Economia, Lavoro & Industria (2106)
EX ILVA-TARANTO/ Accordo: verso rinvio al 12 agosto, a giorni il lancio del nuovo bando di gara per la vendita
Scritto da Redazione1C’è l’ipotesi di rinviare la discussione sull’accordo istituzionale di programma per l’ex Ilva al 12 agosto. Lo si apprende da fonti partecipanti al tavolo. Si precisa tuttavia che non c’è ancora una decisione. All’inizio della prossima settimana, intanto, sarà lanciato il nuovo bando di gara per la vendita dell’azienda.
EX ILVA-TARANTO/ Accordo: verso rinvio al 12 agosto, a giorni il lancio del nuovo bando di gara per la vendita
Scritto da Redazione1C’è l’ipotesi di rinviare la discussione sull’accordo istituzionale di programma per l’ex Ilva al 12 agosto. Lo si apprende da fonti partecipanti al tavolo. Si precisa tuttavia che non c’è ancora una decisione. All’inizio della prossima settimana, intanto, sarà lanciato il nuovo bando di gara per la vendita dell’azienda.
EX ILVA-TARANTO/ La proposta di Bitetti al Mimit: 3 forni e un Dri
Scritto da Redazione1Tre forni elettrici e un impianto di Dri (preridotto di ferro da caricare negli stessi forni elettrici) é la proposta che il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha fatto oggi al tavolo del Mimit, presente il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, per la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto.
“Speravo, pensavo che questo tavolo potesse essere rimandato - ha detto Bitetti dopo aver rammentato che ieri a Taranto il consiglio comunale sull’ex Ilva non si è più tenuto dopo le sue dimissioni, oggi rientrate -, però ho visto che il tavolo é rimasto convocato e quindi ho sentito il dovere di partecipare per rappresentare la città. Abbiamo fatto una proposta al comitato tecnico - ha affermato Bitetti - e sulla scorta del fabbisogno di gas e dell’attuale consumo dell’azienda, abbiamo depositato, entro le 13 di lunedì, una nostra proposta. Quella che avevo avanzato nel nostro ultimo incontro. Un’ipotesi - ha aggiunto Bitetti - di poter valutare una combinazione tra i tre forni elettrici, la presenza di un Dri, nel rispetto dei fondi Fsc già stanziati, e un impianto di cattura della CO2. Questa nostra posizione è stata indicata al comitato tecnico nelle more che si potesse esprimere il Consiglio comunale”.
La proposta del sindaco di Taranto prende spunto da due elementi indicati nei giorni scorsi dal comitato tecnico insediato al Mimit dal ministro Urso al fine di valutare il fabbisogno di gas necessario per i due scenari, A e B, proposti per decarbonizzare il sito ex Ilva di Taranto. Il primo, A, con tre forni elettrici, quattro Dri - uno dei quali a servizio dell’ulteriore forno elettrico di Genova - e altrettanti impianti di cattura e stoccaggio della CO2 con un fabbisogno a regime, nel 2033, di 5,1 miliardi di metri cubi di gas. Il secondo, B, con i soli forni elettrici e un consumo di gas a regime nel 2032 di 1,3-1,4 miliardi di metri cubi. Preso inoltre in considerazione dal Comune per la sua proposta, il fatto, indicato dal comitato tecnico, che già oggi all’ex Ilva di Taranto, arrivano circa 2 miliardi di metri cubo di gas l’anno e che per tale quantità sono predisposti gli allacciamenti.
Tuttavia, fonti tecniche hanno già eccepito sulla proposta che oggi il sindaco ha presentato al Mimit, ma che era già nota, che al 1,3-1,4 miliardi di metri cubi annui di gas per i soli tre forni elettrici, bisogna aggiungere altri 800-900 milioni circa di metri cubi per un solo impianto di Dri. E questo, si sostiene, porta già così il fabbisogno ad una quota superiore ai 2 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Ieri, alla vigilia del tavolo, Urso aveva indicato la possibilità di un accordo limitato ai soli forni elettrici, un primo step per avviare la nuova gara di vendita di Acciaierie d’Italia, in attesa che le dimissioni del sindaco di Taranto rientrassero e che l’amministrazione comunale facesse le sue scelte.
