiva segna un incremento del
12,63%, con 894 milioni di euro e gli impieghi che superano i 374 milioni di euro in crescita del 6%
rispetto al 2023. Di particolare rilievo la crescita del 14,9% della raccolta diretta, che conferma la
relazione di fiducia con soci e clienti. Aumenta anche la raccolta indiretta del 5% rispetto al 2023, a
riprova dell’efficacia di una attività di consulenza qualificata. Il patrimonio netto sale a 82,3 milioni di
euro (+ 11,27%). Il CET 1 Ratio raggiunge quota 33,25 %, ben al di sopra dei requisiti regolamentari.
I numeri sottolineano la solidità patrimoniale della Banca, con una prudente gestione dei rischi. Utile e
incremento delle attività sono il risultato di un modello di business equilibrato, che pone al centro la
relazione con gli stakeholder del territorio e che investe strategicamente, in sinergia con il Gruppo
Cassa Centrale, nella digitalizzazione dei servizi e nella dematerializzazione dei processi
Un'attenzione costante è dedicata anche alla qualità del credito: la quota dei crediti deteriorati netti
rappresenta lo 0,5% del totale dei crediti netti verso la clientela, testimoniando una gestione prudente
dei rischi.
"Ringrazio le numerose socie e i numerosi soci per la partecipazione. In un contesto globale turbolento,
la BCC San Marzano continua a rispondere con pragmatismo e valori solidi, mettendo al centro
famiglie e imprese- queste le parole del presidente Emanuele Di Palma-I risultati del bilancio 2024 confermano la nostra solidità e la capacità di coniugare
crescita, inclusione e attenzione alla comunità di riferimento. Siamo orgogliosi della Certificazione per
la Parità di Genere ottenuta a fine 2024, un traguardo che testimonia il nostro impegno concreto verso
un ambiente di lavoro più inclusivo, dove la diversità è valorizzata e le pari opportunità sono garantite,
a partire dalla governance della Banca che conta 2 donne su 5 componenti il consiglio di
amministrazione e 1 donna su 3 membri del collegio sindacale, oltre le previsioni regolamentari. Questo
impegno si traduce anche nel sostegno attivo alle realtà locali: nel 2024 abbiamo accolto 110 nuovi
soci e realizzato 131 interventi a supporto di enti, associazioni, scuole, con un incremento del 30%
rispetto all'anno precedente. Abbiamo sostenuto progetti socio-assistenziali, culturali, formativi, sportivi
e di promozione del territorio, perché crediamo che la crescita economica sia indissolubilmente legata
al benessere sociale e culturale delle nostre comunità. Continuiamo a investire nel rapporto umano e
nella presenza fisica, come dimostra la recente apertura della filiale di Porto Cesareo, dopo Ceglie
Messapica nel 2024, a cui si aggiunge la prossima programmata a Nardò, in controtendenza con il
crescente fenomeno della desertificazione bancaria. Questa scelta è un segnale tangibile della nostra volontà di essere vicini alle persone e alle imprese, di ascoltare le loro esigenze e di offrire un supporto
concreto e personalizzato. Il nostro obiettivo primario è generare valore sostenibile nel tempo, puntando su formazione e consulenza, che resteranno le parole chiave di una banca come la nostra impegnata da sempre nella promozione di uno sviluppo economico etico, inclusivo e rispettoso delle peculiarità di ogni territorio”.
RICONOSCIMENTI/ Mattarella conferisce Stella al Merito del Lavoro alla tarantina Tina Turturro, lavoratrice modello
Scritto da Redazione1Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha insignito la lavoratrice Tina Turturro, dipendente del Formedil Di Taranto dal 1995, della “Stella al Merito del Lavoro”, riconoscimento destinato ai lavoratori che si sono distinti per singolari meriti di perizia, laboriosità, condotta morale e requisiti di anzianità.
La cerimonia di consegna della decorazione e del brevetto ha avuto luogo il 1° maggio nel teatro Piccinni di Bari in Corso Vittorio Emanuele II, nr.84.
SCIOPERO IN EX ILVA/ I sindacati: serve un patto su lavoro e ambiente
Scritto da Redazione1Ieri i sindacati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato uno sciopero a Taranto coinvolgendo i lavoratori di Acciaierie d'Italia (ex Ilva), delle aziende dell'appalto e dell'indotto, nonché tutte le aziende del territorio della metalmeccanica.