EX ILVA-TARANTO/ Accordo di Programma: domani previsto l'ok ai forni elettrici, per il gas decisione ad agosto
Scritto da Redazione1“Il ministro Urso, presente la Regione Puglia, ci ha comunicato che nel vertice del 31 luglio si approverà con l’accordo di programma il piano per la decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto relativamente alla parte che prevede i soli tre forni elettrici nello stabilimento. Sarà invece rinviato ad agosto l’approfondimento del dossier completo nella parte che riguarda sia gli impianti di Dri, che la presenza eventuale a Taranto della nave di rigassificazione”. Lo dice ad AGI il presidente della Camera di Commercio di Taranto e già presidente di Confundustria Taranto, Vincenzo Cesareo, dopo la call avuta in mattinata con il ministro Adolfo Urso, presenti anche le associazioni di impresa, Confindustria Taranto, Confapi Taranto e Aigi Taranto, e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
“Questa scelta sui soli forni elettrici a Taranto rientra nelle competenze del ministro - ha detto Cesareo - mentre l’approdo della nave rigassificatrice investe quelle del Comune. Se il Comune dopodomani non si presenterà al Mimit, l’approfondimento del dossier avverrà in agosto, ovvero se serve la nave rigassificatrice e quando serve, ma intanto il 31 luglio sarà approvata la proposta dei soli tre forni elettrici. Il presidente Emiliano e io abbiamo detto che non si può ignorare che il sindaco venga minacciato come è accaduto ieri a Taranto. Non possono funzionare le cose in questo modo e probabilmente va anche affrontato un processo di comunicazione sulla vicenda ex Ilva. É stata anche proposta, da alcuni partecipanti alla video call, l’istituzione di un commissario, ma il ministro Urso - afferma Cesareo - ha subito chiuso sulla proposta evidenziando di avere delle competenze in capo al suo ruolo mentre gli enti locali ne hanno delle altre. Per quanto mi riguarda - aggiunge il presidente della CdC di Taranto -, ho detto che l’evento deprecabile accaduto ieri in Municipio e poi sfociato nelle dimissioni del sindaco Piero Bitetti, deve metterci nelle condizioni di affrontare un percorso insieme come enti locali. Questi ultimi vanno coinvolti, va trovata la sinergia e va posto in essere un piano che sia condiviso, perché così diamo anche forza agli enti locali che sono sul territorio, di prendere delle decisioni. Non è bello che si debba essere minacciati solo perché si riveste la carica di sindaco. I Dri - ha concluso Cesareo - sono previsti nel piano. Se si faranno o meno a Taranto insieme all’arrivo della nave di rigassificazione, é cosa che si farà ad agosto”.
Ex Ilva: Confindustria Taranto, bene partire con forni elettrici
"La decisione del ministro Urso di partire per ora solo con i tre forni elettrici nell’ex Ilva è opportuna. Ci permette di sbloccare la decarbonizzazione della fabbrica”. Lo dice ad AGI Salvatore Toma, presidente Confindustria Taranto, dopo la call di con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, presenti anche le altre associazioni delle imprese di Taranto e la Regione Puglia. “Urso ci ha annunciato che tre forni elettrici saranno ubicati a Taranto, mentre un quarto forno é previsto a Genova - prosegue Toma -. Invece per quanto riguarda il discorso degli impianti Dri, quanti e dove realizzarli, c’é un rinvio ad successivo approfondimento anche in base alla presenza del nuovo investitore nell’ex Ilva, il che mi sembra una cosa giusta. Ho chiesto al ministro delle Imprese che gli impianti del preridotto si facciano a Taranto anche nell’ipotesi di una loro realizzazione graduale. Lo spacchettamento, ovvero il fatto che si cominci prima dai forni elettrici rinviando il resto ad una seconda fase, permette anche di avviare il nuovo bando di gara per la scelta dell’investitore - prosegue Toma -. Anche se dopodomani al Mimit non ci sarà la firma del Comune all’accordo istituzionale di programma, su questa base relativa ai soli forni elettrici si può comunque ugualmente procedere. Ho detto al ministro, ma lui in verità lo aveva già escluso, che non sono d’accordo su un commissariamento su quest’operazione della decarbonizzazione, ma che é meglio coinvolgere gli enti del territorio. Mi auguro, a tal proposito, che rientrino presto le dimissioni del sindaco di Taranto e che é giusto che Regione, Provincia, Comune siano coinvolti insieme agli altri soggetti interessati”. Da aggiungere che anche fonti vicine al dossier confermano che la chiusura dell’accordo di programma con i forni elettrici, permetterà ai commissari di Acciaierie di lanciare un nuovo bando di gara rivolto al mercato dopo quello lanciato a fine luglio 2024 che già indicava come priorità del progetto la decarbonizzazione dell’acciaio.
EX ILVA-TARANTO/ Emiliano: il gas può arrivare via terra, i sindacati ci chiedono di non mollare sulla decarbonizzazione
Scritto da Redazione1Il gas che serve alla decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto può arrivare “anche via terra, certo é complicato, bisogna fare i contratti per comprare questo gas ma non è impossibile. Se la questione della nave, che per me non é così rilevante, dovesse essere dirimente, se ne può fare a meno, ma non é certo che per la nave rigassificatrice sì o no che noi rinunceremmo ad un’opzione industriale e di garanzia della salute così importante come quella che abbiamo davanti”. Lo ha detto il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, all’uscita oggi dall’ex Ilva di Taranto dove insieme agli altri rappresentanti delle istituzioni del territorio, tra cui il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha incontrato i sindacati Fim, Fiom e Uilm e il consiglio di fabbrica.
“L’incontro è stato molto positivo. L’assemblea ha dato chiaramente un indirizzo agli enti locali di non mollare sulla eccellenza produttiva e sul processo di decarbonizzazione della fabbrica. Ci hanno chiesto, adesso che siamo a un passo dall’immaginare una fabbrica che abbatte fortemente i fattori inquinanti e non è più pericolosa per la salute come lo è stata per 60 anni, a non mollare proprio adesso. A non cedere questa tecnologia ad altri luoghi”. ha sottolineato Michele Emiliano, all’uscita oggi dall’ex Ilva di Taranto dove insieme agli altri rappresentanti delle istituzioni del territorio, ha incontrato i sindacati Fim, Fiom e Uilm e il consiglio di fabbrica. “Si rischia che il Governo possa portare altrove i sacrifici, i dolori, le tragedie che sono avvenute a Taranto in questi 60 anno proprio adesso che la nuova tecnologia, i forni a riduzione diretta, possono abbattere del 95 per cento tutte le emissioni nocive - ha detto Emiliano -. Quest’indirizzo chiaro da parte del sindacato è per noi molto importante. Nessuna forza politica nazionale o locale, lo ribadisco ancora una volta, ha mai chiesto la chiusura della fabbrica. La Regione Puglia - ha proseguito - se le forze politiche nazionali avessero chiesto la chiusura della fabbrica, avrebbe lavorato alla sua strategia per la chiusura della fabbrica, ma siccome non ce lo chiede nessuno e non ce lo chiede il sindacato”. Per Emiliano, “hanno questa posizione solo alcune associazioni particolarmente importanti per il dolore e il lutto che gestiscono da tantissimi anni e che quindi hanno assolutamente la legittimazione a pensare e a dire quello che hanno nel cuore. Se una fabbrica potesse essere odiata, a Taranto ci sarebbe tutta la giustificazione per quest’odio, ci mancherebbe, però in questo momento noi dobbiamo prendere delle decisioni razionali ascoltando tutti e progettando anche il futuro di Taranto, Questo cambio tecnologico significa anche liberare moltissime delle aree attualmente impegnate dalla fabbrica e riprogettare l’urbanistica e lo sviluppo”. “Siamo purtroppo in una condizione diciamo difficile perché il Governo ha in mano un’Aia a ciclo integrale - ha rilevato Emiliano sulla nuova Autorizzazione integrata ambientale dell’ex Ilva -. Il sistema produttivo che ha inquinato e ucciso e creato tanti problemi alla salute dei tarantini. Ce l’ha in mano - ha aggiunto Emiliano riferendosi all’Aia e al Governo - e devo dire che in maniera corretta, almeno per ora, il ministro Urso ci sta chiedendo di proseguire la trattativa per l’accordo di programma”.