L'iniziativa, oltre che a sollecitare la ripresa delle trattative per il contratto nazionale metalmeccanico, “nasce dalla richiesta - spiegano le sigle - di un patto per l'ambiente e il lavoro e mira a chiedere risposte certe su occupazione, sicurezza, salario e una rapida ripresa delle trattative. I lavoratori hanno scioperato dalle 8 alle 10, manifestando la volontà di tutelare i propri diritti e di chiedere soluzioni definitive per il futuro dell'industria e dell'occupazione locale”.
“Crediamo - dice Francesco Brigati, segretario Fiom Taranto - che le vertenze vadano risolte come nel caso dell’ex Ilva. Non possiamo continuare in questa situazione che, ormai, va avanti da circa tredici anni. Bisogna trovare una soluzione dal punto di vista ambientale e occupazionale, mettere a punto la transizione ecologica, conoscere il piano industriale dei nuovi acquirenti".
"Questo è il momento delle scelte e dell’introduzione di innovazioni tecnologiche accompagnate da investimenti che rilancino il tessuto produttivo del nostro Paese, a maggior ragione per quanto riguarda il Mezzogiorno”, conclude Brigati.
EX ILVA/ Minambiente valuta osservazioni azienda su Aia valida 12 anni per produrre a carbone 6mln di tonnellate
Scritto da Redazione1È cominciato da parte del gruppo istruttore del ministero dell’Ambiente (Mase) l’esame delle osservazioni formulate da Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva, alle 477 prescrizioni ambientali nel parere istruttorio conclusivo della nuova Aia, Autorizzazione integrata ambientale, per la fabbrica siderurgica di Taranto. La nuova Aia, durata 12 anni, serve all’ex Ilva per produrre 6 milioni di tonnellate l’anno con gli attuali tre altiforni e due acciaierie. Poi, quando ci si avvicinerà all’entrata in funzione dei forni elettrici, servirà una nuova Autorizzazione. Le osservazioni aziendali non sarebbero nello stesso numero delle prescrizioni, 477 - diverse delle quali si articolano poi con altre misure collegate -, ma sarebbero comunque molte. Tant’è che il gruppo istruttore, del quale fanno parte anche Regione Puglia, Provincia di Taranto e Comuni di Taranto e Statte, ha dovuto aggiornarsi al 29 aprile. E se per quest’ultima data non si riuscisse a concludere l’esame delle osservazioni di Acciaierie, e quindi a formulare una risposta conclusiva a ciò che ha chiesto l’ex Ilva, è probabile che la conferenza dei servizi prevista per il 5 maggio possa essere rinviata.
Il gruppo istruttore dell’Aia ha infatti cominciato l’esame delle osservazioni dell’ex Ilva, ma non avrebbe ancora espresso un orientamento. Acciaierie parte dal presupposto che essendo stata cambiata e integrata l’Aia ancora in vigore - che peraltro è in proroga - nel 2012, nel 2014 e nel 2017, le misure ambientali non sono più quelle originarie del 2011 ma sono state potenziate e rafforzate. E l’ex Ilva, rifacendosi all’Ispra, sostiene di aver attuato e applicato quanto previsto. Ne consegue, per l’azienda, che la situazione adesso è ben diversa da quella di partenza dell’Aia. Secondo Acciaierie, ponendo ora tante nuove prescrizioni si rischia di ostacolare un’azienda che, nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza, vuole rilanciarsi anche con l’arrivo di un nuovo investitore, il gruppo Baku Steel Company dell’Azerbaijan. Da rilevare che l’istanza di nuova Aia presentata dall’azienda a febbraio 2023 è per una produzione di 8 milioni di tonnellate mentre il provvedimento in arrivo ne attribuisce 6, che è l’attuale livello autorizzato. Nel parere conclusivo, però, il gruppo istruttore scrive che le nuove prescrizioni permettono di avere “un quadro cautelativo dal punto di vista ambientale e sanitario”. E che vi é la necessità di “una serie di approfondimenti e l’implementazione di un monitoraggio permanente ambientale e sanitario, da sviluppare in sinergia con gli enti territoriali, oltre a una serie di misure di ottimizzazioni impiantistiche e gestionali con un approccio di miglioramento continuo basato su dati misurati”.