EX ILVA-TARANTO/ La trattativa sulla cassa integrazione slitta a fine agosto: riguarda 4050 lavoratori
Scritto da Redazione1Slitta a dopo la pausa estiva la trattativa sulla cassa integrazione straordinaria per l’ex Ilva. L’incontro del 24 luglio era stato riprogrammato all’1 agosto ma oggi il ministero del Lavoro ha fatto un nuovo aggiornamento al 28 agosto alle 11. L’azienda ha chiesto la cassa per 4.050 unità nel gruppo, di cui circa 3.500 a Taranto, con un incremento di 1.000 unità rispetto alla cassa attualmente in corso.
INCLUSIONE/ Protocollo d’Intesa per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità
Scritto da Redazione1La Regione Puglia e ARPAL Puglia, per migliorare la diffusione delle opportunità di lavoro tramite il portale e l'App "LavoroXTe", hanno collaborato con Confindustria Taranto e il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. L'obiettivo è potenziare i servizi rivolti a persone con disabilità e alle aziende. Questa collaborazione ha portato, il 23 luglio 2025, all’approvazione di un Protocollo d’Intesa (scaricabile qui) finalizzato a promuovere l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità attraverso strumenti quali l’Incrocio Domanda/Offerta, l’apprendistato e i tirocini extracurriculari.
Presenti alla sottoscrizione:
• l’Assessore al lavoro, formazione professionale, diritto allo studio, istruzione ed università, Sebastiano Leo;
• il Direttore di ARPAL Puglia, Gianluca Budano;
• il Presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma;
• il Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Antonio Giampietro.
Tra gli Obiettivi principali del Protocollo:
• Favorire l'accesso ai servizi di Arpal Puglia (Centri per l’Impiego) da parte delle aziende, in particolare tramite l’Incrocio Domanda/Offerta (IDO), l'apprendistato e i tirocini extracurriculari;
• Diffondere buone pratiche di job placement, per sviluppare una nuova cultura del reclutamento nelle aziende della provincia di Taranto;
• Rafforzare l’occupabilità, promuovendo programmi comunitari, nazionali e regionali per l’inserimento lavorativo;
• Promuovere l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità mediante servizi di supporto e collocamento mirato;
• Promuovere l’uso dei servizi dei Centri per l’Impiego (CPI), incluso l’incrocio domanda/offerta, selezione dei candidati, e supporto su apprendistato e tirocini;
• Offrire consulenza alle aziende associate per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità (Legge 68/99), supportando nella valutazione dei profili e nei rapporti con enti istituzionali;
• Sostenere progetti innovativi per migliorare i servizi ARPAL, come strumenti digitali e AI;
• Incentivare le aziende associate a usare i servizi ARPAL e dei CPI territoriali;
• Consentire la pubblicazione degli annunci di lavoro delle imprese associate sui canali istituzionali di ARPAL.
Controllo e governance:
È previsto un monitoraggio semestrale sull’attuazione e l’istituzione di una Cabina di Regia (con rappresentanti di ARPAL, Confindustria e del Garante) per analizzare l’andamento degli inserimenti lavorativi relativi alle persone con disabilità.
EX ILVA-TARANTO/ Gas: l'ipotesi dell'attracco della nave presso diga foranea non è fattibile, si pensa al quinto sporgente porto
Scritto da Redazione1L’eventuale attracco nell’area della diga foranea nella rada di Taranto della nave di rigassificazione proposta dal Mimit per i forni elettrici e gli impianti del Dri nell’ex Ilva, avrebbe bisogno del dragaggio dei fondali marini. É quanto emerso dai lavori odierni del comitato tecnico riunito al Mimit per un approfondimento del problema. Lo dichiarano fonti partecipanti alla riunione. Attualmente i fondali nell’area della diga hanno una profondità inferiore a quella di cui avrebbe bisogno l’unità. In particolare, i fondali sono più profondi dal lato esterno della diga e meno profondi da quello interno dove la nave dovrebbe essere eventualmente posizionata. In particolare, ora il pescaggio nell’area è compreso fra i 9 e gli 11 metri mentre ne servirebbero almeno 12,5.
L’ipotesi della diga foranea è stata avanzata nei giorni scorsi dall’Autorità portuale del Mar Ionio, porto di Taranto, ma da un approfondimento si é rivelata percorribile solo a determinate condizioni costituite dai dragaggi, che comunque potrebbero essere fatti. Perché la nave possa attraccare in prossimità della diga, le condizioni ritenute necessarie sono un fondale di arrivo/partenza, ormeggio e manovra con una profondità di almeno 14,5 metri, la compatibilità con il traffico navale portuale, l’essere al riparo dalle condizioni meteomarine avverse per dare continuità di servizio di erogazione e infine la compatibilità con gli aspetti di sicurezza industriale, tecnici, urbanistici e ambientali. L’eventuale ubicazione della nave a 12 miglia dalla costa è stata ritenuta infattibile, oltreché molto onerosa, dal Mimit, e quindi resta l’ipotesi della nave in porto. Esempio al quinto sporgente dell’ex Ilva, ma anche al molo polisettoriale, attualmente sede del terminal container di Yilport e destinato in futuro a essere uno dei due hub nazionali (l’altro è Augusta) per l’assemblaggio delle piattaforme galleggianti dell’eolico offshore. Entrambe le banchine, è emerso dalla valutazione del comitato tecnico insediato al Mimit, le banchine appaiono idonee per dimensioni del canale di accesso, pescaggio (12,5 metri) e dimensioni delle banchine. Inoltre, da una verifica esclusivamente visiva, la banchina del quinto sporgente potrebbe essere una migliore collocazione rispetto al molo polisettoriale per accogliere la nave di rigassificazione in quanto ci sono meno interferenze con le attrezzature di banchina. E comunque resta il fatto che al momento il Comune di Taranto è contrario all’approdo della nave perché ne teme l’impatto ambientale e i possibili riflessi sul piano della sicurezza.
INNOVAZIONE-TARANTO/ Biotecnologie nelle bonifiche: siglato accordo tra Commissario Uricchio e Fondazione Biotech For Life ITS Academy
Scritto da Redazione1Le biotecnologie emergono come la frontiera più promettente per un risanamento efficace, innovativo ed ambientalmente sostenibile: la sottoscrizione dell'Accordo tra il Commissario Straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di TarantoVito Felice Uricchio e la Presidente della Fondazione Biotech for Life ITS Academy Milena Rizzo, rappresenta un tassello fondamentale per la costruzione di nuovi scenari applicativi con importanti riverberi sulla formazione di giovani studenti, per la creazione di imprese innovative e per generare nuove e più promettenti prospettive di sviluppo dell'area Tarantina con un'azione all'ambiente ed utilizzando approcci naturali.
«La firma dell'importante accordo - ha dichiarato il Commissario Uricchio - riconosce le biotecnologie come asset strategico per il futuro di Taranto, partendo dalle bonifiche ma interessando numerosi altri ambiti per lo sviluppo delle filiere produttive facendo ricorso anche alla biocatalisi e biofabbricazione, alla produzione di bioferilizzanti e biopesticidi, biocarburanti, sino alla trasformazione dei rifiuti in materie prime ad elevato valore aggiunto. Le biotecnologie rientrano tra tecnologie emergenti, architravi della nuova rivoluzione industriale. Nel CNR, nelle Università e centri di ricerca pugliesi, anche grazie al PNRR, disponiamo di straordinarie competenze spinte dalle innovazioni nei settori della genomica, proteomica, bioinformatica ed ingegneria genetica. Il loro impatto è destinato a crescere, offrendo soluzioni per l'ambiente, per la salute umana, la sicurezza alimentare e lo sviluppo industriale».
«Coniugare la formazione terziaria professionalizzante alle sempre crescenti applicazioni su base biotecnologica in campo ambientale e industriale significa supportare i processi di rigenerazione del territorio e le politiche per il lavoro volte a migliorare la capacità di mostrarsi attrattivi verso le generazioni in crescita e quelle che vivono la dismissione dai processi produttivi – ha dichiarato la Presidente di Biotech for Life ITS Academy, Fondazione autorizzata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ad operare nell’Area Tecnologica “Chimica e Nuove Tecnologie della Vita". La Fondazione intende porsi quale partner strategico in grado di mettere in campo le migliori filiere formative tra aziende, territorio e Università che possano soddisfare la richiesta di tecnici da collocare nei molteplici progetti industriali che sono destinati a ridisegnare il volto economico e occupazionale del territorio di Taranto. Obiettivo, quest’ultimo, che potrà considerarsi attuabile anche attraverso la messa a disposizione di tecnologie per l’education e dotazioni strumentali e laboratoriali acquisite grazie ad importanti opportunità di finanziamento ministeriali».
«La scuola, specie in una realtà in crescita come quella di Taranto, ha necessità di offrire ai giovani prospettive di tecnologie proiettate ad un futuro di benessere per il territorio - ha dichiarato il Provveditore agli Studi di Taranto Prof. Vito Alfonso ».
Maria Casola Delegata Terza Missione del Dipartimento Jonicodell''Università di Bari dichiara: «La formazione è oggi una delle leve strategiche più efficaci per affrontare le grandi transizioni ambientali e industriali. In questo senso, il Dipartimento Ionico dell’Università di Bari è orgoglioso di contribuire, anche attraverso il dialogo con Commissario bonifiche e ITS Biotech, allo sviluppo di competenze multidisciplinari che integrino saperi giuridici, economici e ambientali, con una forte attenzione al territorio e alla sostenibilità. Gli eventi ospitati presso la nostra sede, come i Taranto Biotech Days e il Bioeconomy Day, testimoniano un impegno già concreto verso una formazione applicata, orientata all’innovazione e alla cooperazione istituzionale. Questo accordo rappresenta un’opportunità preziosa per rafforzare sinergie e visioni condivise».
«Confindustria Taranto - ha dichiarato la Vicepresidente Dott.ssa Lucia Minutello - è da sempre attenta alle potenzialità delle applicazioni microbiologiche e biotecnologiche, sostenendo tutto ciò che contribuisce a tali ambiti di ricerca scientifica ed innovazione. Risulta cruciale in particolare l’azione di trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca e di formazione delle competenze specifiche, perché le sfide della “diversificazione del nostro sistema produttivo” e del “potenziamento del mondo del lavoro” trovano una chiave di volta proprio nella rigenerazione ambientale e nello sviluppo sostenibile del territorio».
EX ILVA-TARANTO/Usb: un piano per blindare posti di lavoro e gestire esuberi da decidere in fase di Accordo
Scritto da Redazione1“Ballano davvero molti posti di lavoro. Questo significa che va stilato un piano preciso che consenta di blindarli e di gestire eventuali esuberi ricollocandoli in altre realtà. Questo va deciso ora contestualmente all'accordo”. Lo ha detto oggi il sindacato Usb nell’audizione in Regione Puglia (commissione Ambiente presieduta da Michele Mazzarano) dedicata a valutare l’accordo di programma proposto dal Governo per decarbonizzare l’acciaieria di Taranto e sul quale é attesa nei prossimi giorni la risposta del Comune di Taranto. “Non è ammissibile - ha detto Vincenzo Mercurio di Usb - che si rimandi a dopo la definizione delle questioni sindacali. Noi saremo d'accordo solo nell'ambito del perimetro da noi tracciato con l’assorbimento degli eventuali esuberi in enti locali, Arsenale e Acquedotto Pugliese, ma anche con il riconoscimento del lavoro usurante e dell’incentivo all'esodo per coloro che ritengono di poter dare un contributo diverso all'economia locale”. Secondo l’Usb, “noi ci sentiamo ancora di richiamare l’attenzione sulla ricaduta sull’occupazione dell’accordo di cui si parla, quindi i riflessi sul numero di lavoratori”.

